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UCOII in lutto: La perdita di un pilastro, dr. Mohamed Abdel Qader

Posted by fidest press agency su martedì, 16 febbraio 2021

Un grande dolore travolge l’UCOII con la perdita di uno dei suoi fondatori, membro del Consiglio dei Saggi, imam di Perugia e Colle Val d’Elsa e una delle guide più importanti per i musulmani d’Italia, il dr. Mohamed Abdel Qader, conosciuto anche come Abū Sumaya. Si è spento pochi minuti fa a 72 anni a Perugia facendo ritorno al suo Signore dopo aver lottato in terapia intensiva per settimane contro il covid.Medico in pensione, arrivato a Perugia negli anni settanta a cui è profondamente legato, ha speso la sua vita al servizio di questa Comunità e del dialogo interreligioso promuovendo e partecipando ai più significativi incontri nazionali e internazionali.L’Unione si stringe nel dolore dei famigliari e porge le sue sentite condoglianze a loro e a tutta la Comunità Islamica italiana.Ad Allah apparteniamo e a Lui facciamo ritorno. Che Iddio lo accolga nei più alti livelli del paradiso e usi a lui, ai suoi famigliari e a tutti noi la Sua immensa misericordia. UCOII – Unione delle Comunità Islamiche d’Italia.

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UCOII, scegliamo di tenere chiuse le nostre moschee

Posted by fidest press agency su sabato, 16 Maggio 2020

“Rimaniamo chiusi fino a dopo la festa di che chiude il Ramadan, Eid El Fitr. Questa è la scelta delle nostre comunità aderenti che, in una riunione telematica eccezionale tenutasi ieri, hanno espresso responsabilmente la loro posizione ritenendo la vita delle persone più sacra delle moschee stesse”, afferma il Presidente dell’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia Yassine Lafram.
Al di là di un eventuale annuncio da parte del Ministero dell’Interno, come UCOII vorremmo esortare le comunità islamiche di tutta Italia ad adottare la scelta consapevole e dettata dalla prudenza di mantenere le sale di preghiera chiuse fino a quando sarà terminato il Ramadan e la festa di Eid el Fitr.Sebbene stiamo individuando delle linee guida insieme al Ministero dell’Interno per poter riaprire in sicurezza, riteniamo che sia improbabile organizzare il grande flusso di devoti che durante il Ramadan frequentano i luoghi di culto e che soprattutto durante la festa di fine Ramadan, Eid El Fitr, popolano i locali di preghiera musulmani.La consultazione del 10 maggio, avvenuta con i responsabili delle comunità aderenti connessi da tutto il territorio nazionale su Zoom dalle 21,30 e protratta fino a tarda notte, si è conclusa con una decisione quasi unanime di una riapertura graduale a partire dal giorno seguente all’attesa festa, ovvero dopo il 24 maggio.I dirigenti delle comunità hanno inoltre espresso il dovere morale, etico e ancor prima religioso della tutela della vita umana, come principio cardine della fede islamica. Per questo la decisione nasce per non mettere a rischio i tanti sacrifici compiuti fino ad oggi, sia dal Governo che dalle singole comunità.La comunità islamica non gode di grandi tutele da parte dello Stato, non avendo questo ancora stipulato con i musulmani l’Intesa. Questo rende le varie comunità sul territorio ancor più vulnerabili, che non godendo dell’8×1000, né di leggi chiare in merito ai luoghi di culto, non sono messe nelle giuste condizioni per fronteggiare in maniera adeguata la difficile situazione. Per questo, la decisione di non attendere alcuna direttiva governativa in merito alle presunte aperture previste per il giorno 18 maggio ma di continuare, per scelta responsabile, di mantenere la linea già adottata dall’inizio della massima prudenza.La riapertura graduale sarà accompagnata da un nuovo decalogo che servirà come strumento base alle varie comunità per poter riaprire in sicurezza. Il documento comprenderà quindi le regole già emanate dal Ministero dell’Interno a riguardo, come la messa a disposizione dei dispositivi di sicurezza, la sanificazione dei locali prima e dopo ogni funzione, il mantenimento delle distanze di sicurezza durante le celebrazioni, evitare strette di mano e abbracci, non toccare libri, regolare gli accessi e le uscite dai locali, portarsi da casa un tappetino per la preghiera, non usare i bagni dei locali, non consumare cibo dentro i luoghi di culto e altre regole di prevenzione.In questo periodo di attesa, l’UCOII invita tutte le comunità islamiche a rifornirsi del materiale necessario e a prepararsi sensibilizzando sin da ora i propri fedeli alle regole restrittive a cui saremo chiamati ad abituarci in questa fase.L’Unione Comunità Islamiche d’Italia invita quindi tutte le comunità islamiche aderenti sul territorio nazionale:
– a sospese tutte le preghiere e lezioni in moschea fino dopo Eid El Fitr e salvo nuove comunicazioni;
– a non celebrare la preghiera di Eid El Fitr per evitare grandi flussi anche se eseguite all’aperto;
– a prepararsi alla fase successiva dotandosi di tutto il necessario per la prevenzione e la sanificazione;
– a sensibilizzare le proprie comunità sulle nuove regole che verranno adottate.
“Il nostro dolore nel non poter ancora frequentare le case di Dio deve essere alleviato dalla convinzione che questo nostro gesto di astinenza è esso stesso un’adorazione, perché rinunciare per Dio spesso è più grande che prendere”, aggiunge Yassine Lafram, il Presidente dell’UCOII.Con la speranza che questa difficile situazione si risolva il prima possibile, reiteriamo i nostri auguri alle comunità islamiche di tutta Italia per una buona continuazione del mese di Ramadan.

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UCOII: Rispettiamo le disposizioni ministeriali ma chiediamo misure ad hoc per pregare

Posted by fidest press agency su sabato, 2 Maggio 2020

“È importante continuare a rispettare le disposizioni del governo per superare questa situazione di emergenza” afferma il Presidente di UCOII Yassine Lafram, “ma chiediamo fermamente che vengano messe a disposizione il prima possibile delle misure ad hoc che permettano ai fedeli di partecipare alle preghiere congregazionali in condizioni di sicurezza. Basta con questa vaghezza, senza certezze per i nostri fedeli che stanno vivendo il Ramadan in lutto” aggiunge Lafram.Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 Aprile 2020, esposto durante la conferenza stampa del Primo Ministro, prevede le misure di contenimento che verranno prese dal 4 Maggio, la cosiddetta “Fase 2”. Pertanto non sarà ancora possibile recarsi nei luoghi di culto per pregare, per questo motivo l’UCOII chiede dei protocolli che regolarizzino le preghiere nei centri di culto in tutta sicurezza, in applicazione di quanto già annunciato dal premier Giuseppe Conte durante la conferenza stampa, consultabile sul sito dell’Esecutivo: http://www.governo.it/it/articolo/conferenza-stampa-del-presidente-conte/14518. In ottemperanza dei nuovi dispositivi ministeriali, si esortano quindi i Presidenti e referenti delle Comunità islamiche italiane di tutta Italia a mantenere responsabilmente i centri di culto chiusi fino a nuove direttive da parte del governo. L’UCOII chiede che vengano applicate le disposizioni emergenziali che sono state comunicate a gennaio e che continuano ad essere valide, consultabili a questo link: https://www.ucoii.org/2020/03/05/01-2020-disposizioni-emergenza-coronavirus-per-le-comunita-islamiche/ Le uniche funzioni religiose consentite dalle nuove disposizioni saranno i funerali, che devono essere ristretti a una cerchia di parenti fino a un massimo di 15 persone, anche in questi casi si rispettino rigorosamente le misure di sicurezza.
Stiamo entrando nella fase di convivenza col virus, è necessario quindi mantenere la distanza sociale e utilizzare i dispositivi di protezione individuale anche nelle future cerimonie religiose, al fine di scongiurare nuovi picchi di contagi. Siamo consapevoli che il Ramadan in quarantena, senza le consuete preghiere di comunità, è difficile e inusuale, ma dobbiamo continuare ad essere pazienti per tutelare la vita dei più deboli e tornare alla normalità al quanto prima. Preghiamo l’Iddio affinché voglia debellare al più presto questo male che affligge il nostro paese e il mondo intero.

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Genova. Ucoii: “Invitiamo i membri della comunità islamica a donare sangue”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 agosto 2018

In seguito al crollo del ponte Morandi sull’autostrada A10, l’U.CO.I.I – Unione delle Comunità Islamiche d’Italia – esprime il Suo vivo cordoglio e vicinanza ai familiari delle vittime e augura una pronta guarigione alle persone ferite in questa immane tragedia.
Si invitano i fratelli e le sorelle membri della comunità islamica di Genova e Liguria e donatori di sangue a recarsi presso le strutture sanitarie della Regione per donare sangue e sostenere campagne di sensibilizzazione al riguardo all’interno delle proprie comunità.
In questo momento di dolore, preghiamo perché la comunità di Genova nel suo insieme possa ritrovare forza ed unità e superare questa grave ferita.

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