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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘università’

Arrivati in Italia i 20 rifugiati vincitori di borse di studio dei corridoi universitari

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2020

Sono arrivati in Italia i venti rifugiati destinatari di borse di studio che proseguiranno il loro percorso accademico in dieci atenei italiani grazie al progetto University Corridors for Refugees.Gli studenti, tra cui una donna, provengono da Eritrea, Sudan, Sud Sudan e Repubblica Democratica del Congo, e sono stati selezionati sulla base del merito accademico e della motivazione, attraverso un bando pubblico, da una commissione di selezione individuata da ciascuna università. Una volta completato il periodo di quarantena reso obbligatorio dall’emergenza Coivd-19, gli studenti inizieranno il loro percorso universitario presso le Università di Cagliari, Firenze, L’Aquila, Milano (Statale), Padova, Perugia, Pisa, Roma (Luiss), Sassari, e Venezia (IUAV).Il progetto, che vede la collaborazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dell’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, di Caritas Italiana e Diaconia Valdese, e’ reso possibile anche grazie al sostegno dell’Universita’ di Bologna (promotrice della prima edizione del progetto nel 2019) e di un’ampia rete di partner in Etiopia (Gandhi Charity) e in Italia che assicureranno il supporto necessario agli studenti per tutta la durata del programma di laurea magistrale.“Siamo estremamente felici per questo straordinario risultato”, ha dichiarato Chiara Cardoletti, Rappresentante dell’UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino. “Con questa iniziativa l’Italia dimostra di voler essere all’avanguardia nell’individuare soluzioni innovative per la protezione dei rifugiati”. Solo il 3% dei rifugiati a livello globale ha accesso all’istruzione superiore, secondo il rapporto UNHCR intitolato Coming Together for Refugee Education, pubblicato la scorsa settimana. Una tendenza che puo’ essere invertita, anche con i Corridoi Universitari.Entro il 2030 l’UNHCR si pone l’obiettivo di raggiungere un tasso di iscrizione del 15% a programmi di istruzione superiore per i rifugiati in paesi d’accoglienza e paesi terzi anche attraverso l’ampliamento di vie di accesso sicure che tengano in considerazione i bisogni specifici e le legittime aspirazioni dei rifugiati di costruire il loro futuro in dignità.

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Progetto dell’Università di Parma

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2020

Il progetto “OICR e investimenti urbani. Modello per la realizzazione di infrastrutture con il concorso d’investimenti privati a partire dal PUMS della Città metropolitana di Milano”, presentato dall’Università di Parma, capofila dell’iniziativa insieme alla Città Metropolitana di Milano e all’Associazione Audis di Bologna, è stato approvato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il progetto, di cui è coordinatore scientifico Claudio Cacciamani, docente del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Ateneo di Parma, è stato presentato in risposta all’avviso pubblico per la raccolta di proposte progettuali per l’elaborazione di modelli di rilancio degli investimenti.Il progetto è risultato quarto a livello nazionale rispetto alle undici proposte finali ammesse alla selezione.Gli obiettivi del progetto consistono nello sviluppare un modello per la realizzazione rapida delle infrastrutture del PUMS-Piano Urbano della Mobilità Sostenibile della Città metropolitana di Milano, nel favorire la nascita di un Organismo di Investimento Collettivo del Risparmio-OICR che consenta di raccogliere capitali nazionali ed esteri, e nel promuovere la replicabilità del modello nel territorio nazionale.

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Università Parma: Didattica in presenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2020

Come già annunciato, la ripresa delle attività didattiche dell’Università di Parma, a settembre, sarà in modalità mista (sia in presenza sia online), nell’ambito di un piano organizzativo incentrato sui principi della massima precauzione e delle pari opportunità. Per garantire la massima sicurezza delle attività in presenza, l’Ateneo ha messo a punto un sistema di prenotazione del posto in aula, in modo da assicurare il distanziamento sociale necessario e la piena fruibilità degli spazi nel rispetto delle misure anti-COVID19.Per agevolare la sicurezza, la capienza delle aule sarà ridotta al 50%, e i posti a lezione dovranno essere prenotati tramite la App UNIPR Mobile (https://www.unipr.it/mobile) o il portale “Agenda Studenti” (http://agendastudenti.unipr.it/), utilizzando le credenziali di Ateneo.Ogni studente dovrà innanzitutto configurare il proprio profilo di prenotazione selezionando il proprio corso di studio all’interno dell’offerta formativa dei 9 Dipartimenti e i relativi insegnamenti che desidera frequentare; successivamente potrà prenotare il posto in aula per ciascun insegnamento del profilo che prevede una modalità di erogazione della didattica in presenza. Per garantire la turnazione, ogni studente avrà a disposizione per ciascun insegnamento un monte ore “prenotabili”, esaurito il quale non potrà più prenotarsi. Il monte ore prenotabili di ciascun insegnamento sarà calcolato automaticamente dal sistema di prenotazione e aggiornato dinamicamente con frequenza giornaliera in maniera inversamente proporzionale al numero di studenti che hanno inserito l’insegnamento nel proprio profilo di prenotazione.È importante sottolineare che non tutti gli insegnamenti prevedono la presenza e quindi la prenotazione, poiché alcuni saranno esclusivamente on line. Nelle pagine web dei singoli Dipartimenti, al menù “Didattica”, è illustrata l’organizzazione del Dipartimento e dei corsi di studio, con informazioni specifiche sull’erogazione della didattica (in presenza o on line) nel primo semestre del prossimo anno accademico.Le prenotazioni potranno essere effettuate a partire da 6 giorni antecedenti la lezione, mentre potranno essere cancellate fino al giorno precedente. Se entro 12 ore dall’inizio della lezione ci saranno ancora posti disponibili, a quel punto, con una procedura last minute, le prenotazioni saranno aperte a tutti, anche al di là del monte ore di ogni singolo studente: potrà dunque prenotarsi anche chi ha esaurito il proprio monte ore.Il sistema di prenotazione invierà via email allo studente una ricevuta di prenotazione – carta di accesso – unica per tutte le lezioni della giornata; lo studente dovrà o stampare o portare con sé sul proprio smartphone la carta di accesso, che potrà essere verificata all’ingresso del plesso.Gli studenti dovranno prenotarsi anche per le cosiddette “lezioni zero”, le lezioni di accoglienza di ogni corso di studio, se previste in presenza; in tal caso, per poter prenotare la lezione zero, occorrerà inserire nel proprio profilo l’insegnamento dedicato “lezione zero”.Saranno comunque resi disponibili adeguati supporti (compresa l’eventuale registrazione delle lezioni) per garantire la piena fruizione dell’attività didattica anche a coloro che non potranno spostarsi dalla propria residenza a causa della eventuale emergenza sanitaria.

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L’Università di Parma è tra le prime 24 in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2020

Lo afferma l’Academic Ranking of World Universities (Arwu) di Shanghai, la prestigiosa classifica che mette in fila 2mila università in tutto il mondo e pubblica i risultati delle migliori mille. L’Ateneo di Parma si piazza quest’anno nella fascia dal 501° al 600° posto: un risultato significativo, che migliora nettamente quello dello scorso anno (era nella fascia 601-700) e lo colloca nella top 24 italiana. Le prime Università italiane nel ranking (tutte nella fascia 151-200) sono La Sapienza di Roma, la statale di Milano e Pisa; in classifica anche il Politecnico di Milano, Bologna, Padova e Torino nella fascia 201-300, Firenze, Milano Bicocca, Napoli Federico II nella fascia 301-400, la Normale di Pisa, Bari, Catania, Pavia, Perugia, Trento e Vita-Salute San Raffaele nella fascia 401-500 e, insieme a Parma, la Bocconi di Milano, Ferrara, Genova, Palermo, Roma Tor Vergata e Verona nella fascia 501-600.Il ranking di Shanghai prende in esame diversi indicatori, con particolare attenzione a premi, pubblicazioni, “Highly cited researchers” (cioè gli studiosi più citati), articoli indicizzati in Scienze Citation Index e così via.
Recentemente l’Ateneo di Parma ha collezionato diversi piazzamenti di rilievo in ranking nazionali e internazionali: è terzo a livello nazionale tra i grandi Atenei nella classifica Censis; è sesto tra gli statali in Italia per la retribuzione media dei laureati nel primo decennio dal conseguimento del titolo e quarto per l’incremento della retribuzione nella carriera lavorativa secondo l’ “University Report 2020” dell’Osservatorio JobPricing; è quattordicesimo tra le Università italiane nella nuova classifica 2020-2021 del Center for World University Rankings – CWUR, che ogni anno prende in esame 20mila Università di tutto il mondo e dove si piazza al 355° posto; è sesto tra gli Atenei italiani classificati nel THE Impact Rankings 2020, che misura il successo delle università negli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDG) delle Nazioni Unite.

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Proposta eliminazione dei Test d’Ingresso Universitari di Settembre

Posted by fidest press agency su martedì, 25 agosto 2020

Palermo Il Coordinatore Regionale dell’Udc Italia in Sicilia, l’On. Decio Terrana, ha trasmesso un comunicato in cui chiede di sospendere ed eliminare i prossimi Test Universitari di Settembre. Ritenendo gli assembramenti inevitabili nelle giornate dei Test, bisogna evitare che i Test d’Ingresso diventino un focolaio per una nuova incontrollata diffusione di Covid-19 sul territorio, come già richiesto nella nota inviata al Ministro dell’Università e della Ricerca Prof. Gaetano Manfredi.La nota dell’Udc Italia è stata anche sostenuta dalla Docente di Ingegneria dell’Università degli Studi di Palermo, la Professoressa Patrizia Livreri.“Abbiamo già visto come i test d’ingresso siano stati un catalizzatore di studenti, parenti e amici all’interno delle Università – trasmette la Professoressa di Ingegneria Elettronica – Durante i test di Biologia a Palermo non è stato possibile garantire il distanziamento sociale, con la sede d’esame inondata da un flusso incontrollato di persone. Inoltre, recenti studi dimostrano come i trasporti pubblici siano un importante veicolo di diffusione del Virus, e molti studenti che raggiungerebbero in pullman o in treno la sede di esame sarebbero a rischio. L’indice di contagio in Sicilia è realmente alto e non riteniamo ci siano le condizioni per poter svolgere in sicurezza i test d’ingresso Universitari”.L’ abolizione del “numero chiuso” è una delle principali battaglie portate avanti dall’Udc Italia.“L’Università deve essere Libera ed accessibile per tutti gli Studenti, senza alcuna discriminazione – sostiene l’On. Terrana – stiamo lottando affinchè si arrivi alla totale abolizione del Numero Chiuso nelle Università Italiane. Mettere a rischio la salute di migliaia di studenti è una follia, quando invece si potrebbe “sfruttare” la situazione contingente per presentare una nuova soluzione, come quella da noi trasmessa al Ministro Manfredi, che permetterebbe agli Studenti una scelta più democratica del proprio percorso di studi, non più soggetto a vincoli economici per la preparazione ai test, a situazioni contingenti o addirittura a semplice fortuna, come continua ad accadere negli ultimi anni. Gli Studenti devono poter dimostrare il proprio potenziale; se poi non riescono ad essere competitivi, lo stesso percorso Universitario farà da filtro naturale”.

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Quale università conviene frequentare?

Posted by fidest press agency su domenica, 23 agosto 2020

Sono tanti i dubbi che assillano i giovani su quale università conviene frequentare, sia per le probabilità di occupazione una volta terminati gli studi, e sia per le possibilità di avere una paga adeguata. A rispondere a questi dubbi i dati inconfutabili di alcuni studi, che rivelano quali sono i corsi universitari migliori da questi punti di vista.Un primo dato che balza all’occhio è che ad un anno dal conseguimento della laurea, la quasi totalità dei laureati in Sicurezza Informatica è occupata, con uno stipendio medio di 1.887 euro.Si attesta al 100% anche il dato relativo all’occupazione dei laureati in Modellistica matematico-fisica per l’ingegneria, con uno stipendio medio di 1.653 euro.Guardando al lato opposto si scopre invece che solo il 60% dei laureati in Storia delle religioni vanta un’occupazione a un anno dalla laurea, con uno stipendio medio netto di soli 1.076 euro. Non fanno molto meglio i laureati in Giurisprudenza, con un tasso di occupazione del 62% e uno stipendio di 1.279 euro.Questi dati arrivano da quella che è la più importante e completa fonte di informazioni sulla condizione lavorativa dei neolaureati italiani, ovvero da Alma Laurea. In questo caso, si tratta dei dati relativi al 2019, anche se va detto che negli ultimi anni non ci sono stati scostamenti particolarmente significativi.Le lauree in informatica, matematica, medicina, chimica e fisica garantiscono un rapido ingresso nel mondo del lavoro, nella maggior parte dei casi con degli stipendi alti o medio-alti. Al contrario, in genere, le lauree in storia, giurisprudenza, filosofia o psicologia presentano dei tassi di occupazione a un anno dalla laurea decisamente più bassi, così come sono bassi anche gli stipendi medi.É quindi giusto affermare – come si suole fare – che le lauree scientifiche sono di per sé preferibili a quelle umanistiche? Lo abbiamo domandato a Carola Adami, CEO della società di selezione del personale Adami & Associati, che fornisce anche un servizio di orientamento universitario.
«Indubbiamente le lauree scientifiche sono e restano le più appetibili sul mercato del lavoro» spiega l’head hunter «ma è vero anche che non è possibile fare una distinzione netta tra queste e i percorsi umanistici.Ci sono infatti dei percorsi di studio che non seguono questa logica, come per esempio succede per le lauree in comunicazione, che mostrano un tasso di occupazione uguale e talvolta persino maggiore alla media».Una stima delle possibilità occupazionali al termine degli studi è certamente di fondamentale importanza per scegliere il migliori percorso universitario da affrontare, ma non è certo l’unico aspetto da prendere in considerazione: «per effettuare la scelta giusta in campo di orientamento universitario non basta guardare ai pur preziosi dati di Almalaurea» sottolinea Carola Adami «in quanto all’analisi del mercato del lavoro presente e futuro è necessario accompagnare anche un’attenta analisi delle capacità, delle attitudini e delle passioni dello studente.I nostri esperti specializzati nel servizio di orientamento universitario offrono di volta in volta una consulenza completa, per poter scegliere il percorso universitario ideale: questo permette di evitare lo spreco di anni preziosi nel frequentare corsi poco adatti, nonché di intraprendere la carriera universitaria e quindi professionale più azzeccata, in base all’analisi scientifica di aspetti esterni e interni».Anche e soprattutto quando si tratta di orientamento universitario, infatti, è possibile prendere la migliore delle decisioni solo partendo dalle più complete informazioni di partenza. (fonte: ComunicatiStampa.net)

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Nuovi spazi per la didattica nel post COVID-19

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 agosto 2020

Parma. In vista della ripresa dell’attività didattica per il prossimo anno accademico, l’Università di Parma ha stretto un importante accordo con The Space Cinema per la disponibilità di nuovi spazi. A fronte delle misure necessarie nel post COVID-19, l’Ateneo si è attrezzato per aumentare la disponibilità di aule e spazi, per rendere possibile un riavvio delle attività in presenza in piena sicurezza. L’accordo con The Space Cinema va in questa direzione: per il primo periodo didattico 2020-21 l’Università avrà a disposizione le 7 sale del The Space Parma Centro per 703 posti complessivi (valutati con il distanziamento) e le 12 sale del The Space Campus per 1.226 posti complessivi (sempre valutati con il distanziamento): in totale dunque quasi duemila posti in più. I due cinema diventeranno poli didattici a tutti gli effetti, e saranno a servizio di tutti i Dipartimenti che gravitano lì intorno: quelli del Campus per The Space Campus, quelli vicini al centro cittadino per The Space Parma Centro. «Da settembre adotteremo una modalità “mista” di svolgimento delle attività didattiche, cioè sia in presenza sia online, nel rispetto dei principi della massima precauzione e delle pari opportunità. Proprio per garantire la massima sicurezza e il distanziamento sociale necessario, per le attività in presenza abbiamo bisogno di spazi aggiuntivi rispetto ai nostri consueti: ecco dunque l’accordo con The Space Cinema, che ha locali adeguati e in posizioni “strategiche” per i nostri Dipartimenti», spiega la Pro Rettrice alla Didattica e Servizi agli studenti Sara Rainieri, che aggiunge: «Stiamo lavorando alacremente, facendo anche squadra con il territorio, su più fronti per una ripresa ottimale della didattica “dal vivo”, tenendo sempre al centro gli studenti e le loro esigenze e il diritto allo studio come priorità assolute». «Con grande soddisfazione ci uniamo all’Università di Parma in questo accordo che permetterà agli studenti di potere usufruire dei nostri due The Space in città – ha commentato Francesco Grandinetti, General Manager del circuito, che in Italia conta in tutto 36 strutture – A testimonianza che il cinema, in particolare la sala, può essere un luogo di intrattenimento e di magia come anche un punto di incontro, scambio e condivisione per una comunità cittadina che in questo luogo si ritrova e ci si riconosce. In questo caso, la collaborazione con l’Università ci rende anche orgogliosi, oltre che contenti, per il ruolo che viene riconosciuto al cinema come parte integrante del tessuto sociale in cui Parma Campus e Parma Centro coesistono, diventando da oggi anche polo accademico di assoluto prestigio e, non è banale sottolinearlo in questo particolare momento, di assoluta garanzia di sicurezza per la salute di chi frequenterà i nostri The Space Cinema».

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Open day all’università di Camerino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2020

Camerino Prosegue dal 17 agosto al 4 settembre, sia in presenza che in modalità telematica, presso le sedi Unicam di Camerino, Ascoli Piceno, Matelica e San Benedetto del Tronto, l’iniziativa “Porte aperte in Unicam – estate 2020”.Tra le attività di orientamento alla scelta universitaria, infatti, Unicam ha promosso per oggi in presenza l’iniziativa “Unicam Open Day”, nel periodo estivo in cui gli studenti che devono scegliere il percorso universitario hanno bisogno di avere maggiori informazioni e chiarire eventuali dubbi. Nella sede di Camerino, presso il Polo di Informatica ed altre due sedi, nel rispetto delle norme di sicurezza e del distanziamento, gli oltre 370 partecipanti sono stati accolti dal Rettore Claudio Pettinari e dalla delegata all’orientamento Valeria Polzonetti e dopo un saluto di benvenuto ed una presentazione dell’Ateneo, hanno avuto le informazioni relative ai corsi di laurea attivati dalle Scuole di Bioscienze e Medicina Veterinaria, Giurisprudenza, Scienze del Farmaco e dei prodotti della salute, Scienze e Tecnologie, ai servizi, alle borse di studio ed alle agevolazioni, all’organizzazione della didattica. Hanno poi avuto la possibilità di visitare le strutture, gli alloggi e gli impianti sportivi.Nella sede di Ascoli i partecipanti hanno potute avere tutte e informazioni sui corsi della Scuola di Architettura e Design e sul corso di laurea in Tecnologie innovative per i beni culturali.Per tutte le informazioni dettagliate e per prenotare un appuntamento è possibile consultare il sito orientamento.unicam.it

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Le forme dell’acqua

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 luglio 2020

Legami idrogenoUn nuovo studio numerico, risultato di una collaborazione tra la Sapienza Università di Roma e la Princeton University, ha dimostrato per la prima volta l’esistenza di due diverse forme di acqua, ovvero di due distinte fasi liquide che a bassissime temperature si separano, galleggiando l’una sull’altra. Il lavoro, pubblicato sulla rivista Science, apre nuove strade alla comprensione dei misteri legati al liquido della vita. Ogni liquido assume la forma del contenitore che lo accoglie. Sappiamo che è così perché riusciamo a osservarlo direttamente con i nostri occhi. Eppure questa affermazione vale solo a livello macroscopico. A livello molecolare infatti ogni liquido ha una forma propria determinata dalla posizione spaziale in cui si dispongono le molecole che lo compongono. L’acqua, il liquido della vita, potrebbe invece essere differente e avere, non una, ma bensì due forme molecolari diverse: una forma in cui localmente ogni molecola è circondata da quattro altre molecole disposte con una geometria tetraedrica (ordinata) e con le quali forma dei legami particolarmente intensi (i legami idrogeno), e una in cui la struttura tetraedrica invece è significativamente distorta, ovvero una configurazione più disordinata, in cui alcune molecole formano solo tre o cinque legami idrogeno.La competizione tra queste due strutture spiegherebbe le anomalie dell’elemento più prezioso e abbondante della Terra: l’acqua infatti ha un comportamento che differisce da quello di tutti gli altri liquidi esistenti in natura. Per esempio come solido ha una densità inferiore che come liquido (si spiega così il galleggiamento del ghiaccio), ha un calore specifico molto alto (è in assoluto il liquido che impiega più tempo per riscaldarsi), ha una tensione superficiale elevata (le gocce d’acqua rimangono integre su molte superfici, come sulle foglie delle piante, e non si espandono come gli altri liquidi).Nonostante i molteplici lavori, teorici e sperimentali condotti negli ultimi venti anni, non sono state prodotte prove definitive del ruolo giocato da queste due strutture all’interno dell’acqua. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Science fornisce una prova inequivocabile, basata sui più accurati modelli oggi disponibili, che l’unicità dell’acqua dipenda proprio dalla non univocità della sua forma. Il lavoro, frutto della collaborazione scientifica fra Francesco Sciortino del Dipartimento di Fisica della Sapienza di Roma e il team di Pablo Debenedetti della Princeton University (USA), ha dimostrato per la prima volta che a temperature bassissime la “competizione” tra le due strutture genera due fasi liquide ben distinte, con diversa densità e che il passaggio tra le due “acque” costituisce una vera e propria transizione di fase, esattamente come avviene, ad esempio, da una fase solida a una gassosa. In particolare, i ricercatori hanno visto che al di sotto della temperatura di circa -180 gradi Kelvin, l’equivalente di -90 gradi Celsius, dove l’acqua è metastabile rispetto al ghiaccio, la densità del liquido comincia a oscillare fra due valori: liquido a bassa densità e liquido ad alta densità. “Come il ghiaccio che galleggia sull’acqua – spiega Francesco Sciortino – sotto i 180 gradi Kelvin, l’acqua di bassa densità galleggia sopra l’acqua di alta densità. Abbiamo dimostrato, con modelli alquanto accurati, un punto critico per la transizione liquido-liquido: la prova teorica che serviva per convincere la comunità scientifica che è possibile avere un sistema puro (una sola componente) con più di una fase liquida”.
Per raggiungere questi risultati sono state necessarie simulazioni estremamente lunghe di sistemi particolarmente grandi, un vero tour-de-force numerico che ha richiesto una enorme quantità di risorse di calcolo, sia a Roma che a Princeton. Gli autori infatti hanno risolto le equazioni del moto che descrivono l’evoluzione del liquido per ben 100 miliardi di volte di seguito coprendo così un intervallo temporale di circa 100 microsecondi, per osservare la transizione tra i due liquidi che avviene sulla scala di decine di microsecondi, prima che l’acqua cristallizzi. “Grazie a questo lavoro – conclude Sciortino – disponiamo di un modello e di dati numerici accurati che ci consentiranno in futuro di osservare la struttura molecolare su scala subnanometrica, per dimostrare sperimentalmente questa transizione di fase e per scartare scenari termodinamici rivelatisi inadeguati a coglierne l’esistenza”. (foto: Legami idrogeno copyright uniroma)

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Il processo di Internazionalizzazione dell’Università di Parma

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 luglio 2020

20 docenti di elevata qualificazione scientifica, provenienti da 15 Paesi di 3 continenti, sono stati selezionati grazie al bando Unipr dedicato ai Visiting Professor.I nuovi Visiting Professor insegnano in alcune delle più prestigiose Università del mondo, quali Cambridge o l’Istituto Nazionale di Salute di Washington DC, ma non solo: l’Università di Parma ha infatti esteso le relazioni e i rapporti internazionali anche con Atenei di regioni diverse e di centri grandi e medio-piccoli, a livello globale, per rafforzare la possibilità di realizzare progetti e ottenere fondi europei e internazionali congiunti.Si tratta di docenti stranieri di chiara fama che, assumendo un incarico in Ateneo, si impegnano formalmente non solo a insegnare nei corsi di laurea di primo e secondo livello, ma anche a sostenere l’attività di ricerca dei dottorandi e a implementare e rafforzare le partnership e i progetti scientifici esistenti, finalizzando la loro collaborazione alla creazione di titoli multipli, doppi e congiunti.Il 90% degli insegnamenti sarà tenuto in lingua inglese, anche se non mancheranno insegnamenti in altre lingue straniere. I corsi si terranno in modalità blended oppure in presenza, quando sarà di nuovo possibile, in base alle misure di prevenzione sanitaria dettate dall’emergenza COVID-19.L’Ateneo ha introdotto infine nuove importanti novità, quali un questionario di valutazione rivolto agli studenti che seguiranno le lezioni e nuove forme di monitoraggio e audit dell’attività svolta dai Visiting Professor.
Ecco i nomi dei Visiting Professor, con Università di provenienza e Paese, divisi per Dipartimento:
Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali
Maria Teresa Schettino, Università dell’Alta-Alsazia (Francia), Inmaculada Gonzalez Falcon, Università di Huelva (Spagna)
Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali: Anna Wysocka-Bar, Università Jagellonica di Cracovia (Polonia)
Dipartimento di Ingegneria e Architettura: Giuseppe Caire, Politecnico di Monaco di Baviera (Germania) Uwe Schroder, Università Tecnica di Aquisgrana (Germania) José Colaço, Università di Rio de Janeiro (Brasile) Adalberto Da Rocha Gonçalves Dias, Università di Porto (Portogallo) Marat Dosaev, Università statale Lomonosov di Mosca (Russia) Francesco Iannuzzo, Università di Aalborg (Danimarca)
Dipartimento di Medicina e Chirurgia: Luigi Notarangelo, Istituto Nazionale di Salute (NIH) Washington DC (Stati Uniti)
Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale: Lia Addadi, Istituto Weizmann per le Scienze (Israele), Jurriaan Huskens, Università di Twente (Olanda), Ben Francesco Luisi, Università di Cambridge (Regno Unito)
Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali: Pedro Dario Reissig, Università di Buenos Aires (Argentina), Dao Thi Thanh Binh, Università di Hanoi (Vietnam)
Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche: Federica Bianco, Università del Delaware (Stati Uniti) Maximiliano Cristià, Università Nazionale di Rosario (Argentina), Nicolas Saintier, Università di Buenos Aires (Argentina)
Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie: Maria del Mar Blanco Gutierrez, Università Complutense di Madrid (Spagna) Manuela Schnyder, Università di Zurigo (Svizzera)

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Workshop Nazionale Giovani Ricercatori

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2020

Milano. Si è tenuta nei giorni scorsi una serie di incontri nell’ambito del Workshop Giovani Ricercatori per le aree interne promosso dal Politecnico di Milano, al quale hanno partecipato le dottorande del curriculum Civil law and Constitutional legality dell’Università di Camerino Silvia Montecchiari e Karina Zabrodina.
L’iniziativa è stata promossa dalla Rete nazionale per le aree interne, costituita da un gruppo di giovani ricercatori e dottorandi di diverse aree disciplinari del Politecnico di Milano, con il supporto dei dottorati di ricerca in Preservation of the Architectural Heritage, in Urban Planning, Design and Policy, in Management, Economics and Industrial Engineering e del progetto DAStU, Dipartimento di Eccellenza sulle Fragilità Territoriali 2018-2022.
Lo scopo del workshop è stato quello di riunire giovani ricercatori di diverse discipline che, da diverse prospettive, si stanno occupando del grande tema delle Aree Interne, per offrire loro l’opportunità di incontrarsi e di confrontarsi sui propri lavori e riuscire a tracciare così una vera e propria geografia delle ricerche sul tema. La dottoranda Karina Zabrodina ha partecipato al tavolo del 29 giugno incentrato sul tema Aree Interne Ed Innovazione Sociale, portando un contributo sulla Leadership culturale per lo sviluppo locale, in cui ha analizzato la necessità dell’informazione degli stakeholders e della formazione di una cittadinanza attiva. La dottoranda Silvia Montecchiari ha preso parte al tavolo di lavoro e dibattito Presidio del Territorio e Rischio Idrogeologico dello scorso 8 luglio, in cui ha portato uno sguardo giuridico all’interno del dibattito, sostenendo la necessità dell’introduzione di una normativa post-sisma unitaria per l’intero territorio italiano, che permetterebbe di superare l’attuale frammentarietà, disomogeneità e scarsa efficacia delle risposte ai sismi e accoglierebbe le indicazioni delle più avanzate convenzioni internazionali in materia. Il dottorato civilistico Unicam, coordinato dalla Prof.ssa Lucia Ruggeri, subito dopo il sisma del 2016, grazie al sostegno di Fondazione Intesa Sanpaolo, ha attivato uno specifico programma incentrato sullo studio delle zone interne e sul loro rilancio; il programma si inserisce in un più ampio quadro di collaborazioni con università straniere impegnate al pari dell’Ateneo camerte nella rivitalizzazione di aree colpite da disastri naturali come la Toyo University di Tokyo e la Louisiana State University impegnata nelle aree investite dall’uragano e ora chiamate a fronteggiare una seconda crisi economica dovuta alla pandemia. Il recente intervento normativo a sostegno di dottorati che formino giovani ricercatori impegnati nel rilancio delle zone interne trova in Unicam un Ateneo già pronto a cogliere ed affrontare questo nuovo compito e questa sfida.

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Istituti scolastici, asili ed università: il robot “killer” PHS può sanificare un’aula soli 8 minuti

Posted by fidest press agency su sabato, 11 luglio 2020

robot sanificatore scuoleSi chiama PHS (Pro Health System), il primo “robot killer” 100% Made in Italy, in grado di aiutare nella lotta contro il Covid-19.
Grazie ad una combinazione di raggi Uv-C e Ozono è in grado di debellare il virus andando a compiere una sanificazione approfondita degli ambienti, senza l’utilizzo di prodotti chimici, debellando sino al 99% dei patogeni presenti sul tutte le superfici.
Ideato e prodotto da RayBotics, neonata start-up, spin-off di due storiche realtà italiane (Klain Robotics e Gruppo Purity) operanti nel settore delle nuove tecnologie e nella robotica industriale, collaborativa e mobile, PHS nasce ad aprile grazie all’intuizione dei due Co-Founder, Fabio Greco e Enzo Catenacci che, in piena emergenza sanitaria, decidono di affrontare una nuova sfida: mettere in campo le loro conoscenze per creare il primo robot sanificatore davvero versatile e utilizzabile in qualsiasi ambiente.
“Dalle crisi nascono sempre le opportunità e noi abbiamo scelto di non stare a guardare – dichiara Enzo Catenacci, Co-Founder RayBotics – Abbiamo lavorato giorno e notte per creare un prodotto non solo utile a tutta la comunità, ma che ci permettesse di non dover mettere i nostri dipendenti in cassa integrazione durante la pandemia e desse loro nuovi stimoli rendendoli partecipi di un progetto ambizioso.In meno di 2 mesi siamo riusciti a fare quello che solitamente richiede quasi due anni: fondato una nuova società, realizzato i primi prototipi, attivato una catena di distributori (nazionali ed internazionali), iniziato la produzione, effettuato i test in location e dato il via alla commercializzazione.”Grazie alla joint venture tra le società, il gruppo conta oggi più di 100 tra dipendenti e collaboratori – e nelle prossime settimane assumerà altre figure tra cui ingegneri elettronici, manodopera specializzata e addetti al backoffice commerciale – produce i suoi robot tra più sedi dislocate sul territorio italiano (Brescia, Viareggio, Navacchio, Modena e Perugia), vanta un fatturato di circa 20 milioni di euro e si avvale di oltre 50 distributori, in esclusiva o autorizzati, sia in Italia che nel resto del Mondo (UK, Spagna, Francia, India, Oman, Libia, Iraq e Romania solo per citarne alcuni).Una tecnologia innovativa che combina raggi Uv-C e ozonoVincente è stata proprio la scelta di mixare queste due tecnologie, rendendo il robot PHS il miglior prodotto disponibile sul mercato e senza nessun concorrente.Fino ad oggi, infatti, tutti i dispositivi di sanificazione utilizzavano solo i raggi Uv-C (noti per la loro azione sanificante contro la maggior parte delle malattie patogene, come SARS, MERS, Epatite C, Ebola, Febbre Gialla, Salmonella, ecc) generati da una lampada a scarica in vapore di mercurio a bassa pressione, in grado di emettere radiazioni elettromagnetiche a corta lunghezza d’onda (da 100nm a 280nm) caratterizzate da un marcato effetto germicida che, penetrando in profondità nelle pareti cellulari di batteri, virus e spore, ne danneggia l’apparato riproduttivo e ne impedisce la proliferazione. (robot sanificatore scuole)

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Giornata di orientamento estivo dell’Università di Parma

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

Parma. In questa edizione dell’Infoday, che per il 2020 necessariamente si svolgerà online, a partire dalle 9 di lunedì 13 luglio sarà possibile incontrare i docenti dell’Università di Parma che saranno presenti sul portale “Il mondo che ti aspetta” per rispondere in diretta alle domande di futuri studenti e famiglie sulle caratteristiche e le novità dell’offerta formativa del prossimo anno accademico.(https://www.unipr.it/infoday). A pochi giorni dall’apertura delle immatricolazioni, si rinnova, infatti, l’appuntamento con l’Università di Parma per conoscere i corsi di studio e i servizi per l’anno accademico 2020-21.
Per ogni corso di laurea triennale, magistrale e magistrale a ciclo unico sarà infatti presente un desk virtuale cui sarà possibile accedere in diverse fasce orarie (link al programma). Ai desk virtuali saranno presenti docenti e tutor che presenteranno brevemente i corsi e risponderanno in diretta alle domande dei partecipanti, integrando e approfondendo tutte le informazioni già presenti sul portale.
Per tutta la giornata, dalle 9 alle 16, saranno disponibili anche i desk virtuali di molti servizi di Ateneo, accessibili sempre dal portale “Il mondo che ti aspetta”: Orientamento, Tasse, contributi e diritto allo studio, ER.GO, il servizio per student* con disabilità, con B.E.S. e fasce deboli, con D.S.A., con spettro autistico e GLBT le Eli-Che, Counseling Psicologico e Welcome Point Matricole. A breve saranno disponibili sulla pagina web dell’Infoday i link per accedere per accedere ai desk virtuali.
Più che mai in questa fase di transizione, già di per sé delicata e ora resa ancor più complessa dalle contingenze, possono essere numerose le incertezze sulla configurazione futura dei corsi di studio, sulle modalità di accesso e di frequenza, sui servizi di supporto agli studenti.Per questo l’Università di Parma, con questo appuntamento di Orientamento, vuole fornire una ulteriore occasione di incontro tra docenti, studenti e famiglie per informare anche sugli ultimi aggiornamenti in atto e fornire indicazioni utili per affrontare in modo consapevole l’ingresso nel mondo universitario.Le immatricolazioni all’Università di Parma si apriranno giovedì 16 luglio 2020.

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L’Università di Torino presenta il nuovo Polo universitario

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2020

Sorgerà nella ex sede del quotidiano La Stampa, tra via Marenco e via Correggio a Torino (immagini in allegato). Si tratta di un progetto di recupero funzionale dell’edificio che ha ospitato dal 1968 al 2012 la redazione e gli uffici dello storico quotidiano torinese.Il Polo nascente ospiterà aule per la didattica per una capienza totale di 3.185 studenti e l’area espositiva e i laboratori dell’ASTUT, l’Archivio Scientifico e Tecnologico dell’Università di Torino, parte integrante del Sistema Museale di Ateneo, che trasferirà qui la sua sede, attualmente situata presso l’ex Manifattura Tabacchi in corso Regio Parco.Il nuovo Polo universitario di UniTo è un ulteriore tassello in un’area già ad alta densità universitaria con i dipartimenti di Chimica, Fisica, Farmacia e Scienze della Terra, quello di Medicina-Città della Salute e, poco più distante, quello di Biotecnologie in via Nizza.In una superficie di 3.255 metri quadrati, al piano terra si troveranno cinque aule con una capienza complessiva di 1.250 posti e un punto ristoro. Al primo piano, in una superficie di 3.175 metri quadrati, saranno ospitate altre 4 aule per una capienza di 1.120 posti. Al secondo piano, in una superficie di 2.787 metri quadrati, ci saranno cinque aule per una capienza di 815 posti, oltre a un’ampia area studio. Nei due piani interrati avrà, invece, sede l’ASTUT con i laboratori di grandi e piccole apparecchiature e un’ampia area espositiva.Il cronoprogramma prevede la consegna dei diversi lotti da ottobre 2020 a luglio 2021. Il piano terra a fine ottobre 2020, il piano primo a fine gennaio 2021, il secondo piano a marzo 2021, l’area ASTUT (interrati) a luglio 2021.
«La nascita di un nuovo Polo universitario a Torino è una buona notizia da tanti punti di vista», dichiara il Rettore di UniTo Stefano Geuna. «Il Campus di via Marenco rafforzerà il radicamento dell’Università nel tessuto urbano complessivo della città. In questo senso, il Polo nascente negli ex spazi de “La Stampa” sarà complementare a quello costituito dal complesso “Aldo Moro” e dal Campus “Luigi Einaudi”. Via Marenco risolverà, principalmente, le complessità dei corsi di laurea scientifici: Medicina, Scienze della Natura, ma anche Scienze Motorie. Per una didattica di qualità occorrono spazi adeguati, nei quali la formazione non sia soltanto occasione per il trasferimento di conoscenze e competenze, ma anche una completa esperienza da vivere. Le sedi che abbiamo in mente per UniTo non sono semplicemente aule, ma spazi di socialità, luoghi di scambio culturale e di relazione, zone per la condivisione e l’immaginazione. Questo nuovo spazio rappresenta un passo avanti concreto verso il progetto di Torino Città Universitaria. Trovare finalmente una collocazione di prestigio alla straordinaria collezione dell’Archivio Scientifico e Tecnologico dell’Università di Torino (ASTUT) significa restituire alla collettività un inestimabile capitale culturale, aprendo le porte di un nuovo Museo che racconti quanto l’Ateneo torinese sia stato importante per la storia della scienza e della tecnologia del nostro Paese».

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Prima Virtual Open Week dell’Università Statale di Milano

Posted by fidest press agency su sabato, 20 giugno 2020

I mesi di giugno e luglio si preannunciano molto intensi sul fronte dell’orientamento universitario: oltre ad aver costretto a casa milioni di giovani, l’emergenza sanitaria globale ha precluso a scuole e università la possibilità di incontrare i futuri studenti. Per comunicare la propria offerta formativa, l’Università Statale di Milano ha scelto Docsity per la progettazione e la realizzazione della sua prima Virtual Open Week, un’intera settimana pensata per interagire online con i docenti e far conoscere a genitori e studenti italiani e internazionali i corsi di laurea e i servizi offerti.In particolare, Docsity si sta occupando di realizzare gli ambienti virtuali, in grado di ospitare fino a 5000 persone in contemporanea, e di promuovere e gestire la fitta agenda di oltre 50 eventi live che, dal 22 al 27 Giugno 2020, attirerà migliaia di giovani e studenti per la Virtual Open Week. Presentazioni live, momenti di confronto, domande e risposte e sportelli di orientamento interattivi creati per rispondere alle esigenze di studenti italiani e stranieri, collegati dall’Europa, dal Nord e Sud America, dal Medio Oriente e dall’Asia. Una dimostrazione di grande modernità e slancio innovativo per l’Università Statale di Milano, che ha scelto di affidarsi a Docsity per la gestione digitale e a 360° di uno degli appuntamenti più importanti del calendario universitario.Dal 2015 Docsity crea eventi virtuali per Università e Business School di tutto il mondo, creando le basi e la metodologia per digitalizzare eventi prima considerati esclusivamente fisici, il tutto grazie ad un forte approccio innovativo e ad un’expertise di lungo corso nel campo dell’educazione. Un percorso che ha visto Docsity confermarsi come una realtà in costante crescita ed evoluzione, punto di riferimento sia per gli studenti che per il mondo accademico.Nata inizialmente per supportare gli studenti nella preparazione degli esami e nell’orientamento, Docsity è diventata in breve tempo anche un partner di riferimento per Scuole e Università che desiderano promuovere la propria offerta formativa, in Italia e all’estero, tramite la creazione di contenuti, e la virtualizzazione di eventi ad hoc. Ideata nel 2011 da Riccardo Ocleppo, oggi è una delle realtà più importanti a livello globale legate all’educazione e formazione, arrivando a contare oltre 14 milioni di utenti registrati, con una community internazionale che cresce a una velocità di oltre 500mila nuovi utenti al mese, provenienti da tutto il mondo.

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Undici università italiane si uniscono per lanciare i corridoi universitari per gli studenti rifugiati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

Undici università italiane, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, l’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Caritas Italiana, Diaconia Valdese e Gandhi Charity hanno aderito ad un protocollo d’intesa che darà a 20 studenti rifugiati attualmente in Etiopia l’opportunità di proseguire il loro percorso accademico in Italia attraverso delle borse di studio.Il progetto, denominato University Corridors for Refugees (UNI-CO-RE), si avvale della partecipazione delle Università dell’Aquila, Università di Bologna, Università degli Studi di Cagliari, Università di Firenze, Università Statale di Milano, Università di Padova, Università degli Studi di Perugia, Università di Pisa, Università di Sassari, Università Iuav di Venezia, e Luiss Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli.Si tratta del proseguimento del progetto pilota partito nel 2019 con la partecipazione di due università e sei studenti.In base al nuovo protocollo, gli atenei, anche attraverso il fondamentale sostegno di un’ampia rete di partner locali, assicureranno il supporto necessario agli studenti per frequentare un programma di laurea magistrale della durata di due anni e per integrarsi nella vita universitaria.“Nel mondo ancora troppi rifugiati non hanno accesso all’istruzione”, ha dichiarato Chiara Cardoletti, Rappresentante dell’UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino. “A livello di istruzione superiore la situazione è drammatica: solo il 3 per cento riesce ad accedere contro il 37 per cento della media globale. Grazie all’impegno delle università coinvolte, progetti come UNI-CO-RE non solo permettono ai rifugiati di arrivare in maniera sicura in Italia per sviluppare il loro talento, contribuendo alla comunità locale, ma riaccendono la speranza in milioni di bambini e ragazzi attualmente in esilio a causa di guerre e persecuzioni”.Gli studenti saranno selezionati sulla base del merito accademico e della motivazione, attraverso un bando pubblico e da comitati di esperti individuati da ciascuna università.Entro il 2030 l’UNHCR si pone l’obiettivo di raggiungere un tasso di iscrizione del 15% a programmi di istruzione superiore per i rifugiati in paesi d’accoglienza e paesi terzi anche attraverso l’ampliamento di vie di accesso sicure che tengano in considerazione i bisogni specifici e le legittime aspirazioni dei rifugiati di costruire il loro futuro in dignità.

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Università: le 5 regole per scegliere quella giusta

Posted by fidest press agency su sabato, 6 giugno 2020

Il primo consiglio è che qualsiasi scelta facciate sarete voi protagonisti del vostro percorso di apprendimento, non sarà l’università a insegnarvi, ma voi a imparare.
Il secondo consiglio è che vi state apprestando a vivere in università dai tre ai sei anni della vostra vita e che se li vivete in funzione del futuro saranno anni pesanti, l’università sarà a lungo il vostro presente, e perché sia gradevole dovete scegliere a partire dai vostri interessi e dalle vostre inclinazioni.
Il terzo consiglio è scegliere una università che vi offra una ricca gamma di esperienze. Una comunità scientifica che abbia una forte tradizione di ricerca e la presenza di tanti insegnamenti diversi. Frequentare l’università infatti non è solo seguire un corso, anche avere rapporti con studenti di altri corsi di laurea, vivere in un ambiente ricco di tensione alla ricerca. Fuggite le università che di fatto si presentano come una ripetizione della scuola che avete terminato, dove gli insegnanti raccontano quello che hanno letto sui libri e non quello che stanno scoprendo.
Il quarto consiglio è cercare di capire dove sono i migliori professori e dove si svolge la ricerca intorno alle cose che vi interessano e volete conoscere e approfondire. Oggi è facile navigare sui siti delle università e farsi un’idea delle attività che vi si svolgono. Cercate il parere di esperti, guardate come si collocano le università nel panorama internazionale. Siate disponibili a muovervi verso le università più serie e più importanti e anche più impegnative.
Il quinto consiglio è di avere uno sguardo alle possibilità future di lavoro, ma di tenere conto che il mondo del lavoro è in forte evoluzione e non ci sono effetti meccanici nel passaggio da un titolo di studio al lavoro come in passato, ciò che conta è la capacità di trasformare le proprie conoscenze in caratteristiche spendibili nel sistema della produzione e dei servizi. Sappiamo poco di come sarà organizzato il mondo nel futuro, ma sappiamo che ha bisogno di persone animate da senso sociale, atteggiamento scientifico, capacità di impegnarsi.
Per aiutare i ragazzi ad affrontare la scelta in modo consapevole venerdì 12 giugno, alle ore 14.00, sul sito https://www.salonedellostudente.it/ i ragazzi potranno partecipare al WEBINAR “Strategie per compiere una scelta consapevole”. Questo breve percorso permette agli studenti di riflettere su quali possono essere alcune strategie pratiche per prendere decisioni consapevoli. Attraverso giochi di ruolo ed esercitazioni individuali gli studenti immaginano il loro futuro, si fissano degli obiettivi a breve e medio termine elencando le azioni da compiere per poterli raggiungere e gli indicatori che permetteranno di comprendere se il traguardo sarà ottenuto.Per chi invece è alle prese con gli esami di maturità, martedì 9 giugno, alle ore 14.00 si terrà il webinar “Obiettivo maturità: raggiungere i propri obiettivi con il life coaching”. In questo webinar i ragazzi potranno scoprire tecniche pratiche per raggiungere i loro obiettivi con successo e per superare possibili ostacoli. Tramite delle domande specifiche verrà stimolata la tua creatività e riflessione. Inoltre saranno condivise delle tecniche per gestire l’ansia al meglio.

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Università Parma: Il russo in classe

Posted by fidest press agency su sabato, 30 maggio 2020

Parma. Dopo la giornata di studi sull’insegnamento della lingua russa a distanza del 2 maggio, l’Università di Parma, con la sua sezione di Lingua e letteratura russa all’interno del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali – DUSIC, organizza oggi e per sabato 6 giugno la terza edizione di “Il russo in classe 3: storytelling”, rivolta a insegnanti di lingua, letteratura, cultura russa.Gli appuntamenti si terranno sulla piattaforma web Zoom. Il link sarà spedito a quanti si registreranno con il modulo pubblicato all’indirizzo https://forms.gle/pE7mTVHs33GLCuDMA
La giornata di oggi è dedicata allo storytelling come tecnica interattiva e inclusiva applicata alla didattica delle lingue e alla pratica con la lingua russa.
La giornata del 6 giugno, invece, offrirà una panoramica delle risorse digitali nell’ambito dello storytelling e l’opportunità di creare storie tramite laboratori. Esperti dello storytelling condivideranno infine esperienze e conoscenze nell’ultima parte dell’appuntamento.L’iniziativa, organizzata da Maria Candida Ghidini, docente di Letteratura russa all’Università di Parma, Polina Guelfreikh, docente madre lingua di Lingua russa, e Nicoletta Cabassi, docente di lingua e traduzione – lingua russa, mira a promuovere un dialogo aperto e uno scambio di esperienze tra docenti. Essendo accreditata sul portale S.O.F.I.A, vale come corso di aggiornamento per gli insegnanti. Le relazioni saranno in lingua russa e inglese. (fonte Università di Parma)

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Università e ricerca: Per la ripresa in arrivo 1,4 miliardi e l’assunzione di 4.000 ricercatori

Posted by fidest press agency su martedì, 19 maggio 2020

Nel decreto legge Rilancio, il Governo ha stanziato un finanziamento specifico per i comparti Università e Ricerca che prevede anche l’assunzione in ruolo di migliaia di nuovi ricercatori pure per gli enti di ricerca grazie ad ulteriori 250 milioni: l’iniziativa è stata confermata durante la conferenza stampa sul tema tenuta dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Sono anche previsti “165 milioni sul Fondo di finanziamento ordinario per allargare l’area no tax degli studenti, poi 40 milioni in più sulle borse di studio, 15 milioni per i dottorati, 62 milioni per l’Alta formazione musicale. Il Fondo per la ricerca First sale di 300 milioni.“Come Anief – dice il suo leader Marcello Pacifico – siamo convinti che occorra lavorare alacremente per la stabilizzazione dei precari con conseguente stop ai licenziamenti per non perdere professionalità acquisite. Come anche all’avvio della contrattazione per lo smartworkinge a garantire norme di sicurezza che in questo periodo di pericolo di contagio diventano prioritarie. Dopo lo stanziamento dei fondi mirati, bisogna anche provvedere alla programmazione pluriennale per l’immissione in ruolo dei 4.000 ricercatori e tecnici, dando la priorità a chi è in lista di attesa da lungo tempo. Sull’Afam occorre puntare sulla sperimentazione e sul supporto degli studenti e del personale per l’acquisto degli strumenti”.

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Anief presenta le sue proposte per università, enti di ricerca, Afam

Posted by fidest press agency su sabato, 9 maggio 2020

Riparte anche nel segmento dell’istruzione superiore la ripresa delle attività legate all’alta istruzione accademica, coreutica e di ricerca. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Oggi incontro con il Ministro dell’Università e della Ricerca Manfredi per capire come ripartire in sicurezza e dopo le richieste al Ministro Gualtieri, giovedì prossimo ne è previsto un altro con il Ministro Azzolina che avrà come argomento lo svolgimento degli esami di Stato”. Per la delegazione Anief: Amerigo Maresci e Luigi Guerriero La fase di lockdown, che ha caratterizzato la gestione dell’emergenza sanitaria dovuta al Covid -19, ha rappresentato un momento molto particolare per tutti, studenti, ricercatori, docenti, personale Tecnico-Amministrativo, personale di alta formazione e specializzazione artistica e musicale e Bibliotecario (TAB), che sono stati catapultati in un mondo ‘digitale’, con i quali molti non avevano familiarità. Tuttavia, la risposta è stata straordinaria per qualità e quantità ma anche per spirito di adattamento.Esempio ne sono i docenti, con la didattica online, e il personale TAB, con la modalità di lavoro agile definito ‘smart working’. I problemi che il MUR ha dovuto affrontare sono tanti, si sono accavallati in un breve periodo e spesso non ci sono state soluzioni valide per tutti, ma crediamo che fino ad ora si siano date risposte puntuali, ampiamente ponderate e condivise (ad esempio con CRUI e CUN) e concordate con altri ministeri, e ciò ha consentito agli Atenei e a cascata a tutta la Comunità Accademica di non sentirsi “abbandonati”.Quello che temiamo è che la politica di tagli lineari di questi ultimi 20 anni, con chiusure di ospedali, blocco assunzioni, creazione precariato, possa influire negativamente nella ripartenza “sprint” di cui il Paese avrebbe bisogno. “La Fase 2 non indica la fine della pandemia, per questo come ANIEF – afferma Marcello Pacifico, presidente del sindacato – riteniamo opportuno che il ritorno alla normalità sia un processo lento e graduale, ma soprattutto che venga effettuato con responsabilità e senza superficialità”.Per quanto riguarda l’Università poniamo alcune domande: per quanto riguarda il mondo ‘docente’, superato il momento di emergenza e considerato che molti docenti e studenti stanno apprezzando gli aspetti positivi della didattica online in sincrono, è possibile, sempre a discrezione del docente, integrare le lezioni con una erogazione sincrona o asincrona online? E per sostenere il diritto allo studio degli studenti con difficoltà economiche, che non dispongono di strumenti tecnologici adeguati e in molti casi sono costretti a seguire la lezione sul telefono, ci sarà un finanziamento ad hoc per la loro tutela? Ancora, per quanto riguarda la didattica in formato “blended”, forse sarà necessario avere norme più dettagliate per l’erogazione dei servizi per il prossimo semestre, come ad esempio specificare se essa sarà regolata a livello di singolo Ateneo. Le tasse per gli studenti vengono rimandate o sospese in questa seconda fase?Infine, l’ANIEF ricorda che se si vorrà puntare sull’innovazione tecnologica dovrà essere gestita con i sindacati attraverso lo strumento della contrattazione, quindi attraverso i contratti. Il nostro è fermo già da più di un anno e il prossimo si prevede per l’anno 2021 (se l’emergenza sarà finita) e il personale TAB continua a essere penalizzato dal punto di vista economico perché, lavorando in modalità smart working e non essendo presente fisicamente in ufficio, molte delle indennità del salario accessorio previste dal contratto integrativo non vengono concesse, ridimensionando così gli stipendi, alla soglia minima della povertà.Ulteriore esempio potrebbe essere la questione dei buoni pasto, in quanto la Funzione Pubblica specifica che il personale attivo in modalità smart working non ha diritto automaticamente al buono pasto ma spetta alle singole amministrazioni assumere le determinazioni di competenza; per questo ci sono state delle differenze fra le diverse amministrazioni nel decidere se concederli o meno, in quanto per alcune di esse risulta “difficile” concepire il riconoscimento del ticket nel momento in cui viene meno la presenza fisica in ufficio.Per quanto concerne gli EPR, e vorremmo che i finanziamenti alla ricerca non fossero considerati costi ma investimenti con un incremento ai finanziamenti ordinari, si potrebbero anche rilanciare progetti con ricadute immediate.Ci preme altresì ricordare “l’emergenza” CNR per la nomina di un presidente, Consiglio di Amministrazione e Direttore Generale. Per il personale è importante: completare il processo di stabilizzazione dei precari con conseguente stop ai licenziamenti per non perdere professionalità acquisite; programmazione pluriennale assunzione ricercatori e tecnici; avviare contrattazione per lo smart working; garantire norme di sicurezza.

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