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Energia: fine del mercato tutelato

Posted by fidest press agency su martedì, 1 maggio 2018

La Legge sulla concorrenza, approvata nel 2017, prevede che dal 1° luglio 2019, il mercato di maggior tutela per l’energia elettrica e il gas cessi definitivamente.Così ha deciso il legislatore, salvo eventuali iniziative del prossimo Governo per averne conferma – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale. In ogni caso le imprese di vendita (circa 1.000), sulla base dell’attuale normativa, hanno posto in essere una campagna aggressiva delle loro offerte, per accaparrarsi una fetta di mercato, tenendo conto che 17 milioni di famiglie e 3 milioni di Partite Iva non hanno ancora scelto il mercato libero.Sarà, come già lo è, una “battaglia” senza esclusione di colpi da parte di venditori nuovi per trovarsi al 1° luglio 2019 ben posizionati nel mercato libero e per consolidare la loro capacità di vendita – prosegue De Masi – L’oggetto del desiderio resta, sempre e comunque, il consumatore, al quale, già da tempo, viene offerto un contratto con risparmi spesso non realistici e/o con tempistiche discutibili.
Come Adiconsum, consapevoli delle condizioni di obiettiva difficoltà in cui versa il consumatore non ancora completamente informato di quello che rappresenta il mercato libero – continua De Masi – in questo periodo abbiamo intensificato le iniziative sul territorio per fornire le informazioni necessarie ai cittadini per attrezzarli ad una scelta consapevole.Ad avviso di Adiconsum – prosegue De Masi – è necessario che le Autorità preposte utilizzino questo periodo per trovare quelle soluzioni volte, da un lato ad accompagnare, con le garanzie necessarie, il passaggio al mercato libero e dall’altro ad una migliore tutela dei consumatori anche nel mercato libero. Di seguito le nostre proposte:
· assicurare la tutela dei dati degli utenti grazie ad una gestione, sicura e trasparente, come già avviene, attraverso il Sistema Informativo Integrato curato dall’Acquirente Unico
· aumentare il bonus sociale e renderlo facilmente esigibile alle famiglie incapienti, che sono oltre 5 milioni
· fare in modo che le c.d. offerte “Placet”, previste dall’attuale normativa, abbiano caratteristiche simili a quelle che hanno connotato il mercato di maggiore tutela
· prevedere criteri stringenti per essere inseriti nell’“albo” dei venditori
· obbligare gli operatori di mercato (venditori) alla stipula di fidejussioni proporzionate al numero di clienti serviti
· garantire i consumatori, in caso di fallimento di imprese venditrici, affinché i costi non vengano scaricati nelle fatture di coloro che hanno già correttamente pagato, come, purtroppo, è già accaduto
· promuovere, in questo anno, una campagna, formativa e informativa istituzionale, volta ad aumentare il livello di autotutela dei consumatori
· definire rapidamente la normativa per la costituzione dei gruppi di acquisto.
Queste, secondo Adiconsum, sono le condizioni e le garanzie utili per un passaggio dei cittadini-consumatori dal mercato tutelato al mercato libero. Ovviamente – conclude De Masi – Adiconsum resta disponibile a fare la propria parte per assistere i cittadini-consumatori, in tutte le proprie sedi sul territorio, per corrispondere a queste nuove esigenze, che, se non opportunatamente governate, possono trasformarsi in emergenze sociali.

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Energia e mercato tutelato

Posted by fidest press agency su martedì, 17 febbraio 2015

energiaLe 16 Associazioni dei Consumatori hanno appreso che il Governo ha intenzione di presentare tra pochi giorni una Legge sulla Concorrenza che prevedrebbe l’abolizione del Mercato Tutelato: entro il 30 giugno 2015 per il settore gas e le piccole e medie imprese ed entro il 30 giugno 2016 per i consumatori domestici del settore elettrico.ACU, Adiconsum, ADOC, Adusbef, Assoconsum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, CODICI, Confconsumatori, CTCU Bolzano, Federconsumatori, Movimento Consumatori, Lega Consumatori e Unione Nazionale Consumatori, denunciano con forza il rischio che il principale effetto di questa misura sarà quello di aggiustare i conti delle aziende energetiche a spese dei consumatori domestici e delle piccolissime imprese. Vogliamo credere che non sia questa l’implicita intenzione del Governo.Il superamento del Mercato Tutelato, infatti, eliminerebbe sia il meccanismo dei prezzi di riferimento fissati dall’Autorità per i consumatori domestici, che impedisce comportamenti collusivi fra gli operatori, sia l’azione dell’Acquirente Unico. La fine del ruolo dell’Acquirente Unico che, per suo tramite, consente la partecipazione al mercato all’ingrosso anche dei clienti domestici del Mercato Tutelato, e che fino ad oggi ha comprato a prezzi concorrenziali assicurando una efficace tutela di prezzo ai piccoli clienti elettrici, determinerebbe quindi un significativo passo indietro dal punto di vista della concorrenza, con la facile previsione che la prima conseguenza sarà un aumento dei prezzi dell’elettricità per i clienti domestici.Inoltre, le famiglie dovrebbero a quel punto scegliersi un nuovo contratto di fornitura sul Mercato Libero. E’ facile prevedere che soltanto una piccola parte dei clienti domestici sceglierebbe un altro operatore rispetto a quello che sinora le ha servite nel Mercato Tutelato. La stragrande maggioranza dei consumatori semplicemente rimarrà con il suo fornitore di sempre, ovvero quello collegato alla Società di Distribuzione. E saranno soprattutto i consumatori vulnerabili quelli più esposti, perché poco mobili e meno capaci di valutare tutte le clausole di un contratto sul Mercato Libero. Non v’è dubbio che saranno proprio questi che pagheranno il conto più caro: troppo grande è la loro disparità di potere contrattuale, non compensabile dal semplice monitoraggio di tali prezzi da parte dell’Autorità per l’energia e/o da quella per la concorrenza per un periodo di tempo limitato.Non si tratta di fare allarmismi, ma di fare i conti. Nel mercato dell’energia elettrica, ad esempio, per i consumatori domestici, sia liberi che tutelati, circa l’83% dei volumi di vendita sono appannaggio dei primi 3 gruppi societari italiani, con il primo che raggiunge da solo addirittura il 76% (dati dalla Relazione dell’Autorità 2014). Una situazione che va chiamata col suo vero nome:oligopolio con forti venature di monopolio. Pressappoco quello che c’era in Italia prima della liberalizzazione del 1999.L’abolizione del mercato tutelato sarebbe un paradosso, considerando che da anni denunciamo all’Autorità per l’Energia, al Governo e al Parlamento come il mercato elettrico sia ancora costellato di pratiche commerciali scorrette e caratterizzato da scarsa trasparenza nelle offerte, che spesso maschera di reali vantaggi economici con effetti contrari alle aspettative dei consumatori, come emerge dall’ultima relazione dell’AEEGSI.Dall’ultima relazione dell’AEEGSI e dal rapporto di questi giorni, infatti, emerge che le famiglie passate al Mercato Libero hanno sottoscritto mediamente contratti più onerosi rispetto al mercato di maggior tutela, del +16,7% nel settore dell’energia elettrica (+42,5 Euro annui per il consumo di una famiglia media) e del +7,9% nel settore del gas (+68,2 Euro annui), per una maggior spesa complessiva di 121 euro annui.Inoltre molti utenti che sono passati al Mercato Libero l’hanno fatto con poca consapevolezza, spesso perché spinti dalle pratiche aggressive adottate dalle compagnie. Lo dimostra l’aumento esponenziale dei reclami relativi alle pratiche commerciali scorrette avvenuto negli ultimi anni, che incidono per il 18% sul totale dei 500 mila reclami scritti pervenuti alle aziende nel 2013: il 70% del totale dei riguardano proprio il Mercato Libero, per cause spesso legate alla fatturazione elettrica.Citiamo qui solo di passaggio, ma la questione richiederebbe un approfondimento a parte, il fatto che la scomparsa del Mercato Tutelato farebbe venir meno tutta la regolazione della qualità del servizio ad esso connessa.Non si può tacere, infine, che la prevedibile crescita dei prezzi fin qui argomentata, con trasferimento di ricchezza dal consumatore finale domestico alle Imprese, si aggiungerebbe ad una serie di gravami che già hanno trasformato la bolletta dei cittadini italiani in un bancomat per lo stato. Oltre all’altissima incidenza del costo degli incentivi alle fonti rinnovabili, sino ai costi per il decommissioning nucleare che si trascinano ad oltre vent’anni dalla chiusura delle centrali, non possiamo non ricordare che diverse norme succedutesi nel corso degli anni hanno stabilito dei prelievi in bolletta destinati al bilancio dello Stato, che costituiscono vere e proprie imposte di dubbia costituzionalità. Se è già intollerabile che la bolletta degli italiani sia utilizzata come un bancomat, è ancor più inammissibile che si trasformi in un meccanismo di remunerazione per le imprese mascherato da libera concorrenza.

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Energia. Autorità: mercato tutelato con prezzi più bassi del libero. Una conferma…

Posted by fidest press agency su domenica, 15 febbraio 2015

energiaL’Autorità per l’energia elettrica e il gas fa sapere che i prezzi al dettaglio dei prodotti energetici sono piu’ bassi nel mercato tutelato che non in quello libero, con punte di +15-20% per l’elettricità. L’indagine riguarda il mercato negli anni 2012-2013, ma già una precedente indagine -dati 2011 diffusi ad agosto 2013- aveva evidenziato questo divario a svantaggio, dal punto di vista degli utenti finali, del mercato libero .
Quindi, in questi anni, nonostante questo primo dato in un certo senso eclatante, il mercato e i suoi attori/fornitori non solo non hanno modificato il loro comportamento, ma hanno peggiorato la situazione: nel precedente rilevamento -per esempio- la percentuale rilevata per l’esosita’ della luce nel mercato libero rispetto a quello tutelato era “solo” del 12,8.
Noi siamo protagonisti quotidiani di questo mercato grazie alle numerose richieste di consigli e di interventi che ci pervengono da parte degli utenti. E anche da questo punto di vista, così come i dati dell’AEEG, confermiamo la crescita esponenziale delle richieste di aiuto da parte degli utenti. Col passare degli anni, i nostri uffici sono stati letteralmente sommersi da questo tipo di richieste. Il mercato dell’energia e’ diventato aggressivo e instabile piu’ di quanto non lo sia, per esempio, quelle delle tlc. Grazie anche ad una normativa non proprio favorevole agli utenti che hanno da contestare qualcosa al proprio fornitore. Infatti, mentre nelle tlc, a fronte di una contestazione, gli importi in causa rimangono congelati fino alla definizione del tutto, non e’ cosi’ per il settore energia: se arriva una bolletta esosa e apparentemente ingiustificata, l’utente che ne chiede spiegazione in via ufficiale (raccomandata A/R di messa in mora e richiesta di intervento da parte dell’AEEG) e’ spesso costretto a pagare comunque quanto pretesto, pena il distacco del servizio.. a meno che non intervenga la magnanimita’ del gestore che decide, in piena autonomia, di congelare la pretesa. Si capisce bene che in questo modo si scoraggia notevolmente il ricorso, soprattutto per importi non particolarmente significativi: la possibilita’ di farsi staccare la luce e/o il gas e’ molto alta e spesso si accetta comunque di pagare il balzello richiesto. Infine, come gia’ a suo tempo era accaduto (e continua ad accadere) nel mercato delle tlc, i cambi di gestore senza il consenso dell’utente sono all’ordine del giorno. Spesso si gioca sul fatto -per esempio- che Enel mercato libero ha lo stesso nome e logo di Enel mercato tutelato, e aggiungendo questo a “scaltri” venditori interessati solo al business del nuovo contratto, va da se’ che diversi utenti si ritrovano inconsapevolmente con contratti del mercato libero, convinti che invece avevano solo dato ascolto a dei funzionari dell’Enel (mercato tutelato) che si erano presentati per una “indagine”. E comunque, se quelli di Enel hanno piu’ via libera, non e’ che gli altri gestori non fanno altrettanto, pur se con piu’ difficolta’, giocando soprattutto sulla presentazione di condizioni che poi, quando arriva il contratto cartaceo, non rispondono al pattuito.Situazione molto difficile dove, a nostro avviso, si potra’ pensare di venirne fuori aumentando in modo considerevole le multe da parte dell’Autorita’ nei confronti di quei gestori che peccano di trasparenza, o chiudono un occhio di fronte a proprie reti di vendite con un considerevole numero di addetti propensi alle truffe. Inoltre, e per cercare anche di recuperare sul malaffare oggi diffuso, vanno modificate le norme si’ da consentire a chi contesta una pretesa in bolletta che sembra non giustificata, di bloccare i pagamenti e far continuare l’erogazione del servizio fino alla conclusione della contestazione. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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