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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘uomo’

La città per l’uomo ai tempi del covid-19

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 aprile 2020

Giovanni Maria Flick, Luca Bergamo, Margherita Petranzan, Franco Purini, Salvatore Settis A cura di Massimiliano Cannata, pp. 160, euro 9.99 (La Nave di Teseo editore) Una riflessione corale sul futuro della città e della nostra società dopo il trauma dell’epidemia di Covid-19. Prendendo le mosse da una riflessione voluta da Giovanni Maria Flick, giurista ed ex ministro di Grazia e Giustizia, sul ruolo della città nel presente e nel futuro il vicesindaco di Roma, Luca Bergamo, gli architetti Margherita Petranzan e Franco Purini e lo storico e archeologo Salvatore Settis analizzano con lucidità la crisi del modello di città in cui viviamo, schiava di uno sviluppo incontrollato, del mercato e incapace di garantire la crescita umana e la protezione dei suoi cittadini. Proprio l’epidemia che stiamo vivendo ha reso ancor più evidente che la città è ormai il centro sociale ed economico della nostra vita, ma ha dimostrato anche che è proprio nelle città che il virus ha trovato terreno fertile per svilupparsi e diffondersi, rendendo manifesta la crisi del modello sociale in cui viviamo e di cui le città sono il simbolo. Il Covid-19 ci ha tragicamente ricordato che nessuno si salva da solo e che è la forza della comunità la nostra ultima difesa e che questa va sviluppata per la salvaguardia di tutti. La soluzione quindi è quella di ripensare la città e i suoi sviluppi futuri in un’ottica di “città come bene comune” che incrementi un’etica della cittadinanza attiva e comunitaria e che, al contempo, sia in grado di garantire ai suoi abitanti i diritti fondamentali sanciti costituzionalmente. Questo perché, suggeriscono gli autori, ripensando la città si ripensa anche la società. Viceversa, solo tenendo in considerazione le necessità dell’uomo, i suoi diritti inalienabili, si può riprogettare in modo positivo una città che sia motore di sviluppo non solo economico ma anche personale e umano. Il nostro futuro dipende da questo. Questo agile pamphlet, ricco di spunti e suggestioni, si propone di creare un dibattito e i presupposti per ragionare su una società migliore, perché ogni crisi regala anche delle possibilità di crescita.

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Emergenza Sanitaria e Diritti Inviolabili dell’Uomo

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

COVID-19: il Comitato europeo delle regioni lancerà una piattaforma per sostenere le comunità regionali e locali in tutta Europa,
Una piattaforma di scambio contribuirà a condividere le esigenze e le soluzioni, rafforzerà il sostegno reciproco e fungerà da meccanismo di feedback per consentire una verifica effettiva delle misure dell’UE a livello locale e regionale. Il CdR metterà a disposizione delle comunità locali informazioni pratiche e regolari sulle azioni dell’UE.Il Comitato europeo delle regioni (CdR) ha messo a punto un piano d’azione per sostenere e assistere gli enti locali e regionali in prima linea nella lotta alla pandemia di coronavirus. Il piano, in cinque punti, comprende l’avvio di una piattaforma di scambio per aiutare i leader locali e regionali a condividere le loro esigenze e soluzioni e rafforzare il sostegno reciproco tra le comunità locali in tutta Europa. Esso inoltre metterà i membri del CdR in condizione di esprimere le loro posizioni sulle azioni dell’UE già attuate, consentendo una verifica pratica sul campo delle politiche. Il CdR fornirà informazioni pratiche e regolari sulle misure dell’UE, con particolare attenzione per le opportunità di finanziamento.Il piano d’azione, approvato dalla Conferenza dei Presidenti del CdR*, invita le istituzioni dell’UE a promuovere il sostegno dell’UE ai leader locali attraverso un meccanismo dell’UE per le emergenze sanitarie, volto tra l’altro a coordinare la distribuzione di apparecchiature mediche essenziali in tutta l’UE. Per affrontare le esigenze sanitarie, sociali ed economiche dei cittadini, i leader locali e regionali devono proteggere le loro economie. Il piano d’azione chiede un sostegno finanziario per le imprese locali e le persone colpite dalla disoccupazione, e fa appello al sostegno dell’UE per strategie di ripresa regionale tagliate su misura, attualmente elaborate da molte regioni dell’UE per stabilizzare l’economia.Commentando l’approvazione del piano d’azione, il Presidente del Comitato europeo delle regioni Apostolos Tsitsikostas, ha affermato : ” I membri del CdR e tutti i leader locali e regionali dell’UE stanno facendo sforzi straordinari per contrastare la pandemia . In questi tempi difficili dobbiamo essere uniti e agire responsabilmente. Numerosi presidenti di regioni e sindaci mi hanno chiesto di istituire una piattaforma di scambio che consenta ai membri del CdR e ai leader locali e regionali dell’UE di condividere le loro esigenze, le loro posizioni e le loro idee, e di elaborare soluzioni comuni. Il piano d’azione consentirà inoltre di trattare in maniera più mirata le esigenze sanitarie delle comunità locali e di affrontare gli aspetti sociali ed economici della pandemia, e il loro impatto sugli enti locali e regionali “.A seguito dell’emergenza sanitaria da COVID-19 sono state imposte limitazioni alla libertà di circolazione, di domicilio, di riunione, di pratica della propria religione, di riservatezza, di iniziativa economica, di scelta del trattamento sanitario, giustificate dall’esigenza di assicurare il primario diritto alla vita mediante il contenimento del contagio.La lettura delle opinioni circolanti sul web e di molti articoli di stampa induce la Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo a porre l’attenzione su alcuni aspetti rilevantissimi per la previsione ed attuazione degli strumenti per contrastare l’emergenza sanitaria.Prima di tutto occorre ricordare il rilievo riconosciuto ai diritti inviolabili dell’Uomo dall’art. 2 della nostra Costituzione, declinati nelle loro espressioni dalla Corte Costituzionale in numerose pronunce, la cui limitazione è consentita solo in presenza di conflitto con altri interessi costituzionalmente protetti. In tali casi si impone l’esigenza di un “ragionevole bilanciamento” degli uni con gli altri il quale, tuttavia, non può mai pregiudicare la “garanzia di un nucleo irriducibile del diritto” protetto dalla Carta Costituzionale “come ambito inviolabile della dignità umana”, che impone di impedire la costituzione di situazioni prive di tutela (C.Cost. n. 252/2001).
La tutela del diritto alla salute è riconosciuta dall’art. 32 Cost. come diritto inviolabile della persona umana, prima ancora che interesse della collettività, il quale deve essere realizzato positivamente dal legislatore mediante una non irragionevole opera di bilanciamento fra i valori costituzionali e di commisurazione degli obiettivi così determinati alle risorse esistenti, il cui nucleo irriducibile consiste nell’assicurare cure gratuite agli indigenti.Quanto ai trattamenti sanitari obbligatori, la Corte ha chiarito che essi possono essere imposti solo dalla necessità di salvaguardare contemporaneamente la salute individuale e la salute collettiva, nel senso che l’eventuale conflitto tra la libertà individuale e l’interesse alla salute collettiva può essere risolto a favore di quest’ultimo solo nei casi in cui la sua tutela coincida con la tutela della salute dell’individuo, ferma restando l’esigenza di salvaguardare la dignità della persona, che comprende anche il diritto alla riservatezza sul proprio stato di salute ed al mantenimento della vita lavorativa e di relazione compatibile con tale stato.In questa cornice di principi, l’adozione di misure restrittive della libertà personale deve essere rigorosamente e razionalmente giustificata dalle esigenze di tutela della salute collettiva dai contagi. Rigore e razionalità impongono che, nell’ambito delle determinazioni sulle modalità applicative e sugli strumenti di controllo e repressione degli abusi, la scelta di uno strumento, tra le diverse opzioni possibili, ricada su quello implicante il minore impatto sui diritti in conflitto tutelati dalla Costituzione.Alcune misure tra quelle proposte, se adottate indiscriminatamente, potrebbero comportare la totale compromissione di ogni garanzia dei diritti violati, a volte senza neppure assicurare con certezza il controllo e la tutela della salute collettiva: si pensi all’installazione di applicazioni o trojan sui cellulari per verificare la posizione dei cittadini, senza alcuna comunicazione preventiva, né garanzie sulla loro eliminazione al termine del periodo di emergenza come ha evidenziato il Un ostacolo alla riduzione dei rischi e delle conseguenti misure per fronteggiarli è rappresentato, ora come nei secoli scorsi, dalla necessità di una seria condivisione internazionale di dati, programmi, strumenti e risorse per le emergenze sanitarie. L’accordo tra Firenze e Genova per la peste del 1652 durò pochi anni; il tentativo di accordo della Prima conferenza sanitaria internazionale del 1851 sul colera fu un fiasco totale; ancora oggi i moniti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ed i protocolli per fronteggiare situazioni di pandemia sono rimasti lettera morta per un tempo sufficiente a procurare la diffusione del virus in tutto il pianeta.
Solo una vera solidarietà umana potrà assicurare in futuro il contenimento dei contagi senza le disastrose conseguenze economiche che già si prospettano e che, come nelle epidemie dei secoli passati, avranno come conseguenza certa l’impoverimento di buona parte della popolazione. Anna Maria Pitzolu (Componente esecutivo Lidu – Lega Italiana dei diritti dell’uomo)

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Il gap nelle retribuzioni uomo-donna dev’essere azzerato

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

«In Italia c’è una differenza di genere nei salari del 10%, 2.700 euro lordi, a sfavore delle donne (dati Osservatorio JobPricing 2019). Azzerare questo gap dev’essere una priorità. La Giornata Internazionale della Donna è un’occasione per ricordarlo una volta di più, ma su questo tema bisogna impegnarsi sempre: oltre a essere un’ingiustizia e una questione di dignità delle persone, la mancanza di pari opportunità fra uomini e donne nel mercato del lavoro penalizza i talenti ed è un fattore di arretratezza che pesa su tutta la nostra economia. Sono invece orgoglioso di dire che,nel settore della vendita a domicilio, il lavoro delle donne viene pienamente valorizzato: nelle aziende di Univendita la componente femminile è pari al 91% e le oltre 144mila incaricate svolgono un lavoro meritocratico al 100%, in cui tutti hanno le stesse possibilità di realizzazione e di guadagno perché i risultati sono direttamente commisurati all’impegno. Non solo, la vendita a domicilio offre interessanti percorsi di crescita professionale a tutti e,per le donne impegnate nella cura della famiglia, comporta un ulteriore vantaggio: essendo un’attività che si può organizzare in autonomia, consente di conciliare lavita professionale con gli impegni personali e familiari. Ricordo che, per il 2020, le aziende di Univendita offrono 23mila opportunità a chi cerca un lavoro solido, flessibile e meritocratico».

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Libro. Sylviane Agacinski: L’uomo disincarnato

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

«L’uomo è entrato nell’epoca della sua riproducibilità tecnica». Parafrasando la celebre affermazione di Walter Benjamin a proposito dell’opera d’arte, Sylviane Agacinski interroga, in questo agile pamphlet, ciò che è oggi ovunque dinanzi ai nostri occhi: la riproducibilità tecnica del corpo umano. Riproducibilità annunciata con clamore dalle due religioni del nostro tempo: la potenza tecno-scientifica e la dottrina ultraliberale. L’assalto al corpo carnale per conquistare il cielo del corpo fabbricato è cominciato da tempo, e ha per oggetto due delle facoltà supreme della specie umana: la procreazione e la maternità. La fecondazione assistita, concepita non più come rimedio all’infertilità della coppia, ma come mera riproduzione tecnica della vita, ha aperto la strada all’«uso mercantile della potenza procreativa delle donne e del suo frutto, i bambini». In attesa della macchina chiamata Utero Artificiale (UA), nell’epoca del «mercato totale» in cui ogni individuo è libero di sottoporre a contrattazione tutto, persino il corpo umano, «senza che le leggi interferiscano», è il ventre delle donne a essere, con la «maternità surrogata», oggetto di compravendita, ed è il diritto al bambino, e non più il diritto del bambino a non essere trattato come una proprietà alienabile, la Legge. Al di là delle illusorie credenze che l’accompagnano – l’idea, ad esempio, che una libera sessualità, affrancata da ogni carnalità, possa superare la differenza tra i sessi – questa Legge in cui nulla è sottratto al mercato rappresenta, per Sylviane Agacinski, un pericolo senza pari per la dignità del vivente, un pericolo che va contrastato con la forza di leggi che garantiscano il rispetto dell’integrità morale e fisica di ogni essere umano.
Collana: Piccola Biblioteca Pagine: 96 Tradotto da: Giorgia Visentin Introduzione di: Francesca Izzo Prezzo: €12,00
Sylviane Agacinski (Nades, 1945) è una scrittrice, giornalista e filosofa francese. Ottiene nel 1991 la cattedra come ricercatrice, che occupa a tutt’oggi, presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. È autrice di sette libri e numerosi articoli, principalmente incentrati sul problema del rapporto tra i sessi.

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Libri in rosa. Sylviane Agacinski: L’uomo disincarnato

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 marzo 2020

«L’uomo è entrato nell’epoca della sua riproducibilità tecnica». Parafrasando la celebre affermazione di Walter Benjamin a proposito dell’opera d’arte, Sylviane Agacinski interroga, in questo agile pamphlet, ciò che è oggi ovunque dinanzi ai nostri occhi: la riproducibilità tecnica del corpo umano. Riproducibilità annunciata con clamore dalle due religioni del nostro tempo: la potenza tecno-scientifica e la dottrina ultraliberale. L’assalto al corpo carnale per conquistare il cielo del corpo fabbricato è cominciato da tempo, e ha per oggetto due delle facoltà supreme della specie umana: la procreazione e la maternità. La fecondazione assistita, concepita non più come rimedio all’infertilità della coppia, ma come mera riproduzione tecnica della vita, ha aperto la strada all’«uso mercantile della potenza procreativa delle donne e del suo frutto, i bambini». In attesa della macchina chiamata Utero Artificiale (UA), nell’epoca del «mercato totale» in cui ogni individuo è libero di sottoporre a contrattazione tutto, persino il corpo umano, «senza che le leggi interferiscano», è il ventre delle donne a essere, con la «maternità surrogata», oggetto di compravendita, ed è il diritto al bambino, e non più il diritto del bambino a non essere trattato come una proprietà alienabile, la Legge. Al di là delle illusorie credenze che l’accompagnano – l’idea, ad esempio, che una libera sessualità, affrancata da ogni carnalità, possa superare la differenza tra i sessi – questa Legge in cui nulla è sottratto al mercato rappresenta, per Sylviane Agacinski, un pericolo senza pari per la dignità del vivente, un pericolo che va contrastato con la forza di leggi che garantiscano il rispetto dell’integrità morale e fisica di ogni essere umano.
Pagine: 96 Tradotto da: Giorgia Visentin Introduzione: Francesca Izzo Prezzo: €12,00 Neri Pozza Editore
Sylviane Agacinski (Nades, 1945) è una scrittrice, giornalista e filosofa francese. Ottiene nel 1991 la cattedra come ricercatrice, che occupa a tutt’oggi, presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. È autrice di sette libri e numerosi articoli, principalmente incentrati sul problema del rapporto tra i sessi.

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Libro. Sylviane Agacinski: L’uomo disincarnato

Posted by fidest press agency su martedì, 3 marzo 2020

«L’uomo è entrato nell’epoca della sua riproducibilità tecnica». Parafrasando la celebre affermazione di Walter Benjamin a proposito dell’opera d’arte, Sylviane Agacinski interroga, in questo agile pamphlet, ciò che è oggi ovunque dinanzi ai nostri occhi: la riproducibilità tecnica del corpo umano. Riproducibilità annunciata con clamore dalle due religioni del nostro tempo: la potenza tecno-scientifica e la dottrina ultraliberale. L’assalto al corpo carnale per conquistare il cielo del corpo fabbricato è cominciato da tempo, e ha per oggetto due delle facoltà supreme della specie umana: la procreazione e la maternità. La fecondazione assistita, concepita non più come rimedio all’infertilità della coppia, ma come mera riproduzione tecnica della vita, ha aperto la strada all’«uso mercantile della potenza procreativa delle donne e del suo frutto, i bambini». In attesa della macchina chiamata Utero Artificiale (UA), nell’epoca del «mercato totale» in cui ogni individuo è libero di sottoporre a contrattazione tutto, persino il corpo umano, «senza che le leggi interferiscano», è il ventre delle donne a essere, con la «maternità surrogata», oggetto di compravendita, ed è il diritto al bambino, e non più il diritto del bambino a non essere trattato come una proprietà alienabile, la Legge. Al di là delle illusorie credenze che l’accompagnano – l’idea, ad esempio, che una libera sessualità, affrancata da ogni carnalità, possa superare la differenza tra i sessi – questa Legge in cui nulla è sottratto al mercato rappresenta, per Sylviane Agacinski, un pericolo senza pari per la dignità del vivente, un pericolo che va contrastato con la forza di leggi che garantiscano il rispetto dell’integrità morale e fisica di ogni essere umano.
Collana: Piccola Biblioteca Pagine: 96 Tradotto da: Giorgia Visentin Prezzo: €12,00 Neri Pozza Editore.
Sylviane Agacinski (Nades, 1945) è una scrittrice, giornalista e filosofa francese. A Parigi dal 1968, ha partecipato alla fondazione e alla direzione del Collège international de philosophie. Dal 1991 insegna presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. Tra le sue opere figurano Critique de l’égocentrisme, la question de l’Autre (Galilée, 1994), Métaphysique des sexes, masculin féminin aux sources du christianisme (Seuil, 2005) e, in italiano, La politica dei sessi (Ponte alle Grazie, 1998).

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Libro: L’uomo al centro di Romolo Paradiso

Posted by fidest press agency su martedì, 25 febbraio 2020

Modello Olivetti: i segreti di una visione illuminata dell’azienda che conquista ancora, dopo oltre settant’anni, imprenditori di successo in tutto il mondo. Passione, cultura, bellezza e innovazione coniugati al benessere sociale e culturale del lavoratore hanno rappresentato per Adriano Olivetti il paradigma irrinunciabile di un disegno organizzativo adottato tra gli altri da Apple, Johnson & Johnson, Ferrari, Ibm, Tod’S, Luxottica e moltissimi altri brand. Un modello basato su di una formula estremamente semplice ma straordinariamente efficace: tenere l’uomo al centro dell’impresa. € 12,75 Centro di Documentazione Giornalistica Edizioni.

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Libro. Sylviane Agacinski: L’uomo disincarnato

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 febbraio 2020

L’uomo moderno vuole dominare la natura e sbarazzarsi di carne, morte e sessualità. Grazie al potere scientifico e tecnico, alcuni sognano di cambiare il proprio corpo, altri di produrre i propri discendenti in laboratorio.
L’uomo è entrato nell’era della sua riproducibilità tecnica, ma a quale prezzo si persegue l’obiettivo di prescindere dal corpo e dalla differenza sessuale? Se il concepimento può essere attribuito alle macchine, allora il ventre femminile non è che una incubatrice, e può diventare uno «strumento di produzione». Donne e uomini non fanno più i conti con i limiti naturali, così «la sterilità e l’infertilità non sono più accettate». La biotecnologia, per rispondere alle richieste, deve «disporre di forniture biologiche, gameti o ventri femminili». Ed ecco che si alimenta nel mondo il mercato del corpo umano.
La Francia e l’Europa, è la conclusione di Agacinski, devono scegliere tra la prospettiva ultraliberista in cui la libertà contrattuale di un individuo avviene a spese dei più poveri e vulnerabili, come sono le donne che affittano il proprio utero, e un’altra prospettiva, quella in cui la libertà è delimitata dalle leggi, le quali «garantiscono ai più deboli il rispetto della loro integrità morale e fisica».
Pagine: 96 Traduzione dal francese di Giorgia Visentin Prezzo: €11,50
Sylviane Agacinski (Nades, 1945) è una scrittrice, giornalista e filosofa francese. Ottiene nel 1991 la cattedra come ricercatrice, che occupa a tutt’oggi, presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. È autrice di sette libri e numerosi articoli, principalmente incentrati sul problema del rapporto tra i sessi. (Neri Pozza Editore)

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Sorriso e pianto sembrano caratterizzare il percorso dell’uomo

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 gennaio 2020

Tragedia e commedia lo attraversano, ma appaiono, nel loro insieme, un gioco ora piacevole ed ora perverso, ora dolce ed ora amaro. Ed il tutto si compie lungo un breve tragitto quanto può esserlo un segmento posto lungo una retta della quale non si conosce la provenienza ed il luogo dove si dirige. Posso solo aggiungere che le mie letture mi hanno portato alla convinzione che esistono due mondi di cui uno compenetra l’altro. Il primo è senza tempo ed il secondo è il frutto di un pensiero che si sofferma creando il tempo. Il primo non ha bisogno della luce per vedere ed il secondo appaga con la vista la debolezza del suo ideare speculativo e fa del sole la sua luce.Tra i due momenti vi è un sottile legame che potremmo definire poco poeticamente “micro-buco-nero”. Al di qua vi è la creazione della materia, il tempo e la luce e al di là il suo annichilimento ed il silenzio dell’eternità. Chiederci, a questo punto, se al di là della vita vi è un’altra vita è un non senso: l’eternità è vita e non vita in ugual misura e non è una contraddizione nei termini. (Riccardo Alfonso)

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L’uomo e l’universo che lo circonda e lo compenetra

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 gennaio 2020

Scriveva Isaac Asimov: “Eccoci in un piccolo pianeta di una stella media persa nella galassia che contiene centinaia di miliardi di stelle in altre centinaia di miliardi di galassie.Perché ci dovrebbe essere solo per noi un universo così vasto da non poter essere immaginato?” Ed aggiunge: “Ciò che accadde dopo il big bang deve essere stato di una natura tale da permettere alle stelle e alle galassie di formarsi. Anche piccole differenze lo avrebbero reso impossibile.Se non fosse per gli atomi, le stelle e le galassie che sono possibili perché lo sono, noi stessi non saremmo possibili. Anche la terra non sarebbe abitabile se la sua orbita cambiasse anche di poco o si modificasse la massa solare.Ugualmente, piccole modifiche della chimica, per esempio, se l’acqua non si espandesse quando diventa ghiaccio o se gli atomi di carbonio non si agganciassero gli uni agli altri, avrebbero reso impossibile la vita.”La teoria dei quantum ci fa pure apparire indispensabili. Secondo questa teoria, ci sono condizioni in cui è impossibile dire come un elettrone si comporta sino al momento in cui esso viene osservato. Quando l’elettrone non è osservato, non è possibile neppure la teoria decidere come si sta comportando. Secondo alcuni scienziati, ciò significa che l’universo non può esistere senza i suoi osservatori.Con questa logica dobbiamo pensare che anche i dinosauri siano stati degli osservatori?A questo punto del ragionamento il coinvolgimento religioso diventa inevitabile. Sempre secondo un “forte principio antropico” l’universo fu formato da Dio soltanto a beneficio degli esseri umani. Ed è, dunque, Dio l’osservatore universale che presiede su tutto il cosmo?
Le risposte da dare a tali interrogativi sono controverse. Vi sono degli scienziati che propendono per un “debole principio antropico”. Essi sostengono che l’uomo non è solo nel mondo.Vi possono anche essere luoghi dove non è possibile vivere alle condizioni dei terrestri, ma ciò non esclude una possibilità alternativa e un grado di compatibilità con il luogo in cui si è inseriti. Lo stesso accade per certi animali sul nostro pianeta con la loro caratteristica di stare a proprio agio nell’acqua e di morire se si trasferiscono sulla terra o vice versa.Ci riferiamo ai pesci e alle piante acquatiche che vivono negli abissi dei mari e a tutte quelle altre forme di “vita” che l’ambiente terrestre rende impossibile il soggiorno.Ed ecco come il forte ed il debole principio antropico che alberga fuori dal nostro pianeta ci fa rivivere le nostre conflittualità di “persona” nella sua origine etimologica dal latino “personare”, ossia suonare attraverso, come la voce degli attori per la maschera teatrale che portavano sulla scena. (Riccardo Alfonso)

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L’uomo «fa corpo» sempre di più con la tecnologia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 novembre 2019

uomo macchinaRoma lunedì 2 dicembre alle ore 18:30 Palazzo Farnese, Piazza Farnese, sede dell’Ambasciata francese nell’ambito dei “Dialoghi del Farnese” e del ciclo di incontri su Leonardo e il progresso MONDO MACCHINA E MONDO VIVENTE, l’Ambasciata di Francia in Italia e l’Institut français Italia hanno invitato a dibatterne quattro esperti relatori dalle diverse professioni: il robotico Antonio Bicchi, l’artista Marco Donnarumma, la psicoanalista Cristina Lindenmeyer e la scrittrice Gaëlle Obiégly.
Nel settore della sanità così come nella vita quotidiana, l’ibridazione uomo-macchina sta accelerando. Protesi, impianti, sensori: l’uomo «fa corpo» sempre di più con la tecnologia e ripara, aumenta, trasforma le sue capacità fisiche e mentali. Il beneficio di queste innovazioni è indiscutibile, eppure non riduce il senso originale d’impotenza e l’illusione di poter in futuro andare oltre i limiti. Su questa base, la cultura del transumanesimo spinge oggi all’estremo l’ideale neo-prometeico su cui si fondano le nostre società, e alimenta le narrazioni – più spesso distopiche che euforiche – della fantascienza. (foto: uomo macchina copyright Institut français)

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Marco Videtta: L’uomo che scrisse la Bibbia

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 ottobre 2019

Questo romanzo narra la storia di William Tyndale il Traduttore, l’uomo che scrisse il libro più letto nella storia dell’Occidente: la Bibbia in inglese. È una storia popolata da sicari, vescovi oltranzisti, avidi mercanti, subdoli traditori, alchimisti e re, e ambientata in una delle epoche più turbolente, complesse e avvincenti che l’Europa abbia conosciuto: la prima metà del Cinquecento, il secolo che si apre con la scoperta dell’America, la Riforma luterana e la definitiva spaccatura fra Oriente e Occidente. Narra di un genio che osò scrivere la Bibbia come se fosse la prima volta, nella lingua del popolo e non dei potenti, e che, così facendo, inventò l’inglese moderno, la lingua di Shakespeare. Dalla sua penna sono scaturiti neologismi come «il sale della terra», «i segni dei tempi», «capro espiatorio» e frasi piene di ritmo che Tyndale afferra «a orecchio» dalla gente comune, dal modo di esprimersi di quei commercianti, tessitori, marinai, tosatori, sarti e venditori di stoffe che ha conosciuto da ragazzo, nel Gloucestershire, la terra di confine affacciata sul mare dove è nato e cresciuto. È, infine, il racconto di un viaggio, avventuroso e insidioso come quello dei primi esploratori, che porta da una lingua misteriosa, l’ebraico del Vecchio Testamento, a una lingua non ancora nata. Un viaggio in cui, per un libero pensatore alle prese con i demoni della propria creatività, per un rivoluzionario braccato da potenti nemici, l prezzo da pagare è sempre molto alto. 240 pagine Neri Pozza Editore.
Marco Videtta ha pubblicato saggi e articoli su cinema e letteratura. È autore e produttore creativo di molte fiction televisive di successo. Per e/o ha pubblicato il romanzo Un bell’avvenire, finalista al premio Azzeccagarbugli. Con Massimo Carlotto ha scritto Nordest, premio Selezione Bancarella e i quattro romanzi del ciclo Le Vendicatrici, editi da Einaudi Stile Libero. Per Rai Eri ha pubblicato Il jazzista imperfetto, biografia del pianista Danilo Rea. I suoi libri sono tradotti in inglese, francese, tedesco e spagnolo.

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L’uomo è condannato a un movimento continuo

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

Ma giunto al più alto livello la sua intenzione di volervi restare stabilmente si inserisce un qualcosa che lo turba e lo spinge a compiere passi retrogradi. L’esempio dell’Eden in cui vissero Eva e Adamo lo ha dimostrato. Essi, per un eccesso di sicurezza, finirono con il perdere tutto, tranne l’amore.
E’ questo il filo d’Arianna, figlia del mitico re di Creta Minosse e di Pasifae che salva Teseo che si era avventurato nel labirinto per uccidere il Minotauro. E’ un filo d’amore. E’ quello che permette all’eroe di ritrovare la via del ritorno.
Sono storie simboliche, forse semplicemente spettacolari, ma tanto confacenti alla natura stessa dell’essere umano che si ritrova sempre con lo stesso ricorrente tema: quello del sentimento più puro che sprona all’azione, alla ricerca, alla bellezza e ci aiuta a capire la vita e ancor più la morte.
E’ tutto questo solo sentimento? Forse. Il sentimento, tuttavia, non inganna mai. Non coglie e non afferma che un rapporto, e questo non è un’apparenza ingannatrice. Esso non delude, per quanto primitivo può apparire.
E’ invincibile, universale e ci conduce sulle esistenze e le realtà e le annuncia con evidenza manifesta. Allora può servire di base a un giudizio assoluto e necessario. E’ la coscienza dell’esistente e delle esistenze.
L’attenzione che diamo a una cosa è sempre proporzionata all’interesse che essa c’ispira o alla forza di volontà che vi mettiamo. Quando questi due principi dell’attenzione si concentrano su un determinato oggetto, allora soltanto essa raggiunge il suo più alto grado di forza. In una passione, nulla ci sfugge di ciò che con essa ha rapporto, vicino o lontano che sia. I senza anima o gli uomini deboli di carattere, che, di fatto, non s’interessano di nulla, non sono suscettibili d’attenzione, o almeno di una valida attenzione. Per loro è necessario ritornare a vivere per assaporare ciò che hanno perso nelle vite precedenti. Sono i Teseo senza la loro Arianna. (Riccardo Alfonso)

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L’uomo, il mito, il cantautore: Lucio Dalla

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 giugno 2019

Castellammare del Golfo 19 luglio alle 21,30 a Castellammare del Golfo, in piazza Stenditoio, nell’area di Cala Marina.Farne sentire le atmosfere positive è compito dei Futura, che sarano col chitarrista Ricky portera e il batterista Gionata Colaprisca – che in passato hanno suonato con Dalla – il La band suonerà i più grandi successi di Dalla nei suoi arrangiamenti originali, con una formazione speciale, guidata da Giovanni Butticè. In scaletta: “Caruso”, “Attenti al lupo”, “Canzone” e tanti altri brani.I biglietti costano 15 euro e si possono comprare o su http://www.ticketone.it o nei punti vendita tickettando.Il concerto è organizzato da In the Spot Light.

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Presentazione del libro “Lenin, un uomo”

Posted by fidest press agency su martedì, 2 aprile 2019

Roma Venerdì 12 Aprile, dalle 18:00 alle 19:30 Centro Congressi Cavour, Via Cavour 50/a presentazione di “Lenin, un uomo” di M. Gor’kij, ed. Sellerio, a cura del prof. Marco Caratozzolo (professore associato dell’Univ. di Bari), dal prof. Lapo Sestan (professore ordinario all’Orientale di Napoli) e dal direttore dell’Istituto prof. Carlo Fredduzzi (slavista e giornalista).«Non ho mai incontrato un uomo che sapesse ridere in modo così contagioso come Vladimir Il’ič. Bisognava godere di un benessere grande e forte per ridere così».Questo era Lenin come persona, secondo Maksim Gor’kij, celebre scrittore, che era tutt’altro che un «leninista» («sono un marxista molto dubbioso, credo poco nella ragione delle masse in generale») ma lo conobbe bene dai primi del Novecento, nell’esilio (il famoso soggiorno di Capri) e poi con la rivoluzione (in cui Gor’kji non credeva tanto).
Quello che interessa l’autore è l’uomo, il carattere, quello che si provava a stare insieme a lui. Si scopre un punto di vista inaspettato su un personaggio morto in realtà prima che la storia potesse capirlo fino in fondo. E senza che ci sia troppo di politica, queste pagine dicono forse sul Lenin politico, sulla sua ispirazione politica, di più di un’analisi metodica.
Maksim Gor’kij (1868-1936), nato povero, autodidatta, per anni vagabondo in Russia occupato in lavori miseri alla ricerca di «materiali umani» per le sue opere, è stato a lungo l’immagine dello «scrittore proletario». Amico di Tolstoj e Čechov, i suoi romanzi e drammi sono considerati l’avvio del cosiddetto «realismo socialista».
Marco Caratozzolo, professore associato, è docente di lingua e letteratura russa presso l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro. È autore di studi sull’opera di Dostoevskij, sull’emigrazione russa in Francia dopo la Rivoluzione, sui rapporti tra Gramsci e il potere sovietico in Italia. Attualmente approfondisce i legami tra Tommaso Fiore e la cultura russa. Bari.

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Le piante e l’uomo

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

Roma Eur 21 dicembre 2018 – 21 aprile 2019 Palazzo delle arti e delle tradizioni popolari mostra “Le piante e l’uomo: scienza, riti, arte e tradizioni – per uno sviluppo sostenibile”.La mostra, curata da Paolo Maria Guarrera, è un itinerario attraverso l’immenso patrimonio del Museo delle arti e tradizioni popolari, elaborato sulla base di uno studio botanico sulle raccolte iniziato fin dagli anni ’80. Sono state individuate dal curatore, biologo ed etnobotanico, 100 specie, nel loro legame con la tradizione popolare passata e presente, prendendo in considerazione, per ogni specie, gli utilizzi in medicina, veterinaria e zootecnia, alimentazione, artigianato, tessitura e tintoria, religione e ritualità e portando per la prima volta in evidenza aspetti naturalistici, finora poco indagati all’interno delle collezioni del museo.

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In scena “L’uomo dal fiore in bocca” e “All’uscita” di Luigi Pirandello

Posted by fidest press agency su sabato, 3 novembre 2018

Palermo il 10 novembre alle 21,15 (e in replica l’indomani alle 18 e alle 21,15) alla Shakespeare Theatre Academy in corso Calatafimi 382 – accademia con rettore onorario Giancarlo Giannini – andranno in scena “L’uomo dal fiore in bocca” e “All’uscita” di Luigi Pirandello, regia di Matteo Contino. In scena Mario Clames, Domenico Stroppiana e Caterina Tarantino. La prenotazione è obbligatoria fino esaurimento posti. I biglietti si possono comprare telefonando al 342 619 6119. Il botteghino dell’accademia-teatro è aperto tutti i giorni dalle 15 alle 20.

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Chi è l’uomo nell’infinito? Chi può comprenderlo?

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 agosto 2018

Egli potrà riconoscersi solo se individua le cose più delicate. Egli può scorgere in questa “sfera magica” un’infinità di mondi, ciascuno dei quali ha il proprio firmamento, i pianeti, la sua terra in quel modo stesso che è il mondo visibile: in quelle terre animali, e infine insetti, nei quali ritroverà ciò che i primi hanno dato, trovando ancora negli altri la stessa cosa senza fine e senza tregua. E’ possibile che l’uomo si smarrisca in queste meraviglie per la loro piccolezza, ma sono non meno sorprendenti di quelle che sono per la loro estensione. Chi si considera sotto questo rapporto dato da una parte dalle piccolezze rese invisibili all’occhio umano e, dall’altra, dalle grandezze ritenute tali più che viste, stupirà senza dubbio di vedersi come sospeso nell’ammasso che la natura gli ha dato tra i due abissi dell’infinito e del nulla, dai quali egli è ugualmente lontano.
Ogni cosa sembra venire dal nulla e condurci all’infinito. Chi può seguire questo stupefacente cammino senza perdersi del tutto? L’amore ovviamente. E’ il collante della vita, ma lo è anche della morte. Il suo ruolo è universale.
E’ una condizione che ci permette di occupare un posto in mezzo agli estremi, li completa e li definisce. Il resto è vago e indistinto. Noi restiamo in quel luogo di mezzo vasto e sempre incerto e tentennante tra l’ignoranza e la conoscenza. Sono i limiti che non possiamo varcare, incapaci di saper tutto e d’ignorare tutto in assoluto.
Noi, per contro, ardiamo dal desiderio di approfondire ogni cosa e di edificare una torre che si elevi fino all’infinito. Ma tutto l’edificio crolla e la terra si apre sino agli abissi, solo se il nostro animo non si nutre d’amore.
Così l’uomo si divide tra due forze: lo spirito e l’ingegno e l’anima o il cuore. Uno vuol tutto conoscere e comprendere, l’altro non ha bisogno che d’ammirazione e d’amore.
Vi è chi tende alle idee distinte e vi cerca la gloria e chi si nutre d’idee confuse e vi trova la felicità. Uno è un principio di luce, l’altro un principio d’azione.
A fianco dell’essere infinito non ci sono che esseri finiti e limitati. Noi viviamo per diventare esseri infiniti, per cercare nell’amore la sintesi dei nostri valori, il bene ultimo che ci riscatta e ci rende immortali.
Beatrice conduce Dante in Paradiso, ossia verso la conquista della sua immortalità. Qui si compie il destino di tutti gli esseri viventi, dal più piccolo al più grande, dal più saggio al più ignorante. Solo in questo modo possiamo giungere a un grado maggiormente elevato di consapevolezza e di compiutezza. Il genere umano, così procedendo, cammina, ma si può anche incedere senza procedere, si avanza, sotto certi aspetti, e si arretra sotto altri. La barbarie è uno dei cammini a ritroso. Il più grave e il più inquietante. (Riccardo Alfonso) (I precedenti sono reperibili sulla pagina “confronti” decina parte)

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Il ruolo dell’uomo nel mondo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 luglio 2018

Non sono certo le tendenze integraliste e isolazioniste di quanti vedono, in chiave etnica e razziale, il ruolo dell’uomo nel mondo. Il terreno per misurarci e competere può essere un altro. E’ un aspetto dalle molte “facce”: da quella culturale e turistica all’economica e sociale. E’ un discorso, dopo di tutto, non nuovo. Abbiamo un passato che dovrebbe aiutarci a capire poiché le vicende del nostro presente ci accomunano con i tempi andati. Oggi, se ammiriamo le bellezze architettoniche della Spagna o se seguiamo con un certo interesse alcune manifestazioni folkloristiche in Sicilia o in Calabria, possiamo richiamarci alla cultura araba che ne ha lasciato l’impronta.
Noi credo che da tutto ciò non possa provenire un messaggio indicativo soprattutto se ritorniamo in quei paesi del Molise, della Puglia, della Calabria, della Lucania e della Sicilia, dove restano quasi immutate, nel tempo, la lingua e le tradizioni ora albanesi, ora greche, ora arabe. Persino nei tratti somatici delle nostre genti noi a volte scorgiamo il passaggio di questi “conquistatori” che dal Sud al Nord hanno percorso la penisola italica, la Spagna e i paesi Slavi. Furono amati e odiati, furono temuti e attesi come liberatori, furono l’anima dei primi commerci, furono i portatori di novità di grande rilievo e che ancora oggi ne assaporiamo i frutti: pensiamo all’uso della carta e alle tecniche per la sua produzione importata in Europa dagli arabi che a loro volta ne carpirono i segreti dai cinesi. Mi riferisco ai tempi nei quali si affermava che “La cristianità era come un’isola circondata dai flutti minacciosi della barbarie e dell’Islam.”
Da allora, dalla metà del nono secolo in poi, con il declino dell’impero cristiano carolingio, il “mare nostrum”, non inteso in senso latino, nel suo concetto di conquista, divenne sempre più un crocevia per stimolare altri interessi. Divenne un ponte costruito più per la condivisione che per rinfocolare gli opposti interessi o sogni di rivalsa e di dominio. Tutto ciò a dispetto delle numerose iniziali incursioni e infiltrazioni dei saraceni lungo le coste italiche: Piraticam exercentes!
Oggi su questo Mediterraneo noi vorremmo che si consolidasse un nuovo “polo” economico, commerciale, culturale e sul quale costruire la società del post 2000 in un’area che ne ha tutte le premesse e i precedenti storici per farlo. Farlo a dispetto degli integralismi che possono guastarne il rapporto, le incomprensioni che possono ritardare la realizzazione del progetto, le gelosie di chi teme che il primato di una grande alleanza sia di altri, e non la propria, e di chi procede come una “talpa” e non riesce a vedere oltre il proprio naso. L’Italia e la Spagna sono, d’altra parte, i paesi del bacino del Mediterraneo che, a mio avviso, meglio identificano la loro capacità di edificare un costruttivo dialogo tra le varie parti. Proprio per questo motivo incomincio a parlare della Spagna. Lo faccio per affermare che tra i paesi europei la Spagna è stata quella che conserva i ricordi più vivi del mondo arabo. (Riccardo Alfonso)

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L’uomo e l’universo che lo circonda e lo compenetra

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 luglio 2018

Scriveva Isaac Asimov: “Eccoci in un piccolo pianeta di una stella media persa nella galassia che contiene centinaia di miliardi di stelle in altre centinaia di miliardi di galassie.
Perché ci dovrebbe essere solo per noi un universo così vasto da non poter essere immaginato?” Ed aggiunge: “Ciò che accadde dopo il big bang deve essere stato di una natura tale da permettere alle stelle e alle galassie di formarsi. Anche piccole differenze lo avrebbero reso impossibile.
Se non fosse per gli atomi, le stelle e le galassie che sono possibili perché lo sono, noi stessi non saremmo possibili. Anche la terra non sarebbe abitabile se la sua orbita cambiasse anche di poco o si modificasse la massa solare.
Ugualmente, piccole modifiche della chimica, per esempio, se l’acqua non si espandesse quando diventa ghiaccio o se gli atomi di carbonio non si agganciassero gli uni agli altri, avrebbero reso impossibile la vita.”
La teoria dei quantum ci fa pure apparire indispensabili. Secondo questa teoria, ci sono condizioni in cui è impossibile dire come un elettrone si comporta sino al momento in cui esso viene osservato. Quando l’elettrone non è osservato, non è possibile neppure la teoria decidere come si sta comportando. Secondo alcuni scienziati, ciò significa che l’universo non può esistere senza i suoi osservatori. Con questa logica dobbiamo pensare che anche i dinosauri siano stati degli osservatori? A questo punto del ragionamento il coinvolgimento religioso diventa inevitabile. Sempre secondo un “forte principio antropico” l’universo fu formato da Dio soltanto a beneficio degli esseri umani. Ed è, dunque, Dio l’osservatore universale che presiede su tutto il cosmo?
Le risposte da dare a tali interrogativi sono controverse. Vi sono degli scienziati che propendono per un “debole principio antropico”. Essi sostengono che l’uomo non è solo nel mondo. Vi possono anche essere luoghi dove non è possibile vivere alle condizioni dei terrestri, ma ciò non esclude una possibilità alternativa e un grado di compatibilità con il luogo in cui si è inseriti. Lo stesso accade per certi animali sul nostro pianeta con la loro caratteristica di stare a proprio agio nell’acqua e di morire se si trasferiscono sulla terra o vice versa.
Ci riferiamo ai pesci e alle piante acquatiche che vivono negli abissi dei mari e a tutte quelle altre forme di “vita” che l’ambiente terrestre rende impossibile il soggiorno.
Ed ecco come il forte ed il debole principio antropico che alberga fuori dal nostro pianeta ci fa rivivere le nostre conflittualità di “persona” nella sua origine etimologica dal latino “personare”, ossia suonare attraverso, come la voce degli attori per la maschera teatrale che portavano sulla scena. (Riccardo Alfonso)

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