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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 255

Posts Tagged ‘udir’

Udir organizza l’evento estivo telematico “Governare la scuola: i miei primi 30 giorni da dirigente”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2020

Al via la scuola estiva Udir online dal 13 al 17 luglio 2020. Udir, sindacato che tutela i dirigenti scolastici, attento alle esigenze della categoria sia dal punto informativo che formativo, ha organizzato, dopo il grande successo dell’edizione del 2019, la seconda scuola estiva telematica “Governare la scuola: i miei primi trenta giorni, dedicata ai vincitori dell’ultimo concorso Ds
La scuola estiva si svolgerà in modalità telematica interattiva dal 13 al 17 luglio. I webinar saranno divisi in sessioni con esperti relatori che affronteranno diverse tematiche teoriche e pratiche (sicurezza, gestione organico, supplenze, graduatorie, cedolino da DS) in modo che le professionalità coinvolte trovino le proprie opportunità di approfondimento. Verrà condivisa l’esperienza di alcuni neo dirigenti scolastici, immessi in ruolo a settembre 2019, che hanno affrontato i loro primo incarico con tutte le difficoltà che la pandemia da Covid-9 ha causato.A ogni sessione sarà dedicato uno spazio per dibattito, domande e risposte. La scuola estiva è riservata ai dd.ss. neo assunti.

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Scuola Udir: “Per rientrare a settembre in sicurezza bisogna coprire tutte le reggenze

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

Tutelare i presidi in servizio su tutte le responsabilità non a loro ascrivibili in tema di sicurezza del lavoro, sia per eventi sismici, stato fatiscente degli edifici, che Covid-19 e prima dell’inizio degli esami di Stato, in attesa di una scelta del decisore politico e dei finanziamenti per l’edilizia scolastica senza nuova burocrazia. Autonomia delle scuole con 500 alunni e classi con 18 studenti, questo chiedono i 500 dirigenti iscritti ad Udir. Il sindacato rappresentato dal suo presidente nazionale, Marcello Pacifico, ha incontrato ieri il Premier Giuseppe Conte, in una nota dettagliata rivolta al ministro dell’Istruzione Azzolina ha presentato queste richieste per riaprire il nuovo anno scolastico in sicurezza, dopo gli emendamenti presentati al decreto legge rilancio all’esame della V commissione bilancio e l’emendamento approvato al decreto legge scuola sul coinvolgimento della scuola dell’autonomia sulla validazione dell’anno scolastico trascorso in parte durante la didattica a distanza.

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Udir invia le sue proposte al Comitato tecnico scientifico per la riapertura delle Scuole

Posted by fidest press agency su martedì, 19 maggio 2020

I Dirigenti Scolastici di UDIR hanno evidenziato al Comitato Tecnico Scientifico la volontà di portare avanti tutte le attività formative in corso e gli adempimenti futuri a condizione di poter svolgere il proprio lavoro in sicurezza e senza responsabilità non riconducibile alle proprie volontà. Per il presidente nazionale Udir, Marcello Pacifico, serve un intervento nel prossimo decreto Rilancio Italia in corso di pubblicazione in Gazzetta ufficiale per trovare soluzioni idonee a consentire la ripresa di esami e lezioni in presenza e tutelare il DS da responsabilità non sue.Bisogna aver subito indicazioni certe circa le modalità di realizzazione degli esami di Stato da svolgere a distanza se non viene esonerato il DS da responsabilità non ascrivibili alla sua volontà in caso di contagio di Covid-19. Di questo, il sindacato ne parlerà con tutti i partecipanti in due webinar tematici con l’avv. penalista Bruccoleri già dalla prossima settimana, alla luce anche delle note dell’INAIL sul riconoscimento del Covid-19 quale malattia invalidante, infortunio sul luogo di lavoro da ascrivere penalmente come responsabilità al datore di lavoro, anche in assenza di una sua concreta responsabilità.I Presidi di UDIR hanno presentato al Comitato Tecnico Scientifico e al Ministero dell’Istruzione nel documento elaborato sulla sicurezza, grazie alla consulenza dall’Ing. Natale Saccone, le domande e le proposte dei tanti dirigenti scolastici che si ritrovano pieni di dubbi sullo svolgimento dell’esame di Stato. UDIR ha espresso la preoccupazione di dover gestire esami ed attività didattiche in presenza nelle Istituzioni Scolastiche di diversa tipologia, con difficoltà aggiuntive come nel caso dei Convitti, senza una chiara attribuzione di compiti e responsabilità.
In questa prospettiva UDIR chiede una forte innovazione del quadro normativo dei carichi di responsabilità dei Dirigenti Scolastici in capo ai quali non può ricadere l’attuazione di tutte le misure di sicurezza senza corrispondenti risorse finanziarie: le modifiche strutturali devono essere compito degli Enti proprietari degli immobili, così come le sanificazioni e le azioni igienizzanti specialistiche. Nel contempo UDIR evidenzia che le Istituzioni Scolastiche non possono trasformarsi – senza competenze e senza strumenti – in improprie strutture sanitarie, chiedendo invece che siano proprio le strutture sanitarie territoriali a occuparsi dello stato di salute di allievi e personale emettendo corrispondenti certificazioni.I Dirigenti Scolastici di UDIR hanno evidenziato infine la necessità di porre una chiara e nuova tutela legislativa sul loro operato e sulla loro funzione in relazione al rischio che componenti della propria comunità scolastica contraggano il Covid-19 pur in presenza dell’applicazione di tutti gli accorgimenti e i protocolli che verranno prescritti. Si è di conseguenza chiesto una modifica del DLGS 81/008 relativo alle responsabilità del Dirigente Scolastico e un ampliamento delle cornici assicurative per i Dirigenti Scolastici.In definitiva i Dirigenti Scolastici di UDIR sapranno garantire un servizio così decisivo e strategico come la Scuola – come del resto hanno fatto assieme ai loro docenti con generosità in questi mesi di Didattica a Distanza – e il proseguimento di tutte le attività gestionali e amministrative, ma nella chiarezza delle indicazioni e all’interno di un nuovo quadro normativo che li veda garantiti dal rischio di vedersi trasformati in capri espiatori in una situazione ancora incerta e dinamica che necessita di competenze definite e accettate da tutte le parti in causa.

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Udir chiede revisione dei criteri di accorpamento delle scuole e nuove norme di mobilità

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

Il sindacato dei dirigenti scolastici Udir ribadisce il proprio impegno e volontà di risoluzione del problema che coinvolge tantissimi dd.ss. anche neo assunti, in particolare della Campania e del Sud ma non solo, di poter tornare a casa, dai propri affetti, nella propria regione di residenza, senza più spese per soggiorni e viaggi, vedendo decurtato il proprio stipendio di oltre 12.000 euro all’anno. Questi dirigenti scolastici sono costretti, alcuni già da 5 anni, altri per i prossimi a venire, a rimanere in sedi di servizio lontane dalla propria residenza, senza dimenticare coloro i quali attendono il trasferimento all’interno della propria regioneAllo stato attuale molti sono impossibilitati a rientrare nella propria casa e vicino ai propri cari a causa di farraginosi e obsoleti meccanismi burocratici pertanto Udir chiede che:
· a partire dall’anno scolastico 2020/2021, sia creato un piano di mobilità straordinaria su tutte le sedi disponibili prima delle nuove immissioni in ruolo;
· abolizione della necessità del “nulla osta” da parte dell’USR di servizio in deroga all’art. 9 comma 4 del CCNL Area V del 15/07/2010), condizione peraltro applicata in maniera del tutto arbitraria dai vari USR;
· abolizione del tetto del 30% dei posti messi a mobilità interregionale in deroga all’art. 9 comma 4 del CCNL Area V del 15/07/2010;
· creazione di un’unica graduatoria di aspiranti a mobilità, applicando una specifica tabella di titoli tenendo conto anche delle esigenze familiari e professionali, dando valore dall’anzianità di servizio e partecipazione a concorsi pubblici; condizione oggettiva mai applicata finora;
· inclusione nell’elenco delle sedi utilizzabili per mobilità anche delle sedi resesi disponibili per utilizzazione, distacco o comando, con incarico pluriennale, dei Dirigenti Scolastici presso Enti, Pubbliche Amministrazioni, USR.
Nel chiedere meccanismi efficaci di mobilità, il giovane sindacato chiede anche di applicare una revisione dei parametri di sottodimensionamento delle istituzioni scolastiche che ha determinato negli anni un inevitabile peggioramento della qualità del servizio formativo offerto all’utenza scolastica.
L’attuale meccanismo di accorpamento è in forte contraddizione con la prospettiva di fare fronte nel medio e lungo termine ad una pressante esigenza di presenza di una guida e un indirizzo territoriale delle Scuole tramite i Dirigenti Scolastici e Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi. Gli attuali criteri di accorpamento si presentano come una babele di numeri e di parametri che provocano e continueranno a provocare scuole senza Dirigenti e DSGA, sempre più frazionate, senza più una linea, un indirizzo socio culturale, con una perdita del senso di appartenenza, rompendo il nesso autonomia-dirigenza che era alla base della L. 59/97 e del Regolamento per l’autonomia per come, invano oramai, delineato dal DPR 275/99.Il fenomeno della “reggenza” ha finito poi col diventare non più un fatto straordinario, in carenza di Dirigenti “di ruolo”, ma una categoria particolare per istituti sottodimensionati, che conservano la loro “autonomia precaria” ma guidati in modo insufficiente e diretti da dd.ss. già titolari altrove, poco pagati, e peraltro oberati all’eccesso di adempimenti e responsabilità già nella scuola di titolarità. Nel formulare tali richieste UDIR ribadisce la necessità di una decisa riorganizzazione territoriale del sistema scolastico e la necessità di nuove e ulteriori risorse finalizzate ad una maggiore efficacia ed efficienza delle Istituzioni Scolastiche chiamate a compiti nuovi e certamente non facili sia per il presente e ancor più per il futuro.

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Scuola Esami di Stato, Udir: bene, va avanti la nostra linea

Posted by fidest press agency su martedì, 5 maggio 2020

La ministra dell’Istruzione, ha dichiarato che, per quanto riguarda la Maturità, “l’esame rappresenta la conclusione di un percorso e per questo i crediti prima della pandemia erano 40, poi c’erano gli altri 60 legati alle prove. Ora deve essere valorizzato il percorso di studi di più: quel 60 saranno i crediti dai quali gli studenti potranno partire e 40 la prova orale”. La ministra ha continuato affermando che “questo sarà un giusto riconoscimento all’impegno, poi ci sarà la possibilità di far sì che l’esame orale parta da un argomento che non sarà una tesina, ma un colloquio su una parte di programma scelta con i loro professori”. Il Ministro ha anche confermato che la data d’inizio degli esami sarà il 17 giugno.Udir, che di recente ha presentato degli emendamenti al Senato, si dice soddisfatto; infatti, aveva previsto proprio una modifica per l’Attribuzione del punteggio dell’Esame di Stato: nello specifico, il sindacato aveva chiesto, al comma 4, alla lettera c), di aggiungere il seguente periodo: “fermo restando l’attribuzione del punteggio previsto per le prove scritte al credito scolastico e l’innalzamento del limite massimo di 20 punti per il colloquio”. Udir, infatti, è del parere che la straordinaria formulazione dell’Esame di Stato senza le prove scritte impone una redistribuzione del punteggio ai fini dell’attribuzione del voto finale. Così facendo si vuole valorizzare l’apprendimento scolastico nell’insieme del percorso formativo.

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Udir chiede che venga data priorità ai trasferimenti dei presidi assunti fuori dalla loro regione

Posted by fidest press agency su sabato, 25 aprile 2020

L’emendamento al Decreto Legge 8 aprile 2020, n. 22, proposto dal sindacato dei presidi UDIR si pone l’obiettivo di sbloccare la grave situazione di disagio cui sono soggetti numerosi dirigenti scolastici nominati fuori regione e di evitare l’ulteriore stallo della mobilità interregionale dei vincitori del concorso 2017, nonché i dirigenti scolastici in ruolo da anni assegnati fuori della propria regione, al fine di facilitarne il rientro a fronte di nuovi posti resi vacantiMarcello Pacifico (presidente nazionale Udir): “Chiediamo alla politica di farsi carico del disagio dei tanti dd.ss. assunti fuori dalla loro regione e che vivono difficoltà esistenziali ed economiche derivanti dalla loro attuale condizione, con l’aggravante di non avere alcuna prospettiva di un rientro a casa in tempi ragionevoli. Le norme sulla mobilità sono necessarie rispetto al contratto firmato dalle sigle sindacali, perché rispondono a una esigenza straordinaria che ha visto limitata la libertà personale e l’assunzione su graduatoria nazionale di migliaia di nuovi presidi, spesso lontani da casa e limitati negli spostamenti a causa del Covid-19”. Al Senato: il ds Vito Lo Scrudato, presidente regionale della Sicilia, ha illustrato le dieci proposte di modifica. Oltre alla proposta di sbloccare la grave situazione di disagio cui sono soggetti numerosi dirigenti scolastici nominati fuori regione, gli altri nove emendamenti proposti riguardano esigenze sorte in questo stato di emergenza sanitaria, in particolare la didattica a distanza e la volontà di riaffermare il ruolo, il significato e la piena praticabilità dell’autonomia scolastica.

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Scuola: Udir presenta alla VII commissione del Senato dieci proposte di modifica del decreto legge

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 aprile 2020

Dalla revisione dei criteri per la valutazione degli scrutini a quelli per gli esami di stato, dalla tutela della salute del personale e degli studenti alla piena valorizzazione dell’attività di didattica svolta a distanza, a un piano straordinario di mobilità dei dirigenti prima delle prossime immissioni in ruolo. Per Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, l’emergenza deve valorizzare il ruolo dell’autonomia e il lavoro svolto da tutta la comunità educante. Da una consultazione di diversi dirigenti scolastici si chiede al Parlamento di valorizzare l’autonomia scolastica e le decisioni degli organi collegiali nella valutazione degli alunni, di non sminuire il valore dell’esame di Stato, di garantire i rimborsi dei viaggi di istruzioni, di istituire classi con 20 alunni nelle zone rosse alla ripresa delle lezioni, di prorogare i contratti dei presidi all’estero e di garantire una mobilità straordinaria per tutti gli altri, anche neo-assunti su tutti i posti vacanti e disponibili.

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UDIR, la grande esperienza della Didattica a Distanza non necessita di nessun recupero

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

I dirigenti scolastici del sindacato UDIR esprimono la propria netta contrarietà alla prospettiva di rimodulare il calendario scolastico del prossimo anno scolastico così come preannunciato dall’art. 1 comma 2 dell’ultima bozza di Decreto Legge per attuare azioni di recupero relativi a questo periodo di adozione della Didattica a Distanza.Si ritiene, infatti di dovere ribadire la piena validità di tutte le attività didattiche e formative messe in essere in questo momento di emergenza sanitaria nelle scuole del nostro paese. Allo stesso modo, riteniamo inopportuno collocare dal 1° di Settembre 2020, travolgendo il calendario scolastico dell’anno scolastico 2020\21, ulteriori attività per “eventuali necessità di recupero degli apprendimenti” per come prefigurato all’art.2 lettera A della stessa bozza di Decreto Legge. I Dirigenti Scolastici di UDIR assumono questa posizione sulla base della convinzione che in relazione alla Didattica a Distanza bisogna uscire dall’equivoco che si sia trattato e si tratti di un’azione lasciata al volontariato e all’improvvisazione.“La scuola italiana, si oserebbe dire come le strutture sanitarie e gli altri settori vitali del Paese, ha inteso proseguire la sua azione formativa ed educativa con continuità e grande senso di responsabilità – afferma uno dei dirigenti scolastici Udir – oltre che con una professionalità che noi valutiamo come un dato di eccellenza. Per meglio comunicare ciò che stiamo vivendo rappresentiamo una realtà nella quale i Dirigenti Scolastici non hanno lasciato docenti e allievi senza una valida relazione organizzativa, i docenti a loro volta hanno risposto con meritoria generosità e professionalità alle indicazioni che in molti casi si sono sostanziati in tutta una serie di elementi organizzativi di cui le più efficaci sono state le seguenti:
il mantenimento di una relazione educativa che ha avuto il senso non secondario di rassicurare i nostri allievi in un momento in cui era avvertito il pericolo per l’esistenza per se e per la propria famiglia;
la cura della prosecuzione della didattica volta all’acquisizione di ulteriori conoscenze e competenze previste dai curricoli;
l’intelligente capacità di individuare le aree tematiche essenziali e interpretare la nuova modalità relazionale a distanza per lo sviluppo degli stessi;
la strutturazione e l’adozione di un orario coordinato e regolare la cui esecuzione ha consentito una sequenza temporale della giornata che per gli allievi ha avuto un effetto rassicurante, essendo stata una risposta alla voglia di normalità fornita ai ragazzi e anche alle famiglie, pur in condizioni eccezionali;
l’utilizzo del registro elettronico, avendo per il momento tuttavia esclusa la valutazione;
l’attivarsi in video conferenza di organi collegiali con prerogative deliberanti per le tante scadenze decisive per la vita delle Istituzioni Scolastiche, sia per quanto riguarda la pratica della Didattica a Distanza sia per mantenere in vita una relazione che si è rivelata decisiva per tutti: Dirigenti Scolastici, Docenti, personale ATA, allievi e famiglie;
la convocazione dei Collegi dei Docenti in videoconferenza che sono stati decisivi momenti di confronto, di crescita e di reciproca rassicurazione, così come il confronto con le RSU che generalmente sono stati l’occasione per utili suggerimenti.
Non riteniamo che questa esperienza abbia deprivato il percorso formativo delle intere Istituzioni Scolastiche nelle sue diverse competenze, al contrario è stata un’opportunità formidabile per realizzare lo sviluppo di competenze aggiuntive, molte delle quali gli allievi hanno vissuto in passato come mera simulazione senza reale motivazione ambientale ed esistenziale. Quando alla Didattica a Distanza non c’è stata nessuna alternativa: ai docenti e agli allievi si è posta la necessità ineludibile di ricorrervi e valorizzarla per tutte le potenzialità da essa offerta.

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Coronavirus: Udir chiede lavoro agile pure per i dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su martedì, 10 marzo 2020

La situazione non migliora e la sospensione delle attività didattiche non sembra la soluzione più idonea ad arrestare il panico né tantomeno a fermare il circolo vizioso dei contagi. E la stampa nazionale, sul pezzo e pronta a interpellare esperti del settore, parla di picco ancora in arrivo. Marcello Pacifico (Udir): “Prevediamo misure davvero adatte, pensiamo al lavoro agile anche per i dirigenti scolastici. Sono necessarie precauzioni ad hoc per evitare timori e ulteriori contagi” Lavoro agile anche per i dirigenti scolastici: questa la richiesta di Udir, giovane sindacato che tutela la categoria. In seguito a molti messaggi di sconforto giunti presso la segreteria del sindacato, in cui tanti dd.ss. chiedono di vedersi riconoscere il diritto al lavoro agile, il sindacato avanza la richiesta di attivare la procedura. Inoltre, come si legge in una delle e-mail, di fatto in queste ore, senza sosta, molti presidi stanno lavorando dalle loro abitazioni: dunque, “Perché non avviare questa procedura?” si chiede Marcello Pacifico, presidente di Udir.Marcello Pacifico, infatti, afferma che “non è il periodo storico per chiudersi a possibilità in grado di frenare paure e contagi. Ricordiamoci che secondo alcuni virologi le prossime settimane saranno cruciali e da non sottovalutare: la sola sospensione delle lezioni non preserva dal pericolo del contagio a catena. Le scuole vanno chiuse: così come i docenti possono giustamente fare didattica da casa, deve accadere pure per dirigenti scolastici e il personale Ata. È il momento di affidarci al parere medico e scientifico, cercando di contenere il contagio da Covid-19. Dimostriamo di poter trovare soluzioni adatte in caso di pericolo: non c’è migliore occasione per provarlo”.

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Convegno nazionale di Udir sulla sicurezza

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 febbraio 2020

Palermo 29 febbraio 2020 si svolgerà il convegno nazionale di Udir “Scuole in sicurezza”. L’appuntamento, organizzato dal giovane sindacato dei ds e dall’ente di formazione Eurosofia – è in calendario a Palermo, dalle ore 10 al San Paolo Palace hotel del capoluogo siciliano. Nella prima parte della giornata un approfondimento su “Le risposte alla Consultazione Pubblica attivata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sul D. LGs 81/2008”.Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir: “Molti edifici non sono in sicurezza, i ds devono essere messi nelle condizioni di conoscere le loro responsabilità”. Guarda lo spot del convegno
Nel corso del convegno, moderato dal giornalista Salvatore Fazio, interverranno Marcello Pacifico, presidente Udir e segretario organizzativo Confedir, Rosario Gianni Leone, ex provveditore agli studi di Palermo e Trapani, Vito Lo Scrudato, ds del liceo classico “Umberto I”, Raffaele Guariniello, magistrato e giurista, e Natale Saccone, ingegnere e consulente nazionale per la sicurezza di Udir.
Sono stati invitati al convegno nazionale di Udir varie personalità del mondo della scuola e non, a cominciare da Lucia Azzolina, Fabiana Dadone, Nunzia Catalfo e Roberto Speranza, rispettivamente ministri dell’Istruzione, della Funzione Pubblica, del Lavoro e delle Politiche Sociali e della Salute, Roberto Lagalla assessore all’istruzione della Regione Sicilia, e gli onorevoli Virginia Villani (M5S), Lucia Ciampi (PD), Stefano Fassina (LeU) Alessandro Pagano (Lega), Carmela Bucalo (Fratelli d’Italia), Valentina Aprea (Forza Italia) e Camilla Sgambato (Responsabile Scuola PD).”Molti edifici scolastici non sono in sicurezza – osserva Marcello Pacifico, leader del sindacato Udir, ai microfoni di Teleborsa – e i ds devono sapere quali sono le loro responsabilità, per evitare sanzioni penali. Occorre sensibilizzare la politica e i Ministeri competenti a cambiare la norma, per adeguarla alla realtà

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Scuola: Sicurezza, convegno nazionale di Udir

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 gennaio 2020

Palermo il 29 febbraio 2020.L’appuntamento – organizzato in collaborazione con l’ente di formazione Eurosofia – è in programma a partire dalle ore 10 presso il San Paolo Palace hotel del capoluogo siciliano. Nel corso della mattina spazio a un focus su “Le risposte alla Consultazione Pubblica attivata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sul D. LGs 81/2008”
Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir: “I dirigenti scolastici devono sapere cosa fare per evitare sanzioni penali, la politica cambi le norme per adeguarle alla realtà”Si terrà a Palermo, il convegno nazionale “Scuole in sicurezza” organizzato da Udir, sindacato dei dirigenti scolastici. “La maggior parte dei nostri edifici non è in sicurezza – fa notare Marcello Pacifico, leader del sindacato Udir, in un’intervista ai microfoni di Teleborsa – e i dirigenti scolastici devono sapere quali sono le loro responsabilità, cosa fare per evitare sanzioni penali, che non esulano dal loro ruolo di datori di lavoro. Questo genere di riflessioni è quindi molto importante, al fine di sensibilizzare la politica ed i ministeri competenti a cambiare la norma, per adeguarla alla realtà dei fatti”.Sono previsti gli interventi di Marcello Pacifico, presidente Udir e segretario organizzativo Confedir, Rosario Gianni Leone, ex provveditore agli studi di Palermo e Trapani, Vito Lo Scrudato, dirigente scolastico del liceo classico “Umberto I”, Raffaele Guariniello, magistrato e giurista, e Natale Saccone, ingegnere e consulente nazionale per la sicurezza di Udir ed esperto S.G.S.L. scolastici.
Sono stati invitati Lucia Azzolina, Fabiana Dadone, Nunzia Catalfo e Roberto Speranza, rispettivamente ministri dell’Istruzione, della Funzione Pubblica, del Lavoro e delle Politiche Sociali e della Salute, Anna Ascani, vice ministro dell’Istruzione, Giuseppe De Cristofaro, sottosegretario all’Istruzione, e gli onorevoli Virginia Villani (M5S), Lucia Ciampi (PD), Gabriele Toccafondi (Italia Viva), Stefano Fassina (LeU) Rossano Sasso (Lega), Carmela Bucalo (Fratelli d’Italia), Valentina Aprea (Forza Italia) e Camilla Sgambato (Responsabile Scuola PD).A seguire, nel pomeriggio, avrà luogo il consiglio nazionale del giovane sindacato dei presidi, riservato esclusivamente ai soci Udir.

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Scuola Pacifico: “Sicurezza, Udir chiede di rivedere la disciplina sulla responsabilità dei presidi”

Posted by fidest press agency su martedì, 26 novembre 2019

La sicurezza nelle scuole è sempre un tema di grande attualità, talvolta protagonista di gravi episodi di cronaca che hanno tanta risonanza, e nei quali spesso di dirigenti scolastici sono alle prese con responsabilità che oltrepassano i già loro tanti e gravosi compiti. Ecco perché Udir ha presentato vari emendamenti al disegno di legge 1586 Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022 anche sulla sicurezza scolastica. Pacifico, presidente Udir: “La politica agisca, al di là dei convegni”
“I dirigenti scolastici di ottomila istituti sono a rischio, per delle scuole che sono insicure, una su due non ha l’agibilità, al di là dell’intesa firmata a fine ottobre dai sindacati rappresentativi della dirigenza e del Miur”, osserva il presidente di Udir, Marcello Pacifico, nel corso di un intervento radiofonico a Italia Stampa. “In molti istituti – continua Pacifico – mancano bagni adeguati ai bambini in situazione di handicap, tante strutture sono vecchie di cent’anni, magari prestigiose, ma non sono messe in sicurezza, in un Paese a forte rischio sismico come l’Italia, in cui c’è difficoltà a spendere risorse, i dirigenti non hanno potere di spesa, se non per pochi limitati aspetti. Siamo a favore della sicurezza di tutti, alunni, docenti e personale Ata, ma non è giusto continuare ad aspettare la tragedia, che diventa inevitabile, bisogna tutelare i dirigenti scolastici. In tal senso abbiamo presentato un emendamento alla Legge di Bilancio. Speriamo che al di là dei convegni, la politica agisca nelle sedi opportune”.Udir ha dunque chiesto una revisione della disciplina sulla responsabilità dei dirigenti scolastici. in tema di sicurezza. In particolare presentando formalmente emendamenti all’articolo 28. Infatti, dopo il comma 16, si chiede di inserire “all’articolo 18 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, sono apportate le seguenti modificazioni: i dirigenti delle istituzioni scolastiche sono esentati da qualsiasi responsabilità civile, amministrativa e penale qualora abbiano tempestivamente richiesto gli interventi strutturali e di manutenzione di cui al comma 3, necessari per assicurare la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati, adottando le misure di carattere gestionale di propria competenza”.

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Dirigenti scolastici: Udir sul caso: “Mancano Dsga, si corra ai ripari”

Posted by fidest press agency su domenica, 6 ottobre 2019

Il sindacato dei ds in difesa dei Dirigenti Scolastici di tutta Italia che in questi giorni si trovano alle prese con la mancanza del Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi. È basilare un intervento urgente: “Non è permesso nessun tipo di lassismo. Impossibile avviare in modo corretto le attività di segreteria e contabili”. Un intervento urgente, ma risolutivo delle criticità in cui versano le tantissime istituzioni scolastiche di tutta Italia e con un aggravio particolare in Sicilia. Intervento in assenza del quale «si metteranno in atto tutte le misure per garantire la sicurezza dei dirigenti» Lo chiede, in una lettera aperta all’Assessorato regionale all’Istruzione e al Miur, il sindacato dei ds UDIR, sottolineando come «la mancanza della figura del DSGA comporti l’impossibilità da parte delle scuole di avviare le attività di segreteria e contabili in modo corretto». A fianco dei ds c’è il giovane sindacato che, fin dalla sua fondazione, ha difeso i diritti dei dirigenti scolastici. La mancata sostituzione dei DSGA presso le varie istituzioni scolastiche siciliane e non solo, causata dalla difficile situazione politica e da una serie di evidenti errori amministrativi, necessita di un pronto e immediato intervento. Sapendo del problema dovuto alla carenza di DSGA e ai pensionamenti imminenti appare assurdo che il Miur abbia avviato il concorso solo nel maggio 2019, tuttora in itinere, e in cui non sono stati svolti a ora nemmeno gli scritti. Ancora più paradossale che lo stesso Miur non abbia fatto un concorso interno e riservato per coloro che già svolgevano il ruolo con l’incarico annuale, attività che avrebbe grandemente ridotto l’attuale catastrofe. E ora, nonostante errori di cui qualcuno dovrebbe rispondere, il Miur e gli uffici regionali cercano di scrollarsi di dosso le responsabilità di questa tragedia. Udir non ci sta e ha prontamente scritto, stigmatizzando questo fatto, chiedendo un intervento immediato e risolutivo. “La tempistica della quotidianità scolastica – si legge nella missiva – non permette nessun tipo di lassismo, anche in considerazione della particolare situazione amministrativa in cui incorre attualmente l’USR. Non è ipotizzabile che i dirigenti scolatici si facciano carico di responsabilità che esorbitano dalla funzione, così come non è ammissibile che i predetti vengano onerati di compiti in realtà spettanti ad altri soggetti”. Pertanto, appare evidente come la mancanza della figura del Dsga comporti l’impossibilità da parte delle scuole di avviare le attività di segreteria e contabili in modo corretto.

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Scuola: Fioramonti sposa la linea Udir

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

«Chiederò di abrogare la legge che impone le impronte digitali all’ingresso per i presidi». È uno dei primi obiettivi dichiarati del nuovo ministro dell’Istruzione. Pacifico (Udir): «Voltiamo pagina, quel provvedimento è inutile e pesa sulle casse statali. Ma ci sono anche altre priorità»No alle impronte digitali, si cambia direzione rispetto a quella che era un’assurdità, un provvedimento offensivo per la professionalità dei ds. Un’ottima dichiarazione di intenti da parte di Lorenzio Fioramonti, titolare del Miur nel nuovo governo guidato da Giuseppe Conte. Il quarantaduenne ministro pentastellato, oltre ad aver sottolineato come priorità a cui pensare «l’insicurezza di troppi edifici scolastici», intervistato dal quotidiano La Repubblica, ha dichiarato la sua totale contrarietà alla legge che impone le impronte digitali per i presidi. «Chiederò di abrogarla al secondo Consiglio dei ministri», ha dichiarato Fioramonti.Udir, giovane sindacato dei dirigenti scolastici, plaude al nuovo corso, avendo combattuto a lungo l’introduzione di una legge, che inizialmente era un emendamento inserito nel ddl Concretrezza sui controlli biometrici dei dipendenti pubblici, e aveva tra i più convinti promotori l’ex ministro della P.A., la leghista Giulia Bongiorno. Il provvedimento, colmo di limiti evidenti, non teneva per nulla conto della peculiarità del lavoro dei presidi, tanto più quando svolgono le proprie attività su più sedi, o all’esterno dell’edificio, o nei rapporti con il territorio.Udir plaude alla svolta annunciata dal neo ministro. Tanto più che il provvedimento in vigore era stato criticato dall’Aran, l’agenzia che agisce a tutela dell’amministrazione e bocciato dal Garante della Privacy, Antonello Soro. «La legge è inutile, costosa – sottolinea Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir – e oltretutto, colpendo la loro sfera personale, fa passare i lavoratori del comparto Istruzione, a partire dai ds, come delinquenti. Colpire nel mucchio una categoria, in un comparto dove l’assenteismo non esiste, è soltanto offensivo. Con la scuola dell’autonomia, i dirigenti hanno anche visto triplicare gli incarichi e aumentare le competenze. I soldi che si risparmieranno potranno essere investiti meglio, magari per la formazione del personale o per la stabilizzazione dei precari».

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Ds, in Val d’Aosta equiparazione economica alla dirigenza pubblica

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 agosto 2019

Udir: “Non è così” Una nota della Regione a statuto speciale assicura: “Iter concluso, riconoscimento importante per i dirigenti scolastici”. Ma le cose non stanno così. Pacifico, presidente nazionale di Udir: “Trionfalismi inutili, permane una differenza enorme sulla retribuzione variabile, circa 25.000 euro l’anno”. Dirigenti scolastici equiparati a quelli pubblici. Nessuna differenza economica. La notizia si legge su un quotidiano locale e arriva dal nord ovest della penisola, da una Regione a statuto speciale come la Val d’Aosta, al termine di una trattativa che porterebbe un “importante riconoscimento ai dirigenti scolastici per l’equiparazione economica alla dirigenza pubblica”. Entro sabato 31 agosto ai dirigenti delle istituzioni scolastiche ed educative dipendenti dalla Regione dovrebbero essere erogati gli importi derivanti dall’aggiornamento degli stipendi e gli arretrati spettanti in base al Contratto collettivo di lavoro relativo al personale dell’Area Istruzione e Ricerca. Contratto per il triennio 2016-2018 che è stato sottoscritto lo scorso luglio.Le cose, però, non sono così semplici. “Questi proclami che arrivano dalla Val d’Aosta – sottolinea Marcello Pacifico, presidente nazionale di Udir – se non sono in malafede, sono quantomeno imprecisi. Trionfalismi del tutto immotivati, perché se è vero che è stata ottenuta un’equiparazione sulla retribuzione fissa, lo stesso non vale per quella variabile. Il risultato è che permane ancora una distanza notevole sugli introiti dei presidi, che si può calcolare in circa 25.000 euro l’anno dei dirigenti della scuola rispetto agli altri dell’amministrazione pubblica. È ancora lunga la strada della perequazione tra le aree della dirigenza a parità di fascia di complessità”.Dopo un decennio di blocco stipendiale a luglio s’è registrato un ritocco per i compensi dei ds. Ma Udir ha comunque sottolineato il permanere della discriminazione dei dirigenti della scuola rispetto, per esempio, ai dirigenti Afam e dell’Università e della Ricerca per il triennio 2016/18: i guadagni dei presidi saranno inferiori di 9.196 euro per il 2016 e il 2017 e di 6.205 euro per il 2018. In tal senso il giovane sindacato autonomo dei ds ha confermato al proprio ufficio legale la volontà di impugnare l’articolo 39 del contratto. In caso di sentenza favorevole i dirigenti scolastici recupereranno altri 22 mila euro di arretrati.
Udir: “Non è così” Una nota della Regione a statuto speciale assicura: “Iter concluso, riconoscimento importante per i dirigenti scolastici”. Ma le cose non stanno così. Pacifico, presidente nazionale di Udir: “Trionfalismi inutili, permane una differenza enorme sulla retribuzione variabile, circa 25.000 euro l’anno”. Dirigenti scolastici equiparati a quelli pubblici. Nessuna differenza economica. La notizia si legge su un quotidiano locale e arriva dal nord ovest della penisola, da una Regione a statuto speciale come la Val d’Aosta, al termine di una trattativa che porterebbe un “importante riconoscimento ai dirigenti scolastici per l’equiparazione economica alla dirigenza pubblica”. Entro sabato 31 agosto ai dirigenti delle istituzioni scolastiche ed educative dipendenti dalla Regione dovrebbero essere erogati gli importi derivanti dall’aggiornamento degli stipendi e gli arretrati spettanti in base al Contratto collettivo di lavoro relativo al personale dell’Area Istruzione e Ricerca. Contratto per il triennio 2016-2018 che è stato sottoscritto lo scorso luglio.Le cose, però, non sono così semplici. “Questi proclami che arrivano dalla Val d’Aosta – sottolinea Marcello Pacifico, presidente nazionale di Udir – se non sono in malafede, sono quantomeno imprecisi. Trionfalismi del tutto immotivati, perché se è vero che è stata ottenuta un’equiparazione sulla retribuzione fissa, lo stesso non vale per quella variabile. Il risultato è che permane ancora una distanza notevole sugli introiti dei presidi, che si può calcolare in circa 25.000 euro l’anno dei dirigenti della scuola rispetto agli altri dell’amministrazione pubblica. È ancora lunga la strada della perequazione tra le aree della dirigenza a parità di fascia di complessità”.Dopo un decennio di blocco stipendiale a luglio s’è registrato un ritocco per i compensi dei ds. Ma Udir ha comunque sottolineato il permanere della discriminazione dei dirigenti della scuola rispetto, per esempio, ai dirigenti Afam e dell’Università e della Ricerca per il triennio 2016/18: i guadagni dei presidi saranno inferiori di 9.196 euro per il 2016 e il 2017 e di 6.205 euro per il 2018. In tal senso il giovane sindacato autonomo dei ds ha confermato al proprio ufficio legale la volontà di impugnare l’articolo 39 del contratto. In caso di sentenza favorevole i dirigenti scolastici recupereranno altri 22 mila euro di arretrati.

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Scuola – Sciopero dei DS, Udir: protestiamo per dare alla categoria il riconoscimento che merita

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 maggio 2019

Anche altri sindacati sciopereranno il 17 maggio. Udir disapprova l’accordo raggiunto e va avanti verso la protesta. Marcello Pacifico (Udir): Confermiamo la mobilitazione perché non è stato fatto nessun passo indietro rispetto alle impronte digitali e alle rilevazioni biometriche per accertare la presenza dei DS, misura che reputiamo offensiva e totalmente priva di senso. Non è giunto nemmeno un arresto sul salario accessorio senza valutazione o ancora sull’obbligo della dimora nella sede di servizio presente nel decreto concretezza. Inoltre, il FUN per l’a.s. 2017/2018 risulta privo della RIA dei presidi andati in quiescenza, mentre è assente ancora la perequazione esterna con gli altri dirigenti dal 2016. In ultimo, a non farci desistere dall’intento, l’evidente e progressivo taglio delle risorse per l’istruzione registrato nel DEFOltre al giovane sindacato, altre sigle prenderanno parte alla mobilitazione, come Cub. Udir si è battuto inoltre, anche in occasione della recente audizione in Senato, per assicurare l’oggettività nei criteri di valutazione dei DS e procedure di reclutamento più snelle.Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, si è impegnato affinché le criticità potessero trovare una soluzione, ma senza risultati: “Da tempo siamo sul pezzo e seguiamo da vicino le mosse del Governo, con l’intento di direzionarle verso ciò che è più opportuno, tenendo conto anche del fatto che i presidi sono oberati di lavoro e responsabilità”.“Pure attraverso proposte emendative, abbiamo sempre cercato di orientare le scelte, verso la strada che reputiamo più giusta. Visto che non è stato risolto nulla, siamo pronti a scioperare il 17 maggio, poiché non staremo di certo a osservare senza far niente”, conclude il presidente Pacifico.

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Udir proclama, per il prossimo 17 maggio, lo sciopero dei dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su domenica, 28 aprile 2019

A nulla serve l’intesa raggiunta fra i rappresentanti del governo e alcuni sindacati della scuola, perché impercettibili e vaghi sono stati, nel corso del dialogo fra le parti, i riferimenti alla condizione, sempre più difficile, dei dirigenti scolastici.Per bloccare la mobilitazione servivano ben altri impegni. Ad esempio un auspicabile passo indietro sul fronte delle impronte digitali e delle rilevazioni biometriche per accertare la presenza dei presidi sul luogo di lavoro: mossa inutile, offensiva, anche antieuropea, su cui ha espresso dubbi anche il Garante per la protezione dei dati personali, e che produrrebbe un inutile aggravio per l’erario. Oppure sarebbe stata necessaria qualche mossa più concreta per garantire l’oggettività nei criteri di valutazione per i dirigenti scolastici, o una semplificazione delle procedure di reclutamento, come richiesto anche da Udir, in una recente audizione in Senato.Sono ancora molte le criticità che non sembrano essere state nemmeno sfiorate nel dialogo e nell’intesa raggiunti dal governo e da alcune sigle sindacali del mondo della scuola: dal FUN per lo scorso anno scolastico privo di Ria dei dirigenti andati in pensione alla mancata perequazione interna con le altre aree della dirigenza dal 2016. Oltretutto, nonostante le rassicurazioni verbali, non ci sono risposte sul fronte delle retribuzioni – tema caro al giovane sindacato dei dirigenti scolastici – tanto più che non è all’ordine del giorno l’aggiornamento del DEF a cui poi dovrà riferirsi la prossima legge di stabilità 2020.

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Il Mef dà il suo beneplacito alla firma del CCNL per la dirigenza

Posted by fidest press agency su domenica, 28 aprile 2019

Udir conferma la volontà di ricorrere al contratto sottoscritto per il recupero della RIA nel FUN e della perequazione piena dal 2016 previste dalla normativa, facendo dichiarare illegittimi gli eventuali CIR. L’iniziativa legale partirà subito dopo la sottoscrizione definitiva per attribuire migliaia di euro sottratti a ogni dirigente.Sono trascorsi quattro mesi dalla sottoscrizione dell’ipotesi di contratto e ora si aspetta il parere del Ministero della Funzione Pubblica per poter procedere ad assegnare i miseri aumenti degli stipendi e iniziare ad armonizzare la retribuzione di posizione parte fissa tra i dirigenti scolastici confluiti nella stessa area dell’istruzione e della ricerca.
Intanto il Miur conferma il taglio del FUN per il 2017/2018, dando avvio alla firma dei CIR regionali, incurante di quanto disposto dalla legge ‘semplificazione’ sullo sblocco del salario accessorio. Si tratta di, almeno, un taglio di 5 mila all’anno per ogni preside rimasto in servizio. Rimane, pertanto, critica la posizione di Udir che avvierà le iniziative legali annunciate da tempo alla firma definitiva del contratto già scaduto per far rientrare la RIA degli ex presidi andati in quiescenza dal 2012 e ridefinire il FUN e conseguentemente gli stipendi erogati dal 2016.Se dal dicastero dell’Economia e delle Finanze di Via XX Settembre arriva il via libera alla sospirata firma del Contratto collettivo nazionale per la dirigenza scolastica, già sottoscritto con i sindacati rappresentativi lo scorso mese di dicembre, tuttavia, non si può tacere come anche la perequazione interna tra le ex aree confluite nella stessa area per un recupero netto a favore dei ddss di almeno 8 mila euro annui, debba avvenire dal 2016 e non a pieno regime dal 2020. Anche su questo, pertanto, Udir ricorrerà al tribunale.
Prima di vedere assegnati i mini-aumenti previsti, quasi offensivi per la mole di lavoro che porta incessantemente avanti ogni giorno la categoria dei dirigenti scolastici, il testo del Ccnl passa ora all’esame del Dipartimento della Funzione Pubblica: l’obiettivo dichiarato rimane quello di assegnare la retribuzione di posizione parte fissa tra i dirigenti scolastici confluiti nella stessa area. Non appena sarà firmato definitivamente, il giovane sindacato avvierà le iniziative legali per le quali ha già ricevuto parecchie adesioni.

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Scuola: Per Udir è assurdo chiedere le impronte digitali ai dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su domenica, 7 aprile 2019

Udir già a gennaio aveva presentato un emendamento al Decreto Concretezza in cui si chiedeva l’esclusione dell’Area e del Comparto Istruzione e Ricerca dai sistemi di verifica biometrica dell’identità e video sorveglianza degli accessi. Come riporta la stampa specializzata, adesso la misura viene prevista per i dirigenti scolastici, a dimostrazione del fatto che non si ha ben chiara la modalità di lavoro dei presidi, così come della quantità di lavoro che gli stessi svolgono quotidianamente. Marcello Pacifico (Udir): Eravamo dispiaciuti qualche mese fa del fatto che il ministro Bongiorno non avesse voluto escludere del tutto la scuola italiana dal provvedimento sulle impronte digitali, poiché abbiamo più volte segnalato come sia totalmente impossibile assentarsi per i lavoratori della scuola, ma lo siamo ancora di più adesso che leggiamo queste nuove. Di certo, portiamo avanti la nostra battaglia Le presidenze in Italia sono 8mila, articolate in 42mila plessi, alcuni di più di mille alunni, la maggior parte invece di piccole dimensioni e sparsi su più comuni, a decine di chilometri l’uno dall’altro. In questo quadro, va a posizionarsi il DS, che si reca nei vari istituti frequentemente, sia per garantire e sorvegliare, affinché il servizio venga correttamente erogato, che per presiedere gli organi collegiali e le altre attività di programmazione e progetti in essere; infine, è tenuto a spostarsi abitualmente per i necessari e costanti sopralluoghi, poiché, in quanto datore di lavoro, è tenuto alla verifica dell’idoneità dei locali e delle misure di sicurezza adottate.Per non parlare della scuola come istituzione che, per espressa previsione di legge, richiede al dirigente scolastico di interfacciarsi con gli enti locali, gli uffici tecnici, le università e le agenzie formative in genere, i rappresentanti datoriali e dei lavoratori anche per le attività di alternanza scuola lavoro, altre a doversi recare in Tribunale, presso gli uffici periferici dell’INPS, INAIL, l’Agenzia delle Entrate, ecc. Chi scrive certi provvedimenti è informato del fatto che i DS sono i dirigenti con il più alto numero di dipendenti di tutta la PA e che sono unici tra tutti i corrispondenti colleghi di seconda fascia ad organizzare e rispondere di un servizio pubblico destinato giornalmente a mille/duemila cittadini, e che, infine, hanno il maggior quantitativo di responsabilità e di adempimenti amministrativi, ma senza middle management e un adeguato riconoscimento del loro status, ancora discriminato rispetto agli altri?

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Scuola: Esami di Stato, anche i 4 mila ds degli istituti comprensivi potranno fare i presidenti delle Commissioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 aprile 2019

Grazie all’intervento di Udir potranno presentare domanda fino al 12 aprile su Istanze Online senza più ricorrere al Tar. Marcello Pacifico, presidente nazionale: “Finalmente un po’ di buon senso per rispettare una normativa fin troppo chiara come abbiamo dimostrato nelle aule dei tribunali in passato” Il decreto 5222 del 26/3/19 – come si legge su Orizzonte Scuola – rende noti tempi e modi per presentare la domanda dei docenti per commissari esterni e presidente nelle commissioni di Esame di Stato scuola secondaria II grado dell’anno scolastico 2018/19: il termine ultimo, su Istanze Online, è il prossimo 12 aprile. Il calendario degli adempimenti tecnici e amministrativi si concluderà il prossimo 3 maggio, con la pubblicazione degli elenchi regionali dei presidenti da parte degli Uffici scolastici regionali.I docenti – a tempo indeterminato e determinato – tenuti alla presentazione dell’istanza di nomina in qualità di commissario esterno dell’esame di Stato sono quelli in servizio in istituti di istruzione secondaria di secondo grado statali, se non designati commissari interni o referenti del plico telematico che insegnano, nell’ordine, nelle classi terminali e non terminali, discipline rientranti nelle indicazioni nazionali e nelle linee guida dell’ultimo anno dei corsi di studio. Non sono tenuti a formulare la richiesta, invece, gli insegnanti di sostegno che hanno seguito durante l’anno scolastico candidati con disabilità, che partecipano all’esame di Stato; i docenti in situazione di disabilità o che usufruiscono delle agevolazioni della I. 104 del 1992, e che usufruiscono di semidistacco o semiaspettativa sindacale.
Potranno partecipare finalmente i dirigenti scolastici degli istituti comprensivi esclusi ancora l’anno scorso fin quando Udir non ha deciso con l’avv. Patrizia Gorgo di impugnare la norma in tribunale e ha ammesso alcuni di essi alle presidenze.Marcello Pacifico, presidente Udir, sottolinea che “l’anno scorso a causa di limitazioni inaccettabili per le presidenze, il nostro ufficio legale, unico tra i sindacati dell’area della dirigenza, ha richiesto misure cautelari d’urgenza al Tar Lazio. Quest’anno non dovremmo assistere a ricorsi. Finalmente giustizia dopo l’unificazione dei ruoli.”Lo scorso aprile Udir ha vinto tre ricorsi al Tar Lazio in sede cautelare, ottenendo l’ammissione di 10 dirigenti scolastici di istituti comprensivi alla presidenza. Superando discriminazioni e censurando restrizioni, attuate senza ragioni, dall’amministrazione scolastica, secondo la quale quei presidi non avrebbero potuto accedere alla presidenza delle Commissioni.

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