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Posts Tagged ‘uffici’

Previsione di chiusura di 23 Uffici di Polizia sul territorio nazionale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 febbraio 2021

Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia, commenta le notizie che riguardano la bozza di previsione di chiusura di alcuni Uffici di Polizia dislocati sull’intero territorio nazionale: “Decisioni che ci preoccupano – spiega Paoloni – perché significa arretrare in termini di sicurezza e di controllo del territorio. Chiudere un ufficio di Polizia Ferroviaria è un clamoroso autogol in termini di sicurezza: tutti sappiamo come purtroppo proprio nelle stazioni si polarizzino situazioni di degrado. Come pure decidere di chiudere uffici di Polizia Stradale vorrà dire veder diminuire il controllo della viabilità, con relativo decremento dei livelli di sicurezza stradale. Altri progetti prevedono di demandare compiti di fondamentali importanza: come quelli svolti dall’Ufficio di Polizia di frontiera Marittima Aerea di Gioia Tauro. Un Porto tra i più importanti a livello commerciale di tutto il Mediterraneo, che sta aumentando sempre più la sua attività lavorativa, con conseguente aumento, confermato da innumerevoli fatti di cronaca, delle attività riconducibili a traffici illeciti di armi e droga. Un aumento tale da portare la Commissione Nazionale Antimafia, a considerare Gioia Tauro punto di snodo focale per gli interessi delle organizzazioni criminali”.“In questa situazione emergenziale, si dovrebbe essere ancor più vicini ai cittadini, ma sbagliato è anche il timing di tali decisioni, alla luce di una crisi di governo che sta portando alla nascita di un nuovo Esecutivo. Non ci sono dunque degli interlocutori chiari e precisi, con i quali confrontarsi. E in tali condizioni non ci sono certo le basi per conclusioni ponderate”.“Si rifletta a fondo prima di chiudere diversi uffici di Polizia – conclude Paoloni – senza prevedere adeguati interventi di valorizzazione del controllo del territorio: ne va della sicurezza dei nostri concittadini e della vivibilità delle nostre città”.

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“Gli uffici di domani”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 gennaio 2021

A cura di Zsolt Kohalmi, Global Head of Real Estate and Co-Chief Executive Officer di Pictet Alternative Advisors. A marzo 2020 la City di Londra si è trasformata, praticamente nel giro di un giorno, da un centro vivace ricco di impiegati eleganti a una città fantasma. Per mezzo milione di dipendenti del distretto finanziario, il lavoro da casa è passato dall’essere occasionale alla routine. Alcuni mesi dopo, con molti uffici a Londra – e in tutto il mondo – ancora completamente vuoti, la domanda è: siamo davanti a un cambiamento temporaneo o si tratta di qualcosa di definitivo? Crediamo che entrambe le risposte siano valide. Senza dubbio, la domanda di uffici subirà una trasformazione. Dopotutto, la pandemia ha dimostrato, a sorpresa sia dei datori di lavoro che dei dipendenti, che possiamo lavorare abbastanza bene da casa, a tempo pieno e in massa (almeno per alcuni mesi).Con il passare del tempo, sono emersi, però, alcuni svantaggi del lavoro da casa.Sono sempre più numerose le preoccupazioni, espresse tra gli altri da Andy Haldane, Chief Economist presso la Bank of England, riguardo al potenziale impatto negativo di lavorare a lungo da casa sulla creatività e sull’innovazione. Nessuno ha trovato un modo efficace per riprodurre su Zoom quegli incontri occasionali che si verificano alla macchinetta del caffè. L’ufficio soddisfa anche un’importante esigenza sociale: i sondaggi indicano che ai dipendenti manca la socializzazione sul posto di lavoro e che, di conseguenza, la salute mentale ne risente. A quanto pare, l’aspetto sociale del lavoro è un antidoto alla mancanza di socializzazione nella vita privata. Per molti, le condizioni di lavoro da casa sono inoltre rese inospitali dalla mancanza di spazio, di privacy, di soluzioni d’arredo e/o di dispositivi tecnologici adeguati. Inoltre, con una suddivisione poco netta tra casa e ufficio, alcuni lavorano più a lungo, in parte anche perché senza il contatto di persona occorrono più riunioni per ottenere gli stessi risultati. Lo smart working non si è nemmeno dimostrato utile per trasferirsi in altri luoghi, potenzialmente meno costosi: le complicazioni fiscali e in materia di sicurezza informatica hanno spinto le aziende a impedire ai propri dipendenti di trasferirsi in altri Paesi, mentre alcune aziende, tra cui Facebook, hanno deciso di adeguare la retribuzione in base al Paese da cui lavorano i dipendenti. Ciò non significa che la situazione tornerà o dovrebbe tornare come prima. In media, gli impiegati si aspettano di lavorare da casa 1,6 giorni la settimana in futuro, mentre i loro datori di lavoro pensano a circa 2 giorni.Buone caratteristiche a livello di impatto ambientale diventeranno sempre più importanti per soddisfare gli obiettivi di sostenibilità delle aziende e le richieste dei dipendenti, nonché per rispondere a normative governative più rigide. L’ubicazione sarà un altro aspetto chiave da considerare. Gli uffici che rischiano di più di chiudere sono quelli situati nelle periferie e quelli di alcune aziende, come i call center, in cui la possibilità di socializzare o innovare è limitata. Alcuni di questi edifici saranno probabilmente convertiti in abitazioni, accelerando una tendenza già in atto nel Regno Unito e in diversi Paesi europei. (abstract)

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Eurostands sbarca a Dubai con un nuovo ufficio di rappresentanza

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2020

Expo Dubai si terrà da ottobre 2021 a marzo 2022, e accoglierà 192 paesi, 25 milioni di visitatori, il 70% dei quali provenienti dall’estero per cui Eurostands è già al lavoro per la realizzazione dei padiglioni per i partecipanti. Una delle sfde del nuovo anno sarà quello di tenere alta la bandiera del Made in Italy anche fuori dai confini nazionali. Lo sta facendo Eurostands, azienda attiva da oltre 70 anni nel setore fieristco, degli allestimenti e del retail, che dopo essersi adattata alle trasformazioni per superare la crisi economica, trova nuova vita e continuità affacciandosi al Medio Oriente. È dal lontano 1998 che Eurostands lavora per le esposizioni universali annoverando tra i suoi successi la costruzione dei padiglioni italiani per Lisbona 1998, Hannover 2000, Aichi 2005, Shanghai 2010, e il padiglione del Kazakistan per Astana 2017. In partcolare, per Milano 2015 sono stat realizzati gli allestiment dei padiglioni Ecuador, Corea, Angola, Basmat, World Expo Museum e Finmeccanica. L’azienda, con il supporto della Camera di Industria e Commercio negli EAU, punta alla progettazione e alla realizzazione di allestmenti nel Middle East per tuto il mondo fieristico, tra gli appuntament più importanti e ravvicinati quelli del Food & Beverage come Gulfood 2021 (Dubai 21-25 febbraio2021) e il Dubai Internatonal Boat Show (9-13 marzo 2021). Un ponte tra l’Europa e l’Asia per esportare qualità, design ed eccellenza italiana in due grandi ambiti come quello del cibo e della nautica che vedono il nostro Paese leader mondiale nell’esportazione, anche in un territorio così compettvo come il Middle East. Solo per citare qualche numero, l’industria del Food and Beverage nel Middle East è uno dei setori in più rapida crescita: nel 2019 vale circa 13,2 miliardi di dollari per un tasso di crescita annuale dell’8 per cento circa, mentre gli Emirat Arabi sono in nona posizione nella classifca dei Paesi per ordini nel 2018 nel segmento dei superyacht, dopo la Cina e prima del Brasile” (fonte: Global Order Book 2018)

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Interinali a casa e poliziotti negli uffici

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 luglio 2010

“In un Paese che non investe nel futuro e che riduce tutto ai conti fatti con carta e penna dal signor Ministro Tremonti, può accadere che per un giovane passare da un lavoro interinale (rinnovato mensilmente) a uno triennale, se pur a tempo determinato, sia già una conquista, malgrado si tratti solo di allungare la precarietà”.  Con queste parole Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il  Sindacato Indipendente di Polizia – commenta la decisione del Governo di mandare a casa gli interinali impegnati negli uffici di Questure e Prefetture che dovrebbero far posto a quegli stessi Operatori di Polizia che però a loro volta sarebbero tenuti lontani dal territorio che dovrebbero controllare per assicurare sicurezza e legalità. “Ma con un Governo composto da Ministri che passano il tempo a smentirsi a vicenda sia con i fatti che con le parole, può accadere anche che ciò che è vero oggi, domani si sia dissolto nel nulla. Ecco dunque – dice ancora Franco Maccari – che i 650 interinali impiegati nelle Questure e nelle Prefetture italiane, ai quali era stato promessa un’assunzione per tre anni a tempo determinato, rischiano invece di andare tutti a casa perché la mannaia del Ministro Tremonti si abbatterà su di loro sradicando potenziali radici per uno sviluppo futuro. Saranno certamente i Poliziotti, magari oggi impegnati nella tutela del territorio, a dover tornare dietro una scrivania, la stessa dalla quale il Ministro Brunetta mesi fa aveva chiesto di toglierli. E per strada chi resterà?. Considerato che anche un bambino capirebbe  che non si può vestire un santo senza spogliarne un altro. A noi viene in mente solo una cosa – conclude Franco Maccari – forse eccessivamente maligna, ma a pensar male si fa peccato ma non ci si sbaglia mai, ci viene da credere che a questo Governo non interessa minimamente un Paese sicuro ed a questo punto questa cosa ingenera in noi un sospetto terrificante. Forse la malavita si aspetta questo dalla politica, laddove non è possibile assicurare un intervento diretto, si cerca di lasciare campo libero in modo trasversale. Non ci aspettiamo risposte fatte di parole, noi ora vogliamo i fatti, fatti concreti e non fumo negli occhi”.

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Libia: chiusura ufficio Unhcr

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 giugno 2010

Dichiarazione di Matteo Mecacci, deputato Radicale, Relatore OSCE per diritti umani, democrazia e questioni umanitarie: “La notizia della chiusura, senza preavviso, dell’ufficio dell’UNHCR in Libia è l’ennesima conferma di come il Governo libico sia, oggi come in passato, completamente inaffidabile, e conferma purtroppo che la politica estera italiana verso la Libia, condivisa sia dalla maggioranza che dal Partito Democratico, sia fallimentare. Abbiamo sentito, anche nei giorni scorsi, importanti colleghi parlamentari parlare dell’evoluzione positiva del Governo libico e di un giudizio altrettanto positivo delle organizzazioni internazionali. Visti i fatti di oggi, credo che ci sia motivo di dubitare di quanto è stato fatto vedere e sentire ai miei colleghi in Libia. Dopo la ratifica del Trattato Italia –Libia, con il quale il nostro paese si impegna a versare 5 miliardi di dollari a Gheddafi e con il quale si chiedeva scusa per il colonialismo italiano a un dittatore in pieno esercizio, la risposta di oggi di Tripoli ridicolizza agli occhi del mondo la politica italiana, e le sue pretese da “apripista” nei confronti dei dittatori ricchi di risorse energetiche. Una politica che è purtroppo rigorosamente supportata dal Partito Democratico e sul quale forse occorrerebbe interrogarsi”.

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Alemanno taglia gli uffici ma aumenta i dirigenti

Posted by fidest press agency su martedì, 8 giugno 2010

Si terrà mercoledì 9 giugno l’incontro tra i sindacati e Gianni Alemanno che rivoluzionerà per la seconda volta dal 2002 la macrostruttura del Comune di Roma. Meno uffici e più dirigenti: questo, in sintesi, il corpo delle modifiche volute dal sindaco della Capitale, che con la scusa di risparmiare e recuperare efficienza farà salire da due a tre il numero dei vicecapi di gabinetto disposto dal regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi in vigore. Un cambiamento che porterà l’ex direttore analisi del Sisde Alfredo Mantici ad affiancare Profeta e Nardi, i due già in servizio con centoventimila euro di stipendio annuo. Dov’è dunque il risparmio? Semplice, ciò che viene dato con una mano alla voce personale verrà tolto con l’altra alla voce uffici. Primo tra tutti quello della Protezione civile, che verrà soppresso e accorpato al X Dipartimento, quello ambientale, con relativa perdita di autonomia funzionale.  “Sono passati anni dall’insediamento della giunta Alemanno – ha commentato Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti – e ancora si lavora sulla macrostruttura; questo dimostra un’incapacità cronica nella gestione degli affari comunali. Aumentare i dirigenti e i vicecapi – incalza Soldà – significa contestualmente ridurre le risorse economiche dei dipendenti che finora hanno garantito con il proprio lavoro l’efficienza della macchina comunale capitolina. I dirigenti già hanno avuto troppo. È ora che l’amministrazione chiuda questo ciclo di interventi alla macrostruttura, soprattutto avendo un maggiore riguardo per la Protezione civile – conclude il rappresentante del movimento presieduto da Antonello De Pierro –, perché riaccorparla al X Dipartimento significa sminuirne il ruolo, non premiarne il lavoro svolto egregiamente finora”

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