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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘trattato lisbona’

“Caffè Europa”

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2010

Milano 18 giugno 2010 ore 10,00 Corso Magenta, 59 Sala Conferenze del Parlamento europeo.  Incontro mensile di approfondimento delle tematiche più rilevanti per il territorio/i e i media, affrontate dal Parlamento Europeo nel corso della Sessione di Strasburgo, che verranno discusse con i nostri Europarlamentari. Si discuterà, tra l’altro di:- ruolo delle autorità europee di controllo nel garantire la vigilanza finanziaria e mercati dei derivati efficienti e sicuri; – progetto di Bilancio europeo 2011 (cooperazione e coordinamento con il Consiglio europeo alla luce del Trattato di Lisbona);- contratti atipici, carriere professionali sicure, flessibilità, sicurezza e nuove forme di dialogo sociale;- rete ferroviaria europea per un trasporto merci competitivo; – equiparazione dell’orario di lavoro degli autotrasportatori autonomi a quello degli autotrasportatori dipendenti;- tutela dei diritti di proprietà intellettuale nel mercato interno e innovazioni nella governance di internet;- nuove norme di etichettatura alimentare in grado di facilitare scelte più consapevoli da parte dei consumatori:- “Diritti delle donne”: aspetti di genere della recessione, tabella di marcia parità tra donne e uomini, Carta dei diritti della donna; – “Diritti umani”: relazione annuale sui diritti uman i , politiche dell’UE a favore dei difensori dei diritti dell’uomo, divieto di commercio internazionale degli strumenti di tortura:- Gaza Freedom Flotilla e situazione umanitaria nella Striscia di Gaza.L’incontro si aprirà con la presentazione della ricerca “Il rapporto fra il Parlamento Europeo e le comunità professionali italiane” realizzata  per il lancio del sito Europarlamento24, del Gruppo 24 ORE.

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Il trattato di Lisbona al centro della presidenza spagnola

Posted by fidest press agency su martedì, 5 gennaio 2010

La ripresa economica, il ruolo dell’UE nel mondo e i diritti dei cittadini sono le altre priorità della nuova presidenza. La Spagna ha assunto all’inizio dell’anno la presidenza di turno dell’Unione europea, indicando come sua principale priorità l’applicazione del trattato di Lisbona. Il trattato è entrato in vigore nel dicembre scorso, introducendo una serie di modifiche che dovrebbero contribuire a rendere più efficiente il processo decisionale europeo e aiutare l’UE a contare di più sulla scena internazionale. Anche il ruolo della presidenza di turno semestrale dovrebbe cambiare, visto che dovrà d’ora in poi collaborare strettamente con le due nuove cariche istituzionali: il presidente dell’UE e l’alto rappresentante per la politica estera. Come primo paese cui spetta la presidenza di turno nel quadro del nuovo trattato, la Spagna ha la possibilità di proporsi come esempio da seguire. Nei prossimi sei mesi, Madrid si adopererà per rafforzare il ruolo dell’Unione nel mondo, collaborando strettamente con il presidente dell’UE Herman Van Rompuy per assicurare che l’Europa trovi una posizione unitaria e parli con un’unica voce. La Spagna dovrà inoltre contribuire alla costituzione del Servizio europeo per l’azione esterna, il nuovo “corpo diplomatico” dell’UE alle dipendenze dell’alto rappresentante Catherine Ashton. A norma del trattato, la presidenza di turno deve operare in stretta collaborazione con i due paesi destinati ad assumere tale ruolo immediatamente dopo – nel caso della Spagna, il Belgio e l’Ungheria. In pratica, il “trio delle presidenze” trova espressione in un programma comune per 18 mesi. Visto che nel 2009 il tasso di disoccupazione ha toccato il 9,3% nell’UE (il 19,3% in Spagna), la ripresa economica sarà al centro delle preoccupazioni. Si tratterà in primo luogo di adottare una nuova strategia europea per la crescita e l’occupazione e migliorare la vigilanza sul sistema finanziario internazionale. La Spagna intende dedicare particolare attenzione alla parità uomo-donna. La nuova presidenza tenterà inoltre di avvicinare l’Unione alla gente e promuovere la partecipazione popolare mediante il diritto d’iniziativa riconosciuto ai cittadini dal trattato di Lisbona. Tra i settori nei quali si sforzerà di realizzare dei progressi figurano anche la sicurezza energetica, il cambiamento climatico e l’immigrazione.

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“L’Europa dopo il trattato di Lisbona”

Posted by fidest press agency su domenica, 13 dicembre 2009

Lauria (Pz) 20 dicembre alle ore 18.00 presso l’Hotel Isola conferenza dell’on.le Gianni Pitella, parlamentare europeo del Pd, con intervista con il Direttore sede Rai Bruxelles Mariolina Sattaninno, su temi europei.  Apriranno i lavori il  Presidente della Regione Baslicata Vito De Filippo ed il  segretario regionale del Pd Basilicata Roberto Speranza.

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Trattato di Lisbona

Posted by fidest press agency su sabato, 12 dicembre 2009

Roma 15 dicembre 2009, dalle ore 13,30 presso l hotel Exedra a P.za della Repubblica 46, si terrà  Celebrazione dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona – La cooperazione giudiziaria in materia civile e penale, promosso dall associazione Cantiere Europa, con la partecipazione dell Ufficio d Informazione del Parlamento Europeo per l Italia. Al convegno è prevista la partecipazione del Vicepresidente del Parlamento Europeo On. Roberta Angelilli e del Ministro per le Politiche Europee, On. Andrea Ronchi. Interverranno inoltre l’avv. Antonino Galletti, Presidente di Azione Legale, il Prof. Enzo Cannizzaro, Docente di Diritto dell Unione Europea dell Università Sapienza, il Prof. Luigi Daniele, Docente di Diritto dell Unione Europea di Tor Vergata ed il prof. Giandomenico Caggiano, Docente di Diritto dell UE di Roma Tre. Il convegno intende presentare e discutere i cambiamenti introdotti dal Trattato di Lisbona in materia di giustizia e affari interni nei paesi dell UE: conciliare lŽobiettivo della costruzione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia al servizio dei cittadini con lŽesigenza di rafforzare la cooperazione transfrontaliera nella lotta al crimine, al traffico di droga, alla tratta degli esseri umani e al terrorismo internazionale.  Queste le prossime sfide che lŽUnione Europea intende affrontare. Cantiere Europa è una associazione promossa dal Comune di Roma e dalle tre Università romane per promuovere la conoscenza delle istituzioni comunitarie e la partecipazione della città e dei romani al processo di costruzione di una comune cultura europea.

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Trattato Lisbona e gli Enti locali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2009

“Nell’Unione europea oggi si apre una nuova, storica fase che va nella direzione di un’Europa sempre più unita, garante dei diritti dei cittadini e sicuramente più autorevole sullo scenario internazionale”. Così Vincenzo Menna ed Emilio Verrengia, rispettivamente Segretario generale e Segretario generale aggiunto dell’Aiccre, hanno salutato l’entrata in vigore il 1 dicembre 2009, del Trattato di Lisbona. “Ci sono delle riforme introdotte dal Trattato che indicano un’impennata del Sistema Europa: l’istituzione del Presidente stabile dell’Unione e del ministro degli Esteri con poteri rafforzati, il Parlamento europeo acquisterà più poteri. La Carta dei diritti fondamentali, ora, avrà lo stesso valore giuridico dei Trattati e sarà integrata nel diritto primario europeo”. Con questo Trattato, hanno continuato i dirigenti dell’Aiccre “vengono riconosciute le lunghe battaglie politiche della nostra Associazione che, per esempio, sin dagli anni Cinquanta dello scorso secolo aveva chiesto l’elezione di un Parlamento europeo con poteri effettivi. Inoltre, si aprono ulteriori opportunità per gli Enti locali e regionali i quali, essendo quelli più vicini ai cittadini, potranno, in un quadro europeo di trasparenza, democrazia ed efficienza, svolgere sempre più il loro ruolo politico di garanti della democrazia da un lato ed enti proiettati su uno scenario internazionale dall’altro. Gli Enti locali, infine, potranno beneficiare della più chiare divisioni, introdotte dal Trattato, delle competenze a livello europeo, nazionale e locale”.
L’Aiccre è la Sezione italiana del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa (Ccre), Associazione che raggruppa gli amministratori di oltre 100.000 enti territoriali in 26 paesi dell’Unione europea, dell’Europa centrale e orientale e di Israele. Il Ccre si è costituito a Ginevra nel gennaio 1951 ed è dal 5 maggio 2004 la Sezione europea della CGLU (Città e governi locali uniti)

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U.E. Trattato di Lisbona

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2009

Un’Unione europea più efficiente e più partecipata dai cittadini nelle sue decisioni e più forte sulla scena mondiale: è questa la visione della nuova Europa contenuta nel trattato di Lisbona che è entrata in vigore dal primo dicembre. L’iter lungo e travagliato dell’adesione al trattato, per la comprensibile resistenza di molti Stati a cedere sovranità e a rinunciare a diritti di veto a favore delle istituzioni europee, è probabilmente la migliore testimonianza a favore della profondità dei cambiamenti che il nuovo patto porta con sè. Avvicinare la Ue ai cittadini e i cittadini alla Ue rafforzando, accanto all’intermediazione dei governi nazionali che sono stati finora i veri ‘’signori’’ dell’Unione politica, il ruolo dei parlamenti, e’ il primo obiettivo della riforma istituzionale che sta ridisegnando la governance di Bruxelles. L’adozione di tutta la normativa europea, da cui deriva, e’ bene ricordarlo, il 75% del nostro corpus legislativo, sara’ soggetta d’ora in poi a un livello di controllo parlamentare che non ha riscontri in nessun’altra struttura sovranazionale o internazionale. Infatti tutta la legislazione europea richiedera’, con poche eccezioni, la duplice approvazione del Consiglio e del Parlamento europeo. Inoltre scatta un importante coinvolgimento dei parlamentari nazionali nel processo decisionale. Ciascuno di essi infatti ricevera’ infatti tutte le proposte legislative dell’Unione, in tempo utile per discuterle con i suoi ministri prima che il Consiglio europeo adotti una posizione e avra’ anche il diritto di proporre un nuovo esame se ritiene che non sia rispettato il principio di sussidiarieta’, per il quale ogni decisione va presa al livello di governo piu’ vicino possibile al territorio. Ma i cittadini stessi conteranno di piu’, perche’ avranno la possibilita’ di presentare direttamente iniziative legislative alle istituzioni europee. Secondo questa nuova disposizione di democrazia partecipativa, un milione di cittadini appartenenti a un numero significativo di Stati membri, puo’ invitare la Commissione a presentare una proposta su questioni per le quali ritiene necessario un atto giuridico ai fini dell’attuazione del trattato di Lisbona. Anche la voce dell’Europa sulla scena mondiale potra’ essere piu’ forte se sara’ politicamente colta una delle principali novita’ del trattato. A rappresentare l’unicita’ della politica ‘’estera’’ dell’Ue sara’ una nuova carica istituzionale, nominata per la prima volta nei giorni scorsi dal Consiglio. La carta di Lisbona stabilisce principi e obiettivi comuni per l’azione esterna dell’Unione: democrazia, Stato di diritto, universalita’ ed inscindibilita’ dei diritti dell’uomo e delle liberta’ fondamentali, rispetto della dignita’ umana e dei principi di uguaglianza e solidarieta’. Un’importante novita’ riguarda anche l’organismo di rappresentanza dei governi: la durata del mandato del presidente del Consiglio e’ stata prolungata, in modo da rafforzarne il suo potere di coordinamento. Inoltre il trattato estende il voto a maggioranza qualificata a nuovi ambiti politici per arrivare a processi decisionali piu’ snelli su questioni cruciali come il clima, la sicurezza energetica, gli aiuti umanitari, ambiti per i quali la carta prevede per la prima volta apposite sezioni. L’unanimita’ e’ stata mantenuta solo per la politica fiscale, estera, la difesa e la sicurezza sociale. Si chiude davvero un’epoca, spetta a tutti noi europei pretendere che se ne apra una nuova, forti del trattato di Lisbona. (Di Roberta Angelilli e Gianni Pittella  Vicepresidenti del Parlamento europeo)

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Verso l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2009

Con la firma di ratifica da parte della Repubblica Ceca comincia la nuova fase dell’Unione europea, che così acquista una propria personalità giuridica. L’adesione al trattato di Lisbona istituisce le figure del Presidente del Consiglio europeo e dell’Alto rappresentante degli affari esteri. Il Presidente durerà in carica d’ora in poi per due anni e mezzo, con il potere di rappresentare l’UE nelle sedi internazionali e il compito specifico di garantire la preparazione e la continuità dei lavori del Consiglio. L’Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza avrà il doppio incarico di mandatario del Consiglio per la politica estera e la politica di sicurezza comune, e di vicepresidente della Commissione, responsabile delle relazioni interne. Maggiori poteri avrà il Parlamento europeo il cui numero di componenti sarà ridotto ad un massimo di 751 e interverrà in maniera determinante soprattutto in tema di giustizia, sicurezza, immigrazione, trattati internazionali e bilancio. Il numero dei deputati sarà determinato in base al numero degli abitanti di ogni singolo Paese. Uno spazio importante tra gli obiettivi comuni dei 27 Paesi componenti l’Unione è dato alla politica energetica e alla politica ambientale. In campo sanitario, è prevista la possibilità di introdurre misure volte direttamente a tutelare la salute dei cittadini, mentre vengono incentivati gli Stati membri a predisporre misure di sorveglianza e di allarme contro gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero.

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Parlamento europeo: Sessione plenaria

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2009

Bruxelles 11-12 novembre 2009. I punti forti  Václav Havel al PE per i vent’anni dalla scomparsa della cortina di ferro in Europa – Václav Havel sarà presente alla seduta solenne del Parlamento per celebrare, con i deputati europei, il 20° anniversario del cambiamento democratico in Europa centrale e dell’Est. Anche ottantanove ragazzi, nati nel novembre 1989, l’anno della caduta del Muro di Berlino, parteciperanno alle celebrazioni a Bruxelles per festeggiare l’anniversario di una nuova Europa che è anche la loro.  Consiglio europeo: il Parlamento discute le conclusioni su cambiamento climatico e Trattato di Lisbona – I deputati europei esamineranno i risultati del vertice di ottobre dei capi di stato e governo dell’UE, in particolare sulla preparazione alla conferenza sul clima di Copenhagen, la richiesta della Repubblica Ceca di una deroga al Trattato di Lisbona e la situazione economica.  Il prossimo vertice UE-Russia sotto i riflettori del Parlamento – I deputati europei analizzeranno i temi principali del prossimo vertice UE-Russia che si terrà a Stoccolma il 18 novembre e che verterà, in particolare, sul cambiamento climatico e sulla sicurezza energetica. Il dibattito sarà seguito da una risoluzione, che sarà votata giovedì.  Ricerca sull’Alzheimer: è il momento di mettere insieme le risorse – I deputati europei chiedono maggiore sinergia nella ricerca sull’Alzheimer e Parkinson, due malattie attualmente non curabili. Gli stati membri dell’UE sono pertanto invitati a migliorare il coordinamento delle loro attività di ricerca su tali malattie neurodegenerative, al fine di riunire le informazioni disponibili e i fondi alla ricerca.  I deputati europei giudicano le attività  del Mediatore europeo per il 2008 – Il Parlamento analizzerà le attività del Mediatore europeo dello scorso anno. Nella bozza di risoluzione che sarà votata dalla plenaria giovedì, i deputati chiedono una maggiore visibilità per il lavoro del Mediatore europeo ed esprimono preoccupazione per l´alto numero di denuncie legate alla mancanza di trasparenza nelle Istituzioni europee.

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Il futuro servizio diplomatico UE

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 ottobre 2009

I deputati europei chiedono di essere coinvolti pienamente nell’istituzione del Servizio europeo di azione esterna previsto dal trattato di Lisbona, ricordando i loro poteri di bilancio in materia. Propongono poi di formare delle “ambasciate dell’UE” unificando i servizi delle varie istituzioni europee nei paesi terzi e di creare una Scuola europea di diplomazia.     Il Parlamento invita anzitutto la Commissione, il Consiglio, gli Stati membri e il prossimo Vice Presidente / Alto Rappresentante dell’UE a impegnarsi chiaramente per pervenire, con la partecipazione del Parlamento, “a un piano completo, ambizioso e consensuale per la creazione del SEAE”. In merito all’organizzazione e al funzionamento del SEAE, i raccomanda che si giunga ad un accordo politico con il Parlamento in una fase precoce “per evitare di sprecare tempo prezioso in controversie politiche riguardanti la forma che il SEAE dovrà assumere dopo l’entrata in vigore del trattato di Lisbona”.  Secondo il Parlamento, inoltre, le delegazioni della Commissione esistenti in paesi terzi, gli uffici di collegamento del Consiglio e, per quanto possibile, gli uffici dei rappresentanti speciali dell’UE, “dovrebbero essere unificati per formare ‘ambasciate dell’Unione’ ed essere diretti da funzionari del SEAE”, che risponderebbero al Vice Presidente / Alto Rappresentante dell’UE. Il SEAE, peraltro, dovrebbe provvedere a che nelle delegazioni dell’UE figurino persone di collegamento per garantire la cooperazione con il Parlamento europeo (per esempio per promuovere i contatti parlamentari nei paesi terzi).   Le ambasciate dell’Unione in paesi terzi, d’altro lato, dovrebbero fornire “sostegno logistico e amministrativo ai membri di tutte le istituzioni dell’Unione”. I deputati propongono poi di esaminare la misura in cui, laddove necessario, il personale delle ambasciate dell’Unione distaccato dai servizi consolari nazionali “possa assumere gradualmente, in aggiunta alle sue attività politiche ed economiche, funzioni consolari per i cittadini di paesi terzi e funzioni attinenti alla protezione diplomatica e consolare dei cittadini dell’Unione in paesi terzi”.

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Dibattito sul prossimo Consiglio europeo

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2009

Parlamento europeo Dibattito: mercoledì  21 ottobre, dalle 9.00 alle 11.50  Le prossime nomine di alto profilo, non appena il Trattato di Lisbona sarà  ratificato ed entrato in vigore, saranno al centro del dibattito del summit previsto a Bruxelles il 29 e 30 ottobre. Il Consiglio e la Commissione informeranno i deputati europei sullo stato di preparazione dei lavori.  Gli altri punti principali in discussione al prossimo Consiglio europeo includono la Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (che si terrà a Copenhagen), la situazione economica (inclusa la supervisione finanziaria), la strategia per promuovere lo sviluppo della regione baltica, l’immigrazione illegale e le relazioni esterne.

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Il voto irlandese sul trattato di Lisbona

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2009

A poche ore dal sì irlandese al referendum sul Trattato di Lisbona, l’ufficio di presidenza del Parlamento Europeo, nello scenario simbolico della casa di Jean Monnet vicino Versailles, ha espresso compiacimento per la scelta largamente maggioritaria del popolo irlandese e ha ammonito il Presidente della Repubblica Ceca a non frapporre ostacoli surrettizi al definitivo via libera del Trattato. Nell’allocuzione serale che ha tenuto uno dei padri dell’Europa moderna, Jaques Delors, sono state ricordate le sfide grandi ed impegnative a cui l’Europa può rispondere solo attraverso regole più adeguate, un rafforzamento delle tre istituzioni comunitarie, a cominciare dal Parlamento Europeo che è destinatario di un mandato diretto dei cittadini.Col nuovo Trattato, che non sarà l’optimum della Costituzione cui lavorarono con passione Giuliano Amato, Gianfranco Fini e Giorgio Napolitano, si faranno passi in avanti decisivi in questa direzione. Quando il Trattato di Lisbona entrerà in vigore, la procedura di codecisione legislativa verrà sostanzialmente estesa e garantirà al Parlamento europeo una posizione di parità rispetto al Consiglio dei Ministri, dove sono rappresentati gli Stati membri, per la maggior parte degli atti legislativi europei. Le votazioni a maggioranza qualificata diventeranno una regola generale nel Consiglio dei Ministri e la Carta dei diritti fondamentali avrà lo stesso grado legale dei Trattati.Un nuovo Presidente permanente del Consiglio europeo, eletto per due anni e mezzo dai capi di stato e di governo, assicurerà una maggiore “continuità” dei lavori del Consiglio europeo.Il Presidente della Commissione europea sarà invece eletto dal Parlamento europeo dalla maggioranza dei suoi membri. Il candidato sarà proposto al Parlamento dal Consiglio Europeo, il quale lo nominerà a maggioranza qualificata. Il Parlamento voterà anche sull’investitura dell’intera Commissione, inclusa l’Alta Rappresentanza per gli Affari Esteri (ministro degli esteri europeo), il cui rappresentante sarà anche vice-presidente della Commissione.L’area di Libertà, Sicurezza e Giustizia verrà quasi completamente “comunitarizzata” con un ruolo del Parlamento come legislatore a pieno titolo.Verrà inoltre potenziato il potere di iniziativa dei cittadini, che permetterá ad un gruppo di almeno un milione di cittadini di un certo numero di Stati membri di invitare la Commissione a presentare nuove proposte.Esce notevolmente rafforzato, inoltre, il ruolo dei parlamenti nazionali tramite un meccanismo che permetterà di controllare il processo legislativo e l’applicazione del principio di sussidiarietà. Questo nuovo ruolo dei parlamenti nazionali, che può esser letto come un incoraggiamento a partecipare attivamente sin dalle prime fasi alla definizione delle politiche dell’Unione europea, diventa indubbiamente rilevante. La sfiducia nell’Europa non dipende da una ostilità preconcetta, ma dalla distanza tra i cittadini e le Istituzioni comunitarie.Noi siamo convinti che si può ripartire dopo una lunga fase di sconfitte, col piede giusto e con la passione che ieri ha accompagnato le parole di Delors e che deve sostenerci nel nostro cammino. Gianni Pittella   Roberta AngelilliVicepresidenti del Parlamento europeo (Gianni Pittella parlamentare europeo del Pd) (in sintesi)

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Unione europea “no ad accordi con i conservatori”

Posted by fidest press agency su martedì, 12 Mag 2009

Gianluca Susta (PD) ha rilasciato la seguente dichiarazione: “La prossima legislatura dovrà applicare “nello spirito” e fin dalla seduta inaugurale del 14 luglio il Trattato di Lisbona che prevede che il Presidente della Commissione Esecutiva – il “Governo” dell’Unione Europea – sia scelto da “una chiara convergenza politica”.  Come co-presidente uscente della delegazione italiana del PD al Parlamento Europeo e come candidato, mi impegno – e chiedo che gli altri facciano altrettanto – a non votare alcun esponente del Partito Popolare Europeo alla presidenza del Parlamento e della Commissione Esecutiva.  Ogni accordo consociativo tra i grandi gruppi e la conferma alla presidenza della Commissione Esecutiva dell’Unione di Barroso, la cui ambiguità e debolezza ha spostato l’equilibrio politico tra le Istituzioni europee a favore del Consiglio, sono da contrastare senza “se” e senza “ma” per costruire anche al Parlamento Europeo una chiara maggioranza di centro sinistra tra Socialisti, Democratici, Liberali, Riformatori, Ambientalisti e Sinistra Europea, che possa esprimere un Presidente dell’Assemblea legislativa e una guida della Commissione europeisti, progressisti e autorevoli. E’ intorno a questa prospettiva – e non alla mera soluzione formale della collocazione dei Democratici italiani nel Parlamento Europeo – che si gioca l’originalità e l’autorevolezza della nostra prospettiva politica in Europa.  Mi auguro che i Deputati uscenti e i neo-candidati accolgano questa proposta che segnerebbe una svolta nelle modalità di conduzione dei rapporti interistituzionali dell’Unione”.

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Consiglio europeo: Applausi e sfiducia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2009

Appena concluso il Consiglio europeo, il Presidente della Commissione Barroso ringrazia, di fronte alla sessione plenaria del Parlamento europeo, il Primo Ministro della Repubblica Ceca Topolanek, presidente di turno dell’Ue, per aver consentito di arrivare a importanti risultati concreti. Il Primo Ministro raccoglie, praticamente allo stesso tempo, da una parte i complimenti del Presidente e dell’assemblea di Strasburgo, e dall’altra la sfiducia del suo parlamento nazionale a Praga, a causa dell’emergenza economica dovuta alla crisi. Ma lo stesso parlamento ceco, l’unico su 27 a non aver ancora approvato il Trattato di Lisbona (insieme all’Irlanda bloccata dal voto negativo al referendum) e a mantenere di fatto l’Unione europea nella situazione di stallo istituzionale che dura ormai da troppo tempo, sembra disposto a mantenere in carica l’esecutivo di Topolanek fino al termine del semestre di Presidenza dell’Unione europea.    Dell’importanza e la concretezza dei risultati del Consiglio (stimoli economici importanti e coordinati pari al 4% del PIL, 5 miliardi di euro ai progetti energetici strategici, un’agenda solida e coerente in vista del G20 di Londra, un programma regolamentare ambizioso, un messaggio forte contro ogni forma di protezionismo, un impegno sostenuto e solidale a favore degli obiettivi del millennio a favore dei più poveri del mondo), nessuno dubita. Tanto meno nei primi giorni di timida luce per le borse. Ma proprio perché non si dubita dei risultati e della necessità di agire insieme, ci sorge spontanea una domanda: fino a dove potranno arrivare gli sforzi comuni per il bene dell’Europa e dei suoi cittadini il giorno in cui le istituzioni europee potranno agire libere da condizionamenti quali quelli cui è sottoposto oggi, tanto per citare l’esempio attuale, la sua massima autorità politica (il Presidente Topolanek) a causa di un meccanismo istituzionale alquanto bizzarro?

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