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Posts Tagged ‘ungheria’

La Ue non è il bancomat di Polonia e Ungheria

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 ottobre 2021

Facciamo come ci pare, vogliamo i vostri soldi e, ancora, non riconosciamo i vostri organi giurisdizionali e non vogliamo controlli su come gestire i denari che ci date. Così, in sintesi le posizioni di Polonia e Ungheria, in merito ai fondi del Next Generation Eu, alle quali ha risposto la Ue per bocca del commissario europeo all’economia, Paolo Gentiloni: “La Commissione si adopera per far rispettare lo stato di diritto nell’Ue, tutti ne devono rendere conto. La Commissione è determinata a difendere questi principi e questi valori”. Noi sosteniamo che, se Polonia e Ungheria non vogliono affermare lo Stato di diritto, l’indipendenza della magistratura, la prevalenza del diritto comunitario su quello nazionale, la trasparenza nelle gare di appalto, la difesa delle minoranze, hanno una strada molto semplice da imboccare: quella della uscita dalla Ue. Nessuno li obbliga a restare, ma se rimangono devono rispettare le norme comuni che loro stessi hanno firmato quando fecero domanda di ammissione alla Ue. Primo Mastrantoni, Aduc

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Torna il Caffè letterario dell’Accademia d’Ungheria in Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 25 settembre 2021

Roma lunedì 27 settembre 2021, ore 18.00, Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1 verterà sulla figura del noto scrittore ungherese Péter Esterházy, che è venuto a mancare cinque anni fa. In Italia Garzanti ha pubblicato “I verbi ausiliari del cuore” (1988), “Il libro di Hrabal” (1991), “La costruzione del nulla” (1992) e “Lo sguardo della contessa Hahn-Hahn” (1995); ma è con “Harmonia Cælestis” (Feltrinelli, 2003) che ha riscosso un grandissimo successo internazionale. Con quest’opera ha vinto il Premio ungherese per la Letteratura e il Premio Sándor Márai nel 2001, il Premio Grinzane per la narrativa straniera nel 2004 e il Premio speciale della giuria Città di Bari nel 2006. Esterházy ha anche vinto il Premio per la pace dei librai tedeschi nel 2004 e il Premio letterario internazionale Pablo Neruda nel 2006. Feltrinelli ha pubblicato in seguito “L’edizione corretta di Harmonia Cælestis” (2005), “Una donna” (2008), “Non c’è arte” (Feltrinelli, 2012) per il quale gli è stato conferito il Premio Letterario internazionale Mondello nel 2013 ed infine “Esti “(2017). Gli ospiti della puntata Facebook Live (accessibile sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/Accadung) del 27 settembre p.v. saranno: Cinzia Franchi (professore associato di Lingua e Letteratura ungherese presso l’Università di Padova) Mariarosaria Sciglitano (traduttrice, giornalista culturale, professoressa a contratto presso l’Università di Firenze, già lettrice all’Università Corvinus di Budapest) Antonio D. Sciacovelli (traduttore, professore associato di Letteratura italiana e traduzioni presso l’Università di Turku – Finlandia)

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Stato di diritto e Ungheria: il problema di Orban sono i soldi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 luglio 2021

Ci si chiede perché il premier ungherese, Viktor Orban, ha progressivamente alzato il livello di tensione verso l’Ue. La risposta è semplice: i soldi.Orban ha un disperato bisogno di fondi in vista delle elezioni del prossimo anno. Mentre l’attenzione dei media si focalizzava sulla legge anti comunità arcobaleno, il premier firmava accordi per oltre 5 miliardi di euro con imprese cinesi e per la costruzione del primo campus universitario in Europa finanziato con 1,3 miliardi cinesi. Fondi che non hanno i controlli di quelli comunitari. Infatti, l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf) ha collocato l’Ungheria al primo posto, tra i 27 paesi comunitari, per irregolarità fiscali. In cambio dei finanziamenti cinesi, Orban si è astenuto dal sottoscrivere le dichiarazioni dell’Ue contro la repressione a Hong Kong e agli Uiguri, una etnia perseguitata dalle autorità cinesi. Dunque, bando alle illusioni, a Orban non interessa la comunità arcobaleno, ma agita leggi e referendum in funzione antieuropea e procinese.Però, oltre che furbi, occorre essere politicamente intelligenti e capire la trappola del debito cinese: se non restituisci il prestito si prende l’opera. L’esempio dell’ Africa e, più da vicino, del Montenegro, dovrebbe insegnare qualcosa: Pechino detiene un quarto del debito montenegrino e ora reclama la proprietà delle opere costruite con fondi cinesi. Più chiaro di così! Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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L’Accademia d’Ungheria in Roma riapre le porte

Posted by fidest press agency su sabato, 1 Maggio 2021

Roma l’Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) riapre le sue porte. Le due mostre attualmente allestite presso la nostra sede, quali Sul margine d’una passione – Mostra dei borsisti dell’Accademia d’Ungheria in Roma (Galleria) e Verso la luce, mosaici di francobolli, mostra di Judit Szendrei (Piano Nobile) restano dunque a disposizione di chi volesse visitarle. Orari d’apertura: da lunedì al venerdì 10.00 -19.30. Parallelamente all’apertura dei nostri spazi espositivi, l’Accademia continua a proporre anche degli eventi online sul proprio sito e la sua pagina Facebook (https://www.facebook.com/Accadung). Per la Giornata del Film Ungherese (30 aprile) sarà in programma una mini rassegna di film d’animazione online. La rassegna organizzata in collaborazione con il National Film Institute Hungary prevede una ricca selezione di opere dei migliori registi ungheresi d’animazione, realizzate tra l’inizio degli anni ‘60 e la fine degli anni ‘80. Il 30 aprile dalle ore 20:00 per 24 ore, gli iscritti al Gruppo chiuso della nostra sala virtuale Cinema Accademia d’Ungheria in Roma (https://www.facebook.com/groups/3049325601840401) avranno accesso gratuito ai seguenti film, finora presentati in Italia solo nell’ambito dei maggiori festival del cinema, in ungherese con sottotitoli in inglese: József Nepp: Passion, György Kovásznai: Double Portraits, József Nepp: Five -Minute Murder, György Kovásznai: Diary, Attila Dargay: Irregular Stories, Gyula Macskássy – György Várnai: Grids, György Kovásznai: Nights in the Boulevard, Sándor Reisenbüchler: The Year of 1812, Marcell Jankovics: Sisyphus, Péter Szoboszlay: Hey, You!, Marcell Jankovics: Fight, Ferenc Rofusz: The Fly, István Orosz: Mind the Steps! Ambedue le mostre sopracitate sono fruibili anche online sul nostro sito (https://culture.hu/it/roma).

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Stati Uniti d’Europa e vaccinazioni. Lo sfascismo dell’Ungheria

Posted by fidest press agency su domenica, 27 dicembre 2020

L’Ungheria ha anticipato l’Ue ignorando i piani per un Vax Day europeo del 27 dicembre ed ha iniziato oggi a vaccinare i primi cittadini. Il governo aveva in precedenza detto di iniziare il programma il 27. Dal punto di vista sanitario nessuno si sconvolge. E’ solo iniziativa politica: l’Ungheria del premier Orban ha voluto distinguersi dalle decisioni comunitarie. Distinzione che questo Paese ha sui principi base dello Stato di diritto ché l’Unione non sia una sorta di accordo commerciale ma politico. Lunga la lista dei “distinguo” ungheresi: dalla censura mediatica al rispetto dei diritti degli individui, passando per la libertà di educazione *.Sono mezzi della politica per esprimere il proprio potere e si sfida la Commissione Ue votata anche da chi lancia questa sfida. Dovremo abituarci a questo ed altro, almeno fino a quando l’Ungheria di Orban non sarà buttata fuori dall’Unione (**) o gli ungheresi decidano di fare a meno di Orban.E’ tollerabile un “marchese del Grillo” nell’Ue? Perché dare loro soldi se ostacolano l’Unione e compromettono la certezza del diritto degli ungheresi, sfascisti per tutta l’UE? Qualcuno potrebbe dire che degli ungheresi se ne occupa il loro governo e quindi glissare su questi “particolari”. Ma il progetto dell’Unione è proprio per superare gli Stati nazionali in prospettiva federalista, e chi non ci sta, visto che l’Ue non manderà i carri armati in Ungheria come fece l’Urss nel 1956, è bene che sia democraticamente allontanato. Chissà se la Commissione farà finta di non vedere….

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Europa: Meglio perdere Regno Unito, Ungheria e Polonia che piegarsi alle loro condizioni

Posted by fidest press agency su domenica, 13 dicembre 2020

Winston Churchill (1894-1965), premier britannico nella Seconda Guerra Mondiale, in un discorso tenuto poco dopo la fine del conflitto, proponeva il “rimedio” per evitare di ripetere gli errori del passato.”Qual è questo rimedio?” Si chiedeva. “Esso consiste nella ricostruzione della famiglia dei popoli europei o in quanto più di essa possiamo ricostituire, e nel dotarla di una struttura che le permetta di vivere in pace, in sicurezza e in libertà. Dobbiamo creare una specie di Stati Uniti d’Europa.”Sono passati 70 anni dal quel discorso e il Regno Unito ha deciso di uscire dalla Unione europea, proprio in epoca di globalizzazione, nella quale l’integrazione delle politiche europee è piu’ che mai necessaria. Il Regno Unito, ora, dovrà confrontarsi con gli USA, con la Cina e con l’Ue.L’Impero britannico, che dominava il Mondo, non c’è più ma il popolo britannico vi è ancora affezionato. Quando si accorgerà che non conviene, tornerà.Un problema, per certi versi più importante e grave, è rappresentato dalla volontà di Ungheria e Polonia di non volere attuare le norme comunitarie sul rispetto dello Stato di diritto, fondamento sul quale poggia l’Ue.Deve essere un lascito del periodo nel quale vigeva la dittatura comunista dove lo Stato di diritto non esisteva.Ungheria e Polonia sono beneficiari netti dei finanziamenti europei, cioè di tutti gli altri membri dell’Ue, e pretendono di disattendere le norme comunitarie che loro stessi hanno sottoscritto.E’ bene che questi Paesi lascino l’Ue. Avranno tempo e modo per ripensarci.L’Ue non può ipotecare il proprio futuro cedendo a richieste mercantili o accettando la violazione di principi sui quali si è costituita l’Unione stessa.Prendiamo dalle parole di Churchill: ricostruire dalla famiglia dei popoli europei o in quanto più di essa possiamo ricostituire.Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Stati Uniti d’Europa: Ungheria e Polonia non vogliono approvare il Recovery Fund

Posted by fidest press agency su sabato, 14 novembre 2020

Il rischio è che i 209 miliardi del Recovery Fund, che dovrebbero essere assegnati all’Italia, non arrivino mai. L’opposizione al bilancio europeo è del premier ungherese, Viktor Orban, e di quello polacco Mateusz Morawiecki. Come mai? Il Recovery Fund è legato, come noto, a condizionalità, perché sono fondi europei collegati al rispetto delle norme comunitarie, quali l’indipendenza della giustizia, la libertà di stampa, il riconoscimento dei diritti individuali. Ungheria e Polonia si rifiutano di accettare queste norme comunitarie, tra le quali c’è, anche, quella relativa alla redistribuzione dei migranti.Per questi motivi i due Paesi sono stati condannati dalla Corte di Giustizia europea.Nel nostro Paese le leggi le facciamo noi, dichiarano i due premier. Vero è però, che tali leggi devono confrontarsi con quelle adottate in sede comunitaria, che tutti hanno sottoscritto, comprese Ungheria e Polonia.Insomma, non si può abitare in un condominio, l’Unione europea, e poi fare ciò che si vuole.Per ritorsione contro le condizionalità, i due Paesi minacciano di bloccare il Recovery Fund.Da notare che i nostrani Matteo Salvini e Giorgia Meloni mostrano simpatie per Orban e Morawiecki.Ungheria e Polonia sono state sempre beneficiarie positive dei fondi comunitari. Insomma, vogliono i soldi europei ma non vogliono rispettare le norme europee. Comodo, no? Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Corteva Agriscience inaugura nuovo centro di ricerca polifunzionale in Ungheria

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Corteva Agriscience, società globale leader in agricoltura, ha annunciato di aver unificato e ottimizzato le sue capacità per la ricerca su sementi e protezione dei raccolti in un nuovo centro polifunzionale dedicato allo studio di molteplici colture a Szeged, in Ungheria. Il centro fungerà da hub per i team di Ricerca & Sviluppo di Corteva, che potranno collaborare allo sviluppo di soluzioni agricole innovative e sostenibili per gli agricoltori in Europa e nel mondo.Con un investimento complessivo di 1.9 milioni di USD, il nuovo Szeged Center è uno dei più grandi centri di ricerca multifunzionali di Corteva in Europa. In questa nuova sede lavorano 34 persone, tra cui 8 scienziati, focalizzati sull’innovazione nei settori sementi e protezione delle colture.Gli scienziati di Szeged si occupano del miglioramento genetico di mais e girasole e dello sviluppo di prodotti a partire dal germoplasma selezionato di Corteva. Il team sviluppa ibridi con elevata capacità produttiva e qualità agronomiche come la tolleranza allo stress termico, una condizione molto frequente nell’Europa continentale. Il lavoro svolto in precedenza dai nostri esperti di miglioramento genetico ha contribuito alla produzione di molti prodotti di punta sui mercati, come gli ibridi di girasole Pioneer® ExpressSun® tolleranti agli erbicidi, gli ibridi di girasole ad alto contenuto di acido oleico e la linea di mais Optimum® AQUAmax® tolleranti lo stress idrico. Lo stabilimento di produzione delle sementi che si trova nella vicina Szarvas potrà inoltre contare sulle competenze del team nella selezione dei parentali e nella ricerca applicata alla produzione.Il team Integrated Field Science insediato a Szeged è impegnato nello sviluppo di nuove soluzioni per la gestione di infestanti, insetti e malattie, oltre allo studio di tecnologie di concia del seme e di prodotti biologici, attraverso ricerca e sperimentazione in campo.“La mission di Corteva è offrire agli agricoltori soluzioni complete che li aiutino a massimizzare la loro produttività, siamo quindi entusiasti di poter integrare le competenze e le esperienze complementari dei nostri scienziati,” ha aggiunto Andreas Huber, Integrated Field Sciences EMEA, Corteva Agriscience.

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Ue: Urso (FdI) incontra Lászlo Lövér, “ora alleanza Italia Ungheria”

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 luglio 2020

“Italia e Ungheria possono realizzare un’alleanza strategica tra i Paesi dell’Europa meridionale e i Paesi di Visegrad. Insieme per fronteggiare il ‘fronte del Nord’ e riaffermare i valori fondamentali dell’Unione Europea. Oggi più che mai è necessario anche a fronte di quanto sta accadendo a Bruxelles. È quanto emerso nell’incontro che ho avuto oggi pomeriggio con il presidente della Assemblea Nazionale ungherese, Lászlo Lövér, in cui abbiamo riaffermato i valori della solidarietà europea anche sulla base della comune identità storica tra Roma e Budapest. La determinazione con cui Orban sta sostenendo le ragioni dell’Italia, insieme con i leaders di Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca è di straordinaria importanza perché segna una svolta nella narrazione delle vicende europee che nessuno può misconoscere. Non riguarda i partiti ma le Nazioni”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, presidente della Associazione parlamentare di amicizia Italia Ungheria, in visita politica e istituzionale a Budapest.

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L’Europa che stiamo perdendo: Il caso dell’Ungheria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2020

Riprendiamo sia pure in “formato ridotto” l’articolo, che ci ha inviato il giornalista Agostino Spataro, in merito ai recenti accadimenti europei e una sua riflessione sull’argomento partendo dall’Ungheria. Per chi vorrà conoscerlo meglio e seguirlo potrà collegarsi a https://it.wikipedia.org/wiki/Agostino_Spataro. “La decisione del Parlamento ungherese di conferire al premier Orban poteri eccezionali per affrontare l’emergenza Covid 19 é gravissima e inaccettabile. Per capire e informare su ciò che- da tempo- accade in Ungheria non basta scrivere frettolosi articoli pre-confezionati come fanno alcuni inviati dall’Italia, ma fermarsi e cercare di capire le ragioni più profonde del successo elettorale di Orban e della sconfitta della sinistra cui per ben 4 volte (dopo l’89) gli elettori ungheresi affidarono la responsabilità di guidare il governo.Orban mira a collocarsi nel mezzo, a candidarsi come mediatore fra le due entità. Anche per recuperare appieno la fiducia del PP. La forza dei numeri e l’investitura di Donald Trump (ricevuta il 13 maggio scorso a Washington) potrebbero fare di Victor Orban l’ago della bilancia del centro- destra europeo e, sicuramente, il leader dell’area populista. Ruolo cui aspirano in tanti: dalla Le Pen a Matteo Salvini. L’assenza dei rappresentanti di Fidesz a Milano conferma l’esistenza all’interno dell’area populista di questa sorda contesa. Ma i sostenitori di Orban non hanno dubbi: a lui spetta la leadership. Secondo il quotidiano magiaro (https://magyarnemzet.hu/…/diplomaciai-nagyuzem-az-unios-va…/ ), filo governativo, l’Ungheria è oggi una “grande fabbrica” della diplomazia europea e internazionale. E qualche ragione l’hanno. Certo, in ciò c’è l’enfasi della compiacenza mediatica verso il potente di turno (cosa che accade dovunque nel mondo), tuttavia la pretesa non è da sottovalutare. Negli ultimi tempi, Orban si è reso protagonista di una vera offensiva diplomatica. Un turbinio d‘incontri al massimo livello con i principali leader internazionali: da Putin a Ching-Ping, dal premier israeliano Netanyau, costruttore di muri e tenace persecutore delle popolazioni palestinesi, al reazionario presidente brasiliano Bolsonaro, al recentissimo ricevimento di Trump, a Washington, di cui si è detto. Con queste solide relazioni internazionali e con il PIL in crescita del 4,9 %, un saldo positivo della bilancia commerciale di circa 6 miliardi di euro e una disoccupazione (dichiarata) al 3%, (fonte: dati 2018, da Infomercati- Min. Esteri/Italia, 2019), Orban naviga piuttosto tranquillo (come qui molti prevedono) verso la riconferma del 50% nel voto di domenica prossima. Bloccarlo è difficile, tanto più se si continua a combatterlo soltanto con gli insulti, con i luoghi comuni. Senza sforzarsi d’indagare le ragioni del suo successo, le motivazioni di questa massa di elettori che, puntualmente, votano Fidesz.
Perché il successo di Orban, creatura politica di Soros, oggi suo acerrimo nemico? Anche qui: che cosa hanno visto l’uno dell’altro che noi non sappiamo? L’equivoco sul “sovranismo”: la sovranità è un valore non una colpa da emendare. Ma torniamo al populismo che consiglio di non chiamare “sovranismo” perché si fa un altro favore ai populisti. Sovranismo? Che cosa vuol dire?
Si tratta, infatti, di una specie di “parola d’ordine” ripetuta ossessivamente sulla stampa. Impartita da chi? Il risultato potrebbe essere controproducente. Infatti, non basta un “ismo” per dileggiare la sovranità popolare ossia una delle più grandi conquiste della Storia, a base della nostra vigente Costituzione. La sovranità nazionale è un valore fondante e condiviso e non una colpa da emendare, da espiare. In realtà, non si vuole la corresponsabilità, la condivisione dei progetti, ma solo fiaccare, indebolire la sovranità nazionale dei popoli europei destinati ad accodarsi ai disegni egemonici delle superpotenze economiche e militari.
A mio parere, i populismi sono anche conseguenza del grande vuoto, sociale e politico, lasciato dalla sinistra riformista e/o socialdemocratica, inopinatamente, passate dal campo del mondo del lavoro a quello del capitalismo neoliberista e globalista. Mai come oggi il conflitto capitale/lavoro è stato così acuto e asimmetrico, a favore del primo.In questo spazio, animato da masse di cittadini senza un lavoro certo, con meno diritti, abbandonati al loro destino, si sono inseriti, con discorsi ingannevoli, i movimenti, i partiti populisti, i gruppi della destra neofascista, mietendo insperate adesioni e disperati consensi elettorali. E ora siamo qui, in attesa del voto, sperando che l’elettorato non rafforzi loro e indebolisca l’Europa.
Aggiungo, da giornalista”senza giornale”, che non è vero che, dopo l’89, il popolo ungherese ha compiuto una sorta di opzione nazionalista, sciovinista perfino.In sostanza, quegli stessi ungheresi che oggi votano Orban (48,9%), taluni anche il Jobbik (un partito reazionario, al 19,6%) non ebbero pregiudizio verso la sinistra, anzi la preferirono.Il ripensamento nacque quando irruppe sulla scena Victor Orban il quale abbracciò, in modo spregiudicato, le bandiera del populismo, del vittimismo e dell’anticomunismo.
Al centro del suo discorso pose le paure di perdere l’identità nazionale, dopo avere perso gran parte del territorio nazionale (Trianon). Il Fidesz, sospinto dal partito ultradestra Jobbik, divenne il campione della riscossa magiara contro i “torti” storici, contro le ingiustizie provocate dalla vecchia Europa del primo dopoguerra e da quella attuale, unitaria, con capitale Bruxelles.Per contro abbiamo una “sinistra” ungherese debole e divisa e carica di errori.Tuttavia, la sua fortuna politica fu agevolata dagli errori della sinistra nella gestione governativa e, soprattutto, dall’attuazione del programma di privatizzazioni dei settori portanti dell’economia ( dalle industrie alle catene commerciali, dall’immobiliare alle strutture alberghiere, ecc,) a favore di capitali provenienti dalle multinazionali europee e d’oltreoceano, ma anche da Russia e Cina. E da altre fonti. Come dire, se ai propri meriti si aggiungono i demeriti altrui il trionfo è assicurato.
In questi giorni, a piazza degli Eroi, il luogo più patriottico e visitato di Budapest, è possibile ammirare 72 bandierine di altrettante città (perdute o sottratte) che vanno dalla Transilvania (oggi rumena) alla Slovacchia, dalla Croazia alla Serbia. A questi ungheresi irredenti Orban ha concesso la doppia cittadinanza, una serie di agevolazioni commerciali e il diritto di voto per le consultazioni magiare. Oltre mezzo milione di elettori che fanno la differenza. Anche questo è un aspetto serio del problema. E inutile dire che su tali “ingiustizie” continuano a soffiare i demagoghi di tutte le risme, gli irredentisti nostalgici, la destra di Jobbik e ancor di più il Fidesz di Orban il quale, per non farsi scavalcare, alza la posta, con il consenso dei vertici della chiesa cattolica.Nonostante le gravi difficoltà attuali, questo percorso può essere ripreso e concluso con successo. L’Europa può ridiventare una bandiera, una speranza per le nuove generazioni, per tutti i popoli europei per un futuro di pace e di solidarietà.
Se si vogliono battere il populismo e isolare le destre fascisteggianti, la sinistra (quella autentica), insieme a tante altre forze sinceramente europeiste devono rioccupare gli spazi perduti e intraprendere, dopo il voto, uno sforzo congiunto per un serio processo di riforma delle politiche e delle istituzioni europee. E’ assurdo che voteremo per un Parlamento che non ha poteri legislativi ampi e vincolanti; così com’è incomprensibile che i vertici, il governo della U.E., siano nominati e non eletti. Così come sono, dette istituzioni non servono granché, tranne che agli addetti ai lavori. La regola aurea della democrazia recita: senza controllo democratico ogni potere può trasformarsi in abuso.
E’ inutile girarci intorno. L’Europa è assediata non tanto dai migranti (che vanno accolti nella solidarietà e nella legalità), quanto da mire e disegni d’influenza di potenze e superpotenze vecchie e nuove. Così come è stata progettata, costruita e diretta, l’U. E. non ha un futuro certo. Continuerà a oscillare, a districarsi fra una decadenza che sembra ineluttabile e una sorta di servitù volontaria dei suoi ceti dirigenti, subalterni ai disegni delle oligarchie finanziarie e delle super potenze. Resterà impigliata fra tentazioni nazionalistiche autoritarie (la nuova destra eterodiretta) e malcelate dipendenze di forze europeiste importanti che sembrano aver rinunciato a battersi per un ruolo autonomo della nuova Europa. Talune fonti ci dicono che la fatale caduta avvenne perché quella mattina apparve sotto le possenti mura un supercannone che riuscì a sfondare i contrafforti e ad aprire diverse brecce che consentirono alle armate ottomane di dilagare dentro la città.Si dice anche che l’inventore di questo supercannone fu un ungherese di nome Orban.Ovviamente, ogni riferimento a fatti e a persone realmente esistenti è puramente casuale.” by Agostino Spataro

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COVID-19: Il PE sostiene la democrazia in Ungheria

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2020

La commissione per le libertà civili sottolinea che ogni misura straordinaria adottata dal governo ungherese come risposta alla pandemia deve rispettare i valori fondanti dell’UE.A seguito dei recenti sviluppi in Ungheria, dove il governo sta cercando di espandere la sua autorità esecutiva per poter deliberare per decreti, mentre il Paese rimane in “stato di pericolo”, Juan Fernando López Aguilar (S&D, ES), in qualità di Presidente della commissione parlamentare per le libertà civili, ha rilasciato la seguente dichiarazione:”A nome della commissione per le libertà civili, vorrei esprimere la nostra preoccupazione per l’intenzione di votare all’Assemblea nazionale ungherese l’estensione dello “stato di pericolo” e le relative modifiche al codice penale. Siamo consapevoli che gli Stati membri hanno la responsabilità di adottare misure di protezione in questi tempi difficili, ma queste misure dovrebbero sempre garantire la protezione dei diritti fondamentali, dello Stato di diritto e dei principi democratici. In questo contesto, invitiamo la Commissione a valutare le proposte di legge riguardo i valori sanciti dall’articolo 2 del Trattato sull’Unione Europea e a ricordare agli Stati membri la loro responsabilità nel rispettare e proteggere questi valori comuni”.

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Eventi dedicati al trentennale della caduta della Cortina di Ferro in Ungheria

Posted by fidest press agency su sabato, 7 settembre 2019

Roma giovedì 12 settembre p.v., ore 19.30 presso la Galleria del Palazzo Falconieri Accademia d’Ungheria vi sarà l’inaugurazione della mostra intitolata ARTE PROIBITA E TOLLERATA, SZENTENDRE DURANTE L’ERA KÁDÁR (1957-1989), organizzata in collaborazione con il Ferenczy Múzeumi Centrum, a cura di Dalma Eged e Gábor Gulyás. All’epoca di Kádár, quando il piano culturale si svolgeva all’insegna del sistema di censura delle tre T (Támogatott-Tűrt-Tiltott, in italiano: sostenuto-tollerato-proibito) introdotto dal ministro della cultura György Aczél, la cosiddetta Scuola di Szentendre produceva opere che venivano classificate nelle categorie “tollerato” e “proibito”. La Scuola, notevole non solo per lo spiccato carattere estetico, ma anche per l’aspetto semantico, viene qui presentata attraverso circa 40 opere degli artisti più rilevanti dell’epoca.
Gli artisti in mostra: Margit Anna, Endre Bálint, László Balogh, Jenő Barcsay, Péter Bereznay, Imre Bukta, Béla Czóbel, Pál Deim, ef István Zámbó, Ádám Farkas, fe László Lugossy, László Hajdú, György Holdas, János Kmetty, Imre Kocsis, Dezső Korniss, Viktor Lois, János Pirk, Piroska Szántó, János Szirtes, Ottó Vincze, András Wahorn.
La mostra resterà aperta fino al 13 ottobre p.v., dal lunedì al venerdì ore 10.00 -19.00. Ingresso gratuito. Al vernissage, alle ore 20.30 seguirà il concerto folk del gruppo ViGaD che interpreta la tradizione musicale dei Balcani presente anche a Szentendre, cittadina danubiana di origine serba dell’Ungheria Settentrionale. Dávid Csőke (violino, viola, tambur), Gázspár Zetelaki (tambur), Dániel Zetelaki – tambur), Vince Eredics (fisarmonica), Panna Sólyom (voce). La serata si concluderà con una degustazione enogastronomica offerta gentilmente dal Comune di Szentendre, che rievocherà la ricorrenza del trentennale della caduta della Cortina di Ferro.

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Italia e Ungheria: Modern musici Aquincum

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Roma Venerdì 26 aprile p.v., alle ore 19.00 presso la Sala Liszt dell’Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) si terrà il concerto Modern musici Aquincum.
Il programma del concerto ad ingresso libero, organizzato in collaborazione con il Conservatorio di Musica “A. Casella” dell’Aquila e l’ Accademia “Ferenc Liszt” di Budapest prevede musiche di Péter Eötvös, Patrik. Gergely Oláh, Federico Santori, Luciano Di Giandomenico, Zoltán Kodály, Nino Rota, nell’esecuzione di Patrizia Cigna (soprano), Zoltán Bánfalvi (violino), Péter Szűcs, (clarinetto), Pierluigi Ruggiero (violoncello), Luciano Di Giandomenico (pianoforte); con la partecipazione di Federico Santori (compositore), Luca Giuliani (clarinetto), Daniele Boidi (pianoforte) da parte del Conservatorio di Musica “A. Casella” dell’Aquila e Patrik Gergely Oláh (compositore), Virág Hévízi (violino), Péter Friderikusz (violoncello) da parte dell’Accademia “Ferenc Liszt” di Budapest
Domenica, 28 aprile p.v. alle ore 18.00 gli stessi musicisti si esibiranno presso l’Auditorium del Parco dell’Acqua.

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Il genio matematico ungherese János Bolyai

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

Roma Giovedì 28 febbraio p.v, alle ore 18.30 l’Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) ospiterà la presentazione del volume JÁNOS BOLYAI Uno sguardo psicoanalitico su genio matematico e follia di Silva Oliva, pubblicato da Mimesis/Filosospie nel 2018. All’evento interverranno Prof. Paolo Maroscia (Università Sapienza, Roma), Cinzia Franchi (Università degli Studi di Padova), Silva Oliva (matematico, psicologo)“Passando in rassegna la letteratura psicoanalitica esistente in materia, questo lavoro presenta il geniale e creativo matematico ungherese János Bolyai (1802-1860), diagnosticato come schizofrenico, ma autore di una scoperta epocale, la Geometria assoluta, modernamente chiamata Geometria non euclidea iperbolica. Il testo è corredato da una semplice e divulgativa storia sulla fondazione delle geometrie non euclidee che rende il contenuto accessibile e fruibile da chiunque sia appassionato all’esplorazione di quelle terre di frontiera dove pensieri disciplinari diversi si incontrano e si fecondano reciprocamente”.
János Bolyai condivide con il matematico russo Nikolaj Ivanovič Lobačevskij l’onore di essere considerato uno dei fondatori della “geometria non euclidea”.
Bolyai nasce il 15 dicembre 1802 nella città ungherese di Kolozsvar (oggi Kluj, in Romania) e studia ingegneria militare al Collegio Imperiale di Vienna. È uno dei migliori studenti in tutte le materie, soprattutto in Matematica. Colto, morigerato, amante della danza e abile violinista, ha anche la fama di valente spadaccino, per i duelli sostenuti durante i lunghi anni di servizio militare alle frontiere dell’impero austro-ungarico. In questi anni, undici in tutto, affronta anche il “problema delle parallele” e sviluppa la propria teoria geometrica con una forma di ossessione che preoccupa il padre.Il successo della sua “Appendice” è duplice. Da una parte, oggi è considerata come un testo che precorre le idee moderne: una pietra miliare del pensiero scientifico e filosofico. Ma, al suo tempo, il pur lusinghiero giudizio del grande Gauss ha l’effetto di irritare e deprimere il giovane János. La scoperta di essere stato preceduto e il dubbio che Gauss voglia appropriarsi delle sue idee provocano il suo sdegno, lo inaspriscono e induriscono il suo comportamento. Congedato ancora giovane, si ritira in campagna e distrugge le copie del lavoro che gli sono rimaste. Non abbandona la matematica ma, isolato dal mondo, il suo lavoro non risulta più significativo. Nel 1848 viene a conoscenza degli articoli di Lobačevskij, che studia con attenzione. Il sospetto che Lobačevskij in realtà non esista e che il tutto sia una perfida macchinazione del solito Gauss lo getta ulteriormente nella disperazione, come riconosce apertamente in uno scritto, anche se è costretto ad ammettere la genialità di qualche dimostrazione. Isolato da tutti, con la certezza che la sua scoperta cambierà in maniera irreversibile le concezioni della Matematica, della fisica e della filosofia, ma anche con il rimpianto di non aver ricevuto sostegno dall’unica persona che poteva apprezzare il suo lavoro, János Bolyai muore di polmonite il 27 gennaio 1860.

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L’Ungheria al 10° Carnevale Internazionale dei Ragazzi della Biennale di Venezia

Posted by fidest press agency su domenica, 17 febbraio 2019

Venezia sabato 23 febbraio p.v.: ore 11.00 e ore 16.00 domenica 24 febbraio p.v.: ore 11:00 e ore 16:00 lunedì 25 febbraio p.v.: ore 9.45 e ore 12.15 Ca’ Giustinian (San Marco 1364/a)
laboratori creativi “Hack the Science a cura del Palazzo delle Meraviglie, Budapest.
Nell’ambito del programma dell’Ungheria vengono presentate da una parte attività inerenti la matematica e l’informatica attraverso l’utilizzo di una escape room “Codice svelato”, dall’altra laboratori che, tramite esperimenti spettacolari, portati direttamente dal Palazzo delle Meraviglie di Budapest, dimostreranno ai partecipanti quanto sia interessante il mondo della scienza.
Il Palazzo delle Meraviglie di Budapest è uno spazio scientifico-ludico con più di 250 giochi, 8 unità tematiche (l’Atelier della Natura, il Portico degli Scienziati, il Magnetismo, la Stazione spaziale, il Mondo della Nascita, Illusioni, la Stazione Logica ed il Meleto di Newton), 4 escape room, cinema circolare con proiezioni in 5D e 9D, e che propone tra le sue attività spettacoli scientifici nella Sala vetrata e il laboratorio degli esperimenti di Richter Gedeon.
In occasione del 10. Carnevale Internazionale dei ragazzi il Palazzo porta una selezione di tutte queste meraviglie per permettere ai visitatori di testare il proprio ingegno e conoscere il mondo che ci circonda, attraverso il gioco.

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Costituzione e sovranità nazionale: esperienza ungherese nel contesto europeo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 febbraio 2019

Roma Mercoledì 13 febbraio p.v. alle ore 18.30 presso la Sala Liszt del Palazzo Falconieri (Via Giulia, 1) si terrà la lectio magistralis Costituzione e sovranità nazionale – esperienza ungherese nel contesto europeo del Prof. Gábor Hamza, Professore ordinario dell’Università degli Studi “Eötvös Loránd” di Budapest, Facoltà di Giurisprudenza, Socio ordinario dell’Accademia Ungherese delle Scienze Esistono diversi concetti relativi all’Europa nonché all’Unione europea. Il processo della creazione di un “diritto pubblico europeo” non è in contrasto con la necessità della conservazione di importanti tratti specifici dell’identità nazionale o della sovranità nazionale degli Stati membri dell’Unione europea. Il ricco patrimonio giuridico ungherese per l’Europa è d’importanza notevole. Le costituzioni (leggi fondamentali) tra cui quelle ungheresi s’iscrivono nelle plurisecolari tradizioni europee.Ingresso gratuito.

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Stato di diritto in Ungheria: Il Parlamento europeo chiede all’UE di agire

Posted by fidest press agency su sabato, 15 settembre 2018

Il Parlamento ha chiesto a larga maggioranza agli Stati membri di determinare, ai sensi dell’articolo 7 del Trattato, se l’Ungheria rischia di violare i valori fondatori dell’UE. È la prima volta che il Parlamento europeo invita il Consiglio dell’UE ad agire contro uno Stato membro per prevenire una minaccia sistemica ai valori fondanti dell’Unione. Questi valori, sanciti dall’articolo 2 del Trattato UE e ripresi nella Carta dei diritti fondamentali dell’UE, comprendono il rispetto per la democrazia, l’uguaglianza, lo Stato di diritto e i diritti umani.
I deputati europei chiedono ai paesi dell’UE di avviare la procedura prevista all’articolo 7, paragrafo 1 del trattato UE, sottolineando che, nonostante la disponibilità delle autorità ungheresi a discutere la legalità delle misure approvate, “la situazione non è stata affrontata e permangono molte preoccupazioni”. Questa è la fase preventiva della procedura, che prevede un dialogo con il paese interessato e “mira a evitare eventuali sanzioni”. La decisione è stata approvata con 448 voti favorevoli, 197 contrari e 48 astensioni. Era necessaria una maggioranza dei due terzi sui voti espressi e un minimo di 376 voti a favore. Il Parlamento ricorda che l’adesione dell’Ungheria all’UE è stato un atto volontario basato su una decisione sovrana, con un ampio consenso tra tutti gli schieramenti politici e sottolinea che qualsiasi governo ungherese ha il dovere di eliminare il rischio di una grave violazione dei valori dell’UE. Le preoccupazioni del Parlamento si riferiscono alle seguenti questioni:
1) il funzionamento del sistema costituzionale e del sistema elettorale;
2) l’indipendenza della magistratura e di altre istituzioni e i diritti dei giudici;
3) la corruzione e i conflitti di interesse;
4) la tutela della vita privata e la protezione dei dati;
5) la libertà di espressione;
6) la libertà accademica;
7) la libertà di religione;
8) la libertà di associazione;
9) il diritto alla parità di trattamento;
10) i diritti delle persone appartenenti a minoranze, compresi i rom e gli ebrei, e la protezione dalle dichiarazioni di odio contro tali minoranze;
11) i diritti fondamentali dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati;
12) i diritti economici e sociali.
La relatrice Judith Sargentini (Verdi/ALE, NL) ha dichiarato: “Nella settimana in cui si discute lo Stato dell’Unione, il Parlamento europeo invia un messaggio importante: difendiamo i diritti di tutti gli europei, compresi i cittadini ungheresi, e difendiamo i nostri valori europei. I leader europei devono ora assumersi le proprie responsabilità e smettere di guardare dall’esterno, poiché lo Stato di diritto viene distrutto in Ungheria. Per un’Unione costruita su democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali, ciò è inaccettabile”.
La proposta di decisione del Consiglio, approvata oggi, sarà trasmessa agli Stati membri dell’UE. Questi possono, deliberando a maggioranza di quattro quinti, determinare l’esistenza di un chiaro rischio di grave violazione dei valori dell’UE in Ungheria. Il Consiglio dovrebbe prima ascoltare le opinioni delle autorità ungheresi. Ogni eventuale decisione deve ricevere il consenso del Parlamento. Gli Stati membri possono anche decidere di rivolgere raccomandazioni all’Ungheria affinché affronti la situazione di rischio.In una fase successiva, il Consiglio europeo (Capi di stato o di governo) può determinare, all’unanimità e con l’approvazione finale del Parlamento, l’esistenza in Ungheria di una grave e persistente violazione (e non più rischio) dello Stato di diritto, della democrazia e dei diritti fondamentali. Ciò potrebbe infine portare a sanzioni, come la sospensione del diritto di voto in seno al Consiglio dei Ministri.

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Serata in omaggio all’attrice ungherese Zita Perczel

Posted by fidest press agency su martedì, 15 Maggio 2018

Roma Giovedì 17 maggio p.v. presso l’Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) alle ore 19.30 si terrà una Serata in omaggio alla nota attrice ungherese Zita Perczel, in occasione del centenario della sua nascita. Nell’ambito della serata verrà proiettato il film documentario “Az ismeretlen Perczel Zita/La sconosciuta Zita Perczel” (2016) di Ferenc András
(in lingua originale ed in italiano con sottotitoli in inglese), cui seguirà un dibattito con András Ferenc (regista), Judit Bárdos (critico cinematografico), Áron Sìpos (produttore) durante il quale verranno ricordate la vita e l’opera della Perczel con particolar attenzione al suo periodo romano. Come è risaputo, la nota attrice ungherese Zita Perczel, diva del cinema ungherese degli anni ’30, del periodo dei telefoni bianchi, nonché del cinema francese; nel 1964, dopo Hollywood, Parigi e Madrid si trasferì a Roma, dove visse per decenni nel quartiere Trastevere. A Roma ebbe solo pochi ruoli, tuttavia nel periodo romano riuscì a rientrare, dopo una lunga assenza, nel circuito intellettuale magiaro grazie all’Accademia d’Ungheria in Roma di cui fu un’assidua frequentatrice, nonché per via degli intellettuali ungheresi borsisti e non che all’epoca soggiornarono a Roma e che lei accolse a casa sua. Negli anni ’80 la Perczel venne riscoperta in Ungheria e fino alla sua morte avvenuta nel 1996, fece la pendolare tra la città eterna e Budapest, dove prese parte a numerosi film, di registi di un certo spessore, tra cui Márta Mészáros (Due donne un erede,1980).
L’evento organizzato dall’Accademia d’Ungheria in Roma in collaborazione con l’Accademia Ungherese delle Arti e la famiglia Perczel, alle ore 21.00 si concluderà con lo spettacolo/recital “A Meseautó magányos utasa/Il passeggero solitario della macchina da sogno” (in lingua ungherese con sottotitoli in inglese). Interprete: Ágnes Jókai, musica: Dániel Dobri.

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“I patrioti europei festeggiano la conferma di Viktor Orbán alla guida dell’Ungheria”

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 aprile 2018

“Difesa dell’identità, lotta all’islamizzazione forzata, contrasto alla speculazione finanziaria e al globalismo: è il modello che Fratelli d’Italia vuole seguire anche in Italia”. È quanto scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
Viktor Orbán conquista nuovamente la maggioranza costituzionale dei due terzi nell’Assemblea nazionale, accaparrandosi 134 seggi su 199. L’altissima affluenza alle urne a dispetto di quanti nelle opposizioni paventavano la possibilità che ne derivasse un forte partito di opposizione e il ridimensionamento del suo successo ha di fatto favorito Orbán. Il 68,8% degli elettori si è recato alle urne con oltre 5,5 milioni di elettori ovvero l’8% in più rispetto alle elezioni del 2002. L’incertezza che era stata segnalata alla vigilia del voto è stata clamorosamente smentita. Orbán ha staccato di ben 20 punti percentuali il secondo partito d’opposizione. Al terzo posto si è piazzata l’alleanza rosso-verde con il 12%.

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GastroCult Festival: L’Ungheria tra sapori e cultura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

GastroCultRoma Dal 29 al 30 settembre p.v. presso l’Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) si terrà il GastroCult Festival “L’Ungheria tra sapori e cultura”, un viaggio gastro-culturale alla scoperta dei sapori e della cultura ungheresi da mille tradizioni.Il Festival, ad ingresso gratuito, prenderà il via venerdì 29 settembre p.v. alle ore 18.00 con la presentazione e la degustazione di uno dei piatti tipici della campagna magiara, del cosiddetto spezzatino di maiale mangalica con lo slambuc (pasta con le patate, piatto tipico dei pastori), cui seguirà una degustazione di prodotti tipici ungheresi (formaggi, affettati, salcicce, lardi, marmellate, creme di verdure grigliate). Il tutto accompagnato da una selezione di vini provenienti dalla regione vitivinicola di Csopak (comune di Veszprém, lago Balaton) e musica & danza popolare dal vivo.
La serata si concluderà con la proiezione in ungherese con sottotitoli in italiano del ”gulash western ungherese”: ”Talpuk alatt fütyül a szél”(1976, ’87- The Wind is whistling under their feet) del regista György Szomjas.
Sabato 30 settembre p.v. alle ore 18.00 il pubblico potrà assistere ad una seconda degustazione di prodotti tipici ungheresi a cura dell’azienda Nánási portéka, nonché ad una degustazione di vini provenienti sempre dalla regione vitivinicola di Csopak (comune di Veszprém, lago Balaton).
Il GastroCult Festival – organizzato dall’Accademia d’Ungheria in Roma in collaborazione con il comune di Hajdúnánás, Csopak, Panyola, Mátraderecske, l’Associazione di Città e villaggi (Városok, Falvak Szövetsége) – si concluderà a suon di musica & danza popolare dal vivo.

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