Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘truffe’

Truffe agli anziani calate del 13% rispetto allo scorso anno

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2020

Secondo i dati pubblicati sul sito del Viminale, nei primi 7 mesi del 2020 sono calati del 13,3% le truffe agli anziani rispetto allo stesso periodo del 2019.”Effetto lockdown. I dati sono chiaramente falsati dal blocco degli spostamenti e dal fatto che durante la pandemia, per evitare di essere contagiati, si era meno propensi ad aprire la porta e a far entrare degli sconosciuti in casa, anche se i truffatori sono passati dallo spacciarsi per letturisti del gas a operatori sanitari” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Insomma, purtroppo non si è fatto alcun serio passo avanti nella lotta alle truffe agli anziani, che resta un’emergenza sociale” prosegue Dona. “A questo va aggiunto che spesso i truffati non fanno denuncia alle forze dell’ordine, nonostante sia fondamentale farlo non essendo il reato procedibile d’ufficio. Se il truffato non presenta querela, insomma, le forze dell’ordine hanno le mani legate, salvo la Procura ipotizzi la truffa aggravata o l’associazione a delinquere. per questo sarebbe necessaria una modifica legislativa” conclude Dona.

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Risparmiatori e truffe finanziarie

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 agosto 2020

In piena estate, in piena crisi economica che più si va avanti più peggiora, in un Paese che solo in parte non ha rinunciato ai riti vacanzieri e che per questo potrebbe dare impressione di disponibilità e solidità finanziaria, esplode un ennesimo caso di promotori finanziari/truffatori che hanno falcidiato 1 milione e mezzo di risparmi che erano stati loro affidati per farli fruttare. La vicenda si è consumata tra Modena ed altre quattro città, coinvolgendo sette persone e col responsabile che è sparito con la cassa.Lode alla Guardia di Finanza che li ha scoperti e che ci ricorda che le forze dell’ordine sono molto diverse da quelle della caserma Levante di Piacenza.E’ incredibile come continuino ad esistere risparmiatori che si fanno coinvolgere da queste offerte, dando la loro fiducia a persone che probabilmente non conoscono e che si sono accreditate solo prospettando guadagni molto al disopra di quello che il mercato possa offrire. L’ignoranza, come sempre, è determinante. Ignoranza sulla finanza e i suoi strumenti. A cui danno il loro contributo lo Stato, i professionisti del settore e i media.
Lo Stato. Non esiste, se non in scuole specifiche, un’educazione finanziaria svolta dal servizio pubblico. In un Paese e in un mondo in cui è la finanza che muove i capitali, continua l’assenza di educazione/informazione da parte dello Stato. Anche gli stessi organismi di controllo dello Stato in materia (Consob), lasciano il tempo che trovano: tardivi, parziali e condizionati dalle politiche dei governi di turno. L’attuale gestione Paolo Savona, brilla proprio per queste caratteristiche .
Tranne rare eccezioni abbiamo a che fare con persone che si esprimono con linguaggi incomprensibili (aggravati dall’uso di termini in lingua inglese). Personaggi che, invece di diventare consulenti del risparmiatore rispetto alle sue esigenze e potenzialità, sono solo promotori dei servizi che devono vendete per i loro padroni.Rari i media specializzati e impostati sulla divulgazione, con loro specifici giri di lettori e diffusione piccolissima. In assoluto abbiamo a che fare con strumenti di informazione che sono o organi del loro partito economico, o pagine economiche dei grandi media. Queste ultime sempre relegate in secondo piano tranne che quando si occupano di scandali. Media sui quali, per le opinioni e i fatti che vi compaiono, occorre farci la tara rispetto agli investimenti pubblicitari di grandi operatori della finanza che compaiono sulle loro pagine o sui loro schermi.Va da sé che il risparmiatore, del tipo di quello truffato e “salvato” dalla Gdf di cui abbiamo accennato sopra, sia un fenomeno frequente e diffuso. Ma visto quanto abbiamo ricordato ci rimane il dubbio che il nostro sia un Paese di allocchi o un allocco di Paese. By Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Allarme truffe agli anziani

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

Le truffe agli anziani hanno registrato un aumento del 79,3% negli ultimi 12 mesi, ben 615 durante il 2019, praticamente quasi due ogni giorno. Dati allarmanti quelli emersi e diffusi dall’Arma dei Carabinieri.Infatti, proprio in questi giorni, una 78enne, sola e fragile di Novate Milanese, economicamente benestante, è stata circuita da un broker assicurativo e da sua moglie. I due malfattori, hanno sfruttato la fiducia della povera anziana al fine di farle firmare una polizza vita di € 200.000. Inoltre, sono riusciti a comprare con i soldi della vittima: un immobile nella provincia di Bergamo e due autovetture. I due sono stati arrestati con l’accusa di circonvenzione di incapace.“Insomma un problema grave quello dei raggiri ai danni degli anziani, ormai purtroppo sempre più presente e sempre più diffuso – commenta il Presidente del Codacons Marco Donzelli – È necessaria una maggiore consapevolezza dei rischi, in modo poi da evitare che tali inganni vadano poi a segno.
Allo scopo di prevenire truffe similari a danno di anziani, si propone il decalogo del Codacons, redatto per riconoscere ma soprattutto per prevenire questo genere di truffe:
– Sincerarsi che il controllo sia effettivo: molti pensionati aprono le porte della propria casa senza verificare che effettivamente sia necessario un controllo dell’abitazione. Solitamente è bene fare attenzioni agli avvisi del Condominio, nei quali vengono sempre indicati gli eventuali accertamenti nei singoli appartamenti, con indicazione della data e dell’ora dell’eventuale visita.
– Richiedere i documenti d’identità: è preferibile prima di far entrare qualcuno in casa propria, chiedere agli addetti di identificarsi tramite documento d’identità. Se il controllo è effettivo i tecnici non devono avere alcuna ragione di opporsi a tale richiesta.
– Richiedere un tesserino o un documento che attesti che effettivamente lavorano per la società detta: è utile fare richiesta di un documento o un tesserino per verificare se gli addetti siano realmente dipendenti della società con cui si sono presentati.
– Controllare che gli addetti lavorino effettivamente per il proprio fornitore di luce e gas, o che siano dipendenti della propria società idrica: molto spesso infatti si presentano soggetti per fantomatiche società elettriche o idriche al solo scopo di entrare nell’abitazione, dunque sincerarsi che siano veramente addetti alla propria società di fornitura.
– Visionare sempre il lavoro dei tecnici: è importante prestare sempre attenzione alle attività svolte nella propria casa dai tecnici, al fine di verificare che siano effettivamente lì per il motivo indicato, ossia riparare un guasto o fare controlli.
– Non permettere ai tecnici di andare da soli in altre stanze: non bisogna farsi scrupoli nell’impedire agli addetti di andare in altre stanze da soli. Non hanno alcun motivo per fare ciò e se sono in buona fede accetteranno senza problemi di essere seguiti.
– Non lasciare beni di valore in vista: prima di far entrare estranei nella propria abitazione, è importante mettere al sicuro qualsiasi bene sia “a portata di mano”. È sempre meglio mettere tutto in cassetti o in luoghi in cui non sia facile accedere.
– Non farsi mai distrarre: solitamente, se si tratta di una truffa, i sedicenti tecnici si presentano in due o più, questo in modo che uno o più possano distrarre il proprietario dell’abitazione mentre l’altro o gli altri possono porre in essere furti in casa.
– Verificare l’abbigliamento e la presenza di casse degli attrezzi: se gli addetti si presentano per riparare un guasto, o fare un controllo, è importare verificare l’abbigliamento e se portano con sé cassette degli attrezzi o simili, senza i quali difficilmente dei veri tecnici potrebbero lavorare.
– Chiamare aiuto: se non ci si sente sicuri, è bene farsi assistere da qualcuno, che può essere un vicino, un parente, perfino la portineria. È importante non essere da soli in questi casi. E qualora ci si dovesse rendere conto che si tratta di una truffa, è fondamentale chiamare subito il 118.

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Coronavirus e truffe online a gogo

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

Sono giorni che noi dello “Sportello dei Diritti” invitiamo i cittadini a prestare la massima attenzione a tutti i messaggi che giungono sui nostri dispositivi e che dietro l’emergenza e la crisi determinata dal “Coronavirus” nascondono tentativi di frode da parte di subdoli approfittatori che stanno cercando di cogliere il momento per perpetrare i loro crimini. Non vi è dubbio, infatti, che viviamo in un periodo nel quale sono aumentati esponenzialmente i cittadini connessi perché in rete si trova uno svago alla quarantena forzata e non è un caso, quindi, che si assista ad una recrudescenza dei tentativi di truffa online. Non solo quella tipica dei falsi buoni spesa che abbiamo denunciato solo un paio di giorni fa, ma anche quella dei messaggi e mail di istituti bancari, assolutamente estranei. A rilanciare l’allerta anche la Polizia Postale che con un nuovo post sulla pagina Facebook “Commissariato di PS On Line – Italia” ci ricorda di prestare la massima attenzione: “Sono in corso numerose campagne di comunicazione fraudolente a nome di Istituti Bancari che, sfruttando la situazione di emergenza sanitaria nazionale e l’attenzione dedicata alle notizie sul Coronavirus, chiede di inserire i dati bancari in falsi siti internet. E’ bene ricordare che le Banche non inviano mai email, sms o chiamano al telefono per chiedere di fornire le credenziali di accesso all’home banking o all’app, i dati delle carte di credito o la variazione dei dati personali. Se ricevi comunicazioni email, sms o telefonate che ti richiedono di fornire dati bancari chiama immediatamente la Tua Banca o rivolgiti alla Polizia Postale. Inoltre ti ricordiamo che gli Istituti bancari non utilizzano WhatsApp per le comunicazioni ai propri clienti. Gli approfondimenti sono disponibili sul portale della polizia postale http://www.commissariatodips.it”. Se già sono anni che segnaliamo simili tentativi di frode che utilizzano metodi del tutto analoghi, tuttavia, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, la scelta di operare in questo particolare periodo appare ancor più spregevole perché si tenta di approfittare con modi a dir poco subdoli, dell’emergenza e della gravissima crisi che vivono gli italiani. Il modo migliore per difendersi, è quello di seguire le indicazioni della Polizia Postale e di cestinare questi messaggi. Nel caso siate comunque incappati nella frode potrete rivolgervi agli esperti della nostra associazione per valutare immediatamente tutte le soluzioni del caso per evitare pregiudizi.

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Codici: rincari ingiustificati e truffe, raffica di segnalazioni a Agcm e Gdf

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

“Stiamo ricevendo numerose segnalazioni relative a speculazioni sulla vendita di prodotti, non solo le ormai famose mascherine, sempre più care ed introvabili, ma anche beni di prima necessità, tra cui i generi alimentari”. È quanto dichiara il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli, che fa il punto sul servizio di assistenza ai consumatori avviato dall’associazione per tutelarli in questo difficile momento di emergenza.“Abbiamo attivato uno Sportello online per poter continuare a fornire il nostro aiuto ai consumatori – spiega l’avvocato Giacomelli – e purtroppo stiamo registrando un invio incessante di segnalazioni relative a rincari ingiustificati, soprattutto nel settore e-commerce. Invitiamo i cittadini a prestare la massima attenzione, perché non si tratta soltanto di singoli utenti che mettono in vendita prodotti a prezzi esagerati, ma abbiamo anche casi di società. Il nostro consiglio è quello di verificare sempre l’affidabilità del venditore, il prezzo del prodotto e in caso di anomalie di segnalarcelo, così da poter allertare le autorità, come stiamo facendo ormai da diverse settimane. Attenzione anche ai messaggi promozionali che si ricevono via SMS o WhatsApp, perché spesso si tratta di truffe, quindi non bisogna rispondere e tantomeno chiamare eventuali numeri che vengono forniti”.I consumatori possono inviare le loro segnalazioni a segreteria.sportello@codici.org, dove sono arrivate anche email su aumenti spropositati dei prezzi di beni di prima necessità. Emblematico il caso registrato in Sicilia. “Diversi cittadini – afferma l’avvocato Vincenzo Maltese, Dirigente di Codici Sicilia e Presidente dell’Osservatorio per la Legalità – ci hanno contattato per denunciare i rincari soprattutto di frutta e verdura, ma anche di carne e pesce. Dopo aver accertato attraverso alcuni colleghi che tali pratiche sarebbero state segnalate e poste in essere da esercizi commerciali in altre città italiane, abbiamo inoltrato una segnalazione all’Antitrust al fine di procedere con l’avvio di un’istruttoria. In questo momento che vede in grande difficoltà tante famiglie, alle prese con bollette di luce, acqua e gas che arrivano lo stesso nonostante l’emergenza, con rate di prestiti personali non sospesi, come i mutui ipotecari, rivolgiamo un invito alla Polizia Municipale ad aumentare i controlli e soprattutto ai commercianti a non approfittare del delicato momento di necessità correlato alle limitazioni di transito”.

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Manovra. FdI Senato: Approvati emendamenti su bollette pazze e truffe online

Posted by fidest press agency su sabato, 14 dicembre 2019

“Due buone notizie per i consumatori e le famiglie italiane grazie agli emendamenti di Fratelli d’Italia alla legge di Bilancio approvati in Senato, che mettono fine al triste fenomeno degli importi non dovuti da parte dei gestori di servizi pubblici essenziali, e che puntano a contrastare più efficacemente le truffe online in ambito finanziario. Riguardo l’emendamento delle ‘bollette pazze’ si stabilisce il diritto dell’utente ad ottenere oltre al rimborso delle somme eventualmente versate, anche il pagamento di una penale pari al 10 per cento dell’ammontare contestato e non dovuto e, comunque, per un importo non inferiore a 100 euro. Le modalità di rimborso sono scelte dall’utente che potrà optare per lo storno nelle fatturazioni successive o per un apposito versamento, entro un termine in ogni caso non superiore a 15 giorni dall’accertamento o dal riscontro positivo alla dichiarazione autonomamente trasmessa dall’utente. Il secondo emendamento approvato fa, invece, riferimento all’altrettanto delicato tema delle truffe online riguardanti la vendita di prodotti finanziari, senza prospetti, l’attività pubblicitaria di offerte abusive al pubblico e il trading a valere su prodotti derivati con leva finanziaria superiore ai limiti autorizzati da ESMA. Si tratta di prodotti ad altissimo rischio finanziario spesso offerti e venduti a persone ignare delle reali criticità. Grazie al nostro emendamento la Consob avrà il potere di chiedere direttamente ai fornitori di connettività alla rete internet l’inibizione dei siti web mediante i quali sono svolte queste attività illecite. Questo potere consentirà agevolmente di bloccare in Italia l’accesso ai siti web, senza dover fare affidamento sulla collaborazione dei provider che ospitano i singoli siti web. Possiamo quindi affermare con orgoglio che da oggi il portafoglio e i risparmi delle famiglie italiane sono più al sicuro”. Lo dichiara in una nota il gruppo di Fratelli d’Italia al Senato.

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Le truffe ai danni degli anziani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 luglio 2019

Santa Maria Capua Vetere Giovedì 4 Luglio 2019 Ore 8.30 conferenza stampa della Codacons contro le richieste di archiviazione facili. Il 4 luglio ci sarà, presso il tribunale di S. Maria Capua Vetere, la discussione sulla opposizione alla richiesta di archiviazione per una truffa perpetrata ai danni di un’anziana signora. I metodi usati sono decine e tutti sono giunti a compimento perché hanno sfruttato l’eccessiva buona fede degli anziani. E finalmente è stata emanata una nuova legge, che rischia di essere solo “fumo negli occhi” se la norma non sarà modificata rendendo più facile l’accertamento delle prove di reato. Lo afferma il Codacons, che da anni si batte contro il fenomeno dei raggiri perpetrati da veri e propri professionisti della truffa a danno degli anziani. Allo stato attuale il testo del disegno di legge rischia di non apportare un grande contributo alla lotta contro i truffatori. Il problema risiede infatti nella prova che deve essere fornita circa la truffa messa in atto, prova che spesso la magistratura per mancanza di tempo ed organico non si preoccupa di ricercare. Considerato che sempre più spesso tali raggiri avvengono via telefonica, il Codacons chiede oggi ai parlamenti di modificare la norma in oggetto, prevedendo l’esistenza di semplici indizi come prova di reato, con particolare riferimento all’intestazione delle utenze telefoniche utilizzate per mettere in atto le truffe. Solo prevedendo come reato il possesso di un numero telefonico usato per truffare sarà possibile arginare il fenomeno e salvare gli anziani dai raggiri. Oggi, quindi, miriamo a far sentire forte la nostra voce per la necessità che gli anziani vengano ulteriormente protetti e per questo ci siamo opposti alla richiesta di archiviazione e ci aspettiamo una decisione importante in difesa di questa categoria meno protetta e sempre più vessata. (Vice segretario nazionale Codacons Avv. Matteo Marchetti)

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Compravendite online: boom di truffe anche per chi vende

Posted by fidest press agency su martedì, 12 giugno 2018

Non è solo quando si acquista un qualsiasi prodotto o servizio online che si rischia di essere truffati. Anche chi vende deve prestare la massima attenzione, perché nel momento in cui si avvia un’interlocuzione con un soggetto sconosciuto che chiede informazioni o si mostra interessato all’acquisto, c’è sempre un contatto o un approccio che può essere in realtà uno strumento per poter apprendere illecitamente nostre informazioni personali, dati bancari o documenti. A sottolinearlo lo “Sportello dei Diritti” – associazione che tra le sue molteplici attività continua ad informare e tutelare gli utenti dai rischi della rete – che rilancia l’allarme della Polizia Postale. Allerta che è del tutto evidente in un post sulla pagina Facebook “Commissariato di PS On Line – Italia” che ha reso pubblico lo screenshot di uno dei messaggi che possono pervenire sui nostri account con i quali un sedicente acquirente ci richiede tutta una serie d’informazioni quali IBAN, BIC, nome e cognome, indirizzo completo della banca e del nostro domicilio. Nulla di più pericoloso. Ecco perché Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ritiene utile riportare integralmente la comunicazione della Polizia Postale e i consigli da seguire per evitare una triste sorpresa: “Alcuni utenti che hanno messo in vendita oggetti su piattaforme di compra/vendita ci segnalano aver ricevuto questo tipo di messaggio. Accertiamo sempre con chi iniziamo la trattativa. Sicuramente farlo prima di comunicare i nostri dati o fornire copia di documenti di riconoscimento. Diffidare maggiormente di acquirenti stranieri o mezzi di pagamento non tracciabili. Nella trattativa rimanere all’interno della piattaforma che ci ha fatto incontrare il potenziale acquirente per consentire alla stessa di avvertirci, attraverso algoritmi dedicati, se qualcosa non va. Nel dubbio è meglio perdere la vendita che rischiare di essere truffati.”

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Truffe finanziarie. La colpa è anche dei risparmiatori, talvolta superficiali…

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 maggio 2018

E’ emersa oggi la probabile ed ennesima truffa finanziaria che ha visto coinvolti centinaia di risparmiatori che avevano affidato i propri risparmi ad una setta religiosa con sede vicino Todi (. Vedremo se si tratterà di truffa o meno; i contorni ci sono tutti, con tanto di azione della Guardia di Finanza e i vani tentativi della Consob per avere informazioni.
Siamo in clima in cui il neo-capo del governo ha promesso ai risparmiatori presunti truffati dalle banche che farà di tutto per farli tornare in possesso dei loro soldi. Ed esistono ancora (e sempre più) risparmiatori che cadono in queste opportunita’ di guadagni mirabolanti, che anche “ad occhio nudo” e con scarsa conoscenza degli strumenti finanziari, sarebbero facilmente individuabili come trappole per allocchi. Nel caso degli arresti di oggi… va bene che la setta religiosa aveva anche un arcivescovo che teneva messa in quel di Todi, citta’ di una regione messianica (Umbria) e cattolica per eccellenza storica, cosa che avrebbe potuto convincere qualche bacchettone della estrema religiosita’ dell’azione…. ma ci sono ancora queste persone che credono a queste cose? Sembra proprio di sì. Noi in Aduc ne abbiamo collezioni e collezioni. Persone che ci scrivono ogni giorno cercando una strada per recuperare soldi dati a societa’ di broker con sedi nelle isole
Marshall o a Vanuatu nel Pacifico del sud, oppure Saint Vincent e Grenadine nei Caraibi, etc. Tutte societa’ che operano via web e che, promettendo grandi ricavi da investimenti piccoli e medi, riescono a farsi consegnare soldi che, puntualmente, si dissolvono.
Noi di Aduc crediamo di non essere dei pivellini in materia, ma spesso siamo presi da uno sconforto che, al momento (però e per fortuna), non ha ancora avuto il sopravvento. Sono più di 25 anni che diamo consulenza e consigli su come non farsi fregare o mettere i piedi in testa: decaloghi, comunicati, articoli, schede pratiche, call enter di consulenza, sedi con professionisti volontari, trasmissioni radio e tv…. Ma sembra di lottare contro i mulini a vento, dove questi ultimi sono proprio i risparmiatori che, talvolta anche quando hanno ricevuto da noi un qualche consiglio, ci cascano lo stesso. Certo, l’Italia (e non solo) é un Paese in cui il gioco d’azzardo di Stato (lotterie et similia) va per la maggiora, e quindi si capisce perche’ questo azzardo non si debba limitare solo a qualche decina di euro di speranze che si comprano dal tabacchino, ma anche a piccoli gruzzoletti magari messi da parte con qualche speranza di rendita per sé e per i propri eredi.
Noi non molliamo, ovviamente. Ma cogliamo l’occasione per ricordare all’”avvocato degli italiani”, il prof. Giuseppe Conte premier, che dovrà avere a che fare con questi cittadini risparmiatori. Spesso vittime di promotori finanziari e banche che li costringono, per esempio, a comprare azioni di cui non sanno nulla altrimenti non gli danno il mutuo per la casa, o prodotti finanziari che puzzano di truffa “lontani un miglio”. Ma spesso “sempliciotti”, superficiali che, pur essendo stati informati che la fiamma brucia, siccome con un sorriso o con una preghiera gli hanno detto che quel fuoco fa bene alla pelle, non esitano a metterci sopra la mano ad occhi chiusi. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Energia: truffe e problemi del mercato elettrico

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 maggio 2017

energia-risparmio

In occasione del trentennale dell’associazione Codici, si è tenuto a Roma un tavolo di discussione sul tema del futuro dell’energia e sull’impatto che avrà la tecnologia in questo settore. Alla discussione del Tavolo energia, hanno preso parte: Simone Mori (Elettricità Futura), Alberto Biancardi (AEEGSI), Aldo Arcangioli (Power Station), Filippo Ghirelli (Genera Group), Giovanni Ferrari (RCI), Davide Crippa (On. Deputato M5S) e l’Europarlamentare Dario Tamburrano (in collegamento da Bruxelles). Il tavolo ha ampiamento discusso sulle potenzialità che la BlockChain potrebbe avere anche nella filiera elettrica nazionale. Banche dati, bonus energia e gas, misurazione, lettura, dispiacimento, fonti rinnovabili, mobilità elettrica e trading: tutte queste aree potrebbero fortemente essere impattate dalla tecnologia BlockChain.Per Codici è ormai evidente come possibile soluzione anche al problema dell’insopportabile peso delle bollette, che niente hanno a che fare con il prezzo del gas e dell’energia finale, la blockchain, tecnologia derivante dalla criptografia, la stessa logica alla base della musica elettronica. Alla luce delle analisi d’impatto condotte sui costi in bolletta, questa tecnologia potrebbe ridurre del 30% il costo della bolletta dell’energia (vale a dire che il consumatore risparmierebbe circa 30 euro su ogni 100 euro che si trova costretto a pagare) in quanto eliminerebbe l’intermediazione di soggetti inutili e costosi che frenano lo sviluppo reale del settore. Si potrebbe ad esempio fare a meno dell’Acquirente Unico e della sua banca dati SII , nonché delle procedure di acquisto di energia, del GSE (Gestore dei Servizi Energetici), i soggetti che si occupano di distribuzione e misura potrebbero essere riorganizzati e resi più efficienti, e non per ultimo non ci sarebbe bisogno di un intervento regolatorio massivo e spesso tardivo come quello dell’Autorità di settore (Aeegsi).
Pertanto Codici dichiara che non è interessata alla sciocca discussione tra mercato libero e mercato tutelato, ma auspica che politica e parlamento promuovano questo innovativo metodo di disintermediazione per risolvere tutti i problemi del settore e andare verso una nuova era energetica. “Non siamo per nulla visionari, siamo pratici” ha dichiarato il moderatore della discussione Luigi Gabriele ” siamo consapevoli di questo settore e delle sue potenzialità. Il problema non è né il mercato libero né quello tutelato, bensì l’intermediazione che genera costi che nulla hanno a che vedere con il prezzo delle materie prime e che gravano sulle spalle dei consumatori. Facciamo un appello a tutte le start up internazionali che si occupano di Blockchain affinché si impegnino per individuare in Italia tutte le possibili soluzioni per eliminare le intermediazioni, a beneficio di tuta la filiera”.

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Truffe alimentari e come difendersi

Posted by fidest press agency su martedì, 4 ottobre 2016

alimentareMolto spesso non sappiamo cosa mangiamo e ci cibiamo di prodotti dalle dubbie qualità nutrizionali. Per combattere tutto questo e le tante frodi alimentari che proliferano nel settore primario – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – abbiamo deciso di promuovere, nell’ambito del progetto ministeriale Care Sharing, una giornata di formazione a Monselice (PD). L’evento si terrà il 7 Ottobre, dalle ore 20.30 presso la Sala della Loggetta del comune.
Il tema delle frodi alimentari – continua Tiso – sta diventando ogni giorno più pressante e pericoloso per i tanti agricoltori che svolgono diligentemente il proprio lavoro. Per capirne la portata basta citare alcuni numeri: nel 2015 in Italia sono state sequestrate oltre 77mila tonnellate di prodotti per un valore pari a 70milioni di euro.
Questo mercato fraudolento si sta ampliando sempre di più fino a rischiare di compromettere le peculiarità di un Paese come il nostro, storicamente legato alle produzioni agricole di qualità. La prima cosa da fare per arginarlo – conclude Tiso – è quella di parlarne per informare i cittadini. L’appuntamento di Monselice infatti non è la fine di un percorso, ma solo il suo inizio.

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La città si svuota, truffe e furti agli anziani

Posted by fidest press agency su domenica, 14 agosto 2016

rapinaE’ uno dei periodi più critici, durante il quale a finire nel mirino sono soprattutto gli anziani, rimasti da soli nei loro appartamenti della città che si svuota. In estate si assiste ad una vera e propria escalation di furti in abitazione, rapine e truffe, un fenomeno sempre più rilevato da Confartigianato Pensionati che già negli scorsi mesi ha avviato una campagna per permettere agli anziani di non finire in trappola. “Quello che emerge dalle ricerche effettuate dalla nostra associazione – spiega Nunzio Reina, presidente di Confartigianato Palermo – è che le vittime di questi reati spesso provano vergogna e non denunciano quello che accade. A volte non riescono a raccontarlo nemmeno ai figli o ai parenti più stretti. Per questo insieme a Confartigianato Pensionati abbiamo messo a disposizione un team di esperti pronti al sostegno su tutti i fronti delle vittime di truffa, aiutate anche dal punto di vista psicologico”. Ma quali sono le strategie prevalentemente adottate da chi entra in azione e prende di mira gli anziani? “Anzitutto – sottolinea Reina – è bene diffidare da chiunque, telefonicamente, dice di conoscere figli o parenti per conquistare la fiducia della vittima. Per strada, è bene diffidare da chi propone la vendita di gioielli o altri oggetti preziosi. Una volta fuori dal supermercato o dal centro commerciale, mai farsi accompagnare in auto da sconosciuti. Allo stesso modo – sottolinea – mai accettare di farsi aiutare a portare la spesa fino al portone da chi non si è mai visto: potrebbe derubare o truffare l’anziano dopo essere entrato nel palazzo, ma bisogna anche stare in guardia di fronte ad eventuali venditori di profumi che nei pressi di alcuni centri commerciali derubano gli anziani. Inoltre – conclude il presidente di Confartigianato Palermo – quando si è da soli in casa è fondamentale non aprire la porta a nessuno che non si conosca, dal fantomatico venditore porta a porta, fino a colui che dice di lavorare per società di energia elettrica”.

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Nasce la Superagenzia italiana del farmaco

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 gennaio 2013

È stato siglato, dal direttore generale dell’Aifa Luca Pani, dal Comandante Nas Cosimo Piccinno, e dal ministero della Salute, il protocollo operativo che disciplinerà le attività di controllo in materia di farmaci per uso umano dando così il via a una “Superagenzia” italiana del farmaco. Lo ha reso noto un comunicato congiunto in cui si sottolinea che «l’innovativa ed efficace sinergia interistituzionale consentirà di seguire la vita del medicinale nelle fasi della produzione, dell’immissione in commercio, della distribuzione, della dispensazione e della dist ruzione, per evitare che la filiera ufficiale farmaceutica possa essere inquinata da principi attivi, sostanze e farmaci illegali, potenzialmente pericolosi per la salute pubblica». La Superagenzia, spiega la nota, nasce per superare i limiti dovuti al frazionamento delle competenze, dunque ora, «le migliori professionalità del ministero della salute, dell’Aifa e dei Nas, porranno in essere una evoluta struttura di intelligence per esaminare informazioni, segnalazioni, flussi commerciali e la coerenza con l’andamento delle patologie sul territorio, al fine di rilevare anomalie di sistema, di migliorare la programmazione dei controlli e di intervenire con la necessaria rapidità in fase di emergenza». Secondo Pani con questo protocollo «si consolida la collaborazione già da tempo avviata, e si ampliano ulteriormente le aree di mutua cooperazione per tutelare con maggiore incisività la salute dei cittadini». Il progetto , ha spiegato Piccinno, nasce da una convenzione internazionale e il protocollo siglato, ha aggiunto, «pone l’Italia in una posizione di preminenza in campo internazionale e rappresenta la risposta operativa del nostro Paese all’adesione alla convenzione “Medicrime”, siglata a Mosca nell’ottobre 2011, che consentirà di combattere il crimine farmaceutico in tutte le sue forme, dalla contraffazione all’immissione sul mercato id principi attivi di dubbia provenienza, dalle truffe farmaceutiche all’abuso di farmaci non terapeutici». Per il ministro Renato Balduzzi, questo è un traguardo di «straordinaria portata, frutto di una visione strategica che il nostro Paese persegue oramai da un decennio».(fonte farmacista33)

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Attenzione alle truffe: telefonate e bollettini sospetti

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 maggio 2012

Udine. In Cciaa arrivano segnalazioni da parte di imprese. Gli uffici invitano a segnalare i casi e a non fornire informazioni riservate ai sedicenti dipendenti camerali. Continuano ad arrivare alla Cciaa di Udine numerose segnalazioni da parte di imprese della provincia che ricevono telefonate sospette con richieste di informazioni su dati dell’impresa: dalle coordinate bancarie a informazioni riservate su dati di bilancio, di fornitori o clienti, ma anche con l’offerta di non meglio precisati servizi o per rimborsi di diritti annuali, anche da parte di soggetti che si qualificano come impiegati della Camera di Commercio. Altre segnalazioni riguardano poi bollettini di conto corrente postale prestampato che le imprese ricevono tramite posta ordinaria. Si tratta di richieste di pagamento con diciture ingannevoli, per proposte di servizi di consulenza oppure per iscrizioni in presunti elenchi o annuari economici, avanzate da organizzazioni private con denominazioni molto simili a quella della Cciaa, che facilmente possono trarre in inganno i destinatari. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha considerato queste iniziative come pubblicità ingannevole, in quanto chi le organizza non è in alcun modo collegato alle Camere di Commercio e svolge attività di pubblicazione e vendita di riviste guide e banche dati informative per fini di lucro. La Camera di Commercio di Udine è dunque assolutamente estranea a questo tipo di comunicazioni e invita le imprese a prestare massima attenzione.
«Se la telefonata o il bollettino sembrano sospetti – spiegano gli uffici camerali – le imprese possono contattare direttamente la Cciaa per verificarne l’attendibilità, anche con lo scopo di segnalazione». Gli uffici ricordano inoltre che il rimborso del diritto annuale, così come dei diritti di segreteria, è effettuato esclusivamente su presentazione di istanza di rimborso da parte del soggetto interessato. Per il pagamento ordinario, la Camera non emette alcun bollettino postale prestampato, ma il pagamento va effettuato unicamente tramite modello F24. «Nessuno è poi autorizzato a richiedere informazioni a nome della Camera di Commercio, fatta eccezione per gli incaricati delle rilevazioni statistiche, effettuate mai, però, per ottenere dati fiscali e bancari, agevolazioni di vario genere o altri dati riservati, ma solo come sondaggi di opinione o sull’andamento dell’economia, sempre gestiti in forma aggregata a tutela della privacy e comunque sempre verificabili sul sito http://www.ud.camcom.it», concludono gli uffici, che ricordano i contatti per presentare segnalazioni: telefono 0432.273543 e mail: urp@ud.camcom.it.

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Truffe sui prodotti tipici italiani

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 settembre 2011

A factory of Parmigiano-Reggiano. There are tw...

Image via Wikipedia

Se ne sono sentite e se ne sentono davvero di tutti colori nell’ambito delle truffe e adulterazioni dei prodotti tipici italiani: dalla mozzarella blu, al concentrato di pomodoro cinese (con scarti di fogliame annessi), agli spaghetti “tipici” prodotti in Portogallo, per passare ai 2.100 chili di bresaola della Valtellina a base di carne di manzo uruguayana, decongelata, avariata e con in bella vista il marchio Igp (Indicazione geografica protetta), sino ai dolci, savoiardi, amaretti e crumiri all’olio lubrificante (paraffino-naftemico) usato nell’industria delle plastiche e dei cosmetici. Per finire alle bevande ed agli ettolitri di vini e spumanti adulterati o contraffatti. La spiacevole novità di questa filiera dell’illegalità, sta nel fatto che mentre prima le falsificazioni alimentari venivano fatte su scala quasi “artigianale” da qualche anno si è passati a quella industriale con organizzazioni criminali per non parlare di vere e proprie agromafie che hanno fiutato l’affare e si sono gettate a capofitto nel “mercato” delle frodi e sofisticazioni alimentari con guadagni anno per anno crescenti che secondo i dati presentati nel rapporto firmato da Eurispes e Coldiretti sulle “Agromafie”, avrebbero prodotto nel 2010 un giro di affari pari a 12,5 miliardi di euro, quasi 5 miliardi in più rispetto al 2009, quando una stima della Cia (Confederazione italiana agricoltura), ne aveva stimati “solo” 7,6.
Per non parlare poi di quello che è stato chiamato “Italian Sounding”, ossia la pirateria alimentare che richiama marchi italiani, tra gli esempi possiamo ricordare il formaggio “Parmesan” o “Parmesau”, per il mercato brasiliano, o gli olii extravergini d’oliva venduti come italiani, i salumi, vini, salse, per finire ai finti Ferrero Rocher, che crea un enorme danno all’immagine ed economico al Paese che, sempre secondo il rapporto Eurispes – Col diretti, supera i 60 miliardi di euro (164 milioni di euro al giorno), cifra 2,6 volte superiore rispetto all’attuale valore delle esportazioni italiane di prodotti agroalimentari.
Le spaventose cifre e le modalità con cui il made in Italy nel settore alimentare sta subendo gravi colpi per Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” dovrebbero spingere ulteriormente il governo a fornire nuovi e più efficaci strumenti legislativi e materiali alle autorità deputate ai controlli e verifiche a partire per esempio da un inasprimento delle pene e sanzioni in materia di reati connessi sino da un aumento delle dotazioni organiche dei N.A.S. e N.A.C. dei Carabinieri. (Giovanni D’Agata)

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Truffe per chi cerca casa

Posted by fidest press agency su martedì, 1 febbraio 2011

Ogni mese 80 episodi di richiesta di caparra non dovuta, 150 casi di false informazioni di vendita sull’immobile e, tutti i giorni, almeno una segnalazione di vendita non autorizzata: ecco la punta dell’iceberg della nuova frontiera del crimine informatico, messa in luce da Immobiliare.it, principale portale italiano del settore.  Nella sua analisi, Immobiliare.it ha descritto i casi più comuni di truffa, analizzato il danno economico per chi le subisce e indicato come difendersi: insieme alla Polizia Postale e delle Comunicazioni ha realizzato il sito web Viadellasicurezza.it, per insegnare agli oltre 4 milioni di italiani che, ogni mese, cercano casa online, come difendersi da queste truffe. Sperando che la notizia possa essere di vostro interesse, alleghiamo la nota stampa relativa all’indagine e rimaniamo a vostra disposizione per ogni ulteriore necessità di approfondimento.

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Pesce. Consigli contro le truffe

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 dicembre 2010

L’ennesimo sequestro di prodotti ittici ci induce a ricordare le “istruzioni per l’uso” per quando ci si acquista pesce, che in particolari occasioni, come quelle delle festivita’, vede i consumatori in fila ai banchi di vendita.Partiamo dalle etichette, che devono indicare:
1. Il nome (denominazione commerciale).
2. Pescato o allevato (metodo di produzione).
3. Il Paese nel quale e’ stato allevato o la zona di cattura se pescato.
Come riconoscere un pesce fresco? Occhio all’occhio, si potrebbe dire, perchè quello fresco lo ha trasparente (non lattiginoso), convesso (curvatura verso l’esterno) e l’iride (la parte scura) ben delineata. Ci sono altre caratteristiche cui fare attenzione, come il colore delle branchie, che devono essere rosse o rosacee (purtroppo si possono colorare), il corpo che deve essere turgido e non molle (il ghiaccio, però, può nascondere la flaccidità), l’odore che deve essere fresco e marino, infatti il pesce fresco non puzza, anche se una spruzzata di acqua di mare puo’ coprire eventuali cattivi odori. In caso di acquisto di pesce allevato preferire quello fatto crescere in mare e non in vasche. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Cercare casa online in sicurezza

Posted by fidest press agency su martedì, 14 dicembre 2010

Sono quasi quattro milioni gli italiani che cercano casa online. Per proteggerli da eventuali rischi e insegnare loro come muoversi sul web per trovare l’offerta più sicura, Immobiliare.it, sito leader del settore, e la Polizia Postale e delle Comunicazioni, sempre all’avanguardia nella lotta e nella prevenzione al crimine informatico, hanno annunciato oggi il varo della campagna ViadellaSicurezza.it. Attraverso un sito web dedicato (raggiungibile all’indirizzo http://www.viadellasicurezza.it) e cinque semplici regole illustrate con una grafica molto accattivante, chi affronta la ricerca della casa online potrà mettersi al riparo da truffe e raggiri e godere di tutti i benefici che la Rete può dare nel momento in cui si affronta la spesa più importante nella vita di ciascuno di noi.

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Riforma forense

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 novembre 2010

Ieri mattina il Senato ha votato per l’esclusiva, nella consulenza stragiudiziale, agli avvocati. Con un solo colpo di spugna, con un’anomala alleanza tra Pdl e Italia dei Valori fortemente denunciata dai senatori Radicali, si è levato il diritto ad associazioni di consumatori come la nostra (oltre a sindacati, patronati, etc) di svolgere attivita’ di consulenza. Un servizio senza il quale la maggior parte dei consumatori non fara’ piu’ ricorso alla conciliazione stragiudiziale o non cerchera’ di capire se ha torto o meno nell’ambito delle migliaia di truffe che subisce quotidianamente: i costi di un avvocato, e la disponibilita’ degli stessi, sono ben diversi da quelli di un’associazione come la nostra. Il Governo dice di promuover il mercato in ogni ambito, ma qui sta facendo proprio il contrario: si premia la corporazione non per dare un miglior servizio ai cittadini, come sostengono i favorevoli a questo provvedimento, ma per garantire il monopolio ad una corporazione sempre piu’ in affanno e assediata dal decadimento di qualita’. Decadimento a cui, a nostro avviso, si dovrebbe risponde sparigliando nella situazione che l’ha determinato e non chiudendo il mercato.
Questo voto e’ uno dei tanti a cui assisteremo nelle prossime settimane per dare al Paese quella che chiamano ‘riforma forense’. Se queste sono le premesse, la lotta sara’ dura. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Truffe in autostrada

Posted by fidest press agency su sabato, 9 ottobre 2010

Sarà  la rapidità dell’interlocuzione unità all’abilità del proponente e alla buonafede del malcapitato, ma nonostante gli avvertimenti, le numerose denunce per fatti analoghi capita spesso che sprovveduti cittadini siano frodati a volte per poche decine di euro a volte anche di più. Fatto sta che la denuncia segnalata in data odierna a Giovanni D’AGATA, componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” rappresenta una storia di ordinaria fregatura in un autogrill come tante se ne sono sentite in passato sulle autostrade del sud ma che arriva sorprendentemente dal nord, in particolare nei pressi di Bologna. Questa volta, però il cittadino che si è sentito truffato ha ben pensato di sporgere immediatamente denuncia – querela innanzi ai carabinieri della stazione di Pianoro per sperare di recuperare alcune decine di euro sprovvedutamente consegnate ad un sedicente conoscente. Non ci resta dunque che sperare anche noi che le indagini della Procura e della Polizia Giudiziaria possano risalire ai responsabili e rivolgere un appello permanente ad ogni cittadino che nell’acquisto di qualsiasi bene bisogna accertarsi preventivamente della correttezza dell’affare da una parte e della professionalità del venditore dall’altra.

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