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La crescita della Tunisia: Destinazione di prima scelta per gli italiani

Posted by fidest press agency su domenica, 27 gennaio 2019

Milano. Anche quest’anno l’Ente Nazionale Tunisino per il Turismo in Italia sarà presente alla BIT (Borsa Internazionale del Turismo) che si terrà a Milano dal 10 al 12 febbraio 2019. L’occasione si rivela essere molto importante per portare l’attenzione del mondo del turismo sui risultati raggiunti dalla Tunisia durante il 2018. Inoltre le previsioni per il 2019, vedono la Tunisia posizionarsi come destinazione di prima scelta, recuperando il suo posto di destinazione attrattiva e imperdibile nel bacino del Mediterraneo.
La presenza in BIT del Ministro del Turismo e dell’Artigianato, René Trabelsi, è un chiaro segnale dell’importanza che il paese dà al mercato italiano nonché l’impegno del paese nel voler saldare ulteriormente i rapporti preesistenti e stringerne di nuovi con gli operatori del settore.Se il 2017 si era già rivelato un anno in crescita, registrando 88.000 visite da parte di italiani (+22% sul 2016), il 2018 si è confermato su questa linea, registrando 103.000 arrivi dall’Italia con un incremento del 17% rispetto al 2017.A livello europeo i dati segnano una ripresa ancora più netta, registrando un incremento del 42% con oltre 2.413.000 visitatori. Il 2018 ha visto in totale 8,3 milioni di visitatori da tutto il mondo, ovvero +45% rispetto al 2017, con un totale dei ricavi pari a 1,36 miliardi di dollari.Molto importante è il ritorno dei principali Tour Operator italiani che, dalla scorsa stagione, hanno dato nuova enfasi alla programmazione della destinazione e, grazie all’incremento del numero complessivo di operatori, si prevede una stagione 2019 in crescita.Una destinazione così facilmente raggiungibile dall’Italia è sicuramente meta ideale per vacanze in famiglia e short break. Il suo territorio molto variegato consente un’innumerevole quantità di attività ed esperienze diverse, capaci di soddisfare tutte le richieste.Per il 2019 sarà posto l’accento sull’intensificazione del traffico turistico durante la bassa stagione, attraverso il turismo culturale (circuiti turistici volti alla scoperta del patrimonio culturale e archeologico della Tunisia), sportivo (maratona, sport estremi, motori…), la terza età e il turismo congressuale.In Tunisia si può godere di una splendida vacanza rilassante al mare o dedicarsi alle vacanze attive. Ad esempio è possibile cimentarsi in rilassanti camminate nelle foreste del nord tra fiumi e laghi oppure effettuare delle escursioni in bici nella natura. Il mare, oltre al relax, offre svariate possibilità di splendide immersioni nei fondali e un’ampia gamma di sport acquatici. E poi le escursioni nel deserto con i 4×4 oppure sui quad o più tradizionalmente a dorso di dromedario e le fantastiche notti stellate che solo il deserto sa offrire. Da non dimenticare i trattamenti di talassoterapia o quelli offerti dagli hammam che fanno della Tunisia una destinazione perfetta per la cura di sé stessi e la remise en forme.Cultura, arte, storia, eventi, gastronomia e tanto altro: sono queste le mille esperienze racchiuse in un viaggio in Tunisia. Palcoscenico di numerose civiltà che si sono succedute e hanno convissuto per millenni, la Tunisia è ricca delle tracce del loro passaggio: berberi, romani, arabi, andalusi e francesi hanno lasciato stupende eredità giunte fino a noi ad evidenziare la diversità culturale di questo paese.
I prodotti di punta della destinazione oltre al balneare sono:
– il benessere e la talassoterapia: la maggior parte degli hotel di categoria superiore ha dei centri all’avanguardia.
– Il turismo sportivo: 11 campi da golf di standard internazionale che ospitano competizioni di livello internazionale; inoltre, campi da tennis nella maggior parte degli hotel che ospitano tornei internazionali. La Tunisia ha ospitato anche raduni di auto e moto e maratone, ciclismo e sport estremi
– Il turismo culturale: la storia millenaria della Tunisia è testimoniata dai suoi siti archeologici, da Cartagine a Dougga, da Sbeitla a Kerkouane e El Jem e i suoi musei, quello del Bardo di Tunisi e di Sousse, nonché le città con le medine.
– Il turismo congressuale: hotel di alto livello che sono in grado di ospitare incontri e congressi.I collegamenti aerei attualmente operati:
Tunisair: 24 voli settimanali da Roma, Milano, Venezia e Bologna
Tunisair Express: 5 voli settimanali da Palermo e Napoli
Alitalia: 12 voli settimanali da Roma
La programmazione charter 2019 prevede voli da: Milano Malpensa, Verona, Bergamo, Napoli, Bologna e Roma verso Djerba, Monastir e Tunisi, oltre alla programmazione dei voli di Linea operati da Tunisair e Tunisair Express (37 voli settimanali) e da Alitalia (14 voli settimanali)Chi volesse ricevere informazioni sulla Tunisia ci potrà incontrare in BIT al padiglione 4 stand C89-D88 sarà presente anche la compagnia aerea Tunisair e diversi operatori tunisini. Per maggiori informazioni, visitate il sito http://www.tunisiaturismo.it

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Cous Cous Fest: la Tunisia vince il Campionato del mondo di cous cous

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 ottobre 2018

Tunisia premio Miglior cous cous.jpgSan Vito Lo Capo (Trapani) E’ la Tunisia il paese vincitore del Campionato del mondo del cous cous, la competizione tra 10 paesi svolta nell’ambito del Cous Cous Fest, il festival internazionale dell’integrazione culturale, organizzato dall’agenzia di comunicazione Feedback di Palermo in partnership con il Comune di San Vito Lo Capo, che si chiude stasera a San Vito Lo Capo.La ricetta di Nabil Bakouss, che lavora al ristorante Joia dello chef di origini svizzere Pietro Leemann, premiato con una stella Michelin, coadiuvato dagli chef Youssef Abdelli e Lamjed Hosni, è stato il più apprezzato dalla giuria tecnica, tra quelle degli altri 9 paesi in gara: Angola, Costa d’Avorio, Israele, Italia, Marocco, Senegal, Spagna e Stati Uniti. La giuria di esperti, presieduta da Fiammetta Fadda, firma di Panorama, ha visto impegnati negli assaggi 14 tra giornalisti, chef e blogger.Alla delegazione tunisina è andato il premio offerto da Unicredit e consegnato dal sindaco di San Vito Lo Capo, Giuseppe Peraino e da Roberto Cassata, responsabile relazioni con il territorio Sicilia di UniCredit. “Anche quest’anno San Vito Lo Capo è tornata ad essere la capitale mondiale dell’integrazione e della contaminazione tra le culture – ha detto il sindaco Peraino – e il cous cous il pretesto per parlare di pace e solidarietà tra popoli all’insegna del motto “make cous cous not war”. La ricetta tunisina, “Mare Nostrum”, un cous cous al gambero rosso, harissa grigliata e hummus al finocchietto, ha convinto la giuria tecnica “per l’originalità con cui ha interpretato questo piatto millenario”. “L’abilità tecnica nel mescolare ingredienti e preparazioni così numerosi che avrebbero potuto creare confusione e distonie – si legge nella motivazione – si è condensata invece in un piatto di gradevolezza e armonia sorprendenti ed eccellenti”.
All’Israele, rappresentato dallo chef Moshe Basson del ristorante Eucalyptus di Gerusalemme, è andato il premio per la migliore presentazione del piatto, offerto da Conad e consegnato da Antonio Brianti, direttore Generale Coo Di Conad Sicilia, “per la composizione ricca di colore, festosa nell’abbondanza di un piatto che, nella disposizione e nella scelta degli ingredienti, interpreta e annuncia lo spirito conviviale che è l’anima del cous cous”.
“Questa rassegna – ha detto Fiammetta Fadda, presidente della giuria tecnica – è nata oltre venti anni fa come una start-up, un piccolo evento di pochi giorni. Oggi è diventato una case history, un modello da prendere ad esempio grazie ad un Comune che ci ha creduto ed investito, ed ad una grande squadra di professionisti che ci lavora con passione e costanza”.La giuria popolare, composta dai visitatori della manifestazione, ha premiato invece il Senegal, con Ndaye Alioune Badara detto Paco, italiano d’adozione, che ha studiato ad Alma con Gualtiero Marchesi e che oggi in Finlandia è ambasciatore della cucina italiana con il suo progetto “Pasta Fabbrica”. La sua ricetta è stata premiata con il riconoscimento offerto da Bia CousCous e consegnato da Luciano Pollini, amministratore delegato di Bia e da Raul Russo, capo della segreteria dell’assessorato regionale del turismo. “Ad estate ormai conclusa – ha detto Raul Russo – il Cous Cous Fest è riuscito ad attirare a San Vito Lo Capo migliaia di persone, estendendo la sua stagione turistica e rivelando l’efficacia di un evento realmente internazionale che colleziona da diversi anni risultati importanti”.Agli Stati Uniti, rappresentati dallo chef Marc Murphy, che gestisce la catena dei ristoranti Benchmarc Restaurants e fa parte del Diplomatic Culinary Partnership del Dipartimento di Stato americano, è andato invece il Premio Salute e benessere, offerto da Visodent, “per aver saputo sfidare la blandizie dei piatti cosiddetti salutari con una preparazione che, senza far ricorso ai grassi, è un forziere di sapori marini tra i più eleganti, vivaci, e ricchi di virtù: uova di tonno e di salmone, nero di seppia, alghe”.Il Cous Cous Fest ha attirato nella cittadina trapanese migliaia di persone con un programma di dieci giorni che ha visto oltre 40 cooking show con i maggiori protagonisti della cucina italiana, gli stellati Norbert Niederkofler e Pino Cuttaia, Giorgione, Chiara Maci, Filippo La Mantia, Sergio Barzetti e i concerti di grandi artisti della musica italiana e internazionale tra cui Le Vibrazioni, Gemitaiz, The Kolors, Carmen ed Ermal Meta.“Lavoriamo a questo evento fin dalla sua nascita – spiegano dall’agenzia Feedback di Palermo, organizzatrice e producer dell’evento – con sforzi non indifferenti. Siamo orgogliosi di rappresentare una buona pratica che riesce a distinguersi nel Sud Italia e che questo progetto, a cui da sempre abbiamo creduto, sia diventato una case history per la valorizzazione delle eccellenze locali, la promozione turistica e lo sviluppo dei territori”.Cinquanta i giornalisti accreditati quest’anno tra cui testate italiane come il Tg2, Panorama, Il Sole 24ore ed il Corriere della sera ma anche internazionali come il quotidiano tedesco Die Tageszeitung.A calare il sipario sulla manifestazione il duo di comici palermitani Matranga e Minafò in “Altrimenti ci aggalliamo”, lo spettacolo di cabaret con la partecipazione di Massimo Salici e del dj Luca De Paoli che vede in scena alcuni dei personaggi più popolari e i gli sketch più esilaranti di “Made in Sud”, la trasmissione su Rai 2 che li ha visti protagonisti per diverse stagioni. (By Angela Abbate)

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Convegno internazionale sulle migrazioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 settembre 2018

Università tunisina di Sfax 17-19 dicembre 2018 Convegno internazionale pluridisciplinare organizzato a Sousse dall’Associazione Tunisina degli Studi Mediterranei (ATEM) in collaborazione con l’università di Sfax sul tema “L’immigrazione – Sguardi incrociati”. I lavori dei convegno si svolgeranno dal 17 al 19 dicembre 2018. Del comitato scientifico fanno parte anche illustri sociologi e demografi italiani.
Il coordinatore, il prof. Ali Slah Chebbi, nel presentare l’iniziativa da una parte sottolinea che il fenomeno migratorio è intrinseco allo svolgimento della storia dell’umanità e, dall’altra, si sofferma sugli attuali aspetti problematici, che richiedono nuovi approcci a livello scientifico e culturale. Inoltre il professor Chebbi cita il naufragio di 87 immigrati nei pressi delle isole di Kerkennah in Tunisia, la notte del 2 giugno 2018: l’auspicio è che il Mediterraneo cessi di essere un mare di morte e che gli apporti al convegno contribuiscano a una nuova e più fruttuosa visione geopolitica dei flussi migratori.
L’impostazione multidisciplinare ha indotto gli organizzatori a prevedere cinque sezioni:
– Immigrazione e storia;
– Immigrazione e relazione internazionale;
– Immigrazione e diritto;
– Immigrazione, identità e integrazione;
– Immigrazione, letteratura e arte.
Proposte di interventi e i relativi riassunti, di circa mezza pagina, accompagnati da un indice bibliografico, devono essere inviati unicamente tramite posta elettronica entro il 15 settembre 2018 al seguente indirizzo: achebby@gmail.com. Le lingue di lavoro al convegno saranno l’arabo, il francese, l’inglese e l’italiano. Per temi di rilevante importanza in via eccezionale, verranno accettati, interventi scritti (nel caso che i relatori siano impossibilitati a partecipare). Non si può che apprezzare la disponibilità dimostrata a esaminare un tema diventato politicamente rovente.

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La street art in Tunisia e Djerbahood

Posted by fidest press agency su domenica, 24 giugno 2018

La Street art in Tunisia è un fenomeno alquanto recente, non che prima mancasse un fermento artistico e culturale underground ma sicuramente era meno marcato rispetto agli ultimi anni.
In quest’ultimo periodo molte persone sono state portate ad esprimere sentimenti, opinioni, paure e speranze in maniera innovativa, attraverso forme artistiche come la street art. La street art è in grado di ricoprire il ruolo del mezzo di comunicazione che sa arrivare direttamente al pubblico senza filtri. Gli artisti hanno così potuto riappropriarsi degli spazi comuni (in particolare dei muri) e ciò ha indubbiamente avviato un processo spontaneo di rinascita culturale. Le strade tunisine si sono trasformate in luoghi dove le nuove generazioni si esprimono attraverso un linguaggio per immagini, come il gruppo Ahl El Kahf (La gente della caverna), composto da giovani artisti diplomati alla Scuola di belle arti di Tunisi.La street art ha recentemente conosciuto un vero e proprio boom in Tunisia e si è diffusa nella periferia, nei quartieri del centro e nella vecchia medina delle città, come testimoniato dalle numerose opere che si possono trovare ad esempio nella capitale. Proprio a Tunisi, il cavalcavia vicino alla piazza del Monguela, ospita un museo a cielo aperto con graffiti di varia natura, dove ogni settimana c’è un ricambio di graffiti: gli unici a rimanere intatti sono quelli che commemorano eventi importanti.I graffiti sono usciti dal circuito underground e sono entrati a far parte anche di luoghi religiosi, come testimoniato dall’opera dell’artista El Seed sulla facciata della moschea di Gabes. Questo artista franco-tunisino nato nel 1981 è uno dei più famosi a livello mondiale grazie all’inclusione nei suoi graffiti di elementi della tradizione calligrafica araba, esitati in uno stile da lui definito “calligraffiti”.“Djerbahood” è il progetto di street art, un sogno diventato realtà per 150 artisti di strada provenienti da 30 paesi che nei mesi di luglio e agosto 2014 hanno trasformato l’autentico villaggio tradizionale di Erriadh – uno dei più antichi villaggi della Tunisia situato sull’isola di Djerba, conosciuta come “l’isola dei sogni”. Con un centinaio di diverse espressioni artistiche hanno reso questo villaggio “un museo a cielo aperto”.
Le tradizionali mura e i labirintici vicoli di Erriadh sono ancora pieni di murales che esplorano l’identità culturale, spaziando dal capriccioso al giocoso, dal cupo al provocatorio.
La trasformazione è inevitabile in un museo a cielo aperto. Alcuni pezzi sono scomparsi, alcuni sono naturalmente alterati – la patina dell’età migliora le immagini sorprendenti.
“L’arte di strada è il movimento artistico più grande e unico della storia per il suo impatto globale e per la mancanza di dipendenza dalle istituzioni convenzionali”, ha detto il curatore franco-tunisino Mehdi Ben Cheikh in un’intervista del New York Times del 2014. “Il mio ruolo è quello di aiutarlo a sviluppare e superare i confini”.
Djerba, la grande isola del sud della Tunisia, cantata da Omero nell’Odissea situata sulla terraferma, è tra le località più belle del Mediterraneo per trascorrere le vacanze: terre di tradizioni, nonché porte aperte verso il vicino Sahara.
I sognatori ameranno Djerba per le sue spiagge sabbiose bordate di palme, il suo mare turchese, i suoi paesaggi sereni e i suoi tramonti fiammeggianti. Luogo di benessere, può vantare numerosi centri di talassoterapia dove coccolarsi tra massaggi e trattamenti http://www.tunisiaturismo.it

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Migrants in Tunisia/Libya: MEPs to assess search and rescue operations

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

tunisi1Tunisi. A Civil Liberties Committee delegation will be in Tunisia from 18 to 22 September to assess cooperation in migration management between the EU and countries in the region.MEPs will evaluate “search and rescue” operations in the Mediterranean and the current situation in Libya. They will discuss visa liberalisation and readmission agreements with national and local authorities, as well as representatives of the EU, other international bodies, and NGOs.In the context EU cooperation with Africa on migration and of their current legislative work on readmission agreements, MEPs aim to understand better the situation of migrants and asylum-seekers as well as the new partnership framework between the EU and Tunisia.”Just last week the LIBE committee held discussions with the Commission on readmission agreements, taking into account the ongoing negotiations between the EU and Tunisia. The delegation visit is timely and will support the work of the committee in assessing a future readmission agreement with Tunisia”, says Civil Liberties Committee (LIBE) and delegation Chair, Claude Moraes (S&D, UK)MEPs will also discuss EU Trust Fund for Migration projects in Libya with NGOs, including the UNHCR and the International Organisation for Migration. “Monitoring of EU funds, training as well ensuring that the principle of non-refoulement is respected are issues that continue to resurface in our committee’s discussions on migration and it is key that we use this delegation to assess whether adequate mechanisms to monitor human rights safeguards are in place”, adds the Chair.
MEPs will hold a press conference in Tunis on Thursday 22 September (TBC).List of members
Claude MORAES, Chair (S&D, UK)
Marie-Christine VERGIAT (GUE/NGL, FR)
Juan Fernando LOPEZ AGUILAR (S&D, ES)
Judith SARGENTINI (Greens/EFA, NL)
Frank ENGEL (EPP, LU)
Jaromír ŠTĚTINA (EPP, CZ)
Emil RADEV (EPP, BG)

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Tunisia-Sicilia: accordi di partenariato turistico e culturale

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 Mag 2017

tunisia1La delegazione trapanese composta da Vito Damiano, Sindaco di Trapani, Giovanni De Santis, Consigliere Delegato e Direttore Artistico dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, Silvio Ceccaroni, vice presidente dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, Andrea Oddo, in rappresentanza del Distretto Turistico della Sicilia Occidentale è stata ricevuta a Tunisi da Ridha Kacem, Direttore Generale dell’Agenzia Nazionale del Patrimonio e della Promozione Culturale della Tunisia e Direttore Amministrativo del Teatro di Cartagine. Nel corso del primo incontro, si è elaborato il testo definito dell’accordo quadro di partnenariato transfrontaliero tra l’Agenzia Nazionale del Patrimonio e della Promozione Culturale della Tunisia, il Comune di Trapani, l’Ente Luglio Musicale Trapanese e il Distretto Turistico della Sicilia Occidentale ed è stato avviato un confronto tra l’Ente Luglio Musicale, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Tunisia finalizzato alla realizzazione del progetto denominato “L’Opera nei teatri di pietra del Mediterraneo” e del progetto di tunisiaun festival itinerante dedicato alla musica etnica dei paesi del Mediterraneo, che si pensa di realizzare ad anni alterni, rispettivamente nelle città più rappresentative della Tunisia e nei comuni della provincia di Trapani, isole comprese, che aderiranno al relativo protocollo.Di grande rilevanza anche i successivi incontri organizzati e coordinati dallo stesso Kacem: in particolare quelli con il Governatore della Regione di Sousse, Fethi Bdira e con il Direttore Generale della compagnia aerea Tunisair Express, Khaled Abd El Adhim. La missione si è caratterizzata per un approccio concreto ai temi in agenda ed ha certamente determinato una seria prospettiva di breve termine per l’avviamento di una cooperazione transfrontaliera tra la provincia di Trapani e la Tunisia, sui temi del turismo e della cultura, anche in vista dell’emanazione di bandi europei che prevederanno il finanziamento di progetti di partenariato realizzati nell’area euro-mediterranea.
La missione è stata promossa dall’Ente Luglio Musicale Trapanese in collaborazione con l’ Associazione di promozione sociale “TUNIT“, composta da cittadini trapanesi e tunisini.
Sono seguite giornate con una fitta serie di incontri: Giovanni De Santis ha incontrato Hafedh Makni dell’Orchestra Sinfonica Tunisina e Taoufik Jebali, direttore artistico dell’Espace El Teatro di Tunisi per una riunione tecnica sugli strumenti finanziari che possano mettere in campo attività di collaborazione. La delegazione trapanese ha visitato il Museo Nazionale del Bardo, il Museo Nazionale di Cartagine, la Medina di Tunisi, il Museo Archeologico di Sousse, la cittadina di Mahdia.

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Migranti della Tunisia: rimpatri “farsa”

Posted by fidest press agency su domenica, 19 febbraio 2017

Tunisi2Migranti, Fontana (FI), da accordi con Tunisia rimpatriati al mese meno della metà di quanti sbarcano in Italia al giorno. “La grancassa sull’accordo con la Tunisia per il rimpatrio dei migranti ha qualcosa di patetico e di tragicomico al tempo stesso. I migranti accettati dal paese nordafricano – come si apprende dal ‘Corriere della Sera’ – saranno appena 200 al mese, cioè quanti ne sbarcano in Italia in meno di dodici ore. Per essere ancora più chiari: il numero di migranti che sarà rimpatriato in un mese è meno della metà del numero di migranti che sbarca sulle nostre coste in un solo giorno. Il conto è presto fatto, visto che nel 2016 gli arrivi sulle nostre coste sono stati 181.436. Certo, gli accordi di rimpatrio sono la via giusta per risolvere il problema dei flussi alla sua radice. Ma qui siamo alla pura propaganda. Insomma, è la solita montagna che partorisce il misero topolino”.Lo afferma in una nota Gregorio Fontana, deputato di Forza Italia e membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza, di identificazione ed espulsione, nonchè sulle condizioni di trattenimento dei migranti e sulle risorse pubbliche impegnate.

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Migrazione: Sì a cooperazione con Africa, timori su accordi “modello Turchia”

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 giugno 2016

federica_mogheriniNel corso del dibattito con il vicepresidente della Commissione Frans Timmermans e con l’Alto Rappresentante Federica Mogherini, in cui è stata presentata la proposta per un nuovo “quadro di partenariato con i Paesi terzi”, la maggioranza dei deputati ha accolto con favore il rafforzamento della cooperazione con questi Paesi, mentre molti hanno criticato l’eventualità di replicare l’accordo raggiunto con la Turchia con altri paesi.La Commissione vuole stabilire un “compact su misura” con alcuni Paesi selezionati – Giordania e Libano nella prima fase, successivamente Niger, Nigeria, Senegal, Mali, Etiopia e infine Tunisia e Libia – per migliorare il controllo delle frontiere, aumentare i rientri e migliorare la vita e le condizioni di migranti e rifugiati. I partenariati strategici dovrebbero premiare i paesi disposti a collaborare con l’UE e penalizzare quelli che rifiutano tale collaborazione.

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Sì del PE a prestito di 500 milioni di euro alla Tunisia

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 giugno 2016

Tunisi2Un prestito di 500 milioni di euro alla Tunisia, effettuato a condizioni favorevoli, per aiutare il paese a ridurre il suo debito estero e consolidare i propri meccanismi democratici, è stato approvato dal Parlamento mercoledì. Per avere accesso al credito, la Tunisia dovrà firmare un memorandum di intenti con la Commissione europea, impegnandosi a realizzare riforme strutturali e a perseguire una sana gestione delle finanze pubbliche.Inoltre, la Tunisia dovrà garantire il rispetto dei meccanismi democratici, dello Stato di diritto e dei diritti umani, sotto la supervisione dell’UE. Una volta realizzato tali condizioni, la Tunisia potrà usufruire del prestito per un periodo di due anni e mezzo.Il prestito dell’UE alla Tunisia andrà ad aggiungersi ai 2,9 miliardi di euro di aiuto stanziati dal Fondo Monetario Internazionale.La risoluzione è stata approvata con 561 voti a favore, 76 contrari e 42 astensioni.

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Approvato l’aiuto UE alla Tunisia: più importazioni di olio d’oliva “duty-free”, ma con salvaguardie

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2016

Tunisi2Per contribuire a rafforzare l’economia tunisina, duramente colpita nel 2015 da attacchi terroristici, i deputati hanno approvato la proposta di un piano di emergenza dell’UE per importare 70 mila tonnellate extra di olive tunisine “duty-free” per il 2016 e il 2017. I deputati hanno emendato il testo affinché la Commissione presenti una valutazione di medio termine e modifichi tali misure, nel caso dovessero danneggiare i produttori di olio d’oliva dell’UE.In una risoluzione separata, anch’essa votata giovedì, i deputati hanno sostenuto i negoziati avviati recentemente per creare una zona di libero scambio con la Tunisia.Il Parlamento europeo ha sostenuto la misura d’emergenza di sostegno all’economia della Tunisia con 475 voti a favore, 126 contrari e 35 astensioni. La misura prevede importi di olio d’oliva nell’Unione per 35.000 tonnellate all’anno a dazio zero per due anni (2016 e 2017).”La Tunisia ha fatto molta strada dalla Primavera araba, come uno dei pochi Paesi che ha davvero raggiunto una transizione democratica. La Tunisia è stata il bersaglio di attacchi terroristici proprio perché è sulla strada per il consolidamento della propria democrazia. Questi attacchi hanno avuto un terribile impatto sul settore turistico e sull’economia in generale, in un periodo di grave crisi economica. Vogliamo che la Tunisia ce la faccia e dobbiamo aiutarla con misure concrete che promuovano subito la sua economia”, ha affermato la relatrice Marielle de Sarnez (ALDE, FR), nel dibattito prima del voto.Le preoccupazioni espresse dalle regioni produttrici di olio d’oliva nell’UE hanno portato i deputati a proporre alcune “misure correttive” nel medio termine, qualora l’equilibrio del mercato UE fosse turbato e il settore fosse colpito duramente.In particolare, i deputati hanno emendato il testo introducendo l’obbligo di tracciabilità delle merci, affinché i dazi zero si applichino solo all’olio d’oliva effettivamente prodotto in Tunisia, e cancellando la possibilità di prolungare le misure d’emergenza oltre il periodo deciso di due anni. Inoltre, il parlamento ha inserito la richiesta alla Commissione di presentare una valutazione intermedia sull’impatto sul mercato UE.Fra i paesi UE, l’Italia è uno dei maggiori importatori di olio d’oliva, come confermano sia i dati per il periodo 2014/2015, sia le stime per il 2015/2016. In particolare, le stime sulla produzione nazionale di olio d’oliva per il 2015/2016 parlano di 445.000 tonnellate, a fronte di un consumo stimato, per lo stesso periodo, di 592.794.In una risoluzione separata, anch’essa votata giovedì, i deputati accolgono con favore i negoziati per la creazione di una zona di libero scambio con la Tunisia lanciata lo scorso ottobre e hanno posto l’accento sulle difficoltà economiche affrontate dalla Tunisia dopo gli attacchi terroristici che hanno portato al collasso del turismo nel 2015. Loro chiedono un accordo “progressivo e asimmetrico” per “contribuire alla stabilità della Tunisia, al consolidamento della sua democrazia e al rilancio della sua economia”.L’olio d’oliva rappresenta il principale prodotto agricolo esportato dalla Tunisia verso l’Unione. Il settore dell’olio d’oliva in Tunisia impiega direttamente e indirettamente più di un milione di persone, ossia circa un quinto dell’occupazione agricola nazionale.
In base ai precedenti accordi commerciali con l’UE, la Tunisia già beneficia di una quota pari a 56.700 tonnellate a dazio zero per l’olio d’oliva vergine. Nel 2014/2015, le esportazioni di olio d’oliva tunisino verso l’UE hanno raggiunto la cifra di 145.200 tonnellate (contando sia i volumi soggetti al duty free che le esportazioni tassate normalmente). Nel 2013/2014, le esportazioni sono state dell’ordine di 32.000 tonnellate e nel 2012/2013 di 111.400 tonnellate.La quota extra di 35.000 tonnellate si applicherebbe una volta che la normale quota annuale sia esaurita, mantenendo quindi le importazioni di olio d’oliva all’interno dell’attuale volume.

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Launch of report on sexual and gender-based violence in Tunisia

Posted by fidest press agency su sabato, 14 novembre 2015

Tunisi2On Wednesday 25 November, Amnesty International will release a new report on sexual and gender-based violence in Tunisia, to coincide with the International Day to Eliminate Violence against Women, at a press conference in Tunis. Nearly five years after the 2010-2011 uprising brought promises of equality, reform and greater freedom, the report, “Assaulted and accused: Sexual and gender-based violence in Tunisia”, examines the state of violence against women and looks at people who experience violence because of their gender identity or sexual orientation in Tunisia, often considered the Arab world’s most progressive state for women’s rights and gender equality.
The report features interviews with dozens of survivors of sexual assault, rape, domestic violence and sexual harassment providing a comprehensive picture of the ongoing violence that continues to pervade Tunisian society. The report also assesses existing laws which are failing to protect survivors of such violence, despite some positive steps taken by the authorities to promote gender equality and combat sexual and gender-based violence. Advance copies of the report and the press release will be available ahead of the launch, on request. Spokespeople will be available in London and Tunis. The report is part of Amnesty International’s global My Body My Rights campaign, which aims to stop the control and criminalization of sexuality and reproduction by governments, and has already seen reports issued on women’s rights in El Salvador, Ireland and Nepal.

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WTTC Statement following the terrorist attack in Tunisia

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2015

terrorist attackWTTC condemns in the strongest terms the attack in Port el-Kantaoui, Sousse, Tunisia, on 26 March 2015. David Scowsill, President & CEO, World Travel & Tourism Council, said:“I would like to extend my deepest condolences to the families of all the victims of this brutal attack. Our thoughts are with them at this terrible time.It is it with deep regret that the world again has its eyes on Tunisia. This attack strikes at the heart of the country’s tourism industry, only three months after the callous attack on the Bardo Museum in Tunis in March 2015.Tunisia is a beautiful destination. Travel & Tourism plays a pivotal role in the country’s economy, generating over 15% of the country’s GDP at around US$7.4 billion, and supporting nearly 14% of total employment in 2014.Tourism is a force for good in the world with its great economic and social benefits. It is important that travel organisations and travellers continue to support Tunisia, whilst the government takes appropriate measures on security.”

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President of the Algerian Hydrocarbon Regulatory Authority to speak at the HSE Med 2014 Summit

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2013

AHIPAC is active in foreign policy issues affe...

AHIPAC is active in foreign policy issues affecting Cyprus, Greece, Albania, Turkey, and the Republic of Macedonia, among others. (Photo credit: Wikipedia)

The huge environmental damages caused by the Prestige oil tanker off the Atlantic coast of Spain, back in 2002 and the oil spill that affected the Tunisian coast in 2005, are only a few emblematic examples raising concerns for the safety of the Mediterranean, a closed sea of a huge significance, where an oil and gas accident would prove disastrous for the coast of all Mediterranean countries.
In order to avoid potential accidents that will cause environmental disasters, Algeria is revising its hydrocarbon regulatory framework to better mitigate its industry’s risks (within the hydrocarbon activities) and the President of the Hydrocarbon Regulatory Authority (ARH) of Algeria, M. Tahar Cherif Zerarka will be giving insights at the HSE Med 2014 Summit in this regards.It is indeed acknowledged that, due to the particular geographical configuration of the Basin, should any environmental accident occur this would ultimately have dramatic consequences for the whole coastal countries. Looking for ways to develop a valid HSE policy would thereby not only help to avoid the risk, but also make a major contribution to business success for the Mediterranean oil and gas companies. Risk Management and Emergency Response will be discussed in depth at the HSE Med 2014 Summit, hosted by IRN on 21st-22nd January at the Starhotel Michelangelo in Florence. The senior level platform will include speakers from many of the nations located on the Mediterranean Sea, from France, Greece, Malta, Italy, Croatia, Lebanon to key North African countries, such as Tunisia, Libya and Algeria. Commissioners from the European Commission and Ministers will meet with major IOCs (such as Suncor Energy, GDF Suez, Shell Lebanon), NOCs (such as Libyan NOC, STEG and SEREPT of Tunisia) operating offshore in the Mediterranean to discuss all HSE matters.The HSE Med 2014 Summit is sponsored by MediLink International, and supported by NOSCA, ACIEP, Pôle Mer Méditerranée and the Romanian National Committee of the World Energy Council.

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Tunisia, tensioni dopo l’uccisione del leader dell’opposizione laica Brahmi

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2013

Nel giorno della celebrazione del 56° anniversario della Repubblica è stato assassinato il leader politico dell’opposizione laica Mohamed Brahmi, aumentando le tensioni nel paese. Deputato dell’Assemblea costituente, già leader del Movimento del Popolo e da poche settimane coordinatore generale del nuovo partito Corrente Popolare, Brahmi aveva assunto una posizione apertamente critica nei confronti del partito islamista al governo al-Nahda. Nelle principali città tunisine si sono svolte violente manifestazioni in seguito alla notizia: l’episodio e la reazione popolare ricordano l’assassinio di pochi mesi fa di un altro membro dell’opposizione laica, Chokri Belaid.
E’ probabile che questo secondo episodio ritardi ulteriormente l’accordo tra il partito laico e islamista sulla bozza della nuova Costituzione: il testo deve ancora essere approvato dall’Assemblea Costituente, dopo oltre un anno di lavori. In conseguenza di tali ritardi saranno possibili slittamenti del calendario elettorale: le elezioni presidenziali e legislative sono attualmente previste per fine 2013.L’assassinio di Brahmi potrebbe avere impatti anche sulla performance economica del paese: le rinnovate tensioni politiche impatteranno sui tempi della ripresa economica e sull’effettiva capacità delle autorità di implementare le riforme necessarie. Il FMI, con cui il paese ha recentemente concluso un accordo da USD 1,75 miliardi, stima la crescita del PIL tunisino al 4% nel 2013 e al 4,5% nel 2014; queste previsioni sono tuttavia legate alla presenza di un contesto politico stabile: il recente episodio di violenza potrebbe avere ricadute su settori strategici, come il turismo (che contribuisce complessivamente al 14% del PIL), e sulla capacità di attrarre investimenti esteri (che ha già registrato una riduzione del 10,6% degli investimenti esteri nel primo trimestre 2013, rispetto allo stesso periodo del 2012). Inoltre, in risposta al recente episodio di violenza, il sindacato l’UGTT (Union Générale Tunisienne du Travail) ha indetto una serie di scioperi generali che riguarderanno i settori chiave quali trasporti e minerario-estrattivo, quest’ultimo particolarmente strategico e frequentemente colpito da scioperi e manifestazioni che ne hanno rallentato l’attività.
A livello di sicurezza, la situazione continua ad essere delicata, soprattutto in alcune aree: resta in vigore lo stato di emergenza in tutto il paese, mai rimosso dalla caduta del precedente regime di Ben Ali e recentemente prorogato dal presidente Marzouki.

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UN Alliance of Civilizations

Posted by fidest press agency su martedì, 8 Mag 2012

New York, Twelve young leaders from North Africa and the Middle East are arriving in New York this Monday with the aim to create new alliances, gain knowledge, and understanding of the USA and Europe. From New York to Paris twelve young leaders are now embarking on a journey across the US and Europe. Every single day of the program is going to be rich in learning and in exchanges. The UNAOC’s Fellowship Program focuses on creating opportunities for young leaders, across the Arab world and the West, to increase mutual understanding through experiential learning and direct interaction with civil society.The fellows will be part of a two-week program organized under the auspices of the UN Alliance of Civilizations (UNAOC). The program is funded by the German Foreign Office with the support of the Guerrand-Hermes Foundation for Peace and developed in partnership with the League of Arab States, ISESCO, the Institute of International Education, the Government of Jordan, OIC and the Qatar Committee for the Alliance of Civilizations.The Fellowship Programme is the first and only young leader’s exchange program developed jointly by partners and with resources from Arab, Muslim, European and American partners. During its first stop in the USA New York, the group will meet with UNAOC’s partners, Esther Brimmer at the US State Department, the World Bank, the United Nations agencies but also visit national and community level work such as the Bronx transformation project , Park 51 in New York and the National Women’s Law Center in DC
From there, the group will fly to Europe where fellows will meet among others with the Federal Foreign office of Germany and Mr. Guerrand-Hermes from Guerrand-Hermes foundation for peace, one of UNAOC’s main partners on the fellowship as well as NATO, the European Parliament, Vivendi and France 24. The group will also interact with the fellows from the 2012 class (Spring and Fall) of the Fellowship Program who are currently living in New York, DC, Paris and Brussels.Through a number of discussions and meetings, the fellows will also have the opportunity to talk and exchange their views with their hosts on the current events in the Arab world and in the US and Europe. Beyond the meetings and conferences from which they are going to learn a lot, the fellows will also be given a chance to experience the richness of the country through visits to cultural and historic sites.
Achraf Aouadi (Tunisia) Emanating from a family of political activists, Achraf started as s blogger and a cyber activist., After the Tunisian evolution, Achraf, founded I WATCH organization, a Tunisian watchdog organization working on transparency, good governance and anti-corruption. I WATCH put together the second largest domestic observation mission in Tunisian’s last elections. During the Libyan war, Achraf served on the Tunisian-Libyan borders to rescue around 500.000 refugees who crossed the borders to seek refuge in Tunisia.
Kholoud Mansour (Syria) works for the International Organization for Migration (IOM) in Damascus. Her articles on current situations appear under pseudonym in different printed and online media outlets. She is an alumni of the Young Leaders Visitors Program (YLVP) that combines intercultural leadership training with theory and practice in the fields of transparency, democracy and human rights.

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Tunisia Makes Progress on Feed Testing Laboratory

Posted by fidest press agency su sabato, 4 febbraio 2012

Loveland Feed & Grain

Loveland Feed & Grain (Photo credit: hellosputnik)

The U.S. Grains Council and Ministry of Agriculture cooperative program to establish a Tunisian central laboratory for feed analysis is well underway, reported Cary Sifferath, USGC regional director.Since moving into their building last September, the laboratory staff has grown to 13, including two technical engineers and five specialized technicians trained in grain inspection, minerals, crude fat and fiber analysis using atomic absorption spectrometry.“Tunisia’s Ministry of Agriculture has recently issued a decree requesting that feed grains importers and feed millers present samples of imported ingredients for quality control analysis,” Sifferath said. “The next step for our program will be working with the new Tunisian Central Laboratory as they begin handling those inspections.“Our ultimate goal is to make sure all feed grain imports meet the same quality standards as U.S. exports do. This is expected to close the price gap we see between U.S. feed grains and our competitors, especially from the Black Sea.”The Tunisian laboratory program is modeled on the Council’s previous success establishing the Egyptian central laboratory. As part of their Council-provided training, Tunisian technicians spent two weeks at Egypt’s RCCF laboratory in November.

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Delegazione Parlamento europeo in Tunisia

Posted by fidest press agency su martedì, 18 ottobre 2011

Great Mosque of Sousse, Tunisia

Image via Wikipedia

Una delegazione del Parlamento europeo sarà in Tunisia dal 19 al 25 ottobre per una missione di osservazione elettorale globale, in occasione delle prime elezioni della primavera araba che in Tunisia sono indette per eleggere l’Assemblea costituente. Il capo delegazione dell’Europarlamento, l’italiano Gabriele ALBERTINI PPE, IT), ha dichiarato: “Dopo l’invito delle autorità tunisine, sono fiero di essere alla guida della delegazione del Parlamento europeo incaricata di monitorare queste storiche elezioni. La Tunisia, è il paese in cui la Primavera araba ha avuto inizio ed è anche il primo paese ad aver indetto elezioni democratiche. Il popolo tunisino si recherà alle urne il 23 ottobre per eleggere l’Assemblea costituente che dovrà redigere la nuova Costituzione. La delegazione del Parlamento europeo è parte integrante della missione di osservazione elettorale a lungo termine dell’Unione europea. Saremo presenti sull’intero territorio per osservare, in virtù della nostra esperienza di parlamentari eletti, il modo in cui saranno condotti i vari procedimenti, con la speranza che queste elezioni riusciranno a creare un precedente importante nella regione”.
Prima delle elezioni, i membri della delegazione incontreranno candidati, dirigenti di partito, rappresentanti delle autorità e della società civile tunisina, fra i quali alcuni bloggers e utenti di Facebook che hanno svolto un ruolo chiave nella sollevazione popolare che ha portato alla caduta del vecchio regime. Il 23 ottobre, giorno delle elezioni; saranno invece presenti nelle diverse sezioni elettorali: nove di loro saranno di base a Tunisi e dintorni mentre altri sei saranno inviati dal 22 al 24 ottobre nelle sezioni elettorali di Sidi Bous Zid, Gafsa e Sfax
Ogni anno il Parlamento europeo è presente nel mondo, in almeno una dozzina di paesi, con delegazioni di osservazione elettorale integrate nelle missioni di osservazione a lungo termine, sia che si tratti di missioni di osservazione elettorale dell’Unione europea (MOE UE) che di missioni internazionali di osservazione elettorale nei paesi OSCE. Il Parlamento europeo assicura il monitoraggio delle elezioni conformemente alla Dichiarazione dei principi per l’osservazione elettorale internazionale e il Codice di condotta per gli osservatori elettorali internazionali.

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La crisi al confine Libia-Tunisia

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 marzo 2011

La situazione al confine occidentale della Libia è sempre piu complessa. Le informazioni raccolte da INTERSOS direttamente dal confine e dal proprio ufficio di Ginevra che si coordina con le maggiori agenzie delle Nazioni unite, confermano che il flusso di migranti che lasciano la Libia verso la Tunisia è in costante aumento. Oltre 75.000 persone hanno attraversato il confine dal 19 febbraio, la maggior parte dei quali sono egiziani che, avendo perso il lavoro per il quale si trovavano in Libia, chiedono ora di rientrare in patria. Circa 40.000 persone stanno attendendo dall’altra parte del confine, in territorio libico.L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) hanno lanciato un appello ai governi per supportare un’operazione di evacuazione delle persone, così da decongestionare la situazione al confine e poter quindi occuparsi delle persone identificate come in stato di bisogno e dei richiedenti asilo. INTERSOS sta valutando la situazione concreta e in costante coordinamento con i maggiori attori coinvolti, riteniamo che il supporto della comunità internazionale debba oggi concentrarsi nel fornire i mezzi logistici necessari a rimpatriare, via aerea e via mare,  le decine di migliaia di persone che lo chiedono. Attendendo che si proceda a un’accurata valutazione delle condizioni e dei bisogni dei richiedenti asilo in Tunisia.INTERSOS raccomanda che le risposte del governo italiano vadano proprio a sostegno delle azioni ora necessarie: sostenere il governo tunisino e le agenzie internazionali attraverso la fornitura di tende e beni di prima necessità, per garantire l’assistenza in questa fase transitoria.  E’ necessario inoltre che il nostro paese non agisca in modo unilaterale, ma lo faccia in stretto coordinamento con le agenzie delle Nazioni Unite presenti sul campo, in particolare con UNHCR, rispondendo al principale problema dell’urgente rimpatrio volontario delle persone ora in fuga, fornendo quindi senza ritardi adeguati mezzi navali e aerei. Occorre evitare che i necessari centri di transito e di assistenza si trasformino in campi permanenti in territorio tunisino, così come occorre tenere ben distinti, senza confonderli, l’assistenza umanitaria e la volonta governativa di prevenire presunti flussi di richiedenti asilo.

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Rivolte popolari: il Nord Africa in fiamme

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 febbraio 2011

Tunisia Egitto e Libia hanno la loro rivolta popolare contro il regime in carica. Tre momenti e due diversi comportamenti dei loro dittatori. In Egitto Mubarak lascia il potere. Lo stesso fa Ben Alì in Tunisia e il prezzo, in vite umane, delle rivolte di piazza, resta contenuto. Diverso è l’atteggiamento di Gheddafi. Contro la marea umana che si riversa nelle piazze delle maggiori città libiche il rais non trova di meglio che scatenare l’aviazione e, non fidandosi dell’esercito, recluta centinaia di mercenari tra i quali pare vi siano anche degli italiani. Il risultato è un bagno di sangue. E’, praticamente, impossibile quantificare il numero delle vittime. Si sa per certo che è altissimo. Si parla già di 15mila morti e di ottantamila feriti. Gheddafi non esita, nel suo primo proclama televisivo ai libici nell’accusare l’Italia di aver fornito armi alle opposizioni e nel dichiarare che schiaccerà la rivolta con ogni mezzo. Il governo italiano esita. Frattini si limita a smentire le affermazioni di Gheddafi sulle forniture di armi ai manifestanti. Berlusconi dichiara di non voler disturbare il rais in queste ore fatali per il suo paese. Si è attendisti e forse il tutto si può giustificare con i forti interessi economici italiani nell’area e il rischio che si possa interrompere definitivamente il flusso di gas e di petrolio libico. Nel frattempo La Russa dispone lo spostamento di alcuni reparti militari e di squadre aeree dal Nord Italia al Sud e qualcuno avanza l’ipotesi che vi possa essere, in qualche modo, il coinvolgimento dell’esercito italiano nel quadro di operazioni congiunte con la Nato se non con l’Onu o sotto il paravento di una “missione umanitaria”. E’ solo un si dice ma sufficiente alla Russia per deplorare tale eventualità. Le ultime notizie danno l’impressione che la forte repressione messa in atto da Gheddafi stia avendo ragione sui rivoltosi senza una guida carismatica e disarmati. A parte talune defezioni l’esercito resta fedele al rais e ora si devono solo contare i danni e le vittime, frutto di questo genocidio che ha scosso il mondo, ma non tanto da indurlo ad una condanna senza appello a chi ha avuto ragione al prezzo di tanti morti e di tante macerie. In questa tragedia umanitaria l’Unione Europea mostra tutta la sua incapacità d’avere una politica estera coesa e la determinazione di volersi dissociare senza tentennamenti da un leader sanguinario e senza scrupoli e per non continuare ad essergli servile. L’unica risposta che la Commissioen europea sa dare è che le eventuali misure sono “allo studio” e noi potremmo rispondere chiosando l’antica saggezza: “Dum Europa consulitur, Tripoli expugnatur Ora a complicare il quadro medio orientale ci pensano le due navi da guerra iraniane che paiono intenzionate a raggiungere la Palestina per armare quella popolazione in chiave anti-israele. Si dice anche che Gheddafi sia disposto ad ospitarle per i rifornimenti, nei suoi porti, e ad approvvigionarle di armi. Armi che nella maggior parte dei casi provengono dall’Italia. A questo punto come si comporterà il governo italiano considerato che ha un trattato d’amicizia pure con Israele? E tra i si dice c’è chi paventa una regia Russa su tutte queste trame all’ombra compiacente di Berlusconi e dei suoi amici e dei lucrosi affari che si stanno materializzando in quell’area. Per ora sono solo dei si dice e spero sinceramente che rimangano solo dei chiacchierii di comari. E’ un auspicio di certo largamente condiviso tra chi fonda i rapporti tra nazioni in un contesto di pacifiche relazioni. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Tunisia: una lezione di politica estera all’UE

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2011

Parlamento europeo. I deputati affermano che il caso Tunisia è un chiaro esempio dei difetti della politica estera comunitaria. Pertanto, il Parlamento chiede di rivedere la politica europea di vicinato, anche garantendo l’inserimento e l’attuazione di una “clausola sui diritti umani” in tutti gli accordi con i paesi terzi. In termini concreti, i deputati chiedono che l’UE metta in atto la decisione di congelare i beni all’ex Presidente e alla sua famiglia, che l’Alto rappresentante coinvolga il Parlamento nella preparazione di piani concreti per sostenere il processo democratico in Tunisia e che l’Unione invii una missione di osservazione elettorale nel paese, quando necessario. I deputati propongono inoltre un uso più flessibile dei vari strumenti di finanziamento per garantire assistenza alla Tunisia.

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