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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 221

Posts Tagged ‘ucraini’

3,4 miliardi di euro ai Paesi UE per affrontare la crisi dei rifugiati ucraini

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2022

Bruxelles. I deputati hanno deciso di liberare immediatamente un importo pari a circa 3,4 miliardi di euro (dei 10 miliardi di euro disponibili) dalle risorse REACT-EU e rendere più celere l’accesso dei governi UE ai fondi per finanziare infrastrutture, alloggi, attrezzature, occupazione, istruzione, inclusione sociale, assistenza sanitaria e assistenza ai bambini per i rifugiati. Le nuove misure permetteranno un incremento del prefinanziamento iniziale (15% rispetto all’11% previsto originariamente) delle risorse REACT-EU per tutti i Paesi UE. Gli Stati membri che confinano con l’Ucraina (Ungheria, Polonia, Romania e Slovacchia) e quelli che hanno ricevuto un numero di rifugiati equivalente a più dell’1% della loro popolazione nazionale (Austria, Bulgaria, Cechia ed Estonia) possono ottenere immediatamente il 45% (rispetto all’11% previsto) del fondo (senza, al momento, dover presentare alcun resoconto. Il testo legislativo è stato adottato con 549 voti favorevoli, uno contrario e 8 astensioni.

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L’INGV apre le porte agli scienziati ucraini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 marzo 2022

L’INGV, accogliendo l’invito del Ministro dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, concretizza le disposizioni dell’art. 4 del DL 28 febbraio 2022 n. 16 in merito alle azioni di sostegno alla comunità scientifica ucraina.“La misura, dettata dalla straordinaria situazione di necessità ed urgenza connessa alla grave crisi internazionale, vuole essere un sostegno alla comunità scientifica ucraina verso la quale esprimiamo la nostra piena solidarietà. La scienza non ha confini, anche in tempo di guerra, e deve essere una risorsa per aiutare ad alleviare i tanti disagi dei colleghi ricercatori”, dichiara il Presidente dell’INGV Carlo Doglioni.L’INGV auspica che l’azione della comunità internazionale possa porre fine al conflitto bellico nel tempo più breve e che nel territorio ucraino tornino a vivere valori fondamentali quali la pace, la libertà, la sicurezza e la giustizia.

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Le monache di Santa Rita accolgono a Cascia 10 profughi dall’Ucraina

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2022

“Sono arrivati a Cascia 10 profughi dall’Ucraina, per lo più donne e bambini, che la nostra comunità ha voluto fortemente accogliere, rispondendo all’appello della Caritas della Diocesi di Spoleto-Norcia. Sono vittime in fuga dall’orrore della guerra, che gli ha portato via tutto e hanno bisogno di ritrovare serenità e speranza. Con questa consapevolezza abbiamo aperto le porte del nostro monastero, decise a dar loro una casa sicura dalla quale ripartire. Essere al loro fianco per la rinascita è un dono e una responsabilità: per entrambi ringraziamo il Signore e chiediamo a lui di darci la forza per lasciare nei loro cuori il seme dell’amore e della pace che Santa Rita ci chiama a diffondere”. Annuncia così Suor Maria Rosa Bernardinis, Madre Priora del Monastero Santa Rita da Cascia, l’arrivo dei 10 profughi dall’Ucraina che saranno ospitati in una struttura vicina al monastero di clausura delle agostiniane. http://www.santaritadacascia.org/fondazione

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Nei territori ucraini al centro della crisi la libertà religiosa è sempre più minacciata

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 febbraio 2022

Le politiche discriminatorie delle autorità russe che occupano la Crimea e delle cosiddette Repubbliche di Lugansk e Donetsk, riconosciute da due giorni dalla Russia, hanno causato numerose violazioni della libertà religiosa.Tali violazioni commesse nella regione ucraina del Donbass, controllata da gruppi armati comandati dalla Federazione Russa, hanno incluso detenzioni e imprigionamenti, torture, confische di proprietà, incluse chiese e sale per incontri, aggressioni fisiche e minacce di violenza, atti di vandalismo, multe e restrizioni alle attività missionarie, alle funzioni religiose, alle cerimonie, ai raduni, e il divieto di formare gruppi religiosi pacifici. Tra le comunità religiose più colpite figurano la Chiesa ortodossa dell’Ucraina, precedentemente denominata Chiesa ortodossa ucraina – Patriarcato di Kiev, la Chiesa greco-cattolica ucraina, i cristiani protestanti e i Testimoni di Geova. La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, comunemente chiamata Chiesa mormone, e i cristiani pentecostali hanno subìto una serie di vessazioni da parte delle autorità della cosiddetta Repubblica Popolare di Donetsk. Per quanto riguarda invece la cosiddetta Repubblica Popolare di Lugansk, il principale strumento di repressione ai danni delle comunità religiose è rappresentato da un utilizzo improprio della procedura di registrazione. Le organizzazioni religiose che al 15 ottobre 2018 non risultavano registrate sono diventate infatti oggetto di ritorsioni. Nel 2019, ad esempio, sono state tagliate le forniture di gas agli edifici non registrati in cui si svolgevano funzioni religiose, con la minaccia di ulteriori tagli, per limitare l’accesso, anche alle forniture idrica ed elettrica. Successivamente 12 libri della Chiesa battista sono stati aggiunti a una lista statale di materiale estremista, che include persino il Vangelo di Giovanni.I leader religiosi che svolgono le proprie attività nonostante non si siano registrati subiscono molestie e persecuzioni. Prima dell’occupazione russa della Crimea, nella penisola operavano circa 50 organizzazioni religiose; nel 2019 il loro numero era sceso a 9. La fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre ha più volte pubblicamente evidenziato la necessità di nominare anche in Italia un Inviato speciale per la tutela della libertà religiosa, e nell’ottobre 2021 il sottosegretario Manlio Di Stefano, rispondendo a un’interrogazione in Commissione Affari esteri della Camera avente il medesimo oggetto, aveva replicato che la proposta di nomina era alla valutazione della Farnesina. ACS auspica che un Inviato speciale per la libertà religiosa divenga operativo quanto prima anche nel nostro Paese, per affiancare l’azione governativa anche nel delicato scenario ucraino.

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