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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

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Sanità pubblica: i deputati europei vogliono un ruolo più forte per l’UE

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2020

Brussels. In un dibattito sulla strategia UE per la sanità pubblica, i deputati hanno affermato che il COVID-19 dimostra che l’UE ha bisogno di più strumenti per affrontare le emergenze sanitarie.Una risoluzione sulla strategia dell’UE per la salute pubblica dopo il COVID-19 sarà messa ai voti venerdì pomeriggio, i risultati saranno resi noti alle 18.00.Nel dibattito in plenaria di mercoledì sera con la Commissaria per la Salute Stella Kyriakides e il Consiglio, i deputati hanno sottolineato la necessità di trarre le giuste lezioni dalla pandemia. Molti hanno sostenuto la necessità di dare all’UE un ruolo molto più forte nel settore della salute.Pur sottolineando che l’attuale pandemia è ancora lontana dall’essere superata, i deputati hanno affermato la necessità di garantire che i sistemi sanitari in tutta l’UE siano meglio attrezzati e coordinati per affrontare future minacce sanitarie, poiché nessuno Stato membro può far fronte a una pandemia da solo.Diversi deputati hanno inoltre affermato che un ruolo più forte dell’UE nell’area della salute pubblica deve includere misure per affrontare la carenza di farmaci e di attrezzature protettive a prezzi accessibili, nonché il sostegno alla ricerca. Infine, alcuni deputati hanno chiesto che le agenzie sanitarie europee ECDC e EMA siano rafforzate, mentre altri hanno sostenuto la necessità di un’Unione europea della Salute con standard minimi comuni.

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Fondo UE per le crisi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2020

I leader locali e regionali hanno appoggiato le proposte della Commissione europea che aumenterebbero la dotazione finanziaria dell’UE di 2 miliardi di euro in modo da consentire una risposta diretta alle crisi future. Sulla scorta degli insegnamenti tratti dalla pandemia di Covid-19, nel corso di un dibattito con il commissario UE per la Gestione delle crisi, Janez Lenarčič, i membri del Comitato europeo delle regioni hanno anche chiesto nuove regole per consentire alle regioni e alle città di poter fruire del sostegno diretto dell’UE durante i periodi di emergenza.I membri del Comitato europeo delle regioni, l’assemblea dei rappresentanti politici degli enti locali e regionali dell’UE, hanno accolto con favore gli sforzi compiuti dalla Commissione europea per rispondere alla pandemia di Covid-19. Il Comitato ha inoltre dato il suo sostegno alle recenti proposte per rafforzare la componente rescEU del meccanismo di protezione civile dell’Unione europea, che fornisce all’UE risorse di emergenza quali aerei e attrezzature mediche per aiutare le comunità colpite da crisi. In marzo, il Comitato europeo delle regioni ha lanciato una piattaforma di scambio online che consente alle amministrazioni locali e regionali di condividere le buone pratiche nella gestione della pandemia di Covid-19, come anche di valutare la risposta dell’UE. Il Comitato ha inoltre proposto l’istituzione di un meccanismo dell’UE per le emergenze sanitarie volto ad aiutare le città e le regioni ad assumere personale medico supplementare, ad acquistare maggiori dispositivi medici, a sostenere i servizi di terapia intensiva e a fornire strumenti e materiale di igienizzazione per ospedali e scuole, tutte misure di cui si è tenuto conto in larga misura nei piani di ripresa dell’UE.Nel corso del dibattito, i membri del Comitato hanno fornito esempi di misure e buone pratiche adottate a livello locale, basate sull’esperienza da loro fatta sul campo nella lotta contro l’attuale pandemia di Covid-19.

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Piano di ripresa dell’UE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2020

Due settimane prima di un vertice europeo d’importanza cruciale, il Comitato europeo delle regioni – l’assemblea degli enti regionali e locali dell’UE – invita gli Stati membri a raggiungere un accordo tempestivo ed equo sul quadro finanziario pluriennale (QFP) e sul piano Next Generation EU . In una risoluzione e un dibattito con Johannes Hahn, Commissario europeo responsabile del Bilancio e dell’amministrazione, le regioni e le città hanno chiesto che la coesione diventi la bussola per tutte le politiche dell’UE e che l’attuazione dei programmi dell’UE si basi su responsabilità e partenariati condivisi.”Nonostante il ruolo riconosciuto alla politica di coesione nel piano di rilancio, esso funzionerà solo se ci sarà un ancoraggio territoriale. Ad oggi, la sua governance non contempla un vero coinvolgimento delle regioni nella definizione dei piani di investimento, che sono nazionali, e nella loro attuazione. Le risorse sono assegnate agli Stati membri senza alcun vincolo di destinazione territoriale, lasciando ai governi nazionali piena libertà di decidere a quali aree allocarle” ha dichiarato Enrico Rossi (IT/PSE), presidente della Regione Toscana.Il CdR ribadisce che sia il QFP che il piano di ripresa devono concentrarsi sulla coesione quale valore fondamentale e su una solida politica di investimenti a lungo termine dell’UE, che contribuisca a creare un’Unione più resiliente, più verde e orientata al futuro. Il CdR accoglie con favore il sostegno supplementare per la politica di coesione (55 miliardi di euro), lo sviluppo rurale (15 miliardi di euro) e il Fondo per una transizione giusta (30 miliardi di euro), il programma rafforzato Orizzonte (12,5 miliardi di euro) e il meccanismo per collegare l’Europa (1,5 miliardi di euro), nonché per il programma autonomo in materia di salute con una dotazione di 9,37 miliardi di euro.L’attuazione del nuovo bilancio e del nuovo piano di ripresa rappresenterà una sfida in termini di pianificazione strategica, coordinamento e capacità amministrativa. Il Comitato europeo delle regioni chiede di evitare qualsiasi processo di centralizzazione e di garantire che le regioni e le città possano aiutare a dirigere gli investimenti là dove sono più necessari. Il Comitato è pronto a contribuire al miglioramento del semestre europeo, che svolgerà un ruolo importante nel coordinamento strategico del piano di ripresa. Un nuovo partenariato tra UE, attori nazionali, regionali e locali contribuirà a ridurre l’attuale distanza tra il coordinamento delle politiche economiche e i bisogni reali dei cittadini e delle imprese, promuovendo l’attuazione e l’utilizzo dei programmi europei nelle città e nelle regioni.

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Negoziati UE-Regno Unito: fermo sostegno dei deputati alla posizione dell’UE

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 giugno 2020

È necessario il consenso del PE per un accordo su condizioni di parità e sulla pesca. Visto il poco tempo a disposizione per raggiungere un accordo, il Parlamento si rammarica che le differenze sulle future relazioni UE-Regno Unito rimangano sostanziali.In una risoluzione approvata giovedì con 572 voti favorevoli, 34 contrari e 91 astensioni, il Parlamento ha fatto un bilancio dei risultati dei negoziati UE-Regno Unito su un nuovo partenariato e preso atto della richiesta delle parti negoziali di intensificare i colloqui durante il mese di luglio.Inoltre, Il Parlamento deplora che, a seguito di quattro cicli di negoziati, non siano stati conseguiti reali progressi e che sussistano divergenze sostanziali.I deputati sottolineano che un accordo globale è nell’interesse di entrambe le parti. Tuttavia, esprimono profonda preoccupazione per l’insistenza del governo britannico nel voler negoziare solo nei settori che sono di suo interesse ed è “inaccettabile” per l’UE che il Regno Unito possa scegliere a suo piacimento alcune politiche e spingere per accedere al mercato unico dopo la Brexit.Nella risoluzione si ribadisce inoltre il pieno e fermo sostegno del Parlamento al capo negoziatore dell’UE, Michel Barnier, nelle trattative con i negoziatori britannici, in base al mandato politico conferitogli dagli Stati membri dell’Unione e dal Parlamento.Si chiede poi al Regno Unito di rispettare gli impegni assunti nella Dichiarazione politica, firmata dal Primo Ministro Boris Johnson e ratificata sia dall’UE che dal Regno Unito.
La rigorosa applicazione del Protocollo su Irlanda e Irlanda del Nord e la fedele attuazione dell’Accordo di recesso, anche per quanto riguarda i diritti dei cittadini, sono prerequisiti ed elementi fondamentali per garantire la fiducia necessaria per la corretta conclusione di un accordo.L’approvazione da parte del Parlamento di qualsiasi futuro accordo commerciale con il Regno Unito è subordinata al fatto che il governo britannico accetti condizioni di parità (disposizioni e norme comuni), tra l’altro nel campo della protezione ambientale, delle norme sul lavoro e degli aiuti di Stato, e che venga concluso un accordo soddisfacente sulla pesca. Tale esigenza è dovuta alla prossimità geografica del Regno Unito, al grado di interconnessione e al già elevato livello di allineamento e interdipendenza con le norme UE. Infine, nella risoluzione si osserva come finora il governo britannico non abbia avviato trattative su delle disposizioni che garantiscano condizioni di concorrenza eque.

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COVID-19: Aiuti a favore degli agricoltori dal fondo di sviluppo rurale dell’UE

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2020

Bruxelles. Venerdì, i deputati hanno incrementato il sostegno finanziario del fondo di sviluppo rurale UE, per permettere ai Paesi UE di aiutare agricoltori e PMI agroalimentari a uscire dalla crisi.La misura d’emergenza, approvata dal Parlamento con 636 voti favorevoli a 21 contrari, con 8 astensioni, permetterà agli Stati membri dell’UE di utilizzare i fondi UE, rimanenti dai programmi esistenti di sviluppo rurale, per pagare una somma forfettaria una tantum, a titolo di compensazione, agli agricoltori e alle piccole imprese rurali particolarmente colpite dalla crisi COVID-19. Questo sostegno di liquidità mirato da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) dovrebbe aiutarli a rimanere in attività.L’indennizzo da versare agli agricoltori più colpiti può arrivare fino a 7.000 euro, ovvero 2.000 euro in più rispetto a quanto proposto dalla Commissione europea. Il tetto massimo per il sostegno alle PMI agroalimentari dovrebbe è stato confermato a 50.000 euro, in linea con la proposta originaria.L’importo per finanziare la misura di sostegno alla liquidità è stata portata al 2% della dotazione UE per i programmi di sviluppo rurale in ogni Stato membro, rispetto all’1% inizialmente proposto dalla Commissione UE.I deputati hanno anche deciso di dare agli Stati membri più tempo per sbloccare il sostegno. Hanno infatti prorogato la scadenza del 31 dicembre 2020 per i pagamenti fino al 30 giugno 2021, ma le domande di sostegno dovranno essere approvate dalle autorità competenti prima del 31 dicembre 2020.”Accolgo con molto favore i risultati della votazione plenaria di oggi. Questo dimostra ancora una volta che il Consiglio e il Parlamento possono lavorare insieme in stretta e rapida collaborazione quando l’agricoltura dell’UE ha urgente bisogno di aiuto. Abbiamo ora dato ai Paesi dell’UE un altro strumento per aiutare finanziariamente gli agricoltori durante la crisi del coronavirus. I miei ringraziamenti vanno anche alla Presidenza del Consiglio croata per la loro proficua e diretta collaborazione”, ha detto il relatore e presidente della Commissione Agricoltura Norbert Lins (PPE, DE).La bozza di regolamento, così come approvata dai deputati e, in via informale, dai rappresentanti degli Stati membri, sarà ora sottoposta al Consiglio UE per l’approvazione finale. Una voltaapprovata, la nuova legge UE sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’UE. Entrerà in vigore immediatamente dopo.

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Coronavirus: La Commissione presenta la strategia dell’UE sui vaccini

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2020

Per contribuire a tutelare le persone in ogni luogo, la Commissione presenta oggi la strategia europea per accelerare lo sviluppo, la produzione e la distribuzione di vaccini contro la Covid-19. Un vaccino efficace e sicuro contro il virus è la carta migliore per una soluzione permanente alla pandemia. Il fattore tempo è essenziale: ogni mese guadagnato nella conquista del vaccino significa salvare vite umane, e risparmiare mezzi di sussistenza e miliardi di euro. La strategia odierna propone un approccio comune dell’Unione che poggia sul mandato ricevuto dai ministri della Sanità dell’UE. La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato: “È il momento della scienza e della solidarietà. Nulla è certo, ma ho fiducia nella nostra capacità di mobilitare le risorse necessarie per sviluppare un vaccino capace di vincere questo virus una volta per tutte, dobbiamo essere pronti a produrlo e distribuirlo in Europa e nel mondo. Il vaccino segnerà una svolta nella lotta contro il coronavirus, a testimonianza di ciò che riusciamo a ottenere quando mettiamo insieme conoscenze, ricerca e risorse. L’Unione europea farà il massimo possibile affinché tutti, nel mondo, abbiano accesso a un vaccino, senza distinzione di luogo.” La Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, Stella Kyriakides, ha dichiarato: “La collaborazione aumenterà le possibilità di accesso a un vaccino sicuro ed efficace nelle quantità necessarie e nel modo più rapido possibile; un accesso giusto ed equo per tutti, nell’UE e nel mondo, è la migliore opportunità di trovare una via di uscita definitiva dalla crisi della Covid-19. Qui l’Unione offre il meglio di sé: mettere in comune le risorse, unire gli sforzi e portare risultati concreti alla vita quotidiana delle persone”. Nessuno è al sicuro fino a quando non sono tutti al sicuro; non lesineremo gli sforzi per proteggere i cittadini dell’Unione e del mondo.”Lo sviluppo di un vaccino è un processo lungo e complesso. Con la strategia presentata oggi la Commissione sosterrà gli sforzi volti ad accelerare lo sviluppo e la disponibilità di vaccini sicuri ed efficaci in un lasso di tempo compreso tra 12 e 18 mesi, se non prima. Per portare a buon fine questa complessa impresa bisogna effettuare prove cliniche e parallelamente investire in capacità di produzione tali da produrre milioni, se non miliardi, di dosi del vaccino efficace. La Commissione è mobilitata al massimo per sostenere gli sforzi di quanti sono impegnati nello sviluppo dei vaccini.Non è una sfida europea, ma globale. L’Unione europea sarà sicura solo se il mondo intero avrà accesso a un vaccino. L’UE e i suoi Stati membri hanno pertanto sia la responsabilità che l’interesse a rendere il vaccino universalmente disponibile.Un passo importante verso un’azione congiunta tra Stati membri è già stato compiuto con la formazione di un’alleanza inclusiva sui vaccini tra Francia, Germania, Italia e Paesi Bassi. La strategia dell’Unione sul vaccino attuerà un approccio comune con prospettive future.

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Sassoli dopo incontro con Merkel: Presidenza tedesca darà impulso alla UE

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 maggio 2020

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli. “La prossima presidenza tedesca sarà al centro della ricostruzione europea. Siamo convinti che questo sia il momento giusto per rafforzare l’Unione, ed è quello che ci chiedono i cittadini: una UE utile alle nostre società e alle persone. Abbiamo bisogno di affrontare la crisi con un’Europa più forte, capace di affrontare le sfide del mondo globale, di collaborare e di proteggere lo spazio europeo. Per questo faccio appello a tutti perché siano responsabili”.Il presidente David Sassoli ha iniziato un giro di incontri con le istituzioni tedesche in vista del prossimo semestre europeo. Dopo aver incontrato ieri il Presidente del Bundenstag Wolfgang Schäuble, oggi ha incontrato la Cancelliera Angela Merkel. Per domani è previsto un nuovo giro di incontri della Conferenza dei Presidenti dell’europarlamento con il Governo tedesco e con il parlamento federale.

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Cittadini UE chiedono più competenze per l’UE per affrontare crisi come COVID-19

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 maggio 2020

Secondo il sondaggio condotto alla fine di aprile 2020, l’UE dovrebbe avere maggiori competenze per affrontare crisi come la pandemia del Coronavirus. Quasi sette intervistati su dieci (69%) vogliono un ruolo più forte dell’UE nella lotta contro questa crisi. Parallelamente, quasi sei intervistati su dieci si dicono insoddisfatti della solidarietà dimostrata tra gli Stati membri dell’UE durante la pandemia. Mentre il 74% degli intervistati ha sentito parlare di misure o azioni avviate dall’UE per rispondere alla pandemia, solo il 42% di loro è soddisfatto, al momento, di queste misure.Per circa due terzi degli intervistati (69%), l’UE dovrebbe avere maggiori competenze per affrontare crisi come la pandemia del Coronavirus. Meno di un quarto degli intervistati (22%) non è d’accordo con questa affermazione. I paesi che più concordano con questa affermazione sono il Portogallo e l’Irlanda, mentre Cechia e Svezia quelli che esprimono maggior d’accordo.
Nella risposta alla pandemia, i cittadini europei avrebbero voluto che l’UE si concentrasse principalmente sul garantire forniture mediche sufficienti per tutti gli Stati membri dell’UE, sull’assegnazione di fondi per la ricerca per lo sviluppo di un vaccino, sul sostegno finanziario diretto agli Stati membri e sul miglioramento della cooperazione scientifica tra i paesi.Questa forte richiesta di maggiori competenze e di una risposta UE più coordinata va di pari passo con l’insoddisfazione espressa dalla maggioranza degli intervistati per quanto riguarda la solidarietà tra gli Stati membri dell’UE nella lotta contro la pandemia del Coronavirus: il 57% è insoddisfatto dell’attuale stato di solidarietà, tra questi il 22% “non è affatto” soddisfatto. Solo un terzo degli intervistati (34%) è soddisfatto, soprattutto in Irlanda, Danimarca, Paesi Bassi e Portogallo. Gli intervistati di Italia, Spagna e Grecia sono tra i più insoddisfatti, seguiti dai cittadini di Austria, Belgio e Svezia.Tre intervistati su quattro, in tutti i Paesi in cui è stato condotto il sondaggio, dicono di aver sentito, visto o letto delle misure di risposta dell’UE alla pandemia del Coronavirus, e un terzo degli intervistati (33%) conosce queste misure. Allo stesso tempo, circa la metà (52%) di coloro che conoscono l’azione dell’UE in questa crisi si dichiarano insoddisfatti delle misure adottate finora. Solo il 42% è soddisfatto, soprattutto in Irlanda, Paesi Bassi, Danimarca e Finlandia. Il grado di insoddisfazione è più alto in Italia, Spagna e Grecia, e piuttosto elevato in Austria e Bulgaria.Una netta maggioranza degli intervistati (58%) ha dichiarato nel sondaggio di aver incontrato difficoltà finanziarie dall’inizio della pandemia di Coronavirus. Tra i problemi riscontrati figurano perdita di reddito (30%), disoccupazione totale o parziale (23%), utilizzo di risparmi personali prima del previsto (21%), difficoltà a pagare l’affitto, le bollette o i prestiti bancari (14%), nonché difficoltà ad avere pasti adeguati e di buona qualità (9%). Un intervistato su dieci ha dichiarato di dover chiedere aiuto finanziario a famiglia o amici, mentre il 3% degli intervistati ha dovuto affrontare un fallimento. Nel complesso, gli intervistati di Ungheria, Bulgaria, Grecia, Italia e Spagna sono quelli che hanno avuto i maggiori problemi finanziari, mentre quelli in Danimarca, Paesi Bassi, Svezia, Finlandia e Austria sono i meno propensi a segnalare problemi. In questi ultimi paesi, infatti, più della metà degli intervistati non ha avuto problemi finanziari: il 66% in Danimarca, il 57% nei Paesi Bassi, il 54% in Finlandia e il 53% in Svezia.Il sondaggio è stato condotto online da Kantar tra il 23 aprile e il 1° maggio 2020, con 21.804 intervistati in 21 Stati membri dell’UE (paesi non coperti dal sondaggio: Lituania, Estonia, Lettonia, Cipro, Malta e Lussemburgo). Il sondaggio è stato limitato agli intervistati di età compresa tra i 16 e i 64 anni (16-54 in Bulgaria, Repubblica Ceca, Croazia, Grecia, Ungheria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Slovacchia). La rappresentatività a livello nazionale è garantita da quote su genere, età e regione. I risultati medi totali sono ponderati in base alle dimensioni della popolazione di ciascun paese intervistato.I risultati completi dell’indagine, comprese le tabelle dei dati nazionali e sociodemografici, saranno pubblicati dal Parlamento europeo all’inizio di giugno.

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EYE online 2020: voce ai giovani per influenzare la politica UE

Posted by fidest press agency su martedì, 26 maggio 2020

L’Evento della gioventù europea 2020 (EYE) si terrà online e sarà l’occasione per scambiare opinioni con politici, esperti e influencer e discutere il ruolo dell’UE nella crisi COVID-19.“L’EYE online”, in seguito al rinvio dell’EYE2020 a causa della pandemia, entra nella sua ultima settimana e offre ai giovani dell’UE, e non solo, l’opportunità di incontrarsi virtualmente e scambiare opinioni con esperti, politici, attivisti e influencer. Si occuperà inoltre delle preoccupazioni dei giovani sul ruolo dell’UE nel contesto della crisi COVID-19, nell’ambito della campagna #EuropeansAgainstCovid19.Durante l’ultima settimana, i partecipanti potranno discutere con relatori di alto livello come il Presidente del PE Sassoli, i Vicepresidenti del PE Karatina Barley e Otmar Karas, il Presidente della BCE Christine Lagarde, nonché diversi Commissari UE ed eurodeputati.Il Presidente del PE David Sassoli, che chiuderà l’evento venerdì 29 maggio, ha dichiarato: “Ci sforziamo di trovare delle opportunità anche nei momenti difficili. L’EYE online sta portando l’evento della gioventù europea a un livello superiore, permettendo a un numero ancora maggiore di giovani europei, e non solo, di impegnarsi nel dibattito democratico e di esprimere le loro idee per il futuro dell’Europa. L’EYE è diventato ancora più accessibile e inclusivo per tutti”.Il programma dell’EYE online è iniziato il 7 aprile, quando è diventato chiaro che quest’anno l’evento biennale di Strasburgo non si sarebbe potuto svolgere a causa della pandemia del coronavirus. La sua ultima settimana, da lunedì 25 a venerdì 29, prevede diverse sessioni interattive quali un dibattito con i principali responsabili politici dell’UE, la presentazione su cosa significhi essere eurodeputato o interprete, e la partecipazione a diversi panel su una varietà di argomenti.
Il Presidente Sassoli parteciperà alla sessione conclusiva intitolata “Nei panni del Presidente del PE”, per presentare il suo lavoro quotidiano, in particolare in questi momenti difficili, e la risposta del Parlamento al Covid-19 e la via da seguire dopo questa crisi.
I vicepresidenti del PE per la comunicazione, Katarina Barley e Othmar Karas, apriranno la settimana, lunedì, rispondendo alle domande dei partecipanti sulla risposta dell’UE alla crisi.Anche la Presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, figura tra i numerosi ospiti, per discutere la risposta alla pandemia e come, in particolare, tale pandemia colpisca le persone, le imprese e le banche.I partecipanti potranno inoltre condividere i loro punti di vista su come i giovani possano contribuire a plasmare le politiche post COVID-19 senza uscire di casa. Altre sessioni riguardano il tema dell’impatto del COVID-19 sulla mobilità dei giovani, in particolare i programmi Erasmus+ e il Corpo di solidarietà europeo, il mercato del lavoro, le disuguaglianze in materia di salute e assistenza sanitaria, nonché l’emergenza climatica.Questa edizione online vuole rispondere alle aspettative degli oltre 13.000 giovani che si erano iscritti all’evento di maggio, ma permette anche la partecipazione di un pubblico più ampio.

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Parlamento europeo per la revisione del bilancio UE post 2020 e per il piano di ripresa economica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

Durante la conferenza stampa a seguito dell’adozione da parte del Parlamento di una risoluzione ambiziosa che chiede 2.000 miliardi di euro per sostenere la ripresa dell’Europa dalla crisi COVID-19, il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, ha dichiarato:“Risoluzione molto importante e molto politica, che ha avuto un grandissimo consenso da parte dei parlamentari e dei gruppi politici: 505 a favore, 119 contrari, 69 astenuti.Questa giornata ribadisce un messaggio forte alle istituzioni ed ai Governi: fare presto e fare bene. La risoluzione chiede a Consiglio e Commissione un piano di ripresa rapida e risorse immediate. L’ambizione per il periodo di ricostruzione deve essere all’altezza delle domande dei nostri cittadini e delle imprese.Il Parlamento vuole essere protagonista di questa fase e chiede alla Commissione di attivare immediatamente l’art.324 per un vero negoziato tra le istituzioni sul QFP e sul piano per la ricostruzione. Non accetteremo di stare fermi ad aspettare, il Parlamento non è una buca delle lettere.Il bilancio dell’UE deve includere un aumento delle risorse proprie effettive per essere finanziato in modo adeguato e sostenibile. Dobbiamo essere ambiziosi e agire rapidamente. In queste settimane decideremo cosa sarà la UE dei prossimi anni.
Il 27 maggio la Presidente Ursula von der Leyen presenterà, nel corso di una plenaria straordinaria, il Piano di ricostruzione della Commissione in Parlamento”.

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È necessario un accordo sul bilancio dell’UE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 maggio 2020

La lotta contro la pandemia da Covid-19 e il rilancio dell’economia europea sono una corsa contro il tempo. Qualsiasi ulteriore ritardo nel garantire un adeguato piano di ripresa, basato su un bilancio dell’UE coraggioso, comprometterà la nostra capacità di tutelare la salute dei cittadini e i loro diritti sociali, di preservare la capacità produttiva dell’Europa, di aiutare le imprese a sopravvivere all’emergenza e a investire in un futuro sostenibile.Abbiamo bisogno che gli Stati membri compiano un fondamentale passo avanti per l’Europa:
– garantendo la continuità delle misure di emergenza sostenute dalla politica di coesione nei paesi e nei territori più gravemente colpiti con finanziamenti adeguati e disposizioni speciali;
– rafforzando gli investimenti previsti per la politica di coesione 2021-2027 al fine di accelerare la ripresa e realizzare l’obiettivo di un’Europa resiliente, più giusta e sostenibile nel lungo termine;
– assicurando che le misure finanziarie straordinarie contribuiscano alla coesione sociale, territoriale ed economica ovviando alle perdite di gettito fiscale a livello locale e sostenendo le amministrazioni locali e regionali, e le relative aziende pubbliche, nella gestione dei servizi locali per i cittadini durante e dopo la pandemia;
– portando a buon fine i negoziati sulla futura politica di coesione in modo da consentire l’avvio tempestivo del periodo di finanziamento nel 2021 e da garantire che la politica di coesione possa essere portata avanti negli anni successivi;
– convincendo tutti i livelli di governo ad investire nel miglioramento dei servizi sanitari in tutta l’UE, tramite l’aumento della dotazione finanziaria destinata alla sanità a titolo della politica di coesione e grazie all’istituzione di un apposito meccanismo per le emergenze sanitarie;
– riconoscendo i buoni esempi di cooperazione transfrontaliera e transnazionale emersi nel corso della crisi attuale e coinvolgendo attivamente i GECT, le euroregioni e tutte le regioni frontaliere dell’UE nella lotta contro il virus, ma anche nella futura ripresa economica.
Chiediamo che il “nucleo” del bilancio dell’UE e le misure straordinarie in materia di investimenti si avvalgano dell’esperienza e delle conoscenze maturate dagli attori locali che fronteggiano la pandemia e le sue conseguenze. Gli investimenti dell’UE devono poter avvalersi di un contesto di flessibilità e di semplificazione; un accentramento eccessivo metterebbe fortemente a rischio la loro efficacia. La politica di coesione è lo strumento migliore dell’UE per rafforzare strutturalmente lo sviluppo sociale ed economico (comprese la sanità e l’azione per il clima) di regioni e città. Essa va rafforzata e pienamente mobilitata per accrescere la resilienza di tutte le amministrazioni locali e regionali nel lungo periodo, in modo da garantire che siano sufficientemente preparate alle conseguenze economiche dell’attuale crisi, ma anche di eventuali crisi future, completando così gli strumenti esistenti e futuri di reazione alle emergenze.
Quanto al potenziale rafforzamento del programma di sostegno alle riforme, un genuino coinvolgimento di regioni e città nella valutazione dei bisogni e nella definizione degli interventi, in stretto coordinamento con i piani per la politica di coesione, sarà determinante per garantire che nessun territorio sia lasciato indietro e che l’impatto territoriale asimmetrico delle riforme sia gestito con efficacia. Inoltre, le regioni e le città dovrebbero partecipare al dibattito su come rafforzare la resilienza delle società europee nel far fronte alla crisi pandemica e ai suoi effetti economici e sociali a partire da una prospettiva territoriale.
A questo punto è di vitale importanza che le istituzioni dell’UE procedano in uno spirito di solidarietà e di responsabilità. Il risultato finale dei negoziati non può consistere in un insieme di fondi eccessivamente accentrati e di strumenti finanziari incerti, contando esclusivamente sulla reattività dei mercati privati. Dobbiamo dotare l’Europa di un insieme efficace di strumenti, in cui vi sia un corretto equilibrio tra le sovvenzioni e i prestiti e il principio di partenariato trovi piena applicazione al fine di fornire una risposta più efficace ai bisogni dei cittadini dell’UE.Solo trovando il coraggio e la fiducia reciproca per agire insieme possiamo condurre l’Europa fuori dall’emergenza.

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Pandemia, eurobond e futuro dell’Unione europea

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

By Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista. Chiamiamoli eurobond, non covid-bond. Sono, del resto gli strumenti finanziari di lungo periodo più importanti e virtuosi che l’Unione europea dovrebbe responsabilmente mettere in campo, e non in modo occasionale, in dimensioni notevoli e appropriate per il rilancio e per uno sviluppo continuo e duraturo del suo sistema produttivo e industriale, ora, di fatto, in gran parte fermato dalla pandemia. C’è chi vorrebbe chiamarli “recovery bond” perché, dice, il termine “eurobond” farebbe paura a molti. In realtà, se fosse solo così, si tratterebbe di un escamotage un po’ infantile per bypassare l’ostacolo. Come se chi li osteggia si facesse confondere da questo giochetto di parole. In realtà, i “recovery bond” potrebbero nascondere l’idea di un programma limitato e a tempo determinato, da accantonare subito dopo la ripresa economica. In ogni caso, se fosse l’inizio di un percorso virtuoso, sarebbero comunque ben accetti. Dopo che i rigidi parametri di austerità sono saltati dappertutto, anche nelle case dei più duri rigoristi, siamo travolti da un turbinio di centinaia, di migliaia di miliardi di euro e di dollari che i governi e le banche centrali dicono di voler disporre per affrontare l’emergenza. Toppi numeri e troppe parole: c’è il rischio che partoriscano il classico topolino. L’Unione europea ha sospeso il Patto di stabilità lasciando i governi liberi di decidere i loro interventi di sostegno all’economia e ai propri cittadini. Decisione giusta, non sufficiente. Il futuro dell’Unione europea si misurerà in rapporto alla capacità di programmare unitariamente la ripresa e il suo sviluppo continuo e congiunto. Perciò si dovrebbe elaborare un dettagliato programma di investimenti, proiettato in modo capillare verso tutte le regioni d’Europa. Valorizzarle e svilupparle non dovrebbe essere interesse soltanto locale e nazionale ma anche interesse generale dell’intero continente. Dopo la creazione dell’euro, la politica di sviluppo industriale e tecnologico e la creazione di nuova e qualificata occupazione sono il tassello principale per la realizzazione di uno Stato europeo davvero federale, cioè la realizzazione della tanto desiderata evoluzione dell’Unione europea. D’altra parte, è noto che dopo l’unione monetaria, dopo il mercato unico, dopo l’unione bancaria, è quasi naturale, oltre che necessario, attuare una difesa comune, un sistema fiscale unico e certamente anche un sistema industriale e occupazionale europeo unitario.
Questo piano di rilancio dell’economia europea, in tutte le sue componenti, oggettivamente esige l’emissione di titoli europei, cioè di obbligazioni pubbliche (eurobond) a lunga scadenza, eventualmente con rendimenti moderati, sicuri e fissi, garantite dall’Unione europea, quindi individualmente, congiuntamente, in solido, da tutti i Paesi membri. Sarebbe opportuno prevederne anche l’esenzione da imposte, totale o parziale. In questo modo, dopo una prima sottoscrizione coperta dal bilancio dell’Unione europea e anche dagli acquisti della Banca centrale europea, dette obbligazioni sarebbero dei safe asset che avrebbero un appeal sul mercato per i grandi investitori istituzionali di lungo termine, europei e internazionali. Non solo le assicurazioni e i fondi pensione, sarebbe così sollecitato e coinvolto anche il risparmio delle famiglie. Da decenni si parla di eurobond, come pilastro portante dell’Unione europea. Per primo fu Jacques Delors, presidente della Commissione, nel 1994. Fu, poi, Romano Prodi, d’accordo con il cancelliere tedesco Helmut Kohl a rilanciare l’idea. In seguito divenne anche un cavallo di battaglia di Giulio Tremonti, insieme al presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. La crisi finanziaria globale del 2008, invece di spingere l’Europa verso una politica economica comune, purtroppo, fece emergere gli egoismi nazionali e l’ideologia del “rigore” e dell’austerità, imposta poi ai Paesi più deboli e indebitati. E gli eurobond sono finiti nel dimenticatoio. Oggi, per chiarezza e per tranquillità di quelle forze politiche “austere ma poco solidali” occorre sapere che gli eurobond non mutualizzano i debiti esistenti dei singoli Paesi membri. Gli Stati cosiddetti “virtuosi” non darebbero, quindi, la loro garanzia sui debiti pregressi degli altri Paesi. Ovviamente gli eurobond non sono trasferimenti di soldi da un Paese all’altro. Sono, invece, il meccanismo del completamento naturale della moneta unica. Sarebbero strumenti di finanziamento mirato soltanto per investimenti in infrastrutture, nuove tecnologie, modernizzazioni industriali, ricerca, educazione, sanità e in altri settori produttivi sull’intero territorio europeo.
La parola “solidarietà”, che dovrebbe caratterizzare uomini e Stati, spesso è erroneamente usata come fosse l’aiuto “peloso” del benefattore verso l’indigente. Con gli eurobond si vuole, invece, manifestare la volontà di uno sviluppo congiunto, in un momento in cui l’intera società europea è “attaccata” da un nemico esterno, da un coronavirus che non fa distinzioni di sorta.
L’emissione di questi eurobond potrebbe essere affidata a un veicolo già esistente e operante come la Banca europea degli investimenti. Con gli eurobond l’Europa farebbe un bel passo in avanti nel cammino ipotizzato dai Padri Fondatori. Senza, quindi, non una perdita per l’Italia ma per l’Europa. E sarebbe un duro colpo alla sua credibilità, alla sua visione, alla sua stessa esistenza.

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Piano di ripresa UE: per la maggior parte dei deputati occorre più ambizione

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 aprile 2020

Bruxelles. I deputati hanno incontrato Mario Centeno, Presidente dell’Eurogruppo, pochi giorni dopo l’adozione delle proposte per mitigare la crisi COVID-19. Nel corso dell’audizione della commissione parlamentare per i problemi economici e monetari, numerosi deputati hanno chiesto di proporre misure più incisive, sostenendo che quelle attualmente sul tavolo sono per lo più prestiti che lascerebbero i paesi più colpiti dal Coronavirus fortemente indebitati e aumenterebbero le divergenze economiche nell’Eurozona.Il Presidente Centeno si è detto d’accordo sul fatto che si dovrebbe puntare ad una maggiore ambizione, ma ha sottolineato che anche il pragmatismo dovrebbe essere all’ordine del giorno. In particolare, ha raccomandato di non esplorare strumenti che richiederebbero una revisione dei trattati.
Proposte sul tavolo: un buon primo passo o un mancato avvio? I deputati della commissione parlamentare hanno espresso opinioni divergenti. Markus Ferber (PPE, DE) ha chiesto come mai alcuni paesi hanno dichiarato che non si sarebbero avvalsi degli strumenti di assistenza attualmente proposti, ma chiedessero comunque l’elaborazione di ulteriori strumenti. Jonás Fernández (S&D, ES) ha sottolineato che le proposte attualmente sul tavolo prevedono solo liquidità attraverso prestiti e che i paesi già indebitati non possono permettersi di farsi carico di ulteriori prestiti. Diversi deputati che hanno preso la parola hanno condiviso l’opinione di Fernández.
Alcuni deputati hanno presentato le idee del loro gruppo politico per trovare soluzioni più audaci per mitigare la crisi. Stéphanie Yon-Courtin (Renew Europe, FR) ha proposto di istituire dei RecoveryBonds e ha chiesto in che modo potrebbero essere concepiti per coinvolgere gli Stati membri più reticenti. José Gusmão (GUE/NGL, PT) ha affermato che la BCE dovrebbe avere maggior raggio d’azione, modificando le regole che lo limitano. Antonio Rinaldi (ID, IT) ha sostenuto che è impossibile superare una crisi così grande con una BCE così limitata, aggiungendo che tutte le altre banche centrali hanno molte più opzioni a loro disposizione.
Alcuni deputati hanno sottolineato il pericolo degli squilibri economici che si creeranno a seguito della pandemia e il rischio che gli sforzi di ripresa, se non ben coordinati a livello europeo, aumenteranno effettivamente tali squilibri. Sven Giegold (Verdi, DE) ha sottolineato che gli stati membri con maggiore spazio fiscale dovrebbero essere in grado di sostenere le loro imprese molto più di quelli con meno capacità, a maggior ragione se gli strumenti di sostegno dell’UE sono solo prestiti. Roberts Zīle (ECR, LV) ha avvertito che se i fondi di ripresa dell’UE dovessero richiedere un certo tempo per essere istituiti, i fondi di sostegno nazionali, disponibili per lo più rapidamente, aumenterebbero le disparità nel mercato unico.

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Gli interventi delle istituzioni Ue per l’emergenza Coronavirus

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2020

Venerdì 3 aprile a cominciare dalle 11:30 funzionari europei ed esperti del settore entreranno nel dettaglio dell’ampio ventaglio di aiuti che le istituzioni hanno messo in campo per fronteggiare la crisi sanitaria ed economica.
Sono le azioni messe in campo dall’Unione europea per far fronte alla crisi sanitaria ed economica saranno al centro del seminario in diretta web organizzato da Parlamento e Commissione europea, con la collaborazione dell’agenzia FASI. Dagli interventi dalla Banca centrale europea alla sospensione del Patto di stabilità passando per il Coronavirus Response Investment Initiative
Prenderanno parte al dibattito:
· Carlo Corazza, Responsabile del Parlamento europeo in Italia
· Lauro Panella, Parlamento europeo
· Vito Borrelli, Capo facente funzioni della Rappresentanza in Italia della Commissione europea
· Raffaele Rinaldi, Responsabile Ufficio credito e sviluppo – ABI
· Sergio Silva Barradas, Responsabile pianificazione e coordinamento commerciale – Cassa depositi e prestiti
· Giuseppe Bronzino, Autorità di gestione dei programmi operativi comunitari – MISE
· Adelaide Mozzi, Consigliere per la governance economica – Commissione europea in Italia
· Marco Santarelli, Responsabile comunicazione Italia – BEI

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COVID-19: Il Parlamento europeo approva misure cruciali per il sostegno dell’UE

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

Le misure urgenti per aiutare persone e imprese ad affrontare la crisi sono state votate in via definitiva in meno di due settimane, dalla presentazione delle proposte da parte della Commissione.Le proposte approvate sono:L’Iniziativa d’investimento in risposta al coronavirus. Questa iniziativa è destinata a canalizzare al più presto 37 miliardi di euro dai fondi UE per i cittadini, le regioni e i Paesi più colpiti dalla pandemia del coronavirus. I fondi saranno diretti ai sistemi sanitari, alle PMI, ai mercati del lavoro e alle altre parti vulnerabili delle economie degli Stati membri UE. La proposta è stata adottata con 683 voti favorevoli, 1 voto contrario e 4 astensioni.
L’estensione del Fondo di solidarietà dell’UE per le emergenze sanitarie pubbliche. Le misure renderanno disponibili fino a 800 milioni di euro per i Paesi europei nel 2020. Le operazioni ammissibili al Fondo saranno estese, per includere il sostegno in una grave emergenza sanitaria pubblica, e sostenere l’assistenza medica, oltre a misure per prevenire, monitorare o controllare la diffusione di malattie. La proposta è stata adottata con 671 voti favorevoli, 3 contrari e 14 astensioni.
La sospensione temporanea delle norme UE sulle bande orarie (slot) negli aeroporti. Ciò permetterà alle compagnie aeree di non effettuare voli a vuoto durante la pandemia. Con la sospensione temporanea, le compagnie non saranno obbligate a utilizzare gli slot di decollo e atterraggio previsti, così da poterli mantenere nella prossima stagione. La regola “use it or lose it” sarà quindi abolita per l’intera stagione estiva, dal 29 marzo al 24 ottobre 2020. La proposta è stata adottata con 686 voti favorevoli, 0 contrari e 2 astensioni.Il Consiglio dei Ministri deve approvare formalmente la posizione del Parlamento. Le misure adottate entreranno in vigore nei prossimi giorni, una volta pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

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La propagazione dell’epidemia di coronavirus e la risposta dell’UE

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

In risposta alla propagazione dell’epidemia di coronavirus, le istituzioni dell’UE, gli Stati membri e gli enti regionali e locali valutano quotidianamente la situazione e adottano sia azioni immediate che proposte a medio termine per controbilanciare gli effetti della crisi. Oltre alle misure per il contenimento e il trattamento della malattia, il 13 marzo la Commissione europea ha istituito una “team di risposta al coronavirus” e ha presentato una serie di proposte legislative volte ad attenuare l’impatto economico della crisi. Le proposte riguardano la protezione dei lavoratori e delle imprese dalle perdite di reddito, ad esempio mediante una semplificazione delle norme sugli aiuti di Stato e un’assistenza finanziaria a carico del bilancio dell’UE e del Fondo europeo per gli investimenti. La Commissione ha proposto, tra l’altro, una nuova “iniziativa d’investimento in risposta al COVID-19” dell’ordine di 37 miliardi di EUR, da reperire dai fondi strutturali inutilizzati e non ancora assegnati. Tutte le fonti d’informazioni sulla risposta dell’UE all’epidemia di coronavirus sono disponibili qui in tutte le lingue ufficiali dell’UE.

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COVID-19: Bene proposta fondi per ricerca, UE sia meglio attrezzata in futuro

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

La Commissione europea propone un pacchetto finanziario significativo per lottare contro la pandemia
I deputati della Commissione Ricerca del Parlamento europeo considerano positive queste misure urgenti. Ma dobbiamo aumentare gli investimenti nella ricerca in modo da essere pronti per una prossima crisi. Le misure di risposta alle crisi dovrebbero essere combinate con un impegno a lungo termine nei programmi di ricerca dell’UE, affermano i deputati della commissione ricerca del PE.”Apprezziamo le misure adottate dal commissario Gabriel e la messa in comune di quasi 140 milioni di euro per la ricerca contro il COVID 19. La Commissione è stata molto veloce nel lanciare una call straordinaria nel quadro del programma Horizon 2020 e nel coinvolgere le parti interessate al partenariato pubblico-privato nell’ambito dell’Iniziativa sui medicinali innovativi (IMI)”, ha affermato il relatore di Horizon Europa Christian Ehler (PPE, DE).”Ora dobbiamo iniziare ad anticipare possibili nuove crisi per essere meglio attrezzati in futuro. La ricerca ha chiaramente un ruolo importante da svolgere nell’affrontare le sfide globali. Questa è una ragione ulteriore per sostenere la nostra proposta di 120 miliardi di euro per Horizon Europa”, ha aggiunto. “La crisi sanitaria determinata dal COVID-19 sta concentrando tutte le attenzioni e le energie. La priorità assoluta è ora quella di arginare la diffusione del virus. Dietro le quinte, dei ricercatori si sforzano, in una situazione di massima urgenza, ad individuare un trattamento ed un vaccino. Lo straordinario tasso di contagio del virus dovrebbe renderci consapevoli del fatto che il nostro mondo interconnesso si è notevolmente ridotto e che un’azione comune e coordinata tra Stati è l’unico modo per affrontare questa crisi “, ha affermato ancora Ehler.”Questa crisi è una prova della nostra capacità di lavorare insieme in una situazione di emergenza, rimanendo al tempo stesso fedeli ai nostri obiettivi a lungo termine”, ha aggiunto.
“Al termine di questa crisi, dobbiamo immediatamente prepararci per la prossima. Ciò significa investire di più nella ricerca e garantire che programmi come Horizon Europa non diventino ostaggi di scontri tra Stati membri”, ha concluso.

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Closure of borders: Civil Liberties Chair demands proportionality and coordination within the EU

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 marzo 2020

“In the last days, several EU member states have reintroduced border controls at their internal borders within the Schengen area or even closed them for certain categories of travellers while some further member states are considering such measures.As Chair of Parliament’s Civil Liberties, Justice and Home Affairs committee, while I fully share the need for public policy measures restricting social interaction to slow down the spread of the Coronavirus, I urge member states to take their measures in full respect of the principles of proportionality and, above all, solidarity among EU Member States, non-discrimination and the applicable Schengen rules. It is key that when taking measures no discrimination is made between EU citizens.It is only through a coordinated approach, rather than actions taken by individual Member States, that we will be successful in addressing the challenge we are all facing.
The Civil Liberties committee is closely monitoring the situation and expects the Commission, the Council Presidency and the member states to protect all benefits of the Schengen area.”

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Sassoli: Ok Von der Leyen. Nessun governo adotti azioni unilaterali. Più forte coordinamento UE

Posted by fidest press agency su martedì, 17 marzo 2020

Dopo l’appello della Presidente della Commissione europea nessun governo assuma iniziative per limitare le forniture di materiale sanitario o adotti misure unilaterali per ridurre la libera circolazione nello spazio europeo. La battaglia è europea e dev’essere condotta con un forte coordinamento da parte degli organi dell’Unione. Solo così si potranno aiutare i cittadini europei ad affrontare questa sfida. Basta andare in ordine sparso.Le sfide poste dalla diffusione del COVID-19, dimostrano quanto sia necessario garantire che i valori della cooperazione e della solidarietà siano al centro dell’azione europea. Dobbiamo impegnarci per proteggere la salute dei nostri cittadini e di tutti coloro che ne hanno bisogno. Dobbiamo garantire un’adeguata fornitura e produzione di attrezzature mediche a livello europeo. I tentativi unilaterali non saranno efficaci contro un virus che non conosce confini.Nell’attuale crisi, è di vitale importanza che il nostro mercato interno e le nostre regole continuino a funzionare. Dobbiamo far in modo che le attrezzature mediche arrivino dove sono necessarie. Solidarietà, fiducia reciproca e cooperazione disinteressata sono principi che devono guidare le nostre azioni contro questa pandemia.Per rendere più efficace il sistema Schengen è necessario un adeguato controllo alle frontiere esterne dell’UE, conformemente alle nostre norme e ai nostri obblighi internazionali. Tuttavia, la reintroduzione di controlli interni, quando non in linea con i dati forniti dalle autorità sanitarie, potrebbe provocare più danni che benefici. Imporre maggiori costi per l’intera Unione e impedire alle merci di arrivare dove necessarie. Dobbiamo garantire il corretto funzionamento dello spazio Schengen.In questo momento, tutti insieme dobbiamo garantire il rispetto dei valori di fiducia reciproca, cooperazione e solidarietà. Questi sono i principi cardine al centro del nostro progetto europeo”.

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Il Comitato delle regioni dell’UE rinvia la sessione plenaria di marzo

Posted by fidest press agency su domenica, 15 marzo 2020

“Dopo attenta deliberazione, ho preso la decisione di rinviare la sessione plenaria del Comitato europeo delle regioni, prevista per il 25-26 marzo prossimi, come contributo agli sforzi volti a prevenire e controllare l’ulteriore diffusione della pandemia di coronavirus. Questa linea d’azione rispecchia le misure già messe in atto da molte autorità locali, regionali, nazionali e dell’UE. Questa decisione è già stata comunicata a tutti i membri del Comitato, al personale e alle altre istituzioni dell’UE e ai nostri partner, con cui siamo in stretto contatto.

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