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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘unione europea’

Unione europea della salute: più prevenzione e cooperazione transfrontaliera

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 settembre 2021

La posizione negoziale sull’estensione del mandato del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) è stata adottata con 598 voti favorevoli, 84 contrari e 13 astensioni. Secondo i deputati, i Paesi dell’UE dovrebbero mettere a punto piani nazionali di preparazione e risposta alle emergenze nazionali, e fornire dati tempestivi, comparabili e di qualità.Il PE chiederà ne negoziati di sviluppare una task force sanitaria dell’UE permanente per sostenere la risposta locale dei Paesi UE. Infine, i deputati vogliono che l’ECDC copra, oltre le malattie trasmissibili, anche quelle non trasmissibili, come le malattie cardiovascolari e respiratorie, il cancro, il diabete o le malattie mentali.La posizione negoziale sul rafforzamento della capacità di prevenzione, preparazione e risposta dell’UE alle crisi in caso di future gravi minacce sanitarie transfrontaliere, è stata adottata con 594 voti favorevoli, 85 contrari e 16 astensioni. Secondo la proposta, l’UE sarebbe in grado di dichiarare una situazione di emergenza sanitaria per l’UE, che farebbe scattare un maggiore coordinamento e permetterebbe lo sviluppo, lo stoccaggio e l’approvvigionamento di prodotti necessari ad affrontare la crisi.Il testo propone misure per rafforzare il monitoraggio epidemiologico e chiede agli Stati membri di intensificare la comunicazione degli indicatori sui sistemi sanitari (come la disponibilità di letti ospedalieri, la capacità di cure intensive o il numero del personale medico formato). Il testo chiede infine procedure chiare e maggiore trasparenza per le attività di aggiudicazione dell’UE e i relativi accordi di acquisto, oltre a un sistema di approvvigionamento comune per i dispositivi medici.

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Ori olimpionici. Il gigante che non c’è, l’Unione europea

Posted by fidest press agency su domenica, 8 agosto 2021

La classifica degli ori, al momento, è guidata dalla Cina, seguita da Usa e Giappone. L’Italia è al nono posto con 8 medaglie gialle. Se l’Unione Europea fosse, per esempio, Stati Uniti d‘Europa, stravolgerebbe la classifica balzando al primo posto con 71 ori e la Cina passerebbe al secondo posto coi suoi 34. Un gigante!Eppure l’unione economica del nostro continente è una realtà. Non lo è quella sanitaria, come stiamo sperimentando con la pandemia covid (anche se senza Ue saremmo in alto mare sanitario ed economico). E soprattutto non è realtà l’unione politico-istituzionale al pari di qualunque altro Stato sovrano di quelli che, per esempio, siedono alle Nazioni Unite (ora l’Ue all’Onu ha un seggio come osservatore permanente). E non è realtà, ovviamente, l’unione sportiva … che se qualcuno potrebbe considerare fattibile anche allo stato attuale dell’Unione, non potrebbe essere altrimenti in caso di unione politico-istituzionale: un esecutivo espressione del Parlamento (e non degli Stati come ora) e quindi di nomina elettorale.Forse il medagliere dei giochi olimpici potrebbe essere di stimolo per i federalisti dubbiosi e di maggiore sprone per quelli convinti. Vantaggi anche per quell’entusiasmo che accomuna un Paese quando vince in una competizione sportiva. Nel nostro caso sarebbe l’entusiasmo per per la nazione Stati Uniti d’Europa.

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Insediamento della Presidenza slovena dell’Unione Europea

Posted by fidest press agency su martedì, 6 luglio 2021

Il presente commento alla stampa è attribuibile a Gonzalo Vargas Llosa, Rappresentante UNHCR per gli affari UE, Belgio, Irlanda, Lussemburgo e Paesi Bassi. Assumendo la Presidenza dell’Unione Europea (UE) il 1° luglio, la Slovenia può cogliere un’importante opportunità per assicurare una migliore protezione per i rifugiati, tanto in seno all’UE quanto nel mondo. A partire dai progressi compiuti sotto il precedente mandato portoghese, tra cui l’avanzamento dei lavori volti a istituire un’Agenzia UE per l’Asilo, l’UNHCR auspica che la Presidenza slovena in procinto di insediarsi continui a costruire ponti e a esplorare ogni possibilità di negoziare accordi in relazione al nuovo Patto UE su Migrazioni e Asilo. Conseguire tali obiettivi è di vitale importanza per interrompere anni di stallo in materia di asilo nell’UE e, finalmente, introdurre un sistema che sia davvero comune e sostenibile. Un sistema che rispetti la dignità umana, capace di assicurare protezione in tempi rapidi ai rifugiati – donne, bambini e uomini in fuga da guerre, violenze e persecuzioni orribili. E un sistema che sia equo, parimenti efficiente in tutti i Paesi dell’UE, chiamati alla condivisione di responsabilità nei confronti dei rifugiati, nello spirito dell’Unione e dei valori su cui si fonda. L’UNHCR sostiene le indicazioni del Patto UE presentato, tra cui quella inerente al fondamentale impegno a rafforzare il meccanismo di ricerca e soccorso volto a salvare vite in mare, e ad assicurare un coordinamento strutturato delle operazioni di sbarco delle persone soccorse. È chiara la necessità di difendere il diritto di cercare asilo e accedere alle relative procedure all’interno dell’UE: non possono esservi compromessi al momento di garantire tale diritto fondamentale.Non esiste un’unica soluzione capace di prevenire e rispondere alle migrazioni forzate. Il fenomeno richiede un approccio comprensivo sia in Europa sia al di fuori dei suoi confini. Ma con una serie di attori capaci di unire le forze, come auspicato dal Global Compact sui Rifugiati (GCR), condividere le responsabilità per sostenere efficacemente rifugiati e Paesi di accoglienza diventa possibile. Auspichiamo che l’UE dia continuità al positivo percorso intrapreso nel sostenere il GCR, così come finora avvenuto in numerosi Paesi nei quali soggiornano rifugiati. Considerato che l’86 per cento dei rifugiati è accolto in Paesi in via di sviluppo, e non in Europa, un supporto politico e finanziario maggiore e continuativo da parte dell’UE è essenziale per regioni e Paesi al di fuori dell’UE che accolgono numeri elevati di persone costrette a fuggire.

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L’Unione Europea presenta la “Joint Cyber Unit”

Posted by fidest press agency su sabato, 26 giugno 2021

“Quando ci troviamo a considerare il panorama odierno delle minacce informatiche, con una specifica attenzione sul ransomware che ha un impatto sia su Governi che su aziende private, apprezziamo particolarmente l’interesse che la politica sta ponendo sui cyber attacchi. Tuttavia resta da vedere quanto questo progetto di una cyber unità congiunta, che si prefigge di mettere a disposizione squadre di risposta in tutta l’Unione Europea, sarà efficace. Oggi molti Paesi dell’Unione Europea controllano la loro sicurezza nazionale e anche all’interno dei trattati UE concordati, sono presenti eccezioni sulla collaborazione tra le forze dell’ordine.Ci dovrebbe essere un focus ancora più forte sulla collaborazione tra entità private e governi, simile a quello che abbiamo visto negli Stati Uniti. La rapida evoluzione e il futuro delle minacce informatiche richiede una partnership tra privati e Governi più forte, dove le informazioni sulle minacce possono essere condivise e comunicate con efficacia tra gli Stati membri dell’UE.Quando osserviamo il panorama delle minacce informatiche, ci accorgiamo che è veramente senza confini e sta diventando una sfida globale. C’è certamente necessità di un maggiore coinvolgimento politico per affrontare il fatto che alcune delle minacce informatiche più pericolose e impattanti, come il ransomware, sembrano operare impunemente da Paesi che offrono un certo grado di sicurezza ai criminali informatici”.

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Una nuova relazione tra l’Unione Europea e la Gran Bretagna

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 aprile 2021

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo in vista del voto sull’accordo commerciale e di cooperazione UE-Regno Unito. “Oggi il Parlamento europeo voterà l’accordo di più ampia portata che l’UE abbia mai raggiunto con un paese terzo. Può costituire la base su cui costruire una nuova relazione lungimirante tra UE e Regno Unito. Nonostante la decisione del Regno Unito di lasciare la nostra Unione, condividiamo ancora legami profondi e di lunga data, valori, storia e vicinanza geografica. È nell’interesse di tutti noi far funzionare questa nuova relazione”.”Il Parlamento europeo è stato fortemente coinvolto durante tutti i negoziati. Il gruppo di coordinamento del Parlamento ha lavorato a stretto contatto con il capo negoziatore della Commissione europea Michel Barnier per assicurare che le nostre priorità fossero incluse e che le nostre linee rosse fossero rispettate. L’accordo finale riflette ciò, con forti protezioni per gli elevati standard sociali e ambientali dell’UE, e l’accesso senza tariffe e quote per le aziende dell’UE. Per sua stessa natura, la Brexit significa maggiori disagi e disfunzioni per i cittadini e le imprese. Non si possono avere i vantaggi dell’appartenenza all’UE standone al di fuori. Tuttavia, questo accordo fa molto per mitigare le sue conseguenze peggiori”.”Negli ultimi quattro mesi, le commissioni parlamentari competenti hanno esaminato l’accordo in dettaglio, per fornire un adeguato controllo democratico e la supervisione parlamentare. Se sarà approvato, monitoreremo da vicino l’attuazione sia di questo nuovo trattato che dell’accordo di recesso. Non accetteremo alcun passo indietro da parte del governo britannico sugli impegni presi”.”Sosteniamo anche la creazione di un’Assemblea parlamentare di partenariato per i membri del Parlamento europeo e di quello del Regno Unito. I Parlamenti possono spesso portare una prospettiva diversa da quella dei Governi e sono convinto che questa Assemblea possa aiutare a favorire buone relazioni e promuovere i nostri interessi comuni”.

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Pandemia e maggiori poteri all’Unione europea

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha già proposto la istituzione dell’Unione sanitaria europea, attraverso la quale attivare maggiore coordinamento e misure per lo sviluppo, lo stoccaggio e gli appalti di prodotti medici necessari a affrontare le crisi sanitarie (1). Ma gli Stati comunitari sono riluttanti a cedere le proprie competenze. Risultato: risposta negativa alla richiesta della Commissione di sottoporre a verifica, nel periodo estivo, i sistemi sanitari nazionali, in vista della seconda ondata pandemica, che ora è in corso.E’ di oggi un sondaggio comunitario che ci dice che 4 italiani su 5 (il 78%) vorrebbero maggiori poteri dell’Ue per affrontare la crisi pandemica. Percentuale che scende al 66 nel complesso del territorio dell’Unione (2). Viste le percentuali (in Italia in modo particolare) dei voti/consensi degli italiani nei confronti di tutti coloro (maggioranza di governo inclusa) che non ne vogliono sentire di aiuti comunitari (Next Generation Eu in primis)… è evidente che la situazione è molto cambiata da quando la pandemia dilaga. In termini popolari si potrebbe dire che “la paura fa 90”. E, come spesso accade, quando le persone sono chiamate ad esprimere il proprio pensiero senza doversi schierare dietro una bandiera o un filtro ideologico, vengono fuori delle sorprese. Nel secolo scorso fu così per importanti conquiste di civiltà come divorzio e aborto, che hanno cambiato il nostro Paese. In questo secolo lo sperimentiamo oggi in un momento fondamentale per il futuro della nostra economia, della nostra società, della nostra salute, della nostra vita. Certo, è “solo” un sondaggio, ma non abbiamo altri strumenti per capirlo e, siccome sarebbero impensabili alcuni strumenti di consultazione popolare per saperlo in modo insindacabile, è a questo sondaggio che occorre riferirsi. Di conseguenza, spetta a chi ci governa e ci amministra di farne tesoro. Soprattutto per coloro che hanno fin ad oggi tentennato stando dietro agli equilibri dei vari schieramenti politici. Il messaggio che ci arriva è chiaro e, per tutti coloro che hanno sempre paura di diventare impopolari nel decidere, oggi non si corre il rischio di diventare impopolari: Più poteri all’Unione Europea, lo chiede il 78% degli italiani e il 66% degli europei (inclusi quelli di paesi come Polonia e Ungheria che boicottano dalla mattina alla sera ogni decisione che possa in qualche modo compromettere la loro sovranità).Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Candidatura Turchia all’Unione Europea

Posted by fidest press agency su domenica, 15 novembre 2020

“Il governo ha appena bocciato la risoluzione di Fratelli d’Italia in commissione Esteri per chiedere la revoca di paese candidato alla Unione Europea della Turchia che frutta miliardi di euro a Erdogan”. Lo dichiara in una nota Andrea Delmastro, deputato FDI e capogruppo in commissione Esteri della Camera. “Erdogan ha pregiudicato gli equilibri in Siria, ha aggredito militarmente Cipro – nazione europea – nella sua sovranità marittima, è intervenuto in Libia, sta aggredendo i cristiani in Armenia, ha sfregiato Santa Sofia trasformandola in moschea, ha invitato i turchi a fare 5 figli a testa per islamizzare l’Europa. Cosa altro deve fare? La Farnesina dismetta gli abiti dell’eunuco e chieda con forza la revoca di status di candidato all’Unione Europea. Basta flussi di denari alla Turchia che trasformano il nano Erdogan in Sultano armato contro la nostra civiltà”.

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Prima relazione annuale sulla situazione dello Stato di diritto nell’Unione europea

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2020

La prima relazione annuale sullo Stato di diritto è una delle principali iniziative del programma di lavoro della Commissione per il 2020e fa parte del meccanismo europeo globale per lo Stato di diritto annunciato negli orientamenti politici della Presidente von der Leyen. È il risultato di uno stretto dialogo con le autorità nazionali e i portatori di interessi ed esamina tutti gli Stati membri in modo obiettivo e imparziale. La valutazione qualitativa effettuata dalla Commissione si concentra sugli sviluppi significativi intervenuti a partire dal gennaio 2019 e garantisce un approccio coerente applicando la stessa metodologia a tutti gli Stati membri, pur rimanendo proporzionata agli sviluppi.La relazione fa parte del nuovo ciclo annuale relativo allo Stato di diritto: il meccanismo per lo Stato di diritto. Il meccanismo è un ciclo annuale inteso a promuovere lo Stato di diritto e prevenire l’insorgere o l’aggravarsi di problemi. L’obiettivo è quello di migliorare la comprensione e la consapevolezza dei problemi e degli sviluppi di rilievo, nonché di individuare le sfide allo Stato di diritto e aiutare gli Stati membri a trovare soluzioni con il sostegno della Commissione e degli altri Stati membri, e di portatori di interessi quali la commissione di Venezia. Il meccanismo ha un ruolo preventivo, è distinto dagli altri strumenti dell’UE in materia di Stato di diritto e non sostituisce i meccanismi basati sul trattato di cui dispone l’UE per reagire a problemi più gravi in materia di Stato di diritto negli Stati membri. Tali strumenti comprendono le procedure di infrazione e la procedura per proteggere i valori fondanti dell’Unione ai sensi dell’articolo 7 del trattato sull’Unione europea. Si differenzia inoltre dalla proposta procedura di condizionalità per la tutela del bilancio, che mira a proteggere il bilancio dell’UE in situazioni in cui gli interessi finanziari dell’Unione potrebbero essere a rischio a causa di carenze generalizzate dello Stato di diritto in uno Stato membro. Alcuni Stati membri stanno avviando riforme volte a rafforzare l’indipendenza della magistratura e stanno riducendo l’influenza del potere esecutivo o legislativo sul sistema giudiziario. Tra loro figurano anche Stati membri in cui l’indipendenza della magistratura è tradizionalmente considerata elevata o addirittura molto elevata. Le valutazioni specifiche sui singoli paesi mostrano che l’indipendenza della magistratura continua a destare preoccupazione in alcuni Stati membri, il che ha portato all’avvio di procedure di infrazione o di procedure ai sensi dell’articolo 7, paragrafo 1, del trattato sull’Unione europea. Un’altra sfida che si pone in tutta l’UE è fare in modo che i sistemi giudiziari siano adeguati all’era digitale; l’attuale pandemia ha dato un ulteriore impulso per accelerare le necessarie riforme digitali. I cittadini dell’UE godono in generale di elevati standard di libertà e pluralismo dei media. Soprattutto durante la pandemia di coronavirus, i media si sono dimostrati essenziali nella lotta alla disinformazione. La relazione manifesta tuttavia preoccupazione per quanto riguarda l’efficacia e l’adeguatezza delle risorse e il rischio di politicizzazione delle autorità di regolamentazione dei media in alcuni Stati membri. Alcune valutazioni per paese hanno inoltre individuato casi in cui la pressione politica sui media ha dato adito a gravi preoccupazioni. Infine, i giornalisti e altri operatori del settore dei media sono esposti a minacce e attacchi in relazione al loro lavoro in diversi Stati membri, anche se alcuni paesi hanno sviluppato pratiche e istituito strutture e misure per sostenere e proteggere i giornalisti. Il bilanciamento dei poteri a livello istituzionale è il fulcro vitale dello Stato di diritto e garantisce che il potere esercitato da un’autorità statale sia soggetto a un controllo democratico. In diversi Stati membri sono state avviate riforme costituzionali per rafforzare i sistemi di bilanciamento dei poteri istituzionali. Molti Stati membri hanno inoltre messo a punto strategie sistematiche per coinvolgere i portatori di interessi e garantire che le riforme strutturali scaturiscano da un ampio dibattito all’interno della società.

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Be Charge ottiene 8,2 milioni di euro dall’Unione Europea

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2020

L’Unione Europea sostiene la ripresa economica degli stati membri investendo 2,2 miliardi di euro che serviranno per finanziare 140 progetti chiave nel mondo dei trasporti. I progetti selezionati contribuiranno a costruire le infrastrutture e i collegamenti necessari nel continente europeo per favorire la mobilità sostenibile, oltre a contribuire alla creazione di nuove opportunità lavorative. Nell’ambito del Blending Facility Call, il progetto Be Charge, ha ottenuto il maggior contributo per il nostro Paese pari a €8.225.160. Il contributo integra i 25 milioni di euro già assegnati lo scorso dicembre dalla BEI (Banca Europea per gli Investimenti) e rappresenta un riconoscimento di grande prestigio per Be Charge e per l’Italia.Il grant da 8,2 milioni di euro è finalizzato all’installazione di 14.000 punti di ricarica al 2023. Tale progetto è parte integrante del piano di sviluppo e di investimenti nel network di ricarica per veicoli elettrici – già avviato da Be Charge nel 2018. Il piano complessivo prevede l’installazione di 30.000 punti di ricarica sul territorio italiano nei prossimi 5 anni ed un investimento complessivo di 150 milioni di euro.Circa il 75% dei punti di ricarica sarà installato in area urbana, la parte restante sui principali corridoi di mobilità (Trans-European transport network TEN-T) che attraversano la penisola, al fine di completare il piano strategico di Be Charge che consentirà la mobilità elettrica fruibile sul corto, medio e lungo raggio. Be Charge è una società del Gruppo Be Power S.p.A. dedicata alla diffusione delle infrastrutture di ricarica per la mobilità elettrica. Be Charge sta sviluppando uno dei maggiori e più capillari network di infrastrutture di ricarica pubblica per veicoli elettrici in Italia per dare un contributo decisivo allo sviluppo di un sistema di mobilità sostenibile.

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Il Parlamento Europeo vuole un’Unione europea della salute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 luglio 2020

Bruxelles. Secondo una risoluzione sulla futura strategia UE della sanità pubblica, il COVID-19 ha evidenziato la necessità di dare all’UE un ruolo molto più forte nel settore della salute.La risoluzione non legislativa, adottata venerdì con 526 voti favorevoli, 105 contrari e 50 astensioni, definisce i principi della futura strategia UE in materia di sanità pubblica post COVID-19.Nel testo, i deputati sottolineano la necessità di trarre i giusti insegnamenti dalla crisi COVID-19 e chiedono una cooperazione più forte nel settore della salute, con una serie di misure volte a creare un’Unione sanitaria europea. Ciò dovrebbe includere degli standard minimi comuni per un’assistenza sanitaria di qualità, basati su stress-test dei sistemi sanitari degli Paesi UE per identificare i punti deboli e verificare che siano preparati ad una possibile recrudescenza dli COVID-19.
Si chiede inoltre la creazione di un meccanismo europeo di risposta sanitaria per reagire a tutti i tipi di crisi sanitarie, per rafforzare il coordinamento operativo a livello di UE e per monitorare la costituzione e l’attivazione della riserva strategica di medicinali e attrezzature mediche. L’imminente strategia farmaceutica dell’UE deve contenere misure per rendere i farmaci essenziali disponibili più velocemente in Europa. Occorre mettere in atto delle catene di approvvigionamento diversificate per garantire fornitura e accesso in qualsiasi momento.Il Parlamento è soddisfatto del nuovo programma EU4Health, che ha una dotazione di 9,4 miliardi di euro, e ritiene che siano necessari investimenti e impegni a lungo termine. I deputati chiedono l’istituzione di un fondo UE dedicato, per migliorare le infrastrutture ospedaliere e i servizi sanitari. Oltre a ciò, le agenzie sanitarie europee ECDC ed EMA, così come la ricerca sanitaria congiunta, devono essere rafforzate.Con la crisi COVID-19 in corso, i deputati ribadiscono la richiesta di un accesso per tutte le persone in tutto il mondo ai futuri vaccini e trattamenti, non appena saranno disponibili. Gli acquisti congiunti dell’UE devono essere utilizzati in modo più sistematico per evitare la concorrenza tra gli Stati membri quando è in gioco la salute pubblica.

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Le opportunità di rilancio dall’Unione europea

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 giugno 2020

Lunedì 29 giugno 2020, dalle 10.00 alle 13.00, amministratori locali, rappresentanti delle istituzioni europee e operatori del settore si confronteranno sulle misure messe in campo dall’Unione europea per sostenere il settore turistico. Aprirà i lavori Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, seguito da Carlo Corazza, responsabile del Parlamento europeo in Italia e Antonio Parenti, capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea.A seguire gli interventi di Emma Petitti, presidente Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna, Andrea Corsini, assessore Turismo e trasporti Regione Emilia-Romagna, per un focus sul territorio.La parola passerà poi agli stakeholders: Paola Batani, titolare della catena alberghiera Batani select hotels, Claudio Fantini, titolare Fantini club Cervia, Giuliano Grani, titolare di società di gestione impianti sciistici dell’Appenino, Lino Giglioli, presidente Consorzio terme dell’Emilia-Romagna), Francesca Velani, coordinatrice di Parma 2021, Enrico Postacchini, presidente Aeroporto di Bologna.Gli operatori del settore avranno la possibilità di confrontarsi sia con i deputati europei Antonio Tajani, presidente della Commissione Affari Costituzionali e della Conferenza dei Presidenti e capo delegazione Forza Italia (PPE) (tbc), Mara Bizzotto (ID, Lega), Elisabetta Gualmini (S&D, PD), Sabrina Pignedoli (NI, M5s), Carlo Fidanza, capo delegazione Fratelli d’Italia (ECR), che con Ovidiu Ene, policy officer presso la Direzione Generale Mercato interno, industria, imprenditoria e PMI della Commissione europea e con un altro funzionario della Direzione generale per la politica regionale e urbana.Modererà i lavori Leonardo Nesti, responsabile della redazione Ansa di Bologna.L’intero evento sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook del Parlamento europeo in Italia e sarà chiuso da un punto stampa.

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Unione Europea: Al via un referendum per uscirne

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 Maggio 2020

Roma. Un referendum di indirizzo sul recesso dello Stato italiano dall’Unione Europea. E’ questo il titolo di un progetto di legge d’iniziativa popolare promosso, tra gli altri, anche da Vittorio Sgarbi, deputato alla Camera. che ha così aderito all’iniziativa di Gian Luca Proietti Toppi e Daniele Ricciardi, due avvocati ideatori del comitato promotore denominato «Libera l’Europa – Uexit».
Il progetto di legge, elaborato da giuristi ed accademici, ha l’obiettivo di restituire all’Italia sovranità politica, fiscale e monetaria.
Spiega Sgarbi: « Questa Europa delle banche e della burocrazia non fa gli interessi dei cittadini. E’ un’Europa fantoccio, che esiste solo sulla carta, che ha il volto cinico del sistema bancario e quello opportunista degli alti burocrati di Strasburgo e Bruxelles aggrappati ai loro privilegi. E’ un’Europa di vincoli e non di opportunità. E in questi mesi di pandemia abbiamo scoperto sulla nostra pelle, in spregio al principio fondante del mutuo soccorso, come, in realtà, prevalgano egoismi e paure».Queste le tappe del referendum.
Mercoledì 27 maggio una delegazione di promotori depositerà presso la Corte di Cassazione il progetto di legge costituzionale.
Subito dopo sarà formalmente costituito il comitato promotore «Libera l’Europa – Uexit» con la partecipazione di rappresentanti di gruppi, associazioni, comitati e movimenti che vorranno aderire.
Dopo gli adempimenti tecnici partirà la raccolta delle firme che vedrà come protagonisti tutti gli amministratori locali, sindaci e consiglieri comunali dei 7.904 comuni italiani.Proprio i comuni sono le vittime dei vincoli europei; a partire dal 1999 con il Patto di stabilità interno e dal 2013 con l’equilibrio di bilancio figlio del Fiscal Compact.

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Siamo al Kali Yuga dell’Unione europea

Posted by fidest press agency su martedì, 5 Maggio 2020

“Se la costituzione tedesca è incompatibile con l’attività svolta dalla Bce e giudica illegittimi i piani d’acquisto di Bond siamo arrivati al Kali yuga dell’Unione europea. A meno che non si voglia aderire a un piano pangermanico già tentato rovinosamente con due conflitti mondiali, ma non era esattamente questa la visione di Adenauer, Schuman e De Gasperi.Se questo è il livello di coscienza europea della Germania, si profilano tali soluzioni: cambiare la costituzione tedesca, far aderire i 26 paesi alla nuova Confederazione pangermanica, estromettere la Germania dall’Ue. O si adegua insomma la Germania o siamo al Kali yuga dell’Unione ovvero all’Era della discordia e dell’ipocrisia. Tuttavia è impossibile non constatare quanto sia vera la resistenza tedesca allo sviluppo equo, solidale, espansivo dell’Unione europea”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.
We are at the Kali Yuga of the European Union
“If the German constitution is incompatible with the activity carried out by the ECB and considers Bond’s purchase plans illegitimate, we have arrived at the Kali yuga of the European Union. Unless you want to adhere to a pangermanic plan already attempted ruinously with two world conflicts, but this was not exactly the vision of Adenauer, Schuman and De Gasperi.If this is Germany’s European level of conscience, such solutions are outlined: change the German constitution, make the 26 countries join the new Pangerman Confederation, oust In short, Germany from the EU will adapt Germany or we are at the Kali yuga of the Union or the Age of discord and hypocrisy. However, it is impossible not to see how true the German resistance to the fair, supportive and expansive development of the European Union is. ” This is what Fabio Rampelli, vice-president of the Chamber of Deputies and deputy of FDI declares in a note.

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L’Unione europea e il fondo salva Stati: due comunicati di segno opposto

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 aprile 2020

“Un risultato straordinario, frutto del grande lavoro e della determinazione. Il “Recovery Fund” sarà la base di un nuovo processo a tutela della nostra economia, del tessuto sociale e dell’Europa. L’Unione ha capito che servono strumenti straordinari, ed interventi urgenti. È una grande vittoria. Se non viene tradito il sogno dei padri fondatori è grazie all’Italia e a quei Paesi che, con noi, hanno portato avanti questa battaglia. Grazie Presidente Giuseppe Conte!”. Lo scrive, su Facebook, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.
Dichiara, invece, il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni:“Conte ci aveva abituato a conferenze stampa fiume per decantare le lodi dei suoi provvedimenti, tutti peraltro di scarsissimo impatto. Il fatto che oggi abbia liquidato in pochi minuti gli esiti di un appuntamento fondamentale è una dimostrazione, temo, dell’ennesimo buco nell’acqua a livello europeo. Forse in fondo se ne vergogna anche lui. Perché mentre il Fondo per la ripresa viene declinato al futuro e con contorni ancora tutti da definire, l’unica cosa certa è che tra pochi giorni sarà operativo il Mes con le sue condizionalità tutt’altro che light. C’è bisogno di liquidità subito e l’Italia non può più attendere i capricci della Germania e dei suoi satelliti. È tempo di mettere da subito in campo i BOT patriottici cinquantennali a zero tasse garantiti dalla Bce per sostenere le nostre imprese. In ogni caso aspettiamo i gruppi in aula domani mattina, dove abbiamo depositato un odg contro l’utilizzo del Mes che non lascia scampo a equivoci, sul quale tutti dovranno assumersi le loro responsabilità”. (n.r.: Quid est veritas? Probabilmente sta nel mezzo. Ci offrono un boccone per non morire di fame e fanno in modo che le industrie, dalla Germania ai paesi satelliti, riescano a prendere fette di mercato sempre più ampie e a tenerci con il fiato sul collo con il nostro debito sovrano sempre più vistoso e che ci consentirà appena di sopravvivere.)

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Ursula Von der Leyen si scusa con l’Italia per i ritardi dell’Unione europea

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

Meglio tardi che mai ma ora ci aspettiamo risposte immediate dall’Europa: bene l’utilizzo senza vincoli dei fondi strutturali non ancora spesi, e che Fratelli d’Italia aveva proposto 20 giorni fa, e l’annuncio sulle risorse per l’occupazione. SURE è una proposta che verificheremo e studieremo nel dettaglio. La vera partita rimane il Fondo Salva Stati e su questo la nostra posizione rimane sempre la stessa: riprendiamoci i nostri soldi e usiamoli per aiutare famiglie e imprese». È quanto scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Otto ONG palestinesi finanziate dall’Unione Europea

Posted by fidest press agency su sabato, 15 febbraio 2020

Hanno stretti legami con il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (Fplp), un gruppo designato come terrorista dagli Stati Uniti, dal Canada, da Israele e dalla stessa Unione Europea.Lo afferma un rapporto di NGO Monitor pubblicato a fine gennaio, che menziona le ong palestinesi Addameer Prisoner Support & Human Rights Association, Al-Dameer, Defense for Children International – Palestine, Health Work Committees, Palestinian Centre for Human Rights (PCHR), Union of Agricultural Work Committees (UAWC), Union of Health Work Committees e Union of Palestinian Women’s Committees, spiegando che “oltre 70 loro dipendenti attuali o ex, membri del consiglio di amministrazione, membri dell’assemblea generale nonché alti dirigenti e fondatori hanno legami diretti con il Fplp. Alcuni di loro occupano posizioni finanziarie, suscitando interrogativi circa la gestione degli aiuti”.Il rapporto descrive in dettaglio finanziamenti per milioni di dollari devoluti a queste ong da sponsor governativi di Paesi Bassi, Svizzera, Spagna, Germania, Francia, Irlanda, Norvegia e Belgio, con il supporto aggiuntivo di Stati Uniti, Canada, Giappone, UNICEF e Ufficio Onu per il coordinamento degli affari umanitari.

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“L’Unione Europea ha un deficit di democrazia”

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 gennaio 2020

“Testimonia la sua drammatica crisi di ruolo, con buona pace degli europeisti acritici del Pd. Lo conferma la sua incapacità di orientare la politica estera, di avere un ruolo nel conflitto israeliano-palestinese e oggi nello scenario iraniano e iracheno, rivelando così la sua natura unicamente economica e finanziaria. Non è la Bce, unico soggetto forte dell’Ue, a potersi occupare di geopolitica, a stabilire la presenza europea nell’area del Golfo e in Africa nella prospettiva dei prossimi secoli.
Se il ruolo della sola Italia nell’inferno mediorientale non può che essere limitato, risulta scandalosa la nostra assenza sulla questione libica, diventata ormai una porta girevole dalla quale entrano ed escono francesi, americani, russi e turchi, perché in politica valgono le leggi della fisica: se c’è uno spazio vuoto qualcuno o qualcosa finisce per occuparlo. La Libia è un’area di interesse strategico per la nazione e l’Italia quando ha avuto l’autorevolezza ha esercitato il ruolo di ‘Stato stabilizzatore’ di quel braccio di Mediterraneo, utile all’intera comunità internazionale. Quando c’è una crisi così stringente il ministro degli Esteri non dovrebbe stare a Bruxelles, ma a Tripoli, testimoniando con la presenza fisica l’interesse prevalente dell’Italia. L’aiuto richiesto all’Europa è paradossalmente un’ammissione di debolezza frutto della nostra rinuncia a essere protagonisti con incisivi accordi commerciali, economici, culturali e militari”. E’ quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia intervenendo a Coffee Break.

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Rigenerare la Valpolcevera: Che cosa può fare l’Unione europea

Posted by fidest press agency su sabato, 12 ottobre 2019

Genova 16/10/2019 – 09:30 – 13:00Cinema Albatros, Via G.B. Roggerone 8(link is external) un incontro su come i nuovi programmi e risorse dell’Unione europea, destinati allo sviluppo del territorio, possano rilanciare la Valpolcevera. L’evento organizzato dal Centro Europe Direct Genova, in collaborazione con il Centro In Europa e la Rappresentanza in Italia, è aperto a tutti.

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Mostra interattiva su progetti finanziati dall’Unione europea

Posted by fidest press agency su sabato, 21 settembre 2019

Castel Mareccio (BZ) si svolgerà il 24 e il 25 settembre una fiera interattiva, organizzata dalla Ripartizione Europa in collaborazione con la Ripartizione Agricoltura della Provincia autonoma di Bolzano – Alto Adige. In mostra 42 progetti finanziati dai fondi strutturali dell’UE che presentano le loro attività e i loro risultati e invitano a sperimentare concretamente come l’Europa stia plasmando la vita quotidiana di tutti noi.
In occasione di questo evento a Castel Mareccio, i visitatori dei 42 stand potranno sperimentare fenomeni naturali attraverso occhiali 3D, conoscere varietà di cereali senza glutine o testare innovativi dispositivi di sicurezza su una parete da arrampicata.

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Discorso del Presidente Juncker sul recesso del Regno Unito dall’Unione europea

Posted by fidest press agency su sabato, 21 settembre 2019

Strasburgo Il presidente Juncker ha aperto il dibattito spiegando: “ho detto al Primo ministro Johnson che non provo alcun attaccamento emotivo per il ”backstop”. Ma ho chiaramente indicato che sono profondamente impegnato a favore degli obiettivi che si prefigge.” Il Presidente Juncker ha inoltre informato i parlamentari di aver invitato il primo ministro britannico Boris Johnson, durante l’incontro svoltosi lunedì 16 settembre a Lussemburgo, a presentare “proposte concrete, operative e per iscritto su soluzioni alternative che consentano di raggiungere tali obiettivi”. Il presidente Juncker ha concluso il suo intervento congratulandosi con gli Stati membri dell’Unione europea per la grande unità di azione e solidarietà dimostrata durante i negoziati con il Regno Unito, concludendo: “questa unità è il nostro bene più importante e la nostra risorsa più preziosa.” Alla sessione ha inoltre partecipato il capo negoziatore della Commissione europea, Michel Barnier. Gli interventi del Presidente Juncker e del capo negoziatore della Commissione europea Michel Barnier sono disponibili online.

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