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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘universitaria’

In-Formazione Universitaria torna a Euroma2

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2019

Roma EUROMA2 dal 13 al 16 marzio 2019 Via Cristoforo Colombo, angolo Viale dell’Oceano Pacifico (Roma) Euroma2 organizza e accoglie anche quest’anno “In-Formazione Universitaria”, una quattro giorni interamente dedicata agli studenti in procinto di scegliere il percorso formativo che li porterà a costruire la loro carriera lavorativa. L’invito è rivolto agli studenti del quarto e quinto anno delle superiori. Si trasformerà in una grande piazza dedicata agli Open Days delle Università e delle Accademie, al fine di nutrire le aspettative dei ragazzi in tema di formazione e futuro percorso di studi
Quale corso di studi sarà più indicato per raggiungere tale obiettivo? I ragazzi in visita presso Euroma2 potranno valutare insieme a professori e studenti, la strada più adatta alle loro esigenze, in base a interessi, inclinazioni e attitudini di ognuno. Si potranno fare domande direttamente a coloro che ogni giorno vivono e lavorano nel mondo dell’Università, per ricevere informazioni e orientarsi meglio di fronte al ventaglio di offerte formative a disposizione.
Si prevede un’edizione dai grandi numeri per l’iniziativa dedicata all’orientamento universitario, promossa e organizzata da Euroma2: “In-Formazione Universitaria”. In vista della IV edizione arriva un’importante risposta da parte di Università e Accademie che richiedono sempre più numerose di partecipare all’evento, in programma dal 13 al 16 marzo negli spazi dello shopping mall di Viale dell’Oceano Pacifico. Per l’edizione 2019, le richieste hanno registrato un incremento del 30%, raggiungendo il numero di quaranta adesioni, in crescita rispetto all’anno precedente. Si tratta di un evento molto atteso da studenti e famiglie, per la concreta possibilità di conoscere da vicino i programmi e le offerte degli Atenei e delle Accademie. Un’occasione immancabile per migliaia di studenti di Roma e del Lazio.

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Giornate di Vita Universitaria 2017 – Dipartimento di Studi Aziendali

Posted by fidest press agency su martedì, 12 dicembre 2017

Roma Venerdì 15 Dicembre 2017, ore 9:30 Aula Magna Via Silvio D’Amico 77.Durante la Giornata di Vita Universitaria al Dipartimento di Studi Aziendali sarà presentata l’offerta formativa del corso di laurea in Economia e gestione aziendale. L’incontro si svolgerà venerdì 15 dicembre 2017 dalle 9,30 alle 13 nell’Aula Magna del Dipartimento di Studi Aziendali in Via Silvio D’Amico 77, Roma.
Durante la GVU gli studenti avranno la possibilità di assistere alla presentazione del corso di laurea da parte dei docenti e degli studenti seniores del Dipartimento, nonché di fare una visita guidata nella sede.Il programma dell’incontro sarà costantemente aggiornato sul sito dell’Ufficio Orientamento, nella sezione dedicata: http://host.uniroma3.it/progetti/orientamento/

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Milano è una città per universitari?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 aprile 2017

milano10Milano mercoledì 12 aprile alle 17 si confronteranno sul tema “Milano e la società della conoscenza” i rettori di Statale, Bicocca, Bocconi e Politecnico: l’incontro si terrà nella Sala Alessi di Palazzo Marino. L’evento è organizzato dal Distretto 2041 del Rotary, che riunisce i club metropolitani, nell’ambito della rassegna “Milano, identità e futuro”. Questo ciclo di incontri sulla città di Milano giunge al suo terzo appuntamento, dopo aver incontrato i consoli residenti in città – interrogandoli sull’internazionalizzazione del capoluogo lombardo – e i direttori dei musei cittadini: i primi appuntamenti hanno evidenziato come Milano sia una città attrattiva, che negli ultimi anni ha saputo aggiungere al suo storico “dinamismo imprenditoriale” e di piazza finanziaria una offerta culturale di altissimo livello internazionale. Proprio in quest’occasione è emerso che una quota significativa degli stranieri che vengono a risiedere a Milano è costituita da studenti, che apprezzano i servizi offerti – Milano si conferma come una città “facile” da percorrere, di dimensioni ridotte e con una buona rete di mezzi pubblici – ma lamentano gli elevati prezzi degli affitti e, nel complesso, non riscontrano nell’organizzazione dei servizi e nella stessa vita culturale e professionale della Città la capacità di valorizzare le risorse rappresentate dalla presenza di oltre 183mila giovani distribuiti su otto università. Appunto: Milano è una città per universitari? Il dibattito è aperto al pubblico.
In serata, alle 19, il Rotary – in collaborazione con la Veneranda Fabbrica del Duomo – offrirà alla cittadinanza un concerto dell’orchestra sinfonica Giuseppe Verdi di Milano nel Duomo cittadino. Sarà eseguita la Passione secondo Matteo di J.S. Bach.

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“Settimana universitaria dell’Aikido”

Posted by fidest press agency su martedì, 6 gennaio 2015

AikidoSi terrà a Cagliari, presso il centro sportivo Gymnasium in via Mameli 166 a Cagliari, e prevede la pratica gratuita dell’Aikido ad ogni studente universitario regolarmente iscritto, per una intera settimana. Chiuderà l’evento un embukai, ossia una dimostrazione di tecnica e prestanza atletica di tale arte marziale.La manifestazione si terrà dal 12 al 17 gennaio 2015, il lunedì e mercoledì dalle 21.00 alle 22.15, il martedì e giovedì dalle 14.00 alle 15.15, il venerdì dalle 20.30 alle 22.30 e il sabato mattina dalle 10.00 alle 12.00. Alle ore 12.00 di sabato 17 gennaio si terrà invece l’embukai aperto al pubblico e che prevede la sola esibizione della disciplina.L’iniziativa è portata avanti dall’Associazione Studentesca Caravella Youth in Action e dall’Associazione Culturale Caravella con la collaborazione dell’Associazione di Cultura Tradizionale Giapponese Aikikai Karalis e con il contributo dell’Università degli Studi di Cagliari e dell’Ente Regionale per il diritto allo Studio Universitario di Cagliari (E.r.s.u.).L’Aikido è riconosciuto da un’istituzione nazionale chiamata Aikikai d’Italia (Ente Morale) e la manifestazione prevede la partecipazione di studenti che non necessariamente fanno parte delle associazioni sopracitate. L’Aikido è uno sport non comune, è persino errato il fatto che lo si chiami “sport”, nacque infatti nel 1942 per volontà del Maestro Morihei Ueshiba, che fin da giovane iniziò lo studio di diverse discipline marziali, eccellendo in tutte. Nel 1930, dopo molti studi, fondò il suo stile personale che chiamò Aiki-bujutsu. Questa disciplina riscosse vasti consensi tra i più alti esponenti delle arti marziali giapponesi. Stabilì il suo centro a Tokio, ma nel periodo della guerra volle trasferirsi in una piccola cittadina, Iwama, dove nel 1942, appunto, diede vita all’Aikido: un’arte marziale innovativa e rivoluzionaria, basata sul sincretismo di plurisecolari tecniche che affondano le proprie radici nei samurai. Il maestro Ueshiba continuò l’insegnamento fino agli ultimi giorni della sua vita, sino al 1969.L’evento prevede la partecipazione del maestro Piernicola Vespri, 5°DAN Aikikai d’Italia e Aikikai di Tokyo, è stato allievo del Maestro Hideki Hosokawa (7°DAN Shihan), e pratica l’Aikido dal 1983. Nel 1990 ottiene la cintura nera, e dal 1998 è responasabile della Scuola Aikido Cagliari che nel 2006 diventa dojo Tomodachi No Kai e nel 2011 Aikikai Karalis. Per diversi anni ha collaborato nell’insegnamento con il M° Hosokawa presso il dojo Musubi no kai.«A prima vista l’Aikido si presenta come un elegante metodo di ricerca dell’equilibrio fisico e psichico – spiega Piernicola Vespri, maestro di Aikido nonché presidente dell’Aikikai Karalis – mediante la pratica controllata di antiche tecniche di derivazione marziale, finalizzate alla neutralizzazione, mediante bloccaggi, leve articolari e proiezioni, di uno o più aggressori disarmati o armati».L’Aikido trova la propria originalità ed efficacia in una serie di movimenti basati sul principio della rotazione sferica. Contrariamente ad altre arti marziali incentrate sui movimenti lineari (avanti, indietro, in diagonale), le tecniche dell’Aikido si fondano e si sviluppano infatti, prevalentemente, su un movimento circolare il cui perno è colui che si difende. In tal modo egli stabilizza il proprio baricentro, decentra quello dell’avversario attirandolo nella propria orbita, e può sfruttare a proprio vantaggio l’energia prodotta dall’azione aggressiva fino a neutralizzarla. Che cos’è quindi l’Aikido? Prova a dare una risposta il maestro Vespri: «Spesso si da una risposta semplice quale “è un’arte marziale di difesa”. Sicuramente è una risposta che non risolve i dubbi su cosa sia esattamente. L’Aikido è una disciplina di origine giapponese che è la fusione di diverse discipline marziali e l’ unione di pratiche religiose di origine scintoista. Si può dire che sia la ricerca dell’unione dell’uomo con l’universo. Detto ciò sembra che sia più una pratica religiosa che altro, ma avvicinandosi in un dojo (luogo sacro dedicato alla pratica delle discipline giapponesi) si vedrà che esiste, si, una vera e propria attività fisica ma che l’aspetto più “esoterico” è nascosto e spesso sconosciuto alla maggioranza dei praticanti». Perché fare Aikido? «Semplicemente per stare bene – prosegue Vespri – attraverso lo studio di vari metodi di respirazione e utilizzando i movimenti circolari, caratteristici della disciplina, si ottiene una miglior funzionalità degli organi interni e si ottimizza il sistema nervoso. Con la pratica costante si può avere maggiore resistenza alla fatica. Questo per quanto riguarda lo stato psicofisico, ma è da sottolineare, inoltre, che non essendoci competizione, si trova quello spirito di collaborazione che aiuta i praticanti principianti ad apprendere più velocemente».

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“Prove tecniche” di lezione universitaria

Posted by fidest press agency su martedì, 8 febbraio 2011

Ancona. Nei giorni 8, 9, 10, 11, 14 e 15 febbraio, centinaia di studenti delle Scuole Superiori visiteranno l’Università Politecnica delle Marche con “Progetta il tuo Futuro 2011 – Le nuove proposte”. La “prima lezione all’università”, che caratterizza dall’anno scorso la campagna di orientamento di UnivPM sarà tenuta dal professor Franco Rustichelli. Una sorta di simulazione di lezione universitaria, che si terrà per tutti in Aula Magna “Guido Bossi” (Ingegneria – Polo di Monte Dago), dopo la consueta presentazione del sistema universitario, delle possibilità derivanti dal “diritto allo studio” e dopo l’illustrazione di “Informarsi online”, con le chance di studiare all’estero.Al termine di questa “prima lezione”, il rettore Marco Pacetti affronterà con la sua consueta capacità comunicativa una fondamentale questione, sempre rilevante: “Iscriversi all’università perché?”.Al termine, nelle aule informative adiacenti all’Aula Magna si distribuiscono gli studenti suddivisi per gruppi di interesse, perché possano acquisire specifiche informazioni sui corsi di laurea delle singole Facoltà: Agraria – Economia – Ingegneria – Medicina – Scienze. Dopo la pausa pranzo (opzionale la prenotazione di un pasto alla mensa universitaria al costo di 4 euro circa), i giovani in visita avranno un’alternativa: sottoporsi a una simulazione dei Test di conoscenza o recarsi a visitare le singole facoltà (per Medicina ed Economia è necessario l’uso del proprio mezzo).

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Approvazione riforma universitaria

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 dicembre 2010

«Con l’approvazione definitiva in Senato della riforma dell’università presentata dal Ministro Mariastella Gelmini, si compie il primo passo concreto per una vera rivoluzione del merito nel mondo accademico italiano. Al contrario delle strumentali proteste degli ultimi giorni, la stragrande maggioranza degli studenti chiedeva da anni una netta inversione di rotta capace di sanare le criticità che da anni strangolano il sistema universitario italiano: pessima governance, strapotere delle baronie, metodi clientelari e familistici di selezione della classe docente, proliferazione indiscriminata dell’offerta formativa, progressivo peggioramento della didattica e della ricerca». E’ quanto dichiara in una nota il vicepresidente nazionale e presidente romano di Azione Universitaria, movimento studentesco vicino al Pdl, Matteo Petrella, a margine della votazione in Senato del ddl Gelmini. Secondo Petrella, la riforma: «introduce norme certe contro i baroni a tutela della comunità studentesca, istituisce criteri meritocratici e trasparenti per l’assuzione di docenti e ricercatori, impone la valutazione degli atenei sulla base dei risultati conseguiti, avvia una battaglia senza quartiere contro gli sprechi e le inefficienze, pone l’accento sul talento con l’istituzione di un fondo per l’assegnazione su base meritocratica di sostegni economici allo studio».  Per Erio Buceti, capogruppo di “Azione Universitaria – Studenti per la Libertà” nel Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, la riforma «rappresenta il punto di partenza per cambiare radicalmente la nostra università: una rivoluzione della quale saremo protagonisti attraverso il Cnsu, che lavorerà per inserire all’interno dei decreti legislativi di attuazione della riforma le esigenze e i bisogni degli studenti». (Ufficio stampa Azione Universitaria Roma)

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Riforma universitaria: è legge

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 dicembre 2010

Dichiarazione di Giuliano Cazzola, deputato del PdL e Vice Presidente della Commissione Lavoro della Camera. “L’approvazione della legge Gelmini e’ una vittoria del riformismo. La sinistra ha perso ancora una volta una importante occasione, schierandosi apertamente con le nuove “guardie rosse” che per mesi hanno devastato le città senza riuscire ad esprimere una sola idea che non fosse confusa e strumentale e alla fine riuscendo a difendere soltanto le loro catene ovvero quella università dei privilegi che a parole dicevano di voler combattere”. (Giuliano Cazzola)

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Azione universitaria vuole incontrare Napolitano

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 dicembre 2010

“Apprendiamo con una certa sorpresa che il Presidente Napoletano si sia dichiarato favorevole ad incontrare gli studenti che protestano conto la proposta di Riforma dell’Università del Ministro Gelmini, ma, soprattutto, che non abbia pensato di incontrare il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, unico organo di rappresentanza studentesca a livello nazionale, democraticamente eletto”. È quanto dichiara in una nota Mimmo Paternoster, rappresentante nazionale degli studenti eletto nella lista “Studenti per la Libertà – Azione Universitaria” (PdL). “Se si decide di ascoltare solo la minoranza contraria al D.D.L. e non la maggioranza favorevole si commette un grosso errore di valutazione e si contribuisce a far passare un messaggio sbagliato – continua la nota – poiché, se per essere ascoltati si devono mettere a ferro e fuoco le città, nessuno fermerà più tutti coloro che credono di avere qualcosa da dire”. “È bene – conclude la nota – che il Capo dello Stato si relazioni con tutti, poiché non è corretto che in questo Paese ci siano figli e figliastri, sopratutto quando i figliastri sono rappresentanti istituzionali democraticamente eletti dalla maggioranza degli studenti. Chiedo, quindi, al Presidente Napolitano di incontrare il CNSU, l’organo consultivo del Ministero che contiene al suo interno tutte le anime delle rappresentanze studentesche e che è sicuramente lo strumento migliore per ascoltare in una sola volta tutte le istanze degli studenti universitari”  Segue una lettera firmata dai rappresentanti degli studenti e destinata al Capo dello Stato

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Riforma universitaria: lettera aperta ai senatori

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 dicembre 2010

(fonte:Sun – Universitas News Foglio Indipendente on Line, Sede in Bologna, via Titta Ruffo 7 Nino Luciani, Direttore responsabile http://www.universitas.bo.it) On.li Senatori, con il ritorno a voi del DDL in oggetto, mi parrebbe giusto dirvi tre cose:
1) Dire del Papa, circa l’università. Incontrando i giovani universitari romani, per i Vespri il 16 dic. 2010, il papa ha sostenuto il “ruolo insostituibile dell’universita’” di soddisfare “il bisogno di una nuova classe di intellettuali capaci di interpretare le dinamiche sociali e culturali offrendo soluzioni non astratte, ma concrete e realistiche”. Il papa ha concluso con un appello, agli studenti, “alla pazienza e alla costanza, virtù da non confondere con l’apatia”. Il papa non ignorava sicuramente le manifestazioni dei ricercatori e studenti nelle scorse settimane su DDL Gelmini. E voi non le sottovaluterete certamente. Forse, vi interessa anche la lettera di una “casalinga” (in verita’ una prof.ssa di scuola media in pensione, sensibilizzata dai mass media, sui recenti fatti studenteschi), che mi ha scritto (in relazione al Foglio On Line, da me diretto): “L’Universita’ e’ un mondo che non conosco. Mi sono laureata il 26 giugno 1976. Credo di appartenere di piu’ alla categoria delle “casalinghe”, forse con un maggior senso critico.” “Mi domando se anche la Ministra Gelmini non appartenga al mondo delle casalinghe e non abbia capito neppure lei fino in fondo la sua riforma.”.
2) Nel merito di possibili emendamenti al DDL, preso atto che la sua maggiore pericolosita’, per l’universita’ pubblica, sta nel non avere dotazione finanziaria, e che è coerente col blocco del turnover (5-10.000 professori), e con l’abolizione del ruolo dei Ricercatori a tempo indeterminato (26.000 persone), proporre di prendere in considerazione la riforma del sistema finanziario delle università, posto che oggi l’ostacolo maggiore sia la crisi attuale del bilancio statale.
C’e’, poi, la considerazione che l’attuale sistema ha i difetti tipici dei paesi a pianificazione centralizzata, e dunque:
a) la cifra totale da finanziare e’ soggetta alle bizzarrie annuali dei Ministri del Tesoro.
b) fa ricadere sugli studenti bisognosi e meritevoli il mancato sostegno del diritto allo studio, dovendo le universita’ filtrare i fondi statali per salvare, prima, se stesse. Questa e’ invece la nostra proposta di nuovo sistema finanziario:
a) Il finanziamento delle universita’ pubbliche avviene mediante un fondo statale, quantificato in base al costo standard per studente, moltiplicato per il numero degli studenti iscritti.
La quota finanziata e’ determinata dai Ministeri del Tesoro e della Universita’, e comunque non inferiore al 70% del costo totale stimato, ed e’ ripartita tra le universita’ in proporzione agli studenti iscritti.
b) E’ istituito presso il Miur un Fondo per gli studenti bisognosi e meritevoli, ex-art.34 della Costituzione.
b) Le universita’ determinano i contributi studenteschi, per il pareggio del bilancio, per la parte non coperta dal Fondo statale. E’ obbligatorio per le universita’ il pareggio del bilancio ed e’ istituito il controllo della Corte dei Conti sul bilancio preventivo;
c) I finanziamenti privati alle Universita’ sono fiscalmente deducibili dal reddito imponibile;
d) In prima attuazione e’ garantito a ciascun Ateneo un FFO – Fondo di Finanziamento Ordinario, non inferiore all’attuale.
3) Dire cosa ho pensato quando ho seguito il dibattito del Senato, sul DDL via satellite TV, il 29 luglio 2010. Ho provato disappunto per alcuni concetti, risuonati di continuo (da parte di molti), ma non sorretti da adeguata conoscenza dell’universita’, quali: “i professori hanno dilapidato il denaro pubblico, e’ venuto il momento di pagarli in base ai risultati”; “i concorsi universitari sono diventati parentopoli, e questo ha declassato l’universita. Basta con gli scandali”.  Non Vi confuto, perche’ da anni i sindacati combattono contro queste “deviazioni”. Vi contesto, invece, che il DDL li usi strumentalmente contro l’universita’ pubblica…, non per risolverli; e vi faccio i seguenti rilievi:
a) quanto alle proliferazione delle sedi, la Ministra farebbe bene a parlarne con gli enti locali, prima che con noi;
b) quanto alla moltiplicazione dei corsi di laurea, il fatto e’ avvenuto in periodo di sperimentazione, in cui le lauree quinquennali dovevano, per legge, essere spezzate in due (ossia 3+2), e quindi anche ogni insegnamento andava, di norma, spezzato in due; e che le lauree quadriennali (che erano la quasi totalita’), andavano aumentate di un anno, oltre che spezzate in (3+2).
Comunque sia chiaro che questo spezzettamento ha determinato un aumento del carico di docenza e di amministrazione, ma non maggiori oneri per lo Stato. Il maggior carico di docenza e’ andato sui preesistenti docenti di ruolo (con pochissime nuove assunzioni, rispetto agli studenti, divenuti 1.800.000), e prevalentemente sui docenti precari (55.000 persone, tra cui ci sono delle vere menti), ai quali oggi il DDL sputa in faccia (dimenticando che gli studenti rimarranno 1.800.000);
c) quanto a parentopoli, il DDL ne amplifica di fatto le “deviazioni” perche’ esse, divenendo “buie”, saranno senza limiti. Infatti il DDL abolisce il concorso locale tra gli “abilitati alla ricerca”. Invece andava mantenuto il concorso locale, ma con commissioni giudicatrici, scelte per sorteggio (non per votazione). (Nino Luciani)

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Pavia: Concerto orchestra universitaria

Posted by fidest press agency su martedì, 14 dicembre 2010

Pavia 16 dicembre 2010, presso la Chiesa Giubilare di San Luca, in Corso Garibaldi, l’Orchestra Universitaria Camerata de’ Bardi offre alla cittadinanza il consueto Concerto di Natale.
Gradito ospite della serata il Coro dell’Università degli Studi di Milano, supportato per l’occasione dal Coro Femminile Musikè di Meda.  Il Coro dell’Università degli Studi di Milano nasce nel 1990 nell’ambito delle attività, didattiche e culturali promosse dall’ateneo Milanese. E’ attualmente composto da una trentina di membri effettivi tra cui studenti dell’università, personale universitario e numerosi appassionati che hanno aderito con entusiasmo e grande impegno alle iniziative del Coro. La Camerata de’Bardi è l’Orchestra Universitaria di Pavia e ha celebrato nel 2009 i venti anni di ininterrotta attività artistica. Si compone per lo più di studenti ed ex studenti dell’ateneo pavese che hanno integrato il proprio tradizionale percorso universitario con studi musicali.
Si inaugura così il sodalizio artistico tra due importanti formazioni musicali universitarie della nostra regione; formazioni mosse e unite dalla comune passione per la Musica, coltivata in piena gratuità ma sulla base di un consolidato background musicale acquisito presso Conservatori e Scuole di Musica. E quale contesto migliore, se non l’Università come luogo di cultura per eccellenza, per testimoniare la valenza del nostro patrimonio musicale. Patrimonio fruibile da ascoltatori ma anche da protagonisti, senza necessariamente fare della Musica la propria professione. Nutrito il programma, che spazia tra le più bello pagine di  Johan Sebastian Bach e Antonio Vivaldi, entrambi esponenti di punta del Barocco, Italiano ed Europeo. Il Gloria RV 589 di Vivaldi verrà eseguito per intero nei suoi 12 movimenti. Di Bach, Orchestra e Coro proporranno una scelta dei più significativi Corali tratti dall’Oratorio di Natale BWV 248. Il 22 dicembre replica del Concerto presso l’Aula Magna dell’Università degli studi di Milano, in via Festa del Perdono 7.
Il calendario dei prossimi appuntamenti sarà a breve disponibile sul sito http://www.cameratadebardi.it, tramite il quale è possibile anche iscriversi alla newsletter della Camerata de’Bardi.

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La Fuci e la riforma universitaria

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 dicembre 2010

La FUCI riconosce il malessere dell’Università italiana ed il suo bisogno impellente di riforma, una riforma che non la consideri come mero capitolo di spesa ma che sia disposta ad investire in essa, riconoscendola come risorsa fondamentale per il Paese. Ma ancor di più il nostro sistema universitario necessita dell’attenzione di una classe politica che abbia a cuore il futuro dei giovani e dell’istruzione, perché il futuro del nostro Paese passa da lì, dalle aule universitarie. Esprimiamo il nostro sostegno a tutti coloro che, avendo a cuore la situazione dell’Università, si ritrovano in questi giorni, in moltissime città italiane, per manifestare pacificamente il loro dissenso.  In una fase storica in cui non dovrebbe più essere necessario ricorrere alla violenza per far valere i propri diritti, riteniamo doveroso stigmatizzare ogni forma di violenza gratuita: siamo infatti convinti che solo dal dialogo possano nascere un’eredità sana e solida per le prossime generazioni e che della violenza nulla resti se non delle radici negative. Rappresenta un’assoluta novità l’occupazione di monumenti del patrimonio artistico – culturale italiano: che sia un segnale ben preciso per ripartire dalla valorizzazione della cultura fonte di ricchezza per l’intero Paese?  Per quanto riguarda più nello specifico il disegno di legge, considerati i tagli lineari di risorse del ministro Tremonti, le leggi delega demandate al governo, i regolamenti che le università dovranno predisporre, constatiamo come le proposte in esso contenute siano in realtà esposte al rischio di una attuazione parziale.  Ci riserviamo, perciò, di esprimere un parere definitivo dopo l’approvazione in Senato, ma possiamo sottolineare alcuni punti critici. Il sistema di valutazione della ricerca: il testo non fa chiarezza sui criteri che verranno utilizzati per la verifica dell’efficienza della didattica e della ricerca da parte del Ministero e dell’Anvur.  Ricercatori a tempo determinato: la previsione del cosiddetto sistema di “tenure-track”, che permetterebbe ai ricercatori, dopo un periodo di massimo 6 anni, di diventare professore associato, contrasta con la mancanza di risorse da destinare ai suddetti contratti di ricerca. Quella che potrebbe essere una norma innovativa a favore del merito e dei ricercatori più bravi, corre il rischio di trasformarsi in una mannaia contro di loro nel caso non vengano destinate adeguate risorse.  Diritto allo studio: un’ampia delega al Governo svuota le previsioni volte a valorizzare la meritocrazia e a rendere effettivo il diritto allo studio, privandole di ogni efficacia Il Fondo per il merito che viene istituito dalla riforma non è altro che un contenitore vuoto.  Governance: l’ingresso di elementi esterni al mondo universitario nel Cda dei vari Atenei dovrà essere contemperato da una precisa definizione dei ruoli, dei poteri e della composizione dei due organi di governo: Senato Accademico e Cda. Infatti il disegno di legge sottovaluta le difficoltà di reperire figure indipendenti disponibili a prendersi le responsabilità amministrative della gestione degli Atenei.  Riteniamo inoltre necessario valorizzare la rappresentanza studentesca all’interno di questi collegi.  Disponibilità di fondi: una riforma che possa definirsi seria e realizzabile necessita di fondi e risorse economiche certe. Mentre negli altri Paesi europei la tendenza è quella di non toccare le voci di spesa relative all’istruzione, in Italia sono soprattutto la Scuola e l’Università ad essere colpite dai tagli operati dal Governo. La mancanza di disponibilità finanziare rende vane molte delle previsioni contenute nel testo della riforma.  E’ per questo che chiediamo al Ministro dell’Istruzione l’istituzione di un tavolo che riunisca le associazioni rappresentative, politiche e non, degli studenti universitari per elaborare congiuntamente delle iniziative serie ed attente che permettano una rinascita dell’Università. Chi ha responsabilità pubbliche deve creare le condizioni perché il dibattito democratico sia attento ed inclusivo. Siamo estremamente convinti della necessità di un tale strumento ed è per questo che ci rivolgiamo direttamente al Ministro Gelmini, alla quale chiediamo: “Convochi subito questo tavolo. Non domani, ma oggi stesso”

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Riforma universitaria: Parere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 dicembre 2010

Nicola Murdaca presidente dell’Associzione Studenti in Primo Piano, operante all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e Domenico Paternoster consigliere nazionale degli studenti universitari eletto con Azione Universitaria, si sentono in dovere di ribadire il loro giudizio estremamente positivo circa la Riforma Gelmini oggi in discussione alla camera. “Il testo ddl 1905 va a colmare e correggere tutti i buchi che presenta oggi il sistema universitario italiano a partire dalla governance, al reclutamento di professori e ricercatori, al fondo premiale e il fondo per il merito per gli studenti universitari. Penso sia mera strumentalizzazione la protesta alla quale stiamo assistendo in questi giorni, soprattutto dopo che il Governo ha dato una risposta ai ricercatori prevedendo il salto di carriera a professore associato di 9000 ricercatori nel quinquiennio 2011-2016; ai tagli, prevedendo maggiori risorse per l’anno 2011 pari a 1 miliardo di euro. Sono contestualmente contento che le richieste sia del nostro Rettore Ornaghi e sia della nostra associazione Studenti in Primo Piano, riguardo maggiori fondi per le Università Cattoliche, ricevano una risposta positiva atraverso un incremento dei finanziamenti pari a 245 milioni di euro.” così Nicola Murdaca Presidente dell’Associazione Studenti in Primo Piano. “In questo modo – dichiara Generoso De Cristoforo responsabile dell’associazione studenti in Primo Piano per la facoltà di medicina – le università private che sono oggi centro di eccellenza sia in Italia che in Europa, come ad esempio la facolta di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma che è ai primissimi posti per produzioni scientifiche e per la sperimentazione di farmaci no profit, vengono poste al centro dell’attenzione da questa riforma che mira a premiare la
qualità”

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Riforma universitaria

Posted by fidest press agency su martedì, 23 novembre 2010

“Ora che i tagli sono decisamente più basi del previsto è fondamentale portare a compimento il percorso della nuova riforma universitaria, per evitare che questo investimento resti vano”  è quanto dichiara in una nota Andrea Volpi Coordinatore Nazionale di Azione Universitaria, in merito agli 800mln di euro per l’università previsti nel ddl stabilità approvato venerdì alla Camera.  “Non possiamo che essere felici se in un periodo di crisi come questo il nostro governo ha deciso di investire sull’università la ricerca nonostante tutto ciò che dicono coloro che protestano in malafede.” “La riforma del sistema universitario – continua la nota – è inserita nel programma elettorale di tutti i parlamentari della maggioranza, anche di quelli che ora sembrano averlo dimenticato, ed è obbligo politico e morale di questo governo tenere fede agli impegni presi con gli elettori, anche se studenti universitari.” “Pertanto ci aspettiamo che ora che la copertura finanziaria può considerarsi sufficiente, rettori, baroni, studenti-sindacalisti e gli stessi parlamentali si rimbocchino le maniche e la smettano con le proteste strumentali”. “Chiediamo al ministero – conclude la nota – di vigilare affinché i nuovi introiti non vengano fagocitati dal solito sistema baronale e siano quindi realmente destinati al benessere degli studenti, a tutti gli altri chiediamo invece di smetterla con le strumentalizzazioni politiche e di mettersi finalmente al lavoro per far ripartire la nostra accademia”

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Roma: popolazione universitaria in aumento

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2010

“Questa iniziativa presenta aspetti di grandissimo interesse”. A parlare il sen. Mauro Cutrufo, vicesindaco di Roma alla conferenza stampa di presentazione della settimana dell’accoglienza dal titolo “Nessuno è fuori sede”, organizzata dall’Ufficio per la pastorale universitaria della diocesi di Roma, in collaborazione con Roma Capitale.    “Monsignor Leuzzi ha sempre voluto giustamente investire nella qualità dell’accoglienza. Del resto il mondo studentesco è ormai in continuo movimento e Roma ne è la piena dimostrazione. La Caput Mundi in Italia detiene, tra gli altri, anche il primato nazionale per numero di atenei e di iscritti universitari. Sono presenti sul territorio comunale 22 atenei tra statali e privati e 24 atenei pontifici. L’Università La Sapienza è per numero di iscritti la più grande d’Europa, seconda nel mondo. Gli iscritti degli atenei romani all’anno  accademico 2009/10 sono stati 228.075. Sono i numeri a certificare questa bella realtà, quelli stessi che ho raccolto nel mio libro “La Quarta Capitale” che racconta la Roma in cifre, quella che pochi conoscono”. “Se prendiamo gli iscritti dell’anno accademico 2008/2009, possiamo fare un’analisi più dettagliata nella realtà universitaria romana. Più del 45% degli iscritti negli atenei romani risulta residente altrove – spiega Cutrufo.  Nel dettaglio, circa il 4% di tutti gli iscritti ed il 9% di quelli fuori sede, provengono dall’estero. Abbiamo così il 52% proveniente dall’Europa, il 13.48% dall’Asia, il 9.56% Sud America, l’8,49% dall’Africa, il 2.29% dal Nord America. I restanti fuori sede provengono per il 65% da altre Regioni italiane e per il 26% dalle altre province del Lazio. Ne consegue – conclude il Vicesindaco – che Roma è la città italiana con il maggior numero di studenti fuori sede e stranieri e questo grazie all’eccellenza dell’offerta di studi”.

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Riforma universitaria

Posted by fidest press agency su martedì, 19 ottobre 2010

Roma, Sapienza. “Non possiamo accettare che per affrettare i tempi e rincorrere una riforma che ancora non c’è, l’amministrazione della Sapienza non rispetti le giuste procedure”. È quanto dichiarano in una nota congiunta Mimmo Paternoster e Francesco Sgura, consiglieri nazionale degli studenti di Azione Universitaria, in merito alle elezioni dei Presidi delle nuove facoltà nate dalla riorganizzazione del primo ateneo romano. “Plaudiamo alla tempestività con la quale il rettore Frati ha modificato lo statuto d’ateneo per anticipare i tempi della riforma – continua la nota –  ma non possiamo tralasciare che l’elezione dei nuovi presidi effettuata senza che prima siano rieletti tutti gli organi interni a facoltà e dipartimenti rischia di creare confusione e delegittimare l’operato dei presidi stessi”. “Chiediamo all’ateneo e se necessario anche al ministro Gelmini di ripristinare il giusto processo delle cose – concludono i giovani consiglieri –  non vorremmo che nella foga di inseguire i principi della riforma passi il messaggio che le regole possono non essere rispettate.”

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Riforma universitaria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 ottobre 2010

“L’ipotesi che il ddl Gelmini, che riforma il sistema dei concorsi e introduce strumenti di valutazione didattica e amministrativa, attualmente prevista per il 14 Ottobre possa essere rinviata non è scelta felice e –affermano in una nota congiunta i neo eletti di Azione Universitaria al CNSU Erio Buceti, Claudio Borgia, Mimmo Paternoster e Francesco Sgura- “ l’obiettivo che bisogna assolutamente raggiungere è quello di lanciare il provvedimento in seconda lettura alla Camera entro la fine di questa  settimana così da completare il terzo e definitivo passaggio al Senato entro la fine dell’anno. Siamo soddisfatti per l’accoglimento delle ultime modifiche che la Commissione Istruzione ha approvato la scorsa settimana come l’emendamento salva-ricercatori che mette sul piatto 9000 posti da associato tra il 2011  e il 2016, con un finanziamento ad hoc e per l’emendamento proposto da Azione Universitaria riguardante gli studenti meritevoli in base al quale chi ha preso il massimo in sede di laurea dopo un percorso regolare non dovrà restituire eventuali prestiti d’onore richiesti. Questa è la strada giusta per il rilancio dell’Università italiana, l’approvazione della riforma necessita di priorità assoluta”. (Andrea Volpi)

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Università: urge la riforma

Posted by fidest press agency su domenica, 3 ottobre 2010

“Non ci piace che la riforma dell’Università subisca altri rallentamenti. La pazienza ha un limite. Se non arriva presto la riforma, si arrabbieranno gli studenti veri” dichiarano in una nota gli studenti di Azione Universitaria a commento dello slittamento dell’approvazione da parte della Camera della riforma dell’Università “E’ urgente aprire al merito, alla trasparenza e al rinnovamento il mondo accademico prima che venga definitivamente affossato da Baroni, ex sessantottini e Rettori che non vogliono andare in pensione” Spiega il coordinatore degli universitari di destra Andrea Volpi . “Fino ad oggi abbiamo visto negli Atenei soltanto proteste-fiction dettate dai professori ostili al cambiamento e recitate dai centri sociali, se il Parlamento dovesse rallentare molto o ostacolare la riforma universitaria, si ribellerebbero gli studenti veri, la maggioranza fino ad ora silenziosa, ma pronta a difendere con le unghie e con i denti il merito e il proprio futuro” Conclude la nota di Azione Universitaria.

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Riforma universitaria: lettera ai parlamentari

Posted by fidest press agency su martedì, 27 luglio 2010

Scrive il Prof. Nino Luciani Ordinario di Scienza delle Finanze, Università di Bologna (in estratto): “il DDL in oggetto promette una demolizione rilevante dell’università pubblica italiana, pur contenendo un buon avvio in alcuni punti. In considerazione di cio’, vogliate rinviare il testo in Commissione Istruzione il DDL, pero’ con precisi indirizzi, perche’ da un rinnovato incontro tra Governo e Parlamento, vengano sciolti i nodi, che sotto vi segnalo:
1) La struttura del DDL è funzionale al “costo zero” della riforma, per lo Stato, ma anche impedisce alle universita’ vie di uscita alternative. Questo non va bene e infatti: a) Il “costo zero” per lo Stato si puo’ accettare come precisa scelta politica del Governo, risultato da elezioni politiche. Invece, appare inammissibile l’impedimento alle universita’ di approvvigionarsi di risorse sul mercato, mediante la liberalizzazione dei contributi studenteschi, per lo stretto pareggio del bilancio. b) Va pur apprezzato che, mantenendo il DDL per la copertura delle spese correnti delle universita’ mediante il FFO – Fondo di Finanziamento Ordinario – pur se a risorse strette, rimarrebbe il soddisfacimento pubblico del Diritto allo Studio con qualche restringimento della maglia. c) L’attuale FFO e’ ripartito in base a parametri che non hanno alcun senso come riferimenti per premiare i “risultati di merito” delle universita’, perche’ costruiti usando statistiche relative ad anni passati, del tutto superati (questo ricorda le esperienze fallimentari dell’Unione Sovietica, dove questo genere di paramtri era applicato a tutti i settori del sistema economico).
2) Governance.  a) Il DDL rafforza l’Esecutivo delle Universita’ (il Rettore si varra’ di un Consiglio di Amministrazione configurato come organo esecutivo, come nelle societa’ per azioni; e l’attuale Direttore Amministrativo diverra’ “Direttore generale”). Questo puo’ essere cosa buona, se bilanciata da un rafforzamento degli Organi deliberanti e di controllo. Ma questo non e’ e infatti:
– è il abolito il Consiglio di Amministrazione, come organo elettivo di rappresentanza delle categorie (professori di I e II Fascia, Ricercatori, Personale Tecnico e Amministrativo);
– il nuovo Senato diviene un organo elettivo senza poteri reali, perche’ è svuotato dei Presidi (attualmente membri di diritto, e figure portanti della democrazia universitaria) ed e’ composto da membri eletti in modo polverizzato (cosi’ da non avere alcun potere reale).
Per evitare questa polverizzazione, un modo e’ la elezione per liste concorrenti dei candidati, in modo da originare una maggioranza ed una minoranza. Nel nuovo organo elettivo non entrerebbe, poi, il personale tecnico e amministrativo, e questo non va bene.
3) Reclutamento e progressione in carriera dei docenti. a) Il DDL istituisce l’abilitazione nazionale (a lista aperta) dei docenti e questo e’ cosa buona.  Inoltre esso “sembra” conservare il concorso locale per il reclutamento e la progressione in carriera, con Commissioni locali di professori del Dipartimento, nominate dal rettore, per la scelta dei professori dentro la lista degli abilitati “nazionali”. In realta’ questo modo “pilotato” di fare le commissioni significa la fine dei concorsi come indicati dalla Costituzione (art. 97) per la Pubblica Amministrazione. Tenuto conto, poi, che i nostri Dipartimenti sono molto corporativi, il localismo (la piaga creata dalla legge 210/1998) sara’ ulteriormente aumentato.
4) Diritto allo studio. Il DDL lede gravemente il diritto allo studio perche’, bloccando in modo rilevante il turnover del personale di ruolo, riduce  per gli studenti la disponibilita’ relativa di docenti a tempo pieno. In questo modo si trascura di considerare che la scuola è come la famiglia, e senza la sua stabilita’, i figli finiscono affidati al vento.
5) Mancanza di norme transitorie per i Ricercatori a tempo indeterminato. E’ prassi che, abolendo un ruolo, i suoi membri siano inquadrati ope legis nel gradino piu’ basso del ruolo superiore. Nel nostro caso, non solo questo non avviene, ma neppure sono previsti dei giudizi di idoneita’ per promuovere i meritevoli, come invece fu fatto per gli assistenti ordinari nel 1980 (DPR 382/80).
6) Professori Associati. Benche’ il DDL non ne abolisca il ruolo (ma sarebbe stato un bene il farlo, e invece mantenere il Ruolo dei Ricercatori a tempo indeterminato), anche per loro e’ opportuno prevedere la chiamata diretta in caso di conseguimento dell’abilitazione nazionale, previa unificazione della progressione retributiva delle tre fasce. SUN – Universitas News

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A Viareggio si parlerà della riforma universitaria

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 luglio 2010

Viareggio 23 luglio dalle 12, il Ministro dell’Università e della Ricerca Mariastella Gelmini interverrà, a Viareggio, alla manifestazione “Dedalo 2010 e la sfida del nuovo”, organizzata da Azione Universitaria dal 21 al 23 luglio, per confrontarsi con i giovani studenti pidiellini sulla riforma del sistema universitario che è attualmente al vaglio del Senato.  “Azione Universitaria continua la sua battaglia quotidiana per il merito, per la trasparenza e per superare il sistema dei clientelismi e delle baronie ben radicato negli Atenei. Siamo prossimi ad un momento epocale, poiché dopo l’approvazione delle aule del Parlamento, la riforma approderà finalmente nelle aule accademiche, consentendo di generale un nuovo modello di governance del sistema, di reclutamento dei docenti, di valutazione dei risultati didattici e della ricerca, di riconoscimento del merito degli studenti, dei ricercatori, dei docenti e delle singole strutture universitarie. Insomma una vera rivoluzione per un sistema bloccato sullo status quo da più di 40 anni. Noi intendiamo contribuire all’approvazione di questa riforma che evita gli sprechi e aumenta l’efficienza del sistema accademico, abbassando l’età dei professori ed evitando il proliferare di corsi e cattedre per docenti e ricercatori poco produttivi. Alle recenti elezioni nazionali, gli studenti hanno confermato la loro fiducia nei nostri confronti e delle nostre battaglie per il merito e la trasparenza”. Così Andrea Volpi, capogruppo del Centro-Destra Universitario al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari. Durante i tre giorni della Versilia sono intervenuti tantissimi ospiti, esponenti del Governo e del PdL, personalità e rappresentanti del mondo universitario tra cui il Ministro Ignazio La Russa e il portavoce Capezzone, il senatore Maurizio Gasparri.

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Riforma universitaria

Posted by fidest press agency su domenica, 11 luglio 2010

“Si deve riflettere sulla portata della Riforma Universitaria voluta dal Ministro Gelmini, sulla tipologie di proteste strumentali in corso e su quanto dichiarato dal prof. Luigi Frati, Rettore della Sapienza, il più grande Ateneo Europeo, circa la presenza di troppi “fannulloni” nelle fila del corpo accademico. Sono dichiarazioni molto forti, che seguono il filone di quella maggioranza silenziosa composta da tantissimi professori, ricercatori e studenti, concordi con lo spirito di una riforma attesa da troppo tempo. Come Consigliere Nazionale degli Studenti Universitari e rappresentante dei giovani di Centro-Destra, mi sento di affermare la piena sintonia con le dichiarazioni, che segnano un vero punto di rottura. Anzi, voglio aggiungere che tantissimi di quei “fannulloni” indicati dal Rettore sono presenti nelle file dalla categoria dei Professori, che a causa di importanti incarichi professionali o politici, delegano il proprio carico di lavoro ai ricercatori sottoposti, sia in termini di produttività scientifica che di supplenza alle lezioni e alle altre attività didattiche”. Così Domenico Paternoster, recentemente eletto nel Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari nelle file di Azione Universitaria (PdL) Il giovane dirigente di AU ha evidenziato che “un’attenta lettura dei dati riguardanti le Produzioni Scientifiche, che sono stati pubblicati dalla Sapienza, e la mia conoscenza materiale di quanto avviene nei dipartimenti, mi porta a domandare se sono i ricercatori che “non fanno nulla” oppure che  quest’ultimi “facciano troppo” per i docenti a cui devono rispondere per la propria carriera. L’approvazione della Riforma Gelmini consentirà, finalmente, di premiare la meritocrazia e la politica del fare e di svecchiare il gerontocratico corpo accademico. Il limite massimo di dieci anni posto per la carriera di ricercatore, la limitazione delle chiamate dirette, l’istituzione di una commissione nazionale che rilascerà l’abilitazione scientifica nazionale, l’obbligo di pensionamento per i docenti che abbiano raggiunto i settant’anni di età e l’adozione del principio della valutazione delle “Produzioni Scientifiche” per la progressione nella carriere e per il trasferimento dei fondi pubblici renderanno più ponderate e trasparenti le “chiamate” e le assunzioni. La Riforma disegna un nuovo sistema universitario e potranno esultare coloro che credono nella preparazione degli studenti e nella qualità della ricerca. Auspico che Rettori, docenti, ricercatori e rappresentanti degli studenti scelgano di stare dalla parte della politica del fare per ricostruire un’Università italiana degna della sua storia secolare”.

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