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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘università’

Convenzione tra Fondazione Zeffirelli e Università di Firenze

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 dicembre 2019

In considerazione la comunanza d’intenti tra le due istituzioni, è stata siglata nei giorni scorsi una convenzione tra la Fondazione Franco Zeffirelli e l’Università degli Studi di Firenze. L’accordo prevede un rapporto privilegiato tra i due enti sia nell’ambito della diffusione culturale, sia in quello della collaborazione su determinati progetti, per ognuno dei quali è prevista comunque la stipula di un protocollo d’intesa specifico.«Su proposta della Fondazione Zeffirelli – ha detto il Rettore dell’Università di Firenze, Luigi Dei, che oggi ha visitato la Fondazione Zeffirelli di Firenze -, con la quale avevamo già in essere una convenzione per ospitare i tirocinanti, abbiamo recentemente approvato nel Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione una convenzione più generale per iniziative a 360 gradi tra questa fondamentale e significativa istituzione, da poco qui a Firenze, e la nostra Università perché penso ci siano tanti punti di intersezione. Mi auguro quindi che la nuova convenzione, che è una carta scritta, possa originare anche iniziative concrete, cosa di cui sono certo». Da parte sua Pippo Zeffirelli, Presidente della Fondazione intitolata al Maestro Franco, ha aggiunto di essere «sicuro di questa collaborazione. Per noi si tratta di un importante punto di arrivo e soprattutto mi preme l’opportunità di poter attrarre l’Università in questo mondo straordinario, di fantasia ma anche di grande professionalità, costituito dalle arti dello spettacolo».
http://www.fondazionefrancozeffirelli.com

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Il trasferimento tecnologico dall’università all’impresa

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 novembre 2019

Milano Mercoledì 27 novembre 2019 ore 17:30 – 19:0 Piazza Borromeo, 12 0 Seminario. Il seminario si propone di discutere le caratteristiche e lo stato del trasferimento tecnologico in Italia, con particolare riguardo alle problematiche giuridiche, al modello organizzativo adottato dagli enti universitari e alle sfide da affrontare affinché esso possa divenire un asset strategico per i nostri enti di studio, insegnamento e ricerca.La discussione sarà arricchita dalla partecipazione e dall’intervento di esponenti del mondo universitario e imprenditoriale:
dr. ing. Roberto Tiezzi, già responsabile dell’Ufficio Trasferimento Tecnologico del Politecnico di Milano e ora dell’Università degli Studi di Milano;
dr. ing. Rolando Brondolin, dottorando di ricerca presso il NECSTLab del Politecnico di Milano;
dr.ssa Sara Notargiacomo, co-founder & business development lead di Huxelerate S.r.l.
Il numero dei posti è limitato. Invitiamo ad iscriversi compilando il modulo di adesione.

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I “Capannoni” a Parma. Storie di persone e di città

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 novembre 2019

Parma Sabato 16 novembre alle 9.30 l’Auditorium di Palazzo del Governatore (piazza Garibaldi, Parma) ospiterà la mattinata di studio e confronto I “Capannoni” a Parma. Storie di persone e di città. L’evento, organizzato dai docenti dell’area della Rappresentazione e del Rilievo del Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Parma e dal Centro Studi Movimenti in collaborazione con l’Archivio Storico Comunale e l’Archivio di Stato di Parma, con il contributo della Regione Emilia-Romagna e il patrocinio del Comune di Parma, vuole portare all’attenzione della città una serie di riflessioni relative agli aspetti architettonici e urbanistici, da un lato, e a quelli sociali, dall’altro, legati alla realizzazione e al successivo abbattimento dei “Capannoni” a Parma.
Ancora oggi, nel gergo parmigiano, viene infatti utilizzato il termine “Capannone”: molti lo usano ma pochi, soprattutto tra i più giovani, sanno quale sia la sua origine, intimamente legata a un momento specifico della storia di Parma, quello dello sventramento dell’Oltretorrente da parte del regime fascista, e al conseguente spostamento di molte famiglie in caseggiati ultrapopolari in zone fuori dal centro urbano: i “Capannoni” appunto, così soprannominati per la loro forma a capanna.Attraverso il contributo di studiosi del “disegno” delle architetture realizzate e delle parti di città in cui si sono insediate, in stretta connessione con gli studiosi degli aspetti legati alle persone e alle società che ne è derivata, un tratto importante della storia della città sarà analizzato e discusso in quello che è il primo di tre appuntamenti dedicati al tema. Alla mattinata di studi seguirà infatti l’uscita di un volume che raccoglierà i saggi dei vari autori e che sarà presentato nel maggio 2020 a Palazzo del Governatore; il percorso conoscitivo si concluderà nel 2021, quando, sempre a Palazzo del Governatore a febbraio e marzo, si terrà una mostra sul tema.
Sempre a Palazzo del Governatore il 16 novembre la mostra Costellazioni Familiari. Dialoghi sulla libertà, di Gianluigi Colin, sarà a ingresso libero, così come la performance di cui lo stesso giorno l’artista sarà protagonista: dalle 11.30 alle 19 Colin coinvolgerà gli abitanti di Parma nella realizzazione dell’azione artistica “Vie di Memoria”; tutti sono invitati a portare un’immagine o un oggetto che fa parte della propria memoria personale – subito restituito al proprietario – che l’artista elaborerà con una fotocopiatrice, intervenendo poi con elementi pittorici. Le opere, timbrate e firmate, saranno realizzate in due copie: una sarà donata alla persona che partecipa all’azione, l’altra sarà esposta a Palazzo del Governatore e sarà inclusa nel grande archivio “Vie di Memoria”.

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Convegno Quantum Computers: the vision is becoming reality

Posted by fidest press agency su sabato, 26 ottobre 2019

Parma lunedì 28 ottobre, a partire dalle 14.30, nel Centro Congressi Aule delle Scienze (Campus Scienze e Tecnologie), il convegno Quantum Computers: the vision is becoming reality, giornata di studi sulla Computazione Quantistica organizzata da Stefano Carretta e Paolo Santini del Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche dell’Università di Parma.
La realizzazione di un computer quantistico costituisce una delle sfide più affascinanti di questo secolo e rappresenta una rivoluzione nelle tecnologie dell’informazione. Infatti questo dispositivo permetterà di risolvere problemi impossibili per qualunque super-computer tradizionale. La ricerca in questo ambito è oggetto di enormi finanziamenti sia da parte dell’Unione Europea che di stati nazionali e di grandi multinazionali come IBM e Google. C’è grande fermento nella comunità scientifica mondiale, perché questo ambizioso obiettivo sembra finalmente a portata di mano e sono disponibili i primi prototipi di chip quantistici.L’Università di Parma è da anni attiva in questo campo, nell’ambito di progetti nazionali ed europei, e ha recentemente instaurato una proficua collaborazione con IBM, formalizzata da una convenzione. Nell’ambito di quest’ultima, l’Ateneo e IBM hanno organizzato la giornata di studi per illustrare a studenti e docenti lo stato dell’arte del campo e alcune possibili applicazioni di questa tecnologia in Fisica, Chimica, Informatica e Machine Learning.

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L’Università degli Studi di Milano si apre alle nuove tecnologie

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 ottobre 2019

Milano 25 e 26 ottobre 2019, Università degli Studi di Milano, Sala Napoleonica, via Sant’Antonio, 12. Quali sono le sfide che le nuove tecnologie stanno portando agli istituti tradizionali del diritto, dell’economia e del sociale? Se ne parlerà nel Convegno organizzato dal Dipartimento di diritto pubblico italiano e sovranazionale dell’Università degli Studi di Milano con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Milano rivolto ad accademici, studenti, professionisti e mondo dell’industria.
I panel che si succederanno nel corso dei due giorni saranno dedicati a tematiche specifiche: dopo l’introduzione da parte delle Istituzioni, CONSOB, Banca d’Italia ed esperti internazionali si interrogheranno sulle questioni più di sistema che derivano dall’espansione di blockchain. Seguiranno poi panel in cui si tratterà di questioni economiche, dei riflessi delle cripto-monete sul mondo della finanza; parallelamente si indagherà sui presunti nuovi modelli contrattuali, i cosiddetti smart (legal) contracts, che hanno sempre maggiore diffusione.La mattina del 26 si riuniranno esperti per discutere sul come blockchain possa essere messa al servizio di uno sviluppo sostenibile, nonché essa possa modificare i procedimenti di risoluzione delle controversie. Si tratterà infine di GDPR e privacy rispetto ai quali la blockhain sembra porsi come ostacolo. I lavori saranno chiusi da un esperto di CODEX, The Stanford Center for Legal Informatics.

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Competitività e investimenti esteri: più o meno regole di mercato in Europa?

Posted by fidest press agency su martedì, 22 ottobre 2019

Milano Politecnico di Milano – 28 ottobre ore 17.15 Aula Magna Carassa e Dadda (edificio BL.28) via Lambruschini 4 “Competitività, crescita e investimenti esteri: più o meno regole di mercato in Europa?” è il tema della Lectio magistralis che il professor Sergio Mariotti, docente di Economia e Politica industriale al Politecnico di Milano. La Lectio, ispirata a una ricerca svolta presso la School of Management del Politecnico di Milano, argomenta come la normativa antitrust a tutela della concorrenza sia un importante fattore di attrazione degli investimenti esteri e di crescita per i Paesi che la applicano con maggiore efficacia e rigore.
Da qui, un ulteriore interrogativo: nel prefigurarsi di un nuovo ordine economico mondiale, sono necessari interventi che rafforzino e rilassino le regole di mercato al fine di un rafforzamento competitivo dell’industria europea? Il dibattito politico sollevato dalla recente bocciatura della fusione Alstom-Siemens da parte della Commissione Europea, infatti, ha posto il problema con grande evidenza. Ne discuteranno studiosi e rappresentanti delle istituzioni. I lavori seguono questo percorso:
17.15 – Introducono i lavori Alessandro Perego, Direttore Dipartimento di Ingegneria Gestionale, Politecnico di Milano
Paola Garrone, Professore ordinario di Business and industrial economics, Politecnico di Milanomeaza
Lectio Magistralis, Sergio Mariotti
18.15 – Tavola Rotonda
Umberto Bertelé, Professore emerito di Strategia di impresa, Politecnico di Milano
Andrea Bianchi, Direttore Area Politiche industriali, Confindustria
Fabrizio Onida, Professore emerito di Economia internazionale, Università Bocconi; già Presidente ICE (Istituto Commercio Estero)
Pippo Ranci Ortigosa, Professore fuori ruolo di Politica economica, Università Cattolica; già Presidente Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas Tommaso Valletti, Professore di economia, Imperial College Business School; Capo economista uscente DG Concorrenza, Commissione Europea
19.15 – Conclusioni Luca Grilli, Professore ordinario di Business and industrial economics, Politecnico di Milano.

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Roma Università: JCU ateneo plastic free

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

Roma La John Cabot University (JCU), l’ateneo americano più grande in Italia e fra i maggiori d’Europa, con sede nel cuore di Roma, a Trastevere, ha avviato un progetto che prevede la riduzione sistematica dell’utilizzo di plastica monouso all’interno delle proprie strutture, con l’obiettivo di arrivare ben presto all’eliminazione completa.In accordo con gli studenti, e con il club ambientale studentesco Grassroots che ha proposto l’iniziativa plastic free, dall’inizio di questo mese sono stati rimossi i bicchieri di plastica presenti all’interno dell’università, in particolare presso i distributori d’acqua e di bevande, le fontanelle, ed è stato avviato l’uso di cartoncino compostabile biodegradabile anche per piatti, vaschette take-away, coppette frutta/gelato, nella caffetteria come nei locali mensa. Inoltre, la Presidenza ha acquistato 8mila borracce in alluminio che ha distribuito a tutti gli studenti, al personale docente, allo staff e alla filiera JCU in genere.L’iniziativa avviata dalla John Cabot University non è spot, ma strutturale. E i primi riscontri sono molto positivi. Migliaia di bicchieri, bottigliette e contenitori di plastica sono già spariti dall’uso quotidiano all’interno dell’ateneo, con grande vantaggio per l’ambiente.

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Scuola, AFAM e Università: Anief proclama lo sciopero generale per il 12 novembre 2019

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 ottobre 2019

Organizzato anche un sit-in nazionale a Roma, durante il dibattito parlamentare del Decreto “salva-precari bis” e del Disegno di Legge di Bilancio 2020. Si protesta per la mancanza di risorse per il rinnovo del contratto di tutto il personale docente, amministrativo e ata, e di politiche tese a valorizzarlo, per il livello record di precarietà raggiunto. Marcello Pacifico (Anief): “Serve un cambio di passo deciso già nei prossimi documenti di Bilancio, dopo la NADEF”Il sindacato chiama a incrociare le braccia e a manifestare tutto il personale docente precario deluso ed escluso dall’Intesa del 1° ottobre sul salva-precari bis, ma anche il personale ata e facente funzione Dsga escluso dalle nuove procedure di stabilizzazione del prossimo 1° gennaio, nonché quello dell’AFAM e dell’Università dove è stata messa ad esaurimento la figura del ricercatore. In stato di agitazione anche il personale di ruolo che dopo l’annuncio degli aumenti a tre cifre della primavera scorsa, nonostante il possibile avvio del tavolo per il rinnovo del contratto, ha letto con stupore le parole del ministro dell’Economia (Gualtieri) sul mancato finanziamento nella prossima legge di Bilancio dei 3 miliardi richiesti, invano, dal ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Fioramonti).Per l’occasione sarà elaborata e consegnata a tutti i gruppi parlamentari la piattaforma Anief per rilanciare lo status del personale della scuola, dell’università, dell’Afam e della ricerca da tradurre in proposte emendative in Parlamento durante l’iter di conversione del Decreto – Legge urgente di cui all’Intesa del 1° ottobre e del Disegno di Legge di Bilancio 2020-2022. Nei prossimi giorni, dopo le relative autorizzazioni da parte delle autorità competenti, sarà reso noto il luogo del sit-in / manifestazione nazionale. Marcello Pacifico (presidente Anief): “Abbiamo dato la nostra disponibilità a partecipare a tutti i tavoli tecnici per risolvere le questioni urgenti che riguardano il personale e le istituzioni scolastiche, universitarie, Afam e della ricerca. Ma se manca la volontà politica di trovare o stornare le risorse necessarie, pur coscienti della difficile manovra economica ereditata da questo governo, dobbiamo ricorrere alla protesta pacifica e legittima di chi non può più assistere in silenzio al lento declino della nostra società, perché come ci ha ricordato l’Unesco senza la valorizzazione del personale del settore dell’istruzione e della ricerca, con la precarietà si compromette il futuro delle nuove generazioni. Speriamo che la voce della Piazza sia ascoltata dai nostri parlamentari e dal governo. Il nostro sistema non può continuare a reggere sulla supplentite a spese della vita dei lavoratori. È arrivato il momento di prenderne atto.”

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“Placement Day”

Posted by fidest press agency su domenica, 29 settembre 2019

Parma Martedì 1 ottobre, dalle 9 alle 17, si terrà in via Kennedy (Sede del Dipartimento e Nuovo Polo Didattico) il Placement Day 2019, organizzato dal Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali. Con circa 30 aziende partecipanti rappresentative di tutte le dimensioni aziendali (dalle PMI alle multinazionali) e di tutti i principali settori – manifatturieri, retail e dei servizi – dell’economia italiana, emiliano-romagnola e parmense, la giornata è suddivisa in tre momenti. La prima parte della mattina (9.30-10.15) vedrà l’inaugurazione dei lavori con i saluti della Pro Rettrice a Didattica e Servizi agli Studenti Sara Rainieri, del Direttore del Dipartimento Luca Di Nella e di Franco Mosconi a nome della Commissione Placement di Dipartimento, di cui fanno parte Chiara Ferrari, Marco Ieva, Alice Medioli e Chiara Panari.
In questa prima parte verranno presentati i sette corsi di laurea previsti nell’offerta formativa del Dipartimento: le due lauree triennali (Economia e Management, Sistema Alimentare: Sostenibilità, Management e Tecnologie) e le cinque lauree magistrali (Amministrazione e Direzione Aziendale, Finanza e Risk Management, Gestione dei Sistema alimentari di qualità e della Gastronomia, Trade e Consumer Marketing, International Business and Development, quest’ultima in lingua inglese).La seconda parte della mattina (10.15-13.30) e tutto il pomeriggio (14.30-17) saranno dedicati ai colloqui diretti fra le Aziende e gli studenti: colloqui che rappresentano il cuore di un’iniziativa di questa natura. Sull’apposito portale creato per l’occasione http://www.kennedysix.unipr.it sono molti gli studenti a essersi prenotati per i colloqui. Alla realizzazione dell’iniziativa collaborano anche due associazioni studentesche, la Junior Enterprise Parma e Oikosmos.«Dopo l’ottima riuscita dell’Edizione 2018, per il secondo anno consecutivo organizziamo questo Placement Day – ha commentato il Direttore del Dipartimento, Prof. Di Nella – con numerose aziende partecipanti, tutti nomi molto conosciuti della business community. Gli studi in campo economico e aziendale restano un caposaldo per la formazione di una classe dirigente che sappia affrontare le sfide di questi anni: dinamicità, internazionalizzazione e rivoluzione tecnologica»

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Due progetti dell’Università di Parma finanziati dalla Regione Emilia-Romagna

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 settembre 2019

Parma Il progetto eBIM, coordinato dall’Università di Parma e dal Centro Interdipartimentale Misure-CIM, e la Summer School “After the damages”, di cui l’Ateneo di Parma è partner, rientrano tra i sei progetti e programmi nel settore della ricerca e dell’innovazione nell’ambito delle costruzioni e del restauro, finanziati dalla Regione Emilia-Romagna con risorse regionali ed europee “POR-FESR 2014-2020” per un ammontare complessivo di 3,7 miliardi di euro.
Per il progetto eBIM (Building information modeling), del quale Chiara Vernizzi, delegata del Rettore all’Orientamento, è responsabile scientifico per il CIM, è stato disposto un contributo regionale complessivo di 799.946,40 euro. Il progetto punta a supportare l’innovazione nell’implementazione, condivisione e fruizione di modelli 3D del patrimonio costruito esistente. Questo attraverso la costruzione di archivi informatizzati, digitali e integrati consentendo, in virtù della disponibilità di tecnologie e dei risultati accessibili della ricerca, nuove forme di collaborazione per l’innovazione di prodotti e servizi. L’obiettivo è quello di realizzare un approccio inclusivo all’applicazione degli strumenti della digitalizzazione, quali gli strumenti di Building information modeling, nei processi di intervento e gestione del costruito esistente, favorendo la collaborazione tra tutti gli attori della filiera. La Summer School “After the damages, prevention and safety solutions through design and practice on existing built environment. The Italian experience” è il progetto di alta formazione triennale promosso dalle Università di Parma, di Ferrara e di Modena e Reggio Emilia per la formazione di esperti internazionali, tecnici e policy maker, sulla riduzione e gestione del rischio correlato agli impatti di eventi catastrofici naturali e provocati dall’uomo sul patrimonio culturale.

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Università, il numero chiuso a Medicina torna in discussione. Il punto della situazione

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Università, il numero chiuso a Medicina torna in discussione. Il punto della situazioneA difendere i limiti imposti dal 1999 rettori come Eugenio Gaudio della Sapienza di Roma (“l’esigenza si è posta negli anni ’70 e ’80, quando gli studenti si iscrivevano ma non potevano seguire le lezioni e andare in corsia. O si adeguano spazi, strutture e docenti per 68mila iscritti o è impossibile farne a meno”). A criticarli docenti ed osservatori di esperienza. Come Francesco Carelli del direttivo di Euract, l’associazione degli insegnanti europei di Medicina generale: «La selezione spetta all’ateneo, non a un test. E’ molto importante che 3 candidati su 4 manifestino “passione” per la medicina, al punto da ripresentarsi al test. Significa che vedono in sé un’attitudine (maturata nella formazione undergraduate da studenti) a una disciplina sanitaria non esauribile dal semplice test. Sono pronti a mettere in gioco la propria capacità di interagire con i pazienti e dunque a mettersi alla prova anche in altre professioni sanitarie. Molti candidati di Medicina tentano il test per diventare infermieri o tecnici. Sarebbe ora di riflettere su un capovolgimento di prospettiva e di far sì che le gli atenei accolgano tutti gli aspiranti medici trattandoli come potenziale forza lavoro del servizio sanitario nazionale che solo una successiva selezione dirà come indirizzare».Iron Man, Spider Man, Wonder Woman indossano il camice bianco nel flash mob indetto da Consulcesi: il test di medicina, primo evento della ripresa della stagione didattica, si colora più del primo, imminente, giorno di scuola. Con i successivi, inevitabili ricorsi di chi ha visto cellulari e tablet spuntare in aula, o altri episodi degni di segnalazione: a Roma si parla di studenti con documenti falsificati, c’è polemica sulla domanda sul Museo Tussaud per la cultura generale e su una seconda su Leonardo quando l’indicazione è che si sarebbe parlato del Novecento. Il malcontento sul “numero chiuso” in piazza prevale. Aver aumentato di 1800 i posti disponibili tra Medicina e Odontoiatria, fino a 11000, non pare essere servito, visto che sono aumentati i candidati, anche di un 5% localmente (ma a Pavia ci sono stati 200 iscritti in meno di un anno fa). A difendere i limiti imposti dal 1999 rettori come Eugenio Gaudio della Sapienza di Roma (“l’esigenza si è posta negli anni ’70 e ’80, quando gli studenti si iscrivevano ma non potevano seguire le lezioni e andare in corsia. O si adeguano spazi, strutture e docenti per 68mila iscritti o è impossibile farne a meno”). A criticarli docenti ed osservatori di esperienza. Come Francesco Carelli del direttivo di Euract, l’associazione degli insegnanti europei di Medicina generale: «La selezione spetta all’ateneo, non a un test. E’ molto importante che 3 candidati su 4 manifestino “passione” per la medicina, al punto da ripresentarsi al test. Significa che vedono in sé un’attitudine (maturata nella formazione undergraduate da studenti) a una disciplina sanitaria non esauribile dal semplice test. Sono pronti a mettere in gioco la propria capacità di interagire con i pazienti e dunque a mettersi alla prova anche in altre professioni sanitarie. Molti candidati di Medicina tentano il test per diventare infermieri o tecnici. Sarebbe ora di riflettere su un capovolgimento di prospettiva e di far sì che le gli atenei accolgano tutti gli aspiranti medici trattandoli come potenziale forza lavoro del servizio sanitario nazionale che solo una successiva selezione dirà come indirizzare».
Non la pensa così Angelo Mastrillo segretario della Conferenza nazionale dei corsi di laurea delle professioni sanitarie. «E’ naturale ed apprezzabile che i giovani manifestino per l’inclusione e per il diritto allo studio. Ma è altrettanto importante che alla fine degli studi abbiano serie chance di lavoro. Al momento, in Italia non mancano medici neolaureati – siamo nella media Ocse – ma specialisti. Un conto è che solo un aspirante medico su sei veda premiata la sua aspirazione a studiare, un altro che solo un medico su tre riesca a specializzarsi e a lavorare nel servizio sanitario nazionale. Gli anni scorsi si presentavano al test d’accesso alla specialità 18 mila neolaureati aventi titolo per 6 mila posti. Formalizzando una disillusione: lo stato dà il diritto di diventare medico ma al momento di pagare il contratto specializzandi non ha i soldi per tutti quelli che ha formato. Quest’anno il governo uscente e le regioni, meritoriamente, hanno aggiunto 2 mila posti nelle scuole di specialità, ma esclusioni pari a 1000 medici l’anno moltiplicate per decine d’anni non si possono colmare. E del resto un conto è chiedere agli atenei di allargare i corsi di specialità a un 10-20% di medici in più, un conto è salire a un 40-50%. Crollerebbe la qualità didattica e ci sarebbero problemi sul tirocinio pratico, già contenuto in termini di ore».
Quanto all’ipotesi secondo cui la vocazione a fare il medico accomunerebbe le professioni sanitarie rendendo attuale la rimozione del numero chiuso, Mastrillo è realista. «Credo che gli aspiranti medici non sarebbero felici di sapere che se tra loro ce la fa uno su sei, tra i colleghi in lizza per entrare ai corsi per fisioterapisti entra uno su 13-14, 2 mila contro 28 mila candidati, e al test per gli infermieri si presentano in 22 mila per 15 mila posti. C’è selezione ovunque, ma in alcun casi le domande sono inferiori ai posti, come per gli assistenti sanitari, sette chance ogni 10 posti disponibili, e gli audiometristi (8 candidati ogni 10 posti). Per inciso, è quasi stabile il numero di candidature per le professioni sanitarie, 75 mila proprio come lo scorso anno. Il fabbisogno è nel complesso inferiore, e nei ragionamenti prevale, logicamente, la necessità di offrire nei corsi universitari una didattica di qualità». (Mauro Miserendino fonte Doctor33)

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La Sapienza primo Ateneo italiano nella classifica mondiale Arwu di Shanghai

Posted by fidest press agency su domenica, 18 agosto 2019

La Sapienza si conferma tra le migliori università al mondo e prima università italiana. Il 15 agosto 2019 la ShanghaiRanking Consultancy, organizzazione indipendente di ricerca sull’istruzione superiore, ha pubblicato la classifica internazionale Academic Ranking of World Universities 2019 (Arwu) che presenta le 1000 migliori università (500 fino allo scorso anno) a livello mondiale.La Sapienza si colloca in prima posizione tra le università italiane nel range 151-200, al 153° posto. Nella stessa fascia le Università di Pisa e Statale di Milano, rispettivamente in seconda e terza posizione. Complessivamente sono 46 gli atenei del Paese nelle prime 1000 posizioni su oltre 1800 università censite e su circa 17000 stimate nel mondo.
Gli indicatori presi in esame dall’Arwu sono rigorosi e comprendono premi internazionali e riconoscimenti accademici ricevuti, qualità della ricerca (paper pubblicati e ricercatori più citati) e produttività dei docenti.In particolare sono 6 i parametri su cui si basa la classifica: i premi Nobel e le Medaglie Fields di ex studenti (10%) o di ricercatori della singola Università (20%), il numero di ricercatori altamente citati determinati da Clarivate Analytics (20%), le pubblicazioni su “Nature & Science” (20%), le citazioni di pubblicazioni scientifiche e tecnologico-sociali (20%). Questi parametri sono poi correlati con lo staff accademico, dando un ulteriore parametro di produttività pro-capite (10%).Per le prime 100 università della classifica di Shanghai sono esplicitati la posizione e il punteggio secondo i parametri utilizzati. Le altre sono suddivise in gruppi da 50 – 100, mentre punteggio e posizione possono essere calcolati sulla base dei parametri.
“Sapienza si conferma il primo Ateneo italiano e compie un balzo in avanti notevolissimo salendo nella fascia 151-200 della classifica generale – sottolinea il rettore Eugenio Gaudio – una posizione di eccellenza non affatto scontata a livello nazionale per un ateneo pubblico dai grandi numeri e con una vocazione generalista come il nostro, ma ancora più significativa a livello internazionale perché la maggior parte dei nostri competitor partono da condizioni diverse, come nel caso degli atenei anglosassoni, che hanno finanziamenti di gran lunga superiori a quelli delle università italiane. Questo risultato giunge grazie all’impegno di tutti ed è frutto di investimenti della Sapienza per quanto possibile crescenti, mirati a promuovere la ricerca scientifica di qualità e la meritocrazia, valorizzando le eccellenze, dando il giusto spazio ai talenti nelle varie discipline, come evidenziato anche dal reclutamento di top scientists, i migliori ricercatori al mondo nel proprio settore, un dato che Arwu considera come parametro di qualità degli Atenei.” La classifica Arwu generale di agosto fa seguito al ranking Arwu per discipline, pubblicato lo scorso giugno, che prende in esame gli ambiti Scienze naturali, Scienze della vita, Ingegneria, Scienze mediche e Scienze sociali; la Sapienza è risultata la prima università a livello nazionale in molte materie, collocandosi tra le prime 50 università al mondo in ben 4 discipline: Automation & Control (21° posto al mondo), Aerospace Engineering (20° al mondo) Physics (28° al mondo) e Instruments Science & Technology (37° posto al mondo); nella fascia 51-75 in Mathematics, Civil Engineering, Nursing, Medical Technology; nella fascia 76-100 in Engineering e Statistics.Il 2019 è stato un anno di grandi soddisfazioni per la Sapienza sotto il profilo del piazzamento nelle classifiche internazionali: a febbraio la prestigiosa classifica per materie dell’agenzia QS (Quacquarelli Simonds) aveva infatti confermato il primo posto dell’ateneo a livello mondiale per l’ambito degli Studi classici (Classics).

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Frosinone, monitoraggi Università: valori nella norma

Posted by fidest press agency su domenica, 14 luglio 2019

Il comune di Frosinone comunica di aver ricevuto i risultati ufficiali prodotti dal Servizio di Prevenzione e Protezione dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, in merito al monitoraggio ambientale del terreno, per la ricerca degli inquinanti Diossine e Furani (PCDD-PCDF) sulla superficie delle aree in prossimità dell’incendio, che si era sprigionato all’interno dell’azienda Mecoris. I punti di monitoraggio sono stati concordati tra l’amministrazione comunale, coadiuvata dall’Associazione Medici di famiglia per l’Ambiente di Frosinone, e i tecnici universitari di Roma. Il campionamento è avvenuto a distanza di 10 giorni dall’incendio, ribadendo, come già avvenuto per i primi dati acquisiti, che i parametri “non evidenziano una condizione di contaminazione ambientale degli inquinanti ricercati” sui terreni oggetto di esami. Si anticipa, inoltre, che i risultati relativi allo studio dell’aria, dopo quelli del terreno, saranno resi noti e consegnati dalla stessa Università all’amministrazione comunale di Frosinone tra circa una settimana. Le verifiche condotte dai vari enti ed istituti, ivi compresa l’Arpa, quindi, hanno confermato l’assenza di elementi di criticità e ricondotto il tutto all’interno di parametri di assoluta normalità.

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L’Università di Camerino ancora da record!

Posted by fidest press agency su martedì, 9 luglio 2019

Per il sedicesimo anno consecutivo, infatti, Unicam si conferma al primo posto nella classifica degli Atenei italiani fino a 10.000 studenti, stilata come ogni anno dal Censis e pubblicata oggi dal quotidiano La Repubblica, ottenendo un punteggio medio di 93,00.
L’Università di Camerino è quarta assoluta tra gli atenei statali nonché al primo posto tra gli Atenei marchigiani; il risultato ottenuto conferma dunque il forte impegno dell’ateneo nel mantenere sempre elevata, nonché migliorarla, la qualità dei servizi e della didattica offerta agli studenti. Le classifiche, stilate dopo un attento e scrupoloso esame degli atenei statali e privati italiani, oltre ad analizzare ogni singola realtà accademica, hanno anche il fine di aiutare studenti e famiglie alla scelta universitaria.“La conferma per il sedicesimo anno consecutivo del primo posto tra gli atenei di pari dimensioni – sottolinea il Rettore professor Claudio Pettinari – non può che riempirci di orgoglio e soddisfazione: è evidente che il risultato ottenuto conferma il forte impegno del nostro ateneo nel mantenere sempre elevata, nonché migliorare dove è possibile, la qualità dei servizi e della didattica offerta agli studenti. Il risultato ha una valenza ancora più significativa, perché dimostra come Unicam abbia reagito e resistito alla non facile situazione post-sisma, non solo ripartendo subito anche grazie alla magnifica collaborazione dei nostri studenti, ma anche ampliando i nostri servizi e le nostre attività sul territorio. Siamo inoltre riusciti, grazie ad importanti donazioni e collaborazioni, a mettere a disposizione dei nostri studenti un elevato numero di alloggi idonei e sicuri. Nel 2019 inoltre aumenteremo il numero di borse di studio per studenti meritevoli e siamo al lavoro per rimodulare i nostri corsi di laurea rendendoli ancora più in linea con le esigenze degli studenti e del mondo del lavoro. Unicam si migliora ancora nei parametri, specialmente nei servizi agli studenti e nell’internalizzazione: guadagna in questo parametro ben 12 punti”. “Questa importante conferma – prosegue il Rettore – si unisce alla eccellente notizia di pochi giorni fa che ha visto Unicam tra le migliori 25 università al mondo nell’area relativa all’orientamento internazionale della classifica U-Multirank. La politica di internazionalizzazione e di apertura al mondo, fiore all’occhiello dell’Università di Camerino, continua a dare i suoi frutti; gli studenti stranieri nel nostro Ateneo raggiungono oggi l’11% del totale degli iscritti: il confronto e lo scambio tra giovani di diverse culture ritengo rappresenti un elemento fondamentale di crescita, importante per la formazione non solo di laureate e laureati competenti, ma anche di cittadine e cittadini responsabili”. “Grande soddisfazione – conclude il Rettore Pettinari – ci viene anche dagli eccellenti risultati delle nostre attività di ricerca, che si dimostrano capaci di ottenere importanti finanziamenti. Cito solo a titolo di esempio l’ultimo successo: ben tre progetti, un numero altissimo per un Ateneo con le nostre dimensioni, sono stati finanziati nell’ambito del programma RISE (Research and Innovation Staff Exchange) di Horizon2020. L’Ateneo conferma quindi l’intenzione di sostenere e sviluppare le attività dei gruppi di ricerca che operano nelle cinque Scuole di Ateneo, affinando la capacità degli stessi di inserirsi nei quadri di riferimento europeo, nazionale e regionale, sviluppando ricerche di qualità che abbiano grande impatto sulla comunità scientifica, ma che possano anche garantire agli studenti un’istruzione superiore di elevato livello, nonché lo sviluppo delle imprese e del territorio”.

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Importante lavoro scientifico dell’Università di Parma sulla rivista internazionale “Stress”

Posted by fidest press agency su domenica, 7 luglio 2019

Parma. Nel numero di giugno della rivista internazionale “Stress”, la più importante rivista mondiale del settore della biologia dello stress, è stato pubblicato il lavoro scientifico Effects of prefrontal transcranial direct current stimulation on autonomic and neuroendocrine responses to psychosocial stress in healthy humans dell’Università di Parma. Si tratta di un riscontro originale e di grande potenziale applicativo/clinico contro i disturbi stress-correlati (tra i quali, principalmente, la depressione). Il lavoro è firmato dal dr. Luca Carnevali dello Stress Physiology Lab (gruppo di ricerca coordinato dal prof. Andrea Sgoifo del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma) in collaborazione con il Centro per la Cura, la Diagnosi e lo Studio dei Disturbi della Comunicazione e della Socializzazione dell’AUSL di Parma (dr.ssa Elena Pattini) e con il Neuroimaging Laboratory dell’IRCCS Santa Lucia di Roma (dr.ssa Cristina Ottaviani).Notoriamente, l’attivazione protratta e ripetuta della risposta di stress può avere conseguenze molto negative sul nostro organismo, tanto psicologiche quanto fisiche. In questo studio si è verificata l’ipotesi che, incrementando l’eccitabilità della corteccia prefrontale mediante stimolazione con corrente diretta transcranica, sia possibile moderare la risposta di stress, tanto da un punto di vista neurovegetativo quanto neuroendocrino. I soggetti studiati erano maschi adulti. Metà di questi riceveva per pochi minuti – prima e durante un breve episodio di stress psicosociale indotto in laboratorio – una stimolazione elettrica della corteccia prefrontale dorsolaterale (DLPFC) sinistra. L’altra metà, il gruppo di controllo, riceveva una finta stimolazione. La stimolazione produceva una riduzione della tachicardia e della compressione vagale durante l’episodio di stress, una condizione favorevole in prospettiva fisiopatologica. Inoltre, preveniva la riduzione della produzione del cortisolo al risveglio nella mattina successiva, fenomeno che frequentemente si riscontra a seguito di un episodio di stress sociale. Infine, i soggetti che ricevevano la stimolazione riferivano un livello di ansia percepita assai minore al termine della seduta di stress rispetto agli individui di controllo. Questa ricerca fornisce per la prima volta la chiara evidenza che una singola sessione di stimolazione elettrica della DLPFC sinistra attenua significativamente l’impatto neurovegetativo e ormonale dell’esposizione ad un fattore di stress psicosociale. Questi risultati sostengono anche la rilevanza di questa regione cerebrale come target potenziale per il trattamento non farmacologico e non invasivo della depressione.

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Il meglio di Gershwin con l’Orchestra Roma Sinfonietta

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 giugno 2019

Roma giovedì 4 luglio 2019 alle 21 alla Casa del Jazz (Via di Porta Ardeatina 55) con un concerto dell’Orchestra Roma Sinfonietta diretta da Gabriele Bonolis e la partecipazione straordinaria del pianista Giuseppe Andaloro.Il programma è interamente dedicato a George Gershwin. Si ascolterà una selezione dell’opera Porgy and Bess, in cui Gershwin realizzò una straordinaria sintesi di musica popolare e colta, rielaborando genialmente diversi generi musicali, come il blues, lo spiritual e il jazz. Nato da una famiglia russa di origine ebraiche stabilitasi da pochissimo a Brooklyn, Gershwin fu il primo compositore d’oltre oceano a superare la soggezione nei confronti della musica colta europea e a creare un’opera inconfondibilmente americana.Al centro del concerto sta la Rapsodia in Blue per pianoforte e orchestra, un vero caleidoscopio musicale, che riflette la molteplicità delle culture che convivevano nelle metropoli americane degli anni Venti: con le sue melodie e i suoi ritmi che richiamano la musica afroamericano, la Rapsodia in Blu rappresenta il momento in cui le porte delle sale da concerto si aprirono alle suggestioni del jazz e fu un enorme successo fin dalla prima esecuzione, a New York nel 1942. Allora stava al pianoforte il compositore stesso, ora invece l’eseguirà Giuseppe Andaloro, uno dei più apprezzati pianisti italiani, che suona regolarmente in prestigiose sale e con grandi orchestre in Italia e all’estero.Insieme a queste pagine celeberrime, il concerto metterà in evidenza tre Preludes e cinque Songs di Gershwin, brani di minori dimensioni ma non meno affascinanti: queste musiche meno costruite e più spontanee hanno un fascino immediato e irresistibile, venivano trasmesse in continuazione da tutte le radio americane e i loro spartiti vennero venduti in milioni di copie.Gabriele Bonolis, per anni collaboratore di Ennio Morricone, svolge un’importante attività personale come direttore d’orchestra con prestigiose orchestre e teatri in Italia e all’estero, tra cui Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Orchestra Sinfonica “G. Verdi” di Milano, Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, Festival dei 2 Mondi di Spoleto, Orchestra Sinfonica Nazionale Ceca, Opera di Stato di Dresda.Giuseppe Andaloro svolge sin da giovanissimo un’appassionata e intense attività concertistica ospite di importanti festival (tra cui Salisburgo, Spoleto Due Mondi, Festival Arturo Benedetti Michelangeli di Brescia e Bergamo) e di grandi orchestre (London Philharmonic, Accademia Santa Cecilia di Roma, NHK Symphony Tokyo, Philharmonische Camerata Berlin e molte altre) collaborando con direttori del calibro di Vladimir Ashkenazy e Gianandrea Noseda e con artisti quali Sarah Chang, Giovanni Sollima e John Malkovich.

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Stefano Allesina (University of Chicago) in visita all’Università di Parma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 giugno 2019

Parma Venerdì 28 giugno Stefano Allesina, Direttore del programma di Dottorato in Ecologia e Biologia Evolutiva della University of Chicago, sarà in visita al Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma. Alle 10.30 il prof. Allesina terrà il seminario “Predicting coexistence in experimental ecological communities”: l’appuntamento è nell’Aula 5 del Plesso di Biologia, al Campus Scienze e Tecnologie.Per il prof. Allesina si tratta di un ritorno, poiché la sua carriera scientifica ha mosso i primi passi proprio nell’allora Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università di Parma. Nato a Carpi nel 1976, Stefano Allesina si è laureato in Scienze Ambientali sotto la guida di Alessandro Zaccagnini, e ha poi conseguito il dottorato di ricerca in Ecologia lavorando su modelli matematici applicati all’ecologia, collaborando con il docente Antonio Bodini.Il prof. Allesina si è trasferito negli Stati Uniti dal 2004, dove ha svolto attività di ricerca prima alla University of Michigan, poi alla University of California a Santa Barbara. Dal 2009 lavora alla University of Chicago, dove nel 2014 è stato promosso a professore ordinario. Autore di più di 80 articoli scientifici e del libro “Computing Skills for Biologists” (con Madlen Wilmes, pubblicato da Princeton University Press nel 2019), è vice-direttore della rivista PLoS Computational Biology. Ha ricevuto il prestigioso CAREER Award dalla National Science Foundation nel 2012; nel 2018 è stato premiato come ricercatore dell’anno dalla divisione di biologia della University of Chicago.Nella sua ricerca si occupa di comunità ecologiche (gruppi di specie) ed ecosistemi, con spiccato interesse verso i meccanismi della coesistenza di specie, da sempre uno dei temi più rilevanti in ecologia con importantissimi sviluppi applicativi: basti pensare ai problemi posti dalla conservazione della biodiversità e al rischio di estinzioni massicce, di cui spesso si parla in questo periodo. I suoi contributi su questi temi sono notevoli, con soluzioni capaci di abbinare a una solida base quantitativa (matematico-statistica-ecologica) un’accentuata “creatività”. Ad esempio, per trovare la soluzione al problema della coesistenza di specie in competizione, che dai primi anni Settanta, da quando sir. Robert May se ne occupò, ha sempre perseguitato gli ecologi, il prof. Allesina si è ispirato al famoso gioco “Sasso, carta, forbice”. O ancora, nella ricerca delle specie che in un ecosistema sono importanti per la sopravvivenza delle altre (le cosiddette “specie chiave”), ha modificato, adattandolo alla realtà naturale e alle sue dinamiche, l’algoritmo “Page Rank” di Google, sfruttandone la capacità per selezionare le specie importanti in funzione dei legami (trofici) che puntano ad esse: un po’ lo stesso criterio con cui viene definita l’importanza dei siti web.

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Le università italiane più presenti sui media

Posted by fidest press agency su sabato, 15 giugno 2019

“Politecnico di Milano” (3.005 citazioni), “La Sapienza” di Roma (2.221) e “Alma Mater” di Bologna (2.187) sono le università italiane di cui più si è parlato sui mezzi di informazione italiani nell’ultimo mese. A mettere in evidenza questi dati è il monitoraggio svolto da Mediamonitor.it su oltre 1.500 fonti d’informazione fra carta stampata (quotidiani nazionali, locali e periodici), siti di quotidiani, principali radio, tv e blog, utilizzando tecnologia e soluzioni sviluppate da Cedat 85, azienda attiva da oltre 30 anni nella fornitura dei contenuti provenienti dal parlato.
A spingere sui media il Politecnico di Milano ha contribuito il posizionamento della sua School of Management tra le migliori 80 al mondo, mentre de “La Sapienza” di Roma si è parlato molto per l’incontro organizzato con l’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano, che un gruppo di sostenitori di Forza Nuova ha cercato di impedire.Nella top five delle università più presenti sui media c’è anche la “Federico II” di Napoli che nell’ultimo mese, secondo quanto rilevato da Mediamonitor.it, ha raccolto 1423 menzioni sui mezzi di informazione, circa il doppio rispetto alla Bocconi di Milano (885) che di recente ha ospitato la finale dei Campionati Internazionali di Giochi Matematici.
Al sesto posto della classifica elaborata da Mediamonitor.it c’è il Politecnico di Torino (708 citazioni), che ha avviato una collaborazione scientifica con il CNR per contrastare i cambiamenti climatici. A seguire la LUISS di Roma (546), dove durante un incontro il ministro Tria ha ribadito la necessità di investire nel capitale umano e sociale per “non amplificare la società della rabbia”.Completano la top ten degli istituti universitari più menzionati sui mezzi di informazione l’Università della Calabria (513 citazioni), l’Università “La Statale” di Milano (403) e l’Università Politecnica delle Marche (396).

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Lectio magistralis su: “Intelligenza della Salute”

Posted by fidest press agency su sabato, 8 giugno 2019

Bologna venerdì 14 giugno alle ore 11 all’Aula Magna di Santa Lucia (via Castiglione, 36, Bologna) per la consueta lectio magistralis conclusiva della manifestazione, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e da Genus Bononiae. Musei nella Città, in collaborazione con l’Università di Bologna e con il supporto del Gruppo Intesa Sanpaolo, dedicata quest’anno alla “Intelligenza della Salute”. Il DNA è una molecola instabile, sottoposta in ogni momento a danneggiamenti dovuti sia a fattori esterni – radiazioni ultraviolette, radicali liberi, sostanze cancerogene – sia fisiologici. Allo stesso modo però, in ogni momento, le nostre cellule sono in grado di attivare spontaneamente processi di riparazione del DNA: processi di invecchiamento, malattie neurodegenerative, cancro sono legati ad un indebolimento di tale capacità. Una scoperta di portata enorme, frutto di anni di studi, che nel 2015 valse a Tomas Lindahl il Nobel per la Chimica: il professore sarà ospite del Festival della Scienza Medica.
E di intelligenza “innata” del nostro corpo si può senz’altro parlare, se si pensa allo straordinario meccanismo con il quale gli enzimi intervengono a riparare quotidianamente le minuscole porzioni di DNA, salvaguardando in tal modo la correttezza dell’informazione genetica. L’ importanza della scoperta di Lindahl sta nell’aver aperto la strada allo sviluppo di nuove cure per il cancro e le malattie genetiche rare: ciascuno degli enzimi coinvolti nei processi di riparazione – una vera e propria “cassetta degli attrezzi”, come la definì la Royal Swedish Academy of Sciences nelle motivazioni di assegnazione del Nobel – diventa infatti un interessante punto di partenza per sviluppare nuovi farmaci antitumorali. Non solo: come le cellule in buona salute, anche quelle tumorali utilizzano gli enzimi per auto-conservarsi. Ecco perché le nuove terapie anti-tumorali puntano ad intervenire e inibire i processi di riparazione delle stesse cellule tumorali da parte di determinati enzimi. Uno dei tanti enzimi coinvolti nella riparazione del DNA si chiama PARP. La sua attività, in caso di mutazioni dei geni BRCA1 o BRCA2, favorisce lo sviluppo di cellule tumorali. Per comprendere il potenziale patologico di questi due geni mutati basti pensare che i portatori femminili delle mutazioni BRCA sono cinque volte più soggetti a sviluppare il cancro al seno e hanno fino a trenta volte più probabilità di sviluppare il cancro ovarico: il caso dell’attrice hollywoodiana Angelina Jolie, che nel 2012 si sottopose doppia mastectomia ed asportazione delle ovaie e delle tube di Falloppio a causa della mutazione al gene BRCA1, ereditata dalla madre, contribuì enormemente ad accendere i riflettori su tale mutazione e la sua correlazione con lo sviluppo di tumore. Nel 2017 l’Agenzia statunitense per il farmaco ha approvato in via definitiva l’Olaparib, farmaco in grado di inibire l’azione dell’enzima, e al contempo sono cresciute enormemente le richieste di test del DNA da parte delle donne per verificare lo stato di BRCA. Secondo il professor Lindahl esistono molte altre piccole molecole che potrebbero danneggiare il DNA, il che significa “che ci sono potenzialmente ancora molti enzimi di riparazione del DNA in attesa di essere scoperti”: ognuno di essi può essere considerato come una nuova speranza per i pazienti affetti da tumore.
La lectio del professor Lindahl sarà preceduta, alle ore 10, dall’intervento del dottor Marcello Allegretti, Chief Scientific Officer di Dompé, dal titolo “Antarex calcola con intelligenza i farmaci per bloccare le epidemie”. Il dottor Allegretti illustrerà al pubblico EXSCALATE, la piattaforma di supercalcolo intelligente più potente e a basso costo al mondo a supporto della ricerca farmacologica in caso di epidemie: un progetto che nasce grazie alla creazione del Consorzio pubblico-privato Antarex, frutto della collaborazione – tutta italiana – tra Dompé Farmaceutici, Politecnico di Milano e CINECA. La piattaforma si compone di una “biblioteca chimica” di oltre 500 miliardi di molecole, che può valutare più di 3 milioni di molecole al secondo su 30 target biologici contemporaneamente, con un costo computazionale per lo screening medio (1 miliardo di molecole) di 4 mila euro, accelerando così la ricerca di nuovi farmaci a costi significativamente più bassi di quelli fino ad ora affrontati. Attualmente le performance della piattaforma, finanziata dalla comunità europea nell’ambito dei progetti H2020 dedicati all’High Performing Computing, sono sfruttate per individuare molecole efficaci nel contrastare il Virus Zika, ma le possibilità di applicazione sono molto ampie: bloccare o circoscrivere pandemie o gli effetti di un’epidemia su larga scala è ad oggi una delle più grandi sfide della comunità scientifica internazionale. Ma è anche un importante modello per la ricerca scientifica e per l’industria farmaceutica, che apre la possibilità di abbreviare la strada verso trattamenti importanti per la salute pubblica, favorendo la rapida disponibilità di candidati farmaci da valutare in tempi brevissimi.
Martedì 18 giugno alle ore 18:30 la Biblioteca Universitaria (via Zamboni, 35) ospiterà infine la cerimonia di donazione all’Università di Bologna del testo originale del De curtorum chirurgia per insitionem (1597) di Gaspare Tagliacozzi, docente dal 1570 dell’Università di Bologna (lo rappresenta una delle statue che ornano il magnifico Teatro Anatomico seicentesco della Biblioteca dell’Archiginnasio, antica sede della Facoltà di Medicina) ed universalmente considerato il maestro della Chirurgia Plastica Ricostruttiva in Occidente. Il libro descrive il “metodo italiano” per le ricostruzioni chirurgiche del volto, in particolare della piramide nasale, labbra e padiglione auricolare: alla cerimonia prenderanno parte il Magnifico Rettore, Francesco Ubertini, l’AD dell’Istituto Ganassini, Dr. Giuseppe Ganassini di Camerati, e il Professor Fabio Roversi Monaco, Presidente del Festival della Scienza Medica, mentre Paolo Morselli, Professore di Chirurgia Plastica presso l’Università di Bologna e Dirigente Medico dell’Unità Operativa di Chirurgia Plastica presso il Policlinico Sant’Orsola-Malpighi, presenterà l’attività di docente di Gaspare Tagliacozzi presso l’Alma Mater, le metodologie di ricostruzione descritte nel testo e alcuni aspetti della sua vita nella città di Bologna.

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Nuovi materiali ibridi: l’Università di Parma leader di uno studio pubblicato su “Nature Materials”

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 Mag 2019

Parma. Un gruppo di alto profilo internazionale guidato da Massimo Ghidini, docente di Fisica al Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche dell’Università di Parma, ha raggiunto un importante risultato nella ricerca su nuovi materiali ibridi, fabbricati giustapponendo materiali con proprietà complementari, per ottenere funzionalità e applicazioni innovative. Lo studio è stato pubblicato su “Nature Materials”, prestigiosa rivista internazionale con “impact factor” elevato per le scienze fisiche e dei materiali. I ricercatori hanno accoppiato un materiale ferroelettrico con un materiale ferromagnetico, per investigare la possibilità di scrivere e memorizzare informazioni usando campi elettrici anzichè magnetici (come avviene nelle memorie magnetiche attuali) e porre le basi per una nuova generazione di memorie a basso consumo energetico. Se considerati individualmente, materiali ferroelettrici e ferromagnetici sono già da tempo utilizzati in comuni applicazioni oggi in commercio, come ad esempio i dispositivi piezoelettrici o i condensatori ad alta efficienza (per i ferroelettrici), e le calamite o gli hard-disk dei computer (per i ferromagneti). Tuttavia, la scienza e le potenziali applicazioni che si possono ottenere combinandoli sono ancora tutte da esplorare. Ad esempio, una ricaduta inattesa di questo studio è stata quella di mettere in evidenza per la prima volta una proprietà fondamentale delle deformazioni elettromeccaniche del materiale ferroelettrico utilizzato (che pure è molto noto e sfruttato commercialmente da anni).Il risultato di questa ricerca è stato raggiunto grazie alle immagini dettagliate del materiale ibrido ottenute usando speciali raggi X prodotti da Diamond Light Source, il sincrotrone britannico, una delle più avanzate strutture di ricerca al mondo, con cui l’Università di Parma ha stipulato un accordo bilaterale di cooperazione scientifica – promosso dal Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche – per l’utilizzo di radiazione di sincrotrone per progetti in scienza dei materiali, scienze della vita, chimica e fisica.Il progetto è stato concepito al Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche dell’Università di Parma e quindi condotto con il Department of Materials Science dell’Università di Cambridge (UK) e Diamond Light Source (UK). Hanno collaborato anche il Department of Materials Science and Engineering dell’ University of Wisconsin-Madison (USA) ed il Cavendish Laboratory, Università di Cambridge (UK).

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