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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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Vendita a domicilio nel primo semestre 2017

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 settembre 2017

Vorwerk FollettoIn occasione di HOMI, Univendita rende noti i dati del settore nel canale della vendita a domicilio. Dalle aziende novità di prodotto in linea con gli ultimi trend di consumo: piacciono i dispositivi tecnologici e smart e in cucina cresce l’attenzione al benessere e alla salute. Sugli articoli per la casa e la cucina gli italiani continuano a investire, scegliendo prodotti di alta qualità e con un occhio alle ultime novità tecnologiche, per cucinare e prendersi cura dell’ambiente domestico in modo sempre più “smart” e automatizzato. In occasione di HOMI, il Salone degli stili di vita che sarà a Milano dal 15 al 18 settembre, Univendita, Unione italiana vendita diretta, fa il punto sul settore merceologico “beni durevoli casa”, il segmento economico di maggiore rilievo della vendita a domicilio (che vale il 58% delle vendite delle aziende associate). I beni durevoli casa hanno fatturato 479 milioni 96mila euro nel primo semestre 2017, facendo registrare una crescita del 1,8% rispetto allo stesso periodo del 2016. «Nella prima parte dell’anno –commenta il presidente di Univendita Ciro Sinatra– l’incremento delle vendite dei casalinghi nel porta a porta è il segno che, anche in un periodo in cui i consumi stentano a decollare, gli italiani sono propensi a investire quando si tratta di beni per la casa di qualità e che durano nel tempo. I prodotti delle aziende associate Univendita presentano proprio queste caratteristiche, unite al punto di forza della vendita a domicilio: venditori preparati che sanno presentare e valorizzare i prodotti, offrendo ai clienti un servizio personalizzato». Fra le aziende associate Univendita che propongono beni durevoli per la casa figurano AMC Italia (sistemi di cottura ad alta tecnologia), Tupperware (contenitori per alimenti e utensili per la cucina), Vorwerk Contempora (che commercializza il robot da cucina Bimby) e Vorwerk Folletto (produttrice dell’omonimo sistema di pulizia): tutte sempre attente a captare le tendenze emergenti in fatto di stili di vita e a portare sul mercato prodotti innovativi.

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Univendita rinnova i vertici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 dicembre 2016

sinatraCiro Sinatra è stato riconfermato alla guida di Univendita. L’Unione Italiana della Vendita Diretta, ha infatti rinnovato nei giorni scorsi il proprio consiglio direttivo scegliendo la strada della continuità. Sinatra, 54 anni, laureato in giurisprudenza, specializzato in Diritto del lavoro e relazioni sindacali, guiderà la principale associazione della vendita diretta per i prossimi tre anni seguendo tre direttrici: professionalità, lavoro e rappresentanza. «La vendita diretta si sta affermando come un’importante spina dorsale dell’economia nazionale ed è giusto che troviil riconoscimento che le spetta», spiega il presidente di Univendita. I numeri sono tutti dalla parte dell’associazione che, fin dalla sua fondazione nel 2010, è sempre cresciuta, passando da 7 associati ai 17 attuali. Negli stessi anni il fatturato delle aziende associate è raddoppiato, passando dagli 800 milioni del 2010 a 1,6 miliardi di euro nel 2015. E il numero dei venditori a domicilio è triplicato, passando dai 50.000 del 2010 ai 150.000 del 2015.
Valorizzare la professionalità dei venditori delle aziende associate è il primo punto sul quale si concentrerà l’operato di Univendita nel prossimo triennio. «Il settore della vendita a domicilio offre alle persone che ne fanno parte un’opportunità di crescita professionale –afferma Sinatra–. Le nostre aziende curano direttamente l’inserimento e la formazione per avere figure sempre più qualificate. Come associazione, dunque, continueremo a lavorare affinché la professionalità che questo settore esprime non sia mai associata, in modo banale e superficiale, a pratiche commerciali scorrette, che rappresentano un danno per l’intero settore e che noi condanniamo econtrastiamo. Univendita si è dotata di uno specifico codice etico volto a garantire innanzitutto il consumatore; un codice che tutte le nostre aziende associate hanno condiviso e sottoscritto».Secondo aspetto, strettamente legato al primo, quello dell’occupazione. «La vendita diretta ha dimostrato di svolgere un ruolo anticiclico anche nel periodo più buio della crisi –afferma Sinatra–. I venditori a domicilio sono in continua e costante crescita, segno che il settore è in grado di dare risposte in termini di opportunità di lavoro, sia per i giovani siaper quella fascia di persone che faticano a trovare una ricollocazione sul mercato del lavoro. Del resto il fattore età non è un ostacolo, anzi spesso è elemento che arricchisce perché indice di una maggiore esperienza».È quindi forte l’impegno di Univendita per garantire agli associatila giusta rappresentanza, terza parola d’ordine per Ciro Sinatra: «È indubbio il fatto che la vendita diretta rappresenti una risorsa nel nostro Paese. Negli ultimi anni istituzioni, aziende e consumatori l’hanno riconosciuto sempre di più, ma il dialogo con i nostri interlocutori non si ferma. Continueremo a perseguire l’obiettivo –conclude– di essere il punto di riferimento della vendita a domicilio in Italia, presentandoci ai nostri stakeholder come un interlocutore affidabile per il settore, nell’ottica di creare le migliori condizioni al fine di assicurare lo sviluppo delle imprese associate e la soddisfazione dei consumatori».Il rinnovato Consiglio direttivo dell’associazione risulta composto da: Ciro Sinatra (presidente) – Vorwerk Folletto; Serena Cova (vicepresidente) – Tupperware Italia; Alessia Allegri – Vorwerk Contempora; Luca Bianchi – Jafra Cosmetics; Vincenzo Criscitelli – AMC Italia; Antonio Falco – Dalmesse Italia; Gianpaolo Romano – CartOrange; Marco Salvatori – Just Italia; Gianluca Tesolin – bofrost Italia. (foto: sinatra)

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Univendita: preoccupati per la manovra economica del Governo

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2016

«Se da un lato siamo soddisfatti per lo stop alle clausole di salvaguardia che avrebbero fatto aumentare l’Iva, dall’altro siamo preoccupati per il quadro macroeconomico davanti al quale ci troviamo che, secondo la Nota di aggiornamento al Def approvata dal Consiglio dei Ministri, è meno roseo di quello delineato ad aprile: con la crescita del Pil bloccata sullo 0,8pil% per il 2016, contro l’1,2% di sei mesi fa. Le maglie entro cui l’esecutivo dovrà muoversi nella manovra autunnale saranno più strette del previsto e potrebbero essere messe da parte proprio quelle misure espansive che servono, adesso più che mai, per ridare fiato all’economia, in particolare quelle che riguardano la pressione fiscale. Il governo sia deciso nel chiedere all’Europa la flessibilità di cui abbiamo bisogno per andare in direzione della crescita» Ciro Sinatra, nato nel 1961, è il presidente di Univendita, l’associazione di categoria che riunisce le più importanti aziende italiane operanti nel campo della vendita diretta a domicilio. Le imprese associate a Univendita contano circa 150mila collaboratori in tutta Italia e hanno realizzato nel 2015 un fatturato complessivo di 1 miliardo e 602 milioni di euro. La vendita diretta in Italia, come riferito da Il Sole 24 Ore, nel 2015 ha generato un fatturato complessivo di 3,1 miliardi di euro; Univendita, con vendite pari a 1,6 miliardi, rappresenta il 52% del mercato.

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Univendita festeggia cinque anni all’insegna della crescita

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2015

Vendita direttaUn raddoppio secco del fatturato associativo nel giro di cinque anni: se Univendita, nel 2010, superava gli 823 milioni di euro, nel 2015 prevede di chiudere con vendite intorno a 1,6 miliardi di euro. Fondata il 16 settembre 2010 da sette primarie aziende (Tupperware Italia, Vorwerk Folletto, Just Italia, Vorwerk Contempora, Cartorange, Jafra Cosmetics e Dalmesse Italia)con l’intento di rappresentare l’eccellenza della vendita a domicilio, Univendita, diventata la maggior associazione del settore, spegne cinque candeline e fa un bilancio dei primi anni di attività. «Fondare questa associazione è stata una scommessa vincente –commenta il presidente Ciro Sinatra– perché alla base c’è una proposta di valore: per noi la vendita a domicilio deve essere sostenibile, ossia deve portare vantaggi a tutte e tre le parti coinvolte, il consumatore, il venditore e l’azienda. E a dimostrare che la strada scelta è quella giusta, oltre al raddoppio del fatturato, c’è da registrare l’aumento delle aziende associate, passate dalle sette della fondazione alle sedici attuali. Da sottolineare che parliamo di alcune delle principali realtà della vendita diretta a domicilio nazionali e multinazionali (quali bofrost*, AMC, Witt e Avon), tanto che oggi siamo la più importante associazione del settore in Italia».
Stando ancora alle cifre da sottolineare il balzo del numero di occupati, passato dai 55mila del 2010 agli attuali 137mila. Ma l’attività di Univendita non si esaurisce nei numeri; in questi anni l’associazione ha svolto indagini sul settore per approfondire aspetti relativi al comportamento dei consumatori, all’attività dei venditori,  e, in collaborazione con la Cattedra di Sociologia del Lavoro dell’Università Sapienza di Roma, ha condotto un’indagine sul lavoro femminile nella vendita diretta a domicilio.
Univendita, che aderisce fin dalla sua costituzione a Confcommercio, è intervenuta a livelloistituzionale su questioni di primaria importanza per il comparto della vendita a domicilio quali l’attuazione della direttiva europea sui diritti dei consumatori, quella sui servizi nel mercato interno e la riforma Fornero del mercato del lavoro in merito alle prestazioni rese dai titolari di partita Iva. Sono da segnalare anche la battaglia vittoriosa contro il tentativo di depenalizzare le vendite piramidali (impedendo che queste odiose forme di raggiro passassero da reato punibile con la reclusione fino ad un anno a semplice illecito amministrativo) e le iniziative contro le ordinanze comunali (in seguito tutte ritirate) volte a circoscrivere illegittimamente la possibilità di effettuare vendite a domicilio.
«Questi cinque anni sono stati molto particolari –conclude Sinatra–, caratterizzati da una crisi che ha ridotto in modo significativo i consumi con pesanti conseguenze sui canali di vendita più tradizionali, ossia grande distribuzione e piccoli esercizi commerciali. In questo quadro la vendita a domicilio ha dimostrato la propria natura anticiclica con una crescita continua e costante; una tendenza che trova una valida spiegazione nelle persone. Le nostre aziende sanno infatti valorizzare appieno i propri venditori e, grazie al rapporto diretto di questi con il cliente finale, hanno una conoscenza più approfondita delle esigenze dei consumatori».
Univendita (www.univendita.it) Qualità, innovazione, servizio al cliente, elevati standard etici. Sono queste le parole d’ordine di Univendita, la maggiore associazione di categoria che riunisce l’eccellenza della vendita diretta a domicilio. All’associazione aderiscono 16aziende: AMC Italia, Avon Cosmetics, bofrost* Italia, CartOrange, Conte Ottavio Piccolomini d’Aragona, Dalmesse Italia, FI.MA.STARS, Jafra Cosmetics, Just Italia, Lux Italia, Nuove Idee, Ringana Italia, Tupperware Italia, Vorwerk Contempora, Vorwerk Folletto, Witt Italia che danno vita a una realtà che mira a riunire l’eccellenza delle imprese di vendita diretta a domicilio con l’obiettivo di «rafforzare la credibilità e la reputazione del settore tra i consumatori e verso le istituzioni». Univendita aderisce a Confcommercio.

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La vendita diretta a domicilio è etica sostenibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 novembre 2011

Vendita Diretta

Image by alee_04 via Flickr

Univendita adotta un documento di comportamento per aziende associate e incaricati alla vendita. Pozzoli: «Un passo decisivo per la credibilità e la crescita del settore» Sostenibilità, trasparenza, correttezza, rispetto. Sono queste le parole chiave contenute nel Codice etico di Univendita (Unione italiana vendita diretta), l’associazione di categoria che si è dotata di un documento d’indirizzo sia per le imprese associate sia per gli incaricati alla vendita. Dopo la Carta dei valori, primo passo dell’associazione nei confronti del rispetto del mercato e dei consumatori, il direttivo di Univendita ha approvato all’unanimità i 20 articoli del Codice che prendono in considerazione tutti gli aspetti legati alla vendita diretta a domicilio: dai rapporti associativi a quelli tra aziende associate, passando per quelli tra imprese e incaricati alla vendita fino alle imprese concorrenti e i consumatori, vero e proprio cuore del documento. «Il Codice etico di Univendita -dice il presidente, Luca Pozzoli- ha lo scopo di garantire che l’attività di vendita diretta delle imprese associate e di tutti i loro incaricati si svolgano nel rispetto del mercato e dei consumatori e della dignità delle persone, nella tutela dei diritti dei consumatori e secondo i principi enunciati nella Carta dei valori». Fin dalla sua costituzione, avvenuta nel settembre dello scorso anno, Univendita ha sottoposto alle imprese associate un documento d’indirizzo incentrato sull’importanza della persona: sia essa l’incaricato alla vendita, siano essi i quadri aziendali, siano essi i consumatori: «La Carta dei valori è stato il primo passo perché l’associazione mettesse bene in chiaro che le aziende associate Univendita devono interpretare al meglio i comportamenti di correttezza e trasparenza, sia nei rapporti associativi sia nei rapporti con il mercato e i consumatori -continua Pozzoli-. Il nostro sistema distributivo, che è il più antico del mondo, ha avuto nel corso della sua storia troppe zone opache che le aziende d’eccellenza hanno subito e da cui, con la consapevolezza della serietà, sono uscite sempre a testa alta. Univendita, per prima, intende mettere dei paletti di comportamento ben chiari che le aziende associate si impegnano a rispettare e a divulgare». Un segnale ulteriore dell’autorevolezza del Codice etico è dato dal fatto che è stato nominato un amministratore indipendente per il controllo dei comportamenti delle aziende associate e degli incaricati alla vendita.

Venti articoli suddivisi in quattro capitoli che analizzano nel dettaglio tutti gli aspetti della vendita diretta a domicilio: dai rapporti con i consumatori, passando per i rapporti con gli incaricati alla vendita, fino ai sistemi di controllo e alle sanzioni previste in caso di inadempienze: «Il Codice definisce le regole per lo svolgimento di attività sostenibili nell’ambito della vendita diretta ed evidenzia le attività che sono considerate in contrasto con le sue finalità, anche se conformi alle norme vigenti» precisa Pozzoli. È proprio questo uno degli aspetti più importanti del documento: le leggi esistono, ma Univendita va ben oltre le normative e pone ulteriori paletti che le aziende associate s’impegnano a rispettare: condizione essenziale per poter associarsi, e rimanere associati, a Univendita. Le sanzioni previste dal codice vanno dal richiamo alla censura, fino all’esclusione e alla pubblicazione dei provvedimenti sanzionatori. Un passo in avanti rispetto alla legge 173/2005 che ha messo fuorilegge le cosiddette vendite piramidali e ha regolamentato, per la prima volta in Italia, il settore della vendita diretta a domicilio, ma che «non ha contribuito alla totale trasparenza del settore -conclude Pozzoli-. Il codice impegna le imprese associate e tutti i loro incaricati a mantenere comportamenti etici volti a garantire la correttezza dell’attività commerciale e la sostenibilità economica della vendita diretta. Il contenuto dell’articolo 15 del Codice è molto chiaro: alle imprese associate è vietato richiedere agli incaricati di acquistare scorte di prodotti, di imporre acquisti di prodotti, di proporre sconti per acquisti di ingenti quantitativi di prodotti. Inoltre, è vietato proporre l’acquisto di una qualsiasi posizione all’interno della struttura di vendita delle imprese. Le imprese, inoltre, non devono consentire ai propri venditori l’acquisto di prodotti per uso personale a condizioni vantaggiose, che non siano riconducibili alle reali ed effettive esigenze dell’incaricato o della propria famiglia. Punti imprescindibili per una vendita diretta sempre più sostenibile e credibile». Il documento integrale è consultabile sul sito dell’associazione all’indirizzo internet http://www.univendita.it.

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Lombardia: vendite a domicilio

Posted by fidest press agency su sabato, 2 aprile 2011

La vendita diretta a domicilio è l’unico comparto economico italiano che, nonostante la congiuntura economica ancora sfavorevole, ha segnato una decisa crescita. Il fatturato dell’anno scorso ha toccato la cifra di 824 milioni di euro (+9% rispetto al 2009). La Lombardia ha dimostrato il proprio dinamismo facendo registrare quasi 100 milioni di euro di fatturato, corrispondente al 12,1% di quello nazionale. Di più: è in costante e robusto aumento anche la forza vendita. Gli incaricati delle aziende Univendita (Unione italiana vendita diretta) nel 2010 hanno superato le 52mila unità. Di questi, oltre 4.500 addetti alla vendita operano in lombardia; cifra pari all’8,7% del totale nazionale.  «I numeri parlano da soli -commenta Luca Pozzoli, presidente di Univendita-: l’economia italiana continua a vacillare; le notizie relative al Mercato Italia non sono rosee; ma nel nostro Paese c’è ancora qualcuno che cresce e sostiene la nostra economia in maniera costante. La vendita a domicilio piace e la nostra presenza in Lombardia è una costante che si consolida di anno in anno. I dati del 2010, ci confermano il trend di crescita di una regione dove domanda e offerta si avvicinano sempre di più». Una crescita che si concretizza sull’intero territorio nazionale: «Il nostro comparto -conclude Pozzoli- è una risposta per quelle persone che si trovano in difficoltà, che devono reinserirsi nel mondo del lavoro, che cercano nuovi stimoli oppure ancora che desiderano avere una seconda fonte di reddito per far fronte alla “crisi della quarta settimana”. La professionalità delle nostre aziende associate e la qualità dei prodotti e servizi che sono la migliore guida sulla strada della ripresa economica».

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8 marzo: la vendita diretta e le donne

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 marzo 2011

Un “esercito” di 43mila professioniste che coniugano lavoro, famiglia, studi, maternità, carriera, successi e che, grazie alla vendita a domicilio, non hanno rinunciato ai propri sogni Si chiamano Teresa, Patrizia, Cristina, Maria, Anna, Silvia, Serena, Rosanna; sono un piccolo esercito di 43.054 donne che, ogni giorno, propongono ai consumatori italiani beni e servizi con il metodo della vendita diretta a domicilio. Sono oltre l’80% del totale degli incaricati alla vendita delle imprese associate Univendita (Unione italiana vendita diretta a domicilio) e, oltre a essere venditrici di successo e amanti del proprio lavoro, sono mamme, mogli, studentesse, manager in carriera. Hanno storie differenti, ma accomunate dalla quotidianità rosa che le rende straordinarie per il proprio attaccamento ai valori senza rinunciare ai propri desideri. Come la storia di Chiara, stilista con un brillante successo ad attenderla. Ma quando nel 2005 ha avuto il suo secondo bimbo, è stata «molto educatamente obbligata a mollare» (è ironica, ndr). Poi per scherzo si avvicina a un’azienda che vende cosmetici con il metodo del party plan. Si appassiona, riesce a gestire i suoi tempi e ad accudire i propri bimbi (uno di sei e uno di tre anni) e a essere una moglie presente e attenta: «Rifarei tutto -dice-. Anche se il mio lavoro precedente mi appagava molto, mi considero una donna molto fortunata». La storia di Chiara è una delle tante che albergano nel mondo della vendita diretta a domicilio: «Le donne sono incredibili, eccezionali -commenta Luca Pozzoli, presidente di Univendita-; lo vediamo tutti i giorni nella vita quotidiana, ma noi della vendita diretta lo vediamo anche durante l’attività lavorativa. Sono loro che fanno funzionare il mondo». E lo fanno non senza sacrifici, ma senza lamentarsi. Si pagano gli studi all’università, come Serena che sta terminando il corso di laurea in Giurisprudenza senza gravare sul budget familiare. Ha 25 anni, Serena, sta per sostenere l’ultimo esame e poi discuterà la tesi. Vende elettrodomestici porta a porta e studia: «Ho iniziato perché mi sono appassionata al lavoro e potevo garantirmi le entrate necessarie per terminare gli studi. Ormai manca poco, ma credo che ottenuta la laurea continuerò nella vendita diretta». E poi i successi di quelle donne che, entrate nel mondo della vendita a domicilio per riuscire a coniugare lavoro e famiglia, sono diventate manager di successo. Come Rosanna: entrata in azienda come semplice venditrice di elettrodomestici nel 1998 ha lavorato fino al 2001. Poi ha preso un periodo di pausa perché, dice, «non mi sentivo appagata». Nel 2004 rientra con il ruolo di team leader, lavora sodo e cresce giovani venditrici. Oggi è “branch manager”, ossia responsabile di divisione. E come queste storie ce ne sono moltissime altre. Patrizia, ad esempio, è consulente di viaggio. Ha lavorato per 20 anni come dipendente in differenti agenzie. Poi il suo secondo bimbo e il desiderio di stare vicina alla famiglia senza rinunciare alla passione per i viaggi. Entra nella vendita diretta e realizza i suoi desideri: famiglia e lavoro. «Siamo orgogliosi di poter contare su un numero così elevato di incaricate -conclude Pozzoli-; ma soprattutto siamo lusingati di poter dare alle donne italiane possibilità di lavoro e carriera che raramente riescono ad avere in altri settori».

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