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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘uova’

Uova contaminate: Ruocco, riunione al ministero

Posted by fidest press agency su domenica, 27 agosto 2017

uovaIl direttore per la sicurezza alimentare del ministero della Salute, Giuseppe Ruocco, in un’intervista a Repubblica, ha dichiarato che la prossima settimana ci sarà una riunione con gli altri ministeri interessati e le associazioni di categoria sulle uova contaminate con fipronil.
“Bene, siano però convocate anche le associazioni di consumatori che, rappresentando gli acquirenti di uova e, conseguentemente, gli effettivi destinatari di ogni provvedimento, hanno diritto di essere ascoltati, anche per poter poi correttamente informare gli utenti, rassicurandoli rispetto ad eventuali rischi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“In particolare, chiediamo che sia convocato un organismo già previsto, ossia la Sezione consultiva delle associazioni dei consumatori e dei produttori in materia di sicurezza alimentare del Cnsa, ossia del Comitato nazionale per la sicurezza alimentare” conclude Dona.

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Dopo le uova e ovoderivati al fipronil anche carne di gallina sotto la lente d’ingrandimento delle autorità sanitarie belghe

Posted by fidest press agency su martedì, 15 agosto 2017

gallineCome per lo scandalo delle uova e ovoderivati contaminate al fipronil, l’insetticida il cui uso è vietato sugli animali ad uso alimentare, lo “Sportello dei Diritti” è in grado di segnalare in anteprima che l’agenzia federale per la sicurezza della catena alimentare (FASFC) del Belgio sta effettuando test di rilevazione del fipronil non solo nelle uova, ma anche nella carne delle galline. Tale notizia è già stata segnalata in data odierna dalla stampa fiamminga. È noto, infatti, che dopo aver completato il suo ciclo vitale, le galline vengono macellate e possono ad esempio essere vendute come pollo da bollire. Questa carne surrogata del pollo è venduta anche in Africa, principalmente in Congo. Negli allevamenti di galline sequestrate nel caso del fipronil, “chiediamo innanzitutto di analizzare le galline prima di essere macellate”, ha detto un portavoce della FASFC. “Preleviamo un campione ufficiale ed esaminiamo se i polli possono essere commercializzati. Un pollo contaminato dal fipronil non può andare al macello ai fini del consumo”.Attualmente dev’essere specificato che il problema del fipronil non riguarda la carne dei polli, sottolinea, comunque, la FASFC. Insomma, lo scandalo si allarga e dopo le raccomandazioni della Commissione UE che ha rilanciato l’allerta in numerosi paesi europei, tra cui l’Italia, e la successiva replica del Ministero della Salute che ha invitato ad evitare allarmismi, Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, rileva che si è aperto un altro fronte, quale quello della carne delle galline che dovrà essere comunque immediatamente chiarito dalle autorità sanitarie europee e italiane per rendere edotta la popolazione circa l’insussistenza di alcun rischio per la salute umana.

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Scandalo uova al fipronil

Posted by fidest press agency su martedì, 15 agosto 2017

uova embrionateGiorni fa  lo “Sportello dei Diritti” nella sua costante attività di vigilanza sulle allerte e richiami alimentari aveva segnalato, per prima, in Italia lo scandalo delle uova contaminate al fipronil, provenienti in particolare Belgio e nei Paesi Bassi, facendo presente che risultava che uova e prodotti derivati non fossero state commercializzate in Italia. Ora rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, anche il Ministero della Salute, in una nuova comunicazione dopo il presunto coinvolgimento del nostro Paese, fa chiarezza sulla situazione. Di seguito, quindi, il comunicato estrapolato dal sito istituzionale del Ministero della Salute che chiarisce ulteriormente come non risultino commercializzati in Italia né uova né derivati, ma che risulta alta la vigilanza sanitaria regionale anche attraverso i carabinieri del Nas:
“Si fa seguito alla comunicazione diramata dalla Commissione europea circa il coinvolgimento dell’Italia nella distribuzione delle uova o da derivati (ovoprodotti) contaminate da fipronil. Dai riscontri incrociati, effettuati dal Ministero della Salute, tra le liste di aziende coinvolte e di quelle che hanno spedito prodotti in Italia negli ultimi tre mesi, al momento risulta solo, da una segnalazione delle autorità francesi, pervenuta in data 8 agosto attraverso il RASFF, che un’azienda di tale Paese ha acquistato uova da uno degli allevamenti olandesi interessati e le ha trasformate in ovoprodotti che ha poi venduto anche presso un’azienda italiana. Su disposizione del Ministero, le autorità sanitarie locali hanno provveduto a porre sotto sequestro la partita, e quindi il prodotto non è stato posto in commercio. Pertanto, ad oggi, non risultano distribuiti al consumo uova o derivati (ovoprodotti) contaminate da fipronil sul territorio nazionale. Il Ministero della salute, in ogni caso, continua a valutare con attenzione le informazioni relative alla circolazione dei lotti in Europa (anche in considerazione delle nuove segnalazioni sul sistema di allerta comunitario che provengono da Paesi prima non coinvolti), avvalendosi della stretta collaborazione delle autorità sanitarie regionali e dei Carabinieri Nas. È stato altresì predisposto un piano di campionamenti su uova, ovoprodotti e carni di pollame per la ricerca di fipronil che verrà attuato in via cautelativa, anche in assenza di segnalazioni specifiche.”

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Uova come riconoscerle

Posted by fidest press agency su sabato, 15 gennaio 2011

Dopo l’ennesimo scandalo delle uova tedesche alla diossina, numerosi consumatori ci hanno chiesto come identificare quelle non inquinate o non compromesse. E’ appena il caso di ricordare che la stragrande maggioranza, circa il 99%, delle uova che consumiamo vengono prodotte in Italia. Il problema  riguarda i prodotti  derivati (biscotti, paste, ecc.) che contengono uova inquinate. Difendersi e’ piuttosto difficile a meno che non si scelgano alimenti a denominazione o biologici. Vediamo di capire cosa significa il codice che troviamo impresso sulle uova, per esempio:
2 IT  573 FC 001 Entro il 22.12
* 2: sta ad indicare il tipo di allevamento: 0 per quello biologico, 1 all’aperto, 2 a terra e 3 in gabbia. Noi consigliamo le uova allevate biologicamente.
* IT: e’ il Paese di produzione, in questo caso l’Italia (DE sta per Germania);
* 573: codice Istat del Comune di produzione;
* FC: Provincia di produzione;
* 001: codice dell’allevamento;
* Entro il 22.12: data entro la quale è preferibile il consumo. (fonte Aduc)

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Uova alla diossina

Posted by fidest press agency su martedì, 11 gennaio 2011

Il recente ritrovamento di diossina nelle uova che ha portato alla chiusura di migliaia di allevamenti tedeschi non deve preoccupare eccessivamente i consumatori italiani.
L’importazione di questo prodotto dalla Germania, infatti, nel nostro Paese è minima; inoltre una specifica normativa prescrive già da anni un sistema di etichettatura in cui è prevista l’indicazione obbligatoria dell’origine direttamente sul guscio di ogni singolo uovo.
Sebbene, dunque, il sistema di allerta rapido in vigore in tutta Europa ha già portato all’immediato ritiro del prodotto a rischio da tutti i punti vendita, i consumatori possono verificare la provenienza delle uova già acquistate leggendo il codice alfanumerico stampigliato sul guscio.
Per facilitarne l’interpretazione, Adiconsum ricorda che tale codice contiene le seguenti informazioni: • il tipo di allevamento: – 0 per il biologico
– 1 per le galline allevate all’aperto
– 2 per le galline allevate a terra
– 3 per quelle in batteria;
• la sigla del paese di allevamento: IT, FR ecc.;
• il codice attribuito all’allevamento (8 caratteri) che individuano:
– il codice Istat del comune sede dell’allevamento (3 cifre)
– la sigla della provincia (due lettere)
– il numero che l’Asl attribuisce all’azienda agricola (3 cifre).
Adiconsum sottolinea come questo caso sia esemplificativo dell’utilità dell’obbligo dell’origine indicata in etichetta. Purtroppo nella maggior parte dei prodotti alimentari tale obbligo non è previsto.

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Germania: Mangimi, diossina in latte, uova e carne

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

Nuovo scandalo alimentare: diossina in latte, uova e carne provenienti dalla Germania. Sotto accusa i soliti mangimi.  La notizia l’avevamo data gia’ il 4 gennaio scorso sul nostro sito web Ricordiamo che la diossina ha effetti cancerogeni, si accumula nel nostro organismo e viene molto lentamente eliminata. Che fare? Intanto per motivi precauzionali e fino a quando le competenti autorità non dichiareranno il “fuori pericolo”, sconsigliamo i consumatori di acquistare e assumere carne, latte e uova provenienti dalla Germania. Per le uova e la carne (almeno quella bovina) c’è l’indicazione del Paese di provenienza, per il latte si puo’ scegliere quello che riporta le informazioni relative (es. latte prodotto in Italia). Il problema si pone sui prodotti derivati, per esempio, il latte contaminato, la carne e le uova possono trovarsi in molti prodotti quali biscotti e dolci vari, yogurt e formaggi, paste alimentari, salsicce, ecc., dove non e’ indicato il Paese di origine. In questo caso il consumatore non ha molte difese se non la scelta di prodotti doc, che indicano il Paese e la zona di provenienza. Sarebbe opportuna una normativa generale sugli alimenti -che da tempo sollecitiamo- che indichi il Paese e le aziende di provenienza. Nel frattempo, occhio all’etichetta! (fonte Aduc)

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Escrementi e insetti nelle uova

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 settembre 2010

Maxisequestro per una ditta di dolciumi nel Veronese. I carabinieri del Nas di Verona hanno sequestrato dieci milioni e 300mila uova stoccate senza tenere conto delle norme igienico-sanitarie, a temperature non adatte e addirittura in mezzo a insetti e connessi escrementi di topi. In merito alla notizia a dir poco sconcertante è intervenuto Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “Questo è un vero e proprio crimine, fatti ripugnanti come questi avvenivano in tempo di guerra e mi rincresce sapere che nel nostro Paese esistano ancora  individui capaci di simili scempi”. L’operato disdicevole dell’azienda è venuto alla luce grazie ai Nas di Padova e del Reparto Analisi dei carabinieri per la Tutela della Salute, i quali hanno accuratamente ispezionato la ditta specializzata nella fornitura di ovoprodotti destinati negli impasti di panettoni, pandori e dolci di produzione industriale. “Mi fa piacere apprendere – conclude l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro –  che i Nas, il quale svolgono da sempre un egregio lavoro, siano riusciti a contrastare l’azione criminosa e spero che i malfattori paghino con una pena severissima”.

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Uova di dinosauro: I reperti a Villa Fondi

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 settembre 2009

Museouova di dinosauroPotrebbero esserci  resti scheletrici  di embrione di 120 milioni di anni fa nelle due uova di dinosauro sequestrate dal Nucleo  Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale in penisola sorrentina, ad un privato nel  2006  insieme ad altri reperti  ed ora riconsegnate alla SANP che le conserva nei magazzini del Museo di Villa Fondi. Le uova, non immediatamente identificate, furono subito periziate dalla direttrice del Museo Villa Fondi, Tommasina Budetta che prese in considerazione lfipotesi si trattasse di un reperto fossile e chiese quindi ulteriori indagini agli esperti del Museo antropologico della Federico II di Napoli. Confermata lfipotesi dellfarcheologa le uova  saranno sottoposte a ulteriori  analisi scientifiche, cosi come sarà analizzato il terreno che le ingloba per individuarne la precisa provenienza territoriale. Di  16 cm di diametro, le uova risalgono probabilmente al periodo cretaceo (120-65 milioni di anni fa) e potrebbero essere  state deposte da un dinosauro del gruppo degli ornitischi.ff Sarebbe interessante costruire intorno a questo eccezionale reperto una mostra tematica che dovrà coinvolgere istituti di ricerca e università, ma che sicuramente darebbe un notevole contributo per il rilancio e la valorizzazione del Museo Archeologico territoriale della penisola sorrentina”  dichiara la dott.ssa  Budetta (uova, museo)

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