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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘traumatologia’

Mese dell’Ortopedia e della Traumatologia pediatrica

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2015

traumi polsoMilano. I piccoli e grandi traumi nel bambino o la presenza di patologie ortopediche – in alcuni casi addirittura prima della nascita- , possono mettere in allarme le mamme e in generale entrambi i genitori. È bene conoscere a quali rischi i bambini e gli adolescenti possono andare incontro ma anche ascoltare i consigli dell’esperto e rivolgersi alle strutture più idonee. Il professor Antonio Memeo, direttore della Struttura complessa di Ortopedia e Traumatologia pediatrica dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini, stila un breve decalogo che sintetizza l’attività dell’Istituto ortopedico milanese e fornisce utili indicazioni per informare e rassicurare i genitori. Inoltre, il dottor Memeo per tutto il mese di settembre – dedicato a Ortopedia e Traumatologia pediatrica – risponderà alle domande che gli verranno inviate all’indirizzo: ortopediainfantile@gpini.it. Ecco, in breve, dieci utili consigli e indicazioni fornite dal professor Memeo:
1) Non allarmarsi nel caso didiagnosi prenatale: grazie a nuove metodiche di ecografia dinamica, è possibile effettuare una diagnosi precoce di alcune patologie – ad esempio il piede torto congenito o la displasia congenita dell’anca – e individuare la terapia o il metodo di intervento migliore;
2) Non sempre è necessario il gesso: negli ultimi anni si è evoluto il trattamento delle fratture nei bambini: si cerca sempre meno di ricorrere alle immobilizzazioni con il gesso e si utilizzano tecniche chirurgiche poco invasive che consentono ai piccoli pazienti di riprendere in breve tempo le attività scolastiche e ludiche;
3) Anche sui bambini oggi vengono utilizzate nuove tecniche di intervento con l’utilizzo di materiali innovativi: al posto dei cosiddetti “chiodi”oggi si ricorre sempre più a materiali biodegradabiliche danno garanzie di tenuta pari alle sintesi metalliche e non devono essere rimosse con una seconda operazione;
4) È possibile prevenire e trattare sofferenze tendinee e muscolari degli adolescenti in tempi brevi: nella traumatologia dello sport, che spesso interessa i ragazzi in età adolescenziale, si possono trattare queste forme dolorose che rischiano di ripercuotersi anche sull’accrescimento dell’osso: lontani i tempi in cui si consideravano curabili solo con il riposo, oggi vengono trattate direttamente e addirittura le si può prevenire;
5) Esistono nuove tecniche di ricostruzione dei legamenti: la chirurgia mininvasiava permette di non intaccare le cartilagini di accrescimento e riportare in breve tempo la stabilità dell’articolazione (per esempio del ginocchio). Anche le tecniche artroscopiche permettono di risolvere patologie che in passato era più difficile trattare nei bambini e nei ragazzi e che prevedevano decorsi molto più lunghi;
6) Sono sempre più diffuse le tecniche di fissazione esterna, sia per allungare gli arti, sia per correggere le deformità assiali e rotatorie congenite o post- traumatiche e le rigidità del piede torto congenita;
7) È possibile rivolgersi a centri specializzati, come l’Istituto Pini, per l’allungamento degli arti in caso di acondroplasia (nanismo): sebbene il periodo di degenza sia lungo, le nuove metodiche che consentono di allungare gli arti garantiscono una vita attiva e di relazione migliore e permettono di vivere i gesti della quotidianità in modo naturale;
8) Nel caso di tumori infantili è importante la diagnosi precoce: grazie alle le nuove terapie mediche e chirurgiche si arriva alla guarigione senza dover ricorrere all’amputazione degli arti, anche attraverso l’utilizzo di nuovi farmaci antitumorali;
9) Nelle degenze medio-lunghe è possibile non perdere giorni di scuola: all’Istituto Pini i bimbi possono usufruire del servizio “Scuola Amica” con insegnanti qualificati che li seguono in compiti e lezioni;
10) La mamma può stare accanto al piccolo ricoverato: all’Istituto Pini – che opera con l’obiettivo di adeguare sempre più gli spazi “a misura di bambino” – uno dei due genitori può dormire nella stanza con proprio figlio durante la permanenza in ospedale, per rendere la fase di degenza più accogliente e vicina all’esperienza quotidiana.

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Chiusura congresso ortopedia e traumatologia

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2010

Un messaggio ‘forte’ a conclusione del Congresso Nazionale della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia, che ha visto riuniti a Roma i massimi esperti provenienti da tutta Italia: nella chirurgia ortopedica è sempre più importante gestire in modo efficace, rapido e sicuro il sanguinamento e ridurre il più possibile le trasfusioni di sangue. Questo per due motivi: non creare inutili rischi per il paziente e contenere il più possibile i costi per il servizio sanitario nazionale. “La nostra è sempre stata una chirurgia ‘sanguinolenta’ e cruenta – conferma Giuseppe Costanzo, docente di ortopedia e traumatologia all’Università “La Sapienza” di Roma – la differenza, il salto di qualità lo facciamo quando possiamo disporre di dispositivi, che arrestano l’emorragia in modo efficace e riducono non solo le perdite intra e postoperatorie, ma anche le trasfusioni. Ridurre le trasfusioni non significa solo ridurre i rischi e le complicanze associate, ma anche gli alti costi per la struttura ospedaliera”. Concetti che hanno trovato concordi anche alcuni dei maggiori esperti internazionali, come conferma Donat Spahn, Professore di anestesiologia all’Università di Zurigo e direttore dell’Istituto di Anestesia, Ospedale universitario di Zurigo,“La trasfusione è purtroppo associata ad una maggiore diffusione delle infezioni e ad un aumento della  mortalità, nonché a costi enormi per le sacche di sangue”. Determinante è quindi disporre di emostatici che possono supportare le tecniche standard. Questi non sono tutti uguali però e vanno scelti sulla base di meccanismo d’azione, sicurezza, efficacia e valutando le evidenze scientifiche e di costo-efficacia disponibili.
Al Congresso si è  parlato molto anche dei sostituti ossei, in particolare di Actifuse, prodotto in calcio fosfato silicato, osteo-stimolante perché arricchito con ioni di silicio. Actifuse garantisce una maggiore rigenerazione ossea in meno tempo. È un prodotto osteo-conduttivo ad altissima interconnettività per ottimizzare la ricrescita ossea. Actifuse è concepito per l’uso in sostituzione di autotrapianti ed allotrapianti ossei eliminando così la necessità di prelievo da osso autologo e riducendo quindi la morbidità ad esso correlata oltre al rischio d’infezioni, dolore e durata dell’anestesia ed in caso di allotrapianti anche il rischio di trasmissione di infezioni virali.  “Uno dei maggiori benefici nell’uso di Actifuse – precisa  Michael Reith, assistente direttore medico del centro Spinale, St. Josef-Hospital / Wiesbaden – sta nel fatto che non è più necessario effettuare prelievi d’osso, provocando dolore e sofferenza nel paziente; inoltre comparato ad altri sostituti, offre risultati di gran lunga migliori. Poter disporre di Actifuse è molto utile, soprattutto negli interventi di chirurgia spinale”.

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La traumatologia nei terremoti

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 settembre 2010

Chieti, 23 settembre, dalle ore 15 – a sabato 25 settembre presso l’Auditorium del Rettorato, 69° Congresso nazionale. A Chieti esperti a confronto sulla risposta terapeutica ai pazienti colpiti dal sisma. Per condividere tale esperienza con gli altri professionisti del settore e proporre spunti di riflessione e di crescita, la Società italiana di ortopedia e traumatologia dell’Italia Centrale ha deciso di tenere a L’iniziativa, cui parteciperanno esperti nella gestione e organizzazione in caso di eventi catastrofici, è curata dalle unità di Ortopedia e traumatologia delle Facoltà di Medicina e chirurgia di Chieti e L’Aquila. Il congresso, nel quale saranno proposti i recenti progressi in materia di chirurgia ortopedica, è presieduto dai professori Vincenzo Salini dell’Università di Chieti e Vittorio Calvisi dell’Università dell’Aquila. Presidenti onorari sono Claudio Alberto Orso e Luigi Romanini, responsabile scientifico Stefano Flamini dell’Ortopedia e traumatologia dell’Aquila.

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