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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

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Sport: sì a modello basato sui valori UE e no a “competizioni separatiste”

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2021

Con 597 voti a favore, 36 contrari e 55 astensioni, i deputati chiedono un forte impegno per allineare la cultura sportiva europea con i principi UE principi di solidarietà, sostenibilità, inclusività per tutti, competizione aperta, merito sportivo ed equità. Inoltre, il Parlamento si oppone fermamente alle “competizioni separatiste” che minano questi principi e mettono in pericolo la stabilità dell’intero ecosistema sportivo.I deputati vogliono che si trovi un equilibrio tra gli interessi commerciali dello sport professionale e le sue funzioni sociali, rafforzando i legami fra gli sport di base e quelli ad alto livello. Inoltre, chiedono una maggiore ridistribuzione finanziaria tra lo sport professionistico e quello di base e propongono la creazione di un meccanismo di solidarietà da parte delle federazioni sportive per garantire un adeguato finanziamento dello sport a livello amatorialeIl Parlamento vuole che la Commissione e i Paesi europei facciano del loro meglio per incoraggiare l’attività fisica tra i cittadini dell’UE, soprattutto i giovani di tutte le estrazioni, aumentando il numero di ore di educazione fisica nelle scuole e facendo leva su modelli di riferimento e ambasciatori dello sport.I deputati intendono anche affrontare le molestie nello sport e la disuguaglianza di genere, in particolare in materia di retribuzioni, e la pari rappresentanza nei consigli di amministrazione delle organizzazioni sportive, ed esortano i media europei a prevedere una maggiore copertura per una gamma più ampia di sport, in particolare gli sport femminili e giovanili.Il testo approvato invita anche a tutelare i minori dalla discriminazione, dalle molestie e da ogni forma di abuso nello sport, anche offrendo l’accesso a mezzi di ricorso, tra cui consulenze legali e una tutela tempestiva.Inoltre, secondo il Parlamento le federazioni sportive nazionali dovrebbero progredire verso l’equiparazione dei compensi corrisposti agli atleti e alle atlete, seguendo l’esempio della federazione calcistica irlandese (FAI).La risoluzione esorta le autorità pubbliche, le federazioni e le organizzazioni sportive a rispettare i diritti umani e i principi democratici in tutte le loro azioni, in particolare nell’assegnare lo status di paese o città ospitante per le grandi manifestazioni sportive e nella scelta degli sponsor. I deputati insistono sul fatto che non si dovrebbero più scegliere paesi in cui tali diritti e valori fondamentali sono ripetutamente violati come sedi per ospitare grandi manifestazioni sportive.

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Russi e bielorussi d’intesa per destabilizzare l’UE

Posted by fidest press agency su domenica, 21 novembre 2021

La telefonata della cancelliere tedesca, Angela Merkel, al presidente russo, Vladimir Putin, per risolvere il problema dei migranti alla frontiera Bielorussa-Polacca – Lituana, la dice lunga su chi manovra Aljaksandr Lukhascenka, presidente della Bielorussia da 27 anni. La cancelliere Merkel ha chiesto a Putin di intervenire su Lukhascenka per farlo desistere dal convogliare i migranti al confine polacco e lituano. La risposta è stata: si rivolga a Lukhascenka, cioè lo riconosca, il che non è possibile perché l’UE non lo ha fatto e ha condannato le violente repressioni delle pacifiche manifestazioni dei cittadini, sanzionando il governo bielorusso. I migranti sono utilizzati, da russi e bielorussi, come pedine per creare pressione politica sulla UE. E’ evidente che il presidente russo Putin stia giocando una partita che non è migratoria ma geopolitica, inoltre, il dispiegamento di 100 mila soldati al confine della Ucraina, vicina alle posizioni occidentali, e le esercitazioni militari comuni con la Bielorussia, fanno parte della strategia russa. Nel solo mese di ottobre circa 5.000 migranti, provenienti dalla Bielorussia, hanno attraversato la Polonia per dirigersi in Germania. Ad agosto i migranti entrati illegalmente in Lituania sono stati 4.000. Il governo bielorusso ha organizzato voli dal Medio-Oriente per portare i migranti alle frontiere con i due Paesi comunitari.La UE ha già iniziato a rispondere, applicando sanzioni ai gerarchi bielorussi e alle compagnie aeree, agenzie di viaggio e alberghi che si prestano all’operazione, ma l’UE ha maggiori possibilità di intervento applicando dazi e limitando le importazioni dalla Bielorussia, che quest’anno sono cresciute del 58% rispetto allo scorso anno. Una spallata economica metterebbe in serie difficoltà Lukhascenka e, di conseguenza, il suo alleato Putin. L’Unione europea è la seconda potenza economica mondiale. Sarebbe necessario che si facesse valere. Primo Mastrantoni, Aduc

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Soldi Ue. Erogati male e spesi poco. La fiera delle opportunità mancate

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 novembre 2021

La Corte dei Conti europea, nella relazione sull’esercizio finanziario 2020 dell’Ue pubblicata ieri, ha espresso, per il secondo anno consecutivo, un giudizio negativo sulla spesa Ue. Ed ha anche espresso perplessità su come verranno spesi nei prossimi anni i soldi messi a disposizione dall’Unione per la crisi covid. Oltre alle irregolarità (2,7%) la Corte valuta il 59% della spesa ad alto rischio, anche per una complessità dei criteri di ammissibilità che induce in errore… responsabilità anche della stessa Ue nel non implementarne l’uso con la semplicità. Non solo, ma le erogazioni dei fondi arrivano con molto ritardo.E come se non bastasse questa difficoltà, il nostro Paese ce la mette tutta per aggiungere problematicità a problematicità. Tra i tre Stati che usano meno questi fondi, con Croazia e Spagna c’è anche l’Italia: il 45% degli importi impegnati.Ci viene in mente la costante lamentela, statale, regionale e locale che tante cose, anche molto necessarie, non si possono fare perché mancano i fondi.. Evidentemente se i soldi a disposizione li usiamo sono al 45% vuol dire che il problema non è la mancanza di fondi, ma la capacità di utilizzarli, pur sommata alle difficoltà create dalla stessa Unione.Tanti i motivi. Politici e tecnici. Una classe politica che nell’amministrare e nel legiferare ha deficit pesanti nel rapportarsi con il grande salvadanaio dell’Unione. Tecnici e aziende non scelti per le competenze anche nel merito ma selezionati per appartenenza e condiscendenza… non bestemmiamo se ricordiamo che spesso il libero mercato degli appalti è tale solo sulla carta. Perché siamo a questo livello? La risposta base è il deficit di scolarizzazione in materia civica, italiana ed europea. Deficit che si portano dietro (con rari casi che – semplificando – indichiamo al 45%) coloro che poi amministrano, legiferano e fanno business. Serviranno questi dati e queste riflessioni? Se guardiamo lo stato della politica in generale, ci vengono i brividi. (Comunicato stampa Aduc)

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Il punto sulle vaccinazioni. Ue in testa

Posted by fidest press agency su martedì, 19 ottobre 2021

Circa la metà della popolazione mondiale (48%) ha ricevuto almeno una dose di vaccino Covid-19 e ogni giorno vengono somministrate 23 milioni di dosi. A questi dati, che lasciano ben sperare, se ne contrappone uno negativo: solo il 2,5% delle persone che vivono nei Paesi a basso reddito ha ricevuto almeno una dose di vaccino. Vediamo la situazione in alcuni Paesi. In Italia le persone completamente vaccinate (2 dosi) è il 69% della popolazione; Germania, Francia e Regno unito si attestano al 64%, la Spagna al 79% e il Portogallo all’84%.. Problemi ci sono in alcuni Paesi dell’Ue che, pur avendo ricevuto le dosi dalla Commissione europea, come tutti gli altri Paesi comunitari, sono indietro con le vaccinazioni; caso esemplare, la Romania con il 29% di vaccinati. Mediamente l’Unione europea ha vaccinato il 64% della popolazione, gli Usa il 56%, la Russia il 31%. Per la Cina non abbiamo dati aggiornati, Sulla base dei risultati, possiamo affermare che le accuse iniziali sulla scarsa efficienza della Commissione europea e delle relative direzioni, si sono dimostrate infondate. E’ un monito per coloro che prendono per oro colato tutto quello che raccontano i media. Purtroppo la de-alfabetizzazione produce effetti devastanti sui neuroni. Nella Ue si prosegue con le vaccinazioni che superano in percentuale Usa e Russia (a proposito, si ricordi il vaccino Sputnik propugnato da politici nostrani). È un buon risultato dovuto al coordinamento degli acquisti e della distribuzione dei vaccini della Commissione europea. E’ una lezione per coloro che nei mesi scorsi hanno attaccato la Commissione per fini elettorali, alimentando la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni comunitarie. Speriamo che di questo rimanga memoria. Primo Mastrantoni, Aduc

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La Ue non è il bancomat di Polonia e Ungheria

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 ottobre 2021

Facciamo come ci pare, vogliamo i vostri soldi e, ancora, non riconosciamo i vostri organi giurisdizionali e non vogliamo controlli su come gestire i denari che ci date. Così, in sintesi le posizioni di Polonia e Ungheria, in merito ai fondi del Next Generation Eu, alle quali ha risposto la Ue per bocca del commissario europeo all’economia, Paolo Gentiloni: “La Commissione si adopera per far rispettare lo stato di diritto nell’Ue, tutti ne devono rendere conto. La Commissione è determinata a difendere questi principi e questi valori”. Noi sosteniamo che, se Polonia e Ungheria non vogliono affermare lo Stato di diritto, l’indipendenza della magistratura, la prevalenza del diritto comunitario su quello nazionale, la trasparenza nelle gare di appalto, la difesa delle minoranze, hanno una strada molto semplice da imboccare: quella della uscita dalla Ue. Nessuno li obbliga a restare, ma se rimangono devono rispettare le norme comuni che loro stessi hanno firmato quando fecero domanda di ammissione alla Ue. Primo Mastrantoni, Aduc

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L’UE deve collaborare con gli Stati Uniti, pur perseguendo i propri interessi

Posted by fidest press agency su martedì, 12 ottobre 2021

In una risoluzione sulle future relazioni tra l’Unione europea e gli Stati Uniti, i deputati sostengono che l’UE dovrebbe impegnarsi a favore di una leadership condivisa con gli Stati Uniti, pur potenziando la sua autonomia strategica sul piano della difesa e delle relazioni economiche quale mezzo per portare avanti i propri legittimi interessi diplomatici, economici e di sicurezza.In merito alla Cina, è necessario esplorare aree di convergenza, una possibile cooperazione e migliore coordinamento tra Stati Uniti e UE, al fine di evitare tensioni transatlantiche come quelle che hanno fatto seguito all’adozione, senza consultazione degli alleati UE, del cosiddetto accordo AUKUS (accordo trilaterale sulla sicurezza tra USA, Regno Unito e Australia).Il Parlamento accoglie favorevolmente i recenti progressi sulla strategia indo-pacifica dell’Unione, e afferma che il coordinamento con gli Stati Uniti sulla Cina dovrebbe concentrarsi sulla tutela dei diritti umani e delle minoranze e sull’allentamento delle tensioni nei mari della Cina meridionale e orientale, a Hong Kong e nello stretto di Taiwan.Secondo i deputati, è positivo che la riunione inaugurale del Consiglio commerciale e tecnologico UE-USA si sia svolta il 29 settembre a Pittsburgh come previsto, nonostante le tensioni che dovranno essere discusse in modo aperto e franco.Lezioni dall’Afghanistan e maggiore impegno nel partenariato orientale e nei Balcani occidentali. Condannando la violenta appropriazione dell’Afghanistan da parte dei talebani a seguito del ritiro delle forze statunitensi ed europee, il Parlamento chiede una profonda riflessione a livello transatlantico sugli insegnamenti della missione in Afghanistan, al fine di trarre le necessarie conclusioni per gli sforzi futuri volti a promuovere la stabilità, la sicurezza e il buon governo nel mondo. Inoltre, esorta i partner transatlantici ad avviare un dialogo con tutti i paesi vicini dell’Afghanistan, tenendo presente la difficile situazione dei cittadini afghani che vi si sono rifugiati e della necessità di aiutarli. L’UE dovrebbe intensificare la cooperazione con gli Stati Uniti anche nelle relazioni con i paesi del partenariato orientale e i Balcani occidentali. In questo senso, i deputati chiedono un coordinamento periodico tra il Consiglio “Affari esteri” e il segretario di Stato americano e suggeriscono di creare un Consiglio Politico Transatlantico (CPT) guidato dal Vicepresidente/Alto rappresentante e dal Segretario di Stato USA e sostenuto da regolari contatti con i leader politici.

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Difesa informatica: i deputati chiedono una politica comune UE

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 ottobre 2021

In una risoluzione adottata giovedì, i deputati affermano che una politica comune di ciberdifesa e una cooperazione a livello UE per la creazione di capacità informatiche militari comuni sono elementi essenziali per lo sviluppo di un’Unione europea della difesa. Nel suo discorso sullo Stato dell’Unione del 2021, la Presidente della Commissione ha sottolineato la necessità di una politica dell’UE in materia di ciberdifesa. Secondo i deputati, è essenziale superare l’attuale frammentazione e complessità dell’architettura informatica globale all’interno dell’UE e sviluppare una visione comune per raggiungere la sicurezza e la stabilità nel ciberspazio.Il Parlamento raccomanda quindi l’istituzione di un’unità congiunta per il ciberspazio per superare la mancanza di condivisione delle informazioni tra le istituzioni, gli organi e le agenzie UE e garantire una rete di informazione sicura e rapida.Il testo è stato approvato con 591 voti favorevoli, 65 contrari e 26astensioni.Indipendenza tecnologica, innovazione e investimenti. Sottolineando il frequente carattere “a duplice uso” (civile e militare) delle capacità informatiche, i deputati accolgono con favore il piano d’azione della Commissione sulle sinergie tra l’industria civile, della difesa e dello spazio. Diversamente da altri settori militari, l’infrastruttura utilizzata per “creare” il ciberspazio è per gran parte gestita da entità commerciali con sede principalmente al di fuori dell’UE e ciò comporta una dipendenza industriale e tecnologica da terzi. L’UE dovrebbe potenziare la propria sovranità tecnologica, stimolare l’innovazione e investire maggiormente nelle capacità di difesa informatica e nel personale.Inoltre, i deputati reputano fondamentale la cooperazione informatica UE-NATO e chiedono risposte congiunte e coordinate agli attacchi informatici, incluse sanzioni contro gli attori ostili. I deputati sono poi preoccupati per il comportamento sistemico aggressivo dimostrato in particolare da Cina, Russia e Corea del Nord, compresi numerosi attacchi informatici contro istituzioni governative e aziende private.Nella risoluzione si fa infine riferimento allo scandalo dello spyware Pegasus come esempio di un atto di spionaggio che ha colpito un gran numero di giornalisti, attivisti dei diritti umani, rappresentanti eletti e altri cittadini dell’UE.Il relatore Urmas Paet (Renew, ET) ha affermato: “Negli ultimi anni c’è stata una continua crescita delle operazioni informatiche dolose. L’Unione e i Paesi UE devono rafforzare le loro capacità di difesa per rispondere con successo a queste minacce informatiche. Pertanto, è di fondamentale importanza rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri dell’UE e le istituzioni, la NATO, gli Stati Uniti e gli altri partner strategici”.

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Ue, Afghanistan e droghe. Conferma e rafforzamento di illegalità e insicurezza

Posted by fidest press agency su martedì, 7 settembre 2021

I ministri degli Esteri dei 27 Paesi europei hanno affidato all’Ue la propria interlocuzione coi Talebani. Cinque le condizioni “non negoziabili” per riconoscere il governo talebano: Paese non base per terrorismo; garantire libertà fondamentali e diritti umani, in particolare delle donne; governo il più possibile inclusivo; accesso ad aiuti umanitari; far espatriare dal Paese chiunque. Inoltre, la missione del Servizio europeo per l’azione esterna (Seae) dovrà dialogare con i Paesi vicini su flussi di profughi, oltre che contrastare terrorismo e droghe. Quindi la lotta a produzione e traffico di droghe non è condizione “non negoziabile”, e verrà contrastata non mettendo il naso nella politica interna talebana. Verrà fatta qualcosa coi vicini… E’ bene ricordare che l’80% di oppio nell’Ue viene dall’Afghanistan e l’economia delle droghe illegali è la maggiore in questo Paese. Economia, rispetto al precedente governo talebano, cresciuta in venti anni di presenza Nato. Noi crediamo che il maggiore problema dell’Afghanistan sia l’economia illegale dell’oppio. Non combattuta sostituendola con altra legale, ha fatto sì che coltivatori e trafficanti (questi ultimi quasi sempre talebani) restassero indifferenti al cambio di regime (da amici Nato a Talebani): illegale ma tollerata prima… lavoravano prima e lavoreranno ora, a maggior ragione visto che i talebani trafficanti sono al potere. Ad un Paese che si basa su un’economia illegale, si dovrebbe rispondere con aiuti per la transizione verso la legalità: rendere legali i mercati delle droghe in Ue, sì che gli afghani si adeguerebbero ad altrettanta legalità, potendo esportare in Ue.Crediamo, invece e purtroppo, che l’Ue non metterà se stessa in discussione sull’attuale illegalità delle droghe, non renderà attrattivi i propri mercati (risolvendo anche i tanti problemi che questa illegalità causa sul proprio territorio). Vista la secondaria importanza alle droghe illegali l’Ue non andrà oltre quei piccoli e inutili tentativi che già la Nato ha fatto negli ultimi venti anni (coltivazioni sostitutive di zafferano, per esempio). Produzione e mercato illegale resteranno come oggi (in crescita visto che i talebani ci sono più di prima) senza contrasto e alternative. L’Afghanistan continuerà a sopravvivere con l’economia illegale, e relativo riflesso su necessità ed indispensabilità di altrettanta cultura dell’illegalità. Aiutare un Paese “lontano” (che condiziona la propria sicurezza interna) implica considerare anche che l’Ue non ha modelli perfetti. Anzi. Nel nostro caso si deve considerare che l’illegalità afghana nasce e prospera proprio perché i mercati Ue sono illegalmente pronti a recepire i loro prodotti. Vincenzo Donvito, Aduc

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L’Ue crede nella nostra capacità di rilanciare il Paese

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 giugno 2021

La presidente della commissione Ambiente, Alessia Rotta: “Attestazione di fiducia nella capacità dell’Italia di spendere i soldi, uscire dalla crisi e riformare il Paese, rendendolo più green” “La promozione arrivata dall’Europa non è solo un riconoscimento al lavoro fatto dal Governo con i progetti di investimento dei fondi del Recovery, ma è qualcosa che va oltre. E’ un’attestazione di fiducia nella capacità dell’Italia di spendere quei soldi, di uscire dalla crisi, di far ripartire l’economia, di riformare il Paese, rendendolo moderno e, soprattutto, più green”. Lo ha detto la presidente della commissione Ambiente della Camera, Alessia Rotta. “La seconda missione del Pnrr – ha ricorda la presidente Rotta – è denominata ‘Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica’. Contiene un ampio ventaglio di interventi, come quelli che miglioreranno la gestione dei rifiuti e il ciclo dell’economia circolare, che rafforzeranno le infrastrutture per la raccolta differenziata e che renderanno più moderni gli impianti di trattamento dei rifiuti. Questo piano accompagnerà il Paese verso gli obiettivi internazionali di riduzione delle emissioni di gas serra del 55% nel 2030 e di impatto zero sul clima entro il 2050. Con il via libera di oggi, l’Ue ha dimostrato di credere nella capacità dell’Italia di riuscire a raggiungere questi obiettivi. Il nostro Paese non deluderà le attese”.

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Stato di diritto: Il PE citerà in giudizio la Commissione per inadempienza

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2021

Straburgo. Il PE incarica il Presidente Sassoli di invitare la Commissione, al più tardi entro due settimane, ad “adempiere agli obblighi” del Regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto.In una risoluzione adottata giovedì con 506 voti favorevoli, 150 contrari e 28 astensioni, i deputati fanno notare che, nonostante il nuovo strumento di condizionalità per proteggere il bilancio UE (e che si applica anche al Recovery) sia in vigore dal 1° gennaio 2021, la Commissione non ha proposto alcuna misura nell’ambito delle nuove regole e non ha rispettato la scadenza del 1° giugno, data dal Parlamento nella risoluzione del 25 marzo, per mettere a punto le linee guida sull’applicazione del regolamento. Ciò “costituisce una base sufficiente per intraprendere un’azione legale contro la Commissione ai sensi dell’articolo 265 TFUE”.Nel testo, viene sottolineato il crescente rischio di un uso improprio del bilancio dell’Unione come mezzo per deteriorare lo Stato di diritto. Per questo, Il Parlamento incarica il Presidente Sassoli di invitare la Commissione, al più tardi entro due settimane dalla data di adozione della risoluzione, ad adempiere agli obblighi previsti dal regolamento. Per essere pronto, il Parlamento, dovrà, nel frattempo, “avviare immediatamente i necessari preparativi per un potenziale procedimento giudiziario ai sensi dell’articolo 265 TFUE nei confronti della Commissione”.I deputati esortano la Commissione a reagire rapidamente alle gravi violazioni in corso dei principi dello Stato di diritto in alcuni Stati membri, che costituiscono un grave pericolo per la distribuzione equa, legale e imparziale dei fondi UE.Dovrebbe inoltre utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione, compresa la procedura prevista dall’articolo 7 del trattato UE, il quadro sullo Stato di diritto e le procedure di infrazione, per affrontare le persistenti violazioni della democrazia e dei diritti fondamentali nell’Unione, compresi gli attacchi contro la libertà dei media e i giornalisti, i migranti, i diritti delle donne, i diritti delle persone LGBTIQ e la libertà di associazione e di riunione.

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Il PE chiede di rafforzare la sicurezza UE contro le minacce informatiche

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2021

In seguito ai recenti attacchi informatici alle infrastrutture sensibili dell’UE, il PE chiede standard più severi di sicurezza informatica per dispositivi connessi, app e sistemi operativi.In una risoluzione adottata giovedì, il Parlamento chiede che i prodotti connessi a Internet e i servizi associati, comprese le catene di fornitura, siano resi sicuri fin dalla progettazione, resilienti agli incidenti informatici e aggiornati rapidamente con delle patch qualora vengano scoperte vulnerabilità.I deputati valutano positivamente l’intenzione della Commissione europea di proporre norme orizzontali sui requisiti di sicurezza informatica per i prodotti connessi e i servizi associati, ma vogliono anche che la Commissione cerchi di armonizzare le leggi nazionali al fine di evitare la frammentazione del mercato unico.Nel testo viene anche richiesto che la legislazione imponga requisiti di cybersecurity per applicazioni, software, software incorporati (che controllano dispositivi e macchine che non sono computer) e sistemi operativi (software che gestiscono le funzioni di un computer) entro il 2023.Le minacce ibride, ovvero i metodi o le attività utilizzate da attori statali o non statali ostili per colpire gli stati e le istituzioni democratiche, sono in aumento e stanno diventando più sofisticate. Tali minacce comprendono le campagne di disinformazione e gli attacchi informatici alle infrastrutture, ai processi economici e alle istituzioni democratiche. I deputati temono un’incidenza su elezioni, procedure legislative, applicazione della legge e giustizia.Inoltre, la crisi COVID19 ha nuovamente evidenziato le vulnerabilità informatiche di alcuni settori critici, in particolare quello dell’assistenza sanitaria, mentre il telelavoro e la distanza sociale hanno aumentato la dipendenza dalle tecnologie digitali e dalla connettività.La risoluzione non legislativa, adottata con 670 voti favorevoli, 4 contrari e 12 astensioni, giunge in risposta alla strategia di sicurezza informatica dell’UE per il decennio digitale.

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Via libera definitivo del Parlamento al certificato COVID digitale dell’UE

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2021

Straburgo. I deputati hanno completato il lavoro legislativo sul “Certificato COVID digitale dell’UE”, per facilitare gli spostamenti all’interno dell’Unione e contribuire alla ripresa economica.La Plenaria ha approvato mercoledì i nuovi regolamenti UE sul certificato COVID digitale con 546 voti a favore, 93 contrari e 51 astensioni (cittadini dell’UE) e con 553 a favore, 91 contrari e 46 astensioni (cittadini di paesi terzi residenti nell’UE).Il certificato sarà rilasciato gratuitamente dalle autorità nazionali e sarà disponibile in formato digitale o cartaceo con un codice QR. Il documento attesterà che una persona è stata vaccinata contro il coronavirus o ha effettuato un test recente con esito negativo o che è guarita dall’infezione. In pratica, si tratta di tre certificati distinti. Un quadro comune dell’UE renderà i certificati compatibili e verificabili in tutta l’Unione europea, oltre a prevenire frodi e falsificazioni.Il sistema si applicherà dal 1° luglio 2021 e resterà in vigore per 12 mesi. Il certificato non costituirà una condizione preliminare per la libera circolazione e non sarà considerato un documento di viaggio.Durante i negoziati tra le istituzioni, i deputati hanno ottenuto un accordo che stipula che gli Stati dell’UE non potranno imporre ulteriori restrizioni di viaggio ai titolari di certificati – come quarantena, autoisolamento o test – “a meno che non siano necessarie e proporzionate per salvaguardare la salute pubblica”. Si dovrà tenere conto delle prove scientifiche, “compresi i dati epidemiologici pubblicati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC)”. Le misure dovranno essere notificate, se possibile, con 48 ore di anticipo agli altri Stati membri e alla Commissione, mentre il pubblico dovrà ricevere un preavviso di 24 ore.I Paesi dell’UE sono incoraggiati a garantire che i test abbiano prezzi abbordabili e siano ampiamente disponibili. Su richiesta del Parlamento, la Commissione si è impegnata a mobilitare 100 milioni di euro dallo strumento per il sostegno di emergenza per consentire agli Stati membri di acquistare test per il rilascio di certificati di test digitali COVID dell’UE.Tutti i Paesi dell’UE devono accettare i certificati di vaccinazione rilasciati in altri Stati membri per i vaccini autorizzati dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA). Spetterà agli Stati membri decidere se accettare anche i certificati per i vaccini autorizzati secondo le procedure nazionali o per i vaccini elencati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per l’uso d’emergenza. Tutti i dati personali devono essere trattati in linea con il regolamento generale sulla protezione dei dati. I certificati saranno verificati offline e non saranno conservati dati personali.

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Su parità salari sentenza storica Ue

Posted by fidest press agency su domenica, 6 giugno 2021

“Una sentenza storica che fa fare un passo avanti a tutta l’Europa. Nel momento in cui le donne sempre più fanno sentire la loro esigenza di partecipazione, presenza e affermazione, la Corte Ue ha colto non solo un dato di principio ma soprattutto la necessità di dare strumenti per esercitare il diritto alla parità retributiva. E’ anche una sentenza che, rispetto alla proposta di legge in esame in commissione Lavoro dove abbiamo un testo base condiviso da tutti i gruppi politici, richiama a procedere velocemente con un lavoro congiunto tra Parlamento e Ministeri del Lavoro e delle Pari opportunità. Se lo vogliamo, siamo ancora in tempo per portare a casa una legge di importanza storica in un momento in cui si intende ricostruire secondo effettiva equità”. Lo afferma la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd), a proposito della sentenza della Corte di giustizia della Ue, che ha stabilito che il principio della parità di retribuzione tra lavoratori e lavoratrici costituisce uno dei principi fondamentali dell’Unione e può essere fatto valere in sede giudiziale.

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Bankitalia: Melilli, sempre più evidente necessità bilancio Ue

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 giugno 2021

“E’ sempre più evidente, e ha fatto bene il Governatore Ignazio Visco a sottolinearlo, che a livello europeo cresce la necessità di una capacità di bilancio comune, garantita da entrate autonome, decisiva per un avanzamento delle politiche europee verso una vera unione politica”. Lo ha detto il presidente della commissione Bilancio della Camera, Fabio Melilli, commentando le Considerazioni finali del Governatore Ignazio Visco alla Relazione annuale di Bankitalia.“Il Governatore della Banca d’Italia – ha ricordato Melilli – nella sua relazione annuale ci ha ricordato le drammatiche conseguenze della pandemia nel mondo. Oltre alle vittime, dopo 20 anni torna a salire il numero delle persone in povertà estrema, il 10 per cento della popolazione, 100 milioni in più nell’ultimo anno. La dimensione globale della pandemia accresce il ruolo della cooperazione internazionale, che gioca un ruolo decisivo perché si possano registrare progressi che riguardino tutti i Paesi, condizione essenziale per uscire dalla crisi in modo definitivo”.“Sui mesi successivi alla pandemia, trova conferma, nelle considerazioni del Governatore, l’efficacia delle misure poste in essere dal governo precedente, sia sul versante del fabbisogno di liquidità delle imprese sia sul sostegno dei redditi disponibili delle famiglie. I dati esposti nella relazione ci ricordano che in Italia oltre 3 milioni di giovani tra 15 e 34 anni non sono occupati ne’ impegnati in un percorso di istruzione, che le imprese con meno di 10 dipendenti occupano quasi il 50% degli addetti, il doppio di Francia e Germania, che in questo tempo di pandemia la quota di reddito destinata ai risparmi ha superato il 15 per cento, il doppio del 2019. La correzione di tali elementi resta l’obiettivo principale dell’agire pubblico ed il Next Generation Eu rappresenta certamente il principale strumento per cambiare in meglio il nostro paese e l’Europa”.

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I deputati approvano 2,5 miliardi di euro in investimenti UE per la cultura

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 Maggio 2021

Bruxelles. Il Parlamento ha adottato mercoledì in via definitiva il programma “Europa Creativa”, che rappresenta il più grande investimento UE di sempre a sostegno dei settori culturali e creativi.Il programma, che disporrà di un bilancio quasi raddoppiato rispetto al periodo 2014-2020, investirà 2,5 miliardi di euro settori culturali e creativi dal 2021 al 2027 (rispetto agli 1,4 precedenti), riconoscendo cosi l’importanza della cultura nel continente, per aiutare il settore a riprendersi dalla pandemia COVID-19. Oltre a un aumento dei fondi, i deputati hanno chiesto e ottenuto maggiore attenzione sull’inclusione e l’uguaglianza di genere, così come un sostegno speciale per la musica contemporanea e dal vivo (che sono tra i settori più colpiti dalla pandemia), e tassi di cofinanziamento più alti per i progetti su piccola scala. Nei negoziati con il Consiglio, i deputati sono anche riusciti a includere l’obbligo di promuovere il talento femminile e sostenere le carriere artistiche e professionali delle donne, poiché ancora sottorappresentate nelle posizioni decisionali delle istituzioni culturali, artistiche e creative.

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I deputati approvano il nuovo programma di volontariato UE

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 Maggio 2021

Bruxelles. il Parlamento ha adottato in via definitiva il programma del Corpo europeo di solidarietà, che sostiene le attività di volontariato per i giovani in UE e oltre.Rispetto alle versioni precedenti del programma, il Corpo europeo di solidarietà 2021-2027 (del valore di più di 1 miliardo di euro) presenta miglioramenti nella polizza assicurativa e nelle garanzie sulla salute e la sicurezza, oltre a maggiori requisiti per gli organizzatori delle attività, così da garantire un’esperienza di apprendimento significativa per i partecipanti.Inoltre, il nuovo Corpo europeo di solidarietà è più inclusivo del precedente: la Commissione e i Paesi UE dovranno presentare delle proposte per aumentare la partecipazione dei giovani che sono stati esposti a svantaggi strutturali rispetto ai loro coetanei e che non hanno potuto prendere parte al programma in passato. A tale fine, un cambiamento significativo è rappresentato dalla possibilità per i giovani con minori opportunità, di fare volontariato nel loro paese.I progetti che riceveranno i fondi UE per ospitare i volontari saranno sottoposti a un processo di autorizzazione più rigoroso, per dimostrare la qualità delle attività di volontariato incentrate sull’apprendimento, le abilità e l’acquisizione di competenze. I progetti dovranno anche rispettare i regolamenti sulla salute e la sicurezza sul lavoro e il principio del “non nuocere”, in linea con il Green deal europeo. Inoltre, saranno incoraggiati progetti che contribuiscono agli obiettivi climatici dell’UE, come la scelta di trasporti neutri sotto il profilo climatico all’interno di un progetto.Durante i negoziati con il Consiglio, i deputati hanno insistito sul fatto che i programmi finanziati contribuire a un cambiamento sociale positivo nelle comunità locali. Una procedura di autorizzazione specifica è stata dunque introdotta per i volontari che lavorano con bambini e persone con disabilità.A causa delle sfide specifiche e della necessità di esperti qualificati all’interno del filone di aiuto umanitario del programma (che costituisce il 6% del programma), il limite di età per i partecipanti sarà di 35 anni. Non ci sarà alcun limite di età per gli esperti volontari e i coach.

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UE: Previsioni economiche di primavera 2021

Posted by fidest press agency su sabato, 15 Maggio 2021

Secondo le previsioni economiche di primavera 2021 l’economia dell’UE crescerà del 4,2 % nel 2021 e del 4,4 % nel 2022, mentre per l’economia della zona euro è previsto un incremento del 4,3 % quest’anno e del 4,4 % l’anno prossimo. Questo rappresenta un miglioramento significativo delle prospettive di crescita rispetto alle previsioni economiche d’inverno 2021 che la Commissione ha presentato in febbraio. I tassi di crescita continueranno a variare all’interno dell’UE, ma le economie di tutti gli Stati membri dovrebbero tornare ai livelli pre-crisi entro la fine del 2022.La pandemia di coronavirus rappresenta uno shock di proporzioni storiche per le economie europee. Nel 2020 l’economia dell’UE ha subito una contrazione del 6,1 % e quella della zona euro del 6,6 %. Sebbene, in generale, le imprese e i consumatori si siano adattati per affrontare al meglio le misure di contenimento, alcuni settori, come il turismo e i servizi in presenza, continuano a patire.Il rilancio dell’economia europea iniziato l’estate scorsa ha subito una battuta d’arresto nel quarto trimestre del 2020 e nel primo trimestre del 2021, con l’introduzione di nuove misure di sanità pubblica per contenere l’incremento del numero di casi di COVID-19. Con l’aumento dei tassi di vaccinazione e l’allentamento delle restrizioni si dovrebbe tuttavia verificare un forte rilancio delle economie dell’UE e della zona euro. Questa crescita sarà trainata dai consumi privati, dagli investimenti e dalla crescente domanda di esportazioni dell’UE da parte di un’economia mondiale in fase di rafforzamento.Nel 2022 la quota degli investimenti pubblici rispetto al PIL dovrebbe raggiungere il livello massimo registrato da oltre un decennio grazie all’effetto trainante del dispositivo per la ripresa e la resilienza, lo strumento chiave al centro di Next Generation EU.Le condizioni del mercato del lavoro stanno lentamente migliorando dopo l’impatto iniziale della pandemia. L’occupazione è aumentata nella seconda metà del 2020 e i tassi di disoccupazione sono scesi rispetto ai picchi registrati nella maggior parte degli Stati membri.I regimi di sostegno pubblico, compresi quelli sovvenzionati dall’UE tramite lo strumento SURE, hanno impedito un drammatico aumento dei tassi di disoccupazione. Tuttavia i mercati del lavoro avranno bisogno di tempo per riprendersi completamente: prima di aver bisogno di assumere più lavoratori, infatti, le imprese disporranno di un certo margine di aumento dell’orario di lavoro.Per l’UE le previsioni indicano un tasso di disoccupazione al 7,6 % nel 2021 e al 7 % nel 2022. Per la zona euro i valori corrispondenti sono dell’8,4 % nel 2021 e del 7,8 % nel 2022, tassi che rimangono superiori ai livelli pre-crisi. L’inflazione ha registrato un’impennata all’inizio di quest’anno a causa del rincaro dei prezzi dell’energia e di una serie di fattori tecnici temporanei, quali l’adeguamento annuale della ponderazione attribuita ai beni e ai servizi che compongono il paniere dei consumi utilizzato per calcolare l’inflazione. Anche la fine del taglio dell’IVA e l’introduzione di una tassa sul carbonio in Germania hanno avuto un effetto considerevole.L’inflazione varierà notevolmente nel corso di quest’anno, in quanto le ipotesi sui prezzi dell’energia e sulle variazioni delle aliquote IVA determinano notevoli fluttuazioni del livello dei prezzi rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Per l’UE le previsioni attuali indicano un’inflazione all’1,9 % nel 2021 e all’1,5 % nel 2022. Per la zona euro i valori corrispondenti sono dell’1,7 % nel 2021 e dell’1,3 % nel 2022*. Il sostegno pubblico alle famiglie e alle imprese ha avuto un ruolo fondamentale nell’attenuare l’impatto della pandemia sull’economia, ma ha portato gli Stati membri ad aumentare i loro livelli di indebitamento.Quest’anno il disavanzo aggregato delle amministrazioni pubbliche dovrebbe aumentare di circa mezzo punto percentuale nell’UE, attestandosi al 7,5 % del PIL, e di circa tre quarti di punto percentuale nella zona euro, raggiungendo l’8 % del PIL. Secondo le previsioni tutti gli Stati membri, ad eccezione di Danimarca e Lussemburgo, registreranno nel 2021 un disavanzo superiore al 3 % del PIL.Entro il 2022 il disavanzo di bilancio aggregato dovrebbe tuttavia dimezzarsi, attestandosi appena al di sotto del 4 % sia nell’UE che nella zona euro. Si prevede che il numero di Stati membri con un disavanzo superiore al 3 % del PIL diminuirà in misura significativa.Nell’UE il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe raggiungere quest’anno il picco del 94 %, per poi scendere leggermente al 93 % nel 2022. Il rapporto debito/PIL della zona euro dovrebbe seguire lo stesso andamento, salendo al 102 % quest’anno per poi scendere leggermente al 101 % nel 2022.I rischi che pesano sulle prospettive sono elevati e rimarranno tali finché l’ombra della pandemia di COVID-19 continuerà a incombere sull’economia.L’evoluzione della situazione epidemiologica nonché l’efficienza e l’efficacia dei programmi di vaccinazione potrebbero risultare migliori o peggiori di quanto ipotizzato nello scenario centrale di queste previsioni.Le previsioni potrebbero sottostimare la propensione delle famiglie a spendere, oppure il desiderio dei consumatori di mantenere livelli elevati di risparmio precauzionale.Un altro fattore è rappresentato dalla tempistica della revoca del sostegno strategico che, se prematura, potrebbe mettere a repentaglio la ripresa. D’altro canto, una revoca posticipata potrebbe portare alla creazione di distorsioni del mercato e di ostacoli all’uscita delle imprese improduttive.Le ripercussioni delle difficoltà delle imprese sul mercato del lavoro e sul settore finanziario potrebbero rivelarsi peggiori del previsto.Una crescita mondiale più forte, in particolare negli Stati Uniti, potrebbe produrre sull’economia europea effetti più positivi di quanto previsto. Tuttavia una crescita più robusta negli Stati Uniti potrebbe spingere verso l’alto i rendimenti dei titoli di Stato USA, il che potrebbe causare aggiustamenti disordinati nei mercati finanziari, a scapito soprattutto delle economie di mercato emergenti fortemente indebitate in valuta estera.

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Salari minimi adeguati nell’UE

Posted by fidest press agency su domenica, 21 marzo 2021

Le regioni e le città ritengono che la lotta contro la povertà lavorativa e la garanzia di una convergenza dei salari minimi verso l’alto siano requisiti indispensabili per un’economia di mercato sociale, equa e sostenibile nell’Unione europea. Il Comitato europeo delle regioni (CdR) ha pertanto accolto con favore la proposta di direttiva della Commissione europea, che mira a fornire un quadro per la fissazione di salari minimi adeguati nel rispetto della legislazione nazionale vigente e del ruolo delle parti sociali. Il parere del CdR elaborato da Peter Kaiser (AT/PSE), presidente della Carinzia, è stato adottato questa settimana, dopo un dibattito con un rappresentante della presidenza portoghese del Consiglio.Negli ultimi anni si è registrato un incremento delle disuguaglianze salariali in molti Stati membri: la percentuale di lavoratori a rischio di povertà è aumentata dall’8,3 % del 2010 al 9,3 % del 2018. A ciò si aggiunge la pandemia di COVID-19, con il suo impatto negativo sui salari dei lavoratori, soprattutto quelli a reddito più basso. Il CdR chiede pertanto di avviare un processo di convergenza al fine di raggiungere una soglia minima pari almeno al 60 % del salario nazionale lordo mediano a tempo pieno e al 50 % del salario nazionale lordo medio a tempo pieno in tutti gli Stati membri che hanno un salario minimo legale. Esorta inoltre la Commissione a sostenere sia il futuro sviluppo delle capacità che l’autonomia delle parti sociali a livello europeo e nazionale.
Il primo vicepresidente del Comitato europeo delle regioni Vasco Cordeiro ha dichiarato: “Con la fissazione di salari minimi adeguati nell’UE, stiamo facendo un altro passo avanti verso l’eliminazione della povertà lavorativa e la riduzione della povertà in generale. Gli enti locali e regionali sono in una posizione chiave per applicare, promuovere e monitorare la direttiva proposta. Insieme al piano d’azione per l’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali e al vertice sociale di Porto, questa iniziativa servirà a ribadire che l’UE tiene profondamente ai suoi cittadini, alla sua dimensione sociale e alla ripresa dalla pandemia”.Miguel Cabrita , viceministro portoghese del Lavoro e della formazione professionale, ha dichiarato: “Noi tutti riteniamo che garantire salari adeguati ai lavoratori nell’Unione europea sia essenziale per assicurare condizioni di vita e di lavoro dignitose, come pure per costruire economie e società eque e resilienti. I salari adeguati sono una componente essenziale del modello sociale europeo. Noi tutti difendiamo l’idea che il lavoro deve essere retribuito e condividiamo l’obiettivo di garantire salari minimi adeguati in tutta l’UE, che sia per legge o per contrattazione collettiva, nel rispetto dei sistemi nazionali e dell’autonomia delle parti sociali.”
Sebbene solo pochissime regioni dell’UE abbiano poteri legislativi per fissare salari minimi, esse svolgono un ruolo fondamentale nella negoziazione dei contratti collettivi regionali, nella loro qualità di datori di lavoro e nell’aggiudicazione degli appalti pubblici, i quali dovrebbero garantire che gli operatori economici si conformino alle condizioni retributive applicabili e rispettino il diritto alla contrattazione collettiva. Nel contempo, il parere del CdR invita ad affrontare la povertà lavorativa con un approccio multiforme che tenga conto di altri fattori, quali il sistema fiscale, le iniziative di formazione, il livello delle prestazioni sociali e le politiche occupazionali.Il relatore Peter Kaiser (AT/PSE), presidente della Carinzia, ha dichiarato: “I salari minimi dignitosi sono un elemento costitutivo importante del pilastro sociale europeo. Il contributo dei lavoratori a basso reddito alle nostre società durante la crisi della COVID-19 merita un riconoscimento, ma soprattutto azioni concrete. Vi è l’urgente necessità di affrontare la povertà lavorativa e la spirale al ribasso di una concorrenza malsana sui costi del lavoro. Affinché il lavoro nell’UE sia remunerativo per tutti, è necessario un obiettivo vincolante di un salario minimo che rappresenti almeno il 60 % del salario nazionale lordo mediano e il 50 % del salario nazionale lordo medio. Questo processo di convergenza deve rispettare gli attuali sistemi nazionali di fissazione dei salari e l’autonomia delle parti sociali.” Il 4 marzo la Commissione europea ha presentato un piano d’azione per accelerarne l’attuazione e preparare la strada al vertice sociale dell’UE che si terrà a Porto il 7 e l’8 maggio.

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No alla cancellazione dei fondi Ue per la promozione del consumo di vino, carne e salumi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 marzo 2021

Tutti i prodotti agroalimentari sostenibili devono essere considerati allo stesso modo, senza che nessun settore sia favorito rispetto ad altri. E’ questo l’appello di Cia-Agricoltori Italiani, a pochi giorni dalla consultazione pubblica, che dovrà esprimere il suo parere sulla volontà della Commissione Ue di rivedere le politiche promozionali dei prodotti agricoli. Tale revisione è mirata accrescerne il contributo ad una produzione e un consumo sostenibili e in linea con il passaggio a una dieta maggiormente basata sui cibi vegetali, con meno carni rosse e trasformate e più frutta e verdura. Cia sostiene la volontà della Commissione europea di mettere in evidenza il valore aggiunto dei prodotti agricoli in termini di sostenibilità, tuttavia ricorda che il Green deal, a oggi, rimane una comunicazione e gli obiettivi enunciati non fanno ancora parte di un quadro legislativo vincolante. Le attività promozionali sostenute dai fondi Ue sono da anni concepite per la creazione di nuove opportunità di mercato per gli agricoltori dell’Ue e dell’intera industria alimentare, nonché per aiutarli a consolidare il business delle aziende esistenti. Il rischio che si eliminino vino e carni trasformate da questi programmi potrebbe, dunque, penalizzare ingiustamente alcune eccellenze del Made in Italy -indipendentemente dalla quantità consumata- con un preoccupante impatto sull’economia e sull’occupazione di settori già pesantemente colpiti dalla crisi pandemica.Secondo Cia, le politiche promozionali rivolte ai consumatori dovrebbero favorire una dieta sana ed equilibrata, ricercando un equilibrio nutrizionale tra i diversi cibi consumati e non condannando uno specifico prodotto. Cia si augura che l’imminente consultazione pubblica sia l’occasione per mettere in guardia dal rischio di scelte dannose per tante imprese agricole nazionali, minando la biodiversità dei territori e favorendo l’importazione di prodotto extra-Ue non sostenibile.

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Concorso dell’UE per giovani traduttori “Juvenes Translatores”

Posted by fidest press agency su sabato, 13 marzo 2021

La Commissione europea si congratula con i 27 vincitori del suo concorso per traduttori “Juvenes Translatores”, riservato alle scuole secondarie.scelta della combinazione linguistica tra le 24 lingue ufficiali dell’UE era libera. Su 552 combinazioni linguistiche possibili, questa volta i giovanissimi traduttori ne hanno utilizzate ben 150. Il tema scelto per l’edizione di quest’anno, “Navigare in tempi difficili: insieme siamo più forti”, rispecchiava accuratamente lo stato d’animo prevalente in Europa durante il 2020.
I partecipanti di una scuola italiana hanno scritto: “grazie a progetti come Juvenes Translatores le/i nostre/i ragazze/i possono trovare stimoli per un apprendimento agganciato alla realtà e alle loro aspettative di integrazione e appartenenza ad una grande comunità solidale.” I traduttori della Commissione europea hanno scelto i 27 vincitori (uno per ciascun paese dell’UE) tra i quasi 2 800 partecipanti in tutta Europa. Inoltre, 248 studenti hanno ricevuto una menzione speciale per avere realizzato una traduzione eccellente. Il miglior giovane traduttore di ciascun paese dell’UE sarà invitato a una cerimonia di premiazione online in programma venerdì 2 luglio 2021. I vincitori e i loro insegnanti avranno inoltre l’opportunità di incontrare un traduttore professionista della Commissione europea, che risponderà alle loro domande sulla traduzione e sulle lingue.
Juvenes Translatores ha il duplice obiettivo di promuovere l’apprendimento delle lingue nelle scuole e di far vivere ai ragazzi un’esperienza di traduzione. Il concorso, aperto agli studenti diciassettenni delle scuole secondarie di secondo grado, si svolge contemporaneamente in tutti gli istituti dell’UE partecipanti. La comunicazione in più lingue – che ovviamente si avvale anche della traduzione – è parte integrante dell’UE sin dalla sua creazione. Lo prevede il primissimo regolamento varato dall’UE, nel 1958. Da allora il numero delle lingue ufficiali è passato da 4 a 24, di pari passo con l’adesione di nuovi Stati membri.

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