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Posts Tagged ‘trauma’

Psico-politica del trauma pandemico

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 Maggio 2021

1.06.2021 Online H18:00 Registrazione onlineUn talk online del pensatore e attivista Franco ‘Bifo’ Berardi sul cambiamento dell’inconscio collettivo dopo il trauma pandemico Nel terzo decennio del ventunesimo secolo è forse in corso un rimodellamento dell’’Inconscio collettivo’, come effetto del trauma dovuto alla pandemia. Il bio-info-psico virus sta cambiando in modo irreversibile lo spazio sociale, le aspettative affettive, e la nostra relazione con il desiderio. I confini di questa mutazione non sono al momento definiti, anche se è possibile intuire una direzione generale: la prossimità dei corpi è in pericolo e potrebbe diventare problematica. Inoltre, la diffusione della sofferenza durante l’era pandemica – che sia medica, economica, sociale, mentale – potrebbe portare a una forma di immunizzazione contro le emozioni. Disagi come l’autismo e l’alexitymia entrano nella mischia della psico-sfera come modo di interiorizzare il rifiuto di sentire l’emozione degli altri, e forse anche di sé. A questo punto, non è possibile descrivere un andamento lineare della mutazione, ma un magmatico campo di possibilità. In ogni caso, per la prima volta nella storia dell’umanità, stiamo attraversando un processo di invecchiamento psico-fisico, di esaurimento.Forse, come effetto di questo processo, la cultura umana fa il suo ingresso nell’era dell’estinzione, che ora si tramuta in una parola chiave politica. Tuttavia, dato che l’Inconscio non è un deposito ma un laboratorio, la domanda ora è: come farà l”Inconscio in mutamento’ a trovare una via d’uscita dai suoi stessi incubi?

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Eleonora Roaro: Schrödinger’s cat goes through a trauma and does not

Posted by fidest press agency su domenica, 25 novembre 2018

The Link Art Center is proud to present Schrödinger’s cat goes through a trauma and does not, a work by Eleonora Roaro. The show will be online at Link Cabinet until December 23, 2018.
In her artistic research Eleonora Roaro investigates the nature and history of moving images, from the fascination and experimentation with pre-cinema devices to the use of animated gif, a media that gained a new peak of attention in recent years. In this respect the idea of loop has a central role: it is understood at the same time as the infinite repetition of a set of given movements that are always the same, as well as an eternal dual relationship between the analogic and the digital.
In the work conceived for the exhibition at Link Cabinet, titled Schrödinger’s cat goes through a trauma and does not, Roaro actually combines the use of both analogic and digital techniques. The hands of the artist move a thaumatrope, an ancient optical toy that exploits the persistence of vision: starting from two pictures displayed in a very quick sequence, the human brain perceives a third image that doesn’t exist in reality and that is the sum of the previous two. The optical illusion created by Roaro doesn’t want to simulate the movement, it wants to create instead this third image that exists only in the eyes of the viewer. The images chosen by the artist recall a conceptual paradox: combining the pictures of a cat with one of an explosion, the animation refers to the infamous paradox of Schrödinger’s cat, dead and alive at the same time. In a last conceptual twist and word pun, the thaumatrope (from ancient Greek “wonder turner”) becomes a traumatrope (from ancient Greek “injury”), whose victim is the poor cat, eternally in between life and death.
Eleonora Roaro was born in Varese (IT) in 1989. She studied Photography (BA – IED, Milano), Visual Arts and Curatorial Studies (MA – NABA, Milano) and Contemporary Art Practice (MA – Plymouth University, UK). Her practice involves images in motion, with a particular focus on video and archaeology of cinema. She often revisits ancient devices and iconographies in order to reflect on how technologies influence the way we see and shape our vision. Among her recent exhibitions: Luisa Catucci Gallery, Berlin, 2017; Triennale di Milano, 2017; Mediterranea17 – Young Artist Biennale, 2015; Friche La Belle de Mai, Marseille, 2015; and in festival such as The Gifer, Torino, 2017; Miami New Media Festival, 2015.

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Team sempre più esperti per soccorrere le persone colpite da un trauma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 novembre 2017

ospedale-bergamo-papaBergamo venerdì 24 e sabato 25 novembre 2017 auditorium “Lucio Parenzan” della ASST Papa Giovanni XXIII, in Piazza OMS 1.
Come viene organizzato il soccorso a persone con traumi o vittime di incidenti in Italia, in Sud America, in Europa e nel resto del mondo? Sarà questo il tema di apertura del simposio internazionale “Critical issues in the management of polytrauma patient with traumatic brain injury” in programma a Il Simposio, organizzato dalla Fondazione per la Ricerca Ospedale Maggiore (FROM) di Bergamo e dalla ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo, e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini, vedrà la partecipazione dei massimi esperti internazionali che si confronteranno sulle principali tematiche riguardanti i pazienti con trauma, dall’importanza cruciale dell’assistenza nelle prime ore dopo l’incidente, alle nuove opportunità terapeutiche e chirurgiche.
«I traumi al cervello e le lesioni di più organi rappresentano la principale causa di morte e disabilità nei giovani» spiega Tiziano Barbui, Direttore Scientifico della Fondazione per la Ricerca Ospedale Maggiore (FROM) di Bergamo. «Negli ultimi anni i progressi nel soccorso pre-ospedale oltre alle terapie intensive e chirurgiche hanno ridotto la mortalità per incidenti, ma la situazione resta preoccupante. La strategia ideale per ottenere i migliori risultati probabilmente consiste nell’intervenire su diversi fronti: dal soccorso al paziente sulla scena dell’incidente fino alla riabilitazione, lo studio e l’utilizzo di nuove tecniche e procedure d’urgenza, l’aggiornamento dei team di pronto intervento e nella gestione del paziente in ospedale. Per questo prima di tutto dobbiamo considerare cruciale l’idea di “contaminazione culturale”. Dobbiamo cioè fare in modo che persone con differenti specializzazioni e ruoli imparino a lavorare in team, a condividere esperienze diverse, discutere e rivedere i casi difficili, imparare dalla ricerca ma anche dal lavoro sul campo. Saranno questi gli argomenti principali del simposio in programma a Bergamo». http://www.fondazione-menarini.it

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Convegno su “Narrazione, trauma e salute: dall’individuo alla società”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

Roma 28 ottobre nella Sala Congressi via Rieti dalle 8.30 alle 19 convegno su ‘Narrazione, trauma e salute: dall’individuo alla società. La sfida è intercettare l’impatto del trauma il più precocemente possibile, non solo quando si presentano dei quadri clinici molto compromessi e complessi”. Con questo intento Vittoria Ardino, presidente della Società Italiana per lo Studio dello Stress Traumatico (Sisst), promuove insieme all’Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) e al Dipartimento di studi umanistici e internazionali dell’Università di Urbino (Discui) un convegno internazionale gratuito.
“Il contesto italiano deve uscire da un isolamento di tematiche che si esaurisce nello studiare il trauma per possedere solo alcune tecniche psicoterapeutiche. Lo studio dell’impatto del trauma- chiarisce Ardino- tocca diversi aspetti dell’individuo, per questo motivo il campo non può essere ristretto alla clinica, ma deve aprirsi alla prevenzione per identificare e intercettare l’impatto che l’esperienza traumatica ha sull’individuo e sulla società. Un tema sul quale l’Italia è ancora molto indietro”, denuncia la presidente della Sisst.
Questo significa “far parlare diversi professionisti”. Infatti, al convegno parteciperanno tanti esperti in settori differenti: psicoterapeuti, neuropsichiatri, docenti universitari, pediatri, un antropologo, un sociologo esperto di migrazioni e un avvocato che si occupa da anni di advocacy per la Fondazione Terre des Hommes Italia. La conferenza sarà, infatti, l’occasione per presentare proprio una ricerca congiunta della Sisst e della Fondazione Terre des Hommes sui costi delle mancate cure psicosociali per i minori migranti: “È uno studio di valutazione economica condotto sui minori stranieri non accompagnati in Italia e Germania. Abbiamo messo a confronto il sistema attuale delle cure psicosociali in questi due paesi con un modello sanitario virtuoso che investe nella prevenzione delle esperienze traumatiche, o delle problematiche legate alla Salute mentale, comportando un risparmio per la società nel lungo periodo. Al convegno mostreremo uno spaccato sulle diverse strategie legate a differenti politiche sociali e sanitarie. La sfida che si pone oggi la psicotraumatologia- continua Ardino- è chiedersi quali modelli di servizio possiamo implementare per intercettare meglio il trauma. Non è più sufficiente limitarsi a quello che avviene in uno studio privato dello psicoterapeuta, deve esserci una risposta sociale e pubblica al trauma”.
La conferenza vedrà la partecipazione di relatori nazionali e internazionali e ha già ricevuto i patrocini dell’European Society for Traumatic Stress Studies (Estss), del Centro interdipartimentale per la ricerca transculturale applicata (Cirta) dell’Università di Urbino e della Fondazione Terre des Hommes Italia. “La presenza della Estss è un segnale importante, così come quella degli esperti dell’IdO grazie alla loro esperienza sui traumi che avvengono nella collettività. Questo ci aiuta- ricorda la presidente della Sisst- a far capire come evolve il trauma nel tempo, qual è la tempistica delle reazioni a livello collettivo per poterle prevenire al meglio”.
Di trauma psicologico si parla da tempo. “Eventi traumatici sono sempre stati presenti in tutte le società e in tutte le epoche storiche. Oggi ne abbiamo una maggiore consapevolezza- fa sapere Ardino- e questo ci permette una riflessione più fine sul tema. È vero che accadono eventi potenzialmente traumatici a livello sociale, ma non dimentichiamo che il grande sommerso del trauma è legato ai traumi intra-familiari”.
Per parlare di trauma, spiega la presidente della Sisst, occorre analizzare tre fattori: l’impatto, la specificità dell’evento e le caratteristiche individuali e sociali. “L’evento di per sé non ci dice niente- afferma la studiosa- dobbiamo sempre leggerlo insieme all’impatto che può avere su un singolo individuo, un gruppo sociale o una famiglia. È chiaro che per essere definito traumatico dovrà rappresentare una minaccia reale e/o percepita di pericolo per l’incolumità e l’integrità fisica e psicologica dell’individuo e/o di un gruppo sociale. È necessario osservare quale sarà l’impatto che questo evento avrà nel lungo periodo a livello individuale e collettivo. Il trauma diventa tale- conclude la presidente della Sisst- quando mette in scacco le risorse individuali e sociali, altrimenti si tratterà solo di un evento molto difficile da affrontare ma comunque superabile”.
Oltre al convegno si svolgeranno anche due workshop il 27 ottobre a Roma, nella sede dell’IdO in via Alessandria 128/b. Il primo dalle 15 alle 18.30 su ‘La Brief Eclectic psychotherapy (BEEP) for PTSD (Disturbo post traumatico da stress) e la Narrative Exposure Therapy (NET)’ che punta ad aprire un focus sulle terapie brevi per i disturbi trauma-correlati con Vittoria Ardino e Mariel Meewisse (in lingua inglese con traduzione); il secondo ‘Tra Psiche e Corpo: Memorie Somatiche e Trauma’, dalle 15.30 alle 18.30 con Tommaso Farma, esponente del board Estss. Il convegno è gratuito, mentre i workshop prevedono un piccolo contributo spese.

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Migrant torture and trauma victims overlooked by Member States

Posted by fidest press agency su sabato, 25 febbraio 2017

migrantMany migrants and asylum seekers have fled or experienced extreme suffering in their home countries or en route to Europe. This includes physical and psychological violence, torture, inhuman or degrading treatment. Lengthy bureaucracy, uncertainty about the outcome of asylum proceedings and poor reception conditions can compound their suffering. In Denmark alone, there were 120 suicide attempts and incidents of suicidal behaviour among asylum seekers in 2016, of which 29 were by children.
Despite international and EU laws guarding against such treatment offering support to victims, many Member States are falling short of their duties, as this latest report shows. Some of the report’s main findings include:
The true extent of suffering is hard to gauge as only limited data on the victims of torture and trauma and on suicide attempts is collected in the other 13 Member States studied. Only Greece regularly collects information on torture victims.
Recurrent violence or the excessive use of force by state officials or those working on their behalf was not found although there were cases of individual and localised incidents. However, serious incidents are more frequent along EU external border zones.
Identifying victims is problematic given the lack of formal screening procedures. Instead it heavily relies on the expertise and knowledge of individual staff, although tools are increasingly being developed to facilitate identification by non-experts.
Access to support is limited by the number of specialised medical staff who can provide psychological or psychiatric help. The lack of staff often leads to long waiting periods; for example, in Germany around 5,600 asylum seekers waited over a year to receive treatment. It is also a challenge starting therapy when asylum applicants are homeless or live in reception facilities that are not adequate to sustain the therapy.
Despite training, monitoring bodies and complaints mechanisms in all Member States, their effectiveness in preventing ill-treatment varies from country to country.Despite the lack of attention to torture and trauma victims, the report also identifies promising practices that other Member States could adopt to identify and support victims.
The European Commission asked the Agency to collect data about the fundamental rights situation of people arriving in Member States, particularly affected by large migration movements. The reports cover 14 Member States: Austria, Bulgaria, Denmark, Finland, France, Germany, Greece, Hungary, Italy, the Netherlands, Poland, Slovakia, Spain and Sweden. (photo: migrant)

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FNATC – 2005_2015 “da dieci anni uniti contro il trauma”

Posted by fidest press agency su sabato, 8 agosto 2015

mara venierRoma Venerdì 23 Ottobre 2015 – Ore 10:00 Auditorium Ministero Della Salute Lungotevere Ripa, 1. Sarà l’attrice e conduttrice televisiva Mara Venier la testimonial eccezionale dell’evento celebrativo del decimo anniversario della Federazione Nazionale Associazioni Trauma Cranico, organismo onlus che riunisce l’Italia solidale del volontariato, con ventidue associazioni presenti in tredici regioni e ventuno province.
Mara Venier, che si è mostrata immediatamente entusiasta e partecipe, ha dichiarato: “Mi sento molto vicina alle delicate problematiche che le famiglie di persone colpite da queste gravi cerebrolesioni acquisite si trovano quotidianamente ad affrontare. Desidero, quindi, portare il mio personale contributo alla causa della FNATC per l’alta valenza sociale del progetto, e il 23 ottobre sarò particolarmente onorata di presentare l’evento, dialogando con i ragazzi che sono usciti dal coma e che stanno faticosamente lottando per ritornare alla normalità, grazie anche al prezioso sostegno delle famiglie e delle associazioni di volontariato.” La giornata vedrà infatti la partecipazione dei rappresentanti delle Associazioni di volontariato accreditate sul territorio nazionale, che svolgono attività di assistenza e percorsi di riabilitazione e reinserimento sociale, scolastico e lavorativo di soggetti affetti da disabilità cognitivo-motoria da Grave Cerebrolesione Acquisita (GCA) . Al meeting romano, saranno presenti importanti testimonial, provenienti dal campo medico-scientifico, da quello politico-istituzionale e dal mondo dell’arte e dello spettacolo. Ognuno di loro terrà idealmente a battesimo le varie iniziative promosse, come l’assegnazione di un premio di € 1.500 ad una tesi di Laurea in Medicina e Chirurgia, con focus sul reinserimento sociale e familiare dei traumatizzati cranici. Il bando, con i requisiti per presentare domanda, è disponibile sul sito della Federazionewww.associazionitraumi.it
Le domande di partecipazione, dovranno pervenire entro il 1° settembre 2015. Nel corso dell’evento celebrativo, vengono altresì consegnati gli attestati di benemerenza relativi al “Premio Solidarietà FNATC”. Il riconoscimento va a persone, istituzioni e aziende che, attraverso atti di altruismo, di spontaneo aiuto e di assistenza e tutela di diritti – spesso negati – abbiano sostenuto persone con disabilità gravi e le loro famiglie, chepossano essersi trovate in situazioni di emarginazione e svantaggio sociale.

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Fratture vertebrali da trauma

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 Maggio 2010

Oggi le fratture vertebrali possono essere trattate con moderne tecniche chirurgiche minivasive, tra cui la più innovativa è la cifoplastica con palloncino. Questo intervento della durata di circa mezz’ora, eseguito in anestesia locale o generale a seconda del paziente, prevede l’inserimento di un “palloncino” percutaneo che, oltre a ridurre e stabilizzare la frattura in modo controllato, ripristina, attraverso l’inserimento di cemento biologico, l’altezza del corpo vertebrale e corregge la deformità angolare. In questo modo è possibile far recuperare in breve tempo ai pazienti la completa mobilità della colonna, evitando gli svantaggi dell’immobilizzazione a letto e dell’utilizzo di busti o corsetti – i cosiddetti trattamenti conservativi – oltre alla massiccia assunzione di farmaci per lenire l’intenso dolore alla schiena. Notevoli anche i risparmi economico-sociali rispetto alle cure tradizionali, dal momento che vengono evitati i costi di ospedalizzazione, riabilitazione e cure farmacologiche. L’equipe del Professor Antonio Franco, responsabile dell’Unità Operativa di Neurochirurgia dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, ha completato a Febbraio 2010 uno studio, partito nel 2005, su 54 pazienti con fratture vertebrali di tipo traumatico, che ha confermato la validità del trattamento della cifoplastica con palloncino. “La nostra esperienza ha confermato che la cifoplastica con palloncino può diventare un trattamento d’elezione per risolvere sia le fratture vertebrali che la sintomatologia dolorosa – asserisce il Professor Franco – A dispetto del termine, infatti, i trattamenti “conservativi” delle fratture vertebrali traumatiche non sono né privi di rischi, né indolori, mentre il ripristino dell’altezza del corpo vertebrale può produrre un immediato miglioramento della qualità di vita del paziente.”

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