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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Posts Tagged ‘turn-over’

ISTAT mostra un quadro del nostro paese allarmante

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 maggio 2017

librantiLo dichiara in una nota il Segretario Generale della UIL FPL Michelangelo Librandi. I giovani in continua diminuzione hanno difficoltà ad inserirsi nel mercato del lavoro. Certamente anche il blocco del turn over nella Pubblica Amministrazione, che prosegue ormai da anni, ha contribuito ad aumentare la disoccupazione giovanile. Senza un ricambio generazionale i dipendenti pubblici sono calati nel 2015 del 6,9% rispetto a quelli in servizio nel 2007, in valore assoluto la riduzione è di 237.220 dipendenti, si è innalzata l’età media ben sopra i 50 anni dei lavoratori; tutto questo ha causato come ovvia conseguenza una progressiva riduzione della quantità e qualità dei servizi offerti ai cittadini. Un altro dato allarmante è certamente l’aumento delle persone che rinunciano alle prestazione sanitarie, passate, per esempio, nel caso delle visite specialiste dal 4 al 6,5% in pochi anni. Una situazione al limite che stiamo denunciando da anni ricordando – continua Librandi – che il Ssn è stato sottoposto negli ultimi anni a notevoli restrizioni finanziarie, di personale (40.000 in meno del personale SSN negli ultimi 6 anni) e strutturali, soprattutto nelle regioni sottoposte a Piano di Rientro, che stanno producendo effetti preoccupanti sulla capacità di erogare i servizi e sul funzionamento stesso contribuendo ad alimentare le gravi disomogeneità presenti tra le varie Regioni e di conseguenza l’equità del sistema. Pensiamo sia davvero arrivato il momento – prosegue Librandi – di investire nella pubblica amministrazione. Un primo passo è stato fatto con la stabilizzazione dei precari con un piano straordinario per le assunzioni che coprirà il triennio che va dal 2018 al 2020 (parliamo di una possibile platea di circa 50.000 nuovi ingressi stabili) frutto dell’accordo del 30 Novembre 2016 tra Uil, Cgil, Cisl ed il Governo che sarà recepito nel prossimo Testo Unico del Pubblico Impiego nei prossimi giorni. Adesso – conclude Librandi- si deve chiudere la partita del rinnovo dei contratti ricordando che oltre 3 milioni di lavoratori hanno subito una progressiva e costante perdita del potere di acquisto negli ultimi 8 anni. (foto: librandi)

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Scuola – Precariato: anche quest’anno assunzioni poco sopra il turn over e 100mila supplenze annuali

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 aprile 2017

ministero-pubblica-istruzionePrima la Ministra dell’Istruzione, conti alla mano, ammette che lo Stato in realtà non ha vantaggi nel mantenere il personale precario per decenni. Ma poi sembra anche comprendere le ragioni contabili del Mef che fa scendere l’asticella del consolidamento a circa 10mila cattedre (per l’Anief meno della metà), arrivando quasi a giustificare l’ostracismo del Ministero dell’Economia a trasformare i posti nell’organico effettivo.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): i nodi della questione rimangono le assunzioni che vanno oltre al mero ricambio di docenti che andranno in pensione. Il punto è che a passare nell’organico di fatto saranno appena 10mila cattedre, come dice il Miur. E forse anche meno, neanche 5mila, come sostiene l’Anief. Perché il quadro generale, in ogni caso, non cambierà di molto: il 90% delle cattedre in organico di fatto continuerà a rimanere, così come la supplentite resterà viva e vegeta. E pure la ricorsite: una pratica che sempre più lavoratori intraprendono. Per saziare quella sete di giustizia che il Governo di turno non riesce proprio a soddisfare.
Anief ricorda che sono ancora aperti i ricorsi per essere stabilizzati, per vedersi assegnati gli scatti di anzianità del personale di ruolo anche durante il periodo di precariato, per ottenere le mensilità di luglio e agosto in tutti quei casi in cui ai docenti si dà una supplenza annuale fino al 30 giugno dell’anno successivo, anziché sino al 31 agosto, pur in presenza di posti vacanti e disponibili.

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Scuola Assunzioni: si lavora su numeri ridicoli che non coprono nemmeno il turn over

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 ottobre 2016

ministero pubblica istruzioneNell’incontro al Miur, ai sindacati della scuola non è stato fatto alcun cenno dell’ipotesi delle 80mila assunzioni: si è parlato, invece, del consolidamento di 25 mila posti attualmente in organico di fatto; su tale incremento, tra l’altro, il Mef ha già posto il suo veto, per via della spesa ritenuta eccessiva. Per gli Ata si prospettano solo 8mila immissioni in ruolo e ci si dimentica, pure, di educatori e Dsga. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): come si fa a parlare di 5mila soli posti di sostegno da aggiungere, quando i posti liberi sono 40mila? Come si fa a chiedere di incrementare i posti sulla disciplina solo di 20mila unità dal momento che solo quelli avanzati dal concorso a cattedra sono almeno 23mila? Come si fa a non considerare le diverse altre migliaia di posti già vacanti e disponibili, a cui si aggiungono i pensionamenti del prossimo anno? Anche su amministrativi, tecnici e ausiliari siamo alle solite: è una cifra che non regge perché i posti vacanti Ata accertati sono tra i 15mila e 20mila a cui vanno aggiunti almeno 20mila Ata per il potenziamento. Ma la ‘chicca’ finale sarebbe introdurre appena 500 assistenti tecnici nella scuola del primo ciclo: ben venga questa iniziativa, ma al Miur lo sanno che in Italia le scuole tra primaria e infanzia sono più di 5mila? E che le sedi complessive riconducibili a questi ordini di scuola sono circa 30mila? Praticamente, i dirigenti Miur stanno realizzando un progetto che prevede l’introduzione del tecnico in un istituto di primo ciclo ogni dieci.

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Bubbico e le sue spregiudicate affermazioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 luglio 2016

“Sono a dir poco spregiudicate le affermazioni del vice ministro dell’Interno Filippo Bubbico, che nel corso di una visita in Questura a Taranto ha parlato di un fantomatico ripristino del turn-over nelle Forze di Polizia con la legge di Stabilità 2016. Roba che se fosse venuto in Questura non in visita di cortesia, ma a fornire sommarie informazioni testimoniali, saremmo stati costretti a mandare gli atti in Procura!”. E’ quanto afferma Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia. “Il turn-over è fermo alla metà, non c’è una sola struttura che non sia in difficoltà per la carenza di personale. Davvero non comprendiamo – prosegue Maccari – come facciano certi politici a sfoggiare tanta faccia tosta da venire a raccontare una realtà di fantasia a chi la realtà vera la vive quotidianamente, soffrendone i disagi e affrontandola con sacrifici personali e rischi enormi. Per non parlare poi dello sbandierato rafforzamento delle dotazioni strumentali e tecnologiche, forse Bubbico si riferisce a quei colleghi che preferiscono portarsi da casa i propri computer portatili per lavorare qualche ora mentre attendono che si completi la procedura di avvio dei vecchi pc dell’ufficio. Va bene la propaganda politica, ma non provi Bubbico a vendere la fontana di Trevi ai romani”.

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Competitività e tecnologie

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 giugno 2011

Sembra naturale che i giovani siano più portati ad assimilare meglio le novazioni tecnologiche in atto e, in primo luogo, il loro sistema evolutivo rispetto agli “anziani”. Ma questo non è tanto la conseguenza di una legge anagrafica quanto di una cultura che tende a definire la conoscenza entro e solo in taluni ambiti scolastici e a spingere gli altri a vivervi di rendita. Tutto questo rischia di far diminuire la competitività del sistema Paese a fronte di una popolazione che tende ad invecchiare senza potersi avvalere di una adeguato turn over per la ridotta natività. Una alternativa potrebbe solo venire da un maggiore impegno nella formazione tecnologica successiva all’età scolare sia pure praticata per tipo d’impegno. In altri termini manca una visione globale del come impegnare il capitale umano a seconda delle necessità ed anche delle capacità ricettive di ciascun soggetto. Quando ci capita di incontrare taluni giovani funzionari di qualche ministero e ci sorprendiamo di notare che pur disponendo di un pc sul loro tavolo di lavoro ci confessano che ne fanno un uso limitatissimo confessando di non saperlo adoperare, ci chiediamo se tale limitazione sia il frutto di una istruzione scolastica inadeguata o di pigrizia personale nei confronti del nuovo e del diverso. Sta di fatto che si dovrebbe partire dal convincimento che l’uso del pc non è una diminutio per il funzionario e che esso vada riservato alla segretaria o alla copisteria, ma che è uno strumento oltremodo sofisticato e non certo strumentalmente sostitutivo della macchina da scrivere solo perché ha una tastiera. Molto potrebbero fare le istituzione se a cominciare dai loro funzionari si prevedesse come curricolo la conoscenza approfondita dell’informatica applicata ai sistemi operativi più d’uso corrente. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Escludere medici da blocco turn-over

Posted by fidest press agency su sabato, 5 giugno 2010

Non si smorza il malcontento dei medici nei confronti della manovra economica varata dal Governo. L’Anaao Assomed, il principale sindacato della dirigenza medica del Ssn, ribadisce la sua forte preoccupazione soprattutto su un punto specifico della manovra: il blocco del turn-over dei dipendenti pubblici, tra cui i lavoratori della sanità, previsto fino al 2014 compreso. Una misura che, a detta del sindacato, porterà nei prossimi anni a una forte riduzione del numero dei camici bianchi, con conseguenze pesanti per il Servizio sanitario nazionale. «La manovra – spiega l’Anaao Assomed in una nota – consente di sostituire solo un medico ogni cinque che vanno in pensione fino al 31 dicembre 2011, e un medico su due che vanno in pensione dal 1 gennaio 2012 fino al 31 dicembre 2014. Dal 1 gennaio 2015 si potrà assumere, ma il numero non potrà eccedere quello delle unità cessate nell’anno precedente. In sostanza, di tutti i medici andati in pensione dal 2011 al 2014, solo un medico su tre verrà sostituito». Un problema, stando alle stime sulle uscite dei camici bianchi nei prossimi anni. «Stimando la frequenza per anno di nascita dei medici dipendenti del Ssn – sottolinea il sindacato – è facile prevedere che la stragrande maggioranza dei nati tra il 1946 ed il 1953 (circa 35 mila medici) andrà in pensione una volta acquisito il diritto, se non lo ha già fatto. Molti – aggiunge l’Anaao Assomed – non vorranno incappare nel blocco della liquidazione che scatterà dal 2011 per coloro che, come tutti i medici dipendenti a fine carriera, superano il limite di 90 mila euro fissato per la sua distribuzione a rate».(fonte doctor news)

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“Polizia, subito la riforma”

Posted by fidest press agency su martedì, 1 giugno 2010

Nei prossimi tre anni, all’inizio del 2012, noi avremmo a legislazione invariata, circa 70mila uomini delle forze di polizia in meno sul territorio nazionale per effetto del blocco del turn over. Non c’è più la leva che garantiva un’aliquota per la polizia e per l’Arma. Cresce velocemente l’età media dei poliziotti e dei carabinieri in servizio e una una volta compiuti i 50 anni, svolge sempre una funziona e utilissima, ma meno operativa. Oggi in questa condizione noi ci permettiamo il lusso di non mettere mano a una riforma organica della pubblica sicurezza che ha ormai 28 anni. È stata una buona legge, ma ora quel modello dimostra tutti i suoi limiti

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Manovra economica. Blocco turn over

Posted by fidest press agency su domenica, 30 maggio 2010

Intervento della senatrice Donatella Poretti, Radicali/Pd Esiste in Italia un esercito di vincitori di concorsi pubblici che da anni attendono invano l’assunzione nella Pubblica Amministrazione. Il reiterato blocco del turn over, ormai diventato uno strumento ordinario di manovra finanziaria, impedisce l’assunzione dei vincitori di concorso rinviandola negli anni, ma paradossalmente non impedisce che si tengano nuovi concorsi! E allora va pur bene il blocco per contrastare il debito pubblico, a patto che si blocchi anche la macchina infernale -che ha anch’essa dei costi- dei concorsi che producono vincitori che non saranno assunti e fare al contempo una radiografia pubblica delle consulenze esterne. Infatti la conseguenza del blocco e’ che si privano le pubbliche amministrazioni del naturale ricambio generazionale, con inevitabili effetti negativi anche sull’efficienza dell’azione amministrativa. Non è un caso che l’età media dei pubblici dipendenti sia di 47 anni. Un esempio è il Ministero della Difesa, sotto organico di 8.000 unità e con oltre 500 vincitori di concorso che da anni attendono invano l’assunzione. I vincitori di concorso chiedono allo stesso Governo che ha emanato questi concorsi, semplicemente il rispetto della parola data, quel “pacta sunt servanda” che dovrebbe essere una delle regole base del diritto. Piuttosto che avvalersi di professionisti interni alla Pubblica Amministrazione, ci si affida spesso a opache consulenze esterne e a costose esternalizzazioni di servizi. Sarebbe utile conoscere nel dettaglio l’entità di questi costi. Per questi motivi nel passaggio parlamentare di questa manovra, presenterò degli emendamenti per cercare di sanare almeno in parte questa ingiustizia.

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«Piano socio sanitario regionale: Turn-over insostenibile»

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2010

Eccessivamente conciso, discontinuo rispetto al passato, imperniato su un forzato e insostenibile turn-over del personale ma soprattutto carente nelle progettualità necessarie per affrontare i principali nodi del complesso sistema socio-sanitario regionale: l’assistenza territoriale e la prevenzione. Questo, in sintesi, il parere degli infermieri della regione (categoria rappresentata da 9 mila 380 operatori) alla proposta di Piano Sanitario e Socio Sanitario regionale (Pssr) per il triennio 2010-2012 «che – aggiungono – non fornisce alcuna risposta alle considerazioni da noi espresse nel Libro Verde (Linea 5), l’ampia consultazione avviata nel 2009 sulle problematiche del Sistema sanitario regionale e sui possibili argomenti da inserire nel nuovo piano». E sulle principali criticità del sistema sanitario regionale valutate in un ottica di lungo periodo, si concentra il documento che il coordinamento regionale dell’Ipasvi (organismo rappresentativo dei 4 collegi provinciali, guidato da Flavio Paoletti, presidente dell’albo di Trieste e affiancato da Sabrina Spangaro del collegio di Udine) ha sottoposto all’attenzione della terza commissione consiliare regionale, incaricata di valutare la bozza del piano. «L’impostazione generale della proposta e in particolare l’impianto organizzativo di tutela delle malattie croniche e della disabilità – si legge nel documento – determinerà un elevato e continuo lavoro da parte degli operatori che, se non sostituiti nel loro turn-over, non potranno garantire il raggiungimento degli obiettivi posti nel Pssr». «Nella proposta – proseguono gli infermieri – si evidenzia un’assenza quasi totale delle strategie di implementazione della sanità territoriale, riconosciuta invece a livello nazionale ed internazionale come la vera sfida per garantire la salute ai contribuenti e per contenere la spesa pubblica. Nulla si afferma in tema di prevenzione e troppo poco si dice in tema di sviluppo dei servizi distrettuali, delle medicine generali della regione e all’assistenza speciale rivolta alle fasce deboli (disabili e anziani) nei contesti familiari evitandone così l’istituzionalizzazione». Dagli infermieri arriva anche la piena disponibilità al confronto, un confronto finalizzato a impostare un nuovo modello organizzativo. «Quello attuale è obsoleto e non rispondente alle reali esigenze dei cittadini, né alla ormai consolidata finitezza delle risorse – commentano gli infermieri – . Una strategia di riorganizzazione complessiva delle cure che punti a ottenere un utilizzo più efficace ed efficiente delle risorse umane e tecniche, al fine di generare maggior valore all’assistenza e quindi al cittadino, potrebbe essere una sfida interessante. I modelli organizzativi orientati all’intensità e alla complessità delle cure, superando le logiche delle branche disciplinari, vanno in questa direzione. Sarebbe interessante prevederlo almeno come sperimentazione gestionale in alcune aziende».

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