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Grande concerto di Michele Campanella alla Uic

Posted by fidest press agency su domenica, 27 gennaio 2019

Roma martedì 29 gennaio 2019 alle 20.30 (Aula Magna della Sapienza, Città Universitaria, Piazzale Aldo Moro 5) Michele Campanella, uno dei grandi pianisti della nostra epoca, festeggia i suoi 50 anni dal suo debutto alla IUC con un concerto straordinario, eseguendo tre dei massimi capolavori della musica pianistica di tutti i tempi.
Nato a Napoli e allievo del grande maestro napoletano Vincenzo Vitale, Michele Campanella è il maggior erede attuale della illustre tradizione pianistica napoletana. Ai suoi esordi, grazie alla sua tecnica fenomenale, era considerato soprattutto uno straordinario virtuoso e uno dei maggiori interpreti di Franz Liszt ma in seguito ha gradualmente esteso il suo repertorio a tutti i grandi autori di musica pianistica. Ma dice: “Non chiamatemi pianista, preferisco il termine musicista: con il primo si pensa alle mani, con il secondo al cuore e al cervello”. Oggi ha settantuno anni, ma sia lo spirito che le dita sono ancora quelle di un giovane: “Non intendo considerare la mia carriera terminata – afferma –, credo invece che il meglio debba ancora arrivare e lavoro affinché ciò avvenga”.Si è esibito in concerto con le principali orchestre europee e statunitensi, collaborando con grandi direttori quali Claudio Abbado, Riccardo Muti, Zubin Mehta, Wolfgang Sawallisch, Georges Prêtre, Thomas Schippers, Christian Thielemann e molti altri. Da oltre vent’anni è titolare della cattedra di pianoforte all’Accademia Chigiana di Siena, una delle più prestigiose istituzioni musicali nel mondo intero.Questo suo concerto romano è un’occasione speciale, che va festeggiata in modo speciale, per questo Campanella ha scelto di offrire agli ascoltatori tre capolavori assoluti della musica per pianoforte di ogni tempo. Diversissimi tra loro, questi tre capolavori sono però accomunati dall’aver segnato segnato una trasformazione radicale della musica pianistica e in particolare della Sonata per pianoforte: sono la Sonata “Patetica” di Ludwig van Beethoven, la Fantasia “Wanderer” di Franz Schubert e la prima Sonata di Robert Schumann.La Sonata in do minore op. 13 “Patetica”, scritta tra il 1798 e il 1799 da un Beethoven non ancora trentenne, costituisce una vera pietra miliare nella storia della musica, perché dischiuse inedite e profonde prospettive all’arte di questo gigantesco musicista. Schubert non aveva che venticinque anni quando nel 1822 compose la Fantasia “Wanderer”, che è in realtà una grande Sonata per pianoforte in quattro movimenti, con la particolarità che essi sono interdipendenti e collegati idealmente: questa novità rispetto alle regole tradizionali indusse l’autore a usare il titolo più libero di “Fantasia” per non attirarsi le critiche di accademici e conservatori. Schumann era ancora più giovane – aveva infatti ventitré anni quando – quando nel 1833 iniziò a comporre la sua Grande Sonata in fa diesis minore op. 11, cui lavorò accanitamente per oltre due anni, per raggiungere la fusione tra la logica della Sonata classica e l’immediatezza espressiva e il libero fantasticare dei giovani artisti romantici.

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Concerto straordinario alla IUC con la grande Maria Joao Pires

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 aprile 2016

Maria Joao PiresRoma, martedì 3 maggio alle 20.30 concerto straordinario fuori abbonamento di Maria João Pires alla IUC nell’Aula Magna della Sapienza Università di Roma. Maria João Pires è una delle più illustri pianiste dei nostri anni, particolarmente apprezzata per le sue interpretazioni di Bach, Mozart, Beethoven, Schubert, Schumann e Chopin. Di lei The Telegraph ha scritto che è la pianista che “suona per cambiare il mondo”.
Ha suonato con altri grandi musicisti, come Claudio Abbado, Riccardo Chailly, Daniel Harding, André Previn e Mstislav Rostropovich, e inciso numerosissimi dischi per le più importanti case discografiche.
Questo suo concerto rientra nel “Partitura Project”, che vede la Pires esibirsi con alcuni dei suoi allievi nelle stagioni delle maggiori istituzioni musicali del mondo, nell’ottica di creare una dinamica reciproca fra artisti di diverse generazioni. “Questo progetto – ha detto – è la naturale continuazione della mia ricerca e
una delle possibili risposte a ciò che mi sta più a cuore, ovvero il
futuro della musica classica e di coloro che la portano avanti”. Infatti dagli Anni Settanta, la famosa pianista portoghese si è dedicata ad una profonda riflessione sull’arte e sulle sue ricadute a livello sociale ed educativo e si è adoperata per diffondere metodi di insegnamento innovativi incentrati sulle peculiarità dell’individuo, in contrasto con le logiche di un mondo sempre più pires e kobayashiglobalizzato e teso alla competizione. Il suo “Partitura Project” vuole proporre un’alternativa ai meccanismi dello star-system e dimostrare che il dialogo tra artisti di diverse generazioni e la condivisione del palcoscenico sono le strade da percorrere per rinnovare il rituale del concerto e renderlo un’esperienza di elevazione culturale collettiva.
La Pires coinvolge in questo progetto alcuni selezionati giovani pianisti, che vengono da tutto il mondo per studiare con lei, invitandoli a condividere una serie di concerti. Questa volta sul palco dell’Aula Magna della Sapienza ad alternarsi alla Pires sarà Kaito Kobayashi, un giovane e promettente pianista giapponese che si sta perfezionando con lei. La Pires lo ha definito “un talento intatto e sublime”.
Sono in programma quattro delle più belle sonate di Wolfgang Amadeus Mozart e Ludwig van Beethoven. La Pires aprirà e chiuderà il concerto con le due ultime Sonate di Beethoven, la Sonata in la bemolle maggiore op. 110 e la Sonata n. 32 in do minore op. 111, mentre Kobayashi eseguirà la Sonata n. 12 in la bemolle maggiore op. 26 di Beethoven e la Sonata in la minore K. 310 di Mozart. (foto: Maria Joao Pires, pires e kobayashi)

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