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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

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L’universalità del servizio sanitario e l’accesso alle prestazioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 luglio 2019

Federconsumatori ha preso parte all’audizione delle Associazioni di tutela e dei pazienti presso il Ministero della Salute sulla proposta in discussione tra Stato e Regioni sul nuovo patto per la salute. Un piccolo passo avanti per stabilire un rapporto più continuativo e strutturato, che riconosca effettivamente il ruolo dei cittadini e delle loro associazioni come terzo pilastro del SSN, dando seguito alle richieste che da tempo avanziamo in tal senso.In questa occasione abbiamo potuto denunciare come, a fronte delle nuove sfide in atto (demografiche, sociosanitarie, tecnologiche, ecc.), che richiederebbero una riorganizzazione e nuovi investimenti, si assiste a un costante e progressivo definanziamento che sta di mettendo in discussione il diritto alla salute dei cittadini.Per questo abbiamo chiesto un forte impegno da parte del Ministero e delle Regioni per assicurare maggiori e più adeguati finanziamenti, condizione essenziale per la credibilità del Patto per la Salute, a partire da dal finanziamento dei LEA, oggi indisponibili in numerose Regioni.Ciò deve essere accompagnato da una seria lotta agli sprechi e, soprattutto, al perseguimento di una appropriatezza delle prestazioni, partecipata e condivisa con i cittadini.Nello stesso tempo occorre ripensare e rivedere profondamente l’esperienza della sanità integrativa. Le Assicurazioni e i fondi sanitari, che ad oggi usufruiscono di cospicue agevolazioni fiscali, non possono sostituire o crescere a scapito della sanità pubblica e universale o proponendo prestazioni superflue (con interventi di pseudo prevenzione) che alimentano il consumismo sanitario e alla fine contribuiscono ad alimentare le stesse liste di attesa e l’inappropriatezza delle prestazioni.Federconsumatori è fortemente contraria all’idea che la risposta all’attuale crisi del sistema pubblico possa venire dalla progressiva privatizzazione della sanità, che configura un inevitabile ed inaccettabile aumento delle disuguaglianze nel nostro Paese tra chi potrà accedere alle cure perché ne potrà sostenere i costi e chi ne rimarrà escluso, derogando sull’universalità del sistema sanitario.Nell’ottica di un ripensamento del sistema sanitario la nuova organizzazione deve sempre più fare perno sulla medicina di base e territoriale e garantire uno stretto rapporto tra ospedale e territorio e una efficace continuità assistenziale. Delle linee chiare e cogenti in tal senso, se accompagnate da adeguati investimenti, supererebbero le attuali criticità e diseguaglianze.Ulteriore punto fondamentare su cui intervenire è il tema dell’abbattimento delle liste di attesa, assieme a quello della compartecipazione che rappresenta un obbiettivo strategico per ridare fiducia sul Servizio Sanitario Nazionale.Un aspetto che sta particolarmente a cuore all’associazione che è proprio quello della sanità partecipata: “riteniamo, infatti, che il contributo attivo dei cittadini può rappresentare una leva importante nel processo di rilancio del servizio pubblico sanitario, sia nell’ottica di migliorarne le performance qualitative che in quella di ridurne gli sprechi, investendo dove davvero è necessario”.

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Omelia Epifania cardinale Romeo

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 gennaio 2011

Palermo 6/1/2011. Omelia Epifania cardinale Romeo (In sintesi) L’odierna celebrazione della solennità dell’Epifania è il culmine e il compimento del Natale: dà come l’ultimo “tocco” allo scenario del presepe, come sanno bene i bambini che oggi aggiungono finalmente i Magi e li avvicinano alla Grotta di Betlemme… È il “Natale compiuto”: la salvezza di Cristo è offerta a tutti gli uomini, senza distinzione né preclusione alcuna e il Regno di Dio è annunziato davvero a tutti. Come ogni anno, proviamo a rendere concretamente più visibile questa universalità di popoli raggiunti dall’amore di Dio, cercando di far confluire, nel giorno dell’Epifania, qui in Cattedrale, le rappresentanze delle varie comunità etniche presenti nella nostra Chiesa diocesana: uomini e donne che provengono da altri Paesi e che colorano, per così dire, l’odierna celebrazione delle variopinte pennellate dei loro canti, dei loro costumi, delle danze e delle diverse lingue materne. Da Arcivescovo di Palermo, e da Cardinale di Santa Romana Chiesa, come stabilito per sovrana decisione del Santo Padre, sento di avere bisogno della vostra preghiera incessante e del vostro affetto sincero, per aiutarmi ad essere fedele ai miei impegni ministeriali. Il percorso dei Magi è affascinante. Sono guidati dalla stella, un misterioso segno celeste sul quale poco o nulla sappiamo. Sappiamo solo che essi la riconoscono come segno divino e la seguono. I Magi non conoscono le Scritture. Invece i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, interpellati dal re Erode, le conoscono bene, tanto da riferire l’esatta profezia sulla nascita del Messia a Betlemme. Solo i Magi – apparentemente “distanti” – hanno la straordinaria capacità di riconoscere quanto il Signore gli pone innanzi per attrarli a sé: si lasciano interpellare, mettere in discussione dai segni e dai disegni di Dio. Oggi, a tal proposito, è doveroso che io faccia riferimento ad una realtà presente nel territorio della nostra Città e della nostra Arcidiocesi: la Missione di Speranza è Carità. Un po’ come i Magi che incontriamo oggi, il caro fratel Biagio Conte, vent’anni fa, si è lasciato scomodare da Dio, che gli parlava, non tanto attraverso la luce di una stella, ma per mezzo dell’oscurità dei più poveri, degli emarginati e degli esclusi. I Magi si fanno guidare da una stella e giungono finalmente a Betlemme. Entrati nella casa vedono il Bambino con Maria sua madre, e provano una gioia immensa perché trovano finalmente la meta del loro viaggio. Offrono i loro doni, portati da lontano, espressione della loro adorazione, ma offrono soprattutto il loro viaggio interiore, che sarà stato fatto di pericoli e di peripezie, non ultima il tentativo di inganno da parte del re Erode. Come loro offriamo anche noi il dono della nostra vita, spesso vissuta in mezzo alle tortuosità del quotidiano, ma sempre con riconoscenza e commozione. Siamo anche noi nella casa di questo Bambino, perché in questa celebrazione lo incontriamo presente come il Dio-con-noi, nella Parola e nell’Eucarestia. Con la stessa gioia dei Magi vogliamo ritornare alle nostre case, ai nostri ambienti di lavoro, a quelli del nostro servizio, alle nostre comunità, persino le nostre preoccupazioni, pieni dell’incontro sperimentato, e desiderosi di dare speranza. Questo è il mio augurio che ricambia affettuosamente quanto mi dimostra questa splendida assemblea che affido alla Vergine Maria, Madre che serba nel cuore gli eventi prodigiosi del Figlio e che custodisce con amore i passi della Chiesa.”

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Il concetto ideale della universalità della verità

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 agosto 2009

Tutto il XX secolo è stato attraversato da questa pretesa di verità che è insita nella natura umana. Certamente è terminato il lungo periodo dopo la seconda guerra mondiale durante il quale l’attivismo marxista e le sue varianti castrista, hodjaista, maoista, terzo-mondista, se non trotskista, sembravano regnare nella storiografia contemporanea dei nostri Paesi, ma i suoi rigurgiti, come testimonia l’opera interessante di Hobsbawm, le Siècle court, sopravvivono non solo nei paesi dove gli apparati comunisti più o meno epurati sovrintendono ad una metamorfosi delle basi dottrinarie internazionaliste in basi social-liberali o nazionaliste autoritarie. E’ quanto scrive François Fejto, professore dell’Institut des Etudes Politiques de Paris ed osserva: “Nel suo libro su Le malheur du siècle, dedicato alla memoria dei militanti anti-attivisti che sono diventati gli ex comunisti Annie Kriegel e Michel Heller, Alain Besançon ha spiegato magistralmente le ragioni per cui, soprattutto nei Paesi latini dell’occidente, il nazismo aveva una risonanza ben più marcata del comunismo e che si “poteva rimproverare a molti storici di non adottare gli stessi criteri nei confronti di tutti i crimini del passato,” come annotava Alfred Grosser. Bisogna accettare il discorso di Alain Besançon e la sua interpretazione del principio di verità per scrivere una storia bilanciata, equilibrata, veramente credibile e scevra di fanatismo ripercorrendo gli eventi che si sono susseguiti lungo l’intero corso di un secolo. Il nazismo era meglio conosciuto e quindi più fermamente condannato. Con l’apertura degli archivi sovietici la circostanza cambiò.E’ anche questo il profilo atteso per conferire alla storia quell’atteso rapporto di equilibrio e di linciamento veramente scevra da fanatismo.

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Libertà religiosa e reciprocità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2009

Roma, 26-27 marzo 2009 Piazza di Sant’Apollinare, 49 Aula Magna Giovanni Paolo II, Palazzo dell’Apollinare Sono previste quattro sessioni di lavoro, due tavole rotonde ed uno spazio per le comunicazioni. La I sessione di giovedì 26 marzo sarà presieduta da Mons. Francesco Coccopalmerio, Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi legislativi. Attesi gli interventi del Card. Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, su “Libertà religiosa e reciprocità: cenni e proposte nel recente Magistero”; del Prof. Francesco D’Agostino, Università di Roma “Tor Vergata”, su “Libertà religiosa e reciprocità: approccio filosofico alla questione” e del Prof. José Martín de Agar, Pontificia Università della Santa Croce, su “Libertà religiosa e reciprocità”. Durante la II sessione, presieduta dal Prof. Giovanni Barberini, Università di Perugia, interverrà il Rev. Prof. Maurice Borrmans, Pontificio Istituto di Studi Arabi e d’Islamistica, su “La libertà religiosa nei paesi musulmani. Tra teoria e prassi”. Seguirà una tavola rotonda su “La comprensione della libertà religiosa nella varie religioni” con gli interventi del Rev. Bernardo Cervellera, Direttore di ‘Asia News’; del Rev. Prof. David Maria Jaeger, Pontificia Università Antonianum e del Dott. Michele Zanzucchi, Direttore della Rivista ‘Città Nuova’. A presiedere la I sessione di venerdì 27 marzo sarà invece il Card. James Francio Stafford, Penitenziere Maggiore della Penitenzieria Apostolica. Interverranno il Card. Péter Erdö, Arcivescovo di Budapest e Primate d’Ungheria, su “Libertà, assistenza religiosa e reciprocità fra confessioni cristiane”; il Prof. Carlo Cardia, Università Roma Tre, su “Libertà religiosa e reciprocità: lo Stato laico, dalla concezione corporativa alla universalità della libertà religiosa” ed il Prof. Vincenzo Buonomo, Pontificia Università Lateranense, su “Reciprocità, libertà religiosa e protezione dei diritti umani in ambito internazionale”. La II ed ultima sessione, presieduta dal Prof. Giuseppe Dalla Torre, Rettore della LUMSA, prevede infine gli interventi della Dott.ssa Jumana Trad, Centro de Estudios de Oriente Medio de la Fundación Promoción Social de la Cultura, su “Libano: un modello di libertà e reciprocità fra religioni” e la tavola rotonda su “Dare quello che si riceve è così difficile?” alla  quale interverranno il Prof. Roberto Fontolan, Direttore della Rivista ‘Oasis’; la Dott.ssa Isabelle de Gaulmyn, Corrispondente de ‘La Croix’ a Roma e lo scrittore e vaticanista Dott. Marco Tosatti.

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