Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 175

Posts Tagged ‘unione europea’

Futuro del bilancio dell’Unione europea

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 maggio 2017

parlamento europeo romaRoma Venerdì 26 maggio, alle ore 16.00 presso lo Spazio Europa, via IV Novembre 149 il Vice direttore Generale della Direzione generale Bilancio della Commissione europea Silvano Presa terrà un dibattito pubblico sul futuro del bilancio dell’Unione europea e sul Libro bianco sul futuro dell’Europa, rispondendo alle domande dei cittadini.
Lo scopo dei Dialoghi organizzati dalla Commissione europea è avvicinare i cittadini all’Unione europea, dando loro la possibilità di esprimere opinioni, porre domande e ricevere risposte direttamente dai rappresentanti della Commissione europea sulle questioni che toccano la loro quotidianità e stanno loro più a cuore.

Posted in Politica/Politics, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Si può riformare l’Unione Europea? Per la crescita e l’occupazione

Posted by fidest press agency su martedì, 21 marzo 2017

Roma Giovedì 23 Marzo 2017, ore 15:30 Dipartimento di Economia, Sala delle Lauree Via Silvio D’Amico 77. In occasione del 60° annivarsario della firma dei trattati di Roma, presso il Dipartimento di Economia si terrà il seminario di studio Si può riformare l’Unione Europea? Per la crescita e l’occupazione. Introduce il prof. Sebastiano Fadda.

Posted in Roma/about Rome, scuola/school, Uncategorized, Università/University | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Antonio Tajani, sul futuro dell’Unione europea

Posted by fidest press agency su sabato, 18 febbraio 2017

Portrait of Antonio TajaniIl Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ha accolto con favore l’approvazione odierna da parte dell’assemblea plenaria di tre rapporti rispettivamente di Guy Verhofstadt, Mercedes Bresso, Elmar Brok, Reimer Böge e Pervenche Berès sul futuro dell’Unione europea.
Secondo il Presidente Tajani, “Dobbiamo avvicinare l’Europa ai cittadini. La posizione del Parlamento sul futuro dell’Europa è chiara: l’Unione deve rispondere alle preoccupazioni dei cittadini e offrire risultati più concreti.Il Parlamento europeo è il fulcro di questo impegno a rafforzare l’Europa per renderla più efficace. Noi siamo la voce delle persone e dobbiamo garantire che i cittadini siano al centro del progetto Europeo. Dobbiamo fare tesoro dei successi degli ultimi sessant’anni, ma anche imparare dai nostri errori. Dobbiamo cambiare l’Europa, non indebolirla. Lo dobbiamo fare per noi e per le generazioni future, che meritano un’Europa più sicura, più prospera e sostenibile, capace di affermarsi come leader globale difendendo i nostri valori nel mondo.”

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Unione Europa: Velocità o meno, ciò che conta sono i consumatori, motore dell’economia

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 febbraio 2017

europa-comunitariaEuropa a due velocità, con interesse dei tedeschi visto che è l’attuale loro governo a proporlo… e quindi dopo la Brexit (ancora tutta in aria -1), ulteriore colpo all’Unione, all’euro e alle prospettive federali del territorio europeo? Noi -molto modestamente, dal nostro osservatorio e con la nostra azione politica essenzialmente a livello italiano- vogliamo ricordare che le velocità nell’attuale Unione ci sono gia’ e sono rilevanti: gli Stati nazionali per esempio, e la mancanza di politiche uniche fiscali e di difesa come secondo esempio, e le politiche sui migranti come terzo esempio, etc etc. Abbiamo scoperto l’“acqua calda”, ne siamo consapevoli, ma ricordarlo serve forse ad aiutare a capire che le soluzioni di nuove velocita’ che vengono prospettate, forse non rappresentano chissa’ quale novita’, ma sono solo la fotografia dell’attuale e, quindi, se dovessero essere prese in considerazione come pratica innovativa,
non sono altro che roba vecchia che ha gia’ dimostrato di non funzionare. Abbiamo per questo le soluzioni? Per carita’, non siamo cosi’ altezzosi e non pretendiamo cosi’ tanto. Ci preme solo ricordare, visto che il confronto e lo scontro politico per il benessere dei singoli e del mondo avviene a livelli transnazionali (dove l’ONU svolge solo una funzione di “cerotto” dei mali diffusi), che a questi livelli contano numeri e idee motrici. Con al centro l’economia e l’istruzione. Per capire sui numeri (restando nel cosiddetto Occidente).
Gli Usa sono un mercato di 325 milioni di consumatori. L’Unione Europea e’ un mercato di piu’ di 500 milioni di consumatori.
Le attuali situazioni che nascono da questi numeri. Gli Usa sono (ancora e per il momento) la prima potenza mondiale, a partire dalla forza del loro mercato interno e dalla capacita’ innovativa e creativa che nasce dalla loro istruzione. L’Unione Europea e’ riuscita (per ora) solo limitatamente a far pesare il proprio mercato interno, mentre per l’istruzione (sostanzialmente Erasmus) siamo in alto mare, e i risultati dell’istruzione sui singoli territori (proprio perche’ -a nostro avviso- non sono parte di un’unione federale) invece di guardare il mondo a partire dai propri 500 milioni di consumatori, si rivolge ad altri sistemi piu’ recettivi (essenzialmente Usa).
Accade, quindi, che la forza di un mercato come quello dell’Unione e’ sottovalutata perche’ poco fruibile e, spesso (anche grazie all’attuale montante nazionalismo antieuropeo) considerata come una gabbia.
Viene spontanea una domanda: perche’ in Unione Europea non si parte da questa semplice constatazione della propria potenza di mercato interno? Certo, ci sono tante variabili potenzialmente sconvolgenti, come per esempio quelle continentali e sub-continentali di Cina, Giappone, Africa e India… ma rappresentano un limite o non piuttosto uno stimolo a meglio organizzarsi per meglio dialogare ed aiutarsi per il benessere e la felicita’ transnazionale? Noi, ovviamente peroriamo per la seconda possibilita’ (stimolo, etc.). Ma non ci sembra che sia altrettanto da parte dei decisori. Tanto bla bla politicante, tanta paura di perdere poltrone a favore dei nazionalismi, ma per arrivare dove? Sui nazionalismi -allo stato dei fatti- dove si sono proposti come alternativa, sono stati sconfitti (Scozia, Catalogna, Austria -per esempio- anche se questi non erano anti-Ue nello specifico), e questo ci puo’ far credere che con politiche sui consumatori (l’Ue conviene per questo e per quest’altro), il ridimensionamento dei nazionalismi non e’ una chimera. Sul bla bla politicante, occorrono fatti, numeri, provvedimenti, snellimento della burocrazia, trasparenza, accessibilita’, comprensione oltre le barriere linguistiche… cioe’: benessere tangibile a partire dalla quotidianita’ di ogni consumatore. Difficile? Sicuramente non facile. La democrazia e la liberta’ sono di difficile e faticosa gestione ma, visto che nel mondo questo binomio fino ad oggi ci ha portato ad una drastica riduzione di fame, malattie e malessere, perche’ non accelerare anche in questo nostro mercato interno di 500 milioni di consumatori? Il testimone, ovviamente va ai decisori che -per il momento, e per fortuna- sono regimi parlamentari. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Se crolla l’Euro, viene giù l’Unione Europea

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 febbraio 2017

banca centrale europeaL’Unione Europea non sopravviverà alla fine dell’Euro, ha avvertito Mario Draghi, presidente della Banca Centrale Europea. Un timore dal contenuto piuttosto ovvio e intuitivo. Ma nell’epoca in cui viviamo, il rischio concretissimo di buttare al macero settant’anni di grandissimi progressi sociali, economici e di pace non fa più paura. Equiparare l’UE all’Unione Sovietica o la Germania di oggi al Terzo Reich fa tendenza e attira scrosci di applausi. E alla fine una buona parte dell’opinione pubblica ha finito per crederci davvero. Un’epoca che verrà studiata come un manifesto alla scarsa qualità del nostro sistema d’istruzione, che non solo insegna male a leggere e scrivere, ma tratta la storia solo come fredda nozionistica e ignora del tutto l’educazione civica.
Nulla è tabù, per carità, nulla vieta che si decida di sfasciare tutto. Trattandosi di un esperimento umano che cerca di ricomporre secoli e di guerre e frammentazione, l’UE e l’Euro sono imperfetti e necessitano di continui aggiustamenti, anche drastici, su cui faticano a mettersi d’accordo decine di capi di Governo. Col senno di poi, avremmo potuto e dovuto evitare molti errori, a cui ora devono far fronte Istituzioni europee deboli e sotto continuo attacco, e Paesi membri dove dilagano forze politiche sovraniste.
Ma non per questo si possono prendere in giro gli elettori, invitandoli ad uscire dall’Euro per “salvare” l’UE, come continuano a ripeterci i populisti nostrani. Più sinceri e onesti i populisti d’Oltralpe, che almeno la dicono tutta ai propri elettori: uscire dall’Euro e dall’UE, dalla Nato e, perché no, anche dal ventunesimo secolo. (Pietro Moretti, vicepresidente Aduc)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Unione dell’energia: dibattito sulle prossime tappe

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 febbraio 2017

energia-elettricaBruxelles Parlamento europeo. La seconda relazione sullo stato dell’Unione dell’energia sarà discussa mercoledì pomeriggio con il Commissario e vicepresidente Maroš Šefčovič. Con otto proposte aggiuntive (“Pacchetto energia pulita”) presentate nel novembre 2016, circa l’80% della legislazione necessaria per completare l’Unione dell’energia è ora nell’iter legislativo.Il Parlamento e il Consiglio hanno raggiunto un accordo provvisorio sulle regole sugli accordi intergovernativi per l’energia e stanno negoziando le nuove norme sull’etichettatura dell’efficienza energetica. A breve, inoltre, dovrebbero avviarsi i colloqui sulla sicurezza della fornitura di gas.Le proposte legislative riguardano l’efficienza energetica, le energie rinnovabili, la progettazione del mercato elettrico, la sicurezza dell’approvvigionamento di energia elettrica e le regole per la governance dell’Unione dell’energia. La commissione per l’industria del Parlamento sta per iniziare l’esame delle proposte.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Data Protection Officer, vacilla la norma

Posted by fidest press agency su sabato, 28 gennaio 2017

sanità-digitaleUno dei principali obiettivi del nuovo Regolamento UE 2016/679, è quello di creare il giusto clima di fiducia tra i cittadini per far decollare il mercato digitale nell’Unione Europea, un’economia da 272 milioni di euro che può continuare a crescere solo se gli utenti si sentono a loro agio mentre fanno acquisti in Internet, senza doversi preoccupare che i loro dati personali potrebbero essere trattati illecitamente o utilizzati per commettere frodi a loro danno.E se da una parte la nuova normativa comunitaria sulla privacy inizia a preoccupare le imprese, che si dovranno adeguare entro il 25 maggio 2018 per non rischiare multe fino a 20 milioni di euro o fino al 4% del fatturato annuo, sul fronte del mercato del lavoro ci sono invece prospettive positive, derivanti dalla crescente necessità di esperti della materia e dall’obbligo di nomina di un “data protection officer” per tutte le pubbliche amministrazioni e per le imprese che trattano su larga scala dati sensibili o altri dati che presentano rischi specifici, oppure se nelle attività principali vengono effettuati trattamenti che richiedono il controllo regolare e sistematico degli interessati, come avviene spesso nelle attività di e-commerce in cui gli utenti vengono profilati online per proporre loro prodotti e servizi in base ai loro gusti e alle loro preferenze.
Un contesto che, secondo le stime dell’Osservatorio di Federprivacy, nei prossimi 12 mesi potrà richiedere fino a 45mila esperti solo in Italia. Numeri importanti, quelli di un’emergente categoria professionale che necessiterebbe però di più trasparenza nel mercato con standard e parametri di riferimento che sono in cantiere da un anno e mezzo con una specifica norma UNI arrivata ora a conclusione del suo iter, ma i cui contenuti non convincono la principale associazione di riferimento del settore:
“Quello della norma tecnica sarebbe stato lo strumento ideale a disposizione degli stakeholder per definire i requisiti che devono possedere i professionisti della privacy per poter essere riconosciuti dal mercato, ovviamente a condizione imprescindibile che tali regole fossero allineate alle prescrizioni del Regolamento UE e alle recenti Linee Guida del Working Party Art.29, nelle quali è stato precisato che il data protection officer deve avere in particolare una conoscenza specialistica della normativa e delle prassi in materia, talvolta anche più elevata in base alla complessità o alla mole dei trattamenti effettuati – spiega il presidente di Federprivacy, Nicola Bernardi – Da parte nostra, abbiamo segnalato in tutte le sedi la necessità di disegnare un profilo adeguato del DPO, ma ora dobbiamo con rammarico constatare che il progetto finale di norma vede un profilo professionale stravolto rispetto ai dettati dell’UE, generico per quanto riguarda le conoscenze giuridiche della normativa, e con molte altre conoscenze invece informatiche, riconducibili più a quelle di un security manager che a quelle richieste a un data protection officer. Allo stato attuale – conclude Bernardi – questa norma non risponde ne’ alle prescrizioni di legge, ne’ alle esigenze di mercato, e per questo rischia di essere solo fuorviante per le imprese che sono alla ricerca del professionista giusto a cui conferire l’incarico.”
Il documento in questione, (Cod. Progetto E14D00036), è stato messo ora all’inchiesta pubblica finale, e tutte le parti interessate possono esprimere i loro commenti fino al 25 marzo 2017, quando UNI tirerà le somme per verificare se ci siano i presupposti perché la norma sul data protection officer possa venire alla luce oppure no.Certo è, che per spingere sul mercato digitale l’Unione Europea ha varato una riforma sulla protezione dei dati personali egualmente vigente in tutti gli Stati membri, e altrettanto evidente è che la norma così com’è allo stato attuale devia da quella direzione, e rischia di far mancare alle imprese le giuste professionalità, con il pericolo di ingenerare confusione nel mercato delle professioni.Imprese e pubbliche amministrazioni, devono perciò vigilare attentamente per non incorrere in pesanti sanzioni, perché è in gioco la loro organizzazione e la capacità di rispettare la normativa sulla circolazione e protezione dei dati, senza dimenticare infine che è indispensabile evitare di offuscare i diritti fondamentali che sono riconosciuti per legge ai cittadini.

Posted in Diritti/Human rights, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Circular Economy: l’impegno dell’Unione Europea per un’economia circolare

Posted by fidest press agency su domenica, 23 ottobre 2016

torinoTorino Il 24 ottobre 2016, presso l’Aula magna del Campus Luigi Einaudi (lungo Dora Siena, 100 Torino) alle 10 si terrà l’incontro “Circular Economy”, evento che rientra tra le iniziative promosse dall’ufficio di Milano del Parlamento europeo. Questo evento vedrà la collaborazione di Europe Direct, del Dipartimento di cultura politica e società di Unito e della Città di Torino, e si rivolge in particolare al pubblico degli studenti, specialmente i più giovani, per portare attenzione sulle misure adottate a livello europeo per incentivare la transizione dell’Europa verso una economia circolare. Nei sistemi di economia circolare i prodotti mantengono il loro valore aggiunto il più a lungo possibile e non ci sono rifiuti. Quando un prodotto raggiunge la fine del ciclo di vita, le risorse restano all’interno del sistema economico, in modo da poter essere riutilizzate più volte a fini produttivi e creare così nuovo valore. Nel dicembre del 2014 la Commissione Europea ha deciso di porre su un piano più ambizioso la prevista revisione della legislazione europea sui rifiuti, elaborando un pacchetto di misure integrate che non si pongono solo l’obiettivo di ridurre la produzione di rifiuti, ma di promuovere una più generale transizione verso un’economia circolare. «Il nostro pianeta e la nostra economia non sopravvivranno se continueremo a seguire i dettami del “prendi, trasforma, usa e getta”.» ha affermato Frans Timmermans, il vice presidente della Commissione europea. «Le risorse sono preziose e vanno conservate sfruttandone al massimo il potenziale valore economico. L’economia circolare si prefigge di ridurre i rifiuti e proteggere l’intera economia. Ripensiamo il nostro modo di produrre, lavorare e acquistare.»
Il fine dell’incontro è quello di creare uno spazio di interazione e discussione tra esperti del settore pubblico e privato, insieme agli studenti, alimentando così un dibattito critico e costruttivo.All.incontro, che vede coinvolti 300 ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado del territorio della Città metrpolitana, interverranno:
Alba Garavet (Europe Direct)
Marinella Belluati (Dipartimento CPS)
Dario Padovan (Dipartimento CPS)
Anna Monticelli (Intesa San Paolo)
Elena De Ambrogio (Città di Torino)
Mercedes Bresso (Europarlamentare – collegio NordOvest)
Brando Benifei (Europarlamentare – collegio NordOvest)

Posted in Cronaca/News, Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Integratori alimentari nell’Unione Europea

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 ottobre 2016

integratori alimentariLa mancata armonizzazione della normativa Europea sugli integratori alimentari determina ancora oggi, a distanza di quasi 15 anni dall’entrata in vigore del Regolamento 2002/46 sugli integratori, diversi ostacoli per lo sviluppo del settore, primo fra tutti quello alla libera circolazione delle merci per l’inadeguata applicazione della procedura di mutuo riconoscimento. Una situazione che determina notevoli difficoltà per l’industria nell’approccio al mercato comunitario.Per fare chiarezza sull’intero complesso delle norme comunitarie che regolano il comparto degli integratori, FederSalus che da sempre svolge un ruolo attivo in Europa al fianco di EHPM – European Federation of Associations of Health Product Manufacturers – ha contribuito alla realizzazione del libro “Integratori Alimentari nell’Unione Europea. Normativa comunitaria e normative nazionali, aspetti scientifici della valutazione della sicurezza e dell’efficacia e struttura dei mercati nell’UE” scritto dal Prof. Vittorio Silano, Professore dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, past Chairman del Comitato Scientifico EFSA e attuale Presidente del Panel EFSA CEF.Il volume, strutturato in sette capitoli, dedicati ciascuno ad analizzare un aspetto specifico della normativa del settore, affronta ed approfondisce gli aspetti regolatori degli Stati membri dell’Unione Europea confrontandoli con quelli dei Paesi extra Ue. La Commissione Europea, infatti, ha armonizzato solo alcuni aspetti in materia di integratori alimentari a base di vitamine e minerali, e ha rinviato ad una seconda fase la definizione di norme relative ad altri nutrienti e sostanze determinando grande eterogeneità della normativa che rimane appannaggio dei singoli Stati Membri, “spesso senza che siano chiari i motivi di tali differenze – come afferma il Prof. Silano -. In molti casi le normative differiscono enormemente da Paese a Paese con le immaginabili difficoltà di transito di questi prodotti all’interno del mercato comunitario”.
Un esempio, ampiamente affrontato nel libro, è rappresentato dal processo di armonizzazione sui livelli massimi di vitamine e minerali ammessi negli integratori alimentari che “non è ancora avvenuto a causa della complessità delle informazioni necessarie per tale definizione – continua il Prof. Silano – I livelli massimi permissibili negli integratori alimentari, spesso marcano in alcuni Stati Membri la differenza con i prodotti medicinali a base delle stesse vitamine e minerali. L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare sta lavorando da anni per definire per ogni vitamina e minerale le conoscenze necessarie per l’armonizzazione di questi livelli massimi”.L’applicazione del Regolamento Claim (1924/2006), ancora parziale, porta con sè alcuni limiti e criticità che rischiano di incidere negativamente non solo sull’industria del settore ma anche sulla comunicazione ai consumatori. Nel testo si affronta in particolare il caso dei botanicals, le sostanze e i preparati a base vegetale utilizzati negli integratori alimentari. La valutazione scientifica sull’impiego delle indicazioni salutistiche per i botanicals è ferma dal 2010 e si attende dalle Istituzioni UE una decisione sui criteri di valutazione scientifica che tenga in adeguata considerazione anche la tradizione d’uso.FederSalus, in particolare, è attiva nel sostenere l’adeguatezza della tradizione d’uso per valutare le indicazioni sulla salute riferite ai botanicals, che “rappresentano fra tutti gli integratori alimentari il caso di maggiore frammentazione del mercato europeo a causa delle divergenti valutazioni di sicurezza ed anche della maggiore complessità dell’applicazione delle normative comunitarie in materia di indicazioni nutrizionali e sulla salute” – spiega il Prof. Silano in un’intervista a FederSalus – La storia di uso sicuro di una particolare preparazione botanica è caratterizzata da notevoli limitazioni. Tuttavia, l’EFSA, nel quadro dell’applicazione della normativa sui nuovi alimenti (Reg.(UE) 2283/2015) ha recentemente messo a punto una particolare metodologia che consente di utilizzare la storia di uso sicuro, realizzando una base di dati che consente di individuare agevolmente la presenza di sostanze potenzialmente tossiche da controllare nelle specie botaniche in uso”.Questo scenario normativo ancora incompleto si contrappone alla crescita della domanda di integratori alimentari legata alle moderne esigenze di salute dei cittadini, sempre più attenti alla prevenzione e al benessere, a cui l’industria risponde con investimenti in ricerca e innovazione, contribuendo all’evoluzione complessiva del mercato.”L’Europa assorbe il 20% circa del consumo mondiale di integratori alimentari che è pari a 66 miliardi di euro. In Europa il valore del mercato degli integratori ammonta a circa 13 miliardi di euro e rappresenta il 37% del totale mercato Consumer Healthcare – afferma il Presidente FederSalus Marco Fiorani, coautore del testo –. L’Italia è il principale mercato europeo, e nell’ambito dei cinque Stati leaders in Europa è quello che ha registrato il maggior tasso di crescita del periodo fra il 2009 ed il 2015. L’industria oggi risponde all’evoluzione dell’approccio alla salute degli individui investendo in innovazione di prodotto e tecnologica e nel supporto scientifico dei prodotti. Tuttavia, ad un’industria che investe si affianca un contesto regolatorio che rischia di frenare lo sviluppo. FederSalus ha avviato un percorso di riconoscimento dell’integratore alimentare come presidio della salute e sta lavorando per portare all’attenzione delle Autorità questi temi e per fornire alle imprese gli strumenti giusti per favorire innovazione e qualità”.

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il Referendum europeo in Gran Bretagna è solo un segno delle crescenti difficoltà dell’Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2016

chiesa evangelica luteranaLa Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI), che riunisce le comunità luterane dell’intera penisola, rende noto un commento relativo all’esito del referendum svoltosi nel Regno Unito e che ne ha decretato l’uscita dall’Unione Europea.“Il Referendum europeo in Gran Bretagna è solo un segno delle crescenti difficoltà dell’Europa, si legge nella lettera aperta del Consiglio Direttivo della Conferenza delle Chiese Europee. La Chiesa Evangelica Luterana in Italia la condivide, come già accaduto con la precedente dichiarazione delle Chiese Evangeliche in Germania (CEG). Tuttavia gli europei restano indivisibilmente collegati fra loro: non solo nella comune economia di mercato, ma anche nella condivisione di valori per un’Europa forte, solidale e aperta al mondo. Valori che sono citati nei primi articoli della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea: dignità umana, pace, riconciliazione, giustizia, libertà, tolleranza, unanimità, solidarietà, coesione e cooperazione sociale. Questi valori hanno le loro radici anche nella tradizione della fede cristiana, e in ciò le chiese europee sono unite. Nella dichiarazione della CEG si legge altresì: allo spirito europeo e cristiano corrisponde la capacità di aprirsi consapevolmente oltre i confini, per esempio per un sistema di asilo comune europeo con elevati e omogenei standard di protezione. E anche su questo la CELI si associa”, ha dichiarato il Presidente del Sinodo Georg Schedereit.
La Chiesa Evangelica Luterana in Italia, CELI, statutariamente bilingue, italiano e tedesco, è un ente ecclesiastico che attualmente raggruppa 7.000 luterani distribuiti in 15 comunità, dalla Sicilia all’Alto Adige. I suoi rapporti con la Repubblica Italiana sono regolati dalla legge n° 520 del 1995 (Intesa secondo l’art. 8 della Costituzione).
La più antica comunità luterana in Italia è quella di Venezia, risalente alla Riforma attuata dal monaco agostiniano Martin Lutero nel 1517.Capace di evolvere con la società, oggi la CELI è fortemente impegnata non solo nella cura delle anime, ma anche in numerosi ambiti quali cultura, sanità, scuola, assistenza a poveri e immigrati, educazione ambientale, pari opportunità uomo-donna, difesa delle diversità e lotta alle discriminazioni, partecipazione al dibattito etico, religioso e politico.
Proprio per questo impegno, la Chiesa Luterana – una chiesa senza grandi patrimoni – riceve ogni anno la fiducia e il sostegno di tantissimi italiani che scelgono di destinarle l’otto per mille sulla dichiarazione dei redditi: così, nel 2014, sono state, più di 61.000 le firme a favore della CELI, cioè quasi 9 volte il numero dei luterani presenti in Italia. http://www.chiesaluterana.it

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Eurojust: Filippo Spiezia interviene su ‘Cooperazione giudiziaria nell’UE

Posted by fidest press agency su sabato, 21 maggio 2016

giustizia europeaNapoli lunedì 23 maggio, alle 10.30, nell’aula Pessina, corso Umberto I, 40 Il ruolo di Eurojust”, interverranno Gaetano Manfredi, Rettore dell’Università Federico II, Lucio De Giovanni, Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Ateneo, e Filippo Spiezia, membro nazionale italiano ad Eurojust. Eurojust è l’organismo di cooperazione giudiziaria nato nel 2002 per migliorare nell’Unione europea l’efficacia dell’azione di contrasto alle forme gravi di criminalità organizzata.La sua struttura si presenta non sotto forma di network, ramificato presso le singole autorità nazionali, ma come organismo centrale con una sede accentrata (l’Aja), presso cui sono rappresentati i 28 Stati membri dell’Unione. L’entrata in vigore del Trattato di Lisbona ha riformato definitivamente il sistema comunitario e dell’Unione europea, segnando l’avvio di una nuova fase del rapporto tra quest’ultima e gli ordinamenti nazionali. Il settore della cooperazione giudiziaria penale è quello che presenta i tratti di maggiore innovazione. La cooperazione giudiziaria diventa solo una delle componenti, ma la più significativa, per la creazione di uno spazio comune di sicurezza, giustizia e di libertà.

Posted in Cronaca/News, Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Le Europe del 9 maggio

Posted by fidest press agency su domenica, 8 maggio 2016

europa comunitariaSe per buona parte degli europei il 9 maggio significa celebrare l’integrazione, l’unità e la pace in Europa nella ricorrenza della dichiarazione di Schuman del 9 maggio 1950, all’origine dell’Unione europea, per altri invece segna l’avvio del periodo di privazione di diritti sotto l’Unione Sovietica, iniziato con la dichiarazione di vittoria di Stalin sulla Germania il 9 maggio 1945.Questa la storia con cui l’innovatore processo di integrazione osato dall’Europa deve confrontarsi ancora oggi, dopo sessant’anni. Ed è sulle contraddizioni insite in questi paradigmi culturali e sociali che attraversano i popoli dell’Europa, che nell’attuale contesto di crisi si pone la domanda: è ancora valida e attuale l’esperienza europea? Gli europei vogliono ancora stare insieme?
Per Pasquale Ferrara, diplomatico, studioso e docente di Relazioni Internazionali e di Diplomazia, «la visione europea dell’integrazione, cioè mettere insieme non tanto le sovranità ma le volontà politiche di diversi paesi per governare congiuntamente fenomeni che sfuggono al controllo dei singoli stati, rimane una grande intuizione». Attraverso l’integrazione «l’Europa dimostra che il multilateralismo può avere ancora oggi un valore aggiunto se non è più lo stato il centro dell’attenzione, ma la funzione politica che esso svolge, vale a dire rispondere ai bisogni dei cittadini in un mondo globale e transnazionale».«Un’Europa capace di stare insieme e di riscoprire in questo modo cosa può fare di più e di meglio per il mondo». Così Maria Voce riassume la prospettiva del Movimento dei Focolari nel prendere parte ai processi in corso in Europa. Un esempio di questo impegno è “Insieme per l’Europa”, nel quale convergono oltre 300 Comunità e Movimenti di chiese cristiane, una rete che agisce con obiettivi condivisi in funzione del continente, promuovendo una cultura di reciprocità attraverso cui singoli e popoli possono accogliersi, conoscersi, riconciliarsi, sostenersi vicendevolmente. «“Insieme per l’Europa” non è fine a sé stessa, ma ha una natura squisitamente politica, nel senso più nobile del termine: si adopera per il bene di questo pezzo di umanità che è l’Europa, allo scopo di ravvivarne le radici e consapevole di dare anche un contributo al resto del mondo».
Dal 30 giugno al 2 luglio 2016 “Insieme per l’Europa” promuove a Monaco, Germania, un evento europeo di riflessione e di azione. Per due giorni, 36 tavole rotonde e forum permetteranno lo scambio di esperienze e di prospettive su altrettante tematiche riguardanti l’Europa. L’evento avrà la sua conclusione con una manifestazione pubblica in piazza il terzo giorno. Papa Francesco e il Patriarca ecumenico Bartolomeo I saranno presenti attraverso videomessaggi personali. Jean-Claude Junker, presidente della Commissione europea, e Thorbjørn Jagland, segretario generale del Consiglio d’Europa, hanno accordato il loro patrocinio (http://www.together4europe.org/).
«Nel momento in cui c’è più bisogno di Europa, meno l’Europa si mostra all’altezza di queste sfide», sostiene Ferrara in riferimento alla mancanza oggi di figure politiche con una visione di ampio respiro. E conclude: «Ma forse guardiamo nella direzione sbagliata? Forse pensiamo che ci vogliano uno o più leader politici e invece dobbiamo fare più calcolo della società civile, puntando di più sui giovani e sulla loro creatività sociale e politica, sulla loro capacità di immaginare il “Vecchio” continente come un continente “nuovo”». (By Victoria Gómez)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il TTIP e le clause di salvaguardia dell’Unione Europea

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 maggio 2016

agricolturaGreenpeace risponde alla Commissaria al Commercio UE, Cecilia Malmstrom e al capogruppo Pd in commissione Agricoltura Nicodemo Oliverio, che rassicurano sul fatto che il TTIP non affosserà il principio di precauzione che differenzia l’approccio normativo dell’Unione europea da quello statunitense.
Malmström e Oliverio fanno gli gnorri. I documenti segreti resi noti oggi non fanno menzione del principio di precauzione sancito dall’Unione europea, che fornisce un più elevato livello di protezione per consumatori e ambiente. Il riferimento al principio di precauzione di cui parla Malmstrom è contenuto in un position paper dell’Unione europea che non è parte dei capitoli del TTIP che sono stati pubblicati da Greenpeace Olanda” afferma Federica Ferrario, campagna agricoltura sostenibile di Greenpeace Italia.
“I documenti pubblicati oggi mostrano anche l’influenza delle lobby industriali sui negoziatori. Si dice in più punti che i negoziatori consultano regolarmente l’industria e sono pronti a farsi portavoce delle loro posizioni. Malmström può anche promettere che non abbasserà gli standard di tutela per consumatori e ambiente, ma l’evidenza è un’altra: in diversi punti gli Stati Uniti propongono di abbassare gli standard europei, ma in questi documenti non ci sono proposte della Ue per controbilanciare tali pressioni. La Commissione europea pubblichi i documenti restanti e dimostri il contrario” conclude Ferrario. I documenti sono disponibili su http://www.ttip-leaks.org

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Ritorna la sfida dei giovani scienziati

Posted by fidest press agency su martedì, 5 aprile 2016

milano10Milano, p.le Morandi 2 Domenica 10 aprile dalle 15.00 alle 19.00 e lunedì 11 aprile dalle 9 alle 11 Cerimonia di premiazione: lunedì 11 aprile – Aula Maggiore – dalle 11.00 alle 13.00 “Abbiamo selezionato i migliori 29 progetti realizzati da 73 finalisti provenienti da dodici Regioni italiane,” dice il dott. Alberto Pieri, Segretario Generale della FAST, Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche, che organizza ogni anno, ininterrottamente dal 1989, per la Commissione europea, Direzione Generale Ricerca, la selezione nazionale del più importante concorso per i giovani di età compresa tra i 14 e i 20 anni. La mostra degli stand e delle invenzioni e prototipi realizzati dai giovani partecipanti è aperta al pubblico a Milano domenica pomeriggio e lunedì mattina. Si saprà il nome dei vincitori della selezione italiana 2016 solo lunedì mattina. I migliori rappresenteranno l’Italia alla finale europea prevista per il 28° concorso dell’Unione europea a Bruxelles dal 15 al 20 settembre e parteciperanno ai più importanti concorsi mondiali in rete con tale iniziativa. Sono più di 5 mila gli Istituti scolastici superiori a conoscenza del concorso. Almeno 110 mila studenti hanno pensato di concorrere; circa 3 mila hanno cominciato a lavorare per partecipare; ma alla fine le proposte preparate e valutate all’interno delle singole scuole sono 284, frutto degli sforzi di 538 autori. Dopo la ferrea selezione all’interno delle diverse strutture scolastiche per inviare alla Giuria Fast solo i migliori, i contributi sono diventati 66. I 35 componenti della Giuria hanno scelto i 29 progetti realizzati da 73 studenti da invitare all’esposizione di Milano del 9-11 aprile 2016. Alla mostra ci sono anche stand di giovani meritevoli provenienti da Olanda, Spagna, e Messico.
La fantasia non manca agli studenti, che rispondono a pieno alla principale caratteristica del concorso promosso da Fast e inserito nel Programma per la valorizzazione delle eccellenze del MIUR-Ministero dell’istruzione dell’Università e della Ricerca: non privilegiare una disciplina scientifica specifica, come fanno invece le varie Olimpiadi (informatica, matematica, chimica, biologia …); essere aperto a tutte le tematiche e alle loro applicazioni e valorizzare le conoscenze e le competenze dei giovani meritevoli.
E’ evidente comunque che alcuni argomenti sono più gettonati di altri, se si leggono i vari lavori prestando attenzione alle applicazioni invece che alle materie di studio. Vince l’ambiente, seguito dalla salute; poi ci sono l’alimentazione, le tecnologie dell’informazione, la difesa dai terremoti, l’energia. E altro ancora.
Per l’edizione 2016 la Giuria è formata da 35 valutatori con esperienze diversificate e attivi in prestigiosi centri di ricerca anche internazionali. 12 esperti provengono dall’Università; di questi 5 lavorano a Chicago, Cape Town, Heidelberg, Aachen, Uppsala. Gli atenei nazionali coinvolti sono: Politecnico di Milano, Milano Bicocca, Università di Milano, Pavia e Torino.

Posted in Cronaca/News, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“L’internazionalizzazione negli atenei piemontesi”

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2015

torinoTorino. È stata pubblicata l’edizione 2014/15 del rapporto “L’internazionalizzazione negli atenei piemontesi: gli iscritti stranieri e gli studenti in mobilità” redatto dall’Osservatorio regionale per l’Università e il Diritto allo Studio universitario.
«La fotografia che viene scattata dal rapporto ci dice che le Università piemontesi sono sempre più una meta per molti studenti stranieri, la testimonianza dell’ottimo livello della formazione universitaria nella nostra regione. Non solo, i dati ci dicono che molti di questi sono figli di stranieri residenti in Italia: la prova che l’integrazione in Piemonte è già in atto. Chi invece arriva dall’estero non può che essere una ricchezza per il nostro tessuto sociale» – ha dichiarato Monica Cerutti, assessora al Diritto allo Studio universitario della Regione Piemonte.
Nell’anno accademico 2014/15 gli studenti stranieri iscritti in Piemonte sono stati 9.025: 3.789 presso l’Università di Torino; 4.475 al Politecnico; 690 all’Università del Piemonte Orientale; 71 a Scienze Gastronomiche. In dieci anni la presenza di studenti stranieri sul totale degli iscritti è passata da 1,7% del 2003/04, a 8% del 2014/15; un dato che è ampiamente al di sopra di quello italiano che è fermo al 4,3%.
Il trend di crescita positivo è stato registrato anche per quanto riguarda il numero degli immatricolati: nell’anno accademico 1998/99 gli stranieri immatricolati erano poco più di un centinaio; nell’anno accademico 2014/15 erano quasi 1.600.
Il gruppo disciplinare più frequentato dagli studenti stranieri immatricolati nell’anno 2014/15 all’Università di Torino è stato quello Linguistico, seguito dall’Economico-statistico, dallo Scientifico e da quello Politico-sociale. Al Politecnico il gruppo disciplinare più frequentato da immatricolati stranieri è quello di Architettura.
I Paesi che hanno presentato il maggior numero di matricole straniere sono state la Romania, l’Albania, la Cina e il Marocco: rumeni e albanesi sono più numerosi presso l’Università di Torino e presso il Piemonte Orientale; al Politecnico invece la componente più forte è quella cinese.
All’Università di Torino e all’Università del Piemonte Orientale la presenza femminile tra gli stranieri superava quella maschile e risultava superiore anche alla componente femminile tra gli studenti italiani. Il 60% delle matricole di UniTo e l’80% delle matricole del Piemonte Orientale in grande maggioranza hanno conseguito il diploma secondario superiore in Italia; la stessa cosa non si può dire del Politecnico dove si trovano in questa condizione solo il 36% degli studenti.
Anche gli studenti stranieri possono fare richiesta per accedere all’assegnazione di borse di studio o all’erogazione di servizi come abitazione e ristorazione. Gli studenti stranieri non appartenenti all’Unione Europea accedono agli interventi di diritto allo studio universitario a parità condizione di quelli italiani purché in possesso di un permesso di soggiorno in corso di validità. Nell’anno accademico 2014/15 gli studenti stranieri idonei alla borsa di studio sono stati 1.997; provenivano prevalentemente dall’Asia (44%), il 28% è europeo, il 24% circa è africano e il 4% è americano.
Non possono essere trascurati neppure i dati che riguardano la mobilità in ingresso e uscita degli studenti.Gli studenti in ingresso nell’anno accademico 2014/15 sono stati 1.620, di cui 889 al Politecnico, 670 all’Università di Torino e 51 presso il Piemonte Orientale. Il 59% di questi arriva attraverso il programma Erasmus+ e sono spagnoli, francesi tedeschi, portoghesi e polacchi. Il restante 41% ha utilizzato altri canali per giungere negli atenei piemontesi e in questo caso l’ateneo più attrattivo è stato il Politecnico che ha ospitato ben 522 studenti stranieri tramite un programma non afferente all’Erasmus+. Principalmente i canali alternativi sono: accordi bilaterali che prevedono un periodo di frequenza degli studi in Italia e un periodo in un paese straniero; Erasmus Mundus; free mover; Campus Italo Cinese Politong.
Nell’anno accademico 2014/15 sono partiti dall’Italia verso l’estero per studio o tirocinio 2.029 studenti degli atenei del Piemonte; hanno scelto come mete principali Spagna, Francia, Germania e Portogallo. Il Politecnico di Torino è l’unico ateneo a livello regionale e uno dei pochi a livello nazionale ad avere un numero di studenti in uscita inferiore a quello in entrata, ciò vuol dire che attrae più studenti dall’estero rispetto a quelli che partono verso l’estero.

Posted in Cronaca/News, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

L’Unione europea finanzia la formazione sulle tecnologie dell’idrogeno

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2015

energiaKnowHy, Improving the Knowledge in Hydrogen and Fuel Cell Technology for Technicians and Workers, è un progetto di 3 anni, cofinanziato dalla Commissione europea nell’ambito dell’Iniziativa Tecnologica Comune sulle Celle a Combustibile e l’Idrogeno. Lo scopo è mettere a disposizione del maggior numero possibile di tecnici un’offerta formativa sostenibile e ripetibile con moduli specifici e attività pratiche per facilitare la diffusione della tecnologia collegata all’idrogeno. Infatti, nonostante a breve si presentino nuove opportunità di lavoro per tecnici e lavoratori nelle applicazioni di celle a combustibile e idrogeno, mancano attualmente opportunità formative adeguate alle esigenze delle aziende. KnowHy intende superare questo divario offrendo un programma di corsi basato su un modulo comune e cinque diverse specializzazioni. I corsi, supportati attraverso una apposita piattaforma elettronica, sono disponibili in diversi Paesi dell’Unione.Fanno parte del consorzio che realizza l’attività formativa alcune delle più prestigiose organizzazioni specializzate nel settore: Delft University of Technology (Coordinatore), Fundación Hidrógeno Aragón, Fundación San Valero, Technische Universität München, Environment Park, Campus Francorchamps, University of Birmingham, Técnico Lisboa, Vertigo Games, PNO Consultants, Kiwa, McPhy. L’Italia è presente con la FAST – Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche.
Tali operatori promuovono il progetto tra le associazioni professionali in Europa allo scopo di coinvolgere tutte le persone interessate in un programma con le seguenti caratteristiche:
1. Corsi specifici, focalizzati sulle applicazioni che stanno per entrare nel mercato;
2. Piattaforma e-learning multilingue disponibile in diversi Paesi;
3. Attività pratiche, Serious Games e Tutoring complementari alle lezioni;
4. Corsi a basso costo;
5. Offerta formativa facilmente adattabile ad altre lingue o nuove applicazioni, riproducibile e modulabile;
6. Offerta formativa auto-sostenibile per continuare l’attività oltre la fine del progetto.

Posted in Cronaca/News, Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

I deputati danno il via libera al trasferimento di ulteriori 120.000 richiedenti asilo nell’Unione europea

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2015

parlamento europeoLa proposta urgente di ricollocazione di 120.000 richiedenti asilo provenienti da Italia, Grecia e Ungheria verso altri Stati membri dell’UE ha avuto, giovedì, il sostegno del Parlamento. Le prime misure di emergenza provvisorie per un trasferimento iniziale di 40.000 richiedenti asilo in due anni da Italia e Grecia erano state approvate dal Parlamento il 9 settembre.Il sostegno in tempo record del Parlamento alla proposta della Commissione europea del 9 settembre per la ricollocazione di 120.000 richiedenti asilo invia il chiaro messaggio ai ministri europei per gli affari interni, che si incontreranno nuovamente martedì 22 settembre, che è giunto il momento di agire e di trovare finalmente un accordo su questa seconda proposta di emergenza. La proposta della Commissione prevede che altri 120.000 richiedenti asilo siano trasferiti dall’Italia (15.600), dalla Grecia (50.400) e dall’Ungheria (54.000). Questa cifra si aggiunge al trasferimento iniziale di 40.000 richiedenti asilo, approvato dal Parlamento il 9 settembre e dal Consiglio Giustizia e Affari interni il 14 settembre. Il numero totale di persone da rilocalizzare sale dunque a 160.000.
Il Parlamento ha sostenuto la proposta della Commissione (senza modifiche) con 370 voti favorevoli, 134 contrari e 52 astensioni. Successivamente, ha approvato la risoluzione legislativa con 372 voti favorevoli, 124 contrari e 54 astensioni, nella quale informa il Consiglio che questa approvazione non pregiudica la sua posizione che prenderà successivamente in merito alla proposta che istituisce un meccanismo di ricollocazione permanente, sul quale il Parlamento deciderà su un piano di parità con gli Stati membri.Prima della votazione il Presidente Schulz ha informato l’Aula sulla sua intenzione di inviare una lettera all’attuale Presidente del Consiglio, Xavier Bettel, per chiedere – in nome del Parlamento – fondi comunitari da liberare immediatamente per aiutare i paesi che ospitano la maggioranza dei rifugiati siriani (Libano, Turchia e Giordania).Nel dibattito in plenaria di mercoledì, il ministro lussemburghese per l’immigrazione e l’asilo, Jean Asselborn, intervenendo in nome della Presidenza del Consiglio, ha informato il Parlamento che “ci sarà un cambiamento importante alla proposta iniziale: l’Ungheria non si considera un paese in prima linea e non vuole beneficiare del regime di trasferimento. Il Parlamento europeo deve tenerne conto quando redigerà il suo parere”.Il sistema obbligatorio proposto assegnerebbe i richiedenti asilo agli Stati membri in base alla loro capacità di assorbirli, da calcolare utilizzando seguenti coefficienti: popolazione complessiva (40%); PIL (40%); media dei richiedenti asilo nel passato (10%) e tasso di disoccupazione (10%) (cfr. proposta di relocalizzazione per ogni Stato membro).Gli Stati membri che partecipano al sistema riceverebbero 6.000 euro per persona trasferita, incluso un tasso di prefinanziamento del 50% per consentire alle autorità nazionali di agire molto rapidamente. I paesi dai quali sarebbero trasferiti i richiedenti asilo riceverebbero 500 euro per ogni persona trasferita, per coprire i costi di trasporto.La proposta prevede che – per motivi debitamente giustificati e obiettivi, come un disastro naturale – se uno Stato membro è temporaneamente incapace di partecipare, debba contribuire al bilancio dell’UE fino allo 0,002% del suo PIL. Spetterà alla Commissione valutare i motivi comunicati dal paese e decidere se sia giustificata la sua mancata partecipazione al sistema, per un massimo di 12 mesi.
Il fallimento dei ministri UE per gli affari interni di trovare un accordo per stabilire le modalità di trasferimento di 120.000 richiedenti asilo è stato duramente criticato da una larga maggioranza dei deputati durante il dibattito in plenaria di mercoledì sull’esito della riunione del Consiglio di lunedì. La maggioranza dei membri ha invitato gli Stati membri ad agire congiuntamente e con urgenza, per affrontare la crisi in corso e costruire un sistema di asilo e migrazione europea in grado di funzionare nel lungo termine.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Quarto Reich

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 luglio 2015

democratura europeaTorna come una cometa profeta di sventure il Pangermanesimo, ispiratore della prima e della seconda guerra mondiale, che causò milioni di morti nonché la distruzione materiale dell’Europa. Lo slogan abituale del pangermanesimo che fu di Guglielmo II, di Adolf Hitler e lo è adesso con Anghela Merkel, rappresentava la volontà di una unione dell’Europa, ma vista come dilatazione territoriale, economica e politica della Germania. La storia dell’espansionismo tedesco coincide con la storia dei reich che hanno rappresentato la Germania.
Primo Reich – riferito al Sacro Romano Impero dal 962 al 1806
Secondo Reich – l’Impero tedesco dal 1871 al 1919 Guglielmo II,
Terzo Reich – designazione informale della Germania nazista (1933-1945), Adolf Hitler
Quarto Reich: Merkel e l’unione monetaria europea ed espansionismo finanziario della Germania.
Da Guglielmo II, transitando per Hitler, fino alla Merkel, il leit motif si è ripetuto, con eventi tragici. E’ nell’aspirazione all’unità dell’Europa che si nasconde l’inganno, perché il pangermanesimo è stato, ed è, il sogno proibito dei governanti tedeschi, limitato solamente nei brevi periodi successivi alle sconfitte militari della prima e della seconda guerra mondiale, per riprendere vigoria quando le altre nazioni hanno permesso alla Germania sconfitta di tornare ad essere potenza militare, fino al terzo reich, per diventare, adesso, dopo la sconfitta militare, potenza economica in grado di condizionare l’intera Europa agli interessi del pangermanesimo.
L’unione dell’Europa, sotto la guida della Germania, con uno stato di sudditanza e subalternità delle altre nazioni, ritorna puntualmente, con una periodicità allarmante.Il grande errore degli alleati, vincitori della seconda guerra mondiale, fu di permettere la riunificazione delle due Germanie, divise dopo gli accordi di pace, con particolare riferimento ai Patti di Parigi del 1947.L’esclusione della Germania dalle nazioni firmatarie ebbe una chiara valenza di diritto internazionale, avendo subito la nazione tedesca il fenomeno della debellatio in seguito all’occupazione totale del suo intero territorio e alla conseguente soppressione di qualsiasi governo. La Germania non era dunque più un soggetto di diritto internazionale e pertanto non poteva firmare alcun trattato, le sue sorti anche territoriali vennero affidate a semplici ordinanze militari delle quattro potenze occupanti.Malauguratamente prevalsero i compromessi per restituire alla Germania la dignità di “nazione”. Ma non bastò, perché venne consentita la riunificazione delle due Germanie e, cosa ancora ben più grave, vennero, praticamente, abolite le penali per danni di guerra, che avrebbero costretto a stringere la cinghia per oltre mezzo secolo, invece di stare a pensare ai modi come condizionare la vita delle altre nazioni europee aderenti all’UE.Che piaccia a meno, la terza guerra mondiale è stata sibillinamente dichiarata dalla Germania della Merkel al resto dell’Europa, ma, forte delle precedenti sconfitte militari, ha cambiato metodo aggressivo, non più affidato ai panzer, bensì alle banche.Gran parte delle banche tedesche sono in mani pubbliche, tramite tali banche la Germania investe pesantemente nei titoli di Stato delle nazioni prese di mira, lucrando sulle variazioni dello spread che la Germania controlla; basta fermare la voragine degli acquisti di btp e lo spread si innalza, alimentando gli interessi sugli investimenti. Praticamente si tratta di un esercizio abusivo di controllo diretto sulla nostra politica interna, che vede il montante degli interessi passivi cambiare da un giorno all’altro, alimentando guadagni parassitari da parte delle banche tedesche.Ma Berlino opera al contrario con i propri titoli, investendo i guadagni ricavati dai titoli italiani su titoli tedeschi, mantenendo bassi i tassi di interesse.
Non è ancora una guerra dichiarata e ufficialmente aperta, ma è certamente una guerriglia di posizione, dove le forze italiane non sanno trovare compattezza, preferendo l’esportazione all’estero in isole fiscali, alla difesa sostenuta da una folle politica fiscale che, con i governi Berlusconi, ha sostenuto la finanza creativa scoraggiando investimenti produttivi con condoni fiscali, sanatorie e scudi fiscali che hanno fornito di denaro fresco e senza pagare il dovuto, la mafia, la camorra, la ndrangheta e sacra corona, nonché le varie criminalità associate nella gestione delle istituzioni, grazie alla corruzione dilagante.
Mancando la parità di poteri, è escluso che possa affermarsi una Europa Unita, perché la Germania vorrà sempre germanizzare il resto dell’Europa, a meno che non nasca una Repubblica Federale Europea, con l’esclusione della Germania, a meno che non venga sancita una “camera di compensazione”, che abbia, come sua missione, quella di equilibrare le bilance dei pagamenti tra import ed export, in modo che le esportazioni della Germania coincidano con analogo valore di importazione, con ogni singola nazione.Verrebbero azzerati gli squilibri, ottenuti grazie a maggioranze anomale in sede parlamentare europea; per tutti valga un esempio minimo: L’Italia è vincolata ad una produzione minimale di latte, quindi costretti ad importare latte per la caseificazione; così dall’essere i migliori produttori al mondo di formaggi, ci ritroviamo ad importare latte e formaggi dalla Germania. (Rosario Amico Roxas) (foto: democratura europea)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Fisco secondo Renzi: proposte eversive?

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2015

tasse“Le proposte di riforma fiscale lanciate da Renzi sono eversive nei confronti della permanenza dell’Italia nell’Unione Europea, perché sono contro il Def (documento di economia e finanza) scritto dallo stesso governo e approvato nei mesi scorsi dall’Ue”. Lo ha detto Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, parlando con i giornalisti al termine della capigruppo di Montecitorio. “Le proposte di Renzi potrebbero essere, tra l’altro, problematiche nei confronti dei mercati. Cosa potrebbero pensare i mercati? L’Italia vuole uscire dall’euro con questi tagli fiscali? Perché quello che vuol fare Renzi sarebbe al di fuori delle attuali regole europee”.
“Renzi lo spieghi in Parlamento. Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. Non si può dire all’opinione pubblica che si tagliano le tasse, senza dire che questo comporta la cancellazione dei vincoli europei”. “Noi siamo da sempre per il taglio delle tasse e siamo disponibili a discuterne, purché Renzi si assuma le sue responsabilità. Venga in Parlamento”, ha aggiunto Brunetta.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Grecia: Accordo raggiunto

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 luglio 2015

atene“L’accordo sulla Grecia – che evita la sua uscita dall’euro e pone le basi per una politica di riforme che permetta al Paese, pur con duri sacrifici, di ripartire – è una notizia positiva che segnala due cose. Primo: nell’Europa non c’è uno Stato padrone, ma un’Unione che, seppur a fatica, ha ritrovato la sua ragion d’essere. Abbiamo detto e ripetiamo che non vogliamo un’Europa tedesca ma una Germania europea” Maurizio Lupi, capogruppo di Area popolare alla Camera, commenta così la notizia dell’accordo tra Unione europea e Grecia che evita l’uscita di Atene dall’euro. “Ora l’Europa, dopo essere stata a un passo dal baratro, deve avere il coraggio di cambiare senza più tentennamenti. Bisogna proseguire sulla strada iniziata con l’unione monetaria in direzione dell’unione di bilancio, dell’unione bancaria, dell’unione economica e dell’unione politica. In secondo luogo la vicenda dell’accordo raggiunto insegna che nell’Europa che vogliamo vince il realismo e non il populismo, vince il benessere dei cittadini e non la demagogia delle promesse che mostrano velocemente il loro fiato corto” spiega. “La dissennatezza di un referendum che spacciava l’irresponsabilità come democrazia ha dovuto subito lasciar spazio alla politica e alla capacità del compromesso. La storia come sempre farà giustizia, dopo l’inevitabile strascico di polemiche e di accuse grottesche che già sentiamo nelle dichiarazioni dei soliti arruffapopolo, i greci e i cittadini europei potranno tirare un sospiro di sollievo” conclude.

Posted in Cronaca/News, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »