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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 27

Posts Tagged ‘umanitari’

Permesso di soggiorno per motivi umanitari

Posted by fidest press agency su sabato, 7 ottobre 2017

tribunale-milano“Da sempre Forza Italia si batte per chiedere l’abolizione del permesso di soggiorno per motivi umanitari: una stortura tutta italiana, che non trova applicazione negli altri Paesi europei e che porta ad elargire autorizzazioni per rimanere in Italia, concedendo, di fatto, con fin troppa generosità, una terza via, qualora non vi siano i presupposti per concedere il permesso per asilo politico o per protezione sussidiaria, prevista per condanna a morte o rischio di vita per conflitti bellici. Colpisce la vicenda, riportata proprio in questi giorni da alcune testate giornalistiche, di un permesso di soggiorno per motivi umanitari concesso dal Tribunale di Milano ad un ghanese, il quale, vistosi rifiutare lo status di rifugiato dalla Commissione territoriale, avrebbe addotto la paura del malocchio come motivazione a sostegno del proprio ricorso. Una storia tutta italiana che, qualora venisse confermata, dimostrerebbe ancora una volta le falle di un sistema che lascia aperta la facoltà di applicare disposizioni giuridiche fondate su basi umanitarie a maglie troppo larghe, nelle cui pieghe si insinuano migranti irregolari, che chiedono protezione con motivazioni che in Europa non verrebbero nemmeno prese in considerazione. Noi di Forza Italia chiediamo un intervento del Governo serio perché faccia propria la nostra proposta di definitiva abolizione del permesso di soggiorno per motivi umanitari, promuovendo una decisa applicazione del principio del tertium non datur, o si ha diritto alla protezione oppure non lo si ha, al fine di non creare più margini di incertezza applicativa e non lasciare spazi a terze vie che causano episodi come quello riportato sopra”.

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Profughi, al via i nuovi corridoi umanitari

Posted by fidest press agency su sabato, 14 gennaio 2017

viminaleÈ stato firmato al Viminale il Protocollo di intesa per l’apertura di nuovi corridori umanitari che permetteranno l’arrivo in Italia, nei prossimi mesi, di 500 profughi eritrei, somali e sud-sudanesi, fuggiti dai loro Paesi per i conflitti in corso.
A siglare il “protocollo tecnico” quattro soggetti: la Conferenza Episcopale Italiana (che agirà attraverso la Caritas Italiana e la Fondazione Migrantes) con il Segretario Generale, Mons. Nunzio Galantino, e la Comunità di Sant’Egidio con il suo Presidente, Marco Impagliazzo, come promotori; il Capo del Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno, Mario Morcone, e il Direttore delle politiche migratorie della Farnesina, Cristina Ravaglia, per lo Stato italiano.
“Troppo spesso ci troviamo a piangere le vittime dei naufragi in mare, senza avere il coraggio poi di provare a cambiare le cose: questo Protocollo consentirà un ingresso legale e sicuro a donne, uomini e bambini che vivono da anni nei campi profughi etiopi in condizioni di grande precarietà materiale ed esistenziale”, dichiara Mons. Galantino, che aggiunge: “La Chiesa Italiana si impegna nella realizzazione del progetto facendosene interamente carico – grazie ai fondi 8 per mille – senza quindi alcun onere per lo Stato italiano; attraverso le diocesi accompagnerà un adeguato processo di integrazione ed inclusione nella società italiana”.
Il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi, commenta: “Questo accordo per nuovi corridoi umanitari, che siamo felici di realizzare con la Cei, risponde al desiderio di molti italiani di salvare vite umane dai viaggi della disperazione. Si tratta di un progetto che offre a chi fugge dalle guerre non solo la dovuta accoglienza ma anche un programma di integrazione. L’Europa, tentata dai muri come scorciatoia per risolvere i suoi problemi e troppe volte assente, guardi a questo modello di sinergia tra Stato e società civile replicabile anche in altri Paesi”.
Secondo l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr), l’Etiopia oggi è il Paese che accoglie il maggior numero di rifugiati in Africa, più di 670.000 persone: un afflusso di dimensioni tanto ampie è stato determinato da una pluralità di motivi, da ultimo la guerra civile in Sud Sudan scoppiata nel dicembre 2013.

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Bisogni umanitari in Libia

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 marzo 2011

Nei prossimi giorni voli charter UNICEF raggiungeranno le due capitali confinanti con oltre 160 tonnellate di aiuti (con priorità per kit per l’igiene e nutrizionali, materiali ricreativi e per il recupero psico-sociale dei bambini) per far fronte ai bisogni umanitari immediati lungo i confini dell’Egitto e della Tunisia; sono stati anche pre-posizionati aiuti per una loro possibile distribuzione all’interno della Libia. Mentre fino ad oggi rimane relativamente basso il numero di famiglie che attraversano la frontiera della Tunisi, l’UNICEF teme che all’interno della Libia bambini e donne siano stati gravemente colpiti dai disordini.   Il Direttore delle Operazioni d’emergenza Louis-Georges Arsenault è arrivato ieri in Tunisia per incontrare le autorità governative, le agenzie dell’ONU e la Mezzaluna Rossa Nazionale e discutere sulle necessità umanitarie. Arsenault si recherà a Ras Jdir, al confine tra Tunisia e Libia per incontrare coloro che sono fuggite dai disordini in Libia. Il Direttore incontrerà anche i funzionari che si occupano di aiuti e le autorità locali per discutere le esigenze di chi sta al confine con la Tunisia.  L’UNICEF ha lanciato un appello di raccolta fondi per 7,2 milioni di dollari per rispondere ai bisogni immediati di donne e bambini colpiti dalle violenze in Libia. Per questa emergenza l’UNICEF ha attivato proprio personale, già distribuito lungo le regioni di confine di Tunisia e Egitto; su entrambi i confini, l’UNICEF sta lavorando in collaborazione con l’UNHCR, l’OIM, le Società della Mezzaluna Rossa di Egitto e Tunisia.   Si possono effettuare donazioni all’UNICEF: tramite:c/c postale 745.000, causale: “Emergenza Nord Africa”;  carta di credito online su http://www.unicef.it, oppure chiamando il numero verde UNICEF 800745000;cc bancario Banca Popolare Etica IBAN IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051“Emergenza Nord Africa”;i comitati locali dell’UNICEF presenti in tutta Italia (elenco sul sito-web http://www.unicef.it).

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Indonesia: aiuti umanitari

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 ottobre 2010

Al fine di rispondere prontamente al doppio disastro naturale che ha colpito l’Indonesia in questi giorni, l’UNICEF sta lavorando in stretta collaborazione con i partner governativi per inviare aiuti d’emergenza ai bambini.  Dopo una rapida valutazione nella zona di Merapi, l’UNICEF sta mandando taniche per l’acqua e kit igienici e per soddisfare le esigenze di 4.500 famiglie sfollate dalle proprie case a causa del vulcano; nell’area occidentale di Sumatra, l’UNICEF sta inviando 6.000 zanzariere per proteggere le famiglie dalla malaria, proprio perché, nelle isole Mentawai, sono andate distrutte le abitazioni in un’area in cui la malaria è endemica.   L’UNICEF sta inoltre lavorando con il Ministero della Salute indonesiano per garantire che le madri colpite dalla calamità che allattano siano aiutate a continuare la cura per i neonati e perché donazioni di alimenti per lattanti o di altri alimenti complementari siano adeguatamente regolamentate per evitare rischi per la salute dei bambini.  Gli investimenti realizzati dall’UNICEF e da altre agenzie delle Nazioni Unite dopo lo tsunami del 2004 (che ha devastato la provincia di Aceh), hanno contribuito a rafforzare la capacità dell’Indonesia di gestire con efficacia improvvise crisi umanitarie. http://www.unicef.it

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Aereo di aiuti umanitari in Afghanistan

Posted by fidest press agency su martedì, 1 settembre 2009

Mazar-e-Sharif, Tornare a casa a Sozma Qala, remota e desolata regione nel nord dell’Afghanistan nelle vicinanze di Mazar-e-Sharif, rappresenta un’importante opportunità e una sfida per 500 afghani in esilio da 23 anni nella Repubblica Islamica dell’Iran. Al fine di provvedere rapidamente alle necessità primarie di tali persone, è in fase di realizzazione un ampio progetto coordinato dall’UNHCR e dal governo afghano, con la partnership del Governo italiano, World Food Programme (WFP), UNICEF, WHO, alcune Organizzazioni Non-Governative e il gruppo tedesco ISAF CIMIC. Il Governo italiano ha finanziato un volo di aiuti umanitari che, partito dagli Emirati Arabi Uniti, ha trasportato 320 tende per famiglie, 2.000 kit da cucina e 3 grandi tende per spazi comuni, per un valore di circa 200.000 euro. Il volo è stato reso possibile anche grazie alla collaborazione con il WFP. Alessandra Morelli, Vice Rappresentante a.i. dell’UNHCR in Afghanistan, ha espresso il proprio ringraziamento per il costante supporto del governo italiano nell’organizzazione del volo proveniente dagli Emirati Arabi Uniti. “Ciò –  afferma la Morelli – è espressione dell’impegno di lungo periodo dell’Italia nei confronti degli afghani più bisognosi”. Nell’ultimo mese, 130 famiglie (più di 500 persone) si sono spostate dalla Repubblica Islamica dell’Iran alla regione del Sozma Qala, desolata e incolta zona desertica nel nord dell’Afghanistan. Ad oggi, più di 500 famiglie si sono registrate presso le autorità iraniane per fare rientro nella regione, ma i numeri sono destinati ad aumentare e, per metà settembre, si prevede che le famiglie saranno oltre 1.000. La maggior parte dei rifugiati di ritorno al distretto di Sozma Qala nprovengono dalla tribù dei Kuchi, di etnia Baloch, e sono scappati in Iran nel 1980 in seguito all’occupazione sovietica. Durante le ultime sei settimane, l’UNHCR, in stretto coordinamento con le autorità afghane ed altre agenzie (come, ad esempio, WFP, UNICEF, IOM e WHO), si è adoperato affinchè gli alloggi temporanei fossero velocemente organizzati per accogliere i rifugiati in arrivo dalla Repubblica Islamica dell’Iran.

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