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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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Jean-Claude Juncker ha rilanciato le trattative per il TTIP

Posted by fidest press agency su martedì, 31 luglio 2018

Nella più totale assenza di trasparenza e forzando il bilanciamento di poteri tra le istituzioni europee, il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker ha rilanciato le trattative per il TTIP con Donald Trump. L’intenzione di Bruxelles è nominare un ristretto gruppo di tecnici che avvii il negoziato con la controparte statunitense. L’obiettivo è discutere dell’abbattimento di dazi e regole su una vasta gamma di settori: dall’agricoltura all’energia, dai farmaci alla chimica. La Campagna Stop TTIP Italia condanna fermamente questo gesto antidemocratico, che non tiene conto della contrarietà espressa da più di 3,5 milioni di cittadini europei, dei numerosi richiami alla trasparenza che negli ultimi anni il Mediatore europeo (Ombudsman) ha mosso alla Commissione e alle proteste fiorite in tutti gli Stati membri.
Le forze politiche che siedono nel Parlamento Europeo devono immediatamente prendere la parola e fermare questa corsa verso una pericolosa apertura dei mercati, ricercata senza alcun mandato da parte dei governi nazionali. Per questo la Campagna Stop TTIP invita tutte e tutti i cittadini italiani e le organizzazioni della società civile a sollecitare gli europarlamentari italiani a difendere l’interesse pubblico e a far valere la loro posizione di rappresentanti dell’Italia in Europa.

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Stopper le CETA et le TTIP/TAFTA n’arrêtera pas la mondialisation/Stopping CETA and TTIP will not stop globalisation

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 novembre 2016

ttipAu-delà du débat suscité par le CETA et désormais par la victoire de Donald Trump – critique des accords commerciaux, c’est à l’analyse des nouvelles mutations de la mondialisation qu’appelle Elvire Fabry, chercheuse senior à l’Institut Jacques Delors, pour mieux prendre en compte les craintes qu’elles suscitent. Ce Mot se concentre sur deux points :
1. La réalité de la coopération règlementaire dans le CETA pour prendre une juste mesure de l’impact de cet accord.
2. Une meilleure anticipation des nouvelles mutations de la mondialisation pour déployer au niveau national un arsenal de politiques d’accompagnement de ces mutations.
Beyond the debate raised by CETA and now by the victory of Donald Trump, a critic of free trade agreements, Elvire Fabry, Senior Researcher at the Jacques Delors Institute, calls for the analysis of new changes in the globalisation process to better understand the fears they inspire.This Tribune focuses on two points: The reality of regulatory cooperation in CETA, in order to take an accurate measure of the impact of the agreement. A better anticipation of the new changes in the globalisation process, to deploy an arsenal of accompanying policies in response to these changes.

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Pensiamo all’attività delle Pmi agricole e non al Ttip

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 ottobre 2016

agricoltura europea1Dalle parole del ministro per lo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – si evince con chiarezza come le istituzioni europee, nonché il ministro stesso, stanno ancora pensando al Ttip invece che alla vera spina dorsale del vecchio continente, e cioè il comparto agroalimentare basato sull’attività delle Pmi agricole.
L’attenzione che si continua a riporre su questo trattato internazionale, che sarebbe fortemente lesivo degli interessi delle piccole e medie aziende agricole nostrane, dei suoi operatori e dei cittadini, conferma l’incapacità della politica nazionale ed europea in ambito agricolo.
Il nostro auspicio – conclude Tiso – è che qualcuno, magari il governo o il ministro dell’Agroalimentare, Maurizio Martina, ricordino presto al ministro per lo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, che il suo compito è quello di proteggere l’agricoltura italiana e non di affossarla definitivamente svendendola alle multinazionali.

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Il governo italiano favorisce le multinazionali americane a danno degli interessi nazionali

Posted by fidest press agency su sabato, 17 settembre 2016

ttipIl 16 e il 17 settembre saranno due giorni di mobilitazioni in tutta Europa per dimostrare che l’opposizione sociale ai due megatrattati di libero scambio è sempre più forte e diffusa. Il 16 settembre al Consiglio informale dei capi di Stato convocati a Bratislava, il Governo italiano spingerà per chiudere positivamente le trattative con gli Stati Uniti imponendo il TTIP a chi, come Francia, Germania e Austria, ha già dichiarato la propria contrarietà. L’Italia chiede, inoltre, anche di accelerare con la firma del CETA, il trattato analogo già chiuso con il Canada e che ne costituirebbe un pericoloso lasciapassare.
Per questo la campagna Stop TTIP Italia lancia un mailbombing e un tweet storm sul premier Matteo Renzi oltre a diverse iniziative locali, tra cui un flashmob a Milano. Il 17 settembre in oltre 20 città tra Germania e Austria la Campagna europea stop TTIP risponderà idealmente alle decisioni assunte per mettere definitivamente la parola fine sui negoziati Europa – Stati Uniti e per fermare l’approvazione del CETA.
Sul sito http://stop-ttip-italia.net alla pagina sul 16 settembre è possibile scaricare la lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Matteo Renzi e i tweet da inviare a cominciare dalle 12 del 16 settembre, in sostegno delle mobilitazioni internazionali contro il TTIP e contro il CETA.
“Se qualcuno in Italia pensa ancora che possiamo guadagnarci qualcosa con TTIP e CETA, e non gli è bastato tutto quello che abbiamo diffuso finora, può leggere il rapporto “TTIP and Jobs” del Parlamento Europeo o gli impatti sull’agroalimentare italiano denunciati da Coldiretti Friuli Venezia Giulia” sottolinea Monica Di Sisto, portavoce della Campagna Stop TTIP Italia. “Le posizioni critiche del ministro all’economia tedesco Sigmar Gabriel riprese dal suo collega francese Matthias Fekl suggeriscano a Renzi di rinsavire prima del Consiglio Europeo, e di unirsi a chi chiede di ritirare il mandato negoziale sul TTIP alla Commissione Europea e permettere al Parlamento europeo un’ampia discussione sull’Accordo con il Canada prima che esso venga firmato ufficialmente dalla Commissione, e dimostrando così di tenere più al futuro del suo Paese che ai diktat della Commissaria Europea Cecilia Malmstrom e alle avventurose speranze del ministro italiano Calenda”.
“Già nel luglio scorso le reti della società civile sono riuscite a impedire l’ennesima delegittimazione dei nostri Parlamenti” sottolinea Elena Mazzoni, tra i coordinatori della Campagna Stop TTIP Italia, “evitando che il Trattato con il Canada, ormai approvato, potesse essere considerato di competenza esclusiva dell’Unione Europea, cosa che non avrebbe permesso ne’ una discussione parlamentare in Italia ne’ una sua ratifica nazionale. A settembre come da tre anni una società civile autorevole e informata dice “no” e ha il diritto di poter contare in decisioni così strategiche”.
“Ci sono voluti anni di mobilitazioni per rendere TTIP e CETA comprensibili e visibili per l’opinione pubblica”, afferma Marco Bersani, portavoce della Campagna Stop TTIP Italia. “Attraverso mobilitazioni, raccolte di firme, invii di email e di tweet i cittadini e le cittadine europei hanno forzato la Commissione Europea e i nostri Governi a cedere su una maggiore trasparenza e a dover rispondere delle loro scelte. La nostra lotta contro il TTIP e il CETA continuerà in tutta Europa per tutto l’autunno, per fermare la corsa dei due trattati e cambiare per sempre la politica economia e commerciale dell’Unione Europea”.

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Sigmar Gabriel: “Il TTIP è fallito”

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 agosto 2016

ttipC’è voluta la dichiarazione del vice cancelliere tedesco e ministro dell’Economia, il socialdemocratico Sigmar Gabriel, per mettere la parola fine ai negoziati sul TTIP, l’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti, di cui si è concluso nel luglio scorso a Bruxelles il 14° round negoziale. In un’intervista alla rete ZDF Gabriel ha dichiarato che i negoziati sul TTIP sono «di fatto falliti perché noi europei non possiamo accettare supinamente le richiesta americane». Un colpo pesante a quei Paesi membri, Italia in testa, che del Trattato Transatlantico era sostenitori in prima persona.
“Una dichiarazione importante perché fa proprie le preoccupazioni della società civile europea e statunitense” dichiara Monica Di Sisto, portavoce della Campagna Stop TTIP Italia. “Ma c’è comunque da tenere gli occhi aperti: se Sigmar Gabriel sottolinea ciò che da anni hanno sostenuto Stop TTIP Italia e le altre campagne europee, questo non significa che non possa trattarsi di tattica negoziale. Capiremo cosa accade al Consiglio Europeo di Bratislava di settembre dove, tra l’altro, si parlerà anche del preoccupante Accordo con il Canada, il CETA, già approvato ma che grazie alle pressioni dal basso abbiamo ottenuto che venga ratificato anche dai Parlamenti nazionali, senza esautorare i nostri Parlamentari da una decisione così importante per l’economia del nostro Paese. Da Bratislava dovrà uscire un secco stop al TTIP e al CETA, come richiesto dalla maggioranza dei cittadini europei”.
“La dichiarazione di Sigmar Gabriel dovrebbe aprire un serio dibattito interno all’Europa e al nostro Governo su come vengano decise le priorità politiche ed economiche” sottolinea Elena Mazzoni, tra i coordinatori della Campagna Stop TTIP Italia. “Ma l’eventuale e auspicato blocco del negoziato TTIP non risolve il problema: l’accordo con il Canada ormai approvato va bloccato in sede parlamentare, facendo mancare la ratifica da parte di alcuni Paesi membri. Hanno sempre presentato il CETA come precursore del TTIP: una sua approvazione presenterebbe molti dei problemi che il TTIP portava con sé, a cominciare dal dispositivo di tutela degli investimenti, la cui riforma non ci rassicura per nulla sulla tenuta dei diritti sociali e ambientali”.
“Una buona notizia, emersa grazie a milioni di persone che si sono opposte e a una pressione dal basso che ha chiesto a gran voce di non derogare sui diritti e sulla qualità” dichiara Marco Bersani, tra i coordinatori della Campagna Stop TTIP Italia. “Ma un risultato così importante per la società civile non deve farci dimenticare che serve un vero e proprio ribaltamento della politica commerciale europea, ad oggi basata troppo sulla spinta verso la liberalizzazione dei mercati e l’austerità, e troppo poco verso un processo realmente rispettoso delle persone e dell’ambiente”.

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Trattati di libero scambio TTIP e CETA

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 agosto 2016

giuseppe liberatoreUna sempre più tangibile preoccupazione aleggia sul destino dei trattati di libero scambio TTIP e CETA che l’UE sta portando avanti rispettivamente con Stati Uniti e Canada. A esternarla è il Presidente di AICIG, l’Associazione Italiana dei Consorzi Indicazioni Geografiche Giuseppe Liberatore che nel fare il punto sulle trattative dopo tre anni e quattordici round negoziali – l’ultimo si è tenuto lo scorso 13 luglio a Bruxelles – ci tiene a sottolineare come la conclusione dell’accordo sia in realtà sempre più lontana, in particolare sul tema delle Indicazioni Geografiche tra organizzazioni europee che chiedono un riconoscimento effettivo delle IG sul mercato USA e stakeholder americani. Questi ultimi, pur non essendo contrari in linea teorica al concetto delle IG hanno sottolineato come l’uso dei nomi generici che contraddistinguono prodotti alimentari d’origine statunitense non possa essere abbandonato perché il business annuale per i produttori americani ammonta a 21 miliardi di dollari.”Non si tratta soltanto di un ritardo – spiega Liberatore – ma piuttosto di una presa di tempo in attesa di assistere agli sviluppi degli eventi che interesseranno gli Stati Uniti nei prossimi mesi, in primis l’elezione del nuovo Presidente. Sul mercato cinese il vino australiano cresce a vista d’occhio grazie ad un accordo di libero scambio tra i due paesi entrato in vigore lo scorso dicembre, mentre l’agroalimentare Made in Italy vive ancora nel limbo di una trattativa per un TTIP – Transatlantic Trade and Investment Partnership – che appare sempre più in alto mare. Questo perché alcuni paesi UE contrari impediscono una firma a breve del trattato, ma anche perché si sta alla finestra ad attendere la linea che deciderà di seguire il nuovo inquilino della Casa Bianca su tale argomento. Per sapere se i negoziati del TTIP andranno avanti anche nei prossimi mesi infatti, dovremo attendere l’esito delle elezioni presidenziali americane e solo una volta inquadrata la linea che intenderà seguire la nuova presidenza, potremo capire se l’accordo ha un futuro. Nel frattempo il lavoro fatto nei round tenutisi fino ad oggi è da considerarsi in sospeso”.Intanto, anche il nostro Ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda sembra mettere le mani avanti sull’esito incerto della firma del TTIP ma anche del CETA, il trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico che l’Europa sta conducendo con il Canada.
A rallentare le trattative del TTIP sembra essere infine anche lo spostamento dell’attenzione verso il trattato in negoziazione con il Canada, ovvero il CETA, che la Commissione Europea sembra interessata a concludere entro l’anno. “La commissione propone un accordo misto – afferma Liberatore – ribaltando di fatto una precedente posizione, il 5 luglio scorso la Commissione europea ha proposto formalmente al Consiglio della Ue la firma per la conclusione di un accordo di libero scambio con il Canada come ‘accordo misto’, che potrà essere applicato provvisoriamente compresa la parte delle IG, accordo che implica per entrare in pieno vigore la ratifica da parte dei parlamenti di tutti i Paesi Membri dell’Unione e siamo certi che alcuni di essi non hanno nessuna intenzione di ratificalo, rendendo nulli i lavori finora svolti”. (foto: giuseppe liberatore)

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Il Ttip è una minaccia per l’agricoltura europea

Posted by fidest press agency su domenica, 31 luglio 2016

agricoltura europea1Il Ttip, il trattato di libero scambio tra Ue e Usa, rappresenta una grave minaccia per il comparto agroalimentare europeo, ed in particolare italiano; ed è per questo – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – che attendiamo venga messa la parola fine su questa trattativa.
Il Ttip – continua Tiso – ha come obiettivo quello di svendere il patrimonio pubblico europeo a favore delle multinazionali e, se approvato, avrebbe gravi ripercussioni sulla cittadinanza del vecchio continente. In particolare – prosegue Tiso – preoccupa il superamento del principio di precauzione e quindi la possibilità di introdurre nel mercato agroalimentare produzioni dalla qualità e salubrità non certificata.Il nostro auspicio – conclude Tiso – è quello di poter festeggiare presto il superamento di questo trattato, ma ancora di più quello di poter condividere con le istituzioni comunitarie un nuovo modello di crescita e di sviluppo che abbia al centro proprio la qualità delle produzioni agricole.

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Campagna stop TTIP

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2016

ttipPer la Campagna Stop TTIP Italia ogni passo in avanti sul negoziato TTIP e sull’approvazione del CETA (l’accordo con il Canada gemello del TTIP) è un ulteriore strappo tra l’opinione pubblica e un’Unione Europea che agisce al solo servizio dei grandi poteri economici.Lo dimostrano le preoccupazioni espresse anche dai deputati italiani che sono entrati nella sala di lettura aperta a Roma, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, il 30 maggio scorso.
Come hanno ricordato ai nostri governanti le 40.000 persone che sono scese in piazza a Roma il 7 maggio scorso, il TTIP è un colpo di stato travestito da trattato commerciale, che spazzerebbe via le norme per la tutela della salute e dell’ambiente, dei diritti dei lavoratori e dei consumatori. Nonostante l’opposizione di milioni di persone in Europa (in cui sono già state raccolte 3,5 milioni di firme contro il trattato) e negli USA, il governo di Stati Uniti e la Commissione Europea continuano stolidamente a proseguire i negoziati per portare avanti il trattato.Con questa cartolina auguriamo ai negoziatori che si troveranno domani a Bruxelles di trovare il coraggio di segnare un punto a favore della democrazia: prendere atto del fallimento di un progetto che non fa gli interessi dei cittadini ma solo quelli dei grandi poteri finanziari e abbandonare per sempre il TTIP.

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Se il Ttip non venisse approvato sarebbe una grande vittoria

Posted by fidest press agency su sabato, 9 luglio 2016

agricoltura europea1Le parole del ministro per lo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, sul Ttip sono in ampio contrasto con la volontà dei cittadini nostrani ed europei. Infatti – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – ancora una volta non si è persa l’occasione per denotare la distanza tra la volontà della popolazione comunitaria e quella delle istituzioni del vecchio continente.
Se il Ttip non venisse approvato – continua Tiso – sarebbe una grande vittoria, ma parziale visto che l’accordo non è stato bocciato, ma è semplicemente saltato a causa del cambio della prossima amministrazione statunitense.
I contenuti del Ttip non sono stati archiviati, anzi. La volontà delle istituzioni comunitarie, dietro la regia delle multinazionali, è infatti quella di svendere il pubblico a favore del privato e di trasformare gli Stati nazione in un gigantesco centro commerciale.
Anche se il Ttip dovesse effettivamente saltare – conclude Tiso – non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia. Anzi, ora più che mai c’è bisogno che le persone oneste e per bene stringano legami e scambi di idee essenziali per prepararsi alle nuove offensive che certamente verranno.

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La Campagna Stop TTIP ottiene e pubblica la lettera del Ministro Carlo Calenda alla Commissione UE

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 giugno 2016

agricoltura europea1La Campagna Stop TTIP Italia è riuscita a ottenere la lettera inviata dal Ministro allo Sviluppo Economico Carlo Calenda alla Commissione Europea (Lettera Calenda 2 ), dove conferma la disponibilità dell’Italia a esautorare il suo Parlamento gli altri in Europa dal loro potere di ratifica dei trattati commerciali nel caso dell’accordo di liberalizzazione Europa-Canada (CETA). La posizione italiana rompe l’unanimità richiesta tra i Paesi europei per rigettare la richiesta della Commissione di far approvare al solo Parlamento Ue il trattato, su cui si deciderà nel Consiglio Europeo del 5 luglio.I Trattati europei stabiliscono che, soprattutto sugli investimenti, alcuni temi potrebbero ricadere in parte sotto la competenza esclusiva EU, in parte sotto quella dei singoli Stati nazionali. Ma il CETA, come il TTIP, è un accordo ampio e pieno di temi rispetto ai quali i Trattati possono essere interpretati in modi diversi. Per questo, a partire da una situazione simile di incertezza che si è proposta per l’accordo di liberalizzazione commerciale tra Europa e Singapore, la Commissione ha chiesto un parere alla Corte di Giustizia Europea la cui sentenza arriverà a fine 2016 o all’inizio del 2017.Su questo la Campagna Stop TTIP è categorica: “è necessario che si attenda la sentenza finale della Corte di Giustizia su Singapore, e che si richieda un analogo giudizio su TTIP e CETA, rimandando la firma dell’accordo prevista per novembre 2016. Nel frattempo crediamo una forzatura inaccettabile sia la posizione del Ministro Calenda, unica in Europa, sia la possibile applicazione provvisoria di alcuni pezzi dell’accordo, senza un previo via libera di Parlamento europeo e dei Parlamenti nazionali”.”Un’interpretazione che forza lo stesso Trattato di Lisbona e che non considera le prerogative della Corte di Giustizia Europea” sottolinea Monica Di Sisto, portavoce della Campagna Stop TTIP Italia, “e che di fatto mette fuori gioco il nostro Parlamento non consentendo un confronto franco e aperto sulle questioni di cui tratta l’accordo commerciale. Calenda dice nella lettera che il Governo ha fatto un’analisi tecnica e politica prima di fare questa forzatura: è nostro diritto sapere chi ha consultato e quali sono state le conclusioni della valutazione nel dettaglio. Chiediamo ai parlamentari europei e nazionali preoccupati come noi di questa deriva un’interrogazione urgente al Governo su questo passaggio. Le procedure europee ridimensionano il ruolo delle assemblee elettive rispetto agli esecutivi, con questa scelta il Ministro Calenda rende il ruolo dei nostri eletti puramente decorativo”.”Un atto grave” aggiunge Elena Mazzoni del coordinamento della Campagna Stop TTIP Italia “che si inserisce prepotentemente nel dibattito sulla necessaria e auspicata trasparenza dei trattati commerciali. Il fatto che il Governo sottolinei che la posizione di sostegno all’esclusività della Commissione è da considerarsi caso per caso, non ci rassicura che sul TTIP le cose saranno diverse, considerato che CETA e TTIP hanno la stessa struttura e interessano gli stessi ambiti e settori”.”Oltre quattro milioni di firme sono state raccolte in Europa per opporsi a TTIP e CETA”, chiarisce Marco Bersani del coordinamento della Campagna Stop TTIP Italia “a dimostrare che c’è una crescente attenzione dell’opinione pubblica sugli effetti di questi accordi e sul modo con cui sono negoziati. La scelta del Ministro Carlo Calenda risponde certamente alle esigenze di Confindustria, ma non tiene in debito conto la richiesta di trasparenza e dibattito pubblico che viene dai cittadini, ancor più sul CETA, l’accordo con il Canada, di cui il Governo non ha fatto minimo cenno negli ultimi anni”.

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TTIP: chi difende l’interesse dell’Europa?

Posted by fidest press agency su domenica, 19 giugno 2016

europa-261011-cSi sta facendo di tutto affinché in Europa la stessa politica e la società civile non siano in grado di esprimere in modo sovrano e pacato un giudizio consapevole sul Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP), il Trattato di libero scambio tra Stati Uniti e Unione Europea in cantiere da ben tre anni. Da una parte è stata imposta una peculiare quanto ingiustificata ed intollerabile segretezza sui documenti, sulle procedure e sul contenuto del Trattato. Dall’altra, avendo radicalizzato l’argomento e avendolo portato nelle piazze con forti dimostrazioni, a volte anche provocatoriamente degenerate in scontri, si tenta di etichettare come “facinoroso” chiunque chiede chiarezza e vuole esprimere la sua democratica opposizione. Eppure, dal poco che è trapelato, il TTIP potrebbe avere un impatto profondo, per alcuni anche devastante, sulle nostre produzioni, soprattutto, ma non solo, nel settore agricolo ed agroalimentare, sul nostro sistema sociale di mercato e sul nostro commercio.
I promotori vorrebbero la sua ratifica prima della scadenza della presidenza Obama, che ne è stato uno dei grandi promotori. Hilary Clinton lo ha già definito la nostra ‘Nato economica’. Alcuni parlamentari tedeschi hanno recentemente chiesto di visionare i documenti presso il Ministero dell’Economia di Berlino. Ne hanno fatto un resoconto desolante. Si possono leggere alcuni documenti solo sul computer in una stanza controllata, per poche ore senza consultazioni con altri e senza prendere appunti. Del materiale letto non se ne può neanche parlare pubblicamente. E’ grave che il commissario europeo per il Commercio, Cecilia Malmström, sostenga che la stesura del trattato non sia di competenza dei parlamenti nazionali. L’obiettivo del TTIP sarebbe la creazione della più grande zona di libero scambio commerciale del pianeta, con circa 800 milioni di consumatori. Questa rappresenterebbe quasi la metà del Pil mondiale e un terzo del commercio globale. L’Ue è la principale economia e il maggior mercato del mondo. In gioco, quindi, ci sono enormi interessi economici. Ma in gioco c’è anche il futuro delle relazioni politiche internazionali.
Non si tratta di mettere in discussione il rapporto di amicizia con gli Stati Uniti, ma la mancanza di trasparenza fa dubitare della bontà dell’accordo. Gli interrogativi che i cittadini e gli operatori economici, non solo italiani, si pongono sono tanti. Gli Usa usano gli ogm in agricoltura. Sarà anche l’Europa costretta a introdurli nelle sue coltivazioni? L’Italia ha 280 prodotti a denominazione d’origine protetta. E’ il numero più grande in Europa. Gli Usa li rispetteranno oppure avremo il ‘parmisan della Virginia’ o il ‘san danny del Minnesota’? Eventualmente venduti anche nei nostri mercati?
Molti, anche negli Stai Uniti, credono che uno dei principali pericoli del TTIP sia la possibilità che investitori privati possano iniziare procedimenti legali e querele milionarie contro gli Stati in tribunali internazionali d’arbitraggio. L’intenzione positiva di proteggere l’interesse pubblico potrebbe essere interpretata dalle multinazionali come una “limitazione dei profitti degli investitori stranieri”, un ostacolo al business e alla libera concorrenza.
E’ molto importante notare che questa è anche la maggior preoccupazione della London School of Economics che punta appunto il dito sulle camere arbitrali, i tribunati istituiti dal Trattato. Nel suo studio l’istituto inglese cita come esempio una serie di querele passate, come quelle della Phillips Morris contro l’Uruguay e l’Australia per aver lanciato delle campagne contro il fumo.
In Europa si sentono voci di grande preoccupazione, anche se ancora espresse troppo sottovoce. Il governo francese afferma che dirà un forte no se il Trattato dovesse mettere in discussione la struttura della sua agricoltura. Ci si augura che l’Italia non si dica soddisfatta di qualche generica garanzia di rispetto del nostro ‘made in italy’.
Per il sistema agroalimentare italiano, a partire da quello del Sud, il Trattato sarebbe esiziale. La geopolitica ed il business tout court non possono mortificare le prerogative democratiche e indisponibili dei popoli e dei loro parlamenti, a partire dal diritto alla conoscenza. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Peur du TTIP, de la mondialisation ou d’un déclassement de la classe moyenne?/Fear of TTIP, globalisation, or a middle class downgrade?

Posted by fidest press agency su sabato, 7 maggio 2016

ttipLe premier accord commercial à avoir une forte ambition de coopération règlementaire, le projet de partenariat transatlantique de commerce et d’investissement (TTIP), peut légitimement susciter des craintes chez les citoyens, plus préoccupés par le maintien du niveau de protection de leurs normes que par une réduction des tarifs douaniers.Mais tout débat public sur le TTIP qui s’ouvre sur les points les plus délicats de la négociation s’oriente rapidement sur une mise en cause plus vaste du commerce international qui traduit un malaise plus profond des classes moyennes européenne et américaine face à la mondialisation.Tel est l’objet de ce Mot d’Elvire Fabry qui s’articule autour de trois points:
1. Au-delà de la protection, le défi de la précaution
2. L’érosion du soutien au commerce en Europe et aux États-Unis
3. Bilan et nouveaux défis de l’intégration économique pour les classes moyennes occidental
As the first trade agreement with a strong ambition of regulatory cooperation, the scheme for a Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP), can raise legitimate concerns among citizens, more to do with the maintaining of their high levels of protection than the reduction of tariffs.But any public debate on TTIP taking its cue from the negotiations’ more sensitive aspects rapidly veers towards a tendency to call international trade into question on a far broader scale, and this betrays a deeper malaise in the European and American middle classes with regard to the globalisation process.Elvire Fabry takes a stand in this Viewpoint and focusses on three main elements:
1. Beyond protection, the challenge of precaution
2. Fading support for trade in the West
3. Assessing past and new challenges of the economic integration for western middle classes (foto:ttip3)

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Il TTIP e le clause di salvaguardia dell’Unione Europea

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 maggio 2016

agricolturaGreenpeace risponde alla Commissaria al Commercio UE, Cecilia Malmstrom e al capogruppo Pd in commissione Agricoltura Nicodemo Oliverio, che rassicurano sul fatto che il TTIP non affosserà il principio di precauzione che differenzia l’approccio normativo dell’Unione europea da quello statunitense.
Malmström e Oliverio fanno gli gnorri. I documenti segreti resi noti oggi non fanno menzione del principio di precauzione sancito dall’Unione europea, che fornisce un più elevato livello di protezione per consumatori e ambiente. Il riferimento al principio di precauzione di cui parla Malmstrom è contenuto in un position paper dell’Unione europea che non è parte dei capitoli del TTIP che sono stati pubblicati da Greenpeace Olanda” afferma Federica Ferrario, campagna agricoltura sostenibile di Greenpeace Italia.
“I documenti pubblicati oggi mostrano anche l’influenza delle lobby industriali sui negoziatori. Si dice in più punti che i negoziatori consultano regolarmente l’industria e sono pronti a farsi portavoce delle loro posizioni. Malmström può anche promettere che non abbasserà gli standard di tutela per consumatori e ambiente, ma l’evidenza è un’altra: in diversi punti gli Stati Uniti propongono di abbassare gli standard europei, ma in questi documenti non ci sono proposte della Ue per controbilanciare tali pressioni. La Commissione europea pubblichi i documenti restanti e dimostri il contrario” conclude Ferrario. I documenti sono disponibili su http://www.ttip-leaks.org

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Fear of TTIP, globalisation, or a middle class downgrade?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 maggio 2016

confcommercio consumiAs the first trade agreement with a strong ambition of regulatory cooperation, the scheme for a Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP), can raise legitimate concerns among citizens, more to do with the maintaining of their high levels of protection than the reduction of tariffs. But any public debate on TTIP taking its cue from the negotiations’ more sensitive aspects rapidly veers towards a tendency to call international trade into question on a far broader scale, and this betrays a deeper malaise in the European and American middle classes with regard to the globalisation process. Elvire Fabry takes a stand in this Viewpoint and focusses on three main elements:
1. Beyond protection, the challenge of precaution
2. Fading support for trade in the West
3. Assessing past and new challenges of the economic integration for western middle classes (photo: no ttip)

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Fear of the TTIP, of globalisation or of a middle class downgrade?

Posted by fidest press agency su sabato, 23 aprile 2016

Heading into barack obama’s visit to Germany and the 13th round of the TTIP negotiations, Elvire Fabry, senior research fellow at the Jacques Delors Institute, analyses the issues and challenges on both sides of the Atlantic concerning trade policy.
You are free, of course, to integrate the passages of your choice into your articles, and I remain at your disposal for any additional information on the subject or to organise interviews with Dr. Fabry.
À l’approche de la visite de Barack Obama en Allemagne et du 11éme round des négociations du TTIP, Elvire Fabry, chercheur senior à l’Institut Jacques Delors, analyse les défis et les blocages de part et d’autre de l’Atlantique concernant la politique commerciale.
Vous êtes bien évidemment libres d’intégrer les passages de votre choix dans vos articles et je reste à votre disposition pour tout autre information sur le sujet ou pour organiser des interviews avec Mme Fabry.

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No al TTIP. No a chi vuole mettere sotto silenzio il sostegno ai diritti dei palestinesi

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2015

palestinaUn gruppo di associazioni mostrano tutta la loro contrarietà a quello che considerano un negoziato pericoloso pericoloso sul Trattato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti (TTIP) ed ai tentativi di alcuni politici statunitensi di utilizzare il TTIP per limitare sia la libertà di espressione politica che le campagne di solidarietà con la lotta del popolo palestinese per libertà, giustizia e uguaglianza.
Il TTIP, attualmente in corso di negoziazione tra l’Unione europea e gli Stati Uniti, potrebbe comportare un trasferimento di potere senza precedenti alle corporation allo scopo di salvaguardare i loro interessi e rappresenta un grave attentato alla democrazia, agli standard sociali, ai diritti dei lavoratori e alle normative sull’ambiente. Esso porterebbe all’irreversibile privatizzazione e frammentazione dei servizi pubblici e pregiudicherebbe seriamente l’attuazione di provvedimenti a tutela dell’ambiente.Inoltre, sono molto preoccupanti la segretezza e la mancanza di democrazia, che sono le caratteristiche fondamentali del negoziato, e il meccanismo proposto dello “Investor State Dispute Settlement” (ISDS), che permetterebbe alle multinazionali di avviare azioni legali nei confronti dei governi secondo un sistema giudiziario parallelo riservato esclusivamente ad esse.Come organizzazioni che si oppongono a qualsiasi trattato UE-USA sul commercio che non privilegi l’interesse pubblico, ci preoccupa molto l’introduzione nella legislazione del Congresso degli Stati Uniti di norme che potrebbero permettere di usare il TTIP nella repressione di campagne per i diritti umani in solidarietà con il popolo palestinese.
Il 29 giugno 2015, il presidente Barack Obama ha firmato il Bipartisan Congressional Trade Priorities and Accountability Act, che gli concede l’autorità di procedere attraverso una “corsia veloce” (fast track) sui negoziati commerciali, come il TTIP. La sezione 20 di questa legge stabilisce gli “obiettivi negoziali principali” per i partner commerciali nel TTIP e vi è compresa una clausola che “scoraggia azioni politiche tese a boicottare, disinvestire o sanzionare Israele e mira ad eliminare barriere non tariffarie ed imposte con motivazioni politiche su beni, servizi o altri scambi con lo Stato di Israele”.La definizione di tali azioni specifica inoltre che vi sono incluse non solo quelle mirate a chi svolge attività in Israele, ma anche quelle verso chi opera “in territori controllati da Israele “. La legge, quindi, ha lo scopo di proteggere gli insediamenti illegali di Israele da misure che in futuro li gravino di responsabilità, nonostante che l’Unione europea e le Nazioni Unite li considerino illegali, secondo il diritto internazionale.L’inclusione di tali disposizioni nella legislazione ‘fast track’ è una risposta al crescente successo delle campagne di solidarietà con il popolo palestinese in tutta Europa e negli Stati Uniti, essa potrebbe richiedere all’UE di rivedere le misure esistenti già adottate sulla base degli obblighi previsti dal diritto internazionale. Questi includono la fine di un trattamento preferenziale per le esportazioni provenienti da insediamenti israeliani illegali nella Cisgiordania occupata e l’attuazione delle linee guida che impediscono la concessione di fondi pubblici europei a tali insediamenti.L’UE ha anche adottato misure per mettere in guardia le imprese dall’avere rapporti economici con gli insediamenti israeliani illegali; le principali banche europee hanno disinvestito da banche ed imprese israeliane a causa del ruolo di queste nelle violazioni israeliane del diritto internazionale; grandi aziende europee come G4S e Veolia sono ritenute responsabili per il loro coinvolgimento nelle infrastrutture dell’occupazione israeliana della terra palestinese.
A seguito dell’aggressione di Israele alla Striscia di Gaza nel 2014, che ha provocato la morte di più di 2.200 persone con attacchi deliberati contro i civili, considerati crimini di guerra dall’ONU e da altri organismi, in tutto il mondo è sceso in strada un gran numero di persone per esprimere sostegno alla lotta palestinese per la libertà, la giustizia e l’uguaglianza. Non accetteremo alcun tentativo legislativo di tacitare queste espressioni di solidarietà.

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Tenth round of TTIP negotiations

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 luglio 2015

BruxellesFrom 13 to 17 July, the tenth round of the Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP) negotiations between the EU and the US will take place in Brussels. On Monday 13 July, at the opening of the week-long round of negotiations, there will be a possibility for accredited photo and audio-visual media to cover the handshake between EU chief negotiator Ignacio Garcia Bercero and US chief negotiator Dan Mullaney, which will take place in the VIP Corner of the Berlaymont at 10:30. Video footage and photo material will be made available on the audio-visual website of the European Commission. The Directorate-General for Trade of the European Commission will also organise a stakeholder event at the Management Centre Europe (MCE) on Wednesday 15 July, to ensure that a plurality of interests is taken into account during the negotiations and beyond.  The EU and US chief negotiators will hold the closing press conference on Friday 17 July at 15.30 in the European Commission’s press room, which can be followed live via EbS.

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TTIP: accesso a mercato USA, proteggere standard UE, nuovo sistema controversie

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 luglio 2015

ttipUn accordo EU-USA sul commercio deve aprire il mercato statunitense alle imprese dell’UE, ma non compromettere gli standard comunitari, sostengono i deputati nelle raccomandazioni sui negoziati sul TTIP approvate mercoledì. Per risolvere le controversie commerciali investitori-Stato, un nuovo sistema giudiziario, gestito da giudici nominati pubblicamente e soggetto a regole di controllo e di trasparenza, dovrebbe sostituire le corti arbitrali private, si legge nel testo approvato.Il Parlamento ha approvato le proprie raccomandazioni per i negoziatori della Commissione sul partenariato transatlantico su commercio e investimenti (TTIP) con 436 voti favorevoli, 241 voti contrari e 32 astensioni.”Una globalizzazione senza precedenti è in corso e i nostri cittadini e imprese sono proprio al centro di essa. Come parlamentari, è nostro dovere democratico plasmare questo processo. Se è per il beneficio del popolo, allora non può essere lasciata nelle mani dei soli negoziatori. Per questo motivo abbiamo elaborato la presente risoluzione e precisati i principi per il tipo di accordo commerciale che chiediamo alla Commissione di concludere”, ha detto il relatore Bernd Lange (S&D, DE).”Chiediamo un processo più trasparente, forti diritti per i lavoratori e la protezione dei nostri dati personali e dei servizi pubblici. Insistiamo sul fatto che il diritto dei legislatori di entrambe le sponde dell’Atlantico a legiferare non deve essere compromesso da tribunali arbitrali privati o altri enti”, ha proseguito Lange, concludendo che: “abbiamo dato indicazioni chiare alla Commissione su quale tipo di accordo vogliamo. E se alla fine del giorno l’accordo sarà negativo, lo respingeremo. Se sarà un buon accordo, voteremo a favore”.
Il testo di compromesso sugli strumenti di risoluzione delle controversie investitore-Stato, elaborato dai gruppi politici nel corso di negoziati lunghi e intensi e inserito nel testo finale con 447 voti a favore, 229 contrari e 30 astensioni, chiede un nuovo sistema giudiziario che sostituisca il cosiddetto sistema ISDS di “risoluzione delle controversie tra investitore e Stato”, che si basa sull’arbitrato privato ed è comune negli accordi commerciali esistenti.Il nuovo sistema proposto dovrebbe essere “soggetto ai principi e al controllo democratici” e le controversie dovrebbero essere trattate “in modo trasparente”, da “giudici togati, nominati pubblicamente e indipendenti” nel corso di “udienze pubbliche”. Dovrebbe, inoltre, includere “un meccanismo d’appello”, rispettare la giurisdizione dell’UE e i tribunali degli Stati membri nonché assicurare che gli interessi privati non pregiudichino “gli obiettivi di politica pubblica”.
I deputati sono favorevoli al proseguimento dei colloqui, ma ricordano che essi devono portare a un accordo “ambizioso” ma “bilanciato”, con benefici condivisi tra gli Stati membri. L’accordo dovrebbe favorire un “ambiente economico trasparente, efficace e propizio alla concorrenza”, che superi le barriere commerciali non tariffarie.I colloqui TTIP dovrebbero rimuovere le vigenti restrizioni americane sulla proprietà straniera dei servizi di trasporto e delle compagnie aeree, assicurare maggiore accesso dell’UE ai mercati delle telecomunicazioni degli Stati Uniti e ottenere una “significativa apertura” del mercato statunitense degli appalti pubblici a tutti i livelli di governo.
Al tempo stesso, devono essere garantiti elevati livelli di protezione per quanto riguarda i dati dei consumatori europei, la salute e la sicurezza ed evitato il dumping sociale e fiscale. I deputati sottolineano, inoltre, che i servizi pubblici devono essere esclusi dal campo di applicazione dell’accordo, il sistema delle indicazioni geografiche dell’UE deve essere fortemente protetto e dovrebbe essere previsto un trattamento speciale per i prodotti agricoli e industriali sensibili.
Salvaguardare gli standard UE. Per risparmiare tempo e risorse alle frontiere, i deputati chiedono “il riconoscimento reciproco delle norme equivalenti”, invitando tuttavia i negoziatori a salvaguardare le norme dell’UE nei settori in cui quelle degli Stati Uniti sono “molto diverse”, come ad esempio, l’autorizzazione per le sostanze chimiche, per la clonazione o per i prodotti chimici per il sistema endocrino. (foto:ttip)

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Raccomandazioni del PE per i negoziati TTIP

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 luglio 2015

BruxellesBruxelles Dibattito: martedì 7 luglio Le raccomandazioni del PE alla Commissione europea per i negoziati in corso con gli Stati Uniti sull’Accordo transatlantico per il commercio e gli investimenti (TTIP) sono nuovamente nell’agenda di luglio, dopo che il dibattito e la votazione erano stati rinviati nel corso della sessione di giugno.
Il dibattito di martedì dovrebbe incentrarsi sul sistema di protezione degli investitori (ISDS), con pareri contrastanti sull’eventualità che il Parlamento chieda l’esclusione dai negoziati del ricorso all’arbitrato privato per risolvere le controversie tra investitori e autorità pubbliche. La votazione è prevista per mercoledì.
L’accordo TTIP è in fase negoziale tra Stati Uniti e UE dal 2013 e potrebbe condurre alla creazione della più vasta zona mondiale per il libero scambio. Fin dall’inizio, un’ampia maggioranza di deputati aveva fortemente appoggiato questi colloqui, in quanto potenzialmente utili alla crescita e all’occupazione, ma – allo stesso tempo – avevano posto dei limiti oltre ai quali gli interessi dell’UE devono essere salvaguardati (per esempio una richiesta di escludere i servizi audiovisivi dall’accordo).
Il Parlamento voterà una risoluzione, elaborata dalla sua commissione per il commercio internazionale con il contributo di altre 13 commissioni. Il documento valuta i progressi compiuti fino ad ora e definisce la posizione del Parlamento sugli obiettivi e sulle tutele che la Commissione dovrebbe negoziare con gli Stati Uniti in settori come l’agricoltura, gli appalti pubblici, la protezione dei dati, l’energia e i diritti dei lavoratori.Il 29 giugno scorso, la commissione per il commercio internazionale aveva deciso che anche gli emendamenti e le richieste di voto per parti separate saranno poste in votazione, come previsto per la seduta di giugno. Una volta raggiunto un accordo tra negoziatori dell’UE e degli Stati Uniti, il TTIP dovrà ricevere l’avvallo del Parlamento europeo e del Consiglio per entrare in vigore.

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