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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

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Un’Unione della sicurezza autentica ed efficace

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

Nella relazione presentata sono riassunte le iniziative intraprese dalla Commissione in alcuni dei settori chiave dell’Unione della sicurezza, quali la lotta al terrorismo, lo scambio di informazioni, il contrasto alla radicalizzazione e la cibersicurezza, e si sottolinea nel contempo la necessità di compiere ulteriori sforzi, in particolare per quanto riguarda l’attuazione della normativa dell’UE in materia di sicurezza. Nel contesto della reazione dell’attentato di Christchurch avvenuto nel marzo 2019, la Commissione raccomanda inoltre all’Unione europea di avviare negoziati con la Nuova Zelanda in materia di scambio di dati personali con Europol per combattere le forme gravi di criminalità e il terrorismo.Gli Stati membri sono in grado di scambiarsi più informazioni che mai, in particolare grazie all’assistenza offerta da agenzie dell’UE come Europol. L’UE ha notevolmente migliorato la sua resilienza informatica e sta lavorando per garantire la cibersicurezza delle reti 5G. In seguito alla valutazione coordinata a livello di UE dei rischi per la sicurezza, gli Stati membri dovrebbero ora concordare una serie di misure di attenuazione dei rischi entro il 31 dicembre.
L’UE ha inoltre continuato ad adoperarsi per contrastare la disinformazione e proteggere l’integrità delle elezioni attraverso il codice di buone pratiche per l’autoregolamentazione sulla disinformazione firmato nell’ottobre 2018.
Alcuni Stati membri non attuano ancora pienamente una serie di norme fondamentali dell’UE in materia di sicurezza che riguardano il terrorismo e la criminalità informatica. Tra queste vi sono dossier prioritari, quali lo scambio dei dati del codice di prenotazione (Passenger Name Record – PNR) e la direttiva sulla lotta contro il terrorismo. Solo tredici Stati membri attuano le norme dell’UE per un accesso più restrittivo alle armi da fuoco e ventuno devono ancora recepire le norme antiriciclaggio. Inoltre, ventitré Stati membri non applicano ancora le norme dell’UE che configurano il reato di abuso sessuale su minori e quattro Stati membri non rispettano la normativa UE sugli attacchi contro i sistemi di informazione. La Commissione invita gli Stati membri ad adottare con urgenza le misure necessarie per assicurare la piena attuazione delle norme dell’UE sulla sicurezza.
Il 9 ottobre la Commissione ha firmato accordi sulla lotta al terrorismo con l’Albania e la Macedonia del Nord. Il 7 ottobre l’UE ha inoltre firmato un accordo di cooperazione nella gestione delle frontiere tra il Montenegro e l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera.
Infine, la Commissione ha intensificato la cooperazione e lo scambio di informazioni con altri paesi partner, organizzazioni e portatori d’interesse, due elementi fondamentali per la creazione di un’autentica ed efficace Unione della sicurezza. La Commissione raccomanda oggi che il Consiglio autorizzi l’avvio di negoziati per un accordo che consenta lo scambio di dati personali tra Europol e le autorità neozelandesi competenti per la lotta contro le forme gravi di criminalità e il terrorismo.

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XXI Assemblea Plenaria dell’Unione Internazionale Superiore Generali (UISG)

Posted by fidest press agency su martedì, 30 aprile 2019

Roma. Dal 6 al 10 maggio si svolgerà a Roma, presso l’Hotel Ergife, la XXI Assemblea Plenaria della UISG, dal titolo “Seminatrici di speranza profetica.” Suor Carmen Sammut, msola, annunciando l’Assembla in un video, ha detto che questo tema ci spinge a riflettere su come le religiose possono essere segni di speranza “in un mondo di divisioni e guerre” e “per le tante donne e bambini che soffrono”.Circa 850 Superiore Generali partecipanti, provenienti da 80 paesi diversi, cercheranno insieme risposte a queste domande. Ci saranno 13 lingue ufficiali e circa 40 ospiti invitati tra relatrici, rappresentanti delle Conferenze continentali delle/dei religiose/i e dei Dicasteri Vaticani, e altre/i responsabili di Organizzazioni partner della UISG.
Le riflessioni toccheranno temi importanti quali l’interculturalità, la visione di futuro della vita religiosa, l’integrità della creazione (Laudato Sì), il dialogo interreligioso. Per la prima volta sarà possibile seguire in streaming le conferenze principali in lingua originale (la maggior parte in inglese e alcune in spagnolo), collegandosi alla piattaforma https://zoom.us/join/622-095-529. Ulteriori informazioni sulla Plenaria e il programma sono disponibili su: http://www.uisg.org/Plenary2019.
Il 10 maggio le Superiore generali incontreranno Papa Francesco in Udienza privata. In questa occasione il Papa lancerà la Campagna per i 10 anni di Talitha Kum dal titolo “Nuns Healing Hearts”.Prima e dopo la Plenaria la UISG offrirà 7 workshop di formazione, approfittando della presenza a Roma di Superiore Generali provenienti da tutto il mondo. I laboratori si svolgeranno il 2, 3, 13 e 14 maggio nel Centro della UISG per la Vita Religiosa presso il Regina Mundi (Lungotevere Tor di Nona, 7). I temi sono: Diritto Canonico, Protezione dei Minori, Comunicazione, Cura dei minori nei contesti istituzionali (orfanotrofi).
La UISG (Unione Internazionale Superiore Generali) è un’organizzazione mondiale di Superiore Generali di Congregazioni Religiose femminili, approvata canonicamente. È un foro internazionale dove le Superiore Generali condividono esperienze, scambiano informazioni e si accompagnano reciprocamente nello svolgimento del loro servizio. Attualmente ha circa 1900 membri provenienti da più di 100 paesi, rappresentando più di 450.000 Religiose del mondo.l 2 maggio alle ore 13.00 la UISG incontrerà la stampa accreditata alla Sala Stampa della Santa Sede per un Meeting Point. Saranno presenti:
· Sr. Carmen Sammut, msola, Superiora Generale delle Suore Missionarie di Nostra Signora d’Africa e Presidente UISG (Lingue: inglese e francese)
· Sr. Anabela Carneiro, hsc, Superiora Generale delle Suore Ospedaliere del Sacro Cuore di Gesù (Lingue: italiano, spagnolo, portoghese)
· Sr. Donatella Zoia, sps, Superiora Generale delle Suore Del Preziosissimo Sangue (Lingue: italiano, inglese)
L’incontro può essere seguito via streaming su http://www.youtube.com/user/vatican. (by Patrizia Morgante)

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L’Unione Sindacale di Base torna in piazza

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

Roma martedì 11 dicembre alle 14,30 con un presidio in piazzetta Vidoni, al ministero della Funzione Pubblica, in concomitanza con il passaggio della Legge di Stabilità 2019 al Senato, per chiedere la proroga di tutte le graduatorie dei concorsi pubblici e adeguate risorse per il rinnovo dei contratti in scadenza al 31 dicembre di quest’anno. Il ministro Giulia Bongiorno ha annunciato che saranno prorogate solo alcune graduatorie scelte in base alle professionalità necessarie, promettendo 450.000 nuove assunzioni nei prossimi tre anni. La USB ritiene necessaria la proroga di tutte le graduatorie, per soddisfare l’impellente necessità di assunzioni di molte amministrazioni pubbliche e per rispondere alle aspettative dei 150.000 vincitori ed idonei che, in diversi casi, aspettano da molti anni di essere assunti. Mettersi a fare i distinguo nel momento in cui le graduatorie sono in scadenza appare davvero cinico ed intollerabile. Nella Legge di Stabilità 2019 ci sono appena le risorse per la solita vacanza contrattuale, quindi il Governo del cambiamento sembra muoversi nel solco dei precedenti esecutivi: pochi spiccioli per i contratti e vessazione dei lavoratori, con l’uso della biometria per rilevare le presenze in ufficio. Impronte digitali o rilevazione dell’iride, schedati e trattati come criminali, in nome di una campagna diffamatoria che sembra non avere fine e colore politico. Serve cambiare rotta, per questo serve una protesta forte e decisa. Al momento sono 24 i Comitati di vincitori ed idonei di concorsi pubblici che hanno aderito al presidio della USB.

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Europa: più unione, no frammentazione

Posted by fidest press agency su sabato, 11 novembre 2017

BUDAPESTBudapest. Come si ridurrebbe l’Europa se vincessero tutti gli indipendentismi? Per Agostino Spataro “l’Europa verrebbe frammentata in 80 micro stati e staterelli che ne scardinerebbero la sua unità fisica, economica e culturale. In pratica, cancellerebbero una civiltà che, più nel bene che nel male, dura da oltre tremila anni.Tali indipendentismi, in gran parte egoistici e sempre anacronistici, provocherebbero gravi conseguenze per il futuro dei popoli, dei lavoratori e dei giovani d’Europa, dei suoi livelli di benessere e pacifica convivenza. In particolare:
1) segnerebbero la fine del progetto di Unione Europea che bisognerebbe accelerare e farlo uscire dalle secche di una sudditanza alle politiche neoliberiste e mercantiliste;
2) potrebbero trasformare l’Europa in uno sterminato campo di battaglia, dopo 73 anni di pace tornerebbero l’instabilità permanente, i conflitti locali, perfino la guerra;
3) l’Europa, divisa e indebolita, sarebbe percepita come una pingue preda che scatenerebbe i più ingordi appetiti di conquista;
4) L’Europa non potrebbe più aspirare (pur possedendo oggi i “fondamentali”) a diventare uno dei poli principali del nuovo ordine internazionale, lasciando campo libero alla bipartizione Usa e Cina.
Certo, sappiamo che nell’U.E. vi sono tanti problemi (che possono, devono essere risolti), ma nessuno dei suoi popoli è oppresso: ci sono libertà, democrazia, autonomie.
Perciò, non abbiamo bisogno di stati e staterelli in mano a piccoli satrapi locali, alla criminalità organizzata, a magnati della finanza, ecc.Tale pericolo sta correndo la Spagna. Da un’altra parte, in Sicilia, una delle regioni europee che ha subito un sanguinoso conflitto armato separatista, domenica scorsa la lista degli indipendentisti ha preso solo lo 0,7 % dei voti!L’Europa, per uscire dalla crisi più unita e più forte e socialmente più giusta, deve darsi nuove politiche sociali più rispondenti alle attese dei suoi popoli e istituzioni davvero democratiche e non burocratiche come quelle attuali.
Non si può continuare con l’assurdità di un Parlamento europeo, eletto dai popoli, ma privo di poteri legislativi e di pieno controllo e una Commissione, nominata dai capi di stato, che accentra quasi tutti i poteri e le competenze amministrative e di spesa.Per salvare il progetto di Unione Europea (oggi in pericolo) sono necessari una seria riforma dei meccanismi e un avanzamento del quadro giuridico e istituzionale, di una nuova ripartizione dei poteri e delle risorse finanziarie che privilegi il rapporto fra Regioni e l’auspicato “governo europeo”.
Insomma, un’Europa dei popoli e delle Regioni, da realizzare mediante graduali e bilanciati trasferimenti di quote di sovranità, di competenze dagli Stati nazionali alle due entità individuate come portanti dell’Unione.Ricordo che nella seconda metà degli anni ’80, nel Pci si discusse attorno a un’ipotesi del genere. Infine, insisto a dire che per garantire un futuro al progetto di un’ Europa unita e pacifica bisogna lavorare per unire Europa e Russia, per creare una nuova entità geo- economica e politica dall’Atlantico al Pacifico. Ovviamente, se qualche Paese non desidera partecipare a tale processo può uscire dalla UE. Dispiacerebbe, ma pazienza! Brexit docet.” (Agostino Spataro)

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Stato dell’Unione 2017: Cibersicurezza

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 settembre 2017

european parliamentNel discorso annuale sullo stato dell’Unione, il presidente Jean-Claude Juncker ha dichiarato: “Nel corso degli ultimi tre anni abbiamo fatto passi avanti nel preservare l’incolumità dei cittadini europei online. Ma l’Europa non è ancora ben attrezzata per difendersi dai ciberattacchi. Per aiutarci a difenderci, la Commissione propone oggi nuovi strumenti, tra cui un’agenzia europea per la cibersicurezza.”
Gli europei ripongono grande fiducia nelle tecnologie digitali che offrono ai cittadini nuove opportunità di connessione, favoriscono la diffusione delle informazioni e costituiscono la spina dorsale dell’economia europea. Tuttavia, le tecnologie digitali espongono anche a nuovi rischi, in quanto soggetti statali e non statali cercano sempre più spesso di sottrarre dati, commettere frodi o addirittura destabilizzare governi. L’anno scorso si sono verificati più di 4 000 attacchi con ransomware al giorno e l’80% delle imprese europee ha subito almeno un incidente di cibersicurezza. Solo negli ultimi quattro anni l’impatto economico della cibercriminalità si è quintuplicato.
Per dotare l’Europa degli strumenti giusti per affrontare i ciberattacchi, la Commissione europea e l’Alta rappresentante propongono un ampio pacchetto di misure per rafforzare la cibersicurezza nell’UE, che comprende la proposta di un’agenzia dell’Unione europea per la cibersicurezza, intesa ad assistere gli Stati membri in caso di ciberattacco e un nuovo sistema europeo di certificazione per garantire la sicurezza dei prodotti e dei servizi nel mondo digitale.
Un’agenzia dell’UE per la cibersicurezza: sulla base dell’esperienza dell’attuale Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione (ENISA), l’agenzia avrà il mandato permanente di assistere gli Stati membri nel prevenire i ciberattacchi e rispondere agli stessi in modo efficace. L’agenzia migliorerà la capacità di reazione dell’Unione organizzando ogni anno esercitazioni paneuropee di cibersicurezza e garantendo una migliore condivisione delle conoscenze e delle attività d’intelligence sulle minacce mediante la creazione di centri di condivisione e analisi delle informazioni. Essa contribuirà all’attuazione della direttiva sulla sicurezza delle reti e dei sistemi di informazione che prevede obblighi di segnalazione alle autorità nazionali in caso di incidenti gravi.
Per rafforzare la capacità di cibersicurezza dell’UE, la Commissione e l’Alta rappresentante propongono:
un centro europeo per la ricerca e le competenze in materia di cibersicurezza (da istituire nel corso del 2018) che, collaborando con gli Stati membri, contribuirà a sviluppare e diffondere gli strumenti e la tecnologia necessari per far fronte alle mutevoli minacce e a garantirci mezzi di difesa altrettanto avanzati delle armi dei cibercriminali. Il centro integrerà gli sforzi di sviluppo delle capacità in questo settore a livello nazionale e dell’UE;
un programma che delinea le modalità di risposta dell’Europa e degli Stati membri a livello operativo, in modo rapido e concertato, ai ciberattacchi su vasta scala. La procedura proposta è illustrata in una raccomandazione adottata la settimana scorsa. invita anche gli Stati membri e le istituzioni dell’UE a istituire un quadro dell’UE di risposta alle crisi di cibersicurezza per rendere operativo il programma. Quest’ultimo sarà testato regolarmente nel quadro di esercizi di gestione delle crisi connesse alla cibersicurezza e di altro genere;
maggiore solidarietà: in futuro potrebbe essere presa in considerazione la possibilità di istituire un Fondo di risposta alle emergenze cibernetiche per gli Stati membri che avranno attuato in modo responsabile tutte le misure di cibersicurezza imposte dalla normativa dell’UE. Il fondo potrebbe fornire un sostegno di emergenza per aiutare gli Stati membri, sul modello di funzionamento del meccanismo di protezione civile dell’UE in caso di incendi o calamità naturali;
maggiori capacità di ciberdifesa: gli Stati membri sono invitati a includere la ciberdifesa nel quadro della cooperazione strutturata permanente (PESCO) e del Fondo europeo per la difesa, a sostegno dei progetti di ciberdifesa. Il centro europeo di competenza e di ricerca sulla cibersicurezza potrebbe essere ulteriormente sviluppato integrando anche questa dimensione. Per colmare le lacune nelle competenze in materia di ciberdifesa, nel 2018 l’UE creerà una piattaforma per l’istruzione e la formazione in materia di ciberdifesa. L’UE e la NATO promuoveranno insieme la ricerca in materia di ciberdifesa e la cooperazione per l’innovazione. Sarà rafforzata la cooperazione con la NATO, in particolare la partecipazione ad esercitazioni parallele e coordinate;
una cooperazione internazionale rafforzata: l’UE rafforzerà la sua risposta ai ciberattacchi tramite l’attuazione del quadro per una risposta diplomatica comune dell’UE alle attività informatiche dolose, a sostegno di un quadro strategico per la prevenzione dei conflitti e la stabilità nel ciberspazio. Tale intervento sarà associato a nuove iniziative di sviluppo della capacità cibernetica per aiutare i paesi terzi ad affrontare le ciberminacce.
Per ottenere un reale disincentivo alla perpetrazione di reati, è fondamentale una risposta delle autorità di contrasto più efficace, incentrata sull’individuazione, la tracciabilità e il perseguimento dei cibercriminali. La Commissione propone pertanto di rafforzare l’effetto deterrente mediante nuove misure di lotta contro la frode e la falsificazione di mezzi di pagamento diversi dai contanti.
Dati recenti mostrano che le minacce digitali stanno rapidamente evolvendo e che il pubblico percepisce i reati cibernetici come una minaccia importate: le ricerche suggeriscono che, mentre dal 2015 gli attacchi con ransomware sono aumentati del 300%, l’impatto economico della cibercriminalità è aumentato di cinque volte tra il 2013 e il 2017, e potrebbe aumentare ulteriormente di un fattore quattro entro il 2019. L’87% degli europei ritiene che la cibercriminalità rappresenti un problema significativo per la sicurezza interna dell’UE.

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Europa: Unione della sicurezza

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 settembre 2017

Jean-Claude JunckerBruxelles. La Commissione europea ha riferito oggi in merito alle azioni intraprese per conseguire gli obiettivi stabiliti dal Presidente Juncker nel suo discorso sullo stato dell’Unione del 2016, volti a rafforzare la sicurezza alle frontiere esterne dell’UE, a migliorare lo scambio di informazioni tra Stati membri, a circoscrivere lo spazio in cui i terroristi operano e a prevenire la radicalizzazione.
A un anno di distanza la Commissione ha presentato proposte per realizzare tutte le priorità relative alla sicurezza stabilite dal Presidente Juncker. La presente decima relazione sui progressi dell’Unione della sicurezza illustra anche i progressi compiuti relativamente ad altri dossier di sicurezza e descrive il proseguimento dei lavori per i prossimi 12 mesi e oltre.
Dimitris Avramopoulos, Commissario responsabile per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha dichiarato: «L’anno scorso sono stati fatti grandi passi avanti per realizzare un’autentica Unione della sicurezza. Ma gli attentati del mese scorso sono sufficienti – da soli – a dimostrare che dobbiamo ancora fare molto per garantire la sicurezza dei nostri cittadini. Tutte le misure previste dal Presidente Juncker nel discorso sullo stato dell’Unione del 2016 e nel programma di lavoro della Commissione per il 2017 sono state attuate. Ciò dovrebbe essere visto come una solida base per ulteriori azioni comuni nei prossimi anni. Dobbiamo lavorare tutti insieme – istituzioni , agenzie dell’UE e Stati membri – con fiducia per mettere a punto un’efficace e autentica Unione della sicurezza.»
Julian King, Commissario per l’Unione della sicurezza, ha dichiarato: «L’UE sta riducendo lo spazio in cui i terroristi possono operare, rendendo loro più difficile viaggiare, addestrarsi, ottenere denaro, armi ed esplosivi. Abbiamo reso più sicuri i nostri confini esterni, migliorato lo scambio di informazioni sui terroristi e altri criminali, e intensificato i lavori con le imprese di Internet e le comunità locali per contrastare la radicalizzazione. Ma molto rimane da fare, come hanno ancora una volta tragicamente messo in evidenza gli attentati recenti. I cittadini guardano a noi per proteggere e rafforzare la loro sicurezza; lavorando insieme dobbiamo adempiere agli impegni che abbiamo assunto.»
La Commissione ha sostenuto gli sforzi compiuti dagli Stati membri negli ultimi dodici mesi nell’ambito di due pilastri principali: affrontare il problema del terrorismo, della criminalità organizzata e delle risorse che li sostengono; e rafforzare le nostre difese e costruire la resilienza contro tali minacce.
Potenziare la sicurezza alla frontiera esterna.

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Non è una fuga in avanti

Posted by fidest press agency su martedì, 28 luglio 2015

att5fb12Una volta si diceva “L’unione fa la forza”, ma oggi non si parla di unione ma di frammentazioni ambiziose, che non tengono in alcun conto le sorti e gli interessi della nazione. Si potrebbe affermare, modificando i termini, che “La forza fa l’unione”, anche se dovesse trattarsi solo di una forza legata alle idee. Oggi non c’è nè forza nè unione, ma frammentazioni che svelano facili ambizioni, mediocri atteggiamenti, che finiscono con l’agevolare non i migliori ma quanti si ritrovano ad agire scavalcando ogni scrupolo. In questi 70 anni di democrazia mai come oggi si sente l’esigenza di una forte componente sociale in grado di neutralizzare l’arroganza di quella classe, numericamente sparuta, che possiede il 50% della ricchezza nazionale pur rappresentando solo il 10% della popolazione. Il 90% della popolazione, composta dalle classi intermedie (sulla strada dell’impoverimento) e a basso reddito, si sente abbandonata, non rappresentata per eccesso di sigle, movimenti, partitini, che creano confusione senza proporre serie e concrete alternative. Proprio nel momento in cui si dovrebbe poter fare affidamento ad una sinistra di governo, liberal-democratica e sociale, il campo operativo viene lasciato in mano alla minoranza della nazione che impone le leggi di mercato, dello sfruttamento, dell’arricchimento individuale che è stato agevolato da continue sanatorie, da ripetitivi condoni e da truffaldini scudi fiscali. Si trattasse di una “fuga in avanti” rimarrebbe lo spazio per la speranza, ma si tratta, invece di una “regressione” verso un radicalismo della sinistra che chiede “tutto e subito”, levando al vento troppe voci che finiscono con l’ottenere “nulla e per sempre”. Abbiamo un governo che, ormai, agisce senza alcun pudore, sbandierando riforme concordate con il peggior nemico delle libertà sociali e democratiche, portatore e sostenitore di un liberismo tutto indirizzato a favorire la striminzita e minoritaria classe opulenta, sostenendo che un ulteriore arricchimento della classe opulenta, dovrebbe generare una cascata di benessere per tutti, mentre promuove corruzione, evasione fiscale, esportazione di denaro all’estero, falsi in bilancio, con una penetrazione ormai patologica delle varie mafie dentro le Istituzioni.
Mentre la sinistra si frantuma soddisfacendo individuali ambizioni, le volpi entrano nel pollaio e fanno strage delle pur maggioritarie galline che, ormai, non hanno più un guardiano a difenderle.Vogliono spingere il popolo elettore ad affidarsi alla protesta di Grillo ? Almeno lo dicessero chiaramente. (Rosario Amico Roxas)

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Migliorare le norme per le industrie comunitarie che operano in Cina

Posted by fidest press agency su sabato, 12 ottobre 2013

Italiano: Cina amministrativa

Italiano: Cina amministrativa (Photo credit: Wikipedia)

Mentre i ministri degli esteri dell’UE stanno discutendo di autorizzare negoziati con la Cina, nel dibattito di mercoledì i deputati hanno evidenziato che un accordo d’investimento UE-Cina deve garantire una migliore posizione alle imprese UE nel mercato cinese e la sua negoziazione deve essere supervisionata dal Parlamento.I deputati, pur accogliendo con favore l’iniziativa di migliorare le relazioni economiche con la Cina, hanno inoltre chiesto che i servizi culturali e audiovisivi siano esclusi dai colloqui ed esortato i negoziatori a garantire che le merci prodotte nei campi di lavoro cinesi non rientrino in nessun accordo.Contrariamente al clima stabile e aperto cui gli investitori cinesi sono confrontati nell’UE, gli investimenti delle imprese comunitarie in Cina sono gravati da misure discriminatorie, come l’obbligo di costituire joint venture con aziende cinesi che le costringe a trasferire tecnologie strategiche ai partner cinesi. Il testo approvato stabilisce che si dovrebbero avviare colloqui solo se la Cina s’impegna formalmente a negoziare un accesso più facile al suo mercato per le imprese dell’UE.
I deputati rilevano che il surplus commerciale della Cina con l’UE ammonta a 146 miliardi di euro nel 2012, contro i 49 miliardi di euro del 2000 e che le imprese cinesi stanno mostrando un crescente interesse a investire nel mercato UE.Poiché i colloqui toccheranno argomenti pubblici comunitari molto sensibili, per i deputati essi dovranno essere condotti “con la massima trasparenza possibile” ed essere soggetti a controllo parlamentare, affinché gli esiti dei negoziati ottengano la necessaria approvazione del Parlamento europeo.Le merci prodotte in campi di lavoro forzato, ad esempio nel quadro del sistema di rieducazione attraverso il lavoro, generalmente noto con il nome di Laogai, “non dovrebbero beneficiare di investimenti nell’ambito dell’accordo bilaterale di investimento”. Si chiede inoltre alla Commissione europea di valutare l’impatto dei diritti umani in qualsiasi possibile accordo.I deputati chiedono che i servizi culturali e audiovisivi siano esclusi dai colloqui. L’accordo dovrebbe inoltre proteggere i servizi pubblici nell’Unione europea e garantire il rispetto dei diritti comunitari di proprietà intellettuale.

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L’Ungheria deve rispettare i valori dell’Unione europea

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 luglio 2013

Le autorità ungheresi devono rapidamente porre rimedio alle violazioni dei valori fondamentali dell’UE, hanno dichiarato mercoledì i deputati. Nel caso non lo facessero, i deputati potrebbero chiedere al Consiglio dell’UE di determinare, ai sensi dell’articolo 7.1 del Trattato UE, se esiste un evidente rischio di violazione grave. I deputati chiedono inoltre la creazione di un gruppo ad alto livello per verificare il rispetto dei valori dell’UE in tutti gli Stati membri.Nella risoluzione, adottata con 370 voti favorevoli, 249 voti contrari e 82 astensioni, il Parlamento sottolinea che l’Unione europea si basa su valori
fondamentali, quali il rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza e dello Stato di diritto, come sancito dall’articolo 2 della Trattato UE.”Le modifiche costituzionali in Ungheria sono sistemiche e, in generale, si allontanano dai valori europei sanciti dall’articolo 2 del trattato UE”, ha dichiarato il relatore Rui Tavares (Verdi/ALE, PT) nel dibattito di martedì. “Democrazia significa maggioranza, ma non maggioritarismo”, ha aggiunto.Il Parlamento si rammarica che il processo di elaborazione e adozione della Costituzione ungherese manchi di “trasparenza, apertura, inclusività e, in ultima analisi, della base consensuale che ci si poteva attendere in un processo costituente democratico e moderno” e deplora che i cambiamenti istituzionali “abbiano determinato un evidente indebolimento dei sistemi di equilibri istituzionali”.Il Parlamento esorta le autorità ungheresi a eliminare dalla Costituzione le disposizioni già dichiarate incostituzionali dalla Corte costituzionale, e limitare il frequente ricorso alle leggi cardinali. Chiede inoltre che siano applicate le raccomandazioni della Commissione di Venezia in Europa, al fine di garantire la più ampia partecipazione possibile di tutti i soggetti nel processo costituzionale e la piena indipendenza del potere giudiziario.Per quanto attiene poi la legislazione sui media, il Parlamento chiede che l’Ungheria ponga in essere procedure e meccanismi giuridicamente vincolanti per la nomina dei dirigenti dei mezzi d’informazione pubblici e degli organismi di regolamentazione. I deputati chiedono, inoltre, alle autorità ungheresi di “assumere finalmente le
proprie responsabilità nei confronti dei senzatetto” adottando una definizione più ampia di “famiglia” e di adoperasi maggiormente per l’integrazione delle comunità rom.La risoluzione chiede alla Conferenza dei presidenti del Parlamento (il Presidente più i leader dei gruppi politici) di “valutare l’opportunità di ricorrere ai meccanismi previsti dal trattato, anche in relazione all’articolo 7, paragrafo 1”, nel casoin cui le risposte delle autorità ungheresi risultassero “non conformi” ai valori europei. L’articolo 7.1 del Trattato consentirebbe al Consiglio dei ministri dell’UE di determinare se esiste un evidente rischio di violazione grave dei valori dell’UE.Per evitare violazioni ai valori dell’Unione europea in futuro, i deputati chiedono un “meccanismo di Copenhagen” da istituire per garantire il rispetto dei valori comuni dell’Unione europea e la continuità con i criteri di pre-adesione. Nel testo si afferma che questo meccanismo, che potrebbe assumere la forma di
una “Commissione di Copenaghen” o di un gruppo ad alto livello, sarebbe indipendente da influenze politiche ed eviterebbe qualsiasi rischio di utilizzazione di due pesi e due misure.

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Candidatura dell’Islanda all’UE

Posted by fidest press agency su domenica, 11 luglio 2010

La prospettiva che l’Islanda diventi il 28°  Stato membro dell’UE è stata accolta favorevolmente dal Parlamento europeo.  I deputati hanno espresso il loro sostegno alla recente decisione (17 giugno) di aprire formalmente i negoziati di adesione con l’Islanda, che aveva presentato domanda nel luglio 2009. Allo stesso tempo, il Parlamento chiede all’Islanda di cessare tutte le attività di caccia alla balena e di abbandonare ogni riserva formulata nei confronti della Commissione baleniera internazionale. L’adesione dell’Islanda permetterebbe all’Unione di avere un ruolo più attivo nella regione artica, secondo la risoluzione preparata da Cristian Dan Preda (PPE, RO), che sottolinea la “forte cultura democratica” del Paese. L’Islanda fa già parte dell’accordo di Schengen, oltre ad avere contratto un accordo di libero scambio con l’UE nel 1973.
Circa la controversa questione dei rimborsi al governo inglese e olandese, i deputati ricordano che l’Islanda è tenuta a garantire il pagamento del compenso minimo ai depositanti della banca Icesave nel Regno Unito e nei Paesi Bassi, secondo quanto dichiarato dall’Autorità di vigilanza EFTA nella sua lettera di diffida del 26 maggio. In un referendum tenutosi il 6 marzo scorso, i cittadini islandesi si erano già detti contrari a un piano di rimborso a seguito del collasso della banca Icesave.  I deputati hanno rilevato come l’Islanda si sia già conformata alla maggior parte della legislazione dell’UE in quanto membro dello Spazio economico europeo, in particolare nel settore del mercato interno. Tuttavia, il paese ha ancora bisogno di riformare in modo sostanziale l’organizzazione e il funzionamento del proprio sistema di vigilanza finanziaria, oltre che il modo in cui sono nominati i giudici, i pubblici ministeri e le supreme autorità giudiziarie. I settori che dovranno essere integralmente negoziati con l’Islanda sono l’agricoltura, la pesca, la tassazione, la politica economica e monetaria e le relazioni esterne.  Il sostegno pubblico nazionale per l’adesione all’UE si è spostato in una direzione negativa dall’estate del 2009, affermano i deputati. Le autorità  islandesi sono pertanto tenute ad avviare un dibattito pubblico per affrontare le preoccupazioni dei cittadini islandesi per quanto riguarda l’adesione all’Unione.  Infine, i deputati considerano che la nuova commissione inter-parlamentare UE-Islanda contribuirà  a rafforzare la cooperazione.

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Nasce l’unione sindacale di base

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 maggio 2010

Roma, 23 maggio a Roma giornata conclusiva Ore 9.30 Teatro Capranica, Piazza Capranica 101 del congresso che si terrà dal 21 al 23 maggio 2010. Saranno presenti 644 delegati, in rappresentanza dei circa 250.000 iscritti a RdB, SdL ed a consistenti realtà categoriali e territoriali provenienti dalla CUB, si riuniranno per dare vita al “sindacato che serve ai lavoratori”: un’organizzazione generale, indipendente e conflittuale, già diffusa in tutti i settori del mondo del lavoro e in tutto il territorio nazionale, che intende costruire l’alternativa concreta, radicata e di massa, al sindacato concertativo storico. La nuova confederazione nasce forte della storia, del radicamento e della rappresentatività delle organizzazioni che in essa confluiranno, già firmatarie di numerosi contratti collettivi nazionali di lavoro. USB è frutto di un percorso, avviato già con la prima assemblea milanese del maggio 2008, durante il quale sono stati verificati i tratti comuni e rimossi quegli impedimenti che hanno fin qui ostacolato l’unificazione del sindacalismo di base. USB avrà una struttura confederale articolata sul territorio nazionale, regionale e provinciale ed una forma snella e pratica, prevedendo due macro-aree intercategoriali  (il settore pubblico e il settore privato) sulla scia di quanto già avvenuto in molti paesi europei come Germania e Grecia.  Al contempo, USB intende mantenere e rafforzare il suo radicamento nei luoghi di lavoro e predisporrà la sua presenza nei territori in modo da rispondere adeguatamente alle istanze di “Uguaglianza, Solidarietà, Bisogni” provenienti non più solo dai segmenti classici del mondo del lavoro, ma anche da quelli di “nuova generazione”: i precari, i migranti, i disoccupati e coloro che non hanno un reddito o sono senza casa. Alla confederazione aderiscono in forma associativa l’AS.I.A. associazione per il diritto alla casa, e l’organizzazione dei pensionati. Grande importanza sarà data anche ai servizi, attraverso efficienti servizi fiscali, di patronato, uffici vertenze e legali, sportelli migranti.

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Schizzi di saggezza

Posted by fidest press agency su domenica, 4 ottobre 2009

Un grande asceta, noto in tutto il mondo per la sua grande santità, abitava in una profonda caverna. Sedeva tutto il giorno immerso in profonda meditazione e il suo pensiero era sempre rivolto al Signore. Ma un giorno, mentre stava meditando, un topolino sbucò dall’ombra e cominciò a rosicchiargli un sandalo. l’uomo aprì gli occhi arrabbiatissimo. “Perché mi disturbi durante la meditazione?” “Ma io ho fame”, piagnucolò il topolino. “Vattene via, topastro della malora”, sbraitò l’asceta, “come osi infastidirmi proprio mentre cerco l’unione con Dio”.  “Come fai a trovare l’unione con Dio”, chiese il topolino, “se non riesci neppure ad andare d’accordo con me?” La coerenza e’ saggezza Chi ha orecchi per intendere intenda… (fonte http://www.missioneinweb.it)

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Musica firmata

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 settembre 2009

RossellaBresciaIvanoFossatiNova Gorica novembre e dicembre al Perla, Casinò & Hotel è di scena la musica e danza firmata dai professionisti italiani. Nova Gorica, città fondata dopo la seconda guerra mondiale, già da due decenni si sta sviluppando in un centro all’insegna del gioco e del divertimento e per questo viene definita Las Vegas europea. Dopo l’ingresso della Slovenia nell’Unione Europea la città si è unita con la città di Gorizia (in Italia) suscitando interesse internazionale. Il testimone di questa unione è il mosaico sulla piazza della stazione ferroviaria. Nova Gorica, la Las Vegas Europea riflette luci grazie soprattutto al Perla, Casinò & Hotel che con la sua struttura, che ricorda una grande nave transoceanica, rappresenta il casinò più grande d’Europa.  L’intrattenimento dei propri ospiti costituisce una delle punte di diamante dell’offerta, per questo oltre ad un’offerta alberghiera di prim’ordine, 1.138 slot machine e 68 tavoli da gioco, presso la sala spettacoli Arena sovente vengono organizzati spettacoli e concerti con ospiti le grandi star italiane. Nel corso dei mesi di novembre e dicembre all’insegna dell’intrattenimento il 26 novembre salirà sul palco la PFM, il 12 dicembre un’incantevole Rossella Brescia interpreterà la Carmen, mentre il 17 dicembre sarà la volta di Ivano Fossati.  Il Gruppo Hit (www.hit.si) è la più importante corporate turistica multinazionale presente in Slovenia: la sua mission principale si basa sullo sviluppo del turismo all’interno del loro settore primario “gioco ed intrattenimento” che si allarga secondariamente in offerte di ulteriori servizi turistici per la clientela. Il Gruppo Hit gestisce diverse prestigiose strutture tra alberghi, ristoranti e centri benessere in Slovenia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina e Montenegro. http://www.bluwom.com (rossella, ivano)

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La verità del pensiero unico

Posted by fidest press agency su martedì, 23 giugno 2009

Il commento di Rosario si riferisce alla dichiarazione televisiva fatta dal direttore del Tg1 Minzolini e riportata dai giornali e da altre fonti d’informazione nella quale si afferma che il Tg1 non ha parlato dell’inchiesta di Bari della magistratura in quanto non si tratta di una notizia certa. Su questo argomento Rosario precisa: “La capacità di parlare e, con la parola, esprimere idee, opinioni e sentimenti è caratteristica distintiva dell’uomo che lo eleva a confronto degli altri esseri viventi. Ma nella sua innata distorsione mentale, l’uomo profitta di questa capacità e ne realizza un uso abusivo, distorto, spesso mendace, quasi sempre tornacontista. All’interno della parola e del discorso si articolano categorie qualificative come il Vero e il Falso, dei quali ognuno si serve a proprio comodo per esaltare la propria verità e puntare l’indice sulle altrui falsità, trascurando di precipitare nel relativismo della parola e affidando la propria personale interpretazione del vero all’insistenza della comunicazione, alla dilatazione dell’informazione e al volume, al tono della voce, secondo la moderna interpretazione che sostiene essere verità quella espressa da chi urla più forte.  Minzolini, con la sua personalissima gestione del TG1, propaganda la sua verità tacendo e nascondendo i fatti che potrebbero contraddirla . Bondi  si improvvisa miracolato della cultura e accusa tutti  i denigratori del suo capo e padrone di rappresentare un pericolo per la democrazia, secondo il nuovo itinerario del vero che prevede il pensiero unico al quale adeguarsi. Il monopolio del vero appartiene al più forte; così “la forza fa l’unione”.

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L’Alleanza progressista

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 giugno 2009

Bruxelles. Alla riunione che si è svolta all’europarlamento con gli eurodeputati del PD, Gianluca SUSTA è stato indicato come Vice capogruppo dell’Alleanza dei progressisti.  “La decisione di dare vita al nuovo gruppo dell’Alleanza progressista al Parlamento europeo, di cui fanno parte i democratici, italiani e non, e i socialisti europei, non è una mera novità lessicale, ma  si è aperto un cantiere riformista finalizzato a costruire una risposta al risultato elettorale conseguito dall’euroscettismo e dall’antieuropeismo. Partendo dall’incontro tra democratici e socialisti occorrerà, come già più volte detto, aprire un confronto in Parlamento e con le altre forze riformiste europee per arrivare a una scelta condivisa alla guida del Parlamento stesso e per individuare un’alternativa alla Presidenza Barroso la cui riconferma non è accettabile. L’originalità del contributo che i Democratici possono dare all’Alleanza progressista dovrà ulteriormente caratterizzarsi in senso fortemente europeista nel momento in cui si dovrà, con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, individuare la Presidenza ‘politica’ dell’Unione europea che supererà l’attuale alternarsi semestrale alla guida dell’Unione”.

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