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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘travaglio’

Il travaglio di Giovanna D’Arco in scena a 110 anni dalla beatificazione

Posted by fidest press agency su sabato, 28 settembre 2019

Roma Dal 10 ottobre al 3 novembre 2019 dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 19.00 Teatro Stanze Segrete, Via della Penitenza 3 Giovanna D’arco, la Pulzella d’Orlèans, negli anni più infuocati della “Guerra dei Cent’anni”, riuscì a farsi accreditare presso la corte francese grazie a un carisma straordinario. Condusse varie offensive contro gli inglesi e nel maggio del 1429 ottenne due storiche vittorie ad Orlèans e a Patay, permettendo all’esercito francese di conquistare il territorio fino a Reims e al Delfino di Francia di ricevere una solenne incoronazione con il nome di Carlo VII. Successivamente patti politici tra potenti e una controversa intercessione della Chiesa Cattolica (allora ancora unita) portarono Giovanna a finire catturata e, nel giro di un anno, tra il 1430 e il 1431, condannata ed arsa viva sulla piazza del Mercato vecchio a Rouen.Questa è la storia. Per quel che possiamo riscontrare. Il vero motore di questa vicenda resta però l’insoluta risposta:Chi era davvero Giovanna D’Arco? Cosa muoveva la sua passione? Uno dei più sofisticati e misteriosi personaggi della storia dell’umanità, sempre in bilico tra oscuro e divino, 110 anni dopo una beatificazione che sa più di appropriazione di fatti storici che di risposta.

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Parto e anestesia: i nuovi “ritmi” del travaglio

Posted by fidest press agency su sabato, 9 luglio 2011

Uno studio sui cambiamenti delle dinamiche del travaglio nelle donne sottoposte ad anestesia peridurale, condotto su un campione di 600 pazienti, è stato di recente pubblicato dalla rivista internazionale “The Journal of Obstetrics and Gynaecology Research”. Alla ricerca ha preso parte una équipe di anestesisti, ginecologi, ed ostetriche del Fatebenefratelli all’Isola Tiberina (Roma), col supporto statistico dell’AFaR (Associazione Fatebenefratelli per la Ricerca), in collaborazione con il Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia dell’Università “La Sapienza” di Roma e la Scuola di Medicina dell’Ospedale di Hammersmith (Londra). Lo studio ha preso in considerazione donne con travaglio fisiologico, quindi non sottoposte a taglio cesareo, al primo parto e con gravidanza singola. I dati sono stati raccolti grazie al lavoro puntuale e meticoloso delle dr.sse Maria Grazia Frigo, Cristina Todde e Federica Rossi, oltre che dell’Ostetrica Rosaria Paglione dell’Isola Tiberina. Da questa ricerca si evince, in termini generali, che l’anestesia peridurale accorcia in maniera sensibile la durata della prima fase del travaglio (definita “dilatante”), con un tendenziale prolungamento della seconda fase del parto (periodo “espulsivo”). “In base ai dati analizzati – spiega Giovanni Larciprete, ginecologo all’Isola Tiberina e parte dell’équipe di ricercatori coinvolti in questo studio – è stato possibile estrapolare una nuova curva che ha ridefinito l’andamento del travaglio fin qui codificato dalle curve di Friedman (del 1972) e di Zhang (del 2000), che non tenevano conto del parametro dell’anestesia peridurale, oggi adottata dal 90% delle partorienti”. “Questo nuovo andamento del travaglio – rassicura il medico – non è da considerarsi dannoso, ma andava analizzato e codificato. Inoltre, ci dà la conferma che l’anestesia peridurale non provoca aumento di parti cesarei”.

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Libia: missione passi sotto Onu

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2011

“Quando ho votato contro il Trattato di amicizia Italia-Libia l’ho fatto perché convinto che i diritti umani non debbano mai piegarsi alle convenienze del momento. Per lo stesso motivo ora, pur con grande travaglio interiore, voterò a favore dell’applicazione rigorosa della risoluzione Onu in Libia, con l’auspicio che la missione passi dalla confusa bandiera dei volenterosi a quella delle Nazioni Unite”. E’ quanto si dichiara in una nota Andrea Sarubbi, deputato del Pd. “Il mio auspicio tuttavia è che, per dare forza non solo diplomatica ma anche morale alla propria azione, il consiglio di Sicurezza dell’Onu si esprima chiaramente contro la repressione violenta delle manifestazioni di protesta in atto in diversi Paese arabi”.

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Analgesia epidurale in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 ottobre 2010

Parma La moderna analgesia epidurale, che consente un parto senza dolore, mantenendo allo stesso tempo la sensibilità e la capacità di muoversi della donna durante il travaglio, secondo alcune stime, è offerta solo dal 16% delle strutture ospedaliere pubbliche e convenzionate italiane. Eppure nelle strutture che offrono questo servizio, in modo gratuito e continuativo, in media il 90% delle partorienti ne fa richiesta. Un parto senza dolore è un diritto, sancito dal Comitato Nazionale di Bioetica ma di fatto la sua attuazione varia da regione a regione. La Lombardia, per esempio, stanzia 5 milioni di euro all’anno distribuiti a tutti i punti nascita mediante integrazione del DRG del parto vaginale al fine di promuovere l’analgesia in travaglio. Il Veneto, con un meccanismo distributivo analogo, solo nello scorso anno, ha stanziato fondi per 1 milione di euro. L’Emilia Romagna ha invece emesso delle linee guida per avere un punto nascita che offra l’analgesia epidurale in ogni Provincia. Recentemente, nel luglio scorso, la Sicilia ha emanato un decreto che rinegoziando i DRG pone al primo posto il rimborso regionale per il parto spontaneo con analgesia, seguito dal parto spontaneo e poi dal taglio cesareo, nel tentativo di ridurre così il numero dei parti cesarei e di valorizzare il parto senza dolore.
Affinché il parto in analgesia diventi un effettivo diritto delle donne, si muove con forza anche l’O.N.Da, l’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna. “Abbiamo sviluppato il progetto Ospedale Donna – sottolinea la dr Nosenzo – che prevede la ricerca, attraverso una attenta valutazione, delle strutture ospedaliere a misura di donna.  O.N.Da. assegna uno, due o tre bollini rosa ai centri di cura che mostrino un particolare interesse alla salute femminile. Dallo scorso anno un requisito fondamentale per l’ottenimento di 3 bollini è proprio la presenza del parto in analgesia epidurale come possibilità offerta gratuitamente alle donne. L’elenco di questi ospedali è pubblicato in una nostra guida.” Un’iniziativa importante è inoltre quella portata avanti dall’AIPA, l’Associazione Italiana Parto in Analgesia. Come afferma la Presidente Paola Banovaz, “Stiamo raccogliendo le firme necessarie a sostenere una petizione per far sì che tutti gli enti ospedalieri siano indotti dal Ministero della Salute ad accogliere la richiesta delle donne partorienti alla scelta della partoanalgesia.”

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Editoriale: L’Italia politica tra Nord e Sud

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 agosto 2010

Editoriale Fidest Abbiamo suscitato qualche perplessità in un nostro precedente editoriale dove facevamo, tra l’altro, la conta dei neo “partiti del Sud”, ma ora, senza voler passare alle repliche, vorremmo, semmai, dilatare il discorso, che in quella occasione abbiamo lasciato nel vago, incentrando la nostra attenzione sul valore e la portata di una rappresentanza. Tutti conoscono il travaglio della prima ora di Umberto Bossi allorché pose le basi per la costruzione di un movimento che oggi, a distanza di un quarto di secolo, può dirsi solidamente assestato sul territorio e gode persino l’ambizione di spaziare altrove se stiamo alla richiesta di Maroni di avere un sindaco leghista a Napoli. Ora ci chiediamo: avrebbe ottenuto lo stesso risultato se la leadership sarebbe stata diversa? Se in corso d’opera avessimo avuto, che dire? Maroni e poi altri ancora? Eppure Bossi è stato gravemente ammalato ma nessuno dei suoi luogotenenti ha mai avanzato una candidatura alternativa. Oggi può dire con enfasi: i miei non mi tradiscono, sono un gruppo omogeneo e coriaceo. Lo stesso è accaduto con il fondatore di Forza Italia. La sua leadership viaggia incontrastata e solo oggi è appena sfiorata dalle contestazioni di Fini, ma si badi bene, non critica la guida ma solo talune prese di posizione ritenute troppo autoritarie e personali. Al Sud, invece, cosa abbiamo avuto? Appena Raffaele Lombardo, attuale governatore della Sicilia, ha costituito il Partito del Sud si è sollevato un coro di proteste che hanno messo in discussione tutto: dal fondatore all’ultimo supporter. Alla fine l’iniziativa è rimasta a bagnomaria. Ora ci sono altri soggetti politici che dalla Calabria alla Sicilia si richiamano al Sud e se andiamo a leggere i loro programmi è l’idea di un risveglio meridionalista che essi invocano. In pratica intendono rappresentare la Lega del Sud, in opposizione a quella del Nord, ma con un progetto ancora più ambizioso perché, ci dicono, tutta l’Italia è un gran Sud sia per via delle massicce immigrazioni interne degli anni sessanta sia per ragioni geografiche rispetto al continente Europeo. E’ senza dubbio un’idea apprezzabile se non ci fosse un ma. Chi si assume l’onore e l’onore di essere il Bossi del Sud? Ci riferiamo ad una leadership indiscussa. Parliamo di un uomo che sappia trovare il consenso tra la gente, diventi, per intenderci, un apripista per un movimento da tutti vagheggiato ma che nessuno ha cercato sino ad oggi di concretizzare. Deve saper trovare il punto d’unione tra la sete di giustizia e di legalità della gente e il modo come esprimerlo in concreto. Una specie di quadratura del cerchio anche perché è forte la diffidenza, date le delusioni passate. Ora si tratta di fare una scelta che non significa necessariamente di un blasonato ma di uno che sa parlare al popolo, che vive tra la gente, che è uno di loro e conosce i problemi esistenziali perché li vive quotidianamente. Ma con una raccomandazione che è il futuro stesso di un movimento grande quanto può esserlo l’Italia, facciamo in modo di sostenerlo, di mettere da parte i tatticismi e le ambizioni personali. Dobbiamo far squadra e ambire alla logica del primus inter pares. In caso contrario andremo incontro ad un’altra cocente delusione. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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A Sonia Castro il premio “Guido Lodovico Luzzatto”

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 marzo 2010

Pavia 24 marzo, nell’aula Foscolo dell’Università, alle ore 17, si terrà la cerimonia di consegna del premio “Guido Lodovico Luzzatto”, attribuito quest’anno  a Sonia Castro, per la tesi di dottorato Egidio Reale. Una biografia tra Italia, Svizzera e Europa.  La ricerca di Sonia Castro è stata finanziata dal Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica, da una borsa di ricerca del Canton Ticino e dall’Università di Pavia. Sonia Castro, docente incaricata di storia presso il liceo di Bellinzona e cultrice della materia in storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Pavia, ha dedicato la  tesi di dottorato a Egidio Reale, giurista di notevole statura scientifica, antifascista fuoruscito, repubblicano e poi azionista militante, che visse da protagonista il travaglio politico e culturale, italiano ed europeo, nella più generale crisi democratica tra le due guerre. La ricerca ripercorre criticamente gli anni della formazione di Reale, repubblicano e sovversivo nell’Italia giolittiana, i momenti-chiave del suo impegno di combattivo antifascista durante il pressoché ventennale esilio in Svizzera, dal 1927 al 1945, fino all’attività diplomatica in qualità di primo ambasciatore della Repubblica italiana nel territorio elvetico, dal 1947 al 1955. Interverranno alla cerimonia di premiazione, organizzata dall’Università di Pavia e dalla “Fondazione Guido Lodovico Luzzatto” Antonio Padoa Schioppa (Università di Milano) Alberto Cavaglion (Università di Firenze) Elisa Signori (Università di Pavia) Sonia Castro (Università di Pavia) Introdurrà Mario Cazzola, proRettore per gli Affari Internazionali.

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Analgesia epidurale in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2010

La moderna analgesia epidurale, che consente un parto senza dolore, mantenendo allo stesso tempo la sensibilità e la capacità di muoversi della donna durante il travaglio, secondo alcune stime, è offerta solo dal 16% delle strutture ospedaliere pubbliche e convenzionate italiane. Eppure nelle strutture che offrono questo servizio, in modo gratuito e continuativo, in media il 90% delle partorienti ne fa richiesta. Un parto senza dolore è un diritto, sancito nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), ma di fatto la sua attuazione varia da regione a regione. Tra le più virtuose ci sono la Lombardia, il Veneto e l’Emilia Romagna. La Lombardia, per esempio, stanzia 5 milioni di euro all’anno distribuiti a tutti i punti nascita mediante integrazione del DRG del parto vaginale al fine di promuovere l’analgesia in travaglio, aumentandone di fatto le richieste dall’8% del 2005 al 16% del 2007. Il Veneto, con un meccanismo distributivo analogo, solo nello scorso anno, ha stanziato fondi per 1 milione di euro. L’Emilia Romagna ha invece emesso delle linee guida per avere un punto nascita che offra l’analgesia epidurale in ogni Provincia. A fare il punto sul fronte legislativo è stato il professor Guido Fanelli, Coordinatore della Commissione Ministeriale sulla terapia del dolore e cure palliative: “Esiste un Decreto del Consiglio dei Ministri che, inserendolo nei LEA, sancisce il diritto delle donne al parto in analgesia epidurale. Tale decreto – aggiunge Fanelli – da un lato va nella direzione di riallineare l’Italia agli altri Paesi europei nella gestione del dolore delle donne partorienti; dall’altro lato si propone di riportare il nostro Paese all’interno del corretto standard di ricorso al parto con taglio cesareo.”
La tecnica PIEB (Programmed Intermittent Epidural Boluses – Somministrazione a boli intermittenti programmati) prevede la somministrazione a intervalli regolari di piccole dosi di analgesico, così da produrre un livello di anestesia stabile e continuo, prevenendo l’insorgenza di dolore. A questa tecnica viene associata oggi la PCEA (Analgesia Epidurale Controllata dalla Partoriente) che permette alla donna stessa di calibrare il livello di analgesico necessario, in base alle sue esigenze, ovviamente in tutta sicurezza.

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