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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 327

Posts Tagged ‘uomo’

L’uomo sacrificabile

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 ottobre 2017

giulio cesareNella storia dell’umanità di tutti i tempi esiste una regola non scritta ma ampiamente condivisa che si esprime con il rito della rinuncia quale scelta a iniziative più radicali. Faccio solo qualche esempio: Se Giulio Cesare avesse rinunciato al suo “sogno imperiale”, reale o supposto che fosse, non ci sarebbe stata la celeberrima esclamazione: Tu quoque, Brute, fili mi! In alternativa lo avrebbero mandato in esilio o a svernare in una sperduta provincia della repubblica romana. Lo stesso è accaduto a Napoleone Bonaparte che la magnanimità dei vincitori aveva confinato all’isola d’Elba ma non seppe approfittarne. In tempi più recenti, e con procedure più “democratiche”, si fece da parte Churchill e lo stesso De Gasperi dopo essere stato il primo “l’archetipo” della resistenza britannica all’aggressione nazista e, il secondo l’artefice della ricostruzione dell’Italia ma incapace di resistere alla “congiura” dei suoi “cavalli di razza”. Così come si parla dei grandi della storia lo stesso accade a livelli minori. E più si scende dalla scala dei valori del personaggio e della sua posizione storica e più non si hanno scrupoli a mettere da parte l’incomodo, secondo un disegno arcano e insondabile per l’uomo della strada, ma non certo per gli addetti ai lavori. Anche chi scrive questa nota è stato testimone di un preavviso per un giornalista scomodo: Mino Pecorelli. Gli mandarono diversi segnali premonitori per scoraggiarlo, ma lui imperterrito seguì a “picconare” gli uomini di potere e alla fine fu firmata la sua condanna a morte. A distanza di tanti anni la beffa è che si conoscono gli esecutori materiali del delitto ma il mandante, per le carte processuali, resta ignoto. Qui dovremmo aprire un capitolo a parte sugli uomini delle istituzioni che pagarono un prezzo molto alto, con morti violente, per essere stati coerenti con la loro dirittura morale. Essi sono per noi degni d’essere ricordati anche perché ci hanno lasciato un’altra dimostrazione del come l’idea di stato, che ci siamo data, è del tutto dissonante dalla realtà. Abbiamo appreso fin dai banchi di scuola che la giustizia, il rispetto delle leggi, la democrazia hanno un sacrario che si chiama Stato e chi è chiamati a rappresentarlo sono uomini onesti e degni della nostra stima. Dobbiamo invece costatare che esiste un partito trasversale che cerca d’inquinare lo stato, di screditarlo, d’indebolirlo in tutti i modi poiché chi vuole governare non teme i suoi pari ma gli onesti, quelli che non hanno “scheletri nell’armadio”. Sono gli uomini sacrificabili del nostro tempo. Sono le vittime di sempre. E per arrivare a questa “purga di massa” si parla sempre di più di genocidio, di “pulizia etnica”, di guerre e di distruzioni e persino di calunnie infamanti per indebolire lo spirito combattivo delle vittime. Siamo avvisati. (Riccardo Alfonso)

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Se la donna si sente inferiore all’uomo: combattere gli stereotipi di genere tutto l’anno

Posted by fidest press agency su martedì, 28 febbraio 2017

violenza sulle donneL’Ordine degli Psicologi ER per la Giornata Internazionale della Donna offre il suo contributo alla Giornata di protesta e di supporto a battaglie civili, cresciuta nei decenni per rivendicare la parità nei diritti e denunciare soprusi e violenze, compresi quelli della salute e del lavoro, la “Festa della Donna” pare essere sfumata in una giornata di festeggiamenti con obiettivi più di carattere commerciale che culturale. La Giornata Internazionale della Donna, nome meno fuorviante per la ricorrenza, è tutt’altro che un vezzo o un’occasione per brindare. Al pari del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, è uno strumento per la costruzione di una nuova cultura capace di contrastare alla radice le discriminazioni e la violenza di genere. Ma l’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna – la cui stragrande maggioranza degli iscritti è di genere femminile – sottolinea come la sensibilizzazione dovrebbe avere uno spazio nella quotidianità, perché solo così si può davvero creare una cultura basata sulla parità dei diritti e delle possibilità, nel rispetto e nella valorizzazione delle differenze esistenti tra uomo e donna, senza cadere nella mascolinizzazione degli atteggiamenti mentali e dei comportamenti.
Nonostante le enormi trasformazioni sociali e culturali dei ruoli maschili e femminili, persiste tuttora una profonda e negativa asimmetria di genere, una disuguaglianza de facto di diritti tra donne e uomini. Non è facile modificare elementi culturali profondamente radicati che incidono sulla psicologia delle persone e sulla loro identità, elementi culturali da cui derivano anche gli stereotipi della femminilità e della mascolinità, le rappresentazioni psicologiche e sociali della donna e dell’uomo.
Gli studi di genere, dagli anni settanta in poi, hanno evidenziato come gli stereotipi di genere si trasmettono attraverso diversi canali come la famiglia, il linguaggio, l’educazione e i mezzi di comunicazione di massa. Tali stereotipi condizionano l’approccio psicologico alla realtà contestuale, nonché il pensiero, le scelte e i comportamenti in modo sottile e spesso inconsapevole. Le caratteristiche discriminanti tra uomo e donna vengono definite secondo una schematizzazione, ancora molto presente nella società attuale, che nella descrizione del maschile individua coraggio, potere, lavoro, forza, successo e razionalità, mentre al femminile vengono attribuite sensibilità, intuito, ricettività, emotività, gentilezza, bisogno di filiazione e nel contempo passività, remissività, dipendenza e fragilità. Tale schematizzazione evidenzia un chiaro contenuto di dominanza/potere per lo stereotipo maschile e di subordinazione/sottomissione per lo stereotipo femminile. Sono infiniti i messaggi che ci vengono veicolati fin da bambini che vanno, anche in modo sottile, a rimarcare una presunta inferiorità della donna. Questi messaggi possono essere condizionanti a tal punto da sollecitare la donna a cercare di affermarsi imitando l’uomo – o, meglio, la visione stereotipata delle caratteristiche maschili – anche per dimostrare la propria parità, invece di cercare una via autonoma di realizzazione.
La parità, infatti, non dovrebbe consistere nel rendere la società speculare, con le donne che copiano le abitudini tipicamente attribuite al genere maschile, finendo per interpretare questa giornata come un’occasione per “comportarsi da uomini”. Perché se il termine di paragone continua a rimanere l’elemento maschile, anche nei vissuti femminili una donna “in gamba”, coraggiosa, diventa una “donna con gli attributi”, perpetrando ancora – più o meno consapevolmente – lo stereotipo che svaluta tutto ciò che è associato al “femminile” considerandolo inferiore al “maschile”.
Le donne, prima di tutto, dovrebbero effettuare un lavoro su di sé per annullare la posizione di inferiorità, che spesso vivono anche nelle relazioni affettive. Sentendosi come copie mancanti dell’uomo negano la propria soggettività, la propria forza generatrice – che non si esprime solo nell’essere madre – rimanendo prigioniere degli stereotipi che le vogliono subordinate e remissive.
Riconoscersi ed essere riconosciute con le proprie caratteristiche e singolarità, pregi e limiti, è indispensabile per la propria salute psicologica. Le differenze tra donna e uomo, tra persona e persona, sono una ricchezza da salvaguardare e da valorizzare, mentre le diseguaglianze tra tutti gli esseri umani devono essere ridotte fino alla totale eliminazione per migliorare il benessere psicosociale dell’intera società.

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L’uomo più veloce del mondo

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 gennaio 2017

thomas-covilleDomenica 6 novembre 2016, Thomas Coville ha iniziato il suo quinto tentativo di record a vela intorno al globo senza scali o assistenza. La mattina prima di salpare, composto e determinato al successo, Thomas Coville era convinto che questa volta sarebbe stata quella giusta. Dopo quattro tentativi di record precedenti, era sicuro che la sua esperienza e perseveranza sarebbe stata premiata nell’avventura che lo attendeva. Poco prima della partenza, il velista era ottimista per le condizioni meteo a suo favore nella prima parte del suo viaggio ed era davvero carico.
Thomas non è nuovo ai record poichè nel 2008 ha battuto il record attraversando l’Atlantico del Nord da solo nel 2016, è stato il primo velista a percorrere oltre 700 miglia in meno di 24 ore. Fornitore ufficiale da lungo tempo di questo grande professionista della vela, Helly Hansen è davvero orgogliosa di aver supportato Thomas con i suoi capi tecnici in tutti i suoi record e di averlo protetto vittoria dopo vittoria.
thomas-coville1Partenza: 6 novembre 2016 alle 14 49 minuti
Arrivo: 25 dicembre 2016 alle 17 57 minuti
Complimenti Thomas, sei ufficialmente l’uomo più veloce del mondo! FeelAlive
ApropositodiHellyHansenFondata in Norvegia nel 1877, Helly Hansen continua a sviluppare abbigliamento tecnico che aiuta a stare e sentirsi vivi. Grazie alle sue expertise negli ambienti più avversi del mondo, il brand ha sviluppato una lunga serie di innovazioni esclusive sul mercato, compresi i primi indumenti da lavoro impermeabili creati oltre 140 anni fa, il primo tessuto in pile nel 1960 e il primo intimo tecnico nel 1970, con la Lifa® Stay Dry Technology™ e oggi, la brevettata e premiata tecnologia H2Flow per la regolazione della temperatura. Helly Hansen è leader nel settore dell’abbigliamento tecnico da vela e da sci. Le sue uniformi da sci sono indossate e consigliate da più di 50.000 professionisti, così come dalle nazionali di sci, squadre olimpioniche e in oltre 200 ski resort nel mondo. L’abbigliamento protettivo, l’intimo tecnico, lo sportswear e il footwear di Helly Hansen sono venduti in oltre 40 nazioni e utilizzati sia da professionisti che da entusiasti dell’outdoor.(foto: Thomas Coville)

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La Natura e l’uomo

Posted by fidest press agency su sabato, 27 agosto 2016

L'uomo cosmico_72dpiAncora una volta Madre Natura impone all’uomo la sua indiscutibile superiorità che mortifica le presunzioni e condiziona le scelte umane che l’uomo realizza per tornaconto personale di pochi personaggi collusi tra di loro, alla ricerca esasperata di benefit, come se l’acquisizione di taluni privilegi, a danno della collettività, potessero durate in eterno. L’evoluzione della Storia vorrebbe collocare l’uomo al centro del proprio mondo, malauguratamente però, la posizione centralistica viene regolarmente usurpata da perniciosi personaggi che cercano l’accaparramento del potere e con esso insulse ricchezze, destinate a durare il breve spazio di una vita; dietro l’angolo c’è la fine, che arriva senza alcuna ipotesi di rinvio, e cancella le velleità.
Vogliamo illuderci che l’animale “Uomo”, faccia parte integrante della Natura, ma si tratta di una pia illusione; al più l’uomo è il diretto nemico della Natura, vuoi per presunzione, vuoi per congenita viltà, vuoi per avidità di possedere ciò che appartiene alla Natura.La Natura non si difende dall’uomo, anche se spesso reagisce alle malefatte umane, perché non lo tiene neanche nella più miserabile attenzione, mentre questo maldestro animale (non domestico) si è convinto di essere superiore alla Natura, di poterla uccidere, o, in un momento di generosità, anche salvarla; così la Natura reagisce ai torti che è costretta a subire, allora sono dolori.Tutte le specie viventi nascono, crescono, si sviluppano e muoiono, ma anche scompaiono dall’elenco degli esseri viventi. Qualche milione di anni addietro l’uomo non c’era, ma c’erano i dinosauri; scomparsi i dinosauri, sembra a causa della collisione con un corpo celeste, dopo altri milioni di anni è apparso l’uomo, e non so bene se il pianeta ci abbia guadagnato.
Fra qualche altro migliaio di anni (o anche molto meno se continua quest’andazzo nucleare) non ci sarà più la specie umana e si preparerà una successione con altre specie. I danni provocati dall’uomo diventeranno oggetto di terapia intensiva da parte della stessa Natura, che correggerà gli errori e curerà se stessa, per ricominciare un ciclo che già deve essersi verificato molte volte nell’arco dei 14 miliardi di anni che si separano dal Big Ben.A cosa serve dire tutto ciò?
Serve solamente a identificare la pochezza dell’essere umano e la gigantesca presunzione che lo anima, ritenendosi l’alfa e l’omega dell’universo, mentre non è che un pulviscolo insignificante in un immenso deserto.
Ancora un terremoto ha ferito una larga parte del Centro Italia, ma dobbiamo chiederci se abbia colpito anche le coscienze !
In un precedente disastro sismico, ci furono (cosiddetti) “uomini” che se la ridevano al pensiero di un rapido accaparramento di lavori urgenti sui quali avrebbero lucrato, non considerando che si sarebbe trattato di un lucro sulla pelle di propri simili che avevano subito la sventura di trovarsi nel posto sbagliato e nel momento sbagliato. Non sappiamo se già altri personaggi se la ridono in attesa di congrui lavori, ma c’è poco da sperare, constatata l’avidità che tiene sotto rigido controllo molte delle attività, specialmente pubbliche. (Rosario Amico Roxas)

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Modalità di interazione fra uomo e sistemi

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2015

milanodavedereMilano il 12 e 13 novembre 2015 presso il Vodafone Theatre, l’avvenieristico auditorium del Vodafone Village, è da 10 anni il punto di riferimento di tutti coloro che desiderano esplorare i nuovi trend e trarre ispirazione per specifici temi che riguardano le modalità di interazione fra uomo e sistemi. Come nelle scorse edizioni, grazie al suo particolare format che prevede importanti momenti di divulgazione, ma anche performance musicali, la manifestazione offrirà ai partecipanti un’esperienza immersiva tra anticipazioni tecnologiche e cambiamenti sociali.E’ la digital transformation a fare da filo conduttore negli oltre 15 workshop che si terranno giovedì 12 e negli altrettanti interventi di venerdì 13, tenuti da oltre 40 speaker internazionali provenienti da diversi settori e realtà: imprenditori, designer, manager, analisti, ricercatori e artisti si alterneranno per raccontare come stanno cambiando le regole del mercato e influenzando le abitudini e i comportamenti delle persone. Gli interventi spazieranno dalle nuove modalità di gestione delle finanze private e professionali, alla rilevazione, analisi e condivisione dei dati sulla propria salute, alle nuove esperienze di acquisto.”Nelle edizioni precedenti – spiega Leandro Agrò, founder di Frontiers of Interaction – abbiamo anticipato i tempi, parlando di temi che sono poi entrati o stanno entrando sempre di più nella nostra vita quotidiana, come i social media, l’internet of things e la realtà aumentata. Queste tecnologie ormai mature non saranno al centro della narrazione di quest’anno, ma saranno inserite nelle storie che ciascun relatore racconterà, evidenziando come sia invece il design ad essere in grado di creare nuove forme e nuovi modi per utilizzarle”.Spazio al “design thinking”, che reclama una nuova figura professionale nelle aziende moderne: nasce il DEO, Design Executive Officer.Il keynote di apertura sarà tenuto da Maria Giudice, VP Experience Design di Autodesk, il cui intervento si concentrerà su come si possa diventare un leader e su come scoprire le proprie competenze per costruire, far rivivere o reinventare la prossima generazione di aziende. Maria Giudice, una donna che da 25 anni è in prima linea nel design e nel business, ha recentemente pubblicato il volume “The Rise of DEO” in cui esplora l’intersezione fra creatività e senso degli affari, spiegando come e perché questo accoppiamento apparentemente improbabile produca manager e dirigenti in grado di risolvere meglio i problemi di business sempre più complessi che le aziende si trovano ad affrontare oggi. Il Design Executive Officer è un ibrido che associa capacità di management strategico con quelle di problem solving creativo e vede l’organizzazione come un progetto di design che richiede abilità in entrambe le aree. Con questa prospettiva e queste abilità, il DEO esamina i problemi di business come problemi di progettazione, risolvibili attraverso il giusto mix di fantasia e metriche.
Si parlerà anche di Internet of Things con l’intervento di David Rose, autore di “Enchanted Objects”, Professore al M.I.T. di Boston e Founder e CEO di Ditto, una tecnologia di riconoscimento delle immagini che permette alle aziende di rilevare il proprio brand e le preferenze degli utenti in miliardi di foto pubbliche condivise sui social media.Jeff Dachis, Founder e CEO di One Drop, illustrerà l’innovativo sistema di monitoraggio e condivisione del livello di diabete sulla base dell’analisi della propria alimentazione e abitudini.Sarà presente anche Valentin Stalf, Founder e CEO di Number26, la startup tedesca che sta rivoluzionando il modo di fare banca, con l’ambizione di costruire una grande banca digitale pan-europea e trasformare ogni attività commerciale in potenziali sportelli bancari.Di grande interesse sarà anche l’intervento di Dan Saffer, creative director, interaction designer e scrittore di successo, che in un workshop dedicato alle microinterazioni spiegherà come siano i dettagli a decidere il futuro di un prodotto.
Accanto a tanti relatori internazionali troveranno spazio anche le realtà italiane con imprenditori come Carlo Brianza, ingegnere lombardo che illustrerà la sua nuova interfaccia “one-click” che risponde perfettamente all’esigenza di semplicità e immediatezza richiesta dagli utenti di oggi, per i loro acquisti online.Il programma completo è disponibile sul sito ufficiale della manifestazione http://www.

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“Il chirurgo per l’uomo, la mente. Le mani, il cuore”

Posted by fidest press agency su sabato, 20 giugno 2015

porto antico genovaGenova dal 24 al 26 giugno 1200 chirurghi prenderanno parte al congresso organizzato da Acoi (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani). Il filo conduttore del congresso sarà la chirurgia mini-invasiva applicata alle diverse patologie . Un tema importante e innovativo, che significa, per il paziente, minore dolore postoperatorio, minor richio di complicanze aggiuntive, minore degenza in ospedale e precoce ritorno a casa ed alla propria attività. Anche migliore risultato estetico (preservazione dell’immagine corporea). Per il sistema sanitario: minori costi per degenze, farmaci, stop dell’attività lavorativa, ottimizzazione delle risorse per migliore utilizzo dei posti letto ospedalieri, quindi un più rapido turn-over.
Saranno discusse le ultime novità sulle protesi biologiche derivanti da tessuti animali, che danno risultati straordinari in termini di ripristino delle perdite di sostanza della parete e di assenza di reazioni di rigetto. Un’intera sessione verrà dedicata ad una Consensus Conference internazionale proprio sulla validazione delle applicazioni di questi materiali sull’uomo.
Ci saranno sessioni dedicate alla chirurgia dei linfonodi, che sempre più deve rispondere a criteri di radicalità nei suoi diversi campi di applicazione: mammella, patologia oncologica addominale. Grande rilievo il settore dei melanomi che richiedono un trattamento sempre più integrato e applicato al singolo caso, ed in cui le tecniche mini-invasive consentono di effettuare interventi radicali rispettando l’integrità del paziente e consentendo guarigioni più rapide. Spazio anche per la chirurgia bariatrica, cioè la chirurgia che mira a contrastare l’obesità patologica con interventi di tipo restrittivo della cavità gastrica.
Una sessione della Scuola ACOI di chirurgia robotica si occuperà di esporre e fare il punto sulle novità tecnologiche e sulle applicazioni presenti e future della chirurgia robotica con l’utilizzo del robot Da Vinci: i dati che abbiamo a disposizione a livello italiano ed internazionale ci dicono che la diffusione sul territorio di queste attrezzature altamente tecnologiche sta aumentando, così come lo skill degli operatori e che a questo corrisponde un incremento delle applicazioni e del numero e della tipologia degli interventi che si possono giovare dei vantaggi offerti dalla precisione e dalla duttilità degli strumenti gestiti dal chirurgo per il tramite delle “braccia” robotiche. Infine, alle diverse sessioni del congresso parteciperà la Fondazione chirurgo e cittadino, nata proprio per iniziativa di soci dell’ACOI, che ha lo scopo di creare un “ponte”tra chirurghi e cittadini utenti , con iniziative che mirano a far conoscere l’opera del chirurgo, con tutte le sue implicazioni umane, professionali e legali, e ristabilire un clima di fiducia , di condivisione e collaborazione tra coloro che curano e coloro che necessitano delle cure al di là di facili criticismi e per abolire incomprensioni che nascono da mancata conoscenza.

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L’uomo e la donna del futuro?

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 ottobre 2014

ciberneticoMolto probabilmente avranno occhi, capelli e carnagione “mediterranei”, parleranno inglese, vivranno in città e mangeranno prevalentemente carne. Culturalmente si potranno definire democratici capitalisti occidentali e seguiranno una religione monoteista – se non saranno atei. Secondo Mark Pagel, saggista e docente di Biologia evolutiva dell’Università di Reading (GB) e membro della Royal Society, è questa la tendenza che ci attende, seguendo un processo inarrestabile e sempre più rapido di globalizzazione e di omogeneizzazione linguistica, culturale e genetica. Pagel, introdotto da Paolo Ermano, è intervento stasera al FF2014, il Future Forum che proseguirà a Udine fino al 20 novembre, in una conferenza realizzata in collaborazione con l’Università di Udine. «Se volete mantenere una diversità linguistica, in particolare – ha rimarcato rispondendo ad alcune domande del pubblico, che hanno evidenziato la specificità del friulano – dovete lavorare sodo, perché queste sono le tendenze che nel mondo stanno avvenendo spontaneamente». E allora ecco emergere l’esperienza della lingua gallese, confrontabile con l’esperienza del friulano. «Anche in Galles hanno introdotto lo studio obbligatorio del gallese per i bambini delle scuole, altrimenti la lingua locale sarebbe destinata a sparire in una ventina d’anni».
Pagel ha evidenziato come la globalizzazione sia un fenomeno spontaneo, che sempre è esistito («Probabilmente il Mediterraneo può definirsi il primo Internet della storia»), da che gli uomini hanno cominciato a scambiarsi conoscenze e merci. E la globalizzazione è un processo che tende alla prosperità e alla ingegnosità tecnologica: tutti vogliono vivere con queste due condizioni, che possono esistere solo grazie alla globalizzazione. Nel mondo ci sono 7 mila lingue parlate, ognuna delle quali strettamente legata alla cultura più “intima” di una popolo. «Ma sono 10 le lingue parlate dal 50% della popolazione mondiale, alcune delle quali sono lingue ponte, con cui ci si esprime per capirsi – ha rimarcato –. Anche questo processo sta portando a una omogeneizzazione linguistica. Le persone stanno tendendo verso le “lingue di maggioranza”, grazie alle quali il 90% della popolazione mondiale riesce a scambiarsi informazioni». Un fenomeno che fa il paio con l’omogeneizzazione culturale. «Il mondo si sta urbanizzando sempre più rapidamente. Nell’800 solo il 4% della popolazione viveva nelle città – ha ricordato il docente –. Nel 2006 siamo arrivati al 50%. Le proiezioni dicono che nel 2050 il 75% delle persone vivrà in città». Sono le città i luoghi in cui si cerca lavoro, in cui si cerca creatività, benessere, sicurezza. E non ci sono solo le città a uniformare il mondo: ci sono le unioni politiche (come l’Ue o l’Asean), ci sono le unioni monetarie, i trattati economici, le democrazie che via via stanno cercando di sostituirsi ai regimi autoritari, le diete, sempre più a base di carne. Tutto uniforma. E questa è la tendenza che porta la globalizzazione. Ci piaccia o no, però, è la globalizzazione che permette alle comunità di prosperare. «Più una società è isolata, meno è prospera», ha detto Pagel, e anche la tecnologia moderna dipende dalla globalizzazione, ossia dallo scambio di informazioni, idee, materiali e beni. Di converso, la globalizzazione rende il mondo più competitivo: le nuove imprese, per esempio, si estinguono molto più rapidamente delle vecchie imprese, nate in altri contesti economici. I giovani d’oggi sono la “generazione dipendente” (in senso familiare), ossia il 50% dei giovani vive più a lungo in famiglia, segno di una crescente difficoltà e competitività della vita.
L’ultimo processo descritto da Pagel nella sua prefigurazione di scenario, quello probabilmente più lungo in termini di tempo, è l’omogeneizzazione genetica, che comunque risponde a tutte le altre condizioni. La popolazione del mondo si sta muovendo ovunque e se le persone si mescolano, si mescolano anche i geni. In America, nel 2010, già il 10 % dei matrimoni erano matrimoni “interraziali”. Questa è una tendenza globale che tenderà a uniformare dunque anche i caratteri della popolazione mondiale. Da qui l’identikit dell’uomo del futuro. …Salvo imprevisti!

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L’uomo e l’universo

Posted by fidest press agency su martedì, 27 marzo 2012

Universita degli studi, Milano, Italia

Universita degli studi, Milano, Italia (Photo credit: Wikipedia)

Milano martedì 27 marzo, con un doppio incontro sul fengshui, il ciclo “L’uomo e l’universo”, organizzato dall’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano in collaborazione con gli insegnamenti di Lingua e Cultura cinese del corso di laurea in Mediazione linguistica e culturale dell’Università degli Studi di Milano.
Maurizio Paolillo, docente di Lingua e Cultura Cinese presso l’Università del Salento ed esperto di fengshui (letteralmente: vento e acqua), spiegherà le origini filosofiche della geomanzia e il suo rapporto con le altre espressioni del pensiero cinese, come la pittura di paesaggio e la medicina tradizionale, martedì 27 marzo alle 10.30 in aula T10 sempre al Polo di Mediazione Interculturale e Comunicazione dell’Università degli Studi di Milano. Il fengshui è un complesso teorico e pratico che affonda le radici nel pensiero cinese antico, in particolare nella cosmologia correlativa (IV-I secolo a.C.), e si fonda sulla comunione tra uomo e ambiente. Nato con l’obiettivo di identificare un sito ideale per le abitazioni sia dei viventi (“dimore yang”) che dei defunti (“dimore yin”), il fengshui gode di eccezionale notorietà in Occidente, dove però è conosciuto soprattutto come tecnica per ottenere il benessere psicofisico grazie a una armoniosa disposizione degli interni della casa.
Alle 18.00, presso il negozio civico “ChiAmaMilano” http://www.chiamamilano.it/cgi-bin/testo2.pl?pmid=21&pos=5, Largo Corsia dei Servi 11, Milano (MM1 Duomo/San Babila), Paolillo approfondirà ulteriormente le influenze del fengshui sull’architettura cinese e sulla pianificazione urbanistica su larga scala (a partire da Pechino), mostrando i punti chiave della visione geomantica del paesaggio e delle dimore umane (a partire dal concetto cardine di qi) e chiarendo le distorsioni interpretative con cui il pensiero New Age ha “adottato” il fengshui.
Maurizio Paolillo è docente di Lingua e Cultura Cinese presso l’Università del Salento. Si è laureato nel 1990 con la prima tesi sinologica in Italia sul fengshui; è autore di una monografia sulla tradizione del giardino in Cina (Il giardino cinese. Una tradizione millenaria, Guerini e Associati, Milano 1996), e di circa 40 articoli in italiano, inglese, francese e cinese pubblicati a partire dal 1992 su riviste specializzate. I suoi studi sono centrati principalmente sul fengshui e sulla visione dello spazio paesistico e pittorico nella Cina antica, espressa nelle tradizioni taoista e buddhista. La sua monografia Il fengshui. Origine, storia e attualità (Carocci, 2012, http://www.carocci.it/web/Controller.do?query=__BOOK_SCHEDA _LIBRO_ 2&jscr=0&srcprm=5593) è la prima, non solo in Italia, ad affrontare il fengshui in tutta la sua complessità storica e dottrinale. Sempre per i tipi Carocci, ha attualmente in preparazione un volume sul Taoismo. Ingresso libero.

 

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Rapporto parità uomo-donna

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2012

“Una lezione di civiltà arriva dall’Europa mentre noi siamo sempre ad inseguire sul piano dei diritti civili. Un passaggio epocale sul piano del riconoscimento dei diritti delle coppie gay”. Il commento di Alessandro Cresci, responsabile diritti civili IdV Toscana è in riferimento a quanto emerso nel Parlamento Europeo ieri, per cui i governi europei, secondo il Parlamento europeo, non devono dare ”definizioni restrittive di famiglia” allo scopo di negare protezione alle coppie gay e ai loro figli. E’ la posizione espressa nel rapporto sulla parita’ di diritti uomo-donna presentato dalla radicale di sinistra olandese Sophie in’t Veld ed approvato dall’Eurocamera. Il passaggio piu’ nettamente a favore dei matrimoni gay e’ contenuto nel paragrafo 7 del rapporto, che il Ppe voleva cancellare con un emendamento (bocciato in aula con 322 si’ e 342 no). Sono stati inoltre approvati, nonostante l’opposizione dei popolari, i passaggi del rapporto in cui si chiede alla Commissione Ue di elaborare proposte per il riconoscimento reciproco delle unioni omosessuali tra gli stati membri che gia’ le ammettono e al Consiglio europeo di ”riaffermare il principio di uguale trattamento senza distinzione di religione o credo, disabilita’, eta’ o orientamento sessuale”. “Non una parola – continua Cresci – ho sentito sul tema dai principali telegiornali Rai e Mediaset che come al solito sono succubi di certa cultura restauratrice regnante nel Belpaese, anziché fare il proprio lavoro di corretta informazione. L’Italia dovrà adeguarsi volente o nolente, per porre fine alla cassificazione in corso tra cittadini di serie A e cittadini di serie B. Ci viene richiesto uno scatto in avanti che richiederà ancora molto sforzi e battaglie, ma ci arriveremo checchè ne dicano Angelino Alfano da una parte e Rosy Bindi dall’altra in una sorta di consociativismo PDL-PD di stampo omofobico sul matrimonio che deve essere solo eterosessuale”.(Antonio Di Pietro)

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Quale spiritualità per l’uomo di oggi?

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2012

Roma, mercoledì 22 febbraio 2012 ore 9,30 Hotel Columbus, via della Conciliazione 33 conversazione con S.E. il cardinale Gianfranco Ravasi e il regista Ermanno Olmi in occasione della presentazione della Biblioteca Universale Cristiana una nuova iniziativa Famiglia Cristiana – Edizioni San Paolo

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Barack Obama: l’uomo del sistema

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 dicembre 2011

Barack Obama and Michelle Obama

Image via Wikipedia

Siamo oramai vicini ai 4 anni del mandato presidenziale di Barack Obama. Molto ricorderanno gli entusiasmi suscitati entro e fuori gli U.S.A., per l’elezione di quest’uomo così diverso dal clichet che ci eravamo fatti sulla classe politica americana tanto che sull’onda di questo forte spirito innovativo gli fu anche assegnato, dalla vecchia Europa, il premio Nobel per la pace. Ora alle luci fanno posto non poche ombre. Dovremmo, forse, gridare al tradimento, ma non lo facciamo per il semplice motivo che a spiegarci la ragione è la real politik. Obama, per quanto “liberal” è pur sempre l’uomo del sistema, alias capitalismo e dove vi è una cultura dell’apartheid tra chi ha e chi è molto forte e tanto ben radicata che le stesse vittime si sentono portate ad esaltare il ruolo dei carnefici. Non si può spiegare altrimenti la circostanza che vi siano milioni di statunitensi senza una copertura sanitaria decente e che, in chiave politica, non facciano nulla per un cambiamento di rotta. Un popolo che da decenni rincorre il “sogno americano” della ricchezza mentre si impoverisce sempre di più. Ed è un sogno che è stato esportato per ogni dove con gli effetti deleteri che ha imposto alle culture dei popoli e alle loro tradizioni. Se vogliamo limitarci al caso Italia posso dire che gli allievi, per certi versi, hanno superato il maestro. Stiamo distruggendo sistematicamente quanto di buono abbiamo costruito negli anni passati con dure lotte e sacrifici di ogni genere per affermare il diritto al lavoro, all’assistenza e alla previdenza. Questi tre capisaldi sono ora messi in discussione perchè lo stato intende rinunciare a proteggerli. Lo fa perchè la salute è diventato un business e il lavoro è un optional. Di certo questi tre diritti hanno bisogno d’essere revisionati ma a distruggerli ce ne corre. Non diciamo nemmeno che il servizio pubblico è eccellente ma sosteniamo, semplicemente, che se non lo valorizziamo e gli offriamo gli strumenti adeguati per farlo funzionare, non possiamo nemmeno affermare che è obsoleto. Ed è qui semmai che devono essere esaltati i due diritti fondamentali ovvero quelli della vita e del vivere. Dentro di essi dobbiamo costruire ed esaltare lo strumento che motiva la ragione dell’essere società, stato, comunità per garantire ad ogni nascituro la possibilità di vedersi garantita l’assistenza, l’alimentazione, l’istruzione, il lavoro e una serena vecchiaia. Sono aspetti che non possono e non devono essere delegati ad altri per poi tradurli in interessi mercantilistici. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Libro di Gustavo Raffi

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 novembre 2011

In nome dell’uomo. Dal Risorgimento alla modernità, il ruolo del Grande Oriente nell’Italia unita cura di Gerardo Picardo, prefazione di Paolo Peluffo. Molti patrioti italiani, liberali o democratici, furono massoni e la Massoneria diede un contributo fondamentale alla rivoluzione nazionale. Una tesi sempre bistrattata dalla storiografia tradizionale che oggi torna alla ribalta grazie alle ricerche condotte negli archivi rimasti al Grande Oriente d’Italia dalla devastazione del periodo fascista. Il Gran Maestro Gustavo Raffi ci accompagna in un viaggio dal Risorgimento ai giorni nostri, da Cavour a Internet per una nuova visione della storia italiana riletta attraverso le vicende della più antica comunione massonica del nostro paese. Pagine 232 Euro 17,00 Codice 14320A EAN 978-88-425-4947-5

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Le periferie a misura d’uomo

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2010

Roma 1-2 dicembre 2010 Auditorium Ara Pacis,  in Via di Ripetta, si terrà il convegno “Ritorno alla Città”, promosso dall’Assessorato alle Periferie di Roma Capitale. L’incontro segue idealmente il workshop internazionale di aprile 2010, “Modelli di Trasformazione Urbana”, avviato dall’Amministrazione capitolina in continuità con il progetto del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, di dotare la Capitale di un Piano Strategico di Sviluppo, e con l’obiettivo di giungere agli Stati Generali della Città con un ampio ventaglio di apporti e di suggerimenti da parte di tecnici, studiosi e di esponenti della società civile.
I lavori, che saranno aperti dal sindaco Gianni Alemanno, prevedono la presentazione di progetti ad opera di Allies & Morrison, Peter Calthorpe, David Dernie, Francesco Cellini, Wittfrida Mitterer, Lucien Kroll, Leon Krier, Paolo Portoghesi, Franco Purini, Marco Romano, Cristiano Rosponi, Nikos A. Salingaros. Seguiranno interventi di Francesco Coccia , Livio De Santoli e Paolo Colarossi. A concludere due tavole rotonde: una sulle “regole” con Fabrizio Ghera, Teodoro Buontempo, Marco Corsini e Luciano Ciocchetti; l’altra sulle “risposte” con Massimo Frontera, Fabio Bastianelli, Eugenio Batelli, Giovanni D’Onofrio, Maurizio Flammini, Francesco D. Rossi, Amedeo Schiattarella.

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Convenzione dei diritti dell’uomo

Posted by fidest press agency su sabato, 20 novembre 2010

Roma 22 e 23 novembre presso la Biblioteca della Camera dei deputati in Via del Seminario 76, si terrà il convegno “Stato di diritto e democrazia. Il rispetto e l’applicazione della Convenzione dei diritti dell’uomo nell’ordinamento italiano”.  Il convegno, promosso da Radicali Italiani, dal Partito Radicale Nonviolento e dai parlamentari radicali intende valutare le condizioni dello stato di diritto e della democrazia in Italia prendendo come punto di riferimento il rispetto della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.  I lavori saranno aperti il 22 novembre alle ore 9.30 dalla Vicepresidente del Senato Emma BONINO e andranno avanti sino alle 19.30, con la partecipazione dei massimi esperti della materia che individueranno gli ambiti tematici in cui i diritti e le libertà convenzionali sono maggiormente minacciati. Tra gli interventi previsti, ci saranno quelli dei professori Patrono, De Sena, Francioni, Condorelli, Zagreblesky e del Segretario di radicali Italiani Mario Staderini.  Dalle ore 10.30 del 23 novembre, , subito dopo la presentazione del documento finale dei lavori redatto dagli accademici, si terrà una tavola rotonda presieduta dal deputato radicale Matteo Mecacci e con la partecipazione di politici e rappresentanti istituzionali. Concluderà i lavori Marco Pannella.  http://www.radicali.it/convegnocedu

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Ascolta il cuore, accogli la vita

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 novembre 2010

Roma dal 19 al 21 novembre prossimi si svolgerà a Roma presso il Torre Rossa Park Hotel, l’annuale Convegno nazionale dei Centri di aiuto alla vita.  500 volontari degli oltre 300 Centri sparsi in tutt’Italia parteciperanno a questa XXX edizione del convegno che avrà come titolo “Ascolta il cuore, accogli la vita” Il Convegno si aprirà  con due riflessioni: “Il cuore della Chiesa per la vita dell’uomo” di mons. Luigi Negri e “La pastorale della vita” del card. Elio Sgreccia.  A mons Sgreccia, pioniere della bioetica come disciplina scientifica, verrà attribuito il Premio europeo per la vita “Madre Teresa” giunto alla terza edizione.Nella mattinata di sabato, tra le altre relazioni si terrà quella su “Il dialogo per la vita” di Alessandro Meluzzi.

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L’uomo ombra

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2010

Lettera al direttore. Scrive Carmelo Musumeci ergastolano ostativo detenuto nel carcere di Spoleto (Via Maiano, 10 – 06049 Spoleto  – PG ): Ho ricevuto questa domanda nella rubrica della “Posta Diretta” che tengo nel sito di http://www.informacarcere.it  Voi ergastolani vi definite “Uomini ombra” ma non pensate alle persone che sono morti per causa vostra che non hanno neppure più la loro ombra? Sono d’accordo con lei solo di una cosa “Chi vuole giustizia in realtà desidera vendetta.” Io lo ammetto, voglio vendetta. Spero che lei non esca mai e che muoia in carcere.  Ho risposto in questo modo Chi violenta, uccide, mangia bambini o ammazza persone inermi e innocenti difficilmente è condannato all’ergastolo. Molti di loro scelgono riti alternativi, altri collaborano o scelgono di usare la giustizia per avere sconti di pena. E anche se alcuni di essi sono condannati all’ergastolo, non è mai quello ostativo a qualsiasi beneficio ma quello normale che dopo dieci anni puoi uscire in permesso, a venti in semilibertà e a venticinque in condizionale. Lei non sa, o fa finta di non sapere,  che su 1400 ergastolani saranno una trentina quelli che hanno sulla coscienza morti innocenti. Tutti gli altri sono stati condannati all’ergastolo perché sono riusciti a sopravvivere a guerre interne alla malavita organizzata. E fra gli ergastolani ostativi sono pochissimi quelli condannati per omicidi di persone innocenti, forze dell’ordine o altro. Tutti parlano bene dei morti e male dei vivi, se fossi morto nei numerosi attentati che ho subito, forse parlerebbero bene anche di me. L’ho detto molte volte: nella malavita organizzata sia i vivi, sia i morti, sono colpevoli. Non ci sono vivi cattivi e morti buoni,  come non ci sono vivi buoni e morti cattivi. Infatti, molti anni fa era difficile che omicidi maturati nella malavita fossero condannati alla pena dell’ergastolo. Molto tempo fa l’ergastolo ostativo non esisteva. Solo esigenze politiche hanno portato a condannare ragazzi di 18-19 anni alla pena dell’ergastolo ostativo e imprenditori, finanzieri e politici corrotti a pochi mesi di carcere. In guerra non ci sono soldati buoni e soldati cattivi,  ci sono solo soldati che si ammazzano fra loro.  Lo Stato, che li ha condannati e  dopo la condanna li ha usati come trofei politici, è responsabile del fatto che questi ragazzi sono cresciuti nell’illegalità amministrativa e culturale, frutto dell’abbandono più totale da parte delle stesse Istituzioni che avrebbero dovuto tutelarli. Questa è la verità storica, oggettiva e sociologica che i mass media nascondono. Io non credo che la Giustizia/vendetta si ottenga con il carcere a vita  perché se lo Stato agisce come i criminali,  dove sta la differenza fra noi e loro? Un uomo per essere giusto dovrebbe avere pietà e perdonare anche a rischio di farsi ingannare. Io una volta avevo perdonato un mio nemico e dopo un po’ di tempo sono stato ringraziato da lui con sei pallottole ma non ho mai rimpianto di averlo perdonato. Per il resto preferisco non uscire mai e morire in carcere che diventare “criminale” come lei. Buona vendetta.

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La visione dell’uomo di San Tommaso d’Aquino

Posted by fidest press agency su martedì, 18 agosto 2009

Egli affermava che la persona umana non è isolata. E’ in relazione reale, come dicevano gli scolastici, e quindi non soltanto volontaria con gli altri e si articola organicamente; si sviluppa, cioè organicamente in una serie ordinata e crescente di entità sociali che vanno dalla famiglia alla comunità religiosa, dagli organismi di classe alle comunità di lavoro e che si coordinano nello Stato, il quale non è tutta la società, ne è una delle forme sociali nelle quali si articola l’organismo sociale. C’è lo Stato, la società politica, ma c’è anche la società economica, c’è la società religiosa e familiare e così via. Lo Stato a questo riguardo non la integra ma la dirige, la coordina, la integra e dove è necessario la sostituisce. Ma la funzione statale, in questa concezione, è rispettosa sia della realtà della persona, come creatura libera avente questo valore trascendente, sia della realtà di tutti questi enti, che questa creatura libera crea e che hanno perciò un loro originario statuto giuridico. A tale riguardo si pensava, soprattutto, alla famiglia, alla Chiesa, alle comunità territoriali, ai sindacati, alle comunità di lavoro, all’impresa, alle comunità politiche, la scuola e la comunità internazionale. Furono riflessioni importanti che resero più coesa l’azione politica e le consentirono un dialogo più costruttivo pur nella diversità ideologica esistente. Rimase questo forse il momento più alto della proposta cattolica riguardante il corretto rapporto fra individui, società e Stato.

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