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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

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Master in Risorse Umane e Customer Experience Management per tutti i settori del business

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 aprile 2021

SAA – School of Management di Torino, 21 maggio – 17 dicembre. Saper gestire l’employee e la customer experience è oggi fondamentale per ogni tipo di azienda di prodotti o servizi che intenda posizionarsi strategicamente sul mercato. Le organizzazioni che vogliono mantenere e consolidare la propria competitività devono infatti puntare su soluzioni pensate per migliorare le interazioni tra brand e cliente, gestire e coinvolgere attivamente le Risorse Umane in modo da anticipare e superare le aspettative del target e costruire una relazione solida e duratura nel tempo. Ciò è possibile grazie all’acquisizione di competenze quali la psicologia del consumatore, il marketing strategico, la leadership, l’economia comportamentale e un mindset orientato alla crescita.Il Master in Risorse Umane e Customer Experience Management si rivolge ai laureati (laurea di primo livello, laurea vecchio ordinamento, laurea magistrale, lauree straniere equipollenti) di ogni facoltà o dipartimento, a manager, direttori e direttrici generali, direttori e direttrici commerciali e dipendenti con consolidata esperienza di lavoro che vogliono apprendere lo studio e la progettazione di nuove soluzioni pensate per migliorare le interazioni tra brand e cliente, gestendo e coinvolgendo attivamente le Risorse Umane. Alla teoria, svolta da docenti universitari e da affermati manager del settore, sono affiancate numerose esercitazioni pratiche progettate replicando le strategie dei più grandi brand internazionali.L’obiettivo del Master è formare una figura professionale oggi sempre più centrale nelle scelte strategiche di qualsiasi azienda. Un manager capace di comprendere i nuovi scenari della relazione tra brand e consumatore, che sappia applicare le dinamiche dell’approccio human centric, gestire al meglio la relazione tra la soddisfazione del personale e quella del cliente, che conosca i principi del welfare aziendale e del benessere organizzativo e che sia in grado di utilizzare al meglio gli strumenti strategici della customer experience.Il Master in Risorse Umane e Customer Experience Management vede la presenza di prestigiosi partner nazionali e internazionali che, essendo già focalizzati sui vari aspetti delle Risorse Umane e della Customer Experience Management, offrono ai partecipanti una visione a 360 gradi dell’industria sia a livello teorico che pratico. Le lezioni si svolgono in modalità mista online e in presenza, anche con visite on-site presso i partner, sono full time due volte al mese il venerdì dalle ore 9.00 alle 18.00 e sono strutturate in modo che possa accedervi anche chi già svolge un incarico professionale. La parte teorica e quella pratica sono equilibrate e le nozioni acquisite vengono applicate attraverso esercitazioni e laboratori. Al termine di ogni sessione mensile ai partecipanti verranno richiesti dei feedback; è inoltre prevista l’attivazione di tirocini facoltativi presso le aziende partner e al completamento con successo del corso verrà rilasciato un certificato validato Saa – School of Management e Dipartimento di Management. Il master si svolgerà presso la Saa – School of Management di Torino in via Ventimiglia 115.

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La scienza delle risorse umane secondo Reverse

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 aprile 2021

“Human Resources Science”. Ecco il nuovo chiaro payoff di Reverse, società di head hunting fondata nel 2017 da Alessandro Raguseo e Daniele Bacchi, che ha rimodellato la propria immagine all’insegna dell’innovazione, dell’utilizzo di tools specifici, del metodo scientifico, dell’oggettività e della certezza dei risultati grazie ad un approccio data driven – aspetti che la contraddistinguono nel panorama delle risorse umane.Reverse è riuscita a trasformare l’head hunting in una scienza esatta, in cui il time to hire è ridotto al minimo e il match tra candidato ed esigenze aziendali è perfetto perché, grazie al metodo scientifico e alle tecnologie utilizzate, viene personalizzata la strategia per ogni mandato di ricerca.Reverse è infatti la prima società ad aver digitalizzato tutti i processi di ricerca del personale, integrando sapientemente tecnologia e saper fare umano: oltre a garantire la certezza dei risultati, la tecnologia viene utilizzata per velocizzare e semplificare i processi e svolgere attività ripetitive e automatiche, in modo da lasciare all’Head Hunter quanto più tempo possibile per dedicarsi alla relazione diretta e umana con il candidato, prendendosi cura delle persone. Da sempre un passo avanti in termini di sperimentazione, ricerca e miglioramento continuo dei servizi offerti, Reverse ha sviluppato software e messo a punto soluzioni per rendere il lavoro preciso e scientifico. Tra le innovazioni ideate e adottate per risolvere i problemi dell’head hunting contemporaneo spiccano: Il recruiting collaborativo: Reverse è l’unica società di head hunting in Europa ad applicare il metodo del recruiting collaborativo, dove le hard skills dei candidati sono valutate dagli Scout, specialisti della stessa categoria professionale del profilo da cercare appartenenti ad un corposo network internazionale tessuto dalla società. Il segugio elettronico: Hound, il “cane da caccia” creato nei laboratori di Reverse, è in grado di fiutare in tempi record il candidato in qualunque canale si trovi. Appena lo individua, scava e colleziona tutte le informazioni sul candidato presenti sul web. Il Candidate Design: per definire le esigenze aziendali e i profili da cercare, Reverse realizza una lavagna virtuale su cui vengono tracciate le esigenze dell’azienda in forma visuale. Su questa board interattiva verrà data forma al profilo ricercato componendo un’immagine chiara e fresca del candidato. Il maggiordomo artificiale: in Reverse ogni head hunter può contare sull’aiuto di un software che lo supporta nella gestione di tutte le attività connesse a una ricerca, senza perdere il filo. Job Viewer: in piena trasparenza, grazie ad un’interfaccia intuitiva e “smart”, l’azienda mandataria può visualizzare in tempo reale tutto il processo di lavoro, partecipando agli avanzamenti. Job Reputation Analysis: si tratta di un’indagine che Reverse offre al cliente per condividere con lui i dati raccolti dalla tecnologia durante il processo di ricerca e selezione. Ad esempio, consente di indagare sui motivi per i quali alcuni candidati non sono interessati all’offerta di lavoro dell’azienda, informazioni preziose che consentono di prendere decisioni chiave per portare una selezione al successo.

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Randstad cerca 110 account manager per le filiali in tutta Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 12 dicembre 2020

Randstad, primo operatore mondiale nei servizi per le risorse umane, cerca 110 account manager da assumere nelle proprie filiali in tutta Italia. Le regioni con maggiore richiesta sono Lombardia (23), Emilia – Romagna (16), Piemonte (13) e Veneto (13), ma non mancano le posizioni aperte nelle regioni del Sud, come Puglia (5), Campania (4), Abruzzo (4) e Sicilia (2), e del Centro Italia, come Marche (5) e Lazio (4), Toscana (2) e Umbria (2).L’Account Manager è il consulente HR che opera a 360 gradi come punto di riferimento per aziende e candidati nella rete di oltre 300 filiali di Randstad Italia. I suoi compiti prevedono l’attività commerciale, con l’acquisizione e la gestione delle aziende clienti; quella di reclutamento e selezione, con l’analisi della mansione richiesta dalle aziende, la scelta dei canali di reclutamento, la selezione e la valutazione dei candidati; fino a quella amministrativa, con la gestione dei lavoratori inseriti all’interno delle aziende clienti.I requisiti per candidarsi sono una laurea triennale o magistrale in ambito umanistico, giuridico o economico, uno o due anni di esperienza in ambito HR, consulenza o vendite, a contatto con il pubblico. Oltre a esperienza e competenze tecniche HR, sono indispensabili flessibilità, resilienza, capacità di lavorare per obiettivi e all’interno di un team, doti relazionali e commerciali e proattività. Il contratto di assunzione è a tempo determinato, con volontà di investimento nei profili che saranno inseriti. I nuovi assunti saranno accompagnati nell’inserimento e nella crescita professionale da un programma di formazione e affiancamento in azienda. Per ulteriori informazioni e per candidarsi: https://bit.ly/3qCIB1N

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Pandemia al confronto con imprese, organizzazione e risorse umane

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 agosto 2020

La pandemia ha messo a nudo una realtà con la quale convivevamo lasciandola galleggiare in una sorta di limbo mentale. Ha toccato un nervo sensibile che ci siamo ingegnati a tenerlo assopito per non farlo emergere in tutta la sua crudezza. Ora l’incantesimo si è spezzato e ci siamo resi conto che non tutti i governanti del mondo hanno mostrato la stessa sensibilità nella tutela della salute pubblica in specie se andava a configgere con gli interessi economici e produttivi delle loro rispettive macchine industriali. L’esempio più eclatante lo abbiamo avuto negli Stati Uniti e in una certa misura nel Regno Unito. Dovremmo meravigliarcene se anche in Italia più di qualcuno ha cercato di mestare nel torbido negando o sottovalutando la pericolosità sociale di questa pandemia? No di certo se pensiamo che il nostro sistema è più orientato ad una visione mercantilistica e in forma più ridotta alla cura delle persone in specie se sono meno abbienti. L’essere umano, diciamocelo pure senza perifrasi, in questo assetto geopolitico mondiale, sta mostrando tutti i suoi limiti, è diventato l’ultimo anello della catena produttiva. Il suo ruolo fondamentale sta sempre più diventando quello che deve adeguarsi per dare risposte per risolvere la potenziale dicotomia tra imprese e organizzazione e l’uomo per privilegiare le prime e non come dovrebbe, il suo contrario.
Se diamo un taglio politico a questa dialettica uomo-imprese-organizzazione dobbiamo avere la consapevolezza che la contesa si proietta nel modo come i partiti, che hanno una guida ideologica, ne interpretano le scelte di campo o nelle peggiori situazioni si asservano ad esse. Significa, in altre parole, che quando noi andiamo ad esprimere il nostro voto nel segreto dell’urna dovremmo renderci conto che la contesa va oltre un partito o il suo leader perché è in gioco qualcosa di più. È la nostra dignità di esseri umani. (Riccardo Alfonso)

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Risorse umane e sfruttamento

Posted by fidest press agency su domenica, 9 agosto 2020

Se fermiamo la nostra attenzione ai soli fatti di casa nostra e partiamo dal secondo dopo guerra nel XX secolo possiamo assistere a due momenti storici particolarmente interessanti dal punto di vista politico e sociale. Siamo partiti dagli anni della ricostruzione e dagli aiuti americani con il piano Marshall alla stagione dei diritti complice la congiuntura politica internazionale con la guerra fredda tra i due blocchi imperiali: il comunismo di stampo sovietico e il capitalismo di matrice statunitense. Dal 1990 in poi con la caduta del muro di Berlino la sensazione che ebbe una parte dei politici italiani è che l’andazzo perseguito negli anni passati poteva continuare, ma si sbagliavano. I nostri “protettori” di un tempo ritirarono le credenziali e da qui partì una resa dei conti con i magistrati di “mani pulite” e le confessioni dei “pentiti”. Caddero le teste illustri della politica da Forlani a Craxi e lo stesso Andreotti per anni fu incalzato dalla magistratura sia umbra sia siciliana. Si aprì a questo punto una voragine politica che sarebbe rimasta drammaticamente tale se non ci fosse stata la “geniale intuizione” di un imprenditore che sino allora si era servito della politica per interposta persona e che ora riteneva necessario, per salvaguardare le sue imprese, d’entrare in prima persona nell’agone politico. Così iniziò un ventennio sia pure con alterne vicende dove il danno maggiore fu provocato con l’indebolire le istituzioni: parlamento, magistratura, amministrazioni locali e i suoi strumenti: fisco, scuola, welfare. Sul piano sociale si è passati dalla stagione dei diritti a quella delle “umiliazioni” per i lavoratori e i pensionati rendendo più precario il lavoro e tartassando il sistema pensionistico. Ora siamo arrivati alla negazione di fatto del diritto al voto con una legge elettorale fatta per confondere le idee agli elettori e rendere più debole il sistema di governo democratico del paese. È la fine della democrazia? (Riccardo Alfonso)

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La scienza delle interazioni umane

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 giugno 2020

di Paolo Borzacchiello e Luca Mazzilli. L’acronimo è HCE, e sta per “Human Connections Engineering”. Il metodo HCE spiega come rapportarsi con la realtà che ci circonda sfruttando cinque tipi di intelligenza: strategica, comportamentale, ambientale, linguistica ed emotiva. È limitante infatti dire che le persone “comunicano”; le persone “interagiscono”.Se vogliamo interagire in modo efficace con noi stessi e con qualunque interlocutore dobbiamo superare le vecchie regole della comunicazione e affidarci allo studio scientifico di variabili come ambiente, stati d’animo, cocktail ormonali, neurosemantica, look, paradigmi cognitivi e così via. Soprattutto dobbiamo conoscere e studiare come queste variabili interagiscono le une con le altre.È questo il fulcro del nuovo libro “HCE. La scienza delle interazioni umane”, di Paolo Borzacchiello e Luca Mazzilli, il manuale che rivela le scoperte e le tecniche innovative di questa nuova scienza umana, che studia le variabili coinvolte in ogni interazione tra persone e le tecniche per influenzarle.Il testo – per la prima volta raccolto in un volume edito da Gribaudo e dal 4 giugno anche presente in edicola per un mese con Il Sole 24 Ore – è destinato a rivoluzionare qualsiasi approccio precedente e le modalità che utilizziamo per interagire – spesso inconsciamente – con noi stessi e con gli altri in ufficio, con i clienti o nella vita quotidiana. In ambito business, HCE rappresenta lo strumento più completo per gestire con successo qualsiasi negoziazione e trattativa commerciale.Insegna i segreti del profiling, l’approccio che viene usato anche nelle tecniche investigative, per conoscere la persona che si ha davanti e quindi poter interagirvi al meglio.Un libro dunque ambizioso, destinato a cambiare l’approccio alla comunicazione negli ambiti più diversi: in famiglia, al lavoro, persino nella dinamica di coppia.La prima parte del testo è teorica: spiega le cosiddette bias e le euristiche (cioè quei “pregiudizi” con cui spesso fraintendiamo persone e situazioni) e come possiamo migliorare la nostra percezione; spiega cosa sono il Decode, il Profile e l’Influence. Analizza i vari tipi di intelligenza: strategica, comportamentale, ambientale, linguistica, emotiva. La seconda parte analizza casi reali e mostra alcune tecniche di immediato utilizzo. La terza parte, infine, è “in azione”: grazie a test ed esercitazioni, il lettore potrà toccare con mano le potenzialità di questo metodo innovativo.
Paolo Borzacchiello è uno scrittore, consulente e imprenditore italiano. Divide la sua vita fra corsi di formazione sulle interazioni umane, consulenze per le più importanti aziende del mondo e speech che tiene ogni anno davanti a migliaia di persone. Autore di numerosi best seller legati al mondo della comunicazione e della PNL e di un romanzo di successo, è l’ideatore dell’innovativo metodo HCE, l’unico metodo esistente che codifica e aiuta a comprendere le relazioni umane mettendo in relazione i diversi tipi di intelligenza, con un forte contributo neuroscientifico.
Luca Mazzilli è un imprenditore seriale, un consulente del lavoro, un trainer, un programmatore, e ora anche uno scrittore. All’età di 27 anni aveva già contribuito ad avviare direttamente oltre 50 aziende. È ora e consulente strategico di centinaia di realtà nazionali e internazionali e co-creatore con Paolo Borzacchiello di HCE e supervisiona lo sviluppo del modello.
Per acquistare il libro online: http://offerte.ilsole24ore.com/scienzainterazioniumane Titolo: HCE. La scienza delle interazioni umane Autore: Paolo Borzacchiello 200 pagine In edicola per un mese a partire da giovedì 4 giugno 2020 12,90€ + il prezzo del quotidiano

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Risorse umane e attività produttive

Posted by fidest press agency su domenica, 19 aprile 2020

L’Italia non sta procedendo alla cieca con la riapertura delle attivita’ produttive, volendo tutelare al massimo le proprie risorse umane. Ora il rischio economico e’ legato alla riapertura di altri Paesi che, invece di concertare fasi e requisiti di sicurezza, procedono per conto proprio anche per cercare di occupare posizioni commerciali competitive. Il nostro Paese, a differenza di altri, ha scelto cosi’ di mettere al primo posto la tutela della salute dei cittadini, pensando ad una graduale ripresa di alcune filiere produttive in base ad una valutazione precisa del rischio. Ma il sacrificio economico ne e’ valso la pena? Ha davvero aiutato a salvare vite umane fino ad oggi? L’agenzia Dire lo ha chiesto a Ranieri Guerra, direttore generale aggiunto dell’Organizzazione mondiale della Sanita’. ‘Assolutamente si’, ne e’ valsa la pensa, e questo va ad onore del Paese – risponde Guerra – L’Italia ha messo in salvaguardia il proprio capitale umano e su questa base sono state decise le misure intraprese finora, cosi’ come verranno decise le riaperture per la fase 2. È incomprensibile come invece gli altri Paesi, al di la’ della mancata consultazione che e’ sotto gli occhi di tutti, siano andati in ordine sparso nonostante una pandemia che ha un impatto globale, con differenze temporali determinate dal cammino del virus, che pero’ impattano nella stessa maniera dovunque. Gli altri Stati membri dell’Unione europea hanno recepito solo parzialmente la lezione dell’Italia e hanno perseguito nella stessa impostazione, mettendo in sicurezza le persone con ritardo. La competizione che si avverte tra i vari Stati, nel tentativo di riaprire e privilegiare alcune strutture economiche e produttive, a fronte di una rischiosita’ ancora molto elevata per la propria popolazione, va evitata. Mettere in pericolo le persone per guadagnare posizioni commerciali in un momento come questo non mi pare proprio che sia da prendere come modello’. Per l’Italia, dopo il lockdown, si prospetta comunque una riapertura. In che modo potra’ farlo? ‘Non e’ una domanda facile- risponde Guerra alla Dire- Si dovra’ intanto rafforzare tutto il sistema sanitario territoriale, che dovra’ avere una capacita’ di risposta integrata e di contact tracing (tracciamento dei contatti, ndr) molto piu’ aggressiva rispetto al passato, e una capacita’ diffusa di diagnostica domiciliare tempestiva, in modo tale da bloccare immediatamente possibili riaccensioni di focolai epidemici a livello comunitario e familiare’. Ma il grande tema e’ soprattutto quello della valutazione del rischio e della riorganizzazione negli ambiti di lavoro. ‘Su questo- fa sapere il direttore generale aggiunto dell’Oms- sia il comitato tecnico-scientifico sia la nuova Commissione istituita dal premier Conte stanno gia’ lavorando dalla scorsa settimana, per poter definire dove e come riaprire alcune attivita’ produttive mettendo in sicurezza prioritariamente i lavoratori’. Quanto ai test rapidi, secondo lei sono una condizione fondamentale per la ripartenza? ‘I test rapidi devono essere fatti come elemento preliminare di ritorno al lavoro- risponde ancora alla Dire il direttore generale aggiunto dell’Oms- perche’ ci permettono di capire se un lavoratore, per esempio, e’ stato gia’ esposto al virus oppure ha maturato una situazione immunitaria tale da metterlo in relativa sicurezza. Ma ripeto: dobbiamo proteggere prima di tutto le persone piu’ suscettibili, per cui anche una periodicita’ nella valutazione
diagnostica con i tamponi secondo me e’ ampiamente raccomandabile. Chi si contagia deve essere identificato immediatamente, deve essere messo in isolamento e devono essergli garantiti tutti i presidi di supporto clinico che abbiamo a disposizione’. Ieri e’ stato firmato ‘Convivere con Covid-19’, la proposta scientifica in 5 punti firmata da numerosi esperti (tra cui Roberto Burioni, Pier Luigi Lopalco e Marcello Tavio, solo per citarne alcuni) per riaprire l’Italia. L’ha letta? ‘Si’ l’ho letta- risponde ancora Guerra alla Dire- e mi permetto di dissentire su una delle proposte fatte, cioe’ la creazione di un’ulteriore sovrastruttura decisionale per un sistema articolato e ad architettura gia’ complessa come il nostro. Se qualcosa ha funzionato male o ha funzionato poco, dal mio punto di vista, conviene lavorare su quello. Sarebbe auspicabile correggere gli errori e non creare altre strutture, perche’ gia’ abbiamo a disposizione ‘bocche da fuoco’ estremamente qualificate, penso al Consiglio superiore di Sanita’, all’Istituto superiore di Sanita’, all’Agenas, all’Aifa e ovviamente al ministero della Salute, che sta facendo enormi sforzi di coordinamento, cosi’ come ci sono amministrazioni regionali ampiamente qualificate. Senza parlare della rete degli IRCCS e delle strutture a carattere scientifico che portano avanti tutta la ricerca insieme alle Universita’. Abbiamo tantissime strutture di grande valore che assicurano una governance. Inevitabilmente il nostro servizio sanitario, sotto uno stress di questo tipo, ha mostrato dei limiti. Ma questi limiti sono stati identificati e diagnosticati. Allora credo sia meglio tenerci stretto quello che abbiamo- conclude infine Guerra- perche’ finora ha assicurato una gestione della pandemia molto piu’ accurata di tanti altri Paesi’. (fonte agenzia Dire in abstract)

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Gestire al meglio le risorse umane

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 aprile 2012

Bologna 16-19 maggio a Exposanità, (padiglione 26 – stand B39) e il 12-15 giugno a Sanit, Roma.Amministrare, gestire e organizzare le risorse umane: una sfida cruciale quando si devono garantire la salute e il benessere dei cittadini e insieme far quadrare i conti e essere competitivi sul mercato. Quale la chiave per coniugare queste due esigenze e valorizzare il proprio capitale umano? «Occorre investire in capitale umano valorizzando competenze e professionalità dei propri dipendenti e collaboratori» risponde Linda Gilli, presidente e amministratore delegato di Inaz, una delle più importanti realtà italiane nel campo dei software e servizi per l’amministrazione e la gestione delle risorse umane. «Disporre di informazioni affidabili e di aggiornamenti normativi tempestivi per monitorare e organizzare le risorse -spiega ancora Linda Gilli- aiuta a prendere le decisioni strategiche che consentono di fornire un servizio di qualità tenendo sotto controllo la spesa».
Profili professionali fra loro diversissimi per contratto, qualifiche, mansioni, orari di lavoro. E ancora, turni 24/7, riposi e recuperi, formazione ECM, selezioni, concorsi sicurezza. Per gestire e integrare al meglio tutte queste variabili, Inaz ha messo a punto Sanita.net (www.sanita-inaz.it), la combinazione di strumenti ideale per chi deve occuparsi del personale sanitario.
Un bouquet da comporre in base alle esigenze di ogni cliente, con soluzioni dedicate a vari aspetti. I sistemi di Paghe, Presenze e Pianificazione Turni si completano ed integrano con quello di Risorse Umane, che sovrintende la gestione delle persone in azienda, consentendo di verificarne in ogni momento inquadramento, retribuzione, assenze, carriera, conoscenze e potenzialità. I software per l’archiviazione documentale e la conservazione sostitutiva permettono di organizzare e conservare in sicurezza i documenti e i flussi informativi dei processi dell’azienda.Ma non solo. «Quando si parla di sanità -ricorda Piero Ricaldone, direttore commerciale di Inaz- occorre tenere presente che gli aspetti gestionali, tipici di un’azienda, non possono prescindere dall’unicità della professione svolta, nella quale le componenti etiche e motivazionali giocano un ruolo cruciale. Alcuni strumenti operativi messi a disposizione da Inaz nell’ambito di Sanità.net sono il collegamento ideale fra chi amministra e chi vive la professione sul campo». Con il Portale del Dipendente i lavoratori ricevono via web cedolini, CUD e informazioni operative e sono coinvolti e responsabilizzati nell’aggiornamento dei loro dati. «Così si sentono valorizzati nel loro ruolo, nella loro crescita e nella loro autonomia professionale -spiega Ricaldone- e la performance aziendale migliora a tutti i livelli».Ogni soluzione Inaz, inoltre, è supportata dall’assistenza continua e qualificata del personale tecnico Inaz sul territorio e dall’aggiornamento tempestivo e automatico del software quando cambia la normativa relativa a contratti, previdenza e fisco. Per saperne di più: http://www.sanita-inaz.it

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