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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 151

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Pd: Serracchiani, non vogliamo morire di ultimatum

Posted by fidest press agency su martedì, 25 febbraio 2020

“Prima di aprirsi il Pd deve trovare una sua forte identità, senza accettare diktat e lavorando sui contenuti perché solo sui contenuti le persone capiscono che stiamo lavorando per loro. Non vogliamo morire di ultimatum e penultimatum: se qualcuno vuole andarsene, uscendo si ricordi di chiudere la porta”. Lo ha detto la vicepresidente del Pd Debora Serracchiani, intervenendo all’Assemblea nazionale del partito.”Noi mettiamo al centro il lavoro – ha spiegato l’esponente dem – siamo per la parità di salario uomo-donna, per il salario minimo contrattualizzato dalle parti sociali, per l’equo compenso e perché nella Pubblica Amministrazione e fuori non devono esistere lavori o stage non retribuiti. Solo se saremo concreti – ha sottolineato – il nostro lavoro potrà essere riconosciuto”.

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Ultimatum all’Italia sull’inquinamento atmosferico?

Posted by fidest press agency su domenica, 21 gennaio 2018

inquinamento-atmosfericoUn articolo pubblicato da Politico rivela i dettagli di una lettera inviata dal Commissario Europeo per l’Ambiente Karmenu Vella al ministro tedesco dell’Ambiente Barbara Hendricks. Lo stesso tipo di comunicazione, secondo l’organo di informazione, sarebbe stato inviato anche ai ministri dell’Ambiente di Italia, Francia, Spagna e Regno Unito. Si tratterebbe di un ultimatum a questi Paesi, affinché si adeguino presto ai parametri normativi dell’Ue in materia di qualità dell’aria. I ministri sarebbero stati convocati per un incontro, il 30 gennaio prossimo, dal quale il Commissario si attende di conoscere “come e in che tempi si vuole raggiungere il rispetto” delle principali direttive europee in materia di qualità dell’aria.Il nostro Paese, secondo l’articolo di Politico, sarebbe sotto accusa insieme alla Francia per i livelli di concentrazione di due distinti inquinanti atmosferici: il biossido di azoto (NO2), tipico delle emissioni dei motori diesel, e il particolato atmosferico. Secondo Greenpeace, dunque, è del tutto verosimile che la lettera indirizzata alla Germania, di cui è venuto in possesso Politico, sia stata effettivamente indirizzata anche all’Italia.I toni della lettera che avrebbe raggiunto i vari ministri suonano particolarmente severi. Vi si legge che se i governi nazionali non risponderanno per tempo “la Commissione procederà al passaggio successivo della procedura d’infrazione, ovvero al deferimento alla Corte” dell’Unione europea; e che l’appuntamento del 30 gennaio sarebbe da considerarsi come “l’ultima opportunità (per i Paesi coinvolti, prima della Corte) per informare delle misure adottate per porre rimedio alla situazione”.
«Se il ministro Galletti dovesse presentarsi a Bruxelles, il 30 gennaio prossimo, il nostro Paese si renderà certamente protagonista di un confronto imbarazzante», dichiara Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace. «Il governo italiano è apparso in questi anni del tutto inoperoso sul fronte dell’inquinamento atmosferico. Si pensi all’assoluto nulla realizzato per il settore trasporti, con i fondi disponibili per la realizzazione di una rete di ricarica per i veicoli elettrici che non sono neppure stati spesi. Oggi l’auto privata alimentata con i derivati del petrolio è ancora protagonista assoluta della mobilità italiana, e il suo primato pesa in termini sanitari e di dipendenza energetica. Mentre molti Paesi stanno investendo in mobilità sostenibile, l’Italia è ferma al palo. Speriamo che l’intervento dell’Ue si traduca in una salutare scossa», conclude Boraschi.L’Agenzia Europea dell’Ambiente, in un rapporto dello scorso ottobre, dimostra chiaramente i primati negativi del nostro Paese. Secondo l’Agenzia, in Europa si registrano annualmente 487.600 morti premature a causa dell’inquinamento atmosferico. In Italia l’esposizione a lungo termine al particolato, al biossido di azoto e all’ozono è direttamente legata a oltre 90 mila morti premature l’anno. Con più di 1.300 decessi per milione di abitanti, il nostro Paese resta al di sopra della media europea (circa 820 decessi per milione di abitanti). L’Agenzia Europea dell’Ambiente calcola inoltre che in Europa, ogni anno, circa 75 mila morti premature sono causate dal solo biossido di azoto. All’Italia, in questa triste classifica, spetta il primato assoluto, con circa 17.300 casi di morte prematura.

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Marcegaglia al governo: basta promesse

Posted by fidest press agency su sabato, 10 aprile 2010

Emma Marcegaglia presidente di Confindustria nel suo intervento, al convegno davanti alla foltissima platea di imprenditori, oltre 6 mila, che hanno affollato la Fiere di Parma rivolge al premier, Silvio Berlusconi, un invito che suona quasi un ultimatum: “Vogliamo subito impegni precisi in tempi precisi. Chiediamo entro 2 mesi, un investimento di almeno 1 miliardo su Ricerca e innovazione e di un ulteriore miliardo, 1,5 mld sulle opere infrastrutturali che devono crescere”. E in un’altra parte del suo discorso chiede “un piano che preveda un taglio della spesa corrente pari all’1% di pil all’anno per tre anni”, in quanto, a detta della Marcegaglia: “non è accettabile che fino ad oggi lavoratori e imprese abbiano tirato la cinghia mentre lo Stato non lo fa e la spesa continua a crescere”. Bisogna cambiare e attuare le riforme. E’ finita la lunghissima stagione dei proclami. E soggiunge:  “Siamo stati fortemente colpiti dalla crisi economica perchè in questi 2 anni abbiamo perso il 6% di Pil ma in realtà abbiamo smesso di crescere da 10 anni”, aggiunge Marcegaglia. “Dobbiamo fermare questo processo perchè meno crescita significa più problemi per l’occupazione e per l’economia. E’ venuto, invece, il momento di cambiare per tornare a crescere”. “Solo se cresciamo – assicura la Marcegaglia, – possiamo raggiungere il 2% di Pil all’anno per 3 anni ed assicurare così 50 mld di euro in più di ricchezza e 700 mila nuovi posti di lavoro”.

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