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Posts Tagged ‘ucraina’

Il Parlamento europeo approva un prestito di 18 miliardi di euro all’Ucraina per il 2023

Posted by fidest press agency su sabato, 26 novembre 2022

I deputati hanno approvato un prestito di 18 miliardi di euro per sostenere l’Ucraina durante la guerra della Russia contro il Paese. I 18 miliardi di euro copriranno circa la metà dei 3-4 miliardi di euro di finanziamenti mensili di cui l’Ucraina ha bisogno nel 2023. Secondo la proposta della Commissione, il denaro servirà a sostenere i servizi pubblici essenziali – come la gestione di ospedali e scuole e la fornitura di alloggi per le persone trasferite -, la stabilità macroeconomica e il ripristino delle infrastrutture critiche distrutte dalla Russia. Il prestito, che sarà finanziato dall’UE sui mercati finanziari, sarà erogato in rate trimestrali, con una continuità e una prevedibilità essenziali per mantenere l’Ucraina a galla nel contesto della guerra. Il prestito è collegato a una serie di riforme da adottare per rafforzare le istituzioni del Paese e prepararlo sia alla ricostruzione che al percorso di adesione all’UE. Queste includono misure per la lotta alla corruzione, la riforma giudiziaria, il rispetto dello Stato di diritto, il buon governo e la modernizzazione delle istituzioni. Il loro stato di avanzamento sarà esaminato dalla Commissione prima dell’erogazione di ciascuna rata. Il testo è stato approvato con 507 voti a favore, 38 contrari e 26 astensioni.

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Ucraina e Moldavia: agevolazioni sul trasporto stradale di merci

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 novembre 2022

I deputati europei hanno approvato in via definitiva gli accordi dell’UE per facilitare il trasporto stradale di merci con l’Ucraina e la Moldavia.I due accordi sono parte della risposta dell’UE alle problematiche nel settore dei trasporti in Ucraina e Moldavia causate dall’invasione della Russia in Ucraina. Lo spazio aereo ucraino è stato chiuso al traffico civile e l’esportazione marittima è stata fortemente limitata. L’Ucraina deve trovare percorsi alternativi su strada per esportare le proprie scorte di grano, carburante, prodotti alimentari e altre merci importanti, mentre anche la Moldavia ha bisogno dell’UE per trovare vie di transito alternative e per far transitare le merci ucraine sul proprio territorio. I testi legislativi sono stati approvati con 586 voti favorevoli, un voto contrario e 7 astensioni (Ucraina) e con 596 voti favorevoli, 2 contrari e 7 astensioni (Moldavia). I due accordi faciliteranno temporaneamente il trasporto di merci su strada, e consentiranno agli autotrasportatori ucraini, moldavi e dell’UE di transitare e operare tra i rispettivi territori senza la necessità di ottenere autorizzazioni.Inoltre, l’accordo con l’Ucraina consentirà agli autisti ucraini di continuare a utilizzare le loro patenti di guida nazionali e i certificati di idoneità professionale per guidare nell’UE, senza il bisogno di un permesso di guida internazionale.

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Latte: quanto costa la guerra in Ucraina alle aziende italiane?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 settembre 2022

«Questo report, il terzo dall’inizio dell’anno 2022, si inserisce nel solco, tracciato dal CREA Politiche e Bioeconomia, che fotografa e documenta le difficoltà di un’agricoltura che sta affrontando una crisi senza precedenti, ulteriormente aggravata dall’emergenza idrica. Dopo l’analisi di carattere generale degli effetti della guerra in Ucraina sui risultati economici delle aziende agricole italiane, ci siamo concentrati su uno specifico settore, quello zootecnico, in particolare dell’allevamento dei bovini da latte, uno tra i settori più colpiti dall’impennata dei costi». Così Alessandra Pesce, direttrice del CREA Politiche e Bioeconomia, commenta la pubblicazione del report Crisi energetica: gli effetti sui bilanci delle aziende con bovine da latte e sui costi di produzione del latte, elaborato sulla base dei dati aziendali rilevati dalla rete RICA (Rete d’Informazione Contabile Agricola, gestita dal CREA Politiche e Bioeconomia, fonte ufficiale UE, che monitora il reddito e le attività delle imprese).Diversamente dai precedenti, che contenevano le categorie di costo ritenute oggettivamente influenzabili dall’aumento dei prezzi pagati dagli allevatori, in questo report non solo sono state aggiornate le precedenti voci di spesa, ma sono state integrate con i fattori di produzione, prima non considerati.Le 8 voci di costo analizzate dai ricercatori del CREA – sementi/piantine, fertilizzanti, prodotti di difesa (antiparassitari e diserbanti), mangimi, foraggi e lettimi, gasolio, energia elettrica e noleggio passivo – hanno causato un aumento dei costi di produzione del 111% nel primo semestre del 2022 rispetto al 2020. L’ impatto medio aziendale nazionale stimato è di 29.060 euro, mentre sugli allevamenti da LATTE sale addirittura a 90.129 euro. Tali aumenti sono legati all’eccezionale rincaro (a livello medio aziendale) delle spese per l’energia elettrica (+35.000 euro), per l’acquisto di mangimi (+34.000 euro) e dei carburanti (+6.000 euro).Il report evidenzia anche le variazioni su scala territoriale: la circoscrizione nord occidentale, che registra il più elevato incremento dei costi (oltre 138.000 euro per azienda), è quello con i minori incrementi percentuali (+106%), mentre in quella nord orientale i costi aumentano del 108%, per crescere progressivamente nel centro (+112%), nel meridione (+129%) e nelle isole (+138%).Si stima che un’azienda su 4 potrebbe non riuscire a far fronte ai pagamenti immediati e a coprire i costi correnti, con il forte rischio di dover chiudere l’attività.I dati ovviamente risentono di forti variazioni, e il report tiene conto di tali differenze. I risultati, infatti, sono strettamente correlati alle caratteristiche strutturali aziendali, alla dimensione economica, al modello organizzativo, nonché alla vocazione produttiva e al contesto economico e territoriale, in cui le aziende zootecniche operano e al collegamento con i mercati di approvvigionamento dei mezzi tecnici di produzione.

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Il pericolo nucleare in Ucraina di Piergiorgio Pescali

Posted by fidest press agency su martedì, 27 settembre 2022

Un libro che che si focalizza sul coinvolgimento, sia in veste civile che militare, del nucleare. Il volume analizza come si è sviluppato e quale è la situazione attuale dell’arsenale atomico russo per poi esaminare lo stato delle cinque centrali nucleari presenti in Ucraina, eredità del periodo sovietico.Una serie di reportage e una raccolta di dati scientifici effettuati direttamente sul posto esamina quale sia stato effettivamente il pericolo di un incidente nucleare nei siti atomici ucraini coinvolti nel conflitto, con uno sguardo di particolare attenzione verso le vicende di Chernobyl durante e dopo l’occupazione russa

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Ucraina: il Parlamento europeo approva prestito di 5 miliardi di euro

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2022

Il Parlamento ha approvato un prestito macrofinanziario da 5 miliardi di euro per aiutare l’Ucraina a coprire il grave fabbisogno finanziario causato dall’invasione russa. L’importo fa parte della seconda e più consistente tranche di un pacchetto di sostegno UE di 9 miliardi di euro. Una prima tranche, pari a 1 miliardo di euro, è stata già erogata. La Commissione sta estendendo il prestito al governo di Kiev a condizioni molto favorevoli. Il testo, adottato con procedura d’urgenza, è stato approvato con 534 voti favorevoli, 30 contrari e 26 astensioni.Il fabbisogno dell’Ucraina di finanziamenti esterni è cresciuto rapidamente a causa dell’invasione russa e degli enormi danni a strade, ponti, fabbriche, case, ospedali e alle altre infrastrutture. L’Ucraina ha inoltre perso l’accesso ai mercati finanziari internazionali.Secondo il Fondo Monetario Internazionale (FMI), dopo gli impegni bilaterali e multilaterali di sostegno finanziario rimane un deficit di finanziamento residuo di 10 miliardi di dollari (9,8 miliardi di euro). Nel testo approvato dai deputati, si afferma che lo svincolo eccezionale di una quota ingente del prestito residuo “permetterebbe un ulteriore e significativo sostegno e contribuirebbe a colmare parzialmente questa carenza”. Inoltre, il prestito dell’UE contribuirebbe “alla sostenibilità del debito pubblico dell’Ucraina” e “alla capacità del paese di rimborsare i suoi obblighi finanziari”.

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Ucraina. Urso incontra viceministro esteri polacco

Posted by fidest press agency su domenica, 11 settembre 2022

Il senatore di Fratelli d’Italia e presidente del Copasir, Adolfo Urso, nel rientro in Italia dalla missione a Kiev, si è incontrato stamane a Varsavia con il viceministro degli Esteri Pawel Jablonski, con il quale si è soffermato sul comune impegno a sostegno della Ucraina nel fronteggiare l’invasione russa e sulla cooperazione bilaterale tra Italia e Polonia anche nel campo economico e produttivo. Piena intesa anche sulla necessità che l’Unione Europa intervenga per fronteggiare l’emergenza energetica con misure volte ad evitare la speculazione sul prezzo del gas che colpisce imprese e famiglie. Urso e Jablonski hanno inoltre approfondito i temi della cooperazione politica tra i due partiti, entrambi membri del gruppo dei conservatori e riformisti europei. Il senatore Urso sarà lunedì a Washington per tre giorni di colloqui con esponenti di think tank, membri del Congresso e della comunità e economia e finanziaria.

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Ucraina: Le carovane della pace dei volontari italiani

Posted by fidest press agency su martedì, 6 settembre 2022

«Abbiamo dovuto affrontare un viaggio estremamente difficile per arrivare nella città sotto assedio, con la popolazione allo stremo della fame e della sete. Per questo gli abitanti della città ci avevano chiesto aiuti umanitari necessari per sopravvivere. Oggi sono stati bombardati i silos di grano nel porto di Mykolaiv, nel distretto di Korabelny, alle porte sud della città. Da due giorni sono in corso pesanti combattimenti sulla linea del fronte 10 km a sud. Ieri è stato attaccato il ponte che collega Odessa a Mykolaiv, la strada che abbiamo dovuto percorrere». Spiega Gianpiero Cofano, uno degli organizzatori dell’iniziativa, nonché segretario generale della Comunità Papa Giovanni XXIII. «Con la nostra presenza – continua Cofano – intendiamo portare semi di pace. Non siamo negoziatori, non risolveremo il conflitto ma vogliamo, concretamente, essere al fianco delle vittime innocenti di questa guerra, stringere le loro mani, abbracciarle, piangere e pregare. Al loro fianco». «A Mykolaiv abbiamo scaricato una parte degli aiuti umanitari alla Caritas locale ed una parte ad un centro che ogni mese fornisce da mangiare a 10mila persone. Abbiamo inoltre dotato di un dissalatore, frutto delle donazioni che la rete di StopTheWarNow ha organizzato nei mesi scorsi, per risolvere il grande problema di accesso della popolazione ad acqua pulita», spiega Alberto Capannini di Operazione Colomba, il corpo civile di pace presente in Ucraina dall’inizio della guerra. Tra i partecipanti alla carovana vi è Monsignor Giovanni Ricchiuti, vescovo di Altamura e presidente di Pax Christi, in rappresentanza dei Vescovi italiani. Stopthewarnow è una rete di oltre 175 associazioni, movimenti ed enti italiani tra cui la Comunità Papa Giovanni XXIII, Pro Civitate Christiana, CGIL, Focsiv, Aoi, Rete italiana Pace e Disarmo, Libera contro le mafie, Nuovi Orizzonti, ARCI, Legambiente, Focolarini, Mani Tese, Un ponte per. Una prima carovana della pace si è tenuta il 1 Aprile scorso a Leopoli, dove hanno partecipato 221 persone che hanno portato aiuti umanitari, incontrato la società civile ucraina ed al ritorno hanno evacuato 300 persone fragili e disabili. Da allora sono stati organizzati numerosi viaggi umanitari promossi dalle associazioni italiane. Una seconda carovana si è tenuta a fine giugno. https://www.stopthewarnow.eu/

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Ucraina. Fazzolari (FdI): Anche Vaticano chiaro su diritto legittima difesa ucraini

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 agosto 2022

“Sulla guerra in Ucraina e l’invio di armi il cardinale segretario di Stato della Santa Sede Parolin ha sottolineato, nella sua intervista a Limes, che il ‘catechismo della Chiesa cattolica prevede la legittima difesa’ e che ‘i popoli hanno il diritto di difendersi, se attaccati’. Parolin ha anche specificato che la ‘legittima difesa armata va esercitata all’interno di alcune condizioni’ e che una di queste è che ‘l’uso delle armi non provochi mali e disordini più gravi di quelli da eliminare’. Il cardinal Parolin ha espresso in modo estremamente autorevole una posizione che coincide con quella espressa, ovviamente in altri termini, da Fratelli d’Italia e dal suo presidente Giorgia Meloni fin dallo scoppio della guerra d’aggressione avviata dalla Federazione Russa ai danni dell’Ucraina. Fin dal 24 febbraio abbiamo ritenuto fosse giusto aiutare Kiev a difendersi dall’attacco russo, anche con l’invio di armi, per una ragione molto semplice: il principio della legittima difesa non vale soltanto nel caso in cui un privato cittadino venga aggredito dentro casa ma anche nel campo del diritto e delle relazioni internazionali. Se uno Stato viene attaccato e invaso da un altro, questo ha tutto il diritto di opporre una difesa armata, anche con l’assistenza di Stati terzi. Un principio fondamentale nel diritto internazionale che serve per difendere il più debole e che è giusto ricordare soprattutto a chi sostiene che la resa incondizionata di Kiev doveva essere la sola risposta e l’unica via per mettere fine al conflitto”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Giovanbattista Fazzolari.

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Schroders – Invasione dell’Ucraina e rincaro dei generi alimentari, un impatto destinato a durare

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 agosto 2022

A cura di Felix Odey, Portfolio Manager, Global Resource Equities, Schroders. Le oscillazioni dei prezzi di alcune materie prime agricole sono state drammatiche da quando la Russia ha invaso l’Ucraina alla fine di febbraio: i prezzi, in particolare del grano, hanno fatto un balzo in avanti e riteniamo che possano rimanere su livelli così alti anche nel prossimo futuro. La domanda è destinata a rimanere elevata, mentre l’offerta rimarrà limitata quest’anno e il prossimo. La tensione tra domanda e offerta potrebbe addirittura peggiorare nel 2023 e oltre. Questo perché i modelli climatici imprevedibili stanno aumentando l’incertezza dell’offerta, insieme alla possibilità di continue interruzioni della produzione in Ucraina.Nel frattempo, le colture saranno probabilmente prodotte con meno fertilizzanti, in seguito ai significativi aumenti dei prezzi e all’interruzione dell’offerta nei mercati dei fertilizzanti a causa della guerra. Il motivo dell’aumento dei prezzi è chiaro se si considera l’importanza dell’Ucraina e della Russia come esportatori di prodotti alimentari e di altre materie prime. L’olio di girasole e i cereali (mais, grano e orzo) sono stati i più colpiti dal punto di vista agricolo. Sul fronte dei fertilizzanti, invece, il potassio (40% delle esportazioni globali, se si include la Bielorussia) ha subito le maggiori interruzioni. Nel lungo termine, non è ancora chiaro come evolverà l’interruzione delle forniture dall’Ucraina. Tuttavia, molte delle regioni agricole più importanti sono state teatro di feroci combattimenti, terreni minati su larga scala e attrezzature agricole distrutte. L’interruzione delle esportazioni di materie prime dall’Ucraina e dalla Russia avrà ripercussioni sui prezzi anche di altre materie prime: i prezzi dell’olio di palma, ad esempio, sembrano destinati a salire, dato che viene sempre più utilizzato come sostituto dell’olio di girasole. L’aumento dei prezzi di un’ampia gamma di materie prime riduce anche l’incentivo per gli agricoltori di altre zone a spostarsi verso la coltivazione del grano – il che risolverebbe alcuni dei vincoli dell’offerta – visto che possono comunque ottenere prezzi buoni per altre colture.Un altro limite alla capacità di altre regioni di colmare le carenze è la disruption dei fattori di produzione come i fertilizzanti. Il costo dei fertilizzanti per gli agricoltori statunitensi è aumentato dal 14% nel 2020 a circa il 23% nel 2022: ciò sta già portando a cambiamenti nella semina. Ad esempio, secondo l’ultimo sondaggio dell’USDA, gli agricoltori statunitensi prevedono di piantare livelli record di soia (che richiede relativamente meno fertilizzanti) e meno grano e mais primaverili. Recentemente si sono manifestati segnali di una drastica riduzione della domanda di fertilizzanti. Gli agricoltori hanno rinunciato all’acquisto, quando possibile, sperando in un calo dei prezzi nel corso dell’anno. Si è rivelata una profezia che si autoavvera, con i prezzi statunitensi inferiori del 35% rispetto al picco di marzo. Per il grano, l’applicazione di fertilizzanti inizia abbastanza presto nella stagione, con un picco tra fine giugno e metà agosto. Nelle prossime settimane si vedrà quindi l’effetto sulla domanda. Oltre alla limitazione delle esportazioni, un altro effetto delle tensioni sui mercati delle materie prime agricole potrebbe essere il cambiamento dei flussi e dell’utilizzo. Circa il 20% del grano mondiale viene utilizzato per l’alimentazione animale, quindi, potremmo assistere all’introduzione di prodotti sostitutivi per cercare di preservare il grano per il consumo umano. I biocarburanti sono un altro settore che potrebbe essere interessato, dato che utilizzano circa il 10% del grano mondiale. Le aziende produttrici di biocarburanti di prima generazione (cioè quelle che utilizzano alimenti commestibili anziché i rifiuti) potrebbero subire una certa pressione politica se i governi sospendono o eliminano i sussidi. Altri rischi sono rappresentati dalle limitazioni dell’approvvigionamento e dai danni alla reputazione.La crisi ucraina ha riportato l’attenzione sulla sicurezza alimentare. Inoltre, il quadro a lungo termine dell’approvvigionamento alimentare sta cambiando. L’aumento della popolazione significa che la produzione mondiale di cibo e acqua dovrebbe aumentare del 70% entro il 2050 rispetto ai livelli del 2010. Il clima e i fattori ambientali in generale fanno sì che l’intensità delle risorse debba ridursi di circa due terzi nello stesso periodo. Nel breve termine, è probabile che la sicurezza alimentare diventi la priorità dei governi. In prospettiva, il sistema deve essere reso più sostenibile, altrimenti sarà soggetto a cicli di feedback negativi sempre più dannosi, come fenomeni meteorologici estremi e degrado dell’ecosistema. Anche in uno scenario di 2 gradi di riscaldamento globale, si prevede che le rese di grano e mais diminuiranno rispettivamente del 14% e del 12%. Tutto ciò delinea un quadro di prezzi agricoli elevati nel prossimo futuro.

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Porzus: Serracchiani (Pd), con guerra Ucraina fatto balzo nel tempo

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 luglio 2022

“Mai come oggi ci sembrano vicini i valori di chi ha combattuto per la libertà e ci ha donato la democrazia. La guerra d’aggressione decisa a freddo e scatenata senza freno contro la popolazione inerme dell’Ucraina ci ha fatto fare un balzo nel tempo, in un’epoca che pensavamo definitivamente tramontata, perché un dittatore vuole imporre con la forza delle armi il suo dominio su una nazione indipendente”. Lo ha detto oggi la presidente del gruppo Pd alla Camera Debora Serracchiani, intervenendo a Bosco Romagno di Cividale del Friuli (Udine), alla Cerimonia commemorativa dei partigiani della Brigata Osoppo fatti prigionieri alle malghe di Porzus nel febbraio 1945 e uccisi nei giorni successivi nei pressi del bosco. A proposito della strage di Porzus, la parlamentare ha ricordato che “le macchie vi furono, sono note, riconosciute e non vanno cancellate” indicando “l’umana compassione, la pietà autentica per il male compiuto e subìto, il ritrovare se stessi nell’altro” quale “via obbligata per fermare il rimpallo dei torti e delle ragioni”, prendendo esempio dallo “storico abbraccio pacificatore tra don Bello e Vanni Padoan”. Traendo spunto dalle parole di Pier Paolo Pasolini in morte del fratello ucciso a Bosco Romagno, Serracchiani ha ribadito che “gli osovani, nell’ambito dell’ampio movimento resistenziale, hanno svolto un ruolo fondamentale per garantire la libertà, la democrazia e, per quanto concesso a un Paese sconfitto in guerra, l’integrità territoriale dell’Italia”. “Non c’è spazio per gli equivoci – ha affermato la deputata dem – inseguiremo la pace con tutte le forze ma tocca a noi, all’Europa per prima, aiutare una giovane democrazia che si oppone a forze soverchianti”.

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Concedere immediatamente lo status di candidato UE a Ucraina e Moldavia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2022

Il Parlamento ha adottato una risoluzione nella quale si invitano i capi di Stato e di governo – che si riuniranno in sede di Consiglio europeo oggi e domani – a concedere senza indugio lo status di paese candidato UE all’Ucraina e alla Repubblica di Moldavia, e a concedere il medesimo status alla Georgia, una volta che il suo governo avrà soddisfatto le priorità indicate dalla Commissione europea. Il testo, non legislativo, è stato approvato con 529 voti favorevoli, 45 contrari e 14 astensioni. I deputati affermano che, nel contesto della brutale guerra di aggressione russa contro l’Ucraina, tale concessione equivarrebbe a dare prova di leadership, determinazione e lungimiranza. Nel testo, si sottolinea che non esiste una “procedura accelerata” per l’adesione all’UE e che questa rimane un processo strutturato e basato sul merito, che richiede il soddisfacimento dei criteri di adesione all’UE e dipende dall’effettiva attuazione delle riforme.Il Parlamento invita le autorità dell’Ucraina, della Repubblica di Moldavia e della Georgia a dimostrare senza ambiguità la loro determinazione politica ad attuare le ambizioni europee del loro popolo, accelerando le riforme al fine di soddisfare quanto prima i criteri per l’adesione all’UE.Gli ucraini, i moldavi e i georgiani meritano di vivere in paesi liberi, democratici e prosperi che siano membri fieri e impegnati della famiglia europea. I deputati esortano il Consiglio europeo a compiere un importante primo passo verso la realizzazione delle legittime aspirazioni della popolazione dei tre paesi. Non ci sono alternative a favore dell’allargamento che costituisce più che mai un investimento geostrategico in un’Unione europea stabile, forte e unita. La prospettiva di una piena adesione all’UE per i paesi che desiderano diventare Stati membri dell’UE è nell’interesse politico, economico e di sicurezza dell’Unione. I deputati chiedono di rilanciare e sbloccare il processo di allargamento dei Balcani occidentali.

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Sondaggio: con la guerra in Ucraina, aumenta il sostegno all’UE

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2022

Quasi due terzi (65%) degli europei vedono favorevolmente l’appartenenza all’UE. Si tratta del risultato più alto dal 2007, quando il dato era al 58%. L’adesione è vista infatti come “una cosa positiva” dalla maggioranza relativa dei cittadini in tutti i paesi, ad eccezione di Grecia e Slovacchia, dove un numero maggiore di intervistati la considera “né una cosa buona né una cattiva”. Rispetto all’ultimo sondaggio Parlemeter del Parlamento condotto alla fine del 2021, i risultati sono aumentati in modo significativo nella maggior parte dei paesi, in particolare in Lituania (+20 punti percentuali), Malta (+12 pp) ed Estonia (+9 pp). Per l’Italia, il 49% ha risposto di avere un’immagine positiva dell’appartenenza all’Unione, con un aumento di 5 punti rispetto al 2021, contro il 10% che ha dato una risposta negativa.Il 52% degli europei oggi ha una percezione positiva dell’UE con un aumento di tre punti rispetto a novembre-dicembre 2021. Si tratta del miglior risultato misurato dai sondaggi del Parlamento europeo dal 2007. Per quanto riguarda i risultati nazionali sull’immagine positiva dell’UE, si va dal 76% in Irlanda al 32% in Grecia. L’Italia si posiziona appena sotto il dato medio, con il 48% di cittadini che ha una percezione positiva dell’UE (+3 pp sul 2021).La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha accolto i risultati commentando: “Con il ritorno della guerra nel nostro continente, gli europei si sentono rassicurati dal far parte dell’Unione europea. I cittadini sono profondamente attaccati alla libertà, sono pronti a difendere i propri valori e si stanno rendendo conto sempre più che la democrazia non può più essere data per scontata.” Gli eventi recenti hanno anche definito la percezione che gli europei hanno di altri importanti attori sulla scena internazionale. La Russia è vista positivamente solo dal 10% degli intervistati, in calo rispetto al 30% del 2018, quando è stata posta l’ultima volta questa domanda. La Cina torna al penultimo posto con il 22% (-14 pp). Al contrario, gli europei hanno un’immagine più positiva del Regno Unito (65%, +1 pp), seguito dagli Stati Uniti con il 58% (+13 pp).La maggior parte dei cittadini percepisce la guerra in Ucraina come un cambiamento fondamentale: il 61% degli europei non è sicuro che la propria vita continuerà come prima, opinione condivisa dal 50% degli italiani. Solo un terzo circa degli intervistati UE (37%) crede resterà tale, mentre in Italia la percentuale di fiducia sale al 49%. Un sondaggio pubblicato la scorsa settimana dalla Commissione europea mostra che otto intervistati su dieci (80%) sono d’accordo nell’imporre sanzioni economiche al governo russo, nonché alle aziende e ai cittadini ​​russi. La maggioranza dei cittadini in 22 Stati membri è soddisfatta della risposta dell’UE all’invasione russa dell’Ucraina.Con l’inflazione e il costo della vita in aumento da molto prima dell’inizio della guerra russa in Ucraina, quattro europei su dieci affermano di subire già un impatto sul proprio tenore di vita (40%). In Italia il dato scende al 33%. Come segno della resilienza e dell’unità europea, il 59% degli europei considera prioritaria la difesa di valori europei comuni, come la libertà e la democrazia, anche se ciò dovesse incidere negativamente sul costo della vita. Questo vale anche per il 55% degli italiani. Le crescenti preoccupazioni economiche si riflettono anche nelle priorità politiche su cui i cittadini vogliono che il Parlamento europeo si concentri: prima viene citata la lotta alla povertà e all’esclusione sociale (38%), seguita dalla salute pubblica (35%), che è diminuita significativamente di 7 pp negli ultimi sei mesi, e democrazia e stato di diritto (32%), che a sua volta ha subito un aumento significativo di 7 pp. La percezione della guerra e di cosa significhi per l’Unione europea emerge anche nei valori fondamentali dei cittadini che vogliono che il Parlamento europeo difenda in via prioritaria: la democrazia è ancora una volta in cima alla lista, con un aumento di sei punti rispetto all’autunno 2021 (38%, +6pp); per gli italiani il dato sale al 40%. La protezione dei diritti umani nell’UE e nel mondo, così come la libertà di parola e di pensiero, seguono entrambe con il 27%. In Italia, la salute pubblica (47%) e il sostegno all’economia e al mercato del lavoro (43%) sono i temi che più si vorrebbero affrontati dall’istituzione.

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Confindustria e guerra Ucraina. Come i ladri di Pisa. Pecunia non olet

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2022

Solo alcuni giorni fa alla cosiddetta “Davos russa” a San Pietroburgo, i rappresentanti di Confindustria nella Russia di Putin, Alfredo Gozzi e Vincenzo Trani, sono stati applauditi ed encomiati tra consigli per investire, rassicurazioni e auspici “le nostre aziende restano”, quindi continuano a contribuire a quell’economia che finanzia l’invasione in Ucraina. Oggi, il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ha siglato un “Memorandum of understanding” col ministro ucraino dell’Economia, durante la missione di Confindustria a Kiev per la ricostruzione del Paese. Ci vengono in mente i “ladri di Pisa” che, nella tradizione toscana sono quelli che di giorno litigano e di notte vanno a rubare insieme.La nostra Confindustria, di giorno litiga coi russi di Putin perché dà una mano agli ucraini per ricostruire, e di notte, d’accordo con gli stessi russi, va a distruggere quello che poi la mattina ricostruirà. Sappiamo che “pecunia non olet” (il denaro non puzza), ma proviamo disagio per tanta sfrontatezza, senza tra l’altro neanche aspettare che i cadaveri ucraini siano sotterrati.Questi sono i presupposti della rinascita economica delle nostre aziende che tanto hanno sofferto durante il covid per il calo dei lavori in altri Paesi.Oltre ad evidenziare come faccia schifo la politica economica delle aziende di Confindustria, c’è poco da stupirsi rispetto agli intrecci tra assassini di vari tacca e industrie che li finanziano magari investendo per i diritti umani. Si pensi allo Yemen, l’Arabia Saudita e il loro petrolio che finisce nei nostri veicoli.Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

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Ucraina e Taiwan

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 giugno 2022

Nei prossimi giorni i ministri della Difesa di tutto il Mondo si riuniranno a Singapore per una conferenza sulla sicurezza asiatica. Sul tavolo della discussione ci sarà la questione Taiwan, isola che la Cina considera parte del proprio territorio, minacciando una invasione, e la posizione degli Stati Uniti d’America, decisi a tutelare l’integrità territoriale taiwanese. Per analogia viene in mente la guerra all’Ucraina della Russia e le sanzioni che il mondo occidentale ha deliberato nei confronti dell’aggressore. Un attacco cinese a Taiwan comporterebbe l’avvio delle sanzioni da parte del mondo occidentale. Rammentiamo che l’interscambio commerciale della Cina con gli Usa vale 750 miliardi e quello con l’Unione europea 820 miliardi. Un totale di ben 1.570 miliardi di euro! Mettere a rischio questa massa ingente di commercio comporterebbe serie conseguenze economiche per la Cina.Occorre ricordare che, nel 2019, il presidente cinese Xi JingPing, aveva minacciato di ricorrere all’uso della forza contro i “separatisti” taiwanesi, minaccia che ricorda quella Russa nei confronti dell’Ucraina e la successiva invasione.La differenza è che il confronto sarebbe tra Cina e Usa. Primo Mastrantoni, Aduc http://www.aduc.it

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Ucraina: Cia, sbloccare grano nei porti per evitare colossale crisi alimentare

Posted by fidest press agency su sabato, 11 giugno 2022

Per scongiurare una colossale crisi alimentare, bisogna sbloccare subito il grano fermo nei porti ucraini. Non ci si può permettere una “guerra del pane” globale, che avrebbe ulteriori effetti destabilizzanti per tutti sia a livello geopolitico che economico. Così Cia-Agricoltori Italiani, in merito ai piani messi in campo per liberare circa 25 milioni di tonnellate di grano di Kiev, stoccato nei silos e ora anche a rischio marcimento per via del caldo eccezionale. Bisogna evitare ogni nuova escalation e fare di tutto per raggiungere al più presto un accordo che porti alla ripresa dell’export di grano bloccato nei porti del Mar Nero e destinato soprattutto ai Paesi dell’Africa, che sono quasi totalmente dipendenti da queste risorse -osserva Cia-. In diverse aree del continente africano le tensioni sono già iniziate, la carenza di cereali si aggrava e aumenta il pericolo povertà.D’altra parte, oltre il 50% del grano gestito dal Programma alimentare della FAO arrivava, abitualmente, dall’Ucraina -ricorda Cia-. E l’Onu ha già avvertito che, se la guerra andrà avanti e il “granaio del mondo” resterà sotto le bombe, potrebbe salire a quota 320 milioni il numero di persone a soffrire di fame acuta nel pianeta.Per questo motivo, Cia si unisce ai numerosi appelli già lanciati, dal premier Draghi a Papa Francesco, per chiedere di accelerare lo sblocco del grano ucraino ed evitare una catastrofe alimentare. Allo stesso tempo, i principali Paesi dovranno aumentare la produzione di grano, anche per colmare la minore offerta sui mercati internazionali. In quest’ottica, alla Commissione Ue spetterà decidere se accogliere la richiesta degli Stati membri, compresa l’Italia, all’ultimo Consiglio Agrifish, di una deroga alla rotazione per il 2023, per consentire un incremento delle semine. Quanto all’Italia, resta prioritario intervenire in maniera strutturale per abbassare i costi di produzione, in particolare del gasolio agricolo, arrivato fino a 1,45 euro al litro. Il prezzo straordinario dei carburanti mette a rischio le trebbiature nelle aree marginali e meno produttive -sottolinea Cia- riducendo i raccolti di grano duro in una fase così delicata.

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Ucraina: Serracchiani, Salvini alimenta brame Putin

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 giugno 2022

“Salvini fa il doppio gioco tra Occidente e Putin: è lui che allontana la pace alimentando le brame russe di conquista in Ucraina. Si guardi allo specchio e scoprirà chi sta con chi bombarda gli innocenti, toglie lavoro agli italiani e cibo al mondo. Non certo il Pd, che sta lavorando con Draghi e tutti gli alleati per costringere Putin a trattare e arrivare alla pace. Un politico italiano che lancia messaggi agli Stati Uniti davanti alla base di Aviano si è già schierato per la guerra di Putin e quelle sulla pace sono chiacchiere da campagna elettorale. Il nostro campo è quello dei Paesi liberi, quelli che accolgono i profughi bombardati dai missili russi e difendono le democrazie aggredite. Il campo di Salvini è quello di ‘Russia unita’, dei rubli misteriosi e di quelli da dare a Gazprom”. Lo afferma la presidente del gruppo Pd alla Camera Debora Serracchiani, rispondendo alle accuse del leader della Lega Matteo Salvini, secondo cui “per loro se non bombardi sei uno sfigato”.

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Ucraina: Rojc (Pd), difendere nave Cosulich da esproprio russo

Posted by fidest press agency su domenica, 5 giugno 2022

“Pur comprendendo il difficilissimo periodo e la situazione di guerra in cui l’Ucraina purtroppo ancora è trascinata, auspico sia possibile da parte della Farnesina porre in atto qualche forma di intervento a difesa di una nave di proprietà italiana, ancorché battente bandiera maltese, e per difendere allo stesso tempo il lavoro e le aspettative di coloro, lavoratori della nostra nazione e del Friuli, che dipendono dal trasporto delle bramme di ferro, elemento quanto mai significativo dell’economia di San Giorgio di Nogaro e di tutto l’indotto che produce”. Lo scrive la senatrice Tatjana Rojc (Pd) in una lettera al ministro degli Affari esteri Luigi Di Maio, a proposito della situazione della nave Tzarevna, proprietà della Vulcania società controllata dalla Fratelli Cosulich Group, che è ancorata a Mariupol e rischia di essere nazionalizzata dalla filorussa autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk.“Allo scoppio della guerra – ricorda la senatrice – non è più potuta uscire dal porto, pur essendo ormai pronta a lasciare gli ormeggi e dirigersi verso il porto di Monfalcone, con a bordo il carico di bramme di ferro destinate ai laminatoi di San Giorgio di Nogaro”.

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I prezzi non arrestano la loro corsa, la guerra continua a devastare l’Ucraina

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2022

Le prospettive per la situazione economica non accennano a migliorare, ma, nonostante ciò, l’Istituto Nazionale di Statistica fotografa una situazione rosea, in cui la fiducia dei consumatori e quella delle imprese aumentano.Cresce l’indicatore relativo alla situazione personale e quello sulle prospettive future, rileva l’Istat. “Ci dispiace non condividere l’ottimismo di queste analisi, ma la situazione che ogni giorno i cittadini denunciano ai nostri sportelli è decisamente differente – afferma Michele Carrus, Presidente di Federconsumatori. – I rincari dei costi energetici e dei beni alimentari hanno messo in ginocchio molte famiglie, che sono costrette ad un numero sempre maggiore di rinunce e privazioni.”Secondo le rilevazioni dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, diminuisce di oltre il 16% il consumo di carne e pesce (visti i forti rincari soprattutto della carne, dovuti ai maggiori costi sostenuti per l’allevamento), si scelgono verdure e ortaggi più convenienti e di stagione, si evita sempre più spesso di mangiare fuori casa. Anche le spese per la cura della persona e la salute sono molto intaccate dalla crisi.Lo studio di Legacoop-Ipsos, pubblicato oggi, aggiunge ulteriori dati negativi a tale quadro: il 50% di chi ha contratto un mutuo dichiara di avere difficoltà a pagare le rate dei prossimi mesi.Le misure finora adottate dal Governo per far fronte a questa grave situazione si limitano ad interventi di carattere emergenziale, che, seppur positivi, rappresentano ancora un palliativo temporaneo e insufficiente per far fronte ad un andamento che si prospetta di ampio respiro, che avrà ripercussioni, come minimo, nel medio termine.Per questo, Federconsumatori, insieme a tutte le Associazioni dei consumatori riconosciute a livello nazionale, ha avanzato al Governo una piattaforma di proposte di carattere strutturale per calmierare i prezzi, sostenere le famiglie, ridurre le disuguaglianze e rilanciare il sistema economico. Proposte che ribadiremo prossimamente nelle principali piazze italiane, per manifestare contro i rincari e rivendicare dal Governo misure adeguate.

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VOLODYMYR ZELENSKY per l’Ucraina

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 Maggio 2022

Collana le Onde, trad. Sergio Arecco, pp. 192, 15 euro Postfazione di Maurizio Molinari Uscita in contemporanea mondiale. Unica edizione autorizzata dalle autorità ucraine. Per l’Ucraina costituisce la prima edizione mondiale dei discorsi del presidente Zelensky. Tutti i proventi della vendita di questo libro saranno devoluti al popolo ucraino.Per l’Ucraina è la raccolta dei discorsi più significativi del presidente Volodymyr Zelensky, sin da quando invitò solennemente il suo popolo all’unità di fronte all’imminente invasione russa. Dalle parole drammatiche del primo giorno di conflitto a quelle pronunciate davanti al Parlamento italiano, al Congresso americano e nelle più alte sedi europee, fino ai discorsi rivolti alla popolazione pubblicati sui social network, Zelensky è in prima linea. Difensore del suo paese e della libertà messi in pericolo dalla guerra, ci avverte: se cade l’Ucraina, cade l’Europa. VOLODYMYR ZELENSKY è nato a Kryvyj Rih, in Ucraina, e si è laureato in giurisprudenza all’Università Economica Nazionale di Kiev. Attore e sceneggiatore per la serie tv Kvartal 95 dal 1997 al 2003, in seguito diventa produttore esecutivo dell’omonima casa di produzione. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti in patria e all’estero per la sua attività artistica. Dall’inizio delle ostilità nel Donbass nel 2014, ha sostenuto le forze armate del suo paese con fondi ed equipaggiamento, e organizzato spettacoli al fronte. Nell’aprile 2019 è stato eletto sesto presidente dell’Ucraina.

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Ucraina: un tribunale internazionale speciale per i crimini di aggressione

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 Maggio 2022

Bruxelles. il Parlamento ha approvato una risoluzione sulla lotta contro l’impunità per i crimini di guerra in Ucraina, per alzata di mano. Nel testo, i deputati invitano l’UE ad adottare tutte le misure necessarie presso le istituzioni e le istanze internazionali per sostenere il perseguimento dei regimi russo e bielorusso per crimini di guerra, crimini contro l’umanità, crimini di genocidio e crimine di aggressione. Le indagini e i conseguenti procedimenti penali dovrebbero riguardare anche l’intero corpo delle forze armate russe e i funzionari governativi coinvolti in crimini di guerra.Nel testo, si chiede all’UE di sostenere l’istituzione di un tribunale speciale internazionale per il perseguimento del crimine di aggressione commesso contro l’Ucraina, per il quale la Corte penale internazionale (CPI) non ha giurisdizione e portare i leader politici e i comandanti militari russi e i suoi alleati a risponderne.Inoltre, l’UE dovrebbe di fornire il prima possibile tutte le risorse umane e di bilancio e il sostegno amministrativo, investigativo e logistico necessari ai fini dell’istituzione di tale tribunale.Le atrocità segnalate, tra cui il bombardamento indiscriminato delle città e dei centri urbani, le deportazioni forzate, l’uso di munizioni vietate, gli attacchi contro i civili in fuga attraverso corridoi umanitari predisposti, le esecuzioni e le violenze sessuali, costituiscono violazioni del diritto internazionale umanitario. Secondo i deputati tali atti, nessuno dei quali finora perseguito, possono costituire crimini di guerra.Nel testo si sollecita un’azione celere da parte dell’UE poiché vi è il grave rischio che, a causa delle ostilità in corso, le prove relative ai crimini di guerra vengano distrutte.I deputati esprimono il loro pieno sostegno all’indagine avviata dal Procuratore della Corte penale internazionale e al lavoro della commissione d’inchiesta dell’ufficio dell’Alto Commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite, nonché alle organizzazioni della società civile indipendenti e alle autorità ucraine impegnate nella raccolta di prove.

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