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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

Posts Tagged ‘università’

Scuola-Università: Giurano i ministri Azzolina e Manfredi

Posted by fidest press agency su domenica, 12 gennaio 2020

I ministri Lucia Azzolina e Gaetano Manfredi hanno giurato al Quirinale, davanti al presidente del Consiglio e al capo dello Stato. Quanto alle priorità del nuovo ministro dell’istruzione, pubblicate subito dopo, Anief ritiene opportuno che sui concorsi sia ampliata la categoria dei partecipanti a quello riservato ed estesa ai docenti di religione, dell’infanzia e primaria, con corsi abilitanti aperti a tutti e senza il blocco quinquennale sulla mobilità, con la partecipazione degli assistenti amministrativi facenti funzioni senza laurea al concorso per Dsga e con una riserva di posti per i dirigenti tecnici attualmente in servizio. Non va poi dimenticato l’avvio immediato di un piano massiccio di immissione in ruolo per il personale Ata, anche nei profili professionali superiori mai attivati pur essendo previsti dal contratto.
Per quanto riguarda la specializzazione su sostegno, deve essere garantito l’accesso libero a chi ha insegnato senza titolo e adeguato il numero programmato all’effettivo fabbisogno dei posti. Nel mettere mano ai decreti attuativi del decreto scuola, bisognare retrodatare l’assunzione degli idonei di Insegnamento di religione cattolica al 2008, anno del blocco dello scorrimento delle graduatorie, mentre sul sostegno deve essere adeguato l’organico di fatto a quello di diritto con posti in deroga in base relegati ad eccezionali necessità, garantendo la determinazione degli organici in base alle richieste del PEI. Su formazione e valorizzazione del personale, siamo pronti ad ascoltare le proposte, ma per rinnovare il contratto ci vogliono a priori le risorse adeguate, al fine di recuperare almeno l’inflazione cresciuta negli ultimi dieci anni.

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SIMA e l’Università IUG di Sarajevo in prima linea per la salute e l’ambiente

Posted by fidest press agency su domenica, 12 gennaio 2020

Milano. È stato siglato un importante accordo tra la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), l’Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo (ISBEM) e l’Università Internazionale di Goradze (IUG) per portare l’Alta Formazione universitaria in tema di determinanti ambientali della salute e di cambiamenti climatici e salute nel primo Corso di Laurea internazionale in Medicina e Chirurgia che si svolgerà, a partire dal 2 marzo 2020, nella sede IUG di Sarajevo e sarà rivolto a studenti italiani.
“Grazie all’accordo appena siglato, già dal primo anno di corso, gli studenti di Medicina e Chirurgia della IUG saranno formati sui temi del binomio ambiente – salute, potendo contare sulle competenze scientifiche fornite da SIMA e ISBEM. Si tratta del primo passo internazionale del programma ‘U4ALL’ – University Rectors for Health and Environment, promosso da SIMA e presentato lo scorso 23 ottobre alla Camera dei Deputati, con il supporto e la partecipazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e della Commissione Europea”, dichiara il professor Alessandro Miani, Presidente SIMA e titolare della Cattedra di Environmental Medicine alla IUG.
“Crediamo che si tratti di una grande opportunità per una piena integrazione tra le due sponde dell’Adriatico – così vicine da essere già ricomprese dall’Unione Europea in un’unica macro – regione – con la possibilità di scambi di risorse umane, nella prospettiva della crescita di competenze e professionalità attraverso percorsi di laurea, programmi di training di alta formazione o specializzazione e Dottorati di Ricerca congiunti”, afferma il professor Alessandro Distante, Presidente ISBEM.
Il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia della IUG – in lingua italiana dal I anno e in lingua inglese o italiana dal II anno – attua programmi modulati esattamente su quelli delle Università Italiane, nell’ottica di un completo inserimento in chiave europea – con la possibilità di ottenere il riconoscimento giuridico nei Paesi UE – dei medici formatisi alla IUG di Sarajevo.L’anno accademico prenderà il via il 2 marzo 2020. Gli aspiranti medici di nazionalità italiana hanno la possibilità di iscriversi al Corso di Laurea internazionale in Medicina e Chirurgia fino al 28 febbraio.

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L’Università di Parma in missione in Myanmar

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 gennaio 2020

Si sta svolgendo in questi giorni una missione dell’Università di Parma in Myanmar. Partecipano Marco Mezzadri, delegato del Rettore per la Formazione iniziale e in servizio degli insegnanti, e Rossana Cecchi, docente di Medicina legale, che si fermerà a Yangon per un mese all’Università di Medicina 1 per svolgere attività di docenza nell’ambito del progetto condotto da Leopoldo Sarli per il programma Erasmus+ KA107. Al viaggio partecipano anche alcuni membri dell’Associazione per l’Amicizia Italia-Birmania “Giuseppe Malpeli” Onlus, guidati dall’ex senatrice Albertina Soliani. A Yangon la delegazione si è ampliata con la presenza di due studenti del corso di laurea in Medicina dell’Università di Parma, in Birmania per un periodo di tirocinio nell’ambito del Programma Overworld, e del primo gruppo di studenti birmani appena rientrati dopo alcuni mesi trascorsi a Parma all’interno del programma Erasmus+ KA107. Si sono svolti incontri per fare il punto sull’andamento dei progetti di scambio e di cooperazione in corso, e per ampliare la collaborazione accademica a nuovi ambiti. Sono risultati particolarmente significativi gli incontri con Zaw Wai Soe, coordinatore dei rettori birmani e rettore dell’Università di Medicina 1 di Yangon, e con il rettore dell’Università di Lingue Straniere.

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Dal Presidente Conte una buona notizia per il mondo della Ricerca e dell’Università

Posted by fidest press agency su domenica, 29 dicembre 2019

Accogliamo con grande favore le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Conte riguardo l’istituzione del comparto Università e Ricerca e della creazione di un ministero dedicato. In questo modo si pone rimedio ad una palese stortura causata dall’imposizione della legge Brunetta che limitava a 4, più la Presidenza del Consiglio, il numero dei comparti di contrattazione del Pubblico Impiego, ma soprattutto è un segnale di attenzione al mondo della Ricerca che finora non avevamo assolutamente registrato da questo governo, così come dai precedenti.L’auspicio è che il provvedimento si concretizzi in tempo utile per la prossima tornata contrattuale e consenta ai lavoratori dell’Università e della Ricerca di riappropriarsi di un contratto che riconosca la centralità di questi settori e risponda alle loro necessità.

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Istruzione, Università e Ricerca: Azzolina e Manfredi neo-ministri prossimi al giuramento

Posted by fidest press agency su domenica, 29 dicembre 2019

Il presidente Marcello Pacifico invia i migliori auguri di buon lavoro da Anief, il sindacato della scuola da poco certificato dall’Aran come nuovo sindacato rappresentativo, ai neo-ministri Lucia Azzolina e Gaetano Manfredi: “Siamo certi che le esperienze lavorative e sindacali che hanno vissuto li porteranno ad ascoltare chi ogni giorno presta il suo servizio per il Paese e li porteranno a dare la giusta valorizzazione a un settore che fino ad oggi ha penalizzato i tanti docenti e amministrativi della scuola, dell’Afam, dell’Università e della Ricerca. Noi siamo pronti a dare il nostro contributo, quale forza sociale al servizio dello Stato senza dimenticare la tutela, il culto e l’amore per il diritto”.

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L’Ateneo di Parma al vertice nella classifica delle università italiane

Posted by fidest press agency su domenica, 22 dicembre 2019

È stato pubblicato nei giorni scorsi il Decreto del Ministro Lorenzo Fioramonti con cui si concede all’Università di Parma l’accreditamento delle sedi e dei corsi in seguito alla visita dell’Agenzia Nazionale per la Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) dello scorso aprile.L’ANVUR ha assegnato all’Ateneo il punteggio di 7.88, il più alto finora conseguito dagli atenei italiani che sono stati accreditati, collocandolo in “Fascia A”, la più elevata tra le quattro previste (corrispondente a un giudizio “Molto positivo”, unico Ateneo ad aver raggiunto tale riconoscimento in ambito regionale).È uno straordinario risultato quello sancito dagli esiti della visita della Commissione di Esperti Valutatori dell’ANVUR che ha verificato il sistema di “Assicurazione della Qualità” dell’Università di Parma con riferimento alla coerenza delle politiche e delle strategie di Ateneo rispetto agli assetti organizzativi che orientano i processi formativi, della ricerca, della terza missione e dell’internazionalizzazione. Particolare attenzione è stata posta anche al coinvolgimento degli studenti nei processi decisionali dell’Ateneo, nonché alla adeguatezza dei servizi loro dedicati.«Gli esiti definitivi della visita ANVUR, con un punteggio di 7.88 che ci pone al primo posto in Italia tra le università finora accreditate – commenta il Rettore Paolo Andrei – ci riempiono di orgoglio e soddisfazione. Desidero ringraziare tutta la comunità accademica per il lavoro corale che è stato svolto da tutte le sue componenti, e sottolineare in particolare due elementi di grande importanza: il primo è la passione e l’impegno di tutti coloro che hanno partecipato, conferma dell’orgoglio di essere parte di una grande Istituzione che nei secoli ha difeso sapere, libertà e coraggio nella formazione e nella ricerca; il secondo è l’apprezzamento dei valutatori per una Università ricca di saperi diversi, che trova nella complessità non un limite ma una ricchezza, e che per questo ha un forte senso di coesione, regole e progettualità comuni».
L’Agenzia Nazionale per la Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR), istituita nel 2006 con una Legge dello Stato al fine di sovraintendere al sistema pubblico nazionale di valutazione della qualità delle Università e degli Enti di Ricerca, tra le proprie prerogative esercita anche verifiche periodiche volte a garantire l’accreditamento delle sedi universitarie, esprimendo un giudizio fondato su analisi documentali e visite presso le sedi.
È la prima volta che l’Università di Parma viene sottoposta all’accreditamento dell’ANVUR, preceduto da un accurato esame documentale a distanza. Il processo di accreditamento riguarda tutte le componenti universitarie, dal momento che l’Ateneo, nella sua interezza, deve dare evidenza del possesso, e successivamente della permanenza, dei requisiti di qualità della didattica, della ricerca, della terza missione e dell’internazionalizzazione, nonché del rispetto degli indicatori di efficienza e sostenibilità dell’Università attraverso l’applicazione di un modello di “Assicurazione della Qualità” basato su procedure interne di progettazione, gestione, autovalutazione e miglioramento delle attività formative e di ricerca scientifica.

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Università di Parma: Terapia del tumore del polmone

Posted by fidest press agency su sabato, 21 dicembre 2019

Parma Il gruppo di ricerca guidato da Nicola Sverzellati, docente di Diagnostica per immagini al Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma, ha vinto un importante bando dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro – AIRC. Approccio Radio-Immuno-Genomico nell’identificazione di modelli prognostici e predittivi della risposta all’immunoterapia nel tumore del polmone non a piccole cellule il titolo del progetto, che ha ottenuto un finanziamento di 1 milione e 119mila euro.Lo studio trae origine da una continua e solida collaborazione multidisciplinare tra il gruppo del prof Sverzellati (Principal investigator, Scienze radiologiche), l’Oncologia Medica (referente Marcello Tiseo), l’Ematologia (referente Giovanni Roti), la Chirurgia toracica (referente Luca Ampollini), e l’Anatomia patologica (referente Letizia Gnetti), in una piena sinergia tra Ateneo e Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma. L’esperienza di Federico Quaini, già docente del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma, è stata fondamentale per la sua realizzazione. La ricerca coinvolgerà diverse figure professionali, con particolare attenzione a giovani ricercatori, che in parte hanno contributo alla progettazione dello studio (Gianluca Milanese, dottorando in Scienze Mediche e Chirurgiche Traslazionali, Giulia Mazzaschi, specializzanda in Oncologia Medica e Roberta Minari, biologa molecolare presso Oncologia Medica).Il progetto si articola nell’ambito della patologia oncologica toracica ed è finalizzato al miglioramento delle conoscenze nel campo dell’immunoterapia del tumore del polmone. Prevede l’utilizzo combinato di strumenti tecnologicamente avanzati, che includono sistemi di intelligenza artificiale, per l’integrazione di multipli (migliaia) parametri potenzialmente utili per prevedere sopravvivenza e risposta alla terapia in pazienti affetti da tumore del polmone.
Gli specialisti coinvolti, ciascuno per il proprio settore di competenza, studieranno un approccio integrato Radio-Immuno-Genomico per individuare specifiche caratteristiche dei pazienti e per predire la risposta alla terapia in maniera personalizzata, basandosi sull’analisi di dati radiologici estratti dalle immagini TAC ed immuno-genetici ottenuti da campioni di tessuto e di sangue.I risultati dello studio potrebbero avere una fondamentale ricaduta clinica per tutti i pazienti affetti da tumore del polmone, ed aprire nuovi orizzonti di ricerca anche per altre malattie oncologiche.

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Convenzione tra Fondazione Zeffirelli e Università di Firenze

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 dicembre 2019

In considerazione la comunanza d’intenti tra le due istituzioni, è stata siglata nei giorni scorsi una convenzione tra la Fondazione Franco Zeffirelli e l’Università degli Studi di Firenze. L’accordo prevede un rapporto privilegiato tra i due enti sia nell’ambito della diffusione culturale, sia in quello della collaborazione su determinati progetti, per ognuno dei quali è prevista comunque la stipula di un protocollo d’intesa specifico.«Su proposta della Fondazione Zeffirelli – ha detto il Rettore dell’Università di Firenze, Luigi Dei, che oggi ha visitato la Fondazione Zeffirelli di Firenze -, con la quale avevamo già in essere una convenzione per ospitare i tirocinanti, abbiamo recentemente approvato nel Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione una convenzione più generale per iniziative a 360 gradi tra questa fondamentale e significativa istituzione, da poco qui a Firenze, e la nostra Università perché penso ci siano tanti punti di intersezione. Mi auguro quindi che la nuova convenzione, che è una carta scritta, possa originare anche iniziative concrete, cosa di cui sono certo». Da parte sua Pippo Zeffirelli, Presidente della Fondazione intitolata al Maestro Franco, ha aggiunto di essere «sicuro di questa collaborazione. Per noi si tratta di un importante punto di arrivo e soprattutto mi preme l’opportunità di poter attrarre l’Università in questo mondo straordinario, di fantasia ma anche di grande professionalità, costituito dalle arti dello spettacolo».
http://www.fondazionefrancozeffirelli.com

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Il trasferimento tecnologico dall’università all’impresa

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 novembre 2019

Milano Mercoledì 27 novembre 2019 ore 17:30 – 19:0 Piazza Borromeo, 12 0 Seminario. Il seminario si propone di discutere le caratteristiche e lo stato del trasferimento tecnologico in Italia, con particolare riguardo alle problematiche giuridiche, al modello organizzativo adottato dagli enti universitari e alle sfide da affrontare affinché esso possa divenire un asset strategico per i nostri enti di studio, insegnamento e ricerca.La discussione sarà arricchita dalla partecipazione e dall’intervento di esponenti del mondo universitario e imprenditoriale:
dr. ing. Roberto Tiezzi, già responsabile dell’Ufficio Trasferimento Tecnologico del Politecnico di Milano e ora dell’Università degli Studi di Milano;
dr. ing. Rolando Brondolin, dottorando di ricerca presso il NECSTLab del Politecnico di Milano;
dr.ssa Sara Notargiacomo, co-founder & business development lead di Huxelerate S.r.l.
Il numero dei posti è limitato. Invitiamo ad iscriversi compilando il modulo di adesione.

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I “Capannoni” a Parma. Storie di persone e di città

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 novembre 2019

Parma Sabato 16 novembre alle 9.30 l’Auditorium di Palazzo del Governatore (piazza Garibaldi, Parma) ospiterà la mattinata di studio e confronto I “Capannoni” a Parma. Storie di persone e di città. L’evento, organizzato dai docenti dell’area della Rappresentazione e del Rilievo del Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Parma e dal Centro Studi Movimenti in collaborazione con l’Archivio Storico Comunale e l’Archivio di Stato di Parma, con il contributo della Regione Emilia-Romagna e il patrocinio del Comune di Parma, vuole portare all’attenzione della città una serie di riflessioni relative agli aspetti architettonici e urbanistici, da un lato, e a quelli sociali, dall’altro, legati alla realizzazione e al successivo abbattimento dei “Capannoni” a Parma.
Ancora oggi, nel gergo parmigiano, viene infatti utilizzato il termine “Capannone”: molti lo usano ma pochi, soprattutto tra i più giovani, sanno quale sia la sua origine, intimamente legata a un momento specifico della storia di Parma, quello dello sventramento dell’Oltretorrente da parte del regime fascista, e al conseguente spostamento di molte famiglie in caseggiati ultrapopolari in zone fuori dal centro urbano: i “Capannoni” appunto, così soprannominati per la loro forma a capanna.Attraverso il contributo di studiosi del “disegno” delle architetture realizzate e delle parti di città in cui si sono insediate, in stretta connessione con gli studiosi degli aspetti legati alle persone e alle società che ne è derivata, un tratto importante della storia della città sarà analizzato e discusso in quello che è il primo di tre appuntamenti dedicati al tema. Alla mattinata di studi seguirà infatti l’uscita di un volume che raccoglierà i saggi dei vari autori e che sarà presentato nel maggio 2020 a Palazzo del Governatore; il percorso conoscitivo si concluderà nel 2021, quando, sempre a Palazzo del Governatore a febbraio e marzo, si terrà una mostra sul tema.
Sempre a Palazzo del Governatore il 16 novembre la mostra Costellazioni Familiari. Dialoghi sulla libertà, di Gianluigi Colin, sarà a ingresso libero, così come la performance di cui lo stesso giorno l’artista sarà protagonista: dalle 11.30 alle 19 Colin coinvolgerà gli abitanti di Parma nella realizzazione dell’azione artistica “Vie di Memoria”; tutti sono invitati a portare un’immagine o un oggetto che fa parte della propria memoria personale – subito restituito al proprietario – che l’artista elaborerà con una fotocopiatrice, intervenendo poi con elementi pittorici. Le opere, timbrate e firmate, saranno realizzate in due copie: una sarà donata alla persona che partecipa all’azione, l’altra sarà esposta a Palazzo del Governatore e sarà inclusa nel grande archivio “Vie di Memoria”.

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Convegno Quantum Computers: the vision is becoming reality

Posted by fidest press agency su sabato, 26 ottobre 2019

Parma lunedì 28 ottobre, a partire dalle 14.30, nel Centro Congressi Aule delle Scienze (Campus Scienze e Tecnologie), il convegno Quantum Computers: the vision is becoming reality, giornata di studi sulla Computazione Quantistica organizzata da Stefano Carretta e Paolo Santini del Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche dell’Università di Parma.
La realizzazione di un computer quantistico costituisce una delle sfide più affascinanti di questo secolo e rappresenta una rivoluzione nelle tecnologie dell’informazione. Infatti questo dispositivo permetterà di risolvere problemi impossibili per qualunque super-computer tradizionale. La ricerca in questo ambito è oggetto di enormi finanziamenti sia da parte dell’Unione Europea che di stati nazionali e di grandi multinazionali come IBM e Google. C’è grande fermento nella comunità scientifica mondiale, perché questo ambizioso obiettivo sembra finalmente a portata di mano e sono disponibili i primi prototipi di chip quantistici.L’Università di Parma è da anni attiva in questo campo, nell’ambito di progetti nazionali ed europei, e ha recentemente instaurato una proficua collaborazione con IBM, formalizzata da una convenzione. Nell’ambito di quest’ultima, l’Ateneo e IBM hanno organizzato la giornata di studi per illustrare a studenti e docenti lo stato dell’arte del campo e alcune possibili applicazioni di questa tecnologia in Fisica, Chimica, Informatica e Machine Learning.

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L’Università degli Studi di Milano si apre alle nuove tecnologie

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 ottobre 2019

Milano 25 e 26 ottobre 2019, Università degli Studi di Milano, Sala Napoleonica, via Sant’Antonio, 12. Quali sono le sfide che le nuove tecnologie stanno portando agli istituti tradizionali del diritto, dell’economia e del sociale? Se ne parlerà nel Convegno organizzato dal Dipartimento di diritto pubblico italiano e sovranazionale dell’Università degli Studi di Milano con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Milano rivolto ad accademici, studenti, professionisti e mondo dell’industria.
I panel che si succederanno nel corso dei due giorni saranno dedicati a tematiche specifiche: dopo l’introduzione da parte delle Istituzioni, CONSOB, Banca d’Italia ed esperti internazionali si interrogheranno sulle questioni più di sistema che derivano dall’espansione di blockchain. Seguiranno poi panel in cui si tratterà di questioni economiche, dei riflessi delle cripto-monete sul mondo della finanza; parallelamente si indagherà sui presunti nuovi modelli contrattuali, i cosiddetti smart (legal) contracts, che hanno sempre maggiore diffusione.La mattina del 26 si riuniranno esperti per discutere sul come blockchain possa essere messa al servizio di uno sviluppo sostenibile, nonché essa possa modificare i procedimenti di risoluzione delle controversie. Si tratterà infine di GDPR e privacy rispetto ai quali la blockhain sembra porsi come ostacolo. I lavori saranno chiusi da un esperto di CODEX, The Stanford Center for Legal Informatics.

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Competitività e investimenti esteri: più o meno regole di mercato in Europa?

Posted by fidest press agency su martedì, 22 ottobre 2019

Milano Politecnico di Milano – 28 ottobre ore 17.15 Aula Magna Carassa e Dadda (edificio BL.28) via Lambruschini 4 “Competitività, crescita e investimenti esteri: più o meno regole di mercato in Europa?” è il tema della Lectio magistralis che il professor Sergio Mariotti, docente di Economia e Politica industriale al Politecnico di Milano. La Lectio, ispirata a una ricerca svolta presso la School of Management del Politecnico di Milano, argomenta come la normativa antitrust a tutela della concorrenza sia un importante fattore di attrazione degli investimenti esteri e di crescita per i Paesi che la applicano con maggiore efficacia e rigore.
Da qui, un ulteriore interrogativo: nel prefigurarsi di un nuovo ordine economico mondiale, sono necessari interventi che rafforzino e rilassino le regole di mercato al fine di un rafforzamento competitivo dell’industria europea? Il dibattito politico sollevato dalla recente bocciatura della fusione Alstom-Siemens da parte della Commissione Europea, infatti, ha posto il problema con grande evidenza. Ne discuteranno studiosi e rappresentanti delle istituzioni. I lavori seguono questo percorso:
17.15 – Introducono i lavori Alessandro Perego, Direttore Dipartimento di Ingegneria Gestionale, Politecnico di Milano
Paola Garrone, Professore ordinario di Business and industrial economics, Politecnico di Milanomeaza
Lectio Magistralis, Sergio Mariotti
18.15 – Tavola Rotonda
Umberto Bertelé, Professore emerito di Strategia di impresa, Politecnico di Milano
Andrea Bianchi, Direttore Area Politiche industriali, Confindustria
Fabrizio Onida, Professore emerito di Economia internazionale, Università Bocconi; già Presidente ICE (Istituto Commercio Estero)
Pippo Ranci Ortigosa, Professore fuori ruolo di Politica economica, Università Cattolica; già Presidente Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas Tommaso Valletti, Professore di economia, Imperial College Business School; Capo economista uscente DG Concorrenza, Commissione Europea
19.15 – Conclusioni Luca Grilli, Professore ordinario di Business and industrial economics, Politecnico di Milano.

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Roma Università: JCU ateneo plastic free

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

Roma La John Cabot University (JCU), l’ateneo americano più grande in Italia e fra i maggiori d’Europa, con sede nel cuore di Roma, a Trastevere, ha avviato un progetto che prevede la riduzione sistematica dell’utilizzo di plastica monouso all’interno delle proprie strutture, con l’obiettivo di arrivare ben presto all’eliminazione completa.In accordo con gli studenti, e con il club ambientale studentesco Grassroots che ha proposto l’iniziativa plastic free, dall’inizio di questo mese sono stati rimossi i bicchieri di plastica presenti all’interno dell’università, in particolare presso i distributori d’acqua e di bevande, le fontanelle, ed è stato avviato l’uso di cartoncino compostabile biodegradabile anche per piatti, vaschette take-away, coppette frutta/gelato, nella caffetteria come nei locali mensa. Inoltre, la Presidenza ha acquistato 8mila borracce in alluminio che ha distribuito a tutti gli studenti, al personale docente, allo staff e alla filiera JCU in genere.L’iniziativa avviata dalla John Cabot University non è spot, ma strutturale. E i primi riscontri sono molto positivi. Migliaia di bicchieri, bottigliette e contenitori di plastica sono già spariti dall’uso quotidiano all’interno dell’ateneo, con grande vantaggio per l’ambiente.

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Scuola, AFAM e Università: Anief proclama lo sciopero generale per il 12 novembre 2019

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 ottobre 2019

Organizzato anche un sit-in nazionale a Roma, durante il dibattito parlamentare del Decreto “salva-precari bis” e del Disegno di Legge di Bilancio 2020. Si protesta per la mancanza di risorse per il rinnovo del contratto di tutto il personale docente, amministrativo e ata, e di politiche tese a valorizzarlo, per il livello record di precarietà raggiunto. Marcello Pacifico (Anief): “Serve un cambio di passo deciso già nei prossimi documenti di Bilancio, dopo la NADEF”Il sindacato chiama a incrociare le braccia e a manifestare tutto il personale docente precario deluso ed escluso dall’Intesa del 1° ottobre sul salva-precari bis, ma anche il personale ata e facente funzione Dsga escluso dalle nuove procedure di stabilizzazione del prossimo 1° gennaio, nonché quello dell’AFAM e dell’Università dove è stata messa ad esaurimento la figura del ricercatore. In stato di agitazione anche il personale di ruolo che dopo l’annuncio degli aumenti a tre cifre della primavera scorsa, nonostante il possibile avvio del tavolo per il rinnovo del contratto, ha letto con stupore le parole del ministro dell’Economia (Gualtieri) sul mancato finanziamento nella prossima legge di Bilancio dei 3 miliardi richiesti, invano, dal ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Fioramonti).Per l’occasione sarà elaborata e consegnata a tutti i gruppi parlamentari la piattaforma Anief per rilanciare lo status del personale della scuola, dell’università, dell’Afam e della ricerca da tradurre in proposte emendative in Parlamento durante l’iter di conversione del Decreto – Legge urgente di cui all’Intesa del 1° ottobre e del Disegno di Legge di Bilancio 2020-2022. Nei prossimi giorni, dopo le relative autorizzazioni da parte delle autorità competenti, sarà reso noto il luogo del sit-in / manifestazione nazionale. Marcello Pacifico (presidente Anief): “Abbiamo dato la nostra disponibilità a partecipare a tutti i tavoli tecnici per risolvere le questioni urgenti che riguardano il personale e le istituzioni scolastiche, universitarie, Afam e della ricerca. Ma se manca la volontà politica di trovare o stornare le risorse necessarie, pur coscienti della difficile manovra economica ereditata da questo governo, dobbiamo ricorrere alla protesta pacifica e legittima di chi non può più assistere in silenzio al lento declino della nostra società, perché come ci ha ricordato l’Unesco senza la valorizzazione del personale del settore dell’istruzione e della ricerca, con la precarietà si compromette il futuro delle nuove generazioni. Speriamo che la voce della Piazza sia ascoltata dai nostri parlamentari e dal governo. Il nostro sistema non può continuare a reggere sulla supplentite a spese della vita dei lavoratori. È arrivato il momento di prenderne atto.”

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“Placement Day”

Posted by fidest press agency su domenica, 29 settembre 2019

Parma Martedì 1 ottobre, dalle 9 alle 17, si terrà in via Kennedy (Sede del Dipartimento e Nuovo Polo Didattico) il Placement Day 2019, organizzato dal Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali. Con circa 30 aziende partecipanti rappresentative di tutte le dimensioni aziendali (dalle PMI alle multinazionali) e di tutti i principali settori – manifatturieri, retail e dei servizi – dell’economia italiana, emiliano-romagnola e parmense, la giornata è suddivisa in tre momenti. La prima parte della mattina (9.30-10.15) vedrà l’inaugurazione dei lavori con i saluti della Pro Rettrice a Didattica e Servizi agli Studenti Sara Rainieri, del Direttore del Dipartimento Luca Di Nella e di Franco Mosconi a nome della Commissione Placement di Dipartimento, di cui fanno parte Chiara Ferrari, Marco Ieva, Alice Medioli e Chiara Panari.
In questa prima parte verranno presentati i sette corsi di laurea previsti nell’offerta formativa del Dipartimento: le due lauree triennali (Economia e Management, Sistema Alimentare: Sostenibilità, Management e Tecnologie) e le cinque lauree magistrali (Amministrazione e Direzione Aziendale, Finanza e Risk Management, Gestione dei Sistema alimentari di qualità e della Gastronomia, Trade e Consumer Marketing, International Business and Development, quest’ultima in lingua inglese).La seconda parte della mattina (10.15-13.30) e tutto il pomeriggio (14.30-17) saranno dedicati ai colloqui diretti fra le Aziende e gli studenti: colloqui che rappresentano il cuore di un’iniziativa di questa natura. Sull’apposito portale creato per l’occasione http://www.kennedysix.unipr.it sono molti gli studenti a essersi prenotati per i colloqui. Alla realizzazione dell’iniziativa collaborano anche due associazioni studentesche, la Junior Enterprise Parma e Oikosmos.«Dopo l’ottima riuscita dell’Edizione 2018, per il secondo anno consecutivo organizziamo questo Placement Day – ha commentato il Direttore del Dipartimento, Prof. Di Nella – con numerose aziende partecipanti, tutti nomi molto conosciuti della business community. Gli studi in campo economico e aziendale restano un caposaldo per la formazione di una classe dirigente che sappia affrontare le sfide di questi anni: dinamicità, internazionalizzazione e rivoluzione tecnologica»

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Due progetti dell’Università di Parma finanziati dalla Regione Emilia-Romagna

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 settembre 2019

Parma Il progetto eBIM, coordinato dall’Università di Parma e dal Centro Interdipartimentale Misure-CIM, e la Summer School “After the damages”, di cui l’Ateneo di Parma è partner, rientrano tra i sei progetti e programmi nel settore della ricerca e dell’innovazione nell’ambito delle costruzioni e del restauro, finanziati dalla Regione Emilia-Romagna con risorse regionali ed europee “POR-FESR 2014-2020” per un ammontare complessivo di 3,7 miliardi di euro.
Per il progetto eBIM (Building information modeling), del quale Chiara Vernizzi, delegata del Rettore all’Orientamento, è responsabile scientifico per il CIM, è stato disposto un contributo regionale complessivo di 799.946,40 euro. Il progetto punta a supportare l’innovazione nell’implementazione, condivisione e fruizione di modelli 3D del patrimonio costruito esistente. Questo attraverso la costruzione di archivi informatizzati, digitali e integrati consentendo, in virtù della disponibilità di tecnologie e dei risultati accessibili della ricerca, nuove forme di collaborazione per l’innovazione di prodotti e servizi. L’obiettivo è quello di realizzare un approccio inclusivo all’applicazione degli strumenti della digitalizzazione, quali gli strumenti di Building information modeling, nei processi di intervento e gestione del costruito esistente, favorendo la collaborazione tra tutti gli attori della filiera. La Summer School “After the damages, prevention and safety solutions through design and practice on existing built environment. The Italian experience” è il progetto di alta formazione triennale promosso dalle Università di Parma, di Ferrara e di Modena e Reggio Emilia per la formazione di esperti internazionali, tecnici e policy maker, sulla riduzione e gestione del rischio correlato agli impatti di eventi catastrofici naturali e provocati dall’uomo sul patrimonio culturale.

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Università, il numero chiuso a Medicina torna in discussione. Il punto della situazione

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Università, il numero chiuso a Medicina torna in discussione. Il punto della situazioneA difendere i limiti imposti dal 1999 rettori come Eugenio Gaudio della Sapienza di Roma (“l’esigenza si è posta negli anni ’70 e ’80, quando gli studenti si iscrivevano ma non potevano seguire le lezioni e andare in corsia. O si adeguano spazi, strutture e docenti per 68mila iscritti o è impossibile farne a meno”). A criticarli docenti ed osservatori di esperienza. Come Francesco Carelli del direttivo di Euract, l’associazione degli insegnanti europei di Medicina generale: «La selezione spetta all’ateneo, non a un test. E’ molto importante che 3 candidati su 4 manifestino “passione” per la medicina, al punto da ripresentarsi al test. Significa che vedono in sé un’attitudine (maturata nella formazione undergraduate da studenti) a una disciplina sanitaria non esauribile dal semplice test. Sono pronti a mettere in gioco la propria capacità di interagire con i pazienti e dunque a mettersi alla prova anche in altre professioni sanitarie. Molti candidati di Medicina tentano il test per diventare infermieri o tecnici. Sarebbe ora di riflettere su un capovolgimento di prospettiva e di far sì che le gli atenei accolgano tutti gli aspiranti medici trattandoli come potenziale forza lavoro del servizio sanitario nazionale che solo una successiva selezione dirà come indirizzare».Iron Man, Spider Man, Wonder Woman indossano il camice bianco nel flash mob indetto da Consulcesi: il test di medicina, primo evento della ripresa della stagione didattica, si colora più del primo, imminente, giorno di scuola. Con i successivi, inevitabili ricorsi di chi ha visto cellulari e tablet spuntare in aula, o altri episodi degni di segnalazione: a Roma si parla di studenti con documenti falsificati, c’è polemica sulla domanda sul Museo Tussaud per la cultura generale e su una seconda su Leonardo quando l’indicazione è che si sarebbe parlato del Novecento. Il malcontento sul “numero chiuso” in piazza prevale. Aver aumentato di 1800 i posti disponibili tra Medicina e Odontoiatria, fino a 11000, non pare essere servito, visto che sono aumentati i candidati, anche di un 5% localmente (ma a Pavia ci sono stati 200 iscritti in meno di un anno fa). A difendere i limiti imposti dal 1999 rettori come Eugenio Gaudio della Sapienza di Roma (“l’esigenza si è posta negli anni ’70 e ’80, quando gli studenti si iscrivevano ma non potevano seguire le lezioni e andare in corsia. O si adeguano spazi, strutture e docenti per 68mila iscritti o è impossibile farne a meno”). A criticarli docenti ed osservatori di esperienza. Come Francesco Carelli del direttivo di Euract, l’associazione degli insegnanti europei di Medicina generale: «La selezione spetta all’ateneo, non a un test. E’ molto importante che 3 candidati su 4 manifestino “passione” per la medicina, al punto da ripresentarsi al test. Significa che vedono in sé un’attitudine (maturata nella formazione undergraduate da studenti) a una disciplina sanitaria non esauribile dal semplice test. Sono pronti a mettere in gioco la propria capacità di interagire con i pazienti e dunque a mettersi alla prova anche in altre professioni sanitarie. Molti candidati di Medicina tentano il test per diventare infermieri o tecnici. Sarebbe ora di riflettere su un capovolgimento di prospettiva e di far sì che le gli atenei accolgano tutti gli aspiranti medici trattandoli come potenziale forza lavoro del servizio sanitario nazionale che solo una successiva selezione dirà come indirizzare».
Non la pensa così Angelo Mastrillo segretario della Conferenza nazionale dei corsi di laurea delle professioni sanitarie. «E’ naturale ed apprezzabile che i giovani manifestino per l’inclusione e per il diritto allo studio. Ma è altrettanto importante che alla fine degli studi abbiano serie chance di lavoro. Al momento, in Italia non mancano medici neolaureati – siamo nella media Ocse – ma specialisti. Un conto è che solo un aspirante medico su sei veda premiata la sua aspirazione a studiare, un altro che solo un medico su tre riesca a specializzarsi e a lavorare nel servizio sanitario nazionale. Gli anni scorsi si presentavano al test d’accesso alla specialità 18 mila neolaureati aventi titolo per 6 mila posti. Formalizzando una disillusione: lo stato dà il diritto di diventare medico ma al momento di pagare il contratto specializzandi non ha i soldi per tutti quelli che ha formato. Quest’anno il governo uscente e le regioni, meritoriamente, hanno aggiunto 2 mila posti nelle scuole di specialità, ma esclusioni pari a 1000 medici l’anno moltiplicate per decine d’anni non si possono colmare. E del resto un conto è chiedere agli atenei di allargare i corsi di specialità a un 10-20% di medici in più, un conto è salire a un 40-50%. Crollerebbe la qualità didattica e ci sarebbero problemi sul tirocinio pratico, già contenuto in termini di ore».
Quanto all’ipotesi secondo cui la vocazione a fare il medico accomunerebbe le professioni sanitarie rendendo attuale la rimozione del numero chiuso, Mastrillo è realista. «Credo che gli aspiranti medici non sarebbero felici di sapere che se tra loro ce la fa uno su sei, tra i colleghi in lizza per entrare ai corsi per fisioterapisti entra uno su 13-14, 2 mila contro 28 mila candidati, e al test per gli infermieri si presentano in 22 mila per 15 mila posti. C’è selezione ovunque, ma in alcun casi le domande sono inferiori ai posti, come per gli assistenti sanitari, sette chance ogni 10 posti disponibili, e gli audiometristi (8 candidati ogni 10 posti). Per inciso, è quasi stabile il numero di candidature per le professioni sanitarie, 75 mila proprio come lo scorso anno. Il fabbisogno è nel complesso inferiore, e nei ragionamenti prevale, logicamente, la necessità di offrire nei corsi universitari una didattica di qualità». (Mauro Miserendino fonte Doctor33)

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La Sapienza primo Ateneo italiano nella classifica mondiale Arwu di Shanghai

Posted by fidest press agency su domenica, 18 agosto 2019

La Sapienza si conferma tra le migliori università al mondo e prima università italiana. Il 15 agosto 2019 la ShanghaiRanking Consultancy, organizzazione indipendente di ricerca sull’istruzione superiore, ha pubblicato la classifica internazionale Academic Ranking of World Universities 2019 (Arwu) che presenta le 1000 migliori università (500 fino allo scorso anno) a livello mondiale.La Sapienza si colloca in prima posizione tra le università italiane nel range 151-200, al 153° posto. Nella stessa fascia le Università di Pisa e Statale di Milano, rispettivamente in seconda e terza posizione. Complessivamente sono 46 gli atenei del Paese nelle prime 1000 posizioni su oltre 1800 università censite e su circa 17000 stimate nel mondo.
Gli indicatori presi in esame dall’Arwu sono rigorosi e comprendono premi internazionali e riconoscimenti accademici ricevuti, qualità della ricerca (paper pubblicati e ricercatori più citati) e produttività dei docenti.In particolare sono 6 i parametri su cui si basa la classifica: i premi Nobel e le Medaglie Fields di ex studenti (10%) o di ricercatori della singola Università (20%), il numero di ricercatori altamente citati determinati da Clarivate Analytics (20%), le pubblicazioni su “Nature & Science” (20%), le citazioni di pubblicazioni scientifiche e tecnologico-sociali (20%). Questi parametri sono poi correlati con lo staff accademico, dando un ulteriore parametro di produttività pro-capite (10%).Per le prime 100 università della classifica di Shanghai sono esplicitati la posizione e il punteggio secondo i parametri utilizzati. Le altre sono suddivise in gruppi da 50 – 100, mentre punteggio e posizione possono essere calcolati sulla base dei parametri.
“Sapienza si conferma il primo Ateneo italiano e compie un balzo in avanti notevolissimo salendo nella fascia 151-200 della classifica generale – sottolinea il rettore Eugenio Gaudio – una posizione di eccellenza non affatto scontata a livello nazionale per un ateneo pubblico dai grandi numeri e con una vocazione generalista come il nostro, ma ancora più significativa a livello internazionale perché la maggior parte dei nostri competitor partono da condizioni diverse, come nel caso degli atenei anglosassoni, che hanno finanziamenti di gran lunga superiori a quelli delle università italiane. Questo risultato giunge grazie all’impegno di tutti ed è frutto di investimenti della Sapienza per quanto possibile crescenti, mirati a promuovere la ricerca scientifica di qualità e la meritocrazia, valorizzando le eccellenze, dando il giusto spazio ai talenti nelle varie discipline, come evidenziato anche dal reclutamento di top scientists, i migliori ricercatori al mondo nel proprio settore, un dato che Arwu considera come parametro di qualità degli Atenei.” La classifica Arwu generale di agosto fa seguito al ranking Arwu per discipline, pubblicato lo scorso giugno, che prende in esame gli ambiti Scienze naturali, Scienze della vita, Ingegneria, Scienze mediche e Scienze sociali; la Sapienza è risultata la prima università a livello nazionale in molte materie, collocandosi tra le prime 50 università al mondo in ben 4 discipline: Automation & Control (21° posto al mondo), Aerospace Engineering (20° al mondo) Physics (28° al mondo) e Instruments Science & Technology (37° posto al mondo); nella fascia 51-75 in Mathematics, Civil Engineering, Nursing, Medical Technology; nella fascia 76-100 in Engineering e Statistics.Il 2019 è stato un anno di grandi soddisfazioni per la Sapienza sotto il profilo del piazzamento nelle classifiche internazionali: a febbraio la prestigiosa classifica per materie dell’agenzia QS (Quacquarelli Simonds) aveva infatti confermato il primo posto dell’ateneo a livello mondiale per l’ambito degli Studi classici (Classics).

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Frosinone, monitoraggi Università: valori nella norma

Posted by fidest press agency su domenica, 14 luglio 2019

Il comune di Frosinone comunica di aver ricevuto i risultati ufficiali prodotti dal Servizio di Prevenzione e Protezione dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, in merito al monitoraggio ambientale del terreno, per la ricerca degli inquinanti Diossine e Furani (PCDD-PCDF) sulla superficie delle aree in prossimità dell’incendio, che si era sprigionato all’interno dell’azienda Mecoris. I punti di monitoraggio sono stati concordati tra l’amministrazione comunale, coadiuvata dall’Associazione Medici di famiglia per l’Ambiente di Frosinone, e i tecnici universitari di Roma. Il campionamento è avvenuto a distanza di 10 giorni dall’incendio, ribadendo, come già avvenuto per i primi dati acquisiti, che i parametri “non evidenziano una condizione di contaminazione ambientale degli inquinanti ricercati” sui terreni oggetto di esami. Si anticipa, inoltre, che i risultati relativi allo studio dell’aria, dopo quelli del terreno, saranno resi noti e consegnati dalla stessa Università all’amministrazione comunale di Frosinone tra circa una settimana. Le verifiche condotte dai vari enti ed istituti, ivi compresa l’Arpa, quindi, hanno confermato l’assenza di elementi di criticità e ricondotto il tutto all’interno di parametri di assoluta normalità.

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