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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

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Perché è urgente privatizzare la Rai

Posted by fidest press agency su martedì, 18 maggio 2021

In periodo di rinnovo del consiglio d’amministrazione della Rai, che ci dicono dovrebbe cambiare tutto, ci sembra invece opportuno ricordare che in materia non esistono mezze misure, ma solo soluzioni radicali che, tra l’altro sono state auspicate anche da un referendum vinto da chi ha perorato la privatizzazione del servizio pubblico radiotelevisivo. Occasione per tornare (1) in materia è una servizio andato in onda ieri 13 maggio su Rai2 e che riproponiamo. Non un servizio dei programmi dell’accesso, dove gli aventi diritto dicono quel che vogliono, ma una trasmissione, “Il Contrappunto”. Stiamo perorando la censura? Non ci sembra, visto che il problema che poniamo non è l’espressione di opinioni critiche su alcune normative di cui il telespettatore è stato informato, ma sulle falsità che hanno caratterizzato tutta questa trasmissione. Il contrario di quello che dovrebbe essere un servizio pubblico. E se qualcuno crede che queste cose siano correggibili, magari perché sta arrivando il nuovo cda o altre amenità del genere, è bene ricordare che vicende del genere sono all’ordine del giorno nella tv di Stato. Dipende solo da chi in un determinato momento è al Governo e al Parlamento (tutto inclusa l’opposizione), ché sono loro che decidono chi, come, dove e quando e, di conseguenza, non potrebbero che essere faziosi. La Rai non è possibile cambiarla. Tutti “ci mangiano” e nessuno la vuole cambiare. La Rai è un servizio di Stato e monopolista che si occupa di tutto, dalla culla alla bara, non un servizio di informazione istituzionale. Perciò va privatizzata e chiusa come servizio di Stato, affidando (solo) l’informazione istituzionale a chi vince una gara. E se le professionalità da essa finora sviluppate vogliono continuare ad esistere, che lo facciano nell’agorà del mercato, al pari coi loro concorrenti. Oggi invece la Rai è in abuso di posizione dominante perché, oltre a fruire come i suoi concorrenti del mercato pubblicitario, riceve anche il sussidio pubblico con quella bella che chiamano canone. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Necessario supporto urgente per aiutare i rifugiati etiopi diretti in Sudan

Posted by fidest press agency su martedì, 24 novembre 2020

Mentre il numero di persone in fuga verso il Sudan orientale dalla regione etiope del Tigrè ora supera le 33.000 unità, l’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, lavora senza sosta per assicurare assistenza vitale a donne, bambini e uomini estremamente bisognosi.Il personale presente ai varchi di confine di Hamdayet, nello Stato di Kassala, e di Lugdi, nello Stato di Gadaref, continua a registrare migliaia di nuovi arrivi ogni giorno.I rifugiati hanno raccontato al personale dell’UNHCR come siano stati colti nel mezzo delle loro attività quotidiane dallo scoppio improvviso degli scontri. Il personale ha incontrato insegnanti, infermieri, impiegati d’ufficio, agricoltori e studenti colti completamente di sorpresa. Molti sono dovuti fuggire senza poter portare i propri effetti personali e hanno dovuto camminare per ore e attraversare un fiume per mettersi in salvo in Sudan.I rifugiati arrivano in aree remote dotate di pochissime infrastrutture. Sono necessarie almeno sei ore per raggiungere Hamdayat da Kassala e per arrivare al Villaggio 8, un altro sito che accoglie temporaneamente i rifugiati. Il personale al confine è costretto a imbarcarsi su un traghetto che può trasportare al massimo quattro veicoli oppure fare una deviazione di tre ore via terra.Le esigenze complessive sono enormi, ma sono stati compiuti progressi nell’assicurare una risposta, dato che un numero maggiore di aiuti è ora in grado di raggiungere il confine. Continuano a essere assicurati pasti caldi e acqua potabile. L’UNHCR ha dispiegato personale per identificare le persone più vulnerabili portatrici di esigenze specifiche. Un numero ulteriore di forniture mediche è stato inviato alle cliniche, tra cui alimenti terapeutici e supplementari per il consumo immediato.Oltre 5.000 rifugiati sono stati traferiti dal confine all’insediamento di Um Raquba, a 70 km in direzione dell’entroterra.L’UNHCR ha bisogno del supporto immediato dei donatori per poter continuare ad assistere il crescente numero di rifugiati.In Etiopia, il numero di sfollati interni è in continuo aumento dopo quasi due settimane di conflitto. La difficoltà di accedere a quanti necessitano di aiuto, sommata all’impossibilità di far entrare aiuti nella regione, continuano a costituire un serio ostacolo. L’Agenzia esprime crescente preoccupazione per l’incolumità e la sicurezza di tutti i civili nel Tigrè, compresi i 100.000 rifugiati eritrei accolti in quattro campi. L’UNHCR non ha notizie del proprio personale da lunedì ed esprime profonda preoccupazione a riguardo.I rifugiati eritrei nel Tigrè dipendevano totalmente dagli aiuti, compresi cibo e acqua, prima che scoppiasse il conflitto, e vi sono seri motivi di preoccupazione che le ostilità in corso possano condizionare drasticamente l’erogazione di servizi nei campi. Le razioni alimentari sono assicurate fino alla fine di novembre, pertanto è di importanza fondamentale che gli operatori umanitari possano tornare ad avere accesso e a distribuire cibo supplementare prima che i rifugiati restino senza. L’UNHCR si unisce alle altre agenzie delle Nazioni Unite nell’appello a tutte le parti in conflitto a proteggere i civili sfollati e a garantire l’incolumità degli operatori umanitari, assicurare un cessate il fuoco temporaneo con effetto immediato che consenta di attivare corridoi umanitari, e sollecita a garantire accesso umanitario incondizionato e immediato che permetta di prestare assistenza a quanti ne hanno bisogno nelle aree sotto il controllo di ciascuna parte belligerante.

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Morti sospette. Ospedale Saronno: chiesta audizione urgente

Posted by fidest press agency su sabato, 3 dicembre 2016

regione lombardiaIl M5S Lombardia ha depositato oggi una richiesta d’audizione urgente sui fatti occorsi all’Ospedale di Saranno. M5S chiede di ascoltare “la Direzione Generale dell’assessorato Welfare di Regione Lombardia e la Direzione Generale della ASST della Valle Olona”, “per essere portati a conoscenza della situazione e dei controlli effettuati in questi anni dalle due DG sul suddetto Ospedale”.
Paola Macchi, consigliera regionale del M5S Lombardia, dichiara: “La situazione è molto grave e confusa, riteniamo indispensabile fare immediatamente questa audizione. Il passo successivo sarà quello di chiedere una commissione d’inchiesta sui controlli effettuati in questi anni e sullo svolgimento della Commissione istituita dalla direzione ospedaliera di Busto Arsizio nel 2013, proprio per indagare sull’operato di Cazzaniga dopo le denunce di alcuni infermieri, che non porto’ a nulla. In queste vicende deve essere evitato il rischio di gettare ulteriore discredito sui presidi ospedalieri e sulla professionalità di migliaia di persone che ci lavorano onestamente. E’ una questione di sicurezza per la vita stessa dei cittadini, e di dovere da parte dei dirigenti di approfondire opportunamente le denunce fatte dallo stesso personale sanitario; e’ chiaro che devono emergere tutte le responsabilità di chi non ha controllato a dovere e non ha preso provvedimenti per tempo”.

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“Una politica per il libro non è più solo urgente, è in ritardo”

Posted by fidest press agency su sabato, 12 ottobre 2013

Barnes & Noble nook (ebook reader device)

Barnes & Noble nook (ebook reader device) (Photo credit: Wikipedia)

E’ un bilancio amaro quello del presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo in occasione della presentazione del Rapporto AIE sullo stato dell’editoria in Italia alla 65ma edizione della Buchmesse, il più importante appuntamento internazionale per lo scambio dei diritti del settore librario, in progra
mma a Francoforte . “In due anni il fatturato è diminuito del 14%, ogni giorno abbiamo notizie di librerie che chiudono, la crisi di liquidità si aggrava, si vanno rideterminando gli equilibri competitivi nei canali commerciali del libro, anche l’export cala – ha proseguito -. Serve un dialogo serio, diretto, subito. Siamo a Francoforte, in un contesto internazionale, ed è naturale fare dei confronti. Chiediamo una politica per il futuro che passi per una vera promozione del libro e della lettura, un’IVA parificata tra ebook e libri di carta, il riconoscimento della centralità dei contenuti all’interno dell’agenda digitale, un aggiornamento serio, non improvvisato, delle normative sul diritto d’autore. Il settore si aspetta molto da una buona politica: non sussidi, ma un supporto basato su regolamentazione, misure in favore dell’innovazione e promozione culturale”.I dati – Si allarga infatti la zona d’ombra nel 2013: secondo i dati Nielsen nei primi 8 mesi del 2013 si registra un peggioramento ulteriore del 5,4% nei canali trade (quelli rivolti al pubblico: librerie, online, grande distribuzione organizzata) rispetto allo stesso periodo del 2012. E’ il – 13,6% rispetto al 2011.Il 2012 annus horribilis per il libro – Registra una chiusura solo in apparenza più contenuta, rispetto al pesante segno meno nelle vendite dei canali trade (-7,8% nel 2012, secondo Nielsen), il mercato complessivo del libro (che comprende anche rateale, book club, collezionabili, export, vendite a biblioteche) nel 2012, attestandosi su un -6,3%. Resta però un annus horribilis, che raggiunge quota – 8,4% se dal perimetro si esclude – come ormai è necessario – il non book (fatto sempre meno da prodotti di cartoleria e sempre più da gadget) e il remainders. Ed evidenzia segnali da tenere sotto costante osservazione: cresce infatti il mercato dell’ebook, cominciano a cambiare le gerarchie dei canali di vendita – con un boom delle vendite online e la perdita di terreno delle librerie fisiche -, riacquista terreno (anche se di poco) la lettura in Italia, peggiora l’export sia del libro fisico che dei diritti di edizione. Sono questi gli elementi principali che fotografano il mercato editoriale 2012 e i primi mesi del 2013, così come risulta dal Rapporto 2013 sullo stato dell’editoria in Italia a cura dell’Ufficio studi AIE, disponibile da quest’anno solo in ebook sulle principali piattaforme (in allegato la sintesi, i punti dell’intervento del presidente Polillo e il messaggio del Ministro Bray). Qui le principali novità:Segno più per la lettura in Italia. Cresce quella di ebook – La lettura cresce (di poco) in Italia, anche se riguarda appena il 46% della popolazione, in altre parole oltre 26milioni di italiani con più di 6 anni. Il 30% del mercato è costituito da medi e forti lettori (che leggono più di 7 libri all’anno), che da soli generano tra il 39% e il 43% dei volumi di vendita di libri italiani. Nuove speranze vengono però dai libri digitali. Nel 2012 la lettura di ebook ha riguardato infatti il 3% della popolazione (con più di 14 anni): complessivamente 1,6milioni di italiani.Dove si compra il libro nel 2012? Sempre meno in libreria, sempre più online – I canali di vendita subiscono una non meno importante trasformazione. Innanzitutto nella quota di mercato che ricoprono: si assiste infatti a una perdita di quota della libreria fisica (solo varia, escluso scolastico di adozione) che passa dal 79% del 2008 all’attuale 73%. Cresce invece la quota dei canali on line per la vendita di libri fisici: valevano il 3% nel 2008, arrivano oggi all’11% che salirebbe fino al 13% se considerassimo anche l’ebook. Ci si avvicina così alla Grande distribuzione organizzata, che si conferma al 16%.E-book e digitale: raddoppia il mercato dei libri digitali.– Si stima (anche se i player internazionali non conferiscono i loro dati di vendita) che il mercato e-book nel 2012 abbia raggiunto una quota di mercato (trade) compresa tra l’1,8% e il 2%: valori in assoluto ancora modesti, anche se in prevedibile crescita. Complessivamente il mercato digitale (ebook + banche dati) ha mostrato un andamento positivo nel 2012, che non compensa comunque le pesanti flessioni del mercato “fisico”: escludendo i prodotti ibridi (carta + cd-rom/Dvd rom) ha raggiunto infatti una quota di mercato del 6,4% (con una crescita in 3 anni del 44,3%).In calo l’export del libro fisico: -10%. E in calo la vendita di diritti – Diminuiscono i titoli pubblicati in Italia che sono traduzioni da altre lingue: erano il 25% nel 1995, il 23% nel 2000, sono oggi il 20%: segno che l’editoria e la filiera dipendono meno dall’estero. Per la prima volta però si evidenziano due dati negativi sul fronte dell’export: cala del 7,5% la vendita di diritti di autori italiani all’estero (se mai solo con una minore accentuazione per il settore bambini e ragazzi), cala l’export di libri fisici, con un significativo -10% (anche se l’export vale circa l’1% del mercato).

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Evento umanitario “Cuore per la vita”

Posted by fidest press agency su sabato, 18 settembre 2010

Palermo 20 settembre 2010, alle ore 21.00, presso il Tennis Club Palermo 2 in via San Lorenzo n.13/a. Corrado Castagnetta ed il Cantautore-Missionario Rino Martinez, fondatore dell’Associazione “Ali per Volare” Onlus, indicono la Manifestazione “Cuore per la Vita”, organizzata per promuovere un programma di sensibilizzazione ed impegno sociale in tematiche legate agli aiuti umanitari. Per la particolare occasione si espleterà una raccolta fondi per sostenere la missione umanitaria a favore delle Popolazioni povere della Foresta sub tropicale africana del Congo, che necessitano di urgenti interventi medici. Per l’importante circostanza saranno presenti rappresentanti delle istituzioni locali civili e religiose.

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Isoradio alla protezione civile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 maggio 2010

Isoradio, nata per dare informazioni sulla viabilita’, copre meno della meta’ dei km di tutta la rete autostradale, mentre la sua piattaforma tecnologica ISO verra’ superata a breve dalla digitalizzazione terrestre in corso. Su questa radio il sottosegretario alla Protezione Civile, Guido Bertolaso, ha fatto sapere di volerla utilizzare, cosi’ come aveva fatto a suo tempo sulle due autostrade abruzzesi A24 e A25 in occasione del G8 de l’Aquila nel 2009 e i cui risultati non sono stati soddisfacenti, visto che in molti, lo scorso 10 marzo  sono stati intrappolati per molte ore nella neve proprio sull’A24. Su questo progetto della Protezione Civile l’Aduc (associazione per i diritti degli utenti e consumatori) ha già rilevato  come, in caso di emergenza viaria l’informazione viene curata dal centro “Viabilità Italia” del ministero dell’Interno e, attivare una analoga struttura, significa duplicare i costi a carico dello Stato, senza considerare che canali radiotelevisivi, per le informazioni emergenziali di varia natura, sono diffusissimi in tutta Italia. La Protezione Civile, che dovrebbe intervenire solo in caso di emergenza, tenta di allargare le proprie “competenze”: prima ai “Grandi Eventi” (con relativi strascichi giudiziari) ora anche ai canali radiofonici. Per questo motivo, col senatore Marco Perduca, ho presentato una interrogazione al ministero delle Infrastrutture e Trasporti per sapere: – cos’e’ accaduto lo scorso 10 marzo sull’autostrada A24; – quanto costera’ l’operazione Isoradio; – se si fara’ un bando europeo o ci sara’ l’affidamento diretto considerando il provvedimento “urgente e indifferibile”.

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Riforma fisco urgente

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 aprile 2010

«Ci fa piacere leggere dalle agenzie che anche Montezemolo considera la questione del fisco una priorità del Paese». Lo dichiara, in una nota, Francesco Russo, segretario generale di TrecentoSessanta, l’Associazione che fa riferimento ad Enrico Letta. «L’Italia vanta due record negativi tra i Paesi avanzati: il più elevato livello di evasione ed elusione fiscale e la tassazione più alta su chi lavora e su chi produce. Destinare quanto recuperato, dalla lotta all’evasione alla riduzione delle tasse, significa chiedere a tutta la comunità un impegno condiviso per costruire un fisco più giusto. Sarebbe – come diciamo da tempo –  un segnale in direzione della responsabilità e dell’equità. Ci sembra poi sintomatico che l’urgenza di una riforma del fisco venga oggi in Italia segnata dal PD, con le 10 buone azioni anti-crisi indicate ieri da Enrico Letta, e da soggetti esterni alla politica. Ma non da Berlusconi, paladino della riduzione delle tasse solo in campagna elettorale, che oggi sul punto tace e con Fini parla solo delle quote ex AN ed ex Forza Italia all’interno della maggioranza di governo».

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Giuliana Colussi nuovo presidente Confcooperative Fvg

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 febbraio 2010

È Giuliana Colussi la nuova presidente regionale di Confcooperative-Federsolidarietà, che rappresenta 152 cooperative sociali del Friuli Vg. Già guida di Federsolidarietà Pordenone, Colussi è stata eletta all’unanimità dall’assemblea regionale (riunita alla sala teatrale Bison di Fiumicello), che ha votato direttamente anche i 14 nuovi consiglieri della Federazione. La neopresidente, che ha raccolto il testimone dal past president Dario Parisini di Trieste, rimarrà in carica per 4 anni. «È quanto mai urgente – ha dichiarato Giuliana Colussi durante l’assemblea moderata dal presidente di Confcooperative Fvg, Franco Bosio e alla quale sono intervenuti anche il segretario regionale, Nicola Galluà, e i rappresentanti delle associazioni provinciali – rafforzare il peso di Confcooperative nel contesto socio-politico locale, riscoprire il senso della mutualità nel lavoro e collaborare con le altre centrali cooperative per attuare azioni di successo, come è avvenuto lo scorso dicembre in occasione della discussione sulla Finanziaria regionale: solo agendo uniti possiamo dare nuova linfa al settore». Un comparto, quello della cooperazione sociale, che traina l’intero movimento cooperativo e che continua a crescere. I dati lo confermano: al 31 dicembre 2009, in regione, erano attive 152 coop sociali (59 a Udine; 34 a Trieste, con anche 5 cooperative di mutuo soccorso; 27 a Gorizia e a Pordenone), contro le 127 del 2008. I soci, 6.277 nel 2008, hanno ora superato le 9mila 200 unità, mentre gli addetti (soci lavoratori più dipendenti) hanno raggiunto quota 5.119 nel 2009 contro i 4.902 del 2008. Il fatturato complessivo del comparto ha sfiorato i 130 milioni 300 mila euro (contro i 119 milioni 600 mila dell’anno precedente). Numeri descritti e analizzati anche nel volume “Origini e sviluppi della cooperazione sociale in Friuli Venezia Giulia.

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