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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘trattato amicizia’

Relazione pericolosa tra l’Italia e Regime di Gheddafi

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2011

Di Giampiero Gramaglia e Luigi Garofalo. Siamo complici, con l’obbligo morale di riconoscere le nostre responsabilità. Giampiero Gramaglia e Luigi Garofalo ci costringono a farlo con questo libro. Un’inchiesta coraggiosa e illuminante che getta finalmente luce sugli intrecci di interessi inconfessabili esistiti tra l’Italia e il regime di Gheddafi. Giampiero Gramaglia e Luigi Garofalo ripercorrono con rigore le tappe che hanno portato al Trattato di amicizia con Gheddafi siglato dal Governo Berlusconi. Cosa ha legato l’Italia a una feroce dittatura, capace di reprimere nel sangue le rivolte dei propri cittadini? Attraverso la produzione di documenti originali, numerose interviste a imprenditori operanti in Libia e una minuziosa ricostruzione degli eventi degli ultimi anni, scopriamo che c’è stato molto più del bunga bunga dietro a questa relazione pericolosa.

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Libia e trattato di amicizia

Posted by fidest press agency su sabato, 26 marzo 2011

I deputati della delegazione radicale nel gruppo del Pd hanno presentato una risoluzione che impegna il governo, tra l’altro, a intraprendere le iniziative necessarie per sospendere formalmente il Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione con la Libia. Il testo è stato sottoscritto anche dai deputati del Partito democratico Colombo, Sarubbi, Ferrari, Gozi, Touadi e Duilio.

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La Libia e il cellulare scarico di Berlusconi

Posted by fidest press agency su martedì, 22 febbraio 2011

“L’Italia, per i particolari rapporti che la legano alla Libia, non può limitarsi a generici e confusi auspici alla normalità, ma deve attivarsi esplicitamente per fermare la repressione. Il silenzio equivale a complicità”. Così i deputati del Partito democratico Furio Colombo e Andrea Sarubbi (Pd), che già votarono contro il trattato Italia-Libia in dissenso dal proprio gruppo, commentano gli sviluppi della vicenda libica. “Il trattato di amicizia Italia-Gheddafi si basa sul noto principio giuridico del ‘mi faccio gli affari miei’: una sorta di baratto fra diritti umani, sicurezza delle nostre coste e petrolio. L’art. 7 delega la tutela dei diritti in Libia ad un ordinamento nazionale che non accetta la convenzione di Ginevra. Per non rischiare poi, l’art. 4 prescrive la regola del ‘buon vicinato’, imponendo all’Italia l’astensione da qualsiasi ingerenza interna negli affari libici. Il ‘do not disturb’, pronunciato da Berlusconi sulla questione libica, non è quindi l’ennesima gaffe del presidente del Consiglio, ma la conseguenza logica di un politica estera fondata su un opportunismo cinico. Al premier ultimamente, non è mancato certo il tempo per usare il telefono. Lo ha fatto per chiamare vecchi conoscenti come Belpietro a Mattino Cinque, Santoro ad Anno Zero o Gad Lehrner all’Infedele. Evidentemente ha il cellulare scarico per telefonare anche al suo amico Gheddafi, ma per l’Italia questo silenzio equivale a complicità con il regime libico”.

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Libia: richiesta sospensione trattato amicizia

Posted by fidest press agency su sabato, 19 febbraio 2011

“Dichiarazione di Matteo Mecacci, Deputato Radicale e relatore dell’Osce su Democrazia e Diritti umani “Gli eventi in corso in Libia e le notizie sull’uccisione di decine di manifestanti a Bengasi e in altre zone della Libia, richiedono che il governo italiano intervenga immediatamente per chiedere a Gheddafi di fermare la violenza contro i cittadini che chiedono riforme democratiche. Infatti l’Italia, avendo scelto con il consenso di D’Alema e del Partito Democratico – e contro l’opposizione dei radicali – di offrire una partnership privilegiata al colonnello libico con un trattato che garantisce, tra l’altro, la cooperazione con le forze armate libiche, e che costa 4 milioni di euro agli italiani, ha oggi la responsabilità politica di porre fine a un sostegno politico e finanziare che rischia di macchiare anche le mani del governo italiano del sangue che sta scorrendo in Libia. Chiedo quindi che il Consiglio dei Ministri si riunisca al più presto per valutare la possibile denuncia unilaterale del trattato di “amicizia” con la Libia”.

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