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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘unicredit’

Unicredit aumenterà i costi per tutti i titolari del conto My Genius

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 aprile 2021

Una comunicazione avvenuta a fine marzo, attraverso una modifica unilaterale del contratto, in cui Unicredit spiega che “il contesto di mercato in cui il sistema bancario si trova a operare è recentemente mutato, impattando in modo crescente sull’attività bancaria e in particolare sulle attività di deposito, gestione e remunerazione della liquidità di conto corrente”.Di pari passo, continua l’istituto, “si è verificato un peggioramento delle condizioni economiche di gestione della liquidità di conto corrente”, “peggioramento – specifica Unicredit – acuito dal sensibile aumento dei volumi dei depositi registrato nell’ultimo anno”.La conferma evidente di come l’eccesso di liquidità sui conti stia diventando un oneroso problema per gli istituti di credito, ora costretti a pagare le conseguenze delle condotte assunte negli anni passati.La tendenza a lasciare i propri risparmi sul conto, infatti, è sicuramente determinata o comunque fortemente influenzata dagli avvenimenti degli ultimi anni: tra spinte verso investimenti in diamanti, operazioni baciate e chi più ne ha più ne metta. È evidente come tutto ciò abbia compromesso la fiducia verso gli istituti bancari e la loro attività di consulenza: le note vicende che hanno investito il settore bancario e finanziario hanno mostrato tutte le carenze, asimmetrie, nonché spesso vere scorrettezze nell’informativa ai clienti in tema di investimenti.Per arginare il problema, al posto di tentare di riacquistare la fiducia dei clienti, ora le banche adottano decisioni arbitrarie e unilaterali, come la chiusura del conto o, in questo caso, un aumento per tutti i correntisti. Una politica a nostro avviso fortemente lesiva dei diritti dei cittadini, che conferma il nostro timore di una vera e propria ipotesi di cartello da parte degli istituti. Stavolta, infatti, è il turno di Unicredit, ma non vorremmo che siano anche altri istituti si stiano muovendo in tale direzione.Invieremo ulteriori aggiornamenti alle segnalazioni già recapitate a Antistrust, Banca d’Italia e Consob e valuteremo ulteriori azioni a tutela dei risparmiatori. Intanto invitiamo tutti i cittadini interessati da tali aumenti o da pratiche tese a spingerli forzatamente verso gli investimenti ad inviarci le loro segnalazioni.

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Dietro fusione Unicredit e MPS rischio elusione di Stato

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2021

“Complimenti al governo Conte che sta diventando protagonista di una nuova forma di violazione fiscale, l’elusione di Stato. Come infatti potrebbe definirsi un governo che nella legge di Bilancio incentiva con benefici, potenzialmente pari ad alcuni miliardi di euro, un’operazione di aggregazione societaria, quella di Unicredit e Monte dei Paschi di Siena, per poi avallarne, secondo le cronache, in qualità di azionista lo scorporo di almeno due rami d’azienda: quello estero (peraltro in disprezzo dell’interesse nazionale) e quello toscano? Insomma, prima si sostiene l’aggregazione per portare a casa il vantaggio fiscale su tutto e poi si scorpora di nuovo con un pezzo di qua e un pezzo di là”.A dirlo il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, capogruppo di FdI nella Commissione d’inchiesta sul sistema finanziario e bancario.“Basterebbe rileggersi il libro sulle operazioni straordinarie delle società del commercialista Enrico Zanetti, già viceministro dell’Economia, quando fu scritta la nuova norma sull’abuso del diritto tributario, per rendersi conto che per qualunque imprenditore privato tale consequenzialità di operazioni, peraltro già configurate da tempo, costituirebbe un abuso del diritto con conseguente accertamento e pesantissime sanzioni fiscali. È possibile che l’arroganza della maggioranza targata Pd e Movimento Cinque Stelle possa arrivare a tanto, rendendo palese una potenziale elusione di Stato? Ho quindi predisposto un’interrogazione urgente al ministro Gualtieri per chiedere immediatamente chiarimenti su un’operazione che potrebbe sottrarre all’erario ingenti somme, e che contemporaneamente favorirebbe pure uno Stato straniero, la Francia, nel futuro controllo del ramo estero di Unicredit. Mi attendo dal Ministero dell’economia una risposta immediata, chiara ed esauriente, perché Fratelli d’Italia non può tollerare che si violino le norme fiscali e allo stesso tempo si ostacolino gli interessi nazionali” conclude il senatore de Bertoldi.

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Nomina Padoan a Unicredit grazie a forzatura ad personam decreto ministeriale

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 gennaio 2021

Interrogazione a ministro Gualtieri “La nomina dell’ex ministro Padoan nel Consiglio di amministrazione di Unicredit e la successiva designazione a presidente è frutto di una forzatura ad personam del decreto ministeriale attuativo della direttiva Ue del 2013, finalmente varato lo scorso dicembre dopo un’attesa di sette anni?”.E’ quanto si chiede in un’interrogazione al ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso.Il senatore di FdI evidenzia che “al di là della dichiarazione dell’ex ministro Padoan di indipendenza, ai sensi dello Statuto sociale di Unicredit e del Codice di autodisciplina delle società quotate, questi doveva essere a conoscenza dell’impedimento posto proprio dal decreto ministeriale attuativo della direttiva Ue”. Infatti, osserva il senatore Urso, “anche se al momento della designazione il decreto non era stato varato, in qualità di ex ministro dell’Economia e per aver materialmente preparato lo schema di decreto legislativo attuativo, Padoan doveva sapere benissimo che non avrebbe potuto ricoprire la carica di consigliere, visto che negli ultimi due anni era stato prima membro di un governo e poi deputato nelle file del Pd. Un chiaro tentativo di aggirare l’ostacolo normativo che gli avrebbe impedito di accedere al consiglio di amministrazione di Unicredit”.Ma per il senatore Urso questa non è la sola anomalia visto anche “lo stralcio tra le disposizioni transitorie e finali dello stesso decreto attuativo della parte in cui si rimanda alle linee guida elaborate dall’Abe e dalla Banca Centrale europea per l’applicazione delle disposizioni contenute nel decreto. Un’eliminazione che rappresenta un perfezionamento ad personam del Regolamento, e che ha consentito la modifica della parte riguardante i requisiti e l’idoneità di chi va a svolgere incarichi all’interno degli Istituti bancari. Spianando così la strada a Padoan”.Da qui la richiesta del senatore Urso al ministro Gualtieri “di valutare se, alla luce del varo del decreto ministeriale e dell’evidente incompatibilità in cui si trova l’ex ministro Padoan, sussistano quei requisiti di indipendenza che richiede la legge e nel caso di agire di conseguenza per tutelare il sistema bancario dal rischio di possibili alterazioni prodotte proprio da gestioni non imparziali”.

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Mps/Unicredit. E’ in arrivo un altro carrozzone di Stato

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 dicembre 2020

Un po’ distratto il grande pubblico si consuma il finale della saga della banca Monte dei Pashi di Siena. Attore principale: lo Stato! Che ha “investito” miliardi in una banca praticamente fallita. Che si è impegnato con oltre 500 milioni con il fondo esuberi, lo “scivolo” di 7 anni per l’uscita indolore di 6.000 dipendenti. Che sta per regalarla ad Unicredit dopo, ovviamente, un lauto compenso di un paio di miliardi per sterlizzare le perdite. Attori secondari: sindacati e politici locali! Che chiedono a gran voce che il MPS divenga un ente statale. Sembra quindi che non ci sia tanto interesse perché questa banca torni (pur se dentro Unicredit) ad essere efficiente, ma ognuno per i propri interessi, corporativi ed elettorali. Il risultato: fonte di sprechi, favori agli amici degli amici, manovre di ogni tipo pagate da tutti i contribuenti italiani. Un nuovo carrozzone pubblico.Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Codici e Aeci: diffida per Unicredit su AssiMutu

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2020

Mutuo casa e polizza vita, un binomio che ha creato non pochi problemi ad alcuni consumatori negli ultimi anni e che rischia di causarne altri nel prossimo futuro. Parliamo di AssiMutuo, un prodotto proposto dalla Abbey National Italia, che nel frattempo ha lasciato il mercato italiano cedendo i contratti a Unicredit. Si tratta di un combinato tra un mutuo ed un prodotto assicurativo della Commercial Union, che intanto è diventata Aviva, contenente a sua volta una copertura caso morte del debitore ed una componente di investimento. Un tema delicato, su cui le associazioni dei consumatori Codici ed Aeci intervengono con forza per tutelare i risparmiatori. “Il prodotto è stato proposto alla fine degli anni ’90 e nel 2000 – affermano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici, ed Ivan Marinelli, Presidente di Aeci – ma trattandosi di un mutuo, che richiede quindi tempi lunghi, le criticità sono emerse negli ultimi anni, con richieste di pagamento di decine di migliaia di euro che rappresentano un’assoluta ingiustizia nei confronti dei risparmiatori. Abbiamo deciso di intervenire per segnalare il pericolo e fornire assistenza ai consumatori, ed abbiamo anche inviato una diffida a Unicredit affinché metta fine a questa situazione”. Ma qual è il meccanismo di questo prodotto che sta creando così tanti problemi? “Alla fine del piano di ammortamento – spiega Marcello Padovani, avvocato di Codici – il mutuo e la polizza prevedono un conguaglio, che nelle intenzioni di chi ha preso in prestito le somme pare debba essere un importo in più da ricevere dall’assicurazione. Oggi, al termine del piano di ammortamento, molti si vedono invece recapitare dalla banca richieste anche di 30mila euro per saldare il capitale residuo, che non risulta coperto dal contratto di assicurazione”. In soccorso dei consumatori è arrivata una sentenza spartiacque del Tribunale di Roma: Unicredit non ha il diritto di chiedere ai clienti un versamento a titolo di differenza tra quanto versato dall’assicurazione in occasione della liquidazione della polizza assicurativa e quanto dovuto per la quota del mutuo stipulato, perché è l’assicurazione che deve effettuare il conguaglio.

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Mino approda in Grecia con UniCredit, SACE e SIMEST

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2020

Esportare un laminatoio a freddo per alluminio di ultima generazione da installare in Grecia, vicino ad Atene. È l’obiettivo raggiunto da MINO, azienda attiva nel settore della progettazione e costruzione di laminatoi a freddo e a caldo per la lavorazione dei metalli non ferrosi, con il supporto di UniCredit e del Polo SACE SIMEST. La nuova commessa di MINO, il cui valore supera ampiamente i 20 milioni di euro, conferma la preminenza internazionale dell’azienda di Alessandria nel settore, molto specialistico, dei laminatoi ad alte prestazioni per alluminio.Attraverso l’intervento congiunto di SACE e UniCredit, MINO ha potuto associare alla propria offerta commerciale una proposta finanziaria, dando la possibilità al cliente greco di diluire il pagamento di una quota cospicua della fornitura complessiva su un arco temporale di 5 anni. A migliorare ulteriormente la competitività dell’offerta è intervenuto, quindi, il contributo export di SIMEST in conto interessi a fondo perduto, che ha consentito di ottimizzare i costi finanziari dell’operazione per l’azienda italiana.L’operazione, perfezionata durante la pandemia del Covid-19, è un importante attestato della reattività degli esportatori italiani come MINO e della continuità del supporto del sistema finanziario italiano al loro fianco. In un contesto di rallentamento del commercio globale è sempre più importante per gli esportatori associare alla qualità della loro offerta anche pacchetti finanziari competitivi.Il nuovo laminatoio a freddo MINO sarà installato nel sito produttivo che ElvalHalcor SA possiede a Oinofyta, a nord est di Atene. Il sito produttivo occupa un’area coperta di 174.000 m2 e realizza, a oggi, una produzione annua di 300mila tonnellate di alluminio, in un complesso industriale all’avanguardia ed efficientemente organizzato nel rispetto dei più elevati standard di sicurezza e tutela ambientale. Il nuovo laminatoio a freddo MINO, che sarà tra i più avanzati in Europa, permetterà al cliente greco d’incrementare la capacità produttiva di laminati a freddo di alluminio di ulteriori 150mila tonnellate annue, per applicazioni finali che spaziano dalle lattine per bibite, ai trasporti e all’ energia.MINO vanta un’esperienza trentennale nella progettazione e nella realizzazione di linee di laminazione a caldo e a freddo per alluminio e per leghe di rame, con un centro di progettazione e costruzione concentrato fra i due stabilimenti “storici” di Alessandria e Vicenza, nonché con le sue consociate estere di Winborne (UK) e Tianjin (Cina). Fondata nel lontano 1840, MINO Spa è un’azienda di proprietà della famiglia Pettazzi che oggi conta 220 dipendenti nel mondo, di cui 155 in Italia, distribuiti tra lo stabilimento di Alessandria e quello di Brendola (VI). Caratterizzata da una forte vocazione all’innovazione e all’internazionalizzazione, vanta una quota di export pari all’80% del proprio fatturato. I mercati esteri di riferimento della società sono Europa, Cina ed Usa, con una clientela costituita prevalentemente da aziende di grosse dimensioni, in alcuni casi quotate nelle Borse dei rispettivi Paesi di appartenenza.

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CNA Roma e UniCredit insieme per internazionalizzazione delle imprese romane

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

La CNA di Roma e UniCredit insieme per aiutare ad accrescere il grado di internazionalizzazione digitale delle PMI romane. Un canale fondamentale nel nuovo scenario economico creato dalla pandemia Covid 19. La nuova collaborazione permetterà alle imprese associate della CNA Roma di accedere, a condizioni preferenziali, a “Easy Export”: un pacchetto di servizi ad alto valore aggiunto studiati e offerti in esclusiva dal Gruppo bancario per semplificare e favorire l’export digitale delle Pmi italiane. Tramite questo accordo le aziende associate alla CNA di Roma, avranno la possibilità di accedere ad Alibaba.com, il più grande marketplace B2B al mondo.
UniCredit tramite partner di eccellenza, come Geodis – leader europeo nei processi di logistica – e Var Group – player per la digitalizzazione e i processi IT, offrirà alle imprese l’accesso a servizi ad alto valore aggiunto che vanno dalla creazione di una vetrina dedicata alle aziende e ai propri prodotti, al supporto per la gestione delle pratiche di logistica, fino all’assistenza di un consulente dedicato.Nelle prossime settimane CNA di Roma, in collaborazione con Nina International, promuoverà diverse iniziative digitali per far conoscere questa nuova opportunità ai propri associati.

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Connexia è il nuovo partner creativo di buddybank

Posted by fidest press agency su domenica, 3 Maggio 2020

Buddybank, il modello di banca di UniCredit, disegnato esclusivamente per smartphone, ha identificato in Connexia il proprio «buddy», il partner strategico e creativo migliore per affiancarla e accompagnarla in tutte le iniziative di comunicazione del brand.
Sotto la direzione creativa di Riccardo Catagnano, con le attività di supporto strategico alla comunicazione e l’ideazione di campagne ATL e digital, Connexia racconterà lo spirito innovativo e disruptive del giovane brand del Gruppo.“buddybank è la banca dal DNA innovativo, non convenzionale e creativo: lo stesso che abbiamo trovato in Connexia e che stavamo cercando per compiere insieme un ulteriore salto in termini di comunicazione. – dichiara Federico Napoli, Head of Marketing & Products di buddybank – Connexia ha saputo comprendere appieno lo spirito che guida tutte le nostre azioni, e che vogliamo arrivi ai potenziali clienti: smart, early adopter, alla ricerca di un servizio unico, efficiente, sempre attivo. Continueremo a lavorare per proporre un nuovo concetto di banca, come buddybank: basta aprire l’app e conversare via chat con la tua banca, sempre aperta h24/7, per ricevere assistenza o per rivolgersi al concierge lifestyle. Un servizio sempre più apprezzato, anche in questo particolare momento storico”. Connexia affiancherà buddybank in tutte le campagne di comunicazione per rendere ancora più appealing l’offerta sul mercato.

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Digital & Export Business School di UniCredit

Posted by fidest press agency su domenica, 17 novembre 2019

Brescia 18 novembre 2019 presso la sede API Industria, prenderà il via il tradizionale percorso formativo della Digital & Export Business School di UniCredit, giunto con questo appuntamento al suo nono anno.L’iniziativa è articolata in tre mezze giornate di lezioni e approfondimenti, tenute da specialisti della banca ed esperti provenienti dal mondo della ricerca e dell’imprenditoria, per fornire ad export manager e imprenditori approfondimenti e spunti di riflessione sul rapporto tra export e digitalizzazione, sulle nuove geografie per l’export, sulle strategie di marketing a supporto del posizionamento all’estero, su big data, intelligenza artificiale, machine learning e e-commerce. Un approfondimento sarà dedicato anche a temi quali la contrattualistica e la fiscalità internazionale, il credito documentario e la digital trade chain.Sarà possibile seguire le lezioni in diretta streaming da 37 sedi Confapi e UniCredit distribuite su tutto il territorio nazionale, grazie al collegamento da remoto via webinar. Una piattaforma di instant-feedback consentirà l’interazione con i docenti in tempo reale da ogni location. Nel Lazio verranno coinvolte le sedi di Roma e Latina.
La Digital&Export Business School è uno dei percorsi di formazione offerti dalla Banking Academy di UniCredit, il programma di financial education e formazione su innovazione, export e digitalizzazione che la banca offre gratuitamente a clienti e non.
UniCredit vanta una presenza capillare garantita da banche leader in 14 mercati strategici e uffici di rappresentanza in 18 Paesi nel mondo, e mette a disposizione delle imprese unità specializzate, come gli International Center, in grado di proporre ai clienti un’offerta completa di servizi e prodotti di supporto ai processi di internazionalizzazione.
La Confederazione italiana della piccola e media industria dal 1947 tutela e promuove la piccola e media industria privata italiana. 83mila sono le imprese che applicano i contratti nazionali di lavoro sottoscritti da Confapi e che impiegano quasi un milione di addetti. Le Pmi del sistema Confapi rappresentano un modello non soltanto industriale ed economico, ma anche culturale e sociale. Centro di aggregazione nel quale l’imprenditore svolge anche una funzione guida all’interno del territorio di appartenenza in termini di conoscenza dei fabbisogni e delle specificità nonché del mercato del lavoro.

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Unicredit: compromessi dati di 3 mln clienti nel 2015

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 ottobre 2019

Unicredit ha identificato un caso di accesso non autorizzato a dati relativi a un file generato nel 2015 che conteneva circa 3 milioni di records, composto solo da nomi, città, numeri di telefono ed e-mail. “I consumatori devono ora prestare molta attenzione e avere particolari cautele, seguendo speciali precauzioni nei prossimi mesi. Ad esempio potrebbe esserci un aumento delle truffe informatiche, il cosiddetto phishing. Gli hacker potrebbero inviare ai clienti Unicredit e-mail personalizzate, con il logo contraffatto dell’istituto di credito, invitandoli ad accedere al sito per motivi di sicurezza, prendendo a pretesto proprio il loro attacco” prosegue Dona.Di seguito alcuni consigli:
1) Attenti al phishing. Non accedete a nessun sito, anche se a voi noto, cliccando da un indirizzo elettronico ricevuto via email. Può essere un’email contraffatta con grafica e logo della ditta e/o banca a voi nota che vi chiede di riassumere dati personali o vi rimanda ad una finta pagina web del tutto simile all’originale;
2) Non rispondete mai ad email senza aver prima verificato l’indirizzo di provenienza. Non basta, infatti, che il nome dell’utente corrisponda. Quello che conta è l’indirizzo email;
3) Mai aprite allegati senza aver prima accertato l’effettiva provenienza dell’email;
4) Dati riservati. Non date mai online il vostro nome, indirizzo, telefono, età, nome o altri dati personali ad indirizzi email di persone a voi ignote;
5) Dati segreti. Non date mai online a nessuno, neanche a persone note, il vostro numero di codice fiscale, il luogo e la data di nascita o il numero della carta d’identità;
6) Verificate se il sito della vostra banca è protetto. I siti delle banche, quando si accede al proprio conto, devono essere protetti da sistemi di sicurezza internazionali come SSL e SET: sono riconoscibili dal simbolo di un lucchetto chiuso nella barra di indirizzo.
7) Cambiate la password. Periodicamente è opportuno cambiarla, meglio ogni 3 mesi. Prima di effettuare il cambio, controllate se il sito è in connessione cifrata “Ssl”. Usate password con come minimo 10 caratteri, con combinazioni di numeri e lettere, maiuscole e minuscole e almeno un carattere speciale, tipo virgola, punto e virgola o due punti. Il proprio nome con l’aggiunta di un numero, magari la propria data di nascita, è decisamente da evitare. Mai password, insomma, con propri dati personali. Nemmeno le sequenze di tasti, tipo asdf, qwerty, 1234 sono sicure. Non utilizzare, infine, le stesse password per più account. Non lasciare la password scritta in posti raggiungibili da altri. Meglio se riuscite a memorizzarla.
8) Estratto conto. Dopo aver fatto un acquisto non sarebbe male controllare i successivi estratti conto.
9) Utilizzare software e browser completi ed aggiornati: il primo passo per la sicurezza è avere un buon antivirus aggiornato. Per una maggiore sicurezza online, inoltre, è necessario aggiornare all’ultima versione disponibile il browser utilizzato per navigare.
10) Download. Non scaricate nulla e non installate programmi da siti che non siano sicuramente affidabili.

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Nuova partnership Unicredit-UnionPay

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 aprile 2019

UnionPay International e UniCredit hanno annunciato oggi di avere firmato una lettera di intenti finalizzata a rafforzare la loro esistente collaborazione.L’accordo delinea l’intenzione da parte delle due società di cooperare nell’emissione di carte a marchio UnionPay in Italia, di espandere – in collaborazione con la vasta rete di banche controllate da UniCredit – le attività di UnionPay in altri Paesi europei , in particolare Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca e Serbia, e di sviluppare forme di pagamento innovative.Il nuovo accordo amplierà ulteriormente la gamma di prodotti di pagamento che UniCredit mette a disposizione della propria clientela.UnionPay, che vanta la più ampia base di possessori di carte al mondo, è diventata il metodo di pagamento preferito all’estero dai cinesi titolari di carte di credito. La collaborazione tra UnionPay e UniCredit risale al 2013. A oggi, UnionPay è accettata in Italia da tutti gli sportelli bancomat di UniCredit e dall’intera rete di oltre 200 mila terminali POS dislocati presso i merchant suoi clienti. L’anno scorso, UniCredit ha attivato sui terminali POS anche i pagamenti contactless per i titolari di carte UnionPay. Quest’anno la banca prevede di permettere anche agli esercenti che operano online l’accettazione di UnionPay.Nel 2017, UniCredit e UnionPay hanno iniziato la loro cooperazione anche a livello internazionale con un accordo relativo all’acquiring stipulato con la controllata turca di UniCredit.In Europa, UnionPay è accettata da oltre 3,3 milioni di commercianti in 40 paesi e regioni, coprendo oltre il 60% di tutti gli esercenti che accettano carte bancarie. Inoltre, la sua rete globale è estesa a 174 paesi e regioni e copre 52 milioni di commercianti e 2,6 milioni di sportelli bancomat (ATM) in tutto il mondo.

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UniCredit: tensioni nel top management, voci uscita capo corporate Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2019

(Fonte: Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) Tensioni nella prima linea manageriale di UniCredit. Secondo indiscrezioni raccolte da Radiocor, il responsabile corporate per l’Italia della banca, Giovanni Ronca, sarebbe in uscita per contrasti con i vertici poche settimane dopo il riassetto manageriale deciso dall’amministratore delegato Jean Pierre Mustier, in vista del nuovo piano industriale da varare a dicembre. Ronca era stato chiamato nel luglio del 2016 proprio da Mustier a guidare le attività corporate in Italia lasciando la filiale di New York. Al suo fianco era stato nominato Andrea Casini, responsabile delle attività retail italiane secondo lo schema caro a Mustier: due co-responsabili per ogni attività e non un solo capo in grado di farsi una propria squadra e creare potenziali ostacoli all’amministratore delegato. La riorganizzazione del 2016 era quella che aveva portato all’uscita della prima linea più vicina all’ex amministratore delegato Federico Ghizzoni, quella composta da Paolo Fiorentino, Gabriele Piccini e da Bernardo Mingrone che era da poco rientrato dall’esperienza di cfo al Monte Paschi. Ronca, genero dell’ex ministro Elsa Fornero, secondo le indiscrezioni raccolte non sarebbe stato valorizzato dalle scelte manageriali di Mustier che il mese scorso ha rinnovato la primissima linea, ignorando i due responsabili dell’Italia e mettendo a capo del Commercial banking per l’Europa occidentale Francesco Giordano e Olivier Khayat a diretto riporto dell’amministratore delegato e quindi con la supervisione anche dell’Italia. Le nomine varate a febbraio, ha spiegato Mustier, sono finalizzate a far partire il nuovo piano industriale 2020-2023 con una squadra già rodata con la responsabilità di attuarlo fin dall’avvio della pianificazione.

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Jean Pierre Mustier spopola sui media

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 agosto 2018

Nell’ultimo mese Jean Pierre Mustier, amministratore delegato di Unicredit, è stato il manager bancario con maggiore copertura mediatica, ricevendo oltre 141 citazioni sui mezzi di informazione italiani, quasi il 50% in più rispetto a Paolo Fiorentino (98), amministratore delegato di Banca Carige, e Carlo Messina (84), amministratore delegato di Intesa San Paolo. A mettere in evidenza questo risultato è il monitoraggio svolto su oltre 1.500 fonti d’informazione fra carta stampata (quotidiani nazionali, locali e periodici), siti di quotidiani, principali radio, tv e blog da Mediamonitor.it, che utilizza tecnologia e soluzioni sviluppate da Cedat 85, azienda attiva da 30 anni nella fornitura dei contenuti provenienti dal parlato. Mediamonitor.it ha rilevato le citazioni avute dal 9 luglio all’8 agosto sui media nazionali dagli amministratori delegati delle società bancarie in occasione della presentazione delle relazioni semestrali.A ‘spingere’ sui media l’amministratore delegato di Unicredit hanno contribuito anche le dichiarazioni, rilasciate, durante la conferenza stampa di presentazione dei risultati finanziari del I semestre, sull’interruzione di qualsiasi tipo di rapporto con Facebook per ragioni etiche. A sostenere la visibilità dell’amministratore delegato di Banca Carige, Paolo Fiorentino, hanno contribuito l’andamento positivo della gestione ordinaria della banca e le dimissioni anticipate del vicepresidente Malacalza.Al quarto posto della classifica elaborata da Mediamonitor.it, l’amministratore delegato di Banca MPS, Marco Morelli, che nell’ultimo mese sui mezzi di informazione italiani è stato nominato 77 volte, soprattutto in relazione alla diminuzione dei crediti “deteriorati” della banca e al miglioramento dei ‘conti’, in utile per il secondo trimestre consecutivo. Segue, con 54 citazioni sui media, Alessandro Vandelli, ad di Bper Banca, che nel primo semestre di quest’anno ha riportato un utile di 308 milioni di euro, il triplo rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.Il consigliere delegato di Ubi Banca, Victor Massiah, ha raccolto sui mezzi di informazione 26 citazioni mentre sono state 24 ciascuno quelle rilevate da Mediamonitor.it per gli amministratori delegati di Banco BPM, Giuseppe Castagna e di Deutsche Bank, Christian Sewing. Chiudono la top ten dei manager bancari più citati Massimo Doris (19 menzioni) e Alessandro Foti (10), amministratori delegati rispettivamente di Banca Mediolanum e Fineco.

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Accordo con Unicredit per l’acquisto del Pavilion a Milano Porta Nuova

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 Maggio 2018

COIMA RES S.p.A. SIIQ (“COIMA RES” o la “Società”) – società immobiliare quotata specializzata negli investimenti e nella gestione di immobili commerciali in Italia – annuncia di aver siglato con UniCredit S.p.A. (“UniCredit”) un contratto preliminare di acquisto per l’immobile Pavilion (il “Pavilion”) a Milano Porta Nuova (Piazza Gae Aulenti, 10) per Euro 45,0 milioni (o Euro 46,3 milioni incluse tasse e costi di due diligence) più un potenziale earn-out fino a Euro 5,0 milioni. Il closing dell’operazione è previsto entro fine anno. Al momento di proprietà di UniCredit, il Pavilion è un immobile poli-funzionale certificato LEED Gold progettato da Michele De Lucchi con un’area complessiva (SLP) pari a circa 3.000 mq, ed è al momento utilizzato da UniCredit come centro espositivo, ospitando eventi e conferenze. La strategia di investimento prevede la potenziale conversione in uffici e retail.
Il Pavilion rappresenta un’opportunità di investimento unica per COIMA RES data la sua location strategica nel cuore di Porta Nuova tra Piazza Gae Aulenti ed il nuovo parco “Biblioteca degli Alberi” di prossima apertura che rappresenterà il terzo parco più grande nel centro di Milano. L’apertura del parco amplierà l’area pedonale di Porta Nuova ad una superficie complessiva maggiore di 150.000 mq. Le caratteristiche tecniche uniche del Pavilion e la sua visibilità a 360° offrono un alto grado di flessibilità in termini di strategia di locazione. UniCredit prevede di rilasciare il Pavilion entro la fine del 2018 dando a COIMA RES l’opportunità di riposizionare l’asset facendo leva sulla sua location strategica. L’area di Porta Nuova ha vissuto una radicale trasformazione nell’ultimo decennio ed ora rappresenta uno dei quartieri direzionali di maggior successo a Milano. Più di 35.000 dipendenti lavorano attualmente in Porta Nuova in diversi settori che includono i Servizi Finanziari (circa il 30% dei dipendenti), Tecnologia e Telecomunicazioni (circa il 20% dei dipendenti), Ingegneria, Energia, Consulenza, Farmaceutica e Moda. Si prevede che il numero di dipendenti che lavorano in Porta Nuova crescerà di oltre il 30% entro il 2022, con l’ulteriore consolidamento dell’area e con il trasferimento di nuove sedi direzionali nella zona. La crescita combinata di canoni e occupancy per gli uffici di Porta Nuova è prevista essere vicina al 20% nel periodo 2018-2020 secondo studi effettuati dall’istituto indipendente Green Street Advisors. Inoltre, Piazza Gae Aulenti ha già raggiunto un livello di oltre 10 milioni di passaggi all’anno si prevede che questo livello aumenti del 50% nei prossimi tre anni supportato dal trend virtuoso innescatosi a livello occupazionale, residenziale e turistico nella zona.

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Unicredit: le proposte unilaterali di modifica nell’home banking sono inefficaci

Posted by fidest press agency su martedì, 27 marzo 2018

Stiamo ricevendo segnalazioni da parte di clienti Unicredit riguardo la sostanziale impossibilità, nel servizio di home banking dell’istituto, di essere informati riguardo le proposte unilaterali di modifica dei contratti. In genere, come è logico oltre che doveroso, appena accede ad un servizio di home banking, il cliente visualizza le nuove comunicazioni, con evidenza di quelle importanti. Nel caso di Unicredit, invece, non appare niente ed occorre invece andare a cercarle, perfino selezionandole per ciascun argomento e rapporto, seguendo il percorso: Archivio documenti – Ricerca avanzata – Conto corrente – Categoria movimento, selezionando poi “Prop. modifica unilat.” tra queste ultime che sono ben diciannove, e non nove come indicato dalla legenda. Tutto ciò deve essere fatto per ogni tipologia di servizio/prodotto, e pure con l’accortezza di selezionare un periodo di tempo abbastanza ampio! E’ fin troppo ovvio che la procedura adottata da Unicredit non sia rispettosa delle leggi, oltre che dei clienti. E’ come se il cliente di un’agenzia bancaria dovesse recarvisi periodicamente per domandare a ciascun addetto dei vari servizi (cassa, credito, titoli, ecc.) se ci sono modifiche alle condizioni! L’intera normativa e le Istruzioni della Banca d’Italia, sono anzi improntate su di una trasparenza sempre più forte, agevolata dalle nuove tecnologie. Gli intermediari devono infatti assicurare che ogni informativa alla clientela sia completa, chiara, accessibile. L’informativa, inoltre, deve essere utilizzata attivamente da parte degli addetti alla rete di vendita e adeguatamente pubblicizzata sul sito internet. Nel caso di Unicredit manca del tutto l’ultimo punto: l’adeguata pubblicizzazione. Può anche essere corretto che le comunicazioni siano catalogate per categoria all’interno di uno specifico elenco, ma occorre che la banca evidenzi la presenza di nuove informative. Ancora di più quelle fondamentali.Conseguenza di ciò è, come dispone l’articolo 118, comma 3, del Testo Unico Bancario sulla modifica unilaterale delle condizioni contrattuali, che: “Le variazioni contrattuali per le quali non siano state osservate le prescrizioni del presente articolo sono inefficaci, se sfavorevoli per il cliente”.E’ pertanto possibile reclamare per poi eventualmente rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario
http://sosonline.aduc.it/scheda/arbitro+bancario+finanziario_16598.php- Abbiamo anche provveduto a segnalare alla Banca d’Italia, che ha il potere di intervenire per farle cessare, le mancanze di Unicredit. (Anna D’Antuono, legale, consulente Aduc)

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Con UniCredit e SACE la pasta Granoro arriva sulle tavole di 80 Paesi

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 dicembre 2017

granoroUniCredit e SACE, che insieme a SIMEST costituisce il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, hanno perfezionato un’operazione di finanziamento da 5 milioni di euro per sostenere l’espansione all’estero del Pastificio Attilio Mastromauro Granoro. La linea di credito, erogata da UniCredit e garantita da SACE, è finalizzata a supportare il piano di investimenti per l’internazionalizzazione dell’azienda pugliese. In particolare, le risorse saranno utilizzate per rafforzare la capacità produttiva, rinnovare gli impianti e sostenere attività pubblicitarie e di ricerca e sviluppo.Il Pastificio Granoro, grazie alle nuove risorse a disposizione, potrà così da un lato affermare la sua presenza in mercati già consolidati, come Stati Uniti, Canada, Brasile, Sud Africa, Corea del Sud, Unione Europea, Giappone, Arabia Saudita; mentre dall’altro avrà la possibilità di espandersi verso nuove geografie, in particolare Sud America, Sud Est Asiatico, Russia e Cina.“Nell’anno del nostro 50° anniversario rinnoviamo con crescente entusiasmo l’impegno, l’amore e la passione nel nostro lavoro, ponendoci sfide sempre più difficili, ma conservando i valori che nostro padre Attilio ha impresso indelebili nella nostra azienda: crescere in ambito produttivo, mantenendo però invariata la qualità della nostra pasta – ha dichiarato Marina Mastromauro, Amministratore Delegato del Pastificio Attilio Mastromauro Granoro Srl –. È un patto di fiducia con i nostri consumatori e nei confronti del Made in Italy, che va tutelato e valorizzato. Ci affacciamo sul mondo e su nuovi mercati per portare il buono che c’è nella nostra amata Puglia”. L’operazione di finanziamento è stata coordinata dall’Area Corporate Puglia di UniCredit con sede a Bari e dagli uffici SACE di Bari. Con questa operazione SACE e UniCredit confermano il loro supporto a favore delle aziende italiane del settore agroalimentare, dove l’altissima qualità dei prodotti Made in Italy permette al nostro Paese di essere tra i primi player al mondo di questo comparto.

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SACE (Gruppo CDP) e Unicredit per le PMI e l’innovazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 novembre 2017

universita_degli_studi_di_trentoTrento. Unicredit e SACE, che insieme a SIMEST costituisce il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, hanno perfezionato un’operazione di finanziamento da 250mila euro per sostenere le attività di Ricerca e Sviluppo di LeMur Srl.
La linea di credito, erogata da Unicredit e garantita da SACE, è finalizzata a supportare l’innovazione della PMI trentina che utilizzerà le nuove risorse per analizzare le possibili applicazioni industriali dei filati siliconici con partner esteri. “Come risultato siamo stati i primi al mondo, e al momento anche gli unici, in grado di filare il silicone creando un prodotto straordinario – ha dichiarato Mario Dorighelli, Amministratore delegato di LeMur -. Le applicazioni escono dal solo campo tessile per aprirsi a quello medico, automobilistico, sensoristico, dei sistemi di monitoraggio, dei teli di copertura, dell’abbigliamento tecnico e protettivo, e molto altro”. Con questa operazione SACE e Unicredit confermano il proprio impegno in favore delle aziende italiane del settore tessile, un comparto dove il Made in Italy gioca, a livello globale, un ruolo di primaria importanza. Già cliente di SACE in altre occasioni, la LeMur è stata supportata anche da SIMEST attraverso finanziamenti per la patrimonializzazione.

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UniCredit ha comunicato di aver subito un’intrusione informatica ai dati di 400.000 clienti italiani

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 luglio 2017

unicredit

“Anche se per fortuna non sono stati acquisiti dati per l’accesso ai conti o che permettano transazioni non autorizzate, i consumatori devono ora prestare molta attenzione e avere particolari cautele, seguendo speciali precauzioni nei prossimi mesi” dichiara Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Ad esempio potrebbe esserci un aumento delle truffe informatiche, il cosiddetto phishing. Gli hacker potrebbero inviare ai clienti Unicredit e-mail personalizzate, con il logo contraffatto dell’istituto di credito, invitandoli ad accedere al sito per motivi di sicurezza, prendendo a pretesto proprio il loro attacco” prosegue Dona.
“Non per niente la stessa banca si è premurata di informare che non contatterà i consumatori con posta elettronica e ha messo a disposizione un numero verde dedicato. Suggeriamo, poi, il cambio della password” conclude Dona.
Di seguito alcuni consigli:
1) Attenti al phishing. Non accedete a nessun sito, anche se a voi noto, cliccando da un indirizzo elettronico ricevuto via email. Può essere un’email contraffatta con grafica e logo della ditta e/o banca a voi nota che vi chiede di riassumere dati personali o vi rimanda ad una finta pagina web del tutto simile all’originale;
2) Non rispondete mai ad email senza aver prima verificato l’indirizzo di provenienza. Non basta, infatti, che il nome dell’utente corrisponda. Quello che conta è l’indirizzo email;
3) Mai aprite allegati senza aver prima accertato l’effettiva provenienza dell’email;
4) Dati riservati. Non date mai online il vostro nome, indirizzo, telefono, età, nome o altri dati personali ad indirizzi email di persone a voi ignote;
5) Dati segreti. Non date mai online a nessuno, neanche a persone note, il vostro numero di codice fiscale, il luogo e la data di nascita o il numero della carta d’identità;
6) Verificate se il sito della vostra banca è protetto. I siti delle banche, quando si accede al proprio conto, devono essere protetti da sistemi di sicurezza internazionali come SSL e SET: sono riconoscibili dal simbolo di un lucchetto chiuso nella barra di indirizzo.
7) Cambiate la password. Periodicamente è opportuno cambiarla, meglio ogni 3 mesi. Prima di effettuare il cambio, controllate se il sito è in connessione cifrata “Ssl”. Usate password con come minimo 10 caratteri, con combinazioni di numeri e lettere, maiuscole e minuscole e almeno un carattere speciale, tipo virgola, punto e virgola o due punti. Il proprio nome con l’aggiunta di un numero, magari la propria data di nascita, è decisamente da evitare. Mai password, insomma, con propri dati personali. Nemmeno le sequenze di tasti, tipo asdf, qwerty, 1234 sono sicure. Non utilizzare, infine, le stesse password per più account. Non lasciare la password scritta in posti raggiungibili da altri. Meglio se riuscite a memorizzarla.
8) Estratto conto. Dopo aver fatto un acquisto non sarebbe male controllare i successivi estratti conto.
9) Utilizzare software e browser completi ed aggiornati: il primo passo per la sicurezza è avere un buon antivirus aggiornato. Per una maggiore sicurezza online, inoltre, è necessario aggiornare all’ultima versione disponibile il browser utilizzato per navigare.
10) Download. Non scaricate nulla e non installate programmi da siti che non siano sicuramente affidabili.

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UniCredit: Giovanni Forestiero confermato Direttore Regionale CENTRO

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

forestieroGiovanni Forestiero è stato confermato Direttore Regionale CENTRO di UniCredit (Lazio, Abruzzo, Molise, Sardegna). Con Forestiero collaboreranno il nuovo Responsabile Retail e il Responsabile Corporate, in una logica di specializzazione sui due segmenti di clientela.Responsabile Retail per il Centro è stato nominato Fabrizio Simonini, che guiderà 22 Aree commerciali Retail tra Lazio, Abruzzo, Molise e Sardegna.
Responsabile Corporate per il Centro è stato nominato Osvaldo Venturi, che guiderà 8 Aree Commerciali Corporate tra Lazio, Abruzzo, Molise e Sardegna.Nella nuova struttura organizzativa, mantiene una forte specializzazione nel segmento costituito dalla clientela con grandi patrimoni. Resta infatti attiva una rete Private territorialmente speculare alla rete commerciale. La rete Private del Centro è guidata da Ignazio Frasca che guiderà 11 Aree commerciali Private. Parallelamente, il Responsabile del Wealth Managment per il Centro è Emanuele Malaspina. (foto: forestiero)

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UniCredit e Università siglano un accordo di collaborazione per sostenere le nuove idee imprenditoriali del territorio

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2016

Duomo_e_Battistero_di_ParmaParma Un nuovo strumento per agevolare la nascita, lo sviluppo e la competitività delle imprese del territorio parmense e favorire l’occupazione, valorizzando in particolare le potenzialità di giovani che vogliono affrontare un percorso imprenditoriale. Nasce con questo obiettivo il protocollo d’intesa firmato da UniCredit e Università di Parma per avviare una nuova collaborazione finalizzata a selezionare idee innovative di giovani con capacità imprenditoriale e trasformarle in Start Up, ovvero nuove realtà imprenditoriali da supportare nel loro percorso di avviamento, di crescita e di sviluppo.In particolare, UniCredit e Università collaboreranno per la realizzazione di un’azione congiunta finalizzata allo scouting di aziende di nuova costituzione e valuteranno insieme i percorsi di crescita, con l’obiettivo di stimolare nuove modalità di sinergie tra le aziende e di intensificare la collaborazione in rete degli imprenditori, anche attraverso l’individuazione, a cura della banca, di nuove filiere produttive.“Tra le caratteristiche principali del nostro modo di ‘fare università’ – evidenzia il Rettore dell’Ateneo di Parma Loris Borghi – c’è sicuramente quella di ‘prendersi cura’ di ogni studente agevolando l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e cosi l’accesso dei suoi migliori laureati al mondo delle professioni e delle imprese”. Il protocollo d’intesa con l’Università si inserisce anche nel piano nazionale di UniCredit, denominato UniCredit Start Lab, una piattaforma con cui la banca seleziona le Start Up attraverso un rigoroso processo di selezione e valutazione, supportato da commissioni composte da imprenditori, investitori professionali, manager e tecnici. Le Start Up selezionate anche da questa nuova collaborazione avranno accesso a percorsi di formazione, attività di mentorship, servizi di incubazione e possibilità di effettuare incontri con imprenditori e investitori a fini commerciali o di investimento. UniCredit Start Lab prevede anche la possibilità di investimento da parte di UniCredit fino a 250.000 euro per Start Up. Dice Alessandro Raffo, Area Manager UniCredit di Parma: “Ci proponiamo di supportare le idee più innovative, dalla fase di lancio a quella di espansione, e di sostenere i giovani che hanno capacità imprenditoriali”.

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