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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘universo’

Alla Stranieri un viaggio nella bellezza dell’universo con il prof. Ereditato dell’Università di Berna

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 febbraio 2019

Perugia. “Antonio Ereditato è uno scienziato che vive il suo tempo e lo interpreta con il rigore e la passione per la divulgazione scientifica che lo caratterizzano.
Per la rettrice Grego Bolli la Stranieri rappresenta “Un luogo privilegiato che in questi oltre 90 anni di sua storia ha accolto in queste aule donne e uomini che hanno rappresentato l’eccellenza nei loro settori e dove la trasversalità della conoscenza e dei saperi ha rappresentato un valore aggiunto. Questo incontro ben interpreta il ruolo dell’Ateneo di diffondere cultura e conoscenza che sono alla base di ogni crescita e di una consapevole convivenza sociale, economica che è un prerequisito per la pace”.
Impegnato da anni nella ricerca fondamentale, Antonio Ereditato professore di fisica delle particelle elementari presso l’Università di Berna e direttore del Laboratory for high energy physics e dell’Albert Einstein Centre for fundamental physics di Berna, ha raccontato alla platea dell’aula Magna l’affascinante cammino che ci ha portato dapprima a ipotizzare, quindi a scoprire e infine a interrogare quella vertiginosa trama di molecole, particelle, atomi, elettroni, fotoni e quark che costituisce il tessuto ultimo delle cose. Un viaggio nella bellezza dell’universo, partendo dalla scala minima delle particelle elementari per arrivare a comprendere l’immensamente grande del cosmo.
“Parlare di quello che è successo dopo il big bang – ha chiarito il prof. Antonio Ereditato, direttore del laboratorio per la fisica delle alte energie dell’Università di Berna – in fondo significa raccontare la nostra storia dall’inizio. La nostra storia di animali intelligenti sul pianeta Terra comincia 4 miliardi di anni fa con i primi segni di vita. Ma la vita del nostro universo comincia ben prima, quasi 14 miliardi di anni fa. E li c’è stata una continua evoluzione della materia inanimata, secondo delle leggi che largamente ignoriamo oggi, e che stiamo cercando di studiare nei nostri laboratori del Cern e capire come questa materia si è sviluppata nel corso di tanti miliardi di anni e come ha potuto dar luogo a quella che oggi chiamiamo materia animata, biologica. Queste sono le grandi sfide della ricerca”.
Il fisico dell’Università di Berna ha poi illustrato le numerose e complesse attività di ricerca del centro e ha sottolineato che tra i laboratori internazionali di fisica delle particelle, la Big Science per antonomasia, il CERN ha avuto e riveste a tutt’oggi un ruolo preminente.
Per il direttore del Laboratory for high energy physics e dell’Albert Einstein Centre “agli scienziati del futuro è adesso affidato il compito di comprendere la natura di materia ed energia oscura dell’universo. Attualmente – ha specificato – sappiamo che esiste solo perché ne osserviamo gli effetti che produce sulle galassie: l’Universo si sta espandendo e negli ultimi anni ha accelerato questa espansione usando questa energia. Non sappiamo perché sia avvenuta l’accelerazione ma la sfida è comprendere, tra dieci anni, di cosa è fatta la materia oscura e tra venti l’energia oscura”.

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Mostra: Natura e universo femmimile

Posted by fidest press agency su martedì, 6 novembre 2018

Mantova sabato 10 novembre 2018 ore 17.00 Museo diocesano Francesco Gonzaga Piazza Virgiliana, 55 inaugurazione mostra collettiva d’arte contemporanea “Natura e Universo femminile” che resterà aperta fino al 21 novembre 2018. Intervengono
Mons. Roberto Brunelli Direttore del Museo diocesano Francesco Gonzaga e Sabrina Falzone, Francesca Bianucci e Chiara Cinelli Curatrici della mostra. E’ dedicata a un binomio tematico che si inserisce nel solco di una tradizione simbolica secolare e che trova ampia rappresentazione nella storia dell’arte.
“Unità tematica, nel binomio così suggestivo dato dalla Natura e dall’Universo femminile, espressa da una pluralità di voci, provenienti da vari paesi del mondo intero ed esprimentisi in una grande varietà di tecniche artistiche: questa mostra non poteva trovare ambiente più consonante del Museo che la ospita – afferma Mons. Roberto Brunelli, Direttore del Museo -. Chi, dopo avere ammirato questa densa esposizione, vorrà percorrere le sale del Museo vi troverà consonanza nella miriade di capolavori di pittura, scultura, oreficeria, smalti, avori e molto altro, provenienti da mezzo mondo e distribuiti negli ultimi venti secoli. E pluribus unum: il celebre motto, forse virgiliano, fatto proprio dagli Stati Uniti d’America non pare improprio applicarlo anche qui, sia al Museo sia alla Mostra: per entrambi intendendo come unum l’arte, quell’arte che non si appaga di semplice estetica ma si fa veicolo di valori, di quanto di meglio l’uomo trova dentro di sé”.
I ventitré artisti interpreti del tema si sono cimentati su questo duplice binario tematico, ciascuno attraverso il filtro della propria sensibilità, espressività ed esperienza, dando vita a un percorso espositivo che si caratterizza per la coesistenza di linguaggi e stili differenti, e per la provenienza internazionale delle opere in mostra.
Alla varietà di stili rappresentati si somma la pluralità di tecniche utilizzate per la realizzazione delle opere: acquarello, arte frattale, fire painting (combustione con fiamma di candela), fiber art, fotografia, intarsio, pittura e scultura.
“L’esigenza comunicativa accomuna i ventitré artisti selezionati – osserva la curatrice Sabrina Falzone -, ognuno dei quali ha esperito un proprio linguaggio visuale non solo mediante modalità eterogenee, ma anche con una significativa impronta personale, finalizzata ad una capillare diffusione del messaggio artistico e ad una più ampia condivisione di contenuti, stili e procedimenti tecnici. Il grande tema della Natura si manifesta maestosamente in paesaggi, figure, colori e architetture pittoriche. D’altro canto l’Universo femminile, sorretto da un’eclatante creatività, viene sottolineato dalle figure, individuato nelle astrazioni segniche ed enfatizzato dall’eleganza scultorea. Con una pluralità di tecniche artistiche che va dalla terracotta alla pittura, dalla fotografia all’intarsio, gli artisti in mostra si esprimono con inaspettata spontaneità ai fruitori”.
(ingresso libero) da mercoledì a domenica: 9.30–12.00 / 15.00–17.30 lunedì e martedì: aperto solo a gruppi prenotati Ingresso al Museo intero 6,00 – ridotto 4,00

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Conferenza: “L’Universo prima di Galileo”

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 settembre 2018

Genova Venerdì 28 settembre 2018 ore 17:30 SATURA, Palazzo Stella si terrà la conferenza “L’Universo prima di Galileo” tenuta da Enrico Giordano.Nella sesta conferenza del ciclo dedicato all’influenza reciproca tra Scienza e Arte, curato da Mario Pepe e Laura Ghiron, si affronta il tema dell’Universo come veniva percepito prima del Seicento.In epoca pre-strumentale e pre-astronautica a quale percezione e visione di universo poteva arrivare l’uomo? Facendo leva sull’intelligenza, sulla precisione delle misure e sulla meticolosa registrazione di esse l’uomo non tecnologico riuscì sorprendentemente a capire molto dell’universo, oltre a cadere inevitabilmente in alcuni gravi equivoci che oggi magari fanno sorridere ma che sono perfettamente giustificabili. Ne scaturisce una visione in cui gli aspetti scientifici, mitologici e spirituali sono legati in modo indissolubile ed in cui il cielo appare come motore ineluttabile delle vicende umane. Enrico Giordano è laureato in Ingegneria civile sezione edile e svolge l’attività di libero professionista nel campo dell’ingegneria strutturale. Dal 2001 è socio dell’Osservatorio Astronomico di Genova dell’Università Popolare Sestrese e dal 2008 ricopre la carica di direttore. Nell’ambito dell’Osservatorio svolge prioritariamente attività tese alla divulgazione scientifica verso il pubblico e verso le scolaresche. Ha tenuto numerose conferenze a tema astronomico presso varie sedi.

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L’uomo e l’universo che lo circonda e lo compenetra

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 luglio 2018

Scriveva Isaac Asimov: “Eccoci in un piccolo pianeta di una stella media persa nella galassia che contiene centinaia di miliardi di stelle in altre centinaia di miliardi di galassie.
Perché ci dovrebbe essere solo per noi un universo così vasto da non poter essere immaginato?” Ed aggiunge: “Ciò che accadde dopo il big bang deve essere stato di una natura tale da permettere alle stelle e alle galassie di formarsi. Anche piccole differenze lo avrebbero reso impossibile.
Se non fosse per gli atomi, le stelle e le galassie che sono possibili perché lo sono, noi stessi non saremmo possibili. Anche la terra non sarebbe abitabile se la sua orbita cambiasse anche di poco o si modificasse la massa solare.
Ugualmente, piccole modifiche della chimica, per esempio, se l’acqua non si espandesse quando diventa ghiaccio o se gli atomi di carbonio non si agganciassero gli uni agli altri, avrebbero reso impossibile la vita.”
La teoria dei quantum ci fa pure apparire indispensabili. Secondo questa teoria, ci sono condizioni in cui è impossibile dire come un elettrone si comporta sino al momento in cui esso viene osservato. Quando l’elettrone non è osservato, non è possibile neppure la teoria decidere come si sta comportando. Secondo alcuni scienziati, ciò significa che l’universo non può esistere senza i suoi osservatori. Con questa logica dobbiamo pensare che anche i dinosauri siano stati degli osservatori? A questo punto del ragionamento il coinvolgimento religioso diventa inevitabile. Sempre secondo un “forte principio antropico” l’universo fu formato da Dio soltanto a beneficio degli esseri umani. Ed è, dunque, Dio l’osservatore universale che presiede su tutto il cosmo?
Le risposte da dare a tali interrogativi sono controverse. Vi sono degli scienziati che propendono per un “debole principio antropico”. Essi sostengono che l’uomo non è solo nel mondo. Vi possono anche essere luoghi dove non è possibile vivere alle condizioni dei terrestri, ma ciò non esclude una possibilità alternativa e un grado di compatibilità con il luogo in cui si è inseriti. Lo stesso accade per certi animali sul nostro pianeta con la loro caratteristica di stare a proprio agio nell’acqua e di morire se si trasferiscono sulla terra o vice versa.
Ci riferiamo ai pesci e alle piante acquatiche che vivono negli abissi dei mari e a tutte quelle altre forme di “vita” che l’ambiente terrestre rende impossibile il soggiorno.
Ed ecco come il forte ed il debole principio antropico che alberga fuori dal nostro pianeta ci fa rivivere le nostre conflittualità di “persona” nella sua origine etimologica dal latino “personare”, ossia suonare attraverso, come la voce degli attori per la maschera teatrale che portavano sulla scena. (Riccardo Alfonso)

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La paura della morte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 luglio 2018

La considero l’espressione più drammatica dell’Io narcisistico che si oppone all’universo. Chi è tranquillo davanti alla prospettiva della morte rivela di aver fatto un grande salto dalla identificazione con il sé alla identificazione con l’essere. Un nulla che abbiamo voluto, in un moto estremo d’orgoglio frammisto a presunzione, riempire di un qualcosa che ci appaghi. Ma è una pura illusione. Noi nasciamo poiché si compongono due sistemi creativi: quello per clonazione e l’altro per un atto sessuale. Il primo ci duplica ed il secondo ci differenzia. Il primo finirebbe con il renderci tutti uguali fisicamente e mentalmente mentre il secondo determina le opportune variazioni per farci sentire diversi per quel poco che basta per riempire d’orgoglio o per annichilire le nostre mire personalistiche. Esse si riconducono al desiderio di quanti ricercano la lode, l’approvazione, il riconoscimento, l’applauso e si tormentano se non ce l’hanno. Che poi costoro, arsi dal successo, riescano, pur privi dell’elogio e del consenso degli altri, a ritrovare per altri versi, una loro identità resta un fatto puramente illusorio. A pensarci bene, è lo stato più precario in cui si possa trovare un essere umano. (Riccardo Alfonso)

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L’altra faccia della vita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

L'altra faccia della vita(Saggistica ) (Italian Edition) Kindle Edition Non ci giriamo tanto intorno. Quanto scrivo, circa il nostro rapporto con l’al di là, è stato già pensato e fantasticato, e persino riempito di paure, d’orrori, di gioie e di tormenti, da tantissimi prima di me. E’ una storia, quindi, risaputa.
Eppure anch’io intingo la penna nel “calamaio della vita” per parlare d’oggi, pensando all’altra riva, quella che il sommo Poeta fece dire a Caronte, il nocchiero infernale, figlio dell’Erebo e della Notte, essere “né le tenebre eterne, in caldo ‘n gelo”.
Questa rappresentazione ci raggela come molte altre descritte da prosatori, poeti e scrittori di fantascienza.
Noi oggi guardiamo l’universo, che ci circonda e ci compenetra, dotati di una macchina stupenda, il nostro corpo, per quanto sia incapace di vincere tutte le battaglie alle quali è sottoposto quotidianamente. Oggi, di certo, può farlo meglio che in passato, supportati come siamo dalla ricerca scientifica, dalle tecnologie e quanto altro.
Tutto ciò non ci sottrae dal comune destino. Possiamo solo prolungare di qualche anno, o di qual-che decennio, la nostra esistenza. Alla fine non sfuggiamo all’abbraccio mortale. Abbiamo rigirato per millenni “questo calzino” in tutti i modi possibili, ma alla fine è prevalsa la paura, figlia dell’ignoranza e matrigna della presunzione. Persino la speranza cristiana non ha lenito quest’inflessibile momento determinato dal fato. Abbiamo costruito modelli di perfezione, stabilito delle regole, imposto persino con la forza e l’arbitrio, un nostro modo di vedere in opposizione a un altro in nome di un credo che abbiamo considerato incrollabile, incontrovertibile, dogmatico, per la sua supposta origine sacra, laica o confessionale che sia.
E’ stato sufficiente che un nostro simile lo avesse affermato con convinzione per persuaderci che oltre le colonne d’Ercole vi fosse una forza capa-ce di ridarci una nuova vita.
Continua a essere, il nostro tormentone. Fu un momento magico per i profeti che ci parlavano di un’esistenza oltre la vita, perché abbiamo voluto con tutte le nostre forze creder loro. Non potevamo restare nell’ignoranza, per un qualcosa che ci sfuggiva, per una vita che ci lasciava, per noi stessi che ci trovavamo alle soglie di un gran viaggio verso l’ignoto: la morte.
La morte l’abbiamo persino esorcizzata, definita in altre parole. Abbiamo cercato di allontanare questo “calice” dalla nostra bocca, nella speranza di ritrovare in qualche modo l’eternità da vivi e non in quel mondo che non si conosceva: hic sunt leones.
Ci siamo immersi nel lavoro. Abbiamo faticato per stordirci. Siamo diventati eroi, per sfidare la morte. Siamo diventati dei pavidi per sfuggirle. Ci siamo celati nelle sottili elucubrazioni dei nostri pensieri: cogito ergo sum per dirci ci siamo, dobbiamo solo mettere ordine alle nostre conoscenze perché il gran passo nell’al di là altro non è che una continuazione, sia pure con vesti cangiate, del nostro presente, della condizione di vivi. Ma chi ci assicura che la vita è là e non qua? Possiamo quasi toccare l’impulso vitale che ci fa nascere. Possiamo quasi sfiorare l’ultimo istante del nostro cammino che ci porta altrove, ma non riusciamo in alcun modo, se non quello di ricorrere alla fantasia, per capire da dove siamo venuti e dove andremo. Io qui ora vi affermo che questo è un falso problema. Noi sappiamo bene da dove veniamo e dove andremo. La prova è sotto i nostri occhi. Basta saperla individuare. Non bendiamoci con i pur sacri veli di una religione o con le pezze che ci sono offerte dalla filosofia, dalla ricerca speculativa della nostra natura fisica, dalla forza del nostro pensiero laico o religioso che sia. Non bendiamoci. Apriamo gli occhi e cerchiamo di vedere ciò che c’è e non ciò che possiamo solo immaginare come possibile. Non accontentiamoci dei falsi idoli. Andiamo al cuore delle cose perché la morte non è né la fine né l’inizio di ciò che vogliamo credere.
E’ il nostro presente. E’ un presente che non ha un passato e nemmeno un futuro. L’invito che faccio è di guardare con serenità, e soprattutto senza timori, il grande e inevitabile passo che ci attende. Esso richiede la presenza d’uomini e donne forti. Costoro non possono essere inclini alle suggestioni ma aperti alla ricerca e a una spiegazione finale.
E’ la sola condizione che può renderci consapevoli di un’esistenza mediata dalla volontà di comprendere un sottile ma logico disegno che si colloca inevitabilmente oltre a quella che oggi consideriamo la nostra vita e che è stata dei nostri progenitori e lo sarà per i nostri figli e pronipoti.
Forse se fossimo in grado di conoscere tutta la verità su ciò che potrebbe attenderci, “nel regno delle ombre”, non avremmo la forza, lo stimolo vitale per combattere le avversità, per non gettare la spugna al primo ostacolo, e preferiremmo morire perché tale evento ci porterebbe la pace e la serenità desiderata. Sarebbe, quindi, un ottimo motivo per tacere, per farci bere il contenuto di questo calice sino all’ultima goccia, per quanto potesse essere amaro. Vincere, quindi, il disgusto e la contrarietà d’oggi dovrebbe rendere più gradito e più accettabile il trapasso. D’altra parte la fede che c’è stata inculcata cerca di farlo con i suoi rituali e inviti a non chiudere, del tutto, la porta alla speranza. Noi ci attacchiamo a essa come fa l’edera arrampicandosi lungo i muri delle case sino a coprirli, interamente, con i suoi rami e foglie. Come l’edera noi costruiamo il nostro futuro, foglia dopo foglia, passo dopo passo, ogni tanto inciampando, incontrando una crepa nel muro, la sporgenza di un capitello, un ostacolo imprevisto, ma tutto ciò non c’impedisce di continuare a procedere.

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L’uomo e l’universo

Posted by fidest press agency su martedì, 27 marzo 2012

Universita degli studi, Milano, Italia

Universita degli studi, Milano, Italia (Photo credit: Wikipedia)

Milano martedì 27 marzo, con un doppio incontro sul fengshui, il ciclo “L’uomo e l’universo”, organizzato dall’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano in collaborazione con gli insegnamenti di Lingua e Cultura cinese del corso di laurea in Mediazione linguistica e culturale dell’Università degli Studi di Milano.
Maurizio Paolillo, docente di Lingua e Cultura Cinese presso l’Università del Salento ed esperto di fengshui (letteralmente: vento e acqua), spiegherà le origini filosofiche della geomanzia e il suo rapporto con le altre espressioni del pensiero cinese, come la pittura di paesaggio e la medicina tradizionale, martedì 27 marzo alle 10.30 in aula T10 sempre al Polo di Mediazione Interculturale e Comunicazione dell’Università degli Studi di Milano. Il fengshui è un complesso teorico e pratico che affonda le radici nel pensiero cinese antico, in particolare nella cosmologia correlativa (IV-I secolo a.C.), e si fonda sulla comunione tra uomo e ambiente. Nato con l’obiettivo di identificare un sito ideale per le abitazioni sia dei viventi (“dimore yang”) che dei defunti (“dimore yin”), il fengshui gode di eccezionale notorietà in Occidente, dove però è conosciuto soprattutto come tecnica per ottenere il benessere psicofisico grazie a una armoniosa disposizione degli interni della casa.
Alle 18.00, presso il negozio civico “ChiAmaMilano” http://www.chiamamilano.it/cgi-bin/testo2.pl?pmid=21&pos=5, Largo Corsia dei Servi 11, Milano (MM1 Duomo/San Babila), Paolillo approfondirà ulteriormente le influenze del fengshui sull’architettura cinese e sulla pianificazione urbanistica su larga scala (a partire da Pechino), mostrando i punti chiave della visione geomantica del paesaggio e delle dimore umane (a partire dal concetto cardine di qi) e chiarendo le distorsioni interpretative con cui il pensiero New Age ha “adottato” il fengshui.
Maurizio Paolillo è docente di Lingua e Cultura Cinese presso l’Università del Salento. Si è laureato nel 1990 con la prima tesi sinologica in Italia sul fengshui; è autore di una monografia sulla tradizione del giardino in Cina (Il giardino cinese. Una tradizione millenaria, Guerini e Associati, Milano 1996), e di circa 40 articoli in italiano, inglese, francese e cinese pubblicati a partire dal 1992 su riviste specializzate. I suoi studi sono centrati principalmente sul fengshui e sulla visione dello spazio paesistico e pittorico nella Cina antica, espressa nelle tradizioni taoista e buddhista. La sua monografia Il fengshui. Origine, storia e attualità (Carocci, 2012, http://www.carocci.it/web/Controller.do?query=__BOOK_SCHEDA _LIBRO_ 2&jscr=0&srcprm=5593) è la prima, non solo in Italia, ad affrontare il fengshui in tutta la sua complessità storica e dottrinale. Sempre per i tipi Carocci, ha attualmente in preparazione un volume sul Taoismo. Ingresso libero.

 

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Scienza: Il passato remoto dell’Universo

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 marzo 2012

Italiano: MB Monza graffiti 2011 - stencil evo...

Image via Wikipedia

Roma giovedì 15 marzo 2012 ore 15.30 aula Amaldi – dipartimento di Fisica piazzale Aldo Moro 5, si terrà la conferenza dal titolo Il passato remoto dell’universo. Attraverso la descrizione del recente esperimento spaziale Planck, del suo precursore su pallone stratosferico BOOMERanG, e dei loro risultati, si mostrerà come le misure registrate hanno permesso di sviluppare la cosiddetta cosmologia di precisione, richiedendo l’ introduzione di materia ed energia oscure per ben descrivere la composizione dell’Universo e la sua evoluzione. L’incontro si conclude con la descrizione delle problematiche cosmologiche ancora aperte, come l’inflazione cosmica e la composizione ed evoluzione dell’universo, che rappresentano vere e proprie sfide per gli sperimentatori, e i nuovi esperimenti che vengono approntati anche presso La Sapienza. (Paolo De Bernardis)

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Le origini dell’universo

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2011

Roma, 12 aprile 2011, alle 17.10, nell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum (via degli Aldobrandeschi 190), nell’ambito del Master in Scienza e Fede,  parlerà il Prof. Costantino Sigismondi, dell’Università di Roma La Sapienza, su “L’origine dell’universo e del tempo”.
Mercoledì 13 aprile 2011, alle 15.30, interverrà il Prof. Marco Bersanelli, dell’Università degli Studi di Milano, con la conferenza “Verso l’alba del tempo. L’approccio della scienza contemporanea”.I due incontri fanno parte del ciclo “Creazione e teorie sull’origine dell’universo” e saranno trasmessi anche in videoconferenza a Bologna, presso l’Istituto Veritatis Splendor (Via Riva di Reno 57). L’iniziativa è a cura del Master in Scienza e Fede dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, giunto quest’anno alla sua nona edizione. Il Master è diretto dall’Istituto di Scienza e Fede dello stesso Ateneo, eretto il 13 aprile 2010. Tra poco festeggerà il suo primo anno d’attività.Questo Istituto ha come oggetto lo studio, la ricerca e l’insegnamento delle tematiche del rapporto tra scienza e fede, per fornire risposte alle questioni etiche ed antropologiche che gli incessanti sviluppi della scienza e della tecnica suscitano, cercando punti di incontro verso il dialogo.

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Matilde Trapassi: Appunti sull’universo

Posted by fidest press agency su sabato, 6 novembre 2010

Palermo 6 novembre, presso la Galleria Monteleone, alle ore 18.30: “Appunti sull’universo”.    Dopo la mostra personale “Cosmogonie” presentata da Arturo Schwarz presso Le segrete di Bocca e contemporaneamente presso la Libreria Bocca a Milano, Matilde Trapassi si appresta ad inaugurare una nuova personale a  Il titolo vuole sottolineare il carattere peculiare della produzione di queste ultime opere. Il tema è sempre quello della ricognizione nella dimensione dell’ignoto.
In mostra una serie di opere pittoriche di ultima produzione realizzate ad olio o tecnica mista su tele di grande formato, mentre altre opere più  piccole chiamate “progetti tridimensionali”, costituiscono una sorta di anteprima polimaterica dei dipinti più grandi. Durante la mostra sarà proiettato inoltre un video, per la regia di Valentina Di Miceli, dal titolo “Matilde Trapassi. Enigma di una stella oscillante”. Si tratta di un crito-film, ovvero un’analisi critica attraverso i frame video dell’operato dell’artista, visto dai luoghi e dalle suggestioni più intime che lo sostanziano. La presentazione della mostra in catalogo è a cura di Arturo Schwarz.  La mostra si protrarrà  fino al 4 dicembre, presso la Galleria Monteleone (via Monteleone 3, Palermo), tutti i giorni tranne la domenica, dalle 16 alle 19.30 (ingresso libero). (progetto)

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Matilde Trapassi: ad appunti sull’universo

Posted by fidest press agency su sabato, 30 ottobre 2010

Palermo sabato 6 novembre, alle ore 18.30 Galleria Monteleone (via Roma 3) La mostra si protrarrà  fino al 4 dicembre, tutti i giorni tranne la domenica, dalle 16 alle 19.30 (ingresso libero). Dopo la mostra personale “Cosmogonie” presentata da Arturo Schwarz presso Le segrete di Bocca e contemporaneamente presso la Libreria Bocca a Milano, Matilde Trapassi si appresta ad inaugurare una nuova personale a Palermo presso la Galleria Monteleone, “Appunti sull’universo”.   Il titolo vuole sottolineare il carattere peculiare della produzione di queste ultime opere. Il tema è sempre quello della ricognizione nella dimensione dell’ignoto.    “Maglia cosmica”, “Lampi gamma”, Mappa sospesa”, “Big Bang” “Porzione di cielo” “Miraggio su piano inclinato”, “Luce in fuga” sono questi alcuni titoli delle opere in mostra. “Appunti sull’Universo” è un’autobiografia per immagini dell’artista, un diario intimo del suo mondo interiore esteso alla contemplazione dell’universo. In mostra una serie di opere pittoriche di ultima produzione realizzate ad olio o tecnica mista su tele di grande formato, mentre altre opere più  piccole chiamate “progetti tridimensionali”, costituiscono una sorta di anteprima polimaterica dei dipinti più grandi. Durante la mostra sarà proiettato inoltre un video, per la regia di Valentina Di Miceli, dal titolo “Matilde Trapassi. Enigma di una stella oscillante”. Si tratta di un crito-film, ovvero un’analisi critica attraverso i frame video dell’operato dell’artista, visto dai luoghi e dalle suggestioni più intime che lo sostanziano. La presentazione della mostra in catalogo è a cura di Arturo Schwarz.

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Amore dell’Universo

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 ottobre 2010

Roma fino al 17 ottobre 2010 Vittoriano Sala Giubileo Via San Pietro in Carcere. La mostra “Amore dell’Universo. Sculture di Francesco Antonio Libonati”, vuole far conoscere l’universo artistico del maestro lucano – fabbro come il bisnonno, il nonno, il padre; minatore; insegnante all’Accademia di Belle Arti – attraverso una quarantina di sculture realizzate negli ultimi anni.
La mostra, promossa dal Comune di Roma con il contributo di BNL – Gruppo BNP Paribas, UniCredit Banca di Roma, Monte dei Paschi di Siena e con il patrocinio della Presidenza Assemblea Capitolina, è organizzata e realizzata da Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia.
Come scrive Franco Simongini, Francesco Libonati è uno scultore che sembra disinteressarsi del mondo intero e dello stesso ambiente artistico, un artista visionario (e realista) che predica e realizza un credo tutto suo appassionato e assoluto: dobbiamo uscire dall’ambiente condizionato – dice l’artista – entrare nell’Universo. Diverse sue opere in bronzo massiccio hanno titoli emblematici “L’Uomo Spaziale”, “Il Planetario”, “L’Uomo e le Stelle”, “Concetto di essere”. Dice Libonati “non si crea l’emozione senza l’intelligenza e per plasmare e fondere ‘L’Uomo Spaziale’ ho impiegato sei anni, questa figura è come un bambino che sprigiona energia, energia aperta all’umano”. Libonati è un artista diverso, un personaggio lui stesso che ha vissuto una vita differente da molti altri artisti suoi contemporanei. La sua storia è una storia di volontà, sacrificio, disperazione e di vittoria.www.libonati.it

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Amore dell’universo

Posted by fidest press agency su martedì, 28 settembre 2010

Roma, 30 settembre 2010 ore 12.00 Complesso del Vittoriano Sala Giubileo Via San Pietro in Carcere Sculture di Francesco Antonio Libonati. Sarà presente l’Artista. La mostra “Amore dell’Universo. Sculture di Francesco Antonio Libonati”, ospitata al Complesso del Vittoriano dal 1° al 17 ottobre 2010, vuole far conoscere l’universo artistico del maestro lucano – fabbro come il bisnonno, il nonno, il padre; minatore; insegnante all’Accademia di Belle Arti – attraverso una quarantina di sculture realizzate negli ultimi anni. “Robusto come Michelangelo, conciso come Desiderio da Settignano, puro come Brancusi e visionario come Fontana, egli sogna e fa sognare ad occhi aperti chi osserva il suo disegno e il suo modellato. Forze cosmiche e forze mobili della materia sintonizzano il cuore della Terra con i ritmi siderali dell’Universo. Un concentrato di energie suscita figure inusitate e antropomorfe che sembrano amuleti e al tempo stesso eventi di natura. In questa visione antropocentrica e planetaria Francesco Libonati afferma lo spettacolo di una scultura senza tempo che trasmette un sentimento ‘primitivo’ di adesione al ciclo vitale-naturale dell’universo. ”. (D. Trombadori). La mostra, promossa dal Comune di Roma con il contributo di BNL – Gruppo BNP Paribas, UniCredit Banca di Roma, Monte dei Paschi di Siena e con il patrocinio della Presidenza Assemblea Capitolina, è organizzata e realizzata da Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia.

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Amore dell’universo

Posted by fidest press agency su domenica, 26 settembre 2010

Roma, 30 settembre 2010 ore 12.00 Complesso del Vittoriano Sala Giubileo Via San Pietro in Carcere Sculture di Francesco Antonio Libonati. Alla conferenza stampa sarà presente l’Artista. La mostra sarà ospitata al Complesso del Vittoriano dal 1° al 17 ottobre 2010. Vuole far conoscere l’universo artistico del maestro lucano – fabbro come il bisnonno, il nonno, il padre; minatore; insegnante all’Accademia di Belle Arti – attraverso una quarantina di sculture realizzate negli ultimi anni.“ La mostra, promossa dal Comune di Roma con il contributo di BNL – Gruppo BNP Paribas, UniCredit Banca di Roma, Monte dei Paschi di Siena e con il patrocinio della Presidenza Assemblea Capitolina, è organizzata e realizzata da Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia.

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Amadeo Balbi: Seconda stella a destra

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 agosto 2010

Talete, Keplero, Galileo, Newton e tutti gli altri fino ad arrivare a noi, a Einstein, a Hubble e alle teorie del Big Bang. Dagli uliveti della Grecia, alle colline della California, i secoli passati non sono poi molti. Ma è l’universo che è cambiato nel frattempo, un universo smisurato e in continua espansione. Balbi ce lo viene a raccontare in modo così divertente che noi ci appassioniamo ai suoi racconti, alle storie personali dei grandi protagonisti, stralunati pionieri che sono partiti alla conquista del mistero tracciando nel cosmo un sentiero per noi. E se c’è un finale da scriver per il momento non ci va nemmeno di sapere quale sia perché la storia è troppo avvincente e non verremmo mai arrivare alla parola “fine”. Euro: 12,00 Pagine: 224 Ean: 9788841863510 In libreria il 9 settembre
Amadeo Balbi è un ricercatore del Dipartimento di Fisica dell’Università di Roma Tor Vergata. In passato ha lavorato all’Università di Berkeley in California con George Smoot (premio Nobel 2006 per la fisica). Si occupa di cosmologia, la scienza che studia l’origine, la struttura e l’evoluzione dell’universo, e delle connessioni tra la questa e la fisica fondamentale, e l’astrobiologia. Ha pubblicato La musica del Bing Bang (Springer 2007), segnalato al Premio Letterario Galileo per la divulgazione scientifica. E stato “astronomo di riferimento” per la trasmissione radio Condor su Radiodue.

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I buchi neri nell’universo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 giugno 2010

Trieste 3 giugno alle 17.30 il Centro Internazionale di Fisica Teorica ospita la VI Dennis Sciama Memorial Lecture incontro annuale aperto al pubblico organizzato a Trieste e Oxford in memoria del grande cosmologo inglese scomparso nel 1999. Scienziato di fama internazionale, Dennis Sciama ha avuto un ruolo da protagonista anche a Trieste: dal 1982 al 1998 è stato coordinatore del settore di astrofisica della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati.
Sarà Marek Abramowicz (nella foto), fisico teorico polacco, a ricordare per l’occasione la straordinaria figura di Dennis Sciama e il lavoro che hanno svolto insieme alla Sissa negli anni Ottanta e Novanta. I due astrofisici sono stati infatti colleghi prima a Oxford in Inghilterra, e poi proprio alla Sissa di Trieste, dove hanno dato un contributo fondamentale allo sviluppo del settore di astrofisica della Scuola.
Abramowicz è noto per i suoi studi relativi ai dischi di accrescimento intorno ai buchi neri, ovvero gas attratto dal buco nero che cade nel suo campo gravitazionale sviluppando delle spirali. È docente di astrofisica all’Università di Goteborg in Svezia e al Copernicus Astronomical Center a Varsavia. I buchi neri rappresentano uno dei fenomeni più suggestivi e spettacolari dell’universo. Non a caso? commenta entusiasta MarekAbramowicz per il suo ritorno a Trieste? le loro bizzarre proprietà hanno catturato l’attenzione non solo dei fisici di tutto il mondo, ma hanno anche ispirato la fantasia dei registi di Hollywood. Prima di Marek Abramowicz, sono stati Julian Barbour, Roger Penrose e Stephen Hawking, insieme a George Ellis e John Barrow, a ripercorrere,
in occasione dei precedenti incontri alla Sissa di Trieste, il prezioso e originale contributo di Dennis Sciama, uno dei più noti cosmologi del XX secolo. Scienziato dai numerosi interessi, Sciama ha giocato un ruolo centrale nello sviluppo della moderna cosmologia e dell?astrofisica relativistica. Prima di arrivare a Trieste dove ha insegnato fino al 1999, è stato responsabile di diversi gruppi di ricerca, a Cambridge e Oxford, ed è stato un grande maestro di scienza: ha ispirato, infatti,
il lavoro di Stephen Hawking, John Barrow, Brandon Carter, George Ellis, Roger Penrose e Martin Rees. Per il gruppo di astrofisici della Sissa è stato un punto di riferimento fondamentale, spiega John Miller, docente della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati e coordinatore dell’evento  perché ha contribuito a farlo crescere a livello mondiale.

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Scoperte e creazione

Posted by fidest press agency su sabato, 22 maggio 2010

Questa nuova scoperta non desta in me alcuna meraviglia, anzi, mi attendo ben altre scoperte dall’intelletto umano. Ma cosa significa “scoperta”? Si può scoprire ciò che già esiste ma non è conosciuto e si giunge alla scoperta grazie all’evoluzione, allo studio, alla ricerca. Se l’America non fosse esistita Cristoforo Colombo non avrebbe avuto nulla da scoprire. Bisognerebbe andare a monte per renderci conto che, ancora, pur con queste nuove scoperte, non conosciamo che una minima parte di noi stessi e del mondo che ci circonda. La prudenza manifestata dalle gerarchie della Chiesa non ha senso, perché devia dal vero aspetto del problema: l’uomo scopre, non crea, e scopre ciò che è stato creato, fuori da questo sillogismo non esisterebbe neanche l’universo. Queste costanti evoluzioni della scienza non contrastano il principio della creazione, che anzi ne forniscono una ulteriore conferma. Non conosciamo il potenziale dell’uomo; non conosciamo che il 5% del cervello umano, il r4esto è mistero, incognita.
E’ un po’ come i miracoli che accadono in taluni luoghi di culto; escludo che possa esserci intervento divino in quel singolo caso, o in quei singoli casi, perché il vero miracolo sta a monte, proprio nella creazione “ a sua immagine e somiglianza”. La fede, la voglia di vivere, la speranza di guarire scatena elementi non noti alla scienza, o almeno, non ancora noti, che aggrediscono il male debellandolo, infatti non si è mai verificato un “miracolo” che ridona un arto mancante. Rimangono a conforto le parole di Cristo: “Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male”. (Rosario Amico Roxas)

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Mostra di Alessia De Montis

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 maggio 2010

Bologna, 14 Maggio 2010 ore 18.30 (Lunedì / sabato:  14.00 / 19.00) via San Giorgio, 3 Contemporary Concept a cura di Olivia Spatola  Attraverso l’esposizione di una serie di lavori fotografici e video, la mostra tenta di documentare il percorso creativo e di ricerca che l’artista ha svolto a partire dagli anni 2000 ad oggi. Opere tratte da due cicli differenti vengono poste a confronto per dialogare e raccontarci l’universo femminile e maschile, secondo la personale lettura che l’artista ne dà.  Alessia De Montis immagina il mondo dell’arte come uno spazio aperto, un’architettura globale che le permette di tradurre le proprie urgenze in immagini.  Il suo occhio di artista si è incentrato prima sul mondo “femminile” nel tentativo di spiegare quel mistero che è l’universo della Donna, “strega” come la chiama lei. Di questo ciclo, iniziato nel 2000, dal titolo “Odissea Contemporanea” e sviluppato in varie tappe, vengono presentati in mostra due lavori rispettivamente chiamati Alveari e Bozzoli.

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Universo rivelato: Michele Zaza

Posted by fidest press agency su martedì, 2 febbraio 2010

Roma 4 febbraio ore 19, Via S, Francesco di Sales 86 Fondazione Volume.  L’Universo rivelato di Michele Zaza si pone come percorso gnoseologico dell’essenziale e dell’esistenziale, volto alla ricerca e piena comprensione della propria identità mediante un’introspezione realizzata per immagini. La proiezione di volti blu coperti da mani in movimento sono maschere, immagini che rinviano alla zona interiore ed enigmatica dell’essere, ombre rivolte alla ricerca di ciò che avviene al di là dello spazio e del tempo, nella sfera del mito. Una dimensione onirica volta a ricercare la condizione primordiale, la reviviscenza di leggende che legano il corpo contemporaneo dell’artista all’iconografia primitiva attraverso le simbologie del cibo e del sonno, e dei relativi rituali.
Michele Zaza Nasce a Molfetta in Puglia il 7 novembre del 1948. La ricerca di Zaza inizia con il ciclo Cristologia, presentato, nel 1972, alla galleria Diagramma/Inga-Pin di Milano. Nel 1973 crea un nucleo di opere intitolato Dissidenza. Le sue opere sono conservate presso varie collezioni pubbliche, tra cui la Fondation Emanuel Hoffmann di Basilea, l’Hamburger Bahnhhof-Museum für Gegenwart (Berlino), il Walker Art Center (Minneapolis); il Kunsthaus (Zurigo). (universo rivelato)

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Universo e Amore

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 dicembre 2009

Roma 10 dicembre 2009, ore 17.30 nei locali di Piazza della Repubblica 55/56, ci sarà il finissage della mostra di Demet Kiziltas, pittrice, graphic arts designer e architetto, inauguratasi il 20 novembre. Durante il finissage si esibirà dal vivo un trio jazz.  L’artista spiega così la sua visione dell’universo : “Nel percorso vitale proteso verso l’universo, ciascuno di noi ha un ruolo specifico e predeterminato. La vis individuale si manifesta in svariate forme, quasi sempre condizionate; talvolta acquisisce autocoscienza e ci si accorge di essere una manifestazione di energia, l’illusione di un attimo nella dimensione spazio-temporale dell’infinito. L’energia dell’universo, che si evidenzia nell’evoluzione e nella mutazione continua dei suoi elementi, è la vita dell’infinito, assimilabile a quella umana. La vita da sola non ha alcun significato… ma è un’occasione per crearli. La creatività si può esprimere senza il potere, la paura, il possesso ed il giudizio. La sublimazione dell’energia e della creatività umana, l’idealizzazione del pensiero e la trasposizione figurativa dei sogni, la rappresentazione dell’estetica, delle forme, dei colori e delle emozioni danno luogo alla genesi spontanea dell’arte. E nell’intima ricerca di una fusione con l’universale, per chi riesce a creare e a dare un significato alla vita, l’arte resta l’unica magica risposta al nostro anelito di infinito.”

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