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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘università’

Stefano Allesina (University of Chicago) in visita all’Università di Parma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 giugno 2019

Parma Venerdì 28 giugno Stefano Allesina, Direttore del programma di Dottorato in Ecologia e Biologia Evolutiva della University of Chicago, sarà in visita al Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma. Alle 10.30 il prof. Allesina terrà il seminario “Predicting coexistence in experimental ecological communities”: l’appuntamento è nell’Aula 5 del Plesso di Biologia, al Campus Scienze e Tecnologie.Per il prof. Allesina si tratta di un ritorno, poiché la sua carriera scientifica ha mosso i primi passi proprio nell’allora Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università di Parma. Nato a Carpi nel 1976, Stefano Allesina si è laureato in Scienze Ambientali sotto la guida di Alessandro Zaccagnini, e ha poi conseguito il dottorato di ricerca in Ecologia lavorando su modelli matematici applicati all’ecologia, collaborando con il docente Antonio Bodini.Il prof. Allesina si è trasferito negli Stati Uniti dal 2004, dove ha svolto attività di ricerca prima alla University of Michigan, poi alla University of California a Santa Barbara. Dal 2009 lavora alla University of Chicago, dove nel 2014 è stato promosso a professore ordinario. Autore di più di 80 articoli scientifici e del libro “Computing Skills for Biologists” (con Madlen Wilmes, pubblicato da Princeton University Press nel 2019), è vice-direttore della rivista PLoS Computational Biology. Ha ricevuto il prestigioso CAREER Award dalla National Science Foundation nel 2012; nel 2018 è stato premiato come ricercatore dell’anno dalla divisione di biologia della University of Chicago.Nella sua ricerca si occupa di comunità ecologiche (gruppi di specie) ed ecosistemi, con spiccato interesse verso i meccanismi della coesistenza di specie, da sempre uno dei temi più rilevanti in ecologia con importantissimi sviluppi applicativi: basti pensare ai problemi posti dalla conservazione della biodiversità e al rischio di estinzioni massicce, di cui spesso si parla in questo periodo. I suoi contributi su questi temi sono notevoli, con soluzioni capaci di abbinare a una solida base quantitativa (matematico-statistica-ecologica) un’accentuata “creatività”. Ad esempio, per trovare la soluzione al problema della coesistenza di specie in competizione, che dai primi anni Settanta, da quando sir. Robert May se ne occupò, ha sempre perseguitato gli ecologi, il prof. Allesina si è ispirato al famoso gioco “Sasso, carta, forbice”. O ancora, nella ricerca delle specie che in un ecosistema sono importanti per la sopravvivenza delle altre (le cosiddette “specie chiave”), ha modificato, adattandolo alla realtà naturale e alle sue dinamiche, l’algoritmo “Page Rank” di Google, sfruttandone la capacità per selezionare le specie importanti in funzione dei legami (trofici) che puntano ad esse: un po’ lo stesso criterio con cui viene definita l’importanza dei siti web.

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Le università italiane più presenti sui media

Posted by fidest press agency su sabato, 15 giugno 2019

“Politecnico di Milano” (3.005 citazioni), “La Sapienza” di Roma (2.221) e “Alma Mater” di Bologna (2.187) sono le università italiane di cui più si è parlato sui mezzi di informazione italiani nell’ultimo mese. A mettere in evidenza questi dati è il monitoraggio svolto da Mediamonitor.it su oltre 1.500 fonti d’informazione fra carta stampata (quotidiani nazionali, locali e periodici), siti di quotidiani, principali radio, tv e blog, utilizzando tecnologia e soluzioni sviluppate da Cedat 85, azienda attiva da oltre 30 anni nella fornitura dei contenuti provenienti dal parlato.
A spingere sui media il Politecnico di Milano ha contribuito il posizionamento della sua School of Management tra le migliori 80 al mondo, mentre de “La Sapienza” di Roma si è parlato molto per l’incontro organizzato con l’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano, che un gruppo di sostenitori di Forza Nuova ha cercato di impedire.Nella top five delle università più presenti sui media c’è anche la “Federico II” di Napoli che nell’ultimo mese, secondo quanto rilevato da Mediamonitor.it, ha raccolto 1423 menzioni sui mezzi di informazione, circa il doppio rispetto alla Bocconi di Milano (885) che di recente ha ospitato la finale dei Campionati Internazionali di Giochi Matematici.
Al sesto posto della classifica elaborata da Mediamonitor.it c’è il Politecnico di Torino (708 citazioni), che ha avviato una collaborazione scientifica con il CNR per contrastare i cambiamenti climatici. A seguire la LUISS di Roma (546), dove durante un incontro il ministro Tria ha ribadito la necessità di investire nel capitale umano e sociale per “non amplificare la società della rabbia”.Completano la top ten degli istituti universitari più menzionati sui mezzi di informazione l’Università della Calabria (513 citazioni), l’Università “La Statale” di Milano (403) e l’Università Politecnica delle Marche (396).

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Lectio magistralis su: “Intelligenza della Salute”

Posted by fidest press agency su sabato, 8 giugno 2019

Bologna venerdì 14 giugno alle ore 11 all’Aula Magna di Santa Lucia (via Castiglione, 36, Bologna) per la consueta lectio magistralis conclusiva della manifestazione, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e da Genus Bononiae. Musei nella Città, in collaborazione con l’Università di Bologna e con il supporto del Gruppo Intesa Sanpaolo, dedicata quest’anno alla “Intelligenza della Salute”. Il DNA è una molecola instabile, sottoposta in ogni momento a danneggiamenti dovuti sia a fattori esterni – radiazioni ultraviolette, radicali liberi, sostanze cancerogene – sia fisiologici. Allo stesso modo però, in ogni momento, le nostre cellule sono in grado di attivare spontaneamente processi di riparazione del DNA: processi di invecchiamento, malattie neurodegenerative, cancro sono legati ad un indebolimento di tale capacità. Una scoperta di portata enorme, frutto di anni di studi, che nel 2015 valse a Tomas Lindahl il Nobel per la Chimica: il professore sarà ospite del Festival della Scienza Medica.
E di intelligenza “innata” del nostro corpo si può senz’altro parlare, se si pensa allo straordinario meccanismo con il quale gli enzimi intervengono a riparare quotidianamente le minuscole porzioni di DNA, salvaguardando in tal modo la correttezza dell’informazione genetica. L’ importanza della scoperta di Lindahl sta nell’aver aperto la strada allo sviluppo di nuove cure per il cancro e le malattie genetiche rare: ciascuno degli enzimi coinvolti nei processi di riparazione – una vera e propria “cassetta degli attrezzi”, come la definì la Royal Swedish Academy of Sciences nelle motivazioni di assegnazione del Nobel – diventa infatti un interessante punto di partenza per sviluppare nuovi farmaci antitumorali. Non solo: come le cellule in buona salute, anche quelle tumorali utilizzano gli enzimi per auto-conservarsi. Ecco perché le nuove terapie anti-tumorali puntano ad intervenire e inibire i processi di riparazione delle stesse cellule tumorali da parte di determinati enzimi. Uno dei tanti enzimi coinvolti nella riparazione del DNA si chiama PARP. La sua attività, in caso di mutazioni dei geni BRCA1 o BRCA2, favorisce lo sviluppo di cellule tumorali. Per comprendere il potenziale patologico di questi due geni mutati basti pensare che i portatori femminili delle mutazioni BRCA sono cinque volte più soggetti a sviluppare il cancro al seno e hanno fino a trenta volte più probabilità di sviluppare il cancro ovarico: il caso dell’attrice hollywoodiana Angelina Jolie, che nel 2012 si sottopose doppia mastectomia ed asportazione delle ovaie e delle tube di Falloppio a causa della mutazione al gene BRCA1, ereditata dalla madre, contribuì enormemente ad accendere i riflettori su tale mutazione e la sua correlazione con lo sviluppo di tumore. Nel 2017 l’Agenzia statunitense per il farmaco ha approvato in via definitiva l’Olaparib, farmaco in grado di inibire l’azione dell’enzima, e al contempo sono cresciute enormemente le richieste di test del DNA da parte delle donne per verificare lo stato di BRCA. Secondo il professor Lindahl esistono molte altre piccole molecole che potrebbero danneggiare il DNA, il che significa “che ci sono potenzialmente ancora molti enzimi di riparazione del DNA in attesa di essere scoperti”: ognuno di essi può essere considerato come una nuova speranza per i pazienti affetti da tumore.
La lectio del professor Lindahl sarà preceduta, alle ore 10, dall’intervento del dottor Marcello Allegretti, Chief Scientific Officer di Dompé, dal titolo “Antarex calcola con intelligenza i farmaci per bloccare le epidemie”. Il dottor Allegretti illustrerà al pubblico EXSCALATE, la piattaforma di supercalcolo intelligente più potente e a basso costo al mondo a supporto della ricerca farmacologica in caso di epidemie: un progetto che nasce grazie alla creazione del Consorzio pubblico-privato Antarex, frutto della collaborazione – tutta italiana – tra Dompé Farmaceutici, Politecnico di Milano e CINECA. La piattaforma si compone di una “biblioteca chimica” di oltre 500 miliardi di molecole, che può valutare più di 3 milioni di molecole al secondo su 30 target biologici contemporaneamente, con un costo computazionale per lo screening medio (1 miliardo di molecole) di 4 mila euro, accelerando così la ricerca di nuovi farmaci a costi significativamente più bassi di quelli fino ad ora affrontati. Attualmente le performance della piattaforma, finanziata dalla comunità europea nell’ambito dei progetti H2020 dedicati all’High Performing Computing, sono sfruttate per individuare molecole efficaci nel contrastare il Virus Zika, ma le possibilità di applicazione sono molto ampie: bloccare o circoscrivere pandemie o gli effetti di un’epidemia su larga scala è ad oggi una delle più grandi sfide della comunità scientifica internazionale. Ma è anche un importante modello per la ricerca scientifica e per l’industria farmaceutica, che apre la possibilità di abbreviare la strada verso trattamenti importanti per la salute pubblica, favorendo la rapida disponibilità di candidati farmaci da valutare in tempi brevissimi.
Martedì 18 giugno alle ore 18:30 la Biblioteca Universitaria (via Zamboni, 35) ospiterà infine la cerimonia di donazione all’Università di Bologna del testo originale del De curtorum chirurgia per insitionem (1597) di Gaspare Tagliacozzi, docente dal 1570 dell’Università di Bologna (lo rappresenta una delle statue che ornano il magnifico Teatro Anatomico seicentesco della Biblioteca dell’Archiginnasio, antica sede della Facoltà di Medicina) ed universalmente considerato il maestro della Chirurgia Plastica Ricostruttiva in Occidente. Il libro descrive il “metodo italiano” per le ricostruzioni chirurgiche del volto, in particolare della piramide nasale, labbra e padiglione auricolare: alla cerimonia prenderanno parte il Magnifico Rettore, Francesco Ubertini, l’AD dell’Istituto Ganassini, Dr. Giuseppe Ganassini di Camerati, e il Professor Fabio Roversi Monaco, Presidente del Festival della Scienza Medica, mentre Paolo Morselli, Professore di Chirurgia Plastica presso l’Università di Bologna e Dirigente Medico dell’Unità Operativa di Chirurgia Plastica presso il Policlinico Sant’Orsola-Malpighi, presenterà l’attività di docente di Gaspare Tagliacozzi presso l’Alma Mater, le metodologie di ricostruzione descritte nel testo e alcuni aspetti della sua vita nella città di Bologna.

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Nuovi materiali ibridi: l’Università di Parma leader di uno studio pubblicato su “Nature Materials”

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 maggio 2019

Parma. Un gruppo di alto profilo internazionale guidato da Massimo Ghidini, docente di Fisica al Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche dell’Università di Parma, ha raggiunto un importante risultato nella ricerca su nuovi materiali ibridi, fabbricati giustapponendo materiali con proprietà complementari, per ottenere funzionalità e applicazioni innovative. Lo studio è stato pubblicato su “Nature Materials”, prestigiosa rivista internazionale con “impact factor” elevato per le scienze fisiche e dei materiali. I ricercatori hanno accoppiato un materiale ferroelettrico con un materiale ferromagnetico, per investigare la possibilità di scrivere e memorizzare informazioni usando campi elettrici anzichè magnetici (come avviene nelle memorie magnetiche attuali) e porre le basi per una nuova generazione di memorie a basso consumo energetico. Se considerati individualmente, materiali ferroelettrici e ferromagnetici sono già da tempo utilizzati in comuni applicazioni oggi in commercio, come ad esempio i dispositivi piezoelettrici o i condensatori ad alta efficienza (per i ferroelettrici), e le calamite o gli hard-disk dei computer (per i ferromagneti). Tuttavia, la scienza e le potenziali applicazioni che si possono ottenere combinandoli sono ancora tutte da esplorare. Ad esempio, una ricaduta inattesa di questo studio è stata quella di mettere in evidenza per la prima volta una proprietà fondamentale delle deformazioni elettromeccaniche del materiale ferroelettrico utilizzato (che pure è molto noto e sfruttato commercialmente da anni).Il risultato di questa ricerca è stato raggiunto grazie alle immagini dettagliate del materiale ibrido ottenute usando speciali raggi X prodotti da Diamond Light Source, il sincrotrone britannico, una delle più avanzate strutture di ricerca al mondo, con cui l’Università di Parma ha stipulato un accordo bilaterale di cooperazione scientifica – promosso dal Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche – per l’utilizzo di radiazione di sincrotrone per progetti in scienza dei materiali, scienze della vita, chimica e fisica.Il progetto è stato concepito al Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche dell’Università di Parma e quindi condotto con il Department of Materials Science dell’Università di Cambridge (UK) e Diamond Light Source (UK). Hanno collaborato anche il Department of Materials Science and Engineering dell’ University of Wisconsin-Madison (USA) ed il Cavendish Laboratory, Università di Cambridge (UK).

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Nasce all’Università di Genova il Centro del Mare

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 maggio 2019

Genova. 5 corsi di laurea triennale, 8 corsi di laurea magistrale, 1 dottorato di ricerca con 23 borse di studio e 6 curricula (il più grande in Italia dedicato al mare): la più ricca offerta formativa a livello nazionale dedicata alle Scienze e Tecnologie del mare. La ricerca sul mare coinvolge oltre 400 studiosi tra docenti, assegnisti, dottorandi e collaboratori. Grazie alle loro attività, l’Ateneo genovese costituisce un punto di riferimento internazionale nella ricerca e nel trasferimento tecnologico in tali discipline, rispetto alle quali si posiziona tra le migliori 10 università al mondo.

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Protocollo d’intesa tra Università per Stranieri di Perugia e Confindustria Umbria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 maggio 2019

Percorsi formativi sui temi dell’internazionalizzazione delle imprese; progetti e attività promozionali all’estero; incoming di operatori esteri in Umbria per ex studenti: include molteplici ambiti il protocollo di intesa tra l’Università per Stranieri di Perugia e Confindustria Umbria sottoscritto a Palazzo Gallenga, sede principale dell’Università per Stranieri di Perugia. L’accordo, di durata biennale, è stato firmato dalla rettrice professoressa Giuliana Grego Bolli e dal presidente di Confindustria Umbria Antonio Alunni alla presenza, tra gli altri, dei docenti della Stranieri Daniele Piccini, Emidio Diodato, Valerio De Cesaris, Antonio Rigano, Stefania Spina, Giovanna Scocozza e Donatella Padua. La firma è avvenuta nel corso della riunione del Consiglio Generale di Confindustria Umbria che, in questa occasione, è stato ospite dell’Università per Stranieri di Perugia.
“Quest’accordo con Confindustria Umbria – ha sottolineato la rettrice Giuliana Grego Bolli al momento della firma – è molto importante per il nostro Ateneo in quanto ci permette una collaborazione stretta sia da un punto di vista della didattica sia per quanto riguarda la formazione. Favorisce, inoltre, incoming di operatori esteri in Umbria, che possano prevedere, in via sperimentale, il coinvolgimento di ex studenti della Stranieri di Perugia che ricoprono nei loro paesi di origine posizioni di rilievo e di interesse per le imprese”. “Si tratta – ha aggiunto Antonio Alunni, presidente di Confindustria Umbria – di un ulteriore tassello di apertura di Confindustria Umbria verso le istituzioni del territorio. La sinergia tra l’Università per gli Stranieri e la nostra Associazione può contribuire a consolidare la presenza delle imprese sui mercati internazionali e nello stesso tempo concorrere a una formazione più focalizzata sulle esigenze di internazionalizzazione del tessuto produttivo locale”.

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Università e mercato del lavoro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 maggio 2019

Roma 6 giugno 2019 ore 9,00 Piazzale Aldo 5 Moro, Aula Magna L’obiettivo del Convegno è quello di accompagnare i principali stakeholder del sistema universitario nella riflessione su nuovi percorsi per migliorare la qualità della formazione superiore e l’accesso ai mercati del lavoro dei laureati, tenendo conto delle trasformazioni strutturali in atto, del quadro di incertezza sistemica e di “coopetizione” internazionale.Dopo i saluti istituzionali saranno presentati i due Rapporti annuali di AlmaLaurea, giunti alla loro XXI edizione, che quest’anno hanno coinvolto i laureati di 75 Università italiane.Il Rapporto sul Profilo dei laureati si basa su un’indagine che coinvolge oltre 270 mila laureati del 2018 e restituisce una fotografia analitica delle loro principali caratteristiche.Il Rapporto sulla Condizione occupazionale dei laureati si basa su un’indagine che riguarda oltre 630 mila laureati ed esamina la posizione raggiunta nei mercati del lavoro di Italia, Europa e resto del mondo dai laureati nel 2017, 2015 e 2013, intervistati rispettivamente ad 1, 3 e 5 anni dal conseguimento del titolo.Alla presentazione delle Indagini seguiranno tre tavole rotonde che approfondiranno rispettivamente i temi: “Verso un modello di università europea: la dimensione del placement universitario”; “Verso nuove connessioni tra università e industria: l’università italiana e lo scenario internazionale”; “Strategie di orientamento e manutenzione dei percorsi formativi per alimentare il successo occupazionale dei laureati”. Le conclusioni saranno affidate al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

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Università Parma: Si aprono le immatricolazioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 maggio 2019

Parma Si aprono il 18 luglio le immatricolazioni all’Università di Parma, che per l’anno accademico 2019-2020 presenta un’offerta formativa ancora più ampia, arrivando a 88 corsi complessivi. Si allarga quindi ancora il ventaglio delle proposte dell’Ateneo, per rispondere al meglio alle esigenze formative di acquisizione di conoscenze e competenze da parte di tutti coloro che sono intenzionati a intraprendere un percorso universitario.
La nuova offerta formativa è stata approvata nei giorni scorsi dagli Organi accademici, unitamente al Manifesto degli Studi 2019-2020, pubblicato sul sito dell’Ateneo. Al debutto due nuovi corsi di laurea magistrale in ambito food e in ambito medico veterinario: Food Safety and Food Risk Management, in lingua inglese, interateneo con l’Università di Bologna, l’Università di Ferrara, l’Università di Modena e Reggio Emilia e l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – sede di Piacenza, con sede amministrativa a Parma, e Produzioni animali innovative e sostenibili.Questa l’articolazione della nuova offerta formativa, che copre tutti gli ambiti di studio presenti nei 9 Dipartimenti dell’Ateneo:
39 corsi di laurea – 3 anni
6 corsi di laurea magistrale a ciclo unico – 5 o 6 anni
43 corsi di laurea magistrale – 2 anni
L’elenco completo degli 88 corsi è visibile sul sito web di Ateneo.

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“Manifesto per la Storia”

Posted by fidest press agency su sabato, 25 maggio 2019

Parma Il Rettore dell’Università di Parma, Prof. Paolo Andrei, aderisce con convinzione al “Manifesto per la Storia”, appello che è stato promosso da Andrea Giardina, Liliana Segre, Andrea Camilleri e da altri intellettuali e illustri personalità del nostro Paese a fine aprile per la valorizzazione della storia nei percorsi formativi dei giovani.
Nelle prossime settimane l’appello, a cui hanno già aderito i Dipartimenti di Discipline umanistiche, sociali e delle imprese culturali e di Giurisprudenza, studi politici e internazionali, sarà portato all’attenzione del Senato Accademico dell’Ateneo.
“La cultura batte il tempo”: Queste parole costituiscono la cifra distintiva e caratteristica sotto la quale sono concepite, organizzate e coordinate tutte le attività di Parma come Capitale italiana della cultura per il 2020, e che rendono subito evidente quanto sia forte, ineliminabile e necessario il legame di Parma con la Storia.In questo contesto di grande sensibilità per l’importanza della dimensione storica come imprescindibile strumento per il raggiungimento di una vera solidità culturale, si colloca anche la missione centrale dell’Università di Parma, che esercita il proprio ruolo sulla base di una chiara e profonda coscienza dell’importanza della Storia come base necessaria di ogni seria e consapevole riflessione scientifica.Fiera e orgogliosa della sua funzione di istituzione culturale votata allo studio e alla valorizzazione della memoria storica, l’Università di Parma intende aderire con convinzione all’appello promosso dal Prof. Andrea Giardina e prontamente recepito da molti autorevoli esponenti del mondo della scienza e della cultura, ossia al “Manifesto per la Storia”.L’Università di Parma condivide la necessità di pervenire a una più vigorosa tutela dell’insegnamento delle discipline storiche in ogni contesto didattico e, per questa ragione, accoglie il monito espresso dal “Manifesto per la Storia” e ne sostiene le argomentazioni. In particolare, l’Università di Parma condivide le richieste di ripristino della debita attenzione alla formazione storica nel percorso didattico degli studenti presso tutte le istituzioni competenti, ponendosi in questo modo con convinzione accanto agli altri Atenei che hanno già espresso questa stessa posizione, nella ferma persuasione che la tutela della Storia costituisca elemento imprescindibile per il raggiungimento di una piena maturità critica».

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Migrazioni e sostenibilità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 maggio 2019

Roma 23 maggio 2019, ore 9:30 – 23:00 Università degli Studi di Roma Tor Vergata – Macroarea di Lettere e Filosofia Via Columbia, 1 e in particolare il Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società e il Dipartimento di Studi letterari, Filosofici e di Storia dell’arte – dedicherà un’intera giornata al tema “Migrazioni e Sostenibilità” nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile promosso da ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile.
Dopo i saluti istituzionali, previsti alle 9.30 in Piazzetta Macroarea, del Rettore Giuseppe Novelli, della Coordinatrice della Macroarea di Lettere e Filosofia Marina Formica, del Direttore del Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società Giorgio Adamo e del Direttore del Dipartimento di Studi letterari, Filosofici e di Storia dell’arte Emore Paoli, con un contributo video del Portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile Enrico Giovannini, la giornata sarà divisa in due grandi sezioni, le cui attività saranno coordinate dal giornalista e portavoce di Unicef Italia Andrea Iacomini.
La mattina (dalle 10 alle 14) sarà dedicata ai laboratori e ai percorsi di ricerca, su temi sensibili e di competenza della Facoltà di Lettere e Filosofia (di cui i Dipartimenti proponenti fanno parte), rivolti a tutti i cittadini ma in particolare alle associazioni e agli studenti delle scuole superiori del territorio, data l’attualità dei singoli argomenti trattati. Gli incontri si svolgeranno nelle aule universitarie e vedranno gli interventi di docenti, dottorandi, ricercatori, esperti e associazioni. Si passa dalle “Migrazioni nella Preistoria: oggetti, idee, persone e cibo” agli “Incontri di cibi, spezie, aromi e culture”, dalla “Accoglienza, integrazione e cooperazione allo sviluppo: il contributo delle associazioni e dei cittadini” alle “Migrazioni ottocentesche e la sostenibilità della prima globalizzazione: per comprendere il mondo di oggi”, dalle “Forme di integrazione, strumenti di inclusione e contributo dei migranti alla crescita economica” alle “Testimonianze migranti, dalle scuole, dall’università, dal territorio”, dalle “Migrazioni ambientali” alla proiezione in Piazzetta Macroarea del docu-film “Torre Angela: spazi di dialogo tra ieri e domani”.
La mostra fotografica “Tutti sulla stessa barca. Storie di un viaggio fino alla periferia romana”, che si inaugurerà alle ore 14 e che sarà dedicata alla narrazione degli aspetti di integrazione del tessuto migrante all’interno del Municipio VI, grazie al coinvolgimento dell’Associazione Bella Vera, farà da spartiacque della giornata.
La seconda sezione, che si aprirà alle 14.30 con l’intervento del Rettore Giuseppe Novelli sul tema “Università e Migrazioni”, si svolgerà tutta nella Piazzetta Marcoarea e sarà un susseguirsi di incontri, dibattiti e laboratori musicali con la partecipazione di esperti e di docenti dei due Dipartimenti proponenti. Ci si addentrerà nel tema “Migrazioni e Sostenibilità” in tutta la sua complessità, con la volontà di oltrepassare il linguaggio accademico aprendosi all’interesse di un pubblico più ampio, grazie anche alla differenziazione dei linguaggi e all’inserimento nel programma di momenti performativi e musicali di grande impatto. Dal dibattito sul corto “My Tyson” del regista Claudio Casale, che ha vinto il premio di miglior documentario MigrArti alla 75ma Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, all’incontro-concerto “Musiche Migranti 1”, con tre formazioni corali presenti sul palco; dalle letture sceniche con momenti performativi “Tutta un’altra storia. Racconti vitali di migranti”, con il CLICI Centro di Lingua e Cultura Italiana dell’Ateneo e il Laboratorio MILLA Scritture Letterarie per le scene dello spettacolo, al dialogo “Clima, conflitti, migrazioni” a partire dall’ultimo libro sul clima di Grammenos Mastrojeni; dal dibattito “Migrazioni internazionali e nuovi assetti geopolitici globali”, che coinvolgerà docenti ed esperti di geografia, antropologia e diritto, al dialogo sul tema dei “Diritti in mezzo al mare”; dall’incontro “Integrazione, diritto d’asilo e sicurezza”, in cui interverranno esponenti politici della Regione, del Comune di Roma, di Grottaferrata e di altri Comuni limitrofi, al concerto “Musiche migranti 2” che comincerà alle 21 e sarà l’ultimo evento di questa densa giornata.
L’intero evento sarà seguito dagli studenti, italiani e cinesi, del Master congiunto ArtLab Linguaggi dell’arte Grafica (Università di Tor Vergata – Accademia di Belle Arti di Roma) che realizzeranno in Live Drawing un dittico ispirato ai temi trattati sul palco e dalla suggestioni degli spettatori, regalando contemporaneamente ai passanti e uditori piccole opere grafiche su cartolina. Nel corso della Giornata, saranno presenti dei corner informativi gestiti dalle associazioni coinvolte e sarà possibile gustare alcuni prodotti tipici dello street food etnico. Ogni incontro della giornata, come si evince dal programma dettagliato, risponde ad uno, o più, dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile concordati dall’ONU per risolvere le problematiche riguardanti lo sviluppo economico e sociale.

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Presentazione del Corso “Foundation Year”

Posted by fidest press agency su domenica, 19 maggio 2019

Parma lunedì 20 maggio, alle 11, al ParmaUniverCity Info Point dell’Università di Parma (Sottopasso Ponte Romano 2/A).Interverranno il Rettore Paolo Andrei, Simonetta Anna Valenti, Pro Rettrice con delega per l’Internazionalizzazione, Marco Mezzadri, Delegato del Rettore alla formazione iniziale e in servizio degli insegnanti, e Riccardo Ceni, Direttore Conservatorio “Arrigo Boito”, Parma.Il Foundation Year è un corso propedeutico della durata di 10 mesi rivolto a studenti stranieri, interessati a iscriversi a un corso di studi dell’Università di Parma o altra università italiana oppure in un Conservatorio musicale o un’istituzione superiore di studi musicali (ISSM). Il corso è organizzato in collaborazione con il Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma.

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Concerto di Uto Ughi per festeggiare i 60 anni dal suo debutto alla IUC

Posted by fidest press agency su martedì, 14 maggio 2019

Roma sabato 18 maggio 2019 alle 17.30 nell’Aula Magna della Sapienza Uto Ughi ritorna per festeggiare quando sessanta anni fa, il 2 aprile 1959, debuttò alla IUC: aveva quindici anni e portava ancora i calzoni corti ma era già una celebrità.
Per questa occasione speciale suonerà alcuni dei suoi cavalli di battaglia. Insieme a lui Michail Lifits, non un semplice “accompagnatore” ma un pianista di primo piano, vincitore nel 2011 del “Ferruccio Busoni” di Bolzano, uno dei più selettivi e prestigiosi concorsi pianistici in campo internazionale.Ughi apre il concerto con la Ciaccona in sol minore di Tommaso Antonio Vitali, vissuto tra Seicento e Settecento e oggi noto per quest’unica ma celeberrima composizione, che è nel repertorio dei più grandi virtuosi e viene preferibilmente eseguita nella revisione ottocentesca di Ferdinand David. Si passa dal Barocco al pieno romanticismo con la Sonata n. 3 in re minore op. 108 di Johannes Brahms. La dimensione della musica da camera è tra le più congeniali a Brahms e occupa nel suo catalogo uno spazio superiore a quello dei lavori sinfonici; alla musica da camera il compositore si rivolse particolarmente nella sua età matura, componendo alcuni dei suoi maggiori capolavori, tra cui questa Sonata, che mostra un’estrema attenzione alla rifinitura e all’equilibrio formale e ha spesso un tono di meditazione intima, quasi di confessione.La seconda parte del concerto è dedicata a tre celebri e brillanti pezzi di bravura della fine dell’Ottocento e dell’inizio del Novecento che flirtano con i colori e i ritmi della musica spagnola. È di Manuel De Falla, il maggior rappresentante della scuola nazionale iberica, la Suite Popular Española, fortunata versione per violino e pianoforte delle sue Canciones Populares Españolas del 1914. Dedicato al violinista spagnolo Pablo De Sarasate, il Rondò capriccioso op. 28 di Camille Saint-Saëns era fatto per mettere in mostra la prodigiosa bravura di quel celebre virtuoso e nel contempo era un omaggio alla sua patria, perché vi compaiono melodie e ritmi dall’inconfondibile colore spagnolo. Questo brano divenne talmente celebre che due grandi compositori come Bizet e Debussy ne hanno fatto delle proprie versioni. Il concerto si conclude con la pirotecnica Tzigane di Maurice Ravel, una musica dal virtuosismo satanico e smagliante, un vero tour de force con cui solo i più grandi violinisti possono cimentarsi.Non è certamente necessario tessere ancora una volta le lodi di Uto Ughi, uno dei massimi esponenti della tradizione violinistica italiana e più grandi violinisti in assoluto dei nostri giorni. Quando era appena dodicenne, la critica già scriveva di lui: “Uto Ughi deve considerarsi un concertista artisticamente e tecnicamente maturo”. Ha suonato in tutto il mondo, nei principali festival, con le più rinomate orchestre sinfoniche, sotto la direzione dei più importanti direttori d’orchestra tra cui Celibidache, Gatti, Gergiev, Giulini, Maazel, Mehta, Pretre, Rostropovich, Sawallisch, Sinopoli, Temirkanov. Ha inciso le più importanti opere del repertorio violinistico e pubblicato il libro “Quel Diavolo di un Trillo – note della mia vita”. Suona un Guarneri del Gesù del 1744 dal suono caldo e dal timbro scuro, forse uno dei più bei “Guarneri” esistenti, e uno Stradivari del 1701 denominato “Kreutzer” perché appartenuto all’omonimo violinista a cui Beethoven aveva dedicato la famosa Sonata.
Nato nel 1982 a Tashkent (Uzbekistan) e trasferitosi in Germania all’età di 16 anni, Michail Lifits svolge una notevolissima carriera da solista nelle più importanti sale da concerto d’Europa e d’America ed è anche un appassionato e ricercato musicista da camera. Incide in esclusiva per Decca ed è attualmente impegnato nell’incisione integrale della musica per pianoforte di Schubert.

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Presentato all’Università di Padova il film documentario distribuito da Istituto Luce Cinecittà

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 maggio 2019

Dopo la proiezione in sala a Palazzo Maldura della prestigiosa Università di Padova dell’opera filmica, è seguito un interessante dibattito sul cinema, stimolato dalla visione de “Le origini della cinematografia”, film documentario diretto dal regista e produttore Jordan River distribuito in home video da Istituto Luce Cinecittà. Grande interesse dunque degli studenti universitari del Dams, che in sala hanno posto diverse domande più specificatamente tecniche. Oltre al regista che ha salutato i presenti, hanno espresso apprezzamenti per il grande lavoro di ricerca e di studio diversi docenti, tra cui Alessandro Faccioli (Ricercatore e Docente Università di Padova, referente del corso di laurea DAMS per il programma dell’UE Erasmus+) e Carlo Alberto Zotti Minici (anch’egli docente dell’Università di Padova al Dipartimento dei Beni Culturali nonché direttore del Museo del Precinema), che ha collaborato alla parte scientifica del documentario. Alla presentazione è inoltre intervenuta la scrittrice e giornalista Michela Albanese, che ha contribuito invece, assieme a Fabrizio Natalini e al regista, al lavoro di scrittura del documentario. Un’opera che, dopo essere stata accolta con entusiasmo anche all’estero (in USA per esempio ha vinto il premio Silver Screen Award al Nevada International Film Festival 2018), si avvia alla divulgazione in ambito universitario e accademico; un film documentario, tuttavia, come hanno fatto notare dalla produzione, che è stato pensato per portare la storia della settima arte fuori, anche e soprattutto, dalle mura delle cattedre universitarie, in modo fruibile e accessibile a chiunque, senza però tralasciare coloro che il cinema lo studiano, e che vorrebbero pertanto approfondire le radici di quello strumento mediatico e culturale che esso è. Il documentario è disponibile in cofanetto DVD (contenuti extra con interviste e riflessioni sul linguaggio cinematografico di Gianni Canova) in tutte le principali librerie e mediatore nazionali. Un’opera, apprezzata da ricercatori e studenti universitari, che in sessanta piacevoli minuti riassume ben oltre un secolo di storia della nascita della cinematografia, e lo fa emozionando e al contempo indagando sull’evoluzione dell’arte cinematografica.

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Mobilità internazionale: arriva Erasmus

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 maggio 2019

Parma Incontro informativo martedì 14 maggio dalle 12.30 alle 14.30 nell’Aula A del Plesso San Francesco sul bando per la partecipazione al Programma Erasmus Plus SMT – Mobilità individuale ai fini di Tirocinio – A.A. 2019-2020. Il bando Erasmus Plus SMT permette di accedere ai finanziamenti per effettuare un periodo di tirocinio da due a dodici mesi in un’impresa, centro di ricerca o di formazione (escluse istituzioni europee e organizzazioni che gestiscono programmi europei) presenti in uno dei Paesi europei partecipanti al Programma. La struttura ospitante può essere trovata autonomamente dallo studente, con il supporto della U.O. Internazionalizzazione di Ateneo o di un docente del proprio Dipartimento. Sulla base dei finanziamenti disponibili, l’Università di Parma, a prescindere dalla durata di mobilità del tirocinio, garantisce un finanziamento di 2 mensilità di borsa di studio per ogni flusso.Possono presentare domanda di candidatura gli iscritti a uno dei corsi di studio di I, II e III livello presenti nell’offerta formativa dell’Ateneo di Parma, compresi i corsi interateneo, a condizione che – in questo caso – la sede amministrativa sia l’Università di Parma.Gli studenti interessati potranno trovare tutte le informazioni utili per poter partecipare alla selezione, compresi il testo del bando, la guida, la documentazione da presentare e i relativi allegati, sul sito web dell’Università di Parma, alla pagina https://www.unipr.it/erasmusplus_smt_out_2019_2020
Per la mobilità ai fini di tirocinio, il Bando E+ SMT 2019/2020 prevede tre distinte scadenze per la presentazione della candidatura online e per il perfezionamento della domanda.La domanda di candidatura, corredata dei necessari allegati, dovrà essere compilata, collegandosi al proprio profilo personale ESSE3, entro le ore 23 del giorno:
· 30 MAGGIO 2019 (solo per candidati di LISTA A, cioè già in possesso di una lettera di accettazione da parte dell’azienda ospitante);
· 5 SETTEMBRE 2019 (solo per candidati di LISTA A, cioè già in possesso di una lettera di accettazione da parte dell’azienda ospitante);
· 5 DICEMBRE 2019 (per candidati di LISTA A e LISTA B, questi ultimi non in possesso di una lettera di accettazione da parte di un’azienda ospitante).La domanda dovrà essere stampata, sottoscritta e presentata, completa di tutti gli allegati, all’Ufficio Protocollo di Ateneo (Sede Centrale, via Università 12 – 43121 Parma) entro le ore 12 del giorno:
· 31 MAGGIO 2019 (solo per candidati di LISTA A, cioè già in possesso di una lettera di accettazione da parte dell’azienda ospitante);
· 6 SETTEMBRE 2019 (solo per candidati di LISTA A, cioè già in possesso di una lettera di accettazione da parte dell’azienda ospitante);
· 6 DICEMBRE 2019 (per candidati di LISTA A e LISTA B, questi ultimi non in possesso di una lettera di accettazione da parte di un’azienda ospitante).
Nel caso di domande inviate a mezzo posta, non fa fede il timbro postale di spedizione. È ammesso anche l’invio a mezzo PEC (da indirizzo personale certificato del candidato) all’indirizzo protocollo@pec.unipr.it.Secondo le disposizioni riportate nella guida al Programma Erasmus Plus, è essenziale la conoscenza adeguata della lingua del Paese di destinazione:
· per i candidati di LISTA A, è automaticamente riconosciuto un livello di competenza linguistica B2 della lingua utilizzata durante il periodo di scambio;
· per i candidati di LISTA B, il possesso del livello di competenza linguistica costituirà requisito sostanziale ai fini della selezione.Lo studente che non sia già in possesso di una lettera di accettazione da parte dell’Azienda/Ente ospitante dovrà dimostrare la conoscenza di una lingua veicolare (Francese, Inglese, Portoghese, Spagnolo e Tedesco), pari o superiore al livello B2 del Common European Framework of Reference (CEFR).
L’Università di Parma ha previsto, per il bando Erasmus Plus SMT 2019/2020, la verifica obbligatoria delle competenze linguistiche attraverso il sostenimento del Language Placement Test di Ateneo. Ai fini della selezione, risulta valido un livello B2, o superiore, acquisito durante le precedenti prove LPT del 18-19-20 febbraio 2019. Le prossime sessioni in programma (settembre 2019) saranno comunicate alla pagina http://www.unipr.it/LPT, dove sono disponibili tutte le istruzioni sul test e le categorie di esonero.
È previsto un incontro informativo relativo al bando martedì 14 maggio 2019 dalle 12.30 alle 14.30 nell’Aula A del Plesso San Francesco (p.le San Francesco, 3 – 43121 Parma).

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L’Università al centro di un nuovo Servizio Sanitario Regionale

Posted by fidest press agency su sabato, 4 maggio 2019

Perugia. Più che mai, in questo momento il servizio sanitario regionale è al centro dell’attenzione degli operatori medico-sanitari e dell’opinione pubblica.
Nonostante le affermazioni autoreferenziali sulla sua efficienza ed efficacia, si avverte l’impellente necessità di individuare nuovi modelli organizzativi in linea con le aspettative e i desideri della comunità.La nuova governance dell’Ateneo e, in particolare, il prossimo Rettore dell’Università degli Studi di Perugia saranno tenuti a sviluppare proposte operative, chiare e dettagliate, destinate a migliorare il servizio sanitario pubblico e che valorizzino un ruolo centrale dell’Università attraverso attività compenetrate di didattica, ricerca e assistenza sanitaria di elevata qualità.A tal fine saranno necessarie:
Una revisione dello Statuto con la costituzione delle Aziende Ospedaliero-Universitarie di Perugia e Terni al fine di una corretta distribuzione delle competenze e degli ambiti di attività ai sensi del Dlgs. 517/1993 e dei successivi interventi legislativi.
Una collaborazione con la Regione Umbria per l’acquisizione e l’utilizzazione dei Fondi Europei.
Una programmazione trasparente e pluriennale delle risorse necessarie a garantire i Corsi di Laurea e le Scuole di Specializzazione attualmente esistenti e di nuova istituzione.
Una revisione delle modalità di selezione del personale nella direzione della correttezza procedurale e della valorizzazione delle competenze.
La costituzione di strutture semplici dipartimentali ad elevata specializzazione.
Un rafforzamento delle interconnessioni con le altre discipline scientifiche e una spinta verso la medicina traslazionale che valorizzi sia la ricerca biomedica di base che quella clinica.Un coinvolgimento attivo della componente universitaria ad attività specifiche (ad esempio, comitato etico, counselling farmaceutico, reti cliniche).Occorre valorizzare le numerose competenze già presenti e favorire l’accesso di quelle che mancano.Il Rettore si troverà ad affrontare le numerose problematiche consapevole che gli ultimi anni l’area medico-sanitaria è stata abbandonata a se stessa e si è via via disgregata. Occorrerà perciò impostare una nuova gestione condivisa di tutta l’area che veda il Rettore stesso impegnato in prima persona.

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Le prime lauree italo-brasiliane in Ostetricia dall’Università di Parma e l’Universidade de São Paulo (Brasile)

Posted by fidest press agency su domenica, 21 aprile 2019

Nel 2016 i Rettori dell’Università di Parma e dell’Universidade de São Paulo (Brasile) hanno siglato un accordo per il conseguimento del doppio titolo in Ostetricia. Venerdì scorso nel nostro Ateneo hanno discusso la loro tesi di laurea in Ostetricia le prime quattro studentesse italiane (Melissa Aloisi, Annalisa Bernini, Barbara Lupica Cordazzaro e Jessica Simonini) e due studentesse brasiliane (Erica Carmo Rocha e Amanda Longatti Castro). Le sei studentesse sono le prime ad aver completato il percorso di doppia titolazione. Il programma prevede che gli studenti coinvolti passino un periodo di un anno presso la sede partner per acquisire le competenze integrative necessarie all’ottenimento di due lauree. Hanno presenziato alla discussione delle tesi la prof.ssa Nadia Zanon Narchi, referente del corso di laurea in Ostetricia dell’Escola de Artes, Ciências e Humanidades (EACH) dell’Università di São Paulo, e la prof.ssa Tiziana Frusca, presidente del corso di laurea in Ostetricia del nostro Ateneo.

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“La musica popolare cuore dell’Italia”

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Roma Martedì 16 Aprile, alle 17:00, presso il Senato della Repubblica, nella sala ‘Caduti di Nassirya’, si svolgerà la conferenza stampa ‘La musica popolare cuore dell’Italia’ su iniziativa del senatore di Forza Italia Francesco Giro. Saranno presenti come relatori Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia in Senato; Andrea Cangini, capogruppo di Forza Italia 7^commissione Cultura; i senatori Maurizio Gasparri, Massimo Mallegni, Claudio Fazzone, Francesco Battistoni e la deputata Catia Polidori. Alla conferenza parteciperanno sindaci, assessori e presidenti di associazioni delle bande musicali e corali e dei gruppi folklorici.Il focus della conferenza verterà su due aspetti fondamentali: la valorizzazione, a livello nazionale, delle bande musicali, corali e gruppi folklorici, che rappresentano l’identità culturale delle singole realtà territoriali e la mancata emanazione dei decreti attuativi previsti nella legge 22 novembre 2017, n. 175, per la nuova disciplina dello spettacolo da vivo che tra l’altro prevedeva la valorizzazione della musica popolare. Questo comporta l’impossibilità da parte delle associazioni di musica amatoriale di poter finalmente beneficiare dei nuovi fondi nella prevista riforma del Fondo unico per lo Spettacolo (FUS).

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Concerto del Quartetto Prometeo

Posted by fidest press agency su domenica, 14 aprile 2019

Roma Martedì 16 aprile alle 20.30 nell’Aula Magna dell’Università “Sapienza” (ingresso da Piazzale Aldo Moro 5) la IUC-Istituzione Universitaria dei Concerti presenta il Quartetto Prometeo, uno dei migliori gruppi di questo tipo a livello italiano e internazionale, premiato con il Leone d’argento dalla Biennale Musica di Venezia nel 2012. Precedentemente il Quartetto Prometeo aveva vinto la 50° edizione del Prague Spring International Music Competition nel 1998, il premio Thomas Infeld dalla Internationale Sommer Akademie Prag-Wien-Budapest nel 1999 per le “straordinarie capacità interpretative” e il Premio Speciale Bärenreiter al Concorso ARD di Monaco di Baviera nel 2000. Ha suonato al Concertgebouw di Amsterdam, Musikverein di Vienna, Wigmore Hall di Londra, Aldeburgh Festival, Prague Spring Festival, Accademia di Santa Cecilia di Roma, Società del Quartetto di Milano e numerose altre delle principali istituzioni musicali italiane ed europee. Ha inciso per Ecm, Sony, Brilliant e Amadeus.Del Quartetto Prometeo la critica ha scritto: “Si è esibito in una performance memorabile suscitando l’approvazione entusiastica dei numerosissimi presenti”, “ha dimostrato la sua grandezza, ma anche l’adamantina coerenza del proprio pensiero”. I suoi concerti si impongono per la tenuta interpretativa e intellettuale e per la capacità di stabilire una forte comunicazione con il pubblico non solo nel repertorio tradizionale ma anche nella musica contemporanea, come accadrà anche in questo concerto che spazia attraverso tre secoli dall’Ottocento fino ai nostri giorni.Il concerto si apre con il Quartetto op. 3 di Alban Berg, del 1911. Il compositore stesso ne ha lasciato una specie di auto-recensione in una lettera alla moglie: “Ho goduto dell’armonia e della dolcezza solenne e dell’estasi di questa musica. Non puoi fartene un’idea. I cosiddetti passaggi più tumultuosi e più arditi erano una pura armonia, in senso classico. Alla fine un applauso generale, addirittura frenetico. È stato un successo enorme”.Facendo un salto di più di oltre cent’anni in avanti arriviamo ai nostri giorni con la prima esecuzione assoluta di Scènes d’Hérodiade di Matteo D’Amico, uno degli autori più autorevoli, raffinati e sensibili dell’attuale panorama musicale. Il pezzo di articola in tre movimenti, che “sono ricollegabili idealmente – come dice D’Amico stesso – alle tre parti del poema Hérodiade, di Stéphane Mallarmé, un testo sul quale da tempo sto lavorando”. Con quest’opera ha voluto dare “voce musicale ad una fra le più enigmatiche e complesse opere di Mallarmé, quella Hérodiade che non è mai stata portata a compimento dal poeta, che per quasi tutta la sua vita ne ha inseguito, senza riuscirci, la forma definitiva. Anche in questa veste incompiuta, quest’opera si presenta in tutta la sua pienezza e la sua forza”. D’Amico conclude così: “Camminare sul sottile crinale che separa speculazione musicale e coinvolgimento emotivo, disegno della forma e urgenza narrativa, è stata la piacevole scommessa di questa breve ma intensa avventura compositiva”.Tutta la seconda parte del concerto è dedicata al Quartetto n. 15 in sol maggiore op. 161 D 887, l’ultimo composto da Franz Schubert, a trent’anni d’età, nel 1826, quando gli restava solo un anno da vivere. È dunque un capolavoro giovanile e allo stesso tempo una delle sue opere estreme, che unisce uno slancio febbrile e drammatico alla complessa elaborazione e all’ampia architettura: indubbiamente uno dei capolavori assoluti del romanticismo in musica.

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“Note in Biblioteca”: Aurora Orsini e sabato Sofia Adinolfi

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Roma venerdì 12 aprile 2019 alle 20.00 nella Biblioteca Villa Leopardi (via Makallé snc) e sabato 13 aprile alle 11.300 nella Biblioteca “Vaccheria Nardi” (via Grotta di Gregna 37)
“Note in Biblioteca” ad ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti fa seguito alla serie di incontri musicali organizzati da IUC e Biblioteche di Roma.
La protagonista dell’appuntamento di venerdì 12 è Aurora Orsini, grande speranza della chitarra. Ha studiato al Conservatorio di Latina, all’Accademia Liszt di Budapest all’Istituto Superiore di Studi Musicali di Lucca e nel 2018 è stata ammessa alla prestigiosa Accademia Chigiana di Siena nella classe del grande maestro Oscar Ghiglia.
L’incontro inizia con una Suite per liuto di Johann Sebastian Bach, che come altre musiche destinate a quell’antico strumento viene oggi suonata più spesso. con la chitarra. Fu invece composta da un grande chitarrista ed è quindi destinata espressamente alla chitarra la composizione seguente, Fantasia e variazioni brillanti op. 30 dello spagnolo Fernando Sor, che fu contemporaneo di Beethoven ed ebbe un ruolo della massima importanza nello sviluppo della musica per chitarra. L’incontro si conclude con El Decameron Negro, scritto nel 1975 dal compositore e chitarrista classico cubano Leo Brouwer, che si è ispirato ad alcuni racconti africani, che narrano la storia di un guerriero bandito dalla sua terra perché diventato suonatore di arpa, ma ritornato per salvare il suo popolo dai nemici; dopo la vittoria, viene nuovamente esiliato, ma fugge portando con sé l’amata. Guida all’ascolto a cura di Matteo Macinanti, laureando del corso magistrale in Musicologia della Sapienza.
Sabato 13 la protagonista è la pianista Sofia Adinolfi, giovane e talentuosa pianista, che attualmente si sta specializzando al Conservatorio di Bologna. Ha seguito masterclass in Olanda con David Kuyken e in Italia con Angela Hewitt e nel 2018 è stata ammessa al corso pianoforte tenuto da Lilya Zilberstein presso la prestigiosa Accademia Chigiana di Siena. Ha già iniziato con successo l’attività concertistica e il suo talento è stato confermato dai numerosi premi vinti in concorsi nazionali ed internazionali.
Sofia Adinolfi dedica quest’incontro a tre grandi musicisti russi tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, che, furono sia compositori che grandi virtuosi del pianoforte. Inizia con la Sonata n. 2 op. 19 detta “Sonata-fantaisia” di Aleksander Skrjabin, che così illustrò il significato di questa sua composizione: “La prima sezione rappresenta la calma della notte su una spiaggia del sud; lo sviluppo è la buia agitazione del mare profondissimo. La sezione centrale evoca il chiaro di luna che appare, simile a una carezza, dopo il primo buio della notte. Il secondo tempo rappresenta l’ampia distesa dell’oceano agitato dopo una tempesta”.Seguono le Variazioni su un tema di Corelli op. 42 di Sergej Rachmaninov, che fu l’ultima incarnazione della figura di compositore e virtuoso tardo-romantico: queste variazioni danno un esempio della sua straordinaria abilità pianistica. Conclude Sergej Prokof’ev con la Sonata n. 2 in re minore op. 14 del 1913, un’opera giovanile ma geniale, caratterizzata dall’alternanza di lirismo e sarcasmo tipica di questo compositore.

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Due università italiane tra i sei vincitori del concorso Win-a-Robot di Epson Europe

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Fra i sei vincitori del primo concorso di Epson Europe Win-A-Robot, creato per individuare e promuovere nuovi utilizzi nel campo della robotica e delle tecnologie di automazione, ben due sono i progetti italiani, presentati dalle università di Padova e di Pavia, che sono stati selezionati e si sono aggiudicati il riconoscimento accanto a quelli proposti da università e collegi inglesi, irlandesi, tedeschi e ungheresi.”Robotica e automazione svolgeranno un ruolo fondamentale nel sostenere la competitività e la crescita delle imprese europee”, ha dichiarato Volker Spanier, responsabile della divisione Robotics Solutions di Epson Europe, annunciando i vincitori del concorso. Garantire che gli studenti di oggi siano preparati con entusiasmo a questa sfida è di incredibile importanza ed Epson non vede l’ora di lavorare a fianco dei futuri talenti per far crescere e sviluppare competenze e progetti in quella direzione. Consideriamo questo annuncio come l’inizio di fruttuose relazioni a lungo termine con le università in tutta l’area EMEAR”.”Combinare un’industria tradizionale come quella della cottura – ha commentato il Professor Giulio Rosati, Ordinario di Meccanica Applicata alle Macchine, Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Padova – con soluzioni di automazione moderne e flessibili non è un compito facile. Con il progetto ‘ChocoBot – Decorazione personalizzata di torte celebrative ad alta efficienza energetica e prototipazione rapida di grandi strutture di cioccolato’ e con la domanda del mercato di prodotti personalizzati in rapida espansione, vediamo il potenziale per fornire soluzioni ad alta qualità per la personalizzazione delle torte sia come un’entusiasmante sfida di automazione sia come una soluzione industriale a lungo termine: i metodi di ottimizzazione sviluppati all’interno del progetto saranno generali e facilmente applicabili a diversi prodotti e settori industriali. Siamo fiduciosi di ciò che questa nuova opportunità può portare grazie al concorso Epson Win-A-Robot”.”Siamo onorati – ha dichiarato la Professoressa Antonella Ferrara, Ordinario di Automatica presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione dell’Università di Pavia – di aver ottenuto questo importante risultato alla prima competizione Win-A-Robot di Epson Europe e che il nostro progetto sia stato valutato così positivamente dalla giuria. La nostra ricerca ha già ottenuto risultati interessanti nell’addestramento di un braccio robotico con collision avoidance mediante tecniche di Deep Reinforcement Learning. Grazie al supporto di Epson, saremo in grado di validare sperimentalmente i nostri algoritmi e portare al livello successivo il nostro progetto, coinvolgendo nuovi studenti e ricercatori in un ambito di ricerca estremamente attuale e promettente”.Gli altri vincitori sono: Università di Pecs, Ungheria, con il progetto “Controllo robotico con visori di realtà aumentata”; Heinz-Nixdorf-Berufskolleg, Germania, con il progetto “Simulazione di commercio online con l’esempio di un impianto di riempimento di caramelle”; Institute of Technology di Tallaght, Irlanda, con il progetto “Robotica, produzione alimentare e raccolta”; Università di Plymouth, Regno Unito, con il progetto “Robot autoadattabile per la produzione assistita in cellule di lavoro sostenibili intelligenti”.
La selezione dei vincitori è stata effettuata da una giuria composta da cinque esperti di robotica, attivi in politica, nell’industria e nel mondo accademico che si sono incontrati a Meerbusch, in Germania, per deliberare e selezionare le candidature vincenti: il professor Darwin Caldwell, Istituto Italiano di Tecnologia; Eva Kaili, membro del Parlamento europeo; dottor Imre Paniti, Accademia delle scienze ungherese; Patrick Schwarzkopf, Amministratore delegato di VDMA Robotics + Automation e Yoshifumi Yoshida, Epson Executive Officer.

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