Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Posts Tagged ‘uguaglianza’

Uguaglianza attraverso l’arte

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 aprile 2017

uguaglianza arteDa aprile a settembre i territori del Polesine e del Delta del Po diventano la scenografia ideale di un nuovo importante evento culturale, Arte per la Libertà. Promosso dall’Associazione Culturale Voci per la Libertà quale significativa evoluzione dei vent’anni di esperienza maturata nell’organizzazione dei festival “Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty” e “DeltArte – il Delta della creatività”, il neonato festival è un intenso viaggio nell’arte giovanile a favore dei diritti umani.
Sostenuto dai bandi Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura della SIAE e CulturalMente Impresa della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Arte per la Libertà trasformerà per sei mesi la Provincia di Rovigo in un caleidoscopio di creatività, senza perdere di vista le tematiche legate ai diritti umani indagate attraverso le diverse forme artistiche (dalla musica al teatro, al cinema all’arte contemporanea) e i linguaggi dei giovani under 35 selezionati.
uguaglianza arte1Un nuovo linguaggio per i diritti umani. Affinché questi temi possano entrare nel cuore prima che nella mente, c’è bisogno di trasformarli in emozioni mediante il potere immediato ed empatico dell’arte. Arte per la Libertà propone un corposo cartellone artistico, nato dalla forza creativa e dalla fusione dei due celebri e storici festival, seguendo il filo rosso della tematica dei diritti umani. È questo il valore fondante che il festival vuole promuovere attraverso le diverse forme d’arte, consapevoli che le arti sono uno strumento di formazione e crescita di consapevolezza, un vero e proprio mezzo educativo per la realizzazione di una cultura universale dei diritti umani. Arte per la Libertà diventa un percorso emozionante che unisce luoghi significativi e non convenzionali dei territori del Polesine e del Delta come ville storiche, spiagge, corti e piazze, imbarcazioni, per dare vita ad un evento unico nel suo genere.Il festival ha già preso il via con una serie di laboratori didattici di musica, street art e cinema realizzati nelle scuole: il primo tassello nella realizzazione di questo innovativo evento culturale, che mira a far diventare le persone, in particolare i giovani, parte attiva nella promozione dei diritti.

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Nissoli (PI): Cittadinanza anche per gli italiani all’estero che l’hanno perduta

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2015

Angela_Rosaria_NissoliL’on. Fucsia FitzGerald Nissoli (eletta al Parlamento dagli italiani all’estero residenti in Nord e Centro America) è intervenuta, nell’Aula di Montecitorio, in sede di discussione generale sul testo di legge di riforma della cittadinanza per portare la voce e le richieste dei tanti italiani che recatisi all’estero hanno perso la cittadinanza.
“Oggi – ha detto l’on. FitzGerald Nissoli – è un bel giorno perché finalmente parliamo di cittadinanza in quest’Aula. Un argomento spinoso ma la cui riforma non può attendere. Essa è il simbolo dell’aspirazione all’uguaglianza tra le persone e le lega allo Stato in un quadro giuridico definito. È un tema, la cittadinanza, che tocca profondamente l’animo umano in quanto attiene il sentirsi parte di una comunità.
Quella che stiamo esaminando, quindi, e’ una riforma doverosa per quei minori stranieri che hanno provato il senso di appartenenza a questa comunità ma allo stesso tempo è una sconfitta per altri che non sono stati presi in considerazione e cioè quegli italiani che recatisi all’estero hanno perso la cittadinanza ma che conservano nel cuore e nel modo di essere l’italianità. La loro è una identità italiana piena, viva che chiede di essere riconosciuta anche sul piano giuridico”.
Poi, la deputata eletta all’estero ha richiamato il fatto che “l’Italia è un Paese che ha vissuto nella sua storia forti fenomeni emigratori fino agli anni ’90, quando abbiamo tutti registrato il fatto che il nostro Paese da Paese di emigrazione era diventato un Paese di immigrazione, tanto che oggi possiamo contare un pari numero di cittadini italiani emigrati ed immigrati.
Due facce della stessa medaglia nel contesto globale dei movimenti umani al cui centro vi è la dimensione della cittadinanza come appartenenza, una cittadinanza che può essere anche plurale. Oggi, abbiamo fatto un primo passo nell’affrontare le novità demografiche presenti nel nostro Paese ma non possiamo parlare di una riforma completa, questa riforma dovrà essere completata inserendo anche gli italiani che hanno perduto la cittadinanza andando all’estero. In questo modo avremo la possibilità di legare insieme due realtà che possono fare grande l’Italia: quella dei nuovi italiani e quella degli italiani all’estero”.
“Oggi mantenendo lo lus sanguinis – ha puntualizzato l’on. Fucsia Nissoli richiamando il disegno di legge all’esame del Parlamento – apriamo le porte ad uno Ius soli temperato: prevedendo di concedere la cittadinanza a chi nasce in Italia da genitori legalmente soggiornanti da almeno 5 anni. Inoltre, si introduce lo Ius culturae, prevedendo la concessione della cittadinanza ai figli di genitori stranieri che siano entrati in Italia entro il compimento del dodicesimo anno di età e abbiano frequentato almeno 5 anni le scuole in Italia. Un provvedimento rivolto ai minori con il carattere dell’urgenza perché i minori sono una priorità, ma questo non ci deve far dimenticare di lavorare alla definizione di un nuovo orizzonte di diritti per dare a ciascuna persona l’orgoglio di sentirsi pienamente italiana. Un percorso che non puo’ prescindere da una consapevolezza civica di cui si deve far carico in primis la scuola sin dai primi anni. Solo cosi’ riusciremo a dare corpo ad un nuovo ethos civile di cui l’Italia ha bisogno per le future generazioni”.
In seguito, l’on. Nissoli ha esortato i colleghi a lavorare “con uno spirito lungimirante” ed ha affermato con forza: “non dimentichiamo quei tanti italiani all’estero che l’Italia l’hanno sempre amata veramente. Vi chiedo di tener conto di un’altra Italia che è fuori dall’Italia, delle attese di chi ha perduto la cittadinanza e che guarda con speranza a questo Governo e a questo Paese che vuol essere innovativo ed aperto al contributo degli italiani all’estero come risorsa preziosa per il nostro Sistema Paese. Non si tratta di uno sguardo al passato ma di una proiezione verso il futuro”.
E considerando la società contemporanea, caratterizzata da un aumento dei movimenti umani, ha rimarcato che “spesso non si vive più nel Paese in cui si è nati anche se si sente profondamente il legame con esso. La globalizzazione, come processo – ha osservato – è una realtà e contribuirà ad aumentare le richieste di cittadinanze plurime. E’ il caso degli italiani che oggi si recano all’estero e di quelli che erano partiti dai luoghi natii anni orsono e che hanno perso la cittadinanza italiana senza comunque affievolire l’amore per la madrepatria. Il mio Disegno di Legge intendeva dare una risposta a queste persone, non è stato possibile inserirlo in questo testo coordinato ma credo che si debba prendere, in questa sede, un impegno serio teso a permettere il riacquisto della cittadinanza a chi l’ha perduta recandosi all’estero”.
Infine, dopo aver ringraziato tutti i 317 colleghi che avevano sottoscritto la sua Proposta di Legge ha chiesto “di essere, ora, conseguenti, come ci chiedono le tanti voci italiane cui la legge non riconosce cittadinanza. Ed a quelle voci l’on. Nissoli ha prestato la sua voce leggendo alcune testimonianze, provenienti da varie parti del mondo, che le sono state inviate. Si tratta del grido di gente alle quali “non possiamo non dare risposte – ha concluso la deputata – un debito di gratitudine nei confronti di chi, italiano all’estero privo di cittadinanza italiana, ha continuato a conservare nel cuore l’amore per l’Italia”.

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Finito il berlusconismo restano le macerie

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2011

“Finito il berlusconismo, che ci voglia un giorno, un mese o un anno lo vedremo, ci sarà da ricostruire sulle macerie. E non saranno soltanto quelle macerie che vediamo, finanziarie, legislative, ma saranno macerie di valori, macerie morali. Perché qui è stato smontato tutto, sono stati smontati quei valori che hanno fatto forte la società italiana e che erano valori comuni anche agli avversari politici: il concetto di uguaglianza, il concetto di comunità locale, il concetto di sussidiarietà prima che venisse usata questa parola, cioè l’aiuto reciproco dentro la comunità. Questa ricchezza di valori è stata smontata da una gerarchia totalmente rovesciata: egoismo sociale, egoismo territoriale, egoismo tra tutti”. Lo ha dichiarato il presidente del gruppo parlamentare del PD alla Camera dei deputati Dario Franceschini nell’intervento che ha concluso oggi a Villa Celimontana a Roma i lavori del convegno “Volontariato, tra inclusione e innovazione sociale”, promosso dall’europarlamentare Silvia Costa. “Il messaggio valoriale che possono dare le persone che hanno fatto la scelta del volontariato – ha affermato Franceschini – è davvero un messaggio di cui il nostro Paese avrà un bisogno formidabile nei prossimi anni. Il ruolo di quanti hanno fatto la scelta di vita del volontariato, di chi ha scelto l’impegno gratuito in favore degli altri, sarà centrale e sarà forse il contributo più importante nell’opera di ricostruzione del tessuto sociale e valoriale del Paese”. “Il volontariato può essere una forza rivoluzionaria – ha aggiunto Silvia Costa – perché propone quei valori di gratuità, di solidarietà, di bene comune, di legame sociale e di cittadinanza attiva, valori che oggi sembrano smarriti in questo devastante culturame che propone soltanto la corsa all’avidità, la corsa affannosa all’avere, al successo, al tornaconto personale, al tutti contro tutti e all’egoismo sia sociale che territoriale. Io credo – ha concluso l’europarlamentare del Pd – che attraverso il rilancio dell’attenzione ai valori del volontariato tutte le forze politiche del nostro Paese, a cominciare dal Partito Democratico, possano riflettere e individuare quali nuove fondamenta si possano dare alla convivenza civile”.

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2 Giugno, festa della Repubblica

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2011

Festa della democrazia e della libertà dei cittadini, di tutti gli italiani, del Nord e del Sud. Dalla Milano di Pisapia alla Napoli di De Magistris. Dell’Italia unita che il 29 e 30 maggio ha dato un chiaro segnale di cambiamento e che, spero, andrà a votare il 12 e 13 giugno per le energie sicure, pulite e rinnovabili, contro il nucleare, per l’acqua pubblica, contro le speculazioni su questo bene comune, per la legalità e l’uguaglianza davanti alla legge e contro le prevaricazioni di chi vuole l’immunità per le proprie malefatte. E’ la festa di tutti e ci auguriamo che alle celebrazioni partecipi tutto il governo, compresi i leghisti e certi rottami storici che hanno nostalgia del fascismo. Una giornata simbolica che unisce tutti. O almeno dovrebbe. Non è retorica da quattro soldi la mia, purtroppo. Ci sono iniziative legislative preoccupanti, che vanno al di là delle semplici provocazioni. Due giorni fa il Pdl ha presentato una proposta di legge per riconoscere i combattenti di Salò, ieri un’altra per istituire la giornata della memoria delle vittime del sistema giudiziario. Il tentativo di equiparare partigiani e nazifascisti è vergognoso. Non si può mettere sullo stesso piano chi ha combattuto per la libertà con chi si è schierato per l’oppressore. Né si può istituire una giornata per le vittime della magistratura. Il perché è talmente ovvio che non serve spiegarlo. E’ avvilente che vogliano indire questa giornata ‘ad personam’ per Berlusconi, che non è certo vittima di errori giudiziari. Per non essere da meno noi domani dovremmo presentare una proposta di legge per istituire la giornata delle sciocchezze proposte dal Pdl. Battute a parte, è chiaro che il confronto con il Pdl in questo momento non è solo politico, ma soprattutto culturale. Dobbiamo impedire che il loro crollo politico coincida con una deriva culturale alimentata proprio dalle istituzioni. Berlusconi è alla fine del ciclo politico, ma, come un animale ferito, può ancora provocare molti danni. Partiti, movimenti, società civile, sono tutti impegnati ora per difendere la democrazia e le istituzioni dalla barbarie. E per guidare il cambiamento. In meglio. (Massimo Donadi)

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Se la legge deve essere uguale per tutti…!!!

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2011

L’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge rischia di rimanere un assioma privato tanto della premessa che  delle conseguenze. Assistiamo al paradosso per cui un imputato modifica le leggi  per stravolgere l’ordinamento giudiziario privando l’ordinamento giudiziario del suo compito precipuo che è quello che dovrebbe garantire  la certezza del diritto. Stante il fatto che il medesimo imputato non accetta di  essere considerato “uguale” a tutti i cittadini di fronte alla legge, allora viene a mancare quell’uguaglianza  che rappresenta il cardine della Costituzione. A  meno  che… A meno che possano essere tutti i cittadini resi uguali all’imputato di cui sopra, e, quindi, messi nella condizione di modificare la legge che persegue  ogni indiziato secondo parametri  stabiliti, di volta in volta, dagli avvocati difensori. I magistrati verrebbero ridotti a semplici “notai” che prendono atto delle  riforme e riformette  adattate ad ogni singolo procedimento giudiziario. Per essere tutti uguali di fronte alla legge, non c’è altra ipotesi plausibile che quella di trasformare  tutti i cittadini in imputati intoccabili, trasformando quella che fu la “Patria del diritto” in “Cimitero della giustizia”. (Rosario Amico Roxas)

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E’ iniziata la maratona mediatica del cavaliere

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 gennaio 2011

E’ una maratona in autodifesa dopo la parziale bocciatura dello scudo protettivo che i suoi sodali, in un impeto di sviscerato amore, avevano approvato, pur contro il parere dello stesso interessato. La legge, scritta dai vari Ghedini, Longo e Alfano è risultata anticostituzionale, ed è la terza volta che ci provano e  disturbano la Corte Costituzionale su pronunciamenti già palesemente scontati.  La pretesa superiorità del cavaliere, anche di fronte alle leggi e alle norme costituzionali, non ha funzionato, perfezionandosi il dettato costituzionale dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alle leggi.
Ma la presunzione di superiorità prosegue su altre basi, e coinvolge la linea difensiva stessa che il cavaliere ha inaugurato, imponendo la sua presenza nella trasmissione televisiva di Belpietro.
In atto ci sono in piedi tre processi, anche se non sono quelli più rappresentativi, dovendosi ancora chiarire molti elementi su ben più gravi ipotesi di reati; ma nei tre attuali processi il cavaliere, professa la sua innocenza, identificando tali processi come  insignificanti. Non presenta elementi a discolpa, motivazioni legali, testimonianze probanti… niente di tutto questo; afferma solamente di avere giurato la sua innocenza sui suoi figli e i suoi nipoti, quindi i magistrati dovrebbero prendere atto della sua parola e del suo giuramento e sancirne gli affetti con una sentenza assolutoria.
Ricordo un aneddoto esplicativo, assimilabile all’attuale situazione: il re Faruk, nell’esilio dorato di Montecarlo, ingannava il trascorrere del tempo in interminabili partite a poker. Narrano le cronache mondane che in una mano piuttosto pesante, al momento di “vedere” le carte per l’attribuzione del piatto, re Faruk dichiarò una scala reale; alla richiesta di vedere quella fantomatica scala, re Faruk mise in ballo la sua ex funzione, intimando “Parola di re!”; i giocatori se ne fregarono bellamente di tale parola e pretesero che l’ex sovrano mostrasse le carte:  della scala reale, malgrado la “parola di re!”  neanche l’ombra! (Rosario Amico Roxas)

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L’Occidente tuteli i cristiani

Posted by fidest press agency su martedì, 4 gennaio 2011

«Se rinuncia a mobilitarsi per la tutela delle minoranze cristiane perseguitate nel mondo, l’Occidente finirà per  negare se stesso». A parlare il senatore del Pdl Mauro Cutrufo, vicesindaco di Roma, che aggiunge: «L’Unione Europea ha già rinunciato a riconoscere con oggettività i fondamenti della sua cultura e della sua storia che risiedono nel  Cristianesimo. Ma autodefinendosi laica ha affermato i valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, e dell’uguaglianza, che sono fondamenti della nostra civiltà occidentale. In virtù di questi principi non può sottrarsi alla richiesta del governo italiano di una presa di posizione sulle persecuzioni dei cristiani. Occorre dare una scossa contro l’indifferenza diffusa verso queste vittime inermi di terrorismo e violenza, e come sollecitato anche dal sindaco Alemanno, questo impulso può venire proprio dalla nostra Capitale, Roma, che è culla della civiltà occidentale, capitale della cristianità, e centro naturale della fratellanza e del dialogo tra popoli, civiltà e confessioni religiose».

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Devadāsī: l’eguaglianza di genere

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2010

Roma, al 1° dicembre 2010 (Opening, ore 18.30) al 7 gennaio 2011 (Orario di visita: dal martedì al venerdì ore 18.00/20.30 o su appuntamento, tel. 334 2906204 – ingresso libero)  via Braccio da Montone 93 Galleria Whitecubealpigneto – Opening “Devadāsī”, di Giordana Napolitano Artefice del progetto, la Galleria Whitecubealpigneto che, traendo ispirazione da Malevich, mette a disposizione il proprio spazio: un quadrato bianco e uno sfondo bianco che si lasciano modellare di volta in volta dall’opera dell’artista. Seconda tappa di questo ciclo di mostre sarà DEVADĀSĪ, coraggioso progetto artistico di Giordana Napolitano che contribuisce alla riflessione sul 3° Obiettivo di Sviluppo del Millennio: promuovere l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne. Il testo critico è di Sguardo Contemporaneo. Media partner dell’iniziativa è Radio Popolare Roma. L’arte della Napolitano si distingue perchè mette al centro la donna e il suo diritto a vivere pienamente tutte le sue dimensioni, inclusa quella sessuale. La donna di cui parla l’artista è una donna che acquisisce una nuova forte consapevolezza di sé e ha il coraggio di affermarla, che non è più disposta ad essere oggetto, ma soggetto nella società e nell’intimità. Queste riflessioni trovano piena espressione nelle opere esposte, tele realizzate con la tecnica a olio e pastelli a olio, ispirate alle Devadāsī, le sacerdotesse-cortigiane che ballavano all’interno dei templi indù e che erano ritenute veicolo di spiritualità attraverso la danza e l’atto sessuale. Dopo l’indipendenza dal dominio inglese, della tradizione è rimasta la parte peggiore: non più donne provenienti da caste privilegiate, le devadāsī di oggi appartengono quasi tutte alla casta degli Intoccabili e sono donne che sin da bambine sono costrette dalle proprie famiglie a prostituirsi. Nonostante sia stata dichiarata fuorilegge, questa pratica continua a esistere perchè collegata a una sorta di precetto religioso, che maschera quello che è in realtà puro commercio di corpi di bambine.

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Ricordare Enrico Berlinguer

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2010

A 26 anni dalla morte significa ricordare uno dei pilastri culturali del Partito Democratico e del centrosinistra in Italia. In particolare suona come di straordinaria attualità il richiamo storico che Berlinguer fece all’indissolubile legame che deve esserci tra etica e politica: un legame che non deve rimanere solo un principio enunciato ma che va anche praticato e diffuso a tutti i livelli della politica, da quello nazionale a quello locale e microlocale. Il legame tra etica e politica deve essere un patrimonio di valori da conservare con cura non solo per il centrosinistra ma per l’intero mondo politico.  Insegnamenti ed esempi di strettissima attualità così come lo sono quelli di equità e di uguaglianza sociale che Berlinguer ha propugnato in ogni sua azione politica. Principi che sono messi in discussione da un modello sociale, culturale e politico che sembra essere vocato alla disgregazione sociale, alla frammentazione delle relazioni, ad un individualismo che rischia di pendere verso derive pericolose.  Quando Enrico Berlinguer morì, non avevo ancora compiuto un anno di vita: non ho vissuto in prima persona quella stagione, ma ne ho ‘subito’ il suo straordinario trasporto in una tradizione di impegno e passione politica genuina, in scelte lungimiranti capaci di guardare oltre alla visione dell’oggi. Una capacità di guardare oltre i confini del contingente che anche oggi dobbiamo recuperare: anche per dare al nostro paese e ai nostri territori un modello di sviluppo futuro più sostenibile, sotto ogni punto di vista. Capendo sin da subito ciò che anche Berlinguer ha sempre promosso: e cioè che talvolta, come nei momenti di grande difficoltà come quello che stiamo attraversando, è necessario rinunciare ad un pezzetto del proprio interesse a favore di un benessere diverso e più ampio, quello della nostra comunità. (Marco Di Maio Segretario  territoriale Pd forlivese) (foto Berlinguer)

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il Ruolo dei Media

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2009

Roma, 26 novembre 2009, Campidoglio, Sala della Protomoteca Il Terzo Obiettivo del Millennio “promuove l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne”, due temi che l’IPS ha scelto di mettere al centro dell’intera produzione giornalistica, attraverso il programma “Communicating for Change: Getting Voice, Visibility and Impact for Gender Equality” Il seminario, organizzato durante i 16 Giorni di Attivismo contro la Violenza di Genere (25 Novembre-10 Dicembre), darà voce a giornaliste ed esperte di genere provenienti da tutto il mondo per parlare di come l’informazione e la comunicazione possano contribuire a fermare la violenza contro le donne.  Rappresentanti di Association for Progressive Communication (APC) e del Global Media Monitoring Project, (monitoraggio globale della società civile su come i mezzi di informazione trattano i temi di genere) presenteranno metodi innovativi di trasmissione del messaggio sulla violenza. Fra i giornalisti, saranno con noi Laila Al-Shaikhli, anchorwoman di Al Jazeera; Najiba Ayubi, direttore della più importante agenzia di informazione afgana, The Killid Group, e Bianca Berlinguer, neodirettore del TG3. Insieme alle tante ONG e agenzie ONU presenti (fra cui Aidos, Action Aid, U.N. Millennium Campaign, UNIFEM, CAWTAR, FAO, IFAD, WFP) si parlerà di quali sono la responsabilità dei media, quando si comunica la violenza di genere.  Con l’occasione, sarà presentato e distribuito il manuale per i media dal titolo “Reporting Gender Based Violence”, appena pubblicato da IPS Africa. Uno spazio speciale sarà dedicato al trentesimo anniversario della Convenzione per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (CEDAW). La presentazione a cura di Emma Bonino, vicepresidente del Senato. Il seminario ‘Il Terzo Obiettivo del Millennio e il Ruolo dei Media’ è la parte pubblica del “Support Group Meeting” organizzato ogni anno dall’IPS, nel quale il gruppo dei paesi donatori si riunisce per valutare l’operato dell’agenzia e rinnovare il loro sostegno. Saranno quindi presenti i rappresentanti dei governi di: Brasile, Finlandia, India, Italia, Giappone, Norvegia, Spagna, Uruguay, Belgio, Paesi Bassi, Sud Africa, oltre a IFAD, OIM, Oxfam, UNDP, UNIFEM, UNFPA, UNEP, World Bank, Group of 77.

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Bocciato il Lodo Alfano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2009

sede-consultaRibattezzato Lodo Al Nano, non passa l’esame di costituzionalità. Dichiara l’on.le Massimo Donadi: “E’ salvo, invece, e per fortuna, il principio di uguaglianza. Tutti i cittadini sono ancora uguali davanti alla legge, con buona pace di Ghedini, e non ci sono cittadini più uguali degli altri. Una vittoria per l’Italia, per i cittadini onesti ed ora non rimane che fare una cosa: andare al voto.  Mentre Silvio Berlusconi vada a fare quello che toccherebbe a qualunque altro italiano nelle sue condizioni: l’imputato nei tanti processi che lo vedono coinvolto per reati gravissimi”.

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Paolo VI il Pontefice del sociale

Posted by fidest press agency su sabato, 11 luglio 2009

Con Paolo VI il magistero sociale della Chiesa transitò dalla elaborazione teorica alla formulazione pratica. Comincia a elaborarsi il concetto di un “cristianesimo sociale” attento, molto attento alle problematiche umane dell’uomo. Voci vecchie e antistoriche coniarono per Paolo VI il soprannome di ‘Papa comunista’, perché aveva voluto andare oltre l’interpretazione di un Vangelo consolatorio e aveva voluto calare nell’attualità il Verbo della universalità e della uguaglianza di tutti gli uomini non solo davanti a Dio, (sarebbe stato un discorso limitato al mondo dei credenti), ma identificando tale uguaglianza nell’intima natura dell’uomo, senza distinzioni di razza, cultura, qualità della vita, sviluppo tecnologico o religione: un discorso cattolico e, quindi, universale. • I diritti di proprietà e di libero commercio non sono assoluti, ma ‘subordinati’ alla ‘regola della giustizia, che è inseparabile dalla solidarietà’ (PP n. 22, 23, 58).  • E’ un’esigenza la espropriazione dei beni non utilizzati con sufficiente socialità (PP n. 24).  • Non sarà mai sufficiente la condanna del capitalismo ‘senza freno’ , della ‘concorrenza come legge suprema dell’economia’ e del ‘profitto come motore essenziale del progresso economico’ (PP n. 26). • Nella Rerum Novarum il Pontefice Leone XIII aveva ritenuto insufficiente il libero consenso delle parti nella stipula dei contratti di lavoro, in quanto tali contratti devono rispondere ai criteri di giustizia obiettiva (PP n. 27).  • Con la dilatazione delle tematiche a livello planetario Paolo VI estese lo stesso concetto anche ai contratti stipulati fra popoli, per tutelare l’equità a favore dei più deboli (PP. N.29) L’uso esclusivo dei beni, condannato già per l’individuo negando al diritto di proprietà privata ogni valore assoluto in tutta la tradizionale dottrina della Chiesa, non è ammissibile neppure per i popoli. • ‘Nessun popolo può pretendere di riservare a suo esclusivo uso le ricchezze di cui dispone’, si afferma con chiarezza nella PP, che si richiama allo stesso principio sostenuto dal Concilio Ecumenico Vaticano II (PP n. 48). • Sulla stessa via si continua con la valutazione riguardante il superfluo: il dovere che l’individuo ha di riversare sugli altri i beni che superano il proprio bisogno; nella PP diventa un dovere anche per i popoli ricchi nei confronti di quelli poveri (PP n. 49). • Il riferimento della PP al Concilio si collega al concetto di superfluo già indicato da Papa Giovanni XXIII e riportato in nota nella Gaudium et Spes: ‘considerare il superfluo con la misura della necessità altrui’ (Gaudium et Spes n. 69, nota 10). • La programmazione viene indicata come la via più corretta per facilitare l’intervento dei poteri pubblici nel coordinare le iniziative personali nel campo della solidarietà (Mater et Magistra, n. 19, 20, 21). • Così tecnicamente precisata, la programmazione venne rinforzata nella sua validità operativa e proposta sulla via della ‘liberazione dell’uomo dalle sue servitù’ materiali (PP n. 33, 34, 50) Su questo insieme di elementi dottrinali rielaborati e amplificati si innestò una dimensione nuova e originale, da sociale interpersonale e interclassista a sociale internazionale e universale. E’ certo che non si può affermare che la PP si sia fatta prendere la mano da una visione economicistica della vita; basta dire che il problema fu affrontato come una delle componenti economico-morali dello sviluppo dell’umanità, questo dato concorre ad attribuire alla PP quel volto di modernità e di attualità che si rinnova e riesce anche a diventare profetico.  (Rosario Amico Roxas in sintesi)

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Aiccre: giornata sulla Carta europea

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2009

In preparazione degli Stati generali del CCRE, che si svolgeranno a Malmo dal 22 al 24 aprile prossimo, la Federazione toscana dell’Aiccre, in collaborazione con la Regione Toscana, la Commissione Regionale per le pari opportunità Donna Uomo della Toscana, la Provincia di Livorno ed il Comune di Livorno hanno organizzato, il 6 aprile prossimo, una giornata sull’applicazione della “Carta europea dell’uguaglianza di donne e uomini nella vita locale e regionale”. Siamo pronti per il futuro? È questa la domanda ambiziosa rivolta ai rappresentanti degli Enti locali e regionali. Il convegno si svolgerà dalle 9.00 alle 13.00 presso L.E.M. Livorno Euro Mediterranea, Piazza Padiglione 1/2 Livorno.

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