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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

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Inaugurazione impianto di trigenerazione del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico

Posted by fidest press agency su sabato, 25 febbraio 2017

campus-trigoria-vistaaereaRoma venerdì 3 marzo, alle ore 10.15, presso la Sala Conferenze del Polo di Ricerca Avanzata in Biomedicina e Bioingegneria (PRABB, via Alvaro del Portillo, 21- zona Trigoria) il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico diventa ‘green’: verrà ufficialmente inaugurato il nuovo impianto di trigenerazione energetica, grazie al quale la struttura ospedaliera potrà risparmiare enormemente sull’acquisto dell’elettricità necessaria per il funzionamento di tutti i suoi servizi e delle apparecchiature medicali, ricavando l’acqua sanitaria e l’energia per la climatizzazione in gran parte direttamente dal recupero dell’energia termica generata dalla nuova centrale. Il nuovo impianto consentirà anche un sensibile taglio delle emissioni inquinanti prodotte per garantire le necessità di approvvigionamento energetico della struttura.Nel corso dell’evento sarà possibile effettuare una visita guidata agli impianti, installati presso il Policlinico Universitario. Verranno, inoltre, presentati i dati più significativi relativi al risparmio in termini di efficienza energetica e di riduzione dell’inquinamento atmosferico che il nuovo impianto, che sarà attivo per circa 8mila ore all’anno, renderà possibili.

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Focus sul virus ZIKA in Brasile

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2016

Roma Trigoria 20 dicembre, alle ore 11.00, presso l’Aula di Direzione Sanitaria al primo piano del Policlinico Universitario università campuss bio-medico di Roma (Via Alvaro del Portillo, 200 – Roma) si svolgerà un incontro per fare il punto sugli ultimi sviluppi della ricerca internazionale sul virus Zika, che fa ancora paura in Brasile e in parte dell’America Latina. Il titolo è “ZIBRA: analisi in tempo reale sullo ZIKA virus in Brasile”. Ospite dell’evento sarà la ricercatrice Marta Giovannetti, che lavora alla Fondazione ‘Osvaldo Cruz’ di Bahia e sta portando avanti un programma itinerante sulla circolazione del ZIKA virus. Parlerà, in particolare, dell’esperienza che sta conducendo a contatto con migliaia di donne in età fertile e mamme di bambini affetti dal virus in Brasile. L’argomento è molto attuale e d’interesse, specialmente per le donne in età da gravidanza, poiché come si sa, l’infezione contratta durante la gestazione è molto pericolosa per il feto.Promotori dell’incontro e presenti all’appuntamento sono la Prof.ssa Silvia Angeletti (Responsabile UOC del Laboratorio Analisi presso il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico) e il Prof. Massimo Ciccozzi (ricercatore presso l’Istituto Superiore di Sanità).

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Alimentazione: ‘Semaforo’ contagrassi per i cibi VS prodotti DOC, DOP o IGP: chi ha ragione?

Posted by fidest press agency su martedì, 15 dicembre 2015

Roma Università campus biomedico Trigoriapoliclinico trigoria -_vista_aerea. Di chi fidarsi tra il ‘semaforo’ dei divieti alimentari, introdotto in questi anni da vari Paesi dell’Unione Europea, e le indicazioni del Diritto europeo, che invece tutelano i prodotti come il Parmigiano Reggiano o il prosciutto di Parma?Il sistema a colori (rosso, giallo e verde), introdotto in Inghilterra alcuni anni fa e in via di estensione ora anche in Scandinavia e Francia, si prefigge di fornire al consumatore dati sulle quantità di sale, zuccheri e grassi presenti nei vari alimenti, di fatto consigliandone alcuni e sconsigliandone altri con un puro criterio numerico; i marchi di tutela come DOP, DOC e IGP, d’altro canto, proteggono – e non da oggi – alimenti come olio d’oliva, pasta, dolci o salse che fanno parte da sempre della dieta mediterranea e, in caso di diffusione del criterio ‘matematico del semaforo alimentare, sarebbero fortemente penalizzati. È uno ‘scontro’ tra due visioni diverse della qualità nutrizionale e organolettica dei prodotti alimentari.
Per fare il punto sulle questioni di stretta attualità legate al tema della comunicazione dei prodotti alimentari e chiarire le contraddizioni di questo sistema in un contesto di Diritto comunitario che protegge i prodotti tradizionali e legati al territorio, si tiene stamani presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma (Via Alvaro del Portillo, 21 – Trigoria), il workshop La comunicazione dei prodotti alimentari tra regole europee e internazionali, organizzato dal Presidente del Corso di Studi in Scienze dell’Alimentazione e della Nutrizione Umana, Prof.ssa Laura De Gara, in collaborazione con il Prof. Francesco Bruno, docente di Diritto alimentare presso l’Università del Molise e l’ateneo ospitante. Nel corso del dibattito verrà messo in discussione anche il ruolo di ‘advisor’ a livello scientifico di istituzioni come l’Organizzazione Mondiale della Sanità in casi come quello delle carni rosse di qualche settimana fa, allorché l’OMS divulgò i dati di un suo rapporto sulla presunta nocività e ‘insalubrità’ di queste carni, creando nell’opinione pubblica un allarmismo ingiustificato dal punto di vista scientifico. Campanelli d’allarme che, di fatto, rischiano di condizionare fortemente le scelte dei consumatori, con conseguenze gravi sulla libertà individuale, la libera iniziativa economica e le regole della concorrenza, violate da interventi che – pur apparentemente salutistici – potrebbero poi concretizzarsi in atti che falsano il libero mercato dei prodotti alimentari, in Europa e non solo. Perché il contesto internazionale ed europeo, a livello legislativo, che dovrebbe garantire ai consumatori la possibilità di scegliere gli alimenti in modo consapevole, è minato sovente da una comunicazione non trasparente e, anzi, tesa a distorcere gli equilibri del mercato dei prodotti enogastronomici per altri interessi.

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Risposta dell’Università Campus Bio-medico di Roma a Dagospia

Posted by fidest press agency su sabato, 26 novembre 2011

Nell’articolo “Monti, il governo dei conflitti d’interesse”, pubblicato da Dagospia il 23 novembre 2011, si giudica che il Ministro dello Sviluppo, le Infrastrutture e i Trasporti, Corrado Passera, si trovi in una situazione di “conflitto d’interessi” per il fatto che “possiede anche azioni per oltre 56mila euro di Campus Bio-Medico S.p.A., una società per azioni con sede a Milano che controlla l’omonima università privata di Roma, con annesso policlinico, nata nel 1993 per volontà dell’Opus Dei”.In questo contesto l’articolo riporta ulteriormente che l’Università Campus Bio-Medico di Roma ha ottenuto fondi pubblici nell’ambito della procedura per la valorizzazione del ruolo dei Parchi Scientifici e Tecnologici della Regione Lazio, precisando che per l’emanazione del bando “che ha permesso al Campus di ottenere questi finanziamenti è stata indispensabile la determina del Ministero dello Sviluppo Economico, lo stesso che ora dirige Corrado Passera”.
Vengono infine riportati dati su finanziamenti pubblici all’Università Campus Bio-Medico di Roma e al suo Policlinico.
Al riguardo, l’Università Campus Bio-Medico di Roma precisa che:
La Campus Bio-Medico S.p.A. non “controlla” l’Università Campus Bio-Medico di Roma, essendo quest’ultima una libera università riconosciuta con Decreto Ministeriale del 31 ottobre 1991. Responsabili ultimi della titolarità e gestione dell’Ateneo sono i membri del suo Consiglio di Amministrazione, i cui nomi sono pubblicati sul sito ufficiale dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. Lo Statuto dell’Università stabilisce inoltre l’assoluta separazione patrimoniale dagli enti promotori. In concreto: nel caso in cui l’Università avesse guadagni, non potrebbe trasferirli alla Campus Bio-Medico S.p.A., ma dovrebbe reinvestirli all’interno dell’Università stessa, finanziando didattica, ricerca e attività sanitaria.
La Campus Bio-Medico S.p.A. è invece un ente promotore dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. Ha istituzionalmente il compito di mettere a disposizione le proprie risorse manageriali e imprenditoriali per la realizzazione e il mantenimento di strutture utili all’Ateneo nel perseguimento dei propri fini didattici, di ricerca e di assistenza sanitaria.
Chi decide di acquistare azioni della Campus Bio-Medico S.p.A. è consapevole che sta compiendo un investimento motivato da ragioni etiche e non di profitto, a sostegno di un’istituzione che fornisce un servizio di utilità pubblica nell’ambito della formazione e dell’assistenza sanitaria, senza perseguire fini di lucro (art. 6 dello Statuto dell’Università CampusBio-Medico di Roma).La Campus Bio-Medico S.p.A. non ha mai distribuito dividendi da quando esiste e, qualora avesse degli utili, li reinvestirebbe a sostegno delle attività dell’Università di cui è ente sostenitore, coerentemente con la natura dell’istituzione accademica, che non ha fini di lucro (art. 6 dello Statuto). È evidente che questo tipo d’investimento azionario è molto simile, nella sostanza, a una donazione in favore di un’iniziativa di cui si riconosce l’utilità sociale o il valore culturale.
Per queste ragioni è impossibile rilevare un interesse personale in investimenti azionari all’interno della Campus Bio-Medico S.p.A. e, di conseguenza, neppure un conflitto d’interesse. Per completezza, osserviamo anche che la partecipazione azionaria riportata dall’articolo e sulla quale si vuole costruire un ipotetico conflitto d’interesse per il Ministro citato, rappresenta l’uno per mille (0,11%) del capitale della società. Quanto alla procedura per la valorizzazione del ruolo dei Parchi Scientifici e Tecnologici della Regione Lazio, si precisa che il riconoscimento dell’idoneità dei candidati, tra i quali l’Università Campus Bio-Medico di Roma, a partecipare alla procedura con la presentazione di progetti di ricerca, è stata effettuata dagli organismi competenti della Regione stessa e non dal Ministero dello Sviluppo Economico. Lo stesso vale per la selezione dei progetti di ricerca ammessi a finanziamento. Inoltre, la presenza nei criteri di assegnazione e di rendicontazione dei fondi di voci come “organizzazione di eventi promozionali”, “missioni e viaggi” o “per effetuare analisi di mercato” corrisponde a criteri applicati da oltre dieci anni a livello europeo. Già i Documenti Unici di Programmazione Europea (docup) 2000-2006, elaborati e approvati dall’Ue, dagli Stati Membri e dalle Regioni, prevedevano infatti la suddivisione dei progetti finanziati da fondi strutturali, sia in fase di presentazione che di rendicontazione, in cosiddette azioni orizzontali (di cui sono esempio le voci sopra riportate) e di azioni verticali, legate alla realizzazione del trasferimento tecnologico stesso. La destinazione di fondi ad azioni orizzontali non è quindi una stravaganza del Campus Bio-Medico e della procedura specifica, bensì al contrario una prassi consolidata di carattereeuropeo, che da anni ormai si traduce nei bandi in obbligo. Dai fondi per azioni orizzontali vengono per esempio attinte le risorse per la realizzazione di contenuti web che descrivano un progetto di ricerca o lo stato di avanzamento dei lavori a scopi di divulgazione delle informazioni nella comunità scientifica o anche solo per obblighi amministrativi di trasparenza.
Nell’articolo sono riportati anche dati su finanziamenti pubblici della Regione Lazio al Policlinico Universitario Campus Bio-Medico. Al riguardo si precisa che il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico fornisce al Servizio Sanitario Nazionale ogni anno oltre mezzo milione di prestazioni ambulatoriali e 14.000degenze, e che tali finanziamenti non sono altro che il rimborso delle prestazioni erogate. Non solo. Tali rimborsi avvengono, come per ogni altrastruttura ospedaliera non statale e convenzionata con il Servizio SanitarioNazionale, non in base agli effettivi costi sostenuti, ma secondo forfait fissati per legge che richiedono molta attenzione nella gestione anche da parte dell’ospedale più efficiente. Succede, tra le altre cose, che un paziente abbia bisogno di cure anche dopo che il tetto massimo di spesa pubblica accordato per quell’anno a una struttura ospedaliera non statale convenzionata si sia esaurito. In questo caso il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico prosegue l’assistenza al paziente ugualmente. Come? Con ulteriori politiche di risparmio. Un esempio: nel 2010 tutti i dirigenti del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico hanno accettato volontariamente una riduzione del proprio stipendio. In questo modo si sono evitati licenziamenti e si è dimostrato alle istituzioni pubbliche la volontà del Campus Bio-Medico di collaborare nel mantenere il più possibile i livelli di assistenza del passato nonostante le difficoltà.Il dato, riportato nel medesimo articolo, sul presunto “margine operativo netto” dell’Università Campus Bio-Medico di Roma nel trimestre 2010, è frutto di due gravi errori di lettura. Chi scrive, infatti, confonde i miliardi con i milioni e parla di “netto”, mentre il dato riportato si riferisce al margine operativo “lordo”. La differenza tra quanto riportato e la realtà è grande. Tanto è vero che l’Università Campus Bio-Medico di Roma ha registrato nel passato, nello stesso 2010, e registrerà anche nel 2011 una perdita di esercizio.Sono riportati pure dati su finanziamenti pubblici del MIUR all’Università Campus Bio-Medico di Roma. Al riguardo precisiamo che l’Università Campus Bio-Medico di Roma ha avuto negli ultimi dieci anni una media di laureati in corso pari quasi al doppio di quella nazionale (cfr. statistiche Almalaurea) e oltre il 90 per cento di loro ha trovato lavoro entro un anno dalla conclusione degli studi. Un’offerta di formazione accademica con tali risultati non può essere indifferente all’interesse pubblico di un Paese moderno, che ha bisogno di giovanigenerazioni capaci di inserirsi nel mondo del lavoro con una solida preparazione professionale anziché restare disoccupati. A fronte di tali risultati il finanziamento del MIUR al Campus Bio-Medico nel 2009 non copreneppure lontanamente anche solo il costo annuo di un unico corso di laurea tra quelli offerti dall’Ateneo. Se anche questo è un problema, non ci resta che pensare alla pregiudiziale avversione per i finanziamenti pubblici a enti non statali anche quando questi svolgono una funzione d’interesse pubblico.Infine occorre precisare che l’Università Campus Bio-Medico di Roma è nata per iniziativa di persone dell’Opus Dei e tante altre persone che ne condividono le finalità etiche e sociali. Le sue attività didattiche, di assistenza e di ricerca sono in tutto e per tutto di tipo civile e ne sono esclusivamente responsabili i preposti organi di governo dell’Ateneo. La Pralatura dell’Opus Dei si occupa presso il Campus Bio-Medico, secondo quanto stabilito da un’apposita convenzione, della pastorale universitaria e dell’assistenza spirituale ai degenti, al personale e agli studenti che lo desiderano, mediante l’attività dei cappellani che operano presso l’Università e il suo Policlinico. (Stefano Tognoli)

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