Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 151

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L’UE deve rafforzare il sostegno ai cittadini e alle imprese e l’aiuto all’Ucraina

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 Maggio 2022

Bruxelles. Secondo i deputati, gli strumenti esistenti come il Recovery (NextGenerationEU), lo strumento europeo SURE di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione in un’emergenza (Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency) o il sistema di flessibilità del bilancio UE non sono sufficienti a mitigare gli effetti negativi della guerra e il costo per l’UE delle sanzioni imposte alla Russia.Per questo motivo, i deputati chiedono la tassazione dei proventi straordinari per le compagnie energetiche, il congelamento e sequestro dei beni degli oligarchi russi e un’ulteriore flessibilità nel bilancio UE. Inoltre, il quadro finanziario pluriennale (QFP) dovrebbe essere rivisto, le norme sugli aiuti di Stato dovrebbero essere applicate in modo più flessibile, il livello di garanzia dell’UE nel programma InvestEU dovrebbe essere aumentato e la Commissione dovrebbe essere pronta, se necessario, a proporre nuovi programmi. L’UE dovrebbe anche assumere un ruolo guida nella creazione di un fondo fiduciario di solidarietà per l’Ucraina.La guerra ha inasprito una già grave crisi dei prezzi dell’energia e ciò sta incidendo negativamente sul potere d’acquisto e sui costi operativi. L’aggravarsi della crisi richiede un intervento rapido. Per questo, i Paesi UE dovrebbero aumentare il loro sostegno sociale e stanziare spese supplementari per un supporto mirato alle imprese vulnerabili ma sostenibili. Inoltre, l’aumento delle retribuzioni dovrebbe tenere conto dell’inflazione a lungo termine e della crescita della produttività, al fine di mantenere il potere d’acquisto delle famiglie.Secondo i deputati, è necessario istituire un pacchetto temporaneo europeo per la resilienza sociale che coordini una serie di misure e mezzi per rafforzare i sistemi di previdenza sociale e di protezione sociale nell’UE.I deputati pongono particolare enfasi sullo sviluppo dell’autonomia dell’UE e chiedono l’istituzione di un nuovo fondo europeo dedicato. Il fondo per l’autonomia strategica per l’Europa finanzierebbe le infrastrutture energetiche transfrontaliere, la produzione di energia rinnovabile e l’efficienza energetica, la cibersicurezza, la competitività industriale, l’economia circolare, la sicurezza alimentare e lo sviluppo sostenibile.

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Miliardi di € per investimenti in tutta l’UE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 marzo 2022

L’Unione europea ha raggiunto un traguardo fondamentale nell’attuazione del programma InvestEU grazie alla firma di accordi relativi alla garanzia e al polo di consulenza da parte della Commissione europea, della Banca europea per gli investimenti (BEI) e del Fondo europeo per gli investimenti (FEI).Il programma InvestEU è un pilastro fondamentale del più grande pacchetto di incentivi mai adottato dall’Unione europea per riprendersi dalla pandemia di COVID-19 e contribuire a costruire un’economia europea più verde, più digitale e più resiliente. Il programma può inoltre sostenere l’economia europea nell’affrontare le nuove sfide derivanti dalle grandi incertezze legate alle prospettive globali e di sicurezza.InvestEU consta di tre componenti: il Fondo InvestEU, il polo di consulenza InvestEU e il portale InvestEU. Fornendo una garanzia di bilancio dell’UE di 26,2 miliardi di € a sostegno delle operazioni di finanziamento e di investimento, il programma InvestEU attirerà finanziamenti pubblici e privati con l’obiettivo di mobilitare almeno 372 miliardi di € di investimenti aggiuntivi entro il 2027, a beneficio di persone ed imprese di tutta Europa. I primi progetti InvestEU dovrebbero ricevere una garanzia InvestEU già ad aprile, dopo essere stati presentati al comitato per gli investimenti.

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Zelenskyy invita l’UE a dimostrare che sta dalla parte dell’Ucraina

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2022

Il Presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha dichiarato, “durante una pausa tra gli attacchi missilistici”, che il Parlamento e i leader UE devono ora “dimostrare che l’UE è con l’Ucraina”. “Parlo oggi a nome dei cittadini ucraini che la difendono pagando il prezzo più alto”.Zelenskyy ha fatto riferimento all’attacco a Kharkiv, “la città con la più grande piazza del paese, chiamata ‘Piazza della Libertà’ (…). Questa mattina, due missili hanno colpito la Piazza della Libertà, con decine di morti. Ciò è il prezzo che stiamo pagando per la nostra libertà. D’ora in poi, ogni piazza di ogni città ucraina si chiamerà Piazza della Libertà”.Ha poi proseguito: “Stiamo combattendo per i nostri diritti, le nostre libertà e attualmente per la nostra sopravvivenza. Stiamo inoltre lottando per essere membri dell’Europa. Quindi, ora dimostrate che siete con noi (…). Dimostrate che siete davvero europei così la vita vincerà sulla morte, e la luce vincerà sulle tenebre. Gloria all’Ucraina”.Il Presidente della Verkhovna Rada Ruslan Stefanchuk ha affermato: “L’Ucraina sta difendendo il confine del mondo civilizzato e se cade nessuno può sapere dove si fermeranno i russi”. Ha poi ribadito che il modo migliore per sostenere l’Ucraina “è un reale riconoscimento delle nostre aspirazioni europee”.”Questa brutale e massiccia invasione dell’Ucraina è ingiustificata, non provocata e si basa su spregevoli menzogne, e avviene per una sola ragione: perché in piazza Maidan avete fatto la scelta della libertà, della democrazia e dello stato di diritto”, ha detto il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel, definendo l’invasione del Presidente russo Vladimir Putin “terrorismo geopolitico”. Ha assicurato i deputati che il Consiglio analizzerà la “seria, simbolica, politica e, a mio avviso, legittima richiesta” dell’Ucraina di entrare nell’UE.La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha detto: “Questo è un momento di verità per l’Europa. Questo è uno scontro tra lo stato di diritto e la legge delle armi, tra un ordine basato sulle regole e una pura aggressione. Non possiamo dare per scontata la nostra sicurezza, dobbiamo investire in essa”. Ha poi sottolineato che “se Putin stava cercando di dividere l’UE, la NATO e la comunità internazionale, ha ottenuto l’esatto contrario”.”Per fare la pace, dobbiamo essere in due; ma per la guerra, basta uno, come ha dimostrato il signor Putin. Ecco perché dobbiamo aumentare molto la nostra capacità di deterrenza, per evitare la guerra”, ha detto il capo della politica estera dell’UE Josep Borrell. “Difendere lo stato di diritto e rafforzare le relazioni commerciali non sarà sufficiente per trasformare il mondo in un luogo pacifico”, ha aggiunto.

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La Ue trattiene i soldi alla Polonia per multe non pagate. E’ la prima volta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 febbraio 2022

Non paghi le multe? E allora tratteniamo i soldi dei finanziamenti che ti dovevamo dare. E’ quanto ha stabilito la Commissione europea che ha comunicato la propria decisione alla Polonia. Le multe erano state comminate dalla Corte di Giustizia europea, organo giudicante riconosciuto da tutti gli Stati membri della Ue, relativamente all’inquinamento provocato da una miniera di carbone, che viola le normative comunitarie in materia e per non aver sospeso l’attività della Sezione disciplinare della Corte Suprema polacca che, infarcita di nomine governative, impediva l’imparzialità dei giudici, infrangendo le norme che garantiscono lo Stato di diritto. Si tratta in totale di 160 milioni di euro che verranno trattenuti dai finanziamenti europei che, per la Polonia, ammontano a 78 miliardi nel periodo 2021-2027. E’ la prima volta che la Commissione europea decide di procedere in questo senso, anche perché è la prima volta che un Paese membro si rifiuta di pagare le multe inflitte dalla Corte di Giustizia europea e la Polonia, furbescamente, aveva deliberato di non rispettarne le sentenze. Come affermare che le sentenze di un tribunale non si rispettano perché non piacciono. Ora, la Polonia deve decidere se vuole continuare a essere membro della Ue, con tutti gli aiuti consequenziali, considerato che è un beneficiario netto dei fondi comunitari (anche nostri), oppure uscirne. La porta è sempre aperta, basta imboccarla. Primo Mastrantoni, Aduc http://www.aduc.it

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Crisi energetica e politica del’Ue

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 febbraio 2022

L’ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder e’ candidato ad entrare nel consiglio di amministrazione della compagnia energetica russa Gazprom. L’ex capo del governo tedesco e’ gia’ presidente del consiglio di amministrazione della compagnia petrolifera russa Rosneft e presidente del consorzio Nord Stream AG, che si e’ occupato della costruzione dell’omonimo gasdotto che invia carburante dalla Russia alla Germania attraverso il Mar Baltico.La vocazione manageriale di Schoreder si aggiunge a quella di altri capi di governo che hanno fatto altrettante scelte professionali. Ci viene in mente il leader liberaldemocratico britannico Nick Clegg con Facebook/Meta e, ultimo della serie, l’ex-primo ministro austriaco Sebastian Kurz approdato ad un’azienda della Silicon Valley. Tutte aziende che alterano, e non poco, la governabilità dell’economia da parte degli Stati, con queste aziende che diventano Stati e sovra-Stati a loro volta.Forse, ma è prematuro, sarebbe da includere anche il nostro Matteo Renzi, anche se per ora si milita ad una serie di conferenze in Arabia.Tornando a Schroeder, è innegabile che è inserito e sta migliorando il proprio inserimento in una delle attività economiche chiave dell’attuale crisi energetica e politica tra Ue/Usa e Russia. Non ci interessa sapere come l’ex-canceliere abbia conciliato la sua difesa degli interessi tedeschi e dell’Ue quando da tempo ha accettato di essere parte dirigente di una delle principali aziende russe. Prendiamo atto che era lì e che ora sarà in un posto ancora più strategico.Noi siamo come il volterriano personaggio “Candide”, disincantato ma non stupido, e ci poniamo una domanda: stiamo generando mostri per il nostro futuro o non abbiamo compreso nulla della vita? François-Marie Arouet, Aduc

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Potenziare la lingua italiana nell’Ue

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 gennaio 2022

“Dopo la Brexit l’inglese non ha più motivo di essere considerata la lingua principale delle istituzioni europee. Tuttavia, viene usato ancora come strumento ufficiale per le comunicazioni e il lavoro. Il governo Draghi s’impegni affinché l’italiano, lingua della Nazione appartenente al nucleo dei primi Stati fondatori dell’Unione europea, sia l’idioma veicolare usato in tutti gli atti e occasioni. Attualmente lo sono l’inglese, il francese e il tedesco. L’italiano deve essere lingua di primo rango come le altre tre visto che tuttora è la quarta lingua più studiata al mondo e, come per il francese e il tedesco, deve avere il trattamento partitario perché il suo ruolo è stato fondamentale nella costruzione dell’Unione Europea e dell’Europa stessa, essendo la lingua figlia diretta del latino”. È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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Sport: sì a modello basato sui valori UE e no a “competizioni separatiste”

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2021

Con 597 voti a favore, 36 contrari e 55 astensioni, i deputati chiedono un forte impegno per allineare la cultura sportiva europea con i principi UE principi di solidarietà, sostenibilità, inclusività per tutti, competizione aperta, merito sportivo ed equità. Inoltre, il Parlamento si oppone fermamente alle “competizioni separatiste” che minano questi principi e mettono in pericolo la stabilità dell’intero ecosistema sportivo.I deputati vogliono che si trovi un equilibrio tra gli interessi commerciali dello sport professionale e le sue funzioni sociali, rafforzando i legami fra gli sport di base e quelli ad alto livello. Inoltre, chiedono una maggiore ridistribuzione finanziaria tra lo sport professionistico e quello di base e propongono la creazione di un meccanismo di solidarietà da parte delle federazioni sportive per garantire un adeguato finanziamento dello sport a livello amatorialeIl Parlamento vuole che la Commissione e i Paesi europei facciano del loro meglio per incoraggiare l’attività fisica tra i cittadini dell’UE, soprattutto i giovani di tutte le estrazioni, aumentando il numero di ore di educazione fisica nelle scuole e facendo leva su modelli di riferimento e ambasciatori dello sport.I deputati intendono anche affrontare le molestie nello sport e la disuguaglianza di genere, in particolare in materia di retribuzioni, e la pari rappresentanza nei consigli di amministrazione delle organizzazioni sportive, ed esortano i media europei a prevedere una maggiore copertura per una gamma più ampia di sport, in particolare gli sport femminili e giovanili.Il testo approvato invita anche a tutelare i minori dalla discriminazione, dalle molestie e da ogni forma di abuso nello sport, anche offrendo l’accesso a mezzi di ricorso, tra cui consulenze legali e una tutela tempestiva.Inoltre, secondo il Parlamento le federazioni sportive nazionali dovrebbero progredire verso l’equiparazione dei compensi corrisposti agli atleti e alle atlete, seguendo l’esempio della federazione calcistica irlandese (FAI).La risoluzione esorta le autorità pubbliche, le federazioni e le organizzazioni sportive a rispettare i diritti umani e i principi democratici in tutte le loro azioni, in particolare nell’assegnare lo status di paese o città ospitante per le grandi manifestazioni sportive e nella scelta degli sponsor. I deputati insistono sul fatto che non si dovrebbero più scegliere paesi in cui tali diritti e valori fondamentali sono ripetutamente violati come sedi per ospitare grandi manifestazioni sportive.

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Russi e bielorussi d’intesa per destabilizzare l’UE

Posted by fidest press agency su domenica, 21 novembre 2021

La telefonata della cancelliere tedesca, Angela Merkel, al presidente russo, Vladimir Putin, per risolvere il problema dei migranti alla frontiera Bielorussa-Polacca – Lituana, la dice lunga su chi manovra Aljaksandr Lukhascenka, presidente della Bielorussia da 27 anni. La cancelliere Merkel ha chiesto a Putin di intervenire su Lukhascenka per farlo desistere dal convogliare i migranti al confine polacco e lituano. La risposta è stata: si rivolga a Lukhascenka, cioè lo riconosca, il che non è possibile perché l’UE non lo ha fatto e ha condannato le violente repressioni delle pacifiche manifestazioni dei cittadini, sanzionando il governo bielorusso. I migranti sono utilizzati, da russi e bielorussi, come pedine per creare pressione politica sulla UE. E’ evidente che il presidente russo Putin stia giocando una partita che non è migratoria ma geopolitica, inoltre, il dispiegamento di 100 mila soldati al confine della Ucraina, vicina alle posizioni occidentali, e le esercitazioni militari comuni con la Bielorussia, fanno parte della strategia russa. Nel solo mese di ottobre circa 5.000 migranti, provenienti dalla Bielorussia, hanno attraversato la Polonia per dirigersi in Germania. Ad agosto i migranti entrati illegalmente in Lituania sono stati 4.000. Il governo bielorusso ha organizzato voli dal Medio-Oriente per portare i migranti alle frontiere con i due Paesi comunitari.La UE ha già iniziato a rispondere, applicando sanzioni ai gerarchi bielorussi e alle compagnie aeree, agenzie di viaggio e alberghi che si prestano all’operazione, ma l’UE ha maggiori possibilità di intervento applicando dazi e limitando le importazioni dalla Bielorussia, che quest’anno sono cresciute del 58% rispetto allo scorso anno. Una spallata economica metterebbe in serie difficoltà Lukhascenka e, di conseguenza, il suo alleato Putin. L’Unione europea è la seconda potenza economica mondiale. Sarebbe necessario che si facesse valere. Primo Mastrantoni, Aduc

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Soldi Ue. Erogati male e spesi poco. La fiera delle opportunità mancate

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 novembre 2021

La Corte dei Conti europea, nella relazione sull’esercizio finanziario 2020 dell’Ue pubblicata ieri, ha espresso, per il secondo anno consecutivo, un giudizio negativo sulla spesa Ue. Ed ha anche espresso perplessità su come verranno spesi nei prossimi anni i soldi messi a disposizione dall’Unione per la crisi covid. Oltre alle irregolarità (2,7%) la Corte valuta il 59% della spesa ad alto rischio, anche per una complessità dei criteri di ammissibilità che induce in errore… responsabilità anche della stessa Ue nel non implementarne l’uso con la semplicità. Non solo, ma le erogazioni dei fondi arrivano con molto ritardo.E come se non bastasse questa difficoltà, il nostro Paese ce la mette tutta per aggiungere problematicità a problematicità. Tra i tre Stati che usano meno questi fondi, con Croazia e Spagna c’è anche l’Italia: il 45% degli importi impegnati.Ci viene in mente la costante lamentela, statale, regionale e locale che tante cose, anche molto necessarie, non si possono fare perché mancano i fondi.. Evidentemente se i soldi a disposizione li usiamo sono al 45% vuol dire che il problema non è la mancanza di fondi, ma la capacità di utilizzarli, pur sommata alle difficoltà create dalla stessa Unione.Tanti i motivi. Politici e tecnici. Una classe politica che nell’amministrare e nel legiferare ha deficit pesanti nel rapportarsi con il grande salvadanaio dell’Unione. Tecnici e aziende non scelti per le competenze anche nel merito ma selezionati per appartenenza e condiscendenza… non bestemmiamo se ricordiamo che spesso il libero mercato degli appalti è tale solo sulla carta. Perché siamo a questo livello? La risposta base è il deficit di scolarizzazione in materia civica, italiana ed europea. Deficit che si portano dietro (con rari casi che – semplificando – indichiamo al 45%) coloro che poi amministrano, legiferano e fanno business. Serviranno questi dati e queste riflessioni? Se guardiamo lo stato della politica in generale, ci vengono i brividi. (Comunicato stampa Aduc)

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Il punto sulle vaccinazioni. Ue in testa

Posted by fidest press agency su martedì, 19 ottobre 2021

Circa la metà della popolazione mondiale (48%) ha ricevuto almeno una dose di vaccino Covid-19 e ogni giorno vengono somministrate 23 milioni di dosi. A questi dati, che lasciano ben sperare, se ne contrappone uno negativo: solo il 2,5% delle persone che vivono nei Paesi a basso reddito ha ricevuto almeno una dose di vaccino. Vediamo la situazione in alcuni Paesi. In Italia le persone completamente vaccinate (2 dosi) è il 69% della popolazione; Germania, Francia e Regno unito si attestano al 64%, la Spagna al 79% e il Portogallo all’84%.. Problemi ci sono in alcuni Paesi dell’Ue che, pur avendo ricevuto le dosi dalla Commissione europea, come tutti gli altri Paesi comunitari, sono indietro con le vaccinazioni; caso esemplare, la Romania con il 29% di vaccinati. Mediamente l’Unione europea ha vaccinato il 64% della popolazione, gli Usa il 56%, la Russia il 31%. Per la Cina non abbiamo dati aggiornati, Sulla base dei risultati, possiamo affermare che le accuse iniziali sulla scarsa efficienza della Commissione europea e delle relative direzioni, si sono dimostrate infondate. E’ un monito per coloro che prendono per oro colato tutto quello che raccontano i media. Purtroppo la de-alfabetizzazione produce effetti devastanti sui neuroni. Nella Ue si prosegue con le vaccinazioni che superano in percentuale Usa e Russia (a proposito, si ricordi il vaccino Sputnik propugnato da politici nostrani). È un buon risultato dovuto al coordinamento degli acquisti e della distribuzione dei vaccini della Commissione europea. E’ una lezione per coloro che nei mesi scorsi hanno attaccato la Commissione per fini elettorali, alimentando la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni comunitarie. Speriamo che di questo rimanga memoria. Primo Mastrantoni, Aduc

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La Ue non è il bancomat di Polonia e Ungheria

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 ottobre 2021

Facciamo come ci pare, vogliamo i vostri soldi e, ancora, non riconosciamo i vostri organi giurisdizionali e non vogliamo controlli su come gestire i denari che ci date. Così, in sintesi le posizioni di Polonia e Ungheria, in merito ai fondi del Next Generation Eu, alle quali ha risposto la Ue per bocca del commissario europeo all’economia, Paolo Gentiloni: “La Commissione si adopera per far rispettare lo stato di diritto nell’Ue, tutti ne devono rendere conto. La Commissione è determinata a difendere questi principi e questi valori”. Noi sosteniamo che, se Polonia e Ungheria non vogliono affermare lo Stato di diritto, l’indipendenza della magistratura, la prevalenza del diritto comunitario su quello nazionale, la trasparenza nelle gare di appalto, la difesa delle minoranze, hanno una strada molto semplice da imboccare: quella della uscita dalla Ue. Nessuno li obbliga a restare, ma se rimangono devono rispettare le norme comuni che loro stessi hanno firmato quando fecero domanda di ammissione alla Ue. Primo Mastrantoni, Aduc

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L’UE deve collaborare con gli Stati Uniti, pur perseguendo i propri interessi

Posted by fidest press agency su martedì, 12 ottobre 2021

In una risoluzione sulle future relazioni tra l’Unione europea e gli Stati Uniti, i deputati sostengono che l’UE dovrebbe impegnarsi a favore di una leadership condivisa con gli Stati Uniti, pur potenziando la sua autonomia strategica sul piano della difesa e delle relazioni economiche quale mezzo per portare avanti i propri legittimi interessi diplomatici, economici e di sicurezza.In merito alla Cina, è necessario esplorare aree di convergenza, una possibile cooperazione e migliore coordinamento tra Stati Uniti e UE, al fine di evitare tensioni transatlantiche come quelle che hanno fatto seguito all’adozione, senza consultazione degli alleati UE, del cosiddetto accordo AUKUS (accordo trilaterale sulla sicurezza tra USA, Regno Unito e Australia).Il Parlamento accoglie favorevolmente i recenti progressi sulla strategia indo-pacifica dell’Unione, e afferma che il coordinamento con gli Stati Uniti sulla Cina dovrebbe concentrarsi sulla tutela dei diritti umani e delle minoranze e sull’allentamento delle tensioni nei mari della Cina meridionale e orientale, a Hong Kong e nello stretto di Taiwan.Secondo i deputati, è positivo che la riunione inaugurale del Consiglio commerciale e tecnologico UE-USA si sia svolta il 29 settembre a Pittsburgh come previsto, nonostante le tensioni che dovranno essere discusse in modo aperto e franco.Lezioni dall’Afghanistan e maggiore impegno nel partenariato orientale e nei Balcani occidentali. Condannando la violenta appropriazione dell’Afghanistan da parte dei talebani a seguito del ritiro delle forze statunitensi ed europee, il Parlamento chiede una profonda riflessione a livello transatlantico sugli insegnamenti della missione in Afghanistan, al fine di trarre le necessarie conclusioni per gli sforzi futuri volti a promuovere la stabilità, la sicurezza e il buon governo nel mondo. Inoltre, esorta i partner transatlantici ad avviare un dialogo con tutti i paesi vicini dell’Afghanistan, tenendo presente la difficile situazione dei cittadini afghani che vi si sono rifugiati e della necessità di aiutarli. L’UE dovrebbe intensificare la cooperazione con gli Stati Uniti anche nelle relazioni con i paesi del partenariato orientale e i Balcani occidentali. In questo senso, i deputati chiedono un coordinamento periodico tra il Consiglio “Affari esteri” e il segretario di Stato americano e suggeriscono di creare un Consiglio Politico Transatlantico (CPT) guidato dal Vicepresidente/Alto rappresentante e dal Segretario di Stato USA e sostenuto da regolari contatti con i leader politici.

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Difesa informatica: i deputati chiedono una politica comune UE

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 ottobre 2021

In una risoluzione adottata giovedì, i deputati affermano che una politica comune di ciberdifesa e una cooperazione a livello UE per la creazione di capacità informatiche militari comuni sono elementi essenziali per lo sviluppo di un’Unione europea della difesa. Nel suo discorso sullo Stato dell’Unione del 2021, la Presidente della Commissione ha sottolineato la necessità di una politica dell’UE in materia di ciberdifesa. Secondo i deputati, è essenziale superare l’attuale frammentazione e complessità dell’architettura informatica globale all’interno dell’UE e sviluppare una visione comune per raggiungere la sicurezza e la stabilità nel ciberspazio.Il Parlamento raccomanda quindi l’istituzione di un’unità congiunta per il ciberspazio per superare la mancanza di condivisione delle informazioni tra le istituzioni, gli organi e le agenzie UE e garantire una rete di informazione sicura e rapida.Il testo è stato approvato con 591 voti favorevoli, 65 contrari e 26astensioni.Indipendenza tecnologica, innovazione e investimenti. Sottolineando il frequente carattere “a duplice uso” (civile e militare) delle capacità informatiche, i deputati accolgono con favore il piano d’azione della Commissione sulle sinergie tra l’industria civile, della difesa e dello spazio. Diversamente da altri settori militari, l’infrastruttura utilizzata per “creare” il ciberspazio è per gran parte gestita da entità commerciali con sede principalmente al di fuori dell’UE e ciò comporta una dipendenza industriale e tecnologica da terzi. L’UE dovrebbe potenziare la propria sovranità tecnologica, stimolare l’innovazione e investire maggiormente nelle capacità di difesa informatica e nel personale.Inoltre, i deputati reputano fondamentale la cooperazione informatica UE-NATO e chiedono risposte congiunte e coordinate agli attacchi informatici, incluse sanzioni contro gli attori ostili. I deputati sono poi preoccupati per il comportamento sistemico aggressivo dimostrato in particolare da Cina, Russia e Corea del Nord, compresi numerosi attacchi informatici contro istituzioni governative e aziende private.Nella risoluzione si fa infine riferimento allo scandalo dello spyware Pegasus come esempio di un atto di spionaggio che ha colpito un gran numero di giornalisti, attivisti dei diritti umani, rappresentanti eletti e altri cittadini dell’UE.Il relatore Urmas Paet (Renew, ET) ha affermato: “Negli ultimi anni c’è stata una continua crescita delle operazioni informatiche dolose. L’Unione e i Paesi UE devono rafforzare le loro capacità di difesa per rispondere con successo a queste minacce informatiche. Pertanto, è di fondamentale importanza rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri dell’UE e le istituzioni, la NATO, gli Stati Uniti e gli altri partner strategici”.

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Ue, Afghanistan e droghe. Conferma e rafforzamento di illegalità e insicurezza

Posted by fidest press agency su martedì, 7 settembre 2021

I ministri degli Esteri dei 27 Paesi europei hanno affidato all’Ue la propria interlocuzione coi Talebani. Cinque le condizioni “non negoziabili” per riconoscere il governo talebano: Paese non base per terrorismo; garantire libertà fondamentali e diritti umani, in particolare delle donne; governo il più possibile inclusivo; accesso ad aiuti umanitari; far espatriare dal Paese chiunque. Inoltre, la missione del Servizio europeo per l’azione esterna (Seae) dovrà dialogare con i Paesi vicini su flussi di profughi, oltre che contrastare terrorismo e droghe. Quindi la lotta a produzione e traffico di droghe non è condizione “non negoziabile”, e verrà contrastata non mettendo il naso nella politica interna talebana. Verrà fatta qualcosa coi vicini… E’ bene ricordare che l’80% di oppio nell’Ue viene dall’Afghanistan e l’economia delle droghe illegali è la maggiore in questo Paese. Economia, rispetto al precedente governo talebano, cresciuta in venti anni di presenza Nato. Noi crediamo che il maggiore problema dell’Afghanistan sia l’economia illegale dell’oppio. Non combattuta sostituendola con altra legale, ha fatto sì che coltivatori e trafficanti (questi ultimi quasi sempre talebani) restassero indifferenti al cambio di regime (da amici Nato a Talebani): illegale ma tollerata prima… lavoravano prima e lavoreranno ora, a maggior ragione visto che i talebani trafficanti sono al potere. Ad un Paese che si basa su un’economia illegale, si dovrebbe rispondere con aiuti per la transizione verso la legalità: rendere legali i mercati delle droghe in Ue, sì che gli afghani si adeguerebbero ad altrettanta legalità, potendo esportare in Ue.Crediamo, invece e purtroppo, che l’Ue non metterà se stessa in discussione sull’attuale illegalità delle droghe, non renderà attrattivi i propri mercati (risolvendo anche i tanti problemi che questa illegalità causa sul proprio territorio). Vista la secondaria importanza alle droghe illegali l’Ue non andrà oltre quei piccoli e inutili tentativi che già la Nato ha fatto negli ultimi venti anni (coltivazioni sostitutive di zafferano, per esempio). Produzione e mercato illegale resteranno come oggi (in crescita visto che i talebani ci sono più di prima) senza contrasto e alternative. L’Afghanistan continuerà a sopravvivere con l’economia illegale, e relativo riflesso su necessità ed indispensabilità di altrettanta cultura dell’illegalità. Aiutare un Paese “lontano” (che condiziona la propria sicurezza interna) implica considerare anche che l’Ue non ha modelli perfetti. Anzi. Nel nostro caso si deve considerare che l’illegalità afghana nasce e prospera proprio perché i mercati Ue sono illegalmente pronti a recepire i loro prodotti. Vincenzo Donvito, Aduc

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L’Ue crede nella nostra capacità di rilanciare il Paese

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 giugno 2021

La presidente della commissione Ambiente, Alessia Rotta: “Attestazione di fiducia nella capacità dell’Italia di spendere i soldi, uscire dalla crisi e riformare il Paese, rendendolo più green” “La promozione arrivata dall’Europa non è solo un riconoscimento al lavoro fatto dal Governo con i progetti di investimento dei fondi del Recovery, ma è qualcosa che va oltre. E’ un’attestazione di fiducia nella capacità dell’Italia di spendere quei soldi, di uscire dalla crisi, di far ripartire l’economia, di riformare il Paese, rendendolo moderno e, soprattutto, più green”. Lo ha detto la presidente della commissione Ambiente della Camera, Alessia Rotta. “La seconda missione del Pnrr – ha ricorda la presidente Rotta – è denominata ‘Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica’. Contiene un ampio ventaglio di interventi, come quelli che miglioreranno la gestione dei rifiuti e il ciclo dell’economia circolare, che rafforzeranno le infrastrutture per la raccolta differenziata e che renderanno più moderni gli impianti di trattamento dei rifiuti. Questo piano accompagnerà il Paese verso gli obiettivi internazionali di riduzione delle emissioni di gas serra del 55% nel 2030 e di impatto zero sul clima entro il 2050. Con il via libera di oggi, l’Ue ha dimostrato di credere nella capacità dell’Italia di riuscire a raggiungere questi obiettivi. Il nostro Paese non deluderà le attese”.

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Stato di diritto: Il PE citerà in giudizio la Commissione per inadempienza

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2021

Straburgo. Il PE incarica il Presidente Sassoli di invitare la Commissione, al più tardi entro due settimane, ad “adempiere agli obblighi” del Regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto.In una risoluzione adottata giovedì con 506 voti favorevoli, 150 contrari e 28 astensioni, i deputati fanno notare che, nonostante il nuovo strumento di condizionalità per proteggere il bilancio UE (e che si applica anche al Recovery) sia in vigore dal 1° gennaio 2021, la Commissione non ha proposto alcuna misura nell’ambito delle nuove regole e non ha rispettato la scadenza del 1° giugno, data dal Parlamento nella risoluzione del 25 marzo, per mettere a punto le linee guida sull’applicazione del regolamento. Ciò “costituisce una base sufficiente per intraprendere un’azione legale contro la Commissione ai sensi dell’articolo 265 TFUE”.Nel testo, viene sottolineato il crescente rischio di un uso improprio del bilancio dell’Unione come mezzo per deteriorare lo Stato di diritto. Per questo, Il Parlamento incarica il Presidente Sassoli di invitare la Commissione, al più tardi entro due settimane dalla data di adozione della risoluzione, ad adempiere agli obblighi previsti dal regolamento. Per essere pronto, il Parlamento, dovrà, nel frattempo, “avviare immediatamente i necessari preparativi per un potenziale procedimento giudiziario ai sensi dell’articolo 265 TFUE nei confronti della Commissione”.I deputati esortano la Commissione a reagire rapidamente alle gravi violazioni in corso dei principi dello Stato di diritto in alcuni Stati membri, che costituiscono un grave pericolo per la distribuzione equa, legale e imparziale dei fondi UE.Dovrebbe inoltre utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione, compresa la procedura prevista dall’articolo 7 del trattato UE, il quadro sullo Stato di diritto e le procedure di infrazione, per affrontare le persistenti violazioni della democrazia e dei diritti fondamentali nell’Unione, compresi gli attacchi contro la libertà dei media e i giornalisti, i migranti, i diritti delle donne, i diritti delle persone LGBTIQ e la libertà di associazione e di riunione.

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Il PE chiede di rafforzare la sicurezza UE contro le minacce informatiche

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2021

In seguito ai recenti attacchi informatici alle infrastrutture sensibili dell’UE, il PE chiede standard più severi di sicurezza informatica per dispositivi connessi, app e sistemi operativi.In una risoluzione adottata giovedì, il Parlamento chiede che i prodotti connessi a Internet e i servizi associati, comprese le catene di fornitura, siano resi sicuri fin dalla progettazione, resilienti agli incidenti informatici e aggiornati rapidamente con delle patch qualora vengano scoperte vulnerabilità.I deputati valutano positivamente l’intenzione della Commissione europea di proporre norme orizzontali sui requisiti di sicurezza informatica per i prodotti connessi e i servizi associati, ma vogliono anche che la Commissione cerchi di armonizzare le leggi nazionali al fine di evitare la frammentazione del mercato unico.Nel testo viene anche richiesto che la legislazione imponga requisiti di cybersecurity per applicazioni, software, software incorporati (che controllano dispositivi e macchine che non sono computer) e sistemi operativi (software che gestiscono le funzioni di un computer) entro il 2023.Le minacce ibride, ovvero i metodi o le attività utilizzate da attori statali o non statali ostili per colpire gli stati e le istituzioni democratiche, sono in aumento e stanno diventando più sofisticate. Tali minacce comprendono le campagne di disinformazione e gli attacchi informatici alle infrastrutture, ai processi economici e alle istituzioni democratiche. I deputati temono un’incidenza su elezioni, procedure legislative, applicazione della legge e giustizia.Inoltre, la crisi COVID19 ha nuovamente evidenziato le vulnerabilità informatiche di alcuni settori critici, in particolare quello dell’assistenza sanitaria, mentre il telelavoro e la distanza sociale hanno aumentato la dipendenza dalle tecnologie digitali e dalla connettività.La risoluzione non legislativa, adottata con 670 voti favorevoli, 4 contrari e 12 astensioni, giunge in risposta alla strategia di sicurezza informatica dell’UE per il decennio digitale.

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Via libera definitivo del Parlamento al certificato COVID digitale dell’UE

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2021

Straburgo. I deputati hanno completato il lavoro legislativo sul “Certificato COVID digitale dell’UE”, per facilitare gli spostamenti all’interno dell’Unione e contribuire alla ripresa economica.La Plenaria ha approvato mercoledì i nuovi regolamenti UE sul certificato COVID digitale con 546 voti a favore, 93 contrari e 51 astensioni (cittadini dell’UE) e con 553 a favore, 91 contrari e 46 astensioni (cittadini di paesi terzi residenti nell’UE).Il certificato sarà rilasciato gratuitamente dalle autorità nazionali e sarà disponibile in formato digitale o cartaceo con un codice QR. Il documento attesterà che una persona è stata vaccinata contro il coronavirus o ha effettuato un test recente con esito negativo o che è guarita dall’infezione. In pratica, si tratta di tre certificati distinti. Un quadro comune dell’UE renderà i certificati compatibili e verificabili in tutta l’Unione europea, oltre a prevenire frodi e falsificazioni.Il sistema si applicherà dal 1° luglio 2021 e resterà in vigore per 12 mesi. Il certificato non costituirà una condizione preliminare per la libera circolazione e non sarà considerato un documento di viaggio.Durante i negoziati tra le istituzioni, i deputati hanno ottenuto un accordo che stipula che gli Stati dell’UE non potranno imporre ulteriori restrizioni di viaggio ai titolari di certificati – come quarantena, autoisolamento o test – “a meno che non siano necessarie e proporzionate per salvaguardare la salute pubblica”. Si dovrà tenere conto delle prove scientifiche, “compresi i dati epidemiologici pubblicati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC)”. Le misure dovranno essere notificate, se possibile, con 48 ore di anticipo agli altri Stati membri e alla Commissione, mentre il pubblico dovrà ricevere un preavviso di 24 ore.I Paesi dell’UE sono incoraggiati a garantire che i test abbiano prezzi abbordabili e siano ampiamente disponibili. Su richiesta del Parlamento, la Commissione si è impegnata a mobilitare 100 milioni di euro dallo strumento per il sostegno di emergenza per consentire agli Stati membri di acquistare test per il rilascio di certificati di test digitali COVID dell’UE.Tutti i Paesi dell’UE devono accettare i certificati di vaccinazione rilasciati in altri Stati membri per i vaccini autorizzati dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA). Spetterà agli Stati membri decidere se accettare anche i certificati per i vaccini autorizzati secondo le procedure nazionali o per i vaccini elencati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per l’uso d’emergenza. Tutti i dati personali devono essere trattati in linea con il regolamento generale sulla protezione dei dati. I certificati saranno verificati offline e non saranno conservati dati personali.

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Su parità salari sentenza storica Ue

Posted by fidest press agency su domenica, 6 giugno 2021

“Una sentenza storica che fa fare un passo avanti a tutta l’Europa. Nel momento in cui le donne sempre più fanno sentire la loro esigenza di partecipazione, presenza e affermazione, la Corte Ue ha colto non solo un dato di principio ma soprattutto la necessità di dare strumenti per esercitare il diritto alla parità retributiva. E’ anche una sentenza che, rispetto alla proposta di legge in esame in commissione Lavoro dove abbiamo un testo base condiviso da tutti i gruppi politici, richiama a procedere velocemente con un lavoro congiunto tra Parlamento e Ministeri del Lavoro e delle Pari opportunità. Se lo vogliamo, siamo ancora in tempo per portare a casa una legge di importanza storica in un momento in cui si intende ricostruire secondo effettiva equità”. Lo afferma la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd), a proposito della sentenza della Corte di giustizia della Ue, che ha stabilito che il principio della parità di retribuzione tra lavoratori e lavoratrici costituisce uno dei principi fondamentali dell’Unione e può essere fatto valere in sede giudiziale.

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Bankitalia: Melilli, sempre più evidente necessità bilancio Ue

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 giugno 2021

“E’ sempre più evidente, e ha fatto bene il Governatore Ignazio Visco a sottolinearlo, che a livello europeo cresce la necessità di una capacità di bilancio comune, garantita da entrate autonome, decisiva per un avanzamento delle politiche europee verso una vera unione politica”. Lo ha detto il presidente della commissione Bilancio della Camera, Fabio Melilli, commentando le Considerazioni finali del Governatore Ignazio Visco alla Relazione annuale di Bankitalia.“Il Governatore della Banca d’Italia – ha ricordato Melilli – nella sua relazione annuale ci ha ricordato le drammatiche conseguenze della pandemia nel mondo. Oltre alle vittime, dopo 20 anni torna a salire il numero delle persone in povertà estrema, il 10 per cento della popolazione, 100 milioni in più nell’ultimo anno. La dimensione globale della pandemia accresce il ruolo della cooperazione internazionale, che gioca un ruolo decisivo perché si possano registrare progressi che riguardino tutti i Paesi, condizione essenziale per uscire dalla crisi in modo definitivo”.“Sui mesi successivi alla pandemia, trova conferma, nelle considerazioni del Governatore, l’efficacia delle misure poste in essere dal governo precedente, sia sul versante del fabbisogno di liquidità delle imprese sia sul sostegno dei redditi disponibili delle famiglie. I dati esposti nella relazione ci ricordano che in Italia oltre 3 milioni di giovani tra 15 e 34 anni non sono occupati ne’ impegnati in un percorso di istruzione, che le imprese con meno di 10 dipendenti occupano quasi il 50% degli addetti, il doppio di Francia e Germania, che in questo tempo di pandemia la quota di reddito destinata ai risparmi ha superato il 15 per cento, il doppio del 2019. La correzione di tali elementi resta l’obiettivo principale dell’agire pubblico ed il Next Generation Eu rappresenta certamente il principale strumento per cambiare in meglio il nostro paese e l’Europa”.

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