Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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I trend del mondo del lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 19 gennaio 2019

Il continuo progresso tecnologico garantirà alle aziende sempre più strumenti da impiegare nelle strategie di sviluppo. Per massimizzare i vantaggi dell’avvento delle nuove tecnologie, è fondamentale che manager e responsabili delle risorse umane comprendano e anticipino l’impatto che queste potranno avere su tutte le dinamiche aziendali: dal reparto HR al marketing, passando per il finance, nessun settore sarà immune al progresso tecnologico e alla digitalizzazione. Secondo gli esperti Hays, ecco quali saranno i principali trend per il 2019:
1. L’apprendimento continuo come skill fondamentale Il mondo del lavoro sta cambiando rapidamente, in particolare ai lavoratori è richiesta una sempre maggiore flessibilità. Oggi i percorsi lavorativi sono in continua evoluzione e i professionisti dovranno aggiornare costantemente le proprie competenze per tenere il passo con i cambiamenti generati dallo sviluppo tecnologico. Le aziende che vogliono risultare vincenti sul mercato dovranno offrire ai propri dipendenti i giusti strumenti per migliorare e incrementare le loro skill tecnologiche.
2. La posta elettronica è ancora insostituibile? Nel corso degli ultimi anni le interfacce vocali o di messaggistica istantanea sono entrate nell’uso quotidiano. Le persone comunicano quotidianamente tramite piattaforme come Facebook Messenger e WhatsApp. In ambito lavorativo, anche se l’email è ancora considerata il principale strumento di comunicazione, molti professionisti tendono già a interfacciarsi con clienti, fornitori e partner tramite i sistemi di messaggistica istantanea, rendendo più immediate le comunicazioni e riducendo al minimo i tempi di attesa tra un’interazione e l’altra.
3. Automation: minaccia o opportunità? È inevitabile che molti compiti, soprattutto quelli ripetitivi, possano essere sostituiti dall’automazione e dai robot. Tuttavia, non bisogna temere il cambiamento, al contrario è di strategica importanza che i leader aziendali comunichino alla propria forza lavoro in modo corretto e adeguato l’alto potenziale di crescita e le nuove opportunità che ne potranno derivare. Il ruolo dell’uomo resterà comunque fondamentale per portare a termine tutte quelle mansioni complesse che richiedono necessariamente la sensibilità di un professionista.
4. Employee Experience come Brand Reputation. L’Employee Experience, ovvero l’intero percorso che una risorsa compie in azienda dal momento in cui si candida sino al termine del rapporto di lavoro, sta diventando un elemento chiave nella reputazione delle aziende a cui i responsabili prestano sempre più attenzione. La metodologia e la frequenza con cui i feedback dei professionisti vengono raccolti fa sempre più spesso affidamento all’intelligenza artificiale che assicura un’elaborazione accurata e precisa dei dati, consentendo alle aziende di capire se l’Employee Experience vissuta dalle proprie risorse può diventare un plus per la reputazione aziendale.
5. Il cambiamento culturale è il primo passo verso l’innovazione. La tecnologia è utile solo se le persone vogliono davvero farne uso: qualsiasi progresso tecnologico ha senso solo se rappresenta realmente un beneficio per il target a cui si rivolge. Affinché questo avvenga, le organizzazioni devono intraprendere come prima cosa un cambiamento culturale, che dovrebbe partire dai vertici aziendali, incoraggiando un ambiente votato alla collaborazione, all’apertura e alla flessibilità.I responsabili delle risorse umane hanno un ruolo chiave in queste dinamiche, nel guidare e facilitare la creazione di un clima aziendale che favorisca il cambiamento e accolga positivamente i nuovi input tecnologici.

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Benessere lavorativo: i trend 2019 per migliorare la produttività

Posted by fidest press agency su sabato, 22 dicembre 2018

Far stare bene le persone al lavoro sarà una priorità per le aziende nel 2019 e negli anni a venire. Sentirsi accettati, motivati e sicuri di sé sono le condizioni che permettono alle persone di esprimere tutto il proprio potenziale, di crescere assieme all’organizzazione di cui fanno parte. Per questo le strategie aziendali puntano a innovare in questo ambito, grazie agli sviluppi della tecnologia in materia di connettività, intelligenza artificiale e big data. «Le organizzazioni vincenti nei prossimi anni saranno quelle in grado di aumentare il benessere totale delle persone e quindi la loro capacità e volontà di dare un contributo straordinario alla propria azienda e alla società, in modo coerente con il proprio potenziale» spiega Giuseppe Geneletti, Head Smart Working di Methodos, società di consulenza specializzata nell’affiancare le imprese nei processi di change management organizzativo e culturale. «Per stare bene al lavoro le persone devono poter essere se stesse, sentirsi bene sul luogo di lavoro e sviluppare le proprie capacità – prosegue Geneletti –. È su queste tre macro-aree che si concentreranno nell’immediato futuro le maggiori innovazioni. Sviluppare una cultura del benessere e preparare le persone al futuro del lavoro saranno gli obiettivi prioritari».Per quanto riguarda il primo obiettivo, far sì che le persone in azienda si sentano se stesse, ci sono varie azioni che le organizzazioni possono mettere in campo: «Il primo passo è valorizzare la diversità con politiche attive e autentiche di inclusione – spiega Maria Vittoria Mazzarini, esperta di smart working di Methodos –. Fondamentale anche intraprendere programmi e iniziative che aumentino nelle persone la consapevolezza del proprio ruolo e valore per l’azienda. Infine, occorre sfruttare l’opportunità che oggi esiste, grazie all’introduzione del welfare aziendale e all’evoluzione dello smart working, di offrire ai dipendenti servizi e contratti personalizzati, in funzione delle loro specifiche esigenze di conciliazione tra lavoro e vita privata».Stare bene nel proprio posto di lavoro è un altro tema che si sta affermando sempre di più. «Non è necessario un grande investimento monetario o un restyling totale per creare un ottimo posto di lavoro. L’importante è agire sulla flessibilità» spiega Mazzarini. Come guida alla riprogettazione degli spazi di lavoro Methodos consiglia il libro The Elemental Workplace di Neil Usher (LID Publishing, 2018), che individua gli elementi per la creazione di un ufficio orientato al benessere delle persone: luce naturale, connettività, spazio sufficiente e suddiviso per gli scopi di lavoro (postazione primaria, spazio per concentrarsi, aree per incontri informali e formali), possibilità di controllare il microclima (illuminazione, riscaldamento, rumore), opportunità di ristoro, comfort, inclusività, servizi igienici eccellenti e spazi di archiviazione personali. «Si tratta di una varietà di elementi facilmente regolabili – sottolinea Mazzarini –, da valutare secondo un approccio basato sulla persona, come nel modello Employee Journey Experience di Methodos».Aiutare le persone a coltivare talenti e sviluppare competenze è il terzo fronte sul quale le imprese si impegnano sempre di più. «Negli anni a venire crescerà certamente il valore attribuito e atteso dalla formazione – spiega Giuseppe Geneletti –. Cominceranno a diffondersi gli strumenti di individuazione in tempo reale dei dipendenti con un basso engagement e quindi a rischio» prevede Methodos. Le imprese si orienteranno sempre di più a offrire percorsi formativi chiari e personalizzati, con un peso crescente delle soft skills. Le persone fruiranno dei corsi sempre più on-demand, in funzione del proprio profilo sia per contenuti, sia per le modalità di accesso e distribuzione. E questa formazione coinvolgerà non solo i dipendenti, ma anche i candidati più interessanti e le figure con contratti atipici, che non rientrano nel perimetro formale aziendale, ma aumentano sempre di più numericamente e costituiscono parte integrante del processo produttivo. «I contenuti saranno sempre più digitali – conclude Geneletti –, fruibili da smartphone e tablet, con maggiore utilizzo di modalità innovative come la gamification, la realtà virtuale e aumentata e i wearables»

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Il trend delle aziende agricole gestite da giovani

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 novembre 2018

Secondo i dati emersi nel corso dell’Osservatorio sui giovani agricoltori Nomisma-Edagricole tenutosi ad Eima – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – le aziende agricole italiane gestite da under 35 rappresentano il 10% delle imprese nostrane del comparto agroalimentare, ma hanno valori di produzione pari al doppio della media (100 mila euro contro 45 mila euro).Questi dati – continua Tiso – evidenziano ancora una volta la capacità di queste imprese di diversificare puntando su un approccio più innovativo e tecnologico del tradizionale. Inoltre, come comprovato proprio dai dati dell’Osservatorio, le aziende a conduzione giovanile sono divenute sempre più strutturate e lavorano ormai su un’ampia vastità di terreni (22 ettari contro la media degli 11 nazionali). Tra le loro caratteristiche c’è anche quella di identificarsi con il nuovo paradigma agroecologico e di avanzare velocemente in merito alla capacità di abbinare la modernizzazione dei processi di produzione alla salvaguardia e alla tutela dell’ambiente. Naturalmente, è bene sottolinearlo, per continuare in questa direzione hanno bisogno di essere sostenute con provvedimenti ad hoc, che ci auguriamo divengano presto parte integrante anche della nuova Pac.Come Confeuro – conclude Tiso –, nell’interesse dell’agricoltura e di tutti i cittadini, continueremo a porre l’accento su questi argomenti e ad insistere perché la politica nazionale ed europea identifichino il rilancio del primario nella valorizzazione del ruolo dei giovani agricoltori.

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Trend Micro Teams Up with Moxa to Secure and Accelerate Industrial Internet of Things Applications

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 settembre 2018

Trend Micro Incorporated (TYO: 4704; TSE: 4704), a global leader in cybersecurity solutions, has announced a new partnership with Moxa Inc., a leader in industrial communication and networking, as part of its Technology Alliance Partner Program to jointly develop state-of-the-art solutions to protect Industrial Internet of Things (IIoT) environments like smart manufacturing and smart energy.IIoT projects offer organizations across a range of sectors the opportunity to become more agile, efficient and cost effective. In manufacturing, oil and gas, and transportation, adoption of solutions is estimated to have reached 86 percent1. Surging interest in IIoT is also driving a rapidly growing smart city market predicted to be worth over $2.5 trillion by 20252.
However, IIoT cyber risk continues to grow and threaten the success of IIoT applications. Insecure devices and networks can be exploited to sabotage industrial equipment, leveraged to cause damaging ransomware outages, or used to reach sensitive stores of corporate data elsewhere on enterprise networks. Many organizations struggle with securing their IIoT devices because these devices are at the crossroads of IT and OT organizations. The responsibility for their security is often unclear.To provide the security necessary for edge connectivity, device management and product longevity for IIoT applications, the initial joint offering will focus on endpoint lockdown, firewalls for operational technology (OT) networks, and embedded security to add value for asset owners and plant operators across the globe.Trend Micro identified the potential challenges faced by IIoT stakeholders early on and has been working on several fronts to secure the entire ecosystem, from data center to device. This includes developing and gathering intelligence on new vulnerabilities, collaborating closely with ISPs on Virtual Network Function-based security, and working on innovative new solutions with embedded computing developers and device manufacturers.

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DHL Logistics Trend Radar: sostenibilità, tecnologia e persone sono il futuro della logistica

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 giugno 2018

Nella quarta edizione del Logistics Trend Radar, DHL ha sottolineato 28 tendenze chiave che potrebbero incidere sul settore logistico nei prossimi cinque-dieci anni, da cui emergono quattro elementi chiave che definiranno il futuro della logistica: centralità del cliente, sostenibilità, tecnologia e persone. “Il Logistics Trend Radar di DHL rappresenta una roadmap per l’innovazione, sottolineando quali saranno gli snodi cruciali per la logistica da qui a 10 anni. Dalla robotica alla blockchain, dalla realtà aumentata ai Digital Twins, questa panoramica contribuisce a comprendere meglio quale impatto significativo avrà la rivoluzione digitale sul settore logistico nei prossimi anni, contribuendo a strutturare ricerche e progetti insieme ai nostri clienti e partner”, ha affermato Mario Zini, Country Manager Italia di DHL Global Forwarding. Con l’aumentare della quantità di beni che possono essere acquistati online, in particolare nel mercato B2B, si evidenzia la necessità di soluzioni di logistica B2B omnicanale. La domanda dei clienti sta anche guidando la crescita delle spedizioni di beni sensibili al tempo e alla temperatura, che richiederà nuove innovazioni in termini di imballaggio, stoccaggio e consegna di merci quali generi alimentari e prodotti farmaceutici. Un esempio, DHL Air Thermonet, il servizio di DHL Global Forwarding che consente il monitoraggio costante dei prodotti farmaceutici sensibili alla temperatura e la possibilità di intervenire in tempi brevi in ​​caso di incidenti, garantisce la sicurezza e l’integrità di carichi estremamente delicati e di valore.
La sostenibilità diventerà indispensabile per operare nel settore della logistica: governi, città e fornitori di soluzioni si stanno impegnando a stipulare accordi per ridurre le emissioni di CO2 e i rifiuti.
La tecnologia sta diventando sempre più pervasiva nella logistica, in particolare per tendenze chiave come Internet of Things e Artificial Intelligence. Una tendenza che potrà subire una forte accelerazione è la diffusione delle reti wireless di prossima generazione, che potranno aumentare significativamente il valore economico derivato dalla connettività nella catena di fornitura.
Le persone continueranno a rimanere al centro della logistica, anche se l’aumento della robotica, dell’automazione e dell’uso di software ridefiniranno la struttura della forza lavoro logistica in futuro.
Il Logistics Trend Radar è sviluppato attraverso l’analisi di mega e microtrend, raccogliendo input provenienti da un significativo ecosistema di partner tra cui istituti di ricerca, attori tecnologici, startup e clienti. Questi imput vengono raccolti da oltre 10.000 professionisti della logistica e esperti di tecnologia che visitano annualmente i Centri di innovazione DHL. I risultati sono poi aggregati e inseriti nelul Logistics Trend Radar, rendendolo uno strumento di previsione dinamico e strategico, in cui si traccia l’evoluzione delle tendenze individuate nelle precedenti edizioni e si identificano nuove tendenze per il futuro.

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I trend, i mercati asiatici e l’innovazione i focus della 69° Assemblea Fruitimprese

Posted by fidest press agency su martedì, 24 aprile 2018

Nell’ambito dell’annuale Assemblea Fruitimprese, Associazione Imprese Ortofrutticole, si discute di “Innovazione e competitività nel mercato internazionale”. L’evento, promosso in collaborazione con International Paper, Unitec e Euler Hermes – moderato dal giornalista Rai Franco Di Mare – intende analizzare i nuovi scenari geopolitici internazionali, le opportunità offerte all’ortofrutta italiana dai mercati asiatici e il loro impatto sulle attività e le strategie delle aziende. Dai dati diffusi da Fruitimprese, nel 2017 l’export di ortofrutta italiana è salito al valore record di 4,9 miliardi di euro (+3% sull’anno precedente). Una performance che colloca l’ortofrutta al secondo posto, dopo il vino, nel ranking dei settori dell’agroalimentare “Made in Italy” più esportati.Se l’Europa si conferma il core business per gli esportatori di ortofrutta tricolore, molti segnali portano gli operatori a guardare anche a Oriente. Lo sottolinea nel suo intervento la Prof. Alessia Amighini, Co-direttore dell’Osservatorio Asia Aspi e docente all’Università Orientale del Piemonte, concentrandosi sulle potenzialità del settore frutticolo. Tra i trend più significativi, Amighini rileva uno spostamento dei consumi verso la frutta con un’immagine più naturale e fresca, compresa quella congelata (la cui domanda nell’ultimo decennio è cresciuta del 5% all’anno) e un forte sviluppo del segmento bio e dei “superfood”. Rilevante il ruolo della Cina, che ha rapidamente ampliato le importazioni ed esportazioni di frutta fresca e trasformata. Nel 2017, l’export agroalimentare italiano verso la Cina è cresciuto del 15% e l’Italia è il primo paese europeo esportatore di frutta verso quel grande mercato. In prospettiva emergono almeno due fattori-chiave: la lotta sui dazi commerciali tra Pechino e Washington e le nuove rotte ferroviarie, in particolare il nuovo collegamento tra Mortara (Pavia) e Chengdu (Sichuan), che toccherà paesi a elevato potenziale di crescita.Marco Salvi, presidente Fruitimprese, tratteggia lo scenario economico nel quale operano le imprese associate, non privo di problematiche ma anche interessanti opportunità. Per coglierle è fondamentale investire innanzitutto in innovazione. Un ruolo centrale per il settore ortofrutticolo è senza dubbio rappresentato dalle politiche comunitarie della nuova PAC (Politica Agricola Comune) 2020/2027 e quindi dalle OCM (Organizzazioni Comuni del Mercati agricoli), tra cui quella ortofrutticola. In sede comunitaria si sta lavorando a ritmi serrati, sulla scia dell’approvazione della parte agricola del Regolamento Omnibus, che revisiona medio termine la politica europea 2014/2020.“Per competere nel settore ortofrutticolo – conferma l’Onorevole Paolo De Castro, Vice Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, chiamato ad affrontare il tema degli accordi di mutuo riconoscimento per l’apertura dei nuovi mercati – non basta avere prodotti di qualità ma è fondamentale poter contare su un’adeguata organizzazione commerciale, che in Italia è l’aspetto su cui sicuramente dobbiamo puntare di più e che è ciò su cui da tempo Fruitimprese lavora. In questo senso il regolamento Omnibus, entrato in vigore a gennaio di quest’anno, ha sicuramente segnato alcuni passi avanti importanti, come per esempio le regole sulla concorrenza, ma ovviamente a questo si deve affiancare l’impegno degli imprenditori”.Sul fronte export, prosegue Salvi, il settore ortofrutticolo è in salute: basti citare il saldo attivo di oltre un miliardo della bilancia commerciale. L’innovazione è la chiave di volta, a patto che riguardi tutti i segmenti della filiera, dalla produzione alla promozione. Questo significa lavorare sulle varietà e qualità per distinguersi sui mercati internazionali, sulla valorizzazione di alcune specie, ma anche su logistica e commerciale.A completare il quadro, gli interventi di Raffaele Borriello, Direttore Generale Ismea, incentrato sul sostegno finanziario all’internazionalizzazione delle imprese italiane.

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KBRA Releases Monthly CMBS Trend Watch

Posted by fidest press agency su domenica, 7 gennaio 2018

With this edition of Trend Watch, we’ve included a slide presentation that summarizes some of the trends in new issuance conduit credit that we’ve observed over the past year. Topics include In-Trust KLTV, Credit Barbelling, All-In KLTV, KBRA’s IO Index, and Concentration Risk. We’ve also provided a review of rating surveillance activity, as well as a high level overview of KBRA Loans of Concern (K-LOCs) that we have identified across the 2.0 conduit universe. We’re hopeful that readers find it helpful in advance of the CREFC conference.In our Spotlight section, we focus on the increased level of primary market exposure in KBRA rated conduits over the past year. In 2017, primary market exposure surpassed the 50.0% mark for the first time since we began rating conduits in 2012, and finished the year at 54.3%, which was up almost 9 points from 2016. The section looks at market tiers through a number of lenses, including in-trust and all-in leverage, property type, and interest-only exposure. It also highlights the proportion of pari passu notes among market tiers.The publication also recaps issuance and rating activity. Private label pricing volume ended the year at $88.1 billion, a 26.2% increase from full-year (FY) 2016. Driving the increased volume in 2017 was greater single borrower issuance, which saw an 88.7% year-over-year (YOY) increase to $36.5 billion. Meanwhile, conduit issuance remained relatively flat at $48.5 billion, increasing by 1.4% during the same period.We expect single borrower issuance to remain strong in 2018. At this juncture, we are aware of a dozen or more single borrower deals that may launch by early February. In addition, we expect to see as many as three CREL CLOs in that time frame, as well as a few conduits.On the ratings front, KBRA published pre-sales for six deals ($5.1 billion), including two conduits ($1.6 billion), one Freddie K-Series transaction ($1.5 billion), one CREL CLO ($1.0 billion), one single borrower ($600.0 million), and one single-family rental (SFR) ($394.2 million). December’s surveillance actions included 283 affirmations and five upgrades, which were effectuated across 25 transactions. In conjunction with the surveillance reviews, KBRA highlighted 42 K-LOCs.

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Continua con ottimi risultati il trend positivo di iscrizioni avviato lo scorso anno dall’Università di Parma

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

biblio università parmaParma dopo l’exploit e l’inversione di tendenza del 2015-2016 si consolida la crescita anche per il 2016-2017. I numeri parlano chiaro: 5.725 iscritti complessivi al primo anno (dati al 28 novembre 2016) contro i 5.082 dell’anno accademico 2015-2016, con una crescita assoluta di 643 matricole che corrispondono a un incremento percentuale del +12,7%.
I dati sono stati presentati questa mattina nella sede dell’Ateneo dal Rettore Loris Borghi
«Raccogliamo i frutti di un lavoro intenso e corale, mirato a costruire un’Università nuova, attrattiva, aperta all’esterno e con al centro lo studente: i dati delle iscrizioni mostrano che i nostri sforzi sono stati capiti e apprezzati. Dopo l’inversione di tendenza dello scorso anno occorreva quest’anno consolidare la crescita, e ci siamo riusciti: in due anni l’Ateneo ha recuperato i due terzi degli studenti perduti a causa del trend negativo avviato nel 2011-2012, e i dati di quest’anno permettono di essere ottimisti per il futuro. È ovvio che siamo soddisfatti, ma non bisogna certo fermarsi qui», ha commentato il Rettore Loris Borghi, che ha sottolineato il valore dell’offerta formativa proposta dall’Ateneo: «Un’offerta di qualità, ulteriormente rafforzata dai due nuovi corsi partiti quest’anno: “Sistema Alimentare: Sostenibilità, Management e Tecnologie” e “Comunicazione e Media Contemporanei per le Industrie Creative”. I due corsi hanno avuto un riscontro straordinario, cogliendo evidentemente un’esigenza formativa reale nei due settori del food e della comunicazione». Gli ambiti che crescono di più in valore percentuale per numero di iscritti sono proprio quelli cui afferiscono i due nuovi corsi: l’Ambito Economico fa registrare un significativo +44% rispetto al 2015/2016, e l’Ambito Umanistico un ottimo +29%. Crescita a due cifre anche per l’Ambito Ingegneria e Architettura, che rispetto all’anno scorso è a +17%.
La “sofferenza” dell’Ambito Giuridico-Politologico, che rispetto allo scorso anno registra al momento un saldo negativo del 12%, va interpretata con molta attenzione: per il corso di laurea in Giurisprudenza il calo dell’ultimo anno del 6% è solo apparente, perché ci sono 21 iscritti di cui si sta verificando la carriera universitaria e che dovrebbero portare il numero degli studenti a 157, con un conseguente incremento dell’8% nell’ultimo anno, mentre per Scienze politiche e delle relazioni internazionali le iscrizioni si chiudono a fine anno ed è ancora presto per tirare le somme.
Anche altri segni “meno” vanno interpretati. Il calo del corso in Scienze della natura e dell’ambiente, ad esempio, dipende unicamente dal fatto che il corso non è più a libero accesso ma ad accesso programmato locale, e per il corso in Matematica vale quanto detto anche per Giurisprudenza:4 studenti sono in attesa di verifica della loro carriera universitaria e quindi il numero degli iscritti potrebbe aumentare da 42 a 46, registrando un incremento rispetto allo scorso anno.
“Food management” e “Comunicazione per le industrie creative”: ottimo esordio per i due nuovi corsi tiennali
I due corsi triennali avviati quest’anno sono stati la grande novità dell’offerta formativa 2016-2017. Guardando i dati ora si può certamente dire che si tratta di una scommessa vinta da parte dell’Ateneo, che ha saputo mettere in campo due progetti culturali innovativi in due settori strategici come il food e la comunicazione.
Il corso di laurea in “Sistema Alimentare: Sostenibilità, Management e Tecnologie” (Food System: Management, Sustainability and Technologies), incardinato nel Dipartimento di Economia in collaborazione con i Dipartimenti di Bioscienze e Scienze degli Alimenti e presieduto da Guido Cristini, ha ad oggi 256 iscritti. Il corso di laurea in “Comunicazione e Media Contemporanei per le Industrie Creative”, coordinato dal Dipartimento Lettere, Arti, Storia e Società e presieduto da Michele Guerra, parte invece con 203 iscritti.
Un Ateneo ancora più attrattivo: crescono i fuorisede dal Sud Italia
La provenienza geografica degli iscritti al primo anno dimostra che l’Università di Parma ha saputo rendersi ancora più attrattiva. A fronte di un minore peso relativo della provincia di Parma (31,3% nel 2016/2017 contro il 37,7% di due anni prima) e dell’Emilia Romagna (dal 59,6% del 2014/2015 al 52,2% di quest’anno), si registra infatti una decisa crescita del Nord Italia (15,6% quest’anno contro il 12,8% del 2014/2015) e soprattutto di Centro-Sud e Isole, che tornano ad essere bacini di utenza forti dell’Ateneo con i livelli percentuali di alcuni anni fa. Gli iscritti al primo anno del Centro-Sud passano dal 12,7% del 2014/2015 al 14,6% del 2016/2017 (con ottimo exploit della Puglia), mentre quelli delle isole dal 5,1% all’8,2%. Da segnalare in particolare il balzo in avanti della Sicilia, che in due anni è aumentata di tre punti percentuali passando dal 4,5% al 7,5%
Un Ateneo inclusivo: punto di riferimento per gli studenti con disabilità e Disturbi specifici dell’apprendimento (DSA)
L’Università di Parma si conferma punto di riferimento importante per gli studenti con disabilità e con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), per i quali è attivo da anni un servizio che è fiore all’occhiello dell’Ateneo con specifiche strutture di affiancamento e accoglienza. Al 31 ottobre 2016 sono nel complesso 130 gli iscritti al primo anno con disabilità e DSA.
A primavera i dati dei corsi di laurea magistraliÈ importante sottolineare che i dati diffusi oggi sono ancora parziali, poiché le iscrizioni ai corsi di laurea magistrale (+2) si chiudono a primavera: lo scorso anno gli iscritti sono stati circa 1.800. I dati complessivi degli iscritti al primo anno (compresi quelli delle lauree magistrali) saranno dunque disponibili nella prossima primavera.

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How the trend for more collaboration can deliver better performance

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 maggio 2016

Companies that build formal collaborations with rivals boost their business performance, new research has found.It had been thought that standardisation of collaborative business relationships would hinder creativity and stymie the whole partnership with bureaucracy and a lack of trust hindering ‘joined-up’ processes. But a study of 107 companies, including 20 interviews with senior executives, by Mehmet Chakkol and Mark Johnson, of Warwick Business SchoolBusiness School, found that it is only through formal and systematic processes that managers understand the benefits of collaboration in terms of cost and business growth.
This formalisation, however, refers to systematic adoption of collaborative working and does not entail strict job descriptions or penalties that counter collaborative behaviour.Dr Chakkol said: “The prior evidence we reviewed had suggested standardising collaboration would not be feasible, because it is such a long-term activity and is very flexible in terms of the day-to-day activities and problem solving.“But when we investigated it further we found that is not true. Collaboration leads to a host of benefits including boosting business performance and this is statistically higher for organisations that have formalised their collaborations through the British Standard for Collaboration (BS11000).“We found companies need and want to know what to expect from a collaboration and they want to know what a good collaboration looks like, especially as they are happening more and more.
“And putting in place a formalised process does bring benefits. Top of the list is improved business and operational performance, for example the collaboration between Lockheed Martin and National Air Traffic Services has ensured that Heathrow has run at 98 per cent capacity for more than a decade thanks to both working hard to optimise their partnership through a standard process.
“Collaboration has also brought more contracts for companies, enhanced risk management, brought innovation, increased client confidence and repeat business, new product development as well as multi-million pound efficiencies.”The study found the increasing amount of global trade, and complex and longer supply chains means companies are more interdependent than ever.
“Customers are pushing suppliers into collaboration rather than competing for contracts as it is more efficient,” says Dr Johnson. “This is something the UK Government is very keen on now, and it is happening across different industries from transportation and construction to healthcare and retail, so finding a tried and trusted method of collaborating through an international standard is something companies are looking for.”Our study found that nearly 80 per cent of companies believe they will be spending more time on collaborations in the future.“We found the most significant future challenge for adopting collaborative working is to change traditional organisational cultures to accept more co-operative business models. This highlights the need to identify and further develop competencies and skills to harness collaborative working both at individual and organisational levels”.

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Italiani meno europeisti?

Posted by fidest press agency su sabato, 6 febbraio 2016

europa comunitariaGli italiani sono sempre meno europeisti. Lo conferma l’ultimo sondaggio realizzato dal prof. Renato Mannheimer per Eumetra Monterosa. Si è scesi da un consenso del 70% nel 1994 al 64% rilevato nel 2005, 60% nel 2008, 57% nel 2010 e 51% nel 2011. Il dato è poi calato ancora, sino a giungere attorno al 39% nel 2013 e a crollare poi al 27% registrato oggi. Insomma, in relativamente poco tempo, si è verificato un abbassamento drastico dei giudizi positivi espressi.“I motivi di questo trend sono molteplici – questa è l’analisi di Mennheimer – ma possono essere ricapitolati sinteticamente. All’inizio, quando l’UE fu costituita, essa era vista dagli italiani come il concretizzarsi di un ideale e, al tempo stesso, una fonte di benefici anche sul piano economico-finanziario. Poi, con il passare del tempo, Bruxelles, oltre a fornirci fondi e incentivi, specie al Sud, ha cominciato a chiedere al nostro Paese degli adempimenti e delle politiche di rigore. Ciò non è stato apprezzato, sia perché alcuni vantaggi si sono trasformati in costi, sia, specialmente, perché molti dissentono dal tipo di rigore che l’Europa ha voluto imporre. Su questo punto, si sa, la discussione è molto ampia e i governi che si sono succeduti alla guida del Paese hanno assunto posizioni assai differenti tra di loro. Al tempo stesso, il dibattito si è allargato nel Paese, con una netta spaccatura di atteggiamenti rispetto all’Europa, la quale è diventata un argomento di discussione e di confronto anziché un’istituzione comunque apprezzata da tutti, come era agli inizi. E la fragilità mostrata dall’UE in certe sue decisioni – o, talvolta, non decisioni – ha accentuato le perplessità nel nostro Paese.Oggi, risultano più favorevoli alla UE specialmente le persone con un titolo di studio più elevato, forse perché hanno a disposizione maggiori strumenti di informazione. Ma anche tra costoro, la netta maggioranza esprime una valutazione negativa dell’Unione Europea. Gli imprenditori, i professionisti e i lavoratori autonomi esprimono un maggior consenso, anche qui però minoritario (37%). Gli operai, le casalinghe e i pensionati – vale a dire ceti meno centrali socialmente – manifestano valutazioni nettamente inferiori. Sono perplessi in misura decisamente maggiore i più anziani. Le valutazioni più negative si trovano, come era prevedibile, tra i votanti per la Lega e per il M5S, ma anche nel PD l’atteggiamento critico è assai diffuso e coinvolge la metà dell’elettorato di questo partito.Questo crescente orientamento critico verso la UE, così diffuso, spiega perché i “toni duri” assunti dal Presidente del Consiglio in questi ultimi mesi siano stati ben accolti dai nostri concittadini. Tanto che il 65% ritiene giusto l’atteggiamento del Presidente del Consiglio.Se però l’obiettivo di Renzi era quello di recuperare fiducia nei confronti suoi e del suo esecutivo si può dire che esso non sia stato raggiunto: l’indice di fiducia verso il premier è inferiore oggi 30% mentre quello verso il Governo nel suo complesso è ancora più basso attorno al 28%.

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+ 7,4%: Bofrost consolida la crescita nel primo semestre 2015

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2015

pordenoneBofrost chiude con un fatturato di 112 milioni di euro (+7,4%) il primo semestre 2015 (marzo/agosto). L’azienda di San Vito al Tagliamento (Pordenone) prosegue così il trend di crescita iniziato nel 2007; un trend positivo che interessa, oltre al fatturato, l’occupazione, cresciuta a settembre di 70 unità (per 2100 dipendenti complessivi e 300 collaboratori incaricati alla vendita) e i consumatori (oltre 30mila nuovi clienti da marzo). Novità anche per le filiali, 50 distribuite su tutto il territorio nazionale: è in corso un programma di riorganizzazione, con l’apertura di nuove sedi, come a Settimo Torinese, e di rimodernamento, con lo spostamento di alcune filiali storiche in sedi più moderne, come Vicenza, Pisa e Montemurlo. Bofrost ha annunciato i risultati relativi al semestre nel corso della riunione commerciale svoltasi nei giorni scorsi nella tenuta Fossa Mala a Fiume Veneto (Pordenone).«Siamo in linea con il nostro piano di espansione –commenta l’amministratore delegato Gianluca Tesolin–; i risultati che emergono dalla semestrale sono il frutto di una strategia vincente che punta sulla qualità dei prodotti e dei servizi, sulla valorizzazione delle persone e sulla presenza sempre più capillare sul territorio, come dimostra il numero di inaugurazioni di filiali da un anno e mezzo a questa parte. La nostra è una crescita armonica e sostenibile, che interessa tutti gli aspetti dell’attività e del business; per questo abbiamo messo a segno risultati positivi anche in anni segnati da una profonda crisi di consumi».
bofrost Italia – È la più importante azienda italiana della vendita diretta a domicilio di specialità alimentari surgelate senza nessuna interruzione della catena del freddo. Ha sede a San Vito al Tagliamento (PN) e conta 2.100 dipendenti e 300 collaboratori incaricati alla vendita. A oggi, sono oltre un milione le famiglie italiane che apprezzano e conoscono i prodotti di bofrost* Italia. La qualità, il gusto e un eccellente servizio rappresentano i fattori di successo di questa azienda.

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Crescono i consumi?

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2015

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, a luglio la produzione industriale sale dell’1,1% rispetto a giugno e del 2,7% rispetto a luglio 2014. “E’ certamente un’ottima notizia, ma già a maggio si era già registrato un aumento tendenziale record della produzione industriale, addirittura superiore, pari al 3%, un incremento che non si registrava da quasi 4 anni, dall’agosto 2011, salvo poi, a giugno, avere la delusione di un calo, su base annua, dello 0,3%” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Non bisogna farsi prendere, insomma, da facili entusiasmi. Quello che conta davvero è che ci sia un’inversione del trend anche nei prossimi mesi e, inoltre, quanti anni ci metteremo per tornare ai valori della produzione industriale pre-crisi” ha proseguito Dona.
L’Unione Nazionale Consumatori ha confrontato i dati resi noti oggi con quelli di luglio degli ultimi 8 anni, ossia dal 2007, prima dello scoppio della crisi, ad oggi (cfr. tabella). Secondo lo studio dell’associazione di consumatori, dal luglio 2007 al luglio 2015 la produzione industriale (dati grezzi) è scesa del 17,9%. Se consideriamo, poi, il valore più alto raggiunto nel luglio 2008, la differenza con il 2015 è, addirittura, del 18,4%. Il crollo record si registra per i beni di consumo durevoli, precipitati in 8 anni, del 30,9%, -31% dal luglio 2008.”Insomma, occorre ancora fare parecchia strada per dire di essere usciti dal tunnel della crisi” ha concluso Dona.

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I trend delle prenotazioni estive

Posted by fidest press agency su sabato, 18 luglio 2015

mareCresce il numero di Italiani che decide di prenotare le proprie vacanze estive al di fuori del “classico” mese di agosto. Secondo le analisi di Venere.com, lo specialista delle prenotazioni di accomodation online, i nostri connazionali stanno sempre di più decidendo di approfittare di offerte vantaggiose e minore affollamento, prenotando un soggiorno in mesi come giugno e settembre.Nonostante agosto rimanga il mese preferito dalla maggior parte dei vacanzieri, con il 36% delle notti prenotate (prenotazioni effettuate entro il 31 maggio) sul totale dei quattro mesi estivi, molti Italiani hanno scelto di anticipare le proprie ferie a giugno. Il 34% delle notti prenotate su Venere.com è stato infatti per il mese che “inaugura” la stagione. Luglio, con il 26% del totale delle notti prenotate, si conferma un periodo molto amato dagli Italiani che devono andare in vacanza.Settembre, pur rimanendo ancora un mese poco gettonato per i vacanzieri del Bel Paese, ha visto un incremento doppio delle notti prenotate rispetto a quanto fatto registrare dai mesi di luglio e agosto in confronto al 2014.Lido Loveri, Direttore Online Marketing di Venere.com, ha commentato: “I nostri dati relativi all’andamento delle prenotazioni per l’estate 2015 confermano che gli Italiani stanno sempre di più diversificando le proprie vacanze, scegliendo anche altri mesi oltre al classico agosto. In particolare, ci aspettiamo nelle prossime settimane una crescita considerevole delle prenotazioni per soggiorni a settembre, periodo durante il quale è possibile approfittare di numerose offerte.” Parigi conquista la vetta della classifica di Venere.com delle mete più prenotate per soggiorni da effettuare durante i quattro mesi estivi, scalzando Roma, che nel 2014 era in cima alle preferenze degli Italiani e ora occupa il terzo gradino del podio. In seconda posizione si piazza la Sicilia: grazie a destinazioni che uniscono spiagge da sogno ad un ricco patrimonio culturale, la regione è infatti una delle mete più apprezzate dai vacanzieri italiani.
Milano, complice anche il boom di prenotazioni dovuto a EXPO, è la vera new entry nella classifica di Venere.com. Il richiamo costituito dall’Esposizione Universale, unito alle tante attrazioni cittadine, ha infatti portato il capoluogo lombardo ad essere una meta gettonata dai viaggiatori anche durante l’estate, con un aumento del 79% delle prenotazioni rispetto al 2014.
Chiude la top 5 stilata da Venere.com la Sardegna: da sempre una delle destinazioni più scelte dagli Italiani alla ricerca del mare cristallino, l’isola si conferma anche per l’estate 2015 una delle mete da non perdere, con un incremento delle prenotazioni del 24% rispetto all’anno precedente.
“Il mare siciliano e quello sardo sono veri e propri classici delle vacanze estive degli Italiani e le prenotazioni sul nostro portale confermano la tendenza anche per quest’anno”, commenta Lido Loveri, Direttore Online Marketing di Venere.com. “A mete tradizionali come la Sicilia e la Sardegna, si affianca quest’anno una new entry d’eccezione come Milano: l’EXPO ha sicuramente contribuito a renderla una meta appetibile anche durante il periodo estivo, consentendo di visitare la città e le sue attrazioni quando è meno affollata.”

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Prosegue a maggio il trend positivo del mercato dell’usato

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2015

auto-usate-prezziIn rapporto al mese di maggio 2014 sono aumentati dell’1,4% i passaggi di proprietà delle autovetture depurati dalle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale), che salgono al 6,4% in termini di media giornaliera, mentre l’incremento per le due ruote – sempre al netto delle minivolture – si attesta al 3,9%, raggiungendo il 9% in termini di media giornaliera. Per ogni 100 autovetture nuove sono state vendute 143 auto usate nel mese di maggio e 163 auto usate nei primi cinque mesi dell’anno. Complessivamente da gennaio a maggio 2015 i passaggi di proprietà netti hanno fatto registrare una variazione positiva del 5,6% per le autovetture e del 2,2% per i motocicli.I dati sono riportati nell’ultimo bollettino mensile “Auto-Trend”, l’analisi statistica realizzata dall’Automobile Club d’Italia sui dati del PRA, consultabile sul sito http://www.aci.it. Positive, nel mese di maggio, anche le radiazioni delle autovetture che hanno messo a segno un incremento del 3,7% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, ancora una volta condizionato dalla flessione delle radiazioni per esportazione (-16,6%), considerato che le demolizioni sono risultate in crescita del 17,5%. Il tasso unitario di sostituzione è stato pari a 0,80 nel mese di maggio (ogni 100 auto iscritte ne sono state radiate 80) e a 0,82 nei primi cinque mesi del 2015.Ennesimo bilancio negativo, invece, per le radiazioni dei motocicli che a maggio hanno fatto registrare una variazione negativa del 19,9% rispetto allo stesso mese del 2014.Tenendo conto della giornata lavorativa in meno di maggio 2015 rispetto a maggio 2014, le suddette variazioni diventano +8,9% per le autovetture e -15,9% per i motocicli. Nei primi cinque mesi del 2015 le radiazioni di autovetture sono diminuite nel loro complesso dell’1,8% mentre quelle delle due ruote sono calate del 19,5%. (foto fonte: giornale motori)

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Trend Micro è il Numero 1 nel mercato della Cloud Security

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 maggio 2012

Trend Micro Incorporated (TYO: 4704;TSE: 4704) è leader globale nelle soluzioni di sicurezza per il cloud, l’ulteriore conferma arriva dallo studio “Global Cloud Security Software Market ”, realizzato da TechNavio, società indipendente che valuta i prodotti e i servizi IT.TechNavio, per quanto riguarda il mercato globale della sicurezza cloud, ha stimato un giro d’affari nel 2010 pari a 241 milioni di dollari, destinato a raggiungere i 963,4 milioni di dollari entro il 2014; con una crescita composta aggregata del 41,4% (CAGR). Trend Micro, tra i quattro principali protagonisti del settore sicurezza, è quello con la maggiore quota di mercato nel segmento cloud.
Lo studio di TechNavio evidenzia come Trend Micro è in grado di consolidare la sua leadership grazie a una diversificazione geografica ottimale, una base di clienti ben consolidata e una brand reputation affermata. Tra le motivazioni del successo di Trend Micro sono citate anche la partnership con il leader nelle soluzioni di virtualizzazione VMware e gli accordi con grandi nomi del panorama IT come HP, Cisco, Dell, Microsoft Corp., Oracle e Wipro.Questo ulteriore riconoscimento fa seguito ad altri successi recenti riportati da Trend Micro: i report “Worldwide Endpoint Security 2011-2015 Forecast and 2010 Vendor Shares” di IDC e “Global Virtualization Security Management Solutions 2010-2012” di TechNavio hanno infatti posizionato Trend Micro come principale vendor mondiale per la sicurezza dei server endpoint corporate e per la virtualizzazione.
Trend Micro SecureCloud garantisce la protezione dei dati negli ambienti virtuali VMware vSphere e nei cloud pubblici e privati, utilizzando funzioni crittografiche con gestione policy-based delle chiavi e convalida dei server. Questo tipo di protezione tutela in maniera semplice ma affidabile le informazioni sensibili memorizzate presso i maggiori cloud service provider, garantendone la riservatezza e aiutando le imprese a rispettare la compliance normativa.Trend Micro Deep Security è una soluzione che garantisce la sicurezza a livello di sistema e di applicazioni in ambienti fisici, virtuali e in the cloud. Deep Security risponde alle tipiche problematiche di sicurezza operativa e compliance che caratterizzano l’attuale data center dinamico, coniugando funzioni di rilevamento e prevenzione delle intrusioni, web application protection, firewall, monitoraggio dell’integrità, ispezione dei log e anti-malware in un’unica soluzione gestita centralmente. Si tratta, inoltre, della prima e unica soluzione di sicurezza agentless per ambienti VMware e permette alle aziende di raggiungere livelli di consolidamento ancora maggiori, performance più rapide, una migliore gestione e una sicurezza più solida.

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On-Trend Pastels From Feather & Black Accessories This Spring

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 maggio 2012

London, (PRNewswire) This spring, leading luxury bedroom furniture retailer Feather & Black, features a collection of on-trend accessories in pretty pastels and sorbet shades. The affordable, but luxurious interiors edit gives lovers of indulgent textures and fabulous fabrics an easy and instant way of giving interiors a fresh pop of spring colour and brings the Spring/Summer colour palette trend first seen on the catwalk last Autumn, into the home. The edited accessories collection features a delicate candy palette of blush pinks, baby blues, lemonade yellows, fresh minty greens and dreamy lilacs together with textures of velvety cashmere, sensual silks, soft waffle and crisp cotton.Gabriella Douglas, Feather & Black buyers assistant, says: “We took inspiration from scoops of ice cream, sugary seaside rock and beautiful spring time blooms”. After refreshing your boudoir with the palette cleansing sorbet inspired minty hues of the Mai Pistachio bed linen (from £19), Mischa Mint cushion (£25) and candy striped bed linen (from £18), snuggle up and enjoy those lighter spring evenings in our softest cashmere and merino with a Marina Throw (£125). The fresh florals of the Florence bed linen collection (from £15) and sea-side inspired stripes of the Shelby (from £40) and Candy Stripe (from £18) bed linen collections will also bring a breath of fresh air into the gloomiest of winter bedrooms. Feather & Black is a leading bedroom furniture retailer with 36 showrooms nationwide, offering a wide selection of exclusively designed products including coordinating bedroom ranges, metal and wooden beds and mattresses, as well as children’s beds and bed linens and accessories for both adults and children.

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Boehringer Ingelheim: trend in crescita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 aprile 2012

Boehringer Ingelheim ha solide basi per il futuro: nell’esercizio 2011 il fatturato – al netto degli effetti di cambio – segna un incremento del 6,2% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 13,2 miliardi di euro. L’utile operativo sale a 2,3 miliardi di euro e la redditività netta delle vendite al 17,3%. Come già annunciato negli anni precedenti, in questo modo l’azienda ha realizzato con successo i propri piani, fra cui una crescita intorno al 5%. “I risultati del 2011 sono una conferma della nostra strategia di crescita organica” ha dichiarato il Professor Andreas Barner, Presidente del Consiglio di Amministrazione e Responsabile Ricerca e Sviluppo e Medicina, in occasione della conferenza stampa annuale, tenutasi oggi a Ingelheim nella sede dell’azienda. Secondo Barner, grazie al proprio spirito altamente competitivo, l’azienda di famiglia Boehringer Ingelheim garantirà efficacemente e a lungo termine la propria indipendenza. “Grazie ai continui investimenti nella nostra attività di R&D ci troviamo all’inizio di una nuova fase di sviluppo” sostiene Barner. La maggior parte del fatturato di Boehringer Ingelheim, il 77% del fatturato netto, è da ricondurre ai farmaci da prescrizione. “Sia PRADAXA®, di recente introduzione, sia farmaci affermati come SPIRIVA®, MICARDIS® e COMBIVENT® hanno registrato una crescita molto soddisfacente” ha affermato Hubertus von Baumbach, Membro del Consiglio di Amministrazione e responsabile di Amministrazione e Finanza e della Divisione Veterinaria. Soprattutto l’introduzione sul mercato dell’anticoagulante orale PRADAXA®, che nel 2011 ha prodotto un fatturato di 629 milioni di euro, ha contribuito in misura decisiva alla crescita di Boehringer Ingelheim nell’anno trascorso. “L’introduzione sul mercato di PRADAXA® è uno dei lanci più riusciti nel settore farmaceutico degli ultimi anni.” La Divisione dei Farmaci da Prescrizione nel 2011 ha registrato un incremento dell’8,2%, superiore, quindi, alla crescita media del mercato farmaceutico mondiale che si attesta, secondo gli analisti di IMS, al 4,6%. L’organico è stato positivamente influenzato da questo andamento: il numero di dipendenti nel 2011 è cresciuto, infatti, in tutto il mondo di 1.800 unità rispetto al 2010, raggiungendo un totale di 44.000 (pari ad un incremento del 4%).

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Roma turismo: trend positivo

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 marzo 2012

Castel Sant' Angelo, Roma.

Castel Sant' Angelo, Roma. (Photo credit: Wikipedia)

«Continua il trend positivo del turismo a Roma che registra nel settore alberghiero, per il mese di febbraio, un +4,48% di arrivi e +3,47% di presenze, secondo i dati elaborati dall’Ente Bilaterale per il turismo» Lo annuncia Antonio Gazzellone, delegato al turismo del Sindaco, a Mosca per promuovere l’offerta turistica della Capitale. «Nonostante la crisi internazionale il settore a Roma registra un andamento positivo; sempre più importanza, ovviamente, riveste il ruolo della promozione, soprattutto in un momento congiunturale così delicato. La missione a Mosca è stata un successo; in tutti gli incontri istituzionali ho riscontrato un grande interesse da parte dei russi per la nostra Città e la sua offerta, che peraltro scelgono sempre più numerosi. Anche il nostro stand promozionale in fiera è stato uno dei più visitati». Gazzellone, che oggi ha ritirato per Roma, a nome del sindaco Alemanno, il premio “Zvezda Travel.ru”, quale migliore destinazione tra le Città d’arte, affermandosi al primo posto tra 68 destinazioni a livello mondiale, ha espresso soddisfazione per la notizia del successo della mostra di D’Alì, in programmazione a Roma, che in soli 13 giorni è stata visitata da 28mila persone. «Solo ieri il portale Trivago.it ha incoronato la Caput Mundi regina delle vacanze di Pasqua ed oggi Roma ha ricevuto la statuetta a forma di stella, il prestigioso riconoscimento organizzato dal portale turistico russo, Travel.ru, che conta 1.7milioni di contatti al mese. Sono conferme e stimoli a proseguire nella direzione intrapresa – ha concluso il delegato al turismo – per implementare i servizi ai turisti e per dotare Roma di nuovi strumenti di attrazione turistica, come quelli rappresentati dai diversi sistemi che compongono il Secondo Polo turistico della Capitale».

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Roma: cresce il turismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2011

Venerdì 15 luglio p.v. alle 12.00 in Campidoglio, Sala Arazzo, il Sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno ed il Vicesindaco, Mauro Cutrufo terranno una conferenza stampa dal titolo: “Il trend del turismo è in continuo aumento! Le nuove sfide del Campidoglio”. Molti gli argomenti all’ordine del giorno, primo fra tutti l’accordo stipulato tra Campidoglio ed Opera Romana Pellegrinaggi, per la realizzazione e distribuzione della nuova card Omnia Vatican & Rome. Nel corso dell’incontro verranno presentati i dati dei flussi turistici relativi al mese di giugno 2011 ed un bilancio sul primo semestre 2011; la stagione estiva di Toccata & Fuga, vacanze romane; il nuovo look del sito del turismo che si rinnova completamente nella grafica e nei contenuti; i grandi congressi in programma nella Capitale a partire dalla conferenza mondiale sull’Hiv che avrà inizio il prossimo 16 luglio all’auditorium Parco della musica. Verrà presentata anche la delibera approvata dalla Giunta capitolina il 6 luglio scorso che istituisce il distretto del Secondo polo turistico della Capitale il cui protocollo è stato firmato lo scorso maggio alla Luiss, ed il programma di promozione internazionale che porterà la Capitale in Sud America. Alla conferenza stampa interverranno: mons. Liberio Andreatta, Vice presidente Opera Romana Pellegrinaggi, Padre Caesar Atuire, Amministratore Delegato ORP. Parteciperanno Albino Ruberti, Ad di Zetema, tutti i protagonisti del Distretto del Secondo Polo turistico della Capitale, rappresentanti dell’Ambasciata Argentina. Sono state invitate a partecipare tutte le categorie del settore del turismo.

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Divorzi e separazioni: trend in crescita

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2011

Secondo l’Istat l’ente statistico,questi dati consentono di aggiornare l’evoluzione temporale dei due fenomeni e di monitorarne le principali caratteristiche: la durata dei matrimoni e l’età dei coniugi alla separazione, il tipo e la durata dei procedimenti, il numero di figli coinvolti e l’affidamento di quelli minori. Negli ultimi decenni profonde trasformazioni hanno investito la sfera delle relazioni familiari e sociali, i costumi e gli stili di vita nel nostro Paese. L’istituzione familiare, in particolare, ha subito grandi cambiamenti, in rapporto all’emergere di nuovi fenomeni demografico-sociali e di nuovi modelli comportamentali, che si presentano con intensità diversa secondo il territorio, le aree culturali e le fasce sociali. Si sono modificate le forme e le strutture familiari: crescono le famiglie ricostituite, i genitori soli e i single non vedovi, le unioni libere. Il percorso evolutivo dei mutamenti avvenuti è stato accompagnato da diversi interventi normativi succedutisi nel tempo, tra i quali si menzionano la legge sul divorzio, la riforma del diritto di famiglia, la legge sull’adozione e affidamento dei minori, fino alla disciplina inerente l’affidamento condiviso dei figli introdotta nel 2006. Molteplici sono gli elementi che fanno da sfondo al processo di diversificazione delle tipologie familiari in Italia:
-la diminuzione dei tassi di nuzialità, tendenza alla posticipazione delle nozze e incremento della quota di matrimoni celebrati con rito civile;
-la scarsa natalità – l’Italia è infatti uno dei paesi europei con il più basso tasso di fecondità totale – e aumento della quota di nascite fuori dal matrimonio;
-il ritardo nel passaggio alla vita adulta, con conseguente rinvio nel tempo delle decisioni di formazione della famiglia, subordinate alla sicurezza o continuità del lavoro, alla stabilità del reddito, alla ricerca dell’abitazione;
-l’emancipazione femminile, che ha condotto le donne ad una maggiore presa di coscienza del proprio status, collocandole anche al di fuori dell’ambito familiare e differenziando il loro ruolo nella società;
-le maggiori possibilità di spostamenti e di contatti sociali;
-l’affermarsi di una mentalità maggiormente individualistica rispetto al passato, che ha influenzato aspettative e aspirazioni dei singoli soggetti.
Nel 2009 le separazioni sono state 85.945 e i divorzi 54.456. Rispetto al 1995 le separazioni sono aumentate di oltre il 64 per cento ed i divorzi sono praticamente raddoppiati (+ 101 per cento). Tali incrementi si sono osservati in un contesto in cui i matrimoni diminuiscono e quindi sono imputabili ad un effettivo aumento della propensione alla rottura dell’unione coniugale. Notevoli sono gli effetti che la chiusura di un matrimonio arreca sul piano demografico e sociale e sui percorsi di vita dei soggetti coinvolti direttamente o indirettamente. Nel 2009 il 66,4 per cento delle separazioni e il 60,7 per cento dei divorzi hanno riguardato coppie con figli avuti durante la loro unione. I figli coinvolti nella crisi coniugale dei propri genitori sono stati 97.040 nelle separazioni e 51.907 nei divorzi.

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