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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘tutele’

Cgil Cisl Uil Fp chiedono tutele e garanzie per i lavoratori precari del SSN

Posted by fidest press agency su domenica, 24 maggio 2020

“Nonostante i proclami verso gli straordinari sforzi compiuti in questi mesi dalle donne e dagli uomini che ogni giorno lavorano nel Ssn, dal testo del c.d. ‘Decreto Rilancio’ pubblicato in Gazzetta Ufficiale è stata eliminata proprio quella norma (art. 255 del testo entrato in Consiglio dei Ministri) che rappresenta la migliore e più opportuna forma di riconoscimento verso il servizio prestato dal personale precario che da anni, non solo in occasione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, contribuisce a garantire il diritto alla salute dei cittadini”. Così Serena Sorrentino, segretaria generale della Fp Cgil, Maurizio Petriccioli, segretario generale della Cisl Fp e Michelangelo Librandi, Segretario Generale della Uil Fpl. “Crediamo infatti – continuano i segretari – sia necessario che nell’iter di conversione in legge del decreto 34/2020 venga riproposta la misura dell’estensione temporale del periodo utile alla maturazione dei requisiti richiesti per accedere alle procedure di stabilizzazione di cui all’art. 20 d.lgs. 75/2017 che consentirebbe ai lavoratori precari del Ssn di vedere soddisfatte le loro legittime aspettative. Al contempo, si getterebbero basi più solide per garantire la funzionalità dei servizi nella fase post emergenziale in particolar modo in quelle regioni, soggette a piano di rientro, nelle quali il blocco del turn-over ha impedito un fisiologico ricambio e che, per evitare l’interruzione dei servizi, hanno fatto ricorso in modo massiccio al lavoro precario”.“La drammatica emergenza epidemiologica che ha colpito il Paese – affermano – ha palesato tutti i limiti di un approccio ragionieristico alla sanità reiterato nell’ultimo decennio attraverso politiche di tagli lineari, costringendo organici depauperati e strutture carenti a sopportare il peso di una tenuta straordinaria a fronte di una emergenza sanitaria di cosi ampia portata. Le misure di potenziamento dell’offerta sanitaria e sociosanitaria territoriale predisposto dal decreto legge 19 maggio 2020 n. 34 va nella giusta direzione ma non è sufficiente per sanare le criticità strutturali del nostro Ssn. Per questo- concludono i segretari – non possiamo permetterci ulteriori mancati investimenti nel comparto della sanità, soprattutto ai danni di coloro che offrono, con grande senso di responsabilità, prestazioni di elevata qualità e che hanno, ancora, in cambio, solo l’incertezza e la precarietà del proprio lavoro”.

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Più tutele per i malati oncologici

Posted by fidest press agency su domenica, 17 maggio 2020

“Troppo breve il periodo in cui la legge riconosce l’indennità di malattia ai lavoratori autonomi che devono sottoporsi a terapie invalidanti, iscritti alla gestione separata”. È quanto ha dichiarato il deputato di Fratelli d’Italia, Walter Rizzetto, capogruppo della commissione Lavoro di FdI, che ha presentato una proposta di legge per riconoscere il diritto ad un congruo periodo di malattia indennizzabile, aumentando l’attuale ed insufficiente limite.“Ad oggi è solo di 180 giorni – ha spiegato il deputato Rizzetto – il periodo massimo coperto dal sussidio, nei casi in cui la malattia venga equiparata alla degenza ospedaliera. Vogliamo evitare vicende come quella di Steven Babbi, deceduto lo scorso febbraio a soli 24 anni, che malato di tumore fu privato dell’indennità di malattia dall’Inps superati i 180 giorni di assenza dal lavoro. La proposta di legge prevede inoltre un arco di tempo più lungo anche per il diritto alla conservazione del posto di lavoro, che chiediamo non sia inferiore a 24 mesi nel triennio dalla certificazione medica salvo che i contratti collettivi non prevedano norme di maggiore favore”.

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Tutele per i malati reumatici

Posted by fidest press agency su sabato, 2 maggio 2020

“Chiediamo che la bozza dell’ultimo DPCM sulla “Fase Due” della pandemia da COVID-19 venga rivista. Nel testo attuale infatti non c’è nessun riferimento ai malati cronici e immunodepressi mentre sono necessarie norme di tutela per questi uomini e donne che hanno gravi problemi di salute”. E’ questa la richiesta avanzata dall’ANMAR Onlus (Associazione Nazionale Malati Reumatici) all’indomani dell’annuncio del premier Giuseppe Conte sui provvedimenti di allentamento delle restrizioni per contenere i contagi da Coronavirus. “Siamo pienamente consapevoli e favorevoli alla graduale riapertura delle attività lavorative e produttive del nostro Paese – afferma Silvia Tonolo, Presidente ANMAR -. La bozza di DPCM, presentata ieri sera, però deve essere integrata al più presto. I pazienti reumatici in cura con immunosoppressori corrono ancora troppi rischi e non possono ritornare subito al lavoro, magari in aziende che non hanno provveduto alla sanificazione o preso le dovute precauzioni per tutelare la salute dei dipendenti. Le riaperture poi di aziende, negozi ed esercizi commerciali saranno poi scaglionate dal 4 maggio fino al 1giugno. Chiediamo quindi che il nuovo decreto si possa estendere a tutti i malati reumatici immunodepressi con certificato dello specialista che attesta la patologia reumatologica e l’estensione dei giorni previsti per chi quelli che beneficiano della legge 104 almeno fino 31 di maggio”. “Non va dimenticato che ci sono in Italia circa 800.000 malati reumatologici, affetti da patologie gravi in trattamento con farmaci immunosoppressori, i quali sono a rischio di contrarre infezioni gravi e potenzialmente fatali – aggiunge il prof. Mauro Galeazzi, Past President della Società Italiana di Reumatologia (SIR) -. Questi malati non possono e non debbono essere esposti a rischi di contrarre l’infezione da SARS-CoV12”. “La proroga dei benefici della legge 104 deve valere anche per caregiver e familiari – aggiunge l’onorevole Massimiliano De Toma, Membro Commissione Attivita’ Produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati -. Solo così possiamo dare le giuste garanzie socio-sanitarie a milioni di italiani. Stiamo per entrare in una fase molto delicata per l’intero sistema Paese. E’ quindi necessario non abbassare la guardia nei confronti di una pandemia che può continuare ad avere effetti nefasti per la salute pubblica”.

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Coronavirus e anziani

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

A 10 giorni dall’attivazione del Numero Verde 800.99.14.14 dedicato all’emergenza solitudine degli anziani da Senior Italia FederAnziani e WINDTRE con l’apporto operativo degli psicologi dell’emergenza e volontari di SIPEM SoS Federazione – Società Italiana di Psicologia dell’Emergenza, facciamo il punto della situazione. Numerose le chiamate che tutti i pomeriggi raggiungono psicologi e volontari SIPEM SoS per chiedere ascolto, conforto e in alcuni casi informazioni pratiche su come gestire la vita in solitudine durante l’imposto isolamento sociale da Coronavirus. Il servizio rivolto specificatamente all’anziano solo, ha accolto sino ad ora telefonate da persone di età compresa tra i 60 e i 95 anni di età; una piccola percentuale, circa il 2%, di richieste arrivano da persone più giovani preoccupate per i propri genitori, nonni, vicini di casa, che chiedono una consulenza su quali siano le migliori strategie per aiutarli in questo momento, sia da un punto di vista pratico che psicologico. Spesso infatti sia gli anziani che gli adulti ignorano tutti i servizi che comuni, enti ed istituzioni mettono in campo per aiutare il cittadino in emergenza, spesso in una vera e propria gara di solidarietà. Gli anziani che hanno sino ad ora beneficiato di un supporto professionale da parte dei nostri operatori sono sia uomini che donne (equamente 50%), residenti in prevalenza nel Nord Italia, e distribuiti per la restante parte tra Centro e Sud Italia.”Chi ci chiama sono persone la cui solitudine è stata aggravata dalla confusione di notizie ora allarmistiche ora ottimistiche che li vedono protagonisti come soggetti fragili, su cui aleggia l’ipotesi di una morte caratterizzata non solo da sofferenza ma anche dall’isolamento e completo allontanamento dai propri cari”, riporta Elena Zito, psicologa, portavoce SIPEM SoS.Alcuni sono disorientati dalla costrizione conseguente all’isolamento perché gli è stato tolto quel sostegno sociale esterno e quotidiano su cui potevano contare (ad esempio frequentare la chiesa, andare dal panettiere o al centro sociale per anziani, ecc.), sperimentano emozioni nuove, vivendo la contraddizione del sentirsi al sicuro ma anche in gabbia nelle proprie case; tra di loro ci sono vedovi/e, altri ancora assistono coniugi malati perché anche le badanti sono state allontanate per proteggerli dal contagio. Molti sono in ansia non tanto nel considerare la fine imminente della propria vita che, come dice qualcuno, è qualcosa di già contemplato, ma è l’incertezza di non poter più fare le cose normali e banali, come dare una carezza a un nipote o discutere con i figli per futili motivi, che oggi hanno acquisito un valore inestimabile e si fanno sentire nella morsa della mancanza.
Il Numero Verde fornisce ascolto, un ascolto professionale da parte di psicologi e volontari esperti in ambito emergenziale: “Lo psicologo che risponde all’800.99.14.14 ha il compito di accogliere e comprendere le emozioni dell’anziano restituendo empatia e interesse, in un dialogo che aiuti la persona a ridare senso ai propri giorni e a individuare le proprie risorse interne, per sentirsi più pro-attivi e meno vittime delle circostanze” dichiara la dott.ssa Lucia Caimmi di SIPEM SoS, supervisore clinico del progetto ed esperta in gerontologia, “siamo chiamati ad accogliere la sofferenza, l’angoscia e la paura del contagio di persone cha hanno necessità di riorganizzare la propria quotidianità, passando attraverso ciò che hanno a disposizione, valorizzandole nelle loro ricchezza di esperienza di vita”.”Sempre più emerge che la generazione degli anziani è quella maggiormente penalizzata dalla pandemia – dichiara il Presidente di Senior Italia FederAnziani Roberto Messina – La prospettiva di un lungo periodo di isolamento sociale, in particolare per questa fascia d’età più fragile, rende indispensabile l’adozione di misure che consentano agli anziani di tornare a una condizione di normalità pur all’interno dei nuovi limiti imposti da ragioni di sicurezza. Occorre investire in servizi destinati ai senior, non solo per rispondere ai loro bisogni materiali e primari, ma anche al diffuso bisogno di supporto psicologico e di mantenimento di una vita sociale attiva, tenendo conto anche dell’importanza di promuovere stili di vita sani e benessere (alimentazione equilibrata, movimento in casa, aderenza alla terapia) per evitare pesanti ricadute in termini di salute nel periodo successivo alla pandemia”.

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Malattia di cuore e tutele

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

“È fondamentale che i pazienti con malattia di cuore adottino comportamenti corretti a salvaguardia della propria salute, senza temere di rivolgersi all’ospedale, anche ora, in occasione della pandemia da coronavirus. Si è infatti notata una significativa riduzione dei ricoveri per emergenza cardiaca, per nulla giustificati dalla pandemia virale”. È quanto sottolinea il Dottor Claudio Cuccia, Direttore Dipartimento Cardiovascolare della Poliambulanza di Brescia, che ha perciò stilato un decalogo di semplici consigli attuabili con facilità e dagli importanti esiti.
1) Praticare attività fisica all’interno della propria abitazione. Almeno due volte al giorno e per una quindicina di minuti è benefico abbandonare la poltrona e camminare senza fermarsi, percorrendo le varie stanze avanti e indietro. In questo modo è possibile prevenire le trombosi nelle vene degli arti inferiori, e eventuali successive embolie, che in corso di infezione virale sono ancora più frequenti.
2) Mangiare leggero e idratarsi bene, assumendo liberamente bevande non zuccherate (cautela solo nei pazienti che sanno di soffrire di scompenso di cuore e che sono già istruiti in tal senso).
3) Controllare ogni mattina il peso corporeo, dopo evacuazione, evitare che aumenti, e in caso di eccesso ponderale attuare un regime dietetico per raggiungere il proprio peso forma. Chi è affetto da scompenso cardiaco qualora notasse un incremento di peso non giustificato, lo deve comunicare subito al proprio medico o al centro dello scompenso, per valutare l’opportunità di metter mano al diuretico.
4) Assumere tutti i farmaci previsti e non sospendere MAI l’assunzione delle altre terapie in atto (con antiaggreganti, anticoagulanti, antiaritmici, statine, ipoglicemizzanti), salvo su consiglio del cardiologo e per ragioni ben documentate.
5) Misurare la pressione una-due volte al giorno. In caso di abbassamento eccessivo (sotto i 100 mm Hg di massima, per esempio), e senso di stanchezza, capogiro, accenno allo svenimento, per effetto della febbre oppure del riposo o della dieta, alleggerire il carico dei farmaci anti ipertensivi assunti, solo dopo aver consultato il proprio medico.
6) Porre attenzione ai sintomi cardiaci classici (dolore o oppressione toracica, irregolarità marcata del battito cardiaco, difficoltà a respirare, capogiri intensi o svenimenti). In caso di sintomi, soprattutto se improvvisi o intensi, contattare immediatamente il 112.
7) Ricordare che in caso di urgenza e emergenza è indispensabile giungere in ospedale, per una visita o un ricovero urgente , sapendo che esistono canali d’accesso differenziati da quelli per i pazienti Covid, e quindi senza correre il rischio d’esporsi al contagio.
8) In caso di rialzo febbrile assumere preferibilmente il paracetamolo (Tachipirina) che non interferisce con i farmaci cardiologici e informare il medico.
9) Ricordare di portare tutta la documentazione relativa alla propria patologia cardiaca se si va in ospedale per una visita urgente o con il 112 per una emergenza cardiaca.
10) Combattere la depressione, un importante fattore di rischio cardiovascolare. E quindi l’invito a leggere un libro o trovare altri escamotage per alimentare la consapevolezza che il momento difficile che stiamo vivendo si concluderà e si tornerà alla normalità.
Ufficio stampa Intermedia

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“La lunga e silente serie di omicidi di Uomini dello Stato”

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

Riceviamo e pubblichiamo quanto ci scrive, in una lettera pubblica, Luigi Avveduto, un rappresentante dei Carabinieri d’Italia: “Ennesima tragedia nel Bel Paese e nel cuore della Capitale. Un V.Brig. dei Carabinieri viene ucciso con 8 coltellate, una delle quali al cuore, per svolgere il Suo compito: il dovere!Come uomo e rappresentante di tutti i Carabinieri d’Italia desidero sfogare il mio e nostro dolore!
Siamo stanchi di dover operare ogni giorno in condizioni pietose, senza adeguati strumenti e con equipaggiamenti del tutto obsoleti se non addirittura quasi inesistenti. La formazione dei nostri giovani militari è ancora incentrata molto sulla teoria e poco sulla pratica, per non parlare del quasi dimenticato addestramento-aggiornamento, che dovrebbe essere costante e necessario per ogni uomo in uniforme, per poter offrire sicurezza ai cittadini, a coloro che si alzano la mattina per andare a lavorare onestamente, alle casalinghe, agli studenti, ai disoccupati e pensionati. Oggi più che mai i nostri militari hanno bisogno di maggiori strumenti di intervento e tutela! Alcune domande, quindi, sono d’obbligo: alla sicurezza di questi uomini in uniforme chi ci pensa? Chi si ricorda che anche noi siamo uno spaccato importante di questa società che soffre l’insicurezza ogni giorno? Lavoriamo come una squadra di calcio con pochi uomini in campo, questa la verità.Mancano le adeguate risorse umane, i nostri organici sono al di sotto della media europea e, quelle che dovrebbero essere il nostro fiore all’occhiello, le Stazioni, subiscono più di tutti, con Comandanti che quotidianamente devono arrovellarsi alla ricerca di soluzioni, per poter far fronte a tutte le richieste di servizio ed esigenze del territorio.Il tanto decantato taser non lo vediamo ancora indossato da tutti i nostri colleghi. Come mai? Mancano i soldi oppure la politica li investe per altro? Abbiamo Carabinieri impiegati, giustamente, anche negli uffici per lo svolgimento del lavoro burocratico, ma sono uomini che vengono a mancare sulle nostre strade. Lo stesso possiamo dire per tutti gli uomini impiegati nelle scorte, tribunali, Ministeri e Stati Maggiori.Perché non si assumono, ad esempio, gli ex ausiliari già formati a suo tempo? Perché non si riassumono i carabinieri congedati che, al di là dell’età, possono ricoprire ruoli burocratici all’interno dell’Arma? Perché non si bandiscono concorsi per 15.000 Carabinieri ogni anno? Perché non si bandiscono concorsi per istruttori di difesa personale, impiegandoli nelle scuole di formazione e in ogni Comando provinciale d’Italia? Perché mai la politica è assente, a parte qualche slogan durante le campagne elettorali? Perché alcuni governi hanno depenalizzato numerosissimi reati penali? Perché non si propone di eliminare definitivamente tutte le attenuanti generiche e non, assicurando la certezza della pena? Perché la vita di un carabiniere o di un poliziotto vale circa 87 euro, se un delinquente non si ferma ad posto di controllo? Perché se un carabinieri non chiede con gentilezza al delinquente di seguirlo in caserma, rischia di essere denunciato, forse arrestato e sbattuto sulle prime pagine dei giornali? Perché i governanti non risponderanno ai miei quesiti? Siamo forse solo poveri, umili e semplici servitori di questo Stato che si chiamano Carabinieri, nei secoli fedeli, che tutti amano ma che tutti dimenticano?! Adesso servono solo onori e preghiere per il collega Mario Cerciello Rega ed un sincero abbraccio ai suoi genitori e alla sua signora.”

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“Più tutele per i lavoratori dello spettacolo”

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 maggio 2019

“Nel 2017 i lavoratori dello spettacolo hanno percepito in media circa 10 mila annui, con una notevole concentrazione dei lavoratori verso la classe di età più elevata (over 40 e over 50), e un divario reddituale fra uomini e donne del 20%. Durante la festa dei lavoratori rivolgo un appello per non tralasciare gli operatori dello spettacolo, spesso lasciati ai margini del dibattito pubblico.
Le situazioni di cronaca sono allarmanti: le Fondazioni lirico-sinfoniche percepiscono milioni di soldi dei contribuenti ma continuano a lasciare in completa precarietà i propri lavoratori.
Penso al caso del Teatro dell’Opera di Roma, e il controverso piano di licenziamento collettivo deciso da Carlo Fuortes poi fortunatamente rientrato, a cui si aggiunge il conseguente debito tributario di milioni di euro per il mancato pagamento degli oneri previdenziali dei lavoratori che, ancora una volta, pagherà lo Stato.
La commissione Cultura della Camera, congiuntamente con la commissione Lavoro, inizieranno una serie di indagini conoscitive del sistema previdenziale e dello stato occupazionale dei lavoratori dello spettacolo, di modo da poter migliori le condizioni di lavoro dei tanti operatori incentivando il ricambio generazionale, rendendo nuovamente attrattiva la scelta della via artistica per i giovani.”È quanto dichiara Federico Mollicone, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Cultura alla Camera.

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Rispetto delle regole e la tutela dei diritti

Posted by fidest press agency su domenica, 29 luglio 2018

In ogni Paese civile e democratico deve esistere una costante, quella del presidio della legalità. Solo attraverso questo processo è infatti possibile garantire il rispetto delle regole e la tutela dei diritti. Se invece tutto questo viene meno, pian piano le basi cominciano a sgretolarsi e si inizia ad intraprendere un sentiero estremamente pericoloso. Un rischio in tal senso arriva dai dati messi in evidenza dell’ispettorato nazionale del lavoro per la ‘Nuvola del lavoro’. In questi numeri, infatti, emerge il calo degli individui che si è accertato far parte del mondo del lavoro nero, ma solo perché è crollata in maniera vertiginosa la quantità di controlli effettuata in questi anni. Naturalmente garantire il presidio della legalità non significa mettere in piedi “uno Stato di polizia”, semmai il contrario, e cioè creare meccanismi collaborativi tra i datori di lavoro e i lavoratori. Il progresso e la crescita delle società si basano proprio sulla combinazione di diversi fattori, i quali, interagendo ognuno con la propria competenza, riescono a garantire che ogni passaggio venga fatto osservando criteri economici, sociali e culturali. E’ quindi compito del governo, anche in osservanza dell’enunciata volontà di un cambiamento rispetto al passato, combattere questa sorta di decadentismo che rischia di pregiudicare seriamente il futuro delle nuove generazioni, le quali, già sprovviste di numerosi diritti, rischiano un ulteriore e pericoloso passo indietro. (fonte: soggetto giuridico)

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Più tutele per consumatori e utenti

Posted by fidest press agency su martedì, 22 maggio 2018

Rete Consumatori Italia, promossa dalle associazioni Assoutenti, Casa del Consumatore e Codici, ha esaminato con grande attenzione il contratto per il governo del cambiamento proposto da M5S e LEGA. RCI apprezza la strada che è stata intrapresa, come dimostrano alcuni punti del contratto. Esprime forte sostegno in particolare alle politiche in favore delle infrastrutture idriche; della tutela dell’ambiente; di una giustizia rapida ed efficiente; di una lotta efficace alla corruzione; della tutela del made in e di una etichettatura trasparente; di contrasto delle dipendenze e del cyberbullismo; della tutela del risparmio e infine della riduzione dei consumi energetici da combustibile fossile.Per questa ragione RCI CHIEDE che nel contratto per il governo del cambiamento vengano inseriti i seguenti 8 punti fondamentali:
· riforma all’americana delle azioni collettive a tutela dei consumatori contro Pubblica Amministrazione e imprese private;
· riforma delle assicurazioni rc auto con portabilità della polizza;
· tutela della privacy efficace per tutti, con più ampi poteri di controllo, indagine e sanzioni da parte delle pubbliche autorità;
· lotta alle informazioni commerciali scorrette e alle fake news mediante promozione della cultura della condivisione del sapere (open knowledge);
· sostegno agli incapienti garantendo loro l’accesso ai servizi essenziali di luce acqua e gas;
· riduzione di almeno il 50% degli oneri di sistema in bolletta per tutte le utenze interessate;
· riforma delle spese di giustizia per ristabilire il principio di eguaglianza dei cittadini ad avere un giusto prosso;
· detraibilità di tutte le spese per la mobilità pubblica, l’istruzione, la cultura e lo sport.

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M5S Lombardia – Verni e Di Marco: situazione violenza sui treni fuori controllo

Posted by fidest press agency su martedì, 15 maggio 2018

Si susseguono episodi dolosi sui treni e nelle stazioni della Lombardia. Gli ultimi due di cui siamo venuti a conoscenza trattano ancora di aggressioni al personale ferroviario. Ieri il capotreno del convoglio 1670 di ferrovie Nord, linea Milano-Canzo Asso, è stato preso a pugni per essere intervenuto mentre un gruppo di ragazzi stranieri teneva aperta e bloccata una porta del treno, forse per poter fumare. Per fortuna le sue condizioni non sono gravi.
Stamattina ci sono arrivate delle foto in cui si documentano numerosi atti vandalici sul treno 25033, linea Como SG – Milano, tra cui numerosi vetri rotti, e ci è stata data la notizia di un’aggressione ai danni di una capotreno.“E’ chiaro ormai che la situazione è fuori controllo e che pendolari e lavoratori delle ferrovie non sono tutelati in nessun modo dalle istituzioni. Mentre i viaggiatori che scendono dal treno vengono sanzionati, gli episodi di violenza a danni di persone e carrozze si moltiplicano.
Abbiamo chiesto l’intervento del Prefetto, perché è compito dello stato intervenire. Abbiamo chiesto un incontro urgente all’assessore ai trasporti Claudia Terzi, che ora non è più rimandabile.” Così Simone Verni, consigliere M5S Lombardia. “Fontana aveva dichiarato che qualcosa bisognava fare, ma non ci è dato sapere cosa. Intanto la situazione peggiora di giorno in giorno. Si sbrighi a decidere cosa intende fare oppure ammetta la propria incompetenza e si rivolga alla Prefettura.” è il commento del consigliere Nicola Di Marco, M5S Lombardia.

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Nuove tutele per i consumatori online: informazioni più chiare sui prezzi di spedizione

Posted by fidest press agency su martedì, 27 marzo 2018

Il Parlamento Europeo ha recentemente approvato nuove norme del pacchetto per il commercio elettronico, con l’obiettivo di fornire al consumatore informazioni più chiare sui prezzi di spedizione dei pacchi.La Commissione europea infatti metterà a disposizione un sito dedicato alla comparazione dei prezzi nazionali e transfrontalieri, per permettere ai cittadini ed alle imprese di valutare le diverse offerte e scegliere la spedizione più vantaggiosa in base alle proprie esigenze.Una decisione nata dai risultati di una consultazione pubblica datata 2015, a seguito della quale era emerso che oltre i due terzi dei consumatori rinunciano ad effettuare acquisti online proprio a causa dei costi di spedizione transfrontalieri, ritenuti troppo elevati: prezzi che in effetti, sempre nel 2015, erano in media più elevati da 3 a 5 volte rispetto a quelli nazionali, pur offrendo lo stesso servizio.Le norme di cui sopra per altro permetteranno anche alle autorità di vigilare sui prezzi dei servizi di consegna in maniera più rapida ed efficace, intervenendo là dove questi sembrino irragionevolmente elevati.Sono inoltre previste maggiori opzioni di consegna ed una più semplice gestione del reclamo. A ciò si aggiunga che gli operatori saranno tenuti a comunicare numerose informazioni alle autorità, tra cui il proprio fatturato, il numero di pacchi consegnati, il numero di dipendenti (ed il loro status), le procedure di trattamento di reclamo ed anche informazioni su eventuali subappaltatori.
Noi di CODICI continuiamo a tenere d’occhio la vicenda, sperando innanzitutto che il Consiglio dei ministri UE approvi la proposta in questione facendola entrare in vigore. Dopodiché sposteremo la nostra lente sugli operatori del mercato online, perché purtroppo a volte non bastano ottime regole per garantire ai consumatori comportamenti trasparenti. http://www.codici.org,

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I numeri che contano

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2018

Abbiamo un’economia sommersa che vale 270 miliardi, un’evasione di 120 miliardi e una corruzione pubblica che ammonta a settanta miliardi. E’ questa la vera faccia del paese. L’onestà non premia. Il contribuente non è difeso. Si sfruttano le doti meno nobili dell’animo umano incoraggiando l’evasione, favorendo il sommerso, offrendo il voto di scambio e lasciando che gli strumenti a tutela dei cittadini vadano alla malora con milioni di processi in civile e in penale che prima di avere una sentenza definitiva richiedono tra gli otto e i 12 anni, che chi si ammala e vuole essere curato deve sborsare di tasca propria, chi vuole cibarsi di cibi qualitativamente validi deve pagare di più innescando quella spirale perversa che condanna tutti coloro che sono detentori di redditi medio-bassi ad usufruire di servizi e alimenti scadenti fonte di malattie inevitabili sia pure differite nel tempo. Quale sarebbe stato il gesto di “coraggio” di un governo, e lasciamo stare l’eufemismo del governo tecnico che fa ridere i polli, se non quello di adottare una politica fiscale aperta al rimborso delle spese di mantenimento come accade in Germania e nel paesi anglosassoni? Così se a casa arriva l’idraulico o si va dal medico specialista e si è posti di fronte all’alternativa di pagare duecento euro senza ricevuta o 250 se non 300 con la ricevuta, la convenienza e la mancanza di un adeguato scomputo della spesa nella dichiarazione dei redditi, ci convince la soluzione economicamente più vantaggiosa. I politici lo sanno ma preferiscono fare come le scimmiette: non vedere, non sentire, non parlare perché le corporazioni sono quelle che dettano le fortune o le sfortune dei partiti nei confronti elettorali, mentre gli altri, pur essendo la maggioranza assoluta del paese, sono stati ammansiti dai tanti specchietti per allodole che si chiamano disinformazione, clientelismo, complessi d’inferiorità e diavolerie del genere.
E il meccanismo è così ben oliato che se non si va alla radice del problema la sua soluzione diventa impossibile. Ecco perché si continuerà a evadere di là delle facciate della prima ora con i casi scoperti che a ben vedere sono la minima parte di una componente di ben altra natura.
Ecco perché ci sarebbe voluta una riforma fiscale complessiva che badasse alle aliquote ma anche a tutto il resto. Perché i cittadini devono essere educati a ottenere risultati virtuosi nelle loro operazioni finanziarie, commerciali e negli scambi di servizi. Bisogna incoraggiare e non deprimere. Bisogna offrire opportunità virtuose e non convenienza a evadere. (Riccardo Alfonso)

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Intelligenza artificiale e tutele giuridiche

Posted by fidest press agency su sabato, 25 novembre 2017

auto futuroPerugia Mercoledì 29 novembre, ore 9.00, Aula Magna di Palazzo Gallenga l’Università per Stranieri di Perugia ha posto al centro di un importante convegno internazionale coinvolgendo la comunità accademica, le assicurazioni, l’industria automobilistica. Il programma ricomprende le varie questioni legate alla robotica ed alla sua applicazione nei vari campi e si lega al ruolo crescente assunto dall’intelligenza artificiale. Il convegno, patrocinato dall’Ordine degli Avvocati di Perugia e dall’Aiga e in quella sede verranno forniti i primi risultati di una ricerca condotta in collegamento con l’Università tedesca di Würzburg. Sono previste le relazioni del Magnifico Rettore Prof. Giovanni Paciullo, Prof. Avv. Ugo Ruffolo (già Professore Ordinario di Diritto Civile – Università di Bologna), Avv. Andrea Amidei, Prof. Avv. Maria Costanza (Professore Ordinario di Diritto Privato-Università di Pavia), Prof. Avv. Francesco Di Giovanni (Professore Ordinario di Diritto Privato-Università di Bari), Dott. Antongiulio Lombardi (Direttore Affari Regolamentari Wind-Tre) – Ing. Carl Taylor (Dirigente tecnico di settore), Avv. Marilù Capparelli (General Counsel Google Italia), Dott. Stefano Forges Davanzati (Partner e Amministratore della GBSAPRI SpA). Da sottolineare l’adesione data al convegno da Google che fornirà un originale contributo prodotto di un’approfondita ricerca.

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Alunni accompagnati all’uscita, soluzione Pd inefficace

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 novembre 2017

scuola1Leggendo la relazione tecnica all’emendamento ad hoc, ora al vaglio delle Commissioni del Senato all’interno del testo della Legge di Stabilità 2018 giunto a Palazzo Madama, l’impressione è che anche stavolta la montagna abbia partorito il topolino. Chi stabilisce l’autonomia dei ragazzi? I genitori? Se per caso succede qualcosa al giovane chi interviene, nuovamente il giudice? Per non parlare della possibilità di generare ancora più confusione, con parte della classe autorizzata a uscire da sola e parte no.Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief e Udir, quello che veramente serve è approvare una norma che intervenga a supporto dei regolamenti di istituto: quindi, esortiamo la Ministra e il Partito Democratico ad elaborare un provvedimento più efficace del testo presentato, oltre a trovare maggiori risorse per le scuole.La sentenza della Cassazione Civile, Sezione III, n. 21593 del 19 settembre scorso ha sollevato un vespaio di polemiche sul problema dei minori di 14 anni che vanno a casa da soli dopo l’uscita da scuola: la sentenza ha sottolineato che “l’attività di vigilanza esercitata dalla istituzione scolastica non deve arrestarsi, fino a quando gli alunni dell’istituto non vengano presi in consegna, da altri soggetti e dunque sottoposti ad altra vigilanza”. Sul tema ha provato a fare chiarezza il presidente Anief e Udir Marcello Pacifico, secondo cui “la responsabilità dei giovani, una volta usciti dal perimetro scolastico, non può essere additata ancora agli insegnanti, al personale Ata o al dirigente scolastico”. Il sindacalista autonomo ha ricordato che “proprio perché la scuola ha il dovere di assolvere al compito della sorveglianza viene da sé che l’impegno e la responsabilità che la scuola ha nei confronti dei suoi alunni non può sforare il tempo scuola. Su questo il Miur dovrebbe essere chiaro invece di mandare inviti alle famiglie perché si organizzino affinché vi sia sempre un adulto all’uscita da scuola, un genitore o uno dei nonni o comunque un adulto fidato che li prenda per mano”.L’on. Simona Malpezzi ha, dunque, provato a porre rimedio al problema con un emendamento ad hoc, ora al vaglio delle Commissioni del Senato all’interno del testo della Legge di Stabilità 2018 giunto a Palazzo Madama, per essere inserito nella prossima Legge di Bilancio. Il provvedimento si intitola “Misure volte a incentivare il processo di autoresponsabilizzazione dei minori di 14 anni, finalizzate a consentire l’uscita autonoma dei minori dai locali scolastici”: si compone di un solo articolo, diviso in due commi, che prevede la possibilità per i genitori di autorizzare l’uscita autonoma da scuola dei figli minori di 14 anni, sollevando la scuola da ogni responsabilità. Come da tradizione, da una prima lettura della relazione tecnica sembra che la montagna abbia partorito il topolino. Quindi, esortiamo la Ministra e il Partito Democratico ad elaborare un provvedimento più efficace del testo presentato, oltre a trovare maggiori risorse per le scuole: occorre evitare, come è successo quest’anno, di incorrere in ulteriori tagli”, conclude il sindacalista autonomo.

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Sinistri stradali e nuova riforma della Legge sulla Concorrenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

incidenti stradali-2Il 29 agosto scorso è entrata in vigore la legge “annuale sulla Concorrenza” (legge 4 agosto 2017, n.124) che ha introdotto delle novità nel Codice delle Assicurazioni Private (Decreto Legislativo 7 settembre 2005, n. 209) e che lo “Sportello dei Diritti” ritiene utile segnalare agli automobilisti ed utenti della strada, perché le nuove norme rischiano di pregiudicare completamente il diritto al risarcimento dei danni subìti in alcuni casi se il danneggiato non presta la dovuta attenzione. Oggi ci soffermeremo sull’importanza di raccogliere immediatamente le generalità dei testimoni nei sinistri che vedono solo danni alle cose e quindi senza lesioni o conseguenze fisiche, che costituiscono la stragrande maggioranza degli incidenti stradali in Italia. Sono molti, purtroppo, coloro che non conoscendo la mini riforma, e che incappati in un sinistro hanno fatto richiesta risarcitoria nei confronti della società assicuratrice senza preoccuparsi minimamente della raccolta dei dati e dell’indicazione in denuncia dei testimoni presenti al momento dell’evento, con ciò rischiando seriamente di vedersi respinta la richiesta risarcitoria anche in un eventuale giudizio. L’articolo 135 comma nei commi 3 bis, 3 ter e 3 quater del Codice delle Assicurazioni per come introdotti dall’articolo 1, comma 15, della citata legge annuale sulla Concorrenza, al netto di eventuali problemi di costituzionalità per un’evidente lesione del diritto di difesa dei danneggiati, sono oggi assai chiari nel definire la necessità della pronta indicazione in sede di denuncia o di prima richiesta risarcitoria formale, delle generalità dei testimoni ai fini dell’ammissibilità della prova testimoniale che costituisce – quasi sempre, in assenza di intervento dell’autorità di polizia stradale o di “scatola nera” e quando vi è contrasto nelle versioni delle parti in causa – l’elemento imprescindibile e quindi, necessario e sufficiente, per procedere alla liquidazione dei danni ed ottenere quindi il giusto e pronto ristoro. In tal senso, è vero che nell’iter legislativo che ha portato alle modifiche in vigore è stata introdotta, in caso di mancata comunicazione in denuncia, l’obbligatoria necessità da parte della compagnia dell’invito a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento dell’indicazione dei nominativi dei testi oculari entro sessanta giorni, ma ciò comporta un sicuro slittamento della procedura liquidativa anche perché è stato previsto un analogo termine in capo all’assicurazione per «l’individuazione e comunicazione di ulteriori testimoni». Se, dunque, il danneggiato non procederà in questi termini, in caso di rigetto o ritardo da parte della compagnia della domanda di risarcimento, non potrà indicare in un’eventuale causa il nominativo di alcun testimone se non quelli già comunicati, nelle modalità e nei tempi di legge o quelli risultanti nei rapporti delle forze di polizia stradale (nei casi in cui le stesse siano intervenute), nella fase “amministrativa” di gestione del sinistro. Con la conseguenza che avrà serie difficoltà a provare in giudizio la responsabilità di controparte e, quindi, anche la concreta possibilità di perdere la causa e di subire anche la beffa della condanna alle spese di lite. Insomma, c’è davvero da preoccuparsi, perché è giusto combattere i cosiddetti “testimoni di comodo” che all’occorrenza spuntavano in corso di giudizio e che è bene ricordare erano già sottoposti alle conseguenze penali del reato di “falsa testimonianza”, ma non è neanche corretto ledere il diritto costituzionalmente ad una compiuta difesa giurisdizionale del cittadino-danneggiato il quale nella generalità di tutti gli altri tipi di controversie diverse dai sinistri stradali con solo danni a cose, ha a disposizione i termini processuali per indicare le prove che vorrà utilizzare nel corso del giudizio, compreso quella testimoniale. In ultimo, si porrà certamente il problema che molti cittadini si sottrarranno sempre più al dovere civico e giuridico di testimoniare in caso di loro presenza sul luogo di sinistro e preferiranno, purtroppo, “chiudere un occhio”. Infatti, se per propria sventura ci si dovesse trovare ad essere chiamati a testimoniare per più di tre sinistri nell’arco di cinque anni, ci si vedrebbe deferiti obbligatoriamente innanzi alla Procura della Repubblica e si dovrebbe affrontare un’indagine solo per dimostrare che si era realmente teste oculare negli eventi in cui ci si era trovati ad assistere. Un’altra assurdità che appare abnorme ed un altro favore legislativo in capo alla lobby delle compagnie assicurative che avranno gioco facile in molti sinistri nei quali l’automobilista danneggiato si troverà, senza sua colpa, scoperto dalla prova testimoniale anche di coloro che hanno realmente assistito e si sottrarranno al loro dovere solo per paura di finire indagati. (D’Agada Giovanni)

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Sanità: una legge che avvicina i cittadini alla professione medica

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

montecitorio“Alla Camera diventa legge, finalmente, un provvedimento importante e atteso da molti, frutto di un lungo lavoro, una delle poche leggi di iniziativa parlamentare, che ha visto il contributo significativo di tante associazioni, operatori, professionisti del mondo della sanità. Una legge di grande equilibrio che vuole ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini e mondo della sanità e garantire la salute degli utenti e allo stesso tempo tutelare l’esercizio della professione medica e sanitaria. In altre parole questo provvedimento legislativo riconduce ad un sistema organico e armonico le questioni che riguardano il contenzioso in sanità superando la logica di interventi settoriali fino ad oggi perseguita”. Lo dice la senatrice Giuseppina Maturani, vice presidente del gruppo Pd al Senato commentando l’approvazione definitiva alla Camera del provvedimento sulla responsabilità delle professioni mediche.”Sulla sicurezza delle cure – spiega Maturani – Il provvedimento completa quanto già anticipato nella legge di stabilità del 2016. In particolare per quanto riguarda le misure che potenziano le attività di prevenzione e gestione del rischio clinico nelle strutture sanitarie e sociosanitarie. Ciò consentirà – aggiunge la senatrice Pd – di promuovere e calibrare nei contesti organizzativi e professionali specifici, attività educative e formative sulla sicurezza e la qualità delle cure. La trasparenza dei dati relativi al contenzioso sarà poi strumento di miglioramento delle capacità, per il cittadino, di orientarsi sulle scelte e, per le organizzazioni, di migliorare le proprie performances”.
“Sotto il profilo giuridico – continua la Maturani – queste norme toccano anche l’ordinamento penale: viene introdotta una profonda innovazione della responsabilità civile in ambito sanitario sia delle strutture sanitarie e socio sanitarie che dei professionisti che rispondono per fatto illecito e viene invece previsto il tentativo obbligatorio di conciliazione con la possibilità che la lite possa risolversi al di fuori del processo e in tempi rapidi e certi. Una riforma di sistema del contenzioso sanitario che affronta in modo organico gli obblighi assicurativi e le garanzie per le strutture, gli esercenti, le professioni sanitarie e che alleggerirà il problema dei premi assicurativi dei medici e allo steso tempo permetterà ai pazienti di far causa qualora ritengano di aver subito un danno per colpa grave del medico o dell’operatore sanitario”.
“Possiamo essere soddisfatti – conclude la senatrice del Pd – di aver messo a disposizione di tutti una legge che e offre soluzioni equilibrate a problemi da troppo tempo irrisolti e che stavano aggravando di costi inappropriati il nostro SSN, logorando la fiducia tra cittadini, professionisti e istituzioni sanitarie”.

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Salute: Acoi, ok a legge responsabilità professionale è vittoria di civiltà

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

robot chirurgico“L’approvazione definitiva della legge sulla responsabilità del personale sanitario, il Ddl Gelli, è una vittoria di civiltà, giuridica e medica. Ringraziamo il relatore Gelli, il Parlamento e le forze politiche che hanno saputo ascoltare le ragioni dei chirurghi e di tutti i professionisti del mondo sanitario. Questa legge, attesa da anni, mette finalmente ordine in un settore che, a causa di pochi personaggi senza scrupoli che volevano lucrare sulla pelle dei pazienti, ha rischiato di essere sopraffatto dalle conseguenze nefaste della medicina difensiva. Una vittoria in primis per i cittadini, che ora potranno rivolgersi a medici più sereni nel loro lavoro, senza la spada di Damocle del contenzioso medico-legale sulla testa. Un passo avanti per tutto il sistema sanitario nazionale, che non perderà più ogni anno oltre dieci miliardi di euro per effetto delle cause di risarcimento. Effetto importante sarà l’aumento della qualità e dell’efficacia delle prestazioni sanitarie negli ospedali italiani, a tutto vantaggio dei pazienti. Una soddisfazione enorme anche per l’Acoi che per anni si è impegnata nelle sedi istituzionali per sollecitare l’approvazione di questa legge. La dimostrazione che le società scientifiche svolgono un ruolo di cerniera fondamentale sulle grandi questioni di interesse collettivo”. Lo affermano Diego Piazza e Pierluigi Marini, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Acoi (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani).

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Nota critica sul “Decreto trasparenza”

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 giugno 2016

paesaggioLa rete delle oltre 1.000 organizzazioni che compongono il Forum nazionale “Salviamo il Paesaggio” (www.salviamoilpaesaggio.it) invita il Presidente della Repubblica e il Governo a rivedere con urgenza un punto fondamentale dello schema di decreto legislativo modificativo del D.Lgs. 14/3/2013 n. 33 (c.d. “decreto trasparenza”) approvato dal Consiglio dei Ministri il 16/5 u.s. e rubricato “revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza …”. Ci riferiamo, in particolare, alla “trasparenza dell’attività di pianificazione e governo del territorio”, attualmente normata dall’articolo 39 del D.Lgs. 14/3/2013 n. 33, di cui pare esserne decisa dal Consiglio dei Ministri la sorprendente abrogazione dell’importante lettera b del comma 1. Tale punto così recita: «per ciascuno degli atti di cui alla lettera a) sono pubblicati, tempestivamente, gli schemi di provvedimento prima che siano portati all’approvazione; le delibere di adozione o approvazione; i relativi allegati tecnici».Per atti di cui alla lettera a) sono intesi tutti gli atti di governo del territorio, tra gli altri i piani territoriali, i piani di coordinamento, i piani paesistici, gli strumenti urbanistici generali e di attuazione, nonché le rispettive varianti.
Si tratta oltretutto dell’abrogazione di una procedura di pubblicizzazione degli atti grazie alla quale, in caso di mancata pubblicazione preventiva, gli atti non acquisivano efficacia né potevano produrre effetti. Un punto di fondamentale importanza in quanto offre la democratica possibilità a qualunque cittadino o portatore di interessi di essere informato prima e di disporre del tempo necessario per la relativa valutazione e la preventiva presentazione di eventuali contributi tecnici in grado di equilibrare le scelte unilaterali delle amministrazioni.Riteniamo pertanto che la sua abrogazione rappresenti un grave errore, che non esprime la ricerca di dialogo, pubblicità e trasparenza da tutti auspicata e che metta gravemente a rischio sia il principio di carattere generale volto a tutelare la trasparenza e la pubblicità degli atti della P.A., che il diritto di partecipazione della cittadinanza.Per tale palese motivo invitiamo il Governo a rinunciare alla sua promulgazione.

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La sicurezza è una cosa seria

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2015

farnesinaRoma, Mercoledì 9 Settembre 2015, ore 10,00 – 12,45 Farnesina, Sala Conferenze Internazionali (ingresso principale) conferenza promossa dalle Reti di Ong AOI, CINI, LINK 2007 con l’Unità di Crisi e la DG per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Partecipa il Ministro Paolo Gentiloni. Le Ong operano spesso in contesti di grave crisi umanitaria. A spingerle è il senso e il valore dell’essere umano, della solidarietà, dell’imperativo umanitario che ‘impone’ loro di soccorrere e proteggere popolazioni in fuga o in pericolo a causa di guerre, fame, catastrofi naturali. Molte Ong da tempo hanno adottato misure per tutelare la sicurezza delle operatrici e degli operatori, considerandola prioritaria. L’ampliamento dei soggetti che esprimono solidarietà e la crescente complessità dei contesti operativi richiedono una loro più generalizzata presa di coscienza, un approccio più attento e prudente che nel passato e una migliore conoscenza delle misure da adottare La sicurezza del personale va infatti salvaguardata dotandosi di regole, procedure e formando gli operatori ma va anche interpretata nella diversità dei contesti, realtà e problematicità, che devono essere conosciuti nella loro complessità. L’attenzione deve rivolgersi all’indispensabile equilibrio tra l’imperativo umanitario che spinge a perseverare nell’azione di aiuto e protezione e la valutazione del rischio per gli operatori, italiani, internazionali e locali. L’esperienza delle Ong nelle aree di crisi e di conflitto è cresciuta negli ultimi 25 anni e si è adeguata costantemente alle situazioni divenute più difficoltose. Hanno adottato codici di sicurezza che vincolano il proprio personale e puntano a gestire i rischi, anche in coordinamento con altre Ong italiane e internazionali, con la Cooperazione italiana, le Agenzie dell’Onu. L’osservanza dei codici e la maggiore attenzione non possono da soli assicurare l’incolumità, ma rappresentano i più validi strumenti per tutelare la sicurezza degli operatori. Il confronto tra Ong e Unità di Crisi del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale (Maeci), rispettoso delle differenti finalità, può aiutare ad individuare le migliori ed efficaci modalità per poter coniugare sicurezza e azione umanitaria. Grazie alla discreta conoscenza del territorio in cui operano le Ong possono essere una risorsa per la comprensione delle dinamiche di quei contesti. Esse sono inoltre coscienti che la loro è spesso la sola presenza italiana a soccorso di vittime inermi, dei più vulnerabili, di quanti fuggono per salvarsi e salvare la propria dignità umana. È una responsabilità che ogni operatore e operatrice sente fortemente, cercando di dare il meglio di sé nel valorizzare il proprio paese. Sapere che l’Unità di Crisi del Maeci e il Governo italiano sono attenti a questa presenza di umanità, solidarietà e fratellanza, pronti a sostenerla e proteggerla nei momenti di maggiore rischio, è per le Ong italiane un incoraggiamento.La nuova legge 125/2014 ha giustamente aperto il sistema italiano della cooperazione allo sviluppo a nuovi soggetti della società civile. Se alcuni hanno già acquisito una buona esperienza con attività solidaristiche e di cooperazione anche in contesti di conflitto, altri devono approfondire la cultura dell’emergenza e della gestione del rischio, a garanzia della sicurezza del personale. Esistono anche gruppi di volontariato o singoli volontari che, pur nella positività della generosità e fratellanza che esprimono, possono mettersi inavvertitamente in situazioni di rischio eccessivo se non inseriti o collegati ad organizzazioni con esperienza in tali contesti e conoscenza delle dinamiche collegate politiche, sociali, religiose, economiche, claniche. Occorre quindi favorire una sensibilità culturale diffusa, tale da scoraggiare iniziative basate unicamente sulla generosità senza tener adeguatamente conto delle difficoltà che si possono creare, per sé e per altri. Va cioè enfatizzata l’etica della responsabilità anche rispetto alle conseguenze delle proprie scelte e la necessità di formazione al lavoro nei contesti difficili, specie se in conflitto.
Le tre Reti delle Ong – AOI, CINI, LINK 2007 – con la Conferenza intendono proporre alcuni principi per una collaborazione in materia di sicurezza tra le Ong / Organizzazioni della società civile e le Istituzioni del Maeci.. A tali principi potranno aderire le singole Ong e le altre Organizzazioni della società civile impegnate in interventi solidaristici e di cooperazione all’estero con assenso formale tramite il sito http://www.dovesiamonelmondo.it – sezione per le Ong/Osc di cooperazione internazionale. Alla Conferenza sarà inoltre presentato un dossier frutto del lavoro congiunto tra Ong e Unità di Crisi: “Suggerimenti per la gestione dei rischi e la sicurezza degli operatori delle organizzazioni di cooperazione e solidarietà internazionale”. Esso condensa, in alcuni brevi capitoli, informazioni utili a fornire una visione d’insieme delle problematiche relative alla sicurezza in contesti potenzialmente pericolosi e suggerisce comportamenti e regole da adottare. Un insieme di suggerimenti a cui potersi ispirare: spetta infatti ad ogni organizzazione definire – a seconda della propria specificità, dei paesi di intervento e della soggettiva percezione e valutazione del rischio – il proprio piano per la sua gestione e le proprie procedure di allerta.La Conferenza intende quindi essere un’occasione per capire che “la sicurezza è una cosa seria” e si chiede la collaborazione dei Media per diffondere questa indispensabile consapevolezza, che può convivere con l’irrinunciabile dovere umano di altruismo, generosità e solidarietà.

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Giornali telematici e oscuramento

Posted by fidest press agency su domenica, 19 luglio 2015

cassazione“La Corte di Cassazione ha respinto il provvedimento con il quale il gip di Monza aveva “oscurato” il sito del Giornale.it per un presunto caso di diffamazione. La Corte, qui sta la novità, ha stabilito che un sito editoriale telematico va equiparato al giornale tradizionale e gode delle stesse tutele. Nel caso in questione, come non avrebbe potuto essere disposto il sequestro del quotidiano, allo stesso modo non poteva essere disposto l’oscuramento del sito, della pagina, dell’articolo”. Lo scrivonoin una nota Stefano Corradino e Giuseppe Giulietti, direttore e portavoce di Articolo21. “La sentenza, importante ed innovativa in sè, acquista un rilievo ancora maggiore alla vigllia della possibile approvazione, in quarta lettura, al Senato, della legge sulla diffamazione che non potrà non recepire le indicazioni della Corte di Cassazione e magari procedere a risolvere in modo definitivo il nodo delle “querele temerarie”, un’arma impropria scagliata ogni giorno contro il libero esercizio del diritto di cronaca”.

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