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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

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Member States should use €1.3bn budgetary reflow for refugee aid, say BUDG MEPs

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2016

Commissione-europeaBudgets Committee MEPs approved on Wednesday the Commission proposal to amend the 2016 EU budget in order to include a positive balance from 2015. The €1.3 billion reflow must be returned to member states through a decrease in their contributions. MEPs however urge them to use it to honour their pledges in relation to the refugee crisis and match the Union contribution to the two dedicated Trust Funds.MEPs note “with concern” that in spring 2016, “Member States have only contributed €82 million to the Africa Trust Fund and €60 million to the Madad Trust Fund on the Syrian crisis, while the Union’s contributions stand at €1.8 billion and more than €500 million respectively”. The positive balance of €1.3bn results from more revenue than expected (mainly from exchange rates differences and from competition fines cashed in towards the end of 2015) and from minor under-implementation of the expenditure.

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Conferenza sull’Afghanistan

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 febbraio 2010

Londra. (Da David Franchi italo europeo)   In occasione della sua partecipazione alla Conferenza sull’Afghanistan, tenutasi a Londra il 27 e 28 Gennaio, il Ministro Frattini ha esposto alla stampa italiana durante una visita all’Ambasciata Italiana a Londra i temi trattati. L’Italia torna ad essere un attore internazionale importante. Il primo risultato è che ci sarà un impegno civile, e non solo militare, dei paesi occidentali, attuando politiche di reintegrazione dei talebani nel tessuto socio – istituzionale del paese, utilizzando un fondo, un trust fund, apposito. Sarà una precondizione il rispetto dei diritti fondamentali e in particolare di quelli delle donne. Il Governo Karzai ha riscosso la fiducia dei paesi occidentali per l’impegno che ha mostrato. Il ruolo dell’Italia in Afghanistan esce rafforzato da questa conferenza sia per il forte impegno economico, sia per quello istituzionale. L’Italia torna ad essere uno dei grandi attori internazionali, anche grazie al compito che svolge sul problema del nucleare iraniano. Come primo risultato ottenuto la conferenza ha dato un segnale forte di coesione della comunità internazionale sulla questione dell’Afghanistan e sulla necessità di sostenere il Governo del Presidente Karzai. E’ stato costituito un fondo apposito che servirà a concretizzare l’azione di reinserimento nel tessuto sociale e produttivo afgano dei talebani. Si vuole evitare, inoltre, una semplice amnistia generale in quanto si tratta di ex- terroristi: “La linea rossa è la rinuncia preventiva alla violenza – conferma Frattini – e l’accettazione di una reintegrazione sociale nell’economia legale dell’Afghanistan.. L’Italia a titolo nazionale è emersa come paese che ha garantito il maggior contributo aggiuntivo: nessun paese ha aumentato quanto l’Italia in termini di truppe e di formatori. Noi canalizziamo la maggior parte degli aiuti attraverso il governo afgano, non attraverso altri canali di spesa. Questo fatto è diventato la regola dopo la conferenza di Londra. Perché dobbiamo dire con chiarezza che il governo afgano ha la nostra fiducia e quindi versiamo ad esso i nostri contributi”. A lato della conferenza si è parlato dell’Iran sotto due aspetti, sia per il problema del nucleare sia per i rapporti con il confinante Afghanistan. C’è stato un incontro importante tra i quattro paesi europei, Germania, Francia, Gran Bretagna e Italia e il Segretario USA, Hillary Clinton sul tema dell’Iran. In questo incontro è stata confermata l’ipotesi che la presidenza francese possa mettere in calendario una risoluzione contenente una lista di sanzioni. A meno che l’Iran non abbia un, molto improbabile, ripensamento nei prossimi giorni. All’Iran viene riconosciuto, ovviamente, il diritto al nucleare per usi civili. Si aprirà  un dibattito. La Russia pare aver capito l’importanza della situazione e di un fronte compatto. La Cina ancora resta in una posizione esterna. Vanno coinvolti i paesi del Medio Oriente, ma anche altre nazioni, come spiega il Ministro Frattini: “Dobbiamo ragionare con paesi importanti come il Brasile, l’India, il Venezuela che hanno oggi relazioni intense con l’Iran. Occorre una pressione internazionale forte, proprio per scongiurare il degenerare di una situazione che porti un domani ad un’azione non pacifica, ad esempio, un’azione militare contro l’Iran. Il che sarebbe catastrofico per tutto il mondo”. L’incontro sul nucleare iraniano ha consacrato il ritorno dell’Italia nel gruppo dei grandi attori internazionali. L’Italia ha forti interessi aziendali ed economici in Iran e c’è stato il riconoscimento della posizione italiana: “Gli Usa sanno bene che l’Italia sarà leale – spiega Frattini – che sarà a bordo di una strategia internazionale. Ma ci sono anche altre cose che possiamo fare. L’Italia ha contatti e rapporti eccezionalmente stretti con la Turchia, con i paesi arabi del Medio Oriente. E penso al Libano dove svolgiamo un ruolo fondamentale. Ebbene Libano e Turchia sono membri del Consiglio di Sicurezza che deve decidere. Non sono membri permanenti, non hanno diritto di veto. Ma è chiaro che un voto contrario di questi paesi sarebbe una cosa: se vi fosse il voto favorevole sarebbe tutta un’altra cosa. Quindi un ruolo di diplomazia bilaterale. Pensiamo al Brasile che è uno dei paesi con cui l’Iran sta svolgendo i rapporti più stretti. Noi col Brasile abbiamo una tradizione di relazioni consolidate”. (in sintesi)

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