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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘urla’

Patricia Highsmith: Urla d’amore

Posted by fidest press agency su sabato, 2 maggio 2020

Trad. Sergio Claudio Perroni, pp. 198, euro 7.99 (La Nave di teseo Editore)“Miss Highsmith è una crime novelist i cui libri possono essere riletti molte volte. Sono pochi gli autori di cui si può dire altrettanto. È una scrittrice che ha creato un proprio mondo – un mondo claustrofobico e irrazionale nel quale ogni volta entriamo con una sensazione di pericolo personale, con il capo mezzo girato all’indietro, persino con una certa riluttanza, giacché quelli che stiamo per sperimentare sono piaceri crudeli, finché, più o meno intorno al terzo capitolo, la frontiera si chiude alla nostre spalle, non possiamo ripiegare, e fino alla fine del racconto siamo destinati a vivere a contatto con un altro dei suoi tanti ricercati.Nulla più è sicuro quando abbiamo valicato questa frontiera. Non è il mondo come una volta credevamo di conoscerlo, ma per noi è paurosamente più reale dell’appartamento del vicino. Le azioni sono improvvise e improvvisate, e spesso le loro ragioni sono talmente inesplicabili che dobbiamo semplicemente accettarle sulla fiducia.”Dalla prefazione di Graham Greene

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Non temo le urla dei violenti, ma temo il silenzio degli onesti

Posted by fidest press agency su sabato, 16 aprile 2011

E’ la frase-testamento che ci ha lasciato Vittorio Arrigoni, indelebilmente scritta nel suo blog, come un sasso lanciato nello stagno per smuovere le coscienze. Ma gli “onesti” che tacciono hanno più diritto al silenzio? Un tale silenzio non somiglia, anche troppo, alla connivenza e alla corresponsabilità? E non si tratta, limitatamente, ai fatti tragici che si consumano da molti decenni in quella tormentata terra dove i rispettivi estremismi generano odio che sfocia nelle stragi e nello stillicidio delle morti. Sarà comodo oggi scrivere di Vittorio Arrigoni, scomodando l’eroismo e l’appello al vento a richiamo di un umanesimo tradito e relegato nelle cantine di questo Occidente egoista, che si nutre con le radici di una economia elitaria, che non genera lavoro e solidarietà, ma competizione da affrontare nei modi più ipocriti per trarre il maggior vantaggio. E’ stato questo Occidente che ha sostenuto i dittatori del Nord Africa per lucrare sul lavoro a basso costo e imponendo un genere di consumi aleatori ma redditizi. C’è voluto il sacrificio di un pacifista altruista e generoso per farci tentare un approccio globale al problema sul quale si preferisce tacere. La formulazione “il silenzio degli onesti”, pur nel rispetto di Vittorio Arrigoni che l’ha formulata, è fondamentalmente errata, perché l’onestà non si coniuga con il silenzio, così come il silenzio non identifica gli onesti, piuttosto gli omertosi, i mafiosi, i camorristi e gli assenteisti alle consultazioni elettorali. Onestà deve identificarsi con la partecipazione, con il coraggio delle proprie idee e con la forza della denuncia, senza adagiarsi sul comodo silenzio che condanna alla complicità. Vittorio Arrigoni doveva rientrare in Italia per essere presente alla commemorazione di Peppino Impastato, due vittime accomunate da un medesimo destino che dovrebbe scuotere le coscienze e rilanciare la dignità della denuncia e il coraggio della partecipazione. (Rosario Amico Roxas)

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Le urla dal silenzio

Posted by fidest press agency su domenica, 28 febbraio 2010

Lettera al direttore. E’ da un po’ che non scrivo i miei “dal di dentro”. A volte per comprendere meglio tutto ciò che ci circonda bisogna allontanarsi dalla “folla” e cercare un punto più alto di osservazione e stare fermo lì a osservare in silenzio. Solo così si possono notare le differenze, i cambiamenti. È come quando si gioca a scacchi o a dama, chi è fuori a osservare vede le mosse meglio di chi sta giocando. Cosa ho visto dal mio “osservatorio”? Ho visto follia! Sì, una strana follia che si sta impossessando dell’essere umano. A parte la xenofobia, l’omofobia, l’insensata paura non solo del diverso ma dell’altro, quello che più dovrebbe in questo momento preoccuparci è la follia che si è impadronita dei nostri stravaganti governanti. Si critica duramente l’Iran per la sua intenzione di arricchire l’uranio per le centrali nucleari e il giorno dopo annunciano la decisione d’iniziare i lavori per le centrali nucleari in Italia. In Italia, vi rendete conto! Calpestando la sicurezza di intere regioni e non solo, per amore verso il dio denaro. Questa è pura follia! Una centrale nucleare non basterà ad abbassare le nostre bollette della luce, ne costruiranno altre ancora… e allora? Con tutti i soldi spesi per costruirle inizieremo a risparmiare con la bolletta tra 50 anni, quando le prime centrali saranno già obsolete. Allora lo scopo reale di questa follia qual è? La mania di grandezza, la convinzione di potere assoluto di una classe politica che ha perso il lume della ragione, ecco qual è il vero motivo! Io avrei una proposta: costruire le centrali nucleari a patto che i nostri governanti ci vadano ad abitare accanto. Questo darebbe più sicurezza? No, ma in caso di incidente nella centrale sarebbe una bella soddisfazione se i nostri folli governanti fossero i primi a lasciarci… (Alfredo Sole Carcere di Opera)

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