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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘umanitarie’

Afghanistan: Rojc (Pd), Ue esposta e debole senza iniziative unitarie

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 agosto 2021

“Sono doverose ma non bastano le richieste e le manifestazioni di solidarietà nei confronti delle fasce più deboli e a rischio della popolazione afghana, a cominciare dalle donne. I talebani si sono insediati al potere e non se ne andranno, gli Usa si stanno sfilando da quel teatro, altre potenze si stanno posizionando, e l’Europa sarà sempre più esposta se sarà debole e non saprà prendere iniziative politiche unitarie, rapide e incisive. La questione dei diritti civili dev’essere il discrimine per regolare i rapporti con la nuova realtà statuale, che sotto la propaganda sta mostrando un volto noto e brutale. Altrimenti qualunque allarme sui flussi dei profughi sarà inutile e strumentale”. Lo afferma la senatrice Tatjana Rojc (Pd), membro della commissione Esteri a Palazzo Madama, dopo che la Ue e altri 20 Stati tra cui Usa e Regno Unito hanno espresso preoccupazione “per le donne e ragazze afgane, i loro diritti all’istruzione, al lavoro e alla libertà di movimento”.

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In Francia purga etnica?

Posted by fidest press agency su martedì, 3 agosto 2010

“In Francia è in corso una vera e propria purga etnica contro Rom, immigrati e francesi di origine straniera: aver intrapreso politiche repressive a imitazione di quelle messe in atto delle autorità italiane ha portato a lutti e gravi tragedie umanitarie”. Lo denuncia in una nota la presidenza del Gruppo EveryOne, organizzazione per i diritti umani che si occupa della tutela delle minoranze. “Il presidente Nicolas Sarkozy sta promuovendo una caccia al Rom e al clandestino che sempre più trova somiglianze nelle politiche anti-immigrazione portate avanti dalle autorità italiane: nelle ultime settimane sono giunte alla nostra organizzazione decine di segnalazioni di sgomberi, espulsioni immotivate, abusi giudiziari e persino cariche da parte delle forze dell’ordine contro uomini, donne e bambini. L’ultima proposta del Presidente francese è quella di togliere la cittadinanza ai francesi di origine straniera colpevoli di aggressioni nei confronti di agenti (vere o denunciate da agenti in cattiva fede: come stabilirlo?), nonché di riconsiderare i ‘troppi diritti’ degli extracomunitari, fra cui quello dei minori, figli di genitori stranieri, che una volta compiuti i diciott’anni acquisiscono la cittadinanza francese”. EveryOne rileva nell’azione della Francia la violazione degli articoli 2 e 5 della Costituzione francese, delle direttive europee 2000/43/CE sulla non discriminazione e 2004/38/CE sulla libera circolazione, nonché della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, della Carta di Algeri, del Patto internazionale sui diritti civili e politici e della Convenzione di Ginevra. “Si tratta di una deriva xenofoba senza controllo, per cui la Francia dei diritti umani – La Voix des Rroms in prima linea – ha protestato in ogni sede, nonostante una stampa sempre più politicizzata e prona al Governo giochi l’arma della cattiva informazione con l’opinione pubblica, tentando di giustificare la repressione e le discriminazioni messe in atto da autorità e istituzioni. Chiediamo un intervento urgente a Navanethem Pillay, Alto Commissario ONU per i Diritti Umani, ad Antonio Guterres, Alto Commissario ONU per i Rifugiati, e a Thomas Hammarberg, Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, affinché si prodighino per evitare nuove purghe etniche e un esodo dai risvolti tragici di famiglie Rom, nonché il prosieguo della persecuzione poliziesca nei confronti degli immigrati nelle banlieu. Rom, ‘sans-papier’ e francesi di origine straniera sono infatti privati oggi di ogni dignità e diritto: nessuna assistenza sociale e sanitaria, nessun piano di inserimento lavorativo, nessun sussidio economico, nessuna garanzia nei processi penali. Sulle orme del governo e delle amministrazioni locali in Italia, battistrada ancora una volta di pessime politiche sull’immigrazione e i Rom. E’ necessario un esame di coscienza da parte del Governo francese e dei suoi rappresentanti locali, che impunemente stanno minando il diritto alla libertà e alla vita di centinaia di migliaia di esseri umani vulnerabili: è necessario ritrovare i valori di libertà, eguaglianza e fraternità, motto della Repubblica francese, che sembra essere stato dimenticato a causa di una paura ossessiva dello straniero e del diverso. (libertè)

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Anziani e pensionati per missioni umanitarie

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 giugno 2010

(Centro Maderna)  Projects Abroad, l’organizzazione inglese che da quasi vent’anni organizza esperienze di viaggio all’estero per volontari che desiderano mettere a disposizione le proprie competenze a scopi umanitari, ha lanciato una nuova proposta di viaggi per i pensionati: insegnamento, ecovolontariato, assistenza e persino archeologia per rendersi utili al momento della pensione ed immergersi completamente nella cultura di un nuovo paese per conoscerlo dall’interno. Il viaggio normalmente prevede la sistemazione presso una famiglia del luogo e le missioni che occuperanno i turisti volontari dipenderanno dalle loro esperienze, dal loro livello di preparazione e dalle loro attitudini, si tratta infatti di percorsi estremamente personalizzati che possono andare dall’assistenza dei bambini del Nepal, all’insegnamento in Bolivia, alla preservazione dell’ambiente in Sudafrica. In ogni paese è poi presente un’equipe di Project Abroad che coordina i rapporti tra le famiglie ospitanti, i turisti e i partner locali. “Quella che ho vissuto in Bolivia” testimonia Nicole Montet, pensionata Francese che ha preso parte come volontaria ad uno dei progetti di Project Abroad, “è stata un’esperienza umana senza uguali. Il mio unico rammarico è stato che avevo scelto di stare via un solo mese, perché pensavo che alla mia età partire per un’ “avventura” di quel tipo sarebbe stato molto faticoso, ma il mese è passato troppo in fretta. In realtà il rapporto con quei bambini è stato talmente forte dal punto di vista emotivo, che tutto il resto, inclusi i miei piccoli acciacchi, è passato in secondo piano”.

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Strage volontari sulle navi umanitarie

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 Maggio 2010

In merito all’uccisione e al ferimento di esponenti di ONG che recavano aiuti umanitari per le popolazioni  di Gaza il Responsabile dell’Osservatorio per la Tutela dei Diritti dell’Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti” (www.dossetti.it), Corrado Stillo, ha dichiarato: <<Il grande sconcerto per le uccisioni di esponenti pacifisti che recavano aiuti umanitari alle popolazioni della striscia di Gaza  sta facendo il giro del mondo e delle principali ONG internazionali. Riteniamo  che scagliare le forze militari di uno dei più potenti eserciti del mondo verso attivisti pacifisti che recavano cibo, case prefabbricate, medicinali a donne e bambini  palestinesi, sia un atto di barbarie  inaudita  che, oltre ad una condanna morale, merita una  riprovazione da parte dell’ONU. Israele, da poco entrato nell’OCSE, deve uniformarsi alle leggi internazionali e alle regole umanitarie  condivise dalla comunità umana. L’esempio di macelleria offerto dai soldati israeliani non  aiuta di certo la causa della pace nella zona, né aiuta il mondo arabo ad una visione di Israele come Stato con cui costruire il futuro. Auspichiamo che l’UE, l’ONU e gli Enti Internazionali levino alta la voce di condanna e l’esortazione ad Israele a moderare l’uso delle armi e a far ricorso all’uso  del dialogo e della trattativa>>.

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Somalia: guerra e siccità

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2009

L’Associazione per i popoli minacciati (APM) mette in guardia da una probabile catastrofe per fame che minaccia la Somalia con l’approssimarsi dell’autunno. I cooperanti internazionali a causa dell’inasprimento della guerra civile hanno sempre meno la possibilità di raggiungere la popolazione civile con gli aiuti umanitari. Tra l’altro gli attacchi ai cooperanti nel corso degli ultimi sei mesi è aumentato drammaticamente. Urge adesso un intervento straordinario dell’Unione Europea per portare la pace in Somalia, per poter garantire l’approvvigionamento umanitario a favore di quasi quattro milioni di persone in situazione di estremo bisogno. Tutte le parti in conflitto dovrebbero essere invitate a non ostacolare l’accesso e le forniture umanitarie per la popolazione civile. L’Unione Europea, nel corso della lotta ai pirati nel Golfo di Aden aveva anche promesso “ampie misure” per stabilizzare la Somalia. Adesso l’Unione europea deve anche passare alle azioni concrete e impegnarsi con forza per garantire la pace in Somalia. Ai due stati vicini in guerra tra loro, Eritrea ed Etiopia, deve essere impedito di spostare il proprio conflitto sul territorio della Somalia. La crisi umanitaria verrebbe ulteriormente aggravata dalla siccità, che minaccia seriamente la sopravvivenza di 700.000 nomadi nel nord della Somalia e nei vicini Puntland e Somaliland. E’ da quattro anni ormai che nella regione le precipitazioni sono completamente assenti. Ora si rischia la totale distruzione delle mandrie. Dal gennaio 2008 in Somalia sono stati uccisi 42 cooperanti e 33 operatori umanitari sono stati rapiti, 13 aiutanti sono ancora nelle mani dei rapitori. Data la crescente frequenza degli attacchi le organizzazioni ritirano il proprio personale in quanto la loro sicurezza non è più garantita. Così l’UNICEF ha dovuto sospendere la fornitura di aiuti per 85.000 bambini nel sud della Somalia per motivi di sicurezza. Regolarmente attrezzature e veicoli di soccorso delle organizzazioni umanitarie vengono derubate. Il 17 agosto è stato respinto con molta difficoltà un attacco armato notturno alla sede del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite. Tre degli attaccanti sono rimasti uccisi nel raid. Dagli inizi di maggio 2009 sono stati circa 280.000 i civili fuggiti in seguito alla escalation della violenza nella capitale Mogadiscio. Almeno 12.000 rifugiati erano in attesa nel nord della costa somala presso la città costiera di Bosasso nel Puntland in attesa di buone condizioni atmosferiche, per tentare la pericolosa fuga attraverso il Golfo di Aden verso lo Yemen con l’aiuto di trafficanti di esseri umani. Più di 30.000 persone dal gennaio 2009 sono fuggite via mare. Quasi 500.000 profughi provenienti dalla Somalia vivono già in condizioni di estrema povertà e indigenza in Yemen. Nel 2008, il numero dei nuovi rifugiati arrivati dalla Somalia è aumentato del 70% rispetto all’anno precedente.

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