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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

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Unc: stangata carburanti, da inizio anno +9,5%

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2021

Secondo i dati settimanali del ministero dello Sviluppo Economico appena pubblicati vanno sempre più su i prezzi dei carburanti, che si attestano a 1,579 euro al litro per la benzina e a 1,445 euro per il gasolio, con un rialzo, rispettivamente, dello 0,8% e dello 0,6% rispetto alla settima precedente.”Non si arresta la corsa dei carburanti che dura senza soluzione di continuità da metà novembre. In soli sette giorni un pieno da 50 litri costa 63 cent in più per la benzina e 45 cent per il gasolio. Dall’inizio dell’anno, ossia dalla rilevazione del 4 gennaio, un pieno da 50 litri è aumentato di 6 euro e 86 cent per la benzina e di 6 euro e 30 cent per il gasolio, con un rincaro, per entrambi, del 9,5%. Su base annua è pari a una stangata ad autovettura pari a 165 euro all’anno per la benzina e 151 euro per il gasolio” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Dal 9 novembre, poi, ultima settimana senza rialzi, in poco più di 4 mesi c’è stato un balzo del 14,5% per la benzina e del 15,7% per il gasolio. Su un pieno di 50 litri l’aggravio è di circa 10 euro: 10 euro e 2 cent per la benzina e 9 euro e 81 cent per il gasolio. Su base annua è pari a una bastonata ad autovettura pari a 241 euro all’anno per la benzina e 236 per il gasolio” conclude Dona.

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Unc: Antitrust apre procedimento contro Leroy Merlin

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2021

Prima vittoria dell’Unione Nazionale Consumatori contro Leroy Merlin. L’Antitrust, infatti, ha pubblicato ora nel Bollettino settimanale l’apertura del procedimento a seguito della segnalazione dell’associazione, unica segnalante, effettuata dopo che numerosi consumatori avevamo denunciato problemi per le consegne e mancati rimborsi durante l’emergenza Covid.”L’Antitrust ha finora confermato in pieno le nostre tesi, avviando il procedimento. Chi vende on line deve consegnare la merce nei tempi promessi e non assicurare la consegna in quattro giorni se, per via dell’emergenza Covid, non è poi in grado di rispettarli. Inoltre, deve anche saper gestire i reclami degli utenti, fornire un’adeguata assistenza postvendita, rispondere al telefono, dare risposte via email mirate e specifiche, non a casaccio uguali per tutti, e, soprattutto, rimborsare i clienti che non hanno ricevuto la merce” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.Come conferma l’Antitrust, “non risulta che il professionista abbia informato consumatori, attraverso il proprio sito e prima che questi effettuassero i loro acquisti, in merito alla possibilità di eventuali ritardi o altri disservizi in ragione dell’emergenza sanitaria in corso, limitandosi a disattendere sistematicamente la data di consegna inizialmente indicata agli acquirenti online”.Inoltre, Leroy Merlin “risultava irraggiungibile telefonicamente” e ai reclami rispondeva spesso con “comunicazioni e-mail dal contenuto standardizzato o contraddittorio”.Ma per l’Antitrust, la ritardata e/o mancata consegna dei prodotti potrebbe “configurare fattispecie di pratiche commerciali ingannevoli ed aggressive”. Anche le indicazioni relative ai termini di consegna messe sul sito internet dell’azienda o l’omessa informazioni circa i possibili ritardi potrebbero “rilevare sotto il profilo dalla possibile ingannevolezza, ai sensi dell’articolo 22 del Codice del Consumo”.
Quanto alla mancata o inadeguata assistenza postvendita, l’aver costretto i consumatori “a reiterati ed estenuanti tentativi di contatto e solleciti (…), fornire riscontri generici o standard (…), non dar corso alle legittime richieste di rimborso (…) potrebbe configurare una distinta condotta aggressiva, rilevante ai sensi degli articoli 24 e 25 del Codice del Consumo”. “La ciliegina sulla torta, è che per l’Antitrust l’emergenza sanitaria non è un’attenuante per chi vende online, ma una sorta di aggravante, vista la limitazione negli spostamenti dei consumatori” conclude Dona.Per l’Antitrust, infatti, un’azienda leader del proprio settore, avrebbe dovuto usare “la diligenza professionale a cui sarebbe tenuta (…) in occasione delle circostanze contingenti derivanti dall’emergenza sanitaria in corso a causa della quale, per un certo periodo, i consumatori sono stati fortemente limitati negli spostamenti e la modalità di acquisto online risultava più sicura e meno disagevole”.(Mauro Antonelli)

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Prezzi: Unc, la top ten dei prodotti più rincarati in ottobre

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2020

L’Unione Nazionale Consumatori ha elaborato i dati Istat di ieri per stilare la classifica dei prodotti più rincarati. Mentre l’Italia è in deflazione e in media a ottobre i prezzi scendono su base annua dello 0,3%, alcuni prodotti registrano rialzi a due cifre.A preoccupare maggiormente sono le speculazioni che gravano sui lavoratori in smart working e sugli studenti costretti alla didattica a distanza. Computer portatili palmari, tablet, computer desktop (Apparecchi per il trattamento dell’informazione) subiscono un balzo annuo del 12,4% (+1,3% su settembre) collocandosi al 3° posto della classifica, Altri apparecchi per la ricezione, registrazione e riproduzione di suoni e immagini, come le cuffie con microfono, indispensabili per webinar, webmeeting e per seguire le lezioni di casa, sono al 4° posto con +10,2% e salgono del 4,4% in un solo mese, piazzandosi al 6° posto della top ten mensile. Monitor e stampanti (Accessori per apparecchi per il trattamento dell’informazione) sono al 6° posto, registrando un rincaro del 9,8% rispetto ad ottobre 2019.In testa alla classifica annua, comunque, i pacchetti vacanza nazionali, +14,8%, indicativo di un spostamento delle ferie rispetto ai mesi tradizionali estivi per via della pandemia, al 2° posto la gioielleria, +12,7%. Ad allarmare anche i rialzi annui di frutta fresca, al 5° posto con +10%, tariffe amministrative al 9° con +7,3%, spese bancarie che chiude la top ten con +6,6% (+2% rispetto al mese precedente), vegetali freschi appena fuori dalla classifica, all’11° posto con +5,4%. Rispetto a settembre 2020, preoccupano gli aumenti stratosferici dei Servizi di rilegatura testi ed E-book download, in testa alla top ten mensile con +11,4%, una speculazione bella e buona sul tempo libero degli italiani costretti a ridurre gli spostamenti, trasporto marittimo, al 2° posto con +10,8%, al 3° energia elettrica con +6,2%, al 4° vegetali freschi +5,3%, al 5° il gas con +5%.

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Unc: debito nel 2022 sarà il 153,4% del Pil

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2020

Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri pensa di poter arrivare ad una riduzione dell’Irpef di un certo rilievo a partire dal 2022.”A parte il fatto che non si capisce come si possa pensare ad una riforma fiscale già a partire dal 2022, con un debito che ha già raggiunto i 2.578,9 mld e che è destinato ulteriormente ad impennarsi, e che tra 2 anni, secondo le stime dello stesso Governo, sarà comunque al 153,4% del Pil, senza contare che non si sa per quanto tempo andrà avanti la pacchia della Bce che ci acquista titoli di Stato a profusione, resta da capire perché tutti i politici vogliono sempre ridurre l’unica imposta progressiva rimasta, la sola che rispetta l’art. 53 della Costituzione, invece di quelle invisibili che paghiamo senza rendercene conto” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Non sarebbe meglio abbassare l’Iva, o le imposte su luce e gas che, aggiungendo gli oneri, incidono per il 35,1% della bolletta elettrica, pari, per una famiglia tipo, a 170,2 euro su 485 euro e per il 45,69% di quella del gas, pari a 445,5 euro su 975, per un totale di 615,7 euro all’anno? Oppure quelle sui carburanti dove, tra accise e Iva, paghiamo, secondo gli ultimi dati Mise, il 70,5% di imposte per la benzina ed il 67% per il gasolio auto?” conclude Dona.

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Unc: vendite, ad agosto Italia migliore d’Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

L’Unione Nazionale Consumatori ha elaborato gli ultimi dati Eurostat sul commercio al dettaglio del mese di agosto, diffusi il 5 ottobre, che, però, non contenevano ancora il dato italiano. Ebbene, l’Italia ha registrato la migliore performance in Europa. In agosto, infatti, le vendite al dettaglio in volume sono salite, nei dati destagionalizzati, dell’11% rispetto a luglio, il record nell’Ue a 27, che in media segna un rialzo del 3,8% (+4,4% nell’Eurozona). Al secondo posto il Belgio con +9,2% e al terzo la Francia con un +6,2%, al quarto la Germania con +3,1%. Le diminuzioni più marcate in Norvegia (-4,9%) e Svizzera (-1,9%).”Un dato molto positivo per l’Italia, che fa ben sperare per il futuro, anche se il cammino per recuperare quanto perso durante il lockdown è ancora lungo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Il rovescio della medaglia, infatti, rispetto a questo ottimo rimbalzo estivo è che, se si confrontano i dati di agosto con quelli pre-covid di febbraio 2020, l’Italia si colloca solo in 18° posizione nella classifica europea, con un gap dello 0,8%. Ben 14 paesi sono già in territorio positivo rispetto all’ultimo mese pre-lockdown” conclude Dona.Al primo posto l’Irlanda, con un incremento delle vendite rispetto a febbraio dell’8,2%, al secondo il Belgio con +7,9%, al terzo la Norvegia con +7,8%, mentre l’indice delle vendite al dettaglio è cresciuto del 3,1% nell’Eurozona e del 2,4% nell’Ue a 27.Stessa situazione confrontando i dati di agosto con gennaio. L’Italia è in 19° posizione, con un -0,5%. Al primo posto il Belgio (+10,9%), poi la Norvegia (+9,8%) poi l’Irlanda (+8,1%). La germani è quarta con +6,2%. Si ricorda che il dato congiunturale italiano non è confrontabile con quello Istat reso noto il 7 ottobre poiché Eurostat li aggrega in modo differente.

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Prezzi: Unc, la classifica delle città dove il cibo è più caro

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 luglio 2020

L’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle città e delle regioni che hanno registrato i maggiori rincari annui per quanto riguarda i prodotti alimentari, sulla base degli ultimi dati Istat.Mentre l’Italia e la gran parte delle città sono in deflazione, gli unici beni che non hanno subito contrazioni nelle vendite, nemmeno durante l’emergenza Covid, ossia quelli alimentari, hanno subito pesanti rincari.Così, a fronte di un’inflazione media annua negativa, pari in Italia a -0,2%, i beni alimentari sono cresciuti del 2,4%, che tradotto in termini di aumento del costo della vita significano, per il solo cibo, un rincaro medio a famiglia pari a 134 euro su base annua, che salgono a 159 euro per un nucleo familiare di 3 componenti, 181 per 4 componenti.Anche nel territorio, solo 5 regioni (Campania +0,5%, Umbria +0,5%, Trentino +0,5%, Calabria +0,1%, Piemonte +0,1%) e solo 6 città tra quelle capoluogo o con più di 150 mila abitanti (Bolzano, Napoli e Perugia +0,7%, Trento +0,4%, Ancona e Torino +0,1%) registrano un’inflazione positiva, per quanto molto bassa. Ma per il cibo i rincari sono decisamente più alti, con molte disparità a seconda della città.Ecco perché l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle città e delle regioni più care d’Italia, ossia dove i prodotti alimentari e bevande analcoliche hanno registrato i più alti aumenti dei prezzi, elaborando i dati tendenziali Istat relativi al mese di giugno.Ebbene, la città con i maggiori rincari alimentari (tabella n. 1) è ancora una volta Caltanissetta, +5,7% su base annua, città già in testa alla classifica di aprile e di maggio. Va detto che, forse grazie anche alla nostra denuncia e all’attenzione delle istituzioni riservata a questi aumenti, i rialzi sono in attenuazione rispetto a maggio, quando erano pari a +6,4%. In ogni caso, tradotto in maggior del costo della vita, significa che una famiglia media a Caltanissetta, su base annua, ha registrato una spesa aggiuntiva, per i soli beni alimentari, pari a 307 euro, una vera e propria stangata.Al secondo posto, Perugia, +4,6%, equivalenti ad un aggravio nei dodici mesi, per il solo cibo, pari a 242 euro, al terzo Trieste, +4,4%, pari a 232 euro.La città più risparmiosa Parma, la più virtuosa, l’unica a registrare per i beni alimentari una riduzione dei prezzi, -0,3%, equivalenti ad un risparmio di 17 euro su base annua. Non è molto, ma è meglio di chi ha subito rincari. Segue Siena, +0,7% e Macerata, +0,9%.Per quanto riguarda le regioni (tabella n. 2), il cibo più caro, in termini di rialzi dei prezzi, si trova in Umbria, +4%, pari, in termini di aumento del costo della vita, per una famiglia tipo, a 210 euro. Seguono Lazio, +3,3% (189 euro) e al terzo posto, a pari merito, Valle d’Aosta e Trentino, con +3,1%. La regione migliore, il Veneto, +1,6%, seguita da Lombardia e Puglia.

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Unc: consumi al palo, Paese ancora fermo

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 luglio 2020

Secondo i dati provvisori di giugno resi noti dall’Istat, l’inflazione registra un ribasso annuo dello 0,2%, come a maggio.
“Consumi al palo. Nonostante il lockdown a giugno sia ufficialmente finito, il Paese è ancora fermo. La deflazione, i cui effetti sono comunque positivi, dato che aumenta il potere d’acquisto delle famiglie, ha radici nella grave recessione dovuta all’emergenza Covid, ormai diventata un’emergenza economica” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il carrello della spesa, comunque, gli unici beni acquistati e acquistabili anche durante i mesi di lockdown, continuano a pesare sulle tasche degli italiani” prosegue Dona.”Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, il carrello a +2,3% significa avere un aumento del costo della vita, per i soli acquisti di tutti i giorni, di 207 euro su base annua, 195 euro per gli alimentari. Per una coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, il rialzo è di 188 euro per le compere quotidiane, 175 euro per il cibo, per una famiglia media sono, rispettivamente, 155 e 145 euro. Per un pensionato con più di 65 anni, sono 100 euro per le spese obbligate.

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Istat: Unc, consumi giù di 322 euro annui in termini reali

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 giugno 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, nel 2019, la spesa media mensile delle famiglie residenti in Italia è di 2560 euro mensili, sostanzialmente invariata rispetto al 2018 quando era 2.571.”Calano i consumi. Se la riduzione della spesa in termini nominali è molto bassa, per una famiglia media 11 euro al mese, considerando l’inflazione, pari nel 2019 a +0,6%, i consumi calano, in termini reali, di 322 euro su base annua, con una contrazione dell’1%. Per una coppia con due figli la flessione è pari a 900 euro, -2,2%, mentre per una coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, si registra un crollo su base annua di 1003 euro, -2,7%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Inoltre, gli italiani mangiano meno rispetto allo scorso anno. Anche una spesa obbligata come quella alimentare, se in teoria sale in termini nominali da 461,7 a 464,27 euro al mese, poco più di 2,50 euro, in termini reali, considerando il rialzo dei prezzi, pari per questa divisione a +0,8% scende di 13 euro su base annua, -0,2%. Per una coppia con due figli, però, crolla di 192 euro nei dodici mesi, -2,5%. Insomma, gli italiani acquistano meno cibo rispetto al 2018” prosegue Dona. “La conclusione è che i consumi non decollano come dovrebbero e, purtroppo, le famiglie continuano a stringere la cinghia” conclude Dona.

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Unc: durante lockdown dimezzano vendite non alimentari

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 giugno 2020

Secondo i dati Istat resi noti oggi, ad aprile le vendite scendono del 10,5% rispetto a marzo.”Un crollo drammatico. Durante il lockdown le vendite non alimentari sono più che dimezzate. Se da aprile a marzo sono scese in valore del 24%, in due soli mesi, ossia da febbraio ad aprile, sono precipitate del 52,9%. Le vendite totali, scese del 10,5% sul mese precedente, in due mesi triplicano la caduta, registrando un -29,5%. Tengono, invece, gli alimentari, +1,1% nel bimestre” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Rispetto al resto d’Europa, se la caduta mensile delle vendite totali in volume, pari a -11,4%, è apparentemente in linea con la media Ue, pari a -11,1% e dell’Eurozona (-11,7%), va considerato che a marzo l’Italia aveva già registrato una riduzione congiunturale record del 21,3%, collocandosi al primo posto in Europa, segnando una diminuzione doppia nel confronto con la media Ue, pari a -10,1% (-11,1% l’Eurozona). Inoltre, rispetto alla vendite non alimentari in volume, l’Italia segna oggi un -24,5% su marzo, contro una media dell’Eurozona del 17% e dell’Ue del 14,7%” conclude Dona.

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Unc: dati shock, servono incentivi per i consumi

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

Secondo la bozza del Def, nel 2020 i consumi dovrebbero registrare un calo del 7,2%.”Dati shock. Per fare in modo che, alla riapertura dei negozi, ci sia subito un consistente rimbalzo dei consumi, che potrebbe ridare fiato anche ai commercianti in difficoltà, servono incentivi per gli acquisti, così da invogliare le famiglie che se lo possono permettere a mettere subito mano al portafoglio” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Oltre ai classici incentivi statali già utilizzati in passato, dai bonus per l’acquisto di auto alle detrazioni fiscali per l’acquisto di elettrodomestici, proponiamo anche un mese di sconti Iva per tutti i settori maggiormente in crisi, come quello turistico” prosegue Dona.”Si potrebbe immaginare una riduzione temporanea dell’Iva prevista dal 22 al 10%, o addirittura l’esenzione, così da ottenere uno sconto sui prodotti ed i servizi offerti al consumatore, invogliandoli all’acquisto, come avviene durante il periodo dei saldi, senza gravare però sugli introiti delle imprese. Uno sconto, insomma, a carico dello Stato, valevole per un periodo almeno pari ad un mese” conclude Dona.

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Commercio estero: Unc, male con Stati Uniti

Posted by fidest press agency su sabato, 25 gennaio 2020

“Se il commercio estero extra Ue va bene, ed il 2019 si chiude con una crescita dell’export del 3,8%, preoccupa, in prospettiva, il peggioramento del saldo commerciale con gli Stati Uniti registrato a dicembre. Mentre nel 2019 le esportazioni superavano le importazioni per 2.356 mln, nel dicembre 2018 il saldo era stato di 2.510 mln. Si è registrata una perdita, quindi, in un solo mese, di 154 milioni, -6,1%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati del commercio estero extra Ue resi noti oggi dall’Istat.”Per ora i dazi non hanno avuto ripercussioni nel complesso del 2019, dato che il saldo dello scorso anno con gli Stati Uniti supera quello del 2018 di ben 2139 mln, con un rialzo dell’8%. Ma il problema è cosa succederà nel 2020, a fronte di un possibile inasprimento della sanzioni decise da Trump” conclude Dona.

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Unc: Italia in stagnazione, industrie ferme

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 gennaio 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, a novembre, su base mensile, resta stabile il fatturato dell’industria e scendono gli ordinativi (-0,3%).”Italia in stagnazione! Industrie ferme! Ma quello che maggiormente preoccupa, in prospettiva, sono gli ordini esteri, che scendono del 7,3% su base annua e dello 0,7% su ottobre. Le esportazioni, infatti, hanno salvato in questi anni di crisi le nostre industrie. Il possibile inasprimento dei dazi rischia, quindi, di diventare letale per il nostro Paese” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se confrontiamo i dati di oggi con i valori pre-crisi, gli ordinativi, rispetto a novembre 2007, sono ancora inferiori del 15,8%, mentre quelli interni registrano addirittura un gap del 26,2%, più di un quarto, quelli esteri sono ancora positivi, nonostante il crollo segnalato oggi, e si attestano al +4,1%. Anche il fatturato totale è calato del 2,2% rispetto ad 12 anni fa, ma mentre quello estero segna un incremento notevole, +22,1%, quello interno è sotto dell’11,8%” conclude Dona.

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UNC: si a tassa su zucchero

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 novembre 2019

Secondo l’Istat, in Italia ci sono circa 2 milioni 130 mila bambini e adolescenti di 3-17 anni in eccesso di peso. “E’ il motivo per cui abbiamo detto si alla tassa sulle bevande zuccherate, ma solo se accompagnata da messaggi educativi. Un quarto dei bambini, infatti, consuma quotidianamente dolci (28,3%) e bevande gassate (24,9%), decisamente troppo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Per questo il Governo non deve limitarsi a mettere la tassa, solo per fare cassa, ma deve svolgere un’azione educativa sui corretti stili e comportamenti alimentari, ad esempio attraverso un bollino da mettere sulle confezioni dei prodotti tassati, così da stimolare anche le aziende a mettere in commercio prodotti sempre più salutari” conclude Dona.

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Il presidente Rustichelli incontra l’Unc

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 luglio 2019

Si è tenuto, presso la sede dell’Authority, in Piazza Verdi, a Roma, un incontro tra l’Unione Nazionale Consumatori ed il nuovo presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Dott. Roberto Rustichelli.
Durante l’incontro, molto cordiale, il presidente Rustichelli ha ricordato di aver condiviso con l’avv. Dona il lavoro di una Commissione ministeriale sulla class action, ha illustrato l’ambizioso progetto di riorganizzazione interna dell’Autorità e ringraziato l’Unc, vincitrice della prima edizione del Premio Antitrust, per il ruolo svolto nel contrasto alle pratiche commerciali scorrette.
“Abbiamo ipotizzato tante strategie comuni per il futuro, condividendo, in particolare la necessità di potenziare le attuali sanzioni che non riescono, per via del tetto attualmente previsto, di avere una efficacia deterrente ed insieme lavoreremo perché cambino le regole a Bruxelles, come del resto sembra essere nei piani della Commissione Europea” commenta il Presidente Dona.
“Inoltre, abbiamo ricordato al presidente l’importanza dello staff che opera nell’Autorità, valorizzato ai suoi occhi il ruolo di tutte le direzioni, menzionando infine la buona pratica di incontrarsi ogni 3 mesi nella riunione che l’Antitrust organizza con tutte le associazioni per fare il punto della situazione” conclude l’avvocato Massimiliano Dona.

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Unc: bene su procedura infrazione, ma che succede nel 2020?

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 luglio 2019

Per il 2020 il Governo, per eliminare gli aumenti dell’Iva con misure alternative, ha scritto all’Ue che intende attuare “una strategia integrata che si basa su una nuova spending review e sulla revisione delle tax expenditures”.”Ottima notizia che il nostro Paese abbia evitato la procedura d’infrazione, anche se prevedibile una volta raggiunto il famoso 2,04% del rapporto deficit Pil” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Non intendiamo rovinare la festa, ma ci chiediamo che succederà nel 2020. Bene che non aumenti l’Iva, ma non vorremmo ritrovarci con 23,1 miliardi in meno di sconti fiscali, dati i successi finora raggiunti con la spending review” prosegue Dona.
“Vorrebbe dire dover tagliare il bonus di 80 euro, pari a 9,4 mld, le detrazioni per il recupero edilizio, 6,8 mld, le detrazioni per le spese sanitarie, 3,3 mld, l’esenzione Irpef per la prima casa, 3,6 mld. Se poi si aggiungessero i 15 mld necessari per finanziare la flat tax, sarebbe ancora peggio” conclude Dona.

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Unc: vendite al palo, Paese è fermo

Posted by fidest press agency su sabato, 8 giugno 2019

Secondo i dati Istat resi noti oggi, ad aprile le vendite in valore restano stabili su base mensile e salgono del 4,2% su base annua.”Vendite al palo. Il Paese è fermo. Il rialzo su base annua è solo un miraggio dovuto solo all’effetto Pasqua, visto che nel 2018 le vendite si erano concentrate nel mese di marzo, essendo la Pasqua il 1° aprile. Rispetto ad un mese fa, invece, la variazione nulla è indicativa di come l’economia ancora ristagni” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Un fatto ancor più negativo, se si considera che, confrontando i dati di oggi con quelli pre-crisi dell’aprile 2008, nonostante 11 anni fa la Pasqua fosse il 23 marzo, i piccoli negozi segnano ancora una perdita delle vendite del 10,1%, e per le vendite alimentari il crollo è addirittura del 14,6% ( -8,8% per i non alimentari)” prosegue Dona.”Le vendite totali risultano ancora in territorio negativo, -2,5%, anche se, ovviamente, quelle alimentari, grazie alla diversa collocazione della Pasqua, registrano un rialzo del 3,3%” conclude Dona.

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Arera: rischio aumento bollette per Alitalia UNC: una vergogna!

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 maggio 2019

Secondo la segnalazione di Arera a Governo e Parlamento il decreto crescita conterrebbe il rischio di un aumento delle bollette di luce e gas.”Una vergogna! E’ già il colmo che si buttino soldi pubblici dalla finestra per l’ennesimo inutile salvataggio della compagnia aerea Alitalia, ma ha dell’incredibile che il costo di questa operazione, invece di gravare sulla fiscalità generale, sia caricato sul sistema elettrico, con il rischio di aumenti delle bollette di luce e gas, che sono già tra le più care d’Europa” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori. “Insomma, gli oneri, come abbiamo sempre chiesto, dovrebbero semmai scendere, non certo aumentare” conclude Vignola.

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UNC: auto blu salgono da 3.068 a 3.366, +9,71%

Posted by fidest press agency su domenica, 5 maggio 2019

Secondo i risultati del censimento sul 2018 realizzato dal ministero della P.a, sono 33.527 le vetture a disposizione delle amministrazioni pubbliche, ma quelle blu, ossia quelle con conducente, sono 3.366, il 10,04% dell’intero parco.”Purtroppo salgono le auto blu, che passano dalle 3.068 del 2017 a 3.366 del 2018, 298 auto in più, con un rialzo del 9,71 per cento” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Certo, l’incremento dipende anche dal numero maggiore di enti monitorati, ma non si può comunque sostenere che vi sia stata la famosa spending review. Sul totale delle auto, infatti, la percentuale di quelle blu sul totale scende solo dal 10,5% del 2017 al 10,04% del 2018, decisamente troppo poco” conclude Dona.Le auto censite nel 2017 erano 29.195.

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UNC: sorpresa di Pasqua! Stangata vacanze!

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 maggio 2019

Secondo i dati provvisori di aprile resi noti oggi dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) registra un aumento dell’1,1% su base annua.”Sorpresa di Pasqua! Stangata vacanze! E’ bastato un aumento della domanda, legato a fattori stagionali, per far decollare i prezzi, dai carburanti al trasporto aereo. Una batosta per chi è andato in vacanza, dovuta a speculazioni belle e buone” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Basti pensare al prezzo della benzina, che si impenna del 2,9% in un solo mese, o al trasporto aereo passeggeri, che registra addirittura un +24% rispetto a marzo, +35,1% i voli nazionali. Non va meglio per chi ha prenotato un albergo, +10,2% l’incremento congiunturale” prosegue Dona.”Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, l’inflazione a +1,1% significa avere una maggior spesa annua complessiva di 368 euro, ben 175 euro per abitazione, acqua, elettricità e combustibili e 138 per i trasporti” prosegue Dona.
“Per la coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, la stangata è di 348 euro su base annua, 171 per abitazione e carburanti e 128 per i trasporti, mentre per l’inesistente famiglia tipo, l’incremento dei prezzi si traduce in un aumento del costo della vita di 291 euro in più nei dodici mesi, 161 per abitazione e 91 per i trasporti. Per un pensionato con più di 65 anni, il rincaro annuo complessivo è pari a 164 euro, 227 euro per un single con meno di 35 anni” conclude Dona.

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UNC: non basta più il reddito di cittadinanza

Posted by fidest press agency su domenica, 9 dicembre 2018

L’Istat stima che, nel 2017 il 28,9% dei residenti, ossia oltre una persona su quattro, è a rischio di povertà o esclusione sociale.”Anche se la percentuale è in leggerissimo miglioramento rispetto al 2016, si tratta di un dato non degno di un Paese civile, comunque peggiore rispetto al 2015, quando era il 28,7%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Insomma, non basta che il Governo con il reddito di cittadinanza si occupi delle persone povere, che sono l’8,4%, pari a 5 mln e 58 mila. C’è più di un italiano su quattro che andrebbe aiutato. Per questo serve anche una riforma fiscale che rimuova le cause della povertà” prosegue Dona.”Per troppi anni si sono alzate le tasse che non rispettavano il criterio della capacità contributiva fissato dall’art. 53 della Costituzione: dall’Iva alle accise sui carburanti, dagli oneri di sistema della luce a quelli del gas. Dobbiamo smetterla, insomma, di chiedere soldi a chi li ha finiti!” conclude Dona.

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