Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘u.e.’

U.E. e patto di stabilità

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

“Per anni, assieme ai miei colleghi del MoVimento 5 Stelle, abbiamo detto che il Two-Pack e il Six-Pack andavano cambiati. E che, nonostante i Trattati, l’Europa applicava politiche ‘procicliche’ e non ‘anticicliche’, distorcendo così i cicli economici. Sono felice di vedere, oggi, un’Europa convinta della necessità di apportare cambiamenti radicali e sostanziali. Certo, si sarebbe dovuto intervenire prima, ma adesso, che questa necessità è diventata plastica a tutti, possiamo accompagnare il percorso dall’interno del Governo. Sono contenta per il sostegno, a questa visione, che arriva anche dal Commissario Europeo all’Economia Paolo Gentiloni. Una direzione importante per tutta la politica economica europea”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Pacchetto latte U.E.

Posted by fidest press agency su sabato, 3 settembre 2016

LatteVerona. In attesa che siano operativi gli strumenti del Pacchetto Latte anticrisi adottato da Bruxelles, con la dote complessiva di 500 milioni di euro (dei quali 350 nella disponibilità degli Stati Membri e 150 a sostegno della riduzione volontaria delle consegne di latte), gli allevatori italiani chiedono che venga costituita una Organizzazione comune di mercato (Ocm Latte) per sostenere l’export nei Paesi terzi e che il contenimento volontario della produzione lattiera tenga conto dello stato di autoapprovvigionamento dei singoli Paesi dell’Unione europea. È quanto emerge da un sondaggio realizzato da Fieragricola – rassegna internazionale dedicata al comparto primario, in programma a Veronafiere dal 31 gennaio al 3 febbraio 2018 – al quale hanno risposto 480 tra allevatori e trasformatori.In particolare, sarebbero favorevoli alla predisposizione di una Ocm Latte per l’internazionalizzazione nei Paesi terzi il 43,8% degli interessati, seguiti dal 39,6% di quanti chiedono all’Ue di pianificare una riduzione della produzione basata sul reale autoapprovvigionamento. Questo significherebbe che a ridurre maggiormente la produzione lattiera sarebbero le aree del Nord Europa, le Repubbliche Baltiche e Paesi come l’Irlanda, tutti ampiamenti alle prese con un surplus rispetto alle necessità interne. L’Italia, la cui produzione si colloca al di sotto del 75% del fabbisogno interno, non sarebbe pertanto costretta a diminuire le consegne di latte, così come quasi tutto il Sud Europa, essenzialmente deficitario.
Il 22,9% delle risposte è in linea con quanto disposto dalla Commissione europea, cioè di un piano di riduzione volontaria, ai sensi dell’articolo 222 del Trattato sul funzionamento dell’Ue fra tutti i Paesi comunitari.Spostando l’attenzione sulle richieste degli allevatori al Governo, tenuto conto che l’Italia riceverà 20,9 milioni dei 350 milioni del Pacchetto Latte destinati direttamente agli Stati Membri, le risposte al sondaggio si schierano per il rafforzamento della promozione delle Dop casearie (58,3%), per il sostegno all’export nei Paesi terzi (47,9%), per definire incentivi all’innovazione (27,1%) e per rafforzare le organizzazione di produttori (20,8 per cento). La produzione di formaggi a denominazione di origine protetta, in particolare, costituisce un valore aggiunto notevole per il latte italiano e assicura una tipicità particolarmente apprezzata sui mercati domestico e internazionale.

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Lotta contro la criminalità organizzata

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2013

Il Parlamento ha approvato un piano d’azione UE per il periodo 2014-2020 volto a reprimere la criminalità organizzata, la corruzione e il riciclaggio di denaro. Colpire le attività e le fonti di reddito finanziario della criminalità organizzata e proteggere gli interessi finanziari dell’Unione sono gli obiettivi primari. Si stima che, nel 2013, 3.600 organizzazioni criminali internazionali operano nell’UE.
“Il costo delle mafie, difficile da stimare, va dai 4 ai 5 punti di PIL solo per l’UE”, ha dichiarato il relatore Salvatore Iacolino (PPE, IT), durante il dibattito di martedì. La sua relazione, approvata con 526 voti a favore, 25 contrari e 87 astensioni, “è una lista di azioni concrete da attuare in un orizzonte temporale identificato nella prossima legislatura: una sfida comune ai sistemi criminali”, ha aggiunto.Per Sonia Alfano, (ALDE, IT), presidente della commissione speciale sulla criminalità organizzata, la corruzione e il riciclaggio di denaro, “il sistema finanziario europeo è sotto attacco” e la relazione “rappresenta una pietra miliare per questa legislatura perché per la prima volta afferma la posizione inequivocabile del Parlamento contro le mafie”.Secondo Europol, 3.600 organizzazioni criminali internazionali operano nell’UE nel 2013 e il 70% dei loro componenti provenienti da paesi diversi.

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Adesione della Croazia all’U.E.

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2012

“Ho chiesto di intervenire a titolo personale per lasciare un segno, che è il segno di un ricordo di carattere morale. Io sono cittadino italiano e lo sono perché mia madre, che veniva dalla dolce terra dell’Istria, scelse di essere italiana; perché mio nonno, che era stato volontario nella Grande Guerra, scelse di essere italiano. Io ho ben chiaro che vi sono, e lo dico da patriota e da europeo, le ragioni dell’integrazione europea, ho ben chiari gli interessi economici e commerciali e mi rendo perfettamente conto di cosa sia la cooperazione, la collaborazione con la Croazia”. Lo dichiara il coordinatore nazionale di Futuro e Libertà, Roberto Menia, nel corso della discussione alla Camera dei Deputati sull’adesione della Croazia all’Unione Europea. “È certo detto che la Croazia di oggi è cosa ben diversa da quella di Tito – prosegue il coordinatore di Fli – ma rispetto alla mia storia personale mi trovo di fronte a un muro mai abbattuto e un interrogativo di carattere morale mi si pone. I presidenti di Italia, Croazia e Slovenia, nel 2010, durante il concerto di Riccardo Muti, hanno simboleggiato la riconciliazione, ma era anche un atto di ipocrisia perché il gesto di inginocchiarsi sulla grande foiba di Basovizza non l’hanno compiuto”, evidenzia Menia.“Per quelli che hanno lasciato tutto dall’altra parte del confine, terre, morti e ricordi, è una questione mai risolta. L’ultima legge che facemmo, circa 10 anni fa, sugli indennizzi ha liquidato un ulteriore acconto, ma l’indennizzo definitivo non arriverà mai. La Croazia ha ereditato tutti i frutti delle rapine titoiste e non ha mai restituito nulla. È colpa anche di noi italiani se perdiamo la memoria nazionale. Dubrovnik – precisa il coordinatore di Fli – è in realtà l’antica Ragusa, la quinta repubblica marinara, Split è in realtà Spalato, la città di Diocleziano, e molti non sanno che a Pola c’è un’arena romana più antica del Colosseo”. “E Bruno Vespa non trova di meglio che invitare a “Porta a Porta” una storica revisionista. Questo è un fatto di coscienza, è per questo che mi astengo, essendo un segno di coerenza di fronte al mio popolo e alla mia storia”, conclude Menia.

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Attacco informatico ai vertici U.E.

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 marzo 2011

Alla vigilia di un vertice europeo organizzato per discutere l’azione militare in corso in Libia, il programma nucleare europeo e la crisi del debito, i sistemi chiave dell’Unione Europea sono stati disattivati in seguito a quello che un portavoce ha chiamato “un attacco informatico serio “.Al personale è stato chiesto di modificare le proprie password, l’accesso esterno alla posta elettronica e alla rete intranet della Commissione, che è stata temporaneamente sospesa, al fine di impedire la divulgazione di informazioni non autorizzate. Il portavoce dell’Unione europea Antonio Gravili ha attribuito la responsabilità dell’attacco semplicemente a un malware,“ piuttosto che a un tentativo di portare alla luce i documenti segreti relativi alle questioni del vertice”. Secondo Rik Ferguson, Director Security Research & Communication EMEA di Trend Micro “Data la natura degli attacchi contemporanei a istituzioni commerciali e governative devo dire che è molto difficile tracciare la linea che separa le due eventualità. Il malware  è semplicemente uno degli strumenti nella ‘cassetta degli attrezzi’ dello spionaggio criminale e internazionale e fare una così netta distinzione prima di aver effettuato un’ indagine approfondita potrebbe essere controproducente”. “I casi dei malware Aurora, Night Dragon, Stuxnet e i più recenti attacchi contro il G20 e i vertici dell’Unione europea illustrano “graficamente” la nuova realtà. Il cyberspionaggio, proprio come la criminalità informatica, è più semplice da perpetrare, più difficile da individuare e comporta dei rischi minori rispetto ai metodi più tradizionali. Questa è la nuova frontiera”, conclude Ferguson.On the eve of an EU summit set to discuss the ongoing military action in Libya, the European nuclear program and the debt crisis, key systems have been shut down and warning issued to staff as a result of what a spokesperson called “a serious cyber attack“. Details on the nature, extent and consequences of the attack are currently very few but the timing and targeting are highly reminiscent of the attack agasint the French finance ministry two weeks ago which reportedly targeted information relating tot he G20 summit. A spokesperson for the European Commission stated that the commission is often “targeted” by cyber attacks, but that the extent of this one was far larger than those more regular events. Staff have been asked to change their passwords, external access to email and to the Commission’s intranet was temporarily suspended, in order to “prevent the disclosure of unauthorised information”.  According to the AFP report, EU spokesperson Antony Gravili blamed the attack on malware, “rather than any attempt to unearth secret documents relating to summit issues”. Given the nature of contemporary attacks on commercial and government institutions I have to say it’s very difficult to draw the line between those two eventualities. Malware is simply one of the tools in the criminal and international espionage bag of tricks and making such a clear distinction before a thorough investigation has been completed may be counter-productive to say the least. Nevertheless, Aurora, Night Dragon, Stuxnet and the attacks on the G20 and EU summits graphically illustrate the new reality. Cyberespionage, just like cybercrime is more simple to perpetrate, more difficult to spot and  carries much less risk than the more traditional methods. This is the new front line. (attacco informatico)

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Un manuale dell’Aiccre per le risorse dell’U.E.

Posted by fidest press agency su martedì, 28 dicembre 2010

Il Manuale Operativo di Europrogettazione e Gestione di Progetto, realizzato dall’AICCRE, rappresenta un contributo operativo al processo di promozione, gestione e realizzazione di progetti nel contesto del nuovo periodo di sviluppo della politica di coesione europea e di attuazione dei programmi finanziati dai Fondi Strutturali, con particolare riferimento al nuovo obiettivo Cooperazione Territoriale europea. Il manuale nasce a cavallo tra due periodi di programmazione (il 2000-2006 e il 2007-2013) e si avvale delle esperienze fatte e delle pratiche consolidate nel corso degli ultimi anni nel quadro dei programmi di iniziativa comunitaria INTERREG. Il suo principale obiettivo è tuttavia accompagnare una nuova attività progettuale negli anni a venire e per questo motivo si basa sui nuovi riferimenti normativi comunitari approvati nel 2006. Il suo approccio operativo ne fa una valida fonte di supporto tecnico e di ispirazione progettuale. Si propone infatti di guidare il lettore, potenziale progettista, attraverso tutto il ciclo di vita di un progetto (con particolare riferimento alla Cooperazione Territoriale Europea), dalla sua concezione iniziale alla sua conclusione, facendo riferimento alle procedure gestionali più comuni ma anche cercando di dare risposte concrete che si possono presentare nelle diverse fasi di sviluppo progettuale. Il contenuto del documento introduce pratiche e metodologie manageriali che possono essere applicate lungo tutto il nuovo periodo di programmazione ma che potranno e dovranno tuttavia essere aggiornati man mano che nuove esperienze progettuali verranno fatte nei vari programmi di cooperazione transfrontaliera, transnazionale ed interregionale. Il documento si potrà infatti arricchire di schede tecniche progettuali, riportanti dati specifici pertinenti ai vari capitoli in cui esso è organizzato. Il manuale va inoltre inteso come valido supporto tecnico per la realizzazione di eventi formativi che potranno mettere insieme operatori del settore pubblico e del settore privato interessati ad apprendere tecniche di progettazione e sviluppare possibili idee progettuali da presentarsi nei bandi che saranno pubblicati nei prossimi anni.

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U.E.: Le priorità del 2011

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 novembre 2010

Mentre regioni e città sono alle prese con le conseguenze sociali, economiche e ora anche finanziarie della crisi, l’Unione europea comincia a discutere di una serie di grandi riforme politiche, nella prospettiva del dopo 2013. Sindaci e rappresentanti regionali seguiranno quindi con particolare attenzione la presentazione del programma di lavoro della Commissione che il Presidente dell’esecutivo europeo José Manuel Barroso illustrerà nei dettagli alla prossima sessione plenaria del CdR il 1° dicembre. Nel quadro della sessione, si terranno inoltre specifici dibattiti sui temi degli appalti pubblici e dei servizi sanitari alla presenza rispettivamente di Michel Barnier, che interverrà a un forum sul mercato interno in programma il 30 novembre, e di John Dalli, che discuterà con i membri del CdR il 2 dicembre. In questi ultimi giorni, il Parlamento europeo e il CdR non hanno esitato a ricordare i nuovi poteri conferiti loro dal Trattato di Lisbona. A un anno dall’entrata in vigore di questo Trattato, che definisce il nuovo quadro d’azione dell’UE, il CdR ha invitato il Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso a venire a presentare gli obiettivi e il programma di lavoro della Commissione per il 2011.
Europa 2020, riforma della politica di coesione e della politica agricola comune, negoziati sul bilancio: i membri del CdR si attendono che l’UE abbia il coraggio di sostenere gli sforzi messi in atto, lontano da Bruxelles, da regioni e città. Questo il messaggio che essi adotteranno nella risoluzione sulle priorità politiche del CdR per il 2011. Il tema delle nuove prospettive per le economie locali e regionali sarà al centro delle discussioni del forum che verrà organizzato dal CdR il 30 novembre, alla vigilia della sessione plenaria. Il commissario per il Mercato unico e i servizi Michel Barnier è stato invitato a partecipare a questa iniziativa per chiarire le conseguenze che avrà per gli enti regionali e locali la riforma del mercato interno da lui appena avviata. Appalti pubblici e servizi di interesse generale sono al centro delle preoccupazioni dei membri del CdR, tanto più in un contesto economico in cui l’azione pubblica deve al tempo stesso sostenere la crescita e rispondere ai bisogni sociali, in un clima di austerità finanziaria. Il commissario per la Salute e la politica dei consumatori John Dalli sarà invece presente alla prossima plenaria del CdR il 2 dicembre per partecipare a un dibattito sul ruolo degli enti regionali e locali nell’attuazione della strategia UE per la salute insieme a Adam Banaszak (PL/AE), relatore del parere del CdR sullo stesso tema. Il CdR vuole un sostegno, da parte del commissario, alla propria richiesta di un maggiore coinvolgimento degli enti subnazionali nella definizione delle politiche sanitarie, dato che a essi spetta in gran parte la responsabilità dell’organizzazione dei servizi sanitari negli Stati membri.

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U.E.: allargamento e integrazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 novembre 2010

Roma, 25 novembre 2010, ore 15.30 Sala delle Bandiere, via Quattro Novembre, 149 presentazione della nuova  strategia dell’ Allargamento 2010-2011, illustrata dalla Commissione europea. L’evento sarà anche un’occasione utile per approfondire i temi relativi al processo di espansione dell’Unione europea e le sue future prospettive e sfide nonché di analizzare il progresso compiuto dai Paesi candidati e potenziali tali.   Partecipano Stefano Sannino,  Vice-Direttore generale per l’Allargamento e la Politica di vicinato della Commissione europea e Raffaele Trombetta,  Direttore generale per l’Integrazione europea del Ministero degli Affari  esteri della Repubblica Italiana. Modera Gerardo Pelosi, inviato de Il Sole 24 Ore .

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U.E. Trattato di Lisbona

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2009

Un’Unione europea più efficiente e più partecipata dai cittadini nelle sue decisioni e più forte sulla scena mondiale: è questa la visione della nuova Europa contenuta nel trattato di Lisbona che è entrata in vigore dal primo dicembre. L’iter lungo e travagliato dell’adesione al trattato, per la comprensibile resistenza di molti Stati a cedere sovranità e a rinunciare a diritti di veto a favore delle istituzioni europee, è probabilmente la migliore testimonianza a favore della profondità dei cambiamenti che il nuovo patto porta con sè. Avvicinare la Ue ai cittadini e i cittadini alla Ue rafforzando, accanto all’intermediazione dei governi nazionali che sono stati finora i veri ‘’signori’’ dell’Unione politica, il ruolo dei parlamenti, e’ il primo obiettivo della riforma istituzionale che sta ridisegnando la governance di Bruxelles. L’adozione di tutta la normativa europea, da cui deriva, e’ bene ricordarlo, il 75% del nostro corpus legislativo, sara’ soggetta d’ora in poi a un livello di controllo parlamentare che non ha riscontri in nessun’altra struttura sovranazionale o internazionale. Infatti tutta la legislazione europea richiedera’, con poche eccezioni, la duplice approvazione del Consiglio e del Parlamento europeo. Inoltre scatta un importante coinvolgimento dei parlamentari nazionali nel processo decisionale. Ciascuno di essi infatti ricevera’ infatti tutte le proposte legislative dell’Unione, in tempo utile per discuterle con i suoi ministri prima che il Consiglio europeo adotti una posizione e avra’ anche il diritto di proporre un nuovo esame se ritiene che non sia rispettato il principio di sussidiarieta’, per il quale ogni decisione va presa al livello di governo piu’ vicino possibile al territorio. Ma i cittadini stessi conteranno di piu’, perche’ avranno la possibilita’ di presentare direttamente iniziative legislative alle istituzioni europee. Secondo questa nuova disposizione di democrazia partecipativa, un milione di cittadini appartenenti a un numero significativo di Stati membri, puo’ invitare la Commissione a presentare una proposta su questioni per le quali ritiene necessario un atto giuridico ai fini dell’attuazione del trattato di Lisbona. Anche la voce dell’Europa sulla scena mondiale potra’ essere piu’ forte se sara’ politicamente colta una delle principali novita’ del trattato. A rappresentare l’unicita’ della politica ‘’estera’’ dell’Ue sara’ una nuova carica istituzionale, nominata per la prima volta nei giorni scorsi dal Consiglio. La carta di Lisbona stabilisce principi e obiettivi comuni per l’azione esterna dell’Unione: democrazia, Stato di diritto, universalita’ ed inscindibilita’ dei diritti dell’uomo e delle liberta’ fondamentali, rispetto della dignita’ umana e dei principi di uguaglianza e solidarieta’. Un’importante novita’ riguarda anche l’organismo di rappresentanza dei governi: la durata del mandato del presidente del Consiglio e’ stata prolungata, in modo da rafforzarne il suo potere di coordinamento. Inoltre il trattato estende il voto a maggioranza qualificata a nuovi ambiti politici per arrivare a processi decisionali piu’ snelli su questioni cruciali come il clima, la sicurezza energetica, gli aiuti umanitari, ambiti per i quali la carta prevede per la prima volta apposite sezioni. L’unanimita’ e’ stata mantenuta solo per la politica fiscale, estera, la difesa e la sicurezza sociale. Si chiude davvero un’epoca, spetta a tutti noi europei pretendere che se ne apra una nuova, forti del trattato di Lisbona. (Di Roberta Angelilli e Gianni Pittella  Vicepresidenti del Parlamento europeo)

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