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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 330

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“La lunga e silente serie di omicidi di Uomini dello Stato”

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

Riceviamo e pubblichiamo quanto ci scrive, in una lettera pubblica, Luigi Avveduto, un rappresentante dei Carabinieri d’Italia: “Ennesima tragedia nel Bel Paese e nel cuore della Capitale. Un V.Brig. dei Carabinieri viene ucciso con 8 coltellate, una delle quali al cuore, per svolgere il Suo compito: il dovere!Come uomo e rappresentante di tutti i Carabinieri d’Italia desidero sfogare il mio e nostro dolore!
Siamo stanchi di dover operare ogni giorno in condizioni pietose, senza adeguati strumenti e con equipaggiamenti del tutto obsoleti se non addirittura quasi inesistenti. La formazione dei nostri giovani militari è ancora incentrata molto sulla teoria e poco sulla pratica, per non parlare del quasi dimenticato addestramento-aggiornamento, che dovrebbe essere costante e necessario per ogni uomo in uniforme, per poter offrire sicurezza ai cittadini, a coloro che si alzano la mattina per andare a lavorare onestamente, alle casalinghe, agli studenti, ai disoccupati e pensionati. Oggi più che mai i nostri militari hanno bisogno di maggiori strumenti di intervento e tutela! Alcune domande, quindi, sono d’obbligo: alla sicurezza di questi uomini in uniforme chi ci pensa? Chi si ricorda che anche noi siamo uno spaccato importante di questa società che soffre l’insicurezza ogni giorno? Lavoriamo come una squadra di calcio con pochi uomini in campo, questa la verità.Mancano le adeguate risorse umane, i nostri organici sono al di sotto della media europea e, quelle che dovrebbero essere il nostro fiore all’occhiello, le Stazioni, subiscono più di tutti, con Comandanti che quotidianamente devono arrovellarsi alla ricerca di soluzioni, per poter far fronte a tutte le richieste di servizio ed esigenze del territorio.Il tanto decantato taser non lo vediamo ancora indossato da tutti i nostri colleghi. Come mai? Mancano i soldi oppure la politica li investe per altro? Abbiamo Carabinieri impiegati, giustamente, anche negli uffici per lo svolgimento del lavoro burocratico, ma sono uomini che vengono a mancare sulle nostre strade. Lo stesso possiamo dire per tutti gli uomini impiegati nelle scorte, tribunali, Ministeri e Stati Maggiori.Perché non si assumono, ad esempio, gli ex ausiliari già formati a suo tempo? Perché non si riassumono i carabinieri congedati che, al di là dell’età, possono ricoprire ruoli burocratici all’interno dell’Arma? Perché non si bandiscono concorsi per 15.000 Carabinieri ogni anno? Perché non si bandiscono concorsi per istruttori di difesa personale, impiegandoli nelle scuole di formazione e in ogni Comando provinciale d’Italia? Perché mai la politica è assente, a parte qualche slogan durante le campagne elettorali? Perché alcuni governi hanno depenalizzato numerosissimi reati penali? Perché non si propone di eliminare definitivamente tutte le attenuanti generiche e non, assicurando la certezza della pena? Perché la vita di un carabiniere o di un poliziotto vale circa 87 euro, se un delinquente non si ferma ad posto di controllo? Perché se un carabinieri non chiede con gentilezza al delinquente di seguirlo in caserma, rischia di essere denunciato, forse arrestato e sbattuto sulle prime pagine dei giornali? Perché i governanti non risponderanno ai miei quesiti? Siamo forse solo poveri, umili e semplici servitori di questo Stato che si chiamano Carabinieri, nei secoli fedeli, che tutti amano ma che tutti dimenticano?! Adesso servono solo onori e preghiere per il collega Mario Cerciello Rega ed un sincero abbraccio ai suoi genitori e alla sua signora.”

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“Più tutele per i lavoratori dello spettacolo”

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 Mag 2019

“Nel 2017 i lavoratori dello spettacolo hanno percepito in media circa 10 mila annui, con una notevole concentrazione dei lavoratori verso la classe di età più elevata (over 40 e over 50), e un divario reddituale fra uomini e donne del 20%. Durante la festa dei lavoratori rivolgo un appello per non tralasciare gli operatori dello spettacolo, spesso lasciati ai margini del dibattito pubblico.
Le situazioni di cronaca sono allarmanti: le Fondazioni lirico-sinfoniche percepiscono milioni di soldi dei contribuenti ma continuano a lasciare in completa precarietà i propri lavoratori.
Penso al caso del Teatro dell’Opera di Roma, e il controverso piano di licenziamento collettivo deciso da Carlo Fuortes poi fortunatamente rientrato, a cui si aggiunge il conseguente debito tributario di milioni di euro per il mancato pagamento degli oneri previdenziali dei lavoratori che, ancora una volta, pagherà lo Stato.
La commissione Cultura della Camera, congiuntamente con la commissione Lavoro, inizieranno una serie di indagini conoscitive del sistema previdenziale e dello stato occupazionale dei lavoratori dello spettacolo, di modo da poter migliori le condizioni di lavoro dei tanti operatori incentivando il ricambio generazionale, rendendo nuovamente attrattiva la scelta della via artistica per i giovani.”È quanto dichiara Federico Mollicone, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Cultura alla Camera.

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Rispetto delle regole e la tutela dei diritti

Posted by fidest press agency su domenica, 29 luglio 2018

In ogni Paese civile e democratico deve esistere una costante, quella del presidio della legalità. Solo attraverso questo processo è infatti possibile garantire il rispetto delle regole e la tutela dei diritti. Se invece tutto questo viene meno, pian piano le basi cominciano a sgretolarsi e si inizia ad intraprendere un sentiero estremamente pericoloso. Un rischio in tal senso arriva dai dati messi in evidenza dell’ispettorato nazionale del lavoro per la ‘Nuvola del lavoro’. In questi numeri, infatti, emerge il calo degli individui che si è accertato far parte del mondo del lavoro nero, ma solo perché è crollata in maniera vertiginosa la quantità di controlli effettuata in questi anni. Naturalmente garantire il presidio della legalità non significa mettere in piedi “uno Stato di polizia”, semmai il contrario, e cioè creare meccanismi collaborativi tra i datori di lavoro e i lavoratori. Il progresso e la crescita delle società si basano proprio sulla combinazione di diversi fattori, i quali, interagendo ognuno con la propria competenza, riescono a garantire che ogni passaggio venga fatto osservando criteri economici, sociali e culturali. E’ quindi compito del governo, anche in osservanza dell’enunciata volontà di un cambiamento rispetto al passato, combattere questa sorta di decadentismo che rischia di pregiudicare seriamente il futuro delle nuove generazioni, le quali, già sprovviste di numerosi diritti, rischiano un ulteriore e pericoloso passo indietro. (fonte: soggetto giuridico)

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Più tutele per consumatori e utenti

Posted by fidest press agency su martedì, 22 Mag 2018

Rete Consumatori Italia, promossa dalle associazioni Assoutenti, Casa del Consumatore e Codici, ha esaminato con grande attenzione il contratto per il governo del cambiamento proposto da M5S e LEGA. RCI apprezza la strada che è stata intrapresa, come dimostrano alcuni punti del contratto. Esprime forte sostegno in particolare alle politiche in favore delle infrastrutture idriche; della tutela dell’ambiente; di una giustizia rapida ed efficiente; di una lotta efficace alla corruzione; della tutela del made in e di una etichettatura trasparente; di contrasto delle dipendenze e del cyberbullismo; della tutela del risparmio e infine della riduzione dei consumi energetici da combustibile fossile.Per questa ragione RCI CHIEDE che nel contratto per il governo del cambiamento vengano inseriti i seguenti 8 punti fondamentali:
· riforma all’americana delle azioni collettive a tutela dei consumatori contro Pubblica Amministrazione e imprese private;
· riforma delle assicurazioni rc auto con portabilità della polizza;
· tutela della privacy efficace per tutti, con più ampi poteri di controllo, indagine e sanzioni da parte delle pubbliche autorità;
· lotta alle informazioni commerciali scorrette e alle fake news mediante promozione della cultura della condivisione del sapere (open knowledge);
· sostegno agli incapienti garantendo loro l’accesso ai servizi essenziali di luce acqua e gas;
· riduzione di almeno il 50% degli oneri di sistema in bolletta per tutte le utenze interessate;
· riforma delle spese di giustizia per ristabilire il principio di eguaglianza dei cittadini ad avere un giusto prosso;
· detraibilità di tutte le spese per la mobilità pubblica, l’istruzione, la cultura e lo sport.

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M5S Lombardia – Verni e Di Marco: situazione violenza sui treni fuori controllo

Posted by fidest press agency su martedì, 15 Mag 2018

Si susseguono episodi dolosi sui treni e nelle stazioni della Lombardia. Gli ultimi due di cui siamo venuti a conoscenza trattano ancora di aggressioni al personale ferroviario. Ieri il capotreno del convoglio 1670 di ferrovie Nord, linea Milano-Canzo Asso, è stato preso a pugni per essere intervenuto mentre un gruppo di ragazzi stranieri teneva aperta e bloccata una porta del treno, forse per poter fumare. Per fortuna le sue condizioni non sono gravi.
Stamattina ci sono arrivate delle foto in cui si documentano numerosi atti vandalici sul treno 25033, linea Como SG – Milano, tra cui numerosi vetri rotti, e ci è stata data la notizia di un’aggressione ai danni di una capotreno.“E’ chiaro ormai che la situazione è fuori controllo e che pendolari e lavoratori delle ferrovie non sono tutelati in nessun modo dalle istituzioni. Mentre i viaggiatori che scendono dal treno vengono sanzionati, gli episodi di violenza a danni di persone e carrozze si moltiplicano.
Abbiamo chiesto l’intervento del Prefetto, perché è compito dello stato intervenire. Abbiamo chiesto un incontro urgente all’assessore ai trasporti Claudia Terzi, che ora non è più rimandabile.” Così Simone Verni, consigliere M5S Lombardia. “Fontana aveva dichiarato che qualcosa bisognava fare, ma non ci è dato sapere cosa. Intanto la situazione peggiora di giorno in giorno. Si sbrighi a decidere cosa intende fare oppure ammetta la propria incompetenza e si rivolga alla Prefettura.” è il commento del consigliere Nicola Di Marco, M5S Lombardia.

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Nuove tutele per i consumatori online: informazioni più chiare sui prezzi di spedizione

Posted by fidest press agency su martedì, 27 marzo 2018

Il Parlamento Europeo ha recentemente approvato nuove norme del pacchetto per il commercio elettronico, con l’obiettivo di fornire al consumatore informazioni più chiare sui prezzi di spedizione dei pacchi.La Commissione europea infatti metterà a disposizione un sito dedicato alla comparazione dei prezzi nazionali e transfrontalieri, per permettere ai cittadini ed alle imprese di valutare le diverse offerte e scegliere la spedizione più vantaggiosa in base alle proprie esigenze.Una decisione nata dai risultati di una consultazione pubblica datata 2015, a seguito della quale era emerso che oltre i due terzi dei consumatori rinunciano ad effettuare acquisti online proprio a causa dei costi di spedizione transfrontalieri, ritenuti troppo elevati: prezzi che in effetti, sempre nel 2015, erano in media più elevati da 3 a 5 volte rispetto a quelli nazionali, pur offrendo lo stesso servizio.Le norme di cui sopra per altro permetteranno anche alle autorità di vigilare sui prezzi dei servizi di consegna in maniera più rapida ed efficace, intervenendo là dove questi sembrino irragionevolmente elevati.Sono inoltre previste maggiori opzioni di consegna ed una più semplice gestione del reclamo. A ciò si aggiunga che gli operatori saranno tenuti a comunicare numerose informazioni alle autorità, tra cui il proprio fatturato, il numero di pacchi consegnati, il numero di dipendenti (ed il loro status), le procedure di trattamento di reclamo ed anche informazioni su eventuali subappaltatori.
Noi di CODICI continuiamo a tenere d’occhio la vicenda, sperando innanzitutto che il Consiglio dei ministri UE approvi la proposta in questione facendola entrare in vigore. Dopodiché sposteremo la nostra lente sugli operatori del mercato online, perché purtroppo a volte non bastano ottime regole per garantire ai consumatori comportamenti trasparenti. http://www.codici.org,

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I numeri che contano

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2018

Abbiamo un’economia sommersa che vale 270 miliardi, un’evasione di 120 miliardi e una corruzione pubblica che ammonta a settanta miliardi. E’ questa la vera faccia del paese. L’onestà non premia. Il contribuente non è difeso. Si sfruttano le doti meno nobili dell’animo umano incoraggiando l’evasione, favorendo il sommerso, offrendo il voto di scambio e lasciando che gli strumenti a tutela dei cittadini vadano alla malora con milioni di processi in civile e in penale che prima di avere una sentenza definitiva richiedono tra gli otto e i 12 anni, che chi si ammala e vuole essere curato deve sborsare di tasca propria, chi vuole cibarsi di cibi qualitativamente validi deve pagare di più innescando quella spirale perversa che condanna tutti coloro che sono detentori di redditi medio-bassi ad usufruire di servizi e alimenti scadenti fonte di malattie inevitabili sia pure differite nel tempo. Quale sarebbe stato il gesto di “coraggio” di un governo, e lasciamo stare l’eufemismo del governo tecnico che fa ridere i polli, se non quello di adottare una politica fiscale aperta al rimborso delle spese di mantenimento come accade in Germania e nel paesi anglosassoni? Così se a casa arriva l’idraulico o si va dal medico specialista e si è posti di fronte all’alternativa di pagare duecento euro senza ricevuta o 250 se non 300 con la ricevuta, la convenienza e la mancanza di un adeguato scomputo della spesa nella dichiarazione dei redditi, ci convince la soluzione economicamente più vantaggiosa. I politici lo sanno ma preferiscono fare come le scimmiette: non vedere, non sentire, non parlare perché le corporazioni sono quelle che dettano le fortune o le sfortune dei partiti nei confronti elettorali, mentre gli altri, pur essendo la maggioranza assoluta del paese, sono stati ammansiti dai tanti specchietti per allodole che si chiamano disinformazione, clientelismo, complessi d’inferiorità e diavolerie del genere.
E il meccanismo è così ben oliato che se non si va alla radice del problema la sua soluzione diventa impossibile. Ecco perché si continuerà a evadere di là delle facciate della prima ora con i casi scoperti che a ben vedere sono la minima parte di una componente di ben altra natura.
Ecco perché ci sarebbe voluta una riforma fiscale complessiva che badasse alle aliquote ma anche a tutto il resto. Perché i cittadini devono essere educati a ottenere risultati virtuosi nelle loro operazioni finanziarie, commerciali e negli scambi di servizi. Bisogna incoraggiare e non deprimere. Bisogna offrire opportunità virtuose e non convenienza a evadere. (Riccardo Alfonso)

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Intelligenza artificiale e tutele giuridiche

Posted by fidest press agency su sabato, 25 novembre 2017

auto futuroPerugia Mercoledì 29 novembre, ore 9.00, Aula Magna di Palazzo Gallenga l’Università per Stranieri di Perugia ha posto al centro di un importante convegno internazionale coinvolgendo la comunità accademica, le assicurazioni, l’industria automobilistica. Il programma ricomprende le varie questioni legate alla robotica ed alla sua applicazione nei vari campi e si lega al ruolo crescente assunto dall’intelligenza artificiale. Il convegno, patrocinato dall’Ordine degli Avvocati di Perugia e dall’Aiga e in quella sede verranno forniti i primi risultati di una ricerca condotta in collegamento con l’Università tedesca di Würzburg. Sono previste le relazioni del Magnifico Rettore Prof. Giovanni Paciullo, Prof. Avv. Ugo Ruffolo (già Professore Ordinario di Diritto Civile – Università di Bologna), Avv. Andrea Amidei, Prof. Avv. Maria Costanza (Professore Ordinario di Diritto Privato-Università di Pavia), Prof. Avv. Francesco Di Giovanni (Professore Ordinario di Diritto Privato-Università di Bari), Dott. Antongiulio Lombardi (Direttore Affari Regolamentari Wind-Tre) – Ing. Carl Taylor (Dirigente tecnico di settore), Avv. Marilù Capparelli (General Counsel Google Italia), Dott. Stefano Forges Davanzati (Partner e Amministratore della GBSAPRI SpA). Da sottolineare l’adesione data al convegno da Google che fornirà un originale contributo prodotto di un’approfondita ricerca.

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Alunni accompagnati all’uscita, soluzione Pd inefficace

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 novembre 2017

scuola1Leggendo la relazione tecnica all’emendamento ad hoc, ora al vaglio delle Commissioni del Senato all’interno del testo della Legge di Stabilità 2018 giunto a Palazzo Madama, l’impressione è che anche stavolta la montagna abbia partorito il topolino. Chi stabilisce l’autonomia dei ragazzi? I genitori? Se per caso succede qualcosa al giovane chi interviene, nuovamente il giudice? Per non parlare della possibilità di generare ancora più confusione, con parte della classe autorizzata a uscire da sola e parte no.Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief e Udir, quello che veramente serve è approvare una norma che intervenga a supporto dei regolamenti di istituto: quindi, esortiamo la Ministra e il Partito Democratico ad elaborare un provvedimento più efficace del testo presentato, oltre a trovare maggiori risorse per le scuole.La sentenza della Cassazione Civile, Sezione III, n. 21593 del 19 settembre scorso ha sollevato un vespaio di polemiche sul problema dei minori di 14 anni che vanno a casa da soli dopo l’uscita da scuola: la sentenza ha sottolineato che “l’attività di vigilanza esercitata dalla istituzione scolastica non deve arrestarsi, fino a quando gli alunni dell’istituto non vengano presi in consegna, da altri soggetti e dunque sottoposti ad altra vigilanza”. Sul tema ha provato a fare chiarezza il presidente Anief e Udir Marcello Pacifico, secondo cui “la responsabilità dei giovani, una volta usciti dal perimetro scolastico, non può essere additata ancora agli insegnanti, al personale Ata o al dirigente scolastico”. Il sindacalista autonomo ha ricordato che “proprio perché la scuola ha il dovere di assolvere al compito della sorveglianza viene da sé che l’impegno e la responsabilità che la scuola ha nei confronti dei suoi alunni non può sforare il tempo scuola. Su questo il Miur dovrebbe essere chiaro invece di mandare inviti alle famiglie perché si organizzino affinché vi sia sempre un adulto all’uscita da scuola, un genitore o uno dei nonni o comunque un adulto fidato che li prenda per mano”.L’on. Simona Malpezzi ha, dunque, provato a porre rimedio al problema con un emendamento ad hoc, ora al vaglio delle Commissioni del Senato all’interno del testo della Legge di Stabilità 2018 giunto a Palazzo Madama, per essere inserito nella prossima Legge di Bilancio. Il provvedimento si intitola “Misure volte a incentivare il processo di autoresponsabilizzazione dei minori di 14 anni, finalizzate a consentire l’uscita autonoma dei minori dai locali scolastici”: si compone di un solo articolo, diviso in due commi, che prevede la possibilità per i genitori di autorizzare l’uscita autonoma da scuola dei figli minori di 14 anni, sollevando la scuola da ogni responsabilità. Come da tradizione, da una prima lettura della relazione tecnica sembra che la montagna abbia partorito il topolino. Quindi, esortiamo la Ministra e il Partito Democratico ad elaborare un provvedimento più efficace del testo presentato, oltre a trovare maggiori risorse per le scuole: occorre evitare, come è successo quest’anno, di incorrere in ulteriori tagli”, conclude il sindacalista autonomo.

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Sinistri stradali e nuova riforma della Legge sulla Concorrenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

incidenti stradali-2Il 29 agosto scorso è entrata in vigore la legge “annuale sulla Concorrenza” (legge 4 agosto 2017, n.124) che ha introdotto delle novità nel Codice delle Assicurazioni Private (Decreto Legislativo 7 settembre 2005, n. 209) e che lo “Sportello dei Diritti” ritiene utile segnalare agli automobilisti ed utenti della strada, perché le nuove norme rischiano di pregiudicare completamente il diritto al risarcimento dei danni subìti in alcuni casi se il danneggiato non presta la dovuta attenzione. Oggi ci soffermeremo sull’importanza di raccogliere immediatamente le generalità dei testimoni nei sinistri che vedono solo danni alle cose e quindi senza lesioni o conseguenze fisiche, che costituiscono la stragrande maggioranza degli incidenti stradali in Italia. Sono molti, purtroppo, coloro che non conoscendo la mini riforma, e che incappati in un sinistro hanno fatto richiesta risarcitoria nei confronti della società assicuratrice senza preoccuparsi minimamente della raccolta dei dati e dell’indicazione in denuncia dei testimoni presenti al momento dell’evento, con ciò rischiando seriamente di vedersi respinta la richiesta risarcitoria anche in un eventuale giudizio. L’articolo 135 comma nei commi 3 bis, 3 ter e 3 quater del Codice delle Assicurazioni per come introdotti dall’articolo 1, comma 15, della citata legge annuale sulla Concorrenza, al netto di eventuali problemi di costituzionalità per un’evidente lesione del diritto di difesa dei danneggiati, sono oggi assai chiari nel definire la necessità della pronta indicazione in sede di denuncia o di prima richiesta risarcitoria formale, delle generalità dei testimoni ai fini dell’ammissibilità della prova testimoniale che costituisce – quasi sempre, in assenza di intervento dell’autorità di polizia stradale o di “scatola nera” e quando vi è contrasto nelle versioni delle parti in causa – l’elemento imprescindibile e quindi, necessario e sufficiente, per procedere alla liquidazione dei danni ed ottenere quindi il giusto e pronto ristoro. In tal senso, è vero che nell’iter legislativo che ha portato alle modifiche in vigore è stata introdotta, in caso di mancata comunicazione in denuncia, l’obbligatoria necessità da parte della compagnia dell’invito a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento dell’indicazione dei nominativi dei testi oculari entro sessanta giorni, ma ciò comporta un sicuro slittamento della procedura liquidativa anche perché è stato previsto un analogo termine in capo all’assicurazione per «l’individuazione e comunicazione di ulteriori testimoni». Se, dunque, il danneggiato non procederà in questi termini, in caso di rigetto o ritardo da parte della compagnia della domanda di risarcimento, non potrà indicare in un’eventuale causa il nominativo di alcun testimone se non quelli già comunicati, nelle modalità e nei tempi di legge o quelli risultanti nei rapporti delle forze di polizia stradale (nei casi in cui le stesse siano intervenute), nella fase “amministrativa” di gestione del sinistro. Con la conseguenza che avrà serie difficoltà a provare in giudizio la responsabilità di controparte e, quindi, anche la concreta possibilità di perdere la causa e di subire anche la beffa della condanna alle spese di lite. Insomma, c’è davvero da preoccuparsi, perché è giusto combattere i cosiddetti “testimoni di comodo” che all’occorrenza spuntavano in corso di giudizio e che è bene ricordare erano già sottoposti alle conseguenze penali del reato di “falsa testimonianza”, ma non è neanche corretto ledere il diritto costituzionalmente ad una compiuta difesa giurisdizionale del cittadino-danneggiato il quale nella generalità di tutti gli altri tipi di controversie diverse dai sinistri stradali con solo danni a cose, ha a disposizione i termini processuali per indicare le prove che vorrà utilizzare nel corso del giudizio, compreso quella testimoniale. In ultimo, si porrà certamente il problema che molti cittadini si sottrarranno sempre più al dovere civico e giuridico di testimoniare in caso di loro presenza sul luogo di sinistro e preferiranno, purtroppo, “chiudere un occhio”. Infatti, se per propria sventura ci si dovesse trovare ad essere chiamati a testimoniare per più di tre sinistri nell’arco di cinque anni, ci si vedrebbe deferiti obbligatoriamente innanzi alla Procura della Repubblica e si dovrebbe affrontare un’indagine solo per dimostrare che si era realmente teste oculare negli eventi in cui ci si era trovati ad assistere. Un’altra assurdità che appare abnorme ed un altro favore legislativo in capo alla lobby delle compagnie assicurative che avranno gioco facile in molti sinistri nei quali l’automobilista danneggiato si troverà, senza sua colpa, scoperto dalla prova testimoniale anche di coloro che hanno realmente assistito e si sottrarranno al loro dovere solo per paura di finire indagati. (D’Agada Giovanni)

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Sanità: una legge che avvicina i cittadini alla professione medica

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

montecitorio“Alla Camera diventa legge, finalmente, un provvedimento importante e atteso da molti, frutto di un lungo lavoro, una delle poche leggi di iniziativa parlamentare, che ha visto il contributo significativo di tante associazioni, operatori, professionisti del mondo della sanità. Una legge di grande equilibrio che vuole ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini e mondo della sanità e garantire la salute degli utenti e allo stesso tempo tutelare l’esercizio della professione medica e sanitaria. In altre parole questo provvedimento legislativo riconduce ad un sistema organico e armonico le questioni che riguardano il contenzioso in sanità superando la logica di interventi settoriali fino ad oggi perseguita”. Lo dice la senatrice Giuseppina Maturani, vice presidente del gruppo Pd al Senato commentando l’approvazione definitiva alla Camera del provvedimento sulla responsabilità delle professioni mediche.”Sulla sicurezza delle cure – spiega Maturani – Il provvedimento completa quanto già anticipato nella legge di stabilità del 2016. In particolare per quanto riguarda le misure che potenziano le attività di prevenzione e gestione del rischio clinico nelle strutture sanitarie e sociosanitarie. Ciò consentirà – aggiunge la senatrice Pd – di promuovere e calibrare nei contesti organizzativi e professionali specifici, attività educative e formative sulla sicurezza e la qualità delle cure. La trasparenza dei dati relativi al contenzioso sarà poi strumento di miglioramento delle capacità, per il cittadino, di orientarsi sulle scelte e, per le organizzazioni, di migliorare le proprie performances”.
“Sotto il profilo giuridico – continua la Maturani – queste norme toccano anche l’ordinamento penale: viene introdotta una profonda innovazione della responsabilità civile in ambito sanitario sia delle strutture sanitarie e socio sanitarie che dei professionisti che rispondono per fatto illecito e viene invece previsto il tentativo obbligatorio di conciliazione con la possibilità che la lite possa risolversi al di fuori del processo e in tempi rapidi e certi. Una riforma di sistema del contenzioso sanitario che affronta in modo organico gli obblighi assicurativi e le garanzie per le strutture, gli esercenti, le professioni sanitarie e che alleggerirà il problema dei premi assicurativi dei medici e allo steso tempo permetterà ai pazienti di far causa qualora ritengano di aver subito un danno per colpa grave del medico o dell’operatore sanitario”.
“Possiamo essere soddisfatti – conclude la senatrice del Pd – di aver messo a disposizione di tutti una legge che e offre soluzioni equilibrate a problemi da troppo tempo irrisolti e che stavano aggravando di costi inappropriati il nostro SSN, logorando la fiducia tra cittadini, professionisti e istituzioni sanitarie”.

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Salute: Acoi, ok a legge responsabilità professionale è vittoria di civiltà

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

robot chirurgico“L’approvazione definitiva della legge sulla responsabilità del personale sanitario, il Ddl Gelli, è una vittoria di civiltà, giuridica e medica. Ringraziamo il relatore Gelli, il Parlamento e le forze politiche che hanno saputo ascoltare le ragioni dei chirurghi e di tutti i professionisti del mondo sanitario. Questa legge, attesa da anni, mette finalmente ordine in un settore che, a causa di pochi personaggi senza scrupoli che volevano lucrare sulla pelle dei pazienti, ha rischiato di essere sopraffatto dalle conseguenze nefaste della medicina difensiva. Una vittoria in primis per i cittadini, che ora potranno rivolgersi a medici più sereni nel loro lavoro, senza la spada di Damocle del contenzioso medico-legale sulla testa. Un passo avanti per tutto il sistema sanitario nazionale, che non perderà più ogni anno oltre dieci miliardi di euro per effetto delle cause di risarcimento. Effetto importante sarà l’aumento della qualità e dell’efficacia delle prestazioni sanitarie negli ospedali italiani, a tutto vantaggio dei pazienti. Una soddisfazione enorme anche per l’Acoi che per anni si è impegnata nelle sedi istituzionali per sollecitare l’approvazione di questa legge. La dimostrazione che le società scientifiche svolgono un ruolo di cerniera fondamentale sulle grandi questioni di interesse collettivo”. Lo affermano Diego Piazza e Pierluigi Marini, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Acoi (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani).

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Nota critica sul “Decreto trasparenza”

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 giugno 2016

paesaggioLa rete delle oltre 1.000 organizzazioni che compongono il Forum nazionale “Salviamo il Paesaggio” (www.salviamoilpaesaggio.it) invita il Presidente della Repubblica e il Governo a rivedere con urgenza un punto fondamentale dello schema di decreto legislativo modificativo del D.Lgs. 14/3/2013 n. 33 (c.d. “decreto trasparenza”) approvato dal Consiglio dei Ministri il 16/5 u.s. e rubricato “revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza …”. Ci riferiamo, in particolare, alla “trasparenza dell’attività di pianificazione e governo del territorio”, attualmente normata dall’articolo 39 del D.Lgs. 14/3/2013 n. 33, di cui pare esserne decisa dal Consiglio dei Ministri la sorprendente abrogazione dell’importante lettera b del comma 1. Tale punto così recita: «per ciascuno degli atti di cui alla lettera a) sono pubblicati, tempestivamente, gli schemi di provvedimento prima che siano portati all’approvazione; le delibere di adozione o approvazione; i relativi allegati tecnici».Per atti di cui alla lettera a) sono intesi tutti gli atti di governo del territorio, tra gli altri i piani territoriali, i piani di coordinamento, i piani paesistici, gli strumenti urbanistici generali e di attuazione, nonché le rispettive varianti.
Si tratta oltretutto dell’abrogazione di una procedura di pubblicizzazione degli atti grazie alla quale, in caso di mancata pubblicazione preventiva, gli atti non acquisivano efficacia né potevano produrre effetti. Un punto di fondamentale importanza in quanto offre la democratica possibilità a qualunque cittadino o portatore di interessi di essere informato prima e di disporre del tempo necessario per la relativa valutazione e la preventiva presentazione di eventuali contributi tecnici in grado di equilibrare le scelte unilaterali delle amministrazioni.Riteniamo pertanto che la sua abrogazione rappresenti un grave errore, che non esprime la ricerca di dialogo, pubblicità e trasparenza da tutti auspicata e che metta gravemente a rischio sia il principio di carattere generale volto a tutelare la trasparenza e la pubblicità degli atti della P.A., che il diritto di partecipazione della cittadinanza.Per tale palese motivo invitiamo il Governo a rinunciare alla sua promulgazione.

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La sicurezza è una cosa seria

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2015

farnesinaRoma, Mercoledì 9 Settembre 2015, ore 10,00 – 12,45 Farnesina, Sala Conferenze Internazionali (ingresso principale) conferenza promossa dalle Reti di Ong AOI, CINI, LINK 2007 con l’Unità di Crisi e la DG per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Partecipa il Ministro Paolo Gentiloni. Le Ong operano spesso in contesti di grave crisi umanitaria. A spingerle è il senso e il valore dell’essere umano, della solidarietà, dell’imperativo umanitario che ‘impone’ loro di soccorrere e proteggere popolazioni in fuga o in pericolo a causa di guerre, fame, catastrofi naturali. Molte Ong da tempo hanno adottato misure per tutelare la sicurezza delle operatrici e degli operatori, considerandola prioritaria. L’ampliamento dei soggetti che esprimono solidarietà e la crescente complessità dei contesti operativi richiedono una loro più generalizzata presa di coscienza, un approccio più attento e prudente che nel passato e una migliore conoscenza delle misure da adottare La sicurezza del personale va infatti salvaguardata dotandosi di regole, procedure e formando gli operatori ma va anche interpretata nella diversità dei contesti, realtà e problematicità, che devono essere conosciuti nella loro complessità. L’attenzione deve rivolgersi all’indispensabile equilibrio tra l’imperativo umanitario che spinge a perseverare nell’azione di aiuto e protezione e la valutazione del rischio per gli operatori, italiani, internazionali e locali. L’esperienza delle Ong nelle aree di crisi e di conflitto è cresciuta negli ultimi 25 anni e si è adeguata costantemente alle situazioni divenute più difficoltose. Hanno adottato codici di sicurezza che vincolano il proprio personale e puntano a gestire i rischi, anche in coordinamento con altre Ong italiane e internazionali, con la Cooperazione italiana, le Agenzie dell’Onu. L’osservanza dei codici e la maggiore attenzione non possono da soli assicurare l’incolumità, ma rappresentano i più validi strumenti per tutelare la sicurezza degli operatori. Il confronto tra Ong e Unità di Crisi del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale (Maeci), rispettoso delle differenti finalità, può aiutare ad individuare le migliori ed efficaci modalità per poter coniugare sicurezza e azione umanitaria. Grazie alla discreta conoscenza del territorio in cui operano le Ong possono essere una risorsa per la comprensione delle dinamiche di quei contesti. Esse sono inoltre coscienti che la loro è spesso la sola presenza italiana a soccorso di vittime inermi, dei più vulnerabili, di quanti fuggono per salvarsi e salvare la propria dignità umana. È una responsabilità che ogni operatore e operatrice sente fortemente, cercando di dare il meglio di sé nel valorizzare il proprio paese. Sapere che l’Unità di Crisi del Maeci e il Governo italiano sono attenti a questa presenza di umanità, solidarietà e fratellanza, pronti a sostenerla e proteggerla nei momenti di maggiore rischio, è per le Ong italiane un incoraggiamento.La nuova legge 125/2014 ha giustamente aperto il sistema italiano della cooperazione allo sviluppo a nuovi soggetti della società civile. Se alcuni hanno già acquisito una buona esperienza con attività solidaristiche e di cooperazione anche in contesti di conflitto, altri devono approfondire la cultura dell’emergenza e della gestione del rischio, a garanzia della sicurezza del personale. Esistono anche gruppi di volontariato o singoli volontari che, pur nella positività della generosità e fratellanza che esprimono, possono mettersi inavvertitamente in situazioni di rischio eccessivo se non inseriti o collegati ad organizzazioni con esperienza in tali contesti e conoscenza delle dinamiche collegate politiche, sociali, religiose, economiche, claniche. Occorre quindi favorire una sensibilità culturale diffusa, tale da scoraggiare iniziative basate unicamente sulla generosità senza tener adeguatamente conto delle difficoltà che si possono creare, per sé e per altri. Va cioè enfatizzata l’etica della responsabilità anche rispetto alle conseguenze delle proprie scelte e la necessità di formazione al lavoro nei contesti difficili, specie se in conflitto.
Le tre Reti delle Ong – AOI, CINI, LINK 2007 – con la Conferenza intendono proporre alcuni principi per una collaborazione in materia di sicurezza tra le Ong / Organizzazioni della società civile e le Istituzioni del Maeci.. A tali principi potranno aderire le singole Ong e le altre Organizzazioni della società civile impegnate in interventi solidaristici e di cooperazione all’estero con assenso formale tramite il sito http://www.dovesiamonelmondo.it – sezione per le Ong/Osc di cooperazione internazionale. Alla Conferenza sarà inoltre presentato un dossier frutto del lavoro congiunto tra Ong e Unità di Crisi: “Suggerimenti per la gestione dei rischi e la sicurezza degli operatori delle organizzazioni di cooperazione e solidarietà internazionale”. Esso condensa, in alcuni brevi capitoli, informazioni utili a fornire una visione d’insieme delle problematiche relative alla sicurezza in contesti potenzialmente pericolosi e suggerisce comportamenti e regole da adottare. Un insieme di suggerimenti a cui potersi ispirare: spetta infatti ad ogni organizzazione definire – a seconda della propria specificità, dei paesi di intervento e della soggettiva percezione e valutazione del rischio – il proprio piano per la sua gestione e le proprie procedure di allerta.La Conferenza intende quindi essere un’occasione per capire che “la sicurezza è una cosa seria” e si chiede la collaborazione dei Media per diffondere questa indispensabile consapevolezza, che può convivere con l’irrinunciabile dovere umano di altruismo, generosità e solidarietà.

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Giornali telematici e oscuramento

Posted by fidest press agency su domenica, 19 luglio 2015

cassazione“La Corte di Cassazione ha respinto il provvedimento con il quale il gip di Monza aveva “oscurato” il sito del Giornale.it per un presunto caso di diffamazione. La Corte, qui sta la novità, ha stabilito che un sito editoriale telematico va equiparato al giornale tradizionale e gode delle stesse tutele. Nel caso in questione, come non avrebbe potuto essere disposto il sequestro del quotidiano, allo stesso modo non poteva essere disposto l’oscuramento del sito, della pagina, dell’articolo”. Lo scrivonoin una nota Stefano Corradino e Giuseppe Giulietti, direttore e portavoce di Articolo21. “La sentenza, importante ed innovativa in sè, acquista un rilievo ancora maggiore alla vigllia della possibile approvazione, in quarta lettura, al Senato, della legge sulla diffamazione che non potrà non recepire le indicazioni della Corte di Cassazione e magari procedere a risolvere in modo definitivo il nodo delle “querele temerarie”, un’arma impropria scagliata ogni giorno contro il libero esercizio del diritto di cronaca”.

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I deputati europei chiedono maggior impegno per la parità di genere

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 marzo 2015

parlamento europeoNella risoluzione non legislativa approvata martedì, il Parlamento chiede che siano migliorate le politiche per raggiungere la parità tra donne e uomini. Nonostante i progressi ottenuti per colmare la disuguaglianza di genere, molto resta ancora da fare per ridurre il divario retributivo, applicare le pari opportunità alle carriere professionali, rimediare alla mancanza di indipendenza economica delle donne, migliorare l’equilibrio lavoro/vita, compresi il congedo di maternità e paternità e proteggere i diritti alla contraccezione e all’aborto.

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Donne rifugiate e apolidi

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 novembre 2014

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) accoglie con favore l’introduzione di una nuova serie di linee guida internazionali adottate oggi dal Comitato per l’Eliminazione di Tutte le Forme di Discriminazione contro le gender violenceDonne delle Nazioni Unite. L’UNHCR inoltre si appella agli Stati affinchè adottino un approccio più sensibile alle questioni di genere per le donne rifugiate, richiedenti asilo e apolidi, e che tenga in giusta considerazione gli abusi da loro frequentemente subiti.“Molti sono i casi di donne costrette a fuggire dai loro Paesi e chiedere asilo a causa della diffusa violenza di genere. Questa Raccomandazione Generale dovrebbero aiutare gli Stati ad affrontare tali casi tenendo conto delle dovute differenze di genere” ha affermato Volker Türk, il Direttore dell’Ufficio di Protezione Internazionale dell’UNHCR.Basandosi sull’operato e sulle stesse linee guida dell’UNHCR per contrastare la persecuzione di genere, queste Raccomandazioni Generali chiariscono come i Paesi debbano tenere in considerazione criteri di parità di genere e il principio di non-discriminazione nelle procedure d’asilo. Troppo spesso, infatti, la mancata applicazione di tali criteri porta a decisioni contraddittorie in materia d’asilo, privando molte donne e ragazze della protezione internazionale.Uno degli aspetti fondamentali delle nuove linee guida è la possibilità, per le donne richiedenti asilo, di essere interrogate da funzionari di sesso femminile. A questo si aggiungono l’introduzione di procedure che consentono alle donne di presentare domanda d’asilo nel loro pieno diritto, al sicuro e libere da ogni tipo di intimidazione. “Queste linee guida ribadiscono che nessuna donna o ragazza dovrà essere restituita alla persecuzione o alla violenza di genere ed il loro pieno diritto di chiedere asilo.” ha sottolineato Türk.Un altro punto chiave è il diritto delle donne alla cittadinanza, incluso il diritto di acquisire, cambiare o mantenere la propria cittadinanza e trasmetterla ai propri figli e coniugi. L’eliminazione della discriminazione di genere dalle leggi sulla cittadinanza è una delle dieci Azioni proposte nel Piano d’Azione Globale per porre fine all’apolidia: 2014-2024, lanciato ieri dall’UNHCR nell’ambito della campagna contro l’apolidia (http://unhcr.it/cosa-facciamo/eventi-e-campagne/i-belong) (si consiglia di copiare e incollare il link sul browser). Sono ancora 27, ad esempio, i paesi che negano alle donne il diritto di trasferire la cittadinanza ai loro figli, una situazione che può rendere i bambini apolidi, con conseguenze devastanti per la loro infanzia e durante la loro vita.“La Raccomandazione Generale è un importante strumento per aiutarci ad affrontare questa questione ed evitare che le future generazioni si uniscano all’attuale numero di apolidi; Ci sono 10 milioni di persone apolidi nel mondo e noi vogliamo porre fine a questa anomalia, non vederla crescere ulteriormente, ” ha dichiarato Türk.

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Proroga contratto per i 700 lavoratori della Coop. Osa del Policlinico Umberto I

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2013

“Dopo alcune segnalazioni dei dipendenti della Cooperativa Osa, in qualità di associazione a tutela dei diritti del cittadino, siamo stati costretti, dopo richiesta dei nostri associati, ad un incontro con i vertici del policlinico Umberto I e col Dott. Domenico Alessio per valutare le criticità dell’ospedale derivanti da un’eventuale carenza del personale infermieristico appartenente alla Coop. Osa con contratto in scadenza il 31 luglio. Siamo costretti ad evidenziare come la regione Lazio non abbia ancora dato la possibilità di proroga all’attuale manager dell’Umberto I”. Lo dichiara in una nota il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato “Le assunzioni dirette del personale portano sostanzialmente meno dell’attuale contratto in essere con tale organicità.Riteniamo giusto per il bene di questa pubblica amministrazione il percorso di stabilizzazione attraverso società interinali che col tempo porterebbero anche un risparmio erariale.
La cabina di regia verrà messa al corrente della nostra posizione in tal senso – continua e conclude il presidente Maritato – auspicando la costituzione di una società regionale per il lavoro interinale.
Il direttore generale Domenico Alessio si impegna intanto ad avere l’autorizzazione della proroga dei contratti dei 700 lavoratori della Coop. Osa, alla quale la regione non ha ancora risposto”.

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Lavoro e tutele

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2012

Enrico Letta all'Associazione 360

Enrico Letta all'Associazione 360 (Photo credit: Enrico Letta)

“È evidente che una materia così spinosa, che ha a che vedere con la vita concreta e con il futuro di milioni di persone, non può né deve essere affrontata sotto la mannaia della decretazione d’urgenza e in una clima a tal punto avvelenato. Come ha affermato il capo dello Stato, la riforma non è solo l’art. 18. Nel testo ci sono tanti elementi migliorativi del mercato del lavoro all’insegna di una maggiore equità per i lavoratori, in particolare per quelli precari. Al contempo, è indispensabile, come ha detto il segretario Bersani ieri stesso, lavorare seriamente in Parlamento per correggerne gli aspetti più discutibili. Per mesi abbiamo ascoltato reiterati appelli a un ritorno alla centralità della democrazia rappresentativa. Adesso la palla passa proprio al Parlamento che ha la potestà di legiferare, tanto più su un tema così delicato e in una fase convulsa e difficile della vita del Paese. Sono certo che il PD farà un buon lavoro migliorativo, valorizzando le novità positive e correggendo i nodi ancora da sciogliere in materia di tutele e universalizzazione dei diritti”. Lo scrive Francesco Boccia, deputato PD, sul sito di TrecentoSessanta.

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Turisti: come difendersi

Posted by fidest press agency su sabato, 13 agosto 2011

Il perdurare della crisi economica – dichiara Pietro Giordano, Segretario generale Adiconsum – ha ridotto la possibilità di molte famiglie di poter godere del meritato periodo di vacanza. Assistiamo quindi a periodi di vacanza molto più ridotti rispetto ad alcuni anni fa. È rimasta purtroppo la possibilità che la famiglia subisca un danno da vacanza “rovinata”. Per questo Adiconsum ha stilato un Decalogo di consigli per prevenire trappole e raggiri e per ottenere il giusto risarcimento in caso di danno da vacanza rovinata.
1. Conservare il contratto di vendita del “pacchetto turistico” che si è sottoscritto per le vacanze ed i depliant illustrativi del pacchetto.
2. Conservare i biglietti di viaggio (aerei, treni, ecc.).
3. Conservare eventuali talloncini di consegna e trasporto bagagli e il modello PIR che va compilato in aeroporto, in caso di smarrimento dei bagagli.
4. Le dichiarazioni di accompagnatori eventualmente presenti al momento della vendita del pacchetto turistico sono state riconosciute dai giudici prove testimoniali, e possono essere aggiunte a quelle di altre persone e famiglie che hanno subito i disservizi in loco durante la vacanza.
5. Fare fotografie dei luoghi (ad esempio, non corrispondenti ai luoghi illustrati sul depliant) e/o dei disservizi subiti.
6. Conservare scontrini e ricevute di tutte le spese fatte per rimediare la situazione di disagio subita.
7. Appena tornati a casa, e comunque entro 10 giorni dal rientro, inviare una lettera raccomandata a/r al tour operator e all’agenzia di viaggi, con la descrizione precisa e dettagliata dei disservizi subiti ed una richiesta di risarcimento danni.
8. Allegare alla Raccomandata le copie delle fotografie scattate e le fotocopie (gli originali vanno conservati) degli scontrini relativi alle spese sostenute. Tutta la documentazione originale deve essere esibita solo nel caso in cui si deciderà di intentare una causa.
9. Oltre al risarcimento delle spese sostenute, è consigliabile fare riferimento anche al danno da stress psico-fisico che si è subìto e al danno “da vacanza rovinata”.
10. Nel caso in cui la controparte non accolga il reclamo, è necessario ricorrere al giudice di pace.
Adiconsum ricorda inoltre che in caso di viaggi transfrontalieri i consumatori possono usufruire dell’assistenza del Centro europeo consumatori (tel. 06 44238090), voluto dalla Commissione europea e sostenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico.

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