Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘udienza’

L’Ail in occasione dei suoi 50 anni in udienza da Papa Francesco

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 febbraio 2019

Roma Sabato 2 marzo alle ore 12 la comunità di AIL, con i volontari delle sue 81 sezioni provinciali, pazienti e familiari, medici e ricercatori, arriverà da tutta Italia per incontrare Papa Francesco, guidata dal professor Sergio Amadori, Presidente Nazionale AIL e dal dottor Francesco Gesualdi, Direttore generale dell’Associazione, presso l’Aula Paolo VI della Città del Vaticano. Il 2019 è un anno molto importante per l’Associazione Italiana contro le Leucemie, i linfomi e il mieloma, l’anno nel quale ricorre il cinquantenario dalla sua fondazione, occasione per ripercorrere le tappe che hanno portato AIL a crescere e diventare punto di riferimento per i pazienti ematologici e le loro famiglie.
Il via alle celebrazioni sarà dato dall’incontro di Papa Francesco con i 6.000 volontari, pazienti e amici di AIL che con gioia e grande emozione affolleranno l’Aula Paolo VI per l’udienza generale. “Ringrazio sentitamente Sua Santità per averci concesso l’onore di incontrare la nostra Associazione in occasione di questa, per noi, importantissima ricorrenza. Questi primi 50 anni di storia della nostra organizzazione sono costellati di importanti successi – ha ricordato il professor Sergio Amadori – abbiamo contribuito allo sviluppo della ricerca scientifica in campo ematologico; abbiamo moltiplicato i servizi offerti ai pazienti; abbiamo incrementato le interazioni con i centri ematologici e abbiamo visto crescere il numero dei nostri volontari, per noi patrimonio irrinunciabile. È stato un percorso non sempre semplice ma grazie al confronto continuo col territorio e le istituzioni, siamo diventati un punto di riferimento nel nostro Paese. L’AIL è un’Associazione con un passato importante e che guarda al futuro con fiducia”.Il Pontefice darà il Suo sostegno ed esprimerà la Sua vicinanza ai malati ematologici e saluterà i volontari e i medici che ogni giorno danno valore all’opera di AIL rendendo possibile la sua missione: migliorare la qualità di vita dei pazienti, sostenere la ricerca scientifica e sensibilizzare l’opinione pubblica al tema della lotta ai tumori del sangue.

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Governo ottiene dalla Consulta il rinvio dell’udienza sulla legittimità del corso riservato voluto dalla Buona Scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 20 novembre 2018

Avevamo già preannunciata la notizia del rinvio (link: https://fidest.wordpress.com/2018/11/18/governo-ottiene-dalla-consulta-il-rinvio-delludienza-sulla-legittimita-del-corso-riservato-voluto-dalla-buona-scuola/) ma da più parti ci è stato chiesto di confermare quanto scritto probabilmente perché increduli che l’iniziativa governativa fosse realmente avvenuta. Abbiamo rigirata la richiesta agli organi sindacali (Udir, Anief nello specifico) e il riscontro ha confermato quanto da noi già rilanciato e con la seguente precisazione:
“Tra le motivazioni della richiesta del governo alla Consulta la possibilità che alcuni ricorrenti possano superare l’attuale procedura e la volontà di modificare le regole dell’attuale concorso e d’intervenire per legge sull’argomento. Udir ricorda che ha presentato due emendamenti specifici per semplificare le future assunzioni e far partecipare al corso riservato gli attuali ricorrenti e i presidi incaricati per risolvere una volta per tutte la vertenza. 
La grande attesa si è arrestata improvvisamente: erano tantissimi i ricorrenti pronti ad assistere “all’udienza del 20 novembre in cui la Consulta avrebbe dovuto riunirsi per pronunciarsi in merito alla legittimità della legge 107, nella parte in cui al comma 88 discrimina i ricorrenti del concorso Ds 2011 rispetto ai ricorrenti del 2004 – 2006”. Tra le motivazioni, a quanto pare, ci sarebbero le nefaste conseguenze che deriverebbero dal riconoscimento, da parte della Corte, dell’illegittimità “costituzionale dei commi 87 e 88 della legge 107/2015”. Inoltre, “una pronuncia di accoglimento metterebbe a rischio tutti i dirigenti sanati dalla legge 107/2015 che dovrebbero fare ritorno ai ruoli di appartenenza, per non parlare dei posti disponibili, che spetterebbero ai ricorrenti del 2011 e non potrebbero essere più assegnati ai vincitori del concorso 2018”.
La questione risulta molto complessa e ingarbugliata: Udir, nato con l’intento di stare dalla parte dei DS, ha abbondantemente fatto riferimento alla giustezza di un sistema di reclutamento più snello, che permetta l’ottimo funzionamento degli istituti. Con l’intento di portare avanti tale progetto, all’Atto della Camera 1334 in discussione in questo momento presso la V Commissione Bilancio, il giovane sindacato ha presentato 7 emendamenti, tra i quali quello per l’ammissione dei ricorrenti 2011 e dei presidi incaricati a un nuovo corso riservato. Tale risoluzione consentirebbe la composizione della controversia giudiziaria ancora in corso prima del pronunciamento della Consulta sul tema, nonché la copertura dei posti vacanti all’esito delle domande di pensionamento che decorreranno dal 2019. Infatti, ‘per le assunzioni relative ai dirigenti scolastici, all’articolo 28, dopo il comma 1’, il sindacato ha proposto di aggiungere che è “estesa anche agli aspiranti che hanno in corso un contenzioso avverso il decreto direttoriale del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca 13 luglio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, n. 56 del 15 luglio 2011”. Inoltre, “sono ammessi, altresì, tutti i soggetti non in quiescenza che, alla data di entrata in vigore della presente legge, abbiano svolto la funzione di dirigente scolastico per almeno un triennio a seguito di conferma degli incarichi di cui all’articolo 1-sexies del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43”. Per quanto riguarda la copertura finanziaria, si provvederebbe attraverso l’impiego di “risorse destinate alla contrattazione collettiva nazionale di lavoro in favore dei dirigenti scolastici integrate da quelle previste dall’articolo 1, comma 86, della legge 13 luglio 2015, n. 107, come modificata dall’articolo 1, comma 591, della legge 29 dicembre 2017, n. 205.” Inoltre, con l’altro emendamento rivolto alla semplificazione concorso DS 2018, “alle procedure di reclutamento dei dirigenti scolastici si applicano le disposizioni normative previgenti a quanto previsto dall’articolo 1, comma 217, della Legge 28 dicembre 2015 n. 208 di modifica dell’articolo 29, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165”: quindi, “con Decreto del Ministro dell’istruzione sono abolite le disposizioni relative all’obbligo di frequenza del corso di formazione dirigenziale di cui al Decreto ministeriale del 3 agosto 2017, n. 138 e disposta l’assunzione diretta dei vincitori all’esito della procedura concorsuale”.

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Governo ottiene dalla Consulta il rinvio dell’udienza sulla legittimità del corso riservato voluto dalla Buona Scuola

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

Tra le motivazioni della richiesta la possibilità che alcuni ricorrenti possano superare l’attuale procedura e la volontà di modificare le regole dell’attuale concorso e d’intervenire per legge sull’argomento. Udir ricorda che ha presentato due emendamenti specifici per semplificare le future assunzioni e far partecipare al corso riservato gli attuali ricorrenti e i presidi incaricati per risolvere una volta per tutte la vertenza. Una ulteriore conferma della notizia ci perviene direttamente dal sindacato Udir: “Confermiamo che abbiamo appreso dall’ufficio contenzioso che l’udienza, del 20 novembre, c/o la Consulta, è stata rinviata su istanza del Consiglio dei Ministri, che si propone di risolvere la problematica del contenzioso, intervenendo con legge sull’argomento. Confermiamo, inoltre, che gli emendamenti citati nell’articolo, sono stati depositati da Udir, presso la V Commissione Bilancio della Camera a DDL 1334”. Ulteriori notizie saranno pubblicate nell’edizione del 20 novembre prossimo sul sito della Fidest.

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Papa Francesco ha ricevuto in udienza Andrea Riccardi

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 luglio 2018

Papa Francesco ha ricevuto in udienza Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio. Tra i temi del colloquio il convegno del Papa con i Capi delle Chiese e delle Comunità cristiane del Medio Oriente, che si terrà a Bari il prossimo 7 luglio. Nell’udienza sono stati anche toccati altri argomenti cari all’impegno di Sant’Egidio, che quest’anno festeggia il suo cinquantesimo anniversario: l’ecumenismo, la costruzione della pace, il lavoro per i poveri e nelle periferie, il problema dei migranti, con un’attenzione particolare ai corridoi umanitari, una via sicura e legale attraverso cui la Comunità ha già portato in Italia, Francia e Belgio oltre 1800 rifugiati.

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Seconda udienza Facebook-Cambridge Analytica

Posted by fidest press agency su sabato, 23 giugno 2018

Bruxelles Lunedi 25 Giugno 2018, 15,30-20,00 Paul-Henri Spaak (Bruxelles), sala PHS 3C50. I deputati sono delusi con Facebook per non inviare gli altoparlanti richiesti per la seconda udienza esaminando lo scandalo Facebook-Cambridge Analytica il Lunedi 25 giugno.I deputati discuteranno la violazione dei dati di Facebook-Cambridge Analytica con gli esperti il Lunedì valutare l’impatto sulla privacy e protezione dei dati, processi elettorali, la fiducia dei consumatori nelle piattaforme digitali e sicurezza informatica. Questo è il secondo di una serie di tre udienze che indagano sul caso.Tre rappresentanti di Facebook (Erin Egan, Chief Privacy Officer, Rob Goldman, vice-presidente per la pubblicità; Joel Kaplan, Vice Presidente del Global Public Policy) sono stati invitati a partecipare all’udienza. Facebook non ha rispettato tale richiesta e, invece, oltre a Joel Kaplan, invierà due membri del team di politiche pubbliche di Facebook, Steve Satterfield e Lord Richard Allan, per rispondere alle domande dei deputati.
Il 19 giugno, il presidente della commissione per le libertà civili insieme ai presidenti delle commissioni associate per l’industria, per gli affari costituzionali e gli affari legali, ha inviato una lettera al CEO di Facebook Mark Zuckerberg che esprime disappunto per il suggerimento di Facebook per i rappresentanti a partecipare all’udienza. Nonostante uno scambio di follow-up tra Facebook e il presidente della commissione per le libertà civili, Facebook ha deciso di ignorare la richiesta del Parlamento europeo.Commissione per le libertà civili presidente Claude Moraes (S & D, UK) ha detto: “A seguito di una richiesta da parte dei presidenti delle quattro commissioni parlamentari interessate, che erano stati adottati e definiti da tutti i gruppi politici del Parlamento europeo, ci aspettavamo di sentire da altri oratori . e ‘con riluttanza, quindi, che ora sentiremo dai membri del team di politica pubblica proposti da Facebook. spetterà ai membri per vedere se le risposte di Facebook saranno sufficienti, convincente e affidabile.”
La prima udienza si è svolta il 4 giugno e finalizzato per mappare meglio il caso. La terza udienza, che si terrà il 2 luglio 2018, si concentrerà sulle possibili soluzioni e le politiche dell’UE che potrebbero porre rimedio alle conseguenze negative e prevenire questi incidenti si ripetano. Sheryl Sandberg, COO di Facebook, ei Commissari interessati sono stati invitati all’audizione.

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Rom e processo d’integrazione

Posted by fidest press agency su domenica, 12 giugno 2011

Roma. «Il Papa ha centrato il vero nodo della questione rom, non negando i problemi che ci sono con le comunità in cui vivono, ma chiedendo di fare un salto di qualità per il processo di integrazione. L’impegno delle Istituzioni, cui anche il Papa si è appellato, deve quindi essere corrisposto da un desiderio reale di integrazione». Così l’assessore alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani Gianluigi De Palo, a margine dell’udienza che Benedetto XVI ha concesso stamane agli zingari. «Il Papa ci offre la chiave per affrontare la sfida dei rom, invitando a ripartire dai bambini – precisa l’Assessore – Ai genitori presenti all’udienza stamane, ha raccomandato l’istruzione come strumento per una vita migliore per i propri figli. Roma Capitale già lavora in questo senso, scolarizzando oggi circa 2 mila bambini in età scolare provenienti dai vari campi. Negli ultimi tre anni, abbiamo avviato anche dei progetti di scolarizzazione precoce a partire dalla scuola dell’infanzia e sono partite delle sperimentazioni per seguire i ragazzi rom dopo la scuola dell’obbligo, sia negli istituti professionali che nei licei». «A Roma c’è tutta la volontà di integrare i rom – conclude De Paolo – nel pieno rispetto della legalità e dei diritti umani. E un bell’esempio si è visto oggi dal Papa dove si sono esibite leCheja Celen, le “ragazze che danzano”, provenienti dal campo rom Cesare Lombroso, che partecipano a un progetto di integrazione e socializzazione attraverso la danza».

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I rom in udienza dal Papa

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2011

Roma città vaticano 11 giugno il Papa riceverà in udienza più di 1500 Rom Sinti, Manuches, Kale, Yenish e Travellers da 20 Paesi d’Europa, dall’Italia e da molti “campi” di Roma, nella ricorrenza del 75° anniversario del martirio e dei 150 anni dalla nascita del beato Zeffirino (Ceferino) Giménez Malla (1861-1936), gitano martire della fede di origine spagnola. L’evento è stato realizzato dal Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, dalla Comunità di Sant’Egidio, dalla Fondazione “Migrantes” della Conferenza Episcopale Italiana, e dalla Diocesi di Roma. L’incontro rinnova l’attenzione della Chiesa per questo popolo: Paolo VI li incontrò a Pomezia nel 1965 e li accolse nel 1975 a Castel Gandolfo. Giovanni Paolo II, incontrò più volte varie delegazioni e proclamò Beato il gitano Zeffirino nel 1997. Durante il Grande Giubileo del 2000 poi, il Papa chiese perdono al Signore anche per i peccati commessi nei confronti degli Zingari dai figli della Chiesa. Tra le testimonianze, vi sarà quella di Ceija Stojka, romnì austriaca deportata a 9 anni prima ad Auschwitz, poi a Ravensbrück ed a Bergen-Belsen. La sua famiglia contava più di 200 persone e solo 6 sopravvissero alla guerra e allo sterminio.
Nel pomeriggio di sabato 11 giugno, alle 18.00, la Comunità di Sant’Egidio organizza una veglia di preghiera nella Basilica di San Bartolomeo all’Isola Tiberina. Nella cerimonia un oggetto religioso del Beato Zeffirino sarà consegnato e deposto sull’altare dei martiri di Spagna.Al termine della veglia ci sarà una festa in piazza tra cittadini romani, italiani e Rom.

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Crocifisso e giudice Tosti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 febbraio 2011

La Procura generale della Repubblica ha chiesto di confermare il licenziamento dalla magistratura di Luigi Tosti, ex-giudice del Tribunale di Camerino che, nel 2005, si era rifiutato di tenere udienza finche’ il crocifisso non fosse stato rimosso dall’aula. Attendiamo ora la sentenza definitiva che dovra’ essere emessa dalle sezioni unite della Cassazione e il preannunciato ricorso alla Corte di Strasburgo da parte dello stesso Luigi Tosti. Come associazione di cittadini di uno Stato costituzionalmente confessionale (grazie all’art.7 della Costituzione che prevede  che i rapporti tra Stato e Chiesa debbano essere regolati dai Patti Lateranensi), non ci sentiamo indignati. Anzi sarebbe opportuno che sentenze del genere fossero piu’ frequenti, cosi’ come fossero piu’ frequenti i cittadini che le provocassero. Forse, dopo una scarica di sentenze della Corte di Strasburgo e dopo il ridicolo con cui saremmo sommersi in Europa e nel mondo per “serenamente” vivere in questo contesto costituzionale confessionale, qualcuno in piu’ si sentirebbe a disagio e affronterebbe direttamente il nodo del problema: l’art. 7 della Costituzione, per l’appunto.
Chi oggi si indigna, pur potendo provare ad esercitare il potere di modifica della Costituzione, fa atto di ipocrisia. Quante proposte di legge ci sono in merito in Parlamento? Nessuna! Qualcuno in grado di fare la proposta ci sarebbe, ma e’ evidente che non ha intenzione di perdere tempo se, anche i partiti e i parlamentari che ufficialmente si professano non-confessionali non hanno nessuna intenzione di aprire il dibattito in materia. Si accontentano di umiliarsi nel chiedere per i propri figli l’esenzione dell’ora di religione cattolica a scuola… perche’ in uno Stato non-confessionale non dovrebbe essere il contrario, cioe’ che chi vuole l’insegnamento della religione cattolica dovrebbe fare domanda? In questo contesto, c’e’ poco da meravigliarsi che in Cassazione licenzino le persone che non vogliono sentenziare, certamente in nome del popolo italiano, ma con la “supervisione” del Cristo cattolico in croce. I soliti soloni (in genere nel centro-sinistra e nei cosiddetti laici del centro-destra) diranno che queste sono cose marginali e ci sono cose ben piu’ importanti… ma questi soloni sono gli stessi che si indignano e chiedono crisi di governo perche’ il nostro presidente del Consiglio dei ministri fa il puttaniere e, nel contempo, va ai “family day” e inaugura tutto l’inaugurabile con accanto i piu’ alti prelati della Cupola vaticana. C’e’ qualcosa che non torna. Per far tornare la logica e il buonsenso civico c’e’ solo una cosa da fare: abolire l’art.7 della Costituzione. Poi lo Stato farà gli accordi che ritiene opportuni con la principale confessione religiosa italiana, proprio come fa con le confessioni minoritarie, ma non obbligato dalla Costituzione. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Agenda sindaco di Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 gennaio 2011

Roma 14/1/2011 Ore 11.30: Città del Vaticano – Sala Clementina  Il sindaco, Gianni ALEMANNO, prende parte all’udienza concessa dal Santo Padre Benedetto XVI ai rappresentanti degli Enti locali.
Ore 13.10: Radio Vaticana, piazza Pia 3Il sindaco, Gianni ALEMANNO, interviene in diretta alla trasmissione “Al di là della notizia”, che si tiene in occasione dell’udienza concessa dal Pontefice ai rappresentanti degli Enti Locali.

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Giustizia: I tempi delle controversie pendenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 luglio 2010

Facciamo un pò di chiarezza in proposito –  dice Pecoraro  presidente dell’Associazione Nazionale dell’Arbitrato e la Conciliazione ( A.N.P.A.R).  Dopo mesi  di chiacchiere ed interpretazioni sulla mediazione, entrata in vigore il 20 marzo, il Governo ha capito che il continuo rinviare  – ad estendere l’obbligatorietà, a tutti i diritti disponibili dei cittadini, mediante il tentativo di conciliazione, così come  è stato fatto per le controversie civile e commerciale transfrontaliere, di cui alla Direttiva Europea 52/2008 – può mettere in pericolo il buon esito dell’istituzione del nuovo istituto giuridico. Infatti, l’emendamento (comma 18 della manovra) prevede che nei procedimenti civili che pendono dinanzi alla corte d’appello,il giudice, su istanza di parte anche con decreto pronunziato fuori udienza, rinvia il processo per un periodo di sei mesi per l’espletamento del procedimento di mediazione. Viene contestualmente assegnato alla parte richiedente il termine di 15 giorni per la presentazione della domanda di mediazione. Le istanze devono essere proposte, a pena di decadenza, entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge.  Questo comma – continua Pecoraro – non fa altro che rendere operativo  quanto già inserito  al comma 2 dell’art. 5   del Decreto Legislativo 28/2010, con una differenza che con l’approvazione di questo comma non è  consentita la discrezionalità al giudice, anche in sede di giudizio di appello, “valutare la natura della causa, lo stato dell’istruzione e il comporta! mento delle parti, e invitare le stesse a procedere la conciliazione” spetterà alla parte che ha interesse o alle parti congiuntamente cercare una soluzione bonaria delle controversie,  presentando, a pena di decadenza, entro tre mesi dall’entrata in vigore “della manovra” istanza per l’avvio di un tentativo di mediazione. La conseguenza?  – dice Pecoraro – è quella che per tutte le controversie pendenti, anche per quelle in appello, “di fatto”  diventa obbligatorio  tentare la conciliazione. Dunque, se le parti conciliano usufruiranno di tutte i benefici già in atto con la legge 28/2010, se, invece, non conciliano, la parte che ha fatto fallire la conciliazione,  pur avendo ragione potrebbe vedersi accollare tutte le spese processuali dal giudice ed essere tenuto al pagamento anche di  ulteriori sanzioni. Legislazione premiale per tutti, conferma Pecor! aro –  prestigioso successo del Governo nel ribadire che la deflazione dei processi pendenti avviene attraverso la mediazione civile che  deve essere imposta e non proposta,  così come vorrebbero  taluni che hanno difficoltà a comprendere la grande portata di  questo nuovo istituto giuridico. (A. BOVE)

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Le lacune nel discorso di Alfano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 novembre 2009

Luigi Manconi presidente di A Buon Diritto ha dichiarato: “Quanto detto ieri dal ministro Angelino Alfano in Senato, “Stefano Cucchi non doveva morire e si doveva evitare che morisse”, va indubbiamente apprezzato. Con altrettanta franchezza va detto, tuttavia, che la ricostruzione dei fatti, esposta dal ministro della Giustizia, presenta molte lacune. Ne sottolineo tre, in particolare: se fosse vero che “durante l’intera udienza, durata circa mezz’ora non è stata riferita né rilevata nessuna anomalia”, perché mai alle 13.30 di quello stesso giorno, a distanza di appena un’ora dalla conclusione dell’udienza, Stefano Cucchi viene sottoposto a visita medica nell’ambulatorio del tribunale? Ed è proprio quella visita medica a evidenziare le “lesioni ecchimotiche riscontrate in regione palpebrale inferiore bilateralmente e lesioni alla regione sacrale dagli arti inferiori”. Secondo interrogativo: testimonianze non contestate e convergenti dicono che Stefano Cucchi, appena giunto in caserma nella notte tra il 15 e il 16 ottobre, chiedeva di  avvertire il proprio avvocato di  fiducia, di cui forniva il nome, ma non gli venne dato ascolto. Dunque, all’origine di questa vicenda c’è una palese e gravissima violazione di un diritto fondamentale della persona. Perché su questo il ministro non ha detto parola? Terza questione: il ministro per ben tre volte fa riferimento alla dichiarazione di Stefano Cucchi di essere “caduto accidentalmente dalle scale”, precisando inoltre che la presunta caduta sarebbe avvenuta due settimane prima dell’arresto attribuendo a questa le lesione al volto e, contemporaneamente, la frattura delle vertebre. Questo è chiaramente in contrasto con le dichiarazioni dei genitori che, avendo avuto modo di vedere Stefano la sera dell’arresto e in tutti i giorni precedenti, parlano di una condizione di salute assolutamente normale. Va evidenziato poi come il forte dolore provocato dalla frattura di due vertebre sia assolutamente incompatibile con la possibilità di deambulare senza problemi per due settimane, come sarebbe stato se la “caduta” fosse collocata così anticipatamente nel tempo. Per carità di patria e per decenza istituzionale, per un minimo di rispetto dell’intelligenza e del senso comune, andrebbe evitato di accreditare quella che è – e da sempre – l’ipocrita spiegazione di comodo offerta da tutte le “istituzioni totali” e i sistemi autoritari per occultare le violenze inflitte a chi si trovi nella loro disponibilità.”

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I molti interrogativi sulla morte di Stefano Cucchi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 novembre 2009

Sulla morte di Stefano Cucchi Claudio Ortale – Capogruppo S.A. del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Lo scorso 15 ottobre viene arrestato intorno alle ore 23  Stefano Cucchi di 31 anni. Al momento del fermo il giovane stava bene, come hanno testimoniato i genitori e la sorella che lo hanno visto insieme ai carabinieri passati quella stessa sera per la perquisizione a casa della famiglia Cucchi. Nel corso di tale perquisizione, uno dei carabinieri aveva rassicurato la madre di Stefano prospettando gli arresti domiciliari. Alla successiva udienza di convalida, per direttissima, gli stessi familiari avevano trovato il giovane provato e in cattivo stato, tanto da dover essere trasferito nel reparto carcerario dell’ospedale “Sandro Pertini”, dove gli stessi genitori per tre giorni non sono riusciti né a vederlo né a parlare con il medico curante. Giovedì 22 ottobre Stefano Cucchi è morto ed il suo corpo presentava tumefazioni diffuse e fratture multiple, il volto tumefatto ed un occhio rientrato nell’orbita. Il reato imputato a Stefano prevedeva la collocazione agli arresti domiciliari, ma nei quattro giorni di arresto e di ricovero a Stefano non sono stati dati né acqua né cibo, presentando come motivazioni il suo rifiuto all’alimentazione. La celerità delle procedure adottate nei confronti di Stefano Cucchi non possono essere commisurate alla gravità del reato commesso, così come non viene giustificato l’isolamento del giovane che è stato da subito privato illegittimamente del conforto dei suoi familiari. E le evidenti fratture presenti sul corpo non sono di certo attribuibili ad una caduta accidentale”. Sulla base di queste considerazioni Ortale preannuncia la presentazione di una mozione che impegni il Presidente del Municipio Roma 19: “A sollecitare con estrema urgenza il Sindaco di Roma affinché intervenga presso le autorità competenti e gli organismi di pubblica sicurezza preposti, per fare piena chiarezza sulla morte di Stefano Cucchi e sul perché nelle carceri avvengano, ormai sempre più spesso, episodi di violenza e sopraffazione nei confronti di detenuti che appartengono quasi sempre  ad una fascia sociale poco agiata e quindi debole”. Perché continuare a tacere vorrebbe dire essere complici”.

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Obiezioni al servizio Google Books

Posted by fidest press agency su sabato, 5 settembre 2009

Sono tre le principali obiezioni al servizio Google Books presentate oggi dall’Associazione Italiana Editori (AIE) alla Corte di New York e contenute nel parere inviato alla Commissione europea per l’audizione del 7 settembre sul tema. Le obiezioni – disponibili sul sito http://www.aie.it – si riferiscono all’accordo transattivo (Settlement) per chiudere la class action tra Google e le associazioni di autori ed editori americani per il servizio Book Search, che coinvolge anche qualsiasi opera libraria italiana disponibile sul mercato USA (la prima udienza della Corte di New York è prevista il 7 ottobre). Il Settlement prevede che Google possa digitalizzare e vendere in diverse forme le opere fuori commercio a meno che gli autori o gli editori non dispongano diversamente registrandosi in un apposito Registro. “Ciò viola in più parti la Convenzione di Berna sul diritto d’autore – si legge nel testo inviato alla Corte – che stabilisce il consenso preventivo per qualsiasi utilizzo delle opere e che la tutela prescinda da qualsiasi registrazione”. “Siamo di fronte – sostiene l’AIE – a un accordo privato che di fatto istituisce un regime speciale di gestione dei diritti a favore di una singola impresa. Il che è senza precedenti, in quanto le eccezioni del diritto d’autore sono sempre stabilite invece dalla legge e a favore del pubblico, non di un singolo. Un regime di questo genere genera rischi concreti di creazione di un monopolio nell’editoria elettronica libraria. Qualsiasi concorrente di Google, infatti, dovrà continuare a chiedere le dovute autorizzazioni. Chi potrà competere con il gigante di Mountain View, che già può sfruttare le sinergie con il suo motore di ricerca per acquisire visibilità?” In un’industria culturale il monopolio ha conseguenze non solo economiche. Una clausola del Settlement, denunciata con forza nei dossier AIE, attribuisce a Google un potere totalmente discrezionale di escludere i libri non graditi. La prospettiva di un monopolio associata a un incondizionato potere censorio deve preoccupare non solo gli editori. Infine AIE, in quanto coordinatore del progetto Arrow (www.arrow-net.eu) che in Europa sta affrontando i problemi della gestione tecnologica dei diritti per le biblioteche digitali, è stata incaricata dalla Federazione europea degli editori di svolgere un’analisi tecnica dettagliata delle modalità di gestione dei dati sui libri.  “L’approccio di Google è totalmente diverso dal nostro – ha spiegato Piero Attanasio, direttore tecnico di Arrow – Sorprendentemente, invece di utilizzare a pieno le tecnologie di rete, hanno deciso di accumulare in un’unica banca dati centrale oltre 60 milioni di record, di fonti diverse, combinati in modo non trasparente”.  I risultati? Una indagine AIE (sintesi in allegato) ha rilevato tassi di errore fino all’81% nella corretta individuazione della disponibilità commerciale dei libri.

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