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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

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COVID-19: Il Parlamento europeo approva misure cruciali per il sostegno dell’UE

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

Le misure urgenti per aiutare persone e imprese ad affrontare la crisi sono state votate in via definitiva in meno di due settimane, dalla presentazione delle proposte da parte della Commissione.Le proposte approvate sono:L’Iniziativa d’investimento in risposta al coronavirus. Questa iniziativa è destinata a canalizzare al più presto 37 miliardi di euro dai fondi UE per i cittadini, le regioni e i Paesi più colpiti dalla pandemia del coronavirus. I fondi saranno diretti ai sistemi sanitari, alle PMI, ai mercati del lavoro e alle altre parti vulnerabili delle economie degli Stati membri UE. La proposta è stata adottata con 683 voti favorevoli, 1 voto contrario e 4 astensioni.
L’estensione del Fondo di solidarietà dell’UE per le emergenze sanitarie pubbliche. Le misure renderanno disponibili fino a 800 milioni di euro per i Paesi europei nel 2020. Le operazioni ammissibili al Fondo saranno estese, per includere il sostegno in una grave emergenza sanitaria pubblica, e sostenere l’assistenza medica, oltre a misure per prevenire, monitorare o controllare la diffusione di malattie. La proposta è stata adottata con 671 voti favorevoli, 3 contrari e 14 astensioni.
La sospensione temporanea delle norme UE sulle bande orarie (slot) negli aeroporti. Ciò permetterà alle compagnie aeree di non effettuare voli a vuoto durante la pandemia. Con la sospensione temporanea, le compagnie non saranno obbligate a utilizzare gli slot di decollo e atterraggio previsti, così da poterli mantenere nella prossima stagione. La regola “use it or lose it” sarà quindi abolita per l’intera stagione estiva, dal 29 marzo al 24 ottobre 2020. La proposta è stata adottata con 686 voti favorevoli, 0 contrari e 2 astensioni.Il Consiglio dei Ministri deve approvare formalmente la posizione del Parlamento. Le misure adottate entreranno in vigore nei prossimi giorni, una volta pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

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La propagazione dell’epidemia di coronavirus e la risposta dell’UE

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

In risposta alla propagazione dell’epidemia di coronavirus, le istituzioni dell’UE, gli Stati membri e gli enti regionali e locali valutano quotidianamente la situazione e adottano sia azioni immediate che proposte a medio termine per controbilanciare gli effetti della crisi. Oltre alle misure per il contenimento e il trattamento della malattia, il 13 marzo la Commissione europea ha istituito una “team di risposta al coronavirus” e ha presentato una serie di proposte legislative volte ad attenuare l’impatto economico della crisi. Le proposte riguardano la protezione dei lavoratori e delle imprese dalle perdite di reddito, ad esempio mediante una semplificazione delle norme sugli aiuti di Stato e un’assistenza finanziaria a carico del bilancio dell’UE e del Fondo europeo per gli investimenti. La Commissione ha proposto, tra l’altro, una nuova “iniziativa d’investimento in risposta al COVID-19” dell’ordine di 37 miliardi di EUR, da reperire dai fondi strutturali inutilizzati e non ancora assegnati. Tutte le fonti d’informazioni sulla risposta dell’UE all’epidemia di coronavirus sono disponibili qui in tutte le lingue ufficiali dell’UE.

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COVID-19: Bene proposta fondi per ricerca, UE sia meglio attrezzata in futuro

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

La Commissione europea propone un pacchetto finanziario significativo per lottare contro la pandemia
I deputati della Commissione Ricerca del Parlamento europeo considerano positive queste misure urgenti. Ma dobbiamo aumentare gli investimenti nella ricerca in modo da essere pronti per una prossima crisi. Le misure di risposta alle crisi dovrebbero essere combinate con un impegno a lungo termine nei programmi di ricerca dell’UE, affermano i deputati della commissione ricerca del PE.”Apprezziamo le misure adottate dal commissario Gabriel e la messa in comune di quasi 140 milioni di euro per la ricerca contro il COVID 19. La Commissione è stata molto veloce nel lanciare una call straordinaria nel quadro del programma Horizon 2020 e nel coinvolgere le parti interessate al partenariato pubblico-privato nell’ambito dell’Iniziativa sui medicinali innovativi (IMI)”, ha affermato il relatore di Horizon Europa Christian Ehler (PPE, DE).”Ora dobbiamo iniziare ad anticipare possibili nuove crisi per essere meglio attrezzati in futuro. La ricerca ha chiaramente un ruolo importante da svolgere nell’affrontare le sfide globali. Questa è una ragione ulteriore per sostenere la nostra proposta di 120 miliardi di euro per Horizon Europa”, ha aggiunto. “La crisi sanitaria determinata dal COVID-19 sta concentrando tutte le attenzioni e le energie. La priorità assoluta è ora quella di arginare la diffusione del virus. Dietro le quinte, dei ricercatori si sforzano, in una situazione di massima urgenza, ad individuare un trattamento ed un vaccino. Lo straordinario tasso di contagio del virus dovrebbe renderci consapevoli del fatto che il nostro mondo interconnesso si è notevolmente ridotto e che un’azione comune e coordinata tra Stati è l’unico modo per affrontare questa crisi “, ha affermato ancora Ehler.”Questa crisi è una prova della nostra capacità di lavorare insieme in una situazione di emergenza, rimanendo al tempo stesso fedeli ai nostri obiettivi a lungo termine”, ha aggiunto.
“Al termine di questa crisi, dobbiamo immediatamente prepararci per la prossima. Ciò significa investire di più nella ricerca e garantire che programmi come Horizon Europa non diventino ostaggi di scontri tra Stati membri”, ha concluso.

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Closure of borders: Civil Liberties Chair demands proportionality and coordination within the EU

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 marzo 2020

“In the last days, several EU member states have reintroduced border controls at their internal borders within the Schengen area or even closed them for certain categories of travellers while some further member states are considering such measures.As Chair of Parliament’s Civil Liberties, Justice and Home Affairs committee, while I fully share the need for public policy measures restricting social interaction to slow down the spread of the Coronavirus, I urge member states to take their measures in full respect of the principles of proportionality and, above all, solidarity among EU Member States, non-discrimination and the applicable Schengen rules. It is key that when taking measures no discrimination is made between EU citizens.It is only through a coordinated approach, rather than actions taken by individual Member States, that we will be successful in addressing the challenge we are all facing.
The Civil Liberties committee is closely monitoring the situation and expects the Commission, the Council Presidency and the member states to protect all benefits of the Schengen area.”

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Sassoli: Ok Von der Leyen. Nessun governo adotti azioni unilaterali. Più forte coordinamento UE

Posted by fidest press agency su martedì, 17 marzo 2020

Dopo l’appello della Presidente della Commissione europea nessun governo assuma iniziative per limitare le forniture di materiale sanitario o adotti misure unilaterali per ridurre la libera circolazione nello spazio europeo. La battaglia è europea e dev’essere condotta con un forte coordinamento da parte degli organi dell’Unione. Solo così si potranno aiutare i cittadini europei ad affrontare questa sfida. Basta andare in ordine sparso.Le sfide poste dalla diffusione del COVID-19, dimostrano quanto sia necessario garantire che i valori della cooperazione e della solidarietà siano al centro dell’azione europea. Dobbiamo impegnarci per proteggere la salute dei nostri cittadini e di tutti coloro che ne hanno bisogno. Dobbiamo garantire un’adeguata fornitura e produzione di attrezzature mediche a livello europeo. I tentativi unilaterali non saranno efficaci contro un virus che non conosce confini.Nell’attuale crisi, è di vitale importanza che il nostro mercato interno e le nostre regole continuino a funzionare. Dobbiamo far in modo che le attrezzature mediche arrivino dove sono necessarie. Solidarietà, fiducia reciproca e cooperazione disinteressata sono principi che devono guidare le nostre azioni contro questa pandemia.Per rendere più efficace il sistema Schengen è necessario un adeguato controllo alle frontiere esterne dell’UE, conformemente alle nostre norme e ai nostri obblighi internazionali. Tuttavia, la reintroduzione di controlli interni, quando non in linea con i dati forniti dalle autorità sanitarie, potrebbe provocare più danni che benefici. Imporre maggiori costi per l’intera Unione e impedire alle merci di arrivare dove necessarie. Dobbiamo garantire il corretto funzionamento dello spazio Schengen.In questo momento, tutti insieme dobbiamo garantire il rispetto dei valori di fiducia reciproca, cooperazione e solidarietà. Questi sono i principi cardine al centro del nostro progetto europeo”.

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Il Comitato delle regioni dell’UE rinvia la sessione plenaria di marzo

Posted by fidest press agency su domenica, 15 marzo 2020

“Dopo attenta deliberazione, ho preso la decisione di rinviare la sessione plenaria del Comitato europeo delle regioni, prevista per il 25-26 marzo prossimi, come contributo agli sforzi volti a prevenire e controllare l’ulteriore diffusione della pandemia di coronavirus. Questa linea d’azione rispecchia le misure già messe in atto da molte autorità locali, regionali, nazionali e dell’UE. Questa decisione è già stata comunicata a tutti i membri del Comitato, al personale e alle altre istituzioni dell’UE e ai nostri partner, con cui siamo in stretto contatto.

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COVID-19: l’UE è impegnata su tutti i fronti

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 febbraio 2020

La Commissione europea sta lavorando senza sosta per sostenere gli Stati membri dell’UE e rafforzare gli sforzi internazionali volti a rallentare la diffusione del COVID-19.Per migliorare la preparazione, la prevenzione e il contenimento del virus a livello globale, la Commissione ha annunciato oggi un nuovo pacchetto di aiuti del valore di 232 milioni di EUR. Parte di questi fondi sarà immediatamente assegnata a diversi settori, mentre il resto sarà sbloccato nei prossimi mesi.”Con l’aumentare dei casi di contagio, la salute pubblica è la massima priorità. La comunità internazionale deve lavorare insieme per migliorare la preparazione ovunque nel mondo. L’Europa vuole avere un ruolo di primo piano”, ha dichiarato Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea.
A seguito degli sviluppi in Italia, la Commissione sta intensificando il suo sostegno agli Stati membri nel contesto degli interventi in corso per la preparazione, le misure di emergenza e la pianificazione della risposta.I nuovi finanziamenti dell’UE contribuiranno all’individuazione e alla diagnosi della malattia, all’assistenza delle persone contagiate e a prevenire l’ulteriore diffusione del virus in questo momento critico.Del pacchetto di aiuti del valore di 232 milioni di EUR:
-114 milioni sosterranno l’Organizzazione mondiale della sanità, in particolare il piano globale di preparazione e risposta a livello mondiale, al fine di rafforzare la preparazione e la risposta alle emergenze di sanità pubblica nei paesi con sistemi sanitari deboli e una resilienza limitata. Parte di questi finanziamenti è subordinata all’accordo delle autorità di bilancio dell’UE.
-15 milioni saranno assegnati all’Africa, anche all’Istituto Pasteur Dakar in Senegal, per sostenere misure quali la diagnosi rapida e la sorveglianza epidemiologica.
-100 milioni per il contenimento e la prevenzione, di cui fino a 90 milioni di partenariato pubblico-privato con l’industria farmaceutica e 10 milioni per la ricerca epidemiologica, diagnostica, terapeutica e sulla gestione clinica.
-3 milioni sono assegnati al meccanismo di protezione civile dell’UE per i voli di rimpatrio dei cittadini dell’UE da Wuhan.

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Stati Uniti d’Europa e Brexit. Il passaporto e le nuove politiche dell’UK. Lezione per l’Ue

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 febbraio 2020

Cosa succede in UK per i nuovi passaporti? Tornano al vecchio colore blu pre-1988 e con grande entusiasmo dei sovranisti di Oltremanica, ma con un particolare: saranno fatti in Polonia da una ditta francese che ha vinto un appalto (311 milioni di euro per undici anni) sconfiggendo un concorrente britannico che ha dovuto, di conseguenza, licenziare 170 dipendenti. Situazione che ha provocato un tweet umoristico che sta circolando sulla stampa britannica non filo-Brexit: “Tutti coloro che hanno votato per la Brexit sapevano esattamente per cosa stavano votando. Aspettare tre volte di più al controllo passaporti, con un passaporto che ha creato posti di lavoro in Polonia e licenziamenti in Gran Bretagna”.
E’ noto che l’Uk non comunitaria si appresta a diventare una sorta di Singapore in terra europea. E già questo ci lascia perplessi sui messaggi che sono stati inviati agli elettori per convincerli sulla bontà della Brexit, che avrebbe dovuto essere una sorta di “Uk first” (per parafrasare l’“America first” di Donald Trump)… un sovranismo economico che si basa sul “off shore” del proprio territorio e delle proprie politiche… non ci sembra proprio quanto previsto e promesso. Ma, dirà qualcuno, c’è il Commonwealth che avrà il suo peso…. Ma a parte che c’era anche quando l’Uk era nell’Unione Europea, dubitiamo che possa essere alternativo e migliorativo (politicamente ed economicamente) rispetto alla nostra Ue. Comunque, tutto è possibile, vedremo.Lasciando l’Uk al proprio orgoglio del passaporto identitario, questo episodio non va sottovalutato per capire, non tanto i nostri cugini britannici, ma le politiche della nostra Unione europea.
Una domanda: possibile che gli elettori britannici si siano fatti convincere a lasciare l’Ue anche in virtù del colore del proprio passaporto? Cos’è che non ha funzionato tra Ue e Uk e, di conseguenza, cosa potrebbe anche e ancora non funzionare tra l’Ue e gli altri Stati membri, a partire da quelli che mentre di giorno dicono di voler lasciare l’Unione, di notte lavorano per starci meglio e prendere più sussidi possibile?
La risposta “semplice” che forniamo è “la tangibilità”, cioè la percezione che per ogni Stato membro l’Unione valga “2+2=5”, rispetto al “2+2=3” che varrebbe non facendoci parte. A parte gli addetti ai lavori e i beneficiari diretti di varia tacca, se si prova a chiedere ad un cittadino medio perché appartenere all’Unione fa sì che 2+2 faccia 5 piuttosto che 4, crediamo che saremo travolti da sguardi che si perdono nel vuoto o frasi di un generico sfiancante.
In Italia più che altrove… e infatti, non a caso, buona parte dei fondi comunitari che sono messi a disposizione dall’Unione per la nostra economia, tornano a destinazione perché inutilizzati. Perché? Forse perché anche noi italiani siamo legati al colore del passaporto come alcuni politici britannici? Un po’ è vero, perché nella terra dell’ignoranza un simbolo (per quanto marginale possa essere, come il passaporto) può svolgere un ruolo determinante. E questo accade perché il nostro Paese, e non solo, non è un primatista nella cosiddetta educazione civica… che già è praticamente inesistente per le istituzioni nazionali, figuriamoci per quelle comunitarie. Quale lezione ricaviamo dal rinato passaporto britannico e dalla nostra non-educazione civica? Certamente non dirci che dobbiamo essere più bravi, incisivi, attenti, professionali, etc. E’ da sempre che ce lo diciamo, e torniamo sempre allo stesso punto morto (dove l’assalto ai supermercati in questi giorni di coronavirus sono solo l’ultima espressione del nostro minimalismo civico, e logico). Da soli non ce la possiamo fare. Abbiamo bisogno di aiuto. E questo non ci può che arrivare dall’Unione, di cui siamo fondatori. E la questione non riguarda solo l’Italia, ma anche, per esempio, Polonia e Ungheria e tutti quegli elettori che nei propri Paesi danno consensi ai partiti sovranisti che, mediamente, sono tutti antieuropeisti.
Il messaggio civico che rivolgiamo all’Ue è proprio questo: dacci migliori e più intense occasioni per farci partecipi e protagonisti della nostra Unione. E’ questo il messaggio che rivolgiamo alla prossima (dal 9 maggio). Se l’Unione non si impegnerà per una maggiore democrazia, trasparenza e sovranità post-nazionale, i cittadini europei non avranno scrupoli ad abbandonare il multilateralismo e l’integrazione regionale per le politiche dei nazionalisti. Come gli elettori hanno fatto nel 2016 nel Regno Unito, grazie anche alla nostalgia del colore del loro passaporto… e se poi ci si renderà conto che il colore del passaporto può essere una sorta di trappola rispetto al dover tener fede al proprio appartenere all’economia di mercato, è bene che se ne abbia consapevolezza già da ora e non dopo. Il tempo non gioca a favore. Anzi. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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“L’Europa che vogliamo”

Posted by fidest press agency su sabato, 22 febbraio 2020

Torino Lunedì 24 febbraio, alle ore 15, presso le OGR di corso Castelfidardo 22, si terrà il convegno “L’Europa che vogliamo”: una riflessione sul bilancio e sui valori della UE con il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli, che terrà una relazione intitolata “Il tempo delle scelte”.L’incontro, cui parteciperanno oltre 200 esponenti delle istituzioni, del mondo accademico, culturale, sociale e produttivo del territorio, è organizzato dalla Fondazione CRT con l’Università degli Studi di Torino e il Centro Studi Federico Peirone.
Oltre al Presidente Sassoli, interverranno all’evento il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia, il Segretario Generale della Fondazione CRT e Presidente di EFC Massimo Lapucci, il Rettore dell’Università degli Studi di Torino Stefano Geuna con il Professor Alberto Gherardini, il Direttore di Aggiornamenti sociali Giacomo Costa. Sarà possibile seguire l’evento in diretta streaming sul sito http://www.fondazionecrt.it

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Budgetary Control Committee ask for stronger measures to protect EU spending

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 febbraio 2020

• Disclose end beneficiaries of agricultural funds
• Subsidy ceilings to distribute EU support fairly
• Public Prosecutor’s Office is underfinanced and cannot be fully operational
On Wednesday, the Budgetary Control Committee signed off on the Commission’s 2018 budget, but rules to fight fraud and conflict of interest must be strengthened.
The Budgetary Control Committee recommends granting discharge of the Commission’s accounts for 2018 (corresponding to 97% of the whole EU budget) by 20 votes in favour and four against. In the accompanying resolution, adopted by 22 to 3 and 3 abstentions, MEPs ask for stronger protection of EU spending against fraud, corruption, conflict of interest, intentional misuse and organised crime, as well as for EU money to be distributed more fairly.

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Il presidente della regione della Macedonia centrale ‎ eletto Presidente del Comitato delle regioni dell’UE

Posted by fidest press agency su domenica, 16 febbraio 2020

Il membro greco Apostolos Tzitzikostas (PPE) è stato eletto Presidente del Comitato europeo delle regioni. Il presidente della regione greca della Macedonia centrale guiderà l’assemblea dell’UE dei politici eletti a livello locale e regionale per i prossimi due anni e mezzo. Nel corso della prima sessione del nuovo mandato quinquennale del Comitato, i membri hanno inoltre eletto alla carica di Primo Vicepresidente Vasco Ilídio Alves Cordeiro, presidente della giunta regionale delle Azzorre, Portogallo.Il Presidente, parlando di fronte ai 329 membri del Comitato provenienti da tutti i 27 Stati membri dell’UE, ha esposto le sue tre priorità per il mandato.”In primo luogo, l’Unione europea deve essere al servizio dei suoi cittadini e dei luoghi in cui vivono, i loro villaggi, le loro città e regioni. Dobbiamo sostenere la coesione territoriale, l’innovazione e l’imprenditorialità, ma anche trovare soluzioni credibili alla gestione della migrazione guidata dalla solidarietà. In secondo luogo, le regioni e le città devono concentrarsi sulla comprensione e sulla risposta alle profonde trasformazioni delle rivoluzioni in corso, quella ecologica, quella digitale e quella demografica. Infine, dobbiamo rafforzare la democrazia europea, ponendo al centro le regioni e le città, al fine di avvicinare l’Europa ai suoi cittadini.”Riferendosi alla Brexit come a un “campanello d’allarme”, ha inoltre invocato una maggiore efficacia dell’UE nel rispondere ai bisogni dei cittadini: “In quanto rappresentanti politici eletti a livello locale e regionale, dobbiamo rendere l’Unione europea capace di conquistare i cuori di coloro che si sentono trascurati o dimenticati. L’Europa deve prendere le sue decisioni il più vicino possibile ai cittadini per migliorare la loro vita. Dobbiamo impegnarci affinché l’Europa agisca per rispondere alle richieste dei cittadini e riconquistarne la fiducia. L’Europa deve dimostrare di essere capace di ascoltare e di cambiare”.Durante il suo discorso di accettazione, il neoeletto Primo Vicepresidente Vasco Ilídio Alves Cordeiro ha dichiarato: “La mia elezione conferma che in questa istituzione tutte le regioni e le città contano ed esse dovrebbero poter svolgere un ruolo attivo nel progetto europeo indipendentemente dalla loro ubicazione geografica, dalle loro dimensioni o dalla loro ricchezza. L’UE deve essere la forza trainante per la realizzazione di un futuro pieno di promesse e intendiamo lavorare con impegno per permettere a tutte le regioni e le città di svolgere la loro parte in questo contesto. Il loro ruolo è fondamentale per aiutare l’UE a raggiungere il suo obiettivo di non lasciare indietro nessuno. Le sfide che ci attendono richiedono audacia e coraggio per essere affrontate. Come nuovo Primo Vicepresidente, mi adopererò per far sentire la voce degli enti locali e regionali.”

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Ue: a gennaio nessun rimbalzo produzione industriale

Posted by fidest press agency su sabato, 15 febbraio 2020

Per la Commissione Ue, che ha limato al ribasso le previsioni di crescita dell’Italia, la fiducia nell’industria è migliorata a gennaio, ma non suggerisce ancora un rimbalzo imminente nella produzione industriale.”La Commissione Ue smentisce le previsioni del Governo. Proprio oggi il ministro Gualtieri ha dichiarato che tutti gli indicatori danno per gennaio una situazione di ripresa e che la produzione industriale sarebbe salita. “Parliamo di un rimbalzo a gennaio” ha dichiarato oggi il ministro” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Naturalmente ci auguriamo che il ministro abbia ragione e la Commissione Ue torto. Lo vedremo. Certo, guardando al grafico della produzione industriale, il crollo di dicembre non è incoraggiante. Pur scontando l’effetto ponte connesso al posizionamento di venerdì 27 dicembre, stimabile in 3 punti percentuali, la produzione scende comunque in termini tendenziali dell’1,3% e non c’è un solo raggruppamento in territorio positivo. Quanti ai settori di attività economica, si salvano solo la fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica (+5,3%), l’industria alimentare (+2,9%) e le altre industrie (+1,1%). Un po’ pochino per essere ottimisti” conclude Dona.

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Relazioni UE-Regno Unito

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 febbraio 2020

Mercoledì, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che fornisce il primo contributo dei deputati ai prossimi negoziati con il governo britannico, su un nuovo partenariato UE-Regno Unito, dopo il periodo di transizione previsto dall’accordo sulla Brexit. Il testo è stato adottato con 543 voti favorevoli, 39 contrari e 69 astensioni. Il Parlamento vuole che l’accordo di associazione con il Regno Unito sia il più completo possibile e che sia basato su tre pilastri principali: un partenariato economico, un partenariato per gli affari esteri e questioni settoriali specifiche.Nei prossimi negoziati con il governo britannico, l’integrità e il corretto funzionamento del mercato unico e dell’unione doganale devono essere mantenuti in ogni momento. Nessuna delle “quattro libertà” dell’UE (libera circolazione delle merci, dei capitali, dei servizi e delle persone) può essere sacrificata in cambio di un’altra.Date le dimensioni dell’economia del Regno Unito e la sua vicinanza, la concorrenza con l’UE deve essere mantenuta equa attraverso una “parità di condizioni” in materia, tra l’altro, sociale, ambientale, fiscale, di aiuti di Stato, di protezione dei consumatori e di clima.
Per mantenere le relazioni commerciali esenti da quote e tariffe, il governo britannico dovrebbe impegnarsi ad aggiornare le proprie norme su, ad esempio, concorrenza, standard lavorativi e protezione ambientale, e garantire un ‘allineamento dinamico’, cioè evolutivo, delle norme di UE e Regno Unito.Ciò significa che il Regno Unito dovrebbe adeguare le proprie norme agli standard UE ogni volta che questa aggiorna il proprio quadro giuridico, per evitare vantaggi competitivi sleali. Inoltre, bisognerebbe prevedere un solido meccanismo di risoluzione delle controversie.
La risoluzione chiarisce che per ottenere il consenso del Parlamento, l’accordo di libero scambio deve essere subordinato a un accordo sulla pesca, da raggiungere entro giugno 2020. Se il Regno Unito non dovesse rispettare gli standard UE, la Commissione dovrebbe valutare possibili quote e tariffe per i settori più sensibili, in particolare per le importazioni di prodotti alimentari e agricoli, che devono rispettare rigorosamente le norme comunitarie.
Il testo contiene anche capitoli sui diritti dei cittadini e la mobilità delle persone, la protezione dei dati, i servizi finanziari, la situazione sull’isola d’Irlanda, il ruolo della Corte di giustizia UE, i programmi e le agenzie, la politica estera e di sicurezza, nonché altre priorità del Parlamento.Il Parlamento sostiene infine che la questione relativa allo status di Gibilterra non sarà inclusa in questi negoziati e che qualsiasi accordo su di esso richiederà l’approvazione preventiva del governo spagnolo.
La risoluzione reagisce alle proposte di direttive negoziali della Commissione, presentate il 3 febbraio dal capo negoziatore dell’UE Michel Barnier. Queste direttive sono la cornice che definisce lo scopo, la portata e gli obiettivi dei negoziati e devono essere firmate dai rappresentanti degli Stati membri, probabilmente il 25 febbraio.
Il Regno Unito ha lasciato l’Unione Europea il 31 gennaio. Il periodo di transizione, concordato nell’ambito dell’Accordo di ritiro, è iniziato il 1° febbraio e termina il 31 dicembre 2020. Qualsiasi futuro accordo dovrà essere approvato dal Parlamento europeo prima di poter entrare in vigore.

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“È stato un errore allargare la Nato e l’Ue?”

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 febbraio 2020

Per rispondere a questa domanda, la John Cabot University (JCU) ha tenuto una tavola rotonda, a cura dell’Istituto Guarini per gli Affari pubblici, in collaborazione con il Centro Ceco di Roma e il Circolo Slavistico Romano di Roma Tre, in coincidenza col Brexit Day. Obiettivo: analizzare e stilare un bilancio dei cambiamenti verificatisi dalla caduta del muro e dal crollo del comunismo, in «30 anni di democrazia all’Est», con un occhio a cosa potrebbe profilarsi dietro l’angolo.«Qualcuno dice che l’allargamento dell’Ue ad Est, cominciato nel 2004, sia stato l’inizio della Brexit», ha esordito Costanza Hermanin, docente di Scienze politiche, esperta di Europa. Con lei, attorno al tavolo, in una discussione aperta alla partecipazione di tutto il pubblico presente, com’è consuetudine dell’ateneo americano, c’erano Radoslava Stefanova, funzionaria della Nato, e Claudia Stamerra, giornalista del Gr1 Rai, con compito di moderatrice.«Forse la maggioranza delle persone risponderebbe “sì” alla domanda se sia stato un errore. Non esistono sondaggi», ha continuato Costanza Hermanin. Mettendo poi sul tavolo due questioni pressanti: il social dumping e il fiscal dumping. «La delocalizzazione è una forte leva in mano agli euroscettici», ha aggiunto Claudia Stamerra.«Il sociale e il fiscale sono due domini che spingono le persone a pensare che la Ue sia un fallimento. Ma sono due leve che muovono consenso politico, e i Paesi non vogliono lasciare spazio alla Ue, perché su questi settori si vincono le elezioni. Ora, comunque, ci si è resi conto che qualcosa va fatto: nel programma della Von der Leyen c’è una proposta per il salario minimo europeo», ha spiegato Costanza Hermanin.Capitolo fiscal dumping. «Non esiste una normativa unica sul fisco. Ma la concorrenza fiscale più sfrenata – ha specificato Costanza Hermanin – non viene dall’Europa centro-orientale. Nei prossimi cinque anni potrebbero esserci novità sulla fiscalità digitale ed ecologica, perché in questo settore serve unità di intenti fra i vari Stati». In definitiva «l’allargamento a Est non è stato un errore».
«L’allargamento ha aggiunto 100 milioni di consumatori nuovi al mercato comune: sul piano economico si è verificato un netto guadagno. E poi c’è la questione importante della difesa, che non domina il dibattito pubblico», ha detto Radoslava Stefanova.
Domanda: la Nato si allargherà ancora a Est? «Appena i Paesi dell’Est hanno avuto la possibilità di effettuare scelte sovrane, hanno aderito alla Nato. Attualmente, ci sono altri quattro candidati per entrare. Nel 2008, la Nato ha preso un impegno nei confronti della Georgia e dell’Ucraina, che sarà rispettato quando le condizioni tecniche e politiche lo permetteranno», ha affermato Radoslava Stefanova.Al termine, la risposta del tavolo e della sala alla domanda che ha ispirato la tavola rotonda è stata univoca: «L’allargamento non è stato un errore». Sul filo conduttore del dibattito, i lavori sono proseguiti con una sessione, coordinata da Federigo Argentieri, direttore dell’Istituto Guarini della JCU, incentrata sulla presentazione di libri di recente pubblicazione legati all’Europa orientale, tra cui il “Calendario civile europeo” curato da Angelo Bolaffi e Guido Crainz, Donzelli editore.

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5G, il ‘toolbox’ della Commissione Ue per rendere sicure le reti

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 gennaio 2020

5G, il ‘toolbox’ della Commissione Ue per rendere sicure le reti: “I fornitori ad alto rischio possono subire restrizioni”TELECOMS. Ecco le misure e gli strumenti che gli Stati membri dovrebbero disporre per mitigare i rischi legati al 5G. Non è un bando a Huawei, ma “i fornitori ad alto rischio possono subire restrizioni” ed “assicurare che ciascun operatore disponga di una adeguata strategia multi-vendor”.La Commissione ha approvato il ‘toolbox’, il pacchetto di strumenti comune comprendente misure di attenuazione, concordato dagli Stati membri dell’UE, e volto ad affrontare i rischi di sicurezza connessi al lancio del 5G. Perché?Le reti 5G offrono ai responsabili degli attacchi informatici un numero maggiore di potenziali punti di accesso, per via di un’architettura meno centralizzata, dello smart computing ai margini della rete, della necessità di più antenne e di una maggiore dipendenza dal software.Cosa prevede il toolbox della Commissione Ue per rendere sicure le reti 5G?Il 5G offre una pluralità di vantaggi in diversi settori, ma solo se le reti sono sicure può offrire vantaggi positivi ai cittadini. Con questo principio di base gli Stati membri, tramite il gruppo di cooperazione NIS, hanno adottato il pacchetto di strumenti.Ecco le misure e gli strumenti che gli Stati membri dovrebbero disporre per mitigare i rischi legati al 5G.In particolare dovrebbero affrontare questi aspetti:
• Rafforzare i requisiti di sicurezza per gli operatori di rete mobile;
• Valutare il profilo di rischio dei fornitori; applicare restrizioni pertinenti per i fornitori considerati “ad alto rischio”, comprese le esclusioni necessarie per gli asset chiave. Questo approccio è stato adottato da UK che ha considerato Huawei “ad alto rischio” e per questo motivo ha dato l’ok al suo coinvolgimento solo nella realizzazione delle nuove infrastrutture 5G per le parti non strategiche, non ‘core’, e per una percentuale che non può superare il 35%.
• Assicurare che ciascun operatore disponga di un’adeguata strategia multi-vendor per evitare o limitare qualsiasi grande dipendenza da un unico fornitore ed evitare la dipendenza dai fornitori considerati alto rischio. (fonte: Key4biz World)

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Nuovo rapporto UE minaccia i diritti dei passeggeri aerei

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 gennaio 2020

Un nuovo rapporto di Steer fa luce sulle possibili conseguenze di una revisione della normativa EU 261, il regolamento europeo che tutela i diritti dei passeggeri. Una possibile revisione potrebbe portare a vantaggi per le compagnie aeree a scapito dei diritti di quasi un miliardo di viaggiatori di tutto il mondo ogni anno.A nome della Commissione Europea, la società di consulenza Steer ha recentemente pubblicato il rapporto: “Studio sull’attuale livello di protezione dei diritti dei passeggeri aerei nell’UE”. È probabile che tale report influisca pesantemente sulla direzione che sta prendendo la revisione della normativa EU 261, con un effetto negativo per i passeggeri di tutto il mondo. Si stima una riduzione del 60-75% di richieste idonee al risarcimento.In allegato il comunicato stampa con le possibili previsioni e conseguenze di una revisione della normativa.Se interessati è possibile intervistare Christian Nielsen, Vice Presidente di APRA, l’Associazione dei difensori dei diritti dei passeggeri per approfondire lo studio e far luce sul possibile cambio di rotta e le conseguenze sui passeggeri di tutto il mondo. L’intervista potrà essere condotta in lingua inglese.

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Autotrasporto: Serracchiani, ok nuove regole Ue contro dumping sociale

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 dicembre 2019

“L’accordo delle istituzioni europee sul ‘pacchetto mobilità’ è un passo avanti positivo per l’autotrasporto italiano, rispetto a una condizione che vede finora le nostre imprese subire una concorrenza sleale consumata soprattutto sulla pelle dei lavoratori distaccati, e che colpisce in modo particolare il Nordest”. Lo afferma la deputata Debora Serracchiani, capogruppo dem in commissione Lavoro alla Camera, commentando l’accordo sul testo del “Pacchetto mobilità” raggiunto a Bruxelles dal processo decisionale del Trilogo, con importanti decisioni relative alle norme sul trasporto stradale internazionale. Per la parlamentare “un cabotaggio più difficile, distacchi più controllati, tempi di guida e di riposo, uso esteso del tachigrafo e altro sono punti qualificanti della nuova normativa. Ma, come sempre, a poco servono leggi e norme senza adeguati controlli, e quelli già ora dovrebbero essere intensificati”. “E’ nell’interesse nazionale – ha aggiunto Serracchiani – che l’iter delle approvazioni formali in Europa sia rapido e rispettoso del testo normativo concordato, per arrivare presto alla ratifica dei singoli Stati”.

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Ue. FdI interroga la Commissione Europea su concorrenza e rischi occupazionali del caso Lactalis

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 dicembre 2019

“Lesione del principio di libera concorrenza e concreto rischio occupazionale per i lavoratori italiani”. Sono questi i forti dubbi sollevati dall’europarlamentare di FDI, Nicola Procaccini, in merito all’acquisizione dell’azienda italiana Nuova Castelli da parte del colosso francese Lactalis. Sulla vicenda Procaccini ha presentato una interrogazione, firmata da tutti gli eurodeputati del gruppo di FDI-ECR (Raffaele Fitto, Carlo Fidanza, Pietro Fiocchi, Raffaele Stancanelli) in cui vengono chiesti chiarimenti alla Commissione Europea.
“Non ci convincono le motivazioni con cui la Commissione Europea ha approvato questa acquisizione ritenuta non lesiva del principio di libera concorrenza, per questo abbiamo preteso la massima trasparenza considerata la posizione dominante di Lactalis nel settore lattiero-caseario. Siamo anche preoccupati per i risvolti occupazionali di questa operazione, a rischio ci sono molti lavoratori italiani e nella interrogazione chiediamo alla Commissione come intende agire concretamente per sostenere le nostre maestranze. Si sta configurando l’ennesima operazione a danno dell’Economia italiana: i francesi fanno spesa da noi e a rischio sono i nostri lavoratori e l’attività di tante altre aziende italiane che operano nel settore, schiacciate dal colosso francese”, specifica Procaccini.
Sulla stessa linea anche il senatore Patrizio La Pietra, capogruppo di FdI in commissione Agricoltura, secondo il quale “aver messo nelle mani dei francesi sia la produzione dei nostri formaggi tipici, come il Parmigiano Reggiano, sia la loro commercializzazione provocherà sicure conseguenze a produttori e trasformatori italiani dei prodotti d’eccellenza. Come Fratelli d’Italia attiveremo la commissione Agricoltura affinchè solleciti il ministro, Teresa Bellanova, ad intraprendere una forte azione di difesa dei nostri prodotti dalla Commissione europea palesemente a trazione franco-tedesca”

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Più di 200 milioni di € per promuovere i prodotti agroalimentari europei all’interno e all’esterno dell’UE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 novembre 2019

Il programma di lavoro 2020 relativo alla politica di promozione, adottato oggi dalla Commissione, definisce le principali priorità del sostegno. La politica dell’UE nella promozione dei prodotti agroalimentari si prefigge di aiutare il settore ad approfittare al meglio del mercato agroalimentare globale, sempre più grande e dinamico, di sensibilizzare i cittadini sui regimi di qualità, compresi i prodotti biologici, e di sostenere i produttori che si trovano a far fronte a turbative di mercato o alla perdita di fiducia dei consumatori.Nel 2020 più della metà del bilancio (118 milioni di €) sarà destinato a campagne per mercati al di fuori dell’UE con un elevato potenziale di crescita, come Canada, Cina, Giappone, Corea, Messico e Stati Uniti. Le campagne selezionate dovrebbero migliorare la competitività e il consumo dei prodotti agroalimentari dell’Unione, ottimizzarne l’immagine e aumentare la loro quota di mercato nei paesi interessati.Le campagne informeranno inoltre i consumatori dell’UE e del resto del mondo dei vari regimi e delle diverse etichette di qualità dell’UE, quali le indicazioni geografiche. Le campagne intendono inoltre mettere in evidenza gli elevati standard di sicurezza e qualità, la diversità e gli aspetti tradizionali dei prodotti agroalimentari dell’UE. Infine, all’interno dell’UE, l’accento sarà posto sulla promozione di un’alimentazione sana e sull’aumento del consumo di frutta e verdura fresca nel quadro di un’alimentazione equilibrata.Gli inviti a presentare proposte per le prossime campagne saranno pubblicati nel gennaio 2020. Un’ampia gamma di organismi, come le organizzazioni professionali, le organizzazioni di produttori e i gruppi agroalimentari responsabili delle attività di promozione, possono presentare proposte e richiedere finanziamenti.
I cosiddetti programmi “semplici” possono essere presentati da una o più organizzazioni del medesimo Stato membro; i programmi “multipli” coinvolgono almeno due organizzazioni nazionali provenienti da almeno due Stati membri o da almeno una o più organizzazioni europee.Per il 2020 i programmi semplici riceveranno 100 milioni di € e i programmi multipli 91,4 milioni di €.Un importo supplementare di 9,5 milioni di € è riservato alle iniziative della Commissione. Tra queste figurano la partecipazione a fiere e campagne di comunicazione, nonché iniziative diplomatiche promosse dal commissario per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale e accompagnate da una delegazione commerciale.

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Accordo sul bilancio dell’UE per il 2020: lotta ai cambiamenti climatici e realizzazione delle priorità dell’UE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 novembre 2019

Le tre istituzioni dell’UE hanno raggiunto oggi un accordo sul bilancio dell’UE per il 2020, che consentirà all’Unione di concentrare le sue risorse sulle priorità che contano per i cittadini: cambiamenti climatici, occupazione, giovani, sicurezza e solidarietà nell’UE. Il bilancio per l’anno a venire, che sarà il settimo ed ultimo esercizio nel quadro dell’attuale ciclo di bilancio a lungo termine per il periodo 2014-2020, preparerà inoltre la transizione verso il prossimo ciclo di bilancio. Il bilancio dell’UE per il 2020 prevede 168,69 miliardi di € in stanziamenti di impegno (ovvero i finanziamenti che possono essere stabiliti nei contratti in un determinato anno) e 153,57 miliardi di € in stanziamenti di pagamento (ovvero i finanziamenti che saranno erogati). Tra gli elementi principali del bilancio figurano i seguenti:il 21% del bilancio complessivo sarà destinato a misure volte ad affrontare i cambiamenti climatici. Il programma LIFE per l’ambiente e l’azione per il clima, ad esempio, riceverà 589,6 milioni di € (+5,6% rispetto al 2019). Orizzonte 2020, che tradizionalmente apporta un contributo sostanziale al conseguimento degli obiettivi climatici, otterrà un importo pari a 13,46 miliardi di € (+8,8% rispetto al 2019). Alla componente Energia del meccanismo per collegare l’Europa, che investe nella diffusione su vasta scala delle fonti rinnovabili, nel potenziamento delle infrastrutture esistenti per la trasmissione dell’energia e nello sviluppo di nuove infrastrutture, saranno assegnati 1,28 miliardi di € (+35% rispetto al 2019). La componente Trasporti del meccanismo per collegare l’Europa riceverà un sostegno pari a 2,58 miliardi di €; quasi la metà dei fondi – 83,93 miliardi di € in stanziamenti di impegno (+4,1% rispetto al 2019) – contribuirà a rendere la nostra economia maggiormente competitiva. Di tali fondi, 58,65 miliardi di € (+2,5% rispetto al 2019) saranno destinati a ridurre il divario economico negli Stati membri e tra di essi, a stimolare la crescita e la creazione di posti di lavoro e a promuovere la convergenza attraverso i Fondi strutturali e d’investimento europei (fondi SIE); il sistema globale di navigazione satellitare europeo Galileo beneficerà di un sostegno pari a 1,2 miliardi di € (+74,7% rispetto al 2019) per aumentare la sua diffusione sul mercato a livello mondiale fino a raggiungere 1,2 miliardi di utenti entro la fine del 2020; un importo di 255 milioni di € offrirà incentivi alle imprese europee affinché collaborino per sviluppare prodotti e tecnologie della difesa nel quadro del programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa; i giovani beneficeranno di una serie di programmi: 2,89 miliardi di € saranno destinati all’istruzione tramite Erasmus+ (+3,6% rispetto al 2019), mentre il Corpo europeo di solidarietà offrirà opportunità di volontariato o lavoro nell’ambito di progetti nel proprio paese o all’estero grazie a uno stanziamento di 166,1 milioni di € (+15,9% rispetto al 2019); gli agricoltori europei beneficeranno di 58,12 miliardi di €; La sicurezza e la gestione della migrazione continueranno a ricevere un sostegno. Ad esempio, 2,36 miliardi di € confluiranno nel Fondo Asilo, migrazione e integrazione, nel Fondo sicurezza interna e nelle agenzie che operano in questo settore [Europol, Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex), EASO, eu-LISA].

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