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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

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UNICEF/Inquinamento: in Francia 3 bambini su 4 respirano aria inquinata

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 aprile 2019

Secondo un rapporto lanciato dall’UNICEF Francia, più di 3 bambini su 4 in Francia respirano aria tossica. I bambini sono i primi ad essere colpiti dall’inquinamento, soprattutto a causa dello sviluppo ancora non completo dei loro organismi e della loro frequenza respiratoria (una volta e mezzo maggiore rispetto a quella degli adulti). Un gran numero di patologie che si originano durante l’infanzia e persino durante lo stadio fetale (asma, allergie, eczemi, sindromi depressive, diabete, obesità…) sono direttamente legate all’inquinamento atmosferico. Il rapporto “Pour chaque enfant, un air pur ! Les effets de la pollution de l’air en ville sur les enfants” (“Per ogni bambino un’aria pura! Gli effetti dell’inquinamento atmosferico in città sui bambini”), realizzato dall’UNICEF Francia in collaborazione con WWF Francia, Réseau Action Climat e Respire, ricorda che la principale fonte d’inquinamento atmosferico nelle nostre città è il traffico stradale, a cui è legato il 63% delle emissioni di ossido di azoto. Pertanto, vivere in prossimità di collegamenti stradali a forte densità provocherebbe dal 15 al 30% dei nuovi casi d’asma nei bambini.Inoltre, la maggior parte dei luoghi in cui si riuniscono i bambini si trovano in prossimità di assi stradali, quindi la loro esposizione a un’aria inquinata è accentuata. A Parigi, un istituto scolastico su quattro si trova in un luogo costantemente al di sopra delle normative europee, succede la stessa cosa negli stadi, nei parchi e in altre infrastrutture sportive.L’UNICEF Francia e i suoi partner propongono delle raccomandazioni concrete per invertire questa tendenza:
Estendere le zone a bassa emissione nelle città, soprattutto vicino a luoghi che ospitano gruppi vulnerabili (asili nido, scuole, ospedali…), per ridurre progressivamente la presenza di automobili a benzina e a diesel e favorire l’aumento di motori a emissioni minori;
Supportare e sostenere finanziariamente le collettività e i consumatori per sviluppare soluzioni di mobilità più pulite (camminare, usare la bicicletta, trasporti pubblici, passaggi in auto…) e in questo modo uscire dalla dipendenza da un uso individuale dell’automobile;
Sensibilizzare maggiormente la popolazione sui rischi dell’inquinamento dell’aria per la salute dei bambini. In effetti, diversi studi dimostrano che la riduzione del traffico stradale e un cambiamento delle politiche di mobilità a livello locale e nazionale hanno un effetto diretto sul miglioramento della salute, della qualità della vita, della riduzione dei ricoveri ospedalieri e dell’incidenza di malattie.Di fronte all’urgenza sanitaria dell’esposizione di tutti, in particolare dei bambini, all’inquinamento atmosferico, è giunto il momento di modificare i nostri modelli di vita cittadini per rendere l’aria delle città respirabile.

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UNICEF/povertà educativa

Posted by fidest press agency su domenica, 31 marzo 2019

Proseguono le attività del progetto ‘Lost in education’ rivolto a 4.500 ragazzi e ragazze, 900 famiglie, 600 docenti e 255 attori sociali per il contrasto alla povertà educativa minorile. Il progetto, sostenuto da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, che vede l’UNICEF Italia come capofila in collaborazione con Arciragazzi (Nazionale, Sicilia, Liguria, Lazio, Lombardia, Taranto) e con ARCI Liguria, sarà realizzato in 20 scuole secondarie di primo e secondo grado (13 Istituti Comprensivi e 7 Scuole Superiori) di 7 regioni in Italia (Lazio, Lombardia, Sicilia, Puglia, Liguria, Sardegna, Friuli Venezia Giulia) e ha l’obiettivo di rendere questi ragazzi e ragazze, insieme con i loro genitori e insegnanti, consapevoli del cambiamento che possono operare nella società diventando essi stessi “pontieri” tra scuole e altri attori della comunità educante.
La povertà educativa lede il diritto dei bambini e dei ragazzi ad avere una educazione di qualità: la realizzazione delle piene potenzialità dei minorenni è un “bene comune” e ne sono tutti responsabili. Si tratta di lavorare perché la comunità diventi educante, partendo dalle risorse di un luogo, sia in termini di servizi disponibili che di capitale sociale e umano.
In questi giorni a Roma, si svolge il workshop per docenti e operatori “Costruire comunità educanti, insieme!”, introdotto dal Presidente dell’UNICEF Italia Francesco Samengo e dal Coordinatore delle attività istituzionali dell’Impresa sociale Con i Bambini, Alessandro Martina, alla presenza di Camillo Cantelli, Presidente nazionale Arciragazzi.. In questa occasione viene lanciata una video animazione per spiegare ai ragazzi e alle ragazze l’importanza del loro ruolo per costruire insieme ai loro genitori, insegnanti e attori sociali, comunità più inclusive e eque.Nel corso del progetto, inoltre, saranno attivati 7 tavoli di partecipazione attiva (1 per regione) per valorizzare il capitale educativo emerso nella comunità con la prima azione di mappatura; si procederà ad attivare laboratori misti di studenti, docenti, famiglie e attori della comunità con la finalità di costruire ambienti sicuri in cui i ragazzi possano sviluppare le proprie capacità e avviare percorsi territoriali di co-progettazione verso una comunità che si attesta come educante.
Le scuole inserite nel progetto sono: I.C. M. Novaro Imperia; I.C. Taggia; I. I. S. ” E. Ruffini; D. Aicardi” Taggia; I. C. “Andrea Doria” Vallecrosia; I.C. “Roccagorga- Maenza” Latina; I.I.S. “San Benedetto” Latina; I.C. “Novara di Sicilia” Messina; I.I.S. “Il Tagliamento” Spilimbergo; I.C. “Uruguay” Roma; I.I.S. “N. Pellegrini” Sassari; I.C. “Acanfora Dante” Taranto; I.C. ” C. G. Viola” Taranto; I.T.C. ” G. Garibaldi” Marsala; I.C. ” Sturzo-Sappusi” Marsala; I.C. ” L.Pirandello” Mazara del Vallo; I.C. ” Su Planu” Selargius; I.S. ” Einaudi-Casaregis-Galilei” Genova; I.C. Arenzano; I.C. Busalla – Mignanego.
Il progetto, della durata di 38 mesi, è tra i 17 progetti multiregionali approvati da Con i Bambini – impresa sociale cui è affidata l’operatività del Fondo per il contrasto alla povertà educativa – attraverso il Bando Adolescenza (11-17 anni). La valutazione di impatto del progetto sarà realizzata dall’ Università degli Studi di Sassari – Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali (Laboratorio FOIST per le Politiche Sociali e i Processi Formativi).

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UNICEF: torna l’Orchidea (30-31/3) in 2.400 piazze con 11 mila volontari

Posted by fidest press agency su sabato, 23 marzo 2019

I prossimi 30 e 31 marzo, l’UNICEF torna – con la partecipazione di 11.000 volontari – in oltre 2.400 piazze di tutta Italia con l’iniziativa dell’Orchidea, a sostegno della campagna “Ogni bambino è vita” per salvare i bambini colpiti da malnutrizione, che è co-responsabile ogni anno della morte di circa 3 milioni di bambini. Per il suo decimo compleanno l’orchidea si moltiplica: a fronte di un contributo minimo sarà possibile scegliere tra quattro tonalità di colore disponibili.Testimonial dell’iniziativa sarà lo storico Ambasciatore dell’UNICEF Italia Lino Banfi.
“Ritornare a casa con un’orchidea UNICEF vuol dire aiutare un bambino a sopravvivere. Nell’arco di questi 10 anni, grazie al sostegno di tante persone abbiamo raccolto 13 milioni di euro che hanno salvato le vite di tanti di bambini in tutto il mondo” – ha dichiarato Francesco Samengo, Presidente dell’UNICEF Italia. “Ringrazio i volontari UNICEF per il loro profondo e costante impegno e invito tutti a venirci a trovare in piazza, insieme continueremo ad aiutare tanti bambini che nel mondo rischiano la vita.”Scegliendo l’orchidea UNICEF, per esempio, con un contributo di 15 euro, i bambini potranno ricevere:
30 bustine di latte terapeutico utili per salvare le vite di 6 neonati colpiti da malnutrizione acuta;
750 compresse a base di cloro per potabilizzare 1.500 litri d’acqua;
180 dosi di vaccino antipolio per garantire copertura vaccinale completa a 40 bambini;
900 bustine di integratore alimentare;
15 stetoscopi fetali per la cura e diagnosi prenatale.
Tra le 2.400 piazze di tutta Italia, sarà possibile scegliere un’Orchidea anche a Piazza del Popolo a Roma nel corso di “UNICEF Generation”, una tre giorni (29-31/3) di incontri, dibattiti, iniziative aperta a tutti per confrontarsi sui diritti dei bambini e il loro futuro a 30 anni dall’approvazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

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Piano vaccinazioni dell’Unicef e della Mezza luna Rossa Araba Siriana

Posted by fidest press agency su domenica, 17 febbraio 2019

Il personale per le vaccinazioni supportato dall’UNICEF è riuscito a vaccinare migliaia di bambini durante una missione di 9 giorni negli accampamenti remoti di fortuna a Rukban, in Siria, al confine con la Giordania, in cui vivono oltre 40.000 persone – la maggior parte donne e bambini.La missione congiunta UNICEF e Mezzaluna Rossa Araba Siriana a Rukban rappresenta la più grande consegna di aiuti umanitari in Siria nel corso degli otto anni di crisi. 30 dei 118 camion del convoglio portavano aiuti salvavita dell’UNICEF per i bambini, fra cui kit sanitari e per la nutrizione per 20.000 bambini e madri, kit igienici per oltre 40.000 persone, kit didattici e ricreativi, fra cui libri scolastici, cancelleria e zaini per oltre 8.000 bambini.
“I bambini a Rukban e in altre aree difficili da raggiungere della Siria stanno ancora combattendo per la loro stessa sopravvivenza e hanno bisogno di assistenza umanitaria immediata prima che sia troppo tardi”, ha dichiarato il Direttore Generale dell’UNICEF Henrietta Fore, che ha visitato la Siria a dicembre dello scorso anno. “Quest’ultimo convoglio umanitario ci ha permesso di portare aiuti di cui c’era un bisogno disperato ad alcuni dei bambini e delle famiglie più vulnerabili. Pur essendo questo un passo nella giusta direzione, continuiamo a chiedere a tutte le parti di garantirci un accesso regolare, prolungato e senza condizioni a beneficio di tutti i bambini in Siria”.L’accesso a servizi sanitari nell’area è estremamente limitato: non ci sono medici certificati e solo poche cliniche mal equipaggiate. Da dicembre dell’anno scorso, almeno 8 bambini, la maggior parte dei quali neonati, sono morti nei campi a causa delle temperature gelide e la mancanza di assistenza medica.“I mesi invernali sono stati incredibilmente duri per le madri e i bambini a Rukban. La loro salute è indebolita da una scarsa nutrizione e condizioni di vita estremamente difficili”, ha dichiarato Fran Equiza, rappresentante dell’UNICEF in Siria, che ha accompagnato il convoglio. “Senza accesso a strutture mediche adeguate e a personale medico qualificato, una semplice complicazione durante il parto potrebbe essere fatale per le madri o i loro bambini”.Circa 3.000 bambini in età scolastica a Rukban non frequentano la scuola a causa di classi sovraffollate, mancanza di insegnanti qualificati e condizioni finanziarie difficili. Con opportunità di guadagno estremamente limitate, la tassa scolastica mensile di 2.000 lire siriane (3,5 dollari) è troppo cara per moltissime famiglie.I genitori e i bambini nei campi di fortuna hanno espresso molte preoccupazioni per quanto riguarda la protezione, fra cui il lavoro minorile, i matrimoni precoci, la violenza contro i bambini e la paura di violenza contro le ragazze e le donne.Il convoglio di questa settimana rappresenta un passo positivo, ma l’UNICEF continua a chiedere a tutte le parti di fornire accesso prolungato e senza condizioni a tutti i bambini in Siria. Tutte le parti in conflitto hanno l’obbligo e la responsabilità di facilitare l’accesso umanitario per raggiungere i bambini che ne hanno bisogno ovunque siano nel paese e a prescindere da chi controlla l’area in cui vivono.
L’UNICEF, con le agenzie delle Nazioni Unite in Siria, continua a chiedere soluzioni sicure, volontarie e a lungo termine per aiutare le famiglie a Rukban, anche facilitando il ritorno volontario alle loro case o in un luogo a loro scelta in sicurezza e con dignità.

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UNICEF: 41 milioni di bambini in 59 paesi colpiti da conflitti o disastri

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 gennaio 2019

L’UNICEF ha lanciato oggi il nuovo Rapporto sull’intervento umanitario, che contiene gli appelli e gli impegni per il 2019 per fornire a 41 milioni di bambini in 59 paesi nel mondo accesso ad acqua sicura, nutrizione, istruzione, salute e protezione; per supportare il suo lavoro per i bambini in contesti di crisi umanitarie l’UNICEF chiede 3,9 miliardi di dollari di fondi necessari per il 2019. L’UNICEF stima che più di 34 milioni di bambini vivono in situazioni di conflitto e disastri senza accesso a servizi di protezione dell’infanzia, fra cui 6,6 milioni di bambini in Yemen, 5,5 milioni in Siria e 4 milioni in Repubblica Democratica del Congo. I cinque più grandi appelli riguardano i rifugiati siriani e le comunità ospitanti in Egitto, Giordania, Libano, Iraq e Turchia (904 milioni di dollari); Yemen (542,3 milioni di dollari); Repubblica democratica del Congo (326,1 milioni di dollari); Siria (319,8 milioni di dollari) e Sud Sudan (179,2 milioni di dollari).Milioni di bambini che vivono in paesi colpiti da conflitti e disastri non hanno accesso a servizi di protezione vitali per i bambini, mettendo a rischio la loro sicurezza, il loro benessere e il loro futuro: per i programmi di protezione dell’infanzia sono necessari 385 milioni di dollari dell’appello generale, compresi anche circa 121 milioni di dollari per i servizi di protezione per i bambini colpiti dalla crisi in Siria.I servizi di protezione dell’infanzia includono tutte quelle azioni per prevenire e rispondere ad abusi, abbandono, sfruttamento, traumi e violenza. L’UNICEF lavora anche per assicurare che la protezione dei bambini sia centrale in tutte le altre aree dei suoi programmi di intervento umanitario, che comprendono acqua e servizi igienico-sanitari, istruzione e altre aree di lavoro quali l’identificazione, l’attenuazione e la risposta ai potenziali pericoli per la salute e il benessere dei bambini.Tuttavia, i finanziamenti limitati e altre sfide come il crescente disinteresse delle parti in guerra per il diritto internazionale umanitario e il diniego dell’accesso umanitario rappresentano una significativa limitazione alla capacità delle agenzie per gli aiuti di proteggere i bambini. In Repubblica Democratica del Congo, ad esempio, l’UNICEF ha ricevuto solo un terzo dei 21 milioni di dollari richiesti per i programmi di protezione dei bambini nel 2018, mentre circa un quinto dei fondi per la protezione dei bambini in Siria non è stato ricevuto.Nel 2019 ricorre il 30° anniversario della ratifica della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza e il 70° anniversario della Convenzione di Ginevra, ma, oggi più che in qualsiasi altro momento degli ultimi 30 anni, molti paesi sono coinvolti in conflitti interni o internazionali, minacciando la sicurezza e il benessere di milioni di bambini.L’appello dell’UNICEF viene lanciato a un mese da quando l’agenzia ha dichiarato che il mondo non sta proteggendo i bambini che vivono in conflitto, con conseguenze catastrofiche. I bambini che sono continuamente esposti a violenze o conflitto, in particolare in giovane età, rischiano di vivere in uno stato di stress tossico – una condizione che, senza il giusto sostegno, può portare a conseguenze negative per tutta la vita sul loro sviluppo cognitivo, sociale ed emotivo. Molti bambini colpiti da guerra, sfollamenti e altri eventi traumatizzanti come violenza sessuale e di genere, richiedono assistenza specializzata per essere aiutati ad affrontare e superare questi traumi.

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UNICEF sulla situazione in Venezuela

Posted by fidest press agency su martedì, 29 gennaio 2019

“L’UNICEF deplora e condanna la perdita di vite umane, compresa la morte di adolescenti, durante le recenti manifestazioni in Venezuela, ed esprime le sue condoglianze alle loro famiglie.L’UNICEF rinnova il suo appello ai manifestanti e alle forze dell’ordine ad evitare la violenza e a garantire la protezione dei bambini e degli adolescenti ovunque e in ogni momento.Gli adolescenti che secondo le notizie sono stati arrestati dovrebbero essere trattati in linea con la Convenzione sui diritti dell’infanzia – che il Venezuela ha ratificato – per garantire che i loro diritti siano rispettati.L’UNICEF ricorda l’appello del Segretario Generale delle Nazioni Unite a tutti gli attori ad impegnarsi in negoziati politici inclusivi e credibili per affrontare la crisi di lunga data del paese.L’UNICEF continuerà a collaborare con i partner nazionali e la comunità internazionale per proteggere e difendere i diritti dei bambini in Venezuela.”

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UNICEF/Bullismo, concorso per nuovo contest di fumetti: vince “Cipta”

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 gennaio 2019

cipta unicefRizka Raisa Fatimah Ramli è la studentessa di 17 anni di Makassar, Indonesia, che ha vinto il contest di fumetti internazionale “School Superhero Comic Contest” dell’UNICEF e della Comics Uniting Nations con la creazione di un personaggio che aiuta i bambini e i giovani a proteggersi dalle violenze a scuola e fuori.“Cipta” – nome del personaggio – è un supereroe immaginario che dà ai bambini un taccuino per disegnare oggetti che a loro volta prendono vita e fermano violenze e bullismo.
“Ho creato ‘Cipta’ per portare attenzione sulle violenze e sul bullismo che i bambini in Indonesia e nel mondo affrontano ogni giorno”, ha dichiarato Rizka Raisa Fatimah Ramli. “Attraverso il disegno, sento che il mio personaggio è vivo e posso avere controllo sui bulli. Spero di poter ispirare molte persone, soprattutto bambini, a raccontare le loro storie e, se non possono direttamente, a farlo attraverso il disegno.”Il contest di fumetti, lanciato dall’UNICEF e Comics Uniting Nations a ottobre 2018, chiedeva ai bambini e ai giovani di creare un supereroe dei fumetti che sconfiggesse “Silenzio” – un personaggio soprannaturale che usa il suo potere sui bambini perché non denuncino e agiscano contro la violenza a scuola e fuori. Sono arrivate circa 3.600 adesioni da giovani di oltre 130 paesi e più di 23.000 voti attraverso il sito web del contest per determinare il vincitore.Rizka adesso collaborerà con una squadra di professionisti per produrre un fumetto su “Cipta”. Il suo fumetto sarà presentato ai Leader del Mondo al Forum Politico di Alto livello sullo Sviluppo Sostenibile che si terrà a luglio 2019 alle Nazioni Unite, e sarà distribuito nelle scuole e ai bambini in tutto il mondo.“Il numero delle straordinarie adesioni ricevute rappresenta un grande messaggio da parte dei bambini e dei giovani che vogliono rompere il silenzio sulle violenze e sul bullismo a scuola,” ha dichiarato Paloma Escudero, Direttore della Comunicazione dell’UNICEF. “Congratulazioni a Rizka per la sua vittoria che ispirerà migliaia di studenti a denunciare e aiutare a porre fine alle violenze a scuola e fuori”.Dagli scontri fisici e il bullismo, alle molestie sessuali e punizioni fisiche, la violenza a scuola e fuori può avere conseguenze devastanti e di lungo periodo sulle vite dei bambini. Il contest di fumetti internazionale è stato ideato per incoraggiare i bambini e i giovani ad essere parte della campagna globale dell’UNICEF #ENDviolence con attività nelle scuole attraverso un mezzo innovativo come il fumetto. (foto cipta copyright unicef)

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UNICEF: il primo giorno dell’anno sono nati nel mondo oltre 395.000 bambini, 1.335 in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 gennaio 2019

Secondo l’UNICEF, ieri sono nati nel mondo circa 395.072 bambini. Di questi, un quarto solo in Asia Meridionale; in Italia ne nasceranno circa 1.335. Nelle città di tutto il mondo, si festeggia non solo l’anno nuovo, ma anche i cittadini più nuovi e più piccoli. Allo scoccare della mezzanotte, Sydney darà il benvenuto a circa 168 bambini, Tokyo a 310, Pechino a 605, Madrid a 166, Roma a 89 e New York a 317.Le isole Fiji, nel Pacifico, molto probabilmente hanno accolto il primo bambino nato nel 2019, gli Stati Uniti accoglieranno l’ultimo. A livello mondiale, oltre la metà di queste nascite dovrebbe avvenire in 8 paesi: in India 69.944; in Cina 44.940; in Nigeria 25.685; in Pakistan 15.112; in Indonesia 13.256; negli Stati Uniti d’America 11.086; nella Repubblica Democratica del Congo 10.053; in Bangladesh 8.428.In tutto il mondo, oggi, le famiglie daranno il benvenuto a moltissimi Alexanders e Ayeshas, Zixuans e Zainabs. I nomi più utilizzati in Italia saranno Sofia, Aurora, Leonardo, Alessandro e Lorenzo. Ma in diversi paesi molti bambini non riceveranno nemmeno un nome, visto che non supereranno il loro primo giorno di vita.Nel 2017, circa 1 milione di bambini sono morti il giorno in cui sono nati, e 2,5 milioni nel loro primo mese di vita. Fra questi bambini, la maggior parte sono morti per cause prevenibili, come nascita prematura, complicanze durante il parto e infezioni come sepsi e polmonite, una violazione del loro diritto fondamentale alla sopravvivenza. Mentre un bambino nato in Italia nel 2019 vivrà probabilmente fino al 2103 – la prospettiva di vita più lunga al mondo con Spagna, Giappone e Svizzera –, un bambino nato in Sierra Leone potrebbe vivere fino al 2072.“In questo inizio d’anno, impegniamoci a realizzare tutti i diritti di ogni bambino, a partire dal diritto alla sopravvivenza”, ha dichiarato Francesco Samengo, Presidente dell’UNICEF Italia. “Se facciamo degli investimenti per formare e dotare gli operatori sanitari locali di attrezzature, in modo che ogni neonato nasca in mani sicure, possiamo salvare milioni di bambini”.
Il 2019 segnerà anche il 30esimo anniversario dell’adozione della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, che l’UNICEF ricorderà con eventi globali durante tutto l’anno. Ratificando la Convenzione, i governi si sono impegnati, fra le altre cose, a prendere delle misure per salvare ogni bambino, fornendo assistenza sanitaria di buona qualità.Nei tre decenni passati, il mondo ha assistito a notevoli progressi per la sopravvivenza infantile: il numero di bambini nel mondo che sono morti prima di compiere cinque anni è più che dimezzato. Ma i progressi sono stati più lenti per i neonati: i bambini che muoiono nel primo mese costituiscono il 47% di tutte le morti dei bambini sotto i cinque anni.La campagna dell’UNICEF, Every Child Alive-OGNI BAMBINO E’ VITA, chiede investimenti immediati per portare assistenza sanitaria di qualità, a un prezzo accessibile, a ogni madre e neonato. Ciò include una fornitura costante di acqua pulita ed elettricità alle strutture sanitarie, la presenza di operatori sanitari qualificati durante il parto, sufficienti provviste e medicine per prevenire e curare complicanze durante la gravidanza, il parto e la nascita, e ragazze adolescenti e donne preparate a chiedere una migliore qualità dei servizi sanitari.

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L’impegno dell’UNICEF per combattere la malnutrizione

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 dicembre 2018

Nel mondo oltre 200 milioni di bambini soffrono di una qualche forma di malnutrizione. Secondo gli ultimi dati sono circa 151 milioni i bambini affetti da malnutrizione cronica, 50,5 sono colpiti da malnutrizione acuta. Nel 2017, la malnutrizione è stata concausa di circa 3 milioni di decessi infantili. Africa e Asia sopportano il peso maggiore delle diverse forme di malnutrizione: nel 2017, il 55% dei bambini affetti da malnutrizione cronica viveva in Asia, il 39% in Africa; il 69% di quelli con malnutrizione acuta si trovava in Asia, il 27% in Africa: questi i principali dati del nuovo rapporto dell’UNICEF “Diamogli peso: l’impegno dell’UNICEF per combattere la malnutrizione”, lanciato oggi.
Altrettanto preoccupanti i dati sull’obesità dei bambini, visto che da più di 15 anni non si registrano progressi nell’arginare la crescita del tasso di sovrappeso: nel 2017, 38,3 milioni di bambini sotto i 5 anni risultavano in sovrappeso, 8 milioni in più rispetto ai 30,1 milioni del 2000. Nel 2017, il 5,6% della popolazione infantile mondiale sotto i 5 anni risultava sovrappeso. In Europa 1 bambino su 3 è in sovrappeso. In Italia la percentuale di bambini e adolescenti obesi è aumentata di quasi 3 volte nel 2016 rispetto al 1975.
L’obesità infantile in Italia non è dovuta soltanto ad una cattiva alimentazione (eccesso anche in età infantile di consumo di zuccheri e di grassi), ma anche ad uno stile di vita spesso troppo sedentario. Secondo gli ultimi dati ISTAT la quota dei bambini sedentari è molto alta nella fascia di età 3-5 anni (48,8%) diminuisce nelle fasce di età successive, ma inizia a risalire e a mantenersi alta a partire dalla fascia di età 18 – 19 anni (20,8%).
I disturbi del comportamento alimentare sono patologie di estrema potenziale gravità anche per l’alto tasso di complicanze/comorbidità mediche e psichiatriche. A livello internazionale, nei soggetti di età compresa tra i 9 e i 14 anni, il 7,1% dei maschi e il 13,4% delle femmine presenta un comportamento alimentare disturbato. I disturbi del comportamento alimentare si presentano con maggior frequenza nei paesi industrializzati e ad alto reddito.“Quando si parla di malnutrizione il nostro immaginario ci porta direttamente a situazioni legate ai paesi più poveri”, ha dichiarato Francesco Samengo, Presidente dell’UNICEF Italia – Infatti, uno dei maggiori problemi per l’infanzia nel mondo è quello dei bambini malnutriti a causa della sotto-alimentazione. Tuttavia, malnutrizione non significa solo non avere da mangiare a sufficienza, ma anche mangiare in modo errato o malsano. Per questo, attraverso questo rapporto, vogliamo mettere in luce anche il problema dell’obesità infantile che sta assumendo le caratteristiche di una vera e propria epidemia. Infine, grazie al contributo di esperti, vogliamo presentare altri due aspetti legati alla questione della cattiva alimentazione, in particolare nel nostro paese. Il primo è quello della sicurezza alimentare: anche in Italia bambini e bambine che vivono nei nuclei familiari più poveri non hanno accesso a fonti di cibo sicure e sufficienti. Il secondo è quello dei disordini alimentari, che porta alla luce una forma crescente di disagio tra gli adolescenti e presta il fianco ad una serie di altre problematiche quali quelle del bullismo legato all’immagine fisica”, ha concluso il Presidente dell’UNICEF Italia.

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UNICEF lancia concorso per nuovo contest di fumetti contro violenza nelle scuole

Posted by fidest press agency su martedì, 9 ottobre 2018

L’UNICEF e il Comics Uniting Nations invitano i bambini e i giovani a sconfiggere il più grande supercattivo – Silenzio – per aiutare a porre fine alla violenza nelle scuole e fuori.
Silenzio – un personaggio con poteri soprannaturali che impedisce ai bambini di parlare e agire contro la violenza nelle scuole e fuori – è stato presentato questa settimana al Comic Con di New York per lanciare “School SuperHero Comic Contest”, il contest di fumetti sui supereroi dell’UNICEF e del Comics Uniting Nations. I bambini e i giovani fino a 25 anni sono invitati a ideare il loro supereroe che sconfiggerà Silenzio e aiuterà i bambini a stare al sicuro a scuola.“Non ci dovrebbe essere spazio per Silenzio quando si tratta della sicurezza dei bambini”, ha dichiarato Paloma Escudero, Direttrice della Comunicazione dell’UNICEF. “Con questo contest creativo, speriamo di portare i bambini, gli insegnanti, le famiglie e le comunità a parlare e sconfiggere Silenzio”. Dagli scontri e il bullismo alle molestie sessuali e punizioni fisiche, la violenza a scuola e fuori può avere conseguenze devastanti e a lungo termine per i bambini e gli adolescenti. Il contest di fumetti sui supereroi “Silenzio” incoraggerà i bambini e i giovani a prendere parte della campagna globale dell’UNICEF #ENDviolence per fare luce e avviare un’azione per porre fine alla violenza nelle scuole attraverso il mezzo creativo della progettazione di fumetti. Le proposte migliori del contest saranno scelte in seguito alla data di chiusura del 25 ottobre da un panel speciale di giudici, fra cui l’artista di fumetti Gabriel Picolo e la vincitrice del contest di fumetti dell’anno scorso, Sathviga ‘Sona’ Sridhar. Successivamente il pubblico avrà la possibilità di votare online il loro eroe dei fumetti preferito fra il 16 e il 25 novembre. Il vincitore sarà annunciato a dicembre 2019 e lavorerà con un team di professionisti per trasformare l’idea vincente in un fumetto completo. Il loro fumetto sarà presentato ai leader mondiali al forum politico sullo Sviluppo Sostenibile alle Nazioni Unite di luglio 2019 e sarà inoltre distribuito nelle scuole e ai bambini nel mondo. La 21enne Sathviga ‘Sona’ Sridar, da Chennai, in India, ha vinto il primo contest di fumetti sui supereroi nel 2017, che affrontava la questione di come sconfiggere il cambiamento climatico. Il suo personaggio vincitore, “Light” era per metà umano e per metà albero e utilizzava i suoi poteri speciali per salvare la natura da un pianeta surriscaldato. Il contest ha ricevuto circa 2.900 proposte da giovani da 99 paesi diversi e sono stati espressi oltre 21.000 voti da 162 paesi per determinare il vincitore.

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UNICEF partecipa a Generation Unlimited

Posted by fidest press agency su domenica, 23 settembre 2018

New York. Domani, nel corso della 73° sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, i leader del mondo lanceranno una nuova partnership per garantire ad ogni giovane un’istruzione di qualità, formazione o posti di lavoro entro il 2030. Generation Unlimited affronterà la crisi globale dell’istruzione e della formazione che attualmente ostacola milioni di giovani e minaccia il progresso e la stabilità.Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres; il Presidente del Rwanda Paul Kagame; il Presidente del Gruppo della Banca Mondiale, Jim Yong Kim; l’Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, Federica Mogherini; il Direttore generale dell’UNICEF, Henrietta Fore; l’Inviato per la Gioventù del Segretario generale delle Nazioni Unite, Jayathma Wickramanayake; il CEO di Unilever, Paul Polman; la Goodwill Ambassador dell’UNICEF Lilly Singh; e il gruppo pop BTS sono tra i leader globali, del mondo, dell’economia, dell’istruzione e dei giovani che aderiscono a Generation Unlimited che parteciperanno a un evento domani alle 12 presso il quartier generale delle Nazioni Unite a New York City per lanciare la partnership.Se non saranno fatti investimenti urgenti sull’istruzione e sulla formazione professionale, la popolazione globale di giovani e adolescenti, in rapida crescita, – che entro il 2030 raggiungerà i 2 miliardi – continuerà ad essere impreparata e non qualificata come futura forza lavoro. Sono oltre 200 milioni di giovani in età da scuola secondaria di primo e secondo grado che attualmente non frequentano la scuola, invece di contribuire ad un progresso equo; questi i giovani – soprattutto quelli più svantaggiati – potrebbero affrontare un futuro di maggiore privazione e discriminazione.Generation Unlimited – che fa parte della Youth 2030 Strategy del Segretario Generale delle Nazioni Unite – integrerà e implementerà i programmi già esistenti che supportano adolescenti e giovani. La piattaforma della partnership si focalizzerà su tre aree chiave: istruzione secondaria; le competenze per l’apprendimento, l’occupazione e il lavoro dignitoso; e l’empowerment. L’iniziativa Youth Challange, in 16 paesi nel mondo, quest’anno chiede ai giovani di partecipare per creare soluzioni che supporteranno le tre aree chiave di Generation Unlimited.“Tutte le nostre speranze per un mondo migliore sono riposte sui giovani”, ha dichiarato il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres. “Nel mondo vive la più grande generazione di giovani di sempre – 1,8 miliardi. Lo sviluppo sostenibile, i diritti umani, la pace e la sicurezza possono solo essere raggiunti se permettiamo a questi giovani di essere leader, e consentiamo loro di liberare il loro pieno potenziale.
“Facciamo in modo che ciò accada: assicuriamo che ogni giovane donna e uomo trovi il suo posto nella società – attraverso l’istruzione, la formazione o un buon lavoro – entro il 2030. Questa è Generation Unlimited, e sono fiera che l’Unione Europea ne faccia parte con l’UNICEF”, ha dichiarato Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza.“I cambiamenti demografici che il mondo sta vivendo, uniti ai rapidi progressi tecnologici, rappresentano un momento fondamentale nella storia. Se agiamo in modo oculato e rapidamente, possiamo creare un gruppo qualificato di giovani meglio preparati a creare economie sostenibili e società pacifiche e prospere. I giovani rappresentano oggi il 25% della popolazione mondiale, ma il 100% del futuro. Non possiamo permetterci di deluderli”, ha dichiarato il Direttore Generale dell’UNICEF, Henrietta Fore.
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Repubblica Democratica del Congo: mobilitazione contro Ebola

Posted by fidest press agency su martedì, 18 settembre 2018

L’UNICEF si è subito attivato nella risposta contro Ebola nella Repubblica Democratica del Congo per fornire sostegno a migliaia di persone, compresi i bambini, a rischio nella città di Butembo, a seguito della recente conferma da parte del Governo di due nuovi casi di Ebola.
“Butembo è un’importante città commerciale e ha quasi un milione di abitanti. C’è quindi un rischio reale che il virus possa diffondersi rapidamente in un centro abitato così vasto”, ha detto Gianfranco Rotigliano, rappresentante dell’UNICEF nella R.D. del Congo durante la sua missione a Butembo. “Il numero di casi confermati di Ebola a Butembo rimane limitato, ma dobbiamo fare tutto il possibile per garantire che l’epidemia sia controllata in questa fase iniziale”.L’UNICEF sta ampliando la risposta di Ebola e sta impiegando a Butembo un team di 11 specialisti in sensibilizzazione delle comunità, istruzione, assistenza psico-sociale, acqua, servizi igienico-sanitari per aiutare a contenere la malattia ed evitare un’ulteriore diffusione dell’epidemia. L’UNICEF ed i suoi partner hanno già dato priorità ai quartieri di Butembo con casi confermati di Ebola e alle persone che sono state in contatto con persone colpite.
I team multidisciplinari dell’UNICEF comprendono antropologi, che assicurano che la risposta sia sensibile alle credenze e alle pratiche culturali, in particolare per quanto riguarda la cura delle persone malate, e per affrontare le preoccupazioni della popolazione riguardo a sepolture sicure e dignitose. A Ndindi, i comitati locali stanno lavorando a stretto contatto con l’UNICEF per identificare e attuare attività di sensibilizzazione. I comitati locali hanno contribuito ad attivare camion per sensibilizzare la comunità con megafoni che attraversano il quartiere. L’UNICEF ha fornito a 120 leader locali telefoni cellulari per rafforzare la diagnosi precoce e la segnalazione ai servizi sanitari di persone sospettate di essere state colpite.

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UNICEF su scomparsa dell’ex Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi Annan

Posted by fidest press agency su sabato, 18 agosto 2018

Dichiarazione del Direttore Generale dell’UNICEF Henrietta Fore: “Sono triste e affranta per la morte di Kofi Annan. Padre. Marito. Filantropo. Grande statista. E’ stato un servitore della pace per tutta la vita.Era particolarmente preoccupato per il futuro – il mondo che i nostri bambini e i loro bambini erediteranno. E ha guidato le Nazioni Unite in un periodo in cui milioni di persone sono uscite dalla povertà.Soprattutto Kofi Annan ha creduto nel progetto delle Nazioni Unite. Quando una volta gli chiesero perché non fosse riuscito a portare avanti le riforme, secondo quanto riportato disse: ‘il Signore ebbe il meraviglioso vantaggio di poter lavorare da solo’. Eppure, attraverso i suoi sei decenni di servizio pubblico internazionale, Annan si è impegnato a fare in modo che non fosse solo, coinvolgendo tutti noi nel lavoro di costruzione di un mondo migliore.E alla fine, la vita di Annan è stata il riflesso della comprensione di questo: che il destino di ognuno di noi determina il destino di tutti noi. A nome di tutti i membri dell’UNICEF, porgo le mie più sentite condoglianze alla sua famiglia, alla sua amata nazione, il Ghana, e alla comunità delle Nazioni Unite”.

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Giornata internazionale contro la tratta di esseri umani

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 luglio 2018

unicefSecondo quanto dichiarato per la Giornata internazionale contro la tratta di esseri umani (30 luglio), dall’UNICEF e dal Gruppo di Coordinamento Interagenzia contro la Tratta di esseri umani (ICAT), circa il 28% delle vittime di tratta identificate a livello mondiale sono bambini. In regioni come Africa Subsahariana e America Centrale e Caraibi, i bambini costituiscono una percentuale anche maggiore delle vittime di tratta identificate, rispettivamente il 64% e 62%.
L’UNICEF e l’ICAT stimano che il numero di bambini vittime di tratta sia maggiore rispetto a quanto suggeriscono i dati attuali. La realtà è che i bambini sono raramente identificati come vittime di tratta. Pochi si fanno avanti per paura dei trafficanti, mancanza di informazioni sulle opzioni disponibili, diffidenza nei confronti della autorità, paura di stigmatizzazione o per la possibilità di essere rimpatriati senza nessuna tutela e un supporto materiale limitato.
I bambini rifugiati, migranti e sfollati sono categorie particolarmente vulnerabili alla tratta. Sia che stiano scappando da guerre o violenze o che siano alla ricerca di migliori opportunità di formazione o sostentamento, un numero esiguo di bambini trova strade per spostarsi regolarmente e in sicurezza con le loro famiglie. Questo aumenta le probabilità che i bambini e i membri delle loro famiglie utilizzino percorsi irregolari e più pericolosi o che i bambini si spostino da soli, fattore che li rende più vulnerabili a violenze, abusi e sfruttamento da parte di trafficanti.
In molti contesti mancano soluzioni sostenibili per i bambini vittime di tratta – fra cui assistenza a lungo termine, riabilitazione e protezione. Molti sistemi di protezione dell’infanzia e dell’adolescenza non hanno risorse sufficienti e c’è un’estrema carenza di tutori legali e altri meccanismi di tutela alternativa. I bambini spesso vengono collocati in sistemazioni inadeguate, dove rischiano ulteriori traumi e di diventare ancora più vittime. I ragazzi vittime di tratta possono incontrare ulteriori ostacoli a causa degli stereotipi di genere che impediscono loro di ottenere o cercare l’aiuto di cui hanno bisogno, mentre le ragazze possono essere esposte anche al rischio di ulteriore sfruttamento e abuso a causa di discriminazione e povertà di genere.L’UNICEF e l’ICAT continuano a chiedere l’attuazione di politiche governative e soluzioni transfrontaliere per tenere questi bambini al sicuro, fra cui:
Aumentare vie sicure e legali per far sì che i bambini si possano spostare con le loro famiglie, anche accelerando la determinazione dello status di rifugiato e rispondendo agli ostacoli di legge e pratici che prevengono il ricongiungimento dei bambini con le loro famiglie;
Rafforzare i sistemi di protezione sociali e per l’infanzia e l’adolescenza per prevenire, identificare, orientare e rispondere ai casi di tratta, violenza, abusi e sfruttamento contro i bambini e rispondere ai bambini con bisogni specifici per età e genere;
Assicurare che le soluzioni sostenibili siano guidate da una valutazione individuale del caso del bambino e la determinazione del suo superiore interesse, a prescindere dallo status del bambino, e che la partecipazione del bambino a questo processo sia appropriata alla sua età e maturità;Migliorare la cooperazione transfrontaliera e lo scambio di informazioni tra i controlli di frontiera e le autorità incaricate per la protezione dei bambini e attuare delle procedure di ricerca e di ricongiungimento familiare e dei meccanismi di tutela alternativa per i bambini senza assistenza familiare. Evitare misure che potrebbero spingere i bambini a scegliere rotte più pericolose e di spostarsi da soli per evitare la detenzione da parte delle forze dell’ordine.

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UNICEF Italia: Francesco Samengo eletto nuovo Presidente. Paolo Rozera confermato Direttore generale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 luglio 2018

Roma. L’UNICEF Italia ha un nuovo Presidente: è Francesco Samengo, eletto oggi dal nuovo Consiglio Direttivo, riunito per la prima volta a Roma, alla presenza del notaio Vincenzo Lino. Nella stessa riunione Paolo Rozera è stato riconfermato Direttore generale. Carmela Pace è stata nominata Vice Presidente del Comitato.
Il Nuovo Consiglio Direttivo dell’UNICEF Italia, nominato dall’Assemblea del Comitato lo scorso 7 giugno, è composto, oltre che dal Presidente Samengo e dalla Vice Presidente Pace, dai seguenti membri: Alberto Baban, Eleonora Baltolu, Brunello Cucinelli, Matteo De Mitri, Ginevra Elkann, Giovanni Malagò, Anna Miccoli, Carmela Pace, Claudia Sella, Patrizia Surace, Diego Vecchiato e Walter Veltroni.“Oggi, come ogni giorno, 7.000 neonati moriranno prima di compiere il loro primo mese di vita: è a loro che va il mio primo pensiero. Come UNICEF lavoreremo affinché ogni mamma e ogni bambino, soprattutto i più vulnerabili, ricevano assistenza sanitaria di qualità a prezzi accessibili”, ha detto il neo Presidente Samengo. “Lavoreremo anche per aiutare i 200 milioni di bambini colpiti nel 2017 da malnutrizione cronica e acuta. Il mio impegno, inoltre, sarà rivolto ad assicurare i diritti di tutti i bambini che vivono in Italia, molti dei quali ho incontrato in decenni di appassionato impegno come volontario. Tenendo come riferimento la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, vogliamo costruire un mondo più a ‘misura di bambina e di bambino’. Un particolare ringraziamento va a Giacomo Guerrera, che ha guidato con saggezza e lungimiranza l’organizzazione negli ultimi 6 anni, e che continuerà a servire come Past President”, ha concluso Samengo.
Francesco Samengo è volontario UNICEF da oltre venti anni; già componente del Consiglio Direttivo, dal 2001 ha ricoperto la carica di Presidente del Comitato Regionale Calabria per l’UNICEF, riuscendo a sviluppare ed incrementare molte attività e iniziative, tra cui: stipula di protocolli d’intesa con i due Tribunali per i minorenni dei distretti di Reggio Calabria e Catanzaro, gli accordi con le Prefetture provinciali, le intese con le Università della Calabria e Mediterranea di Reggio Calabria, le convenzioni stipulate con il Garante Regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, con vari Ordini professionali, con l’Ufficio Scolastico regionale, con il CONI.Francesco Samengo è nato a Cassano Jonio (CS), ma vive a Roma da molti anni. Laureato in Economia e Commercio, iscritto all’Albo dei Dottori Commercialisti e dei Revisori Contabili, ha ricoperto importanti ruoli manageriali ed apicali in numerose aziende pubbliche.
Il Presidente Francesco Samengo – insieme con tutti i membri del Consiglio Direttivo – rimarrà in carica per i prossimi 4 anni.

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UNICEF: stop agli attacchi sui bambini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 maggio 2018

“Durante i primi quattro mesi dell’anno, dalla Repubblica Centrafricana al Sud Sudan, e dalla Siria all’Afghanistan, gli attacchi sui bambini nel corso di conflitti sono continuati ininterrottamente. Con scarso rimorso e ancor meno trasparenza, le parti in conflitto continuano apertamente a ignorare una delle regole basilari durante una guerra: la protezione dei bambini.
Non è stata proibita nessuna strategia bellica, non tenendo conto di quanto possa essere letale per i bambini: attacchi indiscriminati su scuole, ospedali e altre infrastrutture civili, rapimenti, reclutamento di bambini, assedio, abusi nella detenzione e negazione dell’assistenza umanitaria sono state tutte pratiche all’ordine del giorno.
Per esempio, in Yemen, sembra che oltre 220 bambini siano stati uccisi e oltre 330 feriti dall’inizio dell’anno a causa del conflitto. Circa 4,3 milioni di bambini rischiano di soffrire di fame, un aumento del 24% rispetto ai livelli del 2017. Un’epidemia di diarrea acquosa acuta e colera, che l’anno scorso ha ucciso oltre 400 bambini sotto i 5 anni, sta minacciando di provocare ancora più giovani vittime, mentre comincia la stagione delle piogge e le condizioni igieniche peggiorano ulteriormente.
A Gaza, dall’inizio di marzo abbiamo visto bambini uccisi e feriti nelle proteste, con notizie (di ieri) di ulteriori bambini colpiti in quello che si dice sia stato il giorno di violenze più cruento per le violenze dalla guerra di Gaza del 2014.
In Siria, le speranze di ottenere una pace rimangono deboli. Nel corso dei primi tre mesi dell’anno sono stati verificati oltre 70 attacchi su ospedali e strutture sanitarie, negando così ai bambini e alle famiglie servizi sanitari vitali. Oltre 300 strutture scolastiche sono state attaccate dall’inizio del conflitto. Circa 5,3 milioni di bambini sono sfollati interni o sono diventati rifugiati e circa 850.000 bambini continuano a vivere in aree assediate o difficili da raggiungere.
In Bangladesh, oltre 400.000 bambini rifugiati rohingya, sopravvissuti alle recenti atrocità in Myanmar, hanno bisogno di assistenza umanitaria. Con l’avvicinarsi della stagione dei monsoni, il rischio di colera e altre malattie legate all’acqua è maggiore che mai.
In Sud Sudan, il primo paese che ho visitato da Direttore Generale dell’UNICEF, almeno 2,6 milioni di bambini sono stati costretti a fuggire dalle proprie case. Oltre un milione di bambini soffrono di malnutrizione acuta, di cui 250.000 grave e a rischio maggiore di morte. Anche se fino ad ora quest’anno circa 600 bambini sono stati rilasciati dai gruppi armati, circa 19.000 continuano ad essere utilizzati come combattenti, messaggeri, facchini, cuochi e anche come schiavi sessuali per le parti in conflitto.In Afghanistan, a causa del conflitto sembra siano stati uccisi più di 150 bambini e oltre 400 feriti nei primi tre mesi dell’anno.Nella Repubblica Centrafricana, la ripresa delle violenze nei mesi passati ha costretto circa 29.000 bambini a fuggire dalle loro case, portando il numero totale dei bambini sfollati interni vicino a 360.000. Oltre 2 bambini su 5 sotto i 5 anni soffrono di malnutrizione cronica e un terzo dei bambini in età scolare non sta andando a scuola.In tutti questi paesi e in molti altri, i team impegnati dell’UNICEF e dei partner stanno facendo tutto il possibile per alleviare le sofferenze dei più vulnerabili, di quelli separati dalle famiglie, terrorizzati e soli, di coloro che si ammalano in campi per rifugiati densamente popolati, di quelli che migrano nella stagione dei monsoni e in quella secca e di coloro che sono affamati.
Nonostante la mancanza dei fondi necessari – abbiamo ricevuto solo il 16% di quelli richiesti per quest’anno – siamo fermamente impegnati a portare assistenza ai più vulnerabili. Stiamo vaccinando bambini, li stiamo curando dalla malnutrizione, mandando a scuola, fornendo loro servizi di tutela e stiamo cercando di rispondere ai loro bisogni di base.Ma l’aiuto umanitario da solo non basta. I bambini hanno bisogno di pace e protezione sempre. Le regole di guerra proibiscono che si colpiscano illecitamente i civili; gli attacchi su scuole e ospedali, l’utilizzo, il reclutamento e la detenzione illegale di bambini; e la negazione di assistenza umanitaria. Quando scoppia un conflitto, queste regole devono essere rispettate e coloro che le infrangono devono essere chiamati a risponderne. Quando è troppo è troppo. Stop agli attacchi sui bambini”.

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“Con l’Orchidea dell’UNICEF fai rifiorire la vita”

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 aprile 2018

Il prossimo fine settimana, 21 e 22 aprile, in oltre 2.200 piazze in tutta Italia torna l’Orchidea dell’UNICEF a sostegno dei “Bambini Sperduti”, colpiti da conflitti, violenze, calamità o povertà, alla ricerca di una vita migliore. Quest’anno circa 11.000 volontari UNICEF si mobiliteranno per promuovere l’iniziativa. A fronte di un contributo sarà possibile ricevere l‘Orchidea UNICEF e sostenere la campagna “Bambini Sperduti” per garantire aiuto, sostegno e protezione a tanti bambini. “Siamo orgogliosi di annunciare che anche quest’anno torna in piazza l’Orchidea dell’UNICEF, arrivata ormai al nono anno” – ha dichiarato Giacomo Guerrera, Presidente dell’UNICEF Italia. “Grazie al sostegno di migliaia di volontari e di tutti coloro che hanno deciso di sostenere l’UNICEF in questa iniziativa, in otto edizioni, abbiamo raccolto più di 12 milioni di euro e salvato così le vite di milioni di bambini in tutto il mondo. Il nostro lavoro però non si ferma, perché insieme possiamo fare molto di più. Per cui invito tutti a scendere in piazza i prossimi 21 e 22 aprile per sostenere l’UNICEF e tutti quei bambini che hanno bisogno del nostro aiuto.” Grazie alla campagna “Bambini Sperduti”, nel 2017 in Italia nell’ambito di ONE UNICEF Response sono stati oltre 7.000 i minori stranieri non accompagnati raggiunti dall’UNICEF; 1.195 i kit d’emergenza distribuiti a bordo delle navi della Guardia Costiera; 1.600 gli operatori sociali formati; 2.100 gli adolescenti che hanno partecipato ad attività di supporto ai percorsi educativi e oltre 500 i minori ascoltati attraverso piattaforma digitale U-Report on the move, che permette un canale diretto con i minori con cui si è condotto un percorso volto all’empowerment e allo sviluppo delle competenze di vita.

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Nigeria su rilascio ragazze rapite

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 marzo 2018

“L’UNICEF accoglie con favore la notizia (diffusa ieri) del rilascio delle ragazze rapite il 19 febbraio 2018 in una scuola a Dapchi, nello stato di Yobe, nordest della Nigeria, che si sono ricongiunte alle loro famiglie. Secondo notizie non confermate, sarebbero ritornate più di 100 ragazze. Siamo lieti di constatare che le ragazze sono tornate nel sicuro ambiente familiare.
L’UNICEF sta lavorando a stretto contatto con il ministero della Gioventù, nello stato di Yobe, per fornire alle ragazze e alle loro famiglie il supporto necessario. Nei mesi passati, le ragazze potrebbero essere state esposte a violenze fisiche e sessuali. Hanno bisogno del supporto delle loro famiglie e comunità per sentirsi al sicuro e tornare a scuola.
L’UNICEF sta inoltre lavorando con le organizzazioni della società civile per assicurare che ogni ragazza riceva delle cure individuali – da quelle mediche al supporto psicosociale.
Siamo addolorati per le famiglie delle ragazze che non ce l’hanno fatta a rientrare a casa. Aspettiamo conferme, ma sembra che cinque ragazze siano morte. L’UNICEF partecipa al lutto delle famiglie che hanno perso le loro figlie.
L’UNICEF rinnova il suo invito al rilascio di tutte le ragazze scomparse. Le scuole dovrebbero essere degli spazi sicuri, e protetti sempre. Dall’inizio della rivolta nel 2009, oltre 2.295 insegnanti sono stati uccisi, 19.000 sfollati, e circa 1.400 scuole sono state distrutte”.

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UNICEF: Giornata Mondiale dell’Acqua

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 marzo 2018

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua (domani, 22 marzo) l’UNICEF ricorda che i bambini sono i più colpiti dalla mancanza di accesso all’acqua sicura, perché esposti a maggiori rischi per la loro salute e istruzione.
Secondo l’UNICEF, ogni giorno oltre 700 bambini muoiono per malattie legate ad acqua non pulita e scarse condizioni igienico-sanitarie; ancora oggi nel mondo circa 2,1 miliardi di persone non hanno accesso ad acqua pulita e almeno 263 milioni di persone impiegano più di 30 minuti per raccogliere acqua.
“Quando un bambino ha accesso ad acqua sicura è meno esposto a rischi e pericoli vitali per la sua crescita. L’accesso all’acqua ancora oggi rimane un “lusso” per miliardi di persone in tutto il mondo”, ha dichiarato Giacomo Guerrera, Presidente dell’UNICEF Italia. “In diversi paesi, bambini anche molto piccoli percorrono ogni giorno chilometri di strada per raccogliere acqua pulita per se stessi e le loro famiglie, trasportando taniche generalmente del peso di 20 chili. Durante il tragitto i bambini possono essere attaccati, correndo diversi rischi. Il tempo impiegato, inoltre, è tempo sottratto alla possibilità di studiare e giocare. Dobbiamo garantire a tutti loro un accesso adeguato ad acqua sicura e ai servizi igienico-sanitari e la possibilità di vivere e crescere in salute.” L’accesso all’acqua sicura è un problema che riguarda diversi aspetti della vita di ogni persona e in particolare dei bambini. Avere accesso adeguato all’acqua sicura a casa significa che un bambino ha più possibilità di studiare, giocare, lavarsi le mani e gli abiti, crescere sano riducendo il pericolo di malattie; a scuola, l’acqua e i servizi igienici garantiscono un ambiente sicuro e pulito e consentono alle ragazze di frequentare le lezioni sempre. L’UNICEF garantisce acqua sicura e servizi igienico-sanitari in tutto il mondo, in condizioni di stabilità e di emergenza, anche nelle aree più difficili da raggiungere. Lo scorso anno l’UNICEF ha raggiunto con acqua pulita circa 30 milioni di persone colpite da emergenze umanitarie.

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Bambini: la strage degli innocenti

Posted by fidest press agency su martedì, 20 febbraio 2018

Ogni anno, 2,6 milioni di neonati nel mondo non sopravvivono al primo mese di vita, circa 7.000 neonati ogni giorno. Un milione di loro muore lo stesso giorno in cui nasce. Secondo il nuovo rapporto dell’UNICEF “Ogni bambino è vita”, il tasso di mortalità neonatale a livello mondiale rimane allarmante, in particolare nei paesi più poveri del mondo. I bambini nati in Giappone, Islanda e Singapore hanno la probabilità di sopravvivenza più alta, mentre i neonati in Pakistan, Repubblica Centrafricana e Afghanistan la più bassa.Secondo il rapporto, a livello mondiale, nei paesi a basso reddito, la media del tasso di mortalità neonatale è di 27 morti su 1.000 nati. Nei paesi ad alto reddito, quel tasso è di 3 su 1.000. I neonati dei luoghi a più alto rischio per la nascita hanno una probabilità oltre 50 volte maggiore di morire rispetto a quelli nati nei paesi più sicuri.Il rapporto sottolinea inoltre che 8 dei 10 luoghi più pericolosi per nascere si trovano in Africa Subsahariana, dove le donne in gravidanza hanno probabilità molto inferiori di ricevere assistenza durante il parto a causa di povertà, conflitti e istituzioni deboli. Se ogni paese portasse il suo tasso di mortalità neonatale alla media dei paesi ad alto reddito entro il 2030, potrebbero essere salvate 16 milioni di vite.“Mentre, negli ultimi 25 anni, abbiamo più che dimezzato il numero di morti fra i bambini sotto i cinque anni, non abbiamo fatto progressi simili nel porre fine alla morte di bambini con meno di un mese di vita”, ha dichiarato Henrietta H. Fore, Direttore Generale dell’UNICEF. “Dato che la maggior parte di queste morti sono prevenibili, non abbiamo ancora raggiunto i risultati necessari per i bambini più poveri del mondo”. Secondo il rapporto, queste morti possono essere prevenute tramite l’accesso a personale ostetrico qualificato, insieme a soluzioni comprovate come acqua pulita, disinfettanti, allattamento nelle prime ore di vita, contatto pelle a pelle e buona nutrizione. Tuttavia, la mancanza di operatori sanitari e ostetrici qualificati, comporta che in migliaia non ricevono il supporto salvavita di cui avrebbero bisogno per sopravvivere. Per esempio, mentre in Norvegia ci sono 218 medici, infermieri e ostetrici per 10.000 persone, questo valore è di 1 per 10.000 in Somalia.I bambini che nascono in Giappone hanno le maggiori possibilità di sopravvivenza, con solo 1 bambino morto ogni 1.111 nati vivi durante i primi 28 giorni di vita. I bambini nati in Pakistan, hanno le minori possibilità: ogni 1.000 bambini nati vivi, 46 muoiono entro la fine del primo mese dalla nascita – circa 1 su 22. L’Italia, nella classifica dei paesi col tasso di mortalità neonatale più alto, si colloca al 169esimo posto su 184 paesi esaminati, con un tasso di mortalità neonatale di 2,0 – ovvero 1 neonato morto ogni 500 nati vivi.

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