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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘università’

Giornata di orientamento estivo dell’Università di Parma

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

Parma. In questa edizione dell’Infoday, che per il 2020 necessariamente si svolgerà online, a partire dalle 9 di lunedì 13 luglio sarà possibile incontrare i docenti dell’Università di Parma che saranno presenti sul portale “Il mondo che ti aspetta” per rispondere in diretta alle domande di futuri studenti e famiglie sulle caratteristiche e le novità dell’offerta formativa del prossimo anno accademico.(https://www.unipr.it/infoday). A pochi giorni dall’apertura delle immatricolazioni, si rinnova, infatti, l’appuntamento con l’Università di Parma per conoscere i corsi di studio e i servizi per l’anno accademico 2020-21.
Per ogni corso di laurea triennale, magistrale e magistrale a ciclo unico sarà infatti presente un desk virtuale cui sarà possibile accedere in diverse fasce orarie (link al programma). Ai desk virtuali saranno presenti docenti e tutor che presenteranno brevemente i corsi e risponderanno in diretta alle domande dei partecipanti, integrando e approfondendo tutte le informazioni già presenti sul portale.
Per tutta la giornata, dalle 9 alle 16, saranno disponibili anche i desk virtuali di molti servizi di Ateneo, accessibili sempre dal portale “Il mondo che ti aspetta”: Orientamento, Tasse, contributi e diritto allo studio, ER.GO, il servizio per student* con disabilità, con B.E.S. e fasce deboli, con D.S.A., con spettro autistico e GLBT le Eli-Che, Counseling Psicologico e Welcome Point Matricole. A breve saranno disponibili sulla pagina web dell’Infoday i link per accedere per accedere ai desk virtuali.
Più che mai in questa fase di transizione, già di per sé delicata e ora resa ancor più complessa dalle contingenze, possono essere numerose le incertezze sulla configurazione futura dei corsi di studio, sulle modalità di accesso e di frequenza, sui servizi di supporto agli studenti.Per questo l’Università di Parma, con questo appuntamento di Orientamento, vuole fornire una ulteriore occasione di incontro tra docenti, studenti e famiglie per informare anche sugli ultimi aggiornamenti in atto e fornire indicazioni utili per affrontare in modo consapevole l’ingresso nel mondo universitario.Le immatricolazioni all’Università di Parma si apriranno giovedì 16 luglio 2020.

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L’Università di Torino presenta il nuovo Polo universitario

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2020

Sorgerà nella ex sede del quotidiano La Stampa, tra via Marenco e via Correggio a Torino (immagini in allegato). Si tratta di un progetto di recupero funzionale dell’edificio che ha ospitato dal 1968 al 2012 la redazione e gli uffici dello storico quotidiano torinese.Il Polo nascente ospiterà aule per la didattica per una capienza totale di 3.185 studenti e l’area espositiva e i laboratori dell’ASTUT, l’Archivio Scientifico e Tecnologico dell’Università di Torino, parte integrante del Sistema Museale di Ateneo, che trasferirà qui la sua sede, attualmente situata presso l’ex Manifattura Tabacchi in corso Regio Parco.Il nuovo Polo universitario di UniTo è un ulteriore tassello in un’area già ad alta densità universitaria con i dipartimenti di Chimica, Fisica, Farmacia e Scienze della Terra, quello di Medicina-Città della Salute e, poco più distante, quello di Biotecnologie in via Nizza.In una superficie di 3.255 metri quadrati, al piano terra si troveranno cinque aule con una capienza complessiva di 1.250 posti e un punto ristoro. Al primo piano, in una superficie di 3.175 metri quadrati, saranno ospitate altre 4 aule per una capienza di 1.120 posti. Al secondo piano, in una superficie di 2.787 metri quadrati, ci saranno cinque aule per una capienza di 815 posti, oltre a un’ampia area studio. Nei due piani interrati avrà, invece, sede l’ASTUT con i laboratori di grandi e piccole apparecchiature e un’ampia area espositiva.Il cronoprogramma prevede la consegna dei diversi lotti da ottobre 2020 a luglio 2021. Il piano terra a fine ottobre 2020, il piano primo a fine gennaio 2021, il secondo piano a marzo 2021, l’area ASTUT (interrati) a luglio 2021.
«La nascita di un nuovo Polo universitario a Torino è una buona notizia da tanti punti di vista», dichiara il Rettore di UniTo Stefano Geuna. «Il Campus di via Marenco rafforzerà il radicamento dell’Università nel tessuto urbano complessivo della città. In questo senso, il Polo nascente negli ex spazi de “La Stampa” sarà complementare a quello costituito dal complesso “Aldo Moro” e dal Campus “Luigi Einaudi”. Via Marenco risolverà, principalmente, le complessità dei corsi di laurea scientifici: Medicina, Scienze della Natura, ma anche Scienze Motorie. Per una didattica di qualità occorrono spazi adeguati, nei quali la formazione non sia soltanto occasione per il trasferimento di conoscenze e competenze, ma anche una completa esperienza da vivere. Le sedi che abbiamo in mente per UniTo non sono semplicemente aule, ma spazi di socialità, luoghi di scambio culturale e di relazione, zone per la condivisione e l’immaginazione. Questo nuovo spazio rappresenta un passo avanti concreto verso il progetto di Torino Città Universitaria. Trovare finalmente una collocazione di prestigio alla straordinaria collezione dell’Archivio Scientifico e Tecnologico dell’Università di Torino (ASTUT) significa restituire alla collettività un inestimabile capitale culturale, aprendo le porte di un nuovo Museo che racconti quanto l’Ateneo torinese sia stato importante per la storia della scienza e della tecnologia del nostro Paese».

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Prima Virtual Open Week dell’Università Statale di Milano

Posted by fidest press agency su sabato, 20 giugno 2020

I mesi di giugno e luglio si preannunciano molto intensi sul fronte dell’orientamento universitario: oltre ad aver costretto a casa milioni di giovani, l’emergenza sanitaria globale ha precluso a scuole e università la possibilità di incontrare i futuri studenti. Per comunicare la propria offerta formativa, l’Università Statale di Milano ha scelto Docsity per la progettazione e la realizzazione della sua prima Virtual Open Week, un’intera settimana pensata per interagire online con i docenti e far conoscere a genitori e studenti italiani e internazionali i corsi di laurea e i servizi offerti.In particolare, Docsity si sta occupando di realizzare gli ambienti virtuali, in grado di ospitare fino a 5000 persone in contemporanea, e di promuovere e gestire la fitta agenda di oltre 50 eventi live che, dal 22 al 27 Giugno 2020, attirerà migliaia di giovani e studenti per la Virtual Open Week. Presentazioni live, momenti di confronto, domande e risposte e sportelli di orientamento interattivi creati per rispondere alle esigenze di studenti italiani e stranieri, collegati dall’Europa, dal Nord e Sud America, dal Medio Oriente e dall’Asia. Una dimostrazione di grande modernità e slancio innovativo per l’Università Statale di Milano, che ha scelto di affidarsi a Docsity per la gestione digitale e a 360° di uno degli appuntamenti più importanti del calendario universitario.Dal 2015 Docsity crea eventi virtuali per Università e Business School di tutto il mondo, creando le basi e la metodologia per digitalizzare eventi prima considerati esclusivamente fisici, il tutto grazie ad un forte approccio innovativo e ad un’expertise di lungo corso nel campo dell’educazione. Un percorso che ha visto Docsity confermarsi come una realtà in costante crescita ed evoluzione, punto di riferimento sia per gli studenti che per il mondo accademico.Nata inizialmente per supportare gli studenti nella preparazione degli esami e nell’orientamento, Docsity è diventata in breve tempo anche un partner di riferimento per Scuole e Università che desiderano promuovere la propria offerta formativa, in Italia e all’estero, tramite la creazione di contenuti, e la virtualizzazione di eventi ad hoc. Ideata nel 2011 da Riccardo Ocleppo, oggi è una delle realtà più importanti a livello globale legate all’educazione e formazione, arrivando a contare oltre 14 milioni di utenti registrati, con una community internazionale che cresce a una velocità di oltre 500mila nuovi utenti al mese, provenienti da tutto il mondo.

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Undici università italiane si uniscono per lanciare i corridoi universitari per gli studenti rifugiati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

Undici università italiane, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, l’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Caritas Italiana, Diaconia Valdese e Gandhi Charity hanno aderito ad un protocollo d’intesa che darà a 20 studenti rifugiati attualmente in Etiopia l’opportunità di proseguire il loro percorso accademico in Italia attraverso delle borse di studio.Il progetto, denominato University Corridors for Refugees (UNI-CO-RE), si avvale della partecipazione delle Università dell’Aquila, Università di Bologna, Università degli Studi di Cagliari, Università di Firenze, Università Statale di Milano, Università di Padova, Università degli Studi di Perugia, Università di Pisa, Università di Sassari, Università Iuav di Venezia, e Luiss Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli.Si tratta del proseguimento del progetto pilota partito nel 2019 con la partecipazione di due università e sei studenti.In base al nuovo protocollo, gli atenei, anche attraverso il fondamentale sostegno di un’ampia rete di partner locali, assicureranno il supporto necessario agli studenti per frequentare un programma di laurea magistrale della durata di due anni e per integrarsi nella vita universitaria.“Nel mondo ancora troppi rifugiati non hanno accesso all’istruzione”, ha dichiarato Chiara Cardoletti, Rappresentante dell’UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino. “A livello di istruzione superiore la situazione è drammatica: solo il 3 per cento riesce ad accedere contro il 37 per cento della media globale. Grazie all’impegno delle università coinvolte, progetti come UNI-CO-RE non solo permettono ai rifugiati di arrivare in maniera sicura in Italia per sviluppare il loro talento, contribuendo alla comunità locale, ma riaccendono la speranza in milioni di bambini e ragazzi attualmente in esilio a causa di guerre e persecuzioni”.Gli studenti saranno selezionati sulla base del merito accademico e della motivazione, attraverso un bando pubblico e da comitati di esperti individuati da ciascuna università.Entro il 2030 l’UNHCR si pone l’obiettivo di raggiungere un tasso di iscrizione del 15% a programmi di istruzione superiore per i rifugiati in paesi d’accoglienza e paesi terzi anche attraverso l’ampliamento di vie di accesso sicure che tengano in considerazione i bisogni specifici e le legittime aspirazioni dei rifugiati di costruire il loro futuro in dignità.

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Università: le 5 regole per scegliere quella giusta

Posted by fidest press agency su sabato, 6 giugno 2020

Il primo consiglio è che qualsiasi scelta facciate sarete voi protagonisti del vostro percorso di apprendimento, non sarà l’università a insegnarvi, ma voi a imparare.
Il secondo consiglio è che vi state apprestando a vivere in università dai tre ai sei anni della vostra vita e che se li vivete in funzione del futuro saranno anni pesanti, l’università sarà a lungo il vostro presente, e perché sia gradevole dovete scegliere a partire dai vostri interessi e dalle vostre inclinazioni.
Il terzo consiglio è scegliere una università che vi offra una ricca gamma di esperienze. Una comunità scientifica che abbia una forte tradizione di ricerca e la presenza di tanti insegnamenti diversi. Frequentare l’università infatti non è solo seguire un corso, anche avere rapporti con studenti di altri corsi di laurea, vivere in un ambiente ricco di tensione alla ricerca. Fuggite le università che di fatto si presentano come una ripetizione della scuola che avete terminato, dove gli insegnanti raccontano quello che hanno letto sui libri e non quello che stanno scoprendo.
Il quarto consiglio è cercare di capire dove sono i migliori professori e dove si svolge la ricerca intorno alle cose che vi interessano e volete conoscere e approfondire. Oggi è facile navigare sui siti delle università e farsi un’idea delle attività che vi si svolgono. Cercate il parere di esperti, guardate come si collocano le università nel panorama internazionale. Siate disponibili a muovervi verso le università più serie e più importanti e anche più impegnative.
Il quinto consiglio è di avere uno sguardo alle possibilità future di lavoro, ma di tenere conto che il mondo del lavoro è in forte evoluzione e non ci sono effetti meccanici nel passaggio da un titolo di studio al lavoro come in passato, ciò che conta è la capacità di trasformare le proprie conoscenze in caratteristiche spendibili nel sistema della produzione e dei servizi. Sappiamo poco di come sarà organizzato il mondo nel futuro, ma sappiamo che ha bisogno di persone animate da senso sociale, atteggiamento scientifico, capacità di impegnarsi.
Per aiutare i ragazzi ad affrontare la scelta in modo consapevole venerdì 12 giugno, alle ore 14.00, sul sito https://www.salonedellostudente.it/ i ragazzi potranno partecipare al WEBINAR “Strategie per compiere una scelta consapevole”. Questo breve percorso permette agli studenti di riflettere su quali possono essere alcune strategie pratiche per prendere decisioni consapevoli. Attraverso giochi di ruolo ed esercitazioni individuali gli studenti immaginano il loro futuro, si fissano degli obiettivi a breve e medio termine elencando le azioni da compiere per poterli raggiungere e gli indicatori che permetteranno di comprendere se il traguardo sarà ottenuto.Per chi invece è alle prese con gli esami di maturità, martedì 9 giugno, alle ore 14.00 si terrà il webinar “Obiettivo maturità: raggiungere i propri obiettivi con il life coaching”. In questo webinar i ragazzi potranno scoprire tecniche pratiche per raggiungere i loro obiettivi con successo e per superare possibili ostacoli. Tramite delle domande specifiche verrà stimolata la tua creatività e riflessione. Inoltre saranno condivise delle tecniche per gestire l’ansia al meglio.

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Università Parma: Il russo in classe

Posted by fidest press agency su sabato, 30 maggio 2020

Parma. Dopo la giornata di studi sull’insegnamento della lingua russa a distanza del 2 maggio, l’Università di Parma, con la sua sezione di Lingua e letteratura russa all’interno del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali – DUSIC, organizza oggi e per sabato 6 giugno la terza edizione di “Il russo in classe 3: storytelling”, rivolta a insegnanti di lingua, letteratura, cultura russa.Gli appuntamenti si terranno sulla piattaforma web Zoom. Il link sarà spedito a quanti si registreranno con il modulo pubblicato all’indirizzo https://forms.gle/pE7mTVHs33GLCuDMA
La giornata di oggi è dedicata allo storytelling come tecnica interattiva e inclusiva applicata alla didattica delle lingue e alla pratica con la lingua russa.
La giornata del 6 giugno, invece, offrirà una panoramica delle risorse digitali nell’ambito dello storytelling e l’opportunità di creare storie tramite laboratori. Esperti dello storytelling condivideranno infine esperienze e conoscenze nell’ultima parte dell’appuntamento.L’iniziativa, organizzata da Maria Candida Ghidini, docente di Letteratura russa all’Università di Parma, Polina Guelfreikh, docente madre lingua di Lingua russa, e Nicoletta Cabassi, docente di lingua e traduzione – lingua russa, mira a promuovere un dialogo aperto e uno scambio di esperienze tra docenti. Essendo accreditata sul portale S.O.F.I.A, vale come corso di aggiornamento per gli insegnanti. Le relazioni saranno in lingua russa e inglese. (fonte Università di Parma)

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Università e ricerca: Per la ripresa in arrivo 1,4 miliardi e l’assunzione di 4.000 ricercatori

Posted by fidest press agency su martedì, 19 maggio 2020

Nel decreto legge Rilancio, il Governo ha stanziato un finanziamento specifico per i comparti Università e Ricerca che prevede anche l’assunzione in ruolo di migliaia di nuovi ricercatori pure per gli enti di ricerca grazie ad ulteriori 250 milioni: l’iniziativa è stata confermata durante la conferenza stampa sul tema tenuta dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Sono anche previsti “165 milioni sul Fondo di finanziamento ordinario per allargare l’area no tax degli studenti, poi 40 milioni in più sulle borse di studio, 15 milioni per i dottorati, 62 milioni per l’Alta formazione musicale. Il Fondo per la ricerca First sale di 300 milioni.“Come Anief – dice il suo leader Marcello Pacifico – siamo convinti che occorra lavorare alacremente per la stabilizzazione dei precari con conseguente stop ai licenziamenti per non perdere professionalità acquisite. Come anche all’avvio della contrattazione per lo smartworkinge a garantire norme di sicurezza che in questo periodo di pericolo di contagio diventano prioritarie. Dopo lo stanziamento dei fondi mirati, bisogna anche provvedere alla programmazione pluriennale per l’immissione in ruolo dei 4.000 ricercatori e tecnici, dando la priorità a chi è in lista di attesa da lungo tempo. Sull’Afam occorre puntare sulla sperimentazione e sul supporto degli studenti e del personale per l’acquisto degli strumenti”.

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Anief presenta le sue proposte per università, enti di ricerca, Afam

Posted by fidest press agency su sabato, 9 maggio 2020

Riparte anche nel segmento dell’istruzione superiore la ripresa delle attività legate all’alta istruzione accademica, coreutica e di ricerca. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Oggi incontro con il Ministro dell’Università e della Ricerca Manfredi per capire come ripartire in sicurezza e dopo le richieste al Ministro Gualtieri, giovedì prossimo ne è previsto un altro con il Ministro Azzolina che avrà come argomento lo svolgimento degli esami di Stato”. Per la delegazione Anief: Amerigo Maresci e Luigi Guerriero La fase di lockdown, che ha caratterizzato la gestione dell’emergenza sanitaria dovuta al Covid -19, ha rappresentato un momento molto particolare per tutti, studenti, ricercatori, docenti, personale Tecnico-Amministrativo, personale di alta formazione e specializzazione artistica e musicale e Bibliotecario (TAB), che sono stati catapultati in un mondo ‘digitale’, con i quali molti non avevano familiarità. Tuttavia, la risposta è stata straordinaria per qualità e quantità ma anche per spirito di adattamento.Esempio ne sono i docenti, con la didattica online, e il personale TAB, con la modalità di lavoro agile definito ‘smart working’. I problemi che il MUR ha dovuto affrontare sono tanti, si sono accavallati in un breve periodo e spesso non ci sono state soluzioni valide per tutti, ma crediamo che fino ad ora si siano date risposte puntuali, ampiamente ponderate e condivise (ad esempio con CRUI e CUN) e concordate con altri ministeri, e ciò ha consentito agli Atenei e a cascata a tutta la Comunità Accademica di non sentirsi “abbandonati”.Quello che temiamo è che la politica di tagli lineari di questi ultimi 20 anni, con chiusure di ospedali, blocco assunzioni, creazione precariato, possa influire negativamente nella ripartenza “sprint” di cui il Paese avrebbe bisogno. “La Fase 2 non indica la fine della pandemia, per questo come ANIEF – afferma Marcello Pacifico, presidente del sindacato – riteniamo opportuno che il ritorno alla normalità sia un processo lento e graduale, ma soprattutto che venga effettuato con responsabilità e senza superficialità”.Per quanto riguarda l’Università poniamo alcune domande: per quanto riguarda il mondo ‘docente’, superato il momento di emergenza e considerato che molti docenti e studenti stanno apprezzando gli aspetti positivi della didattica online in sincrono, è possibile, sempre a discrezione del docente, integrare le lezioni con una erogazione sincrona o asincrona online? E per sostenere il diritto allo studio degli studenti con difficoltà economiche, che non dispongono di strumenti tecnologici adeguati e in molti casi sono costretti a seguire la lezione sul telefono, ci sarà un finanziamento ad hoc per la loro tutela? Ancora, per quanto riguarda la didattica in formato “blended”, forse sarà necessario avere norme più dettagliate per l’erogazione dei servizi per il prossimo semestre, come ad esempio specificare se essa sarà regolata a livello di singolo Ateneo. Le tasse per gli studenti vengono rimandate o sospese in questa seconda fase?Infine, l’ANIEF ricorda che se si vorrà puntare sull’innovazione tecnologica dovrà essere gestita con i sindacati attraverso lo strumento della contrattazione, quindi attraverso i contratti. Il nostro è fermo già da più di un anno e il prossimo si prevede per l’anno 2021 (se l’emergenza sarà finita) e il personale TAB continua a essere penalizzato dal punto di vista economico perché, lavorando in modalità smart working e non essendo presente fisicamente in ufficio, molte delle indennità del salario accessorio previste dal contratto integrativo non vengono concesse, ridimensionando così gli stipendi, alla soglia minima della povertà.Ulteriore esempio potrebbe essere la questione dei buoni pasto, in quanto la Funzione Pubblica specifica che il personale attivo in modalità smart working non ha diritto automaticamente al buono pasto ma spetta alle singole amministrazioni assumere le determinazioni di competenza; per questo ci sono state delle differenze fra le diverse amministrazioni nel decidere se concederli o meno, in quanto per alcune di esse risulta “difficile” concepire il riconoscimento del ticket nel momento in cui viene meno la presenza fisica in ufficio.Per quanto concerne gli EPR, e vorremmo che i finanziamenti alla ricerca non fossero considerati costi ma investimenti con un incremento ai finanziamenti ordinari, si potrebbero anche rilanciare progetti con ricadute immediate.Ci preme altresì ricordare “l’emergenza” CNR per la nomina di un presidente, Consiglio di Amministrazione e Direttore Generale. Per il personale è importante: completare il processo di stabilizzazione dei precari con conseguente stop ai licenziamenti per non perdere professionalità acquisite; programmazione pluriennale assunzione ricercatori e tecnici; avviare contrattazione per lo smart working; garantire norme di sicurezza.

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Rinnovata collaborazione fra l’Università di Parma e il Myanmar

Posted by fidest press agency su sabato, 9 maggio 2020

Parma. La videoconferenza è stata organizzata dal prof. Leopoldo Sarli del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma in collaborazione con la sen. Albertina Soliani dell’Associazione per l’Amicizia Italia-Birmania Giuseppe Malpeli, con il Centro per la Cooperazione Internazionale dell’Ateneo e con la Regione Emilia-Romagna ed è stata coordinata dalla dott.ssa Clelia D’Apice, allieva della Scuola di Dottorato in Scienze Medico-Chirurgiche Traslazionali dell’Ateneo di Parma.È stato un importante momento di confronto scientifico e scambio di buone pratiche con i medici della General Practitioners Society del Myanmar, con gli amministratori del sistema sanitario del Myanmar e con i docenti dell’Università di Medicina 1 di Yangon per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, oltre che un evento che ha consolidato l’amicizia tra i due Paesi.Nata con l’idea di mettere in contatto esperti sanitari di un paese che sta affrontando la diffusione del contagio da SARS-CoV-2 da circa due mesi e che ha quindi maturato esperienza sul tema, la conferenza ha visto anche la partecipazione della Deputy Minister del Ministero della Salute e dello Sport del Myanmar dr. Mya Lay Sein, del Sottosegretario di Stato alla Salute on. Sandra Zampa, dell’Ambasciatrice Italiana in Myanmar Alessandra Schiavo e dell’Ambasciatrice del Myanmar in Italia Hmway Hmway Khine, rafforzando così l’impegno istituzionale nella collaborazione tra Italia e Myanmar.Il Rettore prof. Paolo Andrei e la Pro Rettrice all’Internazionalizzazione prof.ssa Simonetta Anna Valenti hanno portato i saluti dell’Università di Parma, ribadendo l’interesse dell’Ateneo nel collaborare con il Myanmar. Questo interesse era già stato espresso durante il viaggio del Rettore Andrei e della Pro Rettrice Valenti in Myanmar nel giugno del 2019. Nel corso della videoconferenza, che ha visto la partecipazione di 30 persone, il dott. Sergio Venturi, Commissario Straordinario per l’Emergenza Covid della Regione Emilia-Romagna, ha illustrato le politiche sanitarie implementate dalla Regione per fronteggiare l’emergenza e il prof. Roberto Cauda, docente di Infettivologia dell’Università Cattolica di Roma, ha condiviso i successi, gli errori e le previsioni relativi alla gestione sanitaria della pandemia.Tutti i partecipanti hanno manifestato grande soddisfazione per il lavoro svolto e il prof. Sarli ha concluso la videoconferenza con la promessa di continuare questo importante percorso di condivisione e di aiuto reciproco con scambio di documenti, incontri telematici meno formali, videoregistrazioni.Gli organizzatori hanno attivato una pagina Facebook e un canale Youtube per rendere più agevole il proseguimento di questa collaborazione.

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Convegno “Intelligenza Artificiale: per una governance umana. Prospettive educative e sociali”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 maggio 2020

’Università Pontificia Salesiana di Roma, per iniziativa della sua Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale, sta costruendo, per le giornate del 25 e 26 settembre 2020, l’evento “Intelligenza Artificiale: per una governance umana. Prospettive educative e sociali”. In base alla possibilità del momento, vista l’emergenza sanitaria in atto, si terrà in forma presenziale rispettando le misure di distanziamento oppure sarà realizzato online. Il sito https://intelligenzartificiale.unisal.it, costantemente aggiornato, ospita il programma in fieri dell’evento e il costruendo panel degli interventi, anche per le sessioni parallele dedicate ai casi applicativi e ai workshop, nonché bibliografie, strumenti e utilities per lo studio su questi temi. Sul portale, infatti, il progetto stesso cresce, continuamente alimentato dai contributi e dalle idee di soggetti istituzionali, ricercatori, studiosi e interessati, a diverso titolo coinvolti o interessati.
Con l’obiettivo della più larga partecipazione al progetto, l’Università lancia oggi una Call for Papers: coloro che intendano sottoporre una proposta di paper da discutere nell’evento di settembre, o comunque da diffondere attraverso il portale, potranno realizzare e inviare entro il 24 maggio 2020 l’abstract del proprio paper, compilando il form presente sul sito al seguente link https://intelligenzartificiale.unisal.it/call-for-papers, dove sono indicate tutte le procedure di selezione, le tempistiche e ogni informazione utile. L’abstract dovrà consistere in non più di 2 cartelle, essere privo di riferimenti a prodotti commerciali o a materiale sottoposto a copyright di terzi, e recare indicata la pertinenza principale ad uno dei temi previsti su uno o più degli aspetti scelti: teorici e umanistici; casi d’uso pratici, esperenziali, tecnici; altro.
Le Aziende – Accanto a questi aspetti, che è fondamentale indagare, rivestono importanza per gli addetti ai lavori e per gli utenti i casi d’uso – pratici, esperienziali, tecnici – messi in campo in tutti i settori: pubblica amministrazione, educazione, ricerca, agricoltura, ingegneria, robotica e informatica naturalmente, ambiente, energia, reti delle telecomunicazioni, mobilità, smart cities, industria manifatturiera, farmacologia, salute, assistenza alla persona, sicurezza, vision recognition & classification. Tutti campi del fare umano che ci si aspetta siano interessati da una produttività ed un’efficienza amplificate dal contributo di velocità e precisione delle macchine. Per questo nel corso dell’evento e online sarà previsto uno spazio espositivo dedicato alle aziende per i propri innovativi prodotti e servizi di IA.
La diffusione crescente dell’IA, accompagnata ad una evoluzione del pensiero su di essa ed accelerata dalla diffusione dell’emergenza epidemiologica – che ha imposto una brusca virata verso forme di tecnologia avanzate anche ad ambiti che ne restavano ancora ai margini – ne fa un elemento già ben integrato nelle nostre stesse esistenze. Di più. Non esiste neanche più una sola Intelligenza Artificiale, ma almeno tre, che gli studiosi definiscono come Artificial Narrow Intelligence, Artificial General Intelligence eArtificial Super Intelligence.

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Offerta formativa univiersità di Parma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 maggio 2020

Parma. Le immatricolazioni all’Università di Parma per l’Anno Accademico 2020-21 si apriranno giovedì 16 luglio e arriva a 91 corsi complessivi. Al debutto quattro nuovi Corsi (uno triennale e tre magistrali) in ambito food, ingegneria e delle scienze informatiche: Costruzioni, Infrastrutture e Territorio (LT – Corso di Laurea sperimentale a orientamento professionale) Electric Vehicle Engineering (LM interateneo, interamente in inglese, con sede amministrativa all’Università di Bologna) Scienze della Nutrizione Umana (LM) Scienze Informatiche (LM). Questa l’articolazione della nuova offerta formativa, che copre tutti gli ambiti di studio presenti nei 9 Dipartimenti dell’Ateneo:
39 Corsi di Laurea – 3 anni
6 Corsi di Laurea Magistrale a ciclo unico – 5 o 6 anni
46 Corsi di Laurea Magistrale – 2 anni
I 91 Corsi offerti dall’Università di Parma presentano diverse tipologie di accesso:
59 Corsi a libero accesso: accettazione delle domande dal 16 luglio fino alla scadenza del periodo d’immatricolazione
14 Corsi a numero programmato nazionale con test d’ingresso: per Architettura Rigenerazione Sostenibilità, Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria, Odontoiatria e Protesi Dentaria e per i 10 Corsi delle Professioni sanitarie sono disponibili le date delle prove di ammissione, ma non è ancora stato pubblicato il Decreto Ministeriale con le indicazioni dei numeri di posti disponibili e le modalità e scadenze per le iscrizioni ai test
1 Corso a numero programmato locale con test d’ingresso: Corso di Laurea Magistrale in Trade e Consumer Marketing (in attesa del bando)
9 Corsi a numero programmato locale con selezione effettuata in base all’ordine cronologico di prenotazione con valorizzazione del merito attraverso il voto di maturità: Biologia, Biotecnologie, Chimica, Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, Costruzioni Infrastrutture e Territorio, Farmacia, Scienze e Tecnologie Alimentari, Scienze Motorie, Sport e Salute, Scienze Zootecniche e Tecnologie delle Produzioni Animali
2 Corsi a numero programmato locale con selezione effettuata in base all’ordine cronologico di prenotazione con verifica del voto medio conseguito in un paniere di settori scientifico-disciplinari: Biotecnologie Mediche, Veterinarie e Farmaceutiche e Scienze e Tecnologie Alimentari
6 Corsi interateneo con sedi amministrative presso altre università, alcuni a libero accesso e alcuni a numero programmato locale (è necessario consultare i siti web degli atenei di riferimento per tutte le informazioni amministrative aggiornate): Advanced Automotive Electronic Engineering, Advanced Automotive Engineering, Electric Vehicle Engineering, Food Sciences for Innovation and Authenticity, Lingue Culture Comunicazione, Scienze e Tecniche Psicologiche.
Si consiglia di registrarsi fin da ora sul sito web http://www.unipr.it/registrazione per ottenere le proprie credenziali individuali (username e password) allo scopo di agevolare così la fase successiva, che prenderà avvio il 16 luglio con orari scaglionati durante la giornata per i diversi Corsi di Studio. Per accedere alla procedura è sufficiente andare sul sito web di Ateneo alla pagina https://www.unipr.it/iscrizioni.

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La cultura dell’incontro non si ferma!

Posted by fidest press agency su sabato, 2 maggio 2020

L’emergenza sanitaria non ha fermato il Laboratorio di comunicazione “Non sei un nemico!”, che si ispira alla cultura del dialogo, dell’accoglienza e dell’incontro.Le lezioni stanno proseguendo a distanza, in videoconferenza, e termineranno nel mese di maggio 2020.Questo Laboratorio, creato e diretto dal giornalista Carlo Climati, fa parte delle attività di Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma. Ha l’obiettivo di creare linguaggi nuovi e di sensibilizzare ad uno stile di comunicazione che non veda nell’altro un nemico.“In questo momento di difficoltà per l’emergenza sanitaria è importante promuovere un autentico spirito di solidarietà, che ci aiuti ad essere un’unica famiglia e a costruire ponti verso gli altri”, spiega Padre Gonzalo Monzón LC, Direttore dell’Ufficio Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma. “Continuando le lezioni del Laboratorio in videoconferenza abbiamo cercato di dare il nostro contributo ad una cultura di incontro, che Papa Francesco ci invita a vivere”.
Anche quest’anno il Laboratorio “Non sei un nemico!” ha esplorato le diverse forme di comunicazione del mondo di oggi: dal giornalismo ai social network, dalla musica alla televisione, dalle relazioni virtuali al dialogo nella vita quotidiana.

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Ecco dove nasce il futuro

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

Un sistema variegato, multisettoriale, poliedrico, che rappresenta un unicum nello scenario internazionale. È il sistema dei parchi scientifici e tecnologici italiani la cui ‘geografia’ è stata studiata per la prima volta grazie all’indagine di Elena Prodi , ricercatrice del Dipartimento di Economia e Management, Università degli Studi di Ferrara e ADAPT Research Fellow, in collaborazione con l’Associazione Parchi Scientifici e Tecnologici Italiani realizzata in parallelo alla raccolta periodica di dati dai propri associati. “La ricerca – si legge nel documento – nasce cercando di capire quali sono le capacità progettuali dei parchi di mobilitare e coordinare risorse, di entrare in relazione con i mercati del lavoro locali, nonché di interagire dentro a un più ampio contesto nazionale”
Tra le mission indicate dai parchi il 95 per cento si trova concorde nel “favorire la collaborazione tra grandi e medie imprese e piccole imprese innovative (start-up, spin off)” seguita, con più dell’86 per cento di risposte, dal “trasferimento delle conoscenze scientifiche e tecnologiche da enti di ricerca pubblici e privati verso il sistema delle imprese del territorio”. Il 76 per cento degli intervistati ha indicato come mission “trasferire le conoscenze scientifiche e tecnologiche dall’università verso il sistema delle imprese del territorio”. 14 parchi su 20, inoltre, hanno dichiarato che il senso della loro presenza nel territorio di riferimento è anche legato alla creazione di nuove imprese ad alto contenuto tecnologico e far crescere, di conseguenza l’occupazione”.
Una delle caratteristiche comuni a tutti i pst è lo stretto dialogo con istituti scolastici, università, enti di ricerca pubblici e privati. Oltre il 65 per cento degli intervistati spiega di avere all’interno del parco laboratori ed enti di ricerca. Il 47 per cento ospita enti di ricerca accademici mentre il 52 per cento di essi accoglie spin off universitari. Ma questo rapporto va al di là della presenza fisica nel parco e si sviluppo attraverso iniziative, scambio di informazioni, attività che sono alcuni degli elementi di vitalità che si esprimono concretamente grazie alla presenza dei parchi nel territorio. L’indagine di Prodi svela che i parchi scientifici interagiscono con le università e la filiera formativa in senso ampio per attrarre giovani studenti e lavoratori di talento verso il parco e le aziende in esso insediate. 3 parchi su 15 ospitano dei corsi di laurea, mentre il 66 per cento di essi sostengono che “i dipendenti e i collaboratori delle imprese e delle start-up/spin-off localizzati nel parco ricoprono anche il ruolo di docenti presso Università del territorio, ma non solo”. In 7 casi su 20 “il direttore o il personale impiegato presso la società di gestione del parco a ricopre incarichi di ricerca e /o docenza presso un’Università”. Ci sono poi 7 parchi coinvolti all’interno di una o più fondazioni ITS del territorio. L’86 per cento dei pst, inoltre, ospita attività di alternanza scuola-lavoro a beneficio dei giovani dei licei e degli istituti delle scuole superiori.
Al primo posto tutte le specializzazioni riconducibili sotto al più ampio cappello dell’ambito medico-farmaceutico e delle scienze della vita. Si tratta peraltro di una area piuttosto specialistica e concentrata in alcuni parchi scientifici e tecnologici italiani e non è invece distribuita più omogeneamente e in maniera diffusa come il settore dell’ICT che si colloca sempre ai vertici delle specializzazioni dei parchi. Come pure il settore terziario in senso lato, dunque comprensivo del turismo, i servizi e le imprese creative e culturali. Seguono gli ambiti della meccatronica e delle nanotecnologie, e, le aree legate ad ambiente e green technology, alimentare, chimica, energia ed edilizia.Parola d’ordine: migliorarsi. Uno dei fili conduttori che unisce tutti i pst coinvolti nell’indagine è la tendenza a migliorarsi su più fronti: su quello tecnologico, nelle relazioni con i soggetti insediati, nella tipologia dei servizi offerti, nelle relazioni con il mondo delle imprese e della ricerca. Un sistema in evoluzione, anche attraverso la collaborazione con APSTI, cerca un ruolo strategico nello scacchiere internazionale della rete dei parchi scientifici e tecnologici italiani.

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Università: “L’impatto delle misure anticrisi sul mondo del lavoro”

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

Oggi si è tenuto l’incontro, organizzato dall’Università telematica Pegaso, “L’impatto delle misure anticrisi sul mondo del lavoro”, attraverso una diretta su Facebook. Tra gli intervenuti Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief. A partire dalle 17, ha avuto luogo, attraverso una diretta Facebook, l’incontro “L’impatto delle misure anticrisi sul mondo del lavoro”: tra i relatori Danilo Iervolino, presidente dell’Università Telematica Pegaso; Francesco Fimmanò, professore ordinario di Diritto Commerciale, direttore scientifico dell’Università Telematica Pegaso e dell’Università telematica delle Camere di Commercio Italiane; Angelo Deiana, presidente Confassociazioni e ANPIB; Francesco Cavallaro, segretario generale Cisal; Mario Miele, presidente CAF Cisal; Angelo Raffaele Margiotta, segretario generale CONFSAL; Marcello Pacifico, presidente nazionale ANIEF. Modererà l’incontro il giornalista Nicola Porro.Alla domanda, posta dal giornalista Nicola Porro, su come il tema della formazione possa rappresentare un’opportunità per uscire dall’attuale crisi, Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha affermato che bisogna distinguere il piano del mondo universitario da quello scolastico. Infatti, “mentre in ambito accademico la didattica a distanza è una realtà consolidata, come nel caso dell’Università telematica Pegaso, e anche le Università non telematiche in questi giorni si sono organizzate per far fronte all’emergenza, la scuola non era affatto preparata a una simile modalità d’insegnamento. Adesso la didattica a distanza è diventata obbligatoria con il Decreto Legge e ha colto preparati sia i docenti che le famiglie. Per quanto riguarda il ritorno a scuola nella cosiddetta Fase 2 dell’emergenza Coronavirus, rispetto a Paesi come la Danimarca dove gli asili nido sono tornati attivi, c’è da dire che in Italia la situazione è differente, anche perché, nel giro di pochi anni, sono stati tagliati circa 10mila plessi; questa situazione ha fatto sorgere il problema delle ‘classi pollaio’, che porta alla formazione di classi con un minimo di 22 alunni e un massimo di anche 35 alunni. Per poter adottare il distanziamento sociale in Italia dovremmo avere non più di 16 alunni per classe”.Riguardo all’importanza della tutela della salute degli alunni, a proposito degli Esami di Stato, il leader dell’Anief ha affermato che quasi sicuramente gli esami non potranno essere svolti in presenza, “visto che probabilmente il 18 maggio non si farà ritorno in classe”.In conclusione, Pacifico si è detto fiducioso del fatto che le cose andranno bene se tutti i lavoratori, e più in generale i cittadini, si prenderanno le proprie responsabilità per uscire il prima possibile da questa situazione, affermando anche che “la responsabilità del Governo è quella di ascoltare le parti sociali, per un’ottima risoluzione della condizione che stiamo vivendo”.

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Università Parma: Avvio degli esami scritti a distanza

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

Un ulteriore passo avanti dell’Università di Parma per assicurare la regolare continuità del percorso formativo dei propri studenti, in questo periodo di emergenza sanitaria in cui tutte le attività didattiche frontali sono sospese.Sono infatti state pubblicate le indicazioni relative allo svolgimento degli esami di profitto nel caso in cui siano previste inevitabilmente prove scritte o pratiche, che richiedono, vista la modalità a distanza, un forte senso di responsabilità e collaborazione tra docenti e studenti.Al link Esami scritti – videotutorial è disponibile un video tutorial in cui vengono illustrate le istruzioni a cui gli studenti dovranno attenersi; qualche giorno prima della data dell’appello gli studenti riceveranno via e-mail eventuali ulteriori istruzioni specifiche da parte dei singoli docenti. Alla pagina web del Centro SELMA sono raccolte tutte le guide utili per la didattica online.Tutte le info dell’Università di Parma sul Coronavirus sono costantemente aggiornate alla pagina dedicata sul sito web di Ateneo (https://www.unipr.it/node/27981).

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Università Perugia: Nuova offerta didattica

Posted by fidest press agency su domenica, 19 aprile 2020

Perugia. L’Università per Stranieri non si ferma e anzi in questo difficile momento inaugura nuove modalità didattiche e nuovi format corsuali strizzando l’occhio a quella tradizione d’insegnamento che l’ha resa nota ed apprezzata in tutto il mondo.
Dal 20 aprile prossimo, infatti, prenderanno avvio nuovi corsi di lingua italiana, con diversa diluizione oraria e nuove modalità didattiche rispetto al passato, che verranno erogati a distanza ma “in presenza”, ovvero via computer e webcam ma in modalità sincrona, consentendo agli studenti di comunicare tra loro e con il docente come in una classe tradizionale, così da assicurare loro un’attiva partecipazione alle lezioni.
Altro analogo modulo online sarà costituito dai corsi di conversazione, format di nuovo conio, interamente dedicato alla pratica comunicativa dell’italiano.Grande novità è costituita inoltre dall’attivazione a distanza dei corsi di Cultura italiana, strettamente ispirati ai tradizionali Corsi di Alta Cultura, che quasi un secolo fa diedero il via all’attività didattica dell’Ateneo.
Nel periodo 20 aprile – 20 maggio 2020 si attiveranno dunque corsi di Arte, Cinema, Letteratura, Musica e Teatro italiani, erogati su base mensile, i quali prevedono l’interazione con un esperto della materia. Nel solco della primigenia vocazione dell’Università per Stranieri tali corsi sono pensati non solamente per un pubblico straniero con buone conoscenze di base del pensiero italiano, ma anche per tutti i connazionali che nutrano interesse per la storia letteraria e artistica del nostro Paese e dell’Umbria in particolare, con lo scopo di contribuire all’arricchimento culturale e alla promozione del nostro territorio. L’ateneo proseguirà, inoltre, la consueta e sempre partecipata consuetudine di svolgere conferenze, presentazioni di libri, concerti, e seminari con accesso libero e gratuito, ma in modalità online. E il primo di tali eventi è costituito da un ciclo di conferenze dedicato alla figura di San Francesco, tema con cui 99 anni or sono l’Ateneo inaugurò la sua attività.
Nella settimana dal 20 al 24 aprile ci si potrà collegare sul canale Youtube dell’Università (ore 11:00) per partecipare in diretta alle conferenze di vario ambito disciplinare incentrate su San Francesco e sull’influenza che la figura del Poverello di Assisi ha avuto nelle diverse espressioni artistiche e culturali del Paese. La prima conferenza sarà tenuta da Elvio Lunghi, il quale parlerà di Giotto e San Francesco; poi sarà la volta di Maria Rita Silvestrelli che affronterà la figura di Francesco attraverso Benozzo Gozzoli e Montefalco. Il Maestro Stefano Ragni approfondirà successivamente l’influenza del Santo nel canto e nella musica, mentre Fabio Melelli, esperto di cinema, compirà un’analisi critica di uno dei primi film su San Francesco, Frate Sole, girato nel 1918. Infine il Cantico delle Creature e la sua influenza sul teatro saranno oggetto di illustrazione da parte di Roberto Biselli. Le conferenze uniranno il rigore scientifico ad un approccio divulgativo, com’è nella tradizione della didattica libera della Stranieri. Vi si potrà accedere attraverso l’home page del sito d’Ateneo, cliccando sui titoli di ciascuna conferenza. Tutte le informazioni sui nuovi corsi sono disponibili su http://www.unistrapg.it (by sonia giugliarelli)

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Bilancio delle prime tre settimane delle attività on line organizzate dall’Università di Parma

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

Parma 1.181 studenti laureati, 2.976 studenti che hanno sostenuto esami, 9.072 videolezioni caricate, 429mila visualizzazioni delle videolezioni, 743 insegnamenti coperti, pari all’89% del totale.È più che lusinghiero il bilancio delle prime tre settimane delle attività on line organizzate dall’Università di Parma a fronte dell’emergenza coronavirus, a seguito della sospensione delle attività in presenza disposta dai provvedimenti del Governo e della Regione.L’Ateneo si è infatti prontamente organizzato per garantire la continuità formativa e la regolare prosecuzione del percorso accademico degli studenti, trasferendo sul web lezioni, esami e sedute di laurea. E l’ha fatto con uno sforzo corale di tutto il personale, dagli aspetti legati alle piattaforme informatiche a quelli strettamente didattici, che hanno comportato una nuova modalità e un nuovo approccio anche da parte dei docenti. Gli studenti hanno così potuto frequentare le lezioni, sostenere esami e anche laurearsi, da casa, davanti al proprio pc, rimandando di qualche mese abbracci e festeggiamenti.I numeri parlano da soli, e sono la testimonianza più eloquente dello slogan che in questi giorni difficili accompagna tutte le attività dell’Università di Parma: #uniprnonsiferma, a dimostrazione della volontà dell’intera comunità universitaria di perseguire la “normalità” pur in un periodo complicato come quello che stiamo vivendo. Uno sforzo che mira a consentire a tutti gli studenti di non sentirsi “abbandonati” nel loro percorso e di rispettare i tempi e le modalità con cui ciascuno ha programmato il proprio iter universitario.

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L’Università di Camerino aderisce al progetto “iorestoacasa.work”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2020

Camerino. E’ una piattaforma informatica che consente di offrire gratuitamente strumenti di videoconferenza basati su software open. L’iniziativa è stata promossa da un gruppo di professionisti di Fabriano (AN), che tra tempo supporta lo sviluppo e l’uso di FOSS (Free and Open Source Software). Del gruppo fa parte anche Francesco Coppola, studente di Informatica dell’Università di Camerino, che ha ideato e realizzato l’iniziativa insieme al PDP Free Software User Group d Fabriano, Luca Ferroni, Riccardo Serafini e Dawid Weglarz, e la BeFair.Unicam metterà a disposizione del progetto un proprio server, che consentirà agli organizzatori di poter ampliare la piattaforma rendendola fruibile ad un sempre maggiore numero di utenti.“Si tratta di un progetto di grande utilità sociale – sottolinea il prof. Andrea Polini, docente della sezione di Informatica e delegato del rettore per lo Sviluppo delle infrastrutture digitali – che offre la possibilità a tutti di poter comunicare in questo periodo di emergenza in cui tutti dobbiamo rimanere a casa. Per questo abbiamo voluto subito rispondere positivamente alla richiesta del nostro studente ed abbiamo messo a disposizione una nostra macchina”.“Ancora una volta mi piace sottolineare – afferma il Rettore Unicam Claudio Pettinari – come Unicam sia sensibile ai temi di utilità sociale e declini la terza missione degli Atenei in azioni concrete per lo sviluppo ed il benessere della collettività. In questa occasione siamo stati doppiamente lieti di aderire al progetto sia perché offre gratuitamente uno strumento per la videoconferenza sia perché a promuoverlo è stato un nostro studente di Informatica, a dimostrazione, ancora una volta, di quanto siano importanti la scienza e la tecnologia per il nostro vivere quotidiano”. La piattaforma, (https://iorestoacasa.work/) che sta già riscuotendo notevole successo, consente agli utenti, in particolare quelli che hanno minori risorse, di effettuare videochiamate in modo immediato, semplice e gratuito e può essere utilizzata sia per esigenze lavorative che per lezioni ed attività didattiche.

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Circa 1,2 miliardi di studenti sono stati colpiti dalla chiusura di scuole e università in 120 paesi

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2020

Questo numero è destinato a crescere man mano che aumenta la diffusione del Coronavirus. Nel frattempo a Cox Bazar in Bangladesh è stato confermato presso la comunità locale il primo caso di COVID-19, che desta fortissima preoccupazione per la presenza del più grande insediamento di rifugiati sulla terra. Migliaia di persone potrebbero morire. Un milione di Rohingya, la metà dei quali sono bambini, si sono rifugiati nei campi tentacolari di Cox Bazar dall’agosto 2017, quando sono stati costretti a fuggire dalle loro case di fronte all’esplodere della violenza in Myanmar. Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro, invita i governi ad agire ora con urgenza per evitare che milioni di bambini vulnerabili perdano la propria istruzione e per garantire loro un’adeguata assistenza e un apprendimento remoto inclusivo, riconoscendo che la chiusura delle scuole colpirà maggiormente i bambini più emarginati e vulnerabili. È anche fondamentale che i governi supportino i docenti e li dotino delle competenze per fornire un insegnamento a distanza di qualità.L’impatto della chiusura delle scuole si estende oltre l’interruzione dell’istruzione, comporta anche altri rischi per i bambini emarginati e quelli provenienti da famiglie a basso reddito, perché molti fanno affidamento sui pasti scolastici per sostenere la loro alimentazione quotidiana.“Stiamo affrontando una situazione senza precedenti. Il numero di bambini che hanno dovuto abbandonare improvvisamente la scuola o l’università è equivalente all’intera popolazione dell’India. Centinaia di milioni di studenti non potranno tornare alle lezioni normali per mesi, forse più a lungo, con molti esami importanti rinviati o annullati del tutto. Sappiamo per esperienza che soprattutto in alcuni contesti più i bambini non frequentano la scuola, maggiori probabilità ci sono che non torneranno mai più, in particolare le ragazze e coloro che provengono da famiglie a basso reddito. Ecco perché i governi devono ora mettere a punto strumenti di apprendimento a distanza di facile utilizzo, garantendo che le tecnologie utilizzate non escludano i bambini poveri, disabili o emarginati. Dobbiamo essere creativi. Nelle comunità con scarso o nessun accesso a Internet, ad esempio, i programmi radiofonici potrebbero consentire ai bambini di continuare l’apprendimento” ha dichiarato Gabriella Waaijman, Direttrice Umanitaria Globale di Save the Children.
“Ora è il momento per il mondo di riunirsi per proteggere i minori più a rischio, che saranno i più colpiti da questa crisi globale. Questi includono bambini senza fissa dimora, in cura o che vivono soli senza genitori o figure di riferimento. I bambini disabili rischiano di essere ulteriormente isolati o trascurati se non possono andare a scuola mentre i rifugiati e i minori sfollati nei campi temporanei sono ancora più vulnerabili di quanto non fossero prima di questa crisi. Poiché le pressioni aumentano sulle famiglie a basso reddito, i minori potrebbero dover lavorare per sostenere i redditi familiari e le ragazze in particolare potrebbero anche affrontare l’onere sproporzionato di prendersi cura dei familiari che contraggono il virus o di badare ai bambini più piccoli. Se i piani non vengono attuati con urgenza, alcuni bambini corrono il rischio di non tornare mai più a scuola” ha concluso Gabriella Waaijman.
Intanto, il cessate il fuoco globale, chiesto ieri dal Segretario Generale dell’Onu, potrebbe aiutare a proteggere la vita di 415 milioni di bambini, che vivono in aree di conflitto e che stanno morendo per la violenza, perché reclutati e rapiti, detenuti e maltrattati.
“Questi bambini ora affrontano anche il rischio aggiuntivo di perdere i propri cari a causa del virus o di essere contagiati loro stessi. È impossibile combattere adeguatamente una simile pandemia quando cadono le bombe o andare in ospedale quando volano proiettili. Non si possono aumentare i servizi sanitari necessari quando i soldati combattono per le strade ” ha detto Filippo Ungaro, Direttore Comunicazione e Campagne di Save the Children.
Il Covid-19 attacca le famiglie ovunque indiscriminatamente ed è destinato a devastare le vite di milioni di bambini. Save the Children sostiene pienamente l’appello del Segretario Generale a un immediato cessate il fuoco globale, per aiutare a proteggere i bambini in conflitto da ulteriori pericoli.
“Dobbiamo ora sostenere i paesi che sono stati devastati dalla guerra per anni. Paesi in cui i sistemi sanitari sono già al limite. Hanno bisogno di tempo per prepararsi al meglio che possono, vista già la grave situazione, a ciò che potrebbe accadere. Fermare i combattimenti darà loro questa opportunità. Il mondo ha bisogno di unirsi insieme nell’umanità in questo momento e ciò non è possibile nei luoghi in cui la guerra infuria” ha concluso Filippo Ungaro.

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Colloqui di supporto a distanza per l’emergenza Coronavirus

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 marzo 2020

L’Università di Torino, in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia, offre a tutta la Comunità Universitaria di oltre 80 mila persone fra studentesse, studenti, docenti, ricercatori e personale Tecnico Amministrativo di Unito la possibilità di fruire di colloqui di supporto psicologico a distanza che si terranno a partire da oggi. L’iniziativa, attivata in questi giorni di emergenza da Coronavirus, prevede un ciclo di colloqui di a distanza, con psicologi abilitati alla psicoterapia, specialisti e specializzandi del Dipartimento di Psicologia, erogati garantendo la massima tutela della privacy e nel rispetto dei principi deontologici della professione psicologica.In questo frangente, caratterizzato da un clima di incertezza che può abbracciare sia la vita lavorativa sia quella familiare e personale, i bisogni delle persone si complicano e si diversificano, e può essere di sostegno l’accompagnamento alla riflessione e all’analisi, alla gestione delle criticità vissute e allo sviluppo delle proprie risorse.Il servizio è gratuito, e costituisce un’estensione e un potenziamento dello Spazio di Ascolto, attivo da maggio 2019 e gestito dalla Scuola di Specializzazione in Psicologia della Salute del Dipartimento di Psicologia, dedicato al personale, agli studenti e alle studentesse di Unito per chi vive situazioni di disagio o di malessere psico-fisico, con possibili conseguenze sulla qualità del proprio lavoro o dello studio. Il servizio permetterà anche di compiere azioni di orientamento sulle tipologie di richieste. Qualora le questioni si configurassero come specifiche di altri ambiti/professionisti, come ad esempio l’orientamento rispetto alla didattica on line per gli studenti, il monitoraggio di fenomeni di discriminazione, harassment o lo stalking, di competenza della Consigliera di Fiducia, oppure in presenza di specifiche richieste relative a tematiche strettamente sanitarie, gli utenti saranno indirizzati verso altri servizi più idonei interni o esterni ad UniTo.
Per accedere allo Spazio di Ascolto, che sarà attivato per tutta la durata dell’emergenza, è necessario compilare il form che sarà inviato a tutta la comunità Universitaria. La registrazione permetterà di organizzare il calendario dei colloqui.

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