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Libia: in pericolo il processo di democratizzazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 agosto 2013

In seguito alle manifestazioni berbere davanti al Congresso Nazionale Libico a Tripoli, l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) mette in guardia dal pericolo di una mancata democratizzazione della Libia. Secondo l’APM, il paese potrà superare in modo credibile la politica di forzata arabizzazione imposta dall’ex dittatore Gheddafi solo concedendo alle minoranze non arabe dei Berberi, Tuareg e Toubou un’adeguata partecipazione alla vita politica del paese.Il basso numero di mandati di rappresentanza concesso dal Parlamento libico alle minoranze per l’Assemblea costituente ha fatto infuriare le minoranze del paese e ha creato i presupposti per la manifestazione del 13 agosto, durante la quale qualche centinaio di manifestanti ha preso d’assalto e devastato il Parlamento di Tripoli. I manifestanti hanno minacciato il boicottaggio delle votazioni per l’Assemblea costituente e scioperi nell’industria petrolifera.Lo scorso 16 luglio il Congresso Nazionale Libico ha emanato una legge che concede a Berberi (Masiri), Tuareg e Toubou solamente due mandati per gruppo etnico all’interno dell’assemblea costituente. Oltre ai complessivamente sei mandati riservati ai rappresentanti delle minoranze, il Congresso libico ha concesso solo sei mandati anche alle rappresentanti delle donne nonostante queste costituiscano il 49% della popolazione. Alle proteste del Supremo Consiglio dei Masiri, del Supremo Consiglio dei Tuareg e dell’Assemblea Nazionale dei Toubou si sono quindi aggiunte le proteste delle associazioni e organizzazioni femminili del paese. Gli scioperi indetti nel 2012 da Tuareg e Toubou per chiedere un miglioramento delle condizioni di lavoro nell’industria petrolifera avevano bloccato per diversi giorni la produzione di petrolio nel sud della Libia. Ogni giorno di sciopero comporta per la Libia una perdita di entrate fino a 50 milioni di dollari USA.Secondo l’APM, la stabilità nel paese può essere raggiunta unicamente attraverso una reale democratizzazione e una vera partecipazione di tutte le realtà libiche alla vita del paese. La stabilità libica è importante anche per i paesi europei che in larga parte importano petrolio dal paese nordafricano e che quindi dovrebbero sostenere l’avvio di un vero processo democratico in Libia.

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Mali: gravi attacchi contro civili Tuareg

Posted by fidest press agency su sabato, 4 febbraio 2012

English: Bamako Cathedral, Mali

Image via Wikipedia

In seguito alle aggressioni contro civili Tuareg avvenute la scorsa settimana in Mali, l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) ha esortato il governo del Mali a garantire la tutela della popolazione civile Tuareg. In seguito ai successi militari ottenuti dai ribelli Tuareg, nelle città di Kati e Bamako sono state attaccate abitazioni ed esercizi commerciali appartenenti a Tuareg senza che le forze dell’ordine intervenissero per fermare gli attacchi. Gli aggressori erano principalmente donne, madri e mogli di soldati caduti negli scontri contro i ribelli Tuareg nel nord del paese. Nella città di Kati sono stati distrutti e saccheggiati una farmacia, un ospedale e diversi negozi di Tuareg mentre gli abitanti Tuareg della città hanno cercato rifugiato nel commissariato di polizia.L’APM ricorda alle autorità del Mali che i Tuareg hanno, come tutti i cittadini del paese, diritto alla tutela da parte delle forze dell’ordine che non possono restare a guardare mentre persone Tuareg vengono minacciate e la loro proprietà distrutta semplicemente a causa della loro appartenenza etnica. Per contro i responsabili delle aggressioni devono essere indagati e devono assumersi la responsabilità dei loro atti.I manifestanti e lo stesso governo del Mali accusano i ribelli Tuareg di aver commesso gravi violazioni dei diritti umani e il governo ha annunciato di voler far intervenire il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite. Le accuse rivolte dal governo ai ribelli devono essere indagate e verificate da una commissione indipendente, cosa che attualmente non è possibile fare a causa della pericolosità che caratterizza il nord del paese. Ma se anche queste accuse dovessero rivelarsi corrette, ciò non giustifica la criminalizzazione in toto di tutta la popolazione Tuareg del paese. Il rischio è l’ulteriore emarginazione della popolazione Tuareg nel Mali e un conseguente inasprimento della rivolta. Anche i Tuareg che prestano servizio nell’esercito maliano sono stati sospettati in blocco di mancata lealtà di sostenere la ribellione.Nel frattempo la vicina Algeria ha sospeso gli aiuti militari al Mali per non favorire l’inasprimento del conflitto militare. Attualmente in Algeria si stanno svolgendo dei colloqui tra il governo del Mali e il movimento Tuareg MNLA (Movimento nazionale per la liberazione dello Azawad). In seguito ai successi militari ottenuti dal movimento Tuareg non ci si aspetta però che i colloqui possano concludersi positivamente.

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