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“Placement Day”

Posted by fidest press agency su domenica, 29 settembre 2019

Parma Martedì 1 ottobre, dalle 9 alle 17, si terrà in via Kennedy (Sede del Dipartimento e Nuovo Polo Didattico) il Placement Day 2019, organizzato dal Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali. Con circa 30 aziende partecipanti rappresentative di tutte le dimensioni aziendali (dalle PMI alle multinazionali) e di tutti i principali settori – manifatturieri, retail e dei servizi – dell’economia italiana, emiliano-romagnola e parmense, la giornata è suddivisa in tre momenti. La prima parte della mattina (9.30-10.15) vedrà l’inaugurazione dei lavori con i saluti della Pro Rettrice a Didattica e Servizi agli Studenti Sara Rainieri, del Direttore del Dipartimento Luca Di Nella e di Franco Mosconi a nome della Commissione Placement di Dipartimento, di cui fanno parte Chiara Ferrari, Marco Ieva, Alice Medioli e Chiara Panari.
In questa prima parte verranno presentati i sette corsi di laurea previsti nell’offerta formativa del Dipartimento: le due lauree triennali (Economia e Management, Sistema Alimentare: Sostenibilità, Management e Tecnologie) e le cinque lauree magistrali (Amministrazione e Direzione Aziendale, Finanza e Risk Management, Gestione dei Sistema alimentari di qualità e della Gastronomia, Trade e Consumer Marketing, International Business and Development, quest’ultima in lingua inglese).La seconda parte della mattina (10.15-13.30) e tutto il pomeriggio (14.30-17) saranno dedicati ai colloqui diretti fra le Aziende e gli studenti: colloqui che rappresentano il cuore di un’iniziativa di questa natura. Sull’apposito portale creato per l’occasione http://www.kennedysix.unipr.it sono molti gli studenti a essersi prenotati per i colloqui. Alla realizzazione dell’iniziativa collaborano anche due associazioni studentesche, la Junior Enterprise Parma e Oikosmos.«Dopo l’ottima riuscita dell’Edizione 2018, per il secondo anno consecutivo organizziamo questo Placement Day – ha commentato il Direttore del Dipartimento, Prof. Di Nella – con numerose aziende partecipanti, tutti nomi molto conosciuti della business community. Gli studi in campo economico e aziendale restano un caposaldo per la formazione di una classe dirigente che sappia affrontare le sfide di questi anni: dinamicità, internazionalizzazione e rivoluzione tecnologica»

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Due progetti dell’Università di Parma finanziati dalla Regione Emilia-Romagna

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 settembre 2019

Parma Il progetto eBIM, coordinato dall’Università di Parma e dal Centro Interdipartimentale Misure-CIM, e la Summer School “After the damages”, di cui l’Ateneo di Parma è partner, rientrano tra i sei progetti e programmi nel settore della ricerca e dell’innovazione nell’ambito delle costruzioni e del restauro, finanziati dalla Regione Emilia-Romagna con risorse regionali ed europee “POR-FESR 2014-2020” per un ammontare complessivo di 3,7 miliardi di euro.
Per il progetto eBIM (Building information modeling), del quale Chiara Vernizzi, delegata del Rettore all’Orientamento, è responsabile scientifico per il CIM, è stato disposto un contributo regionale complessivo di 799.946,40 euro. Il progetto punta a supportare l’innovazione nell’implementazione, condivisione e fruizione di modelli 3D del patrimonio costruito esistente. Questo attraverso la costruzione di archivi informatizzati, digitali e integrati consentendo, in virtù della disponibilità di tecnologie e dei risultati accessibili della ricerca, nuove forme di collaborazione per l’innovazione di prodotti e servizi. L’obiettivo è quello di realizzare un approccio inclusivo all’applicazione degli strumenti della digitalizzazione, quali gli strumenti di Building information modeling, nei processi di intervento e gestione del costruito esistente, favorendo la collaborazione tra tutti gli attori della filiera. La Summer School “After the damages, prevention and safety solutions through design and practice on existing built environment. The Italian experience” è il progetto di alta formazione triennale promosso dalle Università di Parma, di Ferrara e di Modena e Reggio Emilia per la formazione di esperti internazionali, tecnici e policy maker, sulla riduzione e gestione del rischio correlato agli impatti di eventi catastrofici naturali e provocati dall’uomo sul patrimonio culturale.

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Università, il numero chiuso a Medicina torna in discussione. Il punto della situazione

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Università, il numero chiuso a Medicina torna in discussione. Il punto della situazioneA difendere i limiti imposti dal 1999 rettori come Eugenio Gaudio della Sapienza di Roma (“l’esigenza si è posta negli anni ’70 e ’80, quando gli studenti si iscrivevano ma non potevano seguire le lezioni e andare in corsia. O si adeguano spazi, strutture e docenti per 68mila iscritti o è impossibile farne a meno”). A criticarli docenti ed osservatori di esperienza. Come Francesco Carelli del direttivo di Euract, l’associazione degli insegnanti europei di Medicina generale: «La selezione spetta all’ateneo, non a un test. E’ molto importante che 3 candidati su 4 manifestino “passione” per la medicina, al punto da ripresentarsi al test. Significa che vedono in sé un’attitudine (maturata nella formazione undergraduate da studenti) a una disciplina sanitaria non esauribile dal semplice test. Sono pronti a mettere in gioco la propria capacità di interagire con i pazienti e dunque a mettersi alla prova anche in altre professioni sanitarie. Molti candidati di Medicina tentano il test per diventare infermieri o tecnici. Sarebbe ora di riflettere su un capovolgimento di prospettiva e di far sì che le gli atenei accolgano tutti gli aspiranti medici trattandoli come potenziale forza lavoro del servizio sanitario nazionale che solo una successiva selezione dirà come indirizzare».Iron Man, Spider Man, Wonder Woman indossano il camice bianco nel flash mob indetto da Consulcesi: il test di medicina, primo evento della ripresa della stagione didattica, si colora più del primo, imminente, giorno di scuola. Con i successivi, inevitabili ricorsi di chi ha visto cellulari e tablet spuntare in aula, o altri episodi degni di segnalazione: a Roma si parla di studenti con documenti falsificati, c’è polemica sulla domanda sul Museo Tussaud per la cultura generale e su una seconda su Leonardo quando l’indicazione è che si sarebbe parlato del Novecento. Il malcontento sul “numero chiuso” in piazza prevale. Aver aumentato di 1800 i posti disponibili tra Medicina e Odontoiatria, fino a 11000, non pare essere servito, visto che sono aumentati i candidati, anche di un 5% localmente (ma a Pavia ci sono stati 200 iscritti in meno di un anno fa). A difendere i limiti imposti dal 1999 rettori come Eugenio Gaudio della Sapienza di Roma (“l’esigenza si è posta negli anni ’70 e ’80, quando gli studenti si iscrivevano ma non potevano seguire le lezioni e andare in corsia. O si adeguano spazi, strutture e docenti per 68mila iscritti o è impossibile farne a meno”). A criticarli docenti ed osservatori di esperienza. Come Francesco Carelli del direttivo di Euract, l’associazione degli insegnanti europei di Medicina generale: «La selezione spetta all’ateneo, non a un test. E’ molto importante che 3 candidati su 4 manifestino “passione” per la medicina, al punto da ripresentarsi al test. Significa che vedono in sé un’attitudine (maturata nella formazione undergraduate da studenti) a una disciplina sanitaria non esauribile dal semplice test. Sono pronti a mettere in gioco la propria capacità di interagire con i pazienti e dunque a mettersi alla prova anche in altre professioni sanitarie. Molti candidati di Medicina tentano il test per diventare infermieri o tecnici. Sarebbe ora di riflettere su un capovolgimento di prospettiva e di far sì che le gli atenei accolgano tutti gli aspiranti medici trattandoli come potenziale forza lavoro del servizio sanitario nazionale che solo una successiva selezione dirà come indirizzare».
Non la pensa così Angelo Mastrillo segretario della Conferenza nazionale dei corsi di laurea delle professioni sanitarie. «E’ naturale ed apprezzabile che i giovani manifestino per l’inclusione e per il diritto allo studio. Ma è altrettanto importante che alla fine degli studi abbiano serie chance di lavoro. Al momento, in Italia non mancano medici neolaureati – siamo nella media Ocse – ma specialisti. Un conto è che solo un aspirante medico su sei veda premiata la sua aspirazione a studiare, un altro che solo un medico su tre riesca a specializzarsi e a lavorare nel servizio sanitario nazionale. Gli anni scorsi si presentavano al test d’accesso alla specialità 18 mila neolaureati aventi titolo per 6 mila posti. Formalizzando una disillusione: lo stato dà il diritto di diventare medico ma al momento di pagare il contratto specializzandi non ha i soldi per tutti quelli che ha formato. Quest’anno il governo uscente e le regioni, meritoriamente, hanno aggiunto 2 mila posti nelle scuole di specialità, ma esclusioni pari a 1000 medici l’anno moltiplicate per decine d’anni non si possono colmare. E del resto un conto è chiedere agli atenei di allargare i corsi di specialità a un 10-20% di medici in più, un conto è salire a un 40-50%. Crollerebbe la qualità didattica e ci sarebbero problemi sul tirocinio pratico, già contenuto in termini di ore».
Quanto all’ipotesi secondo cui la vocazione a fare il medico accomunerebbe le professioni sanitarie rendendo attuale la rimozione del numero chiuso, Mastrillo è realista. «Credo che gli aspiranti medici non sarebbero felici di sapere che se tra loro ce la fa uno su sei, tra i colleghi in lizza per entrare ai corsi per fisioterapisti entra uno su 13-14, 2 mila contro 28 mila candidati, e al test per gli infermieri si presentano in 22 mila per 15 mila posti. C’è selezione ovunque, ma in alcun casi le domande sono inferiori ai posti, come per gli assistenti sanitari, sette chance ogni 10 posti disponibili, e gli audiometristi (8 candidati ogni 10 posti). Per inciso, è quasi stabile il numero di candidature per le professioni sanitarie, 75 mila proprio come lo scorso anno. Il fabbisogno è nel complesso inferiore, e nei ragionamenti prevale, logicamente, la necessità di offrire nei corsi universitari una didattica di qualità». (Mauro Miserendino fonte Doctor33)

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La Sapienza primo Ateneo italiano nella classifica mondiale Arwu di Shanghai

Posted by fidest press agency su domenica, 18 agosto 2019

La Sapienza si conferma tra le migliori università al mondo e prima università italiana. Il 15 agosto 2019 la ShanghaiRanking Consultancy, organizzazione indipendente di ricerca sull’istruzione superiore, ha pubblicato la classifica internazionale Academic Ranking of World Universities 2019 (Arwu) che presenta le 1000 migliori università (500 fino allo scorso anno) a livello mondiale.La Sapienza si colloca in prima posizione tra le università italiane nel range 151-200, al 153° posto. Nella stessa fascia le Università di Pisa e Statale di Milano, rispettivamente in seconda e terza posizione. Complessivamente sono 46 gli atenei del Paese nelle prime 1000 posizioni su oltre 1800 università censite e su circa 17000 stimate nel mondo.
Gli indicatori presi in esame dall’Arwu sono rigorosi e comprendono premi internazionali e riconoscimenti accademici ricevuti, qualità della ricerca (paper pubblicati e ricercatori più citati) e produttività dei docenti.In particolare sono 6 i parametri su cui si basa la classifica: i premi Nobel e le Medaglie Fields di ex studenti (10%) o di ricercatori della singola Università (20%), il numero di ricercatori altamente citati determinati da Clarivate Analytics (20%), le pubblicazioni su “Nature & Science” (20%), le citazioni di pubblicazioni scientifiche e tecnologico-sociali (20%). Questi parametri sono poi correlati con lo staff accademico, dando un ulteriore parametro di produttività pro-capite (10%).Per le prime 100 università della classifica di Shanghai sono esplicitati la posizione e il punteggio secondo i parametri utilizzati. Le altre sono suddivise in gruppi da 50 – 100, mentre punteggio e posizione possono essere calcolati sulla base dei parametri.
“Sapienza si conferma il primo Ateneo italiano e compie un balzo in avanti notevolissimo salendo nella fascia 151-200 della classifica generale – sottolinea il rettore Eugenio Gaudio – una posizione di eccellenza non affatto scontata a livello nazionale per un ateneo pubblico dai grandi numeri e con una vocazione generalista come il nostro, ma ancora più significativa a livello internazionale perché la maggior parte dei nostri competitor partono da condizioni diverse, come nel caso degli atenei anglosassoni, che hanno finanziamenti di gran lunga superiori a quelli delle università italiane. Questo risultato giunge grazie all’impegno di tutti ed è frutto di investimenti della Sapienza per quanto possibile crescenti, mirati a promuovere la ricerca scientifica di qualità e la meritocrazia, valorizzando le eccellenze, dando il giusto spazio ai talenti nelle varie discipline, come evidenziato anche dal reclutamento di top scientists, i migliori ricercatori al mondo nel proprio settore, un dato che Arwu considera come parametro di qualità degli Atenei.” La classifica Arwu generale di agosto fa seguito al ranking Arwu per discipline, pubblicato lo scorso giugno, che prende in esame gli ambiti Scienze naturali, Scienze della vita, Ingegneria, Scienze mediche e Scienze sociali; la Sapienza è risultata la prima università a livello nazionale in molte materie, collocandosi tra le prime 50 università al mondo in ben 4 discipline: Automation & Control (21° posto al mondo), Aerospace Engineering (20° al mondo) Physics (28° al mondo) e Instruments Science & Technology (37° posto al mondo); nella fascia 51-75 in Mathematics, Civil Engineering, Nursing, Medical Technology; nella fascia 76-100 in Engineering e Statistics.Il 2019 è stato un anno di grandi soddisfazioni per la Sapienza sotto il profilo del piazzamento nelle classifiche internazionali: a febbraio la prestigiosa classifica per materie dell’agenzia QS (Quacquarelli Simonds) aveva infatti confermato il primo posto dell’ateneo a livello mondiale per l’ambito degli Studi classici (Classics).

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Frosinone, monitoraggi Università: valori nella norma

Posted by fidest press agency su domenica, 14 luglio 2019

Il comune di Frosinone comunica di aver ricevuto i risultati ufficiali prodotti dal Servizio di Prevenzione e Protezione dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, in merito al monitoraggio ambientale del terreno, per la ricerca degli inquinanti Diossine e Furani (PCDD-PCDF) sulla superficie delle aree in prossimità dell’incendio, che si era sprigionato all’interno dell’azienda Mecoris. I punti di monitoraggio sono stati concordati tra l’amministrazione comunale, coadiuvata dall’Associazione Medici di famiglia per l’Ambiente di Frosinone, e i tecnici universitari di Roma. Il campionamento è avvenuto a distanza di 10 giorni dall’incendio, ribadendo, come già avvenuto per i primi dati acquisiti, che i parametri “non evidenziano una condizione di contaminazione ambientale degli inquinanti ricercati” sui terreni oggetto di esami. Si anticipa, inoltre, che i risultati relativi allo studio dell’aria, dopo quelli del terreno, saranno resi noti e consegnati dalla stessa Università all’amministrazione comunale di Frosinone tra circa una settimana. Le verifiche condotte dai vari enti ed istituti, ivi compresa l’Arpa, quindi, hanno confermato l’assenza di elementi di criticità e ricondotto il tutto all’interno di parametri di assoluta normalità.

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L’Università di Camerino ancora da record!

Posted by fidest press agency su martedì, 9 luglio 2019

Per il sedicesimo anno consecutivo, infatti, Unicam si conferma al primo posto nella classifica degli Atenei italiani fino a 10.000 studenti, stilata come ogni anno dal Censis e pubblicata oggi dal quotidiano La Repubblica, ottenendo un punteggio medio di 93,00.
L’Università di Camerino è quarta assoluta tra gli atenei statali nonché al primo posto tra gli Atenei marchigiani; il risultato ottenuto conferma dunque il forte impegno dell’ateneo nel mantenere sempre elevata, nonché migliorarla, la qualità dei servizi e della didattica offerta agli studenti. Le classifiche, stilate dopo un attento e scrupoloso esame degli atenei statali e privati italiani, oltre ad analizzare ogni singola realtà accademica, hanno anche il fine di aiutare studenti e famiglie alla scelta universitaria.“La conferma per il sedicesimo anno consecutivo del primo posto tra gli atenei di pari dimensioni – sottolinea il Rettore professor Claudio Pettinari – non può che riempirci di orgoglio e soddisfazione: è evidente che il risultato ottenuto conferma il forte impegno del nostro ateneo nel mantenere sempre elevata, nonché migliorare dove è possibile, la qualità dei servizi e della didattica offerta agli studenti. Il risultato ha una valenza ancora più significativa, perché dimostra come Unicam abbia reagito e resistito alla non facile situazione post-sisma, non solo ripartendo subito anche grazie alla magnifica collaborazione dei nostri studenti, ma anche ampliando i nostri servizi e le nostre attività sul territorio. Siamo inoltre riusciti, grazie ad importanti donazioni e collaborazioni, a mettere a disposizione dei nostri studenti un elevato numero di alloggi idonei e sicuri. Nel 2019 inoltre aumenteremo il numero di borse di studio per studenti meritevoli e siamo al lavoro per rimodulare i nostri corsi di laurea rendendoli ancora più in linea con le esigenze degli studenti e del mondo del lavoro. Unicam si migliora ancora nei parametri, specialmente nei servizi agli studenti e nell’internalizzazione: guadagna in questo parametro ben 12 punti”. “Questa importante conferma – prosegue il Rettore – si unisce alla eccellente notizia di pochi giorni fa che ha visto Unicam tra le migliori 25 università al mondo nell’area relativa all’orientamento internazionale della classifica U-Multirank. La politica di internazionalizzazione e di apertura al mondo, fiore all’occhiello dell’Università di Camerino, continua a dare i suoi frutti; gli studenti stranieri nel nostro Ateneo raggiungono oggi l’11% del totale degli iscritti: il confronto e lo scambio tra giovani di diverse culture ritengo rappresenti un elemento fondamentale di crescita, importante per la formazione non solo di laureate e laureati competenti, ma anche di cittadine e cittadini responsabili”. “Grande soddisfazione – conclude il Rettore Pettinari – ci viene anche dagli eccellenti risultati delle nostre attività di ricerca, che si dimostrano capaci di ottenere importanti finanziamenti. Cito solo a titolo di esempio l’ultimo successo: ben tre progetti, un numero altissimo per un Ateneo con le nostre dimensioni, sono stati finanziati nell’ambito del programma RISE (Research and Innovation Staff Exchange) di Horizon2020. L’Ateneo conferma quindi l’intenzione di sostenere e sviluppare le attività dei gruppi di ricerca che operano nelle cinque Scuole di Ateneo, affinando la capacità degli stessi di inserirsi nei quadri di riferimento europeo, nazionale e regionale, sviluppando ricerche di qualità che abbiano grande impatto sulla comunità scientifica, ma che possano anche garantire agli studenti un’istruzione superiore di elevato livello, nonché lo sviluppo delle imprese e del territorio”.

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Importante lavoro scientifico dell’Università di Parma sulla rivista internazionale “Stress”

Posted by fidest press agency su domenica, 7 luglio 2019

Parma. Nel numero di giugno della rivista internazionale “Stress”, la più importante rivista mondiale del settore della biologia dello stress, è stato pubblicato il lavoro scientifico Effects of prefrontal transcranial direct current stimulation on autonomic and neuroendocrine responses to psychosocial stress in healthy humans dell’Università di Parma. Si tratta di un riscontro originale e di grande potenziale applicativo/clinico contro i disturbi stress-correlati (tra i quali, principalmente, la depressione). Il lavoro è firmato dal dr. Luca Carnevali dello Stress Physiology Lab (gruppo di ricerca coordinato dal prof. Andrea Sgoifo del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma) in collaborazione con il Centro per la Cura, la Diagnosi e lo Studio dei Disturbi della Comunicazione e della Socializzazione dell’AUSL di Parma (dr.ssa Elena Pattini) e con il Neuroimaging Laboratory dell’IRCCS Santa Lucia di Roma (dr.ssa Cristina Ottaviani).Notoriamente, l’attivazione protratta e ripetuta della risposta di stress può avere conseguenze molto negative sul nostro organismo, tanto psicologiche quanto fisiche. In questo studio si è verificata l’ipotesi che, incrementando l’eccitabilità della corteccia prefrontale mediante stimolazione con corrente diretta transcranica, sia possibile moderare la risposta di stress, tanto da un punto di vista neurovegetativo quanto neuroendocrino. I soggetti studiati erano maschi adulti. Metà di questi riceveva per pochi minuti – prima e durante un breve episodio di stress psicosociale indotto in laboratorio – una stimolazione elettrica della corteccia prefrontale dorsolaterale (DLPFC) sinistra. L’altra metà, il gruppo di controllo, riceveva una finta stimolazione. La stimolazione produceva una riduzione della tachicardia e della compressione vagale durante l’episodio di stress, una condizione favorevole in prospettiva fisiopatologica. Inoltre, preveniva la riduzione della produzione del cortisolo al risveglio nella mattina successiva, fenomeno che frequentemente si riscontra a seguito di un episodio di stress sociale. Infine, i soggetti che ricevevano la stimolazione riferivano un livello di ansia percepita assai minore al termine della seduta di stress rispetto agli individui di controllo. Questa ricerca fornisce per la prima volta la chiara evidenza che una singola sessione di stimolazione elettrica della DLPFC sinistra attenua significativamente l’impatto neurovegetativo e ormonale dell’esposizione ad un fattore di stress psicosociale. Questi risultati sostengono anche la rilevanza di questa regione cerebrale come target potenziale per il trattamento non farmacologico e non invasivo della depressione.

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Il meglio di Gershwin con l’Orchestra Roma Sinfonietta

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 giugno 2019

Roma giovedì 4 luglio 2019 alle 21 alla Casa del Jazz (Via di Porta Ardeatina 55) con un concerto dell’Orchestra Roma Sinfonietta diretta da Gabriele Bonolis e la partecipazione straordinaria del pianista Giuseppe Andaloro.Il programma è interamente dedicato a George Gershwin. Si ascolterà una selezione dell’opera Porgy and Bess, in cui Gershwin realizzò una straordinaria sintesi di musica popolare e colta, rielaborando genialmente diversi generi musicali, come il blues, lo spiritual e il jazz. Nato da una famiglia russa di origine ebraiche stabilitasi da pochissimo a Brooklyn, Gershwin fu il primo compositore d’oltre oceano a superare la soggezione nei confronti della musica colta europea e a creare un’opera inconfondibilmente americana.Al centro del concerto sta la Rapsodia in Blue per pianoforte e orchestra, un vero caleidoscopio musicale, che riflette la molteplicità delle culture che convivevano nelle metropoli americane degli anni Venti: con le sue melodie e i suoi ritmi che richiamano la musica afroamericano, la Rapsodia in Blu rappresenta il momento in cui le porte delle sale da concerto si aprirono alle suggestioni del jazz e fu un enorme successo fin dalla prima esecuzione, a New York nel 1942. Allora stava al pianoforte il compositore stesso, ora invece l’eseguirà Giuseppe Andaloro, uno dei più apprezzati pianisti italiani, che suona regolarmente in prestigiose sale e con grandi orchestre in Italia e all’estero.Insieme a queste pagine celeberrime, il concerto metterà in evidenza tre Preludes e cinque Songs di Gershwin, brani di minori dimensioni ma non meno affascinanti: queste musiche meno costruite e più spontanee hanno un fascino immediato e irresistibile, venivano trasmesse in continuazione da tutte le radio americane e i loro spartiti vennero venduti in milioni di copie.Gabriele Bonolis, per anni collaboratore di Ennio Morricone, svolge un’importante attività personale come direttore d’orchestra con prestigiose orchestre e teatri in Italia e all’estero, tra cui Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Orchestra Sinfonica “G. Verdi” di Milano, Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, Festival dei 2 Mondi di Spoleto, Orchestra Sinfonica Nazionale Ceca, Opera di Stato di Dresda.Giuseppe Andaloro svolge sin da giovanissimo un’appassionata e intense attività concertistica ospite di importanti festival (tra cui Salisburgo, Spoleto Due Mondi, Festival Arturo Benedetti Michelangeli di Brescia e Bergamo) e di grandi orchestre (London Philharmonic, Accademia Santa Cecilia di Roma, NHK Symphony Tokyo, Philharmonische Camerata Berlin e molte altre) collaborando con direttori del calibro di Vladimir Ashkenazy e Gianandrea Noseda e con artisti quali Sarah Chang, Giovanni Sollima e John Malkovich.

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Stefano Allesina (University of Chicago) in visita all’Università di Parma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 giugno 2019

Parma Venerdì 28 giugno Stefano Allesina, Direttore del programma di Dottorato in Ecologia e Biologia Evolutiva della University of Chicago, sarà in visita al Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma. Alle 10.30 il prof. Allesina terrà il seminario “Predicting coexistence in experimental ecological communities”: l’appuntamento è nell’Aula 5 del Plesso di Biologia, al Campus Scienze e Tecnologie.Per il prof. Allesina si tratta di un ritorno, poiché la sua carriera scientifica ha mosso i primi passi proprio nell’allora Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università di Parma. Nato a Carpi nel 1976, Stefano Allesina si è laureato in Scienze Ambientali sotto la guida di Alessandro Zaccagnini, e ha poi conseguito il dottorato di ricerca in Ecologia lavorando su modelli matematici applicati all’ecologia, collaborando con il docente Antonio Bodini.Il prof. Allesina si è trasferito negli Stati Uniti dal 2004, dove ha svolto attività di ricerca prima alla University of Michigan, poi alla University of California a Santa Barbara. Dal 2009 lavora alla University of Chicago, dove nel 2014 è stato promosso a professore ordinario. Autore di più di 80 articoli scientifici e del libro “Computing Skills for Biologists” (con Madlen Wilmes, pubblicato da Princeton University Press nel 2019), è vice-direttore della rivista PLoS Computational Biology. Ha ricevuto il prestigioso CAREER Award dalla National Science Foundation nel 2012; nel 2018 è stato premiato come ricercatore dell’anno dalla divisione di biologia della University of Chicago.Nella sua ricerca si occupa di comunità ecologiche (gruppi di specie) ed ecosistemi, con spiccato interesse verso i meccanismi della coesistenza di specie, da sempre uno dei temi più rilevanti in ecologia con importantissimi sviluppi applicativi: basti pensare ai problemi posti dalla conservazione della biodiversità e al rischio di estinzioni massicce, di cui spesso si parla in questo periodo. I suoi contributi su questi temi sono notevoli, con soluzioni capaci di abbinare a una solida base quantitativa (matematico-statistica-ecologica) un’accentuata “creatività”. Ad esempio, per trovare la soluzione al problema della coesistenza di specie in competizione, che dai primi anni Settanta, da quando sir. Robert May se ne occupò, ha sempre perseguitato gli ecologi, il prof. Allesina si è ispirato al famoso gioco “Sasso, carta, forbice”. O ancora, nella ricerca delle specie che in un ecosistema sono importanti per la sopravvivenza delle altre (le cosiddette “specie chiave”), ha modificato, adattandolo alla realtà naturale e alle sue dinamiche, l’algoritmo “Page Rank” di Google, sfruttandone la capacità per selezionare le specie importanti in funzione dei legami (trofici) che puntano ad esse: un po’ lo stesso criterio con cui viene definita l’importanza dei siti web.

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Le università italiane più presenti sui media

Posted by fidest press agency su sabato, 15 giugno 2019

“Politecnico di Milano” (3.005 citazioni), “La Sapienza” di Roma (2.221) e “Alma Mater” di Bologna (2.187) sono le università italiane di cui più si è parlato sui mezzi di informazione italiani nell’ultimo mese. A mettere in evidenza questi dati è il monitoraggio svolto da Mediamonitor.it su oltre 1.500 fonti d’informazione fra carta stampata (quotidiani nazionali, locali e periodici), siti di quotidiani, principali radio, tv e blog, utilizzando tecnologia e soluzioni sviluppate da Cedat 85, azienda attiva da oltre 30 anni nella fornitura dei contenuti provenienti dal parlato.
A spingere sui media il Politecnico di Milano ha contribuito il posizionamento della sua School of Management tra le migliori 80 al mondo, mentre de “La Sapienza” di Roma si è parlato molto per l’incontro organizzato con l’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano, che un gruppo di sostenitori di Forza Nuova ha cercato di impedire.Nella top five delle università più presenti sui media c’è anche la “Federico II” di Napoli che nell’ultimo mese, secondo quanto rilevato da Mediamonitor.it, ha raccolto 1423 menzioni sui mezzi di informazione, circa il doppio rispetto alla Bocconi di Milano (885) che di recente ha ospitato la finale dei Campionati Internazionali di Giochi Matematici.
Al sesto posto della classifica elaborata da Mediamonitor.it c’è il Politecnico di Torino (708 citazioni), che ha avviato una collaborazione scientifica con il CNR per contrastare i cambiamenti climatici. A seguire la LUISS di Roma (546), dove durante un incontro il ministro Tria ha ribadito la necessità di investire nel capitale umano e sociale per “non amplificare la società della rabbia”.Completano la top ten degli istituti universitari più menzionati sui mezzi di informazione l’Università della Calabria (513 citazioni), l’Università “La Statale” di Milano (403) e l’Università Politecnica delle Marche (396).

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Lectio magistralis su: “Intelligenza della Salute”

Posted by fidest press agency su sabato, 8 giugno 2019

Bologna venerdì 14 giugno alle ore 11 all’Aula Magna di Santa Lucia (via Castiglione, 36, Bologna) per la consueta lectio magistralis conclusiva della manifestazione, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e da Genus Bononiae. Musei nella Città, in collaborazione con l’Università di Bologna e con il supporto del Gruppo Intesa Sanpaolo, dedicata quest’anno alla “Intelligenza della Salute”. Il DNA è una molecola instabile, sottoposta in ogni momento a danneggiamenti dovuti sia a fattori esterni – radiazioni ultraviolette, radicali liberi, sostanze cancerogene – sia fisiologici. Allo stesso modo però, in ogni momento, le nostre cellule sono in grado di attivare spontaneamente processi di riparazione del DNA: processi di invecchiamento, malattie neurodegenerative, cancro sono legati ad un indebolimento di tale capacità. Una scoperta di portata enorme, frutto di anni di studi, che nel 2015 valse a Tomas Lindahl il Nobel per la Chimica: il professore sarà ospite del Festival della Scienza Medica.
E di intelligenza “innata” del nostro corpo si può senz’altro parlare, se si pensa allo straordinario meccanismo con il quale gli enzimi intervengono a riparare quotidianamente le minuscole porzioni di DNA, salvaguardando in tal modo la correttezza dell’informazione genetica. L’ importanza della scoperta di Lindahl sta nell’aver aperto la strada allo sviluppo di nuove cure per il cancro e le malattie genetiche rare: ciascuno degli enzimi coinvolti nei processi di riparazione – una vera e propria “cassetta degli attrezzi”, come la definì la Royal Swedish Academy of Sciences nelle motivazioni di assegnazione del Nobel – diventa infatti un interessante punto di partenza per sviluppare nuovi farmaci antitumorali. Non solo: come le cellule in buona salute, anche quelle tumorali utilizzano gli enzimi per auto-conservarsi. Ecco perché le nuove terapie anti-tumorali puntano ad intervenire e inibire i processi di riparazione delle stesse cellule tumorali da parte di determinati enzimi. Uno dei tanti enzimi coinvolti nella riparazione del DNA si chiama PARP. La sua attività, in caso di mutazioni dei geni BRCA1 o BRCA2, favorisce lo sviluppo di cellule tumorali. Per comprendere il potenziale patologico di questi due geni mutati basti pensare che i portatori femminili delle mutazioni BRCA sono cinque volte più soggetti a sviluppare il cancro al seno e hanno fino a trenta volte più probabilità di sviluppare il cancro ovarico: il caso dell’attrice hollywoodiana Angelina Jolie, che nel 2012 si sottopose doppia mastectomia ed asportazione delle ovaie e delle tube di Falloppio a causa della mutazione al gene BRCA1, ereditata dalla madre, contribuì enormemente ad accendere i riflettori su tale mutazione e la sua correlazione con lo sviluppo di tumore. Nel 2017 l’Agenzia statunitense per il farmaco ha approvato in via definitiva l’Olaparib, farmaco in grado di inibire l’azione dell’enzima, e al contempo sono cresciute enormemente le richieste di test del DNA da parte delle donne per verificare lo stato di BRCA. Secondo il professor Lindahl esistono molte altre piccole molecole che potrebbero danneggiare il DNA, il che significa “che ci sono potenzialmente ancora molti enzimi di riparazione del DNA in attesa di essere scoperti”: ognuno di essi può essere considerato come una nuova speranza per i pazienti affetti da tumore.
La lectio del professor Lindahl sarà preceduta, alle ore 10, dall’intervento del dottor Marcello Allegretti, Chief Scientific Officer di Dompé, dal titolo “Antarex calcola con intelligenza i farmaci per bloccare le epidemie”. Il dottor Allegretti illustrerà al pubblico EXSCALATE, la piattaforma di supercalcolo intelligente più potente e a basso costo al mondo a supporto della ricerca farmacologica in caso di epidemie: un progetto che nasce grazie alla creazione del Consorzio pubblico-privato Antarex, frutto della collaborazione – tutta italiana – tra Dompé Farmaceutici, Politecnico di Milano e CINECA. La piattaforma si compone di una “biblioteca chimica” di oltre 500 miliardi di molecole, che può valutare più di 3 milioni di molecole al secondo su 30 target biologici contemporaneamente, con un costo computazionale per lo screening medio (1 miliardo di molecole) di 4 mila euro, accelerando così la ricerca di nuovi farmaci a costi significativamente più bassi di quelli fino ad ora affrontati. Attualmente le performance della piattaforma, finanziata dalla comunità europea nell’ambito dei progetti H2020 dedicati all’High Performing Computing, sono sfruttate per individuare molecole efficaci nel contrastare il Virus Zika, ma le possibilità di applicazione sono molto ampie: bloccare o circoscrivere pandemie o gli effetti di un’epidemia su larga scala è ad oggi una delle più grandi sfide della comunità scientifica internazionale. Ma è anche un importante modello per la ricerca scientifica e per l’industria farmaceutica, che apre la possibilità di abbreviare la strada verso trattamenti importanti per la salute pubblica, favorendo la rapida disponibilità di candidati farmaci da valutare in tempi brevissimi.
Martedì 18 giugno alle ore 18:30 la Biblioteca Universitaria (via Zamboni, 35) ospiterà infine la cerimonia di donazione all’Università di Bologna del testo originale del De curtorum chirurgia per insitionem (1597) di Gaspare Tagliacozzi, docente dal 1570 dell’Università di Bologna (lo rappresenta una delle statue che ornano il magnifico Teatro Anatomico seicentesco della Biblioteca dell’Archiginnasio, antica sede della Facoltà di Medicina) ed universalmente considerato il maestro della Chirurgia Plastica Ricostruttiva in Occidente. Il libro descrive il “metodo italiano” per le ricostruzioni chirurgiche del volto, in particolare della piramide nasale, labbra e padiglione auricolare: alla cerimonia prenderanno parte il Magnifico Rettore, Francesco Ubertini, l’AD dell’Istituto Ganassini, Dr. Giuseppe Ganassini di Camerati, e il Professor Fabio Roversi Monaco, Presidente del Festival della Scienza Medica, mentre Paolo Morselli, Professore di Chirurgia Plastica presso l’Università di Bologna e Dirigente Medico dell’Unità Operativa di Chirurgia Plastica presso il Policlinico Sant’Orsola-Malpighi, presenterà l’attività di docente di Gaspare Tagliacozzi presso l’Alma Mater, le metodologie di ricostruzione descritte nel testo e alcuni aspetti della sua vita nella città di Bologna.

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Nuovi materiali ibridi: l’Università di Parma leader di uno studio pubblicato su “Nature Materials”

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 Mag 2019

Parma. Un gruppo di alto profilo internazionale guidato da Massimo Ghidini, docente di Fisica al Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche dell’Università di Parma, ha raggiunto un importante risultato nella ricerca su nuovi materiali ibridi, fabbricati giustapponendo materiali con proprietà complementari, per ottenere funzionalità e applicazioni innovative. Lo studio è stato pubblicato su “Nature Materials”, prestigiosa rivista internazionale con “impact factor” elevato per le scienze fisiche e dei materiali. I ricercatori hanno accoppiato un materiale ferroelettrico con un materiale ferromagnetico, per investigare la possibilità di scrivere e memorizzare informazioni usando campi elettrici anzichè magnetici (come avviene nelle memorie magnetiche attuali) e porre le basi per una nuova generazione di memorie a basso consumo energetico. Se considerati individualmente, materiali ferroelettrici e ferromagnetici sono già da tempo utilizzati in comuni applicazioni oggi in commercio, come ad esempio i dispositivi piezoelettrici o i condensatori ad alta efficienza (per i ferroelettrici), e le calamite o gli hard-disk dei computer (per i ferromagneti). Tuttavia, la scienza e le potenziali applicazioni che si possono ottenere combinandoli sono ancora tutte da esplorare. Ad esempio, una ricaduta inattesa di questo studio è stata quella di mettere in evidenza per la prima volta una proprietà fondamentale delle deformazioni elettromeccaniche del materiale ferroelettrico utilizzato (che pure è molto noto e sfruttato commercialmente da anni).Il risultato di questa ricerca è stato raggiunto grazie alle immagini dettagliate del materiale ibrido ottenute usando speciali raggi X prodotti da Diamond Light Source, il sincrotrone britannico, una delle più avanzate strutture di ricerca al mondo, con cui l’Università di Parma ha stipulato un accordo bilaterale di cooperazione scientifica – promosso dal Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche – per l’utilizzo di radiazione di sincrotrone per progetti in scienza dei materiali, scienze della vita, chimica e fisica.Il progetto è stato concepito al Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche dell’Università di Parma e quindi condotto con il Department of Materials Science dell’Università di Cambridge (UK) e Diamond Light Source (UK). Hanno collaborato anche il Department of Materials Science and Engineering dell’ University of Wisconsin-Madison (USA) ed il Cavendish Laboratory, Università di Cambridge (UK).

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Nasce all’Università di Genova il Centro del Mare

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 Mag 2019

Genova. 5 corsi di laurea triennale, 8 corsi di laurea magistrale, 1 dottorato di ricerca con 23 borse di studio e 6 curricula (il più grande in Italia dedicato al mare): la più ricca offerta formativa a livello nazionale dedicata alle Scienze e Tecnologie del mare. La ricerca sul mare coinvolge oltre 400 studiosi tra docenti, assegnisti, dottorandi e collaboratori. Grazie alle loro attività, l’Ateneo genovese costituisce un punto di riferimento internazionale nella ricerca e nel trasferimento tecnologico in tali discipline, rispetto alle quali si posiziona tra le migliori 10 università al mondo.

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Protocollo d’intesa tra Università per Stranieri di Perugia e Confindustria Umbria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 Mag 2019

Percorsi formativi sui temi dell’internazionalizzazione delle imprese; progetti e attività promozionali all’estero; incoming di operatori esteri in Umbria per ex studenti: include molteplici ambiti il protocollo di intesa tra l’Università per Stranieri di Perugia e Confindustria Umbria sottoscritto a Palazzo Gallenga, sede principale dell’Università per Stranieri di Perugia. L’accordo, di durata biennale, è stato firmato dalla rettrice professoressa Giuliana Grego Bolli e dal presidente di Confindustria Umbria Antonio Alunni alla presenza, tra gli altri, dei docenti della Stranieri Daniele Piccini, Emidio Diodato, Valerio De Cesaris, Antonio Rigano, Stefania Spina, Giovanna Scocozza e Donatella Padua. La firma è avvenuta nel corso della riunione del Consiglio Generale di Confindustria Umbria che, in questa occasione, è stato ospite dell’Università per Stranieri di Perugia.
“Quest’accordo con Confindustria Umbria – ha sottolineato la rettrice Giuliana Grego Bolli al momento della firma – è molto importante per il nostro Ateneo in quanto ci permette una collaborazione stretta sia da un punto di vista della didattica sia per quanto riguarda la formazione. Favorisce, inoltre, incoming di operatori esteri in Umbria, che possano prevedere, in via sperimentale, il coinvolgimento di ex studenti della Stranieri di Perugia che ricoprono nei loro paesi di origine posizioni di rilievo e di interesse per le imprese”. “Si tratta – ha aggiunto Antonio Alunni, presidente di Confindustria Umbria – di un ulteriore tassello di apertura di Confindustria Umbria verso le istituzioni del territorio. La sinergia tra l’Università per gli Stranieri e la nostra Associazione può contribuire a consolidare la presenza delle imprese sui mercati internazionali e nello stesso tempo concorrere a una formazione più focalizzata sulle esigenze di internazionalizzazione del tessuto produttivo locale”.

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Università e mercato del lavoro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 Mag 2019

Roma 6 giugno 2019 ore 9,00 Piazzale Aldo 5 Moro, Aula Magna L’obiettivo del Convegno è quello di accompagnare i principali stakeholder del sistema universitario nella riflessione su nuovi percorsi per migliorare la qualità della formazione superiore e l’accesso ai mercati del lavoro dei laureati, tenendo conto delle trasformazioni strutturali in atto, del quadro di incertezza sistemica e di “coopetizione” internazionale.Dopo i saluti istituzionali saranno presentati i due Rapporti annuali di AlmaLaurea, giunti alla loro XXI edizione, che quest’anno hanno coinvolto i laureati di 75 Università italiane.Il Rapporto sul Profilo dei laureati si basa su un’indagine che coinvolge oltre 270 mila laureati del 2018 e restituisce una fotografia analitica delle loro principali caratteristiche.Il Rapporto sulla Condizione occupazionale dei laureati si basa su un’indagine che riguarda oltre 630 mila laureati ed esamina la posizione raggiunta nei mercati del lavoro di Italia, Europa e resto del mondo dai laureati nel 2017, 2015 e 2013, intervistati rispettivamente ad 1, 3 e 5 anni dal conseguimento del titolo.Alla presentazione delle Indagini seguiranno tre tavole rotonde che approfondiranno rispettivamente i temi: “Verso un modello di università europea: la dimensione del placement universitario”; “Verso nuove connessioni tra università e industria: l’università italiana e lo scenario internazionale”; “Strategie di orientamento e manutenzione dei percorsi formativi per alimentare il successo occupazionale dei laureati”. Le conclusioni saranno affidate al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

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Università Parma: Si aprono le immatricolazioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 Mag 2019

Parma Si aprono il 18 luglio le immatricolazioni all’Università di Parma, che per l’anno accademico 2019-2020 presenta un’offerta formativa ancora più ampia, arrivando a 88 corsi complessivi. Si allarga quindi ancora il ventaglio delle proposte dell’Ateneo, per rispondere al meglio alle esigenze formative di acquisizione di conoscenze e competenze da parte di tutti coloro che sono intenzionati a intraprendere un percorso universitario.
La nuova offerta formativa è stata approvata nei giorni scorsi dagli Organi accademici, unitamente al Manifesto degli Studi 2019-2020, pubblicato sul sito dell’Ateneo. Al debutto due nuovi corsi di laurea magistrale in ambito food e in ambito medico veterinario: Food Safety and Food Risk Management, in lingua inglese, interateneo con l’Università di Bologna, l’Università di Ferrara, l’Università di Modena e Reggio Emilia e l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – sede di Piacenza, con sede amministrativa a Parma, e Produzioni animali innovative e sostenibili.Questa l’articolazione della nuova offerta formativa, che copre tutti gli ambiti di studio presenti nei 9 Dipartimenti dell’Ateneo:
39 corsi di laurea – 3 anni
6 corsi di laurea magistrale a ciclo unico – 5 o 6 anni
43 corsi di laurea magistrale – 2 anni
L’elenco completo degli 88 corsi è visibile sul sito web di Ateneo.

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“Manifesto per la Storia”

Posted by fidest press agency su sabato, 25 Mag 2019

Parma Il Rettore dell’Università di Parma, Prof. Paolo Andrei, aderisce con convinzione al “Manifesto per la Storia”, appello che è stato promosso da Andrea Giardina, Liliana Segre, Andrea Camilleri e da altri intellettuali e illustri personalità del nostro Paese a fine aprile per la valorizzazione della storia nei percorsi formativi dei giovani.
Nelle prossime settimane l’appello, a cui hanno già aderito i Dipartimenti di Discipline umanistiche, sociali e delle imprese culturali e di Giurisprudenza, studi politici e internazionali, sarà portato all’attenzione del Senato Accademico dell’Ateneo.
“La cultura batte il tempo”: Queste parole costituiscono la cifra distintiva e caratteristica sotto la quale sono concepite, organizzate e coordinate tutte le attività di Parma come Capitale italiana della cultura per il 2020, e che rendono subito evidente quanto sia forte, ineliminabile e necessario il legame di Parma con la Storia.In questo contesto di grande sensibilità per l’importanza della dimensione storica come imprescindibile strumento per il raggiungimento di una vera solidità culturale, si colloca anche la missione centrale dell’Università di Parma, che esercita il proprio ruolo sulla base di una chiara e profonda coscienza dell’importanza della Storia come base necessaria di ogni seria e consapevole riflessione scientifica.Fiera e orgogliosa della sua funzione di istituzione culturale votata allo studio e alla valorizzazione della memoria storica, l’Università di Parma intende aderire con convinzione all’appello promosso dal Prof. Andrea Giardina e prontamente recepito da molti autorevoli esponenti del mondo della scienza e della cultura, ossia al “Manifesto per la Storia”.L’Università di Parma condivide la necessità di pervenire a una più vigorosa tutela dell’insegnamento delle discipline storiche in ogni contesto didattico e, per questa ragione, accoglie il monito espresso dal “Manifesto per la Storia” e ne sostiene le argomentazioni. In particolare, l’Università di Parma condivide le richieste di ripristino della debita attenzione alla formazione storica nel percorso didattico degli studenti presso tutte le istituzioni competenti, ponendosi in questo modo con convinzione accanto agli altri Atenei che hanno già espresso questa stessa posizione, nella ferma persuasione che la tutela della Storia costituisca elemento imprescindibile per il raggiungimento di una piena maturità critica».

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Migrazioni e sostenibilità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 Mag 2019

Roma 23 maggio 2019, ore 9:30 – 23:00 Università degli Studi di Roma Tor Vergata – Macroarea di Lettere e Filosofia Via Columbia, 1 e in particolare il Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società e il Dipartimento di Studi letterari, Filosofici e di Storia dell’arte – dedicherà un’intera giornata al tema “Migrazioni e Sostenibilità” nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile promosso da ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile.
Dopo i saluti istituzionali, previsti alle 9.30 in Piazzetta Macroarea, del Rettore Giuseppe Novelli, della Coordinatrice della Macroarea di Lettere e Filosofia Marina Formica, del Direttore del Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società Giorgio Adamo e del Direttore del Dipartimento di Studi letterari, Filosofici e di Storia dell’arte Emore Paoli, con un contributo video del Portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile Enrico Giovannini, la giornata sarà divisa in due grandi sezioni, le cui attività saranno coordinate dal giornalista e portavoce di Unicef Italia Andrea Iacomini.
La mattina (dalle 10 alle 14) sarà dedicata ai laboratori e ai percorsi di ricerca, su temi sensibili e di competenza della Facoltà di Lettere e Filosofia (di cui i Dipartimenti proponenti fanno parte), rivolti a tutti i cittadini ma in particolare alle associazioni e agli studenti delle scuole superiori del territorio, data l’attualità dei singoli argomenti trattati. Gli incontri si svolgeranno nelle aule universitarie e vedranno gli interventi di docenti, dottorandi, ricercatori, esperti e associazioni. Si passa dalle “Migrazioni nella Preistoria: oggetti, idee, persone e cibo” agli “Incontri di cibi, spezie, aromi e culture”, dalla “Accoglienza, integrazione e cooperazione allo sviluppo: il contributo delle associazioni e dei cittadini” alle “Migrazioni ottocentesche e la sostenibilità della prima globalizzazione: per comprendere il mondo di oggi”, dalle “Forme di integrazione, strumenti di inclusione e contributo dei migranti alla crescita economica” alle “Testimonianze migranti, dalle scuole, dall’università, dal territorio”, dalle “Migrazioni ambientali” alla proiezione in Piazzetta Macroarea del docu-film “Torre Angela: spazi di dialogo tra ieri e domani”.
La mostra fotografica “Tutti sulla stessa barca. Storie di un viaggio fino alla periferia romana”, che si inaugurerà alle ore 14 e che sarà dedicata alla narrazione degli aspetti di integrazione del tessuto migrante all’interno del Municipio VI, grazie al coinvolgimento dell’Associazione Bella Vera, farà da spartiacque della giornata.
La seconda sezione, che si aprirà alle 14.30 con l’intervento del Rettore Giuseppe Novelli sul tema “Università e Migrazioni”, si svolgerà tutta nella Piazzetta Marcoarea e sarà un susseguirsi di incontri, dibattiti e laboratori musicali con la partecipazione di esperti e di docenti dei due Dipartimenti proponenti. Ci si addentrerà nel tema “Migrazioni e Sostenibilità” in tutta la sua complessità, con la volontà di oltrepassare il linguaggio accademico aprendosi all’interesse di un pubblico più ampio, grazie anche alla differenziazione dei linguaggi e all’inserimento nel programma di momenti performativi e musicali di grande impatto. Dal dibattito sul corto “My Tyson” del regista Claudio Casale, che ha vinto il premio di miglior documentario MigrArti alla 75ma Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, all’incontro-concerto “Musiche Migranti 1”, con tre formazioni corali presenti sul palco; dalle letture sceniche con momenti performativi “Tutta un’altra storia. Racconti vitali di migranti”, con il CLICI Centro di Lingua e Cultura Italiana dell’Ateneo e il Laboratorio MILLA Scritture Letterarie per le scene dello spettacolo, al dialogo “Clima, conflitti, migrazioni” a partire dall’ultimo libro sul clima di Grammenos Mastrojeni; dal dibattito “Migrazioni internazionali e nuovi assetti geopolitici globali”, che coinvolgerà docenti ed esperti di geografia, antropologia e diritto, al dialogo sul tema dei “Diritti in mezzo al mare”; dall’incontro “Integrazione, diritto d’asilo e sicurezza”, in cui interverranno esponenti politici della Regione, del Comune di Roma, di Grottaferrata e di altri Comuni limitrofi, al concerto “Musiche migranti 2” che comincerà alle 21 e sarà l’ultimo evento di questa densa giornata.
L’intero evento sarà seguito dagli studenti, italiani e cinesi, del Master congiunto ArtLab Linguaggi dell’arte Grafica (Università di Tor Vergata – Accademia di Belle Arti di Roma) che realizzeranno in Live Drawing un dittico ispirato ai temi trattati sul palco e dalla suggestioni degli spettatori, regalando contemporaneamente ai passanti e uditori piccole opere grafiche su cartolina. Nel corso della Giornata, saranno presenti dei corner informativi gestiti dalle associazioni coinvolte e sarà possibile gustare alcuni prodotti tipici dello street food etnico. Ogni incontro della giornata, come si evince dal programma dettagliato, risponde ad uno, o più, dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile concordati dall’ONU per risolvere le problematiche riguardanti lo sviluppo economico e sociale.

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Presentazione del Corso “Foundation Year”

Posted by fidest press agency su domenica, 19 Mag 2019

Parma lunedì 20 maggio, alle 11, al ParmaUniverCity Info Point dell’Università di Parma (Sottopasso Ponte Romano 2/A).Interverranno il Rettore Paolo Andrei, Simonetta Anna Valenti, Pro Rettrice con delega per l’Internazionalizzazione, Marco Mezzadri, Delegato del Rettore alla formazione iniziale e in servizio degli insegnanti, e Riccardo Ceni, Direttore Conservatorio “Arrigo Boito”, Parma.Il Foundation Year è un corso propedeutico della durata di 10 mesi rivolto a studenti stranieri, interessati a iscriversi a un corso di studi dell’Università di Parma o altra università italiana oppure in un Conservatorio musicale o un’istituzione superiore di studi musicali (ISSM). Il corso è organizzato in collaborazione con il Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma.

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Concerto di Uto Ughi per festeggiare i 60 anni dal suo debutto alla IUC

Posted by fidest press agency su martedì, 14 Mag 2019

Roma sabato 18 maggio 2019 alle 17.30 nell’Aula Magna della Sapienza Uto Ughi ritorna per festeggiare quando sessanta anni fa, il 2 aprile 1959, debuttò alla IUC: aveva quindici anni e portava ancora i calzoni corti ma era già una celebrità.
Per questa occasione speciale suonerà alcuni dei suoi cavalli di battaglia. Insieme a lui Michail Lifits, non un semplice “accompagnatore” ma un pianista di primo piano, vincitore nel 2011 del “Ferruccio Busoni” di Bolzano, uno dei più selettivi e prestigiosi concorsi pianistici in campo internazionale.Ughi apre il concerto con la Ciaccona in sol minore di Tommaso Antonio Vitali, vissuto tra Seicento e Settecento e oggi noto per quest’unica ma celeberrima composizione, che è nel repertorio dei più grandi virtuosi e viene preferibilmente eseguita nella revisione ottocentesca di Ferdinand David. Si passa dal Barocco al pieno romanticismo con la Sonata n. 3 in re minore op. 108 di Johannes Brahms. La dimensione della musica da camera è tra le più congeniali a Brahms e occupa nel suo catalogo uno spazio superiore a quello dei lavori sinfonici; alla musica da camera il compositore si rivolse particolarmente nella sua età matura, componendo alcuni dei suoi maggiori capolavori, tra cui questa Sonata, che mostra un’estrema attenzione alla rifinitura e all’equilibrio formale e ha spesso un tono di meditazione intima, quasi di confessione.La seconda parte del concerto è dedicata a tre celebri e brillanti pezzi di bravura della fine dell’Ottocento e dell’inizio del Novecento che flirtano con i colori e i ritmi della musica spagnola. È di Manuel De Falla, il maggior rappresentante della scuola nazionale iberica, la Suite Popular Española, fortunata versione per violino e pianoforte delle sue Canciones Populares Españolas del 1914. Dedicato al violinista spagnolo Pablo De Sarasate, il Rondò capriccioso op. 28 di Camille Saint-Saëns era fatto per mettere in mostra la prodigiosa bravura di quel celebre virtuoso e nel contempo era un omaggio alla sua patria, perché vi compaiono melodie e ritmi dall’inconfondibile colore spagnolo. Questo brano divenne talmente celebre che due grandi compositori come Bizet e Debussy ne hanno fatto delle proprie versioni. Il concerto si conclude con la pirotecnica Tzigane di Maurice Ravel, una musica dal virtuosismo satanico e smagliante, un vero tour de force con cui solo i più grandi violinisti possono cimentarsi.Non è certamente necessario tessere ancora una volta le lodi di Uto Ughi, uno dei massimi esponenti della tradizione violinistica italiana e più grandi violinisti in assoluto dei nostri giorni. Quando era appena dodicenne, la critica già scriveva di lui: “Uto Ughi deve considerarsi un concertista artisticamente e tecnicamente maturo”. Ha suonato in tutto il mondo, nei principali festival, con le più rinomate orchestre sinfoniche, sotto la direzione dei più importanti direttori d’orchestra tra cui Celibidache, Gatti, Gergiev, Giulini, Maazel, Mehta, Pretre, Rostropovich, Sawallisch, Sinopoli, Temirkanov. Ha inciso le più importanti opere del repertorio violinistico e pubblicato il libro “Quel Diavolo di un Trillo – note della mia vita”. Suona un Guarneri del Gesù del 1744 dal suono caldo e dal timbro scuro, forse uno dei più bei “Guarneri” esistenti, e uno Stradivari del 1701 denominato “Kreutzer” perché appartenuto all’omonimo violinista a cui Beethoven aveva dedicato la famosa Sonata.
Nato nel 1982 a Tashkent (Uzbekistan) e trasferitosi in Germania all’età di 16 anni, Michail Lifits svolge una notevolissima carriera da solista nelle più importanti sale da concerto d’Europa e d’America ed è anche un appassionato e ricercato musicista da camera. Incide in esclusiva per Decca ed è attualmente impegnato nell’incisione integrale della musica per pianoforte di Schubert.

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