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Quotidiano di informazione – Anno 35 n°25

Posts Tagged ‘tumori’

Tumori: Al via il programma nazionale di test NGs gratuiti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 gennaio 2023

Parte il programma di test molecolari gratuiti che utilizza la tecnologia NGS (Next Generation Sequencing) di sequenziamento esteso, che permette di valutare più bersagli contemporaneamente e di identificare i tumori che presentano la fusione dei geni NTRK. Oggi, in Italia, solo un numero limitato delle analisi di patologia molecolare è eseguito con NGS a fronte di una media europea del 10%, con forti disparità tra le diverse Regioni. Il programma (‘FastNTRK’) è su scala nazionale, vuole migliorare l’accesso dei pazienti a questi test ed è promosso dalla Fondazione Edo ed Elvo Tempia di Biella, in collaborazione con Bayer. Gli ospedali possono utilizzare una piattaforma online dedicata per conoscere le modalità di erogazione del servizio, prenotare il test NGS e tracciare lo stato di avanzamento della consegna del campione biologico. Quest’ultimo viene ritirato presso l’ospedale richiedente e inviato al laboratorio di oncologia molecolare della Fondazione Tempia. La piattaforma consente poi la trasmissione del referto NGS al medico che ha richiesto l’esame. Il progetto ‘FastNTRK’ è stato presentato ieri in una conferenza stampa virtuale.

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Tumori: indispensabile per realizzare l’oncologia di precisione nella pratica clinica

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2023

Per illustrare i contenuti del progetto, martedì 10 gennaio alle 11 si svolgerà una conferenza stampa online con gli interventi di Carmine Pinto (Direttore dell’Oncologia Medica, Comprehensive Cancer Centre, AUSL-IRCCS di Reggio Emilia e Presidente della Federation of Italian Cooperative Oncology Groups, FICOG), Maria Scatolini (Direttore del laboratorio di oncologia molecolare della Fondazione Tempia) e Marius Moscovici (Responsabile Medical Affairs Oncologia di Bayer). L’identificazione dei biomarcatori tramite test molecolari è indispensabile per realizzare l’oncologia di precisione nella pratica clinica. Le linee guida nazionali ed internazionali suggeriscono l’impiego di tecnologie NGS (Next Generation Sequencing) di sequenziamento esteso, che permettono di valutare più bersagli molecolari contemporaneamente, in neoplasie selezionate. In particolare, il test NGS consente di individuare anche le fusioni dei geni NTRK e, quindi, di determinare la scelta della terapia nei tumori che presentano queste alterazioni molecolari. Ma, in Italia, soltanto una netta minoranza di tutti i test per la ricerca dei biomarcatori è eseguita con le tecnologie più avanzate. Per migliorare l’accesso ai test NGS, parte un progetto realizzato dalla Fondazione Tempia, il primo di questo tipo in Italia.

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Tumori: Troppo pochi pazienti accedono ai test molecolari con tecnologie avanzate

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 dicembre 2022

Martedì 10 gennaio alle 11 si svolgerà una conferenza stampa online con gli interventi di Carmine Pinto (Direttore dell’Oncologia Medica, Comprehensive Cancer Centre, AUSL-IRCCS di Reggio Emilia e Presidente della Federation of Italian Cooperative Oncology Groups, FICOG), Maria Scatolini (Direttore del laboratorio di oncologia molecolare della Fondazione Tempia) e Marius Moscovici (Responsabile Medical Affairs Oncologia di Bayer). l’identificazione dei biomarcatori tramite test molecolari è indispensabile per realizzare l’oncologia di precisione nella pratica clinica. Le linee guida nazionali ed internazionali suggeriscono l’impiego di tecnologie NGS (Next Generation Sequencing) di sequenziamento esteso, che permettono di valutare più bersagli molecolari contemporaneamente, in neoplasie selezionate. In particolare, il test NGS consente di individuare anche le fusioni dei geni NTRK e, quindi, di determinare la scelta della terapia nei tumori che presentano queste alterazioni molecolari. Ma, in Italia, soltanto una netta minoranza di tutti i test per la ricerca dei biomarcatori è eseguita con le tecnologie più avanzate. Per migliorare l’accesso ai test NGS, parte un progetto realizzato dalla Fondazione Tempia, il primo di questo tipo in Italia. La registrazione è obbligatoria e va effettuata prima dell’inizio dell’evento. La Virtual Press Conference sarà trasmessa dal vivo utilizzando la piattaforma Zoom Webinar.

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Tumori del sangue caratterizzati da anemia

Posted by fidest press agency su sabato, 17 dicembre 2022

Secondo i risultati di uno studio coordinato dall’IRCCS Istituto Clinico Humanitas all’interno del consorzio europeo GenoMed4All (finanziato dal programma Horizon 2020) e pubblicato su Lancet Haematology, sesso ed età sono fattori di rischio fondamentali nella prognosi delle sindromi mielodisplastiche – tumori del sangue caratterizzati da anemia, in grado di evolvere in leucemia mieloide acuta – e possono influenzare la scelta della terapie più efficaci. In particolare, l’essere maschi e over 60 sarebbe correlato a una maggiore gravità dei sintomi di anemia, una minore aspettativa di vita, e alla necessità di trattamenti più precoci rispetto ai soggetti di sesso femminile con la stessa malattia. I ricercatori guidati da Matteo Della Porta, responsabile Leucemie e Mielodisplasie di Humanitas e professore di Humanitas University, hanno sviluppato e reso disponibile online un nuovo algoritmo di medicina personalizzata che calcola il rischio di progressione della malattia tenendo in conto sesso ed età del paziente.Il sesso influenza la malattia in 3 modi diversi. I risultati della ricerca indicano che il sesso influenza l’espressione della malattia in tre aspetti: biologia, prognosi e trattamento.L’intelligenza artificiale (AI) è stata fondamentale per analizzare in profondità i dati clinici e molecolari all’interno di un contesto complesso, consentendo di estrarre il maggior valore possibile e in tempi rapidi. Grazie a questo studio e alla collaborazione con i data scientists dell’Humanitas AI Center, i ricercatori coordinati da IRCCS Istituto Clinico Humanitas hanno realizzato algoritmi in grado di implementare, sul singolo paziente, due modelli prognostici innovativi per le sindromi mielodisplastiche che includono età e sesso. Inserendo i dati del paziente in una piattaforma online, il medico può oggi ottenere una prognosi più accurata per ogni singolo paziente. La prognosi calcolata con il nuovo modello matematico viene comparata con gli score clinici tradizionali (International Prognostic Scoring System-IPSS-R), che utilizzano solo parametri legati alla malattia. LINK allo studio: https://doi.org/10.1016/S2352-3026(22)00323-4

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Ricerca: dalla schizofrenia ai tumori del sangue

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 novembre 2022

Milano Lunedì 14 novembre alle 11.30 (Via Fabio Filzi, 29), si terrà un evento in occasione dell’anniversario dei 100 anni di Otsuka. Interverranno, fra gli altri, il Console giapponese in Italia Yuji AMAMIYA, Bernardo M. Dell’Osso (Professore Ordinario di Psichiatria all’Università degli Studi di Milano e Direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze dell’ASST Fatebenefratelli-Sacco Milano), Stefano Cascinu (Direttore del Dipartimento Oncologia IRCCS Ospedale San Raffele di Milano e Professore di Oncologia Medica all’Università Vita-Salute San Raffaele), Piergiorgio Messa (già Direttore dell’UOC di Nefrologia, Dialisi e Trapianto Renale – Policlinico di Milano e Professore Ordinario di Nefrologia all’Università Statale degli studi di Milano), Alessandro Lattuada (Managing Director Otsuka Italia) ed Enrica Giorgetti (Direttore Generale Farmindustria). È prevista anche la diffusione in streaming dell’evento. La registrazione è obbligatoria e va effettuata prima dell’inizio dell’evento. La schizofrenia è una grave malattia psichiatrica caratterizzata da un forte stigma sociale. Sono importanti le ricadute negative per i pazienti e i familiari in termini di costi e di perdita di produttività. Ma, grazie ai progressi della ricerca, una percentuale significativa di pazienti oggi può lasciarsi la malattia alle spalle. A questi passi avanti ha contribuito l’impegno di Otsuka, azienda farmaceutica giapponese. Nel 2021 Otsuka ha compiuto 100 anni, durante i quali ha vissuto un’evoluzione straordinaria, focalizzando la ricerca nelle neuroscienze, in nefrologia, oncoematologia ed endocrinologia e sviluppando molecole innovative in grado di cambiare la vita dei pazienti. Solo nel 2021 l’azienda ha investito 1,8 miliardi di euro in Ricerca e Sviluppo.

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LILT e FIGC: protocollo di intesa per la prevenzione e la lotta contro i tumori

Posted by fidest press agency su sabato, 29 ottobre 2022

Incentivare la pratica sportiva, in particolar modo di bambini e adolescenti, con il fine di ridurre l’incidenza dei tumori e migliorare la qualità della vita. Con questo obiettivo, LILT– Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori – e FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio – hanno siglato un protocollo di intesa di durata biennale: attraverso l’attuazione dell’accordo, siglato nella Sala Paolo Rossi della sede della Federazione, FIGC e LILT contribuiranno alla realizzazione di programmi, progetti e iniziative finalizzate ad accrescere il benessere dei cittadini, con lo sviluppo di azioni comuni che possano promuovere l’importanza della prevenzione oncologica. Tra le missioni della LILT c’è quella di diffondere su tutto il territorio nazionale – in collaborazione con le principali istituzioni e le più importanti organizzazioni nazionali e internazionali operanti in campo oncologico – i vari aspetti della prevenzione. In particolare la prevenzione primaria (finalizzata a ridurre i fattori di rischio e le cause di insorgenza e sviluppo del cancro), la prevenzione secondaria (visite mediche specialistiche ed esami strumentali per la diagnosi precoce dei tumori) e quella terziaria (“prendersi cura” delle problematiche del percorso di vita della persona e dei suoi familiari che hanno vissuto l’esperienza cancro). E la FIGC, per la sua attività in tutto il territorio italiano, può essere strumento perfetto per la corretta informazione e sensibilizzazione.

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Oggi guarisce il 70% delle persone colpite da tumori del sangue

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 ottobre 2022

Quindici anni fa questa percentuale non superava il 30%. Un risultato molto importante, ottenuto grazie all’innovazione delle terapie, che non si ferma e vede l’Italia al vertice della ricerca. I tumori del sangue più frequenti sono i linfomi, le leucemie e il mieloma multiplo, che ogni anno nel nostro Paese fanno registrare circa 30mila nuovi casi. Le frontiere più avanzate della ricerca sono costituite dalle CAR T, cioè dalla terapia cellulare, e dagli anticorpi bispecifici. Le CAR T sono oggi rimborsate e disponibili nel nostro Paese nei linfomi più aggressivi e nella leucemia linfoblastica acuta, in pazienti già sottoposti a diverse linee di terapia e con un’aspettativa di vita molto breve in assenza di una terapia adeguata, pari a pochi mesi. Oggi il 60-70% della popolazione trattata con CAR T vive più di un anno. Nel mieloma multiplo anticorpi monoclonali bispecifici sono in grado di colpire le cellule tumorali con estrema precisione, paragonabile a un laser. Nella leucemia mieloide acuta, che fino a pochi anni fa aveva una prognosi infausta soprattutto nei più anziani, armi sempre più selettive consentono di togliere il carburante alle cellule leucemiche. Per costruire “un ponte della ricerca” fra Italia e Stati Uniti, fino al 26 ottobre a Roma si svolge la quarta edizione della SOHO Italy annual Conference. SOHO Italy è l’estensione italiana della “Society of Hematologic Oncology”, fondata negli Stati Uniti nel 2012 dai ricercatori del MD Anderson Cancer Center di Houston.

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“I tumori surrenalici: tante patologie per un’unica definizione”

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 ottobre 2022

Venerdì 4 novembre alle ore 21, l’Accademia di Medicina di Torino terrà una riunione scientifica, sia in presenza, sia in modalità webinar, dal titolo “I tumori surrenalici: tante patologie per un’unica definizione”. L’incontro verrà introdotto da Massimo Terzolo, Professore di Medicina Interna, Direttore del Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche, Azienda Ospedaliero-Universitaria San Luigi Gonzaga a Orbassano (TO). I relatori saranno Giorgio Borretta, Direttore Endocrinologia, Azienda Ospedaliera Cuneo, e Alfredo Berruti, Professore di Oncologia Medica, Università degli Studi di Brescia. Massimo Terzolo, membro dell’Accademia di Medicina di Torino, presenterà la figura di Alberto Angeli, Professore di Medicina Interna all’Università di Torino presso il Polo universitario San Luigi di Orbassano e Presidente del Accademia di Medicina dal 2010 al 2014.I tumori surrenalici non sono particolarmente noti alla comunità, e persino molti medici li considerano tumori rari. In realtà, il frequente ricorso a tecniche d’immagine nella pratica medica, quali la TC e la RMN, e il loro avanzamento tecnologico, ha fatto crescere vertiginosamente il numero di diagnosi che spesso sono occasionali, senza un precedente sospetto clinico. Il termine “tumore surrenalico” identifica in realtà tipi assai diversi di neoplasia. Se nella maggioranza dei casi si tratta di tumori benigni, sono rappresentati anche i tumori maligni a prognosi infausta. Anche i tumori benigni possono risultare pericolosi, in virtù della loro capacità di secernere ormoni (steroidi o catecolamine) che possono produrre effetti negativi sul metabolismo e sul sistema cardiovascolare. Malattie quali ipertensione, diabete e dislipidemia sono più frequenti e più gravi nei pazienti con tumori surrenalici secernenti. Per questi motivi, con il titolo “I tumori surrenalici: tante patologie per un’unica definizione” si intende trattare la sfida che viene posta al clinico da uno spettro così ampio di patologie accomunate da una sola definizione.Si potrà seguire l’incontro sia accedendo all’Aula Magna dell’Accademia di Medicina di Torino (via Po 18, Torino), sia collegandosi da remoto al sito http://www.accademiadimedicina.unito.it. Videoabstract: https://youtu.be/ysObh3dAkZE

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Come cambia la cura dei tumori del sangue

Posted by fidest press agency su domenica, 23 ottobre 2022

Roma martedì 25 ottobre 2022, ore 12.45 Lifestyle Hotel, Via Giorgio Zoega 59, Sala Venere. si svolge a Roma la quarta edizione della SOHO Italian Conference. SOHO Italy è l’estensione italiana della “Society of Hematologic Oncology”, fondata negli Stati Uniti nel 2012 da esperti del MD Anderson Cancer Center di Houston. I tumori del sangue più frequenti sono i linfomi, le leucemie e il mieloma multiplo, che ogni anno nel nostro Paese fanno registrare circa 30mila nuovi casi. Negli ultimi anni sono stati realizzati progressi decisivi nella cura delle neoplasie ematologiche, grazie alle terapie mirate e all’immunoterapia. E la frontiera più avanzata dell’immunoterapia è costituita dalle CAR T. Per illustrare le nuove vie nella lotta contro i tumori del sangue, si svolgerà la conferenza stampa ufficiale del Congresso con gli interventi di Giovanni Martinelli (Direttore Scientifico dell’Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori “Dino Amadori” – IRST IRCCS, Meldola), Claudio Cerchione (membro dell’equipe di Ematologia dell’IRST “Dino Amadori” IRCCS) e Giuseppe Saglio (Professore di Ematologia all’Università di Torino).

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Tumori gastro-intestinali

Posted by fidest press agency su sabato, 8 ottobre 2022

I principali tumori del tratto gastro-intestinale colpiscono ogni anno 78mila uomini e donne nel nostro Paese. Nello specifico si registrano 43.700 casi di tumore del colon-retto; 14.500 allo stomaco; 14.300 al pancreas e 5.400 colangiocarcinomi. Sono tutte malattie che ancora troppo spesso vengono diagnosticate tardivamente. Questo costringe i medici specialisti a dover trattare le neoplasie in fase avanzata, in cui sono disponibili poche terapie efficaci e rispettose della qualità della vita dei pazienti. Per il colon-retto a cinque anni dalla diagnosi è vivo il 65% dei malati, mentre per lo stomaco il dato scende al 30%. Per il colangiocarcinoma si attesta al 15% e per il pancreas è di poco superiore al 10%”. “Come sempre in oncologia bisogna puntare sulle diagnosi precoci e le terapie efficaci – prosegue Giordano Beretta, Presidente di Fondazione AIOM -. Solo per il tumore del colon-retto sono previsti programmi di screening nazionali per tutti gli uomini e le donne con più di 50 anni. Per le altre patologie invece non esistono esami di prevenzione secondaria su una popolazione target. I tumori del tratto gastro-intestinale risentono di stili di vita scorretti a partire dall’alimentazione. “Alla dieta sono riconducibili più del 30% di tutti i carcinomi solidi – ricorda Filippo Pietrantonio, Membro del Consiglio Direttivo AIOM -. Influisce pesantemente anche sulle neoplasie dell’apparato digerente insieme ad altri fattori di rischio come obesità o eccesso di peso, scarsa attività fisica, fumo di sigaretta e abuso di bevande alcoliche. Possono giocare un ruolo nefasto pure alcune malattie croniche, infezioni o delle specifiche mutazioni genetiche.” “Ogni giorno in più conta: si può riassumere così la nostra sfida in oncologia e il nostro impegno nei confronti dei pazienti, per i quali mettiamo a disposizione terapie efficaci e sicure anche negli stadi più avanzati di malattia, spesso privi di opzioni terapeutiche riconosciute, in particolare per i tumori gastrointestinali ed ematologici – conclude Gilles Renacco, Direttore Generale del Gruppo Servier in Italia -. Servier ha fatto della lotta contro il cancro una delle sue priorità con l’obiettivo di diventare un attore riconosciuto e innovativo nel trattamento di neoplasie caratterizzate da forti bisogni clinici non soddisfatti. Siamo perciò orgogliosi di supportare l’AIOM in questa nuova campagna informativa”. (abstract By Intermedianews)

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Circa 1 milione gli italiani con tumori genitourinari

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2022

I pazienti che convivono con i tumori genitourinari sono in aumento e attualmente in Italia se ne registrano circa 1 milione: 500.000 pazienti con tumore della prostata, 144.000 con tumore del rene e circa 300.000 con tumore della vescica. Diventa quindi imprescindibile migliorare la loro qualità di vita e il loro benessere psico-fisico durante tutto il percorso di cura e questo si può ottenere anche con l’inserimento dell’attività fisica come trattamento non farmacologico complementare. Una regolare attività fisica, controllata dal proprio medico oncologo, incrementa la capacità aerobica, aumenta la resistenza e la forza fisica, il senso di benessere e l’autostima ed è in grado di contrastare alcuni degli effetti collaterali associati al tumore e ai trattamenti. È questo il tema principale del webtalk “I benefici dell’attività fisica nei pazienti con tumori genitourinari”, disponibile online da oggi su Oncowellness (www.oncowellness.it), che vede la partecipazione di Claudia Cerulli, Dottore di Ricerca in Attività Fisica e Salute, Università degli Studi di Roma Foro Italico, Gabriella De Benedetta, Dirigente Psicologo presso UOSC Ematologia dell’Istituto Nazionale Tumori e Vice-Presidente SIPO – Società Italiana di Psico-Oncologia, Laura Magenta, Assistente alla Presidenza Associazione PaLiNUro e Daniele Santini, Direttore UOC Oncologia Territoriale, Università La Sapienza – Polo Pontino. Oncowellness è una piattaforma digitale con trainer certificati, schede di allenamento e video-tutorial che aiuteranno i pazienti nel loro percorso di cura, con un focus specifico su quattro tipologie di tumori: tumori genitourinari, tumore al seno, tumore del polmone e tumori del sangue. Il progetto è promosso da Pfizer insieme a una coalition di esperti che riunisce le competenze di specialisti dell’oncologia, dell’oncoematologia, della psico-oncologia, della riabilitazione oncologica, dell’educazione motoria e trainer certificati e con la collaborazione di AIL – Associazione Italiana contro leucemie, linfomi e mieloma, Europa Donna Italia, IncontraDonna Onlus, Susan G. Komen Italia, PaLiNUro – Pazienti Liberi da Neoplasie Uroteliali e WALCE – Women Against Lung Cancer Europe.

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Diciannove (19,3) miliardi di euro: è il costo annuale dei tumori in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 settembre 2022

In otto anni (2014-2021), nel nostro Paese, la spesa per i farmaci oncologici è passata da 2,3 a 4 miliardi di euro, con un incremento del 73%. A fronte di una costante crescita delle uscite per la cura del cancro, migliora sempre più la sopravvivenza a un quinquennio, attestandosi al 65% nelle donne e al 59% negli uomini (rispetto al 63% e al 54% della rilevazione precedente aggiornata al 2015). Un risultato ottenuto grazie alle campagne di prevenzione e alle terapie innovative che permettono in molti casi di cronicizzare la malattia o di ottenere la guarigione, con consistenti risparmi in altre voci di spesa (sanitaria e sociale). I vantaggi della prevenzione oncologica sono dimostrati, ma questa voce è quasi del tutto assente nei programmi elettorali delle principali coalizioni delle prossime elezioni politiche. “Abbiamo letto solo vaghi accenni alla necessità di riprendere gli screening interrotti durante la pandemia, ma non vi è nessuna visione di sistema che ponga la prevenzione al centro della lotta contro il cancro, che deve includere anche la riduzione dei tempi di accesso ai farmaci innovativi e la maggiore diffusione dei test genomici. Nei programmi manca l’oncologia. Chiediamo alle coalizioni di considerare questi temi fondamentali. Solo così potremo salvare più vite e garantire la sostenibilità del sistema sanitario”. È l’appello di Saverio Cinieri, Presidente nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) in un press briefing al Congresso della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO), che si apre oggi a Parigi. “A causa della pandemia – afferma il Presidente AIOM -, gli screening per il tumore della mammella, della cervice uterina e del colon retto hanno registrato una riduzione di due milioni e mezzo di esami nel 2020 rispetto al 2019. Sono state stimate anche le diagnosi mancate: oltre 3300 per il tumore del seno, circa 1300 per il colon-retto (e 7474 adenomi in meno) e 2782 lesioni precancerose della cervice uterina. Non basta far riferimento solo alla necessità di riavviare questi programmi di prevenzione secondaria, che restano fondamentali”.Ogni anno in Italia sono 377.000 le nuove diagnosi di cancro. È dimostrato che il 40% dei casi e il 50% delle morti oncologiche possono essere evitati agendo su fattori di rischio prevenibili, in particolare sugli stili di vita. “Il principale – continua Saverio Cinieri – è il fumo di sigaretta, associato all’insorgenza di una neoplasia su tre e a ben 17 tipi di cancro, oltre a quello del polmone. Non solo. Anche una dieta corretta e la regolare attività fisica possono ridurre fino al 30% il rischio di sviluppare la malattia. Il movimento fisico esercita effetti preventivi e terapeutici e può essere paragonato a un farmaco che, opportunamente somministrato, previene gravi malattie come i tumori e ne impedisce lo sviluppo, garantendo considerevoli vantaggi ai cittadini e risparmi al sistema sanitario. È stimato che, in Italia, i fattori di rischio comportamentali e, quindi, modificabili siano responsabili ogni anno di circa 65mila decessi per cancro e il fumo di sigaretta presenta il maggior impatto con 43mila morti”. “L’oncologia di precisione oggi include armi efficaci come le terapie mirate e l’immunoncologia che consentono di allungare la sopravvivenza anche nella malattia metastatica, in alcuni casi cronicizzandola – conclude il prof. Curigliano -. Nell’oncologia di precisione rientrano anche i test genomici, che permettono di limitare il ricorso alla chemioterapia dopo l’intervento chirurgico nelle donne con tumore del seno in stadio precoce. Risale a luglio 2021 la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto attuativo ministeriale, che ha sbloccato i 20 milioni di euro del Fondo dedicato all’applicazione gratuita di queste analisi molecolari, che però non sono ancora utilizzate in modo uniforme sul territorio. Va superata la lunghezza degli iter burocratici a livello regionale, perché tutte le pazienti abbiano la possibilità di accedere ai test genomici”.

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Tumori: prevenzione personalizzata

Posted by fidest press agency su domenica, 19 giugno 2022

Paolo Marchetti, Direttore Scientifico IDI IRCCS di Roma: “Vanno identificati specifici determinanti genomici legati a un aumentato rischio di sviluppare il cancro. Così possiamo salvare più vite. Il paradigma istologico e agnostico è superato. È necessario considerare le modificazioni dell’ambiente individuale ed esterno” Non solo geni o bersagli molecolari, da colpire con terapie anticancro mirate. L’oncologia di precisione oggi va ben oltre questo orizzonte, includendo un universo molto più ampio. La prevenzione dei tumori diventa personalizzata grazie all’identificazione di precise alterazioni molecolari che consentono di individuare gruppi di popolazione a rischio. E, nei trattamenti, il modello da seguire è quello mutazionale, in cui vanno considerate tutte le alterazioni subite dall’organismo, a seguito delle modificazioni dell’ambiente individuale ed esterno, che possono avere un ruolo nello sviluppo del cancro e nella scelta della terapia. Le nuove frontiere sono delineate oggi a oggi a Roma all’Università La Sapienza al “World Health Summit Regional Meeting – Europe”, nella sessione dedicata all’oncologia di precisione, moderata da Paolo Marchetti (Direttore Scientifico IDI IRCCS di Roma, Ordinario di Oncologia all’Università La Sapienza di Roma e Presidente della Fondazione per la Medicina Personalizzata) e da Khay-Guan Yeoh (Professore di Medicina all’Università di Singapore). Nel meeting, organizzato ogni anno dall’Alleanza dei centri accademici e di ricerca (M8 Alliance of Academic Health Centres, Universities and National Academies), vengono affrontati temi di grande rilievo che vanno dai vaccini ai sistemi di gestione della salute pubblica, alle sindromi metaboliche alle malattie croniche, fino alle nuove tecnologie e alla medicina personalizzata. “La prevenzione diventa personalizzata perché può essere basata su modelli di medicina di precisione, attraverso l’identificazione di specifici determinanti genomici legati a un aumentato rischio di sviluppare il cancro – afferma il prof. Marchetti -. In questo ambito rientra una serie di interventi per individuare il tumore in fase iniziale oppure per evitare l’insorgenza della malattia. Ad esempio, alle donne con mutazione del gene BRCA, che rappresenta un fattore di rischio per il tumore del seno, possono essere proposti programmi di screening mammario più frequenti, che rientrano nella prevenzione secondaria, oppure il trattamento con inibitori dell’aromatasi o antiestrogeni, ancora all’interno di studi clinici, per potenziare la prevenzione primaria. Così possiamo salvare più vite e garantire risparmi al sistema sanitario”. Questi temi relativi alla prevenzione personalizzata sono illustrati al meeting da Stefania Boccia, professore di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. “La patologia molecolare è un elemento cardine dell’oncologia di precisione – continua il prof Marchetti -. La mutazione genetica non può più rappresentare la soluzione del problema. È necessario imparare a studiare non più solo le singole alterazioni ma le modificazioni complessive delle vie di segnale cellulare. Così il patologo molecolare può fornire al clinico informazioni decisive per la scelta della terapia. Ad esempio, un paziente con un alto carico mutazionale, teoricamente candidato all’immunoterapia, deve essere indirizzato a un’altra cura in presenza di una mutazione che blocca la risposta all’immunoterapia”. Lo scopo del “World Health Summit Regional Meeting – Europe”, che fa parte del “World Health Summit” che si svolge ogni anno a fine ottobre a Berlino, è studiare elementi innovativi, raccomandazioni da offrire alla valutazione delle autorità politiche e accademiche. Si tratta di progetti di applicazione clinica per superare le disuguaglianze ancora presenti nei sistemi sanitari e nell’accesso alle terapie.

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Intelligenza artificiale e prevenzione tumori

Posted by fidest press agency su domenica, 24 aprile 2022

L’Intelligenza Artificiale si è dimostrata una valida alleata nella prevenzione dei tumori del colon e del retto: i suoi algoritmi, infatti, permettono una maggiore precisione nell’identificazione di polipi durante la colonscopia. I benefici legati all’utilizzo di queste tecnologie non sono, però, soltanto clinici, ma si traducono anche in termini di maggiore sostenibilità economica: lo dicono i dati di uno studio multicentrico pubblicato sulla rivista The Lancet Digital Health, coordinato dal prof. Alessandro Repici, direttore del Dipartimento di Gastroenterologia di Humanitas e docente di Humanitas University e dal prof. Cesare Hassan, docente di Humanitas University, in collaborazione con l’Università di Oslo. Obiettivo del progetto è studiare il rapporto costo-efficacia delle tecnologie di Intelligenza Artificiale (IA) nell’ambito della colonscopia. L’utilizzo di questi software, infatti, richiede alle strutture ospedaliere investimenti economici molto alti (pari a circa 19$ per paziente). Lo studio firmato da Humanitas ha dimostrato che, nell’arco di 30 anni, questi investimenti non solo vengono interamente ammortizzati, ma generano anche un risparmio se paragonati alle spese mediche per i pazienti con tumore del colon. Gli strumenti di IA, infatti, migliorano il tasso di identificazione delle lesioni del colon del 44%, riducendo il rischio di incorrere in errori diagnostici. L’esecuzione di colonscopie di screening con l’ausilio dell’IA è associata, da un lato, ad una riduzione dell’incidenza dei tumori del colon dell’8,4% e dall’altro ad un risparmio economico di 57$ per persona grazie alla riduzione dei costi di terapia legata alla maggiore prevenzione. L’insieme di questi dati testimonia l’importanza di continuare ad investire in Intelligenza Artificiale sia per garantire al paziente un’assistenza sempre più efficace e personalizzata, sia per promuovere una Sanità più sostenibile. Il tumore del colon è la seconda causa di morte per cancro in Italia e, ad oggi, lo strumento migliore per la sua corretta diagnosi è la colonscopia. Humanitas da anni è impegnata nello sviluppo di algoritmi di intelligenza artificiale che possano supportare i professionisti sanitari nell’identificazione dei polipi anche di dimensioni molto piccole, altrimenti difficili da notare o perché non ben esposti, o a causa del loro colore, spesso molto simile a quello della mucosa sana. Oltre alla prevenzione dei tumori del colon e del retto, Humanitas è impegnata nell’applicazione dell’Intelligenza Artificiale anche in altri contesti. Ad esempio, nel 2021 è stato lanciato il progetto GenoMed4All, finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Horizon 2020 Research & Innovation. Le malattie ematologiche sono considerate rare, per cui il bisogno clinico di nuove conoscenze e strumenti è molto forte. GenoMed4All va incontro a questa necessità Attraverso la creazione di una piattaforma che faciliti la condivisione e l’analisi dell’enorme quantità di dati genomici e clinici elaborati in sicurezza dalle strutture ospedaliere.

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Cellule CAR-killer contro i tumori solidi

Posted by fidest press agency su domenica, 20 febbraio 2022

Si chiamano CAR-killer e sono cellule che i ricercatori del progetto Car-T di Alleanza Contro il Cancro, la Rete Oncologica Nazionale del Ministero della Salute presieduta dal prof. Ruggero De Maria, stanno sviluppando e dirigendo verso target innovativi in tumori solidi. Quest’ambiziosa porzione del progetto coordinato dal prof. Franco Locatelli, parte del più ampio programma di ricerca finanziato dal Parlamento con dieci milioni di euro – lo stesso che, come si ricorderà, ha consentito la remissione completa di giovani pazienti affetti da leucemia linfoide acuta attraverso l’infusione di un basso numero di cellule – si propone di implementare nuovi approcci a livello preclinico per estendere l’applicabilità del trattamento con cellule CAR-T a neoplasie non ematologiche, migliorando parallelamente il profilo di sicurezza ed efficacia dell’approccio. Il Progetto Car-T. Una rivoluzione nel campo dell’immunoterapia per la cura della Leucemia Linfoblastica Acuta è stato lo sviluppo di linfociti T modificati geneticamente che esprimono un recettore antigenico chimerico (CAR) contro i target tumorali. Tuttavia, nonostante la loro efficacia nel curare la LLA, le cellule CAR-T sono state associate a un profilo di sicurezza non ancora ottimale. Inoltre, nell’ambito di altre patologie maligne ematologiche (ad esempio la leucemia mieloide acuta, LMA) e dei tumori solidi, l’efficacia dell’approccio è risultata limitata. Per questi motivi il progetto di ricerca CAR-T, promosso dal Ministero della Salute e sviluppato sotto l’egida di ACC, si prefigge di migliorare l’efficacia della terapia con cellule CAR-T attraverso la creazione di un network di collaborazione che unisca l’expertise delle diverse Istituzioni partecipanti. Nel team di progetto sono coinvolti 17 dei 28 Irccs attualmente associati alla Rete. Alleanza Contro il Cancro. Ad ACC, la Rete Oncologica Nazionale fondata nel 2002 dal Ministero della Salute, aderiscono 28 Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), INFN, Fondazione Politecnico Milano, AIMaC, Italian Sarcoma Group, Fondazione CNAO e Istituto Superiore di Sanità – che ne ospita gli uffici. La missione di Alleanza contro il Cancro è portare l’innovazione tecnologica e organizzativa dalla ricerca di base alla pratica clinica, elevando e uniformando il livello di assistenza, cura e riabilitazione dei Pazienti oncologici su tutto il territorio nazionale.

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Tumori in Italia e la media europea

Posted by fidest press agency su martedì, 26 ottobre 2021

In Italia si muore di cancro meno rispetto alla media europea (-13% negli uomini e -10% nelle donne). Nel nostro Paese, nel 2021, diminuiscono i decessi per tumori e migliora la sopravvivenza. Nel 2021 sono stimate 181.330 morti per neoplasie (100.200 uomini e 81.100 donne), 1870 in meno rispetto al 2020. Più in generale, negli ultimi sei anni, si è osservato un calo complessivo della mortalità per cancro del 10% negli uomini e dell’8% nelle donne. Dal 2015 a oggi, nei maschi sono diminuite del 18,4% le morti per neoplasie dello stomaco, del 15,6% quelle del polmone, del 14,6% alla prostata e del 13,6% del colon-retto. Aumentano nella popolazione femminile i decessi per i carcinomi della vescica (+5,6%) e del polmone (+5%), strettamente legati al fumo di sigaretta, mentre calano quelli allo stomaco (-25%), colon-retto (-13,2%), ovaio (-9%) e mammella (-6,8%). Non emergono progressi per il tumore del pancreas, che continua a evidenziare tassi di mortalità stabili nei maschi e in crescita (+3,9%) nelle femmine. L’alto livello dell’assistenza oncologica in Italia è evidenziato dalle percentuali di sopravvivenza a 5 anni, che migliorano per tutte le neoplasie attestandosi al 59% negli uomini ed al 65% nelle donne (rispetto al 54% e 63% della rilevazione precedente aggiornata al 2015). In sette sedi negli uomini ed in otto nelle donne le sopravvivenze si attestano su valori molto elevati, fino al 96,2% dei carcinomi tiroidei nelle donne e al 93,2% nel testicolo. Il rischio di morte è raddoppiato per i malati oncologici con infezione da SARS-CoV-2.La pandemia pesa anche sull’assistenza oncologica, perché si osservano neoplasie in fase sempre più avanzata, come emerge da un’indagine che ha coinvolto 19 anatomie patologiche, rappresentative dell’intero territorio nazionale. Nel 2020 sono stati eseguiti, senza terapia neoadiuvante, 5758 interventi chirurgici alla mammella e 2952 al colon-retto. Il numero delle operazioni è in calo rispetto al 2019 (-805 casi, pari al -12% per la mammella, e -464 casi, pari a -13% per il colon retto). E le dimensioni della malattia al momento dell’intervento spesso sono maggiori di quelle rilevate nel periodo pre-Covid. Il calo dei tumori in situ operati è stato del 32% per il colon-retto e dell’11% per la mammella.Nel 2021, in Italia, sono stimati 34.000 decessi per cancro del polmone, 21.700 per il colon-retto, 12.900 per il pancreas, 12.500 per la mammella e 8500 per lo stomaco. “Un’indagine condotta dalla nostra società scientifica ha stimato, a livello nazionale, l’impatto dell’infezione da SARS-CoV-2 sugli interventi chirurgici dei tumori della mammella e del colon-retto – sottolinea Anna Sapino, Presidente SIAPEC-IAP -. Per il tumore della mammella, il numero di casi operati nel 2020 è risultato inferiore del 12% (-805 casi) rispetto al 2019, e questa riduzione si è osservata per le neoplasie di tutte le dimensioni, in particolare per quelle più piccole. Vi è stato un aumento significativo dei tumori del seno pT2 (compresi tra 2 e 5 cm), a fronte della diminuzione di quelli più piccoli (pT1, tra 1 e 5 mm). Anche per il colon-retto si è registrata una riduzione dei casi operati nel 2020, inferiore del 13% (-464 casi) rispetto al 2019, con un calo particolarmente marcato per i tumori in situ, mentre si è registrato un aumento significativo delle neoplasie con perforazione del peritoneo. I risultati di questa indagine fanno emergere, in generale e per entrambe le patologie, una diminuzione dei tumori in situ caratterizzati da alte probabilità di guarigione (-11% per la mammella, -32% per il colon-retto), che può essere la conseguenza della temporanea riduzione degli screening oncologici nel 2020”. “Gli stili di vita sani rappresentano l’arma più importante per sconfiggere il cancro – conclude Maria Masocco, Responsabile scientifico PASSI e PASSI d’Argento, Istituto Superiore di Sanità -. Quasi il 30% dei cittadini è sedentario. Dal 2008 la sedentarietà nella popolazione adulta è aumentata, in particolare al Sud, dove è passata dal 35% nel 2008 a valori che raggiungono quasi il 45% nel 2019. Più di 4 adulti su 10 sono in eccesso ponderale, ovvero il 31,5% in sovrappeso e il 10,8% obeso, con un trend in crescita per l’obesità, non solo nel Sud ma anche al Nord. La pandemia ha fatto segnare, nel 2020, una battuta d’arresto anche nel calo del numero dei fumatori, progressivamente registrato fra il 2008 e il 2019. Questo rallentamento è sostenuto in particolare dalle donne con più di 35 anni, fra le quali, per la prima volta dal 2008, si registra un’inversione di tendenza con un aumento, modesto ma non trascurabile, della quota di fumatrici. Anche la quota di chi tenta di smettere di fumare scende dal 36% del 2019 al 31% durante la pandemia, in particolare dal 39% al 31% fra le donne”.

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CAR-T Destinazione futuro: da AIL una campagna itinerante e online sul trattamento tumori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 ottobre 2021

Offrire percorsi informativi a pazienti ematologici e famigliari e favorire il confronto tra pazienti, specialisti e Istituzioni: sono gli obiettivi di CAR-T – Destinazione futuro, campagna itinerante e online promossa da AIL – Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma con il supporto non condizionante di Celgene (ora parte di Bristol Myers Squibb), Gilead, Janssen e Novartis. Un vero e proprio “viaggio nel futuro” della lotta ai tumori, che fa leva su una landing page dedicata sul sito AIL, con la mappa aggiornata dei Centri autorizzati alla somministrazione delle CAR-T, eventi organizzati nei capoluoghi di Regioni che ospitano i Centri abilitati e un video-racconto orale, che narra il percorso di scoperta delle CAR-T, dalle prime intuizioni alla pratica clinica. Una campagna “in progress” che proseguirà nel 2022 e sarà aggiornata in relazione alle continue novità che arrivano dal fronte della ricerca, delle autorizzazioni dell’AIFA e delle esperienze cliniche.

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Tumori a causa del Covid

Posted by fidest press agency su sabato, 5 giugno 2021

Ad oltre un anno dall’inizio della pandemia la situazione nel nostro Paese risulta molto difficile per gli oltre 3 milioni di persone che vivono con un tumore. Si stima che nel 2020, rispetto al 2019, le nuove diagnosi di tumore sono diminuite dell’11%. I nuovi trattamenti farmacologici si sono ridotti del 13% mentre gli interventi chirurgici hanno fatto registrare un -18%. “Ora che la maggioranza dei pazienti oncologici è stata vaccinata contro il Covid e messa così in sicurezza è tempo di tornare a investire e a promuovere la lotta contro il cancro”. E’ questo l’appello lanciato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) in occasione dell’avvio del Congresso della Società Americana di Oncologia Clinica (ASCO), che si svolge in forma virtuale dal 4 all’8 giugno. “Ci sono stati numerosi ritardi o posticipazioni per gli esami diagnostici e di follow up – afferma Giordano Beretta, Presidente Nazionale AIOM -. Il rischio reale e concreto è quello di registrare un forte aumento dei tumori diagnosticati ad uno stadio più avanzato. La priorità deve essere la ripresa su tutto il territorio nazionale degli esami e dei trattamenti. Stiamo ancora riscontrando casi di pazienti che non si presentano nelle nostre strutture per ricevere prestazioni sanitarie. Dobbiamo quindi ribadire con forza che adesso gli ospedali italiani sono assolutamente luoghi sicuri e che il personale sanitario è stato vaccinato. Il rischio di contrarre il Coronavirus è molto ridotto, praticamente vicino allo zero. Al contrario le patologie oncologiche sono sempre molto pericolose e prima dell’inizio della pandemia causavano ogni anno oltre 180mila decessi. Un dato che potrebbe aumentare anche per colpa del Covid-19 e delle sue conseguenze nefaste sull’intero sistema sanitario nazionale”. “Anche la prevenzione secondaria deve essere rilanciata dopo il brusco stop che ha registrato nei primi mesi della pandemia – prosegue Saverio Cinieri, Presidente Eletto AIOM -. Lo scorso anno abbiamo avuto oltre due milioni e mezzo di esami di screening in meno rispetto al 2019 e bisogna perciò avviare un piano di recupero per questi esami che sono di fondamentale importanza. E’ necessario un impegno straordinario, ad esempio, attivando anche nei fine settimana gli operatori sanitari per svolgere le mammografie per la diagnosi precoce del carcinoma mammario. Per quanto riguarda invece la ricerca del sangue occulto nelle feci per l’individuazione del tumore del colon-retto si può prevedere il coinvolgimento dei farmacisti. Infine non va trascurata anche la promozione di stili di vita sani che da sempre vede l’impegno della nostra Società Scientifica con campagne rivolte all’intera popolazione. Alcuni comportamenti scorretti come il fumo o l’abuso di alcol sono aumentati negli ultimi mesi anche a causa del Coronavirus”.

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Tumori: melanoma e metastasi cerebrale

Posted by fidest press agency su domenica, 9 Maggio 2021

La pandemia non ferma la ricerca scientifica contro il cancro promossa da Fondazione NIBIT. Negli ultimi 12 mesi la Fondazione NIBIT ha infatti sviluppato 6 studi clinici, tutti coordinati dal Centro di Immuno-Oncologia (CIO) dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese. Il risultato di questo impegno si concretizza in particolare in tre sperimentazioni, uniche al mondo per caratteristiche e risultati. Innanzitutto, lo studio NIBIT-M2 evidenzia che il 41% dei pazienti con melanoma e metastasi cerebrali è vivo a 5 anni, grazie alla combinazione di due molecole immunoterapiche, nivolumab e ipilimumab. E, in un tumore raro e molto difficile da trattare come il mesotelioma, lo studio NIBIT-MESO-1 dimostra il valore del ritrattamento con l’immunoterapia e la possibilità di utilizzare il carico mutazionale del tumore (Tumor Mutational Burden, TMB) per prevedere la risposta a questo approccio di cura. Infine, lo studio NIBIT-ML1 vuole indicare una nuova via per vincere la resistenza all’immuno-oncologia nel tumore del polmone e nel melanoma. Le ricerche e l’impegno di Fondazione NIBIT sono presentati in una conferenza stampa virtuale. Un’altra strada aperta da Fondazione NIBIT va nella direzione di indentificare con sempre maggior precisione i pazienti che possono rispondere all’immunoterapia, come evidenziato dallo studio NIBIT-MESO-1, che ha coinvolto 40 individui affetti da mesotelioma. “I nostri obiettivi sono, da un lato, fornire la migliore terapia a ogni persona con diagnosi di cancro, dall’altro utilizzare al meglio le risorse disponibili – continua il Prof. Maio -. Per raggiungere questi risultati, serve un biomarcatore ‘solido’ e TMB, che misura il numero di mutazioni molecolari nel tumore, va proprio in questa direzione. Il mesotelioma è una neoplasia rara ma molto aggressiva. In Italia, nel 2020, sono stati stimati circa 1.900 nuovi casi. “Presenta un fortissimo legame con l’esposizione professionale alle fibre di asbesto e per trent’anni non vi sono stati avanzamenti nella terapia – sottolinea Luana Calabrò, Responsabile neoplasie toraciche del CIO

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Tumori rari del cavo orale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2021

E’ stato pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Patology uno studio tutto italiano sull’ameloblastoma, un raro tumore aggressivo del cavo orale e dei denti, con un’incidenza di un caso ogni 2 milioni di persone. Lo studio, coordinato dall’ASST Papa Giovanni XXIII che ha coinvolto 11 centri di ricerca, indaga alcuni aspetti genetici del tumore,con l’obiettivo di aggiornare la diagnosi e le cure, mettendo in risalto l’importanza del follow up per contrastare il rischio recidiva. L’ameloblastoma si sviluppa nella mandibola o, più raramente, nella mascella, colpisce in pari misura gli uomini e le donne di età compresa tra 30 e 60 anni, rappresentando meno dell’1% dei tumori del collo. Lo studio clinico, osservazionale e multicentrico, ha permesso di esaminare a posteriori le cartelle cliniche dei pazienti sottoposti a intervento chirurgico per ameloblastoma negli 11 centri partecipanti, in un arco temporale di 20 anni. Complessivamente, sono stati inclusi 74 pazienti seguiti nel follow up per almeno 60 mesi dopo l’intervento, i cui erano disponibili. Sulla base dei dati clinico-istopatologici e dei campioni anatomici analizzati, i ricercatori hanno potuto verificare che nel 30% dei casi si è presentata una recidiva. Per questo raccomandano l’importanza del follow up per valutare tempestivamente il trattamento adeguato. Lo studio ha indagato il ruolo della mutazione genetica di una proteina – mutazione conosciuta come BRAF V600E – la cui presenza è conosciuta da tempo per alcuni tipi di tumori. Nei melanomi metastatizzanti, per esempio, si è scoperto che questa mutazione può essere affrontata con un trattamento farmacologico mirato, scongiurando così in alcuni casi il ricorso all’intervento chirurgico. Nel caso dell’ameloblastoma, gli studiosi hanno escluso anzitutto la correlazione tra questa mutazione genetica e le caratteristiche cliniche del tumore e gli esiti di sopravvivenza del paziente. In pratica, nei pazienti che presentano questa mutazione genetica la prognosi non è peggiore rispetto ai pazienti che ne sono privi. Nessuna correlazione è stata rilevata con il rischio di recidiva. La BRAF V600E è però associata ad un’età più giovane del paziente, alla localizzazione del tumore nella mandibola (e non nella mascella) e alla sua variante monocistica. Per la ASST Papa Giovanni XXIII hanno collaborato a questo studio clinico, per la parte di coordinamento, l’Anatomia patologica di Andrea Gianatti e l’Oncologia del melanoma con il responsabile Mario Mandalà, attualmente professore dell’Oncologia medica all’Università di Perugia. Promotore dello studio è stata l’Unità di Odontoiatria e stomatologia diretta da Umberto Mariani. In particolare, lo specialista ambulatoriale di odontostomatologia Riccardo Bonacina ha ideato lo studio e, in qualità di principal investigator, ha coinvolto e coordinato 11 centri italiani tra cui le Università di Milano, Padova, Roma, Torino. E’ stata così messa a frutto l’ampia esperienza maturata dall’Odontoiatria e stomatologia del Papa Giovanni XXIII su questa rara patologia odontogena, in collaborazione con la Chirurgia maxillo-facciale diretta da Antonino Cassisi, che si occupa dell’intervento chirurgico di rimozione.

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