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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 330

Posts Tagged ‘ungheria’

Eventi dedicati al trentennale della caduta della Cortina di Ferro in Ungheria

Posted by fidest press agency su sabato, 7 settembre 2019

Roma giovedì 12 settembre p.v., ore 19.30 presso la Galleria del Palazzo Falconieri Accademia d’Ungheria vi sarà l’inaugurazione della mostra intitolata ARTE PROIBITA E TOLLERATA, SZENTENDRE DURANTE L’ERA KÁDÁR (1957-1989), organizzata in collaborazione con il Ferenczy Múzeumi Centrum, a cura di Dalma Eged e Gábor Gulyás. All’epoca di Kádár, quando il piano culturale si svolgeva all’insegna del sistema di censura delle tre T (Támogatott-Tűrt-Tiltott, in italiano: sostenuto-tollerato-proibito) introdotto dal ministro della cultura György Aczél, la cosiddetta Scuola di Szentendre produceva opere che venivano classificate nelle categorie “tollerato” e “proibito”. La Scuola, notevole non solo per lo spiccato carattere estetico, ma anche per l’aspetto semantico, viene qui presentata attraverso circa 40 opere degli artisti più rilevanti dell’epoca.
Gli artisti in mostra: Margit Anna, Endre Bálint, László Balogh, Jenő Barcsay, Péter Bereznay, Imre Bukta, Béla Czóbel, Pál Deim, ef István Zámbó, Ádám Farkas, fe László Lugossy, László Hajdú, György Holdas, János Kmetty, Imre Kocsis, Dezső Korniss, Viktor Lois, János Pirk, Piroska Szántó, János Szirtes, Ottó Vincze, András Wahorn.
La mostra resterà aperta fino al 13 ottobre p.v., dal lunedì al venerdì ore 10.00 -19.00. Ingresso gratuito. Al vernissage, alle ore 20.30 seguirà il concerto folk del gruppo ViGaD che interpreta la tradizione musicale dei Balcani presente anche a Szentendre, cittadina danubiana di origine serba dell’Ungheria Settentrionale. Dávid Csőke (violino, viola, tambur), Gázspár Zetelaki (tambur), Dániel Zetelaki – tambur), Vince Eredics (fisarmonica), Panna Sólyom (voce). La serata si concluderà con una degustazione enogastronomica offerta gentilmente dal Comune di Szentendre, che rievocherà la ricorrenza del trentennale della caduta della Cortina di Ferro.

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Italia e Ungheria: Modern musici Aquincum

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Roma Venerdì 26 aprile p.v., alle ore 19.00 presso la Sala Liszt dell’Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) si terrà il concerto Modern musici Aquincum.
Il programma del concerto ad ingresso libero, organizzato in collaborazione con il Conservatorio di Musica “A. Casella” dell’Aquila e l’ Accademia “Ferenc Liszt” di Budapest prevede musiche di Péter Eötvös, Patrik. Gergely Oláh, Federico Santori, Luciano Di Giandomenico, Zoltán Kodály, Nino Rota, nell’esecuzione di Patrizia Cigna (soprano), Zoltán Bánfalvi (violino), Péter Szűcs, (clarinetto), Pierluigi Ruggiero (violoncello), Luciano Di Giandomenico (pianoforte); con la partecipazione di Federico Santori (compositore), Luca Giuliani (clarinetto), Daniele Boidi (pianoforte) da parte del Conservatorio di Musica “A. Casella” dell’Aquila e Patrik Gergely Oláh (compositore), Virág Hévízi (violino), Péter Friderikusz (violoncello) da parte dell’Accademia “Ferenc Liszt” di Budapest
Domenica, 28 aprile p.v. alle ore 18.00 gli stessi musicisti si esibiranno presso l’Auditorium del Parco dell’Acqua.

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Il genio matematico ungherese János Bolyai

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

Roma Giovedì 28 febbraio p.v, alle ore 18.30 l’Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) ospiterà la presentazione del volume JÁNOS BOLYAI Uno sguardo psicoanalitico su genio matematico e follia di Silva Oliva, pubblicato da Mimesis/Filosospie nel 2018. All’evento interverranno Prof. Paolo Maroscia (Università Sapienza, Roma), Cinzia Franchi (Università degli Studi di Padova), Silva Oliva (matematico, psicologo)“Passando in rassegna la letteratura psicoanalitica esistente in materia, questo lavoro presenta il geniale e creativo matematico ungherese János Bolyai (1802-1860), diagnosticato come schizofrenico, ma autore di una scoperta epocale, la Geometria assoluta, modernamente chiamata Geometria non euclidea iperbolica. Il testo è corredato da una semplice e divulgativa storia sulla fondazione delle geometrie non euclidee che rende il contenuto accessibile e fruibile da chiunque sia appassionato all’esplorazione di quelle terre di frontiera dove pensieri disciplinari diversi si incontrano e si fecondano reciprocamente”.
János Bolyai condivide con il matematico russo Nikolaj Ivanovič Lobačevskij l’onore di essere considerato uno dei fondatori della “geometria non euclidea”.
Bolyai nasce il 15 dicembre 1802 nella città ungherese di Kolozsvar (oggi Kluj, in Romania) e studia ingegneria militare al Collegio Imperiale di Vienna. È uno dei migliori studenti in tutte le materie, soprattutto in Matematica. Colto, morigerato, amante della danza e abile violinista, ha anche la fama di valente spadaccino, per i duelli sostenuti durante i lunghi anni di servizio militare alle frontiere dell’impero austro-ungarico. In questi anni, undici in tutto, affronta anche il “problema delle parallele” e sviluppa la propria teoria geometrica con una forma di ossessione che preoccupa il padre.Il successo della sua “Appendice” è duplice. Da una parte, oggi è considerata come un testo che precorre le idee moderne: una pietra miliare del pensiero scientifico e filosofico. Ma, al suo tempo, il pur lusinghiero giudizio del grande Gauss ha l’effetto di irritare e deprimere il giovane János. La scoperta di essere stato preceduto e il dubbio che Gauss voglia appropriarsi delle sue idee provocano il suo sdegno, lo inaspriscono e induriscono il suo comportamento. Congedato ancora giovane, si ritira in campagna e distrugge le copie del lavoro che gli sono rimaste. Non abbandona la matematica ma, isolato dal mondo, il suo lavoro non risulta più significativo. Nel 1848 viene a conoscenza degli articoli di Lobačevskij, che studia con attenzione. Il sospetto che Lobačevskij in realtà non esista e che il tutto sia una perfida macchinazione del solito Gauss lo getta ulteriormente nella disperazione, come riconosce apertamente in uno scritto, anche se è costretto ad ammettere la genialità di qualche dimostrazione. Isolato da tutti, con la certezza che la sua scoperta cambierà in maniera irreversibile le concezioni della Matematica, della fisica e della filosofia, ma anche con il rimpianto di non aver ricevuto sostegno dall’unica persona che poteva apprezzare il suo lavoro, János Bolyai muore di polmonite il 27 gennaio 1860.

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L’Ungheria al 10° Carnevale Internazionale dei Ragazzi della Biennale di Venezia

Posted by fidest press agency su domenica, 17 febbraio 2019

Venezia sabato 23 febbraio p.v.: ore 11.00 e ore 16.00 domenica 24 febbraio p.v.: ore 11:00 e ore 16:00 lunedì 25 febbraio p.v.: ore 9.45 e ore 12.15 Ca’ Giustinian (San Marco 1364/a)
laboratori creativi “Hack the Science a cura del Palazzo delle Meraviglie, Budapest.
Nell’ambito del programma dell’Ungheria vengono presentate da una parte attività inerenti la matematica e l’informatica attraverso l’utilizzo di una escape room “Codice svelato”, dall’altra laboratori che, tramite esperimenti spettacolari, portati direttamente dal Palazzo delle Meraviglie di Budapest, dimostreranno ai partecipanti quanto sia interessante il mondo della scienza.
Il Palazzo delle Meraviglie di Budapest è uno spazio scientifico-ludico con più di 250 giochi, 8 unità tematiche (l’Atelier della Natura, il Portico degli Scienziati, il Magnetismo, la Stazione spaziale, il Mondo della Nascita, Illusioni, la Stazione Logica ed il Meleto di Newton), 4 escape room, cinema circolare con proiezioni in 5D e 9D, e che propone tra le sue attività spettacoli scientifici nella Sala vetrata e il laboratorio degli esperimenti di Richter Gedeon.
In occasione del 10. Carnevale Internazionale dei ragazzi il Palazzo porta una selezione di tutte queste meraviglie per permettere ai visitatori di testare il proprio ingegno e conoscere il mondo che ci circonda, attraverso il gioco.

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Costituzione e sovranità nazionale: esperienza ungherese nel contesto europeo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 febbraio 2019

Roma Mercoledì 13 febbraio p.v. alle ore 18.30 presso la Sala Liszt del Palazzo Falconieri (Via Giulia, 1) si terrà la lectio magistralis Costituzione e sovranità nazionale – esperienza ungherese nel contesto europeo del Prof. Gábor Hamza, Professore ordinario dell’Università degli Studi “Eötvös Loránd” di Budapest, Facoltà di Giurisprudenza, Socio ordinario dell’Accademia Ungherese delle Scienze Esistono diversi concetti relativi all’Europa nonché all’Unione europea. Il processo della creazione di un “diritto pubblico europeo” non è in contrasto con la necessità della conservazione di importanti tratti specifici dell’identità nazionale o della sovranità nazionale degli Stati membri dell’Unione europea. Il ricco patrimonio giuridico ungherese per l’Europa è d’importanza notevole. Le costituzioni (leggi fondamentali) tra cui quelle ungheresi s’iscrivono nelle plurisecolari tradizioni europee.Ingresso gratuito.

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Stato di diritto in Ungheria: Il Parlamento europeo chiede all’UE di agire

Posted by fidest press agency su sabato, 15 settembre 2018

Il Parlamento ha chiesto a larga maggioranza agli Stati membri di determinare, ai sensi dell’articolo 7 del Trattato, se l’Ungheria rischia di violare i valori fondatori dell’UE. È la prima volta che il Parlamento europeo invita il Consiglio dell’UE ad agire contro uno Stato membro per prevenire una minaccia sistemica ai valori fondanti dell’Unione. Questi valori, sanciti dall’articolo 2 del Trattato UE e ripresi nella Carta dei diritti fondamentali dell’UE, comprendono il rispetto per la democrazia, l’uguaglianza, lo Stato di diritto e i diritti umani.
I deputati europei chiedono ai paesi dell’UE di avviare la procedura prevista all’articolo 7, paragrafo 1 del trattato UE, sottolineando che, nonostante la disponibilità delle autorità ungheresi a discutere la legalità delle misure approvate, “la situazione non è stata affrontata e permangono molte preoccupazioni”. Questa è la fase preventiva della procedura, che prevede un dialogo con il paese interessato e “mira a evitare eventuali sanzioni”. La decisione è stata approvata con 448 voti favorevoli, 197 contrari e 48 astensioni. Era necessaria una maggioranza dei due terzi sui voti espressi e un minimo di 376 voti a favore. Il Parlamento ricorda che l’adesione dell’Ungheria all’UE è stato un atto volontario basato su una decisione sovrana, con un ampio consenso tra tutti gli schieramenti politici e sottolinea che qualsiasi governo ungherese ha il dovere di eliminare il rischio di una grave violazione dei valori dell’UE. Le preoccupazioni del Parlamento si riferiscono alle seguenti questioni:
1) il funzionamento del sistema costituzionale e del sistema elettorale;
2) l’indipendenza della magistratura e di altre istituzioni e i diritti dei giudici;
3) la corruzione e i conflitti di interesse;
4) la tutela della vita privata e la protezione dei dati;
5) la libertà di espressione;
6) la libertà accademica;
7) la libertà di religione;
8) la libertà di associazione;
9) il diritto alla parità di trattamento;
10) i diritti delle persone appartenenti a minoranze, compresi i rom e gli ebrei, e la protezione dalle dichiarazioni di odio contro tali minoranze;
11) i diritti fondamentali dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati;
12) i diritti economici e sociali.
La relatrice Judith Sargentini (Verdi/ALE, NL) ha dichiarato: “Nella settimana in cui si discute lo Stato dell’Unione, il Parlamento europeo invia un messaggio importante: difendiamo i diritti di tutti gli europei, compresi i cittadini ungheresi, e difendiamo i nostri valori europei. I leader europei devono ora assumersi le proprie responsabilità e smettere di guardare dall’esterno, poiché lo Stato di diritto viene distrutto in Ungheria. Per un’Unione costruita su democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali, ciò è inaccettabile”.
La proposta di decisione del Consiglio, approvata oggi, sarà trasmessa agli Stati membri dell’UE. Questi possono, deliberando a maggioranza di quattro quinti, determinare l’esistenza di un chiaro rischio di grave violazione dei valori dell’UE in Ungheria. Il Consiglio dovrebbe prima ascoltare le opinioni delle autorità ungheresi. Ogni eventuale decisione deve ricevere il consenso del Parlamento. Gli Stati membri possono anche decidere di rivolgere raccomandazioni all’Ungheria affinché affronti la situazione di rischio.In una fase successiva, il Consiglio europeo (Capi di stato o di governo) può determinare, all’unanimità e con l’approvazione finale del Parlamento, l’esistenza in Ungheria di una grave e persistente violazione (e non più rischio) dello Stato di diritto, della democrazia e dei diritti fondamentali. Ciò potrebbe infine portare a sanzioni, come la sospensione del diritto di voto in seno al Consiglio dei Ministri.

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Serata in omaggio all’attrice ungherese Zita Perczel

Posted by fidest press agency su martedì, 15 Mag 2018

Roma Giovedì 17 maggio p.v. presso l’Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) alle ore 19.30 si terrà una Serata in omaggio alla nota attrice ungherese Zita Perczel, in occasione del centenario della sua nascita. Nell’ambito della serata verrà proiettato il film documentario “Az ismeretlen Perczel Zita/La sconosciuta Zita Perczel” (2016) di Ferenc András
(in lingua originale ed in italiano con sottotitoli in inglese), cui seguirà un dibattito con András Ferenc (regista), Judit Bárdos (critico cinematografico), Áron Sìpos (produttore) durante il quale verranno ricordate la vita e l’opera della Perczel con particolar attenzione al suo periodo romano. Come è risaputo, la nota attrice ungherese Zita Perczel, diva del cinema ungherese degli anni ’30, del periodo dei telefoni bianchi, nonché del cinema francese; nel 1964, dopo Hollywood, Parigi e Madrid si trasferì a Roma, dove visse per decenni nel quartiere Trastevere. A Roma ebbe solo pochi ruoli, tuttavia nel periodo romano riuscì a rientrare, dopo una lunga assenza, nel circuito intellettuale magiaro grazie all’Accademia d’Ungheria in Roma di cui fu un’assidua frequentatrice, nonché per via degli intellettuali ungheresi borsisti e non che all’epoca soggiornarono a Roma e che lei accolse a casa sua. Negli anni ’80 la Perczel venne riscoperta in Ungheria e fino alla sua morte avvenuta nel 1996, fece la pendolare tra la città eterna e Budapest, dove prese parte a numerosi film, di registi di un certo spessore, tra cui Márta Mészáros (Due donne un erede,1980).
L’evento organizzato dall’Accademia d’Ungheria in Roma in collaborazione con l’Accademia Ungherese delle Arti e la famiglia Perczel, alle ore 21.00 si concluderà con lo spettacolo/recital “A Meseautó magányos utasa/Il passeggero solitario della macchina da sogno” (in lingua ungherese con sottotitoli in inglese). Interprete: Ágnes Jókai, musica: Dániel Dobri.

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“I patrioti europei festeggiano la conferma di Viktor Orbán alla guida dell’Ungheria”

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 aprile 2018

“Difesa dell’identità, lotta all’islamizzazione forzata, contrasto alla speculazione finanziaria e al globalismo: è il modello che Fratelli d’Italia vuole seguire anche in Italia”. È quanto scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
Viktor Orbán conquista nuovamente la maggioranza costituzionale dei due terzi nell’Assemblea nazionale, accaparrandosi 134 seggi su 199. L’altissima affluenza alle urne a dispetto di quanti nelle opposizioni paventavano la possibilità che ne derivasse un forte partito di opposizione e il ridimensionamento del suo successo ha di fatto favorito Orbán. Il 68,8% degli elettori si è recato alle urne con oltre 5,5 milioni di elettori ovvero l’8% in più rispetto alle elezioni del 2002. L’incertezza che era stata segnalata alla vigilia del voto è stata clamorosamente smentita. Orbán ha staccato di ben 20 punti percentuali il secondo partito d’opposizione. Al terzo posto si è piazzata l’alleanza rosso-verde con il 12%.

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GastroCult Festival: L’Ungheria tra sapori e cultura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

GastroCultRoma Dal 29 al 30 settembre p.v. presso l’Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) si terrà il GastroCult Festival “L’Ungheria tra sapori e cultura”, un viaggio gastro-culturale alla scoperta dei sapori e della cultura ungheresi da mille tradizioni.Il Festival, ad ingresso gratuito, prenderà il via venerdì 29 settembre p.v. alle ore 18.00 con la presentazione e la degustazione di uno dei piatti tipici della campagna magiara, del cosiddetto spezzatino di maiale mangalica con lo slambuc (pasta con le patate, piatto tipico dei pastori), cui seguirà una degustazione di prodotti tipici ungheresi (formaggi, affettati, salcicce, lardi, marmellate, creme di verdure grigliate). Il tutto accompagnato da una selezione di vini provenienti dalla regione vitivinicola di Csopak (comune di Veszprém, lago Balaton) e musica & danza popolare dal vivo.
La serata si concluderà con la proiezione in ungherese con sottotitoli in italiano del ”gulash western ungherese”: ”Talpuk alatt fütyül a szél”(1976, ’87- The Wind is whistling under their feet) del regista György Szomjas.
Sabato 30 settembre p.v. alle ore 18.00 il pubblico potrà assistere ad una seconda degustazione di prodotti tipici ungheresi a cura dell’azienda Nánási portéka, nonché ad una degustazione di vini provenienti sempre dalla regione vitivinicola di Csopak (comune di Veszprém, lago Balaton).
Il GastroCult Festival – organizzato dall’Accademia d’Ungheria in Roma in collaborazione con il comune di Hajdúnánás, Csopak, Panyola, Mátraderecske, l’Associazione di Città e villaggi (Városok, Falvak Szövetsége) – si concluderà a suon di musica & danza popolare dal vivo.

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Procedure d’infrazione contro la Repubblica ceca, l’Ungheria e la Polonia

Posted by fidest press agency su sabato, 29 luglio 2017

europaNonostante i ripetuti inviti ad agire e l’avvio, lo scorso mese, di procedure di infrazione da parte della Commissione, i tre paesi continuano a violare i loro obblighi giuridici e trascurano gli impegni assunti nei confronti della Grecia, dell’Italia e di altri Stati membri.
Il 15 giugno 2017 la Commissione ha avviato procedure di infrazione contro la Repubblica ceca, l’Ungheria e la Polonia tramite l’invio di una lettera di costituzione in mora. Le risposte fornite non sono risultate soddisfacenti in quanto non indicavano che tali paesi avrebbero rapidamente iniziato le ricollocazioni nel loro territorio. Nessuno degli argomenti fatti valere — che si tratti della causa in corso contro il Consiglio, che non ha effetto sospensivo, della solidarietà mostrata con altri mezzi oppure delle difficoltà nell’effettuare i controlli di sicurezza — giustificano il mancato impegno a mettere a disposizione posti. Per questo motivo la Commissione ha deciso di passare alla fase successiva della procedura di infrazione. Le decisioni del Consiglio impongono agli Stati membri di impegnarsi a mettere a disposizione posti per la ricollocazione ogni tre mesi al fine di garantire una procedura di ricollocazione rapida e ordinata. L’Ungheria non ha ricollocato nessuno da quando è stato avviato il meccanismo di ricollocazione mentre la Polonia non ha effettuato alcuna ricollocazione né preso alcun impegno dal dicembre 2015. La Repubblica ceca, dal canto suo, non ha effettuato alcuna ricollocazione dall’agosto 2016 e non ha assunto nuovi impegni da oltre un anno.Il parere motivato costituisce la seconda fase della procedura di infrazione e consiste in una richiesta formale di conformarsi al diritto dell’UE, con l’invito agli Stati membri interessati a comunicare alla Commissione, entro un determinato periodo, le misure prese a tal fine. Poiché le decisioni del Consiglio sulla ricollocazione sono state adottate in risposta a una situazione di emergenza e alla luce dei ripetuti solleciti ai tre Stati membri, le autorità della Repubblica ceca, dell’Ungheria e della Polonia devono rispondere al parere motivato entro un mese, anziché entro il consueto termine di due mesi. Se non rispondono o se le osservazioni presentate nella risposta non sono soddisfacenti, la Commissione può decidere di passare alla fase successiva della procedura di infrazione e adire la Corte di giustizia dell’Unione europea.Con il meccanismo temporaneo di ricollocazione di emergenza, istituito nel settembre 2015 da due decisioni del Consiglio, gli Stati membri si sono impegnati a ricollocare le persone bisognose di protezione internazionale dall’Italia e dalla Grecia. La Commissione riferisce periodicamente sull’attuazione delle due decisioni del Consiglio tramite le relazioni periodiche sulla ricollocazione e il reinsediamento, che usa per chiedere di intraprendere le misure necessarie. Come indicato nell’odierna 14ª relazione sulla ricollocazione e il reinsediamento, il ritmo della ricollocazione è notevolmente aumentato nel 2017 e dal novembre 2016 il numero di trasferimenti è salito a oltre 1 000 al mese, con un nuovo record di oltre 3 000 trasferimenti nel giugno 2017. Al 26 luglio il numero totale di ricollocazioni è pari a 24 676 (16 803 dalla Grecia e 7 873 dall’Italia).

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Tra una guerra e l’altra. Incroci fra Italia e Ungheria: storia, letteratura, cultura, mondo delle idee (1921-1945)

Posted by fidest press agency su martedì, 13 giugno 2017

Roma Giovedì 15 Giugno 2017, ore 9:30 / 16 Giugno 2017 Dipartimento di Scienze Politiche, Sala del Consiglio – Accademia d’Ungheria in Roma, Sala Liszt Via Gabriello Chiabrera 199 – Via Giulia 1. Il convegno è organizzato dal Centro Interuniversitario di Studi Ungheresi e sull’Europa Centro – Orientale (CISUECO) in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Roma Tre (Ateneo presso cui ha sede amministrativa il CISUECO) e con l’Accademia d’Ungheria in Roma, nell’ambito dell’Accordo stipulato nel 2014 tra il CISUECO e l’ MTA BTK FI (Istituto di Filosofia del Centro ricerche di scienze umanistiche dell’Accademia ungherese delle scienze di Budapest). L’inaugurazione è prevista giovedì 15 giugno 2017, alle ore 9.30 presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Roma Tre, in presenza del Prof. Vincenzo Mannino, Pro Rettore alle Relazioni internazionali dell’Università Roma Tre, S. E. Krisztina Lakos, Incaricata d’Affari dell’Ambasciata d’Ungheria, dal Prof. István Puskás, Direttore dell’Accademia d’Ungheria in Roma, dal Prof. Roberto Ruspanti, Direttore del Centro Interuniversitario di Studi Ungheresi e sull’Europa Centro-Orientale, dal Prof. Ferenc Hörcher, Direttore dell’Istituto di Filosofia dell’Accademia Ungherese delle Scienze di Budapest e dal Prof. Francesco Guida, Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche. Il Convegno, che fa seguito a quello svoltosi a Budapest nel giugno 2015 avente per oggetto di studio la prima guerra mondiale, si propone di esaminare i rapporti italo-ungheresi dal 1921 al termine della seconda guerra mondiale (1945) analizzati in modo pluridisciplinare e interdisciplinare Il convegno, che si svolgerà in due giorni e in due sedi diverse (le sedute di giovedì 15 giugno 2017 si terranno presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi Roma Tre, mentre quelle di venerdì 16 giugno 2017 presso l’Accademia d’Ungheria in Roma), vedrà la partecipazione di numerosi studiosi provenienti sia dalle più prestigiose università italiane (Bologna, Firenze, Milano, Padova, Pontificia Università S. Tommaso d’Aquino in Urbe-Angelicum di Roma, Roma Tre, Udine, Venezia e Conservatorio di Musica Giuseppe Tartini di Trieste), che da atenei e ambiti accademici ungheresi parimenti prestigiosi (Istituto di Filosofia del Centro ricerche di scienze umanistiche dell’Accademia ungherese delle scienze, Università Cattolica Pázmány Péter di Budapest, Università ELTE di Budapest, Università di Debrecen, Museo Nazionale Ungherese di Budapest). http://host.uniroma3.it/associazioni/cisueco

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Tra una guerra e l’altra. Incroci fra Italia e Ungheria

Posted by fidest press agency su domenica, 11 giugno 2017

Accademia d'Ungheria in RomaRoma Il convegno si svolgerà in due giorni e in due sedi diverse: le sedute di giovedì 15 giugno 2017 si terranno presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi Roma TRE, mentre quelle di venerdì 16 giugno 2017 presso l’Accademia d’Ungheria in Roma.
Roma giovedì 15 giugno 2017, ore 9.30 Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Roma Tre Presenti:
Prof. Vincenzo Mannino, Pro Rettore alle Relazioni internazionali dell’Università Roma Tre
S. E. Krisztina Lakos, Incaricata d’Affari dell’Ambasciata d’Ungheria
Prof. István Puskás, Direttore dell’Accademia d’Ungheria in Roma
Prof. Roberto Ruspanti, Direttore del Centro Interuniversitario di Studi Ungheresi e sull’Europa Centro-Orientale
Prof. Ferenc Hörcher, Direttore dell’Istituto di Filosofia dell’Accademia Ungherese delle Scienze di Budapest
Prof. Francesco Guida, Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche
Lo studio di due giorni aspira ad approfondire, i rapporti italo-magiari in un periodo, quello tra le due guerre mondiali del Novecento, particolarmente intenso e tempestoso, ma non privo di importanti eventi e personalità che hanno arricchito reciprocamente la storia, la letteratura, la cultura – intesa questa nel senso più ampio del termine (linguistica, filosofia, arti visive, architettura, storia del costume, geografia, pubblicistica, ecc.) – dei due Paesi, l’Italia e l’Ungheria. A tal fine sono stati invitati all’importante simposio studiosi di diverse discipline dalle più prestigiose università italiane (Bologna, Firenze, Milano, Padova, Pontificia Università S. Tommaso d’Aquino in Urbe-Angelicum di Roma, Roma TRE, Udine, Venezia e Conservatorio di Musica Giuseppe Tartini di Trieste), nonché da atenei e ambiti accademici ungheresi parimenti prestigiosi (Istituto di Filosofia del Centro ricerche di scienze umanistiche dell’Accademia ungherese delle scienze, Università Cattolica Pázmány Péter di Budapest, Università ELTE di Budapest, Università di Debrecen, Museo Nazionale Ungherese di Budapest).

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UrbsArt è una nuova iniziativa dell’Accademia d’Ungheria in Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 aprile 2017

Roma. Prenderà il via nel pomeriggio del 20 aprile p.v. quando tre artisti ungheresi (Nikon, Weiller, Menetmen) ed altrettanti italiani di Street Art entreranno in campo davanti e dentro il Palazzo Falconieri Via Giulia, 1 con bombolette, vernice spray, adesivi artistici e stencil. Chiunque potrà aderire all’iniziativa in corso fino al 30 aprile p.v.
Venerdì 21 aprile p.v., alle ore 21.30 si proseguirà con un POETRY SLAM che prevede la partecipazione di numerosi poeti contemporanei ungheresi ed italiani, tra cui Nikolett Dékány, Kristóf Horváth, Márton Simon, Péter Závada, Giovan Bartolo Botta ed i Poeti del Crocicchio.
All’UrbsArt aderirà anche l’Univeresità ”La Sapienza” con un PROGETTO ARTISTICO inteso a studiare le interazioni tra SPAZIO – CORPO – MOVIMENTO che vedrà protagonisti studenti di architettura e giovani artisti di danza moderna.
Durante i 10 giorni dell’evento, negli spazi esterni del Palazzo Falconieri si svolgeranno dei work shop.
Le tappe della storia del fenomeno –slam in Ungheria risalgono al febbraio del 2006 che vide il primo incontro “Budapest Slam”, per poi ripetersi nell’anno successivo sotto il nome “Budapest Slam 2”.
Al secondo appuntamento presero parte anche degli slammer stranieri.
A partire dal gennaio del 2008 gli incontri di Poetry slam cominciarono ad avere luogo con una frequenza mensile presso la cantina del locale Kőleves di Budapest. Tra i primi slammer ricordiamo Katalin Mavrák (Hugee), István Matis (ld) e Zoltán Prekopács. Lo stesso anno si venne a formare Lo Slam Poetry Budapest (SPB) che analogamente agli anni precedenti scelse sempre un argomento specifico, e allo stesso tempo come novitá introdusse nell’ambito dell’Open Mic, una competizione di 10 parole, dove ogni partecipante aveva libero accesso al microfono. Considerato il grande successo degli incontri, laTilos Rádió in collaborazione con Bly Management ben presto si attivò a favore dello slam introducendo ben due trasmissioni radiofoniche, rispettivamente la “Tilos Slam” e la” Sztriit Noiz”. Nel 2012, la Slam Poetry Budapest Klub cambiò sede e si trasferì presso il locale Mika Tivadar (Kazinczy u.47.) per spostarsi successivamente presso il Kolor Bar (Kiràly u. 13) e dal giugno del 2014 presso la sede definitiva AnKert (Paulay Ede u. 33), dove il primo giovedì di ogni mese si tiene un incontro. Tappa fondamentale della storia del poetry slam in Ungheria fu la I. Competizione nazionale Poetry Slam (Országos Slam Poetry Bajnokság) presso il Teatro Trafó, per poir ripetersi con frequenza annuale. Oltre a Budapest si tengono regolarmente degli incontri anche a Pécsm Szeged, Sopron, Veszprém, Debrecen, Győr, Százhalombatta, Kecskemét. Oggi gli slammer ungheresi “ufficiali sono oltre 150. http://slampoetry.hu/slammerek/

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Situazione dei richiedenti asilo in Ungheria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 aprile 2017

Onu palaceNew York. L’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha richiesto una sospensione temporanea di tutti i trasferimenti di richiedenti asilo verso l’Ungheria, provenienti da altri Stati europei ai sensi del Regolamento di Dublino. Il Regolamento di Dublino è lo strumento utilizzato dall’Unione Europea per la determinazione dello Stato europeo competente nella valutazione della domanda di asilo.
“La situazione dei richiedenti asilo in Ungheria era già motivo di grande preoccupazione per l’UNHCR ed ora, con l’entrata in vigore della nuova legge che prevede la detenzione obbligatoria dei richiedenti asilo, è solo peggiorata,” ha dichiarato Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati. “Dato il peggioramento della situazione dei richiedenti asilo in Ungheria, chiedo agli Stati di sospendere qualsiasi trasferimento di richiedenti asilo verso il Paese, fino a quando pratiche e politiche delle autorità ungheresi non saranno in linea con il diritto europeo e internazionale”. L’Alto Commissario ha affermato che è stato “incoraggiato” dalla decisione presa dalla Commissione Europea di collaborare con le autorità ungheresi, al fine di portare la nuova legislazione ungherese e la prassi in linea con il diritto comunitario, notando però che “sono necessarie misure urgenti al fine di migliorare l’accesso all’asilo in Ungheria”.
L’UNHCR ha ripetutamente espresso preoccupazione alle autorità e all’Unione Europea per la situazione dei rifugiati e dei richiedenti asilo che arrivano in Ungheria, sottolineando che barriere fisiche e politiche restrittive hanno portato ad un sostanziale diniego dell’accesso al territorio e all’asilo. Le “misure di emergenza” adottate dall’Ungheria secondo la legge appena emendata estendono la detenzione obbligatoria ai richiedenti asilo e portano all’espulsione dal Paese di coloro che entrano irregolarmente, in violazione degli obblighi del Paese secondo il diritto internazionale.Da quando la legge è entrata in vigore il 28 marzo, i nuovi richiedenti asilo, compresi bambini, sono detenuti al confine in container circondati da alte recinzioni di filo spinato, e resteranno là per tutta la durata della procedura di asilo. Dal 7 aprile, 110 persone si trovavano in questa situazione, tra cui quattro bambini non accompagnati e alcuni bambini con le loro famiglie. “Pur riconoscendo i recenti sforzi da parte delle autorità nell’affrontare la violenza della polizia, rimaniamo molto preoccupati ricevendo notizie sconvolgenti riguardanti gravi episodi di maltrattamenti e violenza contro quanti attraversano il confine ungherese, perpetrati anche da agenti dello Stato”. Ha affermato Grandi, aggiungendo: “Queste pratiche inaccettabili devono cessare ed esorto le autorità ungheresi affinché continuino ad indagare qualsiasi denuncia di abuso e violenza”.L’UNHCR ha già presentato all’Unione Europea e agli Stati Membri una serie di proposte volte a migliorare la distribuzione delle richieste di asilo tra gli Stati Membri. L’Alto Commissario ha anche richiesto all’Unione Europea l’adozione di un sistema di asilo semplificato che permetterebbe di identificare, registrare e gestire gli arrivi in maniera più rapida ed efficiente. “Questa è la chiave per garantire accesso alla protezione a quanti ne hanno bisogno, restaurando allo stesso tempo un clima di fiducia generale.”L’Alto Commissario ha concluso affermando: “E’ importante che vengano ulteriormente migliorati sia il sistema di asilo, che le condizioni di accoglienza di molti Paesi Membri e di quelli che vogliono entrare nell’Unione Europea. Ciò contribuirà a ridurre gli arrivi irregolari e il crescente ricorso ai trafficanti. Aiuterà, inoltre, a ridurre la pressione in corso sul confine meridionale dell’Ungheria. Investire nell’integrazione di richiedenti asilo e rifugiati è parte fondamentale dell’equazione.”

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Ungheria: l’UNHCR esprime preoccupazione per le nuove leggi restrittive

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 luglio 2016

ungheriaPreoccupa secondo l’UNHCR l’aumento delle testimonianze di violenza, e il deterioramento della situazione al confine con la Serbia. “Siamo profondamente preoccupati per le ulteriori restrizioni da parte dell’Ungheria che stanno portando al respingimento di persone richiedenti asilo e per i racconti dell’uso di violenza e abusi. Queste restrizioni non sono in linea con il diritto comunitario ed internazionale e le testimonianze di violenza dovranno essere oggetto di investigazione.Il numero di rifugiati e migranti al confine tra Serbia e Ungheria ha superato le 1.400 persone, incluse persone che stavano attendendo di entrare nelle zone di transito e quelle che si trovavano nel Centro di Aiuto per Rifugiati nell’area di Subotica. La maggior parte sono donne e bambini che sono particolarmente colpiti dal deterioramento della situazione umanitaria. Gli Stati hanno l’obbligo di garantire che queste persone siano trattate in modo umano, in sicurezza e dignità, e abbiano accesso all’asilo, se desiderano.Le nuove leggi hanno esteso i controlli di confine ad un’area di 8 km all’interno del territorio ungherese, ed autorizzano la polizia ad intercettare le persone all’interno di quest’area rimandandole al di là della recinzione, spesso in aree remote senza servizi adeguati.Ai richiedenti asilo vengono poi date istruzioni di andare in una delle zone di transito lungo il confine per presentare domanda di asilo. Al momento, solamente due zone di transito sono attive, lungo il confine di 175 km tra Serbia e Ungheria, e sono quelle di Roszke e di Tompa, dove in media in un giorno sono ammessi solo 15 individui per ciascuna zona di transito. Da quando la nuova legislazione è divenuta attiva, un totale di 664 persone sono stati rimandate al di là della recinzione. Inoltre, il governo ha significativamente aumentato la sicurezza ai confini, predisponendo 10.000 soldati e ufficiali della polizia e sorveglianza con droni ed elicotteri.”

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“Ungheria: una prospettiva per l’internazionalizzazione delle imprese”

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 aprile 2016

ungheria-budapest-2Roma martedì 19 aprile 2016, ore 14.30, a Treviso, presso la sede locale dell’Ordine (Via Roma 20) il convegno “Ungheria: una prospettiva per l’internazionalizzazione delle imprese”, organizzato dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Treviso. Nell’incontro verranno illustrate le opportunità di business per le aziende italiane rappresentate da un Paese, l’Ungheria che potrebbe essere molto conveniente grazie ad una fiscalità vantaggiosa con aliquote ridotte rispetto all’Italia, ed in crescita dal punto di vista del PIL, in controtendenza se paragonata al resto dell’Europa. Anche se il mercato ungherese non ha grandi dimensioni, esistono per l’Italia prospettive di sviluppo della propria presenza nel medio e lungo termine da non trascurare, in special modo in campo manifatturiero. I vantaggi sono rappresentati indubbiamente dalla posizione geografica strategica al centro dell’Europa, dalla possibilità di godere di incentivi fiscali e dal basso costo della manodopera qualificata e istruita. Una realtà emergente, ideale per la logistica, con una base di consumatori di 10milioni di abitanti e una forza lavoro da 4milioni di persone. All’incontro interverranno, il Console Generale d’Ungheria in Italia, Judit Vilma Timaffy, l’Avv. Paolo A.D. Di Franco che approfondiranno l’economia ungherese, il quadro commerciale e societario, la tassazione delle società di capitali in loco e la prassi da seguire con gli specifici incentivi messi a disposizione delle imprese che intendono muoversi verso Budapest. Il Console Generale onorario d’Ungheria, Enrico Renzo Zoppas invece illustrerà alcuni casi di imprese che hanno avuto successo nel paese magiaro. Al termine, spazio per interventi e dibattito.

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Dall’Italia a Budapest: la mostra “Oltre” le divisioni

Posted by fidest press agency su martedì, 6 ottobre 2015

beataL’Istituto Italiano di Cultura a Budapest presenta, dall’8 all’11 ottobre, la Mostra Internazionale “Oltre” (Beyond the Foreground), organizzata nella capitale ungherese in collaborazione con l’associazione cramum e la Fondazione Giorgio Pardi e il patrocinio del Ludwig Museum di Budapest.
La Mostra “OLTRE”, inaugurata in occasione dell’Art Market Budapest 2015, è curata da Sabino Maria Frassà e accoglie 40 opere di 10 artisti italiani e 7 ungheresi, di diverse generazioni e fama (da giovani promesse ad artisti dell’attuale Biennale). Il giorno dell’inaugurazione verrà presentato il libro d’artista che completa la mostra: una pregiata edizione limitata (300 copie) lungo oltre 5 metri.
salvalaiIn un momento storico in cui l’Europa sta cercando una nuova unità realizzare un’esposizione a Budapest rappresenta un segnale forte: dall’Italia può partire la promozione dell’integrazione culturale per far nascere una “vera” Europa, al di là dei trattati e delle leggi. Per il curatore, Sabino Maria Frassà, l’esposizione cerca di accompagnare i visitatori oltre l’apparenza perché: “L’arte contemporanea non dovrebbe essere né pubblicità, né propaganda: l’artista contemporaneo non vede la luce, ma cerca di vedere nel buio. Proprio per questo l’arte oggi è la rappresentazione e il superamento dell’infinito secondo piano fatto di buio, dubbi e sfumature”.
Dalla sede dell’Istituto Italiano di Cultura a Budapest, che dal 1865 al 1902 fu la sede del Parlamento ungherese, la mostra giungerà in Italia, ad Ivrea e Roma nel 2016, grazie al Museo Garda di Ivrea e all’Accademia di Ungheria a Roma. (foto: beata, salvalai)

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Ambasciata Ungheria: smentita maltrattamenti immigrati

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 settembre 2015

ungheriaSu alcuni organi di stampa si è diffusa la notizia secondo la quale al confine croato le autorità ungheresi avrebbero caricato migranti su carri merci, senza cibo né acqua, per trasferirli al confine austriaco.Le autorità ungheresi smentiscono nel modo più assoluto questa falsa notizia, priva di ogni fondamento. Le Ferrovie dello Stato ungheresi (MAV) utilizzano esclusivamente carri adatti per il trasporto di persone, tecnicamente collaudate, mantenute e pulite regolarmente.Ogni migrante – sia legale che illegale – che arriva nel nostro Paese, riceve acqua e cibo dalla polizia o dalle organizzazioni caritative presenti in loco, e in caso di necessità, ha accesso ad assistenza medica. Prima di attraversare il confine austriaco, i migranti ricevono di nuovo assistenza da parte di organizzazioni umanitarie, tra cui il Servizio di Carità Ecumenica, la Croce Rossa Ungherese ed il Servizio di Carità Ungherese dell’Ordine di Malta.Bufale del genere, purtroppo, non contribuiscono a un’informazione corretta al servizio dei cittadini, quindi la nostra Ambasciata esprime un forte richiamo verso ogni organo di stampa affinché siano verificate le fonti delle notizie prima che vi sia il rischio di divulgare storie false, e perché siano corrette al più presto le falsità già pubblicate. A questo riguardo, l’Ambasciata resta a disposizione per ogni tipo di verifica o chiarimento.

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Immigrati e chi fa rispettare le leggi. Ma l’obbedienza e’ solo una virtu’?

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2015

ungheria-budapest-2Le immagini che giungono dall’Ungheria sono epocali: reti di metallo e filo spinato per impedire che alcuni esseri umani possano trovare rifugio dalla malvagita’, dall’arroganza, dalla sete di potere, dal fanatismo, dall’incapacita’ di altrettanti esseri umani. Niente di nuovo. La storia e’ piena di vicende del genere. Solo che, a differenza dei secoli passati, oggi ci sono i media, c’e’ la Rete, c’e’ l’informazione in tempo reale e a 360 gradi. Prima si veniva a sapere quel che accadeva solo dopo mesi e anni, coi particolari narrati in qualche libro di qualche tenace e attento osservatore. Oggi e’ tutto immediato. Meglio cosi’? Credo di si’, anche perche’ mi stava stretto il passato e non so cosa potra’ essere in futuro… E quel che piu’ colpisce, a parte alcune isolate e “tagliate” voci che trovano poco spazio sui media, e’ quella sorta di compattezza che le istituzioni ungheresi sembrano presentare nell’assecondare le scelte del governo in carica. Istituzioni in cui includo anche i cosiddetti servitori delle stesse: autorità intermedie, amministrative, fino ai poliziotti.
Fin da bambino (sono nato nel 1953), quando piano piano mi sono reso conto cosa aveva significato il nazismo, avendo avuto la fortuna di aver sviluppato un alto senso civico, quello che piu’ mi lasciava “di stucco” era come mai tanti uomini e donne avessero potuto partecipare al tentativo di affermazione di quella ideologia. E restavo attonito quando ascoltavo e mi capitava di frequentare i cosiddetti fascisti locali che, al di la’ delle macchiette che avrebbero rimpianto qualunque cosa fosse appartenuto alla loro gioventu’, non facevano tagli netti con il pensiero e la pratica dei nazisti. Leggevo libri di storia, vedevo film, ascoltavo le storie vive di chi aveva partecipato alla seconda guerra mondiale (tra cui anche mio padre) e anche alcune mitizzazioni della cosiddetta guerra partigiana su cui -forse per fortuna e intuizione- ci facevo gia’ allora la tara. La mia centralita’ era l’essere umano, con un approccio che, andando avanti col tempo, era sempre meno confessionale. Come poteva un essere umano, figlio di un padre e di una madre, nipote di nonni, marito di donne che adoravano e con cui si riproducevano, amanti della musica e del vivere cordiale, obbedire ad ordini cosi’ raccapriccianti? Certo -mi rispondevo- chi fa il soldato o il servitore dello Stato ha come prioritario scopo l’obbedire, non importa a cosa: obbedire. E quante volte l’ho sentito da parte dei soldati di questo o quell’altro esercito (non necessariamente in armi). Non era un qualche pensatore dell’antica Roma che aveva esplicitato una frase che ancora oggi (pur -per fortuna- in modo diverso) viene ancora usata: dura lex, sed lex? Ma questo non mi convinceva mai, perche’ lo associavo all’altro detto latino medievale “mors tua vita mea”, che mi evocava (e mi evoca) barbarie e incivilta’. Da qui quanto evocato nel titolo di queste righe -l’obbedienza e’ solo una virtu’?-, grazie all’applicazione del quale, da parte di uomini e donne anche coraggiosi, in Italia e non solo abbiamo raggiunto livelli di civilta’ umana e giuridica in tempi che per velocita’ la storia ci aveva insegnato essere impensabili. E di muri, a partire da quello della Cina e d quello di Berlino, ne sono caduti, anche se altri, oltre a quello ungherese, ne sono stati costruiti.
Torniamo all’Ungheria. Dover parlare di nazismo et similia non e’ opportuno, e sarebbe fuorviante. Mentre mi sembra opportuno ricordare quei principi civici e umani che ispirano noi bipedi silenti; principi che, nella mia fattispecie, mi si sono formati come ho descritto sopra e, di conseguenza, non posso non evocarli per capire il presente e pormi alcune domande. Che sono:
Ma un poliziotto ungherese, come si sente quando pattuglia le reti e i reticolati con dall’altra parte persone che chiedono aiuto? Possibile che esiste solo il senso del dovere, lo stipendio a fine mese che probabilmente servira’ anche a dar da vivere a dei pargoli? Certo, se erano rarissimi i tedeschi che a meta’ del secolo scorso avevano avuto qualcosa da ridire sul nazismo, perche’ stupirsi? Sembra non siamo serviti quasi cento anni trascorsi, con l’umano che e’ andato sulla Luna, con quasi ovunque tutti gli esseri umani che hanno uguali diritti e doveri, anche se si continua a morire di fame ed e’ sopraggiunto l’avvelenamento da incuria, distruzione e avvelenamento ambientale. Ma i poliziotti ungheresi sono li’, a qualche centinaio di chilometri nelle nostre case, il loro governo fa parte integrante dell’Unione Europea, sulla loro pelle hanno vissuto tragedie note a tutti…. eppure, indefessi, vivono la loro obbedienza come una virtu’. Forse hanno dei mal di stomaco bincredibili quando fanno le loro pattuglie di fronte ai disperati che fuggono da guerra, fame e disperazione, ma probabilmente faranno buon uso di efficaci antidolorifici (premi sugli stipendi?). Sono fatto male io? Mi manca il senso dello Stato? Sono una persona “tutto diritti” e “niente doveri”? Non lo so. Comunque provo molto, ma proprio molto disagio che, piu’ si va avanti, si trasforma in arrabbiatura per meglio esserci, per invitare a disobbedire. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Europa: Dibattito sull’Ungheria

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 Mag 2015

parlamento europeoParlamento europeo. Martedì pomeriggio, i deputati discuteranno la situazione in Ungheria con il Vicepresidente della Commissione Frans Timmermans. Il dibattito si è reso necessario in seguito alle osservazioni del Primo Ministro ungherese, Viktor Orbán, sulla possibilità di ripristinare la pena di morte in Ungheria e alla consultazione pubblica, varata dal governo ungherese, sull’immigrazione.Giovedì 7 maggio, la commissione per le libertà civili ha tenuto un dibattito sui possibili effetti sugli Stati membri della decisione di reintrodurre la pena di morte, inclusi quelli che riguardano i propri diritti e lo status di Stato membro. Il dibattito è stato richiesto dalla Conferenza dei Presidenti – decisione del 30 aprile – che ha chiesto alla commissione per le libertà civili di esaminare la questione “come una questione di urgenza”. Dibattito: martedì 19 maggio

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