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COVID-19: intensificare gli sforzi UE per affrontare la carenza di medicinali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2020

Il Parlamento chiede che l’UE sia più autosufficiente sui medicinali e le attrezzature mediche, e che i trattamenti siano disponibili a prezzi accessibili e in qualsiasi momento.Con una risoluzione che affronta le cause delle recenti penurie di medicinali, i deputati chiedono una risposta più forte da parte dell’UE a un problema che si è aggravato in tutta Europa con la crisi sanitaria COVID-19 e che ha ripercussioni dirette sulla salute e la sicurezza dei pazienti e sulla prosecuzione del loro trattamento.La risoluzione non legislativa è stata adottata in Plenaria con 663 voti favorevoli, 23 contrari e 10 astensioni.
Il Parlamento accoglie con favore la proposta della Commissione relativa a un nuovo programma sanitario europeo (EU4Health) e chiede alla Commissione di utilizzare la prossima strategia farmaceutica per garantire che i farmaci sicuri in Europa siano resi disponibili, accessibili e a prezzi ragionevoli e di valutare in che modo si possa ripristinare la produzione farmaceutica in Europa.La risoluzione invita inoltre la Commissione a fissare degli standard minimi di qualità per i sistemi sanitari negli Stati membri.La priorità deve essere data all’incremento della produzione interna di farmaci essenziali e strategici, poiché attualmente il 40% dei medicinali finiti commercializzati nell’Unione proviene da paesi terzi mentre il 60-80% dei principi attivi dei medicinali viene fabbricato al di fuori dell’Unione, segnatamente in Cina e in India.Inoltre, la Commissione e gli Stati membri devono vagliare gli investimenti esteri diretti negli impianti destinati alla produzione farmaceutica, che costituiscono parte dell’infrastruttura sanitaria essenziale dell’Europa, oltre a incoraggiare l’introduzione di incentivi finanziari, per convincere le aziende a produrre principi attivi farmaceutici e medicinali in Europa.
Il Parlamento chiede agli Stati membri di condividere le migliori pratiche nella gestione delle scorte e di creare strategie sanitarie coordinate, compreso un ulteriore uso di acquisti congiunti di medicinali da parte dell’UE. Inoltre, la Commissione dovrebbe costituire una riserva strategica europea di prodotti farmaceutici di interesse sanitario e strategico, sul modello del meccanismo RescEU. Dovrebbe funzionare come una “farmacia europea per le emergenze” per ovviare alle carenze ricorrenti. La parità di accesso per tutti gli Stati membri dovrebbe essere garantita attraverso un nuovo meccanismo di distribuzione equa.Per facilitare la circolazione dei medicinali tra i paesi UE, i deputati chiedono regole più flessibili sui formati delle confezioni, sulle procedure di riutilizzo, sui periodi di scadenza e sull’uso di medicinali veterinari.

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Risposta alla crisi: rafforzare la capacità di protezione civile dell’UE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2020

Brussels. I negoziati con il Consiglio devono iniziare immediatamente affinché il nuovo sistema diventi operativo a partire dal 2021 Il Parlamento chiede che il Meccanismo di protezione civile dell’UE sia potenziato in modo che l’UE possa rispondere meglio alle emergenze su larga scala come COVID-19.Il Meccanismo di protezione civile dell’UE (UCPM) ha è stato impiegato con successo per aiutare gli Stati membri a salvare vite umane anche durante la crisi COVID-19, coordinando e assistendo gli sforzi di protezione civile. Attrezzature mediche come ventilatori, dispositivi di protezione personale e forniture di laboratorio sono state acquistati attraverso rescEU per sostenere i servizi sanitari nazionali durante la pandemia. Proprio questa settimana, è stato utilizzato per convoglirare ulteriori aiuti ai rifugiati di Lesbo, dopo l’incendio del campo profughi di Moria.Tuttavia, la pandemia ha anche mostrato i limiti della capacità di risposta alle crisi, quando molti Stati membri sono colpiti contemporaneamente dalla stessa emergenza. Il Parlamento vuole quindi rafforzare il ruolo dell’UE attraverso rescEU per garantire che gli Stati membri dipendano solo dai propri mezzi e dal sostegno volontario di altri paesi, quando affrontano tali emergenze.Servono finanziamenti UE più importanti e trasparentiNei negoziati in corso sul bilancio dell’UE e sul Fondo di ripresa, il Parlamento sostiene un significativo aumento del bilancio proposto dalla Commissione.Il Parlamento vuole che sia stanziato un importo significativamente maggiore per l’acquisto di nuove attrezzature, materiali e risorse, per poter rispondere in modo rapido ed efficace alle emergenze su larga scala o ad eventi che si verificano raramente, ma che hanno un forte impatto, comprese le emergenze mediche come COVID-19. Per essere più trasparenti sull’uso dei finanziamenti dell’UE, i deputati vogliono anche specificare come il denaro viene distribuito attraverso i tre pilastri del meccanismo: prevenzione, preparazione e risposta.

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Parlamento Ue: ricette urgenti contro la carenza di medicinali

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

Assicurare gli approvvigionamenti nell’interesse del paziente, garantire l’accesso ai trattamenti medici per tutti i pazienti dell’UE e ripristinare l’indipendenza sanitaria europea”. È questo il diktat contenuto nella Risoluzione approvata ieri dal Parlamento Europeo sulle “carenze di medicinali” che prende le mosse dal Rapporto approvato a metà luglio dalla commissione del Parlamento europeo per l’Ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (ENVI). Nel mirino dei parlamentari europei le cause profonde del fenomeno ricorrente delle carenze di medicinali notoriamente aggravato dalla crisi sanitaria determinata dalla pandemia di Covid-19.«La risoluzione del Parlamento UE arriva nel momento giusto», commenta Enrique Häusermann, Presidente di Assogenerici. «Siamo già al lavoro con l’Agenzia Italiana del Farmaco per garantire un sistema di gestione del fenomeno delle carenze e delle indisponibilità sempre efficace nel tutelare la continuità di cura per i pazienti e nel garantire un sistema di controlli e monitoraggio più preciso, evitando appesantimenti burocratici ma avendo come faro la soluzione alle cause reali dell’indisponibilità di farmaci in talune aree terapeutiche. E’ anche attraverso questa collaborazione istituzionale – conclude Häusermann – che potremo affrontare efficacemente il fenomeno, per fortuna molto limitato nel nostro Paese».Tra le sottolineature anche il fatto che ad oggi “l’accesso limitato ai principi attivi necessari per la produzione di medicinali generici pone una sfida particolare” e che “la perturbazione della catena di approvvigionamento globale derivante dalla pandemia di COVID-19 ha messo ancor più in risalto la dipendenza dell’UE dai paesi terzi nel settore della sanità”In attesa dell’inversione di rotta suggerita, ancora un appello all’adozione di un linguaggio comune: la risoluzione insiste sull’importanza di una definizione armonizzata a livello UE di “carenze”, “tensioni”, “interruzioni della fornitura”, “esaurimento delle scorte” e “costituzione di scorte eccessive” e l’invito alla Commissione a garantire che la propria strategia per il settore farmaceutico sia effettivamente volta a “contrastare le pratiche commerciali inammissibili in qualunque fase del circuito dei medicinali”. Riflettori accesi anche sul differenziale dei prezzi tra Stati membri che “favorisce le esportazioni parallele verso i paesi nei quali i medicinali sono venduti a un prezzo maggiore”.
Focus immediato anche su generici e biosimilari: “consentono di rafforzare la concorrenza, ridurre i prezzi e realizzare risparmi a vantaggio dei sistemi sanitari, contribuendo così a migliorare l’accesso dei pazienti ai medicinali” sottolinea la risoluzione, che invita ad “analizzare il valore aggiunto e l’impatto economico dei medicinali biosimilari” valutando anche “misure atte a sostenere la loro introduzione sul mercato” e sollecita la Commissione a stroncare le controversie tese a ritardare l’ingresso sul mercato dei medicinali generici garantendo “il rispetto della fine del periodo di esclusiva commerciale dell’innovatore”.

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Giorgia Meloni: «️Per George Soros sarei un nemico della UE

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2020

Io invece penso che i veri nemici dell’Europa siano coloro che speculano sulle disgrazie della gente, quelli che finanziano l’immigrazione di massa e che destabilizzano la società e la cultura di interi popoli. Guarda caso tutte caratteristiche che assume il “filantropo” tanto apprezzato dalla sinistra mondialista nostrana. Se combattere queste derive significa essere un nemico per Soros, allora sono orgogliosa di esserlo». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, rispondendo alle dichiarazioni rilasciate oggi in un’intervista da George Soros.

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Stanziati 23 miliardi per l’immigrazione

Posted by fidest press agency su sabato, 15 agosto 2020

E’ previsto nel bilancio dell’Unione europea e a questi fondi si potranno aggiungere quelli dei singoli Stati.Circa la metà dello stanziamento sarà destinato alla attività di controllo delle frontiere e l’altra metà per l’accoglienza.Tutto questo mentre il governo non riesce a regolare il flusso di migranti che proviene dalle coste tunisine. Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, come al solito, arriva in ritardo.Eppure, non ci voleva una particolare intelligenza politica per capire che, con la crisi del turismo, voce importante dell’economia tunisina, e il favorevole periodo estivo, ci sarebbe stato un aumento di migranti, con sbarchi a Lampedusa che è a “due passi” dalla Tunisia.E’ Di Maio che doveva attivare, nei mesi precedenti, l’accordo di controllo delle coste tunisine e di rimpatrio per i migranti irregolari. La ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, non può che dar seguito agli accordi politici con le autorià tunisine e, se questi non ci sono stati, poco poteva fare. Per ultimo registriamo la dichiarazione del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: “Non possiamo tollerare che si entri in Italia in modo irregolare.” E’ caduto dal pero. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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L’Unione Europea impone sanzioni contro gli attacchi informatici

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 agosto 2020

L’Unione Europea, per la prima volta in assoluto, ha imposto sanzioni contro i cyber attaccanti. Si tratta di sei individui e tre organizzazioni accusate di aver compiuto gli attacchi WannaCry, NotPetya e Cloud Hopper.Le sanzioni governative imposte includono il divieto di viaggio e il congelamento dei beni. Per FireEye, nota società di cyber security, a cura di John Hultquist, Senior Director of Analysis, Mandiant Threat Intelligence.“L’Unione Europea ha imposto sanzioni ai danni di più persone e organizzazioni per il loro ruolo in una serie di attacchi e attività di spionaggio informatici. Le sanzioni sono legate agli attacchi NotPetya e al blackout causato in Ucraina dal GRU, nonché a un’attività di spionaggio informatico tentato contro l’OPCW (Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche) da parte degli stessi. WannaCry è stato un altro evento distruttivo globale simile a NotPetya basato su ransomware, sebbene sia stato compiuto da agressori nordcoreani. Cloud Hopper è stata una complessa operazione di spionaggio informatico a lungo termine che ha preso di mira i service provider per ottenere così l’accesso a terze parti, queste operazioni sono state effettuate da contractor cinesi che operano per conto del Ministero per la Sicurezza dello Stato.NotPetya e WannaCry sono stati due dei più devastanti attacchi informatici della storia, che hanno causato miliardi di dollari di danni, distruggendo molti sistemi vitali come quelli appartenenti all’NHS (Servizio Sanitario Nazionale) del Regno Unito. Una delle vittime di NotPetya ha subito danni per 1,3 miliardi di dollari. L’attacco NotPetya è stato condotto dagli aggressori del GRU noti come Sandworm, che in precedenza avevano condotto altri due attacchi alla rete dell’Ucraina. Questi stessi aggressori hanno tentato un attacco alle Olimpiadi di Pyeongchang, anche se nessuna dichiarazione governativa ha accusato il Governo Russo per il ruolo nell’incidente.La campagna Cloud Hopper è stata una complessa operazione di raccolta di dati, che aveva lo scopo di reperire informazioni piuttosto che interrompere la fruizione dei sistemi. APT10 ha ottenuto l’accesso a diversi Managed Service Provider come ponte per colpirne i relativi clienti – ovvero le organizzazioni che si erano avvalse a tali fornitori per gestire il loro sistemi IT. La Cina e altri continuano a svolgere questa tipologia di attività, spostandosi verso i fornitori di telecomunicazioni e IT, dove possono così compromettere più organizzazioni e più individui contemporaneamente.Il GRU ha effettuato anche un tentativo di hackerare la rete Wi-Fi dell’OPCW (Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche), visitando fisicamente le loro strutture basate all’Aia. L’operazione è stata interrotta ma questa unità è stata coinvolta in operazioni simili in Svizzera, Brasile e Malesia aventi come obiettivo le Olimpiadi. L’utilizzo costante di squadre di persone dell’intelligence ad integrazione degli sforzi per queste compromissioni rende il GRU un avversario particolarmente pericoloso. Le sanzioni possono essere particolarmente efficaci per interrompere questa attività, poiché possono ostacolare la libera circolazione di coloro che lo compongono”.

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L’UE è fuori dal gioco?

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2020

È netta l’impressione di quanti nutrono il ragionevole dubbio che le contese a livello geopolitico, che di volta in volta coinvolgono i cosiddetti big mondiali pro tempore: Trump, Xi Jinping, Ram Nath Kovind, Vladimir Putin altro non sono che una prova generale della lotta intestina che si sta sviluppando tra le nazioni del mondo. Dove vogliono andare a parare? Credo che la spiegazione si possa trovare nell’ansia di accaparrarsi le fonti energetiche del pianeta a vantaggio dei rispettivi paesi consapevoli che l’abnorme crescita della popolazione mondiale, il loro impoverimento e la saturazione della produzione industriale, e i danni provocati all’ecosistema ci porteranno ad una lotta disperata per la sopravvivenza.
A questo punto è vitale prepararsi anzitempo, ammesso che ve ne sia. E sarà anche una lotta tra continenti dove l’Europa appare sempre più in posizione subalterna al gioco dei “grandi del mondo” non riuscendo ad offrire di sé un’immagine coesa, determinata e lungimirante. Lo abbiamo constatato con la recente manfrina del Consiglio europeo che dopo quattro giorni di estenuanti trattative è riuscito a partorire un’idea unitaria che già è posta in discussione nel tentativo di volersi rimangiare il tutto. È che l’Ue ancora ragiona a livello di nazione dove prevalgono gli interessi dei singoli stati a danno degli altri. Non hanno una politica estera comune. Non hanno una giustizia comune. Non hanno una politica industriale comune. Un sistema fiscale comune e giocano a rimpiattino per propiziarsi i favori delle grandi multinazionali a colpi di sconti fiscali che alla fine penalizzano gli altri paesi. Dire che in questo senso l’Ue è sotto attacco è un semplice eufemismo. Quando capiremo che i piccoli stati che si chiudono a riccio per tenersi le loro ricchezze saranno prima o poi spazzati via con un sol colpo di ramazza, sarà troppo tardi. (Riccardo Alfonso)

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Accordo su bilancio UE a lungo termine deve essere migliorato per essere approvato

Posted by fidest press agency su martedì, 28 luglio 2020

Secondo i deputati, il Fondo per la ripresa rappresenta un “passo storico”, ma le priorità a lungo termine dell’UE, come Green Deal e Agenda digitale, sono a rischio.In una risoluzione sulle conclusioni del Consiglio europeo straordinario del 17-21 luglio 2020 approvata con 465 voti a favore, 150 contrari e 67 astensioni, i deputati esprimono cordoglio per le vittime del coronavirus e rendono omaggio a tutti i lavoratori che hanno lottato contro la pandemia, sottolineando come “i cittadini dell’UE abbiano un dovere collettivo di solidarietà”.Nel testo approvato, che servirà da mandato per i prossimi negoziati sul futuro finanziamento e sulla ripresa dell’UE, il Parlamento accoglie con favore l’approvazione, da parte dei leader UE, del Fondo di ripresa proposto dal Parlamento a maggio scorso, definendolo una “mossa storica per l’UE”. Tuttavia, i deputati si rammaricano “dei consistenti tagli apportati alla componente delle sovvenzioni” e chiedono il pieno coinvolgimento democratico del Parlamento nello strumento per la ripresa che al momento “non attribuisce un ruolo formale ai deputati eletti al Parlamento europeo”.Sul bilancio a lungo termine dell’UE (Quadro finanziario pluriennale – QFP), i deputati criticano i tagli apportati ai programmi orientati al futuro poiché “mineranno le basi di una ripresa sostenibile e resiliente”. I programmi faro dell’UE relativi a clima, transizione digitale, salute, gioventù, cultura, infrastrutture, ricerca, gestione delle frontiere e solidarietà sono a rischio di “un calo immediato dei finanziamenti dal 2020 al 2021”. Inoltre, dal 2024, “il bilancio dell’UE nel suo complesso sarà al di sotto dei livelli del 2020, mettendo a rischio gli impegni e le priorità dell’UE”.Il Parlamento non accetta l’accordo politico del Consiglio europeo sul QFP 2021-2027 nella sua forma attuale e “non è disposto ad avallare formalmente una decisione già presa”. I deputati sono pronti “a non concedere l’approvazione” per il bilancio a lungo termine dell’UE, fino a quando non sarà raggiunto un accordo soddisfacente nei prossimi negoziati tra il Parlamento e la Presidenza tedesca del Consiglio, con l’obiettivo di ottenerlo entro la fine di ottobre, per non compromettere un avvio agevole dei nuovi programmi dal 1° gennaio 2021.Tuttavia, nel caso in cui il nuovo QFP non fosse adottato per tempo, l’articolo 312, paragrafo 4, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea prevede la proroga temporanea del massimale dell’ultimo anno dell’attuale QFP (2020), e ciò sarebbe pienamente compatibile con il piano di ripresa e l’adozione dei nuovi programmi del QFP.Il Parlamento “deplora fortemente” il fatto che il Consiglio europeo abbia significativamente indebolito gli sforzi della Commissione e del Parlamento volti a difendere lo Stato di diritto, i diritti fondamentali e la democrazia nel quadro del QFP e del piano di ripresa. Sottolinea inoltre che il regolamento relativo allo Stato di diritto sarà adottato secondo la procedura di co-decisione, quindi con un accordo fra ministri e deputati.I deputati ribadiscono che il Parlamento non darà la sua approvazione al QFP senza un accordo sulla riforma del sistema delle risorse proprie dell’UE, che includa l’introduzione di un paniere di nuove risorse entro la fine del QFP 2021-2027, necessarie a coprire almeno i costi relativi al rimborso di Next Generation EU.Il Parlamento chiede infine una revisione intermedia del QFP entro la fine del 2024. Tale revisione deve riguardare i massimali per il periodo 2025-2027, l’introduzione di risorse proprie aggiuntive e l’attuazione degli obiettivi in materia di clima e biodiversità.

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Vertice Ue: Conte uscito in piedi ma poteva andare meglio

Posted by fidest press agency su martedì, 21 luglio 2020

«Abbiamo votato a Bruxelles per il debito comune, che ha reso possibile il Recovery Fund. Abbiamo tifato per l’Italia in ogni momento. Con la coscienza a posto ora, a negoziato concluso, voglio dire che Conte è uscito in piedi ma poteva e doveva andare meglio. È stato sbagliato dare per acquisiti i 500 miliardi di sussidi proposti da Merkel e Macron e poi aprire a un taglio in cambio di zero condizionalità. È tornato a casa con meno sussidi e più condizionalità. Gli riconosciamo di essersi battuto per contrastare le pretese egoistiche dei Paesi nordici ma il risultato finale purtroppo non è quello che speravamo. I ‘frugali’ ottengono il ridimensionamento del Recovery Fund, mantengono e addirittura aumentano privilegi inaccettabili e anacronistici. Per l’Italia si conserva un livello accettabile di sussidi a fondo perduto ma in compenso rischiamo di perdere molti miliardi su altre voci del bilancio pluriennale. E, a monte, nessuna revisione degli assetti europei che penalizzano in modo strutturale l’Italia e la sua economia. Vengono rinviate a data da destinarsi tutte le tasse sui colossi extraeuropei e la finanza speculativa ma viene introdotta una tassa sulla plastica di 80 centesimi al chilo dal 1 gennaio 2021: un salasso per migliaia di imprese, con il rischio che i costi si riversino fino alle famiglie. Ma quello che ci preoccupa di più è che non solo queste risorse arriveranno a primavera 2021 inoltrata ma che per spenderle dovremo comunque passare dalle forche caudine dei Rutte di turno: non si chiama “diritto di veto” ma il “super freno di emergenza” funzionerà allo stesso modo. Si rischia un inaccettabile commissariamento delle scelte di politica economica di una Nazione sovrana. Difenderemo la nostra sovranità strenuamente e ci auguriamo che da questo momento in poi il governo voglia fare lo stesso». È quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. (n.r. https://fidest.wordpress.com/2020/07/21/consiglio-europeo-alla-fine-spunta-un-accordo/)

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Ue. Urso (FdI): alleanza Italia-Visegrad contro Olanda

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 luglio 2020

“Oggi tutti i principali giornali ungheresi danno grande rilevanza al ruolo di Fratelli d’Italia e all’alleanza tra Italia e Ungheria da noi prospettata. Orban e i Paesi di Visegrad si sono dimostrati in questa occasione i migliori amici dell’Italia. Ora è necessario fare fronte comune tra i Paesi Mediterranei, Italia, Spagna e Portogallo con quelli dell’Europa centrale, Ungheria, Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca contro l’arroganza dell’Olanda che vuole decidere a casa nostra”. A dirlo il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, presidente della Associazione parlamentare di amicizia Italia Ungheria in vista degli incontri politici e istituzionali che avrà oggi e domani a Budapest, in un post su Facebook in cui riporta le testate ungheresi che evidenziano la posizione della destra italiana e il supporto di Orban all’Italia nella trattativa in sede europea. “Auspichiamo – ha aggiunto Urso – che la ritrovata intesa possa contribuire a riaffermare i valori della solidarietà dei padri fondatori della Comunità Europea”.

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I cittadini chiedono che l’UE abbia più poteri e risorse per affrontare la crisi

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

In un nuovo sondaggio commissionato dal Parlamento europeo, una larga maggioranza degli europei e degli italiani afferma che l’UE dovrebbe avere più competenze per affrontare la crisi.Quasi otto cittadini italiani su dieci (78%) vorrebbero un ruolo più incisivo dell’UE nella lotta alle conseguenze del COVID-19. Un dato decisamente più alto della media europea (68%) e che vede l’Italia al settimo posto nella classifica dell’opinione pubblica che chiede più Europa nello sforzo per la ripresa. Più della metà degli intervistati italiani (64%) ritiene inoltre che questa richieda maggiori mezzi finanziari per l’UE, che dovrebbero essere diretti principalmente ad affrontare l’impatto della pandemia sul settore sanitario e sull’economia. Anche in questo caso gli italiani sono più ambiziosi della media dei concittadini degli altri stati membri (56%).Il sondaggio è stato condotto nella seconda metà di giugno. Nella lista delle priorità dei cittadini italiani figurano la ripresa economica in primis, seguita dalla sanità pubblica e dagli investimenti in ricerca e innovazione. Perdita di reddito, consumo dei risparmi accumulati nel tempo e disoccupazione sono invece le tre principali conseguenze economiche della pandemia indicate dagli intervistati in Italia.Commentando i risultati del sondaggio, il Presidente del PE David Sassoli, ha dichiarato: “I risultati di questo sondaggio mostrano chiaramente che i cittadini europei si aspettano che l’Unione dia prova di maggiore solidarietà e intraprenda più azioni per favorire la ripresa. Riconoscono anche la necessità di un bilancio UE più ampio per affrontare l’impatto senza precedenti che la pandemia ha avuto sulla nostra economia e società. Nel contesto degli attuali negoziati sul bilancio, il Parlamento è al fianco dei cittadini nella loro richiesta di una Unione europea più efficace e ambiziosa”.Quasi nove cittadini italiani su dieci (86%) hanno sentito parlare delle varie misure proposte dall’UE per combattere le conseguenze della pandemia di COVID-19. E il 50% degli intervistati sa anche quali siano queste misure. Di coloro che hanno sentito parlare delle misure dell’UE contro il COVID-19, il 32% si dichiara soddisfatto, con un aumento di 9 punti rispetto al sondaggio precedente.
Per circa due terzi degli intervistati (68%) “l’UE dovrebbe avere maggiori competenze per affrontare crisi come la pandemia del Coronavirus”. Questa opinione è sostenuta da una maggioranza assoluta in 26 Stati membri. I paesi più a favore di maggiori competenze dell’Unione sono il Portogallo e il Lussemburgo (entrambi 87%), Cipro (85%), Malta (84%), l’Estonia (81%), l’Irlanda (79%), l’Italia e la Grecia (entrambi 78%), nonché la Romania (77%) e la Spagna (75%).

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Un’Europa sociale forte è essenziale per una ripresa equa e sostenibile dell’UE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 luglio 2020

Gli sforzi di ripresa dell’UE dopo la pandemia di Covid-19 devono assumere una forte dimensione sociale per mantenere solide reti di sicurezza sociale, salvaguardare i posti di lavoro dei lavoratori ed evitare licenziamenti abusivi, hanno sottolineato i rappresentanti eletti degli enti locali e regionali in un dibattito con Nicolas Schmit, commissario europeo per il Lavoro e i diritti sociali. Un parere discusso giovedì dalla commissione SEDEC del Comitato europeo delle regioni pone in evidenza lo stretto legame esistente tra l’agenda sociale dell’UE, il Green Deal e la transizione digitale, e chiede maggiori investimenti nei settori della gioventù, dell’istruzione e dell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita.Rivolgendosi ai membri della commissione Politica sociale, istruzione, occupazione, ricerca e cultura (SEDEC) del Comitato europeo delle regioni (CdR), il commissario Nicolas Schmit ha dichiarato: “È nelle regioni dell’UE che l’azione si concretizza. È nelle regioni che le nostre politiche vengono attuate. Ed è nelle regioni che il nostro Fondo sociale europeo diventa una realtà sul campo. Lavoriamo dunque insieme per attuare il pilastro europeo dei diritti sociali e per utilizzarlo come punto di riferimento per superare l’impatto socio-economico della pandemia di Covid-19”. Inoltre, il commissario ha promesso che la Commissione affronterà le “situazioni inaccettabili” dei lavoratori stagionali in UE.Daniela Ballico (IT/ECR), sindaco di Ciampino, ha affermato: “Il Covid ha fatto emergere quanto sia fragile il nostro sistema economico. In un attimo abbiamo assistito a una trasformazione epocale del mondo del lavoro: in interi settori come cultura, turismo e trasporti i giovani stagionali e interinali si sono trovati a casa dal giorno alla notte. Tante aziende non riprenderanno le loro attività, quindi serve la certezza di un sostegno economico immediato per evitare che questi giovani diventino milioni di poveri. Bisognerà puntare sulla formazione professionale e sulle competenze, ma per questi aspetti serve tempo. Tuttavia, sostegno economico immediato e formazione sul medio termine non sono in contrasto, devono andare di pari passo”.
Donatella Porzi (IT/PSE), consigliere regionale dell’Umbria, ha dichiarato: “La pandemia ha messo in evidenza grandi differenze e difficoltà che dobbiamo colmare attraverso un’operazione congiunta. La mia raccomandazione, da insegnante, è che per la scuola e il mondo della formazione vengano messe a disposizione tutte quelle risorse e azioni capaci di colmare queste differenze. In un momento critico come quello che si è attraversato in tutta Europa, dovendo ricorrere anche alla didattica a distanza, abbiamo visto come le differenze sociali abbiano acuito le disuguaglianze. Siccome non possiamo permetterci di procedere sopportando queste differenze, chiedo un intervento consistente in questa direzione”.Anne Karjalainen (FI/PSE), presidente della commissione SEDEC e relatrice del parere del CdR sul tema Un’Europa sociale forte per transizioni giuste , ha affermato: “La pandemia di Covid-19 sta lasciando una scia di profondi danni sociali ed economici in tutta l’UE, ma non deve essere usata come pretesto per rinviare o ritirare le proposte presentate in materia di politica sociale. La transizione ecologica e digitale deve fondarsi sulla giustizia sociale, sull’uguaglianza e sulla sostenibilità ambientale. In tempi di difficoltà, come quelli in cui viviamo, tutti noi guardiamo all’Unione europea per ricevere protezione. Speriamo che gli Stati membri siano ora all’altezza delle nostre aspettative e raggiungano rapidamente un accordo sul futuro bilancio dell’UE, un bilancio che deve essere commisurato alla grande sfida della ripresa. Questo è essenziale per un’Europa sociale forte, che non lasci indietro nessuno, né persone né territori, e affinché le città e le regioni dispongano di tutti gli strumenti per portare avanti le giuste transizioni”.Facendo riferimento alla comunicazione della Commissione europea pubblicata in gennaio, il parere della relatrice Karjalainen chiede una tabella di marcia chiara, coordinata e ambiziosa per l’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali e sottolinea che anche il Fondo per una transizione giusta , ossia il fondo dell’UE volto a sostenere la transizione ecologica nelle regioni più vulnerabili, dovrebbe essere in linea con tale pilastro. Il parere pone in risalto il ruolo chiave del dialogo sociale e della contrattazione collettiva nel garantire l’equità delle condizioni di lavoro e invita a prestare maggiore attenzione alla salute e al benessere sul lavoro, anche alla luce delle nuove forme di occupazione (economia delle piattaforme) e dei nuovi modelli di lavoro, come l’essere costantemente connessi e il lavoro a distanza.Il parere sottolinea inoltre l’importanza di competenze aggiornate e dell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita e raccomanda di aumentare i finanziamenti a favore della Garanzia giovani e di rendere tale programma permanente ed estenderlo fino all’età di 30 anni. I membri della commissione SEDEC hanno accolto con favore le recenti proposte della Commissione in merito a una nuova agenda delle competenze per l’Europa e al sostegno all’occupazione giovanile .I membri hanno inoltre sottolineato che i lavoratori dei settori particolarmente esposti al rischio di contagio da Covid-19 necessitano di una maggiore protezione sociale, di condizioni di lavoro più sicure e di una migliore retribuzione. Dato che la maggior parte dei lavoratori di questi settori sono donne, l’impatto della pandemia dovrebbe essere affrontato anche nella strategia dell’UE per la parità di genere , come sostiene la Commissione SEDEC in un altro parere presentato giovedì da Concha Andreu (ES/PSE), presidente della regione La Rioja.”Tutte le principali sfide che l’UE deve affrontare oggi, tra cui la transizione ecologica e digitale e la sfida demografica, presentano una dimensione di genere. Per questo motivo è essenziale che la prospettiva di genere sia integrata in tutte le politiche dell’Unione, in particolare quelle collegate al piano di ripresa, per evitare che le disuguaglianze di genere diventino ancora più ampie. La parità è una responsabilità di tutti noi, e in particolare degli enti locali e regionali, che chiedono di essere riconosciuti come partner strategici nella concezione, nell’attuazione e nel monitoraggio della strategia dell’UE per la parità. Lavoriamo dunque insieme per accelerare il più possibile il processo verso la piena parità”, ha esortato la relatrice Concha Andreu.

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Sanità pubblica: i deputati europei vogliono un ruolo più forte per l’UE

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2020

Brussels. In un dibattito sulla strategia UE per la sanità pubblica, i deputati hanno affermato che il COVID-19 dimostra che l’UE ha bisogno di più strumenti per affrontare le emergenze sanitarie.Una risoluzione sulla strategia dell’UE per la salute pubblica dopo il COVID-19 sarà messa ai voti venerdì pomeriggio, i risultati saranno resi noti alle 18.00.Nel dibattito in plenaria di mercoledì sera con la Commissaria per la Salute Stella Kyriakides e il Consiglio, i deputati hanno sottolineato la necessità di trarre le giuste lezioni dalla pandemia. Molti hanno sostenuto la necessità di dare all’UE un ruolo molto più forte nel settore della salute.Pur sottolineando che l’attuale pandemia è ancora lontana dall’essere superata, i deputati hanno affermato la necessità di garantire che i sistemi sanitari in tutta l’UE siano meglio attrezzati e coordinati per affrontare future minacce sanitarie, poiché nessuno Stato membro può far fronte a una pandemia da solo.Diversi deputati hanno inoltre affermato che un ruolo più forte dell’UE nell’area della salute pubblica deve includere misure per affrontare la carenza di farmaci e di attrezzature protettive a prezzi accessibili, nonché il sostegno alla ricerca. Infine, alcuni deputati hanno chiesto che le agenzie sanitarie europee ECDC e EMA siano rafforzate, mentre altri hanno sostenuto la necessità di un’Unione europea della Salute con standard minimi comuni.

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Fondo UE per le crisi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2020

I leader locali e regionali hanno appoggiato le proposte della Commissione europea che aumenterebbero la dotazione finanziaria dell’UE di 2 miliardi di euro in modo da consentire una risposta diretta alle crisi future. Sulla scorta degli insegnamenti tratti dalla pandemia di Covid-19, nel corso di un dibattito con il commissario UE per la Gestione delle crisi, Janez Lenarčič, i membri del Comitato europeo delle regioni hanno anche chiesto nuove regole per consentire alle regioni e alle città di poter fruire del sostegno diretto dell’UE durante i periodi di emergenza.I membri del Comitato europeo delle regioni, l’assemblea dei rappresentanti politici degli enti locali e regionali dell’UE, hanno accolto con favore gli sforzi compiuti dalla Commissione europea per rispondere alla pandemia di Covid-19. Il Comitato ha inoltre dato il suo sostegno alle recenti proposte per rafforzare la componente rescEU del meccanismo di protezione civile dell’Unione europea, che fornisce all’UE risorse di emergenza quali aerei e attrezzature mediche per aiutare le comunità colpite da crisi. In marzo, il Comitato europeo delle regioni ha lanciato una piattaforma di scambio online che consente alle amministrazioni locali e regionali di condividere le buone pratiche nella gestione della pandemia di Covid-19, come anche di valutare la risposta dell’UE. Il Comitato ha inoltre proposto l’istituzione di un meccanismo dell’UE per le emergenze sanitarie volto ad aiutare le città e le regioni ad assumere personale medico supplementare, ad acquistare maggiori dispositivi medici, a sostenere i servizi di terapia intensiva e a fornire strumenti e materiale di igienizzazione per ospedali e scuole, tutte misure di cui si è tenuto conto in larga misura nei piani di ripresa dell’UE.Nel corso del dibattito, i membri del Comitato hanno fornito esempi di misure e buone pratiche adottate a livello locale, basate sull’esperienza da loro fatta sul campo nella lotta contro l’attuale pandemia di Covid-19.

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Piano di ripresa dell’UE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2020

Due settimane prima di un vertice europeo d’importanza cruciale, il Comitato europeo delle regioni – l’assemblea degli enti regionali e locali dell’UE – invita gli Stati membri a raggiungere un accordo tempestivo ed equo sul quadro finanziario pluriennale (QFP) e sul piano Next Generation EU . In una risoluzione e un dibattito con Johannes Hahn, Commissario europeo responsabile del Bilancio e dell’amministrazione, le regioni e le città hanno chiesto che la coesione diventi la bussola per tutte le politiche dell’UE e che l’attuazione dei programmi dell’UE si basi su responsabilità e partenariati condivisi.”Nonostante il ruolo riconosciuto alla politica di coesione nel piano di rilancio, esso funzionerà solo se ci sarà un ancoraggio territoriale. Ad oggi, la sua governance non contempla un vero coinvolgimento delle regioni nella definizione dei piani di investimento, che sono nazionali, e nella loro attuazione. Le risorse sono assegnate agli Stati membri senza alcun vincolo di destinazione territoriale, lasciando ai governi nazionali piena libertà di decidere a quali aree allocarle” ha dichiarato Enrico Rossi (IT/PSE), presidente della Regione Toscana.Il CdR ribadisce che sia il QFP che il piano di ripresa devono concentrarsi sulla coesione quale valore fondamentale e su una solida politica di investimenti a lungo termine dell’UE, che contribuisca a creare un’Unione più resiliente, più verde e orientata al futuro. Il CdR accoglie con favore il sostegno supplementare per la politica di coesione (55 miliardi di euro), lo sviluppo rurale (15 miliardi di euro) e il Fondo per una transizione giusta (30 miliardi di euro), il programma rafforzato Orizzonte (12,5 miliardi di euro) e il meccanismo per collegare l’Europa (1,5 miliardi di euro), nonché per il programma autonomo in materia di salute con una dotazione di 9,37 miliardi di euro.L’attuazione del nuovo bilancio e del nuovo piano di ripresa rappresenterà una sfida in termini di pianificazione strategica, coordinamento e capacità amministrativa. Il Comitato europeo delle regioni chiede di evitare qualsiasi processo di centralizzazione e di garantire che le regioni e le città possano aiutare a dirigere gli investimenti là dove sono più necessari. Il Comitato è pronto a contribuire al miglioramento del semestre europeo, che svolgerà un ruolo importante nel coordinamento strategico del piano di ripresa. Un nuovo partenariato tra UE, attori nazionali, regionali e locali contribuirà a ridurre l’attuale distanza tra il coordinamento delle politiche economiche e i bisogni reali dei cittadini e delle imprese, promuovendo l’attuazione e l’utilizzo dei programmi europei nelle città e nelle regioni.

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Negoziati UE-Regno Unito: fermo sostegno dei deputati alla posizione dell’UE

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 giugno 2020

È necessario il consenso del PE per un accordo su condizioni di parità e sulla pesca. Visto il poco tempo a disposizione per raggiungere un accordo, il Parlamento si rammarica che le differenze sulle future relazioni UE-Regno Unito rimangano sostanziali.In una risoluzione approvata giovedì con 572 voti favorevoli, 34 contrari e 91 astensioni, il Parlamento ha fatto un bilancio dei risultati dei negoziati UE-Regno Unito su un nuovo partenariato e preso atto della richiesta delle parti negoziali di intensificare i colloqui durante il mese di luglio.Inoltre, Il Parlamento deplora che, a seguito di quattro cicli di negoziati, non siano stati conseguiti reali progressi e che sussistano divergenze sostanziali.I deputati sottolineano che un accordo globale è nell’interesse di entrambe le parti. Tuttavia, esprimono profonda preoccupazione per l’insistenza del governo britannico nel voler negoziare solo nei settori che sono di suo interesse ed è “inaccettabile” per l’UE che il Regno Unito possa scegliere a suo piacimento alcune politiche e spingere per accedere al mercato unico dopo la Brexit.Nella risoluzione si ribadisce inoltre il pieno e fermo sostegno del Parlamento al capo negoziatore dell’UE, Michel Barnier, nelle trattative con i negoziatori britannici, in base al mandato politico conferitogli dagli Stati membri dell’Unione e dal Parlamento.Si chiede poi al Regno Unito di rispettare gli impegni assunti nella Dichiarazione politica, firmata dal Primo Ministro Boris Johnson e ratificata sia dall’UE che dal Regno Unito.
La rigorosa applicazione del Protocollo su Irlanda e Irlanda del Nord e la fedele attuazione dell’Accordo di recesso, anche per quanto riguarda i diritti dei cittadini, sono prerequisiti ed elementi fondamentali per garantire la fiducia necessaria per la corretta conclusione di un accordo.L’approvazione da parte del Parlamento di qualsiasi futuro accordo commerciale con il Regno Unito è subordinata al fatto che il governo britannico accetti condizioni di parità (disposizioni e norme comuni), tra l’altro nel campo della protezione ambientale, delle norme sul lavoro e degli aiuti di Stato, e che venga concluso un accordo soddisfacente sulla pesca. Tale esigenza è dovuta alla prossimità geografica del Regno Unito, al grado di interconnessione e al già elevato livello di allineamento e interdipendenza con le norme UE. Infine, nella risoluzione si osserva come finora il governo britannico non abbia avviato trattative su delle disposizioni che garantiscano condizioni di concorrenza eque.

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COVID-19: Aiuti a favore degli agricoltori dal fondo di sviluppo rurale dell’UE

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2020

Bruxelles. Venerdì, i deputati hanno incrementato il sostegno finanziario del fondo di sviluppo rurale UE, per permettere ai Paesi UE di aiutare agricoltori e PMI agroalimentari a uscire dalla crisi.La misura d’emergenza, approvata dal Parlamento con 636 voti favorevoli a 21 contrari, con 8 astensioni, permetterà agli Stati membri dell’UE di utilizzare i fondi UE, rimanenti dai programmi esistenti di sviluppo rurale, per pagare una somma forfettaria una tantum, a titolo di compensazione, agli agricoltori e alle piccole imprese rurali particolarmente colpite dalla crisi COVID-19. Questo sostegno di liquidità mirato da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) dovrebbe aiutarli a rimanere in attività.L’indennizzo da versare agli agricoltori più colpiti può arrivare fino a 7.000 euro, ovvero 2.000 euro in più rispetto a quanto proposto dalla Commissione europea. Il tetto massimo per il sostegno alle PMI agroalimentari dovrebbe è stato confermato a 50.000 euro, in linea con la proposta originaria.L’importo per finanziare la misura di sostegno alla liquidità è stata portata al 2% della dotazione UE per i programmi di sviluppo rurale in ogni Stato membro, rispetto all’1% inizialmente proposto dalla Commissione UE.I deputati hanno anche deciso di dare agli Stati membri più tempo per sbloccare il sostegno. Hanno infatti prorogato la scadenza del 31 dicembre 2020 per i pagamenti fino al 30 giugno 2021, ma le domande di sostegno dovranno essere approvate dalle autorità competenti prima del 31 dicembre 2020.”Accolgo con molto favore i risultati della votazione plenaria di oggi. Questo dimostra ancora una volta che il Consiglio e il Parlamento possono lavorare insieme in stretta e rapida collaborazione quando l’agricoltura dell’UE ha urgente bisogno di aiuto. Abbiamo ora dato ai Paesi dell’UE un altro strumento per aiutare finanziariamente gli agricoltori durante la crisi del coronavirus. I miei ringraziamenti vanno anche alla Presidenza del Consiglio croata per la loro proficua e diretta collaborazione”, ha detto il relatore e presidente della Commissione Agricoltura Norbert Lins (PPE, DE).La bozza di regolamento, così come approvata dai deputati e, in via informale, dai rappresentanti degli Stati membri, sarà ora sottoposta al Consiglio UE per l’approvazione finale. Una voltaapprovata, la nuova legge UE sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’UE. Entrerà in vigore immediatamente dopo.

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Coronavirus: La Commissione presenta la strategia dell’UE sui vaccini

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2020

Per contribuire a tutelare le persone in ogni luogo, la Commissione presenta oggi la strategia europea per accelerare lo sviluppo, la produzione e la distribuzione di vaccini contro la Covid-19. Un vaccino efficace e sicuro contro il virus è la carta migliore per una soluzione permanente alla pandemia. Il fattore tempo è essenziale: ogni mese guadagnato nella conquista del vaccino significa salvare vite umane, e risparmiare mezzi di sussistenza e miliardi di euro. La strategia odierna propone un approccio comune dell’Unione che poggia sul mandato ricevuto dai ministri della Sanità dell’UE. La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato: “È il momento della scienza e della solidarietà. Nulla è certo, ma ho fiducia nella nostra capacità di mobilitare le risorse necessarie per sviluppare un vaccino capace di vincere questo virus una volta per tutte, dobbiamo essere pronti a produrlo e distribuirlo in Europa e nel mondo. Il vaccino segnerà una svolta nella lotta contro il coronavirus, a testimonianza di ciò che riusciamo a ottenere quando mettiamo insieme conoscenze, ricerca e risorse. L’Unione europea farà il massimo possibile affinché tutti, nel mondo, abbiano accesso a un vaccino, senza distinzione di luogo.” La Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, Stella Kyriakides, ha dichiarato: “La collaborazione aumenterà le possibilità di accesso a un vaccino sicuro ed efficace nelle quantità necessarie e nel modo più rapido possibile; un accesso giusto ed equo per tutti, nell’UE e nel mondo, è la migliore opportunità di trovare una via di uscita definitiva dalla crisi della Covid-19. Qui l’Unione offre il meglio di sé: mettere in comune le risorse, unire gli sforzi e portare risultati concreti alla vita quotidiana delle persone”. Nessuno è al sicuro fino a quando non sono tutti al sicuro; non lesineremo gli sforzi per proteggere i cittadini dell’Unione e del mondo.”Lo sviluppo di un vaccino è un processo lungo e complesso. Con la strategia presentata oggi la Commissione sosterrà gli sforzi volti ad accelerare lo sviluppo e la disponibilità di vaccini sicuri ed efficaci in un lasso di tempo compreso tra 12 e 18 mesi, se non prima. Per portare a buon fine questa complessa impresa bisogna effettuare prove cliniche e parallelamente investire in capacità di produzione tali da produrre milioni, se non miliardi, di dosi del vaccino efficace. La Commissione è mobilitata al massimo per sostenere gli sforzi di quanti sono impegnati nello sviluppo dei vaccini.Non è una sfida europea, ma globale. L’Unione europea sarà sicura solo se il mondo intero avrà accesso a un vaccino. L’UE e i suoi Stati membri hanno pertanto sia la responsabilità che l’interesse a rendere il vaccino universalmente disponibile.Un passo importante verso un’azione congiunta tra Stati membri è già stato compiuto con la formazione di un’alleanza inclusiva sui vaccini tra Francia, Germania, Italia e Paesi Bassi. La strategia dell’Unione sul vaccino attuerà un approccio comune con prospettive future.

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Sassoli dopo incontro con Merkel: Presidenza tedesca darà impulso alla UE

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 maggio 2020

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli. “La prossima presidenza tedesca sarà al centro della ricostruzione europea. Siamo convinti che questo sia il momento giusto per rafforzare l’Unione, ed è quello che ci chiedono i cittadini: una UE utile alle nostre società e alle persone. Abbiamo bisogno di affrontare la crisi con un’Europa più forte, capace di affrontare le sfide del mondo globale, di collaborare e di proteggere lo spazio europeo. Per questo faccio appello a tutti perché siano responsabili”.Il presidente David Sassoli ha iniziato un giro di incontri con le istituzioni tedesche in vista del prossimo semestre europeo. Dopo aver incontrato ieri il Presidente del Bundenstag Wolfgang Schäuble, oggi ha incontrato la Cancelliera Angela Merkel. Per domani è previsto un nuovo giro di incontri della Conferenza dei Presidenti dell’europarlamento con il Governo tedesco e con il parlamento federale.

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Cittadini UE chiedono più competenze per l’UE per affrontare crisi come COVID-19

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 maggio 2020

Secondo il sondaggio condotto alla fine di aprile 2020, l’UE dovrebbe avere maggiori competenze per affrontare crisi come la pandemia del Coronavirus. Quasi sette intervistati su dieci (69%) vogliono un ruolo più forte dell’UE nella lotta contro questa crisi. Parallelamente, quasi sei intervistati su dieci si dicono insoddisfatti della solidarietà dimostrata tra gli Stati membri dell’UE durante la pandemia. Mentre il 74% degli intervistati ha sentito parlare di misure o azioni avviate dall’UE per rispondere alla pandemia, solo il 42% di loro è soddisfatto, al momento, di queste misure.Per circa due terzi degli intervistati (69%), l’UE dovrebbe avere maggiori competenze per affrontare crisi come la pandemia del Coronavirus. Meno di un quarto degli intervistati (22%) non è d’accordo con questa affermazione. I paesi che più concordano con questa affermazione sono il Portogallo e l’Irlanda, mentre Cechia e Svezia quelli che esprimono maggior d’accordo.
Nella risposta alla pandemia, i cittadini europei avrebbero voluto che l’UE si concentrasse principalmente sul garantire forniture mediche sufficienti per tutti gli Stati membri dell’UE, sull’assegnazione di fondi per la ricerca per lo sviluppo di un vaccino, sul sostegno finanziario diretto agli Stati membri e sul miglioramento della cooperazione scientifica tra i paesi.Questa forte richiesta di maggiori competenze e di una risposta UE più coordinata va di pari passo con l’insoddisfazione espressa dalla maggioranza degli intervistati per quanto riguarda la solidarietà tra gli Stati membri dell’UE nella lotta contro la pandemia del Coronavirus: il 57% è insoddisfatto dell’attuale stato di solidarietà, tra questi il 22% “non è affatto” soddisfatto. Solo un terzo degli intervistati (34%) è soddisfatto, soprattutto in Irlanda, Danimarca, Paesi Bassi e Portogallo. Gli intervistati di Italia, Spagna e Grecia sono tra i più insoddisfatti, seguiti dai cittadini di Austria, Belgio e Svezia.Tre intervistati su quattro, in tutti i Paesi in cui è stato condotto il sondaggio, dicono di aver sentito, visto o letto delle misure di risposta dell’UE alla pandemia del Coronavirus, e un terzo degli intervistati (33%) conosce queste misure. Allo stesso tempo, circa la metà (52%) di coloro che conoscono l’azione dell’UE in questa crisi si dichiarano insoddisfatti delle misure adottate finora. Solo il 42% è soddisfatto, soprattutto in Irlanda, Paesi Bassi, Danimarca e Finlandia. Il grado di insoddisfazione è più alto in Italia, Spagna e Grecia, e piuttosto elevato in Austria e Bulgaria.Una netta maggioranza degli intervistati (58%) ha dichiarato nel sondaggio di aver incontrato difficoltà finanziarie dall’inizio della pandemia di Coronavirus. Tra i problemi riscontrati figurano perdita di reddito (30%), disoccupazione totale o parziale (23%), utilizzo di risparmi personali prima del previsto (21%), difficoltà a pagare l’affitto, le bollette o i prestiti bancari (14%), nonché difficoltà ad avere pasti adeguati e di buona qualità (9%). Un intervistato su dieci ha dichiarato di dover chiedere aiuto finanziario a famiglia o amici, mentre il 3% degli intervistati ha dovuto affrontare un fallimento. Nel complesso, gli intervistati di Ungheria, Bulgaria, Grecia, Italia e Spagna sono quelli che hanno avuto i maggiori problemi finanziari, mentre quelli in Danimarca, Paesi Bassi, Svezia, Finlandia e Austria sono i meno propensi a segnalare problemi. In questi ultimi paesi, infatti, più della metà degli intervistati non ha avuto problemi finanziari: il 66% in Danimarca, il 57% nei Paesi Bassi, il 54% in Finlandia e il 53% in Svezia.Il sondaggio è stato condotto online da Kantar tra il 23 aprile e il 1° maggio 2020, con 21.804 intervistati in 21 Stati membri dell’UE (paesi non coperti dal sondaggio: Lituania, Estonia, Lettonia, Cipro, Malta e Lussemburgo). Il sondaggio è stato limitato agli intervistati di età compresa tra i 16 e i 64 anni (16-54 in Bulgaria, Repubblica Ceca, Croazia, Grecia, Ungheria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Slovacchia). La rappresentatività a livello nazionale è garantita da quote su genere, età e regione. I risultati medi totali sono ponderati in base alle dimensioni della popolazione di ciascun paese intervistato.I risultati completi dell’indagine, comprese le tabelle dei dati nazionali e sociodemografici, saranno pubblicati dal Parlamento europeo all’inizio di giugno.

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