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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘umanitario’

Raccolta fondi progetto umanitario sezione Italiana World Food Programme (WFP / PAM)

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2018

Lo scorso luglio, il Consiglio europeo ha adottato una dichiarazione comune per la lotta alle carestie, sottolineando che queste emergenze umanitarie hanno raggiunto livelli senza precedenti nel corso del 2017.In tale occasione, i Paesi membri Ue hanno denunciato l’estrema gravità delle crisi alimentari in corso in Nigeria, Yemen, Somalia e Sud Sudan, dove, complessivamente, oltre 20 milioni di persone soffrono la fame.Nel 2017, l’Ue e i suoi Stati membri hanno erogato oltre 1,2 miliardi di euro per finanziare progetti di assistenza umanitaria nei Paesi a rischio carestia.Ma questo non basta. Per affrontare carestie e fame serve una strategia che vada oltre pur fondamentale l’assistenza umanitaria.Serve un vero sviluppo economico e sociale. Bastano alcuni dati per cogliere la gravità della situazione: 1/3 degli africani resta sotto la soglia di povertà; 1/6 è indigente e necessita assistenza umanitaria; nelle zone rurali, il 60% vive con meno di 1 euro al giorno.Nell’Africa Sub-Sahariana 1 bambino su 5 non va a scuola, quasi il 60% degli adolescenti non frequenta corsi.Entro il 2050, la popolazione africana raddoppierà, superando i 2,5 miliardi. E’ urgente offrire prospettive concrete ai giovani africani, affinché contribuiscano a risollevare la loro terra.Non possiamo stupirci se i giovani africani rischiano la vita per venire in Europa, o se si fanno sedurre da chi predica violenza, in nome di Dio.
Il problema va affrontato alla radice. Senza prospettive di benessere e stabilità, a lasciare la loro terra non saranno più decine di migliaia, ma milioni.L’ONU stima che, nel breve termine, oltre mezzo milione di persone l’anno cercheranno miglior destino in Europa.
Molti problemi si potrebbero risolvere con investimenti in educazione, infrastrutture e agricoltura moderne. Eppure, l’Africa resta il continente che attira meno investimenti: appena 80 miliardi l’anno, solo il 3% del PIL.Per questo, in occasione del vertice tra Unione africana e Unione europea, tenuto sul finire dello scorso novembre ad Abidjan, in Costa d’Avorio, ho presentato un progetto per rilanciare e rafforzare questo partenariato.Il piano d’investimenti per l’Africa di 3,4 miliardi di euro, è un passo nella giusta direzione. Ma non basta.
Gli sforzi del continente verso una base industriale sostenibile, un’agricoltura efficiente, fonti rinnovabili, infrastrutture adeguate per acqua, energia, mobilità, logistica o digitale, necessitano un “Piano Marshall”.Sulla base delle conclusioni del summit di Abidjan, dobbiamo lavorare affinché, nel prossimo bilancio pluriennale Ue, il fondo d’investimenti per l’Africa sia dotato di almeno 40 miliardi. Grazie all’effetto leva, si potrebbero mobilizzare investimenti pubblici e privati per circa 500 miliardi.L’obiettivo è creare un contesto favorevole allo sviluppo di una base manifatturiera, al lavoro per i giovani. Per questo sono utili strumenti come l’Erasmus per giovani imprenditori, che va esteso all’Africa.Serve anche una diplomazia accademica e culturale che consenta a un numero maggiore di africani di studiare da noi, rafforzando Erasmus plus e la cooperazione tra università su progetti di ricerca e mobilità.Al tempo stesso, dobbiamo sostenere e promuovere il ruolo delle donne africane, in quanto rappresentano la vera base dell’economia informale.Per questo sono necessarie più risorse nel prossimo bilancio europeo. Che non gravino su cittadini e imprese, giù ampiamente tartassati, ma su chi le tasse non le paga: paradisi fiscali, giganti del web, transazioni finanziarie.Negli ultimi mesi, il Parlamento europeo si è impegnato fermamente a svolgere un ruolo centrale per un nuovo Partenariato con l’Africa.L’anno scorso, abbiamo adottato due dossier legislativi, in linea con gli obiettivi e l’agenda delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile:il nuovo “consenso” Ue in materia di sviluppo; e il Fondo europeo per lo Sviluppo sostenibile (EFSD).Per questo, posizioni convergenti nel quadro del dialogo Ue-Ua possono favorire un’agenda comune, globale, anche in seno al network delle Nazioni Unite, del Programma Alimentare Mondiale (PAM) e delle altre organizzazioni internazionali.

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Corso di Diritto Internazionale Umanitario

Posted by fidest press agency su domenica, 11 marzo 2018

Parma Lunedì 12, mercoledì 14 e lunedì 19 marzo, nelle Aule della Sede Centrale dell’Ateneo (via Università 12), si svolgerà un corso di Diritto Internazionale Umanitario per gli studenti di Giurisprudenza e di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali.Il corso, della durata di nove ore, è organizzato da Laura Pineschi, docente di Diritto Internazionale Pubblico dell’Ateneo di Parma. Le lezioni saranno tenute da Istruttori di Diritto Internazionale Umanitario della Croce Rossa Italiana, Consiglieri Giuridici delle Forze Armate e Istruttori dell’Esercito Italiano: interverranno il Maggiore Chiara Galli (Consigliere giuridico in forza all’Accademia Militare), il Tenente avv. Livio Garavaldi (Consigliere Giuridico del Corpo Militare CRI) e il dott. Marco Bedini (referente CRI Emilia Romagna).Il corso è patrocinato dall’Università di Parma, da ASSP- Associazione degli Studenti di Scienze Politiche di Parma, dall’ELSA-The European Law Student’s Association di Parma e dalla Croce Rossa Italiana-Comitato di Parma.

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Leaders delle Nazioni Unite fanno appello per una revoca immediata del blocco umanitario in Yemen

Posted by fidest press agency su sabato, 18 novembre 2017

unicef1ROMA/GINEVRA/NEW YORK – “Anche se la coalizione militare a guida saudita ha in parte revocato il recente blocco allo Yemen, la chiusura di gran parte degli accessi via aerea, via mare e via terra sta peggiorando di molto una situazione già catastrofica. Lo spazio e l’accesso di cui abbiamo bisogno per consegnare l’assistenza alimentare sono soffocati, e sono in pericolo le vite di milioni di bambini e di famiglie vulnerabili. Insieme, facciamo un altro appello urgente alla coalizione affinché permetta l’ingresso di rifornimenti salva-vita in Yemen in risposta a quella che è, ora, la peggiore crisi umanitaria al mondo. I rifornimenti, che includono medicine, vaccini e cibo, sono essenziali per combattere malattie e morte per fame. Senza di essi, migliaia e migliaia di vittime innocenti non sopravviveranno, e tra di loro ci sono moltissimi bambini.Oltre 20 milioni di persone, inclusi oltre 11 milioni di bambini, hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria. Almeno 14,8 milioni di persone mancano di assistenza medica di base e l’epidemia di colera ha causato oltre 900.000 casi sospetti.Circa 17 milioni di persone non sanno se mangeranno domani e 7 milioni sono totalmente dipendenti dagli aiuti alimentari. La malnutrizione grave acuta sta minacciando le vite di almeno 400.000 bambini. Con lo scarseggiare dei rifornimenti, salgono alle stelle i prezzi alimentari, mettendo altre migliaia ancora di persone a rischio.Anche con una revoca parziale del blocco, il World Food Programme stima che ulteriori 3,2 milioni di persone soffriranno la fame. Senza cure, 150.000 bambini malnutriti potrebbero morire nei prossimi mesi. Privare così tante persone dei principali mezzi di sopravvivenza è un atto immorale e una violazione del diritto umanitario.Si ha un bisogno disperato di carburante, di medicine e di cibo – il cui ingresso nel paese è al momento bloccato – se si vogliono proteggere le vite umane. Senza carburante, smetteranno di funzionare la catena del freddo dei vaccini, i sistemi di rifornimenti idrici e gli impianti di trattamento delle acque reflue. E senza cibo e acqua pulita, la minaccia della carestia cresce di giorno in giorno.
Stiamo già assistendo alle conseguenze umanitarie del blocco: la difterite si sta diffondendo rapidamente con 120 casi diagnosticati e 14 morti – per lo più bambini – nelle ultime settimane. Abbiamo vaccini e medicinali in transito verso lo Yemen, ma il loro accesso nel paese è bloccato. Almeno un milione di bambini rischiano ora di contrarre la malattia.“La più vasta epidemia di colera al mondo sta riducendosi e il numero di nuovi casi è diminuito per l’ottava settimana consecutiva dopo il picco degli oltre 900.000 casi sospetti. Se l’embargo non sarà revocato, il colera tornerà a riacutizzarsi.Tutti i porti del paese, compresi quelli nelle aree controllate dall’opposizione, devono essere riaperti senza indugio. Questo è l’unico modo per le navi noleggiate dalle Nazioni Unite di consegnare il vitale carico umanitario di cui la popolazione ha bisogno per sopravvivere. I voli del Servizio Aereo Umanitario delle Nazioni Unite – in entrata e in uscita dallo Yemen – devono ricevere immediatamente l’autorizzazione a riprendere le operazioni. Lo staff delle Nazioni Unite in servizio in Yemen non ha potuto spostarsi, nemmeno in caso di assistenza medica urgente.”Il tempo stringe e le scorte di medicinali, cibo e altri aiuti umanitari stanno esaurendosi. Il costo di questo blocco viene misurato nel numero di vite perse. “Se qualcuno di noi, nella propria quotidianità, vedesse una bambina in pericolo di vita, non cercherebbe di salvarla? In Yemen, si tratta di centinaia di migliaia di bambini, se non di più. Abbiamo cibo salvavita, medicine e rifornimenti necessari a salvarli, ma dobbiamo avere l’accesso che, al momento, viene negato.”A nome di tutti coloro le cui vite sono in pericolo imminente, ribadiamo il nostro appello a consentire l’accesso umanitario in Yemen senza ulteriori ritardi.”
Il WFP è la più grande agenzia umanitaria che combatte la fame nel mondo fornendo assistenza alimentare in situazioni di emergenza e lavorando con le comunità per migliorare la nutrizione e costruire la resilienza. Ogni anno, il WFP assiste una media di 80 milioni di persone in circa 80 paesi.

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Profughi: corridoio umanitario

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2016

ProfughiRoma Fiumicino Lunedì 29 febbraio 2016 briefing per la stampa è alle 11.45 al Terminal 5 di Fiumicino. Lunedì 29 febbraio 2016 da Beirut arriverà a Fiumicino, il primo cospicuo gruppo di profughi siriani che grazie al progetto dei “corridoi umanitari”, entrerà in tutta sicurezza e legalmente in Italia.Si tratta di 24 famiglie, 93 persone in tutto – di cui 41 minori – che in ragione della loro condizione di vulnerabilità hanno ottenuto un visto umanitario a territorialità limitata rilasciato dall’ambasciata italiana in Libano.
La maggior parte proviene da Homs, città siriana ormai rasa al suolo. Altri da Idlib e Hama. Una volta in Italia saranno traferiti in diverse località.Lo scorso 4 febbraio la piccola siriana Falak, malata di tumore, con la sua famiglia era giunta a Roma aprendo di fatto il primo varco legale verso l’Europa. Si tratta di un progetto-pilota che nel quadro di un accordo raggiunto a metà dicembre tra governo italiano, la Comunità di Sant’Egidio. la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI), e la Tavola Valdese, prevede l’arrivo di un migliaio di casi in due anni non solo dal Libano, ma presto anche dal Marocco e dall’Etiopia.

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Siria: Si sblocca l’accesso umanitario

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2016

siriaIl Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) ha consegnato cibo, di cui c’era disperato bisogno, ad oltre 80.000 persone intrappolate in cinque città siriane sotto assedio. I convogli di varie agenzie hanno completato le consegne questa mattina dopo aver lavorato alle operazioni di scarico tutta la notte. “Si tratta di un importante punto di svolta nell’assistenza umanitaria in Siria, ma non dobbiamo dimenticare che singoli e sporadici convogli possono solo fornire soccorso temporaneo a chi ha fame ed è disperato”, ha spiegato Jakob Kern, Direttore WFP in Siria. “Le persone hanno bisogno di mangiare tutti i giorni. Speriamo di poter continuare queste consegne e fornire soccorsi ai più vulnerabili in tutto il paese”. Le squadre umanitarie sul campo hanno visto persone, a Moadamiyeh, dall’aspetto emaciato e bambini troppo piccoli per la loro età. Moadamiyeh è rimasta inaccessibile per oltre un anno e mezzo. I civili nelle aree sotto assedio si sono cibati di erba e di piccole quantità di riso, venduto a un prezzo fino a cinquanta volte superiore a quello della capitale Damasco, che dista solo pochi chilometri.“Facciamo appello a tutte le parti in conflitto affinché continuino a facilitare un accesso pieno e continuato alle persone che hanno bisogno in tutto il paese”, ha aggiunto Kern.Oltre al cibo del WFP, i convogli delle agenzie hanno consegnato attrezzature mediche e medicine, vaccini, acqua e altro equipaggiamento sanitario alle famiglie che stanno soffrendo le drammatiche conseguenze del conflitto. I convogli hanno raggiunto questa notte Moadamiyeh, Zabadani e Madaya nella Damasco Rurale, e Foah e Kefraya nell’Idlib Rurale.Ogni famiglia, nelle cinque cittadine, ha ricevuto due sacchi di farina dal WFP e altri generi alimentari di base inclusi riso, farina di bulgur, lenticchie, cibo in scatola e olio da cucina, tutti generi che mancavano quasi del tutto da mesi, nelle cinque località.
Il WFP ha inviato anche barrette di datteri arricchite di vitamine e minerali, oltre a speciali cibi nutrienti per il trattamento e la prevenzione della malnutrizione infantile.In tutta la Siria, il WFP continua a fornire cibo ad oltre 4 milioni di persone ogni mese ed è preoccupato per le sofferenze dei siriani che vivono in aree difficili da raggiungere in tutto il paese.

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Immigrazione: protesta a Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 5 aprile 2011

Roma 8 aprile, una manifestazione di protesta a Roma sull’emergenza immigrazione. “Faremo sentire la nostra voce, e sarà più forte delle chiacchiere degli alti uffici europei che continuano ad ignorare il dramma umanitario e gli enormi problemi in cui va districandosi l’Italia in questi giorni, abbandonata da quei partners con i quali ha condiviso il sogno di un’Europa unita, affratellata nel progresso e nella solidarietà. Se entro venerdì non ci saranno risposte per una comune soluzione del problema, sull’assordante silenzio della UE si alzerà la voce di Roma Capitale. L’Europa dimostri di non essere dominata dall’europolitica dei furbi che pensano solo al proprio orticello. Non bastano le aperture del presidente Barroso, attendiamo i fatti, e subito”, lo dichiara in una nota il presidente della Commissione Sicurezza di Roma Capitale, Fabrizio Santori.

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Libia: rischio disastro umanitario

Posted by fidest press agency su martedì, 22 febbraio 2011

“In passato abbiamo avuto forti dubbi sugli investimenti del governo italiano negli aiuti bilaterali con la Libia, ma è arrivato il momento per l’Esecutivo di dimostrare il valore dei rapporti costruiti tra i due paesi e l’autorevolezza dell’Italia in politica estera”. Questa la denuncia di Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid, la più grande organizzazione non governativa in Italia nella lotta alla povertà e all’esclusione sociale, che opera in oltre 50 paesi del mondo “Il governo italiano deve intervenire immediatamente e con decisione presso il Governo libico”, conclude De Ponte. “Dalla Libia arrivano notizie di gravissime violazioni dei diritti umani che rischiano di trasformarsi in un disastro umanitario a pochi passi da casa nostra. Non possiamo ignorarlo e abbiamo il dovere di intervenire con forza, dimostrando il peso dei rapporti economici e politici costruiti in questi anni con il leader libico Gheddafi”.

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Evento umanitario “Cuore per la vita”

Posted by fidest press agency su sabato, 18 settembre 2010

Palermo 20 settembre 2010, alle ore 21.00, presso il Tennis Club Palermo 2 in via San Lorenzo n.13/a. Corrado Castagnetta ed il Cantautore-Missionario Rino Martinez, fondatore dell’Associazione “Ali per Volare” Onlus, indicono la Manifestazione “Cuore per la Vita”, organizzata per promuovere un programma di sensibilizzazione ed impegno sociale in tematiche legate agli aiuti umanitari. Per la particolare occasione si espleterà una raccolta fondi per sostenere la missione umanitaria a favore delle Popolazioni povere della Foresta sub tropicale africana del Congo, che necessitano di urgenti interventi medici. Per l’importante circostanza saranno presenti rappresentanti delle istituzioni locali civili e religiose.

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