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30° Concorso dell’Unione europea – EUCYS 2018 per giovani inventori

Posted by fidest press agency su sabato, 8 settembre 2018

Dublino (Irlanda) dal 14 al 19 settembre. L’Italia è presente con 6 studenti e 2 progetti selezionati dalla Fast. Possono vincere sino a settemila euro e vari riconoscimenti come la partecipazione al conferimento dei Nobel. “I neo Archimede tengono alta la bandiera italiana e spero si allunghi la lista dei successi ottenuti dai ragazzi finalisti,” dice Alberto Pieri, segretario generale della Fast, Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche che ogni anno organizza la selezione di EUCYS su incarico della Commissione europea.
I giovani che rappresentano l’Italia alla finale europea di Dublino sono tutti nati nel 2000: Federico Malnati, Matteo Palmieri, Alessandro Sosso dell’Istituto G. Ferraris di Torino con il progetto “(R)evolution simulator” – un simulatore elettronico per calcolare l’adattamento ai cambiamenti ambientali; Nicolò Vallana, Luca Fermi, Edoardo Puce dell’Istituto Belluzzi-Da Vinci di Rimini con il prototipo “Techno B Brace”- una applicazione innovativa per chi ha problemi di schiena. “Il mio personale augurio”, dice il presidente della Fast e coordinatore della Giuria Roberto Cusolito, “ai nostri portabandiera è di approfittare di questa esperienza unica. Se poi ritornano vincitori di premi o riconoscimenti, aggiorniamo volentieri la lista dei successi conseguiti anche quest’anno”.
Sul sito della Fast (www.fast.mi.it) c’è già il bando della nuova edizione del concorso “I giovani e le scienze”; l’iscrizione scade il 1° febbraio 2019. Possono presentare la loro candidatura ragazzi e ragazze tra i 14 ed i 20 anni. Dal 16 al 18 marzo 2019 si tiene a Milano la selezione per la 31° edizione di EUCYS, il concorso dell’Unione europea dei giovani scienziati che è uno dei più prestigiosi appuntamenti internazionali, voluto dalle istituzioni di Bruxelles (Parlamento, Consiglio e Commissione europea). “I premi ed i riconoscimenti dell’edizione 2019 sono ancora più rilevanti degli anni scorsi”, dice il presidente della Fast, “EUCYS è la vetrina annuale delle migliori idee e delle più interessanti realizzazioni degli studenti dei 28 Stati dell’Unione e di una dozzina di nazioni invitate”. Circa 150 finalisti con una novantina di proposte, risultato di un lungo e severo processo di selezione durato almeno un anno, condividono l’opportunità di incontrarsi e competere con colleghi con analoghi interessi. E’ un percorso che può aprire brillanti carriere nella scienza, nella ricerca e nella tecnologia.

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Brexit: la Commissione adotta una comunicazione sui preparativi per il recesso del Regno Unito dall’UE

Posted by fidest press agency su domenica, 29 luglio 2018

Il 30 marzo 2019 il Regno Unito lascerà l’UE e diverrà un paese terzo. Questo determinerà effetti per i cittadini, le imprese e le amministrazioni sia nel Regno Unito sia nell’UE. Le ripercussioni spaziano dall’introduzione di nuovi controlli alla frontiera esterna che separerà l’UE dal Regno Unito fino alla validità dei certificati, licenze e autorizzazioni rilasciati dal Regno Unito, passando per l’applicazione di norme diverse sui trasferimenti di dati.Accogliendo l’invito a intensificare i lavori per prepararsi a tutti i livelli e a tutti gli esiti possibili, formulato dal Consiglio europeo (Articolo 50) il mese scorso, la comunicazione adottata oggi dalla Commissione esorta gli Stati membri e i privati ad accelerare i preparativi.
Sebbene l’UE lavori incessantemente per un accordo che garantisca un recesso ordinato, l’uscita del Regno Unito causerà indubbiamente perturbazioni, ad esempio nelle catene di approvvigionamento, che si raggiunga o no un accordo. Poiché non è ancora certo che alla data prevista sarà disponibile un accordo di recesso ratificato né che cosa eventualmente esso comporterà, ci si prepara a tutte le evenienze per assicurare che le istituzioni dell’UE, gli Stati membri e i privati siano comunque pronti. Anche se sarà raggiunto un accordo, con il recesso il Regno Unito cesserà comunque di essere uno Stato membro e non godrà quindi più dei benefici di uno Stato membro. Prepararsi al fatto che il Regno Unito diverrà un paese terzo è pertanto di importanza fondamentale, anche se UE e Regno Unito raggiungeranno un accordo.
Prepararsi al recesso del Regno Unito non è tuttavia responsabilità soltanto delle istituzioni dell’UE: si tratta di un impegno comune, condiviso a livello unionale, nazionale e regionale, che coinvolge in particolare anche gli operatori economici e altri soggetti privati. Ciascuno deve intensificare l’impegno per prepararsi a tutte le evenienze e assumersi la responsabilità della propria situazione specifica.

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L’Europa che non si fa amare

Posted by fidest press agency su sabato, 14 luglio 2018

Di certo l’Europa comunitaria mostra, da qualche tempo a questa parte, evidenti segni di imbarbarimento nelle relazioni interne tra Stati. I segnali li abbiamo avvertiti con la crisi greca di anni fa, gli “inciuci” franco-tedeschi a danno degli altri membri della comunità, il modo come si gestisce la Brexit volendo far pagare a caro prezzo chi ha “osato” sganciarsi dall’Ue e per servire da monito a quanti avessero l’ardire di un distacco e non certo ultimo il discorso fatto dal ministro Savona nella sua audizione in commissione parlamentare dove ha toccato il nervo scoperto di una certa leadership europea asserendo che non sono gli Italiani a voler abbandonare l’euro ma è nei pensieri dei nostri partner se ritengono che noi siamo diventati troppo scomodi per i loro interessi di bottega. E in questa faccenda i media non ci fanno di certo una bella figura assecondando la fake news che tenta di contrabbandare questa voglia di abbandono proprio ai governanti italiani per ammansirli e ridurli a miti consigli e spingere l’opinione pubblica ad avversarli. Oggi vorrebbero, al più, che l’Italia si accontenti di restare ai margini di una gestione comunitaria a guida tedesca per diventare senza fiatare il più grande campo profughi d’Europa, rinunciare ai suoi rapporti preferenziali con la Libia e gli altri paesi africani che si affacciano sul Mediterraneo perché sono diventati un affare privato dei Francesi e in una certa misura degli spagnoli. La verità è che se gli italiani non si svegliano e non si coalizzano da subito con quei paesi dell’Unione Europea che sono già ora dei critici ma non riescono a fare fronte comune per cogliere la grossa occasione delle prossime elezioni per il rinnovo del parlamento europeo, saremo destinati alla logica del servus servorum dei e con tutto quel che ne consegue. E il discorso vale anche in politica estera dove la Nato continua a sopravvivere in funzione anti russa mentre altri sono i nemici dell’Europa. E la logica delle sanzioni alla Russia è puramente strumentale in quanto tende a danneggiare le economie europee più deboli e non certo i sovietici. La stessa politica dei dazi avviata da Trump dimostra solo una cosa: l’Europa continua a non voler capire, o lo fa maldestramente, che non si può pensare alla lunga ad un sostegno incondizionato sulla liberalizzazione dei commerci se non si stabiliscono regole comuni sul fronte dei salari e dei diritti dei lavoratori ovunque essi si trovino. Prova ne è che in Italia per abbassare i salari si favorisce una immigrazione selvaggia e destabilizzante e gli effetti perversi sono sotto i nostri occhi senza bisogno di una lente d’ingrandimento. (Riccardo Alfonso)

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Negoziano per tutta l’UE sanzioni per il riciclaggio di denaro sostenuta da libertà civili deputati

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 luglio 2018

Nuove misure per intensificare la lotta dell’UE contro il riciclaggio di denaro, in modo informale concordati con Consiglio nel maggio, sono state confermate da libertà civili deputati il Martedì.
Attualmente, le differenze tra i paesi dell’UE nel definire e sanzionare i reati di riciclaggio di denaro influenzano transfrontaliera di polizia e cooperazione giudiziaria e possono essere sfruttate da criminali e terroristi. Le nuove norme rafforzate in tutta l’UE potranno migliorare l’applicazione in questo settore e fungere da deterrente per una maggiore attività terroristiche e criminali.
I negoziatori del Parlamento e del Consiglio hanno raggiunto un accordo preliminare sulle nuove regole in maggio. Per saperne di più qui. Civil Liberties i deputati hanno sostenuto l’accordo informale in un voto il Martedì dalle 46 a favore, 1 contrario e nessuna astensione.Il testo concordato deve ora essere approvata dal Parlamento nel suo complesso e il Consiglio dell’Unione europea prima di entrare in vigore. EP plenaria è prevista per il voto sul testo concordato nel mese di settembre.

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La migrazione verso l’UE e la riforma dell’asilo

Posted by fidest press agency su sabato, 23 giugno 2018

Con l’Europa a un bivio in materia di migrazione, il Parlamento europeo in quanto colegislatore svolge un ruolo chiave per spingere per un efficace, decente e umana approccio dell’UE.
In vista di un Consiglio europeo decisiva il 28-29 giugno per le libertà civili, presidente della commissione Claude Moraes (S & D, UK) ha detto: “Il Parlamento europeo continuerà a spingere per una soluzione efficace e umana, che onora i nostri valori europei e le libertà e le libertà l’Unione europea rappresenta. Il nostro approccio alla migrazione è decisiva perché sarà non solo toccare i nostri valori, ma anche pilastri fondamentali della UE, come ad esempio l’area Schengen, che sono in gioco.” I leader europei discuteranno i file chiave della prossima settimana, come l’aggiornamento del regolamento di Dublino e la riforma del sistema europeo comune di asilo (CEAS) nel suo complesso. Border e strumenti relativi alla sicurezza sono strettamente collegate e faranno parte del dibattito anche. Il Parlamento europeo è co-legislatore in questi settori e ha bisogno di essere strettamente coinvolto in questo processo.
Claude Moraes ha detto: “Il Parlamento europeo nel suo ruolo di colegislatore in materia di migrazione, gestione delle frontiere e la sicurezza deve essere incluso fin dall’inizio in tutte le più importanti iniziative a livello di UE da parte degli Stati membri dell’UE. Alla fine il Parlamento europeo avrà la sua voce in ogni iniziativa che diventerà legislativo. Il Consiglio deve astenersi da metodi intergovernativi, e ascoltare i rappresentanti direttamente eletti dei cittadini dell’Unione europea.” Il presidente della commissione per le libertà civili sottolinea che “tutte le iniziative devono essere efficaci, decente e rispettare i diritti umani. Off-shoring non è una soluzione praticabile e umano. Con la riforma del sistema europeo comune di asilo che abbiamo già in tutta l’UE soluzione sul tavolo. Il Parlamento europeo non sarà coinvolto nelle politiche che non funzionano e che sono contro i diritti umani”.

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Privacy e protezione dati: PMI in ritardo sul nuovo regolamento UE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 maggio 2018

Mancano solo pochi giorni ed entrerà in vigore il GDPR, il Regolamento europeo per la protezione dei dati personali. Dal 25 maggio chi non si adegua sarà passibile di sanzioni, teoricamente fino a 20 milioni di euro e fino al 4% del fatturato per le violazioni più gravi. Ma è un dato di fatto che molte aziende non siano pronte: «Manca ancora il giusto grado di consapevolezza, in particolare nelle realtà piccole e medie che operano in settori distanti dall’informatica e dalla tecnologia. Alcune addirittura sono convinte che il GDPR non le riguardi, ma è sbagliato: qualsiasi impresa tratta dati personali, a partire da quelli dei dipendenti, fino a quelli di fornitori e clienti». A spiegarlo è Manuel Cacitti, consulente strategico fra i maggiori esperti italiani del settore nonché fondatore e CEO di Securbee, società di Udine che si occupa di servizi di sicurezza informatica nata a fine 2017.Negli ultimi mesi Securbee, che collabora con una cinquantina di clienti soprattutto nel Nord e Nord-Est, è stata sommersa di richieste da parte di aziende di ogni settore che stanno correndo ad adeguarsi alle nuove regole. Tanto che la società, che al momento conta cinque dipendenti, ha attivato la ricerca di altri tre esperti di IT e di diritto, proprio per far fronte alla crescente domanda di consulenza e servizi nell’ambito della sicurezza e della protezione dei dati. «Ovviamente chi si è mosso all’ultimo momento non sarà pronto per il 25 maggio, ma non è questo il problema più grave–spiega Cacitti–. È però il momento di cogliere l’occasione per intervenire in un ambito che, se non affrontato con serietà, può compromettere business e competitività». Tra furti di dati, spionaggio e ransomware (cioè quando un computer viene “preso in ostaggio” e viene chiesto un riscatto per ridarne il controllo al proprietario), si stima che in Italia il cybercrimine causi danni per 10 miliardi di euro l’anno (Rapporto Clusit 2018): «E non c’è solo il danno economico diretto –sottolinea Cacitti– ma anche quello reputazionale presso clienti, partner e fornitori che subiscono interruzioni del servizio o scoprono che i dati che li riguardano sono stati persi o trafugati».
La prima cosa da fare per mettersi in regola, quindi, è capire dove si è carenti rispetto al regolamento. Per questo Securbee ha messo a punto un servizio di GDPR Check Assessment che ha l’obiettivo di determinare il grado di conformità di un’organizzazione rispetto a quanto previsto dalla normativa. «Si parte acquisendo informazioni e documenti che aiutano a capire come vengono gestiti i dati personali in azienda –spiega il CEO di Securbee–. Per esempio codici di condotta, informative, documenti programmatici sulla sicurezza, regolamenti interni sull’uso di computer, telefoni, eccetera». Si passa poi alle interviste con responsabili delle varie aree (finanza, amministrazione, IT, HR e direzionale) per verificare le procedure in essere (flusso buste paga, CRM, dati dei dipendenti). Da qui parte l’attività di data mapping che permette di scoprire quanti e quali dati personali ci sono effettivamente nell’organizzazione e come vengono trattati: «Molto spesso l’azienda scopre di gestire dei dati personali che nemmeno sapeva di avere!» commenta Cacitti.Alla fine della valutazione, Securbee consegna un report di 40-70 pagine sul grado di conformità al GDPR che contiene proposte di miglioramenti, osservazioni e raccomandazioni. Che ha un grande vantaggio: è basato su competenze trasversali (legali, tecnologiche, organizzativo-procedurali). «Abbiamo scelto questo approccio –spiega Manuel Cacitti– perché per il cliente significa meno stress, meno complessità da gestire e risparmio, al contrario di quanto avviene di solito facendo fare valutazioni separate per i vari ambiti». Le informazioni sono organizzate in modo chiaro, anche attraverso dei grafici comprensibili non solo al reparto tecnico dell’azienda, ma a tutto il management. «Perché la sicurezza informatica –conclude Cacitti– è una questione prima di tutto culturale, che richiede consapevolezza e condivisione a ogni livello dell’azienda».

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Scuola – pensioni: Nel DEF si confermano i 67 anni, per i docenti niente anticipo. Perché nell’UE si va a 63 anni?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 maggio 2018

Si conferma il balzo in avanti di cinque mesi, che fanno dell’Italia il Paese più severo di tutti in fatto di pensioni. Il gap che si sta creando è sempre più grande. In Francia, si consente ai docenti di andare in pensione a 60 anni, al massimo a 62. In altri, come la Germania, con circa 25 anni di insegnamento si permette di lasciare il lavoro. Come se non bastasse, va ricordato che ammesso che si riesca ad anticipare l’accesso al pensionamento, questi docenti percepiranno in media un assegno pensionistico ridotto, rispetto al 2011, fino all’8%.
Fa scalpore, poi, il fatto che ci siano delle professioni, come quella dell’insegnante, che si continuano ad annoverare alla stregua delle altre. Mentre le cose non stanno così. Chi opera nella scuola, vale anche per il personale Ata, non può rimanere in servizio anche da anziano: a 60-62 anni, un lavoratore che opera quotidianamente con i giovani in crescita ha la necessità fisica di andare in pensione. Da una recente ricerca – realizzata su larga scala su ambiti problematici connessi con lo sviluppo della sindrome di burnout – risulta che oggi più che mai il “lavoro educativo” è un “ambito professionale particolarmente esposto a condizioni stressogene”, soprattutto tra i docenti più giovani e caratterialmente fragili o emotivi.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Non c’è volontà di introdurre una manovra che tenga conto della realtà. Quella di un’altissima percentuale di lavoratori della scuola costretti a rimanere in servizio, convivendo con patologie da stress che possono sfociare in vere e proprie malattie croniche, anche invalidanti o peggio ancora. Quello dell’alta incidenza di malattia psichiatriche ed oncologiche tra chi opera nella scuola è un dato scientificamente rilevato, che non può continuare ad essere ignorato per meri motivi di cassa pubblica. Purtroppo, nemmeno il Def contiene quella ‘finestra’ da noi invocata per il restante personale della scuola, dopo l’approvazione della norma che ha definito gravoso il lavoro delle sole insegnanti dell’infanzia. Andando avanti in questo modo, inoltre, né si sblocca il turn over né si annulla il gap generazionale tra alunni e discenti. Si sta riuscendo nell’impresa di fare peggio della riforma Fornero con l’aspettativa di vita che diventa l’alibi per andare in pensione sempre più tardi. Di questo passo, arriveremo a breve a lasciare il lavoro a 70 anni.

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Emissioni auto, nuove norme UE per evitare ulteriori frodi

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 aprile 2018

· Nuove norme di omologazione per garantire che le auto siano pulite e sicure
· I test ambientali e di sicurezza saranno più indipendenti
· Ogni Paese UE dovrà effettuare un numero minimo di controlli ogni anno
Il Parlamento ha approvato giovedì in via definitiva una vigilanza europea più rigorosa sull’omologazione delle auto per garantire che le norme siano applicate in modo uniforme nell’UE.
Il nuovo regolamento sulle modalità di omologazione mira a rafforzare l’indipendenza dei controlli e a prevenire i conflitti di interesse, facendo chiarezza sulle responsabilità delle autorità nazionali di omologazione, dei centri di test e degli organismi di vigilanza del mercato.

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Rischi per la salute derivanti dalla caduta dei tassi di vaccinazione nell’UE

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 aprile 2018

Il calo della fiducia dell’opinione pubblica nella vaccinazione è una grande sfida che sta già avendo un impatto sulla salute. E’ quanto i deputati europei affermano nella loro risoluzione rilevando altresì che i dati epidemiologici evidenziano notevoli lacune nella diffusione dei vaccini e un tasso di copertura vaccinale troppo basso per assicurare che il pubblico goda di una protezione adeguata contro le malattie prevenibili con la vaccinazione. Le conseguenze sono evidenti con conseguenze che in un certo numero di Paesi, che si sarebbero potute evitare come è accaduto per il morbillo.
I deputati europei sottolineano che i vaccini sono rigorosamente testati attraverso molteplici fasi di prova e periodicamente rivalutati. Accolgono con favore l’imminente avvio di un’azione comune, cofinanziata dal programma dell’UE per la salute, volta ad aumentare la copertura vaccinale. Propongono, inoltre di rafforzare la base giuridica per la copertura vaccinale e invitano la Commissione ad agevolare un programma di vaccinazione più armonizzato e meglio allineato in tutta l’UE.
Il documento chiede una maggiore trasparenza nella produzione e nella valutazione dei vaccini e dei loro coadiuvanti e il finanziamento di programmi di ricerca indipendenti sui loro eventuali effetti collaterali, per ristabilire la fiducia nei confronti delle vaccinazioni.
Si evidenzia inoltre che i ricercatori sono tenuti a dichiarare ogni eventuale conflitto di interessi e chi si trovasse in tale posizione dovrebbe essere escluso dal comitato di valutazione dell’EMA. Anche la riservatezza delle decisioni di detto comitato dovrebbe essere abolita e i dati scientifici dovrebbero essere resi pubblici.I deputati chiedono di fornire ai cittadini informazioni inclusive, fattuali e basate su dati scientifici per contrastare le informazioni inaffidabili, fuorvianti e prive di fondamento scientifico in materia di vaccinazioni.E’ ingiustificabile che il costo di una confezione completa di vaccini per un solo bambino sia aumentato di 68 volte tra il 2001 e il 2014. I deputati sostengono, quindi, l’accordo esistente che consente di acquisire congiuntamente i vaccini, mettendo in comune il potere d’acquisto degli Stati membri.La vaccinazione previene, secondo le stime, 2,5 milioni di morti l’anno in tutto il mondo e riduce i costi dei trattamenti specifici per le malattie, compresi i trattamenti antimicrobici.
Nel periodo tra il 2008 e il 2015 in Europa si sono registrati 215.000 casi di malattie a prevenzione vaccinale, esclusa l’influenza.Il morbillo è una malattia grave e dall’inizio del 2016 sono stati segnalati 57 decessi nell’UE. Secondo il Centro europeo per il controllo delle malattie (ECDC), la maggior parte dei casi sono stati segnalati dalla Romania (5.224), dall’Italia (4.978), dalla Grecia (1.398) e dalla Germania (906), tra il 1 ° febbraio 2017 e il 31 gennaio 2018, pari al 35%, 34%, 9% e 6%, rispettivamente, di tutti i casi segnalati dai Paesi UE/SEE. Dal 1° gennaio 2018 sono stati segnalati sette decessi in 4 Paesi: Romania (3), Italia (2), Grecia (1) e Francia (1). I deputati sottolineano inoltre che l’immunizzazione attraverso la vaccinazione aiuta a combattere la resistenza antimicrobica (AMR). Nel suo piano d’azione AMR, la Commissione europea ha annunciato incentivi per aumentare l’adozione di diagnosi, alternative antimicrobiche e vaccini.
La Commissione europea a sua volta presenterà un’iniziativa per una cooperazione rafforzata contro le malattie prevenibili dal vaccino nel secondo trimestre del 2018.

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EU must take a leading role in global migration talks, EP says

Posted by fidest press agency su sabato, 21 aprile 2018

The European Parliament adopted on Wednesday a resolution backing the process initiated in 2016 during the UN General Assembly and its objectives of “developing a global governance regime for enhancing coordination on international migration, human mobility and large movements of refugees”. MEPs call for durable solutions and the protection of human rights. The non-legislative resolution -approved with 516 votes to 137 with 43 abstentions- notes that human mobility and migration is a growing reality, with approximately 258 million international migrants worldwide, while the number of people living in forced displacement reached 65 million in 2015. MEPs underline that the biggest share of the world’s refugees (up to 84%) are hosted by developing countries, and roughly 10% are in Europe. Protecting the children in migration should be a paramount objective of the global compacts, according to MEPs. “All children, irrespective of their migration or refugee status, are first and foremost children”, says the text, welcoming the commitments included in the drafts regarding the end of child detention, action concerning missing minors, supporting family reunification and ensuring access to the education and health systems. Parliament defends a more equitable sharing of responsibility for hosting and supporting refugees globally, suggesting the adoption of a global mechanism to ensure a fairer distribution. Resettlement is a key element in this regard, say MEPs, who call on the EU countries “to do their part and to step up their commitment”. The resolution also insists on the development of safe and legal avenues for refugees (such as humanitarian corridors, humanitarian visas and private sponsorship) and migrants, taking into consideration labour market needs, to prevent smuggling, abuses and loss of lives. Humanitarian assistance should not be criminalised, notes the Chamber. It calls for greater search and rescue capacities for people in distress, and for the “support provided by NGOs in carrying out rescue operations at sea and on land to be acknowledged”. After emphasizing that, despite challenges, migration is beneficial for both migrants and host communities, in economic and social terms, MEPs advocate a positive narrative on migrations and call for EU and international campaigns to draw attention to evidence and counteract racist and xenophobic tendencies in our societies.

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Energia: edifici UE più efficienti e “smart” entro il 2050

Posted by fidest press agency su sabato, 21 aprile 2018

I deputati europei hanno fissato l’obiettivo di costruire nell’UE edifici pubblici e privati a consumo di energia vicino allo zero entro il 2050.L’aggiornamento della direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia impone agli Stati membri di elaborare strategie nazionali a lungo termine per sostenere la ristrutturazione efficiente di edifici pubblici e privati, con l’obiettivo di ridurre le emissioni nell’UE dell’80-85% rispetto ai livelli del 1990.
Questi obiettivi di lungo periodo per la ristrutturazione del parco immobiliare dovrebbero sostenere investimenti e la creazione di nuovi strumenti di finanziamento per cittadini e le imprese, dicono i deputati.Le strategie nazionali seguiranno tabelle di marcia per raggiungere l’obiettivo di un parco immobiliare fortemente decarbonizzato entro il 2050, con tappe intermedie per il 2030 e il 2040. Saranno messi a punto anche indicatori misurabili per monitorare l’attuazione delle strategie nazionali.
La nuova direttiva introdurrà inoltre requisiti sulla mobilità elettrica per gli edifici di nuova costruzione e per quelli in ristrutturazione, che prevedono la presenza di almeno un punto di ricarica per veicoli elettrici negli edifici in cui saranno presenti più di dieci posti auto. Sarà inoltre necessario installare infrastrutture di cablaggio per la ricarica di veicoli elettrici nei nuovi edifici residenziali e in quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti.
Il testo introduce un “indicatore d’intelligenza”, un nuovo strumento che misura la capacità degli edifici di migliorare la propria operatività e interazione con la rete, adattando il consumo energetico alle esigenze reali degli abitanti. La Commissione europea dovrà sviluppare questo strumento entro la fine del 2019.Sia i nuovi edifici che gli esistenti in cui verranno rimpiazzati i generatori di calore, dovranno essere dotati di dispositivi automatizzati per regolare i livelli di temperatura, mentre saranno inasprite le norme sull’ispezione degli impianti di riscaldamento e condizionamento e sull’automazione degli edifici.La direttiva, già concordata informalmente in prima lettura fra deputati e Ministri UE, è stata approvata in via definitiva con 546 voti a favore, 35 contrari e 96 astensioni.
Una volta approvata formalmente dal Consiglio, la nuova direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia sarà pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’UE ed entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione. Il termine per il recepimento di queste nuove norme nella legislazione nazionale è di 20 mesi.

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il Parlamento europeo e i cittadini sono al centro del progetto europeo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 aprile 2018

Strasburgo. Il Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha ricevuto ieri a Strasburgo il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron. L’incontro si è svolto nel quadro dell’iniziativa promossa dallo stesso Presidente Tajani di invitare i capi di Stato e di governo dell’Ue a dibattere in plenaria sul futuro dell’Europa.
La presenza di Macron a Strasburgo fa seguito a quella dei primi ministri di Irlanda, Croazia e Portogallo. Nei prossimi mesi sono previsti i primi ministri del Belgio, Charles Michel (3 maggio), del Lussemburgo, Xavier Bettel (29 maggio), della Polonia, Mateusz Morawiecki (luglio), della Grecia, Alexis Tsipras (settembre) e dell’Estonia, Jüri Ratas (ottobre). Il 23 ottobre interverrà il Presidente della Romania, Klaus Iohannis, e a novembre la cancelliera tedesca, Angela Merkel. In occasione dell’intervento di Macron in aula, il presidente Tajani ha dichiarato:
“Il dibattito in plenaria con Macron dimostra che il Parlamento e i cittadini sono al centro del progetto europeo’’. “Sono fiero che il cuore della democrazia europea sia stato teatro di una discussione animata e profonda sul futuro dell’Ue”. “L’iniziativa di invitare i leader europei in plenaria sta dando i suoi frutti con dei contributi preziosi per cambiare l’Europa e renderla più efficace e capace di rispondere alle attese dei suoi cittadini su sicurezza, immigrazione o lavoro per i giovani”.
“Condivido con il presidente Macron la necessità di un vero rinascimento europeo che parta dalla piena consapevolezza della nostra identità con al centro la libertà e la dignità della persona”.
Tajani ha avuto anche un incontro bilaterale con il Presidente francese, a seguito del quale ha dichiarato: “Abbiamo registrato identità di vedute su molte questioni, come la necessità di dotare l’Unione di un bilancio più ambizioso che rifletta le priorità dei cittadini, finanziato anche da risorse proprie, quali, ad esempio, una tassa sui giganti del web. Queste risorse devono servire, tra le altre cose, per un piano Marshall per l’Africa, per rafforzare il controllo delle frontiere esterne e per sostenere l’economia reale. Condividiamo anche l’urgenza della riforma del sistema di asilo e di arrivare a una vera politica estera e di difesa comune’’.

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Procedure digitali più semplici all’interno del Mercato Unico dell’UE

Posted by fidest press agency su domenica, 15 aprile 2018

Questo strumento online multilingue consente una cooperazione più rapida, agevole ed efficiente tra le autorità nei diversi paesi dell’UE, migliorando di conseguenza la vita dei cittadini europei. Dal 2008 ha reso possibili oltre 110 000 scambi di informazioni tra le autorità, su questioni come la prestazione di servizi, le domande di tessera professionale europea (EPC) e il riconoscimento delle qualifiche professionali.Prima di una conferenza organizzata oggi dalla Commissione, la Commissaria responsabile per il Mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le PMI Elżbieta Bieńkowska ha dichiarato: “Un mercato unico efficiente è fondamentale per la crescita e la prosperità nell’UE. Dobbiamo sfruttare al meglio le nuove tecnologie digitali per accelerare le procedure amministrative e ridurre gli oneri. L’IMI ha svolto un ruolo essenziale in questo senso negli ultimi 10 anni e negli ultimi due si è rivelato un fattore fondamentale per il successo dell’EPC. Potrebbe servire anche da piattaforma di sostegno per nuovi strumenti innovativi, come la carta elettronica europea dei servizi (e-Card), finalizzati ad agevolare gli spostamenti dei prestatori di servizi nell’Unione.”
Introdotta nel gennaio 2016, la tessera professionale europea è disponibile per cinque professioni molto mobili (infermieri responsabili dell’assistenza generale, farmacisti, fisioterapisti, guide alpine e agenti immobiliari), per coloro che desiderano lavorare in un altro Stato membro.Il meccanismo di allerta richiede ai Paesi dell’UE di avvisarsi l’un l’altro tramite l’IMI in merito ai professionisti nei settori della sanità o dell’istruzione dei minori soggetti a un divieto o a una restrizione all’esercizio della professione in un dato paese dell’UE. La valutazione dimostra che l’EPC e il meccanismo di allerta hanno ulteriormente rafforzato la sicurezza della mobilità professionale e hanno apportato valore aggiunto rispetto ai processi di riconoscimento tradizionali. Anche i riscontri delle parti interessate hanno confermato che il meccanismo di allerta rafforza la cooperazione e la fiducia tra le autorità nazionali per quanto riguarda la sicurezza della mobilità professionale.

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“UE, mobilitarsi o gettare la spugna?”

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 aprile 2018

Perugia Sabato 14 aprile 2018 ore 15.15 Palazzo Graziani, “International Journalism Festival” L’Ufficio di collegamento del Parlamento europeo in Italia, in occasione della diciassettesima edizione del Festival Internazionale del Giornalismo, organizza una tavola rotonda sabato 14 aprile 2018 dal titolo “UE, mobilitarsi o gettare la spugna?” L’evento, che vedrà la presenza del vicepresidente del Parlamento europeo, David Sassoli, si pone come obiettivo quello di creare sensibilizzazione intorno ai valori fondanti dell’Unione Europea che, mai prima d’ora, sono stati messi così in discussione. Interverranno, oltre al Vice Presidente del PE David Sassoli: Eva Giovannini, giornalista e inviata per diversi programmi sia della Rai che di La7; Luca Misculin, giornalista de’ Il Post; Alberto Alemanno, ricercatore dell’Ecole des Hautes Etudes Commerciales Paris; Raffaella De Marte, coordinatrice media della campagna istituzionale del Parlamento europeo per le elezioni 2019.
A fine maggio 2019 infatti, i cittadini dell’UE saranno chiamati ad eleggere il nuovo Parlamento europeo e mentre le forze apertamente euroscettiche sono sempre più vocali, è giunto il momento per chi crede nell’Europa, di mobilitarsi per non mettere a repentaglio il progetto politico che, da oltre settant’anni, ci permette di vivere in un luogo che resta il più attraente al mondo per standard di benessere, pace e prosperità.

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Dalla Ue arriva lo “Human Resources Excellence in Research”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 aprile 2018

Il CREA ha appena ottenuto lo “Human Resources Excellence in Research”, il prestigioso riconoscimento della Commissione Europea, che attesta l’impegno del più importante ente italiano di ricerca sull’agroalimentare per rendere realtà quotidiana i principi della Carta europea dei ricercatori e del Codice di condotta per l’assunzione dei ricercatori. Due strumenti fondamentali per favorire sempre più la generazione, il trasferimento e la condivisione della conoscenza nonché lo sviluppo della carriera dei ricercatori in un’ottica di trasparenza, competenza e professionalità multifunzionale.
“Un traguardo importante, conseguito con una valutazione unanimemente positiva degli auditor – ha affermato soddisfatta Ida Marandola, direttore generale del CREA – e frutto di un lavoro collettivo dell’Ente che ha creduto in questo obiettivo e si è impegnato per un miglioramento progressivo della gestione delle risorse umane, con un importante sforzo organizzativo e formativo negli ambiti più diversi: dall’etica professionale al reclutamento trasparente alla gestione efficiente dei progetti”.Il CREA potrà ora fregiarsi del logo comunitario HR Excellence in Research, ed entrerà a far parte dell’elenco nazionale degli Enti d’eccellenza pubblicata su EURAXESS, il portale della Commissione Europea e dei Paesi che vi aderiscono, finalizzato a rendere le carriere scientifiche europee più attrattive per i ricercatori di tutto il mondo e a facilitare la mobilità dei ricercatori nei Paesi UE.
Il percorso del CREA verso l’eccellenza nella gestione delle sue risorse umane è solo alla prima tappa e proseguirà a ritmi serrati nei prossimi 2 anni, al termine dei quali vi sarà un’ulteriore valutazione degli ulteriori progressi compiuti. Se l’esito sarà sarà positivo, l’Ente potrà continuare ad essere “HR Excellence in Research”.

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Terrorismo: a Roma i capi delle Polizie UE

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 febbraio 2018

European-Relationship-Mediterranean-SecurityA Roma la seconda riunione dell’European Relationship for Mediterranean Security (E.R.ME.S.) a cui partecipano i Capi della Polizia dei Paesi dell’Unione Europea che si affacciano sul Mediterraneo.
L’incontro, che segue quello di Lampedusa sul tema dell’immigrazione dello scorso giugno, è l’occasione per un confronto sul tema dello scambio di informazioni tra i servizi di sicurezza e le forze di polizia per la prevenzione e il contrasto del terrorismo.Il Ministro dell’Interno Marco Minniti ha avviato i lavori della riunione con i vertici delle Polizia di Cipro, Croazia, Francia, Grecia, Italia, Malta, Portogallo, Slovenia e Spagna.Al centro dell’agenda c’è la condivisione dell’informazioni e l’esperienza italiana del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (C.A.S.A.), tavolo permanente tra polizia giudiziaria e servizi di intelligence, deputato alla valutazione delle minacce terroristiche e all’adozione delle conseguenti risposte operative a supporto dell’attività del Ministro dell’Interno.I lavori si chiuderanno con l’adozione di una dichiarazione di intenti per delineare i principi e le linee di azione che potranno costituire la base per la definizione, in altri contesti internazionali di cooperazione strategica, di buone prassi da adottare nella comune azione di contrasto. (foto: European-Relationship-Mediterranean-Security) (fonte: GrNet.it)

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Inaugurato l’Osservatorio e forum dell’UE sulla blockchain

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 febbraio 2018

european commissionBruxelles. La Commissione europea ha inaugurato l’Osservatorio e forum dell’UE sulla blockchain con il sostegno del Parlamento europeo, rappresentato dal deputato Jakob von Weizsäcker, autore della recente relazione sulle valute virtuali.L’Osservatorio e forum sulla blockchain si occuperà di evidenziare gli sviluppi più importanti di tale tecnologia, di promuoverne i protagonisti europei e di rafforzare l’impegno assunto a livello europeo con i diversi soggetti interessati coinvolti nel settore della blockchain.Le tecnologie blockchain registrano blocchi di informazioni distribuiti in tutta la rete e sono considerate una grande innovazione, in quanto offrono elevati livelli di tracciabilità e sicurezza nelle transazioni economiche online. Si prevede che tali tecnologie influiranno sui servizi digitali e trasformeranno i modelli aziendali in molteplici settori, ad esempio in ambito sanitario, assicurativo, finanziario, energetico, logistico e nel settore della gestione dei diritti di proprietà intellettuale o dei servizi pubblici.La Commissione, attraverso il settimo programma quadro per la ricerca (7°PQ) e il programma Orizzonte 2020 dell’Unione europea, finanzia progetti relativi alla blockchain dal 2013. Da qui al 2020 la Commissione finanzierà progetti in grado di sfruttare le tecnologie blockchain fino a un massimo di 340 milioni di euro.
Gli innovatori e gli imprenditori europei hanno già iniziato ad offrire soluzioni basate sulla blockchain. I protagonisti di settori tradizionali, ad esempio le banche, le compagnie di assicurazioni, le borse, le imprese logistiche o altre società, sono impegnati in progetti pilota. Numerosi Stati membri hanno annunciato iniziative con le quali intendono rafforzare l’uso della tecnologia blockchain.
L’Osservatorio e forum dell’UE sulla blockchain svolgerà un ruolo proattivo nell’aiutare l’Europa a cogliere le nuove occasioni offerte dalla blockchain, nello sviluppo delle competenze e nell’assumere un ruolo di guida in questo settore; si occuperà di raccogliere informazioni, di seguire ed analizzare le tendenze, di affrontare le sfide e di esplorare il potenziale socioeconomico offerto dalla blockchain. L’Osservatorio e forum dell’UE renderà possibile la cooperazione transfrontaliera nei casi di utilizzo pratico, riunendo i maggiori esperti a livello europeo e promuovendo uno spazio aperto in cui tecnici della blockchain, innovatori, cittadini, operatori del settore, pubbliche autorità, regolatori e supervisori possano discutere e sviluppare nuove idee al fine di imparare, partecipare e contribuire in modo aperto.

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Valutazione delle tecnologie sanitarie nell’UE

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 febbraio 2018

BruxellesBruxelles La Commissione ha presentato oggi una proposta volta a promuovere la cooperazione tra gli Stati membri dell’UE in merito alla valutazione delle tecnologie sanitarie. Una maggiore trasparenza conferirà poteri più ampi ai pazienti, garantendo loro l’accesso a informazioni sul valore clinico aggiunto di nuove tecnologie che potrebbero potenzialmente recare loro beneficio. Un maggior numero di valutazioni potrebbe portare a strumenti sanitari efficaci e innovativi, più rapidamente disponibili per i pazienti. Per le autorità nazionali ciò significa poter formulare politiche per i propri sistemi sanitari sulla base di evidenze più solide. I fabbricanti, inoltre, non dovranno più adeguarsi a procedure nazionali differenti.
La proposta di regolamento relativo alla valutazione delle tecnologie sanitarie, che riguarda i nuovi medicinali e alcuni nuovi dispositivi medici, getta le basi per una cooperazione permanente e sostenibile a livello dell’UE in merito alle valutazioni cliniche congiunte in questi settori. Gli Stati membri potranno utilizzare strumenti, metodologie e procedure comuni in materia di valutazione delle tecnologie sanitarie in tutta l’UE, collaborando in quattro settori principali: 1) valutazioni cliniche congiunte incentrate sulle tecnologie sanitarie più innovative, dall’impatto potenzialmente più significativo sui pazienti; 2) consultazioni scientifiche congiunte grazie alle quali gli sviluppatori possono chiedere la consulenza delle autorità di valutazione delle tecnologie sanitarie; 3) individuazione delle tecnologie sanitarie emergenti al fine di riconoscere precocemente le tecnologie promettenti; 4) proseguimento della cooperazione volontaria in altri settori. La responsabilità della valutazione degli aspetti non clinici (ad esempio, economici, sociali, etici) delle tecnologie sanitarie e delle decisioni in materia di fissazione dei prezzi e di rimborso continuerà a incombere ai singoli paesi dell’UE.
La cooperazione su basi sostenibili a livello dell’UE in materia di valutazione delle tecnologie sanitarie dovrebbe garantire a tutti i paesi dell’Unione di poter realizzare guadagni di efficienza, massimizzando il valore aggiunto dell’UE. Il rafforzamento della cooperazione a livello dell’UE in questo settore è largamente sostenuto dai portatori di interessi, favorevoli all’accesso tempestivo dei pazienti all’innovazione. I portatori di interessi e i cittadini che hanno risposto alla consultazione pubblica della Commissione si sono espressi massicciamente a favore della proposta, riconoscendo quasi tutti (98%) l’utilità della valutazione delle tecnologie sanitarie e condividendo in larga maggioranza (87%) l’opinione che la cooperazione a livello UE in materia dovrebbe continuare oltre il 2020.

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Taoiseach irlandese: l’ideale di un futuro migliore ispira ancora l’UE

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 gennaio 2018

europa-261011-cNel dare il benvenuto al Taoiseach, il Presidente del Parlamento, Antonio Tajani, ha dichiarato: “Sin dal giorno in cui sono stato eletto, esattamente un anno fa, ho insistito sull’importanza di avvicinare l’Europa ai suoi cittadini, che stanno cercando soluzioni per creare posti di lavoro, gestire i flussi migratori e rafforzare la nostra sicurezza e difesa. Un dibattito aperto tra parlamentari europei e leader dell’Unione europea spiana la strada a un dialogo e a una comprensione cruciali che andranno a vantaggio dei nostri cittadini in tutto il continente. Mette il Parlamento europeo – l’unica istituzione dell’ UE eletta direttamente – al centro del dibattito sul futuro dell’Europa”.Varadkar ha dichiarato: “L’ideale europeo è sempre stato ispirato da uno spirito di ottimismo e di fiducia per un futuro migliore. Questo ideale è stato provato, ma non rotto. Sulla base dei risultati del passato, abbiamo una rinnovata propensione ad affrontare le sfide del futuro”.Nel presentare la sua visione per il futuro dell’Europa, il Taoiseach ha sottolineato la necessità di migliorare la democrazia nell’Unione europea, attraverso liste di voto a livello UE, il completamento dell’Unione economica e monetaria e la garanzia che le grandi imprese paghino la loro giusta parte di imposte. Nel mese che segna i 45 anni dall’adesione irlandese all’Unione europea, ha inoltre espresso la sua gratitudine ai deputati per il loro sostegno e la solidarietà nei negoziati sulla Brexit, sottolineando l’importanza di garantire che quanto promesso in teoria sia effettivamente realizzato.
Una vasta maggioranza dei leader dei gruppi politici del Parlamento ha accolto con favore l’appello di Varadkar per un’Unione più democratica, che prenda misure concrete per proteggere lo stile di vita, la sicurezza, i valori e le identità dei cittadini e assicuri il benessere sociale e la prosperità in un mondo globalizzato. La maggior parte ha sottolineato che gli Stati membri e i cittadini dell’UE sono più forti insieme che separati. Come l’Irlanda in passato, l’Unione europea dovrebbe essere in grado di trasformarsi e adattarsi per affrontare le nuove sfide a vantaggio di tutti i cittadini. I deputati hanno inoltre ribadito il loro fermo impegno a sostenere l’Irlanda nei negoziati sulla Brexit e garantire il pieno rispetto dell’accordo del Venerdì Santo.

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Biocarburanti a base di olio di palma: La posizione dell’U.E.

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 gennaio 2018

olio di palma“La decisione del Parlamento europeo di escludere i biocarburanti a base di olio di palma dal futuro delle energie rinnovabili dell’UE è un attacco del tutto ingiustificato nei confronti di agricoltori, famiglie e comunità malesi. Il Governo malese ha intenzione di proteggere i diritti di 650.000 piccoli coltivatori ed è suo compito assicurare un futuro ad un settore, come quello dell’olio di palma, che ha tolto dalla povertà milioni di malesi. La discriminazione protezionistica contro le esportazioni di olio di pama malese non sarà tollerata”. Così in una nota il ministro dell’Industria delle Piantagioni e delle Materie Prime, Mah Siew Keong, a seguito della decisione di oggi del Parlamento Europeo a Strasburgo che ha votato il divieto di utilizzare l’olio di palma nella produzione di biocarburanti, come parte della Direttiva UE sulle energie rinnovabili (RED).
“L’olio di palma verrà bandito creando un caso di discriminazione verso i paesi produttori di olio di palma e così facendo l’UE dimostra di portare avanti un’apartheid delle colture, una barriera commerciale inaccettabile e protezionistica, e nondimeno, una violazione degli impegni dell’UE in sede OMS. Il nostro Governo – puntualizza il ministro – non esiterà a prendere le opportune misure correttive. La decisione del Parlamento Europeo di discriminare i biocarburanti dell’olio di palma avrà un impatto negativo, non solo sul commercio e sulla cooperazione tra Unione Europea e Malesia, ma anche verso i più importanti paesi del Sud Est asiatico”.
“Esortiamo i governi europei a respingere la posizione del Parlamento sui biocarburanti da olio di palma. Il blocco imposto dal Parlamento Europeo metterà anche a rischio l’impegno del Consiglio Europeo e relativamente alla creazione di posti di lavoro e alla crescita e sviluppo di rapporti commerciali con il Sud-Est asiatico. Le affermazioni del Parlamento, circa l’impatto ambientale dell’olio di palma prodotto in Malesia, sono palesemente false. La Malesia – continua la nota – ha uno dei regimi di protezione delle foreste più avanzati al mondo, come riconosciuto dalle Nazioni Unite e dalla Banca Mondiale. La capacità della Malesia di proteggere le proprie foreste è di gran lunga superiore a quella di molti paesi europei”.
“L’olio di palma proveniente dalla Malesia è in grado di soddisfare i rigorosi standard di sostenibilità richiesti ed è certificato come sostenibile dai principali schemi europei, tra cui l’ISCC tedesco (Certificazione Internazionale di Sostenibilità e Carbonio), esattamente come riconosciuto dalla Commissione Europea. Il tentativo di denigrazione da parte Parlamento europeo – conclude il ministro – è offensivo e senza presupposti”.

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