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Posts Tagged ‘tributi’

Lombardia prima a pagare bolli, tributi e multe dopo il lockdown

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 Maggio 2020

Con la fine parziale del lockdown e lo spostamento a maggio di diverse scadenze amministrative, pur in un contesto economico colpito duramente dalla crisi, gli italiani e per primi i lombardi, tornano ad affrontare il discorso dei pagamenti, ricorrendo sempre più spesso a metodi innovativi e alternativi di versamento, rispetto a lunghe code allo sportello e bollettini postali.Complice le necessarie precauzioni imposte dal buon senso e le rigide restrizioni in vigore per contrastare la diffusione del Covid-19, cittadini e aziende prediligono i pagamenti digitali come confermano i dati forniti da EasyPol, startup romana che tramite applicazione su smartphone e web-app permette il pagamento di avvisi PagoPA, bolli auto e diversi tributi amministrativi, oltre a fornire trend di andamento e analisi dei dati di mercato.I dati a livello nazionale parlano chiaro. Tra il primo trimestre del 2019 e quello del 2020, le transazioni digitali totali verso il nodo PagoPA sono aumentate del 85,2%, passando da 13.264.959 a 24.565.651. Una crescita che conferma anche la maggiore propensione degli italiani a utilizzare valuta digitale come sottolineato anche dall’Osservatorio E-Payment del Politecnico di Milano che riassume i numeri del 2019 evidenziando un +11% nell’utilizzo di denaro elettronico, +55% per le transazioni contactless ed un + 109% di incremento nei mobile payments.Oggi, pur dopo una lieve inflessione del 15,7% nelle transazioni digitali registrate tra aprile 2020 (2.774.049) e lo stesso periodo del 2019 (3.289.363), causata prevalentemente dall’instabilità economica che ha colpito il Paese durante il lockdown, sono ripresi i flussi dei pagamenti digitali che consentono transazioni in assoluta sicurezza, non solo informatica.Milano, ad esempio, nella prima settimana di maggio ha fatto registrare un incremento del numero di pagamenti su EasyPol pari al 44,5% di tutto il mese di aprile. Pagamenti per lo più riferiti a bolli auto, moto e rimorchi nella misura del 151,2% e multe del 29,6%. A livello nazionale, dove la Lombardia si conferma capofila nei pagamenti digitali verso il nodo PagoPA, crescono anche Lazio, Campania e Piemonte a dimostrazione di quanto, in questa “fase 2”, gli italiani stiano scegliendo un approccio queue-less, ovvero privo di code, per operare i propri pagamenti.

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Contribuenti vessati da Equitalia

Posted by fidest press agency su domenica, 21 luglio 2013

Importante sentenza della Corte Costituzionale del 19 novembre 2012 sulla notifica delle cartelle esattoriali a soggetti risultati irreperibili. Il commento dell’avvocato Villani. Lo “Sportello dei Diritti”, da sempre attento ai diritti dei contribuenti, ritiene opportuno riportare all’attenzione, una significativa e recentissima sentenza della Corte Costituzionale, la n. 258 del 19 novembre scorso, sfuggita ai più, sulla notificazione delle cartelle esattoriali ed in particolare nel non raro caso di notifica per irreperibilità del soggetto destinatario, attraverso un pregevole ed importante commento del tributarista avvocato Maurizio Villani che ripercorre, attraverso un ampio excursus, la materia della notificazione di tali atti in caso di irreperibilità del contribuente.
Di seguito, Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, che condivide pienamente l’assunto secondo cui l’intervento della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la procedura specifica per la notifica di cartelle esattoriali, prevista in casi di irreperibilità, che era estremamente penalizzante per il contribuente destinatario dell’atto è da apprezzare non solo perché parifica le modalità di notificazione sia per gli accertamenti che per le cartelle esattoriali ma, soprattutto, perché non limita il diritto di difesa del contribuente, consentendogli una maggiore possibilità di conoscenza degli atti, nel rispetto soprattutto dei principi dello Statuto del contribuente (art. 6, comma 1, della Legge 27 luglio 2000 n. 212).
La diversità della disciplina sussistente prima dell’intervento della Corte Costituzionale di una medesima situazione (notificazione a soggetto “relativamente irreperibile”) non è apparsa alla Consulta riconducibile ad alcuna ragionevole ratio, con violazione dell’art. 3 della Costituzione.

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Evasione fiscale

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 luglio 2013

La lotta all’evasione fiscale sinora condotta si è dimostrata un fallimento: oltre al danno tocca subire anche la beffa. Il povero cittadino italiano, soprattutto se pensionato o lavoratore
dipendente, oberato di tasse che si ‘mangiano’ una bella fetta di quello che guadagna con il suo lavoro, è costretto, da uno Stato inefficiente a compensare in prima persona un’evasione fiscale di proporzioni gigantesche. Per Lista Civica Italiana la lotta all’evasione fiscale non si combatte solo riformando profondamente il sistema fiscale secondo l’Articolo 53 della Costituzione (ovvero in modo progressivo in rapporto alla capacità contributiva effettiva), ma anche adottando una serie di misure specifiche, come ad esempio il ripristino delle norme sul falso in bilancio, l’inserimento del reato di autoriciclaggio, la semplificazione dei sistemi per il calcolo delle imposte e facendo partecipare di più i cittadini alle scelte pubbliche grazie alla democrazia diretta. Per Lista Civica Italiana la lotta all’evasione fiscale deve costituire uno dei primi punti dell’agenda di governo. Secondo quanto infatti riportato dai documenti consegnati alla commissione Finanze della Camera dal ministero dell’Economia, dal 2000 al 2012 sono stati evasi 807,7 miliardi di euro e di questi lo Stato ne ha recuperati solo 69,1. In teoria si dovrebbero reperire ancora 545,5 miliardi, di cui però 107,2 miliardi riguardano aziende in fallimento, dunque più difficili da riscuotere. Secondo le analisi la maggior parte dei debitori deve corrispondere all’agenzia delle Entrate una cifra pari o superiore a mezzo milione di euro. Il dato più scoraggiante è constatare che circa l’80% degli evasori la fa franca. Come si può chiedere ancora soldi ai cittadini, tramite nuove tasse dirette e indirette, quando il sistema tributario fa acqua da tutte le parti? Considerato che sono i grandi evasori checon maggiore facilità riescono ad eludere le maglie del fisco, sarebbe davvero il caso di stringerle queste maglie, affinandole armi, ormai spuntate, di cui si serve lo Stato per recuperare i crediti che gli spettano. Numerosi studi dimostrano infine che quando i cittadini sono coinvolti nella gestione della cosa pubblica grazie alla democrazia diretta, pagano più volentieri le tasse.

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Allarme usura in tutta Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Maggio 2011

“Nel 2011 sta dilagando l’usura in tutta Italia, ed in particolare nel Mezzogiorno, a seguito della grave situazione di difficolta’ economica in cui versano le famiglie e le piccole imprese. Il sovra indebitamento delle famiglie in Italia, nei primi 4 mesi del 2011, č cresciuto del 187,2%, rispetto allo stesso periodo del 2010 e l’usura č aumentata del 126,8%”. Lo rilevano i dati diffusi oggi ad Cagliari a conclusione del convegno “Usura e fisco e riscossioni tributi”, che saranno pubblicati sul magazine Contribuenti.it, dall’Associazione Contribuenti Italiani che con Lo Sportello Antiusura monitora costantemente il fenomeno del sovra indebitamento delle famiglie e delle piccole imprese in Italia. “In Italia nel 2011 sono a rischio d’usura 2.380.000 famiglie e 2.110.000 piccoli imprenditori – afferma Vittorio Carlomagno presidente d i Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – Il debito medio delle famiglie italiane ha raggiunto la cifra di 35.800 euro, mentre quello dei piccoli imprenditori ha raggiunto il tetto dei 54.900 euro”. “Al primo posto delle regioni maggiormente esposte all’usura – afferma Vittorio Carlomagno presidente dell’Associazione Contribuenti Italiani – troviamo la Campania, Liguria, Valle d’Aosta, Sardegna, Toscana, Sicilia, Lombardia, Piemonte, Abruzzo, Puglia, Emilia Romagna, Calabria, Veneto, Lazio, Liguria, Friuli V-Giulia, Umbria, Trentino-A.Adige, Basilicata, Marche e Molise. ”La crisi economica, l’aggressione al patrimonio familiare da parte delle esattorie, il proliferare del pagamento delle tasse a rate, la impossibilitą di accesso al credito bancario, la crescita dei giochi d’azzardo legalizzati ed il boom delle carte di credito revolving, con tassi di oltre il 20%, – continua Carlomagno – stanno trascinando migliaia di famiglie e piccole imprese nelle mani di spre giudicati usurai”. ”I dati – conclude Carlomagno – confermano che il fenomeno sta aumentando e l’apice potrebbe essere raggiunto a giugno in coincidenza con il pagamento delle tasse. In passato, ogni qual volta l’economia ha segnato brusche frenate, l’usura ha subito delle forti crescite. Ora c’e’ un ulteriore problema: oltre la poca propensione alla elargizione del credito associata a commissioni insopportabili applicate dalle banche e dalle esattorie, si sta registrando una aggressione al patrimonio familiare da parte del fisco, sia direttamente mediante la riscossione coattiva, che indirettamente attraverso l’uso spregiudicato dei giochi d’azzardo legalizzati, costringendo numerose famiglie monoreddito a richiedere prestiti”. Contribuenti.it chiede urgentemente al governo di sospendere la riscossione delle imposte nei confronti di tutti coloro che sono assistiti dalle Fondazioni Antiusura e di quelli che hanno perso di recente il posto di lavoro, di bloccare il gioco di azz ardo legalizzato in tutti i luoghi pubblici e, soprattutto, di riformare urgentemente il fisco, accorpando la funzione di accertamento e riscossione in testa ad un unico soggetto pubblico, che si qualifichi per trasparenza equità ed imparzialità, abbandonando per sempre la logica del profitto”. (Associazione Contribuenti Italiani)

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Aggiornamento catastale e ICI

Posted by fidest press agency su martedì, 26 ottobre 2010

Il Comune di Lecce, tramite la SO.G.E.T. spa, sta chiedendo ai propri cittadini il pagamento dell’ICI già prescritta. La legge finanziaria per il 2004 consente ai Comuni, nell’ambito delle loro attivita’ d’aggiornamento delle rendite catastali ed in deroga alle disposizioni fiscali vigenti, di applicare a ritroso l’eventuale maggiorazione del tributo, a partire dall’anno in cui la nuova rendita catastale doveva essere denunciata. Cio’, tuttavia, non vuol dire che all’applicazione della rendita per gli anni precedenti corrisponda la possibilità di esigere il tributo coì aggiornato senza limiti di tempo. La prescrizione, infatti, resta sempre ferma a 5 anni.  Il comune di Lecce, invece, richiede anche i tributi per l’anno 2003 e per quelli precedenti fino ad arrivare, come c’e’ stato detto dalla SO.G.ET., al 1997. Una negligenza imperdonabile per un amministrazione comunale evidentemente sempre piu’ intenta a fare cassa spremendo il cittadino, ormai considerato solo come un suddito al quale chiedere la gabella di turno, piuttosto che un utente con diritti e doveri. Contro questo abuso e’ comunque possibile reagire impugnando l’avviso di accertamento notificato. Nei prossimi giorni provvederemo a depositare i primi ricorsi per quei cittadini che si sono visti avanzare la richiesta illegittima. Il termine per impugnare l’avviso di accertamento e’ 60 giorni. E’ importante ricordare che i termini processuali sono sospesi dall’1 di agosto al 15 di settembre. E’ probabile quindi che chi ha ricevuto l’avviso prima della pausa estiva sia ancora in tempo per opporsi. (Alessandro Gallucci, delegato Aduc-Lecce)

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Riscossione tributi in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 agosto 2010

In Italia a differenza degli altri paesi europei si effettuano tanti accertamenti che non vengono riscossi e questo fa “vincere” al nostro paese la maglia nera.  il fisco in Italia incassa solo il 10,4% di quello accertato, contro il 94% degli USA, il 91% dell’Inghilterra, il 87% della Francia, il 84% del Belgio, l’81% della Spagna, l’80% della Svezia, il 64% della Romania, il 58% della Turchia, il 44% dell’Albania ed il 31% della Grecia.  Secondo il Rapporto annuale 2010 redatto dallo Sportello del Contribuente, presentato  a Bari, ciò che incentiva maggiormente l’evasione fiscale in Italia è l’inefficienza degli esattori associata alla bassa qualità dei servizi erogati dalla pubblica amministrazione. Ogni anno in Italia si stima che vengono evase, tra imposte dirette, Iva e Irap, da 125 a 163 ML D di euro. Di queste, nel 2009, sono state accertate 26,34 MLD di euro e riscosse solo 2,74 miliardi, pari al 10,4%,”considerando i versamenti spontanei dei contribuenti per adesione agli accertamenti o per acquiescenza e quelli riscossi tramite ruoli”. L’89,6% delle imposte iscritte a ruolo non sono state incassate con un danno all’erario di 23,6 MLD di euro.
Dal Rapporto annuale emerge anche che i contribuenti italiani sono “fortemente contrati” ai metodi usati per la riscossione dei tributi definendoli ”iniqui e vessatori”, dal momento che usano mezzi coercitivi in modo sproporzionato, senza alcuna giustificazione”. Un intervento che, come rileva il Rapporto, risulta ”grave anche dal punto di vista degli equilibri con i contribuenti italiani, che si vedono costretti, nella maggioranza dei casi, a ricorrere con successo ai giudici tributari”.
“Purtroppo in Italia la forbice tra accertato e riscosso è troppo elevata e il costo dell’inefficienza della P.A. non può essere sc aricata sui contribuenti onesti” commenta Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani all’apertura della presentazione, a Lecce, del “Rapporto del Contribuente 2010″.  Per frenare l’evasione fiscale e migliorare la Tax Compliance, Contribuenti.it chiede, con urgenza, al Governo di sottoscrivere un patto su 5 punti: 1) il rispetto dello Statuto del Contribuente, che quest’anno è stato disatteso oltre 400 volte dal parlamento, dai governo stesso e dalla pubblica amministrazione; 2) di fermare l’aggressione al patrimonio familiare da parte delle esattorie per tutte le famiglie e piccoli imprenditori assistiti dalle fondazioni antiusura; 3) di disincentivare il fenomeno del pagamento delle tasse a rate, che sta diventando l’altra faccia di un’Italia sempre più povera; 4) di riformare urgentemente il fisco su base federale, rendendolo più equo, ponendo al centro del sistema la famiglia al posto dell’impresa e, soprattutto, 5) di trasferire all e Regioni le competenze della riscossione dei tributi eliminando le inefficienze e le vessazioni ai danni dei contribuenti onesti”.

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Roma: la rabbia degli aquilani

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 luglio 2010

La capitale si è trovata improvvisamente teatro di forti scontri tra le forze di polizia e la rabbia degli aquilani contro la “politica degli annunci” del governo che ha lasciato intravedere agli occhi dell’opinione pubblica una ricostruzione e un ritorno alla normalità delle zone terremotate che alla prova dei fatti sono risultati ben lontani da tale prospettiva. Le tensioni non si sono attenuate nemmeno alla promessa  del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, d’intesa con il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che il recupero dei tributi e dei contributi non versati per effetto della sospensione disposta a causa del terremoto dell’aprile 2009, sarà effettuata in 120 rate mensili a decorrere dal gennaio 2011. A tal fine, il governo -riferisce una nota di palazzo Chigi- presenterà in aula al Senato un apposito emendamento al decreto legge sulla manovra, per ripartire il pagamento su 10 anni anziché su 5, come attualmente dispone la norma approvata in commissione. Intanto due giovani sono rimasti feriti negli scontri scoppiati in pieno centro nella Capitale con le forze dell’ordine. La polizia ha bloccato il corteo che da Piazza Venezia si stava dirigendo verso la Camera per continuare lì la sua protesta.
Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che è stato ricevuto a Palazzo Madama da Renato Schifani, è rimasto coinvolto nei tafferugli. E ai cronisti ha dichiarato: ”E’ stato allucinante vedere gente tranquilla e pacifica coinvolta negli scontri di oggi con le forze dell’ordine”.  La rabbia dei cittadini si è scaricata non solo contro il governo, ma anche contro i rappresentanti delle opposizioni. Rivolgendosi a Pier Luigi Bersani. Gli hanno gridato: “Svegliati! Dove siete voi del Pd?” ed ancora “venite solo a fare le passerelle”, ”Gli aquilani meritano rispetto”. Alla manifestazione hanno partecipato non meno di ottomila persone che sono giunte a Roma bordo di 43 pullman e moltissime auto. A fronteggiarli vi erano 500 poliziotti.. La verità è stato detto a più riprese è che l’Aquila non è mai stata ricostruita. E’ stata solo una grossa montatura mediatica del Governo.

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Lotta alla precarietà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 Maggio 2010

La salvaguardia dei diritti dei lavoratori e il contrasto a tutte le forme di lavoro precario sono, da sempre, tra i primari principi ispiratori dell’azione della FALCRI. Per questo motivo la FALCRI esprime profonda preoccupazione in merito alle notizie sulle modifiche legislative che potrebbero essere introdotte con il decreto collegato al lavoro.  In particolare, l’introduzione dell’obbligo di esprimere, formalmente e una tantum, la scelta dell’arbitrato in luogo del ricorso al Tribunale del Lavoro rappresenta, per la FALCRI, una grave limitazione dei diritti dei lavoratori.   In caso di controversia inerente il rapporto di  lavoro, il singolo lavoratore deve poter difatti esercitare liberamente la facoltà di rivolgersi al giudice senza condizionamento alcuno, così come potrebbe invece avvenire con l’approvazione definitiva del ddl.   Addirittura, poi, il ripristino del licenziamento orale – già vietato nel 1966 – rappresenterebbe esclusivamente un ulteriore strumento che va nella direzione di aumentare la precarietà ed indebolire le tutele del Lavoro.  La FALCRI, alla luce anche delle osservazioni rivolte dal presidente della Repubblica in relazione alla prima stesura del collegato al lavoro, lotterà con forza – quindi – affinché non vengano approvate norme di Legge penalizzanti per le lavoratrici ed i lavoratori e, in tal senso, riafferma tutto il proprio impegno all’interno del settore creditizio, finanziario e della riscossione tributi.

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Le tasse locali sono cresciute

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 aprile 2010

Le tasse locali, nel 2010, sono cresciute del 6,8% passando da 106,2 a 118,9 miliardi mentre quelle statali sono aumentate dell’ 1,6%. La studio, condotto da Krls Network of Business Ethics per conto dell’Associazione Contribuenti Italiani sarà pubblicato nel prossimo numero di maggio del mensile Contribuenti.it. Napoli prima, Campobasso ultima, ma stavolta i contribuenti del capoluogo campano avrebbero fatto a meno di questo primato. È infatti Napoli, tra tutti i comuni capoluogo d’Italia, dove la pressione la pressione tributaria locale è cresciuta di più nel 2010. Ogni abitante del comune partenopeo verserà nel corso del 2010 ai propri enti locali, imposte, tasse, tributi e addizionali varie per 2.572,89 euro contro una media nazionale di 1.710,15 euro anche se il capoluogo partenopeo è da ritenere fuori classifica, visto che tra le entrate tributarie provinciali a nnovera la tassa rifiuti, che «falsa» la classifica: da sola incide per 507,45 euro contro la media nazionale di 230,20 euro. Al secondo posto c’è Milano con 2458,00. Al terzo posto si trova Aosta con 2296,80 euro e al quarto posto Bologna con 2289,44 euro. All’ultimo posto, a livello nazionale, si trova Campobasso con soli 702,30 euro pro capite.  Nello studio, Krls Network of Business Ethics ha analizzato tutti i “balzelli” applicati dagli enti locali, intesi come sommatoria delle imposte versate dai contribuenti ai Comuni, Provincie e Regioni. Imposte che ciascun ente locale applica, per legge, ai propri residenti, sia persone fisiche che giuridiche. Per i Comuni sono state esaminate le principali fonte di gettito tributario quali l’Ici, l’addizionale comunale Irpef, Iciap, l’imposta sulla pubblicità e la tassa cimiteriale. Per la Provincia, invece, l’imposta sulla Rc auto, l’addizionale sulla bolletta dell’Enel, l’imposta di trascrizione e la tariffa rifiuti urbani. Per la Regione, infine, l’Irap, la compartecipazione all’Iva, all’addizionale regionale sull’Irpef e la compartecipazione sulle accise della benzina. Tra le entrate extratributarie, invece, sono state prese in considerazione le multe automobilistiche e la tariffa oraria per la sosta auto. Nello studio di Contribuenti.it è emerso anche come avviene la ripartizione delle imposte tra gli enti locali: il 54,3% va alle Regioni, il 40,6% dei Comuni ed il rimanente 5,1% alle Province.  “Dall’analisi dei dati emerge un quadro allarmante – afferma Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – Si pagano più tasse dove si ricevono meno servizi. Serve un Garante per la sorveglianza dei tributi da istituire presso le Prefetture. L’attività di Mister Fisco dovrà essere indirizzata verso tre filoni d’azione: la sorveglianza della tassazione degli enti locali, sia attraverso le segnalazioni dei cittadini sia attraverso una più stretta collaborazione con l a Guardia di Finanza; il coordinamento ed il confronto con le altre istituzioni locali e nazionali nel contrasto all’evasione fiscale e l’attuazione della tax compliance”. (Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani)

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2010: crescita tasse locali

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2009

Le tasse locali cresceranno nel 2010 del 5,3% passando da 106,2 a 111,8 miliardi mentre quelle statali aumenteranno dello 0,7%. La studio, condotto da Krls Network of Business Ethics per conto dell’Associazione Contribuenti Italiani sarà pubblicato nel prossimo numero di gennaio del mensile Contribuenti.it. Napoli prima, Campobasso ultima, ma stavolta i contribuenti del capoluogo campano avrebbero fatto a meno di questo primato. È infatti Napoli, tra tutti i comuni capoluogo d’Italia, dove la pressione tributaria locale crescerà di più nel 2010. Ogni abitante del comune partenopeo verserà nel 2010 ai propri enti locali, imposte, tasse, tributi e addizionali varie per 2.468,26 euro contro una media nazionale di 1.670,21 euro anche se il capoluogo partenopeo è da ritenere fuori classifica, visto che tra le entrate tribut arie comunali annovera la tassa rifiuti, che «falsa» la classifica: da sola incide per 452,80 euro contro la media nazionale di 228,50 euro. Al secondo posto c’è Milano con 2425,00. Al terzo posto si trova Aosta con 2291,76 euro e al quarto posto Bologna con 2251,23 euro. All’ultimo posto, a livello nazionale, si trova Campobasso con soli 703,44 euro pro capite.  Nello studio, Krls Network of Business Ethics ha analizzato tutti i “balzelli” applicati dagli enti locali, intesi come sommatoria delle imposte versate dai contribuenti ai Comuni, Provincie e Regioni. Imposte che ciascun ente locale applica, per legge, ai propri residenti, sia persone fisiche che giuridiche. Per i Comuni sono state esaminate le principali fonte di gettito quali l’Ici, l’addizionale comunale Irpef e la tariffa rifiuti urbani. Per la Provincia, invece, l’imposta sulla Rc auto, l’addizionale sulla bolletta dell’Enel e l’imposta di trascrizione. Per la Regione, infine, l’Irap, la compartecipazione all’Iva, all’addizionale regionale sull’Irpef e la compartecipazione sulle accise della benzina.  Nello studio di Contribuenti.it è emerso anche come avviene la ripartizione delle imposte tra gli enti locali: il 54,3% va alle Regioni, il 40,6% dei Comuni ed il rimanente 5,1% alle Province.  “Le ragioni di questa crescita – secondo Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – sono da ricercarsi principalmente nella assenza di un Garante per la sorveglianza dei tributi. Bisogna istituire presso le Prefetture la figura di ‘Mister Fisco’. La Sua attività dovrà essere indirizzata verso tre filoni principali d’azione: la sorveglianza della tassazione degli enti locali, sia attraverso le segnalazioni dei cittadini sia attraverso una più stretta collaborazione con la Guardia di Finanza; il coordinamento e ed il confronto con le altre istituzioni locali e nazionali nel contrasto all’evasione fiscale e all’aumento dei tributi, favorendo il dialogo tra le associazioni dei contribuenti, le amministrazioni finanziarie e gli agenti delle riscossione”.

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Le tasse locali nel 2009 continuano ad aumentare

Posted by fidest press agency su domenica, 17 Maggio 2009

La studio, condotto da Krls Network of Business Ethics per conto dell’Associazione Contribuenti Italiani è stato presentato oggi a Ischia in anteprima dal presidente Vittorio Carlomagno e sarà pubblicato nel prossimo numero della rivista mensile Contribuenti.it. Milano prima, Isernia ultima, ma stavolta i contribuenti del capoluogo lombardo avrebbero fatto a meno del primato. È Milano la città dove la pressione fiscale locale crescerà di più. Ogni milanese verserà nel 2009 ai propri enti locali, imposte, tasse, tributi e addizionali varie per 2.302,94 euro contro una media nazionale di 1.586,14 euro. Al secondo posto, ha sottolineato il presidente dell’associazione Vittorio Carlomagno, c’è Napoli con 2197,06, anche se il capoluogo partenopeo è da ritenere fuori classifica, visto che tra le entrate tributarie comunali annoverano la tassa rifiuti e quella sui morti, che “falsano la classifica”: da sole incidono per 291 euro contro la media nazionale di 217 euro. Al terzo posto, Aosta con 2176,41 euro e al quarto posto Bologna con 2137,92 euro. All’ultimo posto, Isernia con soli 668,03 euro pro capite. Considerando la ripartizione delle imposte tra gli enti locali, dallo studio emerge che il 54,2% va alle Regioni, il 40,7% dei Comuni e il rimanente 5,1% alle Province. “Le ragioni di questa crescita – sostiene Carlomagno – sono da ricercarsi principalmente nella assenza di un Garante per la sorveglianza dei tributi. Bisogna istituire presso il ministero dell’Economia la figura di Mister Fisco”. Il garante dei tributi, secondo il presidente Carlomagno, dovrà sorvegliare la tassazione degli enti locali, sia attraverso le segnalazioni dei cittadini sia attraverso una più stretta collaborazione con la guardia di finanza; a lui spetterà anche il coordinamento e il confronto con le altre istituzioni locali e nazionali nel contrasto all’evasione fiscale e all’aumento dei tributi “favorendo il dialogo tra le associazioni dei contribuenti, le amministrazioni finanziarie e gli agenti delle riscossione”. Lo studio, si legge in una nota, sono stati analizzati tutti i balzelli applicati dagli enti locali, intesi come sommatoria delle imposte versate dai contribuenti ai Comuni, Provincie e Regioni. Si tratta di imposte che ciascun ente locale applica, per legge, ai propri residenti, sia persone fisiche che giuridiche. Per i Comuni sono state esaminate le principali fonte di gettito quali Ici, addizionale comunale Irpef, tariffa rifiuti urbani e la tassa sui morti. Per la Provincia, invece, l’imposta sulla Rc auto, l’addizionale sulla bolletta dell’Enel e l’imposta di trascrizione. Per la Regione, infine, l’Irap, la compartecipazione all’Iva, all’addizionale regionale sull’Irpef e la compartecipazione sulle accise della benzina. (fonte Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani)

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Richieste di pagamento per tributi e proventi prescritti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2009

Il componente del dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, ritiene utile una proposta di legge che ne permetta la cancellazione d’ufficio automatica.  E’ da tempo cosa nota che molti cittadini, si sono visti notificare cartelle di pagamento da parte degli agenti per la riscossione, per tributi o sanzioni amministrative prescritti anche da lungo tempo.   Purtroppo sino ad oggi, le società incaricate hanno provveduto comunque a procedere con la notifica degli atti di riscossione, quando avrebbero potuto evitarlo, annullando d’ufficio gli atti ormai prescritti, ben prima della notifica degli stessi, comportando aggravi di spese per i cittadini costretti a ricorsi giurisdizionali e sovraccaricando gli stessi uffici giudiziari.  E’ certamente possibile con il grado di automazione raggiunto da alcune P.A e con software avanzati, garantire la notifica dei soli atti non scaduti. Ciò permetterebbe, peraltro, di sfoltire notevolmente gli uffici della riscossione da atti che possono essere oggetto di opposizione e da cui con tutta probabilità non verranno vantaggi dal punto di vista delle entrate e che quindi contribuiscono a rallentare l’attività di esazione di imposte e sanzioni. Per queste ragioni il componente del dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, ritiene utile una proposta di legge che permetta la cancellazione d’ufficio automatica dei tributi e sanzioni amministrative prescritte e fa sapere che il coordinatore regionale di IDV Puglia ed il deputato on.le Pierfelice ZAZZERA, presenterà alla Camera una proposta di legge in tal senso, una normativa che tutelerà non solo la Pubblica amministrazione ma soprattutto i cittadini, costretti molto spesso a notevoli perdite di tempo e a costosi ricorsi tributari.

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