Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘truffa’

Criptovalute e delinquenze. Agire subito!

Posted by fidest press agency su sabato, 10 agosto 2019

La Procura nazionale DNA (Direzione Nazionale Antimafia) ha presentato la sua relazione 2019 (dati 2018) dove, in un capitolo di 25 pagine comunica le sue preoccupazioni per le criptovalute che, nello specifico (a parte quindi gli evasori fiscali) riguarda l’uso delle stesse da parte di criminali e terroristi. Il tutto è decisamente preoccupante ma, non essendo noi dei “luddisti”, non pensiamo alle soluzioni più “semplici” in materia, cioè vietare (come alcuni Stati “secondari” si sono affrettati a disporre), ma ci impegniamo per cercare di contribuire a trovare soluzioni. Consumatori e utenti – ultimo anello della “filiera” – ne sono ampiamente coinvolti. Al pari di produttori e operatori che hanno nuove opportunità di mercato e di produzione della ricchezza. I “decisori” (di qualunque livello: nazionale, comunitario, internazionale e transnazionale) devono intervenire subito se non vogliono ritrovarsi a dover rincorrere una sorta di mostro cresciuto nella loro indifferenza e superficialità, financo arroganza convinti (loro) di poter continuare ad essere gli unici ad essere autorizzati all’emissione di valuta.
Per meglio capire ed inquadrare il fenomeno. Nel mondo ci sono 2.426 criptovalute che hanno una capitalizzazione di mercato superiore a 307 miliardi di dollari. I loro portafogli digitali (dove sono depositate le monete virtuali) sono oltre 40 milioni in tutto il mondo. Gli Atm, bancomat attraverso i quali si possono ritirare e cambiare monete digitali, sono complessivamente 5.362, 47 dei quali sul territorio italiano.
La più nota e più diffusa criptovaluta è il Bitcoin, in un contesto in cui, a nostro avviso, affidare i propri risparmi a questa moneta digitale sarebbe come giocare gli stessi risparmi al casinò. E’ in arrivo la Libra di Facebook che, proprio perché con cotanto padrone oltre che inserita in un contesto di riferimenti valutari di una ufficiale affidabilità, sembra che dovrebbe “sbancare” e imporsi in maniera pesante.
Poi ci sono le “monetine virtuali”, quelle un po’ casereccie che possono anche essere strumento di potenziali o declarati delinquenti e che, proprio perché casereccie, coinvolgono piccoli risparmiatori con il miraggio del facile guadagno. Miraggio che in questi ultimi anni ha trovato ampia speranza nel trading online, ma che per l’appunto è rimasto al livello di miraggio/truffa.
In questo contesto non svolge un ruolo secondario la decrescente sfiducia dei risparmiatori verso le banche di ogni tipo, per diversi motivi: gli scandali finanziari delle stesse per sottrarre soldi ai loro clienti e la successiva indisponibilità, quand’anche riconosciute colpevoli, a porvi rimedio; l’affermazione politica (in Italia sono al governo) di approcci finanziari e bancari dove si tende a far un “fascio di tutta l’erba” (includendovi anche le istituzioni Ue) evocando pesanti interventi dello Stato nazionale. Sfiducia che porta i risparmiatori a guarda con maggiore attenzione offerte come criptovalute e trading online, e dove gioca un ruolo pesantissimo la quasi totale ignoranza finanziaria del risparmiatore medio.
La relazione DNA è un importante contributo in merito alla comprensione: la richiesta dei preposti alla politica perchè possano essere dotati di strumenti più efficaci, consoni e aggiornati a far fronte agli usi illegali. Una richiesta con soluzioni difficili perché, per ottenerle, occorre coinvolgere tutto il mondo, inclusi quelli che non si parlano tra di loro oltre che combattersi con tutti gli strumenti possibili e immaginabili delle guerre, inclusi quelli digitali.
Noi Aduc possiamo solo denunciare dopo che percepiamo e raccogliamo informazioni e storie (in genere quelle cosiddette più piccole, ma che, proprio perché tali, sono “campanelli d’allarme”). Con, nel frattempo, cercare di trovare strumenti di riduzione del danno: al primo posto dei quali l’informazione. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Multone dell’Antitrust: tenera alta la guardia

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2012

L’Antitrust ha finito la sua istruttoria ed ha multato il sito Italia-programmi.net per un milione e mezzo di euro (1), trasmettendo il provvedimento alla Procura della Repubblica. Finito l’incubo? Non proprio. Il sito che carpisce illecitamente indirizzi mail di chi sta cercando in rete un programma di free-software, tartassandoli poi di intimazioni di pagamento per presunte adesioni dei malcapitati ai loro “servizi”, e’ ancora in piedi: centinaia di telefonate e lettere ogni giorno ci pervengono per chiederci consigli, per cui l’onda lunga e’ ancora all’inizio e ci vorra’ tempo prima che smettano.Certamente questo dell’Antitrust di oggi e’ un passo importante, ma e’ la Procura della Repubblica che potrebbe dare un altro colpo piu’ duro con il sequestro del loro sito, cosi’ come chiesto da noi e centinaia di migliaia di navigatori che, sollecitati dall’Aduc, hanno inviato esposti alle varie Procure della Repubblica in tutta Italia.Per questo invitiamo tutti alla massima allerta, si’ da aiutare coloro che potrebbero ancora cedere alle loro minacce e pagare: parlarne ovunque il piu’ possibile, fare esposti in procura (cosi come da nostro facsmile in Rete). Il problema non e’ solo salvarsi individualmente da questa truffa, ma anche aiutare chi potrebbe cascarci e, soprattutto, dare a Internet il valore piu’ alto che ha: luogo di interscambio solidale in cui dimostrare che la Rete e’ piu’ che altro un bene per la nostra vita economica e sociale e non solo veicolo di truffe.

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Rimborsi elettorali: è una truffa?

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2011

Una denuncia/querela è stata presentata alla Procura della Repubblica di Roma dalla CVDP (Commissione di Vigilanza per la Democrazia Partecipativa – movimento astensionista politico per il rilancio della sovranità popolare), contro i partiti beneficiari dei rimborsi elettorali percepiti per le elezioni Politiche 2008, Europee 2009 e Regionali 2010. La specificità della querela fa riferimento all’autentica truffa che fa sì che i partiti politici italiani superanti i quorum incamerino quote cospicue di finanziamenti sotto la falsa voce dei “rimborsi elettorali”, permettendo loro di spartirsi invece quote di fondi pubblici ampiamente sovradimensionati rispetto alle spese effettivamente sostenute nel corso delle campagne elettorali. Inoltre, nel calderone della vergognosa spartizione tipicamente italiana finiscono anche quegli ammontari determinati dalle quote astensionistiche o del non-voto (per diserzione dalle urne, schede bianche, nulle o non attribuibili), prive cioè di qualsiasi indicazione elettorale/sovrana, che per contro dovrebbero invece rimanere nelle casse dello Stato, se non altro in ottemperanza a una buona prassi etica che proprio i partiti dovrebbero osservare dando l’esempio. E’ l’epilogo di una lunga battaglia portata avanti fin dal 2007 dalla Commissione di Vigilanza per la Democrazia Partecipativa, unico movimento astensionista politico riconosciuto dalle più alte Cariche dello Stato, protagonista di innumerevoli appelli lanciati ai partiti politici e purtroppo rimasti nel vuoto per indurli a rinunciare spontaneamente dall’appropriazione sia dei fondi eccedenti le spese elettorali effettivamente sostenute che delle stesse quote astensionistiche. Oltre a una più efficace individuazione dei “tagli” ai costi della politica, la denuncia presentata intende evidenziare, per le conseguenze della sua esposizione, che gli astensionisti politici non sono cittadini “meno” sovrani né tantomeno di serie “B”. Ai giudici di Roma sarà quindi richiesta, in via incidentale, anche l’investitura della Consulta per una verifica della legittimità costituzionale della legge sui rimborsi elettorali, consolidata dalle successive integrazioni “bipartisan”, e impiantata come si ricorderà subito dopo il Referendum popolare abrogativo del ’93 che bocciò il finanziamento pubblico ai partiti. Con ciò si vuole affermare che l’azione determinata della CVDP, che non è per regolamento un partito politico, è indirizzata esclusivamente verso la stimolazione di una maggiore responsabilità da parte dei partiti politici nei confronti della società civile e del popolo sovrano. Tra l’altro favorendo, in definitiva, anche la ripresa di quel tradizionale “appeal” partecipativo elettorale, tipicamente elevato negli italiani, che secondo gli astensionisti politici è venuto meno proprio a causa dell’attuale degenerazione antidemocratica e truffaldina dei partiti italiani. (Antonio Forcillo)

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Manovra: quote latte

Posted by fidest press agency su martedì, 5 luglio 2011

“Ancora una volta la Lega salva poche centinaia di disonesti a scapito di tutti coloro, e sono la maggioranza, che si adeguano alle regole. Decidere di lasciare in manovra la misura che salva le quote latte dalla riscossione coattiva da parte di Equitalia dimostra sempre più che siamo il Paese del paradosso: chi non paga una multa di divieto di sosta infatti rischia di vedere la propria casa ipotecata proprio da Equitalia, mentre chi truffa per milioni di euro la fa franca. Decisione presa, per di più, nonostante proprio in questi giorni la sentenza d’appello ha riconosciuto il gravissimo reato di associazione a delinquere anche per Giovanni Robusti, leader dei Cobas, ex parlamentare della Lega Nord ed ex consigliere d’amministrazione di Credieuronord. Continuo e continuerò a chiedere quale siano e siano stati i legami tra questi truffatori, la Lega Nord e la banca stessa”. Così Ernesto Carbone Coordinatore forum agricoltura del PD, sul sito di TrecentoSessanta, l’Associazione di Enrico Letta.

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Elezioni regionali in Piemonte

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 luglio 2011

La sentenza di condanna di Michele Giovine conferma quanto il PD ha sempre denunciato, ovvero che le elezioni regionali sono state viziate da gravi irregolarità, da una vera e propria truffa a spese degli elettori. Un dato è oramai certo: Cota non ha vinto le elezioni del marzo 2010. Quel pugno di voti che ha fatto prevalere la coalizione di centro-destra non esiste più, perché la lista Pensionati per Giovine non poteva presentarsi. Attendiamo fiduciosi le prossime decisioni dei magistrati. E’ interesse di tutti giungere quanto prima a una certezza definitiva. Ma, indipendentemente dai possibili esiti giudiziari, è oramai evidente che il Governo regionale non è più legittimato dal consenso della maggioranza dei piemontesi. Le firme false, i gravi scandali che hanno portato all’arresto dell’Assessore regionale alla sanità e le vicende giudiziarie che coinvolgono esponenti di rilievo del PdL sono tutti fatti di cui Cota porta una chiara e diretta responsabilità politica.
Abbiamo bisogno di un governo regionale forte, compatto, pienamente legittimato, capace di affrontare i problemi più rilevanti della nostra Regione e non costretto a preoccuparsi di faccende legali e dei loro possibili esiti. Il PD continuerà a dimostrare ai piemontesi l’assoluta inadeguatezza di Cota e della sua Giunta.

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Auto importate: non pagare iva è truffa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 marzo 2011

È il principio stabilito nella sentenza del 29 marzo 2011, emessa dalla seconda sezione penale della Suprema Corte che riporta Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”. Con la decisione in commento gli ermellini hanno, infatti, confermato la condanna nei confronti della mamma di un indagato per truffa al quale erano state sequestrate delle automobili. Nella motivazione è possibile, inoltre, leggere che il reato si consuma nel momento e nel luogo dove i mezzi arrivano e dove non sono state pagate le imposte. Il luogo della vendita non conta. Nel caso di specie, la sezione penale ha rigettato il ricorso presentato dalla mamma di un giovane trentino che aveva importato dalla Germania una serie di automobili senza pagare l’Iva per cui era scattato il sequestro. La difesa ha allora proposto ricorso per cassazione avverso l’ordinanza emessa dal Tribunale di Trento, sostenendo che comunque, prima di tutto, un’eccezione di incompetenza poiché sempre secondo i difensori gli atti avrebbero dovuto essere rimessi ai giudici di Brescia, luogo nel quale i veicoli erano stati venduti. Tale tesi però, non ha incontrato il favore della seconda sezione penale che hanno confermato la competenza di Trento secondo cui nessuna truffa poteva configurarsi a carico degli acquirenti. Nella motivazione è possibile, infatti, leggere che “Nel caso di specie, secondo il capo d’imputazione, il profitto sarebbe consistito nella mancata assoluzione degli oneri fiscali ed esattamente nel mancato pagamento dell’IVA……come correttamente rilevato dal Tribunale, che il reato si è consumato non nel momento in cui le auto furono rese commerciabili a seguito della truffa e, quindi, quando l’indagato riscosse il prezzo della compravendita (invero nessuna truffa è stata ipotizzata nei confronti degli acquirenti) ma nel momento in cui non fu assolta l’Iva, vantaggio che venne conseguito presso il luogo dove le imposte avrebbero dovuto essere pagate e quindi, pacificamente, nel circondano di Trento”.

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Ennesima truffa ai poliziotti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 marzo 2011

“Vergogna! Non è che abbiamo la sfera di cristallo, ma quando abbiamo mostrato le nostre remore ed il nostro scetticismo di fronte all’ennesima promessa fattaci dal Governo non volevamo solo esorcizzare un incubo, volevamo far capire che ormai siamo tristemente avvezzi alle colossali prese per i fondelli… e ci abbiamo visto giusto. E’ ora di dire basta, Maroni deve andare a casa, perché per quanto riguarda gli interessi dei Poliziotti che dovrebbe tutelare è un inconcludente e non ha alcuna capacità di farsi valere”. Non usa mezzi termini Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia, nel manifestare l’indignazione nata al termine dalla riunione di ieri del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta con i Sindacati di Polizia, convocata in vista del Consiglio dei Ministri di oggi per discutere degli impegni già assunti dal premier Silvio Berlusconi in persona, nonché dal Ministro dell’Interno Roberto Maroni, circa il reperimento di ulteriori 79 milioni di euro – oltre agli 80 già promessi – da destinare al Comparto sicurezza e difesa per il finanziamento di misure perequative. “Letta – spiega Maccari – ha riferito che oggi in Cdm non ci sarà alcun provvedimento normativo che ci riguarda, né è mai stato calendarizzato. E’ l’apoteosi della menzogna! Sono talmente tanto spocchiosi e pieni di sé che quando raccontano sciocchezze neppure si mettono d’accordo come si deve! Mercoledì scorso, al question-time, Maroni aveva assunto solennemente l’impegno da parte dell’Esecutivo di approvare il provvedimento normativo con il quale avrebbero eliminato le gravi penalizzazioni che fino ad oggi ci hanno riservato. ‘Sono giuste le rivendicazioni dei Sindacati’, aveva detto il Ministro Baroni; ‘c’è l’esigenza di dare la necessaria valorizzazione economica a comparti che hanno acquisito negli anni una forte dignità dal punto di vista giuridico, non sempre accompagnata dal dovuto riconoscimento economico’, aveva aggiunto il bugiardone, e ancora: ‘a Polizia, Forze armate e Vigili del fuoco che si stanno spendendo con straordinari risultati anche nelle emergenze, non possiamo non riconoscere un migliore trattamento economico’… Balle!”. “Non se ne può proprio più – aggiunge il leader del Coisp -! Mi pare evidente che non basterà la manifestazione già indetta per oggi davanti a Palazzo Chigi, dove intendevamo recarci per vigilare che venissero mantenuti gli impegni assunti da Berlusconi in persona, che ci aveva parlato fuori dalla sua residenza ad Arcore garantendoci che ci avrebbero fatto avere i nostri soldi. Il Governo vuole realizzare l’ennesimo raggiro ai danni dei Poliziotti… I nostri iniziali timori, che cioè volessero fare il gioco delle tre carte utilizzando in realtà i fondi destinati al riordino delle carriere per le misure perequative, erano un sogno rispetto alla realtà. Questi neppure ci perdono tempo più a pensare come sfotterci!”. “A parte il fatto che vogliamo proprio vedere che reazione avranno ora quegli “ottimistoni” dei nostri colleghi sindacalisti che hanno fatto dietro front il giorno della manifestazione di Arcore per via della loro sconfinata fiducia in questo straordinario Governo –conclude Franco Maccari-, domani saremo davanti al Viminale assieme alle nostre sagome dei Poliziotti col coltello piantato nella schiena, a gridare che continuano inesorabilmente a pugnalarci alle spalle, ed a chiedere le dimissioni del Ministro Maroni, che si è guadagnato così tanto il nostro amore che abbiamo deciso di assicurargli compagnia in ogni suo più piccolo spostamento!”

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Polizia: governo truffa

Posted by fidest press agency su domenica, 6 marzo 2011

“Il Governo spieghi perché continua a tenere bloccati gli 80 milioni di euro che aveva promesso di destinare al comparto sicurezza e difesa!”. Lo scrive Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia, dopo che il ministro dell’Economia Tremonti ha disertato l’incontro in programma con i colleghi Maroni e La Russa. “Le Forze di Polizia continuano ad essere truffate da questo Governo, che continua a rivelarsi il peggiore della storia della Repubblica Italiana”, continua Maccari. “Si continua a blaterare di un impegno sul fronte della Sicurezza, si continua a fare propaganda sulla sicurezza delle città: ma è tutto falso! Da un lato ci sono gli spot elettorali – dice ancora il Segretario Generale del COISP – dall’altro c’è la realtà: il Governo, come nessun altro mai in precedenza, è stato capace di tagliare in soli tre anni 3,7 miliardi di euro di risorse alle Forze dell’Ordine. Il nostro Paese è sempre meno sicuro, perché si investe sempre meno sulle Forze di Polizia, che sono sempre meno remunerate, sempre meno preparate, senza mezzi a disposizione e sempre più impegnate a fronteggiare nuove emergenze sulla scorta dell’esperienza maturata sul campo e facendo ricorso soltanto allo spirito di sacrificio e al senso del dovere che contraddistinguono ogni singolo operatore della categoria. Un senso dello Stato che, evidentemente, non appartiene ai politicanti di mestiere che, mentre affondano tra gli scandali, continuano ad occupare indegnamente le stanze del Governo”.

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A un anno dalla “Truffa” Formigoni

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 febbraio 2011

Milano 1/3/2011 Consiglio regionale.”A un anno dal deposito di documentazione palesemente falsa ad opera di Lega e Pdl a sostegno di un Presidente incandidabile – ha dichiarato Marco Cappato (che fu in quelle stesse ore escluso dalla competizione elettorale come candidato Presidente per la Lista Bonino Pannella per…insufficiente numero di firme presentate!)- continuiamo a chiedere giustizia, sia in sede civile che penale, da parte dei tribunali e di quella Procura di Milano che inizialmente chiese l’archiviazione della nostra denuncia senza alcuna indagine; continuiamo a chiedere che il responsabile politico di questa enorme truffa elettorale non solo si scusi con gli elettori della Lombardia e i cittadini italiani per le menzogne da lui raccontate, ma anche si dimetta dall’incarico che ricopre abusivamente. Saremo perciò davanti al Consiglio regionale martedì 1 marzo dalle 12 per manifestare insieme alle persone che non si siano rassegnate a un potere illegale e truffaldino, e che ritengano indispensabile per la vita di ogni giorno il rispetto dei diritti civili e politici di tutti i cittadini. Mi auguro che le “opposizioni ufficiali” vogliano finalmente interrompere il loro silenzio e mobilitarsi affinché questa vicenda non finisca insabbiata o prescritta, come già purtroppo accadde per la corruzione internazionale dello scandalo “Oil for food” e i rapporti di Firmigoni con il regime di Saddam Hussein. Quanto sta accadendo in Libia e nel Maghreb dovrebbe insegnare qualcosa sulle conseguenze devastanti che si provocano quando si calpesta la legalità istituzionale e i diritti democratici internazionalmente riconosciuti.”

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Interpellanza su Opa

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 gennaio 2011

“Siamo profondamente insoddisfatti della risposta del Governo. Noi riteniamo che, in merito alla vicenda della quotazione in borsa del gruppo Sole 24 Ore, siano state commesse azioni anomale e poco trasparenti e che la Consob, l’autorità abbia fatto come Ponzio Pilato, compiendo un grave atto di omessa vigilanza. I risparmiatori, nel giro di poco tempo, si sono ritrovati con carta straccia in mano. Noi chiediamo al Governo e alla Consob, di avviare una fase nuova, affinché i risparmiatori non siano più vittime di operazioni al limite della truffa. Negli ultimi dieci anni, più di un milione e 200 mila cittadini sono stati colpiti con perdite e raggiri per complessivi 51,8 miliardi di euro e la vicenda che ha riguardato il Sole 24 Ore è solo la punta di un iceberg. Ci auguriamo che il nuovo presidente Vegas abbia il coraggio e la forza di avviare una nuova fase “lo dichiara Antonio Palagiano, deputato di Italia dei Valori, durante lo svolgimento delle interpellanze urgenti.
“In merito alla vicenda del Sole 24 Ore, pur ribadendo il grande rispetto per una storica testata ed un gruppo sempre contraddistintosi per l’indipendenza e l’autonomia di giudizio, riteniamo si debba fare chiarezza su alcuni passaggi che hanno accompagnato la sua entrata in Borsa, di cui con ogni probabilità lo stesso Gruppo è stato parte lesa” spiega Palagiano. “Nel 2007, infatti, 27 mila risparmiatori hanno investito nel titolo Sole 24 Ore, rassicurati dalle parole dell’allora presidente del Cda del gruppo, Giancarlo Cerrutti, che parlava di un investimento tranquillo e solido, quello stesso Cerrutti azionista di Mediobanca che curò l’Opa del titolo. Alla vigilia della quotazione, fu rilevata un’assegnazione anomala delle azioni fra investitori istituzionali e piccoli risparmiatori, tanto che una delle più importanti banche d’affari del mondo, la Morgan Stanley, parlò di valutazioni eccessive. Il titolo fu poi quotato a 5.75 euro, ignorando la buona regola di una quotazione tendente al ribasso, così come era accaduto d’altronde per altri titoli editoriali, come Rcs, gruppo editoriale Espresso, Caltagirone editore e Mondadori. Dopo due giorni di quotazioni, il titolo perse circa il 5%, fino a sfiorare il minimo storico nel dicembre 2010. Con l’Opa sono stati raccolti circa 210 milioni di euro ma nei successivi tre anni e mezzo, il gruppo ne ha bruciati circa 203, investendo in operazioni rilevanti ma di dubbia qualità strategica ed economica” conclude Palagiano.

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Legge contro truffe assicurative

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 novembre 2010

“La banca dati dell’Isvap, illustrata settimana scorsa in Commissione finanze e operativa dal gennaio 2011, è stata piuttosto deludente. Per questo stiamo valutando l’insediamento dell’Agenzia antifrode presso la Motorizzazione di Roma o il Ministero dell’Interno”. Lo ha detto l’On. Francesco Barbato (Idv), membro della Commissione Finanze della Camera e promotore della Legge 1969 del novembre 2008 contro le truffe assicurative, nel corso di un convegno organizzato a Napoli dall’Unione Europea Assicuratori (Uea) e dall’Università degli Studi Parthenope su “Legalità e sinistri RCAuto”. “Sto cercando di ottenere il consenso di tutti i gruppi parlamentari, ha proseguito Barbato, per arrivare all’approvazione definitiva della legge in Commissione, senza passare dall’aula. Credo che potremmo farcela entro novembre”. Secondo il disegno di legge, la nuova Agenzia dovrebbe consentire l’incrocio delle banche dati esistenti, operando con lo stesso status della polizia giudiziaria. L’indagine scatterebbe in presenza di anomalie nelle richieste di risarcimento, anche avvalendosi di enti privati presenti sul territorio (ad esempio gli ispettorati sinistri). Per agevolare la perseguibilità dei reati, è previsto il superamento dell’indispensabilità della querela di parte a favore delle procedibilità d’ufficio. Su quest’ultimo punto converge anche una delle due proposte dell’Unione Europea Assicuratori, insieme all’istituzione dell’Agenzia antifrode. Su entrambe le proposte Uea chiede l’apertura di un dibattito a livello accademico e istituzionale, già avviato nel corso del convegno con l’intervento di esperti, docenti, magistrati e operatori. “La truffa come prevista dal Codice penale è un reato perseguibile a querela di parte a meno che non si verifichi una delle circostanze aggravanti come la truffa a danno dello Stato o di altro ente pubblico, spiega Alfonso Santangelo, Consigliere Uea, nel qual caso è perseguibile d’ufficio.
In Italia i falsi sinistri sono circa il 3% del totale, ma nelle zone ad alta criminalità si arriva al 16-17%. La prima regione è la Puglia con il 13%, seguita dalla Calabria con l’11% e dalla Campania con il 10%. A livello nazionale si tratta di circa 315 milioni di euro nel 2009, in aumento del 7% rispetto al 2008. Questo significa anche porre fine alla politica di smantellamento del presidi al sud che molte compagnie stanno attuando, e ridefinire la stessa politica tariffaria. Sappiamo che per un giovane neopatentato di Napoli o Caserta le compagnie applicano premi fino a 5-6.000 euro e questo costituisce di fatto un incentivo all’evasione assicurativa”.

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Libro: Il coraggio di parlare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 ottobre 2010

Milano mercoledì 10 novembre alle ore 18.00 presso la libreria Claudiana in via Francesco Sforza, 12/A.. Scientology, famoso e controverso movimento religioso americano, è spesso nel mirino degli inquirenti nei paesi dove si è radicato. Una recente condanna è dello scorso anno in Francia: Il tribunale di Parigi ha condannato per truffa la Chiesa di Scientology, imponendo alla branca francese della setta il paga-mento di una multa di 600mila euro. Il responsabile di fatto di Scientology in Francia, Alain Rosenberg, e’ stato condannato a due anni con la condizionale e al pagamento di 30mila euro. (Adnkronos). Fondato mezzo secolo fa dallo scrittore di fantascienza Ron Hubbard il movimento è, dal suo stesso fondatore, definito chiesa. Ma come si vive in questa chiesa, quali obiettivi si propone l’organizzazione? È davvero il benessere dei fedeli che l’organizzazione persegue? Per capire meglio questo movimento le Paoline hanno pubblicato il libro “Il coraggio di parlare” di Alberto Laggia, giornalista di Famiglia Cristiana e Maria Pia Gardini, che per anni ha fatto parte del movimento. Il volume verrà presentato a Oltre agli autori sarà presente Giusi De Martin Roder, ex adepta di Scientology. Modererà l’incontro il giornalista di Jesus Giovanni Ferrò. Il libro raccoglie quattordici testimonianze di ex appartenenti alla chiesa di Scientology; storie diversissime, che raccontano la stessa vicenda: quella di chi entra nel movimento spinto dalla speranza di migliorare la propria vita, ma che con il tempo scopre di essere piombato in un incubo da cui è difficile svegliarsi. È il racconto lucido e sconvolgente di quattordici adepti che, alla fine, sono riusciti a lasciare Scientology e a raccontare la loro esperienza drammatica, così come ha fatto Maria Pia Gardini – la più nota ex adepta italiana del movimento americano – nel libro delle Paoline I miei anni in Scientology di cui questo è il seguito.

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Immigrati e sanatoria truffa

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 ottobre 2010

Roma 14 Ottobre 2010  Ore 17.00 Piazza della Repubblica. Da Brescia a Caserta, la mobilitazione contro la sanatoria-truffa si sposta a Roma per bussare direttamente all’artefice di tale imbroglio, Palazzo Viminale.  Sono oltre 100 mila le domande rigettate o bloccate nelle prefetture per colpa dei datori di lavoro, che rimarranno impuniti mentre l’amministrazione darà all’immigrato un decreto di espulsione.  Il mancato riconoscimento della vertenza di lavoro, unico strumento contro il lavoro nero per avere garantito il titolo di soggiorno, aggrava ancora di più la condizione dei lavoratori e la responsabilità del governo, che viola le normative europee. Certo, questo non meraviglia. Semplicemente si allunga la lista delle violazioni dei diritti, umani  e del lavoro, in questo paese.  A rischio anche la libertà di manifestazione, con la mancata concessione delle autorizzazioni per il presidio permanente da parte della Questura di Roma, che si terrà nonostante questi divieti.

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Truffa sfruttando i disabili

Posted by fidest press agency su domenica, 4 luglio 2010

La Guardia di Finanza di Genova ha scoperto una maxi truffa informatica per circa 15 milioni di euro. Sono state smascherate otto persone, le quali si servivano di società fantasma intestate a soggetti diversamente abili o malate. Sulla vicenda ha espresso il suo parere  Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “Azioni come questa, sono da condannare in primis, poiché queste persone percepiscono indebitamente soldi pubblici e mortificano il disabile che in tali situazioni non può difendersi”. I colpevoli del malaffare reclutavano i malcapitati in ospedale, nominandoli amministratori di imprese fittizie capaci solo di emettere fatture false. L’operazione fraudolenta, è stata portata alla luce dai militari del nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Genova dopo due anni e mezzo d’indagini. “Condanno questi atteggiamenti di grave oltraggio – conclude l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro –  e rinnovo tutta la mia stima alle forze dell’ordine che in tale circostanza di chiara ambiguità, hanno saputo contrastare questa grave truffa”.

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Mondiali di Calcio e truffe di phishing

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 giugno 2010

McAfee ha appena scoperto una nuova forma di truffa sottoforma di lotteria che fa credere agli utenti di aver vinto un milione di dollari con una promozione settimanale.  L’aspetto allarmante è che queste truffe non chiedono le informazioni richieste di solito dalle truffe di phishing, ovvero numero di carta di credito, PIN, codici di sicurezza CVV, etc. Per rendere ancora più credibile questa tattica, i criminali chiedono infatti, in un primo tempo, solo il numero di telefono, passando poi alle informazioni personali. Gli esperti hanno notato un significativo incremento di questo tipo di truffe e avvertono i consumatori a diffidare di lotterie legate ai Mondiali di Calcio. Il soggetto delle mail fasulle è il seguente “winner – fifa world cup online draw,” e  “winner – fifa world cup online draw”. Per consultare il blog e gli screen shot clicca qui http://www.avertlabs.com /research/blog/index.php/2010/06/15/scammers-going-phishing-for-world-cup-fans/.
Con sede principale a Santa Clara, California, McAfee Inc., è la principale azienda focalizzata sulle tecnologie di sicurezza. McAfee è costantemente impegnata nella lotta contro le più pericolose minacce alla sicurezza. L’azienda offre prodotti e servizi di sicurezza riconosciuti e proattivi che proteggono sistemi e reti in tutto il mondo, consentendo agli utenti di navigare ed effettuare acquisti sul web in modo sicuro. Grazie a un riconosciuto team di ricerca, McAfee crea soluzioni innovative che proteggono gli utenti consumer, aziende, pubblica amministrazione e service provider consentendo loro di essere conformi alle normative, proteggere i dati, evitare interruzioni delle attività, identificare le vulnerabilità e monitorare e migliorare costantemente la loro sicurezza.

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La truffa dei derivati della Goldman Sachs

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 aprile 2010

Quando la Security Exchange Commission, l’ente governativo di controllo dei mercati finanziari, ha contestato il reato di frode alla banca americana Goldman Sachs, non è stata una sorpresa. Al contrario. Si sapeva che presto o tardi qualche cosa di grosso sarebbe venuto a galla. I grandi finanzieri, più agguerriti che mai, da tempo erano tornati ai tavoli verdi dei giochi speculativi con i fondi dei salvataggi fatti dai governi e con i soldi presi a prestito a tasso zero.  La SEC ha denunciato la banca di New York di aver ingaggiato nel 2007 l’hedge fund di John Paulson, perché questo, insieme ad un altro ignaro selezionatore ACA, includesse nel paniere di un nuovo CDO (Collateralized Debt Obligation, una obbligazione speculativa), alcuni tra i titoli più a rischio del settore dei mutui subprime. Quel prodotto, chiamato Abacus 2007-AC1, fu in seguito dalla Goldman Sachs piazzato ai suoi clienti istituzionali, fondi pensioni, banche europee ed altri.  Nel contempo però lo stesso hedge fund J. Paulson & Co. apriva posizioni speculative al ribasso su sul CDO Abacus, scommettendo sul crollo del settore dei mutui casa. Mentre le famiglie perdevano la casa e le banche coinvolte nelle speculazioni dei crediti subprime andavano a gambe all’aria, Paulson incassava miliardi di dollari di profitti. La Goldman Sachs era consapevole delle truffa, anche perché, secondo la SEC, avrebbe ripetuto questo giochetto almeno altre 25 volte. Che la Goldman Sachs fosse una “strana bestia”, lo avevamo già indicato da tempo. Infatti, essa compare per la prima volta a fine 2008 nel listino dell’istituto governativo “Office of the Comptroller of the Currency”, che include le grandi banche americane operanti sui mercati non regolamentati dei derivati. A quella data essa vantava derivati OTC per 30.200 miliardi di dollari, e a fine marzo 2009, cioè soltanto in tre mesi, ne aveva già 10.000 miliardi in più! Oggi Goldman Sachs Group ha OTC per 49.000 miliardi di dollari a fronte di un valore reale dei suoi assets di 849 miliardi di dollari, cioè un cinquantottesimo Si ricordi che, nel mezzo della crisi finanziaria più grave e devastante della storia e mentre si gettava a capofitto nella speculazione in derivati, essa otteneva oltre 10 miliardi di dollari di aiuti TARP da parte del Tesoro. Intanto continuava a elargire bonus ai suoi manager per 4,8 miliardi. Il crollo delle azioni della Gs sul mercato di Wall Street rischia di destabilizzare tutte le borse. La lobby delle banche è all’opera con il solito ricatto del too big to fail. Occorre, invece, fare subito luce su queste vicende, compreso il suo ruolo nel fallimento del colosso assicurativo AIG, che fu salvato con 180 miliardi di soldi pubblici, se davvero si vuole uscire dalle paludi delle crisi finanziaria ed economica globale. La truffa della Gs è solo la punta dell’iceberg. I CDO sintetici e ad alto rischio sono stati manovrati anche dalla JP Morgan, dalla Citi Group e dalla Merrill Lynch negli Usa. Anche da altre banche in Europa, a cominciare dalla Deutsche Bank e dalla UBS svizzera. I governi di Londra e di Berlino sono scesi in campo chiedendo, giustamente, informazioni alla SEC per valutare eventuali operazioni truffaldine della Gs anche nei loro paesi e nell’intera area dell’euro. Del resto il suo coinvolgimento nelle operazioni della Grecia di falsificazione dei bilanci, ne è la prova.  Naturalmente la Goldman Sachs non è l’unico lupo famelico!  Almeno due grandi banche europee, la ABN Ambro olandese, adesso parte della Royal Bank of Scotland, e la tedesca IKB, entrambe “golose” di CDO ad alto rischio, avevano enormi quantità di Abacus, perdendo oltre 1 miliardo di dollari per tali obbligazioni.  Per la loro situazione di crisi complessiva, il governo tedesco e quello inglese hanno poi dovuto versare 83 miliardi di dollari di aiuti per salvarle dalla bancarotta.  Il presidente Obama nel suo ultimo discorso settimanale, riferendosi alla truffa della Gs, ha spinto a varare immediatamente la riforma finanziaria “per evitare gli eccessi compiuti con i derivati. Altrimenti si rischia di essere travolti da una nuova crisi”.  Non c’è più tempo da perdere. Servono le nuove regole e bisogna realizzare la Nuova Bretton Woods di cui tanto si è parlato.  (Mario Lettieri Sottosegretario all’Economia nel governo Prodi e  Paolo Raimondi   Economista)

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Una truffa in “Comune”

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2009

Il sequestro degli autovelox truccati condotto dalle Forze dell’Ordine in provincia di Caserta confermano, purtroppo, quanto già da tempo denunciato da Adiconsum: l’utilizzo cioè degli autovelox da parte dei Comuni come strumento per fare cassa. Adiconsum giudica positivamente quanto approvato dalla Commissione Trasporti della Camera in merito all’uso e all’abuso degli autovelox e sulla destinazione delle multe elevate. In particolare, non sarà più permesso appaltare a ditte esterne la gestione e l’utilizzo di tali apparecchiature, che dovranno invece essere di proprietà o acquisite in locazione dai Comuni stessi e utilizzate esclusivamente dalle Forze di Polizia e posizionate non oltre i 1000 metri dal cartelli che ne segnalano la presenza.Adiconsum auspica che il ddl sulla sicurezza stradale approvato dalla Camera e ora all’esame del Senato sia approvato per la parte relativa agli autovelox senza ulteriori modifiche. Adiconsum chiede di essere audita in merito.

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Truffa ristorante a Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2009

“Per quanto mi riguarda questo ristorante non deve più aprire e per casi di questo genere si deve arrivare alla revoca della licenza.” Così il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, commenta la vicenda della truffa a danno di due turisti giapponesi avvenuta in un ristorante di via Zanardelli. “Ho dato mandato alla Polizia Municipale di predisporre dei controlli straordinari, anche di personale in borghese, per smascherare queste truffe che devono essere perseguite con fermezza fino ad arrivare alla revoca della licenza. Questi singoli casi, che rappresentano una minima parte, rischiano di infangare la reputazione della stragrande maggioranza dei ristoratori romani, conosciuti in tutto il mondo per l’ottima qualità del cibo e del servizio e per i prezzi equi”.

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Autovelox. Nasconderli per fare più multe è reato

Posted by fidest press agency su martedì, 5 maggio 2009

Autovelox usati per rimpinguare le casse comunali e le tasche delle società che noleggiano le apparecchiature per rilevare la velocita’. Succede anche questo nel nostro bel Paese. E’ il caso di alcuni Comuni della provincia di Cosenza: un’azienda, titolare dell’appalto per il rilevamento della velocita’ delle automobili, riceveva dai Comuni un compenso parametrato al numero di multe effettuate e aveva tutto l’interesse a veder aumentare le multe. Il titolare della ditta aveva dunque provveduto a installare, ben occultate, apparecchiature autovelox su varie automobili, la maggior parte di sua proprieta’, che venivano utilizzate per “incastrare” e multare gli automobilisti. Parte una indagine della Procura della Repubblica, il titolare della ditta viene imputato per truffa e i veicoli vengono sequestrati per scongiurare ulteriori “prevedibili esborsi illegittimi da parte degli automobilisti sulla base di un rilevamento automatico della velocita’ cosi’ organizzato.” Ricordiamo che: * la Corte di Cassazione ha ribadito che l’uso degli autovelox deve essere finalizzato principalmente alla prevenzione degli incidenti e non a “batter cassa”. *  L’art. 142 del Codice della strada prevede che le postazioni di controllo della velocita’ siano segnalate e ben visibili. * La circolare del Ministero dell’Interno del 3 agosto 2007 impone la segnalazione della presenza dell’apparecchiatura di rilevamento almeno 400 m prima del punto in cui l’apparecchio e’ posizionato. * Il Decreto Ministeriale del 15 agosto 2007 e la circolare del 8 ottobre 2007 ribadiscono l’esigenza di segnalare le postazioni con adeguato anticipo in modo di garantirne il tempestivo avvistamento. Brutta abitudine, questa dei nostri pubblici amministratori, di considerarci portafogli viventi per turare le falle della loro amministrazione! Per ulteriori approfondimenti si veda: http://www.aduc.it/dyn/osservatorio legale/art/singolo.php?id=258225

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Medici di famiglia sotto accusa

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2009

Nel mirino del Nucleo antisofisticazioni dei Carabinieri (Nas) di Genova ci sono i medici di famiglia. Il reato ipotizzato? Truffa, a carico di qualche medico sospettato di aver sollecitato o richiesto apertamente un compenso aggiuntivo in nero ai propri pazienti per visite a domicilio che dovrebbero essere assolutamente gratuite. Le vittime sono spesso pensionati over 65. Il problema, evidentemente, ha assunto dimensioni tali che, alcune settimane fa, dopo un esposto presentato ai carabinieri dei Nas, è scattata l’indagine a campione sui 650 medici di famiglia di Genova e provincia convenzionati con la Asl 3. Il responsabile per la Liguria dell’Italia dei diritti, Maurizio Ferraioli, ha dichiarato che: “La richiesta esplicita di denaro per una visita medica effettuata a domicilio è cosa ben diversa dalla piccola mancia data al medico da parte dell’assistito in seguito a un comportamento zelante da parte del dottore. Nel primo caso si va contro il codice deontologico della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) e contro il codice penale ed è giusto che i Nas intervengano. Nel secondo caso invece si tratta di malcostume, come lo chiama Angelo Canepa, segretario provinciale Fimmg. La categoria dei medici di famiglia è molto importante – conclude il responsabile ligure per il movimento presieduto da Antonello De Pierro – sono dottori che hanno un contatto più stretto con i pazienti, li chiamano per nome, conoscono la loro storia, personale e medica, e sono anche quelli che hanno l’influenza maggiore sulla spesa pubblica nazionale. Non si deve sottovalutare questa situazione”.

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