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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘umiltà’

Papa Francesco esorta a umiltà sul tema del fine vita

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

papa francescoNel suo messaggio alla Pontificia Accademia della Vita Papa Francesco ha scritto che “rinunciando alle cure non si vuole procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Questa differenza di prospettiva restituisce umanità all’accompagnamento del morire, senza aprire giustificazioni alla soppressione del vivere. Vediamo bene, infatti, che non attivare mezzi sproporzionati al quadro clinico del paziente o sospenderne l’uso, equivale a evitare l’accanimento terapeutico, cioè compiere un’azione che ha un significato etico completamente diverso dall’eutanasia, che rimane sempre illecita”.
“Abbiamo prestato grande attenzione per le parole del Papa che esortano a non confondere l’accanimento terapeutico con l’eutanasia” ha spiegato il professor Maurizio Muscaritoli, Ordinario di Medicina Interna presso l’Università di Roma ‘La Sapienza’ e presidente di SINuC, Società Italiana di Nutrizione Clinica e Metabolismo “In particolare, apprezziamo quanto il Santo Padre ha espresso riguardo al rinunciare alle cure sproporzionate”.
In questo ambito, impossibile non pensare ad alcuni trattamenti come nutrizione e idratazione artificiali, spesso indicati come ‘non sospendibili’. Da un punto di vista scientifico, “nutrizione e idratazione artificiali sono trattamenti medici che sono destinati a pazienti che non possono alimentarsi per la via naturale – ribadisce il presidente Maurizio Muscaritoli – E come ogni trattamento medico che abbia indicazioni e controindicazioni questi devono essere concordati con il paziente ed utilizzati in maniera appropriata alle sue condizioni cliniche. Il loro impiego non appropriato, o, all’opposto la loro ingiustificata sospensione dovrebbero essere considerati contrari all’etica medica ed alla buona pratica clinica”. Si tratta di qualcosa di assolutamente differente dall’eutanasia in senso etico: “l’accanimento terapeutico si manifesta nel somministrare cure sproporzionate al beneficio che il paziente ne può trarre, in relazione alla sua oggettiva condizione clinica. Sospendere i trattamenti medici quando questi non possono più sortire i loro effetti positivi, anche quando questi sono somministrati attraverso le “macchine a cui il paziente è attaccato” non significa quindi mortificare la vita, ma accettare che la morte possa arrivare, come sottolinea Papa Francesco, richiamando all’umiltà di un concetto di altissimo significato etico e morale”.

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Una chiesa giovane e vecchia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 novembre 2010

Lettera al direttore. Il cardinale Carlo Maria Martini, nel 2008 scriveva: “Un tempo avevo sogni sulla Chiesa. Una Chiesa che procede per la sua strada in umiltà e povertà, una Chiesa che non dipende dai poteri di questo mondo… Sognavo una Chiesa giovane. Oggi non ho più di questi sogni. Dopo i settantacinque anni ho deciso di pregare per la Chiesa” (Conversazioni notturne a Gerusalemme). Benedetto XVI, il 24 aprile 2005, durante l’Omelia per l’inizio del Ministero Petrino, ebbe a dire: “Sì, la Chiesa è viva…E la Chiesa è giovane”.
Ma è giovane o è vecchia questa benedetta Chiesa? Io credo che abbia ragione il cardinale secondo il quale il sogno di una Chiesa giovane è tristemente svanito. La Chiesa è proprio vecchia e decrepita. Però le critiche senza proposte  costruttive non vanno bene, e così io un paio di suggerimenti vorrei darli alla Chiesa vecchietta. Dovrebbe fare un lunghissimo passo indietro nel tempo, e un passo avanti. Dovrebbe cercare di somigliare, per quanto possibile ovviamente, alla Chiesa della quale parla Luca negli Atti degli Apostoli, cercare di capire dal Vangelo quale tipo di chiesa avrebbe voluto Gesù. Il passetto avanti, invece, considerato che gli uomini si sono mostrati incapaci di ringiovanire la Chiesa, sarebbe di dare la possibilità allo Spirito Santo nel conclave di eleggere un papa donna, vale a dire non vietare alle donne l’accesso al sacerdozio. Però, mi sorge il dubbio che le donne potrebbero anche rispondere: “No, grazie, l’avete voluta per duemila anni la Chiesa?  E adesso tenetevela “. (Miriam Della Croce)

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L’umiltà della chiesa e i sepolcri imbiancati

Posted by fidest press agency su domenica, 28 marzo 2010

Lettera al direttore. Un padre scopre che un figlio ha compiuto un’azione nefanda, tutti ne parlano, e lui: “Se ci sarà umiltà la nostra famiglia uscirà più splendente che mai da tutte queste chiacchiere”. E’ il discorso che ha fatto padre Raniero Cantalamessa, a proposito dei casi di pedofilia commessi da preti: “Se ci sarà umiltà la Chiesa uscirà più  splendente che mai da questa guerra, l’accanimento dei media a lungo andare ottiene l’effetto contrario a quello da essi desiderato”. E questa sarebbe l’umiltà della Chiesa? Ho l’impressione che padre Cantalamessa identifichi la gerarchia ecclesiastica con la comunità di tutti i credenti in Cristo. La prima sicuramente continuerà a splendere (potrebbe essere altrimenti?) come i sepolcri belli all’esterno, di cui parlava Gesù, ma la ferita inferta alla seconda, non potrà essere cancellata facilmente. Nel giugno del 2007, un programma televisivo su Rai3 trasmise un documentario (Bbc ottobre 2006) su casi di pedofilia nella Chiesa. Si udì la voce di un ragazzo abusato da bambino da un sacerdote: «Chiudevo gli occhi, voltavo la testa dall’altra parte e aspettavo solo che tutto fosse finito». Bene, mons. Rino Fisichella, presente nella trasmissione, ebbe a dichiarare: «La chiesa non si vergogna, si deve vergognare quel prete che ha fatto quelle cose…Dire che Ratzinger non ha fatto nulla è profondamente falso. Quelle persone sono state tolte dalla chiesa». Umilmente invece avrebbe dovuto dire: “Dobbiamo vergognarci tutti, come si vergogna ogni buona famiglia quando scopre che un suo componente è un delinquente. Non abbiamo fatto abbastanza per evitare tutto questo”. (Miriam Della Croce)

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I mercanti del tempio

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 gennaio 2010

Il racconto sulla cacciata dalla scalinata che portava al tempio dei mercanti da parte di Gesù e quel dare a Dio quel che è di Dio e a Cesare quel che è di Cesare dovrebbero pure insegnarci qualcosa. E se rapportiamo queste riflessioni ai fatti dei giorni nostri dovremmo chiederci con molta franchezza se il Natale simboleggia solo il cenone oppure ha un significato più profondo e vada colto con più umiltà e più devozione. Siamo al cospetto di una natività che simboleggia molte cose tra le quali, tuttavia, prevale il significato della povertà, di una famigliola costretta a risolvere il suo problema di alloggio, di ristoro, di maternità in modo umile e ricorrendo alla “solidarietà” degli estranei e al calore di animali che albergavano in una stalla. A questo punto pensiamo che debba essere chiara una cosa: ognuno è libero di trasformare una festività in qualcosa di diverso ma se lo fa deve prendere atto che risponde ad una chiamata che è di Cesare e non di Dio. In questo caso diventa profana, laica o qualcosa d’altro ma non certo ha motivo di credere di avere assolto ad una funzione tipicamente religiosa, ad una rievocazione e ad un significato che convenzionalmente ogni anno vi attribuiamo per la Fede che essa intende esprimere in quanto cattolico o più in generale cristiano. Cristo nasce da una povera famiglia e resta povero ed umile nel corso di tutta la sua vita. E’ una natività, quindi, sofferta che deve farci riflettere e non certo, se siamo buoni cristiani, lasciarci trascinare dai bagordi. Sta a noi, quindi, come cattolici e cristiani restituire a questa data il suo originale significato e mostrare agli altri ciò che significa essere fedeli per una fede ed infedeli per qualcosa d’altro.

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Totti: auguri dal sindaco

Posted by fidest press agency su domenica, 27 settembre 2009

“Ho conosciuto Totti di persona alla festa per i 178 gol, ne ho apprezzato la sua straordinaria umiltà, la sua sensibilità. E’ un calciatore che si è conquistato un posto nella storia dello sport e prima ancora nel cuore della gente. A lui mi unisce questo amore per Roma e i romani. Gli faccio tanti auguri e uno in particolare: che si avveri il suo desiderio di superare i 200 gol per festeggiarli insieme in Campidoglio”. È quanto dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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