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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 327

Posts Tagged ‘trattative’

Brexit: avvio ufficiale delle trattative

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 marzo 2017

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“L’avvio ufficiale dell’iter di separazione da Bruxelles con la notifica britannica all’Ue dell’articolo 50 con la nota firmata ieri dal Premier May, invita ad affrontare la questione Brexit con pragmatismo, abbandonando definitivamente gli inutili commenti circa l’evitabilità o meno di questo percorso e concentrando invece l’attenzione sulle priorità del momento, in primis la tutela dei diritti dei cittadini Ue e dei 600mila italiani residenti sul territorio britannico, su cui molte garanzie sono state ventilate ma che al momento meritano interventi puntuale e risolutivi”. Lo dichiara in una nota Aldo Di Biagio, senatore di AP-CE e relatore dell’indagine conoscitiva sugli esiti della Brexit sui cittadini italiani avviata presso il Comitato sulle questioni degli italiani all’estero in congiunta con le Commissioni Esteri e Politiche dell’Unione Europea. “L’istruttoria avviata in questi giorni al Senato, – spiega Di Biagio – con il coinvolgimento in audizione di referenti istituzionali italiani ed europei e dei Dicasteri competenti vorrà dare un contributo significativo all’attività del Governo italiano in sede Europea nella prospettiva di sollecitare gli opportuni interventi di garanzia e tutela dei nostri cittadini, al momento letteralmente abbandonati in una condizione di opacità informativa e di diffidenza amministrativa sul territorio britannico”.

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Iran: Apertura Putin?

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 luglio 2015

obamanobel1_int“Il Presidente Obama, nel commentare l’atteggiamento collaborativo di Putin nella vicenda delle trattative sul programma nucleare di Teheran, si dice sorpreso. Forse trascura che lo stesso Putin aveva in realtà tutto l’interesse che le trattative si chiudessero con esito positivo, al fine di rafforzare il triangolo tra Russia, Iran e Siria”. A dirlo è Paolo Alli, Capogruppo Area Popolare (Ncd-Udc) in Commissione Affari Esteri alla Camera e Vice Presidente dell’Assemblea Parlamentare della Nato.“Se, invece, il presidente Obama vede reali aperture da parte di Putin, allora provi a persuaderlo a cessare i conflitti in Ucraina e a restituire la Crimea, con la cui annessione ha compiuto una palese violazione del diritto di sovranità nazionale. Se davvero riuscisse a ottenere questo, potrebbe ambire al premio Nobel per la Pace”.

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Banche: Fondo solidarietà

Posted by fidest press agency su sabato, 9 luglio 2011

Si è svolto il previsto incontro con l’Abi per la ripresa del confronto sul fondo di solidarietà. Dopo la rottura delle trattative in seguito alla disdetta dell’Abi degli accordi del 24 gennaio 2001 relativi alla volontarietà, la ripresa è stata possibile in seguito alla sospensione, da parte della stessa Associazione datoriale, degli effetti della disdetta fino al 18 luglio. Unità Sindacale non ha accolto positivamente il riproporre da parte dell’Abi di alcune tematiche verso le quali aveva già manifestato le proprie perplessità, sebbene siano state introdotte alcune modifiche migliorative rispetto alle posizioni espresse in precedenza:
• Riduzione dell’assegno straordinario dall’ 8% all’ 11% a secondo del livello di reddito lordo del lavoratore (± 38.000 euro);
• applicazione contratti di solidarietà “difensivi” ed “espansivi” con riduzione dell’orario di lavoro fino al 50%, per una durata che può arrivare ai 36 mesi e con una copertura della retribuzione lorda non percepita a seguito della minor prestazione sino all’ 80% (difensivi). Contratti espansivi (con correlata assunzione di giovani) della durata massima di 48 mesi su base volontaria;
• superamento sostanziale dell’accordo del 24 gennaio 2001 sull’accesso volontario al Fondo. L’elemento della volontarietà potrà essere recuperato dalle parti aziendali o di gruppo che, ferme le previsioni di cui al DM. n° 158 del 2000, possono pervenire ad un accordo, senza ricorrere alle procedure di cui alla legge 223/91 (licenziamenti collettivi), che definisca –anche nell’ambito di piani di incentivazione all’esodo- le modalità di esodo volontario per il personale in possesso dei requisiti per l’accesso al Fondo.
La delegazione di Unità Sindacale, in considerazione della rilevanza delle ricadute sulle lavoratrici e sui lavoratori, valutate anche le numerose implicazioni di una materia sicuramente complessa che potrebbe essere oggetto di ulteriori modifiche legislative (prolungamento delle finestre di uscita come già verificato), si è riservata ogni decisione nel merito.

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Bancari: piattaforma sindacale

Posted by fidest press agency su sabato, 18 giugno 2011

La piattaforma approvata dai lavoratori, nel corso delle assemblee condotte in tutta Italia, affronta il tema del rinnovo contrattuale ponendo particolare attenzione al complessivo peggioramento della qualità delle condizioni lavorative nelle Banche e alle possibili soluzioni, ed è stata elaborata compiendo, inoltre, una attenta analisi del quadro complessivo in cui operano le aziende creditizie nel nostro paese.
L’ Associazione Datoriale, però, prima ancora dell’avvio delle trattative ha lanciato, inquietanti, segnali di chiusura che non possono essere trascurati. Innanzitutto la disdetta unilaterale dell’accordo sull’accesso volontario al fondo di solidarietà, intervenuta, guarda caso, alla vigilia dei piani industriali dei grandi gruppi Bancari, tra i quali Intesa San Paolo, Montepaschi, UBI Banca e Banco Popolare, dove gli esuberi, dichiarati dalle aziende, già si contano a migliaia. Come se non bastasse la stessa ABI, tramite le dichiarazioni dei suoi rappresentanti, ha già manifestato la propria contrarietà nel riconoscere alle lavoratrici ed ai lavoratori il recupero dell’inflazione con la pretesa di ancorarla alla produttività e stravolgendo in questo modo gli accordi intercorsi sulla materia, tra Governo e parti Sociali. Al riguardo si ricorda che la piattaforma presentata da Unità Sindacale recepisce i meccanismi di computo per il recupero dell’inflazione dell’accordo del 2009 di cui la Confsal, alla quale aderisce Unità Sindacale Falcri – Silcea, è firmataria come la stessa ABI. L’atteggiamento di chiusura da parte dell’ABI è ancora più incomprensibile se si considera che il settore bancario in Italia vanta una solidità notevole che lo ha posto al riparo dalla crisi, tanto che nel nostro paese sono pochi gli Istituti di credito che hanno fatto ricorso alle misure di sostegno varate dal Governo. Inoltre una simile presa di posizione diventa ancora più inaccettabile perché avanzata dalla Rappresentanza di un settore in cui manager e azionisti continuano a percepire compensi e utili spropositati, oggetto anche in questi giorni di grande attenzione da parte degli Organi di stampa. Se l’ABI intenderà continuare con la sua posizione di rigida chiusura, Unità Sindacale Falcri – Silcea – Confsal, darà luogo a tutte le più idonee iniziative sul territorio nazionale, con il coinvolgimento anche dell’opinione pubblica, per dare all’ABI una risposta ferma e risoluta.

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Italia: trattativa con l’Unione africana

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2011

Subito un vertice a Roma. Nostri investimenti per milioni di dollari a rischio in Maghreb ed Africasub sahariana” “L’Italia deve incontrare rapidamente i rappresentanti dell’Unione Africana, deve confrontarsi con i Capi di Stato di quel continente e deve cerare la via d’uscita meno dannosa da questa delicatissima situazione: complessivamente ci sono milioni di dollari di investimenti da salvare fatti nel Maghreb e nella vastissima fascia sub sahariana da centinaia di grandi, piccole e medie imprese. A tutela degli interessi di questi imprenditori ed industriali chiederò ufficialmente al Presidente del Consiglio ed al Ministro degli Esteri un incontro: con il consenso del governo Italiano, la Camera di Commercio ItalAfrica Centrale è in grado di organizzare a Roma, a breve, un vertice con i maggiori rappresentanti dell’Unione Africana. Il tavolo di trattativa è assolutamente necessario per delineare una via d’uscita comune in questa fase di pericolosa regressione nei rapporti internazionali. Di contro si materializzerebbe il concretissimo rischio della definitiva chiusura di ogni rapporto tra Italia e l’Africa”. L’ing. Alfredo Cestari, Presidente della Camera di Commercio ItalAfrica Centrale – Unioncamere e Console in Italia della Repubblica Democratica delCongo è in costante contatto con i governi dei 19 Paesi sub sahariani su cui l’ente ha competenza e con le rispettive delegazioni diplomatiche in Europa. Delinea un quadro preoccupante: “Da tutti i governi africani – spiega – emerge una ferma condanna delle operazioni belligeranti in atto da parte degli Stati occidentali. Tutti vogliono la fine delle ostilità sul territorio libico esclusivamente attraverso la diplomazia. Altre strade sono percepite come strategie di parte, tese al raggiungimento di obiettivi diversi dalla seppur complessa pacificazione tra libici. Tutti sono quindi sorpresi dal comportamento del governo Italiano storicamente visto, invece, come il necessario cuscinetto diplomatico tra interessi contrapposti nei rapporti tra Africa ed occidente”. Sulle ripercussioni della scelta militarista sulle imprese italiane presenti in Africa: “Da Presidente della Camera di Commercio ItalAfrica centrale raccolgo continuamente le preoccupazioni di grossi ma anche piccoli e medi imprenditori che in quel continente hanno investito. L’irrigidimento in attonei rapporti tra Stati sta loro creando seri problemi. Alcuni Stati africani hanno già chiuso rapporti con imprese italiane, altri lo stanno per fare. Un esempio? Ho sentito nelle scorse ore il Presidente della Repubblica Democratica del Congo e quelli di altri Paesi sub sahariani: sono davvero moltopreoccupati per la posizione assunta dall’Italia che non condividono. Il consolidarsi di una crisi nei rapporti metterebbe probabilmente a rischio ambite commesse per l’estrazione delle materie prime, contratti per la realizzazione di importanti infrastrutture e quelli per forniture. Il Governo italiano deve muoversi per proteggere gli interessi dei suoi imprenditori. Il sistema delle impreseitaliane in nord e centro Africa regge su fragilissimi rapporti politico- istituzionali. Quel tessuto, oggi dinamico ma non protetto, non troverebbe in sé la forza di superare una crisi politica tra gli Stati in cui opera e l’ Italia. Il tutto a vantaggio di imprese provenienti da altri Paesi, giàpronte a rimpiazzare le nostre”. Cestari conclude: “Per il bene delle nostre imprese mi auguro che il Governo italiano accetti la mia proposta del vertice romano con l’Unione Europea”. La Camera di Commercio ItalAfrica Centrale è Ente senza scopi di lucro fondatadel 2004 ed iscritta al registro delle Camere di Commercio italo-estere del Min. degli Affari Esteri.

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Fiat: Riapertura trattative

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 dicembre 2010

Torino 28 dicembre alle ore 17.00, presso la sede regionale del PD in Via S. Francesco d’Assisi 35, si terrà una riunione delle Segreterie regionale e provinciale allargate per una più approfondita valutazione della questione. Il Partito Democratico di Torino e del Piemonte giudicano positivamente la riapertura della trattativa tra i sindacati e la Fiat. Abbiamo già affermato pubblicamente che consideriamo irrinunciabile l’investimento annunciato per Mirafiori, per le conseguenze che comporta per Torino, per il Piemonte e per l’Italia. Per questo riteniamo che tutti i soggetti istituzionali, politici e sindacali debbano agire per realizzare l’obiettivo di acquisire i vantaggi economici e occupazionali connessi con l’investimento annunciato dalla Fiat.
Tuttavia, sia la vicenda dell’accordo separato di Pomigliano, che consideriamo legittimo poiché validato dal referendum dei lavoratori, sia le difficoltà che hanno fin qui caratterizzato la trattativa su Mirafiori ci consegnano degli aspetti critici e dei problemi su cui è opportuno riflettere.
Per questo il PD di Torino e del Piemonte hanno compiuto una serie d’incontri con le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici, allo scopo di poter fare una valutazione complessiva sulla situazione.
Sul piano delle relazioni sindacali il nostro auspicio sarebbe che la trattativa si concluda unitariamente, tuttavia le forti divergenze registrate tra le organizzazioni sindacali portano a giudizi opposti rispetto alla proposta della Fiat, oltre a modelli contrattuali e sindacali molto diversi.
Mentre ribadiamo il nostro giudizio positivo sulla firma dell’accordo, dobbiamo anche registrare come alcune iniziative dell’azienda, che sembrano perseguire l’obiettivo di escludere un’organizzazione da qualsiasi forma di rappresentanza negli stabilimenti, non favoriscono un positivo processo d’innovazione del sistema di relazioni sindacali, con inevitabili problemi per la stessa azienda. Pertanto riteniamo che sia ormai matura l’esigenza di un nuovo quadro di norme che regoli le forme di rappresentanza e democrazia sindacale nei luoghi di lavoro, in modo da risolvere il problema della legittimità e della validazione dei contratti sindacali. Riteniamo indispensabile un’intesa su questo punto tra le parti sociali, in modo che possa derivarne una legislazione di sostegno. Per l’insieme di questi motivi il Partito Democratico di Torino e del Piemonte ribadiscono l’apprezzamento per gli investimenti annunciati dalla Fiat, che sono un modo concreto per far uscire il Paese dall’attuale situazione di crisi, tuttavia siamo consapevoli dei problemi e delle contraddizioni insite nella situazione: per questo invitiamo tutte le parti in causa a ricercare un ragionevole compromesso per il futuro dei nostri territori e del Paese.

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Campagna Tonno Rosso

Posted by fidest press agency su sabato, 18 dicembre 2010

In questo particolare momento politico, sociale ed economico di crisi per il comparto della Pesca al Tonno Rosso, sente pregnante il dovere, come sempre, di ringraziare la delegazione dei nostri rappresentanti per il lavoro svolto in questa fase di delicate trattative presso la Commissione UE. Difatti, grazie a questo lavoro profondo e laborioso, è stata evitata per quest’anno, per le nostre cooperative associate del settore tonniero, la sventurata ipotesi di non andare a pescare. Bloccare il progetto della drastica diminuzione della flotta, ha, infatti, evitato un rinnovato “bagno di dolore e sofferenze economiche alle nostre Imprese e anche quello di “essere private ancora una volta del loro lavoro”.  Ma non sono solo rose, le spine restano e, purtroppo, molto fittamente. Le limitazioni per il comparto Tonno Rosso sono davvero critiche – tiene a sottolineare il Commissario UNCI PESCA Michele Marinelli – elencandone nel dettaglio: ulteriore riduzione di quota; Composizione Flotta; Piani di pesca Campagna 2011. Il nervo scoperto, in particolare, è sulla composizione della Flotta, è qui che si gioca tutto. Infatti, solo nel prossimo mese di gennaio 2011 si avrà la certezza di chi e quante imbarcazioni potranno pescare le 1.787,91 tonnellate assegnate al nostro Paese. Sì, dunque, cari amici Tonnieri ci hanno sottratto ancora quota per 89,89 tonnellate per pay-back che altro non è “sovra pesca anni precedenti”. Nel rinnovare i ringraziamenti a quanti hanno operato a favore dei nostri pescatori, l’UNCI Pesca si augura per le imminenti festività Natalizie ogni istanza di bene e di rinnovata passione, assieme agli uomini di buona volontà. Tanti cari auguri di Buon Natale, dunque, all’insegna di cenoni e pranzi con pesce pescato nei nostri mari italiani dai nostri pescatori”.

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Fiat: Rottura trattative su Mirafiori

Posted by fidest press agency su sabato, 4 dicembre 2010

La rottura delle trattative su Mirafiori crea grandissime preoccupazioni per il futuro dello stabilimento torinese e per tutto il mondo delle imprese legate alla Fiat.  Auspico che tutte le istituzioni si attivino per la ripresa del confronto e per il raggiungimento di una soluzione condivisa.
Quest’oggi le parti erano ad un passo dall’accordo su tutti i punti. Il nodo del contratto collettivo di lavoro da applicare alla NewCo non può essere il fattore che determina l’affossamento del rilancio produttivo di Mirafiori. Occorre ripartire quanto prima da dove ci si è lasciati evitando eccessive rigidità.

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Partner strategico di Air China

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 agosto 2010

Pechino. Air China è divenuta l’unica compagnia aerea per la 14esima, 15esima e 16esima edizione della China International Fair for Investment and Trade. Dal 2010 al 2012, Air China metterà a disposizione risorse per la sponsorizzazione, il cui valore supera i 10 milioni di RMB, e che comprende risorse in contanti e biglietti gratuiti per voli internazionali/nazionali di Air China. La China International Fair for Investment and Trade (CIFIT), approvata dal Consiglio di Stato della Repubblica popolare cinese, ha luogo nel periodo 8-11 settembre di ogni anno a Xiamen, Cina. Il CIFIT è incentrato su problematiche nazionali e internazionali, trattative per investimenti e promozione della politica per gli investimenti, sviluppo coordinato di economie nazionali e regionali, e su scambi economici e commerciali sullo stretto di Taiwan. Il CIFIT è al momento l’unico evento per la promozione degli investimenti internazionali in China inteso a facilitare investimenti bilaterali. Si tratta anche del maggiore evento per investimenti globali che sia mai stato approvato dall’UFI.  La 14esima edizione del CIFIT si terrà contemporaneamente al Secondo World Investment Forum, e comprende 18 simposi per l’abbinamento dei progetti e 30 forum e seminari. Grazie alla solida rete e alla qualità dei servizi offerti, Air China fornirà i servizi per il trasporto aereo ai 50.000 imprenditori commerciali nazionali e stranieri che interverranno da oltre 120 nazioni e regioni, oltre a 1.300 giornalisti di più di 300 testate.  Air China è l’unica compagnia di bandiera cinese ed è membro della Star Alliance. Con una flotta composta da 256 aeromobili Airbus e Boeing, Air China gestisce 245 rotte che servono 30 nazioni e regioni. Grazie alla solida rete della compagnia aerea, la rete di rotte di Air China raggiunge 1172 destinazioni in 181 nazioni.

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Farmacie: trattative contratto da settembre

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 luglio 2010

Si potrebbe aprire già a settembre la trattativa sul rinnovo del contratto per i dipendenti delle farmacie private. Così chiedono le tre sigle confederali, che il 30 giugno hanno trasmesso a Federfarma le loro piattaforme, e la risposta del sindacato titolari è di piena apertura: «È un momento difficile» sottolinea Carlo Ghiani, responsabile per Federfarma dei rinnovi contrattuali «ma siamo pronti a incontrare Cgil, Cisl e Uil alla chiusura della pausa estiva. E la prima richiesta che porremo sarà quella di confrontarci su una piattaforma unitaria». Dalle sigle confederali, infatti, sono arrivate tre proposte di rinnovo simili nei contenuti ma differenti in alcuni passaggi di rilievo. Il più cruciale riguarda gli aumenti: Filcams-Cgil chiede 180 euro lorde in tre anni per il I livello, Fisascat-Cils e Uil-Tucs propongono adeguamenti parametrati sull’indice Ipca (Indice dei prezzi al consumo armonizzato) in base a quanto prevede l’accordo sulla riforma della contrattazione nazionale firmato l’anno scorso dalle due organizzazioni (ma non dalla Cgil). Tra le altre richieste, dove si registrano minori distanze tra le tre sigle, spiccano la previsione di una contrattazione di secondo livello da delegare alle rappresentanze regionali e l’introduzione di alcune tutele da welfare come il part-time per le farmaciste in maternità. «Le consideriamo richieste ragionevoli e responsabili» commenta Cristian Sesena, responsabile della contrattazione di settore per Filcams-Cgil «la legge sui servizi in farmacia e l’evoluzione del Ssn spingono per una figura di farmacista polifunzionale, con un ruolo sempre più forte sul sociale. È un’evoluzione che non può prescindere da una crescita professionale per la quale occorrono investimenti e incentivi». (fonte farmacista33)

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Definizione nuovi comparti P.I.

Posted by fidest press agency su martedì, 20 aprile 2010

Relativamente alle note di agenzia sull’apertura delle trattative per la definizione dei comparti il Dipartimento della funzione pubblica precisa che la contrarietà delle organizzazioni sindacali si riferiscono esclusivamente ad una indicazione delle Regioni, le quali vorrebbero un unico comparto di contrattazione per i dipendenti regionali e il servizio sanitario nazionale. Per ciò che riguarda i due comparti del settore statale (cioè quelli di competenza del ministro Brunetta)  non c’è stata alcuna osservazione da parte dei sindacati.  Il commissario straordinario dell’ARAN ha inviato una nota alla Conferenza Stato Regioni con la quale riferisce dell’esito del tavolo e chiede alla stessa quale iniziative la Conferenza intende intraprendere per superare tale ostacolo.

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Il nuovo prodotto Affitto Assicurato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 aprile 2010

Roma dal 16 al 18 aprile alla Fiera di Roma il nuovo prodotto -e il relativo progetto di sviluppo franchising- “Affitto Assicurato”, un servizio destinato a rivoluzionare i rapporti nelle trattative per la stipula dei contratti di locazione. Affitto Assicurato sarà presente nel padiglione 12, stand A 10 (ingresso da Porta Nord, via Portuense 1645). Il prodotto. Ideato da Soldi Sicuri, primaria società di broker specializzata in fideiussioni, Affitto Assicurato nasce per rispondere alle esigenze del mercato immobiliare. Le compravendite degli immobili, complice la crisi economica e la relativa diminuzione del potere di acquisto delle famiglie italiane, ha portato a un deciso livellamento delle trattative immobiliari, e un conseguente aumento dei contratti di locazione. Secondo i dati dell’Agenzia del Territorio (che fa capo al ministero dell’Economia) dal 2007 al 2010 le compravendite di immobili in Italia sono calate del 28%. Di contro, negli ultimi anni (dati di Banca d’Italia) i contratti di locazione sono aumentati di oltre il 40%. Una situazione che, però, ha portato con sé non pochi problemi. Secondo i dati diffusi dalla Camera di Commercio, i canoni di locazione negli ultimi 20 anni sono aumentati del 105% mentre il potere di acquisto delle famiglie italiane ha avuto un incremento di circa il 18%. Una situazione che ha portato la morosità al 90% come causa del totale degli sfratti (dati dell’Anci, l’Associazione nazionale dei comuni italiani). «Il prodotto Affitto Assicurato s’inserisce proprio in questa situazione -commenta Claudio De Angelis, amministratore unico di Soldi Sicuri-. In più va aggiunto che, stando a un’indagine che abbiamo condotto tra i nostri partner, circa il 35% dei contratti di locazione non viene stipulato per mancanza di fiducia del locatore perché non si fida dei locatari che fanno richiesta. Noi ci proponiamo come soluzione ottimale sia per i proprietari sia per gli inquilini». Stipulando una polizza Affitto Assicurato, gli inquilini non avranno più l’onere di versare anticipatamente le tre mensilità di garanzia, ma solamente una mensilità che corrisponde al premio assicurativo. I proprietari, invece, non dovranno più preoccuparsi dei rischi di morosità, di controversie legali lunghe e costose, di danneggiamenti dell’immobile poiché Affitto Assicurato garantisce una copertura assicurativa pari al massimale di 12 mensilità e la copertura legale nel caso di controversie. La polizza Affitto Assicurato si applica sia alle realtà residenziali sia a quelle commerciali.

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Riprendere trattative con multinazionale Seves

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2010

Lo annuncia il vicecapogruppo alla Camera dei Deputati, l’on. Fabio Evangelisti, che ha presentato un’interrogazione parlamentare ai ministri dello sviluppo economico Scajola e del lavoro Sacconi. “Il Governo non può restare passivo ed accettare i diktat della multinazionale, senza proporre iniziative per assicurare il futuro occupazionale ai 170 lavoratori della Seves di Firenze. Non possiamo dimenticare –ha detto Evangelisti- né che l’azienda è leader mondiale dei mattoni in vetro e che occorrono anche politiche di promozione per rilanciare il prodotto su un mercato che potrà riprendersi presto, né che per 110 lavoratori il 2 febbraio scadrà la cassa integrazione e si potranno aggiungere ai 20 colleghi già in mobilità”. “Servono degli investimenti per far ripartire la produzione –ha concluso il deputato toscano di IDV- e questo è uno scoglio superabile se il Governo inizierà a stare al fianco della Regione Toscana, degli Enti locali e dei sindacati nello stimolare un impegno preciso da parte della proprietà, che prioritariamente deve tornare al tavolo della trattativa e scoprire le carte”.

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Pacchetto finanziario di 100 miliardi di dollari

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2009

Copenhagen. Jeremy Hobbs, Direttore Esecutivo di Oxfam International: “È una buona notizia che le discussioni sui fondi per il clima stiano finalmente avanzando dopo due lunghi anni e numerosi ritardi. Questo deve essere il punto di partenza e non il traguardo finale delle trattative. Il pacchetto di 100 miliardi di dollari rappresenta solo la metà di quanto i paesi poveri hanno bisogno per ridurre le loro emissioni e adattarsi ai cambiamenti climatici”. Elisa Bacciotti, portavoce di Oxfam e Ucodep: “Questi fondi devono essere pubblici, non soggetti agli alti e bassi dei mercati e aggiuntivi a quelli già promessi per l’aiuto allo sviluppo. I paesi poveri non possono essere costretti a scegliere tra proteggersi da inondazioni e siccità in continuo aumento e costruire scuole e ospedali. Oxfam e Ucodep chiedono ai paesi più ricchi di fornire almeno 200 miliardi di dollari l’anno.  Questa somma può essere assicurata con fondi pubblici e tramite strumenti di finanza innovativa, come per esempio una tassa sulle transazioni finanziarie”.

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Sostenere l’iniziativa di pace dei partiti kurdi

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 ottobre 2009

L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) si è rivolta ai Ministri degli esteri dei paesi europei e all’Alto Rappresentante per la Politica Estera dell’Unione Europea Javier Solana chiedendo loro con urgenza di sostenere l’iniziativa di pace del partito dei lavoratori PKK e del partito pro-kurdo DTP e di adoperarsi affinché il governo turco di Recep Tayyib Erdogan ponga fine a a oltre due decenni di guerra e persecuzione della popolazione kurda in Turchia e avvii finalmente delle trattative per un giusto accordo di pace nel paese. Per mostrare la propria disponibilità e testare la disponibilità del governo turco alle trattative, lunedì scorso 34 guerriglieri e profughi kurdi sono tornati in Turchia attraversando le montagne e la frontiera con l’Iraq settentrionale. Accolti da migliaia di Kurdi in festa, due dei profughi sono stati arrestati ma rilasciati quasi immediatamente e accompagnati dalla folla nei propri villaggi d’origine. Mentre in Turchia decine di migliaia di persone continuavano a manifestare per la pace, gli aerei da combattimento turchi hanno attaccato martedì tre villaggi kurdo-iracheni nel distretto di Pashdar nella provincia irachena di Suleymania. Si tratta di un’azione che l’Europa non può accettare in silenzio. Dall’inizio della guerra turco-kurda nel 1987 oltre 40.000 persone sono morte, più di due milioni di persone sono state costrette alla fuga e gli scontri nelle zone di frontiera kurdo-irachena non si sono mai interrotti. L’APM chiede ai paesi dell’Unione Europea di esigere dal Governo turco il riconoscimento e l’equipollenza della lingua e cultura kurda nelle scuole, nei mezzi di informazione, presso le istituzioni e in generale nei posti pubblici dell’Anatolia meridionale. I 3.835 Kurdi detenuti nelle prigioni turche per aver usato la propria lingua o per essersi impegnati a livello politico per la causa kurda devono essere immediatamente liberati e con l’aiuto dell’UE il Governo turco deve infine impegnarsi nella ricostruzione dei circa 4.000 villaggi kurdi distrutti dall’esercito turco affinché i profughi kurdi possano tornare nelle proprie case. Dalla fondazione della Turchia kemalista la popolazione kurda continua a essere vittima di persecuzioni, repressione, discriminazione e addirittura di crimini di genocidio. E’ ora che il governo turco riconosca ai 15 milioni di Kurdi in Turchia, che costituiscono circa un quarto della popolazione del paese, tutti i diritti civili e politici di una minoranza riconosciuta.

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Proteste alla Schneider di Rieti

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2009

“La crisi occupazionale che investe la provincia di Rieti è iniziata già da circa vent’anni, ben prima della catastrofe economica attuale. Le industrie e le grandi fabbriche hanno abbandonato il territorio reatino dopo che la Cassa del Mezzogiorno ha chiuso il rubinetto dei contributi alla nostra provincia che, al momento, è una delle più affette dalla crisi economica in corso, con un tasso reale di disoccupazione che raggiunge il 20%”. È questa l’opinione di Marco Tiberti, responsabile per la provincia di Rieti dell’Italia dei Diritti, intervenuto sulla delicata situazione della Schneider Electric, l’azienda specializzata nel settore delle costruzioni elettriche, la cui dirigenza, dopo la rottura delle trattative sindacali, ha deciso unilateralmente di avviare la procedura di mobilità per 59 dipendenti. Immediata la reazione dei lavoratori che hanno proclamato uno sciopero, una manifestazione di protesta davanti allo stabilimento e una serie di iniziative future in difesa dei loro diritti.

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Rinnovi contrattuali per le forze di polizia e forze armate

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2009

Il Delegato CoBaR/CoIR Michele Fornicola ha diffuso la seguente lettera aperta inviata al presidente e vice presidente del Cocer carabinieri riguardo il rinnovo del contratto e della riforma della Rappresentanza militare:  Signor Presidente del CoCeR Carabinieri Generale B Nicola Raggetti Signor Vice Presidente del CoCeR Carabinieri Colonnello Francesco Azzaro I rappresentanti delle forze dell’ordine e delle forze armate hanno visto, il  giorno 16 settembre nella sede della Funzione Pubblica il ministro Renato  Brunetta ed il sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto. Le risorse previste, avrebbero avvertito i sindacati della Polizia di Stato e  degli altri settori, sono state giudicate ”assolutamente insufficienti” e, senza  un’inversione di tendenza, le trattative non potevano riprendere anticipando  l’eventualità di una mobilitazione generale. Anche il CoCeR Carabinieri, in base ai comunicati, avrebbe annunciato la ”propria indisponibilita’ a proseguire gli incontri per il rinnovo alla luce delle  risorse finanziarie assolutamente irrisorie messe a disposizione dal Governo”. Il presidente Raggetti alla funzione pubblica ed il vice presidente Azzaro  alla commissione difesa sarebbero intervenuti, a nome del CoCeR (e quindi di  tutti i Carabinieri d’Italia), esprimendo opinioni e richieste sulle quali, qualora  confermate, mi sento in dovere di esprimere un forte dissenso. In assenza di un doveroso momento di confronto sul merito con la  propria base (CoIR-CoBaR), pare che nelle due Sedi Istituzionali sarebbe stato  chiesto, sostanzialmente, una proroga del X^ mandato della rappresentanza  militare anteponendola addirittura alla necessità di maggiori risorse  economiche per il rinnovo del contratto. Qualora confermate, ritengo sia un grave errore aver chiesto e sarebbe un  grave errore se venisse concesso un anno di proroga del mandato elettorale  soprattutto per quanto riguarda questo CoCeR/CC che si è distinto, più del  CoCeR Carabinieri dei precedenti mandati, per aver chiesto di poter continuare  a NON ricercare una più compiuta definizione degli spazi di intervento e di  autonomia e, a NON chiedere una migliore valorizzazione degli organismi di  rappresentanza per quanto attiene al confronto sulle questioni che concernono  il rapporto d’impiego”. Una rappresentanza che, sostanzialmente, garantisca il pluralismo ovvero la possibilità di aderire o costituire associazioni a carattere  sindacale che possano agire in modo autonomo e non dipendente e controllato  dai vertici militari e quindi dai propri datori di lavoro, non costituendo, quello  attuale, un sistema alternativo al principio della libertà di tipo sindacale. In sintesi: 1) nella Sede della funzione pubblica sarebbe stato più appropriato chiedere  maggiori stanziamenti senza preoccuparsi della proroga a “costo zero”; 2) nella Sede della Commissione difesa sarebbe stato più appropriato, previa  consultazione degli Organismi confluenti, portare proposte concrete  finalizzate ad ottenere minori limitazioni a quei diritti fondamentali che sono individualmente garantiti dalla Costituzione.

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Smi, medici di famiglia bocciano la convenzione

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2009

“Questa ipotesi di convenzione è ormai unanimemente considerata un pasticcio normativo ed economico. La maggioranza dei medici di famiglia è contraria a questa bozza”. Questo il commento di Salvo Calì, segretario nazionale dello Smi, sulla situazione di stallo nelle trattative per il rinnovo della convenzione di medicina generale. “La settimana scorsa – sottolinea in una nota Calì – ho scritto una lettera aperta al segretario nazionale Fimmg, Giacomo Milillo, invitandolo a riaprire un confronto con la categoria affrontando finalmente i molti nodi controversi della preintesa del 22 dicembre. Ma sembra proprio che gli interessi dei medici, a questo punto della partita, siano ormai passati in secondo piano”. Calì ha poi sottolineato che il consenso rispetto alla preintesa è ormai “al minimo storico” e che il ruolo del sindacato è quello di trarne le conseguenze. “Alla luce delle votazioni del consiglio nazionale di sabato della Fimmg – afferma – non possiamo che rilevare un dato: Smi, Snami e quasi la metà della Fimmg (9 regioni su 16 hanno detto no a questa strategia) si oppongono a questa bozza di accordo, cioè la maggioranza dei medici sindacalizzati di medicina generale. Rifletta anche la parte pubblica sull’utilità di un accordo capestro che – conclude Calì – pregiudica il rapporto del Ssn con la maggioranza dei medici del settore.

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Dichiarazione dell’On. Cesare Damiano

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2009

Alla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati verrà esaminata l’Interrogazione presentata dall’On. Cesare DAMIANO (Responsabile Nazionale Lavoro PD e Capogruppo alla Commissione Lavoro), da Anna ROSSOMANDO e Giorgio MERLO e sottoscritta da tutti i parlamentari piemontesi del PD, con la quale si chiede al Governo di “convocare con urgenza un tavolo di confronto tra l’azienda ed i sindacati al fine di scongiurare la chiusura dello stabilimento Indesit di None e la conseguente perdita del posto di lavoro per più di 600 lavoratori” e “verificare se alla chiusura dello stabilimento di None non corrisponderà un aumento dell’occupazione dello stabilimento di Radomsko, condizione indispensabile per ottenere specifici finanziamenti del Paese ospitante lo stabilimento, e quali provvedimenti intende adottare al riguardo”.  “L’immediata riapertura di un tavolo di trattativa – afferma l’On. Cesare DAMIANO – costituisce la condizione fondamentale per trovare una soluzione che non lasci nell’incertezza centinaia di lavoratori”.

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